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lunedì, 31 gennaio 2005


...IL TACCO DI THEO ZAGORAKIS
E PER LOCATELLI È UN ATTIMO...


 

 

 

È sempre un piacere, per noialtri appassionati di calcio, quando una squadra sfavorita le suona a una corazzata la cui panchina trabocca di nomi miliardari.
In particolare, non nascondi una rotonda soddisfazione quando la sfavorita in questione è la tua squadra del cuore, e la corazzata del caso la squadra di proprietà del tuo editore e pres del cons.
Ecco perché, non me ne vogliano i Milanisti, l’ellenico colpo di tacco con cui il campione d’Europa Theo Zagorakis ha mandato in rete Locatelli a San Siro mi è sembrato un segno dell’invincibile potenza del destino e, non me ne vogliano Eschilo, Sofocle & Euripide, la nemesi di tanta hybris.
Ma tanto, non puoi neppure festeggiare in pace, ché gli Juventini insistono a ringraziarti come avessi fatto soprattutto un piacere a loro.
In ogni caso, non dimenticherai tanto facilmente le smorfie di Galliani in tribuna, come colpito a morte da un dardo al curaro.

postato da: enricobrizzi alle ore 15:14 | Permalink | commenti (11)
categoria:enricobrizzi
lunedì, 31 gennaio 2005

 

LO SPETTRO IN TELEVISIONE

La rai sta preparando un discusso servizio su Bologna ed anche il blog dello spettro della bolognesità avrà un suo microspazio. A questo punto chiedo a voi lettori un aiutino. Alla domanda: "Che cos'è la bolognesità nel 2005?" cosa posso rispondere? Quale messaggio efficace e veritiero vogliamo mandare a chi non è di Bologna? Aiutatemi... che sono messo male. 

postato da: maso_ alle ore 09:32 | Permalink | commenti (47)
categoria:maso
lunedì, 31 gennaio 2005


- Stalin e Mussolini, gli ingenuoni -

SAGGEZZA E RIFLESSIONE 2
(DAL BLOG)

Uno dei commenti al mio post dal titolo SAGGEZZA E RIFLESSIONE DALLA TELEVISIONE: TRIPPING THE RIFT (vedi sotto) è stato illuminante.
In poche parole la mia riflessione portava a questa domanda:
Per una persona comune (casa, lavoro, famiglia - non un intellettuale), in realtà che differenza c'è tra la "democrazia consumistica" e il Fascismo, il Comunismo o altre forme di governo non ispirate alla democrazia?
Dove è, in pratica, che la persona comune nota una sensibile differenza?

Bip ha risposto così:

Forse nel fatto che la democrazia ha capito che può fregarsene delle opinioni contrarie che la gente esprime, perché tanto c'ha le perline e gli specchietti da barattare con la nostra inanità, e invece il Fascismo, ingenuone, ne ha una gran paura (come pure il Socialismo Reale).

Bip

Ed io ho aggiunto:

Penso che la sostanziale differenza sia tutta lì!
Come dici tu l'unica differenza è che la democarzia non teme le opinioni contrarie dei singoli o dei pochi e che non solo le baratta con beni di consumo (che addolciscono MOLTI spigoli), ma, dando la possibilità a tutti di far comunicazione pubblica su qualsiasi argomento, fa soffocare nella confusione totale le vere opinioni divergenti potenzialmente pericolose, le quali si autoannullano appena comunicate (pur dando l'illusione di poter incidere).
Vedi ad esempio la televisione, la radio, internet tutta ed in particolare le migliaia di blog, come questo, che parlano di qualsiasi cosa.
Vedi ad esempio l'importantissimo "segreto della democarzia" che abbiamo qui scoperto, il quale andrà perduto come lacrime nella pioggia.

INNOVARI

E' anche l'antica lezione (portata ai massimi livelli) degli imperatori romani per tenere buona la popolazione e gli schiavi nonostante tutto:
PANEM ET CIRCENSEM (pane e gladiatori).
Forse prima della "democrazia consumistica" però le opinioni divergenti, anche di pochi, contavano molto di più, ma venivano cazziate molto di più.
Oggi forse Ghandi avrebbe un frequentatissimo sito internet o al massimo un giornale o una radio (tipo i no-global), o addirittura un canale satellitare (ve ne sono migliaia), che in realtà non conterebbe UN BEL NULLA DI NULLA.
Stalin e Mussolini non avevano proprio capito un cazzo...
PARLATE, PARLATE PURE! DITE QUEL CHE VOLETE! TANTO NON SERVE A NIENTE! LA VOSTRA VOCE NON SI SENTE! C'E MOLTO RUMORE DI FONDO! NON SI SENTE NIENTE! NON ESISTETE!
Da qui, alla fine del ventesimo secolo, nasce l'infausta "tradizione" di comunicare le proprie idee divergenti mettendo delle bombe, che si sentono di più - ma poi alla lunga non tanto di più...

postato da: innovari alle ore 09:30 | Permalink | commenti (30)
categoria:
domenica, 30 gennaio 2005

BOLOGNA E FUMO #5
IL DISCUSSO CARTELLO

Tempi duri per i fumatori bolognesi che non possono più permettersi una sigaretta neppure in ferramenta. Scagli la prima pietra chi non è mai entrato nella notissima ferramenta di Via San Donato con la paglia accesa chiedendo all'affabile gestore "Mi potrebbe fare tre copie di questa chiave?". Dall'entrata in vigore della legge Sirchia, anche le ferramenta hanno dovuto adeguarsi. E la rabbia dei fumatori ferraumenta...

postato da: maso_ alle ore 13:19 | Permalink | commenti (4)
categoria:maso
sabato, 29 gennaio 2005


