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lunedì, 30 maggio 2005

GRAZIA, GRAZIELLA E GRAZIAL C.
(Ma il riso fa buoni Sughi? )

Ogni città ha il giornale che si merita, Bologna è rappresentata benissimo da il Resto del Carlino, ottimo quotidiano locale, l'ideale per capire dove e come si vive in questa città paesana. Ogni tanto mi piace acquistarlo, di solito lo faccio nei uichend, da vero umarell quale a volte mi sento e lo sfoglio con interesse. Nel giornale di domenica, tre aitanti e piacenti donzelle hanno scritto una lettera a Cesare Sughi (un gerontozanaro del Carlino al quale la gente scrive lettere intrise di bolognesità) che qui pubblico.

Siamo tre amiche di 43, 47 e 50 anni ben portati. Ebbene, ci siamo accorte da tempo che, nonostante Bologna sia una città di singles, è difficile incontrarsi perchè tutti i locali sono frequentati da giovanissimi. Dove dobbiamo andare per divertirci? Siamo stanche di pizze e cinema e balere dove ci sono uomini che a 50 anni sembrano i nostri nonni. Perchè, lasciatecelo dire, a Bologna gli uomini belli e interessanti sono pochi, tutti grassocci e pelati e poi cafoni e vecchi dentro.

Lettera firmata

Interessante no? Sughi, terrorizzato dalle tre sdaure, ha capito che per i cinquantenni bolognesi non c'è speranza. Sughi  però se la prende un pò a cuore e tenta di spiegare che a Bologna non ci sono delle cartole tipo Sean Connery, Henry Fonda, Paul Newman... Ma chi li trova a Bologna? Domanda Sughi che si trova nella situazione di non saper consigliare nulla, ma a sorpresa tenta un riscatto nel finale sentenziando che queste donne hanno semplicemente bisogno di uno che le faccia ridere (come nelle canzoni di Celentano sottolinea Sughi). Ma perchè commettere l'errore di trovare uno così? Il gioco non sta nel cercare? Sughi pone degli interrogativi e rigira la frittata alle ex sbarbe facendole capire che anche loro sono spacciate (ops!) mettendole in guardia su una cosa: se trovate uno che vi va bene, gentili singles, il tipo si rivelerà immancabilmente pantofolaio e noioso. Bela Sughi! Che amarezza. No fiutar?

postato da: maso_ alle ore 21:58 | Permalink | commenti (64)
categoria:maso
domenica, 29 maggio 2005
Yoda e Padre Pio
Nella foto: il monumento di Yoda di fianco a quello di Padre Pio (courtesy of Repubblica.it)


HO AVVERTITO UN TURBAMENTO NELLA FORZA

In questa calda e sonnacchiosa domenica bolognese, con la popolazione equamente divisa tra Riviera e Stadio, a Porta Saragozza è avvenuto un fatto "straordinario": al monumento di Padre Pio è stata affiancata una statua di Yoda, il maestro Jedi. Ma come al solito Bologna, la città sfiorita (una meravigliosa espressione del poeta bolognese Giovanni Perich), arriva sempre in ritardo.

Secondo il censimento del 2001, infatti, in Gran Bretagna sono 390mila le persone che si dichiarano adepti della religione Jedi, mentre in Australia sono "solo" 70mila. In Russia, poi, ci sono 500mila hobbit.
Ahi ahi ahi Bologna, sei sempre un passo indietro.

postato da: PonyLuna alle ore 13:12 | Permalink | commenti (42)
categoria:pony luna
domenica, 29 maggio 2005

TUTTI AL MARE

Primi caldi, a Bologna l'estate è arrivata all'improvviso ed i bolognesi hanno reagito come al solito: sono andati al mare.
Dopo una settimana lavorativa trascorsa freneticamente di malavoglia ad abbassare il PIL, cosa c'è di meglio che gustarsi due o tre ore di fila e raggiungere le fantastiche spiagge romagnole? Pare che non vi siano alternative e nel 2005 è fortunato chi non ha fantasia, quindi, tutti a Marina di Ravenna nei bagni più gettonati dell'Adriatico o se si vuole strafare c'è sempre le evergriin RiccioneMilano Marittima. Tutti al mare! I più fighi partono il venerdì sera, sono quelli che magari hanno pure la casa di proprietà o ancor meglio hanno prenotato un'appartamento in affitto per tutta la stagione estiva, ma rigorosamente fino al 31 luglio perchè ad agosto è da sfigati andare al mare in Riviera. I più modesti partono invece al sabato mattina, tutti alla stessa ora, senza neppure mettersi d'accordo, un fatto ancora inspiegabile. Grazie all'invenzione dei climatizzatori le tre ore trascorse in automobile diventano più vivibili e finalmente si arriva al mare dove quasi nessuno farà il bagno. Ma allora perchè il bolognese va al mare? Che domande, perchè lo fanno  tutti... e poi lunedì in ufficio cosa racconti? Che sei stato in città? Sei tropo aut e soprattutto guarda che colorito che hai... sei bianco come un lenzuolo lavato, vuoi mettere invece quanto sei più figo in ufficio a tutto bello abbronzato. Sei più bello. Trasudi salute da tutti i pori. Ti senti in forma. Sei prigioniero delle tue otto ore, però almeno sei abbronzato, hai fatto il uichend al mare. Non hai fatto il bagno, ma sei stato al mare nel uichend! Quasi quasi meriti una promozione anche perchè, ligio ai tuoi diritti e doveri, alle due e mezzo ti sei piazzato con tutti gli altri a guardare il gran premio di Formula Uno ed hai sofferto o gioito per la Ferrari di Sciumaker insieme a tutti gli altri... ed eravate tutti in costume a sorseggiare birre e Bacardi brizer. Questa si che è partecipazione. Che bello il uichend del bolognese al mare, che malinconia il ritorno del bolognese dal mare. "Merda che palle domani devo andare a lavorare..." diranno tutti, ma con in cuore la speranza e la certezza che il prossimo uichend sarà ancora così e poi ancora e ancora e ancora... Il benessere del criceto che gira nella ruota. E mentre la medietà trionfa e si diverte al mare non mare, la città viene lasciata in mano all'esercito degli sconfitti composto da umarells, sdaure, tunisini, pachistani, ragazzotti bolognoti di primo pelo, fuorisede, insede sfigatissimi con il cono gelato da 3 euro, poveretti, poveracci, giornalai, taxisti, pankabbestia, macellai islamici, negri, rumeni, baristi, bulgari, albanesi, ucraini, ucraine, tabaccai, okkupanti, donne con il burka, barboni, ubriachi, bonghisti, donne con al fazulatt in tla testa... Nella profanata piazza XX settembre Enrico Brizzi ed i Frida X presentano a pochi eletti il NESSUNO LO SAAPRA' TUR, quelli che andranno al mare solo di domenica si godono l'umidità di Villa Serena sorseggiando finte birre medie da 4 euro ed il Resto del Carlino regala una bandierina rossoblù con scritto FORZA BOLOGNA sponsord bai AEMIL BANCA. Bologna in questo uichend di fine maggio è anche questo.

postato da: maso_ alle ore 13:05 | Permalink | commenti (126)
categoria:maso
venerdì, 27 maggio 2005
Il sceriffo Wild Bill Coffy

Nella foto: il nostro sceriffo spara-rane (courtesy of verdibologna.org)



IL BALUASTRO DELLA DEMOCRAZIA

Mentre a livello nazionale Romano ci mostra i suoi Prodigy, mentre i Verdi sfiduciano l'assessore Amorosi, mentre Rifondazione lo minaccia un giorno sì e l'altro pure, mentre Cin Cin raccoglie tantissime adesioni, il nostro sceriffo Wild Bill Coffy fa partire su Iperbole i FORUM DEI CITTADINI. Una risorsa in più per la partecipazione, per far sentire la voce di noi cittadini, eccetera eccetera.

Vediamo come funzionano questi forum. Per scrivere sui forum ti devi registrare (e già questo...). Prima di registrarti ti viene presentata un'avvertenza (disclaimer) in cui il Comune di Bologna si lava le mani di tutto il possibile. Dopo però scopri una cosa.... che tutto quello che passa sui forum è censurato alla fonte. Il fatto che il moderatore effettui la censura a priori non è menzionato. Lo scopri dopo.

- clicchi "registrarsi"
- accetti il disclaimer
- aspetti l'email di conferma
- clicchi il link nella mail di conferma
- fai login
- vai sull'unico forum disponibile
- rispondi al unico messaggio che c'è nell'unico forum che c'è
- solo a questo punto scopri che i tuoi messaggi non appaiono subito, ma solo dopo essere letti dal moderatore. Ecco l'avviso (scritto in una lingua che usa parole italiane, ma la cui sintassi è sconosciuta):

"Hai scritto un messaggio in un forum moderato, il che vuol dire che il tuo messaggio non sarà reso pubblico fino a quando uno dei moderatori non l'avrà approvato."

