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sabato, 30 aprile 2005

Predicare bene, razzolare male

Il timore dell'Eterno è il principio della conoscenza, ma gli stolti disprezzano la sapienza e l'ammaestramento. Ascolta, figlio mio, l'ammaestramento di tuo padre e non trascurare l'insegnamento di tua madre, perchè saranno un fregio di grazia al tuo capo e monili al tuo collo. Figlio mio, se i peccatori ti vogliono sedurre, non acconsentire.
Se dicono: Vieni con noi, figlio mio non incamminarti con loro, trattieni il tuo piede dal loro sentiero, perchè i loro piedi corrono al male e si affrettano a versare sangue.

- Libro dei Proverbi, cap. 1 Antico Testamento -

Con queste parole, tratte dal libro dei Proverbi, ci hai azzittiti e mortificati ogni volta che abbiamo cercato di ragionare con la nostra testa; la via della politica vi porterà  sulla Cattiva Strada ci hai sempre detto.


Siamo d'accordo, ci cospargiamo tutti il capo di cenere, solo una domanda.....che ci facevi ieri sera alla Fabbrica del Programma insieme al Professor Prodi?

postato da: Chavi alle ore 16:58 | Permalink | commenti (24)
categoria:max bartender
venerdì, 29 aprile 2005

IL VECCHIO CHE AVANZA
IL NUOVO CHE ANNOIA

Leo Fansworth sed:
"Anch'io che me ne stracazzo parecchio della politica noto un'evoluzione non bella dello spettro. Hawana non è che si debba parlare per forza solo di cazzate, ma la componente politica viene ormai inserita con troppa facilità in qualsiasi argomento. La purezza, l'innocenza dello spettro dei primi tempi è ormai lontana."

Maso seis:
"Sono perfettamente d'accordo con te, ma sappi QUESTO e godi insieme a me"

Al grido di "mi aspettavo di più...", prendiamoci questo uichend di primavera per riflettere sullo spettro della bolognesità ;-) 

postato da: maso_ alle ore 18:10 | Permalink | commenti (45)
categoria:maso
venerdì, 29 aprile 2005


SCOOP!
IN ANTEPRIMA
IL NUOVO LIBRO DI LUCARELLI!

Titolo: Morti Ammazzati a Bologna
Autore: Carlo Lucarelli
Editore: Enoudi
Collana: Stile Libero
Pagine: 1618 + CD Rom
In libreria dal 15 maggio 2005

Il libro:
E' un saggio, questo va detto, che ci porta alla scoperta di tutte le morti violente a Bologna dal dopoguerra ad oggi.
In questo corposo volume, Lucarelli ha voluto occuparsi non più dei grandi misteri d'Italia, ma dei casi di cronaca locale, che hanno avuto risvolti economici e politici, o che hanno coinvolto i servizi segreti, i partiti, i terroristi, la mafia e gli imprenditori, trattando anche le grandi rapine, le piccole rapine, i litigi tra vicini di casa, tra parenti, tra marito e moglie, tra compagni di scuola ed anche gli incidenti stradali.
Il minimo comun denominatore di questi casi, per la gran parte mai venuti alla conoscenza del grande pubblico, è che i protagonisti delle queste storie, intrise di mistero e di sangue, sono tutti morti ammazzati a Bologna.
Questo lavoro, che ha impegnato lo scrittore in anni di ricerche bibliografiche ed anche "sul campo", è un saggio ironico, pieno di humor nero e sentimenti semplici.
A corredo del saggio un succulento CD Rom con tutte le foto dei morti ammazzati presi in considerazione nel libro, commentate brillantemente dallo stesso Carlo Lucarelli.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 14:30 | Permalink | commenti (26)
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venerdì, 29 aprile 2005


FIORI IN BIBLIOTECA

dal 15 al 30 aprile 2005
Luogo: Biblioteca "G.B. Ercolani"
Autore: Dr. Carla Iacono Isidoro

Esposizione di libri di botanica del Fondo Antico della Biblioteca.
Si invita la cittadinanza a visitare la mostra "Fiori in Biblioteca" allestita presso le sale di lettura della Biblioteca.
La mostra, ricavata dai libri di botanica del Fondo Antico, dove la purezza e l'innocenza dei colori della natura, stemperano la crudezza della modernità, è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 13:14 | Permalink | commenti (31)
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venerdì, 29 aprile 2005

IL CONTO A PAGAMENTO


Allora, apri la buchetta e ci vedi dentro pubblicità, estratto conto e le bollette, fra cui quella dell’azienda che fa la lettura dei contatori.

Loro arrivano a casa tua, leggono il contatore e poi dicono alla Hera quanto hai consumato, cioè quanto dovrai pagare di gas. E per fare questo si fanno pagare da te.

Sarebbe come se il cameriere, in pizzeria, si facesse pagare un extra per portarti il conto.

A questo si aggiunga, poi, che loro ti danno la possibilità di pagare solo con un metodo di pagamento, cioè tramite conto corrente postale: quindi oltre a pagare l’azienda della lettura contatori paghi anche un euro alle poste italiane, così.

E poi c’è la ciliegina sulla torta: quelli della lettura contatori ti suonano alla porta negli orari d’ufficio: nei quali però la gente, molto spesso, non è in casa. E allora che fanno? Ti lasciano una cartolina su cui c’è scritto che il contatore te lo devi leggere tu - perché è una cavolata, non è una cosa che possano fare solo dei tecnici - e che devi riferirlo tu per telefono o per fax (quindi spendendo altri soldi) a loro.

Ma allora la Hera non poteva farlo fare direttamente a noi, senza subappaltare il lavoro ad un’altra azienda?

Ricapitolando, a moltissimi a Bologna accade questo:
- uno si legge il contatore da solo,
- telefona all’azienda di lettura contatori o manda il fax (spendendo dei soldi),
- paga un extra alle poste italiane di spese per il bollettino di conto corrente postale,
- così potrà finalmente pagare l'azienda di lettura contatori
- che dirà alla Hera quanti soldi le devi.

Be’, non è male.

postato da: Fiandri alle ore 11:50 | Permalink | commenti (22)
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venerdì, 29 aprile 2005
Zanarells DJ set

"La dura vita di un DJ in una città di gerontozanari"

Un zanarell andato a male e due tartine.
Una aristofreak barricata e un Blanc de Morgex.
Il suo tesoro evaporato tra assessori, amanti e giunte comunali.

Sono a pezzi - dottore un gingerino? - il solito? - il decreto ingiuntivo, cazzo o siamo nella merda - come si chiama quel coctel che mi fanno sempre in disco? - cos'hai comprato? Gran fanghe, uomo - ma te l'ha data? No!?!? Sei un pirla - il ghiaccio proprio no, quello te lo bevi te - In Piazza Verdi il lanciafiamme, tal dèg me - Shhh c'è la poetessa, è troppo brava


Plug-in, power-on, due cd nel lettore, EtnoLounge....sottofondo....non coprire le parole.
Me l'ha doppiato la mia amica, me lo metti per favore?
Cioè l'assenzio è pesissimo
Sti dischi però me li devi spostare, se no come lo prendo il ghiaccio?
Chi è? Non mi ricordo ma è tostissimo
Te sì che sei un grande, hai visto un bel mondo............

