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giovedì, 30 giugno 2005


THE ZOCCA CRONICLES
- prima parte -

Ricevo sorprendentemente stamattina un messaggio da INNOVARI 3.0 Alpha in fase di debugging a Zocca. Si pensava che non potesse dare notizie di se fino alla fine dei processi, ma invece oggi ecco giungere alcune righe, anche se non troppo verbose...

Dr. Falloppio

Zocca.
Zocca.
Zocca sta sul confine pedemontano tra Bologna e Modena ed è un rifugio peccatorum per Umarells Zdaure e Cinni in cerca di frescura dalle due città (800 metri sul mare).
A Zocca non succede quasi nulla, ma da straniero in terra straniera ho capito che c'è qualcosa che connette Zocca al Bologna Futbol Cleb; chissà cosa... non conosco l'argomento...
A Zocca si dorme bene quando a Bologna c'è calderrimo. Nei giorni scorsi stavo con la finestra chiusa di notte e oggi, che sono andato a farmi un caffè in centro, il termometro segnava 25 gradi.
Mentre prendevo il caffè in un megabar in stile anni '60 l'occhio mi è salito al soffitto, disturbato da ghirigori.
Il controsoffitto a quadrettoni era graffitato a solgan dedicati a Vasco... già, ora ricordo, Vasco è di Zocca...
Il barista è un uomo impassibile, di grandi dimensioni, dal capello nero e imbrillantinato. In realtà somiglia a un barbiere.
Gli chiedo: "Chi li ha fatti?", lui laconico "I fans di Vasco".
Osservo ancora il controsoffitto che si trova ad almeno 4 metri di altezza, mi faccio mentalmente una domanda e poi la giro al barista che mi guarda in silenzio: "Ma li fanno direttamente sul soffitto con una scala o li tirano giù?"
"No" dice quello "Li tirano giù poi li rimettono su".
"quant'è il caffè?"
"85 centesimi"
"eccoli... buongiorno..."
"arrivederci"

by INNOVARI 3.0 Alpha

postato da: innovari alle ore 12:04 | Permalink | commenti (22)
categoria:
mercoledì, 29 giugno 2005

ARREDAMENTO ETNOSCICC
A BASSO COSTO?

I bolognesi scappano dalla sempre meno accogliente Bologna, si accollano sul groppone un mutuo trentennale e vanno a vivere in provincia nella speranza di abitarci per sempre e di non spostarsi mai più, ma questo lo sappiamo già, lo abbiamo già detto tante volte. Il quesito che ci poniamo oggi è: ma in che modo arredano la casa i bolognesi? Fino a pochi mesi fa andavano al modesto Tre Stelle, al Mercatone o da Ricci Casa per i mobili più "seri", mentre per i mobili da battaglia assaltavano l'Ikea alla domenica pomeriggio. Un altro mast del bolognese rimane ancora l'acquisto a rate del divano di Dondi Salotti o da Divani&Divani rigorosamente a tasso zero, prima rata fra un anno quando va male. Insomma, tutti ad arredarsi la casa allo stesso modo e con gli stessi finanziamenti agevolati, ma non gli aristofrik che ne sanno una più di Merilin Menson e anche se non te lo vengono a dire, dispongono di più pecunia, il che significa maggior possibilità di scelta in negozi esclusivi. Ovviamente anche l'aristofrik acquista qualcosa all'Ikea o al Tre Stelle, ma solo qualcosa... perchè l'aristofricc da qualche annno a questa parte predilige l'arredamento etnico fatto di  cuscini, tappeti, incensi e lampade colorate evriuer. L'aristofricc ti riempie ogni angolo di incensini e ti porta a fare il giro della casa mostrandoti la cassapanca grezza da 2000 euro, il letto tatami  con la struttura in legno da 5000 euro e l'armadio a 15 ante dall'accattivante desaign da 8000 euro . Nella casa dell'aristofrik tutto è bellissimo, tutto è ordinatamente in disordine e le stanze,  il più delle volte  sono state personalizzate dall'amico architetto di turno. Uau. E' sempre una sofferenza per il bolognese invidioso (a Bologna c'è molta invidia... ne riparleremo) vedere questi appartamenti che sembrano usciti da una rivista di arredamento, è sempre una sofferenza per il bolognese passare davanti alla vetrina della Meson Colonialll di Via Marconi e rendersi conto che i prezzi dei mobili etnoscicccc sono eccessivi o addirittura inaccessibili. Ma cosa deve fare il bolognese tirato su a tortellini e culto dell'apparire se vuole arredarsi la casa in maniera etnosciccc? Si deve arrendere? No! E' molto semplice... ecco cosa può fare! Da qualche settimana al Meraville hanno aperto un negozio che si chiama IDEA dove è possibile acquistare articoli etnosciccc a prezzi stracciatissimi. Le stesse cose che fino a poco tempo fa costavano un casino, da IDEA costano inspiegabilmente la metà e anche un terzo. Grandioso. Bolognesi, esultate!  Nel 2005, finalmente, tutti hanno la possibilità di arredarsi la casa in stile etnosciccc e l'aristofrik che alberga in tantissimi cuori bolognesi verrà accontentato. Quelli di IDEA hanno avuto proprio una bella idea.

postato da: maso_ alle ore 22:21 | Permalink | commenti (61)
categoria:maso
mercoledì, 29 giugno 2005

il Vate ed il fan post-contemporaneo

TREMATE - TREMATE, IL VATE È TORNATO!

Arrivo al vicolo Bolognetti verso mezzanotte per farmi un birrino e parlando con la Vale, una delle organizzatrici, ricevo la prima buona niùs: i New Hyronja old project suoneranno il 18 luglio.
In giro tante facce conosciute; vicino a me vedo un DJ conosciutissimo dai lettori dello Spettro, ma sta impezzando una tipa di Latina e capisco che non è il momento migliore per i saluti...(un'altra volta).
Poi vedo da lontano una sagoma che mi è famigliare: merda è il vate post-contemporaneo Zekkini!!!
Mi avvicino e mi presento dicendo:
"Ciao sono amico di Innovari"
Innovari chi? - mi risponde il Sommo.
Oleastri, aggiungo.
Ah, bene mi sei simpatico con questo taglio di capelli post-contemporaneo - mi risponde....
In breve mi racconta il suo viaggio nell'est estremo, dove ha conosciuto donne bellissime ed ha incontrato artisti che nella occidentalissima Italia ci sognamo di incontrare.
Ma poi all'improvviso spara la seconda niùs della serata:
I Post Contemporary Corporation ci allieteranno con un concerto ovviamente Post-Contemporaneo il 15 luglio ai giardini del Baraccano.
Mi raccomando, Max - mi dice - avverti anche Maso, ditelo sul blog e spammate ovunque:
TUTTI DEVONO VENIRE A SENTIRE I POST CONTEMPORARY CORPORATION SUONARE!!!
Che posso replicare, se il Sommo Vate chiama io rispondo PRESENTE!
Quindi tutti voi che pensate già alla meritata? vacanzina, prima della partenza avrete l'occasione di chiudere l'anno con un doppio concerto col botto.
W i New Hyronja e W il Vate Zekkini

NON POTETE MANCARE

Max Bartender

postato da: Chavi alle ore 07:12 | Permalink | commenti (59)
categoria:max bartender
martedì, 28 giugno 2005

