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lunedì, 28 febbraio 2005

BLOGNA CULTURA:
LA POESIA LUPOLUCANA DI MANGO 

Quando arrivo con dieci minuti di ritardo la Sala Borsa è già impaccata di gente. Si presenta il nuovo (primo?) libro del cantante Pino Mango: un libro di poesie intitolato Nel malamente mondo non ti trovo, edito dalla casa editrice bolognese Pendragon. Sul palchetto, oltre all’Autore, un giornalista, un simpaticissimo sosia di Fedro del Grande Fratello e un’attrice che leggerà poesie tratte dal libro. Il clima è molto amichevole, le parole volano alte. “Mango, cosa ti ha spinto a scrivere poesie?”. “Il 5 settembre del 2002 ho deciso: scrivo un libro di poesie, e così ho fatto”. Non ne aveva mai scritte prima, e anche i testi delle sue canzoni erano scritti da altri. Una svolta epocale, nella sua (e nella nostra) vita.

Il tono di Mango è quello di un uomo amareggiato: “Perché tante guerre? Bush, ma cosa vuole Bush? Io sto insegnando a mio figlio Filippo a non fidarsi di nessuno”. Ma il suo, guarda un po’, non vuol essere un discorso negativo, la poesia vince sempre sul mondo, peccato che a scuola si studino solo poeti noiosi, Neruda, perché non si studia Neruda? L’attrice legge una poesia che parla di gocce d’acqua nell’ombra – le parole scelte una a una per sorprendere il lettore, l’antitesi della poesia. Le gocce siamo noi, dice Mango, e la poesia deve liberarci, “se la poesia non è liberazione dell’animo che cos’è?”. È per questo che tutti, tuttissimi, dovremmo scrivere poesie: “Ci sono sei miliardi di fantasie, sei miliardi di mondi, come le impronte digitali”.

La prossima poesia parla della “punta di un puntino appuntitissimo”. Mango si lancia in un’ardito manifesto politico: io sono lucano, ma prima che lucano sono italiano, ma prima che italiano sono cittadino del mondo, come Topolino, aggiungo io. Sale allora sul palco Mimmo, il brevilineo presidente della Comunità lucana di Bologna (sì, c’è anche questo nella città sfiorita), che contentissimo regala a Mango una spilla con lo stemma della Basilicata, “così porterai la Lucania in giro per il mondo”. Tra il pubblico ci sono capelloni alla Shaft, un sosia di Bruno Sacchi della Terza C e numerosi lucani, adoranti. Piccola polemica sulla Repubblica che ha stroncato il libro, Mango si incarta e dice: “La cosa più difficile è convincere gli ignoranti, nelle poesie come nella musica”. Un tizio dal pubblico afferma di amare molto la poesia lupolucana, si discute di Dio e di trascendenza, morti che parlano e cose del genere.

Finita la canzone dedicata a se stesso che Mango canta al pianoforte con un trasporto degno del miglior Cocciante, la folla va a farsi autografare il libro, mentre io vado a conoscere Mimmo, che mi scambia per lucano, mi racconta del suo incontro con Prodi e col Coffee (che gli ha detto che i lucani sono una delle gambe su cui si regge Bologna, lasciàm bàn perdàr) e mi invita, la prossima settimana, a una nuova iniziativa. Esco e, forse inconsciamente, vado a mangiare al ristorante altoatesino.

Ponyluna

postato da: maso_ alle ore 21:20 | Permalink | commenti (41)
categoria:maso
lunedì, 28 febbraio 2005

IMBUCO ARISTOKITSCH


Aristofreak é forse (ORMAI) una parola usurata dall'abuso che ne viene fatto su questo blog e che, comunque, non definisce appieno l'ambiente in cui il sottoscritto (coadiuvato da due sbarbe compiacenti, senza le quali sarebbe risultata poco credibile la storiella raccontata al Doorman di turno : "Siamo amici di quella amica di quella che é la ragazza di uno di quelli che suonano, guarda bene, dovremmo essere lista.......COME?? Non ci siamo???? Ok aspetta che telefono....".Vabenevabene, 3 piano......)

DICEVO, il qui presente LUOMODIDIETRO si é IMBUCATO (featuring mezzabologna imbucata) Sabato sera presso una galleria d'arte (LOCATA in v. Farini 28) e momentaneamente riconvertita in ritrovo festaiolo esclusivo ad uso (ma non solo) di giovani rampolli (ed anche meno rampolli..... Bonaga ha ormai i suoi anni...) rappresentanti della Bolognesità felsinea ad alti livelli.

All'interno mi sono ritrovato in un posto di una raffinatezza a dir poco imbarazzante, quadri 3per4 alle pareti, lampade emananti strane fumosità (una ad un certo momento della serata é stata rovesciata ottenendo un effetto speciale tipoo......bassa ferrarese), soffitti affrescati, arredamento modernista-retrò.....ecc ecc (ma niente da mangiare, ecchecazzo...)

OFFERTEDELLACASA

CONSUMAZIONE obbligatoria 4/6 evro (Eurescamente molto Pop per un posto così di aristonicch)

DJ retroalternativaristokitsch, che ad un certo momento ha stupito i presenti mixando con maestria un Just a Gigolò di Louis Prima con una fuga tratta dal "Welltemperedklavierbuch" di J.S.Bach (molto aristocrazen)

GRUPPO di jazzisti fuorisede che interpretavano in maniera alternativo-sperimentale (vale a dire, suonando un piano elettrico smontato dandoci delle pacche sopra....) i classici più ritriti della storia del Jazz fra la meraviglia dei presenti (peccato che il trombonista non abbia pensato bene di scoreggiare un pò dentro lo strumento, tanto per aumentare il livello della stupefazione generale....)

MOMENTISALIENTIDELLASERATA

1) A CAUSA della fragilità (e costosità) delle opere d'arte appese alle pareti, una costante troupe di vigilantes ronzava continuamente per le stanze, attenti che nessuno, per esempio, all'osservazione "scusiquaévietatofumare" spegnesse per ripicca il mozzicone della sigaretta su di un quadro da 8000 euro... ma, a causa della ressa (dopo le 3 si saranno contate almeno 300 persone....) il monitoraggio ha risentito di qualche falla ed, ad un bel momento, una tela di 5 metri per 3, collocata nello spazio bar, APPOGGIATA al muro su tre tavolini, é rovinosamente deflagrata sulla capoccia di un gruppetto di persone intente a sorseggiarsi un drink.. 2 contusi (quando si dice che l'arte contemporanea é troppo distante dalla gente, e allora? Basta avvicinargliela.......)

2) LA CASALOGICREW, (evidentemente stupefatta dall'atmosfera tipo bassa ferrarese), che ha animato la serata danzante, altrimenti tristemente statica a causa del l'evidente LEGNOSITA' dei ballerini locali. Il tutto fra lo sguardo compiaciuto, nonché ammirato, dei presenti (molto aristowooden) che li osservavano come il volontario di un centro per il commercio equoesolidale di Trento potrebbe osservare il rito di iniziazione di una tribù di pigmei Babenzelé del centrafrica.

3) IL BUTTAFUORI all'uscita che, molestato da un Bonaga evidentemente alticcio, davanti a una ragazzina che aveva smarrito la tessera, che chiedeva se poteva uscire lo stesso senza dover pagare i 120 euro della drinkard, risponde nel seguente modo
"Vai dove ti pare, basta che ti porti via Bonaga......"

FORMULERICORRENTIMASCHILI

UNA studentessa fuorisede 23enne con la 4rta:
Ha ricevuto 16 inviti per andare a bere qualcosa

UNA studentessa fuorisede 26enne con la 3rza:
Ha ricevuto tre inviti al Pineta a Milano marittima

UNA impiegata di Casalecchio 32enne con la 2conda:
HA ricevuto due vaffanculo

FORMULERICORRENTIFEMMINILI

QUELLA là é una gran zoccola......

L'EX di Bonaga, quella Francese, doveva andare negli Stati Unii per sposarsi un gay per avere la doppia cittadinanza e invece é andata a Milano a lavorare con Fabio Volo....

ANCHE quella là é una gran zoccola.....
postato da: luomodidietro alle ore 16:33 | Permalink | commenti (36)
categoria:
domenica, 27 febbraio 2005

LE TELECAMERE DI SAN SIRIO

Domani scatterà la benedetta ora X: San Sirio accenderà i propri occhi e potrà vegliare sulla salute nervosa e polmonare dei residenti del centro storico.
Dopo essermi sorbito: lamenti continui dei bottegai convinti che far rispettare un divieto dettato dalla legge sia un atto contro il (loro) commercio (e chissenefraga se in tutta Europa l'uso della macchina è sempre regolamentato in senso restrittivo); macchine di fuori sede parcheggiate davanti e sopra il mio portone in orari impossibili; spendere meno tempo a farmi Firenze-Bologna sulla Futa che trovare un parcheggio libero nel raggio di cinquecento fottuti metri da casa mia...
Bene, dopo tutto ciò, potrò pregare San Sirio e recarmi sotto il suo braccio proteso per donargli un fiore, prima che qualcuno tenti di ucciderlo sradicandolo con una betoniera. Potrò continuare a camminare da un estremo all'altro della ZTL senza impiegarci ore, come propagandato dagli anti-sirio (è il centro storico più grande del mondo, non si può fare a meno dell'auto!).E, infine, potrò continuare a cercare come un disperato un parcheggio vicino a casa, perchè San Sirio, ahimè, di notte, come tutti, dorme...
Ma è possibile che davvero, per godere Bologna, si debba usare la macchina?
Davvero il centro storico morirà una volta che San Sirio verrà svegliato dal suo eterno sonno?

