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mercoledì, 11 marzo 2009


11 MARZO 2009

Chiude Nannucci.
Chiudono l'accesso ad internet coi fairuols aziendali.
Chiudono gli uffici, sbattono la gente a casa e l'enterteinment per impiegati viene meno.
I bolognesi continuano a lamentarsi e a rifugiarsi nel passato, tutti parlano, nessuno ascolta.... c'è troppo rumore e la cassazione decide che per i blog non vale la libertà di stampa.
E' evidente che ci meritiamo tutto.
Inutile continuare, meglio sparire senza troppi clamori.
Dopo più di quattro anni di attività on lain fornendo un prezioso servizio di libera informazione alla città, chiudo pure io.
Grazie a tutti per avermi seguito in questa fantastica avventura.
Addio spettro della bolognesità.

Danilo "Maso" Masotti
quello degli UMARELLS, quello dei NEW HYRONJA, quello di...
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postato da: maso_ alle ore 10:25 | Permalink | commenti (266)
categoria:maso
martedì, 10 marzo 2009


IL MUSEO DEL GIOCO AUTOMATICO BOLOGNESE


Dopo anni che questo blog parla del prodigioso Federico Croci aka Pinbol Uizard e dei suoi flipper sund videogiochi, finalmente qualcosa si muove e qualcuno delle alte sfere si acorge dell'enorme potenziale di quest'uomo e del suo patrimonio umanitario.
Quindi cosa è successo?
Scopriamolo leggendo questa imeil inviata alla cittadinanzia dal grande Croci.
Si mi, fil mi, rid mi...

Salve a tutti!

Giusto una breve nota per farvi sapere che lunedi' 16 marzo, intorno alle 9:45-10 di mattina, in Sala Bianca (in cima allo scalone) di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore 6, Bologna), c'e' un imperdibile evento che vede protagonista la pluripremiata Associazione Tilt!, rappresentata per l'occasione dal Presidente Federico Croci, coadiuvato dal Responsabile contro il divario digitale Max Negro e dal Direttore della sezione videogiochi Marco Vernillo.

Cosa succede? Fondamentalmente, i nostri eroi illustreranno alla Commissione Cultura del Comune di Bologna il progetto per un Museo del Gioco Automatico, cioe' flipper, jukeboxes e videogames ad oltranza.
La cosa durera' una mezz'ora, con discussione del progetto, domande e risposte, proiezione di immagini e video vari.

E' possibile per il pubblico prendere parte alla riunione, presentandosi sul posto (credo ci sia da firmare un foglio) all'orario indicato, dichiarando il motivo per cui ci si trova li' (ovvero, "il progetto presentato dall'Associazione Tilt! per un Museo del Gioco Automatico"). Ci hanno anzi spiegato che, se c'e' pubblico, e' buon segno, denota interesse per il tale progetto da parte della cittadinanza, quindi se vorrete intervenire potrete dire anche voi di aver contribuito alla giusta causa :-)

Insomma, lunedi' 16 mattina, se non avete nulla da fare, se tanto siete in cassa integrazione, se amate tanto i piccioni, se vi svegliate presto e non capite perche', se uscendo tardi avete paura siano finite le copie gratuite de "Il Bologna" al bar, se avete sempre desiderato far colazione di lunedi' alla Linea, allora...
venite a tifare per noi! :-)
--
Federico Croci
www.tilt.it
postato da: maso_ alle ore 08:54 | Permalink | commenti (12)
categoria:maso
domenica, 08 marzo 2009

I MANIFESTI DI TIZIANO MOTTI

Esco.
Le vie di Bologna sono piene di manifesti con la foto di Tiziano Motti.
I manifesti dicono "Vota Tiziano Motti per l'Europa"
Ma chi è Tiziano Motti?
Cosa vuol dire votarlo per l'Europa.
E' tutto il giorno che me lo chiedo.
Bella domenica pomeriggio bucolica.
Ritorno verso casa.
Tiziano Motti anche sui viali.
Ma chi è?
Per fortuna che c'è la rete, vado su gugol e cerco Tiziano Motti.
Trovo il sito: http://www.tizianomotti.com
Trovo un blog: http://www.tizianomotti.com
Trovo video: http://www.youtube.com/watch?v=2h42pHWE7FE&feature=related
Aiuto, non staranno mica entrando in politica i vecchi vestiti da giovani preconizzati e auspicati da Mello in L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO?
E mentre vi scrivo questo un certo Andrea De Maria mi chiede l'amicizia du feisbuk e io la accetto.
Qualcosa sta cambiando..
postato da: maso_ alle ore 21:12 | Permalink | commenti (11)
categoria:maso
venerdì, 06 marzo 2009


FILIPPO SCOZZARI

"Caro spettr. Danilotti,
Odio le pippe. Perciò, ti dichiaro di pacca che inseguendoti in rete, ho riscontrato in te un quid tra il monello, il casinaro creativo e lo scocomerato terminale che mi spinge a chiamarti fratello.
Farsi dar retta, senza rinunciare alle proprie menate, ed anzi "imporle" senza tanto gridare, a
Bulagna è sempre stato difficilissimo, ed io lo so BENE, per cui ancora cumplimànt, sul serio. Ce ne fossero."

Soccia che complimenti, grazie.
Chi mi scrive è il grande Filippo Scozzari autore di fumetti, illustratore e scrittore italiano.
Chi non sa chi sia vada a leggere su Uikipedia.
Chi non vuole sapere chi sia, legga l'altra imeil che ha mandato in redasione.

Spettrabile Spettro,
recentemente mi hanno parlato molto bene di te, e t'ho immediatamente cavalcato, divertendomi. Ma alla fine, con un socc mel di vivo disappunto, ho notato che Me non ci sono. E' zertamente colpa mia, ma che lo Spettro non sia invasato ANCHE da uno più bolognese della Garisenda, secondo me l'è trop.
Chiedo dunque di essere linkato (http://manualedellartebimba.blogspot.com/), in maniera che si sia reciprocamente informati sulle rispettive monellerie.
Tanto per dirne una, il 6 marzo 2009, alla Libreria Irnerio, in via Irnerio, presenterò "XXXX! racconti Porni", un'antologia di racconti contro la pornografia edita dalla Coniglio Editore.
Se c'è una cosa che mi fa andare in bestia, quando si osa affrontare l'argomento GNOCCA, questa è l'idiozia da caserma con la quale di solito il tema viene trattato. Idiozia, banalità, imbecillaggine sfrenata, insomma hai capito.
Questa mia civica indignazione, arf arf, una diecina d'anni fa produsse una quarantina di racconti, che andarono a ruba con la Castelvecchi Editore, e che ora rivedono finalmente la luce.
Che cosa c'entra tutto ciò con te, Spettro?
Oltre al fatto che sono un indigeno meritevole, all'interno del libro, gardenia all'occhiello con la quale mi permetto di romperti le scatole, si trova un racconto, "L'Odore delle Operaie", ambientato nelle fabbriche che circondano o circondavano Bulagna: Minganti, Ceccoli, Menarini... Ma nellibro di sentori bolognesi ce ne sono un po' dappertutto .
Ma ora basta con la promòscion: non penso che tu sia una sorta di Costanzo Show, e certo non voglio essere scambiato per uno dei suoi ospiti.
Fatti un viaggio nel mio blog, caro Spettro, così avrai più chiaro chi e cosa sono.
Cheddici, si può fare?
Filippo Scòzzari

Si, si può fare.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (20)
categoria:maso
mercoledì, 04 marzo 2009


UMARELLS FIUTURSCIO'

Oggi poche parole, ma solo un pò di promozione.
Per prima cosa vi dico che alle 12 di oggi, giovedì 5 marzo 2009, sarò ospite del grande Gabriele Cremonini, uno che ha scritto per il teatro, la tv, la radio, la pubblicità e su quotidiani e periodici e che con Pendragon ha pubblicato il romanzo Sputasangue (premio Rhegium Julii opera prima), CiBò (viaggio in 100 tappe nella gastronomia bolognese) e Bo-stick (100 racconti su Bologna e il suo territorio) e soprattutto Maiali si nasce, salami si diventa (Racconti, divagazioni, aneddoti, proverbi e ricette intorno al "migliore" amico dell'uomo, il più simile a lui, sul quale si è fondato il mito della "grassa" Bologna).
Sarò con lui ai microfoni di 100.2 Radio Futursciò stescion che è sui 100.2 se la ascoltate alla aradio, oppure la potete ascoltare in striming su internet da http://www.futurshowstation.com/.
Altro appuntamento del quale vi dirò in futuro, sono stato chiamato a fare un paio di ospitate dal grande Silvano Silvi, il conduttore di Dolce Amaro, ma IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.
Stei stiund e speriamo che Galassi riesca a non far chiudere Nannucci.
postato da: maso_ alle ore 15:08 | Permalink | commenti (18)
categoria:maso
mercoledì, 04 marzo 2009