CALDO BOLOGNESE

E anche quest'anno è arrivato il caldo e come al solito gli scontatissimi bolognesi si lamentano. "Un caldo così non lo faceva dal 1948" ripetono i vecchi smemorati che non si ricordano che il 2003 forse è stato anche peggio. I nervi sono a fior di pelle, la gente si innervosisce per un nonnulla e solo in questo periodo gli umarells si rendono conto che la morte esiste veramente e potrebbe coglierli da un momento all'altro. Si dorme male, si dorme poco, non si andrebbe mai a letto ed ogni mattino ci si sveglia sempre più incazzati facendo il cauntdaun dei giorni che ci separano dalle fatidiche ferie, unico periodo di VITA concesso ai comuni mortali. Le mura domestiche sono un inferno e solo gli sboroni che hanno acquistato un condizionatore in comode rate da 40 euro, riescono a trovare sollievo in zi aus. Purtroppo non sono uno di quelli che hanno fatto il grande passo e giustamente subisco la calura... ogni autunno mi prometto di acquistare un condizionatore, faccio il solito ragionamento bolognese della bazza: "in autunno chi cazzo compra un condizionatore?" mi chiedo. "In autunno dovrebbero costare molto meno" mi rispondo. E invece sono ormai cinque anni che temporeggio su sto caxxo di condizionatore, ma nel mio piccolo oggi pomeriggio ho comprato da Midiauorld un ventilatore con la piantana da 24 euro e 90 che fa il suo sporco lavoro. Con modestia giro in mutande per casa e mi rendo conto che anche grazie a questa canicola stiamo assumendo sempre di più le sembianze di una città del terzo mondo e mentre mi trovo a meditare sulla Bologna che suda, giunge una ventata di fresco, ovvero una lirica del poeta visionario Jhonson Rizzi dal titolo IL CONDIZIONATORE

hai caldo?
accendi il condizionatore!
respira!
aria riciclata
barricato nel tuo loculo
metallico cementato
alla realtà costruita
in barba alle stagioni
caldo freddo
deumidifica purifica
l'ambiente circoscritto
pompando
aria condizionata
a misura d'uomo
moderno

Che caldo ragaz!!!! A vag a lèt... e voi come ve la passate?

postato da: maso_ alle ore 01:46 | Permalink | commenti (87)
categoria:maso
lunedì, 27 giugno 2005

Clicca qui per vedere tutte le foto

STREET RAVE PARADE 2005*
(ze dei after)

Una sorta di bird-uotching, questo è lo spirito con cui mi sono avvicinato ai giardini Margherita - alle 15 di ieri pomeriggio.
Appena arrivato nessuno mi ha rotto le balle offrendomi fumo o pasticche, nessuno mi ha regalato caramelle, ma forse sono un po' grandicello per queste cose oppure la macchina digitale mi bolla come border-lain....
Al mio arrivo i camion dell'organizescion stanno parcheggiando diligentemente e la cosa mi ricorda il venerdì mattina in piazzola.
Appena varcato i cancelli, due ragazze mi bloccano e mi appioppano un foglio; sto per mandarle a cagare, pensando ai testimoni di Geova, poi invece mi accorgo che è un opuscoletto interessante su di un ragazzo col pollice verde, che si è suicidato.
Merda....il giardinaggio uccide più del traffico!
Gli inutili vigili urbani cercano di fermare i venditori abusivi di lattine di birre, mentre i puscer di tutte le sostanze psicotrope spacciano a bambine di 14 anni e nessuno gli dice un cazzo.
Lo slogan che campeggia ovunque è: "il proibizionismo è un serial killer" e molti criticano la legge 309, ovunque vedo consigli e paramedici pronti ad intervenire; ma mi accorgo dagli occhi sbarrati che la maggioranza dei convenuti non è lì per un dibattito, ma per calare e sbragarsi i timpani attaccati alle casse.
È tempo di partire, ma il tempo inclemente ci rovescia addosso tonnellate di pioggia, che manda all'aria il programma.....
Il percorso è studiato nei minimi particolari, ma la pioggia e la fattanza se ne fottono di questi dettagli.
Durante il tragitto è un susseguirsi di stracciate, pisciate e soste nei bar dei felicissimi bottegai bolognesi, - ma soprattutto pachistani.
La nottata è chimicissima e quello sfigato che scrive - non essendo un abusatore di tali sostanze - è costretto ad andare a dormire.....
Il giorno dopo - al mio ritorno - purtroppo l'atmosfera è già da ultimo giorno di scuola, tutti stanno andando a casa; ma ecco che mentre scatto qualche foto mi capita il caso umano, una tipa sconvolta mi chiede:
"Dove siamo?"
Lo spirto burlone che entro mi rugge mi suggerisce di rispondere Catmandù, ma poi la pietà ha il sopravvento e vado a chiamare i paramedici.
Dei ragazzi simpatici e svegli, che mentre soccorrono la smemorata mi raccontano quello che tutti sapevano già:
NON È SUCCESSO UN CAZZO!!!
Nessuno è morto, la selezione naturale non ha provveduto e tutte la mamme rivedranno i loro angioletti.
Molti diranno orgogliosi che è stato merito della prevenzione, altri che è stato solo culo....
Io ho cercato in questi due giorni di osservare e capire - ma raramente sono in grado...
Tutti i manifesti mi avevano fatto credere ad un reiv impegnato contro la legge 309, tutti i partecipanti coscienti di essere gli alfieri dell'antiproibizionismo, invece...........come al solito.................tarallucci e vino..........
Al 99% dei ragazzini presenti non fregava una cippa di Giuseppe Ales - morto suicida a 23 anni in carcere per 3 piantine di maria - ma erano lì solamente per calare di brutto tutto il uik-end per poi presentarsi questa mattina in fabbrica in val Brembana per guidare il muletto.
O forse l'ho interpretato così io perchè sono un matusa.....
Qualcun altro c'era?
Cosa ha visto di diverso da me?

Per colmare la vostra morbosa curiosità, vi anticipo che tutte le foto le potrete vedere cliccando qui

LeniR mi ha mandato delle foto nuove, sempre cliccando qui

Max, il Bartender Boia

postato da: Chavi alle ore 07:22 | Permalink | commenti (140)
categoria:max bartender
venerdì, 24 giugno 2005

STRIT REIV PAREID 2005
o STREET RAVE PARADE 2005*
(ze dei bifor)

Ci siamo, ormai Bologna è pronta per il tollerescion dei e da domani pomeriggio alle 15.00 fino a domenica alle 16.00 ognuno potrà finalmente fare quello che gli pare, perchè avrà luogo la discussa strit reiv pareid.
C'è fermento nell'aria, ma qual'è l'aspetto culturale che ci propone strit reiv pareid? Proviamo a capirlo.
Concettualmente è come l'Oktoberfest, solo che qui invece di bere fiumi di birra ci si droga.Ok, so già che scatterà la prima obiezione "Non è vero quello che dici, perchè io vado alla sreet rave parade e non mi drogo...". Certo, lo so, ma vuoi mettere quanto ti diverti meno allo strit reiv pareid senza drogarti, l'equivalente del divertimento dell'astemio all'oktoberfest. Anche quest'anno gli spacciatori di tutta Italia verranno a fare affari senza tra l'altro alzare il PIL, ma solo per questo giorno, in via del tutto eccezionale non esisterà il rischio d'impresa e potranno spacciare impuniti davanti agli occhi di inutili poliziotti e di ancor più inutili vigili urbani che fanno il turno dello strit reiv pareid così con quei soldi si compreranno il cellulare nuovo. I camion addobbati a watt sfileranno per la città tutto il pomeriggio partendo dai Giardini Margherita, per poi arrivare al Parco Nord dove ci sarà il record nazionale di neuroni morti. Nel caos più totale, come ogni anno non mancheranno le proteste degli umarells infastiditi dal rumore e dalla sporcizia, ma le istituzioni dall'alto della loro bassezza stavolta non li ascolteranno ed incroceranno le dita, sperando che non ci scappi il morto. Nel 2005 la fabbrica dello sballo offre questa imperdibile occasione di fattanza e migliaia di ragazzini riempiranno le strade di bottiglie, cacca, vomito, pipì e tanti scoperanno per strada osservati dai pittbull. Che dire... fanno benissimo. Il convento passa questa trasgressione e come ogni giovane di qualsiasi epoca, trasgredicono... non sarebbe sano il contrario. Un pò più gravi gli over zerti e gli addirittura over forti eterni tineiger che abbracceranno acriticamente anche questa nuova moda che non gli appartiene, ma cosa gliene importa, l'importante è non pensare no? Le solite cose. I soliti pecoroni. Per questi ultimi, credo sarebbe molto più dignitoso e sicuramente più estetico, farsi di eroina nella casa pagata dai genitori. Ma il mondo è bello perchè fa schifo e qui siamo a Bologna, siamo in Italia, le cose si organizzano alla meno peggio e l'importante è partecipare, tanto qui non vince nessuno (mercanti della droga a parte).