Gli utenti normali possono creare nuovi topic, ma solo dopo essere stati autorizzati dal moderatore. Quindi:
- partecipare è un casino
- se vuoi partecipare non lo puoi fare se non approvato prima dal moderatore
- puoi, al limite, "partecipare" sul tema specifico che decide il Comune di Bologna

Non male. This is democracy Coffy-style, my dear friends. Se poi tutto questo non vi impressiona, fate come me, provate a inserire parole come coglione, palloso, bastardo, sborone, o anche solo ammucchiata. Io stanotte mi sono divertito molto. Cin cin.



postato da: PonyLuna alle ore 11:38 | Permalink | commenti (65)
categoria:pony luna
venerdì, 27 maggio 2005

-clicca sulla rana per ascoltare il commovente appello di Babu-

RANE FRITTE

PonyLuna è un padre crudele
Il 20 Maggio Babu ha compiuto gli anni e questa sera alle 20 verrà festeggiato il rito del passaggio del piccolo nel mondo dei grandi.
"Non puoi dire di essere veramente cresciuto se non assaggi le Rane"; questa è la frase che il bambino si sente ripetere da due mesi a questa parte.
Chi di voi ricorda la sua prima volta?
No, non quello.....intendevo quando i vostri genitori vi fecero assaggiare le rane for ze ferst taim.
Per me fu al ristorante Le Ganzole di Sasso Marconi e ricordo ancora come mangiai di gusto, ciò che i miei genitori mi avevano fatto credere fosse pollo fritto.
Secondo voi è giusto o no che Babu sappia prima quello che sta per mangiare o siete dell'idea che non dovrebbe proprio ingurgitare quella roba?
Qualunque sia la vostra tesi, l'appuntamento è per tutti alle 19.50 in via Bellaria, 7 a S.Lazzaro di Savena, cioè
qui.
Se invece preferite che siano gli altri a contestare e desiderate solo riempirvi la pancia di anfibi fritti, giocare alla ruota della fortuna e conoscere tantizzimi Umarells, allora pigiate
questo bottone.

Quasi sicuramente i fortunati presenti assisteranno anche alla premiazione del
Concorso Fotografico Inutile; quindi lasciatemelo dire: NON POTETE MANCARE!!!

Vi prego di essere puntuali, per rispetto verso il sindaco di Bologna Cofferati che azionerà per primo la Ruota della Fortuna.

Max Bartender

postato da: Chavi alle ore 01:22 | Permalink | commenti (34)
categoria:max bartender
giovedì, 26 maggio 2005

NESSUNO LO SAPRA' TUR
(ma voi lo sapete)

Ovvero, Enrico Brizzi ed i Frida X in giro a far del gran riding a manetta.
Debutto sabato 28 maggio (neve permettendo) ore 21.30 alla Festa dell'Unità in Piazza XX Settembre, ovviamente a Bologna. E non ditemi che non lo sapevate... ma visto che sono in buona vi segnalo le date del tuuur.

3 giugno 2005
Centro Candiani - Mestre (VE) - ore 22.00

4 giugno 2005
Via Emilia Romagna 721 - Savignano sul Panaro (MO) - ore 21.00

5 giugno 2005
A sud di nessun nord - cortile di palazzo Ottolenghi - corso Alfieri 350 - Asti - ore 22.00

12 giugno 2005
Piccolo festival della letteratura - Palazzo Bonaguro - via Ancarano - Bassano del Grappa

17 giugno 2005
FNAC - Via Torino angolo via della Palla - Milano - ore 16.00

18 giugno 2005
FNAC - Via XX Settembre 46/r - Genova - ore 18.00

19 giugno 2005
FNAC - Via Cappello 34 - Verona - ore 17.00

20 giugno 2005
FNAC - Via Roma 56 - Torino - ore 18.30

22 giugno 2005
FNAC - Via Giordano Luca 59 - Napoli - ore 19.00

24 giugno 2005
Associazione Basquiat - Via Don Gnocchi 11 - Casalecchio di Reno (BO) - ore 21.00

4 agosto 2005
con Umberto Palazzo e Santo Niente - Doppelkonzert & wild jam on the beach - Pescara

5 agosto 2005
Avezzano (PE) 

Ne seguiranno altre. Bai bai.

postato da: maso_ alle ore 14:50 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
giovedì, 26 maggio 2005

IL TAROCCHINO BOLOGNESE

Cultura? Che cos'è la cultura? Preferirei parlare di nozionismo, ma rigorosamente meid in BO. E' questo l'aspetto che in alcuni post apparenta lo Spettro della Bolognesità a riviste del calibro di Focus. Giunge in redasione questa discussa imeil che volentieri pubblico in quanto non amante del gioco delle carte... però il tarocchino bolognese... mmmmm... leggiamo. 


Si gioca con 52 carte. 40 sono quelle dei soliti quattro semi delle carte da briscola (spade, bastoni, coppe e denare: per ogni seme ci sono Re, Regina, Cavallo, Fante, Asso, Dieci, Nove, Otto, Sette, Sei), ma in più c'è un quinto seme, di 22 carte, quello dei Trionfi.
È un gioco di risposta al seme, come il tressette, ma poi si può prendere come a briscola giocando un Trionfo se non si ha quel seme. In una sola mano si possono fare quasi mille punti, anche perché le carte si contano in tre modi diversi.
Si possono accusare i punti che si hanno in mano e le due carte più importanti, il Bègato e il Matto, sono anche quelle che nel gioco sono le più deboli.
Giocando, si usano termini come "scavezzare la grande", "dare la caccia la bègato", "fare criccone", "dargli a un seme", "fare la scartata", "fare sequenza", "coprirsi il matto", ma poi si può anche semplicemente bussare, strisciare e volare come a tressette.
Sembra un delirio (e forse lo è) ma, a detta di molti, è il gioco più bello e antico del mondo: è il tarocchino bolognese.
La nascita del gioco del Tarocco è contesa tra Bologna, Milano e Ferrara, ma la variante del tarocchino, così come esiste ancora oggi, è nata nella nostra città nel '400 quando a Bologna c'erano i Bentivoglio ed è tuttora giocato a Bologna a provincia: nessun altro gioco di carte al mondo vanta tanta longevità.
La briscola e il poker sono nati molto tempo dopo.
Le carte, per intenderci, sono le stesse con cui si legge il destino ma questa è una consuetudine che proviene dalla Francia e che risale alla fine del Settecento: fino ad allora i tarocchi servivano esclusivamente per giocare, spesso d'azzardo, in tutte le osterie e biscazze del centro di Bologna.
Spesso il Cardinal Legato s'incazzava parecchio, anche perché sulle carte c'erano le facce del papa e della "papessa" e allora proibiva il gioco e i colpevoli venivano fustigati in piazza Maggiore a mo' di esempio.
C'è chi dice che questo gioco sia più difficile del bridge e che per la strategia che necessita assomigli molto al gioco degli scacchi: quello che vi posso dire, sinceramente, è che è un gioco bellissimo e che merita di essere conservato e tramandato alle future generazioni. Anche perché, purtroppo, oggi la diffusione del gioco si va sempre più restringendo: un  contratto di fine Cinquecento tra un mastro cartaio e un commerciante di carte stabiliva di produrre 250 mazzi di carte di tarocco al mese da vendere nelle botteghe, oggi, invece, il gioco lo si pratica invece in pochi circoli Arci da gruppi sparuti di umarells e soprattutto in provincia, nella bassa o a Monzuno (ma lì giocano in maniera diversa).
Fino a qualche tempo fa esisteva l'Accademia del Tarocchino Bolognese, ma poi è morta.
Stiamo cercando di creare un gruppo interessato alla riscoperta e alla pratica di questo originale e bellissimo gioco.

Per chi volesse saperne di più:
Gianfranco Laghi
Il gioco dei Tarocchi Bolognesi
a cura della Banca Popolare di Bologna e di Ferrara, Bologna, 1983

Girolamo Zorli
Il Tarocchino Bolognese,
Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1992


Se poi qualcuno è interessato a giocare o solo a sapere come funziona ci si vede di solito la domenica sera alla Vecchia Scuola Bolognese in via Malvasia 49. Magari prima, però, mettiamoci d'accordo: calzaider@hotmail.com
.

Calzeider

postato da: maso_ alle ore 09:44 | Permalink | commenti (31)
categoria:maso
giovedì, 26 maggio 2005


- Alberto Camerini oggi -

A VOLTE TORNANO
(ED ERA ANCHE ORA)

Non mi frega niente se mi considerate un "passatista"!
Vi dico solo questo:

Arena Parco Nord di Bologna, domenica 5 giugno
Rock'n'Roll Robot Festival
(info line; 340 8945549 - inizio concerti; h 20.30 -
ingresso; 10 euro)

SIGUE SIGUE SPUTNIK
RIGHEIRA
ALBERTO CAMERINI
SNAKERS (cover band Depeche Mode, Cure)
prima e dopo i concerti DJ set ANNI 80 a cura di Ramon (bassista di GARBO)

Questi tizi sono veramente il "core" degli anni 80' in italia (ed in parte anche all'estero).
Sono il nucleo trash di quegli anni, ma anche dei veri progenitori di quello che sarebbe stato. Delle vere bandiere viventi.
Alcuni di loro non hanno mai smesso (SIGUE SIGUE SPUTNIK, ALBERTO CAMERINI), alcuni sono tornati da LUNGHE spiagge di polvere bianca (RIGHEIRA), altri hanno lavorato nell'ombra (GARBO e il suo bassista), altri hanno appena iniziato seguendo i maestri (SNAKERS).
Tutti loro porteranno cose nuove ed anche cose non più nuove.
Alcuni di voi li ricordano bene quando saltavano con la loro musica, altri li hanno sentiti dire, altri non sanno proprio chi siano.
Comunque la pensiate, non potere non andarli a vedere, anche perchè è un evento veramente raro vederli tutti assieme (o anche separati) - il prezzo del  biglietto è più che adeguato!
Vi prometto che vi divertirete in maniera grossolana, ma vi divertirete parecchio!
:)

