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sabato, 30 luglio 2005

BUONE VACANZE A TUTTI
(BLOG CHIUSO PER FERIE?)

Fine luglio, inizio agosto, vacanza. I telegiornali dicono che molti italiani rinunceranno alle vacanze, le pezze al culo regnano sovrane, ma non fa piacere esporle ed ho sentito parlare di famiglie che quest’anno si chiudono in casa ed escono solo a notte fonda, facendo finta di essere partite per le vacanze. Sarà vero? Credo di si, ma per quanto riguarda Bologna, per strada oramai non c'è più nessuno a parte i soliti umarells che si proteggono dai raggi solari utilizzando tattici cappellini bianchi fituring extracomunitari dal volto tirato fintamente soddisfatti. Agosto, il mese in cui la maggior parte delle persone si sentono vive, quello che era stato atteso per tutto l'anno prende forma e la modestia del bolognese in vacanza dominerà incontrastata oll over ze uorld (ueting for Bin Laden attacc). E io che faccio? In questo caldo pomeriggio di estate, rimango fermo immobile come un acaro sul divano spettinato dal ventilatore, in attesa di uscire più tardi per partecipare ad un matrimonio caliente, poi domani sera fuggirò lontano da San Luca e ci si rivede a settembre, mese in cui si materializzeranno numerose iniziative spettrali*.
Ciao a tutti, non avrete più  nessuna notizia di me fino al mio ritorno, ma non spaventatevi, perchè in mia assenza gli altri modesti della redasione vi allieteranno con i loro post... sii iu on septembar ;-)

* Avete un blog che in qualche modo ha a che fare con il concetto di bolognesità?
Bene, allora scaricate il patachino Bologna, ogni casa una fucina e attaccate il patachino sul vostro blog.
 

postato da: maso_ alle ore 15:15 | Permalink | commenti (22)
categoria:maso
venerdì, 29 luglio 2005
le bellissime

Nella foto: le bellissime della Fortezza Bastiani


USCIRE DALLE FORTEZZE NON BASTA MAI

Avvertenza: post assai intimista, di quelli in un certo senso vietati.
Ma ci sta, cacchio se ci sta.


Ieri pomeriggio, con un caldo dell'ostia, vado a casa della LaSima a fare uno dei miei molti e mai risolutivi traslochi. Apro l'armadio in cui conservo tutti i miei ricordi dal liceo in poi e butto via otto (dico otto) casse di roba, incredibile ma vero. Saranno le due, due e mezza del pomeriggio, le cavallette arancioni mi volano intorno, di umarells nemmeno una traccia, solo il bambino Matteo sfreccia nel caldo con i suoi roller.

Torno su, sfatto come non mai, e decido di guardarmi un film che non avevo mai visto, Fortezza Bastiani di Michele Mellara e Alessandro Rossi. Il film va via liscio, decisamente più bello di altri film "di genere", il ventilatore è acceso, me la passo benino. Poi, a un certo punto, mi rendo conto che il film denigra tutto, ma proprio tutto ciò che io amo: la mia città, Bologna; il mio lavoro, l'università; il farsi un culo tanto, eccetera eccetera. E mi chiedo, ormai depresso andante, ma perchè mi sta piacendo 'sto film?

E a un certo punto mi viene chiara la risposta: perché io dalla Fortezza Bastiani ci sono uscito prima di diventare vecchio. Non ho aspettato di diventare triste, di morirci dentro – o fuori, come capita a Drogo. Ne sono uscito, e sono convinto che uscendone ho aiutato qualcun altro a uscirne. Ho fatto bene, lo so benissimo. Anche se ogni tanto ho delle perplessità, e anche se ogni tanto, nei travagli di un amico, ritrovo i miei.

Ma è giusto così. Chi se ne va di casa, chi trova un nuovo amore, chi tira la cinghia, chi tira su un cinno, chi lavora fuori città e alla sera è sfatta dalla stanchezza, chi va in Colombia, anche chi resta a casa. L'importante è essere fuori da quella fortezza, dove si aspetta, si aspetta e non succede mai un cazzo.

- PS: se non avete mai letto il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati correte a comprarlo, subito! -

postato da: PonyLuna alle ore 16:48 | Permalink | commenti (61)
categoria:pony luna
giovedì, 28 luglio 2005


- la moto distrutta torna a casa sul carrellino del meccanico -

INNOVARI
REAL BUSSO

Come già molti di voi sanno, ieri ho trasformato uno scooterone con tetto, lungo come una Smart e pesante 180 Kg (un Benelli Adiva 150) in un motociclettino superdeformed stile anime giapponese, imbussandomi pesantemente contro un SUV, anche lui giapponese, in Via Saragozza poco dopo Villa Spada, mentre tornavo verso il centro.
La colpa è mia, non ho visto il rosso, non ho visto il SUV e ho fatto un dritto drittissimo senza frenare.
Lo scooter è andata distrutto ed è da cacciare (come da foto) ed io per fortuna mi sono "solo" rotto una costola di netto (dolore orrendo) e ho subito una leggerissima commozione cerebrale ed alcune escoriazioni alle braccia.
Se non avessi avuto lo scooter con l'abitacolo sarei sfrombolato oltre il cofano del SUV rompendomi parecchie ossa o addirittura cessando la mia vita sul pianeta, quindi quando comprate il vostro nuovo scooterone meditateci sù... è una meditazione che potrebbe sul serio salvarvi la vita...

