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lunedì, 28 febbraio 2005

BLOGNA CULTURA:
LA POESIA LUPOLUCANA DI MANGO 

Quando arrivo con dieci minuti di ritardo la Sala Borsa è già impaccata di gente. Si presenta il nuovo (primo?) libro del cantante Pino Mango: un libro di poesie intitolato Nel malamente mondo non ti trovo, edito dalla casa editrice bolognese Pendragon. Sul palchetto, oltre all’Autore, un giornalista, un simpaticissimo sosia di Fedro del Grande Fratello e un’attrice che leggerà poesie tratte dal libro. Il clima è molto amichevole, le parole volano alte. “Mango, cosa ti ha spinto a scrivere poesie?”. “Il 5 settembre del 2002 ho deciso: scrivo un libro di poesie, e così ho fatto”. Non ne aveva mai scritte prima, e anche i testi delle sue canzoni erano scritti da altri. Una svolta epocale, nella sua (e nella nostra) vita.

Il tono di Mango è quello di un uomo amareggiato: “Perché tante guerre? Bush, ma cosa vuole Bush? Io sto insegnando a mio figlio Filippo a non fidarsi di nessuno”. Ma il suo, guarda un po’, non vuol essere un discorso negativo, la poesia vince sempre sul mondo, peccato che a scuola si studino solo poeti noiosi, Neruda, perché non si studia Neruda? L’attrice legge una poesia che parla di gocce d’acqua nell’ombra – le parole scelte una a una per sorprendere il lettore, l’antitesi della poesia. Le gocce siamo noi, dice Mango, e la poesia deve liberarci, “se la poesia non è liberazione dell’animo che cos’è?”. È per questo che tutti, tuttissimi, dovremmo scrivere poesie: “Ci sono sei miliardi di fantasie, sei miliardi di mondi, come le impronte digitali”.

La prossima poesia parla della “punta di un puntino appuntitissimo”. Mango si lancia in un’ardito manifesto politico: io sono lucano, ma prima che lucano sono italiano, ma prima che italiano sono cittadino del mondo, come Topolino, aggiungo io. Sale allora sul palco Mimmo, il brevilineo presidente della Comunità lucana di Bologna (sì, c’è anche questo nella città sfiorita), che contentissimo regala a Mango una spilla con lo stemma della Basilicata, “così porterai la Lucania in giro per il mondo”. Tra il pubblico ci sono capelloni alla Shaft, un sosia di Bruno Sacchi della Terza C e numerosi lucani, adoranti. Piccola polemica sulla Repubblica che ha stroncato il libro, Mango si incarta e dice: “La cosa più difficile è convincere gli ignoranti, nelle poesie come nella musica”. Un tizio dal pubblico afferma di amare molto la poesia lupolucana, si discute di Dio e di trascendenza, morti che parlano e cose del genere.

Finita la canzone dedicata a se stesso che Mango canta al pianoforte con un trasporto degno del miglior Cocciante, la folla va a farsi autografare il libro, mentre io vado a conoscere Mimmo, che mi scambia per lucano, mi racconta del suo incontro con Prodi e col Coffee (che gli ha detto che i lucani sono una delle gambe su cui si regge Bologna, lasciàm bàn perdàr) e mi invita, la prossima settimana, a una nuova iniziativa. Esco e, forse inconsciamente, vado a mangiare al ristorante altoatesino.

Ponyluna

postato da: maso_ alle ore 21:20 | Permalink | commenti (41)
categoria:maso
lunedì, 28 febbraio 2005

IMBUCO ARISTOKITSCH


Aristofreak é forse (ORMAI) una parola usurata dall'abuso che ne viene fatto su questo blog e che, comunque, non definisce appieno l'ambiente in cui il sottoscritto (coadiuvato da due sbarbe compiacenti, senza le quali sarebbe risultata poco credibile la storiella raccontata al Doorman di turno : "Siamo amici di quella amica di quella che é la ragazza di uno di quelli che suonano, guarda bene, dovremmo essere lista.......COME?? Non ci siamo???? Ok aspetta che telefono....".Vabenevabene, 3 piano......)