* Sappiate che sono per la legalizzazione totale delle droghe... proibire serve a poco, sono semplicemente a favore della selezione naturale degli imbecilli, tutto qui.

postato da: maso_ alle ore 14:28 | Permalink | commenti (48)
categoria:maso
mercoledì, 22 giugno 2005

STUPRI IN BO

Come ben sapete, alcuni giorni fa una ragazzina di 15 anni è stata violentata a Villa Spada da due nordafricani molesti. Un episodio gravissimo che ha scosso il capoluogo emiliano della tolleranza. In questi giorni la casella postale della Redasione era piena di messaggi che mi chiedevano di parlare dell'accaduto ed io non ne ho parlato. Perchè? Perchè avrei detto tutte le banalità del caso ed avrei riportato tutti i luoghi comuni e luoghi provincia che hanno scritto i giornali. Niente di più. Ovviamente avrei condannato l'episodio, vi avrei fatto una provocazione sul fatto che non siamo tutti uguali, che non siamo tutti fortunati, che le cose capitano sempre agli altri e che i coglioni sono molti più di due, ma non avrei aggiunto niente ai fiumi di parole del Resto del Carlino e degli altri giornali per umarells. Ma i lettori dello spettro purtroppo si aspettavano di più e allora vi pubblico la meil di Roppy sull'argomento:

Caro Spettro, seguo regolarmente il vostro blog...e anche se a volte rischia di diventare un po' banale mi piace perchè riesce a registrare il polso della città! Mi meraviglia a questo punto che sul fatto di cronaca a villa spada  non abbiate scritto ancora nulla...è un fatto importante che ha acceso una discussione profnda nei "bar otello" cittadini e non solo.
Ieri sera poi, sotto il Comune, un piccolo drappello di "fascisti" (tremo a scriverlo senza virgolette") hanno manifestato duramente con saluti romani annessi. La cosa è sconvolgente...sono rimasto, insieme a tante altre persone turbato. I vigili che chiedono di rimuovere gli striscioni ("tolleranza zero" e "almeno castriamoli" erano i testi) perchè attaccati al muro di palazzo d'Accursio quando non si può (e giustamente non si può)e loro che dicono ci dovete dare il diritto di manifestare, che nessuno gli stava negando....tra loro Mazzanti ex consigliere di AN e Ruocco DJ...una vergogna.
Soprattutto vergognoso è che ancora una volta si strumentalizzi un atto ignobile come la violenza sessuale buttando il discorso nn sul reato e sul fatto che in Italia avvenga ancora troppo spesso e nella maggior parte dei casi sia compiuto all'interno delle famiglie sui figli. Il discorso viene portato sull'odio nei confronti dei clandestini e cose di questo genere...
E' stata brutta la scena di ieri...e se fossi in voi proporrei, tramite il blog, a tutti i bolgonesi di andare questa sera a villa spada dalle 19:00 alle 20:30 per un incontro organizzato dalla "casa delle donne" (è su tutti i giornali)...anche perchè...possibile che degli stupri siamo sempre noi uomini a parlarne e loro non le ascoltiamo mai...
Mi piacerebbe vedere qualcosa sul blog, tutto qui

In amicizia
Roppy Bologna

Bene Roppy... ecco qualcosa sul blog ed i lettori ti diranno la loro. Così registriamo il polso. Piss end lov ;-)

postato da: maso_ alle ore 20:24 | Permalink | commenti (233)
categoria:maso
lunedì, 20 giugno 2005

MARINA DI RAVENNA
(Chi sa... parli! E anche chi non sa)

A Bologna se ci fosse il mare sarebbe una città perfetta, ma purtroppo non è così ed il mio discusso progetto di radere al suolo il quartiere Bolognina creando l'effetto Ramblas in Via Indipendenza non potrà mai essere realizzato, peccato, ma è stato bello anche solo pensarlo. E allora se non c'è il mare a Bologna che si fa? Niente, ci si organizza e si va al mare e come abbiamo già detto altre volte, il popolo della Bologna che si abbronza, si incolonna sull'A14 per spararsi il uichend dimenticatore nella ridente riviera romagnola dal mare cristallino. Parlando con le persone da mare, spesso nei discorsi da mare viene fuori che molti vanno a Marina di Ravenna, perchè è bello, c'è della gran balotta e ci si diverte un casino con della gente polleggiata. Capito qualcosa? Io no, ma tentiamo di approfondire. La maggior parte di questi sono esaltatissimi dai bagni Zanzibar e Duna degli Orsi, mentre i più esperti di balotte da mare sono ultradelusi dallo Zanzibar e dalla Duna perchè non sono più quelli di una volta. Ma chi è che ha ragione? Sinceramente non lo so, ma lo vorrei sapere e mentre mi pongo questi sabbiosi interrogativi sull'enterteinment on ze bittcch, giunge in Redasione una poesia di  Johnson Rizzi, curioso individuo che da tempo ci bersaglia di discusse imeil che prima o poi pubblicheremo. Sentite qui che roba:

Marina di Ravenna
(i ber d’la marena)

Marina di Ravenna fa schifo:
tutti i bolognesi al mare
a mostrare le tasche chiare,
al ristorante gente* mangia pizza
al bar aspetta l’happy hour
per pagare metà un’euforia
s “gonfia di verità”
dimezzata dal prezzo
medio alto per alcuni
medio basso per altri
è sempre la metà
metà mare
metà bere
metà fighe
metà maschi
no finocchi
non ci vanno più
troppa massa
troppo standard
troppo medio-cri
i vacanzieri
della domenica
alle 6

Boh... che dire? Questa imeil mi ha confuso ancora di più. Ma nel 2005, com'è sta Marina di Ravenna? A chi devo dare ragione? Aiutatemi che sono messo male!

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domenica, 19 giugno 2005

IL BOLOGNA IN B

Come ben sapete, non ne so mezza di calcio, ma credo che questa notizia sia grave. So che il Bologna aveva vinto uno a zero a Parma, so che stasera a Bologna il Bologna ha perso due a zero. I giornali on lain dicono che il Bologna retrocede in serie B. I giornali on lain dicono che ci sono stati incidenti a fine partita e la polizia ha lanciato dei lacrimogeni in curva Andrea Costa. Altro non so... chi sa parli, io esco e vado a comprarmi Il Resto del Carlino da Carella.