ANSIA DA MENSA

Chi legge lo spettro sa che a me piace lavorare, ma mica sempre,  solo ogni tanto, solo per fare cose che abbiano un senso, il resto è tempo creativo dove per creatività non intendo comporre canzoni, dipingere, scrivere, fare sculture, ma intendo vivere. E' uno degli aspetti della Maso philosophy. Lavorare tante ore non è affatto sinonimo di lavorare, anzi, spesso è solo dispersione di tempo che viene rubato ad altro. Lavorare tante ore tutti i giorni va bene se si guadagna tantissimo (sempre ammesso che questo sia un obiettivo), forse. L'altro giorno tenevo un corso di ueb duepuntozero a dei dirigenti segati da società che producono cose che non servono più e tra di loro mi ha colpito la storia di uno che era direttore di un importante centro commerciale che lavorava tutti i giorni dalle otto di mattina alle nove/dieci di sera, sabato e domenica incluso. Mi ha detto che l'unica soddisfazione che aveva era che quando gli  chiedevano che lavoro facesse, lui rispondeva "Sono il direttore di ... " e tutti dicevano. Merda! Insomma, lui qua dopo sta vita una mattina si è guardato allo specchio e ha detto "ma che caxxo sto facendo? Cosa me ne faccio di tutta sti soldi che non ho neanche il tempo di spenderli? Chi sono? Dove sono? Quando sono assente di me, da dove vengo, dove vado oh", poi è andato a lavorare e ha dato le dimissioni e si è preso un anno,(ma anche due, tre quattro)  sabbatico abbracciando interessanti teorie di laif coccching, molto di moda in sti tempi dove la gente non sa più come gestire la propria vita non lavorativa. E' evidente che ci meritiamo tutto, anche il post di PIluto, mio acerrimo nemico ;-)

Piluto è l’arcinemico dei seguaci della Maso philosophy.
Piluto lavora tanto perché pensa che solo lavorando un uomo si realizzi e ogni tanto si chiede: “ Ma un uomo senza lavoro che uomo sarebbe?”. Molto spesso però dopo questa domanda a Piluto viene una gran fame e corre ad aprire il frigo per vedere cosa può addentare per sedare la sua brama di conoscenza.
Uno dei primi lavori di Piluto consisteva nel verificare i bilanci delle società. Faceva il revisore dei conti presso una delle - che fa molto figo dirlo - big six dell’audit, ora ridotte a quattro per effetto di fusioni e frodi. Un lavoro che per alcuni rappresenta ancora adesso il massimo dell’ambizione, soprattutto qua a Bologna. Per altri invece, tra cui il sottoscritto, un ottimo trampolino di lancio verso altri e meglio pagati impieghi.
Era un gran sbattimento. Non meno di 10 ore di lavoro al giorno, molto spesso con sabato annesso e non sempre retribuito. Se avevi finito quello che avevi da fare, ma i tuoi capi erano ancora lì, dovevi inventarti qualsiasi altra cosa, anche fare delle fotocopie. Ma questa era la gavetta, dicevano. Il più delle volte in aziende fuori Bologna così che all’ora di tornare a casa ti aspettava ancora tutto il viaggio di ritorno.
In questa sorta di regime militare il momento di svago era rappresentato dalla pausa pranzo.
Alcune volte si andava a mangiare nel ristorante o nel bar più vicino all’azienda ed eri rimborsato a piè di lista. Altre volte capitava invece che l’azienda mettesse a disposizione dei poveri revisori la propria mensa aziendale, facendo così risparmiare un sacco di quattrini alla società di revisione.
Sebbene le mense che ho frequentato evocassero in me pensieri perlopiù legati al servizio militare, mi sono rimasti alcuni piacevoli ricordi. Anche perché per noi spinacce di assistenti di primo pelo era il momento per sparare cazzate e famigliarizzare. E fra tutte le sfighe che si può dire della revisione, il cameratismo e la solidarietà che si creava tra i ragazzi era un aspetto molto positivo che mi ha permesso di conoscere degli ottimi amici che frequento ancora adesso.
Ma per chi non ha mai avuto modo di mettere piede in una mensa aziendale, ecco cosa offre il panorama legato alle famose PMI bolognesi.
Mi ricordo la mensa di una nota azienda vicino all’aeroporto produttrice di lettori di codici a barre. Durante la mattina girava una specie di menù multiple choice in cui scegliere le pietanze. Primi, secondi, contorni, dolce e frutta. Una volta accomodati a tavola le nostre selezioni ci venivano servite dentro delle confezioni roventi di alluminio tipo take-away cinese. Il sottoscritto, molto goloso, inseriva normalmente un’ordine in più indicando una persona inesistente a cui affibbiavo i piatti più repellenti del giorno, robe improbabili tipo piatti per vegetariani o roba pesissima come formaggio fuso o polenta con sughi strani, solo per poter vedere che faccia avevano e ogni tanto, solo ogni tanto, anche assaggiarli.
La cosa più fantozziana di quella mensa, che per un periodo fu allestita dentro ad una specie di container prefabbricato, era che anche la proprietà mangiava insieme ai cari sottoposti, sebbene in un proprio acquario separato.
Altra mensa da far perdere la serenità era quella di una nota azienda nei dintorni di Bazzano che produce alcune parti per i caterpillar. Vassoietto sempre inspiegabilmente bagnato e tovaglietta d’ordinanza che trasportavi al tavolo con la bottiglia d’acqua sempre in equilibrio precario. Che poi però dovevi bere tutta per poterla mettere distesa sul vassoio altrimenti non entrava nell’alloggiamento dell’imponente carrello portavassoi. Lì potevi scegliere la tua pietanza tra i vasconi che la cuoca di turno scoperchiava descrivendoti tutta fiera il contenuto. Mi ricordo che mangiavi con un curioso odore di sfrido di ferro che ti riempiva le narici.
Lo stesso odore provato nella mensa di una società meccanica in zona fiera che ha il nome di una squadra di calcio e gestita da una delle famiglie più note di Bologna. Anche tale mensa era adiacente all’area di assemblaggio che ti sembrava di mangiare seduto al fine linea di un macchinario stando attento a separare i bulloni dalle foglie di insalata.
In un’altra azienda verso Castenaso che commercializza profumi venivamo invece convogliati verso non una mensa qualunque, ma alla Mensa. Direttamente nel sancta sanctorum delle mense, la sede della CAMST.
Ma il massimo dell’ardimento architettonico nella struttura di una mensa aziendale lo osservai presso un’azienda sulla A14 che si occupa di cantieristica e macchine per palificazione. L’architettura di tale mensa ricordava il Matrimandir http://www.auroville.org/thecity/matrimandir/mm_main.htm de noantri e all'inteno di essa, l’impiegato e l’operaio che vi mangiavano, potevano al contempo assorbire i raggi cosmici catturati da tale cupola che infondevano loro forza e resistenza per quadrare i bilanci o manovrare il carroponte.
Per ultimo vorrei ricordare la mensa del Centergross. Riguardo al cibo ed al locale c’è sicuramente di meglio ma essa può vantare un pregio non marginale… è murata di gnocca. Commesse o aspiranti tali, stagiste, stiliste, segretarie, modelle. Italiane, Moldave, Ukraine, Nord Europee. Insomma un bel crogiuolo di razze e competenze che, credetemi, aiuta a mandar giù anche la bistecca più trista o la pasta più scotta.

Piluto
postato da: maso_ alle ore 10:04 | Permalink | commenti (18)
categoria:piluto
martedì, 03 marzo 2009


LA CORDATA

"Di solito quando fallisce un'azienda, arriva una cordata di imprenditori (spesso gli stessi che hanno fatto fallire l'azienda) e la rileva." - Maciste Parpadelli

"Se oggi "battersi" equivale ad aprire un gruppo su Facebook.. a sem a post!" - Argias Bolenfi

"Nannucci ? Che chiuda pure, abbiamo altri problemi al momento"
- Sca1

Nell'altra stanza la tivu è accesa, così almeno sento il tigitre cosa dicono.
A un certo punto si sente uno che urla la notizia della chiusura di Nannucci e in lontananza sento discorsi belli tondi e ragionevoli sulla gente che non compra più i cidi, poi più nulla, poi una voce.
Ma io questa voce la riconosco.
Vado di là e sulla tivu non al plasma appare Federico Galassi del comitato quelli che non vogliono la chiusura di Nannucci, un gruppo di feisbuk che al momento conta più di 600 iscritti.
Galassi dosa bene le parole, parla di valori, di tradizioni, che un negozio così non può chiudere e che si stanno organizzando.
Titoli di coda del tigitre.
La speranza non muore e sullo spettro non mancano le proposte di Argias Bolenfi per il rilancio di Nannucci:

1) ridurre del 50% lo spazio di vendita e utilizzare lo spazio recuperato per organizzare piccoli concerti, specialmente di gruppi locali
2) spazio ad una libreria musicale di qualità (almeno i libri non si scaricano ancora)
3) gestire attentamente il catalogo concentrandosi sui titoli principali degli artisti principali
 4) privilegiare le edizioni economiche
 5) integrare il reparto dvd con le colonne sonore
6) curare il mercato del vinile nuovo, sia ristampe che novità
7) spazio all'usato di qualità, soprattutto vinile, non deve essere esclusiva di mercatini polverosi o bancarelle, all'estero ci sono da sempre catene di negozi di usato.

postato da: maso_ alle ore 08:56 | Permalink | commenti (57)
categoria:maso
lunedì, 02 marzo 2009
Profilo Facebook di Danilo 'Maso' Masotti