Topo Gigio

postato da: maso_ alle ore 12:55 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
venerdì, 25 febbraio 2005

ARISTOFREAK RULES

Uau... manco un giorno e INNOVARI mi scatena un bel polverone sulla precarietà nel mondo del lavoro e sulla microdelinquenza. Bene, bene... anzi, male, male. Sono appena tornato dalla coop di San Donato che pullulava di umarells, donne con al fazulatt in tla testa, pochi studenti, alcune facce da colsenter ed io, con il mio salvatempo che non aspetto tempo. Pago e guardo la cassiera, per un attimo mi immagino al suo posto ed mi spavento pensando che in giro c'è tantissima gene che ha bisogno (ma bisogno sul serio) di lavorare, ma allo stesso tempo credo che ce ne sia altrettanta che non ne ha proprio bisogno e che di conseguenza ruba il lavoro a chi ne ha bisogno con la bi maiuscola.
E' giunto il momento di iniziare ad educare i non bisognosi a farsi da parte, a lasciar perdere, a non lavorare. E chi se non i pluricitati Aristofreak? La fiaccola del cambiamento è nelle loro mani, tantissimo dipende da loro e dalle loro motivazioni, altrimenti siamo spacciati. Non nascondiamoci dietro ad un dito, analizziamo la realtà. L'Aristofreak non ha bisogno di lavorare, ma inspiegabilmente vuole farlo, si vuole realizzare, magari facendo lo stesso lavoro del papi nello studio del papi o ancor peggio si fa raccomandare dal papi per andare a lavorare dagli amici e/o parenti del papi.
Aristofreak, ma sa fèt?
Perchè ti ostini a mantenere marcio questo sistema che non funziona più?
Aristofreak, tu solo puoi fare crollare l'economia, tu solo puoi far capire ai manovratori del capitale che non si può andare a vanti così?
Come? Potrebbe essere molto semplice, butto giù un progetto sconclusionato, ma che potrebbe essere efficace.
Ad esempio, gli Aristofreak potrebbero riunirsi in gruppi di lavoro che per semplificare chiamerò ALCOCOCOEDA e AL INTERINAEDA che funzionano pressapoco così:

ALCOCOCOEDA (o ALCOCOPROEDA)
Numerosi Aristofreak si posizionano per anni all'interno di prestigiose società che per scelte stilistiche e di mercato non assumono con contratto a tempo indeterminato nessuno. I kamikaze si insediano abilmente e cercano di occupare posizioni chiave, gestendo con successo incarichi di responsabilità.
Questi lavoratori, col passare del tempo  diventano indispensabili e sul più bello, all'apice della "carriera"... pufff... un giorno, all'improvviso, spariscono tutti senza dare più alcuna notizia di loro, lasciando le società nel panico e distruggendole.

ALINERINAEDA
In periodi di iperproduzione, le aziende assumono lavoratori per brevi periodi di tempo in cui il carico di lavoro è enorme (Ad esempio: entro il
20 settembre, bisogna mettere 10.000.000.000.000 di maccheroni all'interno di scatole). I terroristi Aristofreak di ALINTERINAEDA diventano così l'anello chiave della produzione ed anche qui, sul più bello... a due giorni dalla consegna del lavoro, pufff.... un bel giorno, all'improvviso, spariscono tutti senza dare più alcuna notizia di loro, lasciando la società senza il lavoro finito e distruggendola.

Il progetto piùambizioso è quello che vede giovani Aristofreak farsi assumere a tempo indeterminato presso prestigiose aziende. Sono i gruppi di  ALINDETERMINAEDIA, i più pericolosi, quelli che per anni lavorano assunti regolarmente occupando ruoli fondamentali e poi... puff... un bel giorno, all'improvviso, spariscono tutti danneggiando la società impreparata a rimpiazzarli ed i colleghi ignari.

Aristofreak, unitevi, avete questo immenso potere in mano e soprattutto avete il dovere di educare i vostri figli a non avere mai a che fare con il mondo del lavoro che deve rimanere ad uso e consumo di chi ne ha bisogno per vivere. Ma gli Aristofreak non credo abbiano le palle per fare questo.... spero di sbagliarmi. Bologna e ha smesso di nevicare.

postato da: maso_ alle ore 11:43 | Permalink | commenti (58)
categoria:maso
giovedì, 24 febbraio 2005


EQUILIBRIO PRECARIO

Mentre al CIVICO 32 discutono del FUTURO DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI E DEI LORO MECCANISMI DI RAPPRESENTANZA sorseggiando del Nero d'Avola...

LAVORO: BOLOGNA, CRESCONO LE ASSUNZIONI INSIEME A PRECARIZZAZIONE E IRREGOLARITA
Bologna, 23 feb. (Adnkronos) - Crescono i lavoratori dipendenti nell'area metropolitana di Bologna, ma parallelamente aumentano la precarizzazione e l'irregolarita'. Luci e ombre, dunque, sullo stato del lavoro e dell'economia sotto le due Torri, evidenziate dal numero 'zero' dell''Osservatorio sul lavoro e l'economia bolognese', voluto dalla Camera del lavoro metropolitano di Bologna e curato dall'Ires dell'Emilia Romagna, la cui sintesi e' stata presentata questa mattina alla stampa nella sede della Cgil di via Marconi, dal segretario provinciale Danilo Gruppi.

Ma da altre fonti arrivano altre storie:

BOLOGNA - E' arrivata la prima nebbia dell'autunno ed Elio è preoccupato. "Se mi ammalo ancora, rischio di perdere il lavoro. La settimana scorsa avevo l'influenza, febbre sopra ai 38, ma sono andato a lavorare. Il motivo? Ho un contratto di tre mesi, e il mio datore di lavoro, un artigiano elettricista, mi ha detto chiaramente che se c'è da montare un impianto si lavora e basta. Se non reggi, stai pure a casa, e il contratto non viene rinnovato. C'è anche un altro motivo: almeno quando hai un pezzo di contratto, devi lavorare tutti i giorni, altrimenti a fine mese ti ritrovi con una busta paga da fame. E devi pagare i debiti fatti durante i mesi in cui non porti a casa un euro".

"Le trattenute sono del 17,80%, contro il quasi 40% di un lavoratore dipendente. Due terzi sono pagati dal datore di lavoro, un terzo dal collaboratore a progetto. E tutto finisce nella gestione separata Inps, che non sarà recuperata nel caso si trovasse finalmente un posto fisso" . "Per consegnare le pizze - dice un ragazzo - il padrone mi ha fatto aprire la partita Iva. Così lui è in regola, ed io devo andare dal commercialista, come fossi un libero professionista. Se dico no, nessun problema: ci sono file di ragazzi pronti a lavorare in nero".

Interinale, parasubordinato, atipico, Co. co. co o, come si propone adesso, Cocopro (collaboratore a progetto): Elio, 28 anni, è passato e sta passando attraverso tutte le forme di lavoro precario. "Il risultato? Non puoi affittare una casa, perché non hai una busta paga sicura. Non puoi comprare un'automobile, perché nessuno ti dà un finanziamento. Spesso c'è il problema del mangiare. Vivo assieme ad altri ragazzi, precari come me, e devi pregare Dio che almeno qualcuno trovi da lavorare e ti possa preparare un piatto di pasta".

"Tra le vittime della flessibilità ci sono anche molti che lavorano in strutture pubbliche o enti locali, che aggirano così i blocchi delle assunzioni", sintetizza Paolo Onofri, professore di economia all'università di Bologna, già consulente di governi di centro-sinistra e gran conoscitore dei problemi del welfare. "Si è cercato di guadagnare flessibilità per la struttura produttiva caricandone il costo sulle spalle dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. La collettività dovrebbe dargli qualcosa in cambio, ma né gli esecutivi dell'Ulivo né quello attuale finora ne sono stati capaci".

Nel frattempo Prodi fa dichiarazioni pre-elettorali ovviamente strabiche tipo:
"Tornare a puntare sull'industria, senza credere a chi dice che la crescita del Paese è affidata ai servizi, alla finanza, a Internet". E ancora: "Scommettere sui giovani", dando ad essi, oggi precari e insicuri del futuro, "l'obiettivo di un lavoro su cui costruire la vita".
Se Prodi vuole puntare sull' "industria italiana" (che come tutti sanno è un cavallo bolso) allora il precariato va bene così, mentre invece se vuole "scommettere sui giovani" allora può sparare già da subito un colpo in testa al cavallo zoppicante dell'industria ed anche a quello dei "servizi del terziario avanzato" (come si diceva alla fine degli anni '80).

Chiunque voglia vincere le elezioni in questo paese deve puntare sul gruppo elettorale maggiore, che non è certo quello dei giovani precari, ma quello della grande e media imprenditoria industriale e di servizi, degli umarells, di quelli vicini al Vaticano e dei lavoratori protetti dai sindacati. Non c'è pezza!

Putroppo penso che per i giovani (e meno giovani) che lavorano in situazioni di precariato non ci siano soluzioni realistiche in tempi brevi (e forse neanche lunghi)...
La vedo veramente MARRONE ed anche un poco schizzata sul water... insomma COPRO (che in greco casualmente vuol dire merda).
[fonti Jet/Col/Adnkronos/terrelibere.it/vita.it]

- addendum al post, venerdì 25 febbraio 2005 -
A discussione già aperta, il nostro blogger Goblin fa notare che è facile parlare, difficile è fare proposte in merito ai problemi.
Anche se non sono certo qualificato tecnicamente queste sono le mie modeste e quasi sicuramente semplicistiche proposte, giusto per partire da qualche punto di discussione. Ovviamente alcuni provvedimenti appaiono impopolari per alcune categorie sociali o corporative:

* Severissimi e frequenti controlli e salatissime multe per i datori di lavoro che si servono del lavoro "nero".
* Creazione di associazioni di categoria dei "lavoratori a tempo determinato" per dare parola e potere contrattuale a questa categoria
* Durata dei contratti di lavoro a tempo determinato di almeno un anno o due anni a busta paga (magari con agevolazioni fiscali anche forti ai datori di lavoro).
* Verifica ispettoriale esterna a termine del contratto per verificare appunto la possibilità di assunzione a tempo indeterminato (per il primo anno od anche il secondo anno con agevolazioni fiscali per il datore di lavoro)
* Equiparazione dei versamenti fiscali (in qualche maniera, non so) ai lavoratori con partita IVA in modo che per i datori di lavoro costi uguale un libero professionista o un contratto a termine, con ovvia esclusione di alcune categorie di liberi professionisti (ad esempio gli avvocati).
* Abolizione totale del sistema delle Cooperative come datrice di lavoro e comunque in generale abolizione delle Cooperative
* Serio e reale accesso al credito agevolato bancario con manager di progetto e di controllo per coloro che vogliono iniziare una impresa come singoli o associati.