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venerdì, 17 giugno 2005



19/06 - ALZAIMER DAY
CADEMANDORLI

L'Alzaimer Day è nato tre anni fa in concomitanza con il cinquantesimo compleanno di Stefano "Sbarbo" Cavedoni. La notizia di questo evento fece il giro di tutta la Bologna che fu e fu un successo. A Cademandorli c'era un casino di gente: gli Skiantos, i Windopen, il Trio Reno, Federico Poggipollini, Bob Messini, Patrizio Roversi e tanti altri. Volti noti e meno noti riempivano il prato di Cademandorli dove c'ero pure io che sfoggiavo il mio piede ingessato. Si, perchè durante un concerto dei New Hyronja al Parco Nord, mentre cantavo Inspiro Espiro, ho fatto un salto ed ho messo male il piede distruggendomi il malleolo. Risultato: 30 giorni di gesso. Freak Antoni, che era presente all'incidente, invitò me e le mie stampelle sul palco, regalandomi uno scrosciante applauso di compassione del pubblico attento che non sfuggi a Stefano "Sbarbo" Cavedoni che mi venne incontro e si presentò. "Ma tu sei quello che mi manda le niusletter... grandeeeeee". Fu l'inizio della fine, da quel giorno i nostri contatti, lui a Roma e io a Bologna, si sono fatti sempre più fitti fino a progettare insieme l'embrione dello spettro della bolognesità, il format laiv e tante altre cose che purtropo per voi verranno. Ma torniamo, all'argomento principale, l'Alzaimer day. La prima edizione nacque così per gioco e andò benissimo, come nononstante la pioggia andò bene anche la seconda edizione e sono sicuro che la zerd ediscion tradiscion andrà ancora meglio, perchè quest'anno Cademandorli è stata pitonata alla grande con ombrelloni di paglia, cuscinoni e tappeti on ze grass, bungalows e tutte quelle belle cose che fanno tanto Budda bar o atmosfera loungggg veri veri etnoscic o aristofrik. Domenica 19 giugno, dalle ore 15 fino a notte fonda si procederà con esibizioni incredibili dove si sfideranno bends di uomini dementi contro bends di donne serie. Imperdibile, è gratis, il posto è bello, ci siamo noi nonostante le critiche ricevute:

Bona, ma Bona con ste storie, ma basta!
Abbiamo/vete tutti 70'anni e dei disastri alle Spalle
La dignita' di smetterla, di mettersi da parte, di fare altro!
Boh!

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giovedì, 16 giugno 2005

BOLOGNA E YOGA

Non è vero che a Bologna si sta poi così bene, lo dimostra il moltiplicarsi di centri yoga, meditazione, medicina ayurvedica, cure omeopatice, erboristerie ed altre amenità del genere. Mentre le farmacie sono prese d'assalto quotidianamente dagli umarellsi più "giovani" invece, quando stanno un pò più male del solito vengono attratti da tutto ciò che è medicina naturale, perchè la natura è buona, la chimica no e molti giovani lo sanno benissimo. E così tutti a curarsi con delle erbe, con i fiori di bach, le palle di mozart e chi più ne ha più ne metta. Macchè andare dal medico che non capisce niente, ho un mio amico che ti cura con l'ayurveda... pesissimo. Gran bazza! Provare per credere, lui ti guarda in faccia e capisce che hai male a un rene. E il bello è che è vero. Poi c'è chi non sta proprio così male, ha solo qualcosa che non va tipo il capufficio stronzo, la fidanzata che lo molla, il Bologna che non vince... problemi comuni di una vita nella fretta scandita dall'obsoleto modello 5+2, ma i bolognesi (spesso le bolognesi) che sono sempre troppo avanti ci vogliono credere e finito il lavoro, tutti a fare meditazione dalla zdaura frichettona che è stata in India quando era giovane e adesso intasca in nero decine di euro ai bolognesi che stanno male e cercano risposte anche spirituali che non siano le solite cose tipo Dio, la chiesa, la trinità. Che noia! Nella loro semplicità le zdaure vanno a messa, nella loro semplicità le zie over trenta con la scarpa a punta pitonata si avvicinano all'oriente e diventano buddiste e si comprano l'altarino da tenere in casa che anche come oggetto di arredamento fa molto più fico che andare alla parrocchia di Santa Rita a recitare un rosario. E poi, quando si entra in questi viaggi, il passo verso il tunnel dello yoga è inevitabile. Perchè lo yoga fa benissimo. Anni fa anch'io feci il grande passo: corso di yoga alla Lunetta Gamberini, costava poco e come spesso accade, valeva poco. Il maestro yoga lo soprannominai "l'uomo più buono del mondo", era un ciccione che di giorno faceva l'impiegato presso qualche ente della provincia e per arrotondare ci spillava una banconota da 50.000 lire a cranio regalandoci per due volte alla settimana incredibili racconti sull'India presumibilmente falsi. Il corso era frequentato da una decina di brutte donne di ogni età e due sfigati, io e un ginecologo veneto. La cosa più bella che facevamo  dopo le sempre più spettacolari asanas (posizioni yoga) era il momento del rilassamento. Tutti sdraiati, l'uomo più buono del mondo ci faceva fare na specie di treining autogeno con le solite menate di visualizzazioni di colori o esercizi di percezione del corpo. Quasi ogni volta mi addormentavo, era bellissimo, ma ci fu una volta che fu ancora più bello. L'uomo più buono del mondo cullava le nostre menti ed i nostri corpi con le sue sagge parole, ma all'improvviso il silenzio fu rotto da un fragoroso peto di un'enorme zdaura in tuta fucsia che si era rilassata troppo. L'uomo più buono del mondo tentò di far finta di niente, ma non era possibile far finta di niente perchè l'aria nella stanza era diventata irrespirabile, un puzzone di merda inaudito, tutti che ridevamo. Fu l'ultima lezione di yoga della mia vita. Se ci penso, rido ancora e quando leggo che il CENTRO STUDI DI AYURVEDA terrà il primo seminario in Italia della World Conscious Yoga Family con Yogi Vishveketu mi torna in mente quel bellissimo episodio. Capite? Comunque se vi interessa, il seminario si terrà da venerdì a domenica a Villa dei Cipressi, un posto incantevole a due passi dal Santuario della B.V. di San Luca. Peto libero, altro che l'ALZAIMER DEI. Maggiori info su http://www.millenaria.com .

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giovedì, 16 giugno 2005

ADDIO PONYLUNA

Nessuno aveva voluto crederti, tutti pensavano a una delle tue abituali burle.
Invece stasera ho avuto la risposta che non avrei voluto:
Impossibile trovare la pagina
La pagina cercata è stata rimossa, il nome della pagina è stato modificato o non è disponibile al momento.
Forse hai ragione tu, bisogna chiudere in bellezza ed evitare di logorare un bel giocattolo, poi, quando ne avrai voglia, partire con un nuovo progetto; però avrei perferito una scelta meno drastica - magari fare come Maso con il Maniero che ha lasciato on-lain tutto il sito.
Ma ormai il danno è fatto e dubito che prima di premere il tasto "DELETE" tu abbia fatto un bec-ap del tuo blog.....
Ti voglio solo dire: avanti con la prossima meravigliosa avventura di PonyLuna