BAR MASOTTI

Da alcuni mesi, in contemporanea con lo spettro della bolognesità è attivo su feisbuk il Bar Masotti, un bar sempre aperto in cui scambiare opinioni da bar comodamente da casa vostra, dal vostro luogo di lavoro o in mobilità col telefonino.
Se per i più svariati motivi non riuscite a consultare feisbuk, provate prima a entrare in uno dei tre siti consigliati dall'amico George Mason che è uno che ha pure fatto un master in criminologia e di  Bologna ne sa un tot..

www.meebo.com
www.ebuddy.com
www.ctunnel.com


E non preoccupatevi, il blog resiste ed è in attesa di un post di Piluto, mica possiam parlare dei 233 candidati sindaco tutti i giorni no?
postato da: maso_ alle ore 10:04 | Permalink | commenti (15)
categoria:maso
venerdì, 27 febbraio 2009


ADDIO NANNUCCI

Tutti a comprare lettori emmepitre, tutti a scaricare da emiul, tuttia ascoltare la musica su last effem e tutti a stupirsi che Nannucci chiude.
Dopo Minnella, stavolta toca a Nannucci domani al Disco D'Oro?
Che serva da insegnamento a tutti quelli che credono che sia possibile fermare il tempo.
Ci mancherà.
Addio dallo spettro e da Zefram che ha scritto sto pezzo da gerontozanaro anche su feisbuk:

In una città dove due candidati Sindaci si incontrano in un mercatino rionale oggi aprendo il quotidiano locale leggo la ferale notizia della chiusura del mitico negozio Nannucci , dove potevi trovare dalle hit settimanali ,alle musiche di paesi lontani...e naturalmente c'è sempre piu' silenzio nella città addormentata..ma cacchio Bologna quanto hai sonno ancora?
 Non ti rendi conto che pezzo per pezzo ti stano smontando tutta?
La tua anima popolare, provinciale, umarellistica e Borghese dov'è finita?
 Non ti buoi abbandonare per sempre nelle mani di Morfeo, sveglia e reagisci(pacificamente) al tuo essere molle e privo di spina dorsale ...Dove sei finita notte Bolognese, dove sei finita anima godereccia?
 Sei invecchiata anche tu anima Godereccia?
Mi sa di si, purtroppo...Ma non sei un ferro vecchio da buttare , sei nobile anima di una città che non si rassegna alla decadenza....sei nobile anima di una città che hai visto passare tanti..studenti ,artisti, bohemien e biassanot , ambasciatori e villani..Ora cosa sei un'anima pallida che vuole rimanere nascosta ?
 Non mi rassegno a vederti cosi, chiusa in casa a raccontare di vecchie storie di personaggi che alle sette del amttina in un'osteria del centro facevano ancora casino ....Io ti voglio casinista, non rampante come uno yuppie qualsiasi, ti voglio allegra e pimpante come solo una vecchia signora sa essere

Bologna ti Amo - Zefram
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giovedì, 26 febbraio 2009


UN BOLOGNESE IN IRAN


Il bolognese non ci pensa proprio a lasciare Bologna, si lamenta, minaccia di andarsene, poi è sempre qui a dire che la città non è più quella di una volta e ultimamente sta estendendo le sue lamentele all'Italia, un pò come Masini all'ultimo Festival di San Remo.
Risultato: tutto uguale a prima.

Intermezzo: L'aiatollah comeni per molti è santità, abbocchi sempre all'amooooo! Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso

Poi ci sono quelli come un mio amico che ho ritrovato al Bar Masotti su feisbuk che mi parla di bisness, di pilla, di esportazioni della democrazia e dei nostri stili di vita in paesi come il prossimo che verrà bombardato senza se e senza ma da Obama, l'Iran.
Risultato: adesso sto bolognese è là a fare del bisness.

Carissimo,
giusto per darti un attimo un idea di dove sono e come sto posso dirti che sono in una fabbrica in mezzo al niente recintata col filo spinato e distante svariate decine di chilometri dal più vicino posto abitato (la provincia comunque è Qazvin).
Ovviamente dormo in fabbrica in una guesthouse costruita dalla ceramica e distante circa un chilometro e mezzo dal capannone principale, distanza da percorrersi ovviamente A PIEDI oppure per i più fortunati con una scassatissima bicicletta.
Vento ottimo e abbondante, occasionali piogge, temperatura mattutina sottozero.
Arrivati al capannone devo ancora percorrere più di un chilometro DENTRO prima di arrivare alle macchine che sto mettendo in funzione.
Per mangiare a mezzogiorno ovviamente strada inversa e ritorno dopo mangiato.
Ritiro immediato del passaporto appena arrivato, necessario timbro liberatorio del cliente per il ritorno in patria (c'è gente qua da 3 anni).
Per porter andare al villaggio più vicino è ovviamente necessario il permesso del cliente, da richiedersi almeno con un giorno di anticipo.
Internet va come un tamtam africano stanco.
Ah beh chiaramente essendo in un paese spiccatamente musulmano ti scordi alcool e prodotti derivati dal maiale.
Il lavoro va ancora peggio dello stile di vita mondano che si conduce qui.

Ora ti devo lasciare, qua ci sono +2,5 ore di fuso orario rispetto all'Italia e domattina devo svegliarmi presto.
Saluti Iraniani
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mercoledì, 25 febbraio 2009


DELBONO VS UMARELLS

Il candidato sindaco di Bologna del Partito Democratico Flavio Delbono affronta sprezzante del pericolo le telefonate senza filtro degli umarells e delle zdaure bolognesi e di altri infiltrati alla diretta "ueb" del Carlino.
Ringrazio il videomeiker maurizio martelli per aver montato questo video gioiello.
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martedì, 24 febbraio 2009


GUAZZA 3.0.


Certo che quest'anno per i bolognesi sarà difficile scegliere tra i 233 candidati sindaco , ma sono sicuro che alla fine vincerà il peggiore come è sempre stato e la città avrà di che lamentarsi per i prossimi 5 anni.
Tra i 233 torna un volto noto, Giorgio Guazzaloca, un ex sindaco, il primo sindaco smaccatamente dalla parte degli umarells e inaspettatamente la bazza dei centri sociali.
Giorgione torna in canto al grido di "che la modestia sia con voi" e questo ai cittadini piace un casino, soprattutto i martedì del Guazza in Via de Toschi a Bologna ov curs, sede dei guazzaboys dalle 17 alle 19.
Al martedì Guazzaloca riceve il popolo e la gente va lì con dei fogliettini e gli fa delle proposte, quindi, mi sembra inevitabile che uno di questi martedì vada a presentargli qualche progetto per la cittadinanza a nome dello spettro della bolognesità.
Visto che potrei passare di lì anche questa sera, se avete delle proposte concrete, fatemele sapere che gliele esporrò a nome di tutti voi.
Altro che feisbuk*, ci sono i martedì del guazza.


* se non siete ancora diventati miei "amici"su feibbuk, fatelo. Su feisbuk è attivo il Bar Masotti, modestia  in pilole, 100% garantita.
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domenica, 22 febbraio 2009


UN EPISODIO DI INESPERIENZA


Quando si dice essere impreparatissimi su Bologna.
Ore 2.50.
La lochescion è l'edicola di Porta San Vitale.
Una tipa scende dall'auto e va a prendere il giornale, fa per tornare al veicolo e trova un nordafricano che è lì che sciappina dentro all'abitacolo tentando  goffamente di rubare la machina.
Ma come si fa?
Ma hai capito dove ti trovi?
La tipa urla, strattona il modestissimo ladro, ma la scena non passa indisturbata agli occhi di Carella, noto politico locale inspiegabilmente non nella rosa dei 233 candidati sindaci della città.
Carella indossa il costume, quello cn la C sul petto e va ad aiutare la tipa.
Il nordafricano fa un grosso errore e dice "Fatti i cazzi tuoi!".
Carella lo tira fuori dall'abitacolo e rimedia 4 cartoni in faccia, poi con una mossa di judo imparata da cinno, prende il nordafricano per un braccio e con l'altro braccio telefona "Pronto Polizia, sono Carella, venite qui all'edicola! C'è bisogno di voi".
Un passante nord interviene e aiuta Super C.
Per il nordafricano non c'è più niente da fare.
Arriva la Polizia e lo arresta.
Che figura di merda.
Che poca conoscenza della città, quasi peggio di Cofferati.
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giovedì, 19 febbraio 2009


KINGFREAK RIVELATO

Tra i collaboratori di questo blog, come ben sapete, c'è Kingfreak .
Insieme a lui il 10 febbraio ho organizzato NO TICKET ON ZE BAS, una serata dove si sollecitava la cittadinanza a fare il biglietto.
Un messaggio semplice e diretto, un controllore che racconta la sua esperienza, simulazioni con l'attore Bob Messini e tanto altro ancora.
C'era tanta gente, è andata benissimo e sono sicuro che adesso nessuno dei presenti oserà più prendere l'autobus senza fare il biglietto.
L'ATC dovrebbe prendere in considerazione esperimenti come NO TICKET ON ZE BAS per informare i cittadini.
La serata è stata filmata è Kingfreak ha caricato qualcosa sul tubo.
Buona visione.