Questo accadimento mi da la possibilità (forzata) di recensire l'assistenza sanitaria d'emergenza della city: dopo pochi minuti è arrivata l'ambulanza con a bordo paramedici gentilissimi che, dopo una rapida verifica del mio stato generale, mi hanno scodellato attorno alle 20.30 al nuovo Pronto Soccorso del Maggiore, assegnadomi un codice rosso (prioritario).
Una volta superata l'accettazione mi hanno smollato in una sala in pretto stile "IR - Medici in Prima Linea" con scompartimenti divisi da tendine.
Mi immaginavo un gran viavai di medici ed infermiere attorno a pazienti urgentissimi, ma invece assieme a me, parcheggiati su barelle davanti agli scompartimenti a tendina (vuoti e bui) vi erano svariati umarells e zdaure afflitti da svariati malori e un totale di infermiere e barellieri quasi nullafacenti.
Prima di me vi era un ragazzo colto da malore non noto (direi forse collasso da calore) e una donna con un problema articolare (forse una forte distorsione).
A parte i numerosi infermieri/e e barellieri, di medici ce ne era solo uno, coadiuvato da un praticante in medicina che doveva visitare tutti.
Visto che ero "molto urgente" e che potevo essermi anche perforato la pleura (non è successo) ho atteso circa un'ora la visita, un'altra ora le lastre e un quarto d'ora per la dimissione, che per altro ho leggermente forzato recandomi autonomamente sui miei piedi e corredato di collarino cervicale nell'ufficio del medico "di tutti", il quale mosso da pietà per l'attesa, mi ha rapidamente dimesso attorno alle 22.40.
Uscendo la gente in attesa sulle barelle si lamentava appunto dell'attesa.

Tutto sommato l'assistenza è stata sufficentemente adeguata alle mie condizioni reali.
Per fortuna che ero un codice rosso e avevo la precedenza, altrimenti altro che 2 ore e 10 minuti ci avrei messo... anzi... son stato VELOCISSIMO (!)
Sinceramente mi immaginavo un pronto soccorso moderno assai diverso nelle dinamiche.
Per lo meno con più medici e meno infermieri ed inservienti.
Ma magari mi sbaglio ed ero confuso dal dolore orrendo...

Ora sono a casa immobilized...

INNOVARI IV

postato da: innovari alle ore 16:18 | Permalink | commenti (35)
categoria:
mercoledì, 27 luglio 2005

LA CITTA' DELLE BAZZE
E LE BAZZE IN CITTA'

I bolognesi per tutto l'anno sono alla continua ricerca di bazze, ore ed ore di vita spese a cercare il negozio dove le cose costano meno, la vacanza che costa meno, il salumiere che costa meno, il vino che costa meno, la coop che costa meno, il locale dove con dieci euro si mangiano tre primi, due secondi, dolce, frutta, amaro, caffè ammazza caffè ed alla fine il padrone del locale ha offerto la bottiglia di limoncello.
Quintali di energie spese in giro per discaunt, autlet,sciorummm... il tutto rigorosamente su segnalazioni di amici degli amici o di fantomatici cugini di ennesimo grado.
Stop! Fermatevi un attimo! Le bazze sono molto più vicino di quello che credete, e forse non tutti sapete che in pieno centro storico, a pochi passi dal Nettuno e più precisamente in Via IV Novembre all'incrocio con Piazza Galileo c'è una super bazza, anzi... la bazza del secolo: un accappatoio a 15 euro.
Pensate che in questo negozietto di primissima del quale non si legge neanche l'insegna, vengono applicati sconti fino all'80% su articoli da umarells e da zdaure
Ma quanto siamo fortunati, l'occasione del secolo proprio nella nostra città ogni giorno più frenetica e rumorosa che mai.
La città esulta, i cinesi tremano, finalmente a Bologna l'occasione del secolo !
Ci tenevo tantissimo a farvi sapere dell'esistenza dell'occasione del secolo e da oggi proviamo a dire basta con gli inutili giri in cerca di bazze, utilizziamo la tecnologia e usiamo questo post per segnalarle!

postato da: maso_ alle ore 17:36 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
lunedì, 25 luglio 2005


-clicca la foto per vedere tutte le immagini-

PRATELLO PALM PULP

Vi soddisfa il programma di Bologna estate?
Vi è piaciuto il concerto in piazza di un giovane cantante di nome Jannacci?
Non ne potete più di Béééélare come pecore?
Vi segnalo allora un evento che si è tenuto in via del Pratello dal 21 al 24 Luglio, curato dalla libreria Guido Panza e chiaramente non finanziato dal comune di Bologna: la rassegna "Plastic Palm Pulp"
Cultura in via del Pratello?
Impossibile!!!!
Tante le voci in questa quattro giorni on ze rod, anche discordanti, ma comunque a dimostrare che se i semi sono curati, germogliano in ogni terreno.
Io ho sentito il poeta Rossi-Rois spiegarmi che poesia non significa andare a capo spesso; Jesus dal Senegal che è contro il volontariato "agratis" perchè non ha un papà che lo mantiene; Porpora ci ha descritto la Bologna isola di accoglienza e libertà degli anni '70; la mitica Luna che cantava meglio di Amanda Lear; Valentina ci ha letto estratti dai diari di Anais Nin; Antonietta LaTerza leggermi poesie; senza dimenticare il mitico Ugo, splendido presentatore delle serate.
E lo Spettro?
Non potevamo mancare, quindi abbiamo mandato il nostro esperto di Fantascienza, Innovari IV che ha letto testi post-contemporanei.
Vorrei ringraziare Guido Panza per le ottime serate che ci ha regalato e fargli un "in bocca al lupo" per la stampa del "Bollettino Kurtz", che dovrebbe uscire in settembre.

Scarica i video di Innovari IV
Video I | Video II - il testo lo trovi qui | Video III | Video IV

Max Bartender & Innovari IV

postato da: Chavi alle ore 21:59 | Permalink | commenti (25)
categoria:max bartender
domenica, 24 luglio 2005