DICEVO, il qui presente LUOMODIDIETRO si é IMBUCATO (featuring mezzabologna imbucata) Sabato sera presso una galleria d'arte (LOCATA in v. Farini 28) e momentaneamente riconvertita in ritrovo festaiolo esclusivo ad uso (ma non solo) di giovani rampolli (ed anche meno rampolli..... Bonaga ha ormai i suoi anni...) rappresentanti della Bolognesità felsinea ad alti livelli.

All'interno mi sono ritrovato in un posto di una raffinatezza a dir poco imbarazzante, quadri 3per4 alle pareti, lampade emananti strane fumosità (una ad un certo momento della serata é stata rovesciata ottenendo un effetto speciale tipoo......bassa ferrarese), soffitti affrescati, arredamento modernista-retrò.....ecc ecc (ma niente da mangiare, ecchecazzo...)

OFFERTEDELLACASA

CONSUMAZIONE obbligatoria 4/6 evro (Eurescamente molto Pop per un posto così di aristonicch)

DJ retroalternativaristokitsch, che ad un certo momento ha stupito i presenti mixando con maestria un Just a Gigolò di Louis Prima con una fuga tratta dal "Welltemperedklavierbuch" di J.S.Bach (molto aristocrazen)

GRUPPO di jazzisti fuorisede che interpretavano in maniera alternativo-sperimentale (vale a dire, suonando un piano elettrico smontato dandoci delle pacche sopra....) i classici più ritriti della storia del Jazz fra la meraviglia dei presenti (peccato che il trombonista non abbia pensato bene di scoreggiare un pò dentro lo strumento, tanto per aumentare il livello della stupefazione generale....)

MOMENTISALIENTIDELLASERATA

1) A CAUSA della fragilità (e costosità) delle opere d'arte appese alle pareti, una costante troupe di vigilantes ronzava continuamente per le stanze, attenti che nessuno, per esempio, all'osservazione "scusiquaévietatofumare" spegnesse per ripicca il mozzicone della sigaretta su di un quadro da 8000 euro... ma, a causa della ressa (dopo le 3 si saranno contate almeno 300 persone....) il monitoraggio ha risentito di qualche falla ed, ad un bel momento, una tela di 5 metri per 3, collocata nello spazio bar, APPOGGIATA al muro su tre tavolini, é rovinosamente deflagrata sulla capoccia di un gruppetto di persone intente a sorseggiarsi un drink.. 2 contusi (quando si dice che l'arte contemporanea é troppo distante dalla gente, e allora? Basta avvicinargliela.......)

2) LA CASALOGICREW, (evidentemente stupefatta dall'atmosfera tipo bassa ferrarese), che ha animato la serata danzante, altrimenti tristemente statica a causa del l'evidente LEGNOSITA' dei ballerini locali. Il tutto fra lo sguardo compiaciuto, nonché ammirato, dei presenti (molto aristowooden) che li osservavano come il volontario di un centro per il commercio equoesolidale di Trento potrebbe osservare il rito di iniziazione di una tribù di pigmei Babenzelé del centrafrica.

3) IL BUTTAFUORI all'uscita che, molestato da un Bonaga evidentemente alticcio, davanti a una ragazzina che aveva smarrito la tessera, che chiedeva se poteva uscire lo stesso senza dover pagare i 120 euro della drinkard, risponde nel seguente modo
"Vai dove ti pare, basta che ti porti via Bonaga......"

FORMULERICORRENTIMASCHILI

UNA studentessa fuorisede 23enne con la 4rta:
Ha ricevuto 16 inviti per andare a bere qualcosa

UNA studentessa fuorisede 26enne con la 3rza:
Ha ricevuto tre inviti al Pineta a Milano marittima

UNA impiegata di Casalecchio 32enne con la 2conda:
HA ricevuto due vaffanculo

FORMULERICORRENTIFEMMINILI

QUELLA là é una gran zoccola......

L'EX di Bonaga, quella Francese, doveva andare negli Stati Unii per sposarsi un gay per avere la doppia cittadinanza e invece é andata a Milano a lavorare con Fabio Volo....

