
- Una donna armena e i suoi bambini -
PER NON DIMENTICARE
- 1915 / 1923 -
L'OLOCAUSTO DEGLI ARMENI CRISTIANI
PERPETRATO DAI TURCHI
- 2.5 milioni di morti -
E LA DIASPORA DEGLI ARMENI
Ieri si è ricordato il genocidio degli Ebrei in tutto il mondo con trasmissioni, dirette televisive e cerimonie pubbliche (anche nella nostra città).
NON BISOGNA DIMENTICARE! MAI!
Ma non bisogna neppure dimenticare altri genocidi altrettanto criminali, spesso perpetrati da paesi insospettabili, la cui memoria, misteriosamente, pare non essere importante quanto quella ebraica.
Qui sotto la breve descrizione uno tra i tanti genocidi che non si ricordano in tv lo stesso giorno in tutto il mondo.
Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il governo Turco decide di entrare in guerra a fianco degli imperi centrali e subito si lancia alla conquista dei territori azeri "irredenti".
La Terza Armata turca, impreparata, male equipaggiata, mandata allo sbaraglio in condizioni climatiche ostili, viene presto sbaragliata a Sarikamish nel gennaio 1915 dalle forze sovietiche.
L'esercito turco indica i responsabili della disfatta negli armeni (di religione cristiana monofisita). Tra i turchi e gli armeni vi sono sempre stati dei problemi di carattere etnico, e tra la fine dell'800 e gli inizi del '900 gli armeni erano già stati vittime di pogrom turchi costati 30.000 vittime.
Tra il dicembre del '14 ed il febbraio del '15, il Comitato Centrale del partito Unione e Progresso (che detiene il potere in Turchia), diretto dai medici Nazim e Behaeddine Chakir, decide la soppressione totale degli armeni. Vengono creati speciali battaglioni irregolari, detti tchété, in cui militano molti detenuti comuni appositamente liberati; essi hanno addirittura autorità sui governi ed i prefetti locali e quindi godono di un potere pressoché assoluto.
L'eliminazione sistematica prende l'avvio nel 1915, quando i battaglioni regolari armeni vengono disarmati, riuniti in gruppi di lavoro ed eliminati di nascosto.
La seconda parte del piano di sterminio prevedeva il genocidio di TUTTA la popolazione armena restante, sparsa su tutto il resto del territorio.
A queste atrocità scamperanno solo gli armeni di Costantinopoli, vicini alle ambasciate europee, quelli di Smirne, protetti dal generale tedesco Liman Von Sanders, gli armeni del Libano e quelli palestinesi.
Il consuntivo numerico di questo piano criminale risulta alla fine:
* da 1.000.000 a 1.500.000 di armeni vengono eliminati nelle manieri più atroci. In pratica i due terzi della popolazione armena residente nell'Impero Ottomano è stata soppressa e, regioni per millenni abitate da armeni, non vedranno più, in futuro, nemmeno uno di essi.
* circa 100.000 bambini vengono prelevati da famiglie turche o curde e da esse allevati smarrendo così la propria fede e la propria lingua.
* considerando tutti gli armeni viventi all'epoca, quelli scampati al massacro non furono più di 600.000.
Attualmente il genocidio armeno è stato riconosciuto come realtà storica di cui la Turchia dovrà farsi carico in diverse sedi. L'ONU, anche se in sordina, lo ha fatto il 29 agosto del 1985 mentre il Parlamento Europeo si pronunciò in proposito il 18 giugno 1997.
Italia la principale comunità armena, nata dalla diaspora, è quella residente a Milano, composta da un migliaio di elementi. La comunità, pur essendo perfettamente integrata nella società che li ha accolti, costituiscono una realtà molto coesa nella quale vengono mantenute vivissime le tradizioni della lingua d'origine, la religione storica e la lingua madre parlata anche dalle generazioni più giovani.
[notizie condensate dal sito IL GENOCIDIO ARMENO]
by INNOVARI
PS: i Turchi si sono "esercitati" in genocidio anche in Grecia sterminando (tra Armenia e Grecia) un totale 2,5 milioni di cristiani tra il 1915 e il 1923, aprendo ufficialmente la "stagione" degli stermini di massa del ventesimo secolo.
Ancor oggi, il governo turco (che vuole entrare nella comunità Europea) nega ufficialmente che ci sia mai stato un genocidio, sostenendo che la maggior parte delle morti fu causata da conflitti armati, malattie e carestia, durante le rivolte della prima guerra mondiale.