Guarda NO TICKET ON ZE BAS

p.s. se siete dei fan di Kingfreak, vi segnalo che domani mattina, venerdì 20 febbraio 2009, dalle 10.30 in poi sarà ospite della trasmissione VACA PUTANGA ascoltabile in striming su Punto Radio o direttamente alla Aradio.
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mercoledì, 18 febbraio 2009


AMBURGHER DAI PAGLIACCI


Condomini, orti, fast food, facebook, notti selvagge, bocce, precariato, pensioni, pub, supermercati, outlet, mercerie, trattorie e autogrill.

Generazioni , abitudini e feticci del contemporaneo a confronto.
Accade a Bologna.
Tassello di questo paese- Italia o ancora isola atipica?
Ci può essere un punto di incontro?
la scrittrice Francesca Mazzucato e l'unico vero sociologo delle mutazioni, Danilo "Maso" Masotti, in un confronto- ring moderato da Marco Nardini

Tutte le generazioni sono invitate.
Giovedì 19 febbraio 2009 ore 18 alla libreria Coop' delle Officine Minganti.
Ingresso gratuito - Prevendite abituali
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martedì, 17 febbraio 2009


AMAMI ALFREDO


Non mi piace perdere tempo a seguire i 233 candidati sindaco di Bologna, non credo che ostentare la bolognesità sia poi sta gran bazza, anzi, mi sembra una gran modestata.
Per fortuna ho validi collaboratori che vanno a vedere i gerontospettacoli di sta gente e ci raccontano un pò come vanno le cose, quindi ecco qui fresco di stampa un raconto di Errenovenove che è andato a vedere sto gerontozanaro:


La mossa è quella dei grandi eventi: cappotti di lusso, pellicce, facce giovani di belle ragazze a Palazzo Re Enzo. In sottofondo un luup di musica celestiale si diffonde. Facce note, facce anonime che salutano le facce note, cortesia espressa controvoglia se la tua faccia non è sui giornali o si fa dimenticare. Regalano spillette "vota Alfredo", non la prendo perchè ancora non ho sentito cosa ha da dire Cazzola; semmai dopo.

In attesa che parta la serata, mi ritaglio un angolo fra l'estintore e gli altoparlanti. Imprenditori che parlano di case, di radere al suolo e costruire, della crisi e dei soldi che non ci sono perchè nessuno vuole rischiare. Il logo di Cazzola è molto azzurro.

Poi parte Heroes e scorrono immagini del portico di San Luca, del Bologna, Padre Marella, uno studente non fuorisede, gli autobus rossi dell'Atc e poi lui, Alfredo. E sulle note di Born to Run le immagini di lui che incontra, saluta, stringe mani, parla.
E subito dopo inizia una sfilata di gente "normale" che parla dal vivo.
Inizia Rita, casalinga con molta classe, che parla di degrado, immondizia lasciata fuori dai cassonetti, pitture sui muri. Dopo di lei parlano cardiologi, liberi professionisti, medici, umarell, avvocati, disabili, operai con contratto a tempo indeterminato, tassisti, uno studente poco fuorisede, e Ted Hemmann a nome di tutti gli stranieri. Strano, penso, niente precari, cocopro, studenti, extracomunitari, bottegai pakistani, controllori.. vuoi vedere che loro non votano ?

Parte il discorso di Alfredo. Attacca ricordano Bulgarelli e strappa il primo applauso; poi parla di libertà, legalità, lavoro, lungimiranza, legami fra le persone. Dice che "a noi bolognesi ci piace socializzare" e che "siamo aperti al nuovo". Poi tira due frecciate ai candidati concorrenti, di uno dice "non lo conosco" ma gli sembra "un tipo tristo" e strappa il secondo applauso, poi dell'altro dice che è troppo vecchio ed incassa una ovazione ancora più forte.
Segue l'attacco sugli argomenti caldi: il degrado da combattere, la libera circolazione dell'alcool da reprimere, le strade buie, la sicurezza.. ha promesso la videosorveglianza sull'autobus perchè gli anziani, le donne, i giovani vanno sull'autobus. Penso: e chi non vota, no ? Poi parla di istituire un fondo per le imprese, di aiuti all'imprenditoria, di sviluppo per l'hi tech. Ma anche di avviare i giovani alla scuola tecnica, di formare operai, ingegneri, tecnici; forse qualcuno deve dirgli che per lavorare questi sono andati tutti in Cina.
Attimo clou quando Alfredo tocca il tasto del welfare : i servizi per gli anziani, sì, ma anche avviarli all'uso di internet e delle nuove tencologie - e la sala improvvisamente tace, come congelata. Ho l'impressione che sarà una sfida impegnativa questa, Alfredo.

Poi si scivola nello scontato: si parla di metropolitana, parcheggi, civis, le case per tutti, sirio, la capitale culturale, ecc. e la gente inzia ad andar fuori a fumare. Mi ha colpito sentir parlare di argomenti triti e stranoti soprattutto in ottica di soldi, argomento che ha catturato a lungo l'interesse del pubblico in sala. Sì perchè Alfredo Cazzola è un imprenditore e quello sa fare, trovare dei soldi da investire in qualche attività, e si capisce molto bene. E al pubblico di questa sera interessa sentri parlare, pare, di quelli e di alcune cose di una Bologna di quasi venti anni fa.

Le spille sono ancora lì.

Però ho sentito una parola nuova : trasparenza. Ed anche un rimprovero che suona più o meno così: "se le cose stanno in questo modo, è perchè in qualche maniera le abbiamo volute..". E Alfredo che conclude con un incitamento in lingua autoctona: "a sem di bulgnàis!"

Non tutti allo stesso modo, penso, mentre mi allontano.

Errenovenove
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domenica, 15 febbraio 2009



SKIF GLUBEL


Agosto, i bolognesi che rimangono per consolarsi dicono che sia bellissima in questo periodo perchè non c'è nessuno (che poi, tra le righe, significa che non ci sono gli studenti)..
Succede che una sera arrestano il tunno di turno che spacciava eroina, una droga che gli italianiassumono con cotratto a tempo determinato semplicemente per stare meglio.
Inverno, pioggia, greddo e cielo bianco.
Una cinna di 15 anni esce di casa alle dieci di sera e si trova sotto casa il tunno d'agosto che  invece è appena uscito di galera.
La prende, la porta in un angolo, le tira due cartoni in faccia, si mette un preservativo e la violenta.
Per fortuna che passa di lì un umarell con problemi motori che era sceso giù perchè aveva litigato con la sua zdaura, vede sta scena e ferma gente per intervenire : "non è un mio problema" rispondono.
Allora chiama la polizia e arrivano che beccano il tunno d'agosto che è ancora lì sopra la ragazza e lo arrestano dopo essersi presi anche dei ceffoni.
Terribile.
Orribile.
... ibile.
A Roma sucedono altre storiacce, protagonisti gli stranieri.
E tutti i politici e i cittadini fanno oh.
Retorica a profusione.
Propaganda modesta a 368°.
E dagli allo straniero che c'è la crisi!
Per anni siamo andati in giro a rompere i coglioni negli altri paesi che anche se non arrivavamo noi stavano poi bene (o male)  lo stesso, è inevitabile che adesso arrivi questa ondata di gente (ma anche di brave persone disperate più di noi) e non possiamo farci nulla se non i sostenerei  consumi per tornare a crescere.
E' la globalizzazione anche questa bellezza, ed è anche colpa nostra.
Accettimaolo e incazziamoci pure, ma non con ste scenate dei linciaggi che dopo siamo uguali ai linciati, proviamo a pensare nuovi stili di vita possibili e assumiamoci il rischio d'impresa delle nostre colonizzazioni fatte alla cazzo, iniziamo magari a prenderci la responsabilità verso noi stessi , sulla nostra vita, sulla nostra "felicità" oppure continuiamo a odiare come abbiam fatto fino ad ora, tanto ci pensa Obama a risolvere tutto.
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venerdì, 13 febbraio 2009


LA MAGLIA DEL BOLOGNA SETTE GIORNI SU SETTE

E' morto Bulgarelli, ex calciatore ora umarell del Bologna Fotbal cleb.
Ecco un sentito ricordo della lettrize e collaboratrize Stefi, che lei Bulgarelli l'ha conosciuto.