Anche oggi l'ho sfangata...150 €urini in nero...o era meglio cucir solette a Porto Sant'Elpidio
?
Dura la vita del DJ ma 'sto SET qualcuno lo deve pur fare, in zis siti of Zanarells


Max, il Vostro Bartender di fiducia

postato da: Chavi alle ore 04:13 | Permalink | commenti (38)
categoria:max bartender
giovedì, 28 aprile 2005


- un classico condominio Bolognese: Palazzo Scardovi a Porta Santo Stefano -

CONDOMINIUM

Il mio condominio, abitato per la maggior parte da umarells ma anche da giovani coppie con e senza bambini, di tanto in tanto è colpito da faide condominiali che si prolungano per lungo tempo, fondendosi spesso con nuove faide, senza alcuna soluzione di continuità.
Vi sono due tipi di faide condominiali:
* Quelle fra condòmini
* Quelle fra condòmini ed amministratore.
Attualmente nel mio palazzo è in atto una faida tra condòmini ed amministratore, per via del fatto che sono stati fatti dei lavori senza che l'amministatore chiedesse dei preventivi, e alla fine il prezzo dei lavori è molto alto e quindi i condomini non vogliono pagare.
Pensate che le cause intentate in tribunale tra vicini di casa, solo nel 2004 sono state 850.000, pari al 52% di tutte le cause civili che vengono intentate in Italia.
E voi con chi litigate?
A quali angherie venite sottoposti dai vostri vicini?
Odiate i vostri vicini o li amate?
E se li odiate, vi vendicate in qualche modo?

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 16:12 | Permalink | commenti (34)
categoria:
giovedì, 28 aprile 2005

LA ROCCHETTA MATTEI

La prima canna della mia vita me la sono fatta qui, era tanto tanto tempo fa, alcuni talentuosi aristofreak avevano organizzato una festa di capodanno truffa e noi bolognesotti precocemente annoiati avevamo abboccato alla grande. Ingresso 25.000 lire, un'esborso enorme per noi giovani studentelli imberbi, ma al grido di "si vive una volta sola" entrammo a fatica nelle antiche sale adibite all'eppi niu iar. Poi capitarono le solite cose, i soliti vetri rotti, le solite risse, la solita tineig engst... così è la vita ad una certa età. Ci ritornai da solo con più calma alcuni  anni dopo, pagai un irrisorio prezzo di ingresso ed entrai a visitare le variegatissime sale di questo stupendo edificio, una sorta di Neuschwanstein dell'appennino tosco emiliano in quel di Riola di Vergato. Mi persi nei meandri delle sale ricordando quell'ultimo dell'anno, poi andai a vedere i CCCP a Parco Cavaioni, dove alcuni facinorosi tirarono dei sassi a Giovanni Lindo Ferretti. "Apprezzo molto la qualità, ma non la quantità dei sassi che stanno arrivando sul palco..."  disse lui. La solita eroica e ridicola tineig engst. Così è la vita ad una certa età. Ed infine l'anno scorso... abbiamo circumnavigato la Rocchetta Mattei a bordo della Fiat Punto piena di cenere e di bottiglie di plastica. L'abbiamo guardata, ammirata, rimirata, era sempre bellissima ma tutto era stato mandato inspiegabilmente in malora. Vetri rotti, cancelli chiusi a chiave, rami secchi, ragnatele, rifiuti... che schifo pensammo.  Come è stato possibile tutto questo? Perchè? Mi documento e vengo a sapere che forse la Fondazione Carisbo è interessata a rimettere in sesto questo luogo incredibile. Sarà vero? Sarà questa la volta buona? Purtroppo sono discorsi che sentiamo da troppo tempo.  Ai op in samzing

postato da: maso_ alle ore 14:56 | Permalink | commenti (33)
categoria:maso
giovedì, 28 aprile 2005

FELTRINELLI NON LO SA

Oggi pomeriggio, alla faccia di chi lavora, i nostri inviati impazienti Innovari e Max sono andati da Feltrinelli a chiedere quando usciranno gli attesissimi libri Stefani Dolcevita di Stefano Benni e soprattutto Puerto Reykjavik di Pino Cacucci. Ecco cosa gli anno risposto:

VIDEO 1 - VIDEO 2 - VIDEO 3

postato da: maso_ alle ore 01:40 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
mercoledì, 27 aprile 2005


SCOOP!
IN ANTEPRIMA
IL NUOVO LIBRO DI CACUCCI!

Titolo: Puerto Reykjavik
Autore: Pino Cacucci
Editore: Filtrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 164
In libreria dal 28 maggio 2005

Il libro:
Un giovane solitario, che ha sempre dimostrato una predisposizione a cacciarsi nei guai, è coinvolto in un delitto. Perseguitato da un commissario di polizia di Bologna, non ha che una soluzione: la fuga dalla città dei tortellini e del collettivismo del benessere. Ha così inizio un'avventura frenetica e balorda che lo trascinerà in una Islanda affascinante e crudele. Conquistato dalla misteriosa Nikki e con la complicità di Pukka, disincantato ribelle, deciderà di affrontare finalmente il proprio destino, trasformandosi da vittima in un vero e proprio avventuriero e compiere una impresa eroica: dirottare un aereo di linea islandese per farlo arrivare fino in Messico e rovesciare una qualche dittatura fascista del continente sud-americano.
Cacucci ci stupisce ancora una volta con un libro autobiografico ambientato a Bologna, in Islanda ma alla fine, sorprendentemente, anche in Messico. Un romanzo ironico, pieno di humor nero e sentimenti semplici. Quasi un seguito ideale alle sue altre opere.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 13:54 | Permalink | commenti (24)
categoria:
mercoledì, 27 aprile 2005


Nella foto: il Sindaco in un momento di relax (cioè sempre)



WWW mi piaci TU


Vorrei interrompere le polemiche sull’immobilismo del Coffee per riportare una notizia che ho letto stamattina sul Resto del Carlino: pare che per comunicare con i suoi assessori il nostro Sindaco utilizzi soprattutto i messaggini. Come dire: partecipazione sì, collegialità sì, ma dentro al limite dei 148 caratteri.