CAVALLETTE A BOLOGNA

Una delle novità più interessanti dell'estate bolognese 2005 è stata l'arrivo delle cavallette in città. Questi intriganti animaletti innocui da qualche giorno hanno trovato residenza dalle parti di casa mia e venerdì mattina, quando mi sono svegliato ancor più stanco di quando ero andato a letto, sul pavimento della mia camera ne ho trovata una immobile che mi fissava dal basso chissà da quante ore.
"Nooo" ho pensato, "adesso comincerà a saltare per tutta la casa e finirà sul mobile dove rimarrà lì per tutto l'inverno e quando mi deciderò di pulire, troverò il suo cadavere rinsecchito". E invece no, niente di tutto questo, stava ferma sulla mattonella a gustarsi uno dei pochi momenti freschi della giornata.
Vado in bagno a lavarmi, ma il mio pensiero è ancora rivolto a lei ed al silenziso risveglio che mi ha regalato in un'anonima mattina d'estate.
Faccio colazione nervosamente, ogni tanto mi alzo dalla sedia della cucina e torno in camera a controllare se la cavalletta c'è ancora e lei non si è mossa di un millimetro, è ancora lì, ferma, immobile sulla mattonella.
Mi vesto, in cinque minuti sono pronto per uscire, vado in veranda, prendo l'aspirapolvere, attacco la presa alla corrente, mi avvicino all'insetto, mi fermo, lo guardo e l'aspiro ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffttttttt...
Senza accorgersene, la sua vita finiva lì e la mia sarebbe continuata altrove.
Poi ho acceso l'Ipod e nel tragitto casa-lavoro ho ascoltato con orecchie nuove la canzone INSETTI* dei Massimo Volume.
Non occorre che il comune investa milioni di euro, la lotta alle cavallette nella Bologna del 2005 si fa così, con l'aspirapolvere.

* seduto sul bordo della vasca da bagno osservo piccoli animaletti muovono le loro antenne tra capelli morti e peli di cazzo sembrano provarci gusto / poi il loro vagare alla ricerca di non so che mi ricorda qualcosa di già visto, qualcosa di ridicolo e deprimente é a questo punto che tronco la loro esistenza con un getto d'acqua bollente / trascinati dalla corrente tornano in quello stesso buco da dove erano usciti temerari sfidando l'ira di dio

postato da: maso_ alle ore 16:59 | Permalink | commenti (62)
categoria:maso
giovedì, 21 luglio 2005

WARRIORS BOLOGNA

E fu così che un sabato pomeriggio della prima metà degli anni ottanta abbiamo parcheggiato le biciclette, le abbiamo legate ad un palo, abbiamo fatto un buco nella rete e siamo entrati nel campo da calcio della Lunetta Gamberini dove si disputava un incontro di Futbol Americano. Con totale nonscialans ci siamo seduti sugli spalti assolati in zona treno ed abbiamo cominciato a guardare il meccch senza capire niente, ma per fortuna, dalla tribuna coperta, lo spiker Maurizio Pagliari spiegava quello che stava accadendo in campo e dopo una mezzoretta abbiamo cominciato a capirci qualcosa pure noi. Si perchè se uno non ha idea di cosa sia il Futbol Americano non capisce mica cosa stanno facendo tutti quegli omoni che si menano, non lo capisce mica perchè ci sono tanti arbitri vestiti a strisce che tirano per aria dei fazzoletti gialli e ad un certo punto uno tira un gran calcio ad una palla che tonda non è. Ma com'è una partita di Futbol Americano? Semplice, una squadra tira un calcio di inizio, il giocatore dall'altra parte del campo prova a prenderla al volo e comincia a correre e gli avversari lo devono assolutamente buttare per terra. Pemmmm. Bloccato. Bene, da quel punto in poi la squadra ha a diaposizione quattro tentativi per conquistare dieci yard. Una volta conquistate le dieci yard, la squadra ha altri quattro tentativi per conquistare dieci yard e così via fino alla meta che però si chiama taccccch daun. Dopo il taccch daun la squadra che ha segnato si posiziona sulla linea di meta e può scegliere tra il fare una sorta di golllllll (che vale un punto) o fare un altro tacccch daun (che vale due punti). E si rinizia, così, il tutto suddiviso in quattro tempi da dodici o da quindici minuti l'uno. Tutto qui. Dopo quel pomeriggio prendemmo l'insana abitudine di cominciare a frequentare la Lunetta Gamberini al sabato e tra una partita e l'altra decidemmo di diventare dei tifosi dei Warriors. All'epoca a Bologna esistevano due squadre, gli Effer Warriors e gli Stiassi Doves, ma noi ci schierammo con i primi per il solo motivo che la tifoseria dei guerrieri era più simpatica e decisamente più maraglia rispetto a quella delle colombe, tendenzialemte dei veri e propri zanari con i quali non volevamo avere nulla da spartire. Quell'anno fu incredibile ed inaspettatamente i Warriors approdarono in finale (il Super Bowl) contro i temutissimi und spocchiosissimi Rhinos di Milano ed ovviamente persero, ma alla  grande... va bè, si dice così. Sunto: i Warriors stavano vincendo e a 40 secondi dalla fine hanno preso un inaspettato tacccchdaun dagli esperti milanesi. Che polli... ricordo che ascoltai la partita alla radio e soffriii un casino, vabè, cose che capitano. Anno nuovo campionato nuovo e con la solita nonscialans ci inserimmo nella tifoseria dei Warriors che entravano in campo sulle note di Ui uill roc iu dei Quin, l'ambiente era piacevole e cordiale, ma la cosa che ci piaceva di più era la totale assenza di violenza tra le tifoserie avversarie ed episodi tipo uno di un'altra città che ti tira una cinghiata in faccia non si è mai verificata. La violenza era in campo, bastava quella ed ogni volta, nonostante le armature, qualche osso si spezzava. Un altro aspetto particolare di questo sport, era che i giocatori non facevano solo quel mestiere per campare, il Futbol Americano era un piacevole obbi che ogni fine settimana li portava in giro per l'Italia a menare persone di altre città e al lunedì tutti felici e sfogati a lavurer, uno per tutti, il vigile urbano Giorgio Longhi. C'era un'atmosfera surreale, la città rispose positivamente a questo nuovo sport e nel corso della stagione in cui i Warriors a Rimini persero l'ennesimo Super Bowl contro i neroargentati Frogs di Busto Arsizio, alla Lunetta Gamberini c'era una media di 4000 spettatori con picchi di affluenza durante il derbi con i Doves (tra le 6000 e le 8000 persone). Seguire questo sport da vicino ti dava la possibilità di conoscere di persona i giocatori ed io ero talmente preso dal viaggio del Futbol Americano che mi comprai un cappellino dei Warriors e addirittura me lo feci autografare da Joe Inzinna, il ranningbeccc italoamericano che faceva sognare la gradinata e le giovani fanciulle. Che modestia! Il monopolio dei gaggets fu preso a mano da una cartoleria che si trovava in Via Murri di fronte allo Sterlino ed anche tutto il discorso della prevendita dei biglietti e degli abbonamenti passava tra le grinfie di questi furbacchioni. A causa della mia non ancora spiccata allergia alle masse, diventai un supertifoso dei Warriors, li seguivo anche in trasferta, acquistavo riviste di Futbol Americano ed i miei sforzi da aficionados furono premiati con la vittoria del primo Super Bowl che si giocò a Bologna allo stadio Dall'Ara contro gli Angels di Pesaro. Seguirono discussi festeggiamenti a base di schiamazzi notturni in giro per il centro della città con tanto di bagno nella fontana del Nettuno, non importava se a scuola mi avevano bocciato, quello che importava erano i Warriors campioni d'Italia. Seguii questo sport per qualche altra stagione, poi altre passioni si impossessarono di me e di quel periodo rimane solo un piacevole lontanissimo ricordo di una vita fa, poi oggi leggo il giornale e scopro che sabato a Scandiano (RE) si disputerà il XXV Super Bowl che vedrà protagonisti i Warriors di Bologna (nei quali giocano ancora vecchie glorie dell'epoca) contro i Lions di Bergamo. A questo punto che dire, se non: Forza Warriors... e se per caso un giorno il Bologna FC si dovesse trovare a giocare al modernissimo stadio di Argelato, il Dall'Ara potrebbe diventare il contenitore delle partite dei guerrieri e dei concerti di rilievo nazionale. E' un'idea.