ANCHE quella là é una gran zoccola.....
postato da: luomodidietro alle ore 16:33 | Permalink | commenti (36)
categoria:
domenica, 27 febbraio 2005

LE TELECAMERE DI SAN SIRIO

Domani scatterà la benedetta ora X: San Sirio accenderà i propri occhi e potrà vegliare sulla salute nervosa e polmonare dei residenti del centro storico.
Dopo essermi sorbito: lamenti continui dei bottegai convinti che far rispettare un divieto dettato dalla legge sia un atto contro il (loro) commercio (e chissenefraga se in tutta Europa l'uso della macchina è sempre regolamentato in senso restrittivo); macchine di fuori sede parcheggiate davanti e sopra il mio portone in orari impossibili; spendere meno tempo a farmi Firenze-Bologna sulla Futa che trovare un parcheggio libero nel raggio di cinquecento fottuti metri da casa mia...
Bene, dopo tutto ciò, potrò pregare San Sirio e recarmi sotto il suo braccio proteso per donargli un fiore, prima che qualcuno tenti di ucciderlo sradicandolo con una betoniera. Potrò continuare a camminare da un estremo all'altro della ZTL senza impiegarci ore, come propagandato dagli anti-sirio (è il centro storico più grande del mondo, non si può fare a meno dell'auto!).E, infine, potrò continuare a cercare come un disperato un parcheggio vicino a casa, perchè San Sirio, ahimè, di notte, come tutti, dorme...
Ma è possibile che davvero, per godere Bologna, si debba usare la macchina?
Davvero il centro storico morirà una volta che San Sirio verrà svegliato dal suo eterno sonno?

Topo Gigio

postato da: maso_ alle ore 12:55 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
venerdì, 25 febbraio 2005

ARISTOFREAK RULES

Uau... manco un giorno e INNOVARI mi scatena un bel polverone sulla precarietà nel mondo del lavoro e sulla microdelinquenza. Bene, bene... anzi, male, male. Sono appena tornato dalla coop di San Donato che pullulava di umarells, donne con al fazulatt in tla testa, pochi studenti, alcune facce da colsenter ed io, con il mio salvatempo che non aspetto tempo. Pago e guardo la cassiera, per un attimo mi immagino al suo posto ed mi spavento pensando che in giro c'è tantissima gene che ha bisogno (ma bisogno sul serio) di lavorare, ma allo stesso tempo credo che ce ne sia altrettanta che non ne ha proprio bisogno e che di conseguenza ruba il lavoro a chi ne ha bisogno con la bi maiuscola.
E' giunto il momento di iniziare ad educare i non bisognosi a farsi da parte, a lasciar perdere, a non lavorare. E chi se non i pluricitati Aristofreak? La fiaccola del cambiamento è nelle loro mani, tantissimo dipende da loro e dalle loro motivazioni, altrimenti siamo spacciati. Non nascondiamoci dietro ad un dito, analizziamo la realtà. L'Aristofreak non ha bisogno di lavorare, ma inspiegabilmente vuole farlo, si vuole realizzare, magari facendo lo stesso lavoro del papi nello studio del papi o ancor peggio si fa raccomandare dal papi per andare a lavorare dagli amici e/o parenti del papi.
Aristofreak, ma sa fèt?
Perchè ti ostini a mantenere marcio questo sistema che non funziona più?
Aristofreak, tu solo puoi fare crollare l'economia, tu solo puoi far capire ai manovratori del capitale che non si può andare a vanti così?
Come? Potrebbe essere molto semplice, butto giù un progetto sconclusionato, ma che potrebbe essere efficace.
Ad esempio, gli Aristofreak potrebbero riunirsi in gruppi di lavoro che per semplificare chiamerò ALCOCOCOEDA e AL INTERINAEDA che funzionano pressapoco così:

ALCOCOCOEDA (o ALCOCOPROEDA)
Numerosi Aristofreak si posizionano per anni all'interno di prestigiose società che per scelte stilistiche e di mercato non assumono con contratto a tempo indeterminato nessuno. I kamikaze si insediano abilmente e cercano di occupare posizioni chiave, gestendo con successo incarichi di responsabilità.
Questi lavoratori, col passare del tempo  diventano indispensabili e sul più bello, all'apice della "carriera"... pufff... un giorno, all'improvviso, spariscono tutti senza dare più alcuna notizia di loro, lasciando le società nel panico e distruggendole.