Max Bartender

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martedì, 14 giugno 2005

ZANZARE, UMARELLS e TEMEPHOS

Non è vero che Bologna è un'oasi felice, da alcuni anni Bologna ha un nemico da combattere: la zanzara tigre. Primi caldi tepori, il sole latita, ma quando c'è si fa ssntire, eccome! Sdraiati su comodi sdrai ci godiamo la brezzolina mossa dagli autobus e ad un certo punto zzzzzzzzaccccc, puntura. Siamo stati morsicati dalla zanzara tigre. Nel giro di pochi minuti questa temibile stracciamaroni ci ha martoriato gambe e braccia. Stessa scena la sera, a nulla serve cospargerci mani e piedi di Autan, a nulla servono gli aerosol di citronella o gli spettacoli pirotecnici dello zampirone. Ad un certo punto zzzzzzzzzac, puntura, punture, aiutoooooo!!!!!!!! Un problema sentitissimo, eccome. Ahi. Da alcuni anni, il Comune di Bologna, capitanato dall'assessore Giuseppe Paruolo (laureato in zanzare) ha deciso di investire tanti euri per combattere questo fastidioso nemico ed ha tappezzato la città di cartelloni dal titolo CANCELLIAMO LA ZANZARA TIGRE. L'anno scorso il Guazza aveva affidato il gravoso compito dello sterminio ad HERA che l'aveva poi girata tramite subappalti. Quest'anno invece l'abile  Paruolo attraverso una gara ha affidato la prevenzione ad una società romana e bello soddisfatto ha comunicato che si spenderanno solo 610.000 euro contro il milione e 346.000 euro spesi l'anno scorso. Bella Paruolo! Paruolo ha spiegato che grazie alle economie realizzate il Comune quest'anno può concentrarsi sulla campagna di comunicazione preventiva nella quale si butteranno 55.000 euro per far arrivare depliant porta a porta, per spot radiofonici, per manifesti che invaderanno Bologna tra aprile e giugno e per locandine sugli autobus. L'ausl monitorerà il livello d'infestazione tramite 150 "ovitrappole" che non sono altro che vasetti pieni d'acqua. Soldi spesi bene, non c'è che dire....ma il compagno che sbaglia Pablo (esperto in zanzare, tigri e colui il quale mi ha fornito questi dati economici consultabili su discussi quotidiani) mi segnala che il Comune si occuperà di solo una parte della disinfestazione e che gli umarells che hanno un orto favelas dovranno provvedere a spese proprie per comprare un prodotto chimico in compresse dal nome "TEMEPHOS" da usare ogni 15 giorni e chi non lo farà potrà essere multato fino a 103 euro...per evitare problemi gli umarells devono tenere lo scontrino della farmacia che attesta l'acquisto delle "TEMEPHOS". Ecco perchè gli umarells vanno sempre in farmacia. Ecco perchè gli umarells li troviamo sempre dal dottore. Perchè comprano le compresse "TEMEPHOS" è evidente... ancora una volta gli umarells si dimostrano il cuore pulsante della nostra città, la Bologna che vive, la Bologna che conta davvero e a questo punto mi sorgono spontanee due domande:

1) Ma la zanzara tigre esiste davvero o è una leggenda urbana?
2) Ammesso che esista realmente la zanzara tigre, ma se la zanzara tigre fino a qualche anno fa non esisteva, non è che sono state create in laboratorio (cantina, garage, orto) dagli umarells?
3) Varie ed eventuali...

Esco a prendermi una scatola di "TEMEPHOS".

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lunedì, 13 giugno 2005

TUTTI AL BIRSTUBE

Ultim'ora: Tranquilli il locale è al coperto, nessuno si bagnerà le piume!!! Vi aspettiamo

Martedì sera, al pabbbbbbbbb Lovenhof bierstube abbiamo organizzato una festa di compleanno per:

Marica a.k.a. Arlene
Max Bartender (la nuca pelata sul lato dx)
Cavedoni (quello che negli Skiantos aveva il colapasta in testa)

Se leggi sei invitato;-)
Il posto è il LOVENHOF BIERSTUBE PABBB di Cadriano.
Abbiamo pure assoldato dei digei pesissimi: Hawanaganazz, R99 Posse & Innovari II gruv box
Dalle ore 20.00 in poi c'è un ricco buffet de robba agratiss che ti aspetta (le birre invece si pagano al banco).

Ci si vede là?
Maggiori info per trovare il Birstube cliccando qui  

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domenica, 12 giugno 2005

BOLOGNA SI, BOLOGNA NO...
BOLOGNA DEI CACHI

A Bologna è scattata la febbre del  referendum. Tutti ne parlano. All'improvviso ho scoperto di avere insospettabili amici ed amiche esperte di embrioni, cellule, costituzione, diritti, malattie, fecondazioni eterologhe... non finirò mai di stupirmi degli esseri umani. Quasi tutti i miei amici mi dicono di votare SI, ne sono convinti, me lo spiegano, ascolto i loro interessanti proselitismi. Da settimane la casella di posta elettronica della redasione è piena di inviti a votare, mi suggeriscono addirittura di svegliarmi presto alla domenica, proprio a me che prima delle nove di mattina non ce la faccio proprio ad alzarmi. La Bologna che vota, se vota, voterà compatta SI. Monopensiero rules. Anche questa volta gli umarells e le zdaure saranno l'ago della bilancia. Se loro vanno a votare, si raggiunge il quorum, altrimenti no. Tranquilli. Ci andranno. Qui nella terra degli ailender la cosa più interessante è che il risultato è sempre scontato, si sa prima.  Quorum raggiunto uizaut problems. Mi meraviglierei del contrario. E poi, le condizioni metereologiche nella Bologna del 12 giugno 2005 sono a favore del quorum, anche se il pecorismo della Bologna che se la gode sull'A14 non rinuncerà per niente al mondo al solito deja vù del uichend al mare. Radio Città del Capo trasmette una diretta no stop intervistando il popolo del referendum. Bologna si conferma sempre all'avanguardia, c'è attenzione dovuta anche nella scelta del non voto, c'è attenzione dovuta nel non sprecare il proprio seme ed il proprio voto e mettere delle croci anche sulle caselle del  NO. A Bologna tutti hanno ragione, tutti hanno la verità in tasca, ma pochi hanno un pensiero proprio che non sia inquinato dalla vecchia lobbi di colore rosso sbiadito o dall'antica lobbi che indossa la tonaca bianca. Bipensiero rules. Cane di Pavlov. Dall'alto parte l'ordine, dal basso viene eseguito l'ordine. Nel pecorismo esistenziale non c'è posto per i dubbi... a Bologna si vota senza dubbi perchè qualcuno ha detto che è GIUSTO votare SI. D'altro canto, c'è chi dice senza ombra di dubbio che astenersi è GIUSTO, perchè glielo hanno detto quelli giusti, mentre c'è chi vota NO perchè non ha alcun dubbio che chi vota SI sbaglia, glielo hanno detto anche questo.
Solo gli stupidi non hanno dubbi, su questo non ho alcun dubbio (Freak Antoni)

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sabato, 11 giugno 2005


LUNGA ESTATE
SUL LUNGO RENO

Mentre l'estate bolognese vedrà delle "novità" tipo De Gregori in Piazza Maggiore gratis, ed altre costose ed amene iniziative (magari anche belle), nei comuni limitrofi le iniziative per i mesi estivi spaccano pur essendo più low-budget.
A Casalecchio di Reno ad esempio il programma di iniziative serali è nutritissimo, e si snoderà lungo le sponde del fiume Reno, una locascion di grande frescura:

BasParQ '05
Dal 10 giugno al 9 luglio
(chiuso domenica e lunedì)
Parco del Centro Giovanile Ex-Tirò - Via dei mille 25
Progetto a cura dell’Associazione Basquiat, con il patrocinio del comune di Casalecchio di Reno

Dal martedì al sabato, nella splendida cornice del Parco del Lungo Reno,
dall'aperitivo fino a notte.
Tutte le sere bar con cocktail, birre, bibite e concerti, proiezioni cinematografiche,
spettacoli teatrali in un ambiente fresco e rilassante.
In caso di maltempo gli spettacoli si terranno ugualmente
all’interno dei locali del Centro Giovanile Ex-Tirò.

Stasera 11 Giugno
Notte irlandese con il gruppo Fiddler's Elbow

Per info: 3403920230
www.gruppobasquiat.org
(dove troverete il programma completo in PDF)

by INNOVARI II

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sabato, 11 giugno 2005

PIANTO RISO

A volte ritornano, anzi ritornano sempre, ma chi ritorna? Lui, Stefano "Sbarbo" Cavedoni in veste di direttore artistico della rassegna Pianto Riso che si terrà a Cademandorli tutti i sabati, fino al 16 luglio 2005.

Siete stanchi di Scandellara perchè il uacnroll vi ha stracciato i maroni? C'è Pianto Riso.
Siete di quelli che dicono "che palle Villa Serena" ? C'è Pianto Riso.
Odiate il mare e nei uichend non sapete cosa fare? C'è Pianto Riso.
Non potete permettervi il uichend al mare? C'è Pianto Riso.
Volete ridere? C'è Pianto Riso.