postato da: maso_ alle ore 23:03 | Permalink | commenti (39)
categoria:maso
mercoledì, 20 luglio 2005

BRUTTA STORIA
di Valentina Avon
(fonte: "L'Unità")

L’incidente è accaduto alle 3.45 circa dello scorso sabato, in via Carracci.
Roberto Bozzetti, meglio conosciuto come Dj Rodriguez (il Pappa), era in motorino, con il casco: un automobilista l’ha visto a terra, ha chiamato il 118. Ora è in prognosi riservata all’Ospedale Maggiore, bisognerà aspettare diversi giorni per sapere quali saranno le conseguenze del trauma cranico. Ancora non è certa la dinamica dell’incidente.
Dj Rodriguez , nato nel 1954 a Bologna, dove ha sempre vissuto, è molto conosciuto nell’ambiente della musica: primo dj hip hop d’Italia, attivo dal 1984, fra i fondatori dell’Isola Posse All Star, è autore di pregio della casa discografica bolognese Irma Records. Di lui Ray Manzarek, il tastierista dei Doors, ha detto: “dopo dj Spooky di San Francisco, Rodriguez è il mio dj preferito”: la citazione, vera, è tratta dalla biografia compilata per “Paris, Dabar”, il film del 2003 di Paolo “Fiore” Angelini che racconta via del Pratello e i suoi frequentatori.
Non è stata la sua unica apparizione cinematografica: era già stato uno dei protagonisti del cortometraggio “Il santo Demone” di Fabio Nardelli, premio della critica al festival di Torino.
Al cinema però ha portato soprattutto la sua musica, suoi sono alcuni brani di “Paris, Dabar” ma anche di “About a boy”, il film con Hugh Grant del 2002.
Roberto a Bologna ha un fratello, che è rientrato dalle vacanze per assisterlo.
E’ la prima persona che vorrebbe sapere come veramente è accaduto l’incidente.
Secondo la Polizia municipale avrebbe perso il controllo del motorino, per cause da accertare (potrebbe essere scivolato sui binari del vecchio passaggio a livello, qualcuno parla di un’auto pirata ma i testimoni non ci sono), poi si è scontrato con lo spartitraffico al centro della strada.
Venerdì sera aveva cenato in un locale con degli amici, poi era andato in un pub di via Saragozza.
Era con un amico, che ha salutato alle 3.30, probabilmente andando a casa ha deciso di passare al parco di Villa Angeletti, dove però era già chiuso il cancello: proprio lì è stato soccorso dal 118.
La speranza della famiglia e degli amici di Roberto è che qualche testimone si faccia avanti.

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martedì, 19 luglio 2005

LO STADIO NUOVO
LO STADIO VECCHIO

In questi giorni si parla tanto dell'ipotetica costruzione di uno stadio nuovo verso Argelato ed io che non ne so mezza del calcio non ne capisco le priorità. Si parla di stadio in grado di ospitare gli Europei del 2012 (du maron), si parla di cittadella (tristazza) dello sport, si parla, si parla... Bar Otello ruls. E io che ascolto svogliatamente, mi chiedo a cosa possa swrvire uno stadio più grande ad una squadra modesta come il Bologna FC? E gli umarells come faranno a spostarsi per una ventina di chilometri e raggiungere lo stadio? E allo stadio vecchio cosa faranno? I concerti di Lori Enderson? La corrida? Il wrestling? E mentre mi pongo discussi quesiti sportivi scopro cosa accadrà domani al vecchio stadio ristrutturato 15 anni fa. Ci sarà un tale born in suiss Massimo Furlan che indosserà la maglia numero 23 e scenderà in campo senza pallone e senza compagni di squadra. La gente che accorrerà numerosa al Dall'Ara dovrà portarsi la radiolina e sintonizzarsi su Radio Città del Capo (FM 94.700 e 96.250 Mhz) o Radio Nettuno FM 97.00 e 104.00 Mhz) dove verrà trasmessa la telecronaca di Italia-Germania 3-1 fituring Bruno Pizzul. Chi non può andare allo Stadio, avrà la possibilità di seguire l’evento da casa in diretta televisiva su ÈTV Rete 7. Durata della performans 90 minuti come al solito offerta da Bèèèèèèè.
Purtroppo domani sera suonerò a Colle Ameno con i soliti New Hyronja progetto old e non potrò vedere la partita.