Quando il Bologna, vinse l’ultimo scudetto nel 1964, lui era il capitano.
Lui è Giacomo Bulgarelli storica bandiera della maglia rossoblu, la sua carriera inizia nel ‘59 e finisce nel ’75, sempre con la maglia del Bologna.
Io lo conoscevo, ero alle elementari e lui frequentava Guido, il meccanico di moto guzzi e gilera che stava nel pratello di fronte al bar dei miei genitori ed io ero sempre in bottega da Guido a curiosare ma soprattutto mi piaceva ascoltare i loro discorsi, ero sempre in mezzo ai piedi e Giacomo mi prendeva in braccio mentre loro parlavano di moto, di donne e naturalmente di calcio, solite cose.
Ricordo che una volta per lui feci un disegno (poveretto non so fare una ”O” col bicchiere) ed ogni volta che tornava da Guido io l’impezzavo con sto disegno: e dove hai messo il disegno, e hai attaccato il disegno, du maron ‘sto disegno.
Poi Guido si trasferì in via Pasubio un’officina seria mica il buco nero nel Pratello e Giacomo chi lo vide più.
(Però chissà se ha conservato il disegno).
Onorevole Giacomino, salute!

nota: Onorevole Giacomino salute, era la frase con la quale veniva presentato alla discesa in campo dei giocatori

Stefi Marabotto
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giovedì, 12 febbraio 2009


LO SGABELLINO IN PIAZZA MAGGIORE
(ho visto cassintegrati felici)

Giovedì pomeriggio, sono le 15, Piazza Maggiore è piena e el pueblo si gode il sole.
Sul crescentone c'è un gruppo di persone in circolo, mi avvicino.
Una signora sale su uno sgabellino e racconta preoccupata che dove lavora lei hanno messo le persone in cassa integrazione costringendole a lavorare dal martedì al giovedì.
Risultato: guadagnano meno e son tutti felicissimi, alcuni hanno chiesto di protrarre questo status fino ad agosto, in attesa che la crisi passi da sola, poi perchè adesso che arriva la bella stagione è un'occasione unica per farsi il uichend lungo e stare al mare.
La signora è sconvolta, si chiede dove stiamo andando e la direzione dell'azienda incriminata è più sconvolta della signora che non si aspettava questo entusiasmo dei dipendenti.
Sullo sgabellino  sale un altro tizio in età lavorativa e dice che siamo come quelli che muoiono in casa da soli con  l'ossido di carbonio, che non se ne accorgono.... una metafora della crisi insomma.
Poi parla un altro e cita l'umarein col megafono che poco più in là parla delle case farmaceutiche, una straniera che dice che adesso per qualche anno è bolognese e i bolognesi sono aperti, poi un altro ancora, tutti coordinati da un tipo finto fulminato che al giovedì e al sabato organizza questi post all'aria aperta contravvenendo pure un ordinanza che vieta di fare ste cose.
Bellissimo.
Meglio di sto blog e di feisbuk, ma se ci pensate è la stesa cosa.
Riomango lì fino alle 15.20, poi arriva un essemesse del collaboratore di turno che mi fa "Per oggi direi che non si fa nulla".
Salta l'impegno delle 16.
Mi allontano.
Salgo sullo scuter e vado a casa felice quasi come un cassintegrato.
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martedì, 10 febbraio 2009


PAUSA PRANZO ALLA LINEA

Raramente faccio pausa pranzo fuori casa, ma quando mi capita è un momento molto piacevole perchè condivido il mio tempo con persone alle quali tengo e non vedo da tempo, uno di questi è il mio bassista MIchele il Genio che alterna gli arresti domiciliari a performans in lungo e in largo per l'Italia.
Ieri ci siamo incontrati alla Linea e siccome c'era il sole, ne abbiamo approfittato per mangiare seduti ai tavolini all'aperto circondati da persone che parlavano ad alta voce del caso Eluana.
Mentre mangiavamo ottimi croistoni, siamo stati piacevolmente importunati da:

1 venditore di fazzoletti africano
1 zingara
1 venditore di calze di nazionalità non definita
1 pankabbestia
3 zingare delle quali una ha messo le mani nel piatto di Michele e gli ha mangiato un fungo
1 africano generico
2 zingare che poi erano amiche delle 3 zingare
1 statua, nel senso di uno di quegli artisti distrada che fan la statua

In ogni modo siamo rusciti a parlare di quello che volevamo, abbiamo mangiato bene e abbiamo scambiato paicevoli chiacchiere su regbi, ginocchia anbolizzate, mondiali antirazzisti, feisbuk e situazione metereologica con uno dei 233 candidati sindaco di Bologna: Valerio Monteventi.
Tenetelo d'occhio che è uno peso e sentirete ancora parlare di lui.
Bella Valerio.
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martedì, 10 febbraio 2009


APPUNTAMENTO CON IL CONTROLLORE

L'appuntamento è per martedi 10 Febbraio 2009 alle ore ore 21:00, il luogo è il Civico 32 in Via Nazario Sauro 24/a, sarà una serata tra il ludico e il paranormale sugli aneddoti di chi viene pizzicato a viaggiare senza biglietto sull'autobus.
Presenta  Danilo "Maso" Masotti interviene Kingfreak autore del blog NoTicketOnTheBus.
Sto preparando una scaletta, se avete delle domande da porre al controllore, scrivetele nei commenti e lui vi risponderà dal vivo la prossima settimana.
Se invece avete delle domande da fare a me su feisbuk e sui neo umarells, telefonate mercoledì 4 dalle 10.33 in poi a Punto Radio che sono lì dagli amichetti di Vacaputanga.


Ascoltate RAI radio 2 sabato 7 e domenica 8 febbraio 2009 alle ore 9.30.
In una delle 2 puntate di L'ALTRO LATO condotto da Federico Taddia, si parlerà di questo evento.

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lunedì, 09 febbraio 2009


PERCHE' SANREMO E' ANSELMI

Lo sapevate che il primo Festival di Sanremo l’hanno vinto due bolognesi, e sempre nel 1951 un terzo bolognese è arrivato sul podio come autore, musicista e paroliere della canzone terza classificata? È di Bologna, anzi di Sant’Agata Bolognese la Nilla Pizzi, nata Adionilla Negrini: è di Bologna ma vive a Milano Gian Carlo Testoni, nipote di Alfredo Testoni, il commediografo cui sono dedicati una strada del centro storico, il teatro alla Bolognina e una scuola media (oggi Testoni-Fioravanti). Testoni scrive versi di canzoni a tempo perso, con la precisione di un’enigmista, in realtà fa il critico musicale ‘serio’ e la sua passione è il jazz, ma dopo il successo di Grazie dei fiori diverrà uno dei più costanti parolieri leggeri dell’Italia degli anni cinquanta. Il terzo personaggio della galleria è Walter Colì, uno dei primi a scrivere sia musica che versi delle canzoni.

Nel 1951 è tra i premiati con Serenata a nessuno, ma la sua canzone più nota è L’ombra, del 1955, un vero e proprio blues (il primo, nella storia del Festival) dal sapore Chandleriano, dedicato alla pensosa solitudine di una passeggiatrice. «Faccio tutto in casa, come le tagliatelle» dice di sé, rimarcando la sua bolognesità. L’altro bolognese che vince è Giorgio Consolini, primo premio nel 1954 con Tutte le mamme e vittoria nel concorso Liberi autori nel 1957 (una specie di nuove proposte, ma per autori, non per cantanti) con Ondamarina, insieme a Claudio Villa. Negli anni Sessanta i bolognesi contano meno: quando debutta al Festival vive a Bologna Milva, ma è di Goro, e va a vivere subito a Torino con il marito. La Zanicchi e la Berti son reggiane, la Caselli di Modena, Eugenia Foligatti, seconda nel ’63, è di Massa Lombarda, ma a Bologna niente.

Ci sono Gianni Morandi da Monghidoro, che al Festival ci arriverà solo nel 1972 quando sono finiti i primissimi canditi, e il Lucio Dalla che a Sanremo va come outsider nel 1966 e nel 1967. Ci va anche nel 1971 e nel 1972, con una canzone che si chiama Piazza Grande, che in realtà è a Modena e da allora a chi non è capitato di incontrare uno che si è perduto e ti chiede dov’è Piazza Grande e tu dici «A Modena». C’è un tal Mario Guarnera dal quartiere San Donato che debutta a Settevoci (l’X Factor del 1966/67) con il nome di Papete, ma deve lasciare il nome d’arte perché la Vanoni non ne vuole sapere di essere abbinata a un cantante «dal nome così stupido». Nel 1978 una delle cinque giurie è a Bologna allo Sporting Club. Per riportare la statuina a Bologna bisogna aspettare Gianni Morandi, Dodi Battaglia dei Pooh e Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar, che vince nel 2002. Lei in realtà è cresciuta a Vignola, ma adesso abita a Bologna e saranno due anni che le hanno rubato le gomme alla Barca.


Non le sapevate eh tutte queste cose?
Neppure io, no va bè, la storia delle gomme di Silvia Mezzanotte la sapevo... comunque ste storie fantastiche di bolognesità mix Festival di Sanremo che ormai è alle doors me le ha dette un grande uomo che vive e alleva vegetali qui a Bologna, Eddy Anselmi che in sti giorni pubblicizza il suo Almanacco illustrato della canzone italiana.
Se non lo conoscete potete diventare suoi amici su feisbuk, ma se non ne volete mezza di feisbuk, allora leggete qui cosa fa e che cosa sta proponendo al popolo proprio in questi giorni.
Ecco quello che mi scrive di suo pugno.
Ahi!
Bella Eddy.

Poi ci sono io, che sulla via di Sanremo resto folgorato nel marzo ’77. Già, io nel marzo 1977 avevo poco più di 7 anni, facevo la II elementare e sabato 5 marzo, una settimana prima della chiusura di Radio Alice, mi imbatto per caso nel Festival di Sanremo, una delle prime volte che mi facevano stare alzato di sera. Formula semplice, la prima volta a colori, e per un colpo di fortuna, ci si era rotto il Tv in bianco e nero proprio pochi mesi prima, alla vigilia della cerimonia inaugurali delle Olimpiadi di Montreal. Avevamo una Tv a colori, senza telecomando (per dire, quella dei nonni che la presero nell’estate 1978 ce l’aveva) e per la prima volta anche Sanremo era a colori. Io rimasi folgorato. La formula era facile: dodici canzoni in un tabellone a eliminazione diretta. Quarti, semifinali e finalissima a tre. Divertentissimo. Da allora, non mi sono più perso un Festival, sempre alla ricerca dell’adrenalina del momento dell’annuncio dei risultati. La settimana dopo, quella dei fatti del ’77, in copertina su TV Sorrisi e Canzoni c’è Mino Reitano che si sposa e all’interno ci sono i risultati di Sanremo.