A grandi linee questo è quello che mi viene in mente, tanto per iniziare.
A voi la discussione.

by INNOVARI 

postato da: innovari alle ore 10:09 | Permalink | commenti (133)
categoria:
mercoledì, 23 febbraio 2005


- una Laborghini Gallardo, donata dalla Lamborghini alla Polizia -

LE VOLANTI DELLA POLIZIA

BOLOGNA: ALTRE 4 VOLANTI DEL 113 IN PIU' A CONTROLLO DEL TERRITORIO
Bologna, 14 feb. (Adnkronos) - Altre quattro volanti del 113 sul territorio a garanzia dei bolognesi. E dopo il centro cittadino tocca anche alla periferia. Lo ha deciso il questore di Bologna Francesco Cirillo.
Da oggi, dunque, in servizio in strada ci saranno due volanti in piu' al mattino e due al pomeriggio. Lo scorso 24 gennaio lo stesso incremento, e sempre nella stessa fascia oraria, c'era stato per il centro cittadino.
[fonte Mea /Rs/Adnkronos]

Sarà perchè io vivo a San Lazzaro da un paio di anni e solo di tanto in tanto vado a Bologna, ma non mi pare che in città (centro o periferia) ci sia tutta questa criminalità... o no?
Mi ricordo invece che quando ero sbarbo c'era un bel malippo, apparentemente più di oggi.
O mi sbaglio?
A proposito... la Lamborghini Gallardo non è stata donata al nucleo di Polizia di Bologna ma opera per emergenze rapide sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria... peccato, sarebbe stato figo, una cosa tipo Blade Runner, e avrebbe grandemente giovato all'immagine delle forze di Polizia della nostra città di Aristofreak!

by INNOVARI

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mercoledì, 23 febbraio 2005

UN INNEVATO POMERIGGIO DI PAURA

Il ritorno alla Barca, patria degli umarells, è sempre traumatico. Arrivo col 14 per prendere la macchina dal parcheggio assai innevato, ma un grosso furgone Mercedes la blocca. Comincio a clacsonare all'impazzata, e lentamente appaiono alle finestre parecchi umarells. Alcuni scossano la testa, altri mi parlano al di là del vetro, un paio aprono le finestre e cominciano a dire: "Io lo so di chi è quel furgone! Vada a suonare al primo piano di quel palazzo!". Così faccio, e incredibilmente avevano ragione. Scende frettoloso un ulteriore umarell con grossa pancia, si scusa e prova a liberare il furgone, che però è bloccato dalla neve. Mentre lui comincia a sbadilare, si affaccia la signora del secondo piano e mi urla: "Ponyluna, Ponyluna, puoi venire su?". Andiamo pure, ormai il pomeriggio sta compromettendosi. Arrivo su, e mi dicono che sono venuti gli idraulici a casa della Sima, e che bisogna provare i bagni perché uno dei due scarica direttamente sotto al portico. Con il tono che si userebbe con un bambino di sei anni, l'umarell di turno mi istruisce su come tirare giù lo sciacquone del cesso e io, pur attanagliato da una forte ansia da prestazione, assolvo egregiamente al mio compito. Scriviamo un biglietto per la Sima (Non usare il bagno), e l'umarell se ne va, non prima di essersi assicurato che io sapessi come si attacca un biglietto con lo scotch.
Nel parcheggio, il furgonista ha liberato entrambe le macchine, e mentre faccio per andarmene rimango allibito a fissare un terzo umarell che con la Alfa slitta sulla neve come uno scarafaggio impazzito, senza alcuna finalità apparente, avanti, indietro, ancora avanti, ancora indietro, sgommando e schizzando neve ovunque. Dopo tre minuti d'orologio scende e dice: "La lascio qui, volevo andare lì, ma non ci riesco". Io esco dal mio parcheggio e me ne vado scossando la testa.

PonyLuna 

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mercoledì, 23 febbraio 2005

 

RENZO IMBENI

Ieri è morto Renzo Imbeni. 60 anni, pochi per morire in quest'epoca di eterno passato dove il tempo passa e si fa finta di niente. Cosa mi ricordo di lui? Poco... so solo che quando era sindaco di Bologna io ero un ragazzino annoiato ed avevo ben altro da pensare, cosa vuoi che me ne fregasse della politica. Spesso l'ho incontrato in giro per la città e tra me e me pensavo sempre "Chi è pure quello che l'ho già visto? Ah si... Renzo Imbeni, l'ex sindaco di Bologna". Poi sparì, andò a fare il parlamentare europeo e ricordo che qualche anno fa lo vidi casualmente in televisione e pensai: "Chi è pure quello che l'ho già visto? Ah si... Renzo Imbeni, l'ex sindaco di Bologna". Però mi è sempre stato simpatico, così... a pelle e quando ieri pomeriggio ho saputo della sua morte dal blog  ci sono rimasto male, si perchè nel 2005 ci dimentichiamo spesso che prima o poi non ci saremo più, che tutte le nostre gesta misere o gloriose che siano spariranno insieme a noi. Si nasce, si  vive, si muore. E' così. Addio. E voi che ricordo avete?

postato da: maso_ alle ore 09:34 | Permalink | commenti (77)
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mercoledì, 23 febbraio 2005

BOLOGNA E CITY

Oggi nevica ancora e me ne starò a casa, ma ci sono delle mattine che devo andare a lavorare in centro e quando capita, verso le 9.30, a bordo del mio poderoso scuter  percorro il seguente tragitto:

- Via San Donato
- Via Ranzani
- Viale Panzacchi
- Via Amendola
- Piazza dei Martiri
- Via Marconi


Sono le mattine in cui rischio la vita per recuperare una copia gratuita del discutibile quotidiano Bologna City. Quando il semaforo è rosso non rischio nulla, il ragazèl dal giubbotto giallo si avvicina a me e io prendo il giornale, ma il problema è quando il semaforo è verde e di City non gliene frega un cazzo a nessuno. Rallento, mi avvicino a lui, suona un clacson alle mie spalle, accosto, attiro la sua attenzione e a mò di scippatore di nonnette prendo la mia copia, impenno e provo a sfruttare il verde del semaforo dell'incrocio tra il viale e via Matteotti. 
Ieri era verde, ieri ho rischiato, ma il gusto di sedermi con i piedi sulla scrivania a leggeregli obsoleti articoli di City vale qualche rischio.
Nessuno ti regala niente.

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martedì, 22 febbraio 2005

RICEVIAMO DAL GENTILE
GIOVANNI GANDOLFI DI unhip records
L'ANNUNCIO DEL CONCERTO
PIÙ ATTESO IN CITTA'
DA MOLTI ANNI A QUESTA PARTE


Oilà,
  domani sera a "murato" una bend di cui si è spasmodicamente atteso il disco d'esordio per una dozzina d'anni. in città si parla solo di tachipirina e della presentazione del disco dei frida x che avverrà domani sera al club74 di via della grada 10 a bologna.
nel pomeriggio saranno ospiti di città del capo radio metropolitana tra le 16 e le 17 sulle frequenze dei 96.250 e 94.7 mhz. imperdibbile.
  giovanni/unhip records     unhip records e città del capo radio metropolitana presentano:   MURATO   tutti i mercoledì sera concerto imprescindibile preceduto e seguito dai dj set dei conduttori di città del capo  

apertura/inizio dj set ore 21:00 inizio concerti ore 22 al CLUB 74 (ex-circolo della grada) via della grada 10, bologna (in centro, prosecuzione di via riva reno tra via s. felice e via del pratello) uscita tangenziale numero 5 (Lame) e seguire indicazioni per il centro/palasport bus 13, 19, 36, 38, 39 e 61 notturno - fermata san felice/palasport e-mail: info@unhiprecords.com

  mercoledì 23 febbraio 2005 FRIDA X 
(band culto felsinea che presenta i brani del nuovo "nessuno lo saprà" in chiave elettroacustica) 
prima e dopo il concerto dj Elisa Graci ingresso 4 euro  

Nata dalle ceneri dei bolognesi Frida Frenner, di cui recupera la prima parte del nome, Frida X si forma nel 2001 dalle energie congiunte dei due ex compagni di liceo Andrea Agostini (musicista) e Giovanni Azzoni (insegnante di musica per bambini), che riuniscono attorno a sè Jade Jossen (artista multimediale), Sergio Stefanini (anima nera) e Lorenzo Rattini (amante dell’elettronica).
I cinque si fanno notare in vari concerti per un live set travolgente, mentre il loro rock al tempo stesso incendiario e raffinato dà forma a un demo che suscitano l'interesse della stampa specializzata (miglior demo del mese su Blow Up n. 77, 2004).

  ‘Nessuno lo saprà’ è l’opera prima di una band di quasi-trentenni capace di giocare un’articolata partita pop senza snaturare il proprio patrimonio elettrico e beat. Nelle tredici tracce del disco, Frida X dà prova di un songwriting maturo ed eclettico, deciso a confrontarsi in maniera personale con gli stilemi del rock classico (Velvet Underground e Beach Boys su tutti) ma anche con esperienze di più recente fondazione, dal rock indipendente americano ad atmosfere debitrici degli album di Battiato destinati al grande pubblico degli anni Ottanta.
Cresciuti a Beatles, Who e Stones come tutti i ragazzi del mondo nati negli anni Settanta in ambienti latamente progressisti, Frida X è tra quelli convinti che il meglio – dalle nostre parti – sia arrivato quasi esclusivamente dai tanto snobbati cantautori.
Ci sono episodi in cui la band chiama in causa il primissimo De Gregori, De André o il Guccini elettrico degli inizi. E così una predisposizione all’arrembaggio, ovvia per chi a diciassette anni amava Kinks e Jam, si sposa con una sorprendente e varia capacità di scrittura e interpretazione, nel compiersi di un viaggio in tredici tappe verso un poetico disvelamento dei falsi miti del nostro tempo: il culto del viaggio, la parcellizzazione dei saperi, il misticismo di ripiego, l’inquietante abisso della nostalgia per il tempo – mai vissuto – in cui le cose erano intere
Molti testi del disco nascono dalla collaborazione con l’amico scrittore Enrico Brizzi (Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Bastogne); nei crediti figura anche Giovanni Cattabriga del gruppo Wu Ming (Q, 54), già vocalist dei Frida Frenner.
Rock d’autore? Rock consapevole e divertente, pieno di corda e colori, capace di raccontare storie e lasciarsi andare, di tanto in tanto, all’abbraccio di loop sintetici.
Il disco è stato registrato allo studio NHQ, roccaforte del rock ferrarese, prodotto da Max Stirner (Tre Allegri Ragazzi Morti) e supervisionato da Giorgio Canali (già con  CSI, ora con PGR oltre che apprezzato solista) che l'ha inondato del suo contagioso carisma e della sua decennale esperienza.

  Fresca di stampa la recensione di Nessuno lo saprà sul prestigioso mensile Blow Up. "

Pop alla Wu Ming, beat alla Luther Blisset e lo stucco fragile della generazione 'uscita dal gruppo'. C'è forse più Frusciante che il minaccioso Q, il populismo prevale sulla 'strategia cospirativa' ma i 'brizziani' Frida X, senza look particolari o tattiche informative, ci piacciono, come vi dicemmo nell'homemade del n. 77.
Ritroviamo tre dei cinque pezzi di quel cd, esclusi i due episodi più 'duri' (asprezze sonore e qualche 'problematicità' testuale?), e l'atmosfera si fa - in apparenza - più leggera. Ma restano cattivi, come l'Albanese che fa il verso ai neo-sentimentali minimalisti o i 'lieto-fine' di John Waters.
Storie di micro-dissociazioni e alienazioni provincia [sic] in forma di melodie contagiose (Mexico, Polinesia) da ballare alle feste con ipotizzabili effetti devastanti, forse, un giorno, chissà (Io sono zen / ma a volte grido / sottovoce / cose che non so). Calcinacci d'anni sessanta, hamburger ska, punk-pop-corn (Troppi Falafel e Poco Sonno Hanno Reso Giovanni Un Ragazzo Nervoso, Jack Punk), un museo delle cere degli stili leggeri (Comme Un Canard) e glam brit rock (A Guy Who Looks Like Me, Proclami Che). Ragazzi della porta accanto in un film di Polanski. (7)

Dioniso Capuano, Blow Up numero 98, febbraio 2005.


postato da: enricobrizzi alle ore 16:20 | Permalink | commenti (20)
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martedì, 22 febbraio 2005


MINISCOOP!
PANORAMA PARLA DI
CAGARE MAGAZINE

In un articolo molto interessante sulla bolognesità a firma di Pierangelo Buttafuoco che appare sia sulla versione cartacea che in quella elettronica di Panorama, a un certo punto del pezzo si parla si una nota "rivista patinata" che ha visto la luce sullo Spettro e presto camminerà con gambe proprie.
Ecco la parte incriminata:

"Fa più un figurone Salvatore Caronna, il capo dei Ds. È un soggetto alla Robert De Niro, disinvolto anche nello sfogliare un numero di Cagare Magazine e una pagina di Enrico Brizzi, il vero nipote di Vasco Rossi. "

I casi sono tre: o Buttafuoco visita spesso lo Spettro, o Caronna è davvero un nostro seguace, oppure entrambi sono lettori assidui dello Spettro.
Comunque un successone!
Ancora una volta la strategia obliqua dello Spettro ha colpito!