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sabato, 16 luglio 2005

NO MEAN NO
NO MEANS OLD

C'è da dire una cosa: l'armata Brancaleone di Vicolo Bolognetti proprio non ci sa fare con l'organizzazione di "eventi", ma nonostante questo giovedì sera, non si sa come, sono riusciti a far suonare i canadesi No Means No all'interno del discusso chiostro. Fantastici (i No Means No), non ci sono altri aggettivi per descriverli. Questi tre umarells canadesi riescono a violentare i loro strumenti ed a far pogare il trasandato pubblico (no aristofreak) che di solito popola il quadriportico in questa estate torrida oscurata dagli eventi pecoron culturali di Bè aka Bologna Estate 2005. Due ore di virtuosismi, ironia e violenza sonora che ha fatto sognare i più o meno cento nostalgici dei "bei tempi" dell'Isola nel Kantiere. Volti noti e meno noti di allora non sono potuti mancare all'appello del trio di Vancuverrr e per la prima volta sono riuscito a scorgere nei loro visi scavati un sorriso compiaciuto. Sempre generosissimi i No Means No che hanno eseguito tutti i grandi classici della loro storia ventennale ad esclusione di Oh no, Bruno (forse l'unica pecca dell'esibizione...ach), però in compenso sono riusciti ad accontentare il Boulevard Nostalgia con una cover di Aim so bord uiz iu es ei dei datati Clash. Un grande concerto, come sempre, come tutte le volte che li ho visti suonare dal vivo in improbabili contesti bolognesi andergraund e non. Mi aspettavo che dopo pochi minuti arrivassero strati cumuliformi di vigili urbani e invece no. Zets incredibol, ma ancora più incredibol l'energia sprigionata da questi cinquantenni pank nella testa e non nella cresta che tra l'altro, voci di corridoio non confermate, mi dicono che non sono neppure stati pagati, o meglio, l'incasso della serata (10 euro) andava a loro. Tempi duri per tutti, siamo in recessione. Ancora una volta è emerso il dato di fatto che il vecchio di morire non ne vuole mezza e la performans dei New Hyronja progetto OLD lunedì 18 luglio 2005 a Vicolo Bolognetti sarà l'ennesimo evento senile che conferma quanto appena accennato, per non parlare delle Litanie di Giovanni Lindo Ferretti (che voci di corridoio non cofermate mi dicono che è stato pagato) domani sera in Piazza Santo Stefano. Tempi duri non per tutti, siamo in recessione

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giovedì, 14 luglio 2005

LETTERATURA DA BALLO

Di sera d'estate non si riesce a stare in casa.
Dopo una veloce cena fredda, per non sudare ai fornelli - via, che la notte bolognese mi attende.
Opto per un locale fuori dalle mura e mi oriento sul Baraccano che gode della brezzolina che scende dai colli (quelli da girare con la special).
Per chi non ricordasse, il martedì del Baraccano è sempre stata la serata Aristofrikk per eccellenza - l'unico giardino comunale bolognese in cui facessero selezione all'entrata.
A Bologna le mode sono molto effimere, i locali godono di brevi fortune e quelli che andavano da un lato dei viali, hanno cominciato ad attraversare la strada e frequentare lo scialè dei giardini Margherita.
Al Baraccano sono rimasti i finti Aristofrik, quelli a cui piace far vedere quanto sono sboroni e quanti numerini di RialZitells riescono a tirar su in una serata; ovvio che il rial Aristofrik eviti come la peste questi luoghi dove c'è così poco impegno e così tanta modestia; molto meglio spostarsi in gregge a villa Ghigi ad ascoltare due scoregge niùeig che escono da un AiPod
Al Baraccano sono quindi rimasti senza i frequentatori d'elìt (la crema) e senza i finanziamenti comunali/di quartiere che sono stati dirottati su iniziative più concrete, béééééééééééé.
Come si organizzano eventi senza i denari?
Innanzi tutto facendo suonare per la duecentesima volta capitan Fede Poggi Pollini o facendo esibire Fernando Altavilla - il sosia ufficiale di Freddy Mercury, ma poi?
Ci vuole qualcosa di forte, col botto; supplire con la fantasia alla mancanza di fondi.
Ecco che di ritorno dal Borneo, corre in aiuto il vate Zekkini con la sua "letteratura da ballo".
Chi è Zekkini? Scarica questo fail per conoscerlo meglio
Decisamente un bravo va agli organizzatori che hanno sfidato la protesta delle "mamme rock" e del quartiere, mobilitati contro le discusse proiezioni/installazioni ano-video di Zekkini e co.
Le idee giuste, anche con pochi soldi, alla fine vincono sempre.
Se anche tu non vuoi belare col resto del gregge, l'appuntamento è domani sera ai giardini del Baraccano, dalle 21 in poi.
IL CONCERTO È AGRATIS
Bééééééééè