Poi, sarà stato il 1990, comincio anche a guardare ai vecchi Festival, che raccontano anni e stagioni precedenti a quelle che ho vissuto direttamente, scoprendo che sul passato ti raccontano molto di più le canzoncine passate di moda che non i grandi classici. Mi accorgo che Pupo e Drupi raccontano molto più gli anni settanta di quanto facciano De Gregori e Guccini. Un giorno d’estate del 1995 mi trovo una sera, a casa mia, con pochi amici e un giradischi. A me mi aveva smollato la morosa, e si faceva vedere al Free-gò con un altro zuvnòt, al mio amico Massimilano pure. Cominciamo a fare commenti sulle fanciulle di ieri e di oggi facendo sentire i dischi: dalla scusa dei blue jeans che fanno male per poi finire sempre a far l’amore di Pupo a Non ho l’età della Cinquetti, ma anche Gianfrano Manfredi, Ricky Gianco, la Piccola Orchestra Avion Travel e Julio Iglesias. Dopo un’oretta uno dei presenti, Fabrizio Valentino che adesso ha il negozio di Fabrica in Strada Maggiore, ci dice: «ma queste cose, invece di dirle a noi, perché non venite a dirle a Radio Città 103?». Detto fatto. Al Bano e Romina a Radio Città 103 era senza dubbio una scelta coraggiosa, ma il direttore Alfredo Pasquali ci disse di sì, e nel 1995 nacque Fuori Target, rotocalco di musica leggera e di costume, che nel 2001 venne trasmesso a reti unificate insieme a Radio Fujiko, la prima trasmissione in comune di due emittenti che ora si sono fuse.

Nello stesso 1995 veniva fuori Internet, e noi Bolognesi grazie a Stefano Bonaga e a Iperbole ce ne accorgemmo quel poco prima degli altri. Non è che fondai Google, ma imparai a ciappinare, e se da un lato mi trovavo un lavoro vero e finivo di studiare, dall’altro, nel 1998 mi inventai Festivaldisanremo.com - Il sito indipendente sul Festivaldisanremo. Da lì, ogni anno, ho seguito il Festival attraverso il sito. E come me, i miei colleghi della Panini. Nel 2005 l’idea era di cambiare lavoro. Nel corso di un viaggio in treno buttai lì l’idea dell’Almanacco illustrato della canzone italiana a un amico e collega della divisione Publishing. Ho detto la sparo grossa, e a lui è piaciuta. Poi è piaciuta anche ai capi, e la cosa è diventata vera.

A me, di questi tempi, mi trovate probabilmente all’Osteria del Sole o all’Alto Tasso. Quando conosco qualcuno di nuovo io tenderei a essere abbastanza riservato, poi salta fuori qualcuno che mi chiede «chi è arrivato ottavo al Festival nel 1984» e io dico «Drupi, con Regalami un Sorriso» ed è vero, e allora mi chiedono se sono autistico. No, sono tassonomico, rispondo io. È che le informazioni di Sanremo non si cancellano dall’Hard Disk. Fosse stata così la procedura civile sarei diventato un principe del foro. Invece mi è toccato fare l’almanacco del Festival di Sanremo perchè mi ricordo cosa cantava Bertin Osborne nel 1983.
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venerdì, 06 febbraio 2009


ANCHE I BANCARI MANGIANO


A grande richiesta, un post da taffio del grande Piluto.
A vaga a magner di là in cucina che mi è venuta fame.

Per un funzionario di banca come me l'ora di pranzo è molto importante, quasi vitale. Tale momento rappresenta l'opportunità per incontrare persone e mantenere quella rete di contatti tanto utile per il mio lavoro, oltre che per rifocillarmi e finire di leggere i giornali.

Essendo un bancario goloso e senza obblighi di timbrature, mi piace concedermi tutto il tempo che occorre per gustare fino in fondo ogni posto che frequento. Anche da solo, che fa tanto milanese che le altre persone ti guardano come se fossi un reietto senza amici con cui condividere il pranzo.

Purtroppo nei dintorni della mia banca non è che i ristoranti facciano a cazzotti, però ingegnandosi si può trovare il posto giusto a seconda dei desideri.

Desideri che molto spesso si piegano alla dura legge dei ticket restaurant.

Quelli di cui vengo fornito valgono euro 5,20 cadauno. Al leasing sono più fortunati: 5,29 euro.
Il mio pranzo tipico è composto da una pietanza, normalmente insalata + mezza d'acqua + caffè.
Difficilmente si riesce a stare dentro un ticket. Solo al baraccio di fianco all'Antoniano riesci a farcela, ma lì ti scontano la tristezza che ti attanaglia il cuore e non ti molla più per tutta la giornata.

Aggiungendo metà ticket si può pranzare all'Oro Bianco, ex Edelweiss a porta santo Stefano ora di proprietà di Chionna quello dei 9.2. Lì a parte gli insulti di Serena, una delle quattro bariste, c'è una discreta scelta di piatti, ma a meno che non sia bella stagione e ci si possa accomodare nel dehor fuori, sei costretto a mangiare in piedi.

Con due ticket puoi permetterti di andare da Pino in via S. Stefano dove puoi mangiare una delle migliori pizze di Bologna. Qui potete anche gustare il piatto che mi hanno dedicato, cioè petto di pollo con verdure saltate detto il "Piatto del Conte" a causa del simpatico soprannome con cui mi hanno marchiato quei “burloni” dei miei colleghi. Sempre e rigorosamente accompagnato dalla fornarina, che se siete più di tre viene servita di dimensione veramente importanti.

Per riuscire a mangiare sempre al prezzo di due ticket mi devo spingere ai confini dell'impero verso Regina Margherita, dove il solerte gestore mi accoglie con danze locali napoletane, qualche volta vestito in costume tipico e a prescindere che io abbia mangiato o no mi chiede se è andato tutto bene.

Salendo di prezzo e aggiungendo una piccola differenza ai due ticket posso gustare il raffinato macrobiotico del Clorofilla di Strada Maggiore alternando verdure al gomasio, bistecche al seitan o un bel piatto fumante
di tempeh che non ho ancora avuto il coraggio di ordinare. Attenzione però! Il caffè sa di erbe officinali andate a male.

Capita però che verso la fine del mese i ticket siano esauriti, avendone infatti usati due alla volta, e quindi mi diriga verso quei ristoranti che non li accettano.

Sempre nelle vicinanze della banca, in Viale Oriani, si può provare l’osteria dei Cavalieri dove ci sono i veri sboroni che mangiano con il range rover sport bianco buttato sul marciapiedi di fronte, proprio di fianco ad uno degli ultimi vespasiani rimasti.

Spingendosi verso il centro sul lato sinistro di via santo Stefano, poco dopo la libreria per bimbi Lilliput, ci si può imbattere in un impercettibile baretto a forma di stretto budello in cui si può mangiare un menù fisso composto da primo, assaggini e dolce a 7 euro, acqua e caffè compresi. Si tratta dello spaccio della cantina di Bazzano il cui ristorantino fa da catalizzatore per la degustazione e l'acquisto del vino. Inoltrandosi per via S. Stefano e salendo su per via dei Coltelli ci si può fermare da Casa Carati, ma a proprio rischio e pericolo perchè trattasi di trattoria bella e buona dove poi fai fatica ad alzarti dalla sedia, anche se hai mangiato solo un minestrone.

Esiste anche un bar su S. Stefano proprio di fianco alla gelateria angolo via Remorsella. ACHTUNG AVOID! E' gestito da un tipo col basco e occhialini simpatico come la piscia nel letto, che acidamente ti dice che lui i ticket non li prende e ti fa sedere in tavolini grandi come un foglio A4.

Se poi proprio quel giorno non hai un'anima di cliente che ti chiama, e ad oggi non è poi così inconsueto, ci si può allungare fino da Giampi e Ciccio già recensito qui,  dall'Infedele in via Gerusalemme che mangi tranquillo perchè c'è la macchina della polizia che ti protegge o dal super-fighetto-benestante Bricco d'Oro dove ci sono le trendy fighette che mangiano un piatto di riso in bianco e dove ti può capitare di incontrare i
commercialisti con il cappottino scriancato, gli avvocati con il bulbo tinto, i bancari che confabulano sui post-datati ed il proprietario, così incrediblimente identico a quel Furio di Verdoniana memoria, della prossima sede del tribunale che sta per essere ultimata.

A questo punto la camminata di ritorno che mi aspetta non può che favorire la digestione.

