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sabato, 30 luglio 2005

BUONE VACANZE A TUTTI
(BLOG CHIUSO PER FERIE?)

Fine luglio, inizio agosto, vacanza. I telegiornali dicono che molti italiani rinunceranno alle vacanze, le pezze al culo regnano sovrane, ma non fa piacere esporle ed ho sentito parlare di famiglie che quest’anno si chiudono in casa ed escono solo a notte fonda, facendo finta di essere partite per le vacanze. Sarà vero? Credo di si, ma per quanto riguarda Bologna, per strada oramai non c'è più nessuno a parte i soliti umarells che si proteggono dai raggi solari utilizzando tattici cappellini bianchi fituring extracomunitari dal volto tirato fintamente soddisfatti. Agosto, il mese in cui la maggior parte delle persone si sentono vive, quello che era stato atteso per tutto l'anno prende forma e la modestia del bolognese in vacanza dominerà incontrastata oll over ze uorld (ueting for Bin Laden attacc). E io che faccio? In questo caldo pomeriggio di estate, rimango fermo immobile come un acaro sul divano spettinato dal ventilatore, in attesa di uscire più tardi per partecipare ad un matrimonio caliente, poi domani sera fuggirò lontano da San Luca e ci si rivede a settembre, mese in cui si materializzeranno numerose iniziative spettrali*.
Ciao a tutti, non avrete più  nessuna notizia di me fino al mio ritorno, ma non spaventatevi, perchè in mia assenza gli altri modesti della redasione vi allieteranno con i loro post... sii iu on septembar ;-)

* Avete un blog che in qualche modo ha a che fare con il concetto di bolognesità?
Bene, allora scaricate il patachino Bologna, ogni casa una fucina e attaccate il patachino sul vostro blog.
 

postato da: maso_ alle ore 15:15 | Permalink | commenti (22)
categoria:maso
venerdì, 29 luglio 2005
le bellissime

Nella foto: le bellissime della Fortezza Bastiani


USCIRE DALLE FORTEZZE NON BASTA MAI

Avvertenza: post assai intimista, di quelli in un certo senso vietati.
Ma ci sta, cacchio se ci sta.


Ieri pomeriggio, con un caldo dell'ostia, vado a casa della LaSima a fare uno dei miei molti e mai risolutivi traslochi. Apro l'armadio in cui conservo tutti i miei ricordi dal liceo in poi e butto via otto (dico otto) casse di roba, incredibile ma vero. Saranno le due, due e mezza del pomeriggio, le cavallette arancioni mi volano intorno, di umarells nemmeno una traccia, solo il bambino Matteo sfreccia nel caldo con i suoi roller.

Torno su, sfatto come non mai, e decido di guardarmi un film che non avevo mai visto, Fortezza Bastiani di Michele Mellara e Alessandro Rossi. Il film va via liscio, decisamente più bello di altri film "di genere", il ventilatore è acceso, me la passo benino. Poi, a un certo punto, mi rendo conto che il film denigra tutto, ma proprio tutto ciò che io amo: la mia città, Bologna; il mio lavoro, l'università; il farsi un culo tanto, eccetera eccetera. E mi chiedo, ormai depresso andante, ma perchè mi sta piacendo 'sto film?

E a un certo punto mi viene chiara la risposta: perché io dalla Fortezza Bastiani ci sono uscito prima di diventare vecchio. Non ho aspettato di diventare triste, di morirci dentro – o fuori, come capita a Drogo. Ne sono uscito, e sono convinto che uscendone ho aiutato qualcun altro a uscirne. Ho fatto bene, lo so benissimo. Anche se ogni tanto ho delle perplessità, e anche se ogni tanto, nei travagli di un amico, ritrovo i miei.

Ma è giusto così. Chi se ne va di casa, chi trova un nuovo amore, chi tira la cinghia, chi tira su un cinno, chi lavora fuori città e alla sera è sfatta dalla stanchezza, chi va in Colombia, anche chi resta a casa. L'importante è essere fuori da quella fortezza, dove si aspetta, si aspetta e non succede mai un cazzo.