Max Bartender

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mercoledì, 13 luglio 2005

LA NATURA MODESTA DELLA MUSICA

Non so per quale motivo ho accettato l'invito di andare all'inaugurazione della rassegna "La natura della musica - ascolti musicali aspettando la sera a Villa Ghigi", fatto sta che alle ore 20.00 mi trovo a stomaco vuoto nella prestigiosa cornice di questo bellissimo parco cittadino senza ben capire quello che stava accadendo. Su di un prato, seduti sulle comode sedie di plastica, un centinaio di persone benestanti finto trasandate dai trentanni in su ascoltano la musica proposta da un babbione nostalgico all'ennesima potenza di psicadelia. Una scena surreale. Lui, aristofrik di una cinquantina d'anni, mette su dischi di gruppi tipo dei Procolarum, racconta due stronzate sull'incisione e qualche nota di colore sui gruppi tipo i Procolarum, poi la gente sta lì, chiude gli occhi e ascolta suoni di un passato che non c'è più rimembrando i bei tempi che forse furono. Nuvole nere all'orizzonte. E così per tutta la sera. Per fortuna era l'inaugurazione e per fortuna offrivano da bere a gratis, ma per sfortuna è salito in cattedra un altro soggetto aristofrik non ben identificato che con un mec (vuoi che uno così abbia un pici? seeeeeee) collegato ad un sint fa ascoltare rumori di sorgenti, torrenti e ruscelli. Nuvole sempre più nere sempre meno all'orizzonte. Uau! Il mec continua a produrre a nastro stronzate niu eig, suoni, rumori e parole tipo fringuello, merlo, passero, capinera, ma la gente ad un certo punto è costretta a scappare via perchè sta per arrivare il finimondo. Peccato. Nuvole nere sul mec e sul sint, 2005 fuga da Villa Ghigi e fine della serata sponsord bai Comune di Bologna all'interno della rassegna che giustamente ha come simbolo una pecora, come per voler significare che i bolognesi sono proprio dei pecoroni ai quali può venir proposta qualsiasi cagata rigorosamente a gratis che loro accorrono in massa, anzi, in gregge, senza porsi troppe domande. Piuttosto che niente meglio piuttosto... samtaims. L'idea della musica nel parco in sè non è malvagia, ma per godersi al meglio la situazione consiglierei agli organizzatori di affiancare al banchetto degli alcolici, un banchetto bis dove distribuire tutti i tipi di droghe possibili ai cinquantenni nostalgici ed agli aristofreak che ogni martedì ed ogni giovedì fino a fine luglio continueranno a profanare Villa Ghigi con le loro finte pezze al culo. E la chiamano estate. Beeeeeee. ;-)

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martedì, 12 luglio 2005

BOLOGNA E AUTOBUS

Le prime luci della giornata illuminano la radiosveglia e mentre beato me la dormo ancora per alcune ore, l'esercito degli sconfitti è già salito sull'autobus per recarsi al lavoro, lavoro vero, lavoro duro, lavoro che dovrebbe fare innalzare il PIL.
Diversi colori e diversi odori si accalcano nei rumorosissimi parallelepipedi arancioni, ogni fascia oraria è suddivisa per fasce umane e senza saperlo i passeggeri del quotidiano, di vista si conoscono tutti, ma non c'è voglia di fantasticare su cosa farà questo o cosa farà l'altro perchè a quest'ora piccolissima la realtà del primo mattino ti viene sbattuta in faccia con estrema violenza, senza se e senza ma.
Verso le otto tocca ai più fortunati anonimi impiegatucci pedonali, alle segretarie agorafobiche e a chi non si rassegna ancora ad andarsene in pensione perchè altrimenti si sentirebbe inutile.
Ammassati si raggiugono insieme le destinazioni imposte e con rassegnazione si condividono cattivi odori sottocutanei in compagnia degli immancabili umarells che invece di starsene a casa, si spostano pure loro con il mezzo pubblico (e poi adesso va anche bene che sono finite le scuole).
Grazie ad una nuova ondata di assunzioni, lo staff degli autisti ATC è pullula di autisti giovani che tra una fermata e l'altra chiacchierano al telefonino blutuzz incuranti della vecchia in fondo a destra che chiede sgarbatamente il posto alla ragazzina che ascolta la musica i-pop con l'i-podd. Verso sera, la solita calca che si accalca appiccicosamente e mentre l'esercito degli sconfitti rincasa, gli studenti si svegliano e raggiungono il centro in autobus  fiduciosi della buona riuscita della serata nel paese dei balocchi e sfiduciati dal fatto che alla notte difficilmente troveranno un bus che li riaccompagnerà a casa.
Il fantastico mondo dell'autobus bolognese è un più o meno questo qui.
E' interessante osservare la Bologna che prende l'autobus, è interessante osservare che i bolognesi non prendono l'autobus e viaggiano con mezzi propri, è interessante essere consapevoli che i bolognesi vogliono al più presto la metropolitana. 
Sarebbe ancor più interessante chiedersi il perchè.

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domenica, 10 luglio 2005



NUOVAMENTE CIN CIN

Nel mese di maggio, l'aristofrikkissima balotta di Nuovamente si era indignata per la discussa ordinanza del signor Gaetano (della quale i lettori dello spettro sono informatissimi) ed hanno deciso di mobilitarsi in puro stile umarell, ovvero, hanno attaccato cartelli per la città e raccolto firme di dissenso. Nome in codice dell'iniziativa: CIN CIN. A due mesi dal misfatto, a partire dalle ore 21.00 la gente non può più sbevazzare impunita per le strade del centro storico, le speranze di gustarsi ancora una Beccccs sui gradini di San Petronio sono pari allo zero, le scene di disperazione degli striit drinkers si sono decuplicate, ma grazie alla mobilitazione di Nuovamente sono state raccolte 26.000 firme alcooliche e non con l'obiettivo di far tornare tutto Nuovamente com'era prima. Venerdì 8 luglio le firme sono state consegnate in Comune ed è stato stampato il volantino numero due di  CIN CIN  che vi presentiamo in anteprima.

Cosa succederà adesso?
Il Comune farà dietro front e tutto ritornerà Nuovamente come prima?
Basteranno 26.000 firme (perlopiù di non residenti) a togliere di mezzo un'ordinanza fortemente voluta dagli invincibili umarells?
Mi siedo in terrazza, sorseggio una birra e osservo.

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venerdì, 08 luglio 2005

Nella foto: Franco Sport con l’Agente K



MISSIONE FRANCO SPORT

Allora… preso l’impegno di fare un post su Franco Sport, mi metto a pensare: cosa ne so io di Franco Sport? Le cose che sanno tutti: che ha un discount di articoli sportivi in via Ferrarese, che fa un sacco di pubblicità in televisione e che i suoi filmati sono pieni di ragazze più o meno avvenenti che giocano sul “vedo non vedo”, bikini sotto la tuta da sci, primi piani di culi e tette e via così. Ah, so anche che la sua musa ispiratrice si chiama Meddi. E poi? Che ne so? Nient’altro. Con l’Agente K decidiamo di andare da Franco Sport per conoscerlo di persona.