Immaginatevi di essere una Scaramuzzino o un Amorosi qualunque, il telefonino fa bi-bip e compare: Un messaggio per te – e chissà che nick ha il Coffee nelle rubriche dei telefonini degli assessori, ma questa è un’altra notizia. Poi apri e trovi robe del tipo:

Nn m 6 piaciuta x news villa salus. Urge kiariment

Arr tardi a Kons Kom, cominciate senza Kof

Ho assessrt 4U, kiama

Xk non kiami? Ti caccio dalla gnt

Ordinanza bere approv, porta vino ;-)

Oppure ancora:

Spdta (ma qui forse si è sbagliato)


postato da: PonyLuna alle ore 10:23 | Permalink | commenti (17)
categoria:pony luna
martedì, 26 aprile 2005

MARC ROMAGNA
RIMEMBRA IL RUVIDO

Ci si andava in gruppetti strategici di 3, 4 amici. Tra ottobre e aprile, quasi sempre al sabato. Comunque, sempre dopo mezzanotte. Prima infatti mettevamo a punto un'ottima "pre-carburazione" goliardica in cucina, spalmata con calma già a partire dalla cena: affettati, formaggio di fossa, risate affumicate di Diana blu e bicchierazzi di rosso trentino.
Camicia o pullover e giacca informale sopra un paio di jeans. Eravamo tutti sui trenta. In effetti, all'incirca come adesso. Arrivando sul tardi, l'auto toccava lasciarla a volte cento metri (di quota!) più su. E la pisciata dietro al cespuglio ci stava tutta. Ci stava tutta anche un'altra Diana aspirata a pieni polmoni, che scaldava e teneva compagnia, scendendo e pregustando verso il sound da "disco fever" che già in lontananza ci caricava, filtrando dalle pareti di quella scatola magica con l'insegna rossa e i vetri colorati. Entravamo proprio nel momento migliore, verso l'una, dopo il concerto. Quando il locale era già carico e al giusto grado di cottura. Entravamo dritti senza soste, o al massimo dopo un'attesa di pochi minuti sotto i primi e pionieristici funghi ustionanti. Fianco a fianco con le ultime girls stivalate, in arrivo post limoncello da qualche trattoria della bassa. Perché la lista funzionava bene, le persone segnate all'ingresso erano in fondo sempre quelle (anche se in tutto qualche centinaio) secondo un autentico, molto avanti per Bologna, spirito da "club".
Entravamo, ed eravamo subito accolti dall'euforia contagiosa, galvanizzante della pista affollata e semibuia, che suonava Donna Summer & Co. Con le ragazze scalmanate e sudate, molte già al secondo giro di margarita. Spesso facilmente disposte a fare l'amore, entro qualche giorno (dopo la registrazione sciolta del numero) o anche la notte stessa! Magia del luogo! Ora, perdonatemi se uso un'espressione stra-logora da sciampista: lì dentro, amici, c'era davvero "energiapositiva". Quella che in città non ho più ritrovato da nessuna parte, salvo che ancora oggi in certe feste private. O al limite alla Scuderia (e infatti la mente organizzativa è la medesima) nei suoi momenti migliori (escludendo il calo dello scorso inverno, anche se dicono ripartirà alla grande).
Perché invece di locali carichi di tensione ne abbiamo a stufo, a Bologna. Prendetene uno su tutti: il Giostrà. Acustica metallica, gruppi che urlano ritrite cover riarrangiate e inutilmente aggressive, probabilmente pompate a coca. Cocktail al detersivo. Le ragazze che rispondono a quegli "Ah-yeah!", lanciati dal palco con la stessa violenza di un saluto romano. Anche non volendo ti ritrovi in mezzo allo sfogo acido e antirelazionale, alla tensione collettiva accumulata durante le sempre più fuori luogo 40 ore settimanali. La rabbia della Bo impiegatizia e angheriata. Quella (ed è uno zoccolo duro) popolata di commesse scontente, sciampiste al veleno di aspide immolate a una borsetta Louis Vuitton, ex fidanzate/i, "commerciali" over 30 neobrizzolo, vessati dalle rate mensili o dalla eterna sveglia mattutina della mamma. Ma non c'è solo questo: in realtà traslocato in qualche altro locale lo stesso pubblico forse.. forse potrebbe dare qualcosa di più! E' sicuramente una questione di atmosfera.
E quella del "Ruvido club" era unica.
Da un po' di tempo il nome, ma solo quello, è stato ereditato da un altro locale in zona Fiera, completamente diverso.
L'originale invece ha chiuso, se non ricordo male, nel 2001. Dov'era, ai piedi dei colli in Via di Roncrio, ci sono passato l'anno scorso o un po' di più: un monticello di mille cubetti grigi di calcestruzzo, residuo della demolizione. E lo spazio, vuoto di serate andate. Mi è salito un brivido di nostalgia dietro la schiena.

Marc Romagna

postato da: maso_ alle ore 21:49 | Permalink | commenti (35)
categoria:maso
martedì, 26 aprile 2005


- Stefano Benni -

ESAGERANDO

La cosa bella del web è che funziona anche come memoria.
Infatti andando quà e là per la rete, mi sono imbattuto in questa dichiarazione di voto di Stefano Benni in favore di Sergio Cofferati.

LO SCRITTORE E COFFERATI
VOTERÒ SERGIO PERCHÉ SA ASCOLTARE TUTTI

Venerdì 11 giugno 2004 - Voterò Cofferati perché lo apprezzo. Perché è una persona tollerante che a Bologna si è confrontata con tutti, anche con chi non la pensa come lui, e rispetta questa città molto più di Guazzaloca che frequenta e ama soltanto chi è d’accordo con lui.
Guazzaloca non è stato affatto il sindaco di tutti i bolognesi, mentre Cofferati ha le qualità per esserlo. Lo voterò perché è una persona competente che non viene dalla politica, ma dal mondo del lavoro.
Conosce la società e l’economia, e non soltanto quella delle grandi cifre: anche i piccoli bilanci, l’azienda del quotidiano, la speranza di maggior giustizia ed equità.
Lo voterò perché gli piacciono i libri e il teatro più della televisione, perché non ama la miseria culturale e non compilerà liste di intellettuali «sgraditi» come ha fatto questo comune.
Lo voterò perché nel vero concetto di bolognesità sono comprese tolleranza, ironia e ospitalità, mentre non mi piace la falsa bolognesità che ha portato Bologna in provincia di Arcore.

- Stefano Benni -

[fonte La Repubblica]

Ma Benni non poteva limitarsi a dire che votava Cofferati perchè era di sinistra?
E invece no, ha voluto esagerare...

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 13:06 | Permalink | commenti (62)
categoria:
martedì, 26 aprile 2005

Nella foto: la deliziosa città di Gallipoli (Salentu)


Lo Spettro della Salentitù


Mentre noi discutiamo della fine della bolognesità, di fuorisede e punkabbestia, dell'ozio del Coffee e di scrittrici bolognesi seminude, altre parti d'Italia coltivano la loro Salentitù.

In città come Otranto, Gallipoli, Lecce, tutti i ristoranti sono ristoranti tipici, i poster e i quadri del Salentu si sprecano, la pizzica impera sovrana, il candidato Vincenzo Barba ringrazia la popolazione per l'elezione alle regionali, si sbranano turcineddhi e pucce come niente fosse, Daniele e Costantino spopolano sui manifesti dei cinema, una fiorentina di cavallo alla brace da 2 kili e 100 costa 37 euro!!!

Tra un Padre Pio e una taranta la bella terra del Salentu conserva la sua identità, mentre noi la nostra la perdiamo un pochino tutti i giorni.




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lunedì, 25 aprile 2005

ALBERTO CAVALIERI D'ORO

Nato a Bologna il 30/04/1944, simpatizzante dei New Hyronja, con alle spalle un’esperienza apparentemente poco interessante; dati salienti dell’età giovanile : la non assunzione di so-stanze farmacologiche, coadiuvanti e affini, nonchè ‘lunghi sonni’ (12 ore al giorno "fra le braccia di Morfeo"), che lo hanno portato (inconsciamente) a visitare il mondo dell’inconscio. Da questa esperienza si è sviluppato, in età matura, il suo percorso letterario, concretizzatosi nell’ "OPERA OMNIA". Vi siete incuriositi? Intellettuali dello spettro, questo post è per voi!
Visitate il sito del poeta filosofo Alberto Cavalieri d'Oro e scaricate per intero  TUTTE le sue opere e quelle dei suoi adepti. Poi ne parliamo.

 http://xoomer.virgilio.it/cavalieridor/home.htm 

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sabato, 23 aprile 2005


I POST-CONTEMPORANEI
SONO VIVI
E LOTTANO IN SIEME A VOI!