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 09:25 | Permalink | commenti (35)
categoria:
martedì, 24 maggio 2005


LA PASSIONE CHE VIENE DA BERGAMO

Dalle nostre accuratissime analisi di spettro è venuto fuori che la bolognesità non esiste, ma forse è meglio dire che la bolognesità è una vera e propria patologia che colpisce la maggior parte delle persone nate e cresciute in questa città benestante. La bolognesità è solo uno stato mentale dei bolognesi, esiste solo per loro, che c'è di male? Grazie all'illuminato Emidio Clementi abbiamo pure scoperto che a Bologna manca il senso del tragico, verissimo, non ci avevo mai pensato come non avevo mai pensato che quello che manca alla Bologna del 2005 è la passione nel fare le cose.
Vi dico questo perchè è appena uscita una compilescion dal titololo DEMENTIAL ROCK Vol. 1 da LATLANTIDE, una piccola etichetta discografica di Bergamo che da alcuni anni produce svariati gruppi bolognesi e soprattutto, sta ristampando tutto il materiale degli Skiantos. La cosa mi fa molto piacere, ma allo stesso tempo mi induce a pormi il seguente quesito: "Possibile che nella nostra città, che facciamo tutti gli sboroni, nessuno, dico nessuno abbia mai pensato di ristampare questi preziosi e rarissimi vinili?". Poi mi fermo un attimo, mi metto a pensare ancora un pò e mi rispondo da solo, capendo che è praticamente ovvio che operazioni del genere non possano partire da Bologna. Qui nessun aristofrikk si metterebe mai in testa di produrre un gruppo musicale che gli piace, di ristampare vinili, di produrre libri o altre operazioni del genere. Il bolognese sa che queste sarebbero perdite di tempo, molto meglio andare a lavorare di malavoglia con il papà e/o farsi raccomandare per incarichi di prestigio (se esiste ancora il prestigio). Per suonare invece c'è il tempo libero. Giusto, dopo il tempo prigioniero, c'è il tempo libero... non fa una piega, ma almeno non parliamo di passione per la musica. Parliamone quando ci troviamo di fronte a due individui di Bergamo che nel 2002, mossi da una smodata passione per la musica, si organizzano e mettono su una piccola etichetta discografica che ci crede veramente, produce vari gruppi (la maggior parte bolognesi) e con gioia sopravvivono. Qui a Bologna sulle passioni abbiamo ancora molto da imparare, ma ne riparleremo. 

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lunedì, 23 maggio 2005
il parco talon, più o meno alla ca' bianca

IL PARCO TALON

Io sono cresciuto a Casalecchio, in via Baracca, quella che normalmente per descriverla vedi la gente tutta storta col braccio curvo, per indicare il curvone della Porrettana prima del ponte. Di solito il riferimento è Sarti Sport, perché se uno dice il Talon poi si fa confusione con le entrate del parco. Invece è proprio al parco che lego le immagini più forti. Be’, certo, è normale: nel Talon si consumavano i rituali dei bambini, le prove di coraggio, le iniziazioni.
Ricordo le gare di salto in lungo che gli amici di mia sorella maggiore facevano con la bici nel parco, lanciandosi lungo un sentiero che aveva come un trampolino, ed un percorso battezzato - in un momento di trance creativa - “le montagne russe” che facevo anche io con i miei amici sulla mia legnano arancione da cross, con il tachimetro disegnato. C’era un tipo, Luca Pizzirani, che cadeva continuamente dalla bici: ogni volta che lo vedevi aveva bende, croste enormi sulle braccia e sulle ginocchia ed era completamente tinto di mercuriocromo. Uno spettacolo.
E ricordo bene la caccia ai cervi volanti e le guerre di cerbottane (io non imparai mai a far bene le frecce con i coni di carta, alla fine optai per la plastilina, che era un po’ da sfigati), e le partite di pallone, con il campo che un bel giorno - mondiali Argentina ‘78, un caldo boia, saran state le due del pomeriggio - ce lo ritrovammo occupato da due che guzzavano, così, sotto al sole, in mezzo al campetto polveroso: e noi che ce ne andammo borbottando qualche lamentela per dissimulare il nostro turbamento. Ma quelle mutandine azzurrine lì accanto io me le ricordo ancora bene. Fino a quel momento, il massimo del porno che avessi visto era un giornalino che avevamo trovato non so dove e che qualcuno aveva nascosto, sempre nel Parco Talon, in un punto che non dirò mai - anche perché ora ci han costruito sopra un palazzo. Comunque era una specie di fotoromanzo e le foto erano sbiadite dalla pioggia, vedevi la carne dei protagonisti tutta bianchiccia. Insomma, anche se non lo troviamo più non è grave.
E chissà perché non fanno più la Galaverna. Era una corsa campestre che si teneva di domenica, più o meno il 20 di febbraio in mezzo al fango con un sacco di gente, i punti di ristòro con bicchierini di tè caldo e arance tagliate a mezzo, da sgrugnarcisi. Si facevano percorsi diversi, ed era bello perché c’era modo di veder bene il parco e le colline circostanti e punti inediti e lontani. Ma alcuni passaggi, più a portata di mano, invece erano costanti: uno era il “bosco basso”, dove gli umarèls già avevano i loro orticelli, se ricordo bene, e dove pare che il temibile Nicola il Matto (un tipaccio della Croce, già il nome incuteva terrore) avesse il proprio covo e commettesse nefandezze di ogni genere. Secondo voci attendibili, Nicola il Matto nel bosco basso fumava anche lo spinello. La Galaverna poi passava per altri luoghi che ora a vederli mi viene un po’ di magone, perché sono diroccati e ci si passa accanto distrattamente: c’è un punto dove sta un rudere che, a quanto mi raccontavano da bambino, ai tempi di Talon era la gabbia di un orso. E c’è un gazebo cadente ma splendido, che per me dovrebbero proprio proprio sistemare, dove mi son sempre immaginato scene degne di Barry Lyndon, intorti, nèi finti, parrucche, duelli.
Adesso il Talon, la domenica, è popolato di russi e di stranieri (avete notato che le russe sembra che vadano tutte dalla stessa parrucchiera?) che si godono la domenica al parco in un modo che mi suscita un po’ di invidia. Certo, mi dà fastidio vedere che a volte lasciano lì un sacchetto di rusco, o che passano davanti al gazebo o alla gabbia dell’orso e nemmeno se ne accorgono. Però li vedo, che fanno i picnic, bevono come spugne, prendono il sole, giocano al futbol e si divertono come matti, e mi fanno pensare che noi siamo un po’ fighetti a lamentarci di un sacchetto lasciato in giro e a guardarli con aria schifata.
Anche perché, a dire la verità, neanche noi abbiamo mai fatto molto per valorizzare il parco; così almeno mi pare.

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lunedì, 23 maggio 2005


- gli Spettri Innovari e Brizzi -

GRAN BELLE FAVOLE

Facciamo un viaggio indietro nel tempo di qualche giorno, fino a Venerdì 20 maggio, ore 18 Libreria Feltrinelli International, via Zamboni, Bologna Presentazione di APRITI SESAMO, autori Bonvi e Enrico Brizzi... ta tatata ta tatata (sigla di Ai Confini della Realtà)...

In un pomeriggio luminoso alcuni "eminenti" membri dello Spettro giungono sparsi alla libreria, per la presentazione di un libro di un altro "eminente" membro dello Spettro (un incrocio di membri!).
Gli Spettristi tra il pubblico sono Innovari, Max Bartender (che fa le foto ufficiali), PonyLuna e Pablo; lo Spettrista sul podio è Enrico Brizzi, che appena arrivato viene catturato e rinchiuso in una stanzetta rovente per una qualche intervista radiofonica.
Nell'attesa il Pony conversa con una signora che sembra una delle nonne della famiglia Agnelli di amore e matrimonio (!), poi l'autore esce e inizia.
Il libro è il frutto di una collaborazione attraverso il tempo tra Bonvi e Brizzi su un lavoro grafico realizzato dal fumettista e praticamente rimasto inedito; sono le illustrazioni di una storia per ragazzi, Alì Babà e i Quaranta Ladroni, che Bonvi ha disegnato nel 1995, pochi mesi prima di morire, e rimaste nel'enorme archivo di Bonvi conservato da Chiaroscuro che ne detiene i diritti. Il Brizzi è stato incaricato dagli eredi di Bonvi e da Chiaroscuro di dar corpo scritto alla favola, e il Nostro pare che vi ci sia dedicato con deferenza vista l'importanza anche sentimentale dell'autore di fumetti. Le tavole sono splendide ed il libro ad una prima occhiata è molto bello.
Hanno poi parlato anche quelli di Chiaroscuro i quali ci hanno edotto che questo è il primo libro di un ciclo "quinquennale" di pubblicazione quasi integrale dell'opera di Bonvi, che prevede innanzitutto la ristampa di tutte le Sturmtruppen (anche inedite), sia come fumetto che come cartotecnica (diari, quaderni, astucci - come una volta insomma).
Lo sfruttamento commerciale dell'immagine delle Sturmtruppen, ci ha lasciato da un lato contenti, dall'altro assai perplessi: riusciranno i ragazzi di oggi a capire queste vignette e i riferimenti storici che esse contengono, visto che non sanno un cazzo della Seconda Guerra Mondiale?
Cosa rappresentranno per loro quei soldati dallo strane elmetto e dallo strano "linguaggen"?
Capiranno la figura "fiero alleaten", il camerata Galeazzo Musolesi?
Comunque alla fine Brizzi, stanco dai turni notturni alle sue due gemelle ma felice, ha fatto gli autografi di rito esibendosi in autoritratti a penna.
In ogni caso libro, che è edito dalla bolognese Pendragon (editrice anche del Zekkini), è un bel pezzo da collezione.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 09:44 | Permalink | commenti (16)
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domenica, 22 maggio 2005
Immagine di Enrico Brizzi