Arriviamo in via Ferrarese, parcheggiamo la macchina accolti da un cartello a dir poco inquietante. Entriamo nel tempio dello “sconto su quasi tutto” e… mi aspettavo di più! Il negozio è piccolo (come si dice in questi casi: in TV sembrava più grande) e anche le commesse, a parte una specie di simil-brasiliana leopardata, non sono un granché. E la Meddi è in vacanza!!! Acc… proviamo a fare un paio di foto alla teca dei ricordi, e un po’ mesti ci avviamo verso l’uscita.

A questo punto, il colpo di scena: Franco Sport si avvicina all’Agente K e le chiede: “Ma ti fai baciare da tutti o solo da lui?”. E io: “No, no, da tutti”. Franco Sport non se lo lascia ripetere due volte e comincia a stampare baci umidicci sulla guancia dell’Agente K. Ci racconta la sua vita: è ferrarese, ma si è trasferito a Bologna cinquant’anni fa. Finita la vita. Intanto continua a baciare e toccare l’Agente K che, addestrata alla CIA, sopporta tutto per dedizione alla causa. Dopo battutine e convenevoli, e la promessa di tornare quanto prima, usciamo dal discount.

Secondo colpo di scena: Franco Sport ci insegue e chiede all’Agente K: “Ma tu hai mai pensato di fare pubblicità? Perché sai, potresti venire a fare la mia reclàme”. E lei: “Grazie, ma io ho un altro lavoro…”. Franco Sport non demorde: “Dai, dai, vieni dentro che ti do il mio numero, così se cambi idea puoi chiamarmi”. L’Agente K segue Franco Sport nel negozio, lui le dà il suo numero di cellulare e le chiede: “È molto che stai con quel tipo lì?”. Lei. “No, è poco”. E lui: “Beh, sei ancora in tempo, allora…”.

Franco Sport, l’idolo del giorno.
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giovedì, 07 luglio 2005

SÒCC' CHE UMARELL

I lettori del giornale "La Città" lo hanno votato come uno dei bolognesi più influenti dell'anno; sto parlando di Oscar de Pauli, uno dei soci fondatori del circolo "la Fattoria" che si trova al Pilastro.
Ad alcuni le immagini del blog Umarells hanno provocato tenerezza ma anche sofferenza; in molti si sono immaginati tra qualche anno a "saguagliare in tal bidan dal rosc".
La domanda allora è: esistono Umarells del nostro quotidiano cui ispirarsi e che ci aiutino a vivere meglio?
Oscar ai tempi in cui noi ciucciavamo il latte materno o cazzeggiavamo con gli amichetti, faceva sì che il Pilastro (sino ad allora sinonimo di "feccia") potesse diventare un posto in cui valesse la pena di vivere, fondando un centro di aggregazione socio-culturale come la Fattoria e ancor oggi ne è una colonna portante.
Gli inizi non sono stati semplici, il Pilastro era un'area agricola in cui prevaleva il vuoto assoluto, tutta la spinta dell'immigrazione interna veniva deviata lì, in una zona priva dei servizi elementari; la fretta di costruire gli alloggi trasformò la bellissima idea iniziale in un mostro.
Dal bellicoso comitato inquilini nacque un movimento molto attivo che col tempo si è associato, fino a creare la Fattoria come la conosciamo oggi.

Le conquiste ottenute sono state tante:
a) biblioteca pubblica dentro alla scuola Negri - la prima in Italia
b) tempo pieno per i ragazzi
c) linee dell'a.t.c. che collegassero il quartiere al resto della città, fino a quel momento un corpo estraneo.
d) la battaglia vinta per il riscatto della casa
e) l'urbanizzazione compiuta
f) la modifica della variante, per fermare la cementificazione pazza, in parte già avvenuta (il virgolone)
g) convenzione gratuita per tutti i bambini del quartiere al centro sportivo Record
h) pressioni per limitare i confinati in soggiorno obbligato, che hanno portato la malavita nel quartiere

Tante vittorie per un vecchio generale, che invece di stare in casa con la sua zdaura a guardare la tv, preferisce rimanere alla scrivania - forse anche per la bella compagnia!

Max Bartender

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mercoledì, 06 luglio 2005

BRAVISSIMI

L'accettazione e addirittura l'esaltazione della modestia come stile di vita è l'obiettivo primario della democrazia . Il mantenimento della mediocrità è quindi fondamentale per mantenere in eterno le cose così come stanno e chi ci osserva da molto in alto lo sa.
Tutto ha inizio con l'asilo dove oltre a metterti davanti dei paletti che sono necessari (oh cinno, guarda che non puoi fare quel cavolo che ti pare...stai in orecchia!) inizia il breinstorming di cazzate elargito dalle maestre ed  inquinato dalla forzata frequentazione degli altri bambini.
Le cose si complicano ulteriormente con la scuiola elementare dove il bimbetto viene a contatto con la dittatura del consenso e con viene forzato ad imparare svogliatamente le discusse materie sotto la minaccia del brutto voto. L'adattamento dura 5 anni e la stessa minestra riscaldata viene riproposta alle scuole medie, dove la dittatura del consenso si espande a macchia d'olio, non più un maestro, ma tanti professori. Chi resiste si iscrive alle scuole superiori e addirittura viene introdotto il voto in condotta, la cartina di tornasole (chi cazzo era tornasole? e perchè aveva una cartina? forse tornasole si faceva lòe canne... merda!) della normalità. Finale con il botto l'esame di maturità. Viene deciso se sei pronto per entrare nella modestia vera, quella dei "grandi" e le jè son fè... dell'Università ne abbiamo già parlato abbondantemente nel precedente post, quindi non mi dilungo. Modestia uber alles!
A questo punto qualcuno si domanderà: cosa c'entra tutto questo con la bolognesità? Niente rispondo io, ma attenzione... non so se lo sapete, ma il giornale satirico Il Resto del Carlino (la testata più rappresentativa della bolognesità) che di modestia se ne intende davvero, da domenica ha iniziato a pubblicare la pagina BRAVISSIMI, un paginone dove vengono pubblicate le medie dei voti degli studenti migliori delle Scuole Superiori di Bologna. Modestia ruls! E via con i nomi di tutti quelli che sono stati promossi con la media dal 7 in su. Cavolo, ma sono tantissimi! Hanno praticamente pubblicato tutta la scuola! Che modesti! A questo punto voglio sapere chi è il migliore, il bolognese più modesto degli aspiranti ragionieri... oddio, con la media del 9, 6 c'è il mitico (o la mitica) Bouirki Yassine al quale faccio i miei complimenti. BRAVISSIMI, bravissimi tutti... una volta la gogna del Resto del Carlino pubblicava solo i nomi dei "maturi" ora che non ci sono notizie e i giornalisti sono in ferie, possiamo leggere i necrologi dei più bravi. Nel 2005 si studia anche per leggere il proprio nome sul giornale.