Stasera ad esempio, alle ore 21.00 ci sarà Freak Antoni e la pianista Alessandra Mostacci che presenteranno il loro Ironikontemporaneo, uno spettacolo dove le musiche sostengono i versi di poesie demenzial-surreali, e viceversa, cioè le parole si agganciano alle armonie e alle melodie delle composizioni. Troppo compicato spiegarlo, ci si vede a Cademandorli così capite di cosa sto parlando e poi è gratis.
Cosa volete di più?

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giovedì, 09 giugno 2005

IL NETTUNO?

In quel di Palos Verde Estates, ridente e ridanciana località balneare a ridosso della baia di Santa Monica, agli inizi del 1930 accade una cosa strana e densa di mistero. In confronto l'ufo di Rosuell sarebbe impallidito di stupore, ma ancora stava viaggiando nell'iperspazio a quel tempo. "Ben.cs'è suzes?!" dicevano gli ienchi umarells. Nella loro lingua strana, si intende.
Era successo che ad un architetto pieno di sbuzzo era venuta l'idea di adornare la cittadina a ridosso delle colline mediterraneomorfe nei dintorni di Los Angeles con architetture in stile italiano. In effetti Venta Inn, sul pacifico, assomigliava proprio a Surriento. Così piazza una pizzeria di qua e un suonatore di mandolino di là ci sono capitate in mezzo anche alcune
costruzioni porticate. Al geniale architetto Chas.H.Cheney, ricordavano vagamente qualcosa. Così fece mente locale, scartabellò qualche libro di architettura, su cui forse aveva studiato visto che era nato in Italia, e capì: la piazzetta assomigliava proprio ad una piazzetta di Bologna, Itali. Allora chiama il suo amico italo-americano Arnoldo Adolfo Di Segni  e gli commissiona di piazzarci dentro alla piazzetta una bella statua tipo quella che c'era sul suo libro. "Ma questo è il nettuno!". Botta di culo, l'amico aveva visto una copia in marmo della fontana in una vecchia villa pacchianissima a Gorizia. Va col suo bel valigione pieno di dollari, neanche tanti forse, nel friuli del ventennio e se ne torna col nettuno marmoreo in
saccoccia. Agli inizi degli anni trenta "ze neptun" biancheggia nella piazza. La cerimonia di innaugurazione, che in america non manca mai, sarà stata piena di stelle strisce e coriandoli rossi e blu (dubito che fossero in onore di Schiavio),  e anche qualche coccarda tricolore forse, ma non credo. Una targa diceva chiaro e tondo: "questa è la copia di un'antica fontana di
Bologna, Itali".
In lingua ienchi. E così generazioni di americani saranno passati di lì, e con il classico piglio americano, quello di ostinarsi a non sapere un cacchio del resto del mondo, avranno pensato leggendo la targa: "mbè?!". E saranno andati a farsi un otdog. Ma il gigante, che là non chiamano "ze giaiant", bensì "old neppi", vezzeggiativo di neptiun, col passare degli anni diventa proprio come il nostro in tutti i sensi. Non solo nel senso che quando ci si accorda di trovarci in centro si taglia corto stabilendo il ritrovo "sotto le palle del nettuno", ma anche nel senso che ogni occasione era buona per arrampicarcisi
sopra, gettare cartacce nell'acqua e soprattutto imbrattarlo con dei bei murales indelebili. Così, probabilmente a seguito di uno scudetto del baseball nel 1968,  alcuni teppisti in preda all'entusiasmo andarono oltre, e devastarono il povero neppi, che non era bronzeo come il nostro.  Con la testa rotta e privato del suo celeberrimo attributo (chissà se anche da loro c'era la pietra nera da cui osservarlo in tutta la sua latente virilità) il clone del nettuno stava là, patetico manichino. Ma la tranquilla comunità americana di Palos Verde, troppo di buon cuore o troppo attaccata alla sua tradizione per lasciarlo così diroccato, si muove immediatamente. Così si raccolgono fondi alla classica maniera americana, con sfilate di uomini sui trampoli e gare di torte a profusione,  e si commissiona il restauro del gigante. Ma stavolta si decide di mettere fine allo scandalo: basta con quella pornografia ostentata, che orrore! Le donne con l'acconciatura cotonata votano. E il restauratore è costretto a mettere una bella foglia di fico sulle sue vergogne. Così il nettuno è tornato a svettare sulla piazzetta di Palos Verdes Estates, e là ancora svetta sovrano e mutandato. Tanto da diventare il simbolo della città. La sua sagoma spicca anche sulle casacche dei pulisman locali, e sul logo del municipio. Un nettuno in una città balneare, che assurdità. Solo gli americani! Guardate mo qui: http://www.palosverdes.com/pve/

Il coinquilino

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giovedì, 09 giugno 2005

SCANDELLARA ROCK 2005

Si inaugura stasera la chermesss musicale della birreria Scandellara Rock 2005, che insieme alla birreria Estragon rimangono le migliori opportunità per le bend locali di esibirsi. La cornice è la solita, ovvero il parco tra la tangenziale e le scuole Scandellara, le bend sono principalmente local e se verrà caldo, il posto è sempre ottimo per refrigerarsi. Quest'anno il festival aprità le danz con l'enorme virtuoso Gaetano Pellino e la sua piccola chitarra e si spera nella temperatura mite. La rassegna parte con una polemica. I bois di Scandella avevano chiesto al comune di Bologna un contributo di 200 eurini a serata, ma il comune ha deciso di dargliene zero a serata. Interessante. Incoraggiante. Maggiori info su http://www.scandellararock.net .

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mercoledì, 08 giugno 2005

Pub 2000

I LOCALI CHE FANNO BOLOGNESITÀ

Bolognesità è anche e soprattutto - purtroppo - dimenticarsi di locali bellissimi, solo perchè il popolo-bue si è trasferito a ruminare su altri alpeggi.
Se chiedete a 1000 uomini perchè frequentano un locale vi diranno per la bella ggente, perchè c'è Scai, perchè ci vanno tutti o perchè - soprattutto - c'è della faiga.
Puoi appassionarti al mondo dei coctels, puoi avere una cantina di vini fornitissima, ma a che serve se i clienti guardano solo le tette della cameriera?
Per i pochi old-stail come me, vorrei segnalare la chicca nascosta ai più e forse anche ai meno: il Pub 2000 in via Bentini (zona Corticella)
Il mitico Rino è l'Umarell che non ti aspetti più di trovare in mezzo ai tavoli: simpatico, preparato e - cosa strana per un Umarell - iper-tecnologico.
Mentre vi serve uno dei suoi 100 coctels, chiedetegli come è arredata la sua nuova villetta; casa Innovari a confronto sembra la caverna dei Flinston.
Peccato che anche lui abbia deciso di trasferirsi in provincia, ma questo sarebbe un altro post....
Chiaramente non sono l'unico a fare il tifo per Rino, Pamela Prati ve lo può confermare...

Meditate gggente, meditate..

Max Bartender

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martedì, 07 giugno 2005

COSA RIMANE ?