 
S.O.S BOLOGNA

Bologna-Sampdoria: biglietti a 1 euro
Per la partita di domenica prossima i biglietti d’ingresso allo stadio costeranno € 1,00 in ogni settore e saranno disponibili presso la sede del Centro Bologna Clubs allo stadio “Dall’Ara”, sotto la curva “Andrea Costa”, nei giorni ed orari elencati di seguito.
Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 15,00 alle ore 18,00 e i giorni di mercoledì e giovedì anche al mattino dalle ore 9,00 alle ore 12,30. Il numero telefonico del Centro è 051-6152899.
Sono poi attivati altri punti di distribuzione, da contattare ai numeri 051-563251 (Club Primavera), 051-881355 (Club Andrea Costa), 347-8448650 (Club Valle Idice San Lazzaro).


il sindaco di Bologna, Cofferati
Domenica sarò allo stadio perchè è giusto che il Bologna
sia sostenuto nella partita decisiva: il gruppo ha le
risorse tecniche e umane per evitare la retrocessione,
ma è bene che tutta la città faccia sentire il suo tifo
e sostegno alla squadra.

Anonima Fiorentina
In bocca al lupo anche a voi....(UnaCheE'MessaPeggioDiVoiInQuantoFiorentina :-S)

Max Bartender
PS: comunque forza Viola, vogliamo fare il "derby dell'appennino" in serie A.

Gabana

"il Bologna" é una parte della bolognesitá,sará perché avevo come vicino di casa Tazio Roversi.

Enrico Brizzi
Vendere cara la pelle

Pablo
Saranno stronzi...saranno pieni di soldi...saranno tristi (non dimentichiamoci che lo sono)...ma penso che domenica butteranno in campo tutto quello che hanno. Ho vissuto e pianto altre terribili retrocessioni...la prima in Serie B contro l'ascoli se non ricordo male per colpa dell'ex Gil De Ponti.... e di seguito le altre.
ORA BASTA...bisogna solo vincere...IO CI SARO'.

Billo973
vi ricordate dino sarti che cantava
BOLOGNA BOLOGNA
BOLOGNA CAMPIONE
TI AMO TI ODIO
TI VOGLIO UN GRAN BENE
da piccola la cantavo per ore....

la sima
soccia abbiamo la festa di babu domenica prossima!
ma ho già capito dove passeranno la festa i mie fratelli :-)
soffrirò tra una pizzetta e un burattino...

Emidio Clementi
La vera bolognesità è il pallone nel 7 quindi è il mitico Civ
a bologna manca il senso della tragicità. 

calzaider
in cù a san sgudavval di mòndi,
ma tanto so che domenica prossima, come sempre, sarò in curva.

Max Bartender
io credo che il Bologna in B sia un danno per tutta la città,
anche per quella parte a cui non frega niente.

Gabana
Concordo, purtoppo il calcio in Italia é troppo importante
 Bologna in B vuol anche un pó dire la cittá in B. È stupido, ma é cosí.

Dani(elina)
Ho la brutta sensazione che se andiamo in B non torniamo più su!!


socioapatico
Ma come mai 2 settimane fa a Verona sono andati in 10.000 da Firenze,
caricando la squadra verso la vittoria,
e ieri solo in 1.000 da Bologna?

ecsid
complimenti ai vari sostenitori del "tanto peggio tanto meglio",
bel modo di sostenere la città e la squadra...

binolo'S
tutti allo stadio per salvare questo vecchio cuore rossoblù.


Domenica prossima niente Uic-end al mare

Tutti allo stadio a gridare: FORZA BOLOGNA!!

Max Bartender            
@                       
Lo Spettro della Bolognesità 

postato da: Chavi alle ore 18:20 | Permalink | commenti (59)
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sabato, 21 maggio 2005
Il fratello di Pablo
Nella foto: un simpatico amico dei bolognesi



LOTTA ALL'IMPERO

Oggi pomeriggio ho visto gente che lottava. Che lottava contro l’ingiustizia, contro la ricchezza, contro la violenza. Che lottava contro la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, che ce la metteva tutta, che  credeva in quello che faceva. Contro l’Impero. Lottavano sì, ma non erano guerrieri. Era gente che rifletteva, che si metteva dei dubbi, che non pensava di essere sempre nel giusto, e nonostante ciò continuava a combattere. Gente che stava dalla parte dei deboli, che cercava di essere sincera con se stessa, che cercava di non ingannare gli altri, sapendo però che il potere è sempre inganno e che le bugie, i sotterfugi e i tradimenti sono all’ordine del giorno per chi fa politica. Oggi pomeriggio ho visto una battaglia decisa ma non dogmatica, intelligente ma non supponente, coraggiosa ma non scriteriata.

Guerre stellari Episodio III – La vendetta dei Sith è da ieri in tutti i migliori cinema di Bologna e del mondo.

postato da: PonyLuna alle ore 19:49 | Permalink | commenti (54)
categoria:pony luna
sabato, 21 maggio 2005


PAURA E TERRORE ALLA FABBRICA?
NO!
CAGASOTTISMO E PANTOFOLISMO!

BOLOGNA - E' terminata pochi minuti fa l'occupazione alla "Fabbrica" del Programma di Romano Prodi a Bologna da parte di un gruppo di una settantina di Disobbedienti che questa mattina erano entrati nell'edificio. I disobbedienti si sono incontrati con Giulio Santagata, uno dei promotori della "Fabbrica". Luca Casarini ha dichiarato che l'incontro "non è stato soddisfacente".
[Fonte Agr]

Allora "non è stato soddisfacente"?
Che bella occupazione! Ma sai, Lunedì c'è chi ha l'esame all'università, c'è chi deve tornare a lavorare, c'è chi si deve riposare... e quindi l'occupazione è a breve termine, poi al sabato pomeriggio si deve andare in piazza Maggiore alla manifestazione e 70 persone in più fanno sempre comodo... poi Prodi se ne stava in Cina... che facevano? Apettavano che tornasse? Potevano passare dei giorni!
Che pagliacciata... e Prodi come reagirà al ritorno dall'oriente? Come nella foto sopra?

ADDENDUM DOPO LA PARTENZA DEL CORTEO

Radio città del Capo misura col centimetro il corteo e fa la conta:
La maggioranza del corteo è composta da non bolognesi e quelli che ci sono son quasi tutti dei centri sociali. Sempre Radio Città del Capo riporta la partecipazione di 2000 manifestanti, che mentre scrivo si trovano tra la stazione e l'incrocio di Via dei Mille.
I manifestanti attesi erano invece 5000.
La radio intervistava di continuo, tramite tre inviati, i partecipanti. La testa del corteo aveva idee diverse dalla coda del corteo, e in generale l'informazione sui perchè della manifestazione era scarsa: Cofferati? Il rave party? Gli arresti? Bere per strada?
Radio Città del Capo comunque faceva solo domande su Cofferati nel tentativo di spostare l'attenzione.
Soccia che partecipazione compatta ed informata!

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 16:07 | Permalink | commenti (30)
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venerdì, 20 maggio 2005

IL CINESE, I DISOBBEDIENTI E UN CAMMELLO SAPIENTE


Fra circa mezz’ora uscirò di casa e raggiungerò a piedi il centro di questa città bella e tormentata, in cui si respira un clima irreale e il Municipio sembra il bersaglio d’un tiro incrociato senza precedenti.
Cofferati è stato eletto sull’onda di un enorme entusiasmo, e la politica della legge e dell’ordine sembra un approccio molto sbagliato con la popolazione giovanile che è linfa da sempre di Bologna.
Domani si manifesterà contro l’arresto di tre disobbedienti, e le vecchie già sussurrano che sarà un nuovo '77. Non credo. Ma il coprifuoco non sembra una soluzione al degrado, né la repressione indiscriminata un rimedio alla violenza.
Spero solo non ci siano scontri, perché si è già visto chi si spacca la testa e chi festeggia, dopo. Spero sia una bella manifestazione pacifica in cui si canta e si balla, ricordando al sindaco che non c’è pace sociale senza giustizia sociale, evitando le provocazioni di chi sogna solo di stampare un’altra maglietta con scritto sopra "Io c’ero".
Ieri sera l’ho traversata a piedi quasi per intero, la cara Boulogne, e credo ancora che il suo futuro stia nella sua specificità, non nell’omologazione con altre e più tristi realtà locali. Poi, da qui ad aver creduto che Cofferati fosse un sindaco libertario ce ne passa... Mi basterebbe che la Città non venisse impiegata come laboratorio politico del nuovo disegno di governo nazionale bianco-rosa.
Ben vengano anche i detestabili abbestia con i pitbull e il padre ingegnere, se questo è il prezzo da pagare per restare diversi. Meglio loro, nella loro magnifica ingenuità, di determinate vecchie gonfie di ragù e farcite di idee fin troppo chiare.