Piluto
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giovedì, 05 febbraio 2009

3 MERINI IN UN COLPO SOLO


I Merini son dei grandi bolognesi, c'è Francesco che fa il regista e ha girato capolavori quali Pannocchie, Paglione, Cavedagne, poi c'è Cristiano, gran batterista dei DNA2, grande attore, autore di Manuale di insuccesso pratico per la giovane rockstar ora pure batterista delle Mosche da Bar, gruppo in cui milita anche un noto controllore.
Infine c'è il loro cugino Simone, il più famoso di tutti, il namber uan che mi scrive e pubblico sempre volentieri.
Ciao Danilo,ti mando notizie sulla serata che farò sabato 7 febbraio a Bologna.
Sabato 7 febbraio alle ore 21 faro' il mio spettacolo comico di imitazioni di personaggi famosi,durante la serata la bravissima Faridah(la mia fidanzata)farà il suo bellissimo spettacolo di danza del ventre.Inoltre presentero' una simpatica corrida ove chiunque voglia esibirsi in qualcosa potrà farlo,al vincitore verrà offerto un omaggio del locale e io gli regalero' il mio libro di poesie.
Lo spettacolo si svolgerà al Ginga Art Cafè a Bologna in Via Nazario Sauro 10/b.Ingresso libero con consumazione.


Per chi non conosce Simone Merini ecco una breve scheda scritta da lui.

Io sono nato e vivo a Bologna.
Diplomato al liceo classico mi sono poi diplomato come attore all'Accademia dell'Antoniano di Bologna e al Teatro Bibiena del grande attore Giorgio Trestini(a Bologna molto noto per aver la sua commedia storica
"L'amore di gruppo").
Dopo aver partecipato come imitatore a trasmissioni regionali nel 1994 approdo a
"Beato fra le donne" su Raiuno come concorrente-imitatore.
Sempre in quell'anno Pupi Avati mi sceglie per farmi fare lo studente svogliato nel suo film
"Dichiarazioni d'amore".
Dopo quel film mi ha richiamato in altri suoi 7 film,in particolare ne "
La rivincita di Natale" ove interpreto il figlio di Ugo Cavara(Gianni Cavina) nella scena in cui lui torna a casa.
Come attore ho partecipato a che a spots tv nazionali diretto da grandi registi,nel 1996 ero il protagonista dello spot Estathè Ferrero per la regia di Daniele Luchetti e sono stato anche figurante speciale nello spot
"Il corriere dello sport" per la regia di Gabriele Salvatores.
In tv come imitatore ho partecipato alle piu' note trasmissioni Rai e Mediaset,ultima mia partecipazione su tv nazionali risale al 5 febbraio 2008 ove ero barzellettiere a
"La sai l'ultima".
Imito una cinquantina di personaggi famosi nello spettacolo che porto in giro abbinato a Faridah,bravissima danzatrice del ventre.
Presento eventi,spettacoli e spero di lavorare come conduttore in tv e come attore in tv al cinema senza tralasciare le mie imitazioni che sono caricature dei personaggi del nostro tempo.
Il mio sito è http://www.myspace.com/simonemerini
Sono anche presente su Youtube con tutte le mie partecipazioni televisive,cinematografiche e spettacoli dal vivo.

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martedì, 03 febbraio 2009

SINCLER

L'amico Brizzi non sta mai fermo e fa pure l'attore adultolescente in un videoclip, eco la storia così come ce l'ha racontata:

Cӏ un amico lettore che conobbi ragazzino, occhialuto e nerd.
Negli anni non ha cambiato occhiali, ma ha messo su una band di  punk-core melodico.
Si chiamano Sinclear.
Impronunciabile senza sembrare romagnoli di Lugo.
 Invece lui canta in inglese e scandisce benissimo le parole.
Così, quando girano il video, mi dice: «Perché non vieni e ti siedi su un divano a bere mentre guardi la tivù con una ragazza che fa tua moglie?»
Capito niente, ma mi sono precipitato sul set col buon FlavioSpiega,  che mi ha anche prestato la maglietta verde di scena.
È stato divertente, ma come sempre hanno tagliato le scene migliori...

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domenica, 01 febbraio 2009


LARDO AI "GIOVANI"

Facciamo finta che uno a 35 anni sia giovane, sforziamoci, non è difficile.
Tutti i max media ormai parlano della penosa situazione che i "giovani " dovranno affrontare negli anni a venire, ovvero disoccupazione, precariato, flessibilità e aspettative mancate o mancanza di aspettative.
La prima generazione che starà peggio dei propri padri, si dice, generazioni sterili, going da nesusna parte generescion.
Umarells e L'Italia spiegata a mio nonno spiegavano con largo anticipo questa deriva e nessuno li ha presi sul serio, ma adesso che c'è la crisi, che tutti si riempiono la bocca della aprola meritocrazia, anche i partiti politici, notoriamente distanti dal popolo, hanno cominciato a dire lardo ai giovani e ci stanno proponendo i loro giovani, i loro cavalli di razza.... iiih
Uno di questi giovani è Daniele Corticelli, da 10 anni in consiglio comunale, da 16 anni padre di famiglia, amante dell'Africa, lettore dei libri di Uilbur Smit, grande estimatore di Scindlers list (ma coi figli guard ai film epici), attrice preferita Angelina jolì, attore preferito Bred PIt, piatto preferito i tortellini, tifoso del Bologna e della Fortitudo.
"La nostra generazione deve togliersi le pantofole e rimboccarsi le maniche"  è uno dei suoi motti e i giovani fanno oh, "Il progetto del Civis è stato gestito male fin dai tempi di Guazzaloca. E' mancata la condivisione. I cittasini sono stati tagliati fuori e si è andati avanti su una linea ideologica"  e scattano gli applausi di Olindo Govoni, un umarell tagliato fuori che abita in Via Mazzini da 44 anni in fila per sei col resto di due, "Modificare gli orari di Sirio. Entri gratis in centro chi non inquina" è un altro progetto interessante come recuperare la funivia di San Luca e la cittadella dello sport che non so cosa sia.
Se tra qualche mese non sapete chi scegliere tra i 237 candidati sindaci di Bologna e volete un giovane, bè sto Corticelli potrebbe essere un'idea perchè come dice liùui "Cofferati e il Guazza sono il passato e Cazzola... se son rose fioriranno".
Lardo ai giovani.

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venerdì, 30 gennaio 2009


NO UEB, NO UORK... ES IUSUOL
(Storia accaduta veramente in un ufficio bolognese)

Chi è qui a leggere questi post sa che magari il giorno dopo potrebbe andare in ufficio e trovare una bruttissima sorpresa: non poter più legger ei blog, non poter più leggere feisbuk, non poter più usare messenger, non pote rpiù usare scaip, non poter più fare compravendite con ibei e tanto tanto altro.
Sono scenari apocalittici, ma quello che è sucesso a Mario Pellacani ieri, potrebbe succedere a voi un altro giorno e sarà così che sarete costretti ad acquistare un telefonino di nuova generazione (nel periodo gennaio-ottobre 2008 la Tim ha incrementato le proprie vendite di smartfon del 264%) e tutto sarà di nuovo uguale a prima.

Lo ammetto, mi credevo al riparo da simili "disgrazie".
L'impiego in un'azienda privata, il carattere esclusivamente "intellettuale" del lavoro, le pippe sul progetto vs. l'orario, margini di flessibilita' superiori alla media del mondo circostante mi avevano erroneamente dato l'impressione di essere al riparo dai vetero-somministratori di buste paga.
Ma, appunto, mi sbagliavo.
Ieri per la prima volta e oggi per la seconda, alle 10:15 l'home page di feisbuc diventa irraggiungibile, come se non esistesse. Stessa sorte per flickr. Il blocco e' tale che nemmeno le immagini collegate a questi due indirizzi presenti su siti estranei al blocco (splinder, blogspot, ecc.) vengono visualizzate.
Lo sconforto e' tanto: passi l'introduzione di un orario massimo per l'ingresso in ufficio, passi (mica tanto) l'assenza di permessi per paternita', passi l'irrigidimento per i rimborsi spese per le trasferte, passi la limitazione dell'uso dell'alta veocita' e della prima classe secondo i ranghi aziendali, passi tutto ma la limitazione al ueb proprio no.
Ma che si credono: che se non posso piu' andare su feisbuc mi chino sulla scrivania otto ore al giorno? che se non posso piu' andare su feisbuc aumenta la mia concentrazione sul lavoro? che se non posso piu' andare su feisbuc aumenta il mio senso di appartenenza aziendale (oggetto di seminari) o la mia soddisfazione sul lavoro (oggetto di seminari e corsi)?
Alla faccia di tutti i discorsi delle anime belle sul nuovo lavoro nella nuova economia nel nuovo secolo, la realta' e' la stessa dei roghi nelle fabbriche nell'ottocento, con gli operai chiusi dentro a chiave per paura che possano scappare. La realta' e' che nelle teste di chi ha la presunzione di avere le doti per comandare altre persone, il controllo resta l'unica arma a disposizione, in assenza di reali capacita' di coinvolgimento, di un ipotetico carisma, di una minima idea sull'esistenza di vita al di fuori del lavoro.
Di fronte a questi atteggiamenti, tra l'altro nemmeno comunicati in via ufficiosa o ufficiale, non resta che offrire una strenua resistenza mentale e cercare di cavarsene fuori non appena possibile.
Intanto oggi mi prendo una mezza giornata di permesso per festeggiare l'evento.
Sempre vostro, finche' me lo permettono,

Mario Pellacani (vittima n. 3476 del virusBrunetta, anno 2009)
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giovedì, 29 gennaio 2009


UMARELLS CERCASI


Su segnalazione di marmus, copincollo fedelmete quanto apparso sul Forum RossoBlu:
“Prima o poi, contro giuve-milan-inter (napoli), nei distinti succederà qualcosa di grosso, di peso. Ormai sta avvenendo un cambio generazionale nei distinti. Gli OMARELLI sono sempre meno e sono arrivati tanti ex curvaioli anni '80 e '90 se ci fate caso, adesso spesso e volentieri (è già capitato con la juve e un po' anche ieri) ci sono delle risse, gente che vola giù da gradini.”

No, no, lo stadio Dall’Ara non fa per me, in ogni modo, chiunque avesse Umarells in eccedenza, è gentilmente pregato, per fini socialmente utili, a sottoscrivere loro un abbonamento nei settori distinti dello stadio.
Altro che esercito e militari.
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mercoledì, 28 gennaio 2009


SINDACO SAGGIO CERCASI


In questo periodo, a parte le solite cose cicliche tipo Arte Fiera, Fiutur Film Festival, Degrado, a Bologna non c'è proprio niente da dire, chi ha voglia di fare chiacchiere da bar si appassiona a parlare delle elezioni del prossimo sindaco della città, poltrona alla quale al momento ambiscono circa 237 persone delle varie orrenti dei partiti, più le liste civice.
Un gruppo di modesti dai nomi da X-Factor tipo: Maurizio, Elena, Domenico, Massimo, Maria, Cinzia, Beppe, Paolo, Raffaella, Eugenio, Angelo, Gabriele, Lucia, Francesco, Nicola hanno creato un blog poco visitato (colpa di feisbuk?) dal breve titolo: Sindaco Saggio a Bologna ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNALI 2009 per tutti quelli che guardano al prossimo sindaco da una diversa angolazione dal quale estraggo la lettera aperta a GUAZZALOCA. 

Una premessa: è meglio parlarsi chiaro, senza fraintendimenti, perchè anche chi legge ci guadagna. E può apprezzare la mancanza d’ipocrisie e di retorica buonista.
Ci rendiamo perfettamente conto che a volte l'eccesso di sincerità condita con ironia può essere confusa con la maleducazione, ma non è nelle nostre intenzioni.
Per quanto ci riguarda, siamo anche disposti a rimettere in discussione opinioni che non rispondono alla realtà, a condizione che le prove siano inconfutabili con i fatti e non con la retorica delle chiacchiere.

CONTIUNUA LA FARSA DEL CENTRO DESTRA
Giorgio Gazzaloca e/o Alfredo Cazzola: Berlusconi non ha ancora deciso chi sarà il cavallo elettorale da sellare. Molto probabilmente li farà correre entrambi e chi vincerà i preliminari, avrà lo zuccherino.
Si dice che gallina vecchia fa buon brodo, non sappiamo se vale lo stesso anche con la papera, certamente Guazzaloca è la "carnazza" adatta per il brodo che Casini sta offrendo a Berlusconi, e sancire l'alleanza che il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini sta costruendo a Bologna tra l'Udc e Forza Italia.

La "civicità" di Guazzaloca (che brutto termine civicità in bocca ai politici di professione) che sbandiera Casini, non è altro che un pretesto subdolo e ingannevole per illudere i cittadini bolognesi a schierarsi con il "civico" Guazza.
Daltronde è noto a tutti che l'Udc e il Pdl hanno già fatto un accordo alle amministrative in Sardegna. Più o meno sarà lo stesso accordo che faranno alle regionali per contrastare Renato Soru, una persona perbene e competente come il candidato sindaco a Bologna Flavio Delbono.
Anche in Sardegna il Berlusca ha provveduto a sellare un brocco elettorale non sgradito all'Udc, tanto ci penserà poi lui a manipolare la realtà e i cervelli all'ammasso per incassare voti utili e più pelo per tutti.
Questo è il copione in Sardegna, lo stesso copione che il centro destra sta usando per le amministrative a Bologna. Le scuderie sono l'Udc, Alleanza Nazionale, Forza Italia e alla fine anche la Lega, e i cavalli si chiamano Alfredo e Giorgio.
Pertanto a Bologna Guazzaloca è a tutti gli effetti un cavallo da riciclare, un candidato "civetta" del centro destra + Udc, ma continua ancora ad avere "il coraggio" di dichiararsi "civico" e "indipendente" dai partiti che ha a cuore i problemi di noi cittadini.

O Guazza? Pensi ancora che i bolognesi stiano aspettando babbo natale o la befana o l'uomo della provvidenza?
Se tu avessi avuto a cuore i problemi della nostra città, avresti fatto con dignità e serietà il TUO dovere: il TUO dovere era di assumerti la responsabilità di fare in questi anni il capo dell'opposizione del TUO partito a Palazzo D'Accursio!
Avresti dovuto essere presente a tutti i consigli comunali e contrastare TU personalmente le politiche di Cofferati che non condividevi. Invece TU non l'hai fatto, te ne sei semplicemente disinteressato.

Hai preferito l'Antitrust. E questa è una realtà che non puoi contestare o negare.
E' chiar stu fatt?

L'opposizione l'hai invece delegata ai tuoi "collaboratori" e hai pensato, con furbizia, che era meglio farti i c.... tuoi altrove.
Un politico onesto e responsabile sa benissimo che anche dall'opposizione si possono determinare e creare occasioni di miglioramenti per la comunità. C'è una dignità nel fare opposizione che abbiamo visto non ti appartiene.

Il TUO interesse personale invece ha prevalso sull'assunzione di responsabilità verso i tuoi elettori e verso la città.
Hai ritenuto forse che per il tuo livello culturale e politico non era troppo gratificante stare lì a perdere del tempo in consiglio comunale?

Caro Giorgio, ci perdonerai se citiamo Mao, un personaggio storico discusso e non troppo presentabile, un personaggio che non gode tra l'altro delle nostre simpatie, ma lo citiamo per una sua massima che fotografa in maniera inequivocabile la TUA inaffidabilità: "non sono i buoi che fanno avanzare il carro, ma è il vuoto che si lascia davanti ai buoi".

Se non l'hai capito, ci permettiamo di spiegartelo più nel dettaglio: oggi TU sei l'ultima persona in questa competizione elettorale che può permettersi il lusso di criticare l'operato dell'amministrazione uscente e prospettare un cambiamento, perché il vuoto che - consapevolmente, colpevolmente - TU hai lasciato, per andare a incassare il TUO caro stipendio all'Antitrust, Cofferati l'ha legittimamente riempito con le sue politiche, molte delle quali neanche noi abbiamo apprezzato e condiviso, e quando abbiamo potuto, nel nostro piccolo abbiamo civilmente e democraticamente contestato, com’è nel nostro diritto e dovere di cittadini, educatamente civici, politicamente indipendenti; e non indifferenti come te verso la cosa pubblica.

Antonio Gramsci, che a differenza di Mao noi con orgoglio rispettiamo, ebbe a dire che "L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L'indifferenza è il peso morto della storia".

Caro Giorgio, la TUA storia politica e la TUA credibilità sono finite quando hai abbandonato il TUO posto a Palazzo D'Accursio e hai scelto la TUA convenienza personale all'Antitrust.
Quindi caro Giorgio Guazzaloca, abbi l'onestà di dichiararti per ciò che realmente rappresenti in questa campagna elettorale: un cavallo di Troia elettorale riciclato del centro destra per continuare a soddisfare la TUA personale - legittima - esigenza di protagonismo senile.
Tutto il resto è noia… e papere.

Ciao Giorgio. Saluti e serenità.

SindacoSaggio

Ps
Caro Giorgio, non è che la tua "civicità" è solo un escamotage per non sottoporti alla pratica delle primarie? Noi qui lo dichiariamo e qui lo promettiamo: se con Cazzola deciderete di fare anche voi le primarie, noi faremo gli infiltrati e sceglieremo Alfredo. Almeno lui ha il coraggio di mettersi nudo nei prossimi giorni su uno sgabello in piazza Maggiore davanti ai bolognesi per spiegare le sue ragioni. Non sarà un bello spettacolo ma è già qualcosa.
L'ha promesso a Repubblica, testimone Michele Smargiassi.


Se siete arrivati a leggere fino a qui, in primis vi dico  bravi, in secundis vi dico che se volete leggere altre lettere o altre riflesisoni da una diversa angolazione (così dicono sti qua) andate sul blog del sindaco saggio.

p.s.
Un saggio non potrà mai fare il sindaco
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martedì, 27 gennaio 2009


FRADD, LUS & CULTURA

La libreria coop "Ex cinema porno" che è avantissimo, ha allestito tutto tenendo conto del risparmio energetico e invece di sboroneggiare con luci stroboscopiche e cubi luminosi illuminati da Piter Grinuei sotto la supervisione di Geraldin Cieplin e l'eurovisione del gerontozanaro Guglielmi, ha optato per un profilo modesto fatto di poca luce, riscaldamento spento, stufette catalitiche a gas in qualche angolo, bidone delle caldarroste, una scala mobile su due ferma sotto la quale si nasconde la piccola fiammiferaia .
La voce dell'"Ex cinema porno" che ci tiene al risparmio energetico deve esere giunta all´Enel che pare non gli abbia fornito i kilowatt di potenza elettrica necessari e alla fine tutto il negozio funziona con il vecchio allacciamento del cantiere.
Risultato: ieri mattina era chiuso e a febbraio chiuderà ancora per lavori Enel, accidenti.
Coraggio, la primavera è alle porte.
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