Il mese scorso, grazie all'impeccabile organizzazione della Sima, ci siamo riuniti alla Casa della Conoscenza ed abbiamo parlato davanti ad una folta platea di bolognesi e di studenti fuorisede. Ponyluna ha condotto la serata e grazie al glocal Danilo "Maso" Masotti, alla VSB Francesca Mazzucato, al FSB Emidio Clementi ed allo spirituale Mario Bellina tutto è andato alla stragrande. Ma cosa rimane di quella serata? Cercando nei meandri del uebb ho trovato questo DISCUSSO VIDEO e ripensando alle parole spese realizzo che l'argomento studenti fuorisede ed integrazione trattato da persone che quando va benne hanno di più di 30 anni (la fascia di età dei frequentatori di questo blog) lasci veramente il tempo che trovi. Un pò come che gli umarells si riunissero a parlare dei co.co.pro e della precarietà del lavoro.
Cosa ne sanno? Che gliene frega? Tanto hanno la pensione. Immaginateli. Direbbero di sicuro delle cagate, degenererebbero nei luoghi comuni o addirittura nei luoghi provincia. Faccio un salto nel presente. 2005... ho 37 anni, purtroppo, anche a me ogni tanto tocca relazionarmi con il penoso mondo del lavoro e cosa noto? Noto che la maggior parte delle persone con le quali lavoro non sono di Bologna e quando conosco persone nuove, queste si sorprendono che io sia bolognese. Riprendiamo allora l'argomento da questo punto, smettiamo di parlare di pankabbestia ed universitari, cominciamo a parlare dell'evoluzione del mondo del lavoro in questa discussa città che continua a non accettare gli evidenti cambiamenti che sono sotto gli occhi di tutti. Guardatevi attorno... non vi chiedo di sollevare i vostri culi pesanti dalle comode, rassicuranti  ed inutili scrivanie, limitatevi ad alzare lo sguardo e guardate quante persone di Bologna avete attorno a voi. Ok, ora faccio questo esercizio io per primo... mi sacrifico per voi mentre ascolto "quando i bambini fanno oooooooooooooh". Volete sapere cosa vedo? Di fronte a me ci sono tre persone e nessuna, a parte me, è bolognese. Ce n'è una tipa del centro italia, un'altra del discusso nord est e addirittura uno straniero che non è neanche dell'Unione Europea. Il mondo sta cambiando e Bologna fa finta di niente chiudendosi a riccio nel proprio orticello comunale. Escludendo gli Umarells e le Zdaure, la bolognesità non esiste.

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categoria:maso
martedì, 07 giugno 2005

MASSIMO OSTI IS DED

59 anni, pochi per morire, la vita già così breve... in redasione giungono discusse imeil che mi segnalano che al di là delle derive fighette e ballottare della Bologna-Bonaga, Massimo era persona gentile e mite e sarebbe bello che sullo spettro scrivesse samzing. Purtroppo fino ad oggi non sapevo chi fosse e sinceramente non so cosa scrivere in merito, ma mi sento in dovere di omaggiare Massimo Osti con questo post e mi piacerebbe leggere qualche commento scritto da qualcuno che lo conosceva.

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lunedì, 06 giugno 2005

Nella foto: Veduta di Bologna
da Villa Aldini

MA DA DOV'E' CHE SI VEDE, BOLOGNA?


So che un post così, ruffiano, di solito è appannaggio di altri (tipo Fiandri, per dire), ma volevo esporvi un dubbio terribile: nei miei infiniti giri in motorino per i colli, non riesco a individuare un posto, uno solo, da cui si possa godere una buona vista di Bologna dall'alto. Buona significa: con le due torri, san Petronio, e tutti i monumenti tipici.

Ben consigliato mi sono recato oggi a Villa Aldini. Ci sono troppi alberi, e la vista ne risente, comunque sia funziona...
postato da: PonyLuna alle ore 18:26 | Permalink | commenti (31)
categoria:pony luna
lunedì, 06 giugno 2005

BOLOGNA E CINEMA

Bologna era ed è ancora una città di cinema, ma non è una città che fa cinema. La mia iniziazione al cinema fu quando mio padre mi portò al Moderno (tanti anni prima che diventasse un cinema porno) a vedere uno di quei film tristi con quel cane triste per bambini tristi denominato Zanna Bianca. E folgorazione fu! Da quel giorno le mie richieste "Papà, andiamo al cinema?" divennero frequenti e fu l'inizio del mio percorso di formazione di pseudocultura cinematografica. Ogni uichend e a volte anche durante la settimana andavo al cinema Antoniano dove proiettavano film che all'epoca erano da considerarsi già vecchi e bi muvis. Altro mast era il cinema degli Alemanni seguito a ruota dal Tivoli e dal suo bar enorme. I filmissimi, quelli di primissima, quelli che venivano proiettati nelle sale del centro erano i più ambiti e sedersi tra le comode poltrone dell'Arena del Sole era una vera e propria goduria. Gli anni passano, la passione resta e nella fascia d'età mediocre delle scuole medie si prendeva l'autobus (oppure si faceva la passeggiata) e nelle sale di prima visione ci si godeva la visione di eventi culturali quali Star Uors, i film di Dario Argento, Il tempo delle mele. Nonostante questo scatto di qualità, non disdegnavamo le seconde visione, il sempreverde Tivoli, l'Astoria ed il Fossolo. Il tempo passa, le sale invecchiano, viene inventato il videoregistratore e non lo acquisto però vado al Lumiere e scopro i grandi classici. Effetto collaterale: gran depressione. Per svagarci un pò da questo abuso di conoscenza, certe sere entravamo dall'uscita di sicurezza dell'Ambasciatori tentando di vdere film porno a sbafo, ma la maschera ci beccava sempre e ci inseguiva all'interno del cinema pieno di umarells di bassa lega nord. Gli anni passano, i videoregistratori si moltiplicano e io non lo acquisto, ma continuo ad andare al cinema con minor entusiasmo snobbando rassegne tipo quella del cinema Apollo dove con 1000 lire si vedevano film che avevo già visto al Lumiere, la mia scuola che non frequento più. Arriva internet, il videoregistratore ce l'ho pure io, aprono le multisale, raramente escono film degni di nota e cala l'entusiasmo, ma la seratina al cinema quando ce vò, ce vò e mercoledì sera andrò a vedere Quo Vadis Baby, il nuovo film di Gabriele Salvatores girato a Bologna. Protagonista: Angela Baraldi. Sceneggiatura della VSB Grazia Verasani. Sin dai tempi di Pupi Avati, mi sono sempre interessati i film local girati nella nostra città e guardare Bologna con gli occhi della telecamera è per me un'esperienza piacevolissima. La scelta del cinema è fondamentale in questi casi e se possibile evito le comode multisale in cambio delle atmosfere die pchi cinema del centro che sono sopravvissuti, quindi scelgo il cinema Jolly. Altro fattore importantissimo è la scelta del giorno della settimana. Per Quo Vadis Baby scelgo il mercoledì, serata in cui il biglietto di ingresso costa meno, ma per contro, serata in cui al cinema ci vanno cani e porci caotici. Infine, la scelta tra la prima e la seconda serata. Opto per la prima serata, concentramento davanti al cinema alle ore 20.00 per le chiacchiere di rito, visione del film e decisione di "Dove si va? Che si fa? Io c'ho fame... io no... io ho già mangiato...". Le solite cose. Belle cose.

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domenica, 05 giugno 2005


-clicca la foto per leggere meglio-

GLI SPETTRI DEL SIG. FORTINO


Oggi mi sveglio controvoglia, la nottata è stata durissima e condita da una sfibrante caccia alla "Rial Zitells" in compagnia del buon Cavédoni.
Mi dedico alla lettura del Carlino e ovviamente parto dal mio bucmark: l'editoriale di Sughi.
Oggi non è al top, la mia attenzione passa alle lettere mandate dai lettori - subito sotto; dopo una rapida occhiata mi accorgo di aver letto un termine a noi noto: Umarells!
Bravo il sig. Ottavio Fortino, emulo del più famoso Cagnotto; peccato che la disattenta redazione del Carlino non l'abbia valorizzato di più...
Se l'autore sta leggendo questo mio commento (credo proprio di sì), lo sprono a essere ancora più Umarells nella prossima lettera e i suoi sforzi saranno premiati: l'onore dell'editoriale del sig. Sughi sarà suo - e noi gioiremo con lui.
W il signor Ottavio Fortino, sei tutti noi

Consiglio per tutti gli amici dello Spettro: continuate a scrivere a Sughi

postato da: Chavi alle ore 17:50 | Permalink | commenti (9)
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venerdì, 03 giugno 2005

-il mitico campanello di casa Sughi-

TOLLERANZA E BOLOGNESITÁ

Ho letto la lettera sul "rave" con la risposta di Cesare Sughi e mi è rimasto qualche dubbio; i bolognesi sono tolleranti verso quei giovani?
Per forza, mica possono sperare nella Celere....
Peggio per chi, come me, si trovò tra l'incudine di un'educazione infantile severissima e il martello di una gioventù insolente.
Noi petroniani, tranne la rassegnazione, non abbiamo virtù particolari.
Dunque la tolleranza è di casa a Bologna, o Bologna è tutta una casa di tolleranza?

Gianni Cagnotto


Confesso caro sig. Cagnotto di non cogliere nel dettaglio i suoi dubbi e siccome è lontanissima da me l'idea di approfittare di questo spazio per allestire dibattiti a due, tenterò di spiegare meglio qualche cosa di generale che aleggiava nella mia risposta, forse non abbastanza in chiaro, che circola come uno slogan un po' ovunque.
Mi riferisco ad una parola: tolleranza.
Ne sono pieni i giornali e le polemiche fra gli amministratori.
Tolleranza zero. O selettiva. Articolata. Mirata.
Ebbene, io trovo che del termine si stia abusando, anche a Bologna, e anche nei riguardi di quello che a lei interessa: il fracasso, il disagio creato da certe manifestazioni, la maniera in cui contenerne gli effetti negativi.
Bologna città tollerante?
Non mi piace; tollerare è, in fin dei conti, un poco meno - voglio dire un po' più morbido - di sopportare, implica un atteggiamento di comprensione, di misura.
Ma allude pur sempre a una situazione di contrasto in atto, a un equilibrio precario, sempre sul punto di precipitare.
Insomma, si tollera qualcosa che disturba - un dolore, una persona, un rumore, un' offesa - ma di cui, al tempo stesso, si pensa che sia ancora accettabile.
Un corpo estraneo, ostile poco o molto - ma ostile - all'organismo, alla psiche, alla collettività.
Sì, Bologna è tollerante.
Ma il problema è che io dubito che, nel caso, la tolleranza sia una virtù.
Con che cosa la sostituirei?
Con l'accoglienza e, più ancora, con la con-vivenza.
Difficile. Lenta. Ma qui può succedere, amico mio, che ci crescano intorno tre o quattro città - la studentesca, l'immigrata, la commerciale, la centro-sociale - senza che si colleghino, che coesistano in un tessuto anche aspro, ma privo di separatezze, di zone buie.
Ciò che si tollera prima o dopo tracolla nel suo contrario: l'intollerabilità.
È una legge fisica ma anche sociale.
Un orlo oltre il quale sarebbe suicida procedere.
Eppure, sa, a me spesso viene in mente che è proprio questo che si sta rischiando sotto le torri.




Il lettore è un buontempone in vena di burle ai danni del povero sig. Sughi?
Il sig. Cagnotto è in realtà un nome fittizio?
Vi ha soddisfatto il modo in cui Sughi ha risposto al sig. Cagnotto?
Mah, boh, chissà......
Trattandosi del mitico Sughi non azzardo teorie e lascio giudicare a voi.
Cosa ne pensate?

postato da: Chavi alle ore 06:40 | Permalink | commenti (25)
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giovedì, 02 giugno 2005


- l'autobus a due piani della linea San Ruffillo in una foto d'epoca -
 
BELLE FIGURE
SULL'AUTOBUS 45

Dal 1962 fino ai tardi anni '80 a Bologna circolavano degli autobus a due piani dalla linea retrofuturistica (come quello in foto).
Durante le medie e le scuole superiori io ne pigliavo uno due volte al giorno che serviva la linea 45 dal centro a San Lazzaro di Savena. Il meglio era salire al piano superiore e riuscire a prendere i posti davanti con vista sul finestrone panoramico, ma quasi sempre era una impresa impossibile.
Di tanto in tanto però, ad orari particolari, il piano superiore poteva essere incredibilmente quasi vuoto; ed è proprio durante uno di questi rari eventi, che la breve storia REALMENTE ACCADUTA che seguirà, si snoda.
Il protagonisti sono INNOVARI I, che frequenta le scuole superiori, e la ragazza bionda.

Salendo sull'autobus INNOVARI I si fionda al secondo piano dalla scala posteriore, e (figata) c'è solo una ragazza. Una ragazza bionda, con i capelli al culo seduta nel sedile anteriore, quello che da sul finestrone davanti.
INNOVARI I, gallissimo, pensa: "Due piccioni con una fava! Autobus vuoto e sbarba da intomellare!".
Il nostro adolescente decide quindi di temporeggiare, sedersi nell'ultimo posto in fondo e pensare agli sviluppi.
La ragazza bionda spesso si volta a guardarlo con la coda dell'occhio nascosta dai capelli.
INNOVARI I gioisce per l'inaspettata fortuna sussurrando a se stesso "E' fatta!" e decide di seguire la bionda fino a che non scende. Decisione massiccia, visto che INNOVARI I avrebbe dovuto scendere in Via Mazzini, mentre la bionda lo porta invece fino al capolinea del 45. A San Lazzaro di Savena.
Arrivati al capolinea, il nostro "eroe" scende tatticamente dall'autobus precedendo la bionda con l'idea di fermarla appena uscita, ed infatti è in questa maniera che si dipanano gli eventi.
Lei scende e di spalle si avvia, lui gli mette una mano sul braccio e dice banalmente "Ciao! Come ti chiami?". Lei si volta verso di lui: sorride, è paraplegica, claudicante, magrissima, sbava un pochino e di tanto in tanto volta la testa leggermente come se volesse guardarsi alle spalle. Si presenta "Giao! Mi shichiamo Lauura".
INNOVARI I rimane lì di sasso per una manciata di secondi, poi si presenta a sua volta, l'accompagna a casa pian piano, aiutandola con il braccio ad attraversare la strada, torna al capolinea del 45 ed aspetta trenta minuti l'autobus - a due piani - che lo riporterà in Via Mazzini.
Nell'attesa silenziosa si mangia avidamente tutte le pellicine delle dita fino a sanguinare.

by INNOVARI I

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mercoledì, 01 giugno 2005


LA ZDAURA UONTS TU RUL ZE UORLD

Che la popolasione di Bologna stia invecchiando è palese.
A torto abbiamo identificato il volano di questo cambiamento negli Umarells, ma basta leggere qualsiasi statistica sulla longevità e ci accorgiamo che la Zdaura dà dei punti a tutti.
Vissuta per anni nell'ombra, usciva soltanto per i richiami dell'arrotino, per fare la spesa e per andare dal parrucchiere; ma l'inquietante lettera al mitico Sughi ha messo sotto gli occhi di tutti l'imbarazzante dato: la Zdaura c'è e ha una gran voglia di divertirsi alle nostre spalle!!!
La triste realtà è che il nostro lavoro serve a pagare la pensione all'Umarell che quando muore la gira alla Zdaura, che ne gode per anni e anni (sì c'ha l'amico, ma non si sposa per non perdere la reversibilità, poche pugnette).
Immagino che molti si stiano già lamentando per questo inutile post, quindi ho deciso di creare l'ennesimo spin-off dello Spettro: Zdaura Ruls.
Come per qualsiasi discutibile blog che si rispetti, potrete contribuire anche voi, fotografandole per la strada e inviandomi le immagini.

PS: lasima segnala avvistamenti alla Barca dopo il tramonto, generalmente stanno sedute sui muretti a parlare di malattie e di gioco del lotto.

Max Bartender

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