PERCHE' QUEST’UOMO STA ANDANDO IN CENTRO INSIEME A UN CAMMELLO ?


Venerdì 20 maggio, ore 18 Libreria Feltrinelli international, via Zamboni, Bologna Presentazione di APRITI SESAMO
La vera storia di Alì Babà e i quaranta ladroni
Testi di Enrico Brizzi, tavole di Bonvi

postato da: enricobrizzi alle ore 16:57 | Permalink | commenti (19)
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venerdì, 20 maggio 2005
the mighty Flash of the Incredibles
Nella foto: un treenne bolognese tipico felice di guardarsi l'ombelico



L'OMBELICO DEL MONDO

La bolognesità non esiste, i fuorisede non esistono, la tragedia non esiste. Non esiste più nulla a questo mondo. Esistiamo solo noi, che ci guardiamo l'ombelico, e nell'ombelico troviamo un mondo.

Oggi 20 maggio Babu compie tre anni. 36 mesi… Ispirandomi a un commento di Billo, ho pensato: ma per lui che cos’è Bologna? La Bolognesità? Avrà un significato? Gli stiamo trasmettendo l’amore che noi due genitori abbiamo per la nostra città, visto che in fondo tutti e due da Bologna non riusciamo a stare lontani (e poi le pippe se le scoprirà da solo)?
Insomma questo per dire che ci ritroviamo spesso a portarlo nei luoghi che amavamo da bimbi, brighiamo, sempre di corsa, sempre di qua e di là… Gira spesso per Bologna, lui, in lungo e in largo, anche solo per fare da “Via ‘llombra– casa di papà” a “via Beccaccino – casa della mamma “ come dice lui specificando sempre l’appartenenza della casa, lui che dovrà abituarsi per tutta la vita ad averne due di case.
Ecco ritrovo la mia bolognesità in queste cose: lui che grida “Mamma!!!! San Luca!!!” dalla macchina quando torniamo dalle nostre continue incursioni esterofile
L’entusiasmo quando si va in Piazza Maggiore, i piccioni, questa “chiesina” (come la chiama lui).
I Giardini Margherita, con le giostre, i giochini e le macchinine a pedali rimangono un must assoluto nella vita di un bambino. Impossibile portarlo via…

Buon compleanno Babu. E come ti cantò la tua mamma il primo minuto che vi vedeste: Benvenuto raggio di sole, a questa terra di terra e sassi...benvenuto figlio di nessuno, benvenuto in questo paese.

So che verrò cancellato e bannato a tempo indeterminato, ma volevamo solo dire: TANTI AUGURI AMORE NOSTRO!!!!

laSima e PonyLuna
postato da: PonyLuna alle ore 14:28 | Permalink | commenti (46)
categoria:pony luna
venerdì, 20 maggio 2005

clicca sulla foto per vedere tutte le immagini

LO SPETTRO INCONTRA MARUSKA ALBERTAZZI


I parte l'autrice
ore 18, p.zza Ravegnana: Bologna è bloccata dal traffico, ma il Vs. cronista parcheggia in perfetto orario lo scuter davanti a
Feltrinelli.
La mia presenza è imperativa: oggi Marusca Albertazzi presenta il suo libro "
Io sono una Tigre" (Kowalski)
Nei mesi passati non ero stato molto biondo con lei, quindi esserci è un obbligo.
Ammetto di essere arrivato leggermente prevenuto, mi aspetto la scrittice fredda e distaccata; invece la parola Spettro la scioglie in un immediato sorriso.
Ormai sono andato, ma il colpo di grazia me lo danno le ottime e dolcissime
fragolone portate da mamma Albertazzi (coltivate nell'azienda di famiglia)
Tutte le domande che avevo preparato vengono divorate dalla mia golosità.
Invoco lo spettro di
Vespanzo da Padova, che mi suggerisce:
S - Come fuorisede a Roma, cos'hai messo in valigia della tua bolognesità?
M - Il tratto più apprezzato del bolognese è la capacità di sdrammatizzare situazioni che invece il romano affronta con più volgarità. Credo sia questa la dote migliore che ho portato con me
S - Cosa non rimpiangi?
M - A differenza di Roma, Bologna tende a volte a chiudersi su se stessa, ognuno nella propria parrocchia. Mi ritengo una persona eclettica e non ho voglia di confinarmi in un angolo; se ho voglia, vado con gli amici alla festa dell'Unità ma il giorno dopo non ho nessun problema ad andare a San Luca.
S - Cos'hai trovato a Roma, che ti mancava a Bologna?
M - Facendo l'attrice, la risposta è ovvia; ti posso dire che ultimamente ho l'impressione che Bologna abbia smesso di investire nella cultura e penso sia uno sbaglio che potrebbe pagare caro.
S - Che idea ti sei fatta del nostro blog?
M - Dallo Spettro mi aspettavo di più!!!
Mi aspettavo che almeno leggeste il libro, invece di giudicarlo a scatola chiusa.
Mi aspettavo di più da persone che hanno assistito alle pèrformans sado-sodomitiche di Zecchini senza fiatare e non hanno invece esitato a criticare il mio nudo sul palcoscenico.

E il libro?
Non essendo un critico e non avendolo ancora letto, preferisco che diate un'occhiata ai filmati che ho girato.
Dopo che Maruska ha citato tra i suoi autori preferiti Hemingway, non dico altro........uordless!!!
Per il giudizio finale, vi invito ad ascoltare e visionare i video.

II parte "le braghe di Bonaga"
La fine della presentazione trasforma la galleria adiacente Feltrinelli nella succursale felsinea di un
villaggio Valtur.
Baci, abbracci - dove hai detto che vai adesso? - scusa che prendo un'altra
fragola, sono ottime - ragazzo, un prosecco - posso avere un autografo?
Mentre aspetto il mio turno per i saluti (pochissimo, per la verità), vengo circondato dalla "Bologna politica che conta".
Per un attimo faccio finta di essere un giornalista e cerco di mandare a memoria il dialogo tra
Monteventi e Bonaga Maniglia (così ribattezzato per via delle orrende braghe in pelle)
Il ping-pong di battute tra la madrina degli Okkupanti e l'Aristofrik è super-spassoso.
Belle le braghe - Bona Valerio, non rompere i coglioni - Senti ma cosa vi ha fatto di male il Coffi: vi ha tolto le gocce, ha battuto le destre, .... - Il Comune non è un'azienda, ... - Senti oh, ascolta; ti ho trovato lo slogan per il corteo di sabato: facciamo il Koffi-Break e mi raccomando scrivilo con la K!!!!
Di fronte a questo "alcolicissimo volemose bbene", mi sembra chiaro che la ventilata spaccatura della maggioranza è tutto un teatrino.
Voi che dite? 

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Max Bartender

postato da: Chavi alle ore 06:03 | Permalink | commenti (26)
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giovedì, 19 maggio 2005

 

IL DISCUSSO VIDEO DELL'UMARELL MASO
INTERVISTATO DALLA PINA DI RADIODIGEI
(Solo per connessioni veloci)

postato da: maso_ alle ore 23:01 | Permalink | commenti (18)
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giovedì, 19 maggio 2005


OSTERIA LA FRASCA

Angolo "boulevard nostalgia" sulla Frasca, assiduamente frequentata dal sottoscritto durante la precedente gestione.
La gestiva Lele ex giocatore di football americano, nei Warriors se non ricordo male.
Birra buona, mi ricordo dei compleanni con il "barillotto" e le casse moleste seguenti, sedate agevolmente dal buon Lele.
Lo aiutava ai tavoli la compagna e per un periodo anche zio Gio (qualcuno in questo blog sa di chi parlo). Tale compagna di Lele sembra che ad un certo punto gli abbia imposto di vendere il locale e subito dopo lo abbia smollato. La leggenda vuole che Lele abbia preso le sue cose e sia andato ad aprire un locale alle Baleari (Ibiza o Formentera???) luogo di rifugio di altri bolognesi "reietti", anche se nelle sue originarie intezioni c'era di aprire una latteria.
Nota di folklore bolognese: capitava spesso nell'ultimo periodo di incontrare Ballo il bassista dei Luna Pop.
Bello eh?!

by Piluto

postato da: innovari alle ore 13:12 | Permalink | commenti (53)
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giovedì, 19 maggio 2005

ROBBA de BBOLOGNESITA'
(discuting in Casalecchio)

NUN cc'é gnente da fà, dopo essere stati tre ore a parlare ed a raccogliere opinioni, allo scopo di poter recuperare dalla folla intervenuta al dibattito, almeno un brandello di quello che ormai potrebbe (forse) essere (ner 2005) definita BBolognesità (ed il tutto al di là delle ormai obsolete leggende metropolitane, che già prima dell'avvento del Webb e del cellulare, si sono radicate nell'immaginario della matricola PRE-fuorisede grazie all'obsoleto e perverso meccanismo del passaparola... )
DICEVO: DOPO essere stati TRE ORE a spremerce il cervello ascoltando le TorrInziali (sì sì, ner senso de Torri) esposizioni della VSB MAzzuccato CHE (e cchi je pò ddì gnente) rivendicava la sua esplicita e caratteristica BBolognesità immediatamente riconoscibbile anche fuori zona.... (e principalmente a causa di una questione relativa all'uso della LINGUA....)
DICEVO: DOPO essere stati tre ore a cercare de fà le PULCI a quello che poteva o non poteva ESSERE tipico di un capelluto FUORISEDE e che non fosse allo stesso tempo anche tipico di un autoctono BBOLOGNESE....

(OK OK......ma, alla fine, COS'E che i FUORISEDE ar paese LORO nun C'HANNO??)

a) LA possibilità di poter eseguire estemporanee opere d'arte coll'esclusivo impiego dei loro succhi gastrici proiettati contro al muro della cucina alle 7 de mattina?
b) LA libbertà di poter coltivare piantine di marijuana nel soggiorno....?
c) I portici decorati colle merde del cane Tago?
d) I fagioli riscaldati nel microonde pagati 5 euro e trenta serviti in una caratteristica osteria BBolognese del centro?
e) IL poter dire cazzate mangiando un cornetto gigante in una pasticceria gestita da un'albanese alle 3 de mattina...???
DICEVO: ALLA FINE PERO' (Daje e Daje.....) FORSE però (forse eh??) alla fine... Qualcuno degli ospiti qualcosa di BBOLOGNESE l'ha beccato....

(delle cose......TIPOOOOOO......)

a) LA specifica capacità di essere in grado di farsi scivolare addosso più o meno qualsiasi cosa che non tocchi la morte dei propri cari, e questo grazie alla (chissà) tipica nonché BBOLOGNESE cronica mancanza der SENSO DER TRAGGICO.......
b) L' endemica PIGRIZIA che porta il bbolognese a DELEGARE ad altri quello che cade anche solo di poco al di là delle sue millenarie abbitudini.....
c) IL........(....)????
OK, ALLA FINE DEI CONTI però, dopo essere stati tre ore a rromperce la capoccia cercando di raccogliere testimonianze (e sopratutto PROVE) relative all'esistenza o MENO de 'sta fantomatica BBolognesità...... ci é toccato (in finalis....) de incappare in almeno UNO degli aspetti caratteristici de 'sta città che a qualcuno (come a ME) é toccato di riconoscere come

"IL LATO OSCURO DELLA BBOLOGNESITA"

Essendoci (dopo l'estenuante dibbattito....) proiettati in un'osteria appena fuori porta (Le frasche, v. Andrea Costa, TANTO PER ESSE PRECISI.....) ed avendo la SUDDETTA osteria a mezzanotte già chiuso la cucina.... A qualcuno de noi é venuta la pratica idea di buttarsi su una pasticceria adiacente allo scopo di consumare qualche crescentina bisunta allo scopo di recuperare le calorie di cui l'animata discussione l'aveva privato..... confidando CHIARAMENTE nell'ipotesi di poter tornare nell'osteria allo scopo di poter usufruire (anche se in maniere dissociata) di una rinfrescante CONSUMAZIONE alcolica.....
MA, alla vista, all'ingresso della SUA osteria, di un ROMAGNOLO armato di crescentina bisunta, (anche se smanioso di CONSUMARE) il titolare gli ha intimato l'ALT, facendogli notare che non poteva CONSUMARE all'interno del SUO locale una COSA che non aveva acquistato là dentro.....(e nemmanco 'na briossce meno unta.... vedilafoto.....)

postato da: Hawanna alle ore 11:46 | Permalink | commenti (52)
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martedì, 17 maggio 2005

MILANO CHIAMA
LA BOLOGNA CHE CONTA

Settimane fa una discussa imeil era arrivata in redasione chiedendo se potevo rilasciare un'intervista a Radio DeeJay sull'argomento Umarells.
Rispondo di si. Passa il tempo. Poi non si sa più nulla. Penso al solito scherzo, me ne fanno sempre tanti. Oggi pomeriggio, mentre sorseggio la mia acqua minerale di rito, ecco un'altra discussa imeil da Radio DeeJay.

Buongiorno,
vi scrivo nuovamente per proporvi un'intervista all'interno di Pinocchio, programma condotto da La Pina e in onda su Radio Deejay dal lunedì al venerdì tra le 18.00 e le 20.00. Si tratterebbe di un'intervista telefonica della durata di 5 minuti al massimo. Spero mi contattiate al più presto.
Il futuro è l'anziano!!  -  Redazione Radio Deejay

Prendo l'obsoleta cornetta. Telefono. Mi rispondono. Allora non è uno scherzo. Entusiasmo a Bologna. Entusiasmo a Milano.
Domani sera (mercoledì 18 maggio) dalle 18.00 in poi sintonizzatevi su Radio DeeJay... si parlerà di Umarells con  La Pina.
E dopo ci si vede alle 21.00 alla Casa della Conoscenza per il discusso dibattito.

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martedì, 17 maggio 2005


- sopra il Cassero di Porta Saragozza, sotto una sfilata gay/drag queen al "vecchio" Cassero -

CARTOLINE GAY
DAL PASSATO

Alcuni giorni fa sono passato con lo scuter sotto l'arco di Porta Saragozza. Non passo mai di lì perchè il semaforo è eterno, ed infatti sono rimasto lì alcuni minuti.
Mentre aspettavo mi chiedevo "chissà cosa c'è al posto dell'Arci Gay?" ed infatti, contrappasso dei contrappasi, cosa c'è?
Il museo della Madonna di San Luca!
Continuavo a stare all'interminabile semaforo guardando la porta del museo, e mi tornava in mente quel luogo come era prima.
Il Cassero di Saragozza (quello gay) è stato per anni un locale molto frequentato anche dagli etero: la terrazza estiva, buona musica, luogo accogliente, gente allegra e veramente gaia. Tutte le volte che ci sono andato in passato mi sono divertito un sacco. L'ambiente rilassato e "sbracciato" mi metteva allegria.
Qualche mese fa sono stato a vedere un concerto al "nuovo Cassero" della rassegna Angelica alla Salara. Posto fichissimo, restauratissimo, tutto ben organizzato e professionale, ma niente a che vedere con l'ambiente "easy" di Porta Saragozza: gente incattivita, vestita come Che Guevara, barbe lunghe, gay poco gai. Una sindacalizzazione omosessuale che mi sembrava di stare a un dopolavoro della CGIL, nessuna residua spontaneità.
Ragazzi e ragazze gay, ritrovate le vostre radici e gioite ancora!
Grillini è trooooppo serio! E' trooooppo POCO gayo!!!

by INNOVARI

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martedì, 17 maggio 2005

COPIO TANTO, TANTO!
(Il discusso plagio di Giovanotti)


A14 direzione Faenza - notte - C1P8 al volante - lo stereo è acceso e Giovanotti sta cantando .........TANTO TANTO TANTO TANTO.......
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
Come va il mondo? Male
Come va il mondo? Bene
Per non annoiarmi, traduco il testo in bolognese e provo a cantare sopra il pezzo, ma devo adattare la metrica; ecco, forse ci siamo:
Cum stèt? Benéssum! Cum stèt? Cum stèt? Benéssum! Cum stèt?
Cum vèla? Benéssum! Cum vèla? Cum stèt? Benéssum! Cum stèt?

Possibile? Può essere?
Mille dubbi mi assalgono, poi ricordo di aver letto tempo fa di un discusso plagio di Bono & co. e d'un colpo è tutto chiaro......
Arrivo a casa e trovo la foto dove sono insieme.....
E' un complotto, erano d'accordo da tempo: hanno cominciato gli U2 - saccheggiando le idee del Garage-Rock felsineo - e ora continua Lorenzo.

Dopo Albano contro Maicol Gekson e Gustavo contro Bono, Mingardi contro Giovanotti?

Ai postumi l'ardua sentenza.....comunque io dico che sono uguali.

Max Bartender

     
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postato da: Chavi alle ore 02:18 | Permalink | commenti (152)
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domenica, 15 maggio 2005
Clicca l'immagine per il percorso da Piazza Maggiore alla Casa della Conoscenza
Clicca per vedere il percorso da Piazza Maggiore alla Casa della Conoscenza
 
BOLOGNA TRA SPETTRI E SPIRITI


“Bolognesi” vs “Fuorisede”
alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno

Condividiamo la città, attraversiamo le stesse piazze, ammiriamo gli stessi monumenti, frequentiamo la stessa università. Ma poi, la sera, non ci incontriamo più. Frequentiamo locali diversi, amiamo persone diverse, beviamo birre diverse e vini diversi, mangiamo cibi diversi, ci comportiamo in modo diverso.
Bolognesi e Fuorisede: una sola città due mondi paralleli.


Dopo mesi di dibattiti, discussioni, scontri e frecciatine, finalmente il confronto tra Bolognesi e Fuorisede diventa realtà. Grazie alla mitica laSima, il Comune di Casalecchio di Reno – la Bologna-non-Bologna – ci ha offerto uno spazio neutrale per evocare gli Spettri e gli Spiriti della Bolognesità.

Mercoledì 18 maggio alle ore 21.00 alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, Matteo Bortolini (bolognese fuorisede) coordinerà l’incontro-dibattito “Bologna tra spettri e spiriti”: tenzone semiseria tra Bolognesi, capitanati da Danilo "Maso" Masotti, fondatore dello Spettro e di Umarells , e Fuorisede, rappresentati invece da Mario Bellina, autore del volume La Bo degli spiriti.

Francesca Mazzucato, la VSB, sarà la madrina dei “Bolognesi”. Emidio Clementi, lo STF, sarà il padrino dei “Fuorisede”.

Non potete mancare!!!!

PS per chi non è automunito: il 20 (Pilastro, san Donato, via Indipendenza, Rizzoli, Saragozza, Meloncello, Porrettana, Casalecchio Centro e RITORNO) continua le corse fino alle 00:28, comunque in molti hanno la macchina e possono dare passaggi.

postato da: PonyLuna alle ore 16:52 | Permalink | commenti (134)
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sabato, 14 maggio 2005


- R99 e Innovari per l'ultima volta al Rock Shop, foto by Max Bartender -

GRAVE LUTTO
IN CITTA'

"Fallimento", leggo. E' il cartello sulla vetrina di un negozio che chiude, sotto questa parola il proprietario ringrazia la clientela che lo ha frequentato fino a ieri. Poche parole di commiato in mezzo  alla giungla di sigle che significano leggi, decreti, procedure e orpelli legali.
Torno dopo pochi giorni per l'ultima apertura al publico, farò incetta di quella merce che per anni ho sbirciato dalla vetrina, guardato negli espositori, acquistato e subito portato a casa per usufruirne impaziente.
Il negozio è Rock Shop di via della Grada. Uno degli ultimi negozi di dischi (ormai si chiamano negozi di musica) di un certo livello e a misura d'uomo. Di un certo livello perchè era uno di quei posti specializzati in quello che altrove è generalmente difficile reperire senza aiuto del personale (e il personale qui ha una sua cultura musicale in continua evoluzione), e nelle "cose rare" che ormai i negozi soliti noti non tengono più se non in qualche scatolone in fondo al magazzino o in scaffali-cassaforte con prezzi a tre cifre.
I negozi come Rock Shop sono quei posti dove entri spesso non con un'idea precisa in mente, piuttosto  con l'intenzione di curiosare perchè quello che ti serve lo sai, non ha ancora una forma ma è qualcosa di nuovo che ancora il tuo orecchio non ha ascoltato e desidera gustarsi.
Dai soliti noti non è più così. Ti sbattono sul tavolo la minestra riscaldata dei "nice price" a 10 Euro  oppure puoi tuffarti nel mare già noto delle "novità commerciali" - un disco ogni cento forse è una vera novità, mai sentito un nome nuovo lì..  è roba che si vende, la gente che va dai soliti noti vuole quello che già conosce.
Ma la musica va esplorata, scoperta, consumata e conservata, bisogna farla conoscere agli amici e andarla ad ascoltare, cercare, conoscere. Se un neogizo di musica deve essere come un supermercato dove trovo solo i prodotti che si vendono sicuramente, come si fa a non stancarsi di ascoltare sempre le stesse cose ? Perchè dai soliti noti servono da bere solo acqua fresca a cui qualcuno ha sapientemente decorato la bottiglia in un modo diverso da quella che era sul tavolo ieri.
"Oh, ma io questi Police mica li conoscevo - che figata!  però qui c'è un cd soltanto.. si vede che non hanno fatto molti dischi". Questo è il mondo dei soliti noti.
"Oh, ma non si vende più un disco, adesso la musica i ragazzini la scaricano da Internet, ecco perchè questo posto ha chiuso". Ah si ? Io con Internet ho scoperto almeno dieci artisti che manco avevo l'idea prima, mi son piaciuti e sono venuto qui a comprare il cd per ascoltarmelo dove mi pare.
Così Rock Shop ha venduto dieci dischi.

Questa mattina c'era molta gente che comprava  dischi e DVD , in via Della Grada.

Dalla settimana prossima non li compreranno più; non ci sarà nessuno che glieli propone, mentre laggiù dai soliti noti  si continua a mangiare minestra riscaldata e/o bere acqua fresca.
Sempre più delle nuove generazioni non sanno, non sapranno mai che esiste molta più musica al mondo di quanta ne conosce EmTiVi. E nel frattempo avranno un posto di meno dove cercare.

by R99 a.k.a. C1P8


Un doveroso addendum by INNOVARI

Ho frequentato Minella Rock Shop da quando ha aperto (anni '80), ancora quando stava in Via Mazzini.
Danilo Tomasetta, uno dei soci fondatori, mi ha formato alla musica e mi ha indotto e introdotto a trasmettere a Radio Città (non del Capo - doveva ancora venire) la musica che preferivo, e a parlare alla radio di quello che preferivo.
Il negozio era un punto di riunione di musicofili che spesso diventavano musicisti e suggevano dai vinili del Rock Shop le ispirazioni più raffinate e contemporanee.
Al piano di sotto del Rock Shop, per molti anni è esistito un attrezzatissimo studio di incisione, gestito da GIOVANI musicisti, dove molta della MIGLIORE musica prodotta in città è stata registrata. Anche dopo il suo trasferimento in Via della Grada ha continuato ad operare una sala di registrazione fino a pochi giorni fa.
Molti dei dischi autoprodotti a Bologna hanno visto la "ribalta" all'unica rivendita che li metteva in vetrina: il Rock Shop.
Molti per dare l'appuntamento agli amici, per anni hanno detto: "ci vediamo da Minella".
I soci del Rock Shop non sono stati solo dei coraggiosi imprenditori, ma sono stati anche dei pazienti e cortesi maestri di diverse generazioni di appassionati di "altra" musica.
Sono stati dei geniali critici degli artisti, sempre forieri di preziosi consigli ed anche dei grandi mecenati musicali.
La musica è finita, gli amici se ne vanno.
Addio.
Addio amici.

postato da: innovari alle ore 09:20 | Permalink | commenti (133)
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venerdì, 13 maggio 2005

Lo Spettro si palesa


Oggi finalmente i bolognesi hanno capito di avere un sindaco.
Senza entrare nel merito dei contenuti, ci vuole poco per capire chi dei due contendenti (tra Cofferati e Giordano) sia stato il miglior comunicatore, chi abbia meglio trasmesso il proprio messaggio.
Ferrara l'ha capito benissimo e anche con i baffoni sembrava un bambino sotto l'albero, la notte di Natale, felice per il regalo ricevuto.
A livello di immagine, il Giordano impacciato, che doveva sbirciare gli appunti ad ogni replica, è stato il peggiore degli autogol possibili.
Lo sguardo di Cofferati era quello dell'uomo sicuro e deciso; i detrattori diranno che il merito è delle molte trombate...se anche fosse, il risultato è stato ottimo.
Nei mesi scorsi sono state molte le voci contro l'operato del sindaco.
Dispiace vedere che le critiche più accese e i brindisi (cin cin) più malauguranti sono venuti soprattutto da una parte della sinistra; quella che per veder primeggiare le proprie idee non esita a mangiare i propri figli, come fece Cronos dopo aver evirato il padre.
Quella parte di sinistra abituata all'opposizione più radicale, che vedendosi incapace di convivere per governare la città ha cominciato ad urlare al complotto e alla cospirazione.
Quella parte di sinistra che ha sempre sostenuto la necessità di distruggere la società attuale per costruirne una migliore e nuova.
Quella parte di sinistra che, come ammesso dallo stesso Bifo Berardi, preferisce veder vincere il Centro-Destra.
Hanno ragione i dipendenti comunali a definirlo "cioccapiatti"?
Hanno ragione quelli che vogliono "bere e pisciare" sotto ogni portico, fregandosene delle ordinanze?
Hanno motivi legittimi quelli che continuano ad occupare; senza aver ancora capito che per farlo, devono indossare giacca e cravatta?

Cofferati non è più un uomo della sinistra?
Lo è tuttora, ma è anche il sindaco di Bologna e di tutti i bolognesi.
Forse un po' di più da questa sera, lo si è capito da come a difeso a spada tratta i gestori dei locali notturni.
Spostandoci a Roma, possiamo vedere che i problemi sono gli stessi - la sinistra antagonista e quella di governo non riescono a coesistere.
Prodigy già una volta è stato silurato e sembra che tra un cin cin e l'altro, si profili lo stesso orizzonte per Cofferati.
E' giunto il momento che lo Spettro si esponga e scenda in campo?
Il 18 Maggio ci incontreremo per discutere di tanti progetti; tra cui forse anche la creazione di una lista civica.
Non è mai stata nostra intenzione schierarci, ma se parte della maggioranza abbandonerà il sindaco, non esiteremo a sostenere con ogni mezzo una persona che ha mostrato di avere così a cuore la sicurezza di noi cittadini.
E' un dovere civico e morale, indipendentemente dall'appartenenza politica; per far sentire il nostro appoggio a chi sta dalla parte dell'ordine e della legalità

Vi riporto gli "Ai Lait" della serata:

"Si farà lo Strit Reiv? Forse, ma solo se potrò garantire la sicurezza di tutti i partecipanti e dei miei concittadini" (che pagano le tasse n.d.r.)

"La legalità è di sinistra, le ordinanze comunali sono di sinistra. Io non voglio vivere in un paese dove ognuno fa quello che vuole".

"La concertazione è un metodo o un fine? Se c’è l’accordo la concertazione produce risultati. Ma se questo accordo non c’è, occorre che qualcuno si assuma la responsabilità di farlo. Tutto il resto è demagogia, una città non si amministra con la demagogia".

"In passato sono stato accusato di assemblearismo, di menare il can per l'aia e non decidere. Ci sono casi in cui occorre decidere rapidamente. Io sono disposto a discutere giorni per arrivare ad una decisione, ma quando la decisione è presa occorre agire".

"In nessuna azienda accade che si distribuiscano fondi che non esistono. Prima il recupero di produttività, poi la redistribuzione".  

"Franco, tu sei eletto a Bologna ma qui non ci sei mai; tu parli di cose che non conosci, vieni qui, che ti vogliamo bene…"
 
Dopo queste parole, l'intera redazione dello Spettro ammette candidamente di aver avuto un'abbaglio ed aver preso una cantonata epocale.
Si può sbagliare nella vita, la cosa importante è ammetterlo e cambiare strada.