Il nostro lettore Alain, nel post dell'ANALISI DI SPETTRO #4 ci chiede che fine abbia fatto il movimento Post-contemporaneo, e noi, approfittando del "trikend" che lascia lo Spettro sguarnito di post, gli rispondiamo volentieri.
Il movimento Post-contemporaneo non è scomparso ma in questo momento sta lavorando nell'ombra a livello globale.
Nel momento preciso in cui vi sto scrivendo, agenti del controspionaggio Post-contemporaneo (CPC) sono al lavoro senza sosta a Kuala Lumpur (Malesia) per gettare le basi del quartier generale della Post-contemporaneità, che da quel paese lontano diffonderà i dettami del movimento, i quali si irradieranno presto per tutto mondo.
Contemporaneamente il ministero della tecnologia Post-contemporanea (MinTecPC) sta cesellando in uno laboratorio sotterraneo a Bologna la nuova opera della Post Contemporary Corporation, in modo da raggiungere livelli di perfezione inauditi.
Il ministero della cultura Post-contemporanea (MinCulPC) invece ha appena ultimato il museo universale della Post-contemporaneità in una località segreta. Il museo è visitabile per appuntamento, ma sta a voi scoprire a chi chiederlo.
I Post-contemporanei insomma stanno lavorando per voi ma anche per loro stessi, gettando dal promontorio dei secoli il velo del buffonismo, del pagliaccismo e della guasconeria su tutto il globo terracqueo!
Nel frattempo, per coloro che sentono fortemente la mancanza delle parole sante del Zekkini, fondatore, presidente e capo incontrastato del movimento, facciamo seguire: una meravigliosa riproduzione digitale di un "poster" Post-contemporaneo (vedi sopra), cinque classici aforismi del maestro, ed infine un estratto da una delle opere più note della Post Contemporary Corporation.
A presto fedeli seguaci!

by INNOVARI
ministro dell'informazione Post-contemporanea (MinInPC)

Nell'anima di ogni idealista,
di ogni utopista e di ogni sentimentale
dorme, in attesa della delusione decisiva, il cinico;
svegliatelo, per favore.

Il nostro obiettivo principale è questo: rendere sempre più ruvido il
proprio corpo e sempre più raffinato il proprio spirito.

Sono capaci tutti di dire ti amo, mentre stanno per venire.

Si diverte solo chi vive al di sopra dei propri mezzi e
chi fa il passo più lungo della gamba.

La solitudine è un privilegio e non una dannazione;
e conquistare i privilegi costa caro.

...E non sappiamo dove stiamo andando,
ma siamo comunque tutti sullo stesso piroscafo
qui e adesso
nel tempo del buio pneumatico
nello spazio del vuoto trasparente
e del nulla rutilante.
Risvegliàti dalla nostra capacità di patimento!
Risvegliàti all'orrore del mondo e alla meraviglia dell'esserne consapevoli!
Tanti meravigliosi colori intarsiati di lacrime!

postato da: innovari alle ore 14:36 | Permalink | commenti (10)
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venerdì, 22 aprile 2005

 Esibizione dei New Hyronja [progetto new] prevista per le ore 20.00

postato da: maso_ alle ore 15:49 | Permalink | commenti (37)
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venerdì, 22 aprile 2005

I 6 PUNTI DI MARUSKA ALBERTAZZI

Ciao a tutti,
beh, ne desumo che mi dovrei "difendere", ma non mi pare proprio il caso. Ognuno ha il diritto alle proprie opinioni, e se decidi di esporti (le non virgolette sono intenzionali) come ho fatto io è chiaro che i commenti anche acidi, anche sopra le righe sono d'obbligo.

Punto 1:
Prima leggetelo il libro, non potete giudicare un libro dalla sinossi.

Punto 2:
Accetto qualsiasi critica, ma le illazioni mi danno fastidio. mi fa ridere chi mi ha vista alle Feste dell'Unità "sulle ginocchia di qualche attempato politico locale". Io ho avuto un fidanzato per 4 anni che si dà il caso abbia 30 anni più di me, punto.

Punto 3:
Mi auguro per voi che abbiate almeno una sessantina d'anni e stiate per farvi Papi (come quello tedesco, non come Enrico), altrimenti tutta questa pruderie è ridicola.

Punto 4:
Cambiate quella foto, vi prego, è orribile.

Punto 5:
Sono belli i dibattiti accesi, ma le volgarità no. Io ho recitato nuda, è vero, ma non credo di essere una persona volgare. E poi basta con ste storie da Medio Evo! Ragazzi! Che ipocrisia! (vedi punto 3).

Punto 6:
Un saluto a Maso e grazie per aver segnalato il mio libro.

Si dice che l'importante è che se ne parli no? Se poi mi volete vedere in tv sono sul canale 114 di Sky, conduco una rubrica dal titolo Rollywood, e da novembre sarò in alcune puntate della nuova serie dei Ris (nel ruolo di una spacciatrice).
Un saluto a tutti e a tutte.

Maruska Albertazzi

postato da: maso_ alle ore 10:41 | Permalink | commenti (51)
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venerdì, 22 aprile 2005

ANALISI DI SPETTRO #4

Dall'8 novembre 2004, data di nascita del blog, tante cose sono cambiate, anzi non è cambiato nulla... è sempre così, inevitabile. Abbiamo superato le 100.000 visite, i giornali si sono interessati del blog, a Radio Città del Capo parlano di noi, 500 persone al giorno lo visitano. E allora? Tutto ciò non serve a nulla se non a dimostrare che a Bologna le persone negli uffici non si fanno certo il culo, che la città è una città chiusa, non tollerante, che chi si aspettava qualcosa da Coffi ci è rimasto male come chi all'epoca si aspettava qualcosa dal Guazza, che a trent'anni si parla ancor di aneddoti di sessantanni fa e quando va bene si parla di aneddoti di venti anni fa, che l'università è il fiore all'occhiello della città, che gli studenti rompono i coglioni perchè spaccano le bottiglie e non fanno dormire quelli che alle sette di mattina devono andare a lavorare, che le donne se la tirano, che gli uomini al martedì vanno a giocare a calcetto e al venerdì escono con gli amici, che il nuovo libro della Maruska è brutto, che le coppie non si sposano perchè così le donne risultano come ragazze madri ed hanno la bazza per l'asilo, che è bello fare un mutuo che ti vincola tutta la vita, che "Oddio... hanno fatto Ratzinger Papa. Merda! E' gravissimo... e adesso come facciamo?", che gli occupanti non hanno capito che per okkupare bisogna andare in giacca e cravatta, che la politica è fatta per gli umarells e tanto, tanto  altro. Dopo mesi di spettro e fiumi di byte questo blog per molti diventa una droga irrinunciabile e a nulla valgono i discorsi delle numerose persone illuminate che partecipano alle discussioni a volte interessanti e a volte no... Bologna rimane una città che vive di passato dove quasi nessuno ha il coraggio di mettersi veramente in discussione. Nel 2005 continuano a sentirsi i discorsi che ci facevano i nostri padri e ancor peggio i nostri nonni. Il passato serve, ma ragionare in termini di passato non serve a nulla perchè il passato è già passato. La Bologna della quale spesso e volentieri ci riempiamo la bocca non esiste più. Accettiamolo. Nel mese di aprile del 2005 il concetto di bolognesità è una stronzata. Lo spettro ha semplicemente lo scopo di evidenziare questo e lo sta dimostrando ampiamente. Grazie a todos, vamolà. Umarells rule!

postato da: maso_ alle ore 10:24 | Permalink | commenti (34)
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giovedì, 21 aprile 2005


COSA SI PIPPA IN CITTA'

Le cosiddette nuove sostanze (quel 7,0% di "altro" rilevato nei dati dei SerT) sono state oggetto, insieme agli stupefacenti più "tradizionali", di un'interessante indagine condotta a Bologna tra i frequentatori del rave parade 2004.
Nell'occasione sono stati intervistati 590 giovani italiani con un'età media di 23,9 anni.
Ecco cosa hanno risposto alla domanda: hai mai provato queste sostanze?

[fonte sociale.virgilio.it]

Lungi da me un giudizio critico, in quanto questo argomento specifico mi vede totalmente liberista (nel senso che ognuno può fare quello che gli pare, poi sono cazzi suoi).
Comunque a parte l'Eroina ed i classici Hashisch e Marijuana, a Bologna si pippa un sacco di Cocaina, Ecstasy e Popper. Anche i Funghi allucinogeni non se la cavano male. L'Eroina, oramai antisociale, viene battuta nettamente dalla emergente Salvia Divinorum e dalla Ketamina.
L'affermazione della Cocaina è abbastanza sorprendente e mostra una tendenza verso una disponibilità economica molto più alta che in passato degli utilizzatori, che in questo caso specifico sono anche i frequentatori del rave parade.
Ma chi sono questi frequentatori del rave parade a Bologna con un'età media di 23,9 anni?
E come mai hanno tanta pilla per pippare?

by INNOVARI

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giovedì, 21 aprile 2005

RESISTENZA AI MODENA SITI REMBLERS

In totale dissenso con Piazza Maggiore e la sua cricca che stasera si riunirà a vedere i discussi  Modena Siti Remblers a gratis (nel senso che il pubblico non paga), dall'alto del loro basso, i New Hyronja progetto Old si esibiranno pure loro a gratis (nel senso che il pubblico non paga) nella prestigiosa cornice del pabb denominato I Tre Monelli di Ozzano Emilia che solo stasera saprò dove si trova... inizio della performans ore 22.00.

postato da: maso_ alle ore 15:28 | Permalink | commenti (36)
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giovedì, 21 aprile 2005



Oggi il MIO AMICO Romano Prodigy mi ha scritto questa email. Che devo fare? Illuminatemi.


Bologna 21 aprile 2005
Caro amico,
 
dopo il buon risultato registrato nelle elezioni regionali, è ancora più forte il valore del lavoro che stiamo facendo assieme a moltissimi cittadini sulle elaborazioni programmatiche. Come sai nella Fabbrica del Programma abbiamo avviato in questi ultimi mesi un grande lavoro di ascolto e di analisi per la costruzione del programma.

Per questo prende vita: “Dite la Vostra sul Programma”, un’iniziativa che prevede di coinvolgere i nostri volontari in un’ampia indagine demoscopica sulle priorità programmatiche. Abbiamo predisposto un questionario che sarà sottoposto agli italiani nelle prossime settimane. Rispondendo alle domande del questionario i cittadini daranno un contributo concreto al nostro lavoro di definizione delle priorità programmatiche.
 
Il motore di questo progetto saranno proprio i nostri volontari.
Saranno loro che dovranno “scendere in campo”, lavorando direttamente nelle città italiane, per distribuire e compilare i questionari contattando i cittadini all’uscita dei supermercati, dei teatri, delle chiese, nelle piazze, nei ritrovi giovanili, nei centri anziani, ma anche attivando i tavoli della Fabbrica del Programma nelle principali strade del nostro Paese. Sarà una preziosa e concreta occasione di contatto con gli altri cittadini per far partire dal basso il lavoro programmatico.
 
Caro amico, ti chiedo di far parte della squadra che lavorerà a questo progetto, dedicando il tuo entusiasmo ed un po’ del tuo tempo al successo dell’ iniziativa.
 
Qualora tu decidessi di accettare la mia proposta, diventeresti responsabile della compilazione di 100 questionari sui quali interpellare personalmente 100 cittadini; i dati dei tuoi 100 questionari dovranno essere trasmessi settimanalmente al nostro indirizzo e-mail questionario@lafabbricadelprogramma.it o via fax al numero 051.326834.
 
Al fine di spiegare al meglio le modalità dell’operazione e i contenuti del questionario abbiamo previsto di organizzare degli incontri in Fabbrica a Bologna, da venerdì 20 a domenica 22 maggio; a ciascun incontro, di una durata di 2/3 ore, parteciperanno circa 200 rilevatori. Coloro che non potranno venire in Fabbrica troveranno sul sito www.lafabbricadelprogramma.it tutte le informazione utili.
 
I tempi sono brevi, Ti sarei grato di farci conoscere, all’indirizzo e-mail succitato, la Tua decisione entro il prossimo 8 maggio per poter avviare al meglio l’operazione.
postato da: PonyLuna alle ore 12:38 | Permalink | commenti (31)
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giovedì, 21 aprile 2005


GRAN BELLE NOTIZIE

Ho appena saputo da uno dei commenti del post sotto (di Cello 73) che stasera in Piazza Maggiore ci sono i Modena City Ramblers che suonano, con i loro bandieroni e i loro gran bei pezzi. Cello 73 dice che i Modena saranno accompagnati dal Coro delle Mondine...
Chissà se a seguire ci sarà un corso di pizzica di massa.
Chissà...

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 12:21 | Permalink | commenti (22)
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giovedì, 21 aprile 2005

NUOVAMENTE EGHENST COFFI
(Open your maind... let's drink tughezer in the stits)

Nuovamente ha scelto di sostenere il manifesto «Cin cin» per una ragione molto semplice: sul tema dei tempi e degli spazi della città si gioca il futuro di Bologna. «Bisogna decidersi», recita il manifesto. Bisogna decidersi su quale profilo la nostra città vuole fare proprio, se quello di paesone chiuso in se stesso o quello di città europea a tutti gli effetti, con le sfide e rischi che questo comporta.

Naturalmente noi siamo per questa seconda opzione: l’apertura al mondo, la ricerca di nuove forme della politica, il principio dell’inclusione, la cittadinanza attiva e la partecipazione fanno parte della nostra storia e dei nostri obiettivi. E dunque non potrebbe essere altrimenti.

Questo non significa schivare i problemi o fingere che non esistono. Significa solo sforzarsi di affrontarli nel modo giusto, senza paure, senza sensi di inferiorità. Pensiamo che il governo della complessità urbana richieda equilibrio e capacità d’intervento, il momento della riflessione e quello della decisione. L’abbiamo già scritto nel testo che abbiamo chiamato «Una città del desiderio o una città del quieto vivere»: Bologna non può essere ridotta a un aggregato di produttori-consumatori, non può essere stretta in tempi di vita che non le appartengono, pena la rinuncia al suo ruolo europeo di città di sperimentazione e di inclusione.

Questo deve saper fare il governo della città: saper ascoltare e saper capire tutti, e non soltanto una parte dei cittadini; sapere sensibilizzare, responsabilizzare, costruire percorsi largamente condivisi prima di mettere mano alla facile soluzione repressiva; in altri termini, ricorrere ai mediatori sociali prima che alla polizia municipale. Questa è buona amministrazione, questo è saper guardare al futuro. In Italia, in Europa, altre amministrazioni hanno saputo farlo, con risultati eccellenti. Perché dovremmo rinunciare noi?

Elaborare soluzioni amministrative che siano in grado di rispondere alle esigenze di tutti, degli operatori culturali come degli esercenti, degli studenti come di tutti quei professionisti che nel fare rete e nell’incontrarsi trovano l’ossigeno necessario allo sviluppo collettivo. Non si pensa la città come un semplice, grande condominio: in tutti i condomìni infatti c’è sempre chi sta chiuso ai piani alti e chi è costretto al seminterrato. La città, per noi, non è un condominio, ma un organismo vivente che si nutre di comunicazione, di rapporti, di energie sempre vive; in una parola, di desiderio. Nel rispetto di tutti. Per queste ragioni l’invito che vi facciamo è quello di sottoscrivere e sostenere, inviandoci un e-mail, la campagna «Cin cin».

Allora invia una imeil a info@nuovamente.org


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mercoledì, 20 aprile 2005

LA MARUSKA E' UNA TIGRE

Rosa ha sedici anni. L'hanno mandata in America perché non vedesse morire suo padre malato, affidandola a un amico di famiglia che di lei si prende cura fin troppo... L'America è fatta di costosi stivali dorati, di morbidi marshmallows che lei non ha voglia di mangiare, di giocatori di football alti e biondi, della fantastica Trisha dalle grandi tette, di finestre che mettono le vertigini. Il papà è morto. Il Verme glielo ha annunciato con un grosso mazzo di orchidee. È ora di rientrare in Italia per l'ultimo anno di scuola. A Bologna la aspettano una mamma un po' strega e Francesca, una nuova amica allegra e scatenata, con cui giocare al sesso fra ragazze, alla cocaina, a fare in modo di passare l'esame di maturità.

Qui trovi maggiori info sul libro di Maruska Albertazzi

postato da: maso_ alle ore 16:56 | Permalink | commenti (50)
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mercoledì, 20 aprile 2005

IL SALOTTO DI BRUNOVEZPA & LO STERMINATO SOLLIEVO DEGLI EX SUDDITI PONTIFICI

Qualcuno ieri rientrava dalla tradizionale partita di calcetto del martedì sera.
Doccia, a casa, tradizionale stato di iperventilaccion postagonistica, argomenti stolti e allegrie immotivate a go-go.
Poi con la compagna sedeva intorno al tavolino basso guarnito d’una cena non preparata da lui, e stultissime et avide mangiava.
Era felice. Chiacchierava con la compagna d’una nuova auto & le sue rate, ed era felice lo stesso.
Poi dal tivù a schermo non-piatto è irrotto Brunovezpa, circondato dal nuovo gotha della Roma Nera: esperti di conclaves, monsignori in nero, una Pamela Villoresi ispiratissima che declamava poesie con ciglio lucido e musichette tombali in sottofondo.
Poi c’era una che non s’è capito chi fosse, in camicia floreale, che parlava dello spirito santo come fosse qualcosa la cui presenza era misurabile persino da lei.
Ah, c’era anche Andreotti. Meno sardonico del solito, vista la Santità dell’occasione.
Comunque, tutti strafelici di avere un Benedetto Decimosesto con il volto di Ratzinger.
A sceglierlo, in ogni caso, è stato lo Spirito Santo, e in studio c’era un bel girare intorno alla domanda "Se è stato lo Spirito Santo, perché ha aspettato la quarta votazione?".
Brunovezpa è praticamente amico personale del nuovo papa, che non rilasciava interviste a nessuno ma a lui sì, come ha ricordato con eleganza in diretta tivù trenta secondi dopo la proclamazione.
Quindi lui è uno dei più felici. Un altro è il grande Pera, che con Ratzinger ha addirittura scritto un libro. Sembra dovesse essere Casini, a scriverlo, ma passò la mano perché aveva scommesso sul cardinal Biffi (con il quale aveva realizzato a quattro mani un noir alla Scerbanenco che a questo punto non vedremo mai in libreria). Ecco perché oggi Casini si mangia le mani e Pera festeggia.
Per tornare al salotto di Brunovezpa, è stato bello vedere così tanta gente felice.
Boatos di disapprovazione in studio quando l’official conducator dei giornalisti Rai ha annunciato che "il rappresentante dei gay", prima, e "i rappresentanti dei gay" più tardi, avevano rilasciato una dichiarazione "durisss-sssima" contro la scelta di Ratzinger.
Mancava solo Socci vestito da Goffredo di Buglione e c’erano proprio tutti.
Anche per noi "non-gay non-praticanti non-allineati che pure alla tradizione cattolica devono una parte importante della propria educazione" la scelta di Ratzinger appare sconcertante.
Anziché aprirsi, la Chiesa decide di arroccarsi. L’intolleranza che quest’uomo ha dimostrato più volte farà pure di lui "un umile operaio nella vigna del Signore", ma visto da quaggiù, dai nipoti dei penultimi sudditi dello Stato Pontificio, il cardinale Ratzinger aka Benedetto XVI non sembra neppure per sbaglio la degna guida d’una Comunità fondata sull’amore, la tolleranza, il perdono.






(Mazza e casco faranno parte della dotazione cardinalizia per tutta la durata del pontificato... sollievo degli ex sudditi pontifici!)

postato da: enricobrizzi alle ore 13:24 | Permalink | commenti (53)
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mercoledì, 20 aprile 2005

OKKUPAZIONE

"Si potrebbe andare tutti in via San Donato 27"
"Vengo anch'io"
"No tu no"
"Ma perchè?"
"Perchè no..."

Perchè no, perchè non va bene occupare le case. Ma chi l'ha detto? Troppo facile stare in casa con i genitori fino a 60 anni, pagare l'affitto o pagare un mutuo accettando supinamente le regole imposte dal quieto vivere. Lo fanno tutti, è banale. Facciamo quelli con le pezze al culo, ma abbiamo tutti qualcosa da perdere... siamo così, generazione elettronica. No uei? Sembra proprio di si. Da alcuni mesi, nel centro di Bologna per i ggiovani ha iniziato a tirare una bruttissima aria grazie alle politiche guazzalochiane del Coffi, ed anche per questo i ragazzotti dei gruppi Crash e Mao, già occupanti dello stabile di Via Avesella, si sono spostati in uno dei quartieri più umarellizzati di Bologna (il quartiere San Donato), occupando un pustaz fatiscente. Ottima iniziativa finalizzata a far capire al popolo bue che in città sono ancora numerosissimi i locali non affittati, ma ahimè, pessimo luk... Okkupare va bene, benissimo, lo fanno in tutta Europa, ma bisogna farlo con stile, ancor meglio in giacca e cravatta che rassicurano più del pirsing e del pittbull. Quelli del gruppo Crash e Mao hanno tutte le ragioni, ma purtroppo mi crollano sul luk ed in questo modo non riusciranno mai ad accattivarsi le simpatie dei potentissimi umarells che passano davanti alla casa occupata scuotendo la testa. Uno a zero per il Coffi.

postato da: maso_ alle ore 09:55 | Permalink | commenti (38)
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martedì, 19 aprile 2005


BIFFI FOR PAPA?

"Bisogna seguire la retta via - ha esclamato ironicamente nei giorni scorsi il cardinale Biffi, ex arcivescovo di Bologna - e voi sapete già per chi voterò!", ovviamente intendeva Ratzinger.
Anche il cardinale Giacomo Biffi, con i suoi 77 anni però è papabile...

Biffi da molti anni non perde un'occasione per dimostrarsi il capofila dei cardinali italiani più conservatori, con un integralismo oscurantista, e una visione religiosa dichiaratamente nostalgica degli antichi regimi precedenti allo stato liberale.
Negli anni in cui ha retto l'arcidiocesi di Bologna, Biffi ha continuamente bollato la vivacità di Bologna come quella di una Babilonia infernale dominata da un infelice e angosciato edonismo.
Non ha perso occasione per condannare i diritti delle donne e dei giovani a vivere liberamente la propria vita, senza dover sottostare  a una morale integralista che vorrebbe ridurre la società a comportarsi secondo antichi modelli bigotti.
Ha promosso crociate contro gli omosessuali dell'Arci-gay, che proprio a Bologna hanno la loro sede associativa nazionale.
Ha incoraggiato poi in ogni modo sentimenti di rifiuto verso gli immigrati non cattolici.
Ha predicato perentoriamente perché le coppie non sposate fossero private di ogni diritto e dell'accesso a qualsiasi forma d'assistenza pubblica.
In compenso si è pronunciato contro l'unità nazionale italiana, dicendo che i vecchi regimi preunitari erano molto meglio dello stato liberale che li ha sostituiti per volere popolare.
In sostanza, la Bologna che gli sarebbe piaciuta, è quella ancora sottomessa allo Stato Pontificio.

Eppure, Monsignor Biffi è stato osannato da tutti gli uomini politici bolognesi, convinti che questo prete d'altri tempi servisse a convogliare verso di loro l'elettorato moderato.
Infatti tutte le sagre religiose, processioni e pellegrinaggi cattolici sono state sovvenzionate dagli enti locali (sinistra e destra hanno fatto a gara nell'offrire denaro pubblico a tale uso), o sponsorizzati da strutture cooperative laiche aderenti alla Lega delle cooperative, come la Banca popolare dell'Emilia, l'Unipol e la Coop, mentre Biffi in persona o il suo braccio destro Mons. Vecchi, con sostanziosi finanziamenti, sono stati invitati a benedire supermercati Coop o la nuova mega-sede della Granarolo.
A Bologna Biffi è riuscito a ottenere da Guazzaloca e dalla regione (di sinistra) grossi finanziamenti a mostre d'arte religiosa e a far piazzare davanti alle due torri, la statua barocca di S. Petronio, che era stata tolta di là dopo la fine dello Stato Pontificio... puteenzaa!
[fonti varie]

Siamo alla seconda fumata nera e Ratzinger non è ancora papa... attenzione battaglione concentrazione...

by INNOVARI

!!!LAST MINUTE!!!

"HABEMUS PAPAM!" (rock!) 
Ratzinger è il pontefice numero 265. 
E io ci ho preso (non del tutto, ma ci ho preso)!!
Il papa è stato annunciato alle 18:43
ma se verificate il mio commento a questo post,
delle ore 18:16 ho scritto che il Papa
si sarebbe chiamato
Benedetto qualcosa
lo avevo sognato dieci giorni fa!
e infatti il nome da Papa di Ratzinger è
Benedetto XVI
E porta pure gli occhiali quadrati !!!!!!!!
(vedi anche il mio commento delle 18:14)

MA CHI SONOOO!
CHI SONOOOOOOOOOO!!!!!
Ma come ho fatto!
Sono pesissimo!!
YESSSSSSSSSS!!!!!!!!!!
YES! YES! YES!
ancora una volta lo Spettro arriva prima degli altri,
stavolta ben 27 minuti prima del resto del mondo

postato da: innovari alle ore 14:28 | Permalink | commenti (78)
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martedì, 19 aprile 2005

SHOOTING A CHI?


LUOMODIDIETRO arriva un pò in ritardo, ma ha passato un periodo denso di cazzi di un certo livello........
Gli eventi degni di nota delle mie passate esperienze Bolognesi si possono riassumere nello."Shootin Silvio Party" tenutosi al parco nord Venerdì e Sabato scorso..

PREMESSA

TUTTO PARTE da un gruppo di filmaker squattrinati, decisi a costruirsi una solida reputazione con i soldi degli altri, che ha deciso di girare un film che ha come soggetto un'attentato a Silvio Berlusconi, in seguito al quale lui MUORE....
La scelta del soggetto é stata, a quanto pare, accuratamente ponderata, al fine di creare una base di consenso il più ampia possibile, (base sulla quale raccogliere più soldi consenzienti possibili.....). Un soggetto più popolare di questo poteva essere rappresentato solo da Gianfranco Fini che decide di cambiare sesso....
Adducendo poi come presupposto il fatto che che l'industria cinematografica nazionale é, bene o male, tutta nelle mani di QUELLO....(che non é vero....) la compagnia di filmakers nostrani (Pescaresi, stando a fonti abbastanza certe) ha quindi deciso di organizzare delle feste in giro per l'Italia (gli "Shootin Silvio Party", appunto) allo scopo di raggranellare i soldi necessari per produrre il film.....
ORA, gli interrogativi che riesce a sollevarmi questo tipo di operazione sono i seguenti.....
A PARTE il fatto che in Italia, se sei un giovane regista emergente, ormai nessuno ti dà soldi per produrre qualsiasi cosa che non parli dei cazzi sentimentali dei trentenni depressi, e quindi, in questo campo, non c'é comunque trippa per gatti (sia che te voglia sparare al Berlusca o no). Ed é quindi pratica comune di chi vuole girare film, arrabattarsi a cercare finanziamenti in qualsiasi modo.....
Fin qui niente di nuovo, il problema però é un'altro..... AMMESSO PURE CHE questi Filmakers riescano a produrre il film, ma POI, questo film che parla di Silvio Berlusconi che MUORE (visto che molto probabilmente alla Medusa distribuzioni non piacerà) da chi pensano di farlo distribuire nelle sale? Da Cecchi Gori? O al limite dalla Fandango? E se il film che fanno poi viene un cesso e non lo vuole nessuno?
In altri termini: se questi non riescono a trovare un produttore che creda nelle loro capacità perché dovremmo crederci NOI? Solo perché questi vogliono metaforicamente uccidere Silvio Berlusconi? (che é praticamente i sogno segreto di qualsiasi lavoratore precario o pensionato decurtato......).
Certo che l'astuzia di certi filmaker batte in finezza quasi quella di certi centrosocialisti che si fanno sponsorizzare da discotecari di destra la Street Parade.......