A proposito... LEGGETEVI l'interessante articolo di Panorama a questo link:
http://www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001029350
Il titolo è "Bologna: grassa, dotta e trasversale", poi commentatelo qui.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 10:45 | Permalink | commenti (68)
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lunedì, 21 febbraio 2005

 

BOLOGNA, LA CASA,
E LA CULTURA DELLA BAZZA
(featuring n'assessore deggiù che nun s'é fatto li cazzi sua)

BBOLOGNA se sa, é 'na città che offre de tutto, a CHICCHESSIA, senza distinzione de razza, religgione, o cognizione de causa.... (basta che c'hai dei sordi da spenne.....)
QUINDI CHE: Se uno vole uscì la sera, qua a BBologna c'ha solo l'imbarazzo da'a scelta....
Se può inizià (tanto ppé ddì...) con 'na cena da Fantoni, per poi portà la sbarba del 3 anno der DAMS che hai deciso de intortarti, a vedé 'n FIRME in Cecoslovacco sottotitolato in Aramaico antico alla cineteca Lumiére, per poi (dopo che la sbarba del DAMS ha ricevuto 'n SMS ed é andata a casa degli amici sua a farse le canne....)
ANNA' a sfogà la tensione accumulata (dai sottotitoli, no dalla sbarba che s'é annata a fà le canne) sotto er palco de 'n Centro Sociale Autoggestito, dove ruggisce una band hard core della provincia di Matera che ha ancora in repertorio dei pezzi contro la legge Craxi-Jervolino. Concludendo il tutto con dù chiacchere alle 5 di mattina.... PRESSO il cosutumato ritrovo der Bar Charleston in Via Belvedere, dove verrai posizionato, dar gentile cameriere, allo stesso tavolo con degli studenti de Economia e Commercio, impasticcati
freschi freschi de Kinky.... E (durcisse in fondum..) come BBonus, infine, potrai da usufruì de una sana parpata nei cojoni gentilmente dispensatata dar titolare in persona (ad personam) all'uscita....

BBOLOGNA se sa, é 'na città che offre  DE TUTTO.....
LLavoro compreso, c'hai solo l'imbarazzo della scelta, qua te offrono 5 euro in nero per quarsiasi cosa te sei capace de fà, dallo spillaggio birre, al lavaggio piatti, al servizio ai tavoli, alla consegna pizze, in QUALSIASI locale del centro (e anche fuori porta......)

A BBOLOGNA PURE LA CASA nun é 'n problema, TE BASTENO 250 euro al mese per poterte permette de condivide 'na stanza in pieno centro con un dottorando di ingegneria con il quale, dopo 6 MESI, avrai sincronizzato tutti i tuoi ritmi neuro vegetativi (sonno-veglia-magnare-scoreggiare) e con il quale farai anche i turni per farti la tua sana trombata settimanale con la fidanzata (armeno fino a quando nun ve tromberete la stessa fidanzata... pé questioni de praticità 'nsomma...)

OPPURE se, passati i 30, TE ambirebbe a quarcosa de mejo, IL DISCORSO dipende principalmente dar fatto se  TE, c'hai 'na fortuna (o meno..) de avecce 'n par de borse de studio alle spalle (con dottorato presso un CNR con master a carico.) COR QUALE TE (sarebbe) pure in grado de strappà a 'na cooperativa locale 'n contratto COCOCO  da 1200 euro/mese, coi proventi der quale te potrai finarmente permette de DIVIDE 'n appartamento a COCOCOrticella, a 950 Euro + spese, fino a 40 e rotti anni con altri due COCOCOme  aTTE..
COCOCO che TE avrebbi accuratamente selezionato dopo 'n par de mesi de casting ferrato, in modo da evità de ritrovarte, IMPROVVISAMENTE, dopo dù settimane, con 'n inquilino che te rivela (dopo 'na mangnata de strascinati con le cime di rapa
alle tre de notte) de esse sofferente de DISTURBO BIPOLARE da 22 anni (il tutto per scusarse di aver cercato di sfondarti la porta a calci alle 11 di sera perché tenevi lo stereo troppo alto)
OPPURE con n'artro che da un giorno all'artro te riempie er cesso de PIANTE DE MARIA perché ha letto su internet "CHE FANNO BENE ALLA SALUTE"......
IL TUTTO PERO' sempre mettendo in conto che, un giorno, potrai sempre decide de roperte li cojoni ed annà ad abbità a CESENA, dove p'à stessa cifra te prendi 'n monolocale in centro......

ED E' APPUNTO QUANDO
Si creano, nelle odierne "metropoli flessibilizzate" certe situazioni di "sano malessere sociale" tipiche della nostra società clientelarizzata, che chi gestisce le fila del potere organizzato può inizare democraticamente ad abusarne.....
"La delibera di istituzione stabilisce che la commissione casa è composta dall'assessore più i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Presieduta dall'assessore e composta da 3 politici dei gruppi di maggioranza e da 2 dell' opposizione , la commissione aveva funzione di esprimere parere consultivo su assegnazioni in deroga alle graduatorie, decadenze dalle assegnazioni e cambi alloggi..."

Maggioranza ed opposizione equamente rappresentate quindi,  all'interno della commisione casa il tutto al (probabile) scopo di poter permettere una PAR CONDICIO delle assegnazioni clientelari......

FINCHE' (però)
.....un bel giorno nun é arrivato l'assessore deggiù.....
(che nun s'é fatto li cazzi sua...)

CIRCA TUTTI I DETTAGLI DELL'INCHIESTA DELL'ASSESSORE AMOROSI

ER LINK

sta qui è robba partorita da hawanagazzz

postato da: maso_ alle ore 22:30 | Permalink | commenti (31)
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lunedì, 21 febbraio 2005

MARC ROMAGNA E GLI AVVOCATI,
I COMMERCIALISTI E LE... PRATICHINE

Continuano le avventure di Marc Romagna che dopo aver lasciato il paesello natio per studiare (e laurearsi in giurisprudenza, credo) all'università di Bologna, finita la pacchia, entra a contatto con il fantastico mondo del lavoro d'elitt.

E quegli altri lì, quelli che "prima o poi sicuramente mi capita, il salto di carriera"?
Oh REGAZZ, quanti cazzo di studi legali e di commercialisti ci sono, a Bologna?!
Una concorrenza incredibile, sembrerebbe. Ma ognuno ci ha il proprio orto ben ritagliato. Fateci caso: le cause non si perdono realmente quasi mai: si cerca di accontentare tutte le parti in gioco. Esiste ancora l' "avvocato dalle cause perse"? Almeno nel Civile, non esiste più. Fateci caso. E' una macchina perfettamente oliata. Hai voglia di asseverare l'accesso alla professione. Di costringere i praticanti a far l'esame di stato al Sud. Quelli prendono la residenza sudista, l'esame lo superano e poi ritornano: lo vogliono costi quel che costi, un posto al caldo nello studio legale col legno di rovere! Pazienza, se poi dovranno continuare a tirare spesso oltre le 20, col culo su "sedie operative" prese in stock. 7 su 10 su pratiche bigie di infortunistica stradale. Noiosissime. E accontentarsi se va grassa ma proprio grassa di 1000 Euri al mese. Perché estabe esattamente così, da avvocato dipendente, dopo tre anni in uno studio legale. Fidatevi, ci lavoro. Miseria e BUOISMO oggi. E per domani, la fede in un benessere che prima o poi verrà. Questa è la trista realtà, dietro 8 su 10 sopracciglie altezzose da Rosa Rose. (Una piccola poesia, in omaggio al pubblico femminile:  "Rosa Rose: ora in totale declino, ci va solo Bonaga, a masticare il panino, e le solite tre, vai un po' a vèder")Rosa Rose: ti accompagna dolcemente alla fase 2, quella dell'imbolsimento irreversibile della Lumiera, perché è dello stesso gruppo di ristorazione/catering.  Si diceva: perseverare e durare. "Magari alla fine l'Avvo titolare mi fa associato".  Oppure si stanca, gli ci viene l'esaurimento. O trasloca a Bali con la mia profumosa collega -quel-la al-ta gran-de fi-ga- e mi cede la scrivania dorata.  Allora forse anch'io a 40 accendo il leasing per l'idiota und criminale 4 marmitte X5. Che sarà l'X6, nuovo modello cingolato.  Che auguriamo che per l'epoca sia stato messo fuorilegge. Come stanno facendo nelle città più umaniste, a cominciare da Parigi. Tornando ai praticanti: quante ragazze, in quel giro lì! Spesso belle gnocche. All'inizio. Ma poi: precocemente e visibilmente corrose dalla competizione subdola. Guardatele, d'estate al Baraccano. Hanno 25 anni, ma basta un paio di semestri e ne dimostrano 5 di più: ci si rovina, tutto il giorno a collo teso negli studi. Dove spesso l'Avvo titolare ha infilato anche la moglie come segretaria. Liti coniugali a denti stretti in studio. Che poi per le Pratichine è tutto materiale per l'acido gossip serale. Hanno stivali di buona pelle al Nu Lounge al Cafè de Parì (altro pustazz in lento, torturante declino. Provare per credere) o Casamatta (fateci caso: pieno di pulotti e finanzieri in borghese. Ma va a caghèr!).  Ma in realtà 7 su 10 di queste nostre Pratichine vivono ancora in stanzetta e ci hanno i turni di pulizie per la cucina, trisunta di infiniti minestroni conditi a salsa gossip.  Trombate sul tavolo, poche: qui molto parlare, poco praticare. Casomai, my friends, provate a infilare il giro delle estetiste-sciampiste. Sarà un luogo comune, ma andate a infilarlo. Poi mi raccontate. E' già tutta un'altra giostra.... Va là, che di questo chiaccheriamo magari un'altra volta....

Marc Romagna --> continua

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domenica, 20 febbraio 2005

CIVICO 32 

Sei un aristofreak? Vorresti esserlo? Sei stanco dei soliti discorsi triti e ritriti che i comuni mortali ti propongono quotidianamente? Ti senti una persona speciale? Vuoi scambiare opinioni con quelli come te? Vuoi conoscere la gente che conta veramente a Bologna? Vuoi cambiare il mondo e parlare dei massimi sistemi in un ambiente raffinato e di gran classe? Vuoi venire a contatto con i maggiori cervelli della città e confrontarti con loro sorseggiando del Nero d'Avola? Il Civico 32 è l'associazione che fa per te. All'interno del raffinatissimo localino di Via Nazario Sauro 24/A denominato IL CORTILE oltre ad avere la possibilità di farti delle taffiate di gvan classe a prezzi ivvisovi (se hai la pilla da spendere... ce l'hai? dimmi che ce l'hai... si, si, hai la faccia che ce l'hai), puoi assistere a conferenze ed incontri con il pubblico interessantissimi organizzati dal Civico 32 che è una balotta molto avanti. Vuoi un esempio? Domani, lunedì 21 febbraio 2005 alle ore 21.00 ci sarà un'interessante conferenza dal titolo IL FUTURO DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI E DEI LORO MECCANISMI DI RAPPRESENTANZA. Interverrà Angelo Panebianco, professore onorario presso il dipartimento di politica, istituzioni, storia dell'università di Bologna. Se hai visto un bel mondo e ne vuoi vedere uno ancora migliore, vai a sentire e se ti va fai la tessera al civico 32. Mitici.

http://www.civico32.org

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domenica, 20 febbraio 2005


SETTECAPPOTTI
ED ALTRI SPETTRI DI BOLOGNA

Morto oramai da anni, Settecappotti viveva nei pressi dell'area portuale della Salara, sotto una delle arcate del canale Cavaticcio prima che lo interrassero.
Viveva raccogliendo cartoni che vendeva a un raccoglitore di carta gobbo e forse di origine ebraica (altro personaggio mitico di Bologna) che aveva il suo deposito in uno stabile che oggi non esiste più, proprio di fianco al Mulino Tamburini (nella foto lo stabile si trovava subito a sinistra). Anche io e il mio amico Elio, ragazzini dai ginocchi sbucciati, andavamo dal cartaio gobbo a portare carte e cartoni per racimolare qualche moneta. Egli sempre sudato e trucido ci guardava con sdegno mentre pesava la carta, ma poi preciso calcolava l'importo e ci pagava.
Da piccolo, abitando in zona, io e gli altri bambini (nei tardi anni '60, primi '70, i bambini giocavano ancora per strada) andavamo a spesso a spiare Settecappotti.
Il suo nome era dovuto al fatto che in qualsiasi stagione portava sette cappotti, anche se nessuno di noi li aveva mai contati da vicino.
Come dicevo, il canale del Cavaticcio, era scoperto, grigio e maleodorante, una fognatura a cielo aperto insomma, ma per noi canaglie era un fiume amazzonico segreto appena dietro casa.
Il canale attraversava infatti un zona incolta piena di cespugli, alberi e liane, dove avvenivano a volte cose per noi misteriose e stravaganti.
Avevamo creato proprio in riva al canale un nascodiglio, una tana mimetizzata, che dava le spalle al retro del cinema Embassy. Nel retro del cinema c'erano i camerini delle spogliarelliste. Le sentivamo ridere ed ogni tanto le scorgevamo mentre fumavano una sigaretta.
Dovete sapere che in quei tempi, dopo il primo spettacolo cinematografico serale, spesso l'Embassy ospitava una modestissima rivista di avanspettacolo con comici sguaiati e spogliarelliste truccate come Moira Orfei che alla fine della performance rimanevano in mutande di lustrini dalla vita bassissima facendo roteare i grandi seni dai capezzoli coperti da un pon-pon a tempo di tamburo. Lo so perchè una volta mi capitò di assistere alle misere prove pomeridiane di nascosto.
Dal nostro rifugio invisibile sul canale, osservavamo anche incontri tra uomini e donne, e di tanto in tanto anche incontri tra signori attempati con cagnetto con signori meno attempati in giacca e cravatta. Niente di spinto da quello che vedevamo da lontano, solo baci abbacci e carezze, che ci facevano molto ridere.
Altre volte vedevamo giovanotti barbuti e capelloni dai pantaloni scampanati compiere strane operazioni con sigarette, braccia, lacci di gomma e cucchiaini, ma erano eventi rari e per noi incomprensibili.
Quando non stavamo al canale, andavamo in esplorazione al gigantesco complesso abbandonato della Manifattura Tabacchi, bombardato durante la seconda guerra mondiale e così rimasto da allora.
Vi penetravamo da un buco dietro un cartellone pubblicitario che stava proprio di fronte all'Embassy, e una volta dentro pareva di aver attraversato il tempo. Ci si trovava in uno scenario irreale, postatomico, da ultimo bambino sulla terra.
I suoi giganteschi androni e sotterranei in rovina rivelavano oggetti provenienti dal passato. Una volta vi trovai una scatola vuota di cartone dalla grafica americana con su scritto "latte in polvere" che portai a casa. Il babbo mi spiegò che era latte in polvere americano e che l'altra scritta "piano Marshall" datava la scatola al primo dopoguerra.
Alla Manifattura Tabacchi per la prima volta vidi come era fatto un animale dentro, scoprendo lo scheletro completo di un gatto totalmente ripulito dalle formiche da carni e pelo.
Rimasi a guardarlo per un ora.
A proposito di Settecappotti, dimenticavo... la leggenda vuole che il materasso dove dormiva (che io vidi con i miei occhi) alla sua morte fu trovato pieno di soldi.

by INNOVARI

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sabato, 19 febbraio 2005

LA VECCHINA CON I FIORI 

Da anni si aggira per le strade del centro di Bologna, la prima volta che la vidi ero un bambino spocchioso e lei era già vecchia. La vecchina della foto (ringrazio PiIuto che mi ha fornito quest'immagine significativa), eterea, ma soprattutto eterna, passeggia stancamente con i suoi stanchi mazzi di fiori, tentando di venderli ai passanti sempre più stanchi del logorio della vita moderna che il tran tran bolognese impone. Non ho mai visto nessuno acquistare qualcosa da lei, non so quanto possano costare i fiori che fanno pandannnnn con gli stravaganti capi d'abbigliamento che la vecchina sfoggia, non so nulla, ma desidero saperne di più. Alcuni informati (ma quali sono le fonti?) dicono che sia ricchissima. Chissà se è vero... mah! Numerose domande si accavallano da anni nella mia mente. Chi è la vecchina con i fiori? Qual'è la sua storia? Dove vive? Chi le fornisce i fiori? Cosa contiene la sacca che porta con se? Dove compra i prestigiosi capi d'abbigliamento che indossa con maestria? Riuscirà a resistere alla concorrenza dei sempre più numerosi ed aitanti venditori di fiori che hanno invaso la città negli ultimi anni? Popolo etereo dello spettro, mi rivolgo a Voi: cerchiamo di dare una risposta ai quesiti in questo pallido uichend di febbraio.

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venerdì, 18 febbraio 2005

LA RIUNIONE DEL CONDOMINIO
 (La riuniàn dal condomènni )

Uno degli spazi di espressione preferiti dagli umarells è la riunione di condominio: è il momento in cui primeggiare, schernire l’odiato vicino, presentare folli progetti, ritirare fuori rancori mai sopiti e, ovviamente, lamentarsi. La riunione si tiene in un locale apposito, freddissimo, e il dress code è il seguente: tuta di acetato con tubolare bianco e scarpa marron di pelle, giacca a vento e cappello. I più raffinati si mettono giacca e cravatta. In più, in un posto come la Barca, dove gli umarells e le sdaure over 80 sono l’80 percento della popolazione, la lingua ufficiale della riunione di condominio è il dialetto bolognese strettissimo, per il quale non è contemplato alcun tipo di traduzione, ostacolo quasi insormontabile per il zuvnòt di belle speranze, per non parlare dell’eventuale inquilino straniero, che viene immediatamente escluso da ogni discussione.

La riunione di condominio della Barca, però, si segnala per una assoluta e totale assenza di reali problemi. L’amministratore, benché incapace, viene riconfermato a furor di popolo, ci sono delle perdite nei garage ma nessuno ne vuole parlare perchè sono tutti pensionati e non hanno una lira, quindi lavori niente. La discussione verte dunque su problemi “sociali”. C’è il tizio del quinto piano che vorrebbe mettere la parabola condominiale per vedere la BBC, e gli altri lo prendono in giro: “Mo xa vùt fèr, t’an scarr brisa in italian, non parli neanche in italiano!”. Serpeggia il sospetto che la parabola serva per vedere “i porno”. C’è quello del terzo piano che vorrebbe mettere la cassetta esterna per la pubblicità perché ha paura degli extracomunitari, e la Maria dice, “Me a la pagh brisa, e po, puvràtt, poveretti quelli lì, se suonano a me io gli apro”. Qualcuno ritira fuori per l’ennesima volta il progetto di scavare un tunnel per accedere direttamente ai garage perché quelli del palazzo vicino ci fanno pagare venti euro all’anno di diritto di passaggio per le loro cantine (giuro!), e noi dovremmo emanciparci.

Si sparla di chi manca, e qualcuno ricorda con nostalgia i bei tempi di Nino, che è morto trent’anni fa. Se poi c’è un qualche problema relazionale – una mamma sola, una figlia un po’ scapestrata, – l’intero condominio, compatto, inizia una discussione solidaristico-dolente, “Puvratta te, c’fadiga, me a nal so brisa, chi zùven… non siete più capaci di prendervi delle responsabilità… ai nostri tempi as lavurèva, e onn al stèva lè con su marè, corna o non corna”. Eccetera eccetera. Dopo un voto bulgaro che blocca qualsiasi spesa ognuno torna a casa sua, e domani, per le scale, ogni decisione presa verrà immancabilmente rovesciata.

Ponyluna e la Sima

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giovedì, 17 febbraio 2005

LA FABBRICA DELLO SPETTRO 

Alle ore 9.00, l'ora in cui di solito mi sveglio, apro la fabbrica dello spettro, un'area parallela alla Fabbrica del programma, dove analizzeremo saltuariamente (nella fabbrica dello spettro non si lavora, si cazzeggia tutti i giorni a gratis) insieme alle solite facce le stesse cose che verranno discusse dai nostri amici dello stabilimento di Via Corazza 3.
Colgo l'occasione per  augurare buon lavoro a gratis ai 1200 volontari della Fabbrica ed ai 300 e forse più  fancazzisti che collaborano con l'altra fabbrica.

COPIATO E INCOLLATO DALLA FABBRICA DEL PROGRAMMA
La prima giornata di fancazzismo della Fabbrica del programma riguarda un problema molto sentito dai giovani italiani e che incide fortemente sulla dinamicità del nostro sistema economico e sociale: la difficoltà a costruirsi una propria famiglia, a rendersi indipendenti, a progettare il proprio futuro. Siamo diventati una società che invecchia, a bassa natalità dove i giovani entrano più tardi di quanto accade in altri paesi europei nel mercato del lavoro. La precarietà del lavoro, le basse retribuzioni, i costi degli affitti, la insufficiente dotazione di servizi sono tutti elementi che condizionano pesantemente le scelte di vita di molti giovani.

COSA NE PENSA LA FABBRICA DELLO SPETTRO
Beh... i giovani non si rendono indipendenti anche perchè spesso le famiglie non ne vogliono mezza che i propri figli diventino indipendenti. Come già analizzato dallo Spettro, la città pullula di umarells vaganti che percepiscono pensioni. Gli umarellls hanno il reddito fisso, i giovani no. Mandiamo a lavorare gli umarells, tanto le case i giovani non potranno mai comprarsele, a meno che non siano degli Aristofreak che possiedono più case, a meno che non muoia la nonna e si libera un appartamento, a meno che il papi non sganci i soldi del 98% del mutuo da pagare. Alternative? Lavorare precariamente per tutta la vita, accendere un mutuo trentennale in attesa di una pensione che non verrà mai percepita.

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mercoledì, 16 febbraio 2005


LA FABBRICA
DEL PROGRAMMA
(?!)

Unione: Prodi Inaugura Oggi a Bologna 'La Fabbrica Del Programma'
Bologna, 16 Febbraio
"Mi sembra bella". Il leader dell'Unione, Romano Prodi, scendendo dalla macchina, commenta con queste parole il grande edificio industriale riconvertito in laboratorio del centrosinistra, che verra' tra poco inaugurato nella periferia di Bologna. "Produrre conoscenza utile all'elaborazione del programma dell'Unione", questo lo scopo del grande spazio che il Professore ha voluto nella sua città per dar vita a un lavoro di ascolto e di analisi in vista delle politiche del 2006.
[fonte Mem/Zn/Adnkronos]

Il commento di INNOVARI:
La Fabbrica Del Programma?
Ban ma cus'el?
Dal Presidente Operaio alla Fabbrica Del Programma?
Socmel ac pass avant, socmel ac fantasi!!!

http://www.lafabbricadelprogramma.it/

postato da: innovari alle ore 18:19 | Permalink | commenti (35)
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mercoledì, 16 febbraio 2005

IL CAMBIAMENTO
NELLE MANI DEGLI ARISTOFREAK

Una strana follia si è impossessata delle classi operaie dellle nazioni ove regna la civiltà capitalistica. Questa follia trascina con sé le miserie individuali e sociali che da due secoli torturano tristemente l'umanità. Questa follia è l'amore per il lavoro, la moribonda passione per il lavoro, spinta fino all'esaurimento delle forze vitali dell'individuo e delle sue progenie. Invece di reagire contro questa aberrazione mentale, i preti, gli economisti, i moralisti, hanno santificato il lavoro. Uomini ciechi e limitati, essi hanno voluto essere più savi del loro Dio; deboli e spregevoli, hanno voluto riabilitare ciò che il loro Dio aveva maledetto. Io che non mi professo cristiano, economista o moralista, non posso fare a meno di mettere a confronto il loro giudizio con quello dei loro Dio, i precetti della loro morale religiosa, economica e libero-pensatrice, con le spaventose conseguenze del lavoro nella società capitalistica. Tutto questo non lo dice Maso che è consapevole che nel 2005 tante cose sono già state dette, lo dice Paul Lafargue nel 1880. A centoventicinque anni da questo scritto, pare che non abbiamo imparato niente, anzi siamo messi ancora peggio. Quali alternative? Nessuna? Non credo. Gli Aristofreak, la cosiddetta futura classe dirigente ha in mano le chiavi del cambiamento, ma lo vuole veramente? Lo scopriremo solo vivendo e nei prossimi post elencherò alcune linee guida per gli Aristofreak che desiderano cambiare qualcosa nella stagnante Bologna Italia. Si perchè Bologna pullula di Aristofreak ed il motore del cambiamento potrebbe partire da qui, basta volerlo. Segnalate allo spettro cosa potrebbero fare gli Aristofreak bolognesi per cambiare tangibilmente qualcosa. A prestofreak!

postato da: maso_ alle ore 10:32 | Permalink | commenti (78)
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martedì, 15 febbraio 2005


IL BELLOCCIO CHIUDE IL TOPIC SUL FORUM
DI SCODELLAMELO
(GIUSTAMENTE)
E BLQKALI APRE UNO SPUNTO CRITICO SULLO SPETTRO
- attenzione, questo è un post molto lungo ma richiesto dalle masse -

Dopo alcuni inviti miei e di Maso al Belloccio (Andrea) fatti nel forum di Scodellamelo, a scrivere sulla Bolognesità per lo Spettro, l'umore di alcuni della Scodella si stava scaldando.
A quel punto ho deciso di scrivere un post con il cuore e l'ho pubblicato su forum di Scodellamelo, per vedere se qualcuno rispondeva positivamente.
Ecco il mio post:

Cari Gube, Belloccio, ragazza del Belloccio e tutti quelli della Scodella,
ho molto meditato sul rispondere e cosa rispondere al post di Gube in difesa del Belloccio e della Scodella, vi parlo quindi con il cuore in mano (e i polsini sporchi di sangue) :)

Lo Spettro e la Scodella rappresentano due grosse comunità della nostra città (e dintorni) su internet.
Pensate, tutti assieme facciamo un numero di persone sufficenti a fare eleggere un assessore al comune di Bologna se ci fossero le elezioni... :)
Quindi una forza!!

Anche noi come voi ci ritroviamo in balotta assieme e per via dello Spettro abbiamo conosciuto belle persone che altrimenti non ci sarebbe mai capitato di conoscere. Questa è una cosa molto bella.
Anche il blog (contrazione di web log - diario web) dello Spettro così come il forum e il sito di Scodellamelo è nato sulla iniziativa personale.

Siamo però giunti a un punto dove i mondi si incontrano, perchè effettivamente lo Spettro e Scodellamelo sono due mondi che seppur posseggono delle ampie zone di sovrapposizione, appartengono a due spazi diversi, due modi differenti di vedere la vita, l'universo e tutto il resto... ma questo più nell'apparenza che nella realtà!!!
A chi non piace divertirsi sorridere, godersi le belle giornate, divertirsi con gli amici o viaggiare?
A noi dello Spettro piace!
A voi di Scodellamelo piace!
Forse la differenza sta nel modo di fruire la felicità, ma sempre di felicità si tratta!
Cerchiamo quindi d'ora in poi di gioire di ciò che ci accomuna.
Una grigliata per esempio sicuramente ci accumuna!

E' vero, ammetto: se uno vene catapultato nello Spettro e legge quà e là non si capisce cosa i redattori vogliono dire, dove vogliono arrivare... forse bisogna avvicinarsi con più calma e leggere tra le righe per intuire l'ironia (forse amara) che stottende la nostra strategia di comunicazione. Diciamo tutto e il contrario di tutto, ma il minimo comun denominatore è la QUASI sicurezza che nulla cambia, in città o altrove, perchè la voce delle persone che non contano, anche quando urlano, non si sente, nessuno la ascolta, ciò che queste persone dicono non interessa a nessuno.
Come ho detto pero E'UNA QUASI CERTEZZA!
Con lo Spettro abbiamo mosso l'interesse di centinaia di persone sui temi più svariati è li abbiamo spinti a scoprirsi, a leggere, ed anche (per alcuni) a scrivere il che, per l'epoca in cui viviamo, è un gran successo.
Così come un grande successo è quello della Scodella! Oggi come oggi è così difficile incontrare delle persone con delle affinità come avete fatto voi!!! :)
Penso che chiunque non ha il prosciutto in bocca negli occhi e nelle orecchie, siano essi dello Spettro, della Scodella o di Marte, possa capire l'importanza di farsi sentire.
Lo Spettro è aperto al pensiero e al cotributo di chiunque abbia qualcosa da dire, ed ancor di più al contributo di Andrea e della Scodella tutta!

La Scodella sicuramente è nata da presupposti diversi, ma questo non vuol dire che gli "abitanti" della Scodella e lo stesso suo ideatore Andrea non abbiano niente da dire oltre che parlare di balotta, moto e viaggi.

Uno dei motivi per cui Andrea "Belloccio" è diventato un mito sullo Spettro è il suo candore (apparente?) con il quale approccia al mondo - approccio che rende pubblico sul web.
Aprroccio che avevo anche io (e molti dello Spettro) e che i casi della vita e gli anni e le amarezze ha fatto svanire.
Sinceramente penso che sullo Spettro nessuno invidi quelli della Scodella.
Al massimo noi proviamo nostalgia per quei tempi in cui non si sapeva nulla del mondo e della realtà che ci circondava e beati senza alcuna curiostà su chi siamo, perchè siamo qui e dove stiamo andando, ci sia accontentava della balotta, della gita, della vacanza, della moto nuova, e si era felici di queste cose.
Insomma al massimo noi dello Spettro proviamo una grande nostalgia per non essere più (o essere rimasti solo in piccola parte) come voi.
... a meno che voi non fate finta di niente e mentiate con voi stessi :) [ironia da Spettro]

Se ci mischieremo da pari cui siamo, tra la Scodella e lo Spettro sono certo che metteremo in comune il meglio dei nostri mondi, infinite diversità in infinite combinazioni!
Così saremo sicuramente più forti!

Un saluto sincero ed onesto a tutta la balotta della Scodella,
INNOVARI

A questo punto la fidanzata del Belloccio si incazza parecchio sul forum e cazzia me e Maso, poi alcuni altri di Scodellamelo (devo dire che erano solo un paio su 400 che avevano letto il topic) rigettano la mano tesa e quasiasi altro tentativo di approccio amichevole.
Il giorno dopo il Belloccio, che è uno veramente saggio, toglie la possibilità a tutti di aggiungere post al topic per evitare che gli animi si infiammino. Io scrivo al Belloccio e gli dico che sono d'accordo e che ha fatto bene a fare così e ci accordiamo per vederci "dal vivo" io e Maso con la balotta della Scodella prossimamente.
Ma poi, sul forum della scodella mi arriva un messaggio privato da tal Blqkali, appartenete al forum di Scodellamelo.
Ecco il testo:

Caro Innovari, mi devi perdonare ma siccome ci sono in mezzo anch'io e tu giudichi un libro dalla copertina mi sembra giusto farti leggere qualche pagina.
So di fare il tuo gioco da sociologo mediatico, "a la page" negli ausili e nelle tecniche, per far vedere quanto questo tuo piccolo laboratorio può essere specchio di una parte di società bolognese.
Forse speri un giorno di raccogliere tutto il materiale e bussare alla porta di una casa editrice al grido "vi spiego Bologna e i suoi abitanti!", magari diventare consulente in Comune, finalmente voce!
Ti manca il capitolo serata balotta, una visita alla comunità allo stato brado?
Sei tecnico e metodico, cerchi appigli, vuoi inserirti, vuoi far credere di non essere diverso, ma fai solo sfoggio di diversità e usi cose non tue per avvalorare le tue tesi.
Critichi e osservi Bologna e i bolognesi, pari distaccartene e poi sei integrato e inserito; vuoi diventare una "forza" quando sei già una voce nel coro.
Ti proponi come disilluso dalla vita e lottatore nelle avversità e osservi i "buoni selvaggi" della Scodella, puri nei loro semplici pensieri.
Non ti voglio annoiare, ne annoiare altri, con teorie a te ben note su singoli e gruppi, ma credo che le categorizzazioni e i giudizi su grandi gruppi siano da evitare proprio da chi vuol essere una voce. Io capisco chiaramente cosa vuole il Belloccio, faccio più fatica a capire cosa cerchi tu. Come ricercatore non rimani imparziale e neutro.
Se vuoi essere comunicatore il messaggio non è chiaro e non è costruttivo.
Combatti (?) i luoghi comuni divenendo luogo comune a tua volta. Sei figlio di questa Bologna, nel bene e nel male, esattamente come il Belloccio. Ma meno trasparente.
Ti poni su un trespolo e osservi. Ma ti fai notare. Dai implicitamente l’impressione del giudizio dovuta alla posizione che assumi. Dai così l’avallo a chi ti legge per poter giudicare gli altri per aspetto, modi, passioni.
Una cosa che ho apprezzato nella scodella è proprio l’assoluta laicità e assenza di giudizio, che voi volete far passare per “semplicioneria” e superficialità, ma che è l’aspetto più bello e inconscio di questo luogo non luogo. In conclusione mi pento di averti dato corda.
Tutti i giorni, per lavoro, ho a che fare con intellettuali, o millantanti tali, che hanno grandi mete e ideali, che puntualmente si infrangono per varie ragioni di partito piuttosto che economiche.
Ho anche a che fare con professional brain, che non si occupano di meri aspetti organizzativi o logistici (cazzo ma devi rompere i coglioni a me se devi prendere il bus per tornare in stazione e non sai dov’è e vuoi il biglietto? Tanto per tradurre).
Ma son sicuro che tu questo già lo sai. Non ho più tempo e forse nemmeno voglia. Purtroppo mi tocca iniziare a lavorare. Rispettosamente ti saluto e ti invito a venire al pub stasera; io dopo le 23 ci sono.
Sono vecchio e i separè fisici o mediatici non mi piacciono, per capire le persone le devo guardare in faccia o meglio negli occhi.

Blqkali

Il messaggio di Blqkali, per quanto forte e diretto a me, in alcune parti mi sorprende molto positivamente...
Paradossalmente, anche se scriveva a me, concordo istintivamente con diversi dei suoi puntuali spunti critici (alcuni ridondanti e un poco esagerati) su di me, sulla redazione dello Spettro e su chi lo Spettro lo fruisce (quello che ho detto ora l'ho detto poi anche a Blqkali).
Voi che ne pensate?

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 20:58 | Permalink | commenti (73)
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martedì, 15 febbraio 2005

CACUBO



Che differenza c'é tra:

Un posto 'A' dove si paga 7 euri per entrare e 3 euri una birra, per vedere della gente che suona la stessa roba a Bologna da circa 15 anni???

Un posto 'B' dove entri gratis ma devi consumare per almeno 10 euri, per vedere della gente suona la stessa roba a Bologna da circa 15 anni???


Prima nessuna, ora sì....... perché nel posto A ora SI PUO' FUMARE.....
(e sennò che cazzo ci stanno più a fare i CENTRI SOCIALI???)

POI i C.S. non sono obbligati ad avere i cessi puliti e le uscite di sicurezza, possono permetterti di camminare sulla loro merda della sera prima, non sono obbligati a rispettare orari o ad emettere scontrino fiscale, e, principalmente.... tutto quello che incassano SE LO TENGONO LORO (vabbé, come qualsiasi altro posto che fa concerti e vende della birra, d'altronde...)

Poi, né più né meno che come un qualsiasi locale dove si emette regolare scontrino fiscale e ci sono i cessi a norma, se TE misero gruppo emergente che non hai ancora fatto un disco ISTITUZIONALMENTERICONSCIUTO o semplicemente se NON HAI NESSUNO CHE PARL A BENE DI TE, se vuoi avere uno spazio, in un C.S. devi portare un demo registrato BENE di musica che sia suonata professionalmente NONCHE' innovativa.. che quindi verrà passato al vaglio di una commissione di critici competenti nel campo (che regolarmente lo fanno di mestiere, magari li pagano pure....) i quali decideranno, sulla base di nozioni e competenze di stampo musicale-estetico-socciale sviluppate e maturate in ANNI ed ANNI di pratica nel settore (Pare che la Regione Emilia Romagna stia ipotizzando di poter rilasciare un master di operatore culturale a chiunque dimostri di aver pulito i cessi o smerciato birre per almeno per un paio d'anni in un qualsiasi C.S. della regione) se é il caso o meno di ammetterti al LORO tempio della risorsa culturale comune..... IL TUTTO PERO' A PATTO che TE gli garantisca di PORTARGLI DELLA GENTE.....

SE invece hai già un video che passa per MTV puoi sbattertene i coglioni e mandare avanti il tuo agente.... (invece della gente...)

BENVENUTI NEL MERAVIGLIOSO MONDO DELL'AUTOGESTIONE....

CA CU BO, (ma se ne sentiva davvero la mancanza???)

SABATO SERA AL CACUBO

7 euri per entrare Carlo atti & la sua gang di jazzisti APPENA SCONGELATI (però la catena del freddo mi sa non sia stata rispettata del tutto, sentivo una discreta puzza di muffa intorno al palco...) che suonavano la stessa musica di cinquantannifa che loro suonano da quindicianni.

Esposizione di sculture di metallo in corridoio al freddo (il metallo sculturizzato fa molto CentroSociale, poi al freddo si conserva meglio)

Graffiti HIP HOP alle pareti (fatti da gente che ormai va per i 40.. almeno così si salva la faccia della continuità storica)

COMMENTI RICORRENTI:::::::

"Però ci voleva un'altro posto.... non se ne poteva più della Disco Livello"
(Ebbravo infatti mò te la prendi nel Cacubo)

"Però facendo suonare Carlo Atti hanno richiamato della gente che altrimenti in posti come questi non ci sarebbe mai venuta
(Ma anche se ne stavano alla cantina Bentivoglio o alla Scuderia stasera sai che ddolore...)

"Certo che questo posto ha delle grandi potenzialità"
(Peccato che quelli che ci stanno no...)

"PERO' pare che qua ci faranno anche delle altre cose...... tipo dei RAVES.."
(Infatti sono più o meno 10 anni che qua a Bologna si sente la mancanza di raves... almeno, vista la distanza dal centro e la quantità di spazio a disposizione, qua se muore qualcuno imboscano il cadavere più facilmente... o al limite lo murano dentro qualche capannone)

COMMENTODELLUOMODIDIETRO
Ma comé che nel 2005 c'é ancora gente che chiude gli occhi e scuote la testa a ritmo quando ascolta uno che fuma come un baobab che RIsuona i pezzi di uno che si faceva come un cactus? Forse perché i suoi due emisferi del cervello non sanno per chi parteggiare......????

postato da: luomodidietro alle ore 10:20 | Permalink | commenti (74)
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lunedì, 14 febbraio 2005

 
IL BAR CICCIO
(quando l'Aristofreak si atteggia a popiular)

Trasformare un poco frequentato circolo ARCI in via S. Mamolo quasi di fronte a Villa Ghigi in una succursale dello stadio Dalla 'Ara è stata l'impresa del simpaticissimo gestore, Ciccio appunto, che tra l'altro parla solo in dialetto. Cinque televisori piazzati nei punti strategici all'interno e nel cortile esterno del bar osteria e il gioco è fatto.
Due piccoli accorgimenti: un capiente pergolato nel cortile con l'aggiunta delle  famose "stufe-funghi" e con qualsiasi tempo  quando gioca il Bologna F.C. è sold out, il tutto senza pagare nessuna gabella d'ingresso, cosa richiesta da molti altri locali per vedere le partite.
Clima da stadio, con cori, urla, imprecazioni e insulti, oggi sopratutto diretti all'ex allenatore Guidolin, visto che si è vista una bella Bologna-Palermo,  bandiere rossoblu, insomma tutta la coreografia.
Se hai fame Ciccio ti prepara dei panini caldi a prezzo ragionevole e se sei a vedere la partita fuori  te li passa dalla finestra perchè
"non si fa servizio ai tavoli"!
Sempre frequentatissimo anche durante la settimana dispone di bigliardi, giochi di società e birra alla spina (buona).
Se volete c'è anche il sito web
www.ciccioweb.it
Cristiano Merini


Perchè questa recensione? Perchè il Bar Ciccio se la merita, ma anche per evidenziare che questo locale è un noto ritrovo di Aristofreak amanti del Bologna futboll clebb, argomento sul quale non so cosa dire perchè non amo gli sport di squadra e nemmeno quelli singoli - Maso
postato da: maso_ alle ore 22:07 | Permalink | commenti (34)
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domenica, 13 febbraio 2005

MARC ROMAGNA E GLI ARISTOFREAK
(Breve guida su chi non te la racconta giusta)

Maglione bucato e slang bolognèise. Ma attenzione: spesso un curriculum ammirevole.
Messo su con dottorati foraggiati a Pilla e borse di studio nelle capitali europee. O negli USA. Comunque sempre dopo regolare laurea "commerciabile" e non fetecchie tipo DAMS.
La corsia preferenziale è riservata a loro. Semplice: a volte son destinati ad "arti e corporazioni" in cui la successione avviene ancora per regole medievali. Altre volte semplicemente ereditano la rubrica con i contatti giusti. Avere le informazioni che contanto infatti significa avere metà della ricchezza. Altre ancora attingono dalla cassa di famiglia la Pilla per prolungarsi con investimenti a lungo termine (master+dottorato+borse di studio all'estero) e tornare con il Curr. che scavalca la concorrenza.
Per i non Aristo, difficile passare. L'abbiamo detto: è una corsia preferenziale. Quindi anche qui c'è una specie di R.I.T.A.
C'è il caso che ti arrivino per posta tagliandi gialli con scritto: "Va mo là, my friend. Stai fermo ancora un par d'anni. Che poi forse chissà, che qualcosa si sblocca".
Gli aristofreak non sono per forza ricchi.
Però hanno quasi tutti la garconnier entro mura. Il cosidetto "trappolo".
Che riduce, sì che le riduce, le preoccupazioni.
Perché c'è una bella differenza tra infliggersi le otto ore cancerogene con l'aspirazione-disperazione al tempo indeterminato, per potere finalmente accendere un mutuo e l'avere la casetta in omaggio. Hai detto niente!
A meno che come Maso non si decida che il mutuo sia  una forma di ergastolo. Che c'è molta più libertà esistenziale nel pagare un affitto.
Però io mi chiedo quale gusto, nell'infilare ogni mese tra le poppe felliniane della padrona l'equivalente del wüullrich prossimo modello, quello in tessuto altamente infiammabile.
Lasciatemi ancora due parole sui giocosi Aristofreak: a volte hanno anche le chiavi del casale in collina. Dove i nonni, all'epoca ampiamente foraggiati dalla Coldiretti, andavano in vacanza (una volta si transumava più in collina e meno al mare).
Si divertono, ad organizzare cene divertenti sui cocuzzoli di appennino.
Con bottiglie di Smirnof ice a stufo. Più una buona infornata di carine-dottorande-mentalmentesuperdotate-sgamate-vintage.
Che si conoscono dai tempi del liceo. E mi sa che a te non la danno mica così facile, my friend. Queste si arrampicano in macchina fino lassù in coppia, fresche e su di giri. Poi se infanga, rimangono infognate con la Polo. Che le si aiuta sempre volentieri a venirne fuori, va là.
Li ritrovi al Matto, gli Aristo. All'Occhio, dal Cicccio, alle Scunderie, per dire. Ma anche a Villa Serena o al Sottotetto. Girano sotto ai portici fino ai 30. Poi si rilassano con la Fidanza, che ha già pianificato in sordina i prossimi cinque anni. Tanto in casa i fondamentali non mancano: Dvd, Skai TV e libri di cucina.
A quel punto, non escono quasi più.
Perché anche per viaggiare in corsia preferenziale, la mattina bisogna essere riposati. Così comincia l'aristo-declino.
Insomma, sono proprio maglioni bucati con sotto il rampollo. Con un po' di allenamento, finchè sono in circolazione, puoi sgamarli dallo sguardo: ironico, ben nutrito dalla mamma, soddisfatto. E di presidio. Presidio sui propri privilegi. Alla bolognese.

Marc Romagna - continua -->
 

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sabato, 12 febbraio 2005

 

REPUBBLICA - 12 FEBBRAIO 2005

postato da: maso_ alle ore 13:42 | Permalink | commenti (66)
categoria:maso
sabato, 12 febbraio 2005


- EDIZIONE SPECIALE DELLA NOTTE-
IL BELLOCCIO CI HA SCOPERTO!

Alla fine, inevitabilmente, nella giornata di Venerdì 11 Febbraio, il Belloccio ci ha scoperto e scrive sul suo forum nel topic "Le chiacchiere" un nuovo post dal titolo:

Scusate... sono Famoso

Ed ecco il testo del suo post:

Mi ha fatto notare questo blog Fede (fb1).. premetto che non ho la più pallida idea di chi sia questo tipo però mi fa buona pubblicità..

http://www.spettrodellabolognesita.splinder.com/


Sì, ci ha scoperto, ma evidentemente non ha capito un cazzo... o invece ha capito tutto, se ne fotte e sfrutta la pubblicità che gli facciamo???
Belloccio, leggiti ATTENTAMENTE i post e TUTTI i commenti dedicati a te a questo LINK ed anche quest'altro LINK, e poi scrivici due righe come si deve!

by INNOVARI
postato da: innovari alle ore 01:07 | Permalink | commenti (16)
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venerdì, 11 febbraio 2005

 
CAGARE MAGAZINE
- GENNAIO -

A grande richiesta ecco il numero di Gennaio di CAGARE, che mi sono dimenticato di mettere sullo Spettro a Gennaio.
Per chi non avesse visto le altre di copertine di CAGARE MAGAZINE, basta che clicchi su questo LINK e su ques'altro LINK, e a costo di ripetermi...
Introduzione ai nuovi lettori di Cagare:
Tempo fa (direi parecchi mesi fa) mi accorsi che le edicole di questa città - e anche di tutte le altre città - straripavano di periodici mensili dai titoli, dalle copertine e dai contenuti più inutili dell'universo... ma di che parlavano?
Chi ci scriveva?
E chi ci scriveva come faceva ad inventarsi sempre stronzate nuove?
Decisi quindi che anche io dovevo dare il mio contributo al mondo della carta patinata con un testata in linea con i prodotti editorali più gettonati, realizzando graficamente al computer un anno intero di copertine di Cagare.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 21:08 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 11 febbraio 2005

 
IL FALSO RAVE PARTY DELL'ATC

QuestI sono i due comunicati stampa relativi all'iniziativa rilasciati dalla ATC e diffusi dalle agenzie stampa:

BOLOGNA: RITORNA DAL 6 FEBBRAIO IL DJ BUS, DISCOTECA ITINERANTE DOMENICALE
Bologna, 4 feb. - (Adnkronos) - Sette domeniche su 4 ruote e a suon di musica. Dal 6 febbraio, infatti, e per le successive 7 domeniche fino a Pasqua, la discoteca itinerante di Atc, l'azienda dei trasporti locali di Bologna, tornera' a circolare per le vie del centro con il suo allegro carico di giovani e di musica. A grande richiesta, riparte cosi' il Dj Bus, la pista da ballo allestita a bordo di un autobus snodato, facilmente riconoscibile per la briosa decorazione integrale esterna. Dj Bus, nato nel 2002 da un'idea di Atc rivolta ad un target giovane, quello dei teenagers, rappresenta un'oasi del sano svago, un punto di ritrovo che assicura divertimento 'senza alcool' e ad un prezzo bassissimo.
[Jet/Pn/Adnkronos]

BOLOGNA: DOMENICA PER LE STRADE DEL CENTRO TORNA DJ BUS
Bologna, 11 feb. - (Adnkronos) - Accolta con entusiasmo dai giovani bolognesi alla prima uscita, torna domenica 13 febbraio, per le strade del centro storico, l'iniziativa ''Dj bus'', la discoteca viaggiante di Atc, l'azienda dei trasporti pubblici di Bologna. Dalle 15 alle 17, la disco, allestita a bordo di un autobus snodato, si trasforma in un punto di ritrovo che intende assicurare divertimento, musica nonche' bibite analcoliche offerte gratuitamente a bordo.
[Mem/Pn/Adnkronos]

Quello che mi chedo è:
Davvero è stato accolto con entusiasmo dai giovani bolognesi?
Davvero è un osai di svago?
Ma una "discoteca viaggiante" che audience può avere dalle  15 alle 17?
Si balla sull'autobus o fuori?
Come mai in un comunicato si dice "ad un prezzo bassissimo" e nell altro "bibite analcoliche offerte gratuitamente a bordo"?
Ma l'autobus ti porta anche i passeggeri alle fermate?
Quale personaggio bolognese (sempreché sia bolognese) opererà come DJ sull'autobus?
MISTERI DEL MARKETING DELL'ATC...

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 15:47 | Permalink | commenti (39)
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venerdì, 11 febbraio 2005

MARC ROMAGNA E LA CITTA' CHE LAVORA 
( Breve guida sugli sbocchi professionali a Bologna )

Non ho mai conosciuto Marc Romagna, lui mi ha scritto, mi ha mandato del materiale, mi è piaciuto lo pubblico.
Ecco una sua breve biografia: Marc Romagna nella provincia di romagna alle superiori undici su dodici mesi tirava su poco e niente. Eppure stavano iniziando gli anni migliori. Allora Marc Romagna ha realizzato la mossa giusta: andare a studiare da fuorisede a Bologna suittt Bologna e attivare la "dolce vita" trombadaur-trombante. Marc Romagna aveva realizzato giusto e ringrazia Bologna. Attualmente Marc Romagna si avvicina pericolosamente al matrimonio ed è un trombadaur in cassa integrazione e gli va bene così.
E dopo la laurea, che è successo a Marc Romagna? Si sa. Bologna diventa un po' più scorbutica. E allora....e allora....

....la faccenda si complica. Anche con le gnocche. Se poi hai superato i trentacinque, non sempre basta l'antica Cartola, se ce l'hai.
7 su 10 ti ci vuole anche un po' di Pilla.
Già: si complica leggermente, la faccenda.
Vediamo.
Andiamo anche noi a generare un po' di Spettri:
Per far Pilla 7 su 10 ti ci vuole la Bazza.
E la Bazza devi riuscire a creartela. A fartela "passare" da chi ne sa più di te. Da solo, filtri e vai liscio soltanto se hai un curriculum di tutto rispetto. Che sta in piedi di suo. Caso raro.
Altrimenti, è una giostra che gira molto ad amicizie und conoscenze.
Si dirà: ovunque, in questo medioevo italiano contemporaneo. Però a BoLOGNA gira parecchio lentamente. Qui non siamo a Milano!
Meritocrazia, poca.
Tanto poi non è che occorra gran brillantezza, per fare la maggior parte dei lavori!
Anzi: se sei troppo sveglio, capace che dai fastidio. Che frustri i colleghi e crei il brutto clima aziendale.
"Spedisciglielo ora, a lui lì. Che si sta liberando un posto". Il nuovo lavoro puoi trovarlo proprio a tavola da Pepperoni, tra amici. Quelli veri, però. Perché gli altri mica vengono a regalarla a te, la soffiata.
In alternativa, vita da Aristofreak. Ce n'è parecchi. Provenienza: famiglie di professionisti colti, o comunque di sinistra. Che ne so, prof. universitari, civilisti liberali, primari umanisti.

Marc Romagna - continua -->

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giovedì, 10 febbraio 2005

ZE BROKER COVER
RIVELEITID

Maso sarà stato per il venerdì alcolico consumato tra localacci in via del Pratello (con un grande Cave incontrato al Monastero) o per la assoluta mancanza di programmi per il sabato pomeriggio, che mi sono ritrovato a girovagare in macchina per il centro di Bologna sfidando divieti, telecamere e targhe alterne quando nello specchietto retrovisore si è materializzata un'immagine nota.
"Allora non è un fotomontaggio!!!"
Fortunatamente avevo la macchina fotografica con me ed ecco il risultato.
Per un attimo ho avuto anche l'impulso di farmi fotografare come il personaggio ritratto nella copertina del libro di Grisham "The Broker", poi sono rientrato in me.
Comunque la foto ritrae l'incrocio tra Via Marsala e Via Zamboni ripresa da quest'ultima. L'unica cosa che non quadra è il cartello di senso unico che appare nella foto del libro. Non mi ricordo che Via Marsala fosse mai stata percorribile in quel senso. Che sia questo l'inquietante mistero su cui si basa il thriller?
Boh. Ciao!

Piluto 

Onore a Piluto che ha scoperto in quale punto della città è stata scattata la discussa foto per la discussa copertina del discusso libro di John Grisham dal titolo Ze Broker, un giallo ambientato a Bologna. Mi permetto di dare un consiglio smodato a Piluto: manda il tuo curriculum all'agenzia investigativa Alfa di Vicolo Ranocchi ed abbandona la Milano da bere. Iuv gat a detectiv fiutar!!!

postato da: maso_ alle ore 11:12 | Permalink | commenti (22)
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