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martedì, 05 luglio 2005

VIRGOLONE RULS
BOLOGNA E PACCHE

"Io mi sento un gran sborone quando vado al Virgolone a vedere le tirate o a trovare un pò da dire" cantavo tanti anni fa nella canzone IO MI SENTO. Il Virgolone, questo palazzone curvilineo che domina il quartiere Pilastro e davanti a lui i soliti orti favelas degli umarells. Un tempo luogo pericolosissimo, ora comoda ed innocua periferia a pochi minuti dal centro storico, il vero luogo di degrado della Bologna del 2005. Come cambiano i tempi... pensate che sabato sera, mentre gli intellettuali (o chi si atteggiava a tale status) si annoiavano al concerto babbione di Lori Enderson, nel quartiere Pilastro, a pochi metri dal discusso edificio che tanto era piaciuto a Jovanotti, era stato organizzato il ben più interessante PILASTRO FIGHT NIGHT. Allo spettacolo mortifero del centro storico veniva contrapposta la vita, il vigore e l'energia pulsante di uomini e donne che se le danno di santa ragione acclamati da un pubblico entusiasta tra i quali il nostro collaboratore Goblin che ci ha mandato questo articolo:

Serata calda, caldissima quella di Sabato 2 Luglio a Bologna, quartiere  Pilastro, zona Virgolone; sì perchè tutte le estati, si tiene un mega raduno di maragli e di sportivi (non quelli da rotocalco però), per il "Pilastro faitt nait", manifestazione di sport da combattimento (boxe, kick e thaiboxing) organizzata in loco dalla mitica Palestra Sempreavanti, che nel fiorito quartierino bolognese ha una delle sue sedi più accreditate.
Arrivo presto, per far visita ad alcuni amici che stasera daranno e prenderanno delle cartelle nella ghigna e non solo... Loro sono dentro, a scaldarsi, ungersi e fare treining autogeno, autoconvincendosi di essere Taison, Rochi o Mazinga; Dopo i vari Bella Vecchio! Sei a posto? Ed altri saluti in lingua estera (nord africa o est europeo), sollecitato dal puzzone di sudore adrenalinico, mi dirigo verso il parco, dove è stato montato il Ring (ufficiale), gli spalti, i tavoli dei giudici e un baracchino che, sorprendentemente, vende solo beveraggi per sportivi (quindi niente birretta
fresca o superalcolici da sballo...).
Il pubblico è già numeroso, assiepato sulle brulle collinette del parco; ovviamente non è un pubblico da prima teatrale, ma in maggioranza costituito da fauna locale, amici e parenti della fauna locale, vecchi nemici della fauna locale, baby prostitute, vecchi con bambini ,amanti dello sport e gente normale, tutti insieme appassionatamente.
Ovviamente va da sè che non citerò per nome nessuno dei presenti fra il pubblico, nè farò specifici riferimenti.....ma cera gente pesa, tutti quelli che colorano i nostri racconti da guerrieri della notte bolognesi fra la fine dei 70 e la metà dei 90........fate voi.
Ah....numerosissime anche le zanzare, esaltatissime. I matchS si susseguono avvincenti, gli idoli locali spaccano (nasi), supportati da esaltanti cori da stadio, l'adrenalina scorre a fiumi.
Anche le donne fanno la loro parte con due incontri femminili combatuttissimi (uno di kick e uno, pesissimo, di Thai).
Io mi esalto, bevo thè freddo, sudo come un porco (di conseguenza) e ogni tanto vado negli spogliatoi a dar man forte agli amiconi (che alla fine vincono tutti, o quasi).
Beh che dire..... gran serata, gran serata di sport, gran serata di pubblico (solo cori, urla e amichevoli pacche sulle spalle), figa sì ma non troppa, e ottima organizzazione dell'evento, forse con pochi soldi ma con tanto cuore.

Complimenti al quartiere Pilastro che in questi tempi di crisi, tira la cinghia e con uno sforzo minimo di fantasia organizza qualcosa di diverso.

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lunedì, 04 luglio 2005

Nella foto: immagini della demolizione dell'Apollo


ADDIO APOLLO!

E alla fine è cominciata la demolizione del cinema Apollo. Oddio... ormai erano anni che l'Apollo aveva chiuso, ma vederlo così, a un passo dalla fine, stringe il cuore. Senza polemiche su cinema, multisale e speculazioni edilizie (i cartelli sulle transenne vendono già appartamenti che non ci sono), vorrei evocare lo spettro di questo mitico cinema.

L'Apollo, in via XXI Aprile, non è mai stato un grande cinema. Una seconda visione, poltrone scomode, traccheggiava come tutti i cinema di prima periferia tra un Bud Spencer e un Indiana Jones che tutti avevano già visto. Poi, saranno stati i primi anni '90, il colpo di genio. CIOE'... FILMS DI QUALITA'. Gli umarells che gestivano l'Apollo si inventarono le tessere 8 film(s) 8mila lire, con un cartellone che cambiava ogni sera e vecchie o vecchissime pellicole tutte smangiucchiate, con il sonoro che saltava o che andava fuori sincrono, bruciature, uno strazio, insomma. Il "cioè" voleva ricordare il linguaggio di noi giovani.

Però i film(s) erano belli e i due spettacoli serali erano impaccