
EQUILIBRIO PRECARIO
Mentre al CIVICO 32 discutono del FUTURO DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI E DEI LORO MECCANISMI DI RAPPRESENTANZA sorseggiando del Nero d'Avola...
LAVORO: BOLOGNA, CRESCONO LE ASSUNZIONI INSIEME A PRECARIZZAZIONE E IRREGOLARITA
Bologna, 23 feb. (Adnkronos) - Crescono i lavoratori dipendenti nell'area metropolitana di Bologna, ma parallelamente aumentano la precarizzazione e l'irregolarita'. Luci e ombre, dunque, sullo stato del lavoro e dell'economia sotto le due Torri, evidenziate dal numero 'zero' dell''Osservatorio sul lavoro e l'economia bolognese', voluto dalla Camera del lavoro metropolitano di Bologna e curato dall'Ires dell'Emilia Romagna, la cui sintesi e' stata presentata questa mattina alla stampa nella sede della Cgil di via Marconi, dal segretario provinciale Danilo Gruppi.
Ma da altre fonti arrivano altre storie:
BOLOGNA - E' arrivata la prima nebbia dell'autunno ed Elio è preoccupato. "Se mi ammalo ancora, rischio di perdere il lavoro. La settimana scorsa avevo l'influenza, febbre sopra ai 38, ma sono andato a lavorare. Il motivo? Ho un contratto di tre mesi, e il mio datore di lavoro, un artigiano elettricista, mi ha detto chiaramente che se c'è da montare un impianto si lavora e basta. Se non reggi, stai pure a casa, e il contratto non viene rinnovato. C'è anche un altro motivo: almeno quando hai un pezzo di contratto, devi lavorare tutti i giorni, altrimenti a fine mese ti ritrovi con una busta paga da fame. E devi pagare i debiti fatti durante i mesi in cui non porti a casa un euro".
"Le trattenute sono del 17,80%, contro il quasi 40% di un lavoratore dipendente. Due terzi sono pagati dal datore di lavoro, un terzo dal collaboratore a progetto. E tutto finisce nella gestione separata Inps, che non sarà recuperata nel caso si trovasse finalmente un posto fisso" . "Per consegnare le pizze - dice un ragazzo - il padrone mi ha fatto aprire la partita Iva. Così lui è in regola, ed io devo andare dal commercialista, come fossi un libero professionista. Se dico no, nessun problema: ci sono file di ragazzi pronti a lavorare in nero".
Interinale, parasubordinato, atipico, Co. co. co o, come si propone adesso, Cocopro (collaboratore a progetto): Elio, 28 anni, è passato e sta passando attraverso tutte le forme di lavoro precario. "Il risultato? Non puoi affittare una casa, perché non hai una busta paga sicura. Non puoi comprare un'automobile, perché nessuno ti dà un finanziamento. Spesso c'è il problema del mangiare. Vivo assieme ad altri ragazzi, precari come me, e devi pregare Dio che almeno qualcuno trovi da lavorare e ti possa preparare un piatto di pasta".
"Tra le vittime della flessibilità ci sono anche molti che lavorano in strutture pubbliche o enti locali, che aggirano così i blocchi delle assunzioni", sintetizza Paolo Onofri, professore di economia all'università di Bologna, già consulente di governi di centro-sinistra e gran conoscitore dei problemi del welfare. "Si è cercato di guadagnare flessibilità per la struttura produttiva caricandone il costo sulle spalle dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. La collettività dovrebbe dargli qualcosa in cambio, ma né gli esecutivi dell'Ulivo né quello attuale finora ne sono stati capaci".
Nel frattempo Prodi fa dichiarazioni pre-elettorali ovviamente strabiche tipo:
"Tornare a puntare sull'industria, senza credere a chi dice che la crescita del Paese è affidata ai servizi, alla finanza, a Internet". E ancora: "Scommettere sui giovani", dando ad essi, oggi precari e insicuri del futuro, "l'obiettivo di un lavoro su cui costruire la vita".
Se Prodi vuole puntare sull' "industria italiana" (che come tutti sanno è un cavallo bolso) allora il precariato va bene così, mentre invece se vuole "scommettere sui giovani" allora può sparare già da subito un colpo in testa al cavallo zoppicante dell'industria ed anche a quello dei "servizi del terziario avanzato" (come si diceva alla fine degli anni '80).
Chiunque voglia vincere le elezioni in questo paese deve puntare sul gruppo elettorale maggiore, che non è certo quello dei giovani precari, ma quello della grande e media imprenditoria industriale e di servizi, degli umarells, di quelli vicini al Vaticano e dei lavoratori protetti dai sindacati. Non c'è pezza!
Putroppo penso che per i giovani (e meno giovani) che lavorano in situazioni di precariato non ci siano soluzioni realistiche in tempi brevi (e forse neanche lunghi)...
La vedo veramente MARRONE ed anche un poco schizzata sul water... insomma COPRO (che in greco casualmente vuol dire merda).
[fonti Jet/Col/Adnkronos/terrelibere.it/vita.it]
- addendum al post, venerdì 25 febbraio 2005 -
A discussione già aperta, il nostro blogger Goblin fa notare che è facile parlare, difficile è fare proposte in merito ai problemi.
Anche se non sono certo qualificato tecnicamente queste sono le mie modeste e quasi sicuramente semplicistiche proposte, giusto per partire da qualche punto di discussione. Ovviamente alcuni provvedimenti appaiono impopolari per alcune categorie sociali o corporative:
* Severissimi e frequenti controlli e salatissime multe per i datori di lavoro che si servono del lavoro "nero".
* Creazione di associazioni di categoria dei "lavoratori a tempo determinato" per dare parola e potere contrattuale a questa categoria
* Durata dei contratti di lavoro a tempo determinato di almeno un anno o due anni a busta paga (magari con agevolazioni fiscali anche forti ai datori di lavoro).
* Verifica ispettoriale esterna a termine del contratto per verificare appunto la possibilità di assunzione a tempo indeterminato (per il primo anno od anche il secondo anno con agevolazioni fiscali per il datore di lavoro)
* Equiparazione dei versamenti fiscali (in qualche maniera, non so) ai lavoratori con partita IVA in modo che per i datori di lavoro costi uguale un libero professionista o un contratto a termine, con ovvia esclusione di alcune categorie di liberi professionisti (ad esempio gli avvocati).
* Abolizione totale del sistema delle Cooperative come datrice di lavoro e comunque in generale abolizione delle Cooperative
* Serio e reale accesso al credito agevolato bancario con manager di progetto e di controllo per coloro che vogliono iniziare una impresa come singoli o associati.
A grandi linee questo è quello che mi viene in mente, tanto per iniziare.
A voi la discussione.
by INNOVARI