MOMENTISALIENTIDELLESERATE


VENERDI':

A PARTE il contorno musicale di jazzisti nostrani (almeno in questo caso diversi da Carlo Atti....) l'attrazione principale della serata é stata rappresentata da una Reggae Band di fuorisede che ha sintetizzato in un'ora tutti i luoghi comuni dell'immaginario frichettonista musicale succedutisi dagli anni '70 a questa parte (della band facevano parte: un Flautista alla Jethro Tull, un suonatore di Dijeridoo con cappello da elfo in testa, un bonghista dreddato con un vasto assortimento di tamburi africani e un CANTANTE NAPOLETANO......che per fortuna non aveva i repertorio pezzi a sostegno dei cassanitegrati dell'Italsider.....).
Fra un gruppo e l'altro abbiamo poi potuto godere dei notevoli interventi di una Presentatrice Bolognese Bonazza, associata a un altro volto noto dell'ambiente cinematografico locale.....
A UN CERTO PUNTO, visto che comunque la serata volgeva al loffio, fortunatamente, durante una pausa tecnica, uno scalmanato é saltato sul palco e si é impossessato del microfono, cantando in dialetto Ascolano stretto uno stornello col quale esprimeva i suoi sentimenti nei riguardi della presentatrice bonazza (che é parso abbia gradito molto l'intervento.....). Cose del tipo: "Si nun me la voi dà fammela vede......Si te la rompo nun te la 'rpago ma te la'rcucio con pezzo de spago......" alla terza strofa il bizzarro figuro é stato allontanato dai membri dell'organizzazione.....
Quando poi l'autore della sceneggiatura (Bolognese) ha preso il microfono per cercare di recuperare consenso, da un gruppo di persone alle mie spalle si é levata la seguente esclamazione in uno slang che ho riconosciuto essere proprio dell'hinterland Barese:

"Ma propt a stù cugghiaun ngiamm ddé i sold??"


SABATO:
Durante la serata Drum'n Bass, vicino al mio tavolo, un Punk dreddato ha inizato a tirarsi una riga di ketamina su un vassoio, mentre dall'altra parte due loschi figuri stavano contrattando il prezzo per due pasticche di roba tipo MDMA... Ad un certo punto un giovane nei paraggi si é accesa una paglia......... subitaneamente é arrivato un membro dell'organizzazione che gli ha fatto notare che era

VIETATO FUMARE........

postato da: luomodidietro alle ore 01:37 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 18 aprile 2005

UNA MODESTA PROPOSTA

Certo, Guazzaloca, Cofferati, Rita, il blocco del traffico, i vigili e le multe. Ma alla fine, tutto questo rischia di ridursi ad una sterile lamentela, perché il problema del traffico resta sempre lì. C'è invece uno che è passato dalle parole ai fatti, e che mi ha scritto firmandosi Scatoman per raccontarmi la sua storia. Non prenderò una posizione in proposito, ma mi domando: e se fosse un modo per affrontare il problema del traffico e dei parcheggi selvaggi a Bologna? Ecco la lettera, poi magari mi direte.

«Sono un bravo cittadino io. Faccio la raccolta differenziata del rusco, mi fermo sempre davanti ai pedoni sulle strisce, non faccio il furbo quando sono in fila, non faccio lavatrici di notte (cioè non con la centrifuga, il programma delicato sì. A volte). Ai semafori magari do una moneta agli indiani che mi lavano il vetro, però non agli zingari che quelli, be’, io capisco gli immigrati e i neri e i busoni e tutti, però gli zingari mi spiace no, quelli non li sopporto proprio, rubano e basta.

E quando porto il cane a fare il suo giretto raccolgo sempre i suoi bisognini e li butto nel rusco, perché c’è poco da dire, è vero che fa schifo camminare in mezzo alle cacche, e sotto ai portici poi non ne parliamo. Una volta una donnella mi è venuta a zagnare anche per la pipì del cane, però quello mi sembra davvero troppo: cosa voleva, che girassi tirandomi dietro il mocio?

Ma così come io rispetto gli altri voglio che gli altri rispettino me, e c’è una cosa che proprio non sopporto, e sono quelli che parcheggiano da stronzi. Dalle parti di casa mia c’è uno che non ho capito se viene a trovare la fidanza o che cosa, sta di fatto che nel fine settimana si mette con la macchina in punti assurdi della strada, a volte tutto in mezzo, con la strada che è stretta e le altre macchine fanno una fatica boia per passare. Altre volte con le ruote mezze sopra al marciapiedi, dove se ci deve passare uno in carrozzella semplicemente gliela dà su, rinuncia a passare, perché il suo spazio è occupato dalla macchina di quell’imbecille. Ecco, quelli lì io li odio. E hai un bel da dire, speriamo che gli facciano la multa. Gliela fanno, gliela fanno, ne ha cinque o sei appallottolate sul cruscotto, ma si vede che non gli fanno un baffo, si vede che è ricco o che ha qualche bazza coi vigili, non lo so. Di fatto la lascia sempre in mezzo e se ne frega allegramente.

E allora che cosa faresti tu, con una macchina che sempre, da mesi, chiude il passaggio a te e agli altri? Che fai, gli scrivi un biglietto che dice “scusi, volevo dirle che è un po’ da maleducati mettere sempre la macchina in mezzo ai maroni”? Dici che funziona con questo qui, che se ne frega delle multe? Ma perfavore... E allora che fai? Gli righi la macchina con una chiave? Eh no, io queste robe non le faccio. Primo, perché magari il messaggio non arriva nemmeno. Magari non se ne accorge neanche oppure se ne accorge però poi crede che sia stato un vandalo qualunque, e magari la volta dopo torna e rimette la macchina lì. Secondo, perché non sono capace di far ‘ste cose io. Non so, l’idea del danno, del conto dal carrozzaio, è come sproporzionata, inadeguata, e mi sentirei di passare dalla parte del torto.

No, ci ho pensato tante volte, mi tengo l’incazzatura e amen. O no? Ci pensavo proprio una notte, alcune settimane fa, mentre portavo il cane a spasso con dietro la mia bella paletta, e passavo per l’ennesima volta davanti alla macchina di quell’imbecille, parcheggiata ancora una volta sul marciapiedi.

Ci pensavo e ci pensavo, e invece il mio cane pensava a far la cacca, così mi abbasso con la mia paletta e lo scopetto e raccolgo i suoi bisognini, che sono lì tutto chino col grugno attaccato alla ruota della macchina dell'imbecille, e mi viene l’idea. Sguardo furtivo nei dintorni, per essere sicuro che nessuno mi veda, ed è tutto tranquillo.

Tu non immagini quanto era bello il suo parabrezza, dopo.

Chiedimi se è più tornato.

Ciao, Scatoman»

postato da: Fiandri alle ore 18:48 | Permalink | commenti (28)
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