Da oggi Cofferati ha dei nuovi amici.
Anche voi siete d'accordo?

Rassegna stampa 1 & 2

Max Bartender
postato da: Chavi alle ore 02:01 | Permalink | commenti (310)
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giovedì, 12 maggio 2005

IL SOLITO CONTAGIO SPETTRALE
IN AIUTO DEI CREATIVI
BISOGNOSI DI CONTENUTI

L'imperatore INNOVARI I si siede davanti alla tastiera e scrive un post riportando il dialogo immaginario tra due studenti fuorisede scritto dal meno immaginario Don Jago.
Invio.
Poi la gente commenta.
C'è a chi piace l'argomento e a chi no.
Le solite cose dicono alcuni.
Le solite cose, ma parliamone, dicono altri.
Più di 100 commenti.
Gli impiegati tornano a casa felici.
Il pomeriggio è passato.
I soliti discorsi triti e ritriti.
Promessa da parte di INNOVARI I di non trattare più l'argomento se non in casi eccezzionali.
Poi, come spesso accade, la mancanza di creatività che domina l'assonnata Bologna che conta, utilizza la nostra fonte:

Su Spettro della bolognesità (blog di bolognesi) è riportato il dialogo che avete appena letto e ci sono più di cento commenti che sostanzialmente confermano che gli studenti sono molto meglio di quello protagonista del dialogo e che gli incivili ci sono dappertutto, anche nella popolazione bolognese "doc"...

Poi anche loro aprono un forum per parlare delle stesse cose delle quali stiamo parlando da mesi e qualcuno si è già annoiato per la ripetitività. A questo punto, andiamo a vedere cosa dicono. Ah, dimenticavo... si fanno chiamare SINISTRA GIOVANILE BOLOGNA.

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mercoledì, 11 maggio 2005

IL COMPIANTO SU CRISTO MORTO
Di Nicolò dell’Arca

Nel cuore del cuore di Bologna, nella piccola e seminascosta Chiesa della Vita, che come quasi tutte le chiese di Bologna se ne sta defilata in una vietta laterale seppur bellissima, via Clavature, si trova un gioiello assoluto, una di quelle opere d’arte che agli atei insinuano il dubbietto che Dio esista davvero: Il Compianto su Cristo che Niccolò dell’Arca scolpì nel 1463, periodo in cui il Rinascimento italiano buttava le basi per il suo dominio culturale incontrastato sull’Europa.
In una cappella a destra guardando l’altare maggiore, se ne stanno lì tutti e 6 davanti al loro morto, che in quel momento è un morto qualunque, il caro, il parente, l’amico che ognuno di noi ha perso o perderà nel corso della sua vita. Nessuno di loro sa ancora cosa succederà di lì a tre giorni, in quel momento sanno solo che glielo hanno portato via, , che quello è l’ultimo momento in cui lo vedranno. Una fotografia nitidissima, un’istantanea feroce del dolore di tutti noi che D’Annunzio, impressionato, definì “l’urlo della pietra” . Ognuno impersona un dolore, una tipologia di sofferenza descritta in modo assoluto, senza speranza.

Maria Maddalena e Maria di Cleofa il dolore scomposto. Sono così sformate nella sofferenza, che il vento stesso che le scompiglia le vesti sembra piangere con loro. Urlano in modo terrificante e per questo vennero chiamate le burde (le befane); venivano evocate come gli orchi se i bimbi non facevano i buoni.

Maria (Salomè), il dolore per i dolori degli altri. la terza Maria ha le ginocchia che le si piegano; soffre non solo per la morte del suo caro maanche per la pena che vede patire dagli altri. Cosa posso fare per voi? Come posso aiutarvi?

Giovanni il dolore rattrappito, troppo forte per venire fuori, non ci crede, non è vero, non può essere vero, ma non era il figlio di Dio? Se lo guarda attonito, avvolto chiuso in se stesso, cerca di capire in cosa deve credere adesso.

Maria, la Madonna, il dolore antico, e insopportabile di una mamma che perde suo figlio, il dolore che ti cambia la vita. Le mani intrecciate sotto al petto a formare un cuore che in questo momento non sa più se battere velocissimo o fermarsi del tutto.

Nicodemo il dolore dell’impotenza: ci guarda esterrefatto. Non ha potuto fare niente per salvarlo, punta gli occhi su di noi, lo sguardo fermo che dice che toccherà anche a noi; a tutti noi, nessuno escluso, in ogni epoca, in ogni nazione, in ogni città.

E lui, Cristo, è quello che meno ci attira lo sguardo: non è più terreno lui, non è più qui. “la storia siamo noi”, ci dice Niccolò, “attenzione, nessuno si senta escluso”“la storia siamo, padri e figli, siamo bella ciao che partiamo”

Niccolò ha lavorato molto a Bologna, che, colpita da cotanta maestria gli commissionò altri lavori tra cui la famosa arca di San Domenico. E così, come in CSI, possiamo girare per Bologna a scovare le meraviglie che ci ha lasciato, veri e propri indizi per rilevare il DNA dell’eternità.

La Sima

postato da: maso_ alle ore 22:37 | Permalink | commenti (36)
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mercoledì, 11 maggio 2005

DRAIV IN

In Piazza 8 agosto si è materializzato uno schermo gigante gommoso con scritto Nivea Soft - Drive In to Love. Parentesi: quando ero piccolo guardavo discutibili film dove il super figo con la banana in testa ingellata portava la sbarba al draiv in e tra un pop corn ed una coca cola lui, il nostro eroe elvisiano, ci provava e lei ci stava. Ma non voglio guardare ad un passato che non c'è più, ho fame di presente, quindi chiedo: ma nel 2005, che cazzo vuole dire il draiv in in piazza otto agosto? Quale insana iniziativa avrà luogo nel punto più ad ampio respiro di Bologna?

postato da: maso_ alle ore 18:34 | Permalink | commenti (17)
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mercoledì, 11 maggio 2005


INEDITI PUNTI DI VISTA

Ebbene sì, non ho resistito. Nonostante la moratoria su "certi argomenti" non ho resistito.
Ho trovato questo immaginario (immaginario?) "dialogo platonico bolognese" tra due studenti fuorisede sull'interessante blog
New-Clear Wordz di Don_Jago.
Dopo averlo letto non ho resistito nel riproporlo al grande pubblico dello Spettro, in quanto rappresenta un insolito e fastidioso punto di vista sulla città; un punto di vista che lascia il segno e che è supportato da solide motivazioni economiche.
Forse una giustificata visione di Bologna come meritrice?
Forse una sincera e disincantata dichiarazione di fancazzismo e menefreghismo?
Uno dei due studenti appare stupito dalle dichiarazioni dell'altro. Che figura rappresenta costui?

LA CASA DELLE LIBERTA'

-Allora, sei stato ieri alla manifestazione della Rete Universitaria «Riprendiamoci Piazza Verdi»?
-Merda che figata.
-Di' un po'.
-E niente: non so com'era al pomeriggio: sono passato e ho visto solo che c’era ‘sto furgoncino con attaccato lo striscione con scritto "riprendiamoci piazza verdi" o tipo, che esalava gas letali e faceva un casino della madonna, e mi è venuto da ridere che loro fanno tutta la storia sulle macchine che passano in Piazza Verdi. Son loro, no? Boh, tanto è la stessa cosa. Sono dei miti, cazzo, non gliene frega un cazzo. E niente: sono andato via subito, e non so se c’è stata tutta la storia delle mostre, le assemblee eccetera, ma tanto di quello non gliene fregava un cazzo a nessuno. E niente: la sera è stata una figata, è stato un bordello. La gente stava fuori. Prendevano a calci i bidoni, via Petroni era piena di merda rovesciata dai cassonetti. Si sono messi a suonare i bonghi davanti al teatro, per rompere i coglioni a quelli che stavano dentro. Bellissimo.
-Ti sei divertito.
-Il più bel momento di lotta politica della mia vita.
-Momento di lotta politica?
-Certo, per essere liberi. Io voglio essere libero.
-Per essere liberi da cosa, scusa?
-Dallo sfruttamento, dal precariato, dal… dal…
-Scusa, cosa c’entra il precariato con  cinquecento bufali vestiti con le pezze al culo e pieni di soldi che si divertono a radere al suolo una città?
-Vabbé, ma quello che cazzo c’entra. La colpa è dell’ordinanza sugli alcolici che è fascista. Loro vogliono che noi, vogliono che noi facciamo quello che vogliono loro, e invece. Invece... Senti: credi che io vengo qui per buttare le bottiglie nel bidone e pisciare nei cessi? Bologna è merda, noi paghiamo per stare qui e fare quello che vogliamo: mio padre paga, sgancia un tot di soldi per farmi vivere qui e ne sgancia un tot a me per divertirmi. Quindi io pago, e se pago faccio quel cazzo che mi pare.

Infognato da Don_Jago in un istante delle 15:04 di domenica 1 maggio 2005

PS:
Mi pare interessante anche quest'altro post (non nuovissimo), sempre di Don_Jago dal titolo "
delle divergenze tra i sedicenti studenti di sinistra e me".
Potete commentare anche questo qui sullo spettro o sul suo blog.

by INNOVARI

postato da: innovari alle ore 07:12 | Permalink | commenti (133)
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