- PS: se non avete mai letto il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati correte a comprarlo, subito! -

postato da: PonyLuna alle ore 16:48 | Permalink | commenti (61)
categoria:pony luna
giovedì, 28 luglio 2005


- la moto distrutta torna a casa sul carrellino del meccanico -

INNOVARI
REAL BUSSO

Come già molti di voi sanno, ieri ho trasformato uno scooterone con tetto, lungo come una Smart e pesante 180 Kg (un Benelli Adiva 150) in un motociclettino superdeformed stile anime giapponese, imbussandomi pesantemente contro un SUV, anche lui giapponese, in Via Saragozza poco dopo Villa Spada, mentre tornavo verso il centro.
La colpa è mia, non ho visto il rosso, non ho visto il SUV e ho fatto un dritto drittissimo senza frenare.
Lo scooter è andata distrutto ed è da cacciare (come da foto) ed io per fortuna mi sono "solo" rotto una costola di netto (dolore orrendo) e ho subito una leggerissima commozione cerebrale ed alcune escoriazioni alle braccia.
Se non avessi avuto lo scooter con l'abitacolo sarei sfrombolato oltre il cofano del SUV rompendomi parecchie ossa o addirittura cessando la mia vita sul pianeta, quindi quando comprate il vostro nuovo scooterone meditateci sù... è una meditazione che potrebbe sul serio salvarvi la vita...

Questo accadimento mi da la possibilità (forzata) di recensire l'assistenza sanitaria d'emergenza della city: dopo pochi minuti è arrivata l'ambulanza con a bordo paramedici gentilissimi che, dopo una rapida verifica del mio stato generale, mi hanno scodellato attorno alle 20.30 al nuovo Pronto Soccorso del Maggiore, assegnadomi un codice rosso (prioritario).
Una volta superata l'accettazione mi hanno smollato in una sala in pretto stile "IR - Medici in Prima Linea" con scompartimenti divisi da tendine.
Mi immaginavo un gran viavai di medici ed infermiere attorno a pazienti urgentissimi, ma invece assieme a me, parcheggiati su barelle davanti agli scompartimenti a tendina (vuoti e bui) vi erano svariati umarells e zdaure afflitti da svariati malori e un totale di infermiere e barellieri quasi nullafacenti.
Prima di me vi era un ragazzo colto da malore non noto (direi forse collasso da calore) e una donna con un problema articolare (forse una forte distorsione).
A parte i numerosi infermieri/e e barellieri, di medici ce ne era solo uno, coadiuvato da un praticante in medicina che doveva visitare tutti.
Visto che ero "molto urgente" e che potevo essermi anche perforato la pleura (non è successo) ho atteso circa un'ora la visita, un'altra ora le lastre e un quarto d'ora per la dimissione, che per altro ho leggermente forzato recandomi autonomamente sui miei piedi e corredato di collarino cervicale nell'ufficio del medico "di tutti", il quale mosso da pietà per l'attesa, mi ha rapidamente dimesso attorno alle 22.40.
Uscendo la gente in attesa sulle barelle si lamentava appunto dell'attesa.

Tutto sommato l'assistenza è stata sufficentemente adeguata alle mie condizioni reali.
Per fortuna che ero un codice rosso e avevo la precedenza, altrimenti altro che 2 ore e 10 minuti ci avrei messo... anzi... son stato VELOCISSIMO (!)
Sinceramente mi immaginavo un pronto soccorso moderno assai diverso nelle dinamiche.
Per lo meno con più medici e meno infermieri ed inservienti.
Ma magari mi sbaglio ed ero confuso dal dolore orrendo...

Ora sono a casa immobilized...

INNOVARI IV

postato da: innovari alle ore 16:18 | Permalink | commenti (35)
categoria:
mercoledì, 27 luglio 2005

LA CITTA' DELLE BAZZE
E LE BAZZE IN CITTA'

I bolognesi per tutto l'anno sono alla continua ricerca di bazze, ore ed ore di vita spese a cercare il negozio dove le cose costano meno, la vacanza che costa meno, il salumiere che costa meno, il vino che costa meno, la coop che costa meno, il locale dove con dieci euro si mangiano tre primi, due secondi, dolce, frutta, amaro, caffè ammazza caffè ed alla fine il padrone del locale ha offerto la bottiglia di limoncello.
Quintali di energie spese in giro per discaunt, autlet,sciorummm... il tutto rigorosamente su segnalazioni di amici degli amici o di fantomatici cugini di ennesimo grado.
Stop! Fermatevi un attimo! Le bazze sono molto più vicino di quello che credete, e forse non tutti sapete che in pieno centro storico, a pochi passi dal Nettuno e più precisamente in Via IV Novembre all'incrocio con Piazza Galileo c'è una super bazza, anzi... la bazza del secolo: un accappatoio a 15 euro.
Pensate che in questo negozietto di primissima del quale non si legge neanche l'insegna, vengono applicati sconti fino all'80% su articoli da umarells e da zdaure
Ma quanto siamo fortunati, l'occasione del secolo proprio nella nostra città ogni giorno più frenetica e rumorosa che mai.
La città esulta, i cinesi tremano, finalmente a Bologna l'occasione del secolo !
Ci tenevo tantissimo a farvi sapere dell'esistenza dell'occasione del secolo e da oggi proviamo a dire basta con gli inutili giri in cerca di bazze, utilizziamo la tecnologia e usiamo questo post per segnalarle!

postato da: maso_ alle ore 17:36 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
lunedì, 25 luglio 2005


-clicca la foto per vedere tutte le immagini-

PRATELLO PALM PULP

Vi soddisfa il programma di Bologna estate?
Vi è piaciuto il concerto in piazza di un giovane cantante di nome Jannacci?
Non ne potete più di Béééélare come pecore?
Vi segnalo allora un evento che si è tenuto in via del Pratello dal 21 al 24 Luglio, curato dalla libreria Guido Panza e chiaramente non finanziato dal comune di Bologna: la rassegna "Plastic Palm Pulp"
Cultura in via del Pratello?
Impossibile!!!!
Tante le voci in questa quattro giorni on ze rod, anche discordanti, ma comunque a dimostrare che se i semi sono curati, germogliano in ogni terreno.
Io ho sentito il poeta Rossi-Rois spiegarmi che poesia non significa andare a capo spesso; Jesus dal Senegal che è contro il volontariato "agratis" perchè non ha un papà che lo mantiene; Porpora ci ha descritto la Bologna isola di accoglienza e libertà degli anni '70; la mitica Luna che cantava meglio di Amanda Lear; Valentina ci ha letto estratti dai diari di Anais Nin; Antonietta LaTerza leggermi poesie; senza dimenticare il mitico Ugo, splendido presentatore delle serate.
E lo Spettro?
Non potevamo mancare, quindi abbiamo mandato il nostro esperto di Fantascienza, Innovari IV che ha letto testi post-contemporanei.
Vorrei ringraziare Guido Panza per le ottime serate che ci ha regalato e fargli un "in bocca al lupo" per la stampa del "Bollettino Kurtz", che dovrebbe uscire in settembre.

Scarica i video di Innovari IV
Video I | Video II - il testo lo trovi qui | Video III | Video IV

Max Bartender & Innovari IV

postato da: Chavi alle ore 21:59 | Permalink | commenti (25)
categoria:max bartender
domenica, 24 luglio 2005

CAVALLETTE A BOLOGNA

Una delle novità più interessanti dell'estate bolognese 2005 è stata l'arrivo delle cavallette in città. Questi intriganti animaletti innocui da qualche giorno hanno trovato residenza dalle parti di casa mia e venerdì mattina, quando mi sono svegliato ancor più stanco di quando ero andato a letto, sul pavimento della mia camera ne ho trovata una immobile che mi fissava dal basso chissà da quante ore.
"Nooo" ho pensato, "adesso comincerà a saltare per tutta la casa e finirà sul mobile dove rimarrà lì per tutto l'inverno e quando mi deciderò di pulire, troverò il suo cadavere rinsecchito". E invece no, niente di tutto questo, stava ferma sulla mattonella a gustarsi uno dei pochi momenti freschi della giornata.
Vado in bagno a lavarmi, ma il mio pensiero è ancora rivolto a lei ed al silenziso risveglio che mi ha regalato in un'anonima mattina d'estate.
Faccio colazione nervosamente, ogni tanto mi alzo dalla sedia della cucina e torno in camera a controllare se la cavalletta c'è ancora e lei non si è mossa di un millimetro, è ancora lì, ferma, immobile sulla mattonella.
Mi vesto, in cinque minuti sono pronto per uscire, vado in veranda, prendo l'aspirapolvere, attacco la presa alla corrente, mi avvicino all'insetto, mi fermo, lo guardo e l'aspiro ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffttttttt...
Senza accorgersene, la sua vita finiva lì e la mia sarebbe continuata altrove.
Poi ho acceso l'Ipod e nel tragitto casa-lavoro ho ascoltato con orecchie nuove la canzone INSETTI* dei Massimo Volume.
Non occorre che il comune investa milioni di euro, la lotta alle cavallette nella Bologna del 2005 si fa così, con l'aspirapolvere.

* seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo sembrano provarci gusto / poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto, qualcosa di ridicolo e deprimente é a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente / trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari sfidando l'ira di dio

postato da: maso_ alle ore 16:59 | Permalink | commenti (62)
categoria:maso
giovedì, 21 luglio 2005

WARRIORS BOLOGNA

E fu così che un sabato pomeriggio della prima metà degli anni ottanta abbiamo parcheggiato le biciclette, le abbiamo legate ad un palo, abbiamo fatto un buco nella rete e siamo entrati nel campo da calcio della Lunetta Gamberini dove si disputava un incontro di Futbol Americano. Con totale nonscialans ci siamo seduti sugli spalti assolati in zona treno ed abbiamo cominciato a guardare il meccch senza capire niente, ma per fortuna, dalla tribuna coperta, lo spiker Maurizio Pagliari spiegava quello che stava accadendo in campo e dopo una mezzoretta abbiamo cominciato a capirci qualcosa pure noi. Si perchè se uno non ha idea di cosa sia il Futbol Americano non capisce mica cosa stanno facendo tutti quegli omoni che si menano, non lo capisce mica perchè ci sono tanti arbitri vestiti a strisce che tirano per aria dei fazzoletti gialli e ad un certo punto uno tira un gran calcio ad una palla che tonda non è. Ma com'è una partita di Futbol Americano? Semplice, una squadra tira un calcio di inizio, il giocatore dall'altra parte del campo prova a prenderla al volo e comincia a correre e gli avversari lo devono assolutamente buttare per terra. Pemmmm. Bloccato. Bene, da quel punto in poi la squadra ha a diaposizione quattro tentativi per conquistare dieci yard. Una volta conquistate le dieci yard, la squadra ha altri quattro tentativi per conquistare dieci yard e così via fino alla meta che però si chiama taccccch daun. Dopo il taccch daun la squadra che ha segnato si posiziona sulla linea di meta e può scegliere tra il fare una sorta di golllllll (che vale un punto) o fare un altro tacccch daun (che vale due punti). E si rinizia, così, il tutto suddiviso in quattro tempi da dodici o da quindici minuti l'uno. Tutto qui. Dopo quel pomeriggio prendemmo l'insana abitudine di cominciare a frequentare la Lunetta Gamberini al sabato e tra una partita e l'altra decidemmo di diventare dei tifosi dei Warriors. All'epoca a Bologna esistevano due squadre, gli Effer Warriors e gli Stiassi Doves, ma noi ci schierammo con i primi per il solo motivo che la tifoseria dei guerrieri era più simpatica e decisamente più maraglia rispetto a quella delle colombe, tendenzialemte dei veri e propri zanari con i quali non volevamo avere nulla da spartire. Quell'anno fu incredibile ed inaspettatamente i Warriors approdarono in finale (il Super Bowl) contro i temutissimi und spocchiosissimi Rhinos di Milano ed ovviamente persero, ma alla  grande... va bè, si dice così. Sunto: i Warriors stavano vincendo e a 40 secondi dalla fine hanno preso un inaspettato tacccchdaun dagli esperti milanesi. Che polli... ricordo che ascoltai la partita alla radio e soffriii un casino, vabè, cose che capitano. Anno nuovo campionato nuovo e con la solita nonscialans ci inserimmo nella tifoseria dei Warriors che entravano in campo sulle note di Ui uill roc iu dei Quin, l'ambiente era piacevole e cordiale, ma la cosa che ci piaceva di più era la totale assenza di violenza tra le tifoserie avversarie ed episodi tipo uno di un'altra città che ti tira una cinghiata in faccia non si è mai verificata. La violenza era in campo, bastava quella ed ogni volta, nonostante le armature, qualche osso si spezzava. Un altro aspetto particolare di questo sport, era che i giocatori non facevano solo quel mestiere per campare, il Futbol Americano era un piacevole obbi che ogni fine settimana li portava in giro per l'Italia a menare persone di altre città e al lunedì tutti felici e sfogat