ALINERINAEDA
In periodi di iperproduzione, le aziende assumono lavoratori per brevi periodi di tempo in cui il carico di lavoro è enorme (Ad esempio: entro il
20 settembre, bisogna mettere 10.000.000.000.000 di maccheroni all'interno di scatole). I terroristi Aristofreak di ALINTERINAEDA diventano così l'anello chiave della produzione ed anche qui, sul più bello... a due giorni dalla consegna del lavoro, pufff.... un bel giorno, all'improvviso, spariscono tutti senza dare più alcuna notizia di loro, lasciando la società senza il lavoro finito e distruggendola.

Il progetto piùambizioso è quello che vede giovani Aristofreak farsi assumere a tempo indeterminato presso prestigiose aziende. Sono i gruppi di  ALINDETERMINAEDIA, i più pericolosi, quelli che per anni lavorano assunti regolarmente occupando ruoli fondamentali e poi... puff... un bel giorno, all'improvviso, spariscono tutti danneggiando la società impreparata a rimpiazzarli ed i colleghi ignari.

Aristofreak, unitevi, avete questo immenso potere in mano e soprattutto avete il dovere di educare i vostri figli a non avere mai a che fare con il mondo del lavoro che deve rimanere ad uso e consumo di chi ne ha bisogno per vivere. Ma gli Aristofreak non credo abbiano le palle per fare questo.... spero di sbagliarmi. Bologna e ha smesso di nevicare.

postato da: maso_ alle ore 11:43 | Permalink | commenti (58)
categoria:maso
giovedì, 24 febbraio 2005


EQUILIBRIO PRECARIO

Mentre al CIVICO 32 discutono del FUTURO DELLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI E DEI LORO MECCANISMI DI RAPPRESENTANZA sorseggiando del Nero d'Avola...

LAVORO: BOLOGNA, CRESCONO LE ASSUNZIONI INSIEME A PRECARIZZAZIONE E IRREGOLARITA
Bologna, 23 feb. (Adnkronos) - Crescono i lavoratori dipendenti nell'area metropolitana di Bologna, ma parallelamente aumentano la precarizzazione e l'irregolarita'. Luci e ombre, dunque, sullo stato del lavoro e dell'economia sotto le due Torri, evidenziate dal numero 'zero' dell''Osservatorio sul lavoro e l'economia bolognese', voluto dalla Camera del lavoro metropolitano di Bologna e curato dall'Ires dell'Emilia Romagna, la cui sintesi e' stata presentata questa mattina alla stampa nella sede della Cgil di via Marconi, dal segretario provinciale Danilo Gruppi.

Ma da altre fonti arrivano altre storie:

BOLOGNA - E' arrivata la prima nebbia dell'autunno ed Elio è preoccupato. "Se mi ammalo ancora, rischio di perdere il lavoro. La settimana scorsa avevo l'influenza, febbre sopra ai 38, ma sono andato a lavorare. Il motivo? Ho un contratto di tre mesi, e il mio datore di lavoro, un artigiano elettricista, mi ha detto chiaramente che se c'è da montare un impianto si lavora e basta. Se non reggi, stai pure a casa, e il contratto non viene rinnovato. C'è anche un altro motivo: almeno quando hai un pezzo di contratto, devi lavorare tutti i giorni, altrimenti a fine mese ti ritrovi con una busta paga da fame. E devi pagare i debiti fatti durante i mesi in cui non porti a casa un euro".

"Le trattenute sono del 17,80%, contro il quasi 40% di un lavoratore dipendente. Due terzi sono pagati dal datore di lavoro, un terzo dal collaboratore a progetto. E tutto finisce nella gestione separata Inps, che non sarà recuperata nel caso si trovasse finalmente un posto fisso" . "Per consegnare le pizze - dice un ragazzo - il padrone mi ha fatto aprire la partita Iva. Così lui è in regola, ed io devo andare dal commercialista, come fossi un libero professionista. Se dico no, nessun problema: ci sono file di ragazzi pronti a lavorare in nero".

Interinale, parasubordinato, atipico, Co. co. co o, come si propone adesso, Cocopro (collaboratore a progetto): Elio, 28 anni, è passato e sta passando attraverso tutte le forme di lavoro precario. "Il risultato? Non puoi affittare una casa, perché non hai una busta paga sicura. Non puoi comprare un'automobile, perché nessuno ti dà un finanziamento. Spesso c'è il problema del mangiare. Vivo assieme ad altri ragazzi, precari come me, e devi pregare Dio che almeno qualcuno trovi da lavorare e ti possa preparare un piatto di pasta".

"Tra le vittime della flessibilità ci sono anche molti che lavorano in strutture pubbliche o enti locali, che aggirano così i blocchi delle assunzioni", sintetizza Paolo Onofri, professore di economia all'università di Bologna, già consulente di governi di centro-sinistra e gran conoscitore dei problemi del welfare. "Si è cercato di guadagnare flessibilità per la struttura produttiva caricandone il costo sulle spalle dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. La collettività dovrebbe dargli qualcosa in cambio, ma né gli esecutivi dell'Ulivo né quello attuale finora ne sono stati capaci".

Nel frattempo Prodi fa dichiarazioni pre-elettorali ovviamente strabiche tipo:
"Tornare a puntare sull'industria, senza credere a chi dice che la crescita del Paese è affidata ai servizi, alla finanza, a Internet". E ancora: "Scommettere sui giovani", dando ad essi, oggi precari e insicuri del futuro, "l'obiettivo di un lavoro su cui costruire la vita".
Se Prodi vuole puntare sull' "industria italiana" (che come tutti sanno è un cavallo bolso) allora il precariato va bene così, mentre invece se vuole "scommettere sui giovani" allora può sparare già da subito un colpo in testa al cavallo zoppicante dell'industria ed anche a quello dei "servizi del terziario avanzato" (come si diceva alla fine degli anni '80).

Chiunque voglia vincere le elezioni in questo paese deve puntare sul gruppo elettorale maggiore, che non è certo quello dei giovani precari, ma quello della grande e media imprenditoria industriale e di servizi, degli umarells, di quelli vicini al Vaticano e dei lavoratori protetti dai sindacati. Non c'è pezza!

Putroppo penso che per i giovani (e meno giovani) che lavorano in situazioni di precariato non ci siano soluzioni realistiche in tempi brevi (e forse neanche lunghi)...
La vedo veramente MARRONE ed anche un poco schizzata sul water... insomma COPRO (che in greco casualmente vuol dire merda).
[fonti Jet/Col/Adnkronos/terrelibere.it/vita.it]

- addendum al post, venerdì 25 febbraio 2005 -
A discussione già aperta, il nostro blogger Goblin fa notare che è facile parlare, difficile è fare proposte in merito ai problemi.
Anche se non sono certo qualificato tecnicamente queste sono le mie modeste e quasi sicuramente semplicistiche proposte, giusto per partire da qualche punto di discussione. Ovviamente alcuni provvedimenti appaiono impopolari per alcune categorie sociali o corporative:

* Severissimi e frequenti controlli e salatissime multe per i datori di lavoro che si servono del lavoro "nero".
* Creazione di associazioni di categoria dei "lavoratori a tempo determinato" per dare parola e potere contrattuale a questa categoria
* Durata dei contratti di lavoro a tempo determinato di almeno un anno o due anni a busta paga (magari con agevolazioni fiscali anche forti ai datori di lavoro).
* Verifica ispettoriale esterna a termine del contratto per verificare appunto la possibilità di assunzione a tempo indeterminato (per il primo anno od anche il secondo anno con agevolazioni fiscali per il datore di lavoro)
* Equiparazione dei versamenti fiscali (in qualche maniera, non so) ai lavoratori con partita IVA in modo che per i datori di lavoro costi uguale un libero professionista o un contratto a termine, con ovvia esclusione di alcune categorie di liberi professionisti (ad esempio gli avvocati).
* Abolizione totale del sistema delle Cooperative come datrice di lavoro e comunque in generale abolizione delle Cooperative
* Serio e reale accesso al credito agevolato bancario con manager di progetto e di controllo per coloro che vogliono iniziare una impresa come singoli o associati.

A grandi linee questo è quello che mi viene in mente, tanto per iniziare.
A voi la discussione.

by INNOVARI 

postato da: innovari alle ore 10:09 | Permalink | commenti (133)
categoria:
mercoledì, 23 febbraio 2005


- una Laborghini Gallardo, donata dalla Lamborghini alla Polizia -

LE VOLANTI DELLA POLIZIA

BOLOGNA: ALTRE 4 VOLANTI DEL 113 IN PIU' A CONTROLLO DEL TERRITORIO
Bologna, 14 feb. (Adnkronos) - Altre quattro volanti del 113 sul territorio a garanzia dei bolognesi. E dopo il centro cittadino tocca anche alla periferia. Lo ha deciso il questore di Bologna Francesco Cirillo.
Da oggi, dunque, in servizio in strada ci saranno due volanti in piu' al mattino e due al pomeriggio. Lo scorso 24 gennaio lo stesso incremento, e sempre nella stessa fascia oraria, c'era stato per il centro cittadino.
[fonte Mea /Rs/Adnkronos]

Sarà perchè io vivo a San Lazzaro da un paio di anni e solo di tanto in tanto vado a Bologna, ma non mi pare che in città (centro o periferia) ci sia tutta questa criminalità... o no?
Mi ricordo invece che quando ero sbarbo c'era un bel malippo, apparentemente più di oggi.
O mi sbaglio?
A proposito... la Lamborghini Gallardo non è stata donata al nucleo di Polizia di Bologna ma opera per emergenze rapide sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria... peccato, sarebbe stato figo, una cosa tipo Blade Runner, e avrebbe grandemente giovato all'immagine delle forze di Polizia della nostra città di Aristofreak!

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 22:56 | Permalink | commenti (77)
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mercoledì, 23 febbraio 2005

UN INNEVATO POMERIGGIO DI PAURA

Il ritorno alla Barca, patria degli umarells, è sempre traumatico. Arrivo col 14 per prendere la macchina dal parcheggio assai innevato, ma un grosso furgone Mercedes la blocca. Comincio a clacsonare all'impazzata, e lentamente appaiono alle finestre parecchi umarells. Alcuni scossano la testa, altri mi parlano al di là del vetro, un paio aprono le finestre e cominciano a dire: "Io lo so di chi è quel furgone! Vada a suonare al primo piano di quel palazzo!". Così faccio, e incredibilmente avevano ragione. Scende frettoloso un ulteriore umarell con grossa pancia, si scusa e prova a liberare il furgone, che però è bloccato dalla neve. Mentre lui comincia a sbadilare, si affaccia la signora del secondo piano e mi urla: "Ponyluna, Ponyluna, puoi venire su?". Andiamo pure, ormai il pomeriggio sta compromettendosi. Arrivo su, e mi dicono che sono venuti gli idraulici a casa della Sima, e che bisogna provare i bagni perché uno dei due scarica direttamente sotto al portico. Con il tono che si userebbe con un bambino di sei anni, l'umarell di turno mi istruisce su come tirare giù lo sciacquone del cesso e io, pur attanagliato da una forte ansia da prestazione, assolvo egregiamente al mio compito. Scriviamo un biglietto per la Sima (Non usare il bagno), e l'umarell se ne va, non prima di essersi assicurato che io sapessi come si attacca un biglietto con lo scotch.
Nel parcheggio, il furgonista ha liberato entrambe le macchine, e mentre faccio per andarmene rimango allibito a fissare un terzo umarell che con la Alfa slitta sulla neve come uno scarafaggio impazzito, senza alcuna finalità apparente, avanti, indietro, ancora avanti, ancora indietro, sgommando e schizzando neve ovunque. Dopo tre minuti d'orologio scende e dice: "La lascio qui, volevo andare lì, ma non ci riesco". Io esco dal mio parcheggio e me ne vado scossando la testa.

PonyLuna