SAGGEZZA E RIFLESSIONE
DALLA TELEVISIONE:
TRIPPING THE RIFT

Sul canale satellitare Fox di Sky a notte fonda danno una fantastica serie dal titolo Tripping the Rift (ebbene sì, le trasmissioni satellitari si ricevono anche a Bologna e provincia!).
Realizzata in computer grafica 3D ed assai più massiccia di Bart Simpson, narra le avventure di uno scalcagnato equipaggio di avveturieri spaziali.
La serie, realizzata in Canada e sicuramente per adulti, è piena di citazioni cinematografiche, sesso praticamente esplicito e di riferimenti alla attualità sempre ficcanti.
Alcune sere fà, una delle trame, ed in particolare una battuta, mi ha improvvisamente illuminato sulla realtà che mi circonda:

Sul pianeta Kubrick, abitato dai Kubrikiani, semplici uomini primitivi e scimmieschi, arriva un monolito nero gigantesco. Non porta la civiltà, ma nasconde la base dei Dark Clown, dei pagliacci nazisti che vogliono colonizzare il pianeta e rendere schiava la popolazione, introducendo la violenza e la guerra, cose fino allora sconosciute su Kubrick.
Per cause di forza maggiore, il capitano Chud (un alieno violetto e burbero, vedi immagine sopra), dopo esilaranti peripezie ed incidenti, riesce assieme a suo equipaggio a sgomiare i cattivi, liberando i poveri Kubrikiani dai Dark Clown, con l'aiuto della Confederazione dei Pianeti.
Il gigantesco monolito nero finalmente viene distrutto.
Ripartiti Chud e compagnia, sul pianeta arriva un altro gigantesco monolito, stavolta bianco. E' il monolito della Confederazione dei Pianeti.
I Kubrikiani si accalcano attorno al nuovo monolito candido, quando questo improvvisamente si accende di mille insegne pubblicitarie e uomini in camica blu e cravatta cominciano a fuoriuscire da esso, con il preciso intento di vendere dei prodotti ai Kubrikiani.
Uno di questi piazzisti mostra ad un indigeno il catalogo acquisti della Confederazione, ma questi si schernisce dicendo:
"E dove vado a prendere il denaro per comprare tutte quelle cose?"
"Di una vita da schiavo cosa ne dice?" risponde sorridente l'uomo in camicia
"Quel tipo di vita la conducevamo già sotto i Dark Clown!"
"Oh no, no, no, no no! In quel caso eravate semplicemete schiavi!" incalza il piazzista "Questa volta sareste schiavi retribuiti, ricevereste un compenso, un intero giorno libero ogni sette giorni, e due settimane di vacanza!!"


NON AVEVO MAI VISTO LA LIBERTA' DATA DALLA "DEMOCRAZIA CONSUMISTICA" SOTTO QUESTA ANGOLAZIONE...
Ma allora quale è la vera differenza tra una dittatura (diciamo il Fascismo) e la cosiddetta "democrazia dei consumi"?
Voi direte: si può parlare liberamente (non sempre), si può votare liberamente i propri rappresentanti (ma ci rappresentano veramente?), si può cambiare il proprio status sociale ed economico (quello si poteva fare pure prima), la stampa è libera (sul serio?), la ricchezza è più distribuita (davvero?), si può comprare ciò che si vuole (e infatti...), andare liberamente ovunque (ma non è che si gira poi sempre) e non si viene più arrestati per le proprie opinioni (sicuri?) ed altre cose libertarie del genere.
Decisamente comunque vi sono dei miglioramenti, non vi è dubbio, ma alla fine... quale è la vera differenza???
E poi, vi sono alternative migliori?
Vi sarebbero il Comunismo e la Monarchia ma si è visto che alla lunga sono cose piaciute pochissimo, divenute infatti desuete...
C'E' DI CHE RIFLETTERE PARECCHIO...
[by INNOVARI]

postato da: innovari alle ore 14:59 | Permalink | commenti (31)
categoria:
sabato, 29 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
decima ed ultima puntata

Domenica 7 luglio 2002
Qualcuno lascia il bagno con la scritta OCCUPATO e noi aspettiamo mezz'ora prima di accorgergi che è libero. Morale: perdiamo metro e autobus per l'aeroporto e manca solo un'ora e mezza.
Afferriamo un taxi per i capelli (del taxista) e lo convinciamo a suon di urli a portarci anche se non è la sua zona. Ci porta e ci fa pagare l'equivalente di una settimana di lavoro. Arriviamo a Bologna beccando una turbolenza (due minuti aggrappato al mio sedile) e questa volta c'è il sole.
Ma prima o poi pioverà.
Governo (Berlusconi) ladro.
Fine

 Trebbo

postato da: maso_ alle ore 12:24 | Permalink | commenti (3)
categoria:maso
venerdì, 28 gennaio 2005

 ?

Ancora qualche giorno, forse qualche ora e la REDASIONE sarà lieta di annunciarvi l'arrivo di un nuovo preziosissimo und misterioso collaboratore che aggiungerà linfa vitale a questo blog un pò provinciale un pò no... stei tiund e grazie a quei 300 e passa individui che ogni giorno passano di qui. 

postato da: maso_ alle ore 12:33 | Permalink | commenti (14)
categoria:maso
venerdì, 28 gennaio 2005

SCAMBI D'OPINIONE
FRA IMPIEGATI BOLOGNESI

In redazione giunge una discussa meil da un discusso ufficio di impiegati posseduti dallo spettro: oè, cè un mio collega che non sopporta Ponyluna, e mi sta convincendo delle sue ragioni..... Non fa altro che parlar di figa ( e fin quà...), ma in un modo borazzo, da sfigato, da finto intelletuale pseudomarciostronzoso che se la tira, o meglio crede di tirarsela. Ma ha iletto il suo blog? Uno o due paragrafi si leggono anche, ma poi è una roba tipo raccontini da Donna moderna dove un professore seduce le studentesse diciottenni e ne racconta le sfaccettature psicologiche; il fatto che poi lui magari non è neanche un docente o ricercatore, ma probabilmente un dottorando che si è costruito "un posizione" del tutto fantastica per contrastare le sue repressioni. Magari non tromba neanche e il viaggio più lungo che ha fatto è stato questestate a Marina di Ravenna. Bah... che dire, speriam di sbagliarci e che il "vecchio" Pony si riscatti, perchè ogni tanto ci prende anche.
PS: queste elucubrazioni sono il frutto di animate discussioni d'ufficio.

Un anonimo gruppo di discussi impiegati

postato da: maso_ alle ore 10:44 | Permalink | commenti (29)
categoria:maso
venerdì, 28 gennaio 2005

 
- Una donna armena e i suoi bambini -

PER NON DIMENTICARE
- 1915 / 1923 -
L'OLOCAUSTO DEGLI ARMENI CRISTIANI
PERPETRATO DAI TURCHI
- 2.5 milioni di morti -
E LA DIASPORA DEGLI ARMENI

Ieri si è ricordato il genocidio degli Ebrei in tutto il mondo con trasmissioni, dirette televisive e cerimonie pubbliche (anche nella nostra città).
NON BISOGNA DIMENTICARE! MAI!
Ma non bisogna neppure dimenticare altri genocidi altrettanto criminali, spesso perpetrati da paesi insospettabili, la cui memoria, misteriosamente, pare non essere importante quanto quella ebraica.
Qui sotto la breve descrizione uno tra i tanti genocidi che non si ricordano in tv lo stesso giorno in tutto il mondo.

Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il governo Turco decide di entrare in guerra a fianco degli imperi centrali e subito si lancia alla conquista dei territori azeri "irredenti".
La Terza Armata turca, impreparata, male equipaggiata, mandata allo sbaraglio in condizioni climatiche ostili, viene presto sbaragliata a Sarikamish nel gennaio 1915 dalle forze sovietiche.
L'esercito turco indica i responsabili della disfatta negli armeni (di religione cristiana monofisita). Tra i turchi e gli armeni vi sono sempre stati dei problemi di carattere etnico, e tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 gli armeni erano già stati vittime di pogrom turchi costati 30.000 vittime.
Tra il dicembre del '14 ed il febbraio del '15, il Comitato Centrale del partito Unione e Progresso (che detiene il potere in Turchia), diretto dai medici Nazim e Behaeddine Chakir, decide la soppressione totale degli armeni. Vengono creati speciali battaglioni irregolari, detti tchété, in cui militano molti detenuti comuni appositamente liberati; essi hanno addirittura autorità sui governi ed i prefetti locali e quindi godono di un potere pressoché assoluto.
L'eliminazione sistematica prende l'avvio nel 1915, quando i battaglioni regolari armeni vengono disarmati, riuniti in gruppi di lavoro ed eliminati di nascosto.
La seconda parte del piano di sterminio prevedeva il genocidio di TUTTA la popolazione armena restante, sparsa su tutto il resto del territorio.
A queste atrocità scamperanno solo gli armeni di Costantinopoli, vicini alle ambasciate europee, quelli di Smirne, protetti dal generale tedesco Liman Von Sanders, gli armeni del Libano e quelli palestinesi.

Il consuntivo numerico di questo piano criminale risulta alla fine:

* da 1.000.000 a 1.500.000 di armeni vengono eliminati nelle manieri più atroci. In pratica i due terzi della popolazione armena residente nell'Impero Ottomano è stata soppressa e, regioni per millenni abitate da armeni, non vedranno più, in futuro, nemmeno uno di essi.
* circa 100.000 bambini vengono prelevati da famiglie turche o curde e da esse allevati smarrendo così la propria fede e la propria lingua.
* considerando tutti gli armeni viventi all'epoca, quelli scampati al massacro non furono più di 600.000.

Attualmente il genocidio armeno è stato riconosciuto come realtà storica di cui la Turchia dovrà farsi carico in diverse sedi. L'ONU, anche se in sordina, lo ha fatto il 29 agosto del 1985 mentre il Parlamento Europeo si pronunciò in proposito il 18 giugno 1997.

Italia la principale comunità armena, nata dalla diaspora, è quella residente a Milano, composta da un migliaio di elementi. La comunità, pur essendo perfettamente integrata nella società che li ha accolti, costituiscono una realtà molto coesa nella quale vengono mantenute vivissime le tradizioni della lingua d'origine, la religione storica e la lingua madre parlata anche dalle generazioni più giovani.
[notizie condensate dal sito IL GENOCIDIO ARMENO]

by INNOVARI

PS: i Turchi si sono "esercitati" in genocidio anche in Grecia sterminando  (tra Armenia e Grecia) un totale 2,5 milioni di cristiani tra il 1915 e il 1923, aprendo ufficialmente la "stagione" degli stermini di massa del ventesimo secolo. 
Ancor oggi, il governo turco (che vuole entrare nella comunità Europea) nega ufficialmente che ci sia mai stato un genocidio, sostenendo che la maggior parte delle morti fu causata da conflitti armati, malattie e carestia, durante le rivolte della prima guerra mondiale.

postato da: innovari alle ore 10:37 | Permalink | commenti (39)
categoria:
venerdì, 28 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
nona puntata

Sabato 6 luglio 2002
Siamo a Vaxholm, splendida isoletta del Baltico.
In un pub ammicco la barista finchè Nino non mi fa notare che si struscia con l'altro barista, di colore, alto due metri.
Oggi non piove (ma pioverà la notte) e siamo in giro per locali.
Per la prima volta nella nostra vita veniamo costretti a lasciare il nostro posto in un pub ad altri senza aver finito di consumare.
Nino insulta i baristi.
Io tiro un rutto da spaccare i vetri.
Finiamo poi in un locale gay-lesbo (l'unico senza fila per entrare) e un tipo vestito da cow-boy ci regala due hot-dog.
Li mettiamo in tasca e ce li mangiamo fuori.
Cerchiamo un locale dove dovrebbe esserci un concerto punk.
Arriviamo all'indirizzo e scopriamo che il locale non esiste. ci infiliamo nel primo pub e finiamo tutti i soldi in birra.
Nino guarda il volantino del concerto, perplesso.

Fine settima puntata [continua] - Trebbo
postato da: maso_ alle ore 10:07 | Permalink | commenti (9)
categoria:maso
giovedì, 27 gennaio 2005

 

BOLOGNA  GIOVANE
(I discussi progetti di Ponyluna)

Io i vecchi li detesto, e negli anni ho sviluppato due progetti che  realizzerò non appena, con i vostri voti, scalzerò il Coffy dalla poltrona di primo cittadino.

1) Progetto di minima.  Un'ordinanza comunale che vieta ai vecchi:
a) di uscire di casa in certi orari: ma è mai possibile che se devo prendere l'autobus per andare a lavorare alle 8, lo stesso autobus sia pieno di vecchi vanno in centro? Non possono andarci alle 9 o alle 10, quando chi lavora è ormai alle prese con la scrivania, le scartoffie e  (ora) lo Spettro?? Lo stesso vale per la spesa al supermercato, la sera  e il sabato. Dunque: coprifuoco per gli anziani dalle 7 alle 9.30 e dalle 17.00 alle 20.00, nei giorni feriali, e per tutto il pomeriggio del sabato e della domenica.
b) Poi: interdizione del salvatempo alla Coop per gli over 65 (tanto fanno un gran casino), e creazione di una cassa speciale per i vecchi nei supermercati.
c) Obbligo di tenere i bambini delle coppie giovani (anche e soprattutto NON parenti) almeno un pomeriggio e una sera a settimana.
d) Introduzione di un'usanza egiziana: i lavori pesanti, soprattutto condominiali, devono essere svolti dagli over 70 e dai pensionati in genere.
e) Sfratto coatto di tutti i vecchi dalle case del centro: il centro agli under 45.

2) Progetto di massima (soluzione "Finale"): deportare tutti gli anziani in un paese a sé, tipo appunto Finale Emilia.
Giovani e anziani non hanno nulla da dirsi, si infastidiscono a vicenda e necessitano di servizi differenti. Con treni blindati si portano gli anziani in una città popolata solo da loro, dove tutti i medici sono geriatri, dove tutti i dentisti sono esperti di dentiere, dove non ci sono auto ma solo macchini elettrici tipo golf, dove non si può tenere la musica alta, dove tutti hanno la parabola in casa e possono starsene chiusi senza avere paura della criminalità.
Basta coi vecchi!

Ponyluna

postato da: maso_ alle ore 23:14 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
giovedì, 27 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
ottava puntata

Venerdì 5 luglio 202
La serata della svolta? Ci infiliamo in un bar caraibico in quanto piove (pensa un po') e c'è una tipa sola (bona) che sembra volere attaccare bottone.
Mi giro per pagare i cocktail e quando poso di nuovo gli occhi su di lei mi accorgo che Mister Universo la sta inchiodando con buoni risultati.
Mister Universo mi chiede cosa sto bevendo e io gli rispondo che non lo so e che abbiamo solo detto THE SAME indicando il bicchiere di un altro tizio.
Willy (Mister Universo) e Annika (con la K come Sukia) ci portano in un altro locale.
Per fare questo chiamano un taxi spendendo circa 10 carte per fare il giro dell'isolato.
Nino offre il giro di birra ma la barista non gli da il resto, anzi dopo un po' scompare e gli altri baristi asseriscono che nessuna donna lavorava quella sera al banco.
Nino guarda male i baristi, perplesso.

Fine ottava puntata [continua] - Trebbo

 
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giovedì, 27 gennaio 2005

 
- copertina del catalogo della mostra -
VOMITOSULMUROART

Ispirato da un commento di Ora di Icio sul post riguardante Pea Brain, propongo di fondare la cooperativa di artisti VOMITOSULMUROART.
La cooperativa avrà ovviamente come presidente Ora di Icio che ne è il geniale ideatore.
Le opere verranno realizzate solo tra il Sabato notte e la Domenica mattina.
Dovranno poi essere fotografate e documentate: autore, ora, luogo.
Le opere "collettive" saranno prese in altissima considerazione dal comitato artistico della cooperativa in quanto assai rare.
Anche le opere di anonimi saranno accettate purchè documentate.
Si organizzerà poi una mostra collettiva alla GAM (organizzata e sponsorizzata dal Comune di Bologna, dalla Provincia, dalla Regione ed anche da sponsor privati tipo Martini, Glen Grant, etc. ) dove verranno esposte le opere migliori stampate in gigantografia su alluminio.
Il catalogo fotografico della mostra conterrà una prefazione di Achille Bonito Oliva e una postfazione di Vittorio Sgarbi.
La mostra verrà preceduta naturalmente da un vernissage a base di superalcolici forniti dagli sponsor privati e basta (senza pasticcini, salatini, bibite, etc.).
...e non dite che non è arte!
Con una presentazione del genere vi assicuro che i mercanti d'arte compreranno tutto... SUL SERIO!

NB: nel lontano 1961 fu realizzata la famosa merda di artista in barattolo dal grande Piero Manzoni, esposta ancor oggi nei maggiori musei di arte moderna del mondo. I collezionisti privati che la posseggono la hanno pagata salatissima.

Quando iniziamo?
Dopo la mostra potremo anche noi occupare una ex-fabbrica dismessa della FIAT, come hanno fatto Claudio Corsello (Cane K8) e Monica Cuoghi (Pea Brain), da utilizzare GRATIS come laboratorio artistico, senza essere cacciati dalla pula dopo mezz'ora?


Attendo le prime opere fresche di pittura, naturalmete a partire da Lunedì, quando vi sarete ripresi dallo sforzo artistico PUNK.

INNOVARI

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giovedì, 27 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
settima puntata

Giovedì 4 luglio 2002
Mi sveglio con Nino che guarda fuori dalla finestra, perplesso.
Piove a dirotto.
Governo (svedese) ladro.
Nuovo attacco di gustavite.
Andiamo in giro alla cazzo.

Fine settima puntata [continua] - Trebbo
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mercoledì, 26 gennaio 2005

 

MA CHE CITTA' E' DIVENTATA BOLOGNA ?

E' con questa domanda che la telefonata di Stefano "Sbarbo" Cavedoni al sottoscritto ha avuto inizio. "Non era mica così Bologna, leggendo il blog vedo del gran astio, del gran rancore, c'è una gran aria da Padania, i commenti sembrano fatti da gente di Treviso... evidentemente a Bologna si scopa poco" incalza il Cave. Del resto lui è un uomo di mezza età e la Bologna che conosceva lui non c'è più e stimao parlando di quando lo spettro della bolognesità aleggiava sui nostri crani silvani. Credo proprio che urga un chiarimento epocale, un incontro scontro tra la fauna dello spettro, una tenzone degna di Ballarò, con la differenza che quelli di rai 3 prima si scontrano davanti alle telecamere e poi dopo vanno a maggnare e bere insieme, mentre noi invece saremo senza telecamere a incontrarci scontrarci immediatamente sabato 29 gennaio 2005 al pabbb irlandese di Via Paradiso dalle 20.00 in poi. Chi vuole intervenire, intervenga, non esiste un programma della serata, si sa solo che dopo si andrà da qualche parte, oppure no, boh... e soprattutto ci sarà in via del tutto eccezzionale Cavedoni (che di solito sta a Roma). Ma che città è diventata Bologna? 

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mercoledì, 26 gennaio 2005


Pea Brain (Bologna, ex sede del Link)

MISTERO SVELATO!
PEA BRAIN E'... MONICA CUOGHI!

Monica Cuoghi, nata a Mantova nel 1965 è l'ideatrice ed autrice di Pea Brain.
Artista "muralista", collabora artisticamente da vari anni con il bolognese Claudio Corsello, assieme al quale vive in una abitazione/studio/laboratorio in Via Mazzini in una ex-fabbrica dismessa della FIAT.
Ultima mostra conosciuta dei due:
Ex Teatro Contavalli, Cuoghi & Corsello  - Da Pea Brain e Petronilla all'Albero Blu - Bologna Dal 7 giugno 2004.
A seguire alcuni estratti di un'Intervista di Duccio Dogheria a Monica Cuoghi a proposito di Pea Brain:

Il lavoro sulla strada con Pea Brain è sempre stato volutamente separato e all’inizio segreto rispetto al lavoro ‘da galleria’, al contrario di altri nostri lavori ove questo confine non esisteva, dagli stencil all’attaccare sui muri ritagli a mo’ di poesia visiva. Altro lavoro in bilico tra under e overground è stato il commissionare ai migliori writers di Bologna (Dado e Rusty) la pittura dei nostri cognomi con il loro stile, come lavoro concettuale per la mostra collettiva ‘Premio Alinovi’ alla GAM di Bologna.
Pea Brain è nata appena conosciuto Claudio Corsello, da sempre fissato dallo scrivere sui muri; nel coinvolgermi in questa pratica con tanta passione è nata questa figura stilizzata, scelta per praticità ed emozione, con quelle zampe che possono fare danni in fretta. Stilisticamente sono cambiata molto con l’influsso rigido e costruttivo di Corsello, che ha attutito le mie forme svolazzanti. Con Pea Brain siamo giunti anche a Trento (in Piazza Pasi), dove eravamo venuti a suonare col nostro gruppo che si chiamava RN; Simona Scieghi e altri amici che organizzavano i concerti ci hanno anche organizzato un bellissimo tag tour per la città, e abbiamo seminato tante ochette blu.
Pea Brain è diventata famosa soprattutto per il pezzo giallo nella stazione di Bologna, per la chilometrica striscia sulla linea Bologna-Venezia e per un sevizio su Videomusic che andò ripetutamente in onda.
A Firenze, per una fiera d’arte, avevamo portato delle cartine della città con tanto di didascalie e al centro un enorme stencil di Pea Brain come testimonianza della nostra ‘invasione’, che di fatto è avvenuta, di notte. In uno di quei giorni fummo invitati ad una lussuosa festa in collina. La proprietaria, una contessa che evidentemente non conosceva i miei lavori, mi chiese cosa facessi a Firenze ed io le dissi senza troppe spiegazioni che facevo le oche. Lei ribatté: ‘Ah! l’oca! Falla anche qui!’. Io allora, senza pensarci due volte, sono andata nella piscina e l’ho ‘abbracciata’ con una grande Pea Brain a spray. La contessa si infuriò: pensava che avrei mimato un’oca ed avrebbe goduto a vedermi starnazzare, invece... Il giorno dopo si arrabbiò anche in fiera, con il gallerista presso il quale esponevamo le cartine con le oche, Gino Gianuzzi.

[fonti varie]

by INNOVARI 

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mercoledì, 26 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
sesta puntata

Mercoledì 3 luglio 2002
Andiamo a sentire per la nave Stoccolma-Helsinki.
La famosa TROMBONAVE dove pare che anche l'uomo più impastato di pugnette del mondo riesca a trovare del buono.
Il prezzo del viaggio in cuccetta (di dimensioni 0,80x0,65) è altissimo.
Nino mi guarda, perplesso. Gliela diamo su.
Non è dove sei che conta, ma COME sei!!!!
Decidiamo di fare il giro delle isole dell'arcipelago di Stoccolma

Fine sesta puntata [continua] - Trebbo
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mercoledì, 26 gennaio 2005

ZOMAS

Il primo spettro della bolognesità che mi viene in mente è ZOMAS. Non ricordo che anno era, ma avrò avuto si e no 14 anni quando le pareti della città erano invase dalla scritta ZOMAS, il primo vraiter di petroniana memoria. Tutti si interrogavano: ma chi è ZOMAS? Ci fu pure un servizio sul Resto del Carlino corredato di numerose foto dei uri bolognesi permeati dalla scritta ZOMAS. Come al solito il giornale della città ne approfittò per romanzare il tutto scrivendo che ZOMAS aveva un nemico, SIERO. Poi un bel giorno di ZOMAS non si seppe più nulla e qualche anno dopo cominciarono ad apparire le bellissime papere stilizzate di PEA BRAIN

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mercoledì, 26 gennaio 2005


racconto ed illustrazione by INNOVARI

ANGELO VENDICATORE

-terza ed ultima parte-
L'IMMAGINE DELLA DECISIONE

L'ingegnere Angelo Amendola, quarantacinquenne, benestante e dal fisico asciutto sedeva nel silenzio sulla sponda del letto.
Lo stesso letto dove dormiva la sua bella moglie, di vent'anni più giovane di lui.
Amendola guardò attentamente prima il corpo della donna, poi il lampione fuori dalla finestra che illuminava Via Mazzini.
Nella sua mente si stendeva una distesa sconfinata, da percorrere con calma, per giungere alla meta.

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lunedì, 24 gennaio 2005

BOLOGNA E VECCHI

Vecchi, vecchie, vecchi e ancora vecchie. A Bologna ce ne sono tantissimi, aumentano e aumenteranno in progressione geometrica. La loro capillare  presenza è sinonimo di spettro della bolognesità. La maggior parte di questi ha lavorato duramente, ha tirato su i figli, ha pagato i mutui, i grigi si sono tolti le loro soddisfazioni e adesso ogni giorno è buono per morire. Ma a Bologna si vive bene e si muore sempre più tardi! I vecchi di oggi sono meritatamente andati in pensione intorno a 50- 55 anni, alcuni hanno iniziato a godersela, altri si sono ammalati di depressione perchè si sentivano inspiegabilmente inutili, ma la maggior parte di loro certo non immaginava di avere un'aspettativa di vita maggiore uguale a 30 anni. I vecchi hanno visto una o due guerre mondiali, ne sono usciti indenni, si sono rimboccati le maniche, hanno capito che ogni giorno che si vive in più è solamente grasso che cola, altro che andare in piazza a chiedere il diritto di essere felici (ma dove sta scritto?). Ingenuamente, per il "loro bene" hanno cresciuto eserciti di fancazzisti che hanno abbracciato il motto: "Sacrifici? No, grazie, tanto paga il nonno, la nonna, papà o mammà...", un movimento antagonista al propugnato modus vivendi del sacrifizio che per anni ha convissuto pacificamente con loro. Ma quanto costa alla città un vecchio ailender bolognese fancazzista? Chi gli sta pagando la pensione? Noi con i nostri cococo, coocopro, interinallah? E mentre faccio queste riflessioni dozzinali, vedo con chiarezza che la pensione non la prenderemo mai ed una volta  finiti i soldi dell'INPS, quelli dei nonni e dei  genitori saranno cazzi per tutti. E soprattutto... non avremo neanche un orto comunale con tanto baracche di lamiera in puro favelas stail, perchè a noi di avere un orto non ce ne frega niente. Basta, esco... vado a fare un giro alla Sala Sirenella dove so che troverò qualcuno che se la gode.

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lunedì, 24 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
quinta puntata
Martedì 2 luglio 2002
Strano ma piove.
Governo (svedese) ladro.
Visita alla Gamla Stan (il centro storico).
Faccio conoscenza con un negoziante di dischi finlandese che cerca in tutti modi di convincermi ad acquistare i cd di Raiko Vittavaara, cantante del suo paese, una spece di Casadei finnico.
Mentre fuggo dal negozio me ne infila uno in tasca dicendomi: ascoltalo, vedrai che ti piacerà! Nino mi copre la fuga tirando sassi al negoziante.
Mi libero del cd al primo cassonetto.
Nino vuole abbandonare il centro, perplesso.

Fine quinta puntata [continua] - Trebbo
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lunedì, 24 gennaio 2005

 
racconto ed illustrazione by INNOVARI

ANGELO VENDICATORE

-seconda parte -
ESTRATTO DALL'ETICA DELLA VENDETTA
Tradizionalmente, dai tempi feudali fino ad oggi, il vendicatore si fa carico di agire personalmente contro colui che ha fatto il torto.
Si tratta di un primitivo sistema di giustizia dove il vendicatore ha la funzione di giudice, giuria e carnefice. Non vi sono "super partes"; vi è solo colui che ha offeso colui che si rivale.
I sistemi giudiziari di quasi tutti i paesi rivelano carenze legislative, sia nei riguardi di coloro che compiono ingiustizie, sia per coloro che cercano soddisfazione.
Spesso tentare di superare il monopolio giudiziario stabilito da un paese, vedicandosi, può risultare più pericoloso per colui che si vendica, che per colui che subisce la vendetta.
Putroppo la "materia" è quasi sempre considerata di scarsa se non di nessuna importanza per i tribunali. Una corte può essere impotente di fronte la caso di un commesso di un negozio incredibilmente maleducato, o quando la materia è di carattere molto personale, come nel caso del tradimento di un amico o di una persona cara.
Più spesso il sistema legislativo è pensato in modo da proteggere colui che ha fatto il torto.
Elucubrare un piano di vendetta, è solo la metà della vendetta; portarlo realmente a termine è un'altra faccenda. In alcuni casi fantasticare di vendette assieme agli amici può avere un effetto sufficientemente catartico. Ma se si intende veramente portare a termine il proprio piano, bisogna avere delle forti giustificazioni per le proprie azioni.
Quali saranno le coseguenze per chi subirà la vendetta?
E quali le conseguenze per colui che si vendica?
Portare a termine i propri piani migliorerà la situazione?
Si cerca giustizia o si voul solo far soffrire il proprio obbiettivo?
L'aspetto più importante da considerare è ciò che potrebbe capitare a colui che si vendica. Spesso il piano viene concepito a caldo, e viene eseguito cecamente durate uno scatto d'ira. Quando il dolore delle ferite è fresco, è più probabile pensare ad una ritorsione inappropriata, la quale potrebbe ritorcersi contro colui che si vendica.
Malgrado ciò che il dolore può suscitare, bisogna attendere che la furia dei sensi si plachi.
Reagire d'istinto all'offesa equivale gettare la propria vita alle ortiche.
Più si è rilassati più sarà possibile stimare accuratamente la situazione.
Il piano di vendetta così, potrà concretizzarsi in uno schema meno estremo, ma probabilmente molto più efficace.
- segue -

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lunedì, 24 gennaio 2005

ENDRIU MECHENZI

Non esco molto spesso a Milano, chi mi conosce sa che da buon bolognese non amo particolarmente, anzi per niente, questa città su cui magari più avanti spenderò qualche riga di come un posseduto dallo spettro se la vede e se la vive. Se proprio devo però mi piace partecipare alle occasioni in cui ritrovo qualche spunto di casa. Ieri sera ho ricevuto il consueto e sempre apprezzato invito dal mio amichetto di PierCrescenziana memoria DJ Mayo ad assistere alla sfilata dello stilista definito da un giornalista come “inventore di nuove linee stilistiche, avantgarde, destabilizzante, ironico” e aggiungo io “sodoma e gomorra” from Bulaggna: Andrew MacKenzie. Questo nome forse non vi dice un granchè ma il suddetto stilista, bolognese d’adozione ma gallese d’origine, vive e lavora da anni sotto le due torri ed è facile incontrarlo, nonchè riconoscerlo, tra locali tecno-trend in centro o baracci in zona Casalecchio dove peraltro abita. Andrew MacKenzie a dispetto dell’ambientazione delle sue sfilate, secondo me rimane un personaggione legato a Bologna che si sta dimostrando sempre di più bravo e di successo. A parlarci è simpatico e non me ne si voglia anche buffo con il suo accento alla Oliver Hardy, ed è più Bolognese di quanto si pensi.  I suoi capi (a parte i modelli diciamo così con… al cul adfòra), che ad un profano di moda come me ricordano le divise dei Franz Ferdinand, a prezzo pieno mi dicono siano inaffrontabili, del resto che stilista sarebbe, ma sembra che japani e yankee ci vadano giù di testa. Mi ripeto confermando che non amo la vita milanese delle sfilate o delle feste super “tirate” milanesi compresi i soggetti che le frequentano e che vi gravitano attorno, ma la serata di ieri tra fruste e catene, efebi e androgini, sado e masi, organizzata da un semi-bulgnais valeva la pena.
Anche questo è un prodotto di Bologna da tenere in considerazione.

Piluto - Sprazzi di Bolognesità nella Città da bere

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lunedì, 24 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
quarta puntata

Lunedì 1 luglio 2002
In treno verso Stoccolma, cielo coperto.
Il treno parte in orario e, cosa inconcepibile per noi, arriva pure in orario.
Nino guarda l'orologio, perplesso.
Arriviamo al bed & breakfast e ripetiamo l'incollassamento sulle valigie.

Fine quarta puntata [continua] - Trebbo

 
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domenica, 23 gennaio 2005

IPERTORTINI

In questa domenica con il cielo da neve, l'Oradiicio ci segnala di aver acquistato all'ipercoop dei tortini di porretta gusto limone in offerta speciale... sappiatelo!

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sabato, 22 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
terza puntata

Domenica 30 giugno 2002
Piove (mo vè) a sprazzi e spruzzi.
Dopo aver visto (e anche udito, sigh) il più lagnoso cantautore americano di tutti i tempi (il nome l'ho rimosso dalla mente) finalmente Nino vede i Garbage e ora è un po' meno perplesso.

Fine terza puntata [continua] - Trebbo

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sabato, 22 gennaio 2005


racconto ed illustrazione by INNOVARI

ANGELO VENDICATORE

-prima parte -
LA SCENA DELL'APPARIZIONE

Nella prima inquadratura Angelo Amendola è sul letto, accanto alla moglie che dorme. La luce sul suo comodino è accesa e lo illumina. A. (cioè Angelo) tiene un libro aperto appoggiato al petto. La copertina del libro è verde smeraldo.
Primo piano su A. che fissa il soffitto bianco. Fuori dalla finestra Bologna ronza la propria notte.
In un particolare vediamo la lacrima formatasi nell'angolo dell'occhio destro di A. scendere sulla tempia, chiazzando il cuscino azzurro di una macchia appena più scura.
A. strizza le palpebre come per scacciare le lacrime assieme alla pena che lo affligge.
Mentre ha gli occhi chiusi, una emanazione luminosa proveniente dall'alto gli schiarisce il viso.
Stacco, dissolvenza dal nero.
Ora l'inquadratura è la soggettiva di Angelo. Attraverso i suoi occhi, che cercano di mettere a fuoco l'immagine, vediamo un volto .
A. sposta lo sguardo verso il basso osservando l'apparizione. L'inquadratura rivela che il volto possiede anche collo, spalle e busto, ma dal bacino in poi il corpo sfuma nel nulla. Si vedono anche le punte dei piedi di A. sotto le coperte.
Totale dal fianco di Angelo. L'essere (perchè di ciò si tratta) galleggia nell'aria a una ventina di centimetri di altezza da A., illuminandolo leggermente; i suoi linamenti sono femminili, ma non vi è alcuna traccia di seni sul petto.
Ancora un'inquadratura dalla soggettiva di Angelo. Il volto sopra di lui è sorridente, e A. ricambia distendendo i muscoli delle guance. Una mano compare dal buio. Sembra la mano di chi voglia aprire una porta. A. la sente entrargli nel petto fino al polso, ma non prova alcun dolore.
L'essere estrae dal petto di A. una piccola chiave d'oro attaccata a un pendaglio e, tenendola leggermente tra il pollice e l'indice della mano destra, la mostra ad A., ponendogliela davanti agli occhi.
A. per la prima volta nella sua vita è libero di decidere solo per se stesso, ma sente di aver perso per sempre qualcosa di grande valore.
- segue -

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sabato, 22 gennaio 2005

 BOLOGNA E FUMO #4
AUT OV ZE DOR

A poche settimane dalla discussa legge, i fumatori attivi bolognesi si sono piegati ed in piccoli branchi si incontrano all'esterno dei locali ad aspirare nicotina di bassa lega. Non sono rari i casi di pabbs con più gente fuori che gente dentro. Bologna e freddo, durissima la vita per gli stoici smokers che davanti alle vetrine, come moderni carbonai, progettano referendum abrogativi. I gestori "più avanti" hanno attrezzato l'esterno con comodi divanetti, ma non basta... i fumatori sono incazzati, i fumatori passivi sono felici, gli ex fumatori sadicamente godono.

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sabato, 22 gennaio 2005

SUIDEN OLIDEIS
seconda puntata

Sabato 29 giugno 2002
Oggi non piove (miracolo).
Mentre assistiamo alla performance più borazza della storia con i Manowar un tizio mi si fa incontro salutandomi con un nome tipo SDRUVSK poi si accorge che SDRUVSK non sono io e si scusa ridendo.
Due minuti dopo ritorna con SDRUVSK e me lo presenta.
É proprio vero: ognuno ha un sosia in qualche parte del mondo.
Ci vediamo poi i New Order che fanno cinque pezzi dei Joy e ci vengono i brividi (e non per il freddo).
Poi alle due dopo un hot dog con senape, uno con cipolla, uno con qualcosa di inspiegabile e una decina di birre vediamo i Millencolin.
Gran concerto ma il bello deve ancora arrivare.
Sono le tre e mezza e i pullman sono finiti.
C'è la fila per il taxi.
Ogni tanto ne arriva qualcuno, il taxista parla con i primi della fila e poi se ne va.
Questo succede una decina di volte, per di più piove.
Governo (danese) ladro.
Alle sei arriviamo a casa alienati e frustrati.
Capiremo poi che là i taxi vanno a zone di competenza.
Nino si addormenta, perplesso.

Fine seconda puntata [continua] - Trebbo

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venerdì, 21 gennaio 2005

 
I BOLOGNESI BOVINI
E LA STORIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Qualche tempo fa ero una cena tra amici (numerosi) e, non so perchè, l'argomento di discussione cadde sul ben noto film di Steven Spielberg Schindler's List (quello con i nazisti, gli ebrei e i campi di concentramento).
Io comincio a disquisire sulla storia della Seconda Guerra Mondiale e dalle risposte degli astanti, ed in particolare da quelle delle donne (la maggior parte laureate o per lo meno diplomate), mi rendo conto che c'è qualcosa che non và...

A questo punto pongo ai commensali (tranne che a un mio amico che so che conosce la risposta) una domanda:
L'Italia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale?
Alcuni non rispondono, altri (tutte le donne) affermano che l'Italia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale.
Al che, per controprova, pongo un altra domanda:
Durante la Seconda Guerra Mondiale, di chi era alleata l'Italia?
A parte per chi continua a fare scena muta, le risposte stavolta sono articolate, ossia:
L'America, la Russia, il Giappone, non aveva alleati.
A questo punto incalzo:
Durante la Seconda Guerra Mondiale - e non la Prima Guerra Mondiale - di chi era alleata la Germania?
Risposte:
Con nessuno, con il Giappone, Con la Francia.
Allora aggiungo:
Quindi Benito Mussolini ed Adolf Hitler non si conoscevano affatto?
Scena muta condita di risatine dell'amico che conosceva le risposte...
Mi risolvo quindi a spiegare per brevi capi la storia della Seconda Guerra Mondiale (la quale ha una FORTE rilevanza anche sul mondo di oggi) ed alcuni - sopratutto le donne - cadono dalle nuvole:
Ma davvero abbiamo perduto la guerra ed eravamo alleati di Hitler??? Che roba!!
Tutti poi si giustificano dicendo cose tipo:
Ma quella parte di storia non era nel programma...
Oppure:
Sai, sono passati 70 anni, sono cose oramai storiche...

MA COME ERA POSSIBILE NON SAPERE MINIMAMENTE NIENTE DI QUEGLI EVENTI STORICI, NEANCHE DESUMENDOLI DAL CINEMA???
CHI NON CONOSCE QUEGLI EVENTI NON CONOSCE NULLA DEL PRESENTE E NON CAPISCE COSA DICONO E FANNO OGGI I POLITICI E PERCHE'!!!


Dopo i fatti della cena ho cominciato a fare occasionalmente le domande sopracitate ad amici e conoscenti scoprendo che dai 40 anni in giù, soprattutto tra le donne, le risposte erano come quelle degli ospiti alla cena.
Il che vuol dire che per la maggior parte delle persone, Schindler's List  è praticamente un film di fantascienza a sfondo sadomaso con nessuna attinenza con la realtà.
Il che vuol dire che per la maggior parte delle persone, il comunismo, il nazismo e il fascismo sono solo etichette, come dire giallo rosso e blu...
L'unica cosa certa è che i Nazisti (per altro non necessariamente tedeschi) sono i cattivi, mentre i buoni non si sa chi siano.
L'unica cosa sicura come la morte è che i Partigiani erano delle brave persone, degli eroi... chissà poi che avranno fatto per meritarsi l'epiteto di eroi???

...l'orrore, l'orrore...

NON MI CREDETE??
PROVATE ANCHE VOI A FARE LE DOMANDE DI CUI SOPRA AD AMICI E CONOSCENTI... VEDRETE CHE BEI RISULATI!!! ... SEMPRECHE' CONOSCIATE LE RISPOSTE!!!

A proposito:
La foto sopra è tratta da un libro di storia delle scuole elementari. Questa foto è presente in quasi tutti i libri di storia per le elemantari almeno da 50 anni...
Mi sapete dire chi sono i tre personaggi seduti, dove sono e perchè sono assieme???
- Attenzione! La riposta a questa domanda è importante! Se quei tizi non si fossero mai incontrati oggi George W. Bush starebbe probabilmente a lavorare nei campi, suo padre probabilmente sarebbe alcuni metri sotto terra già da un pezzo, e voi vivreste una vita in un mondo INCOMMESURABILMENTE diverso -

E NON BARATE CERCANDO SUL WEB!!!

[by INNOVARI]

postato da: innovari alle ore 15:29 | Permalink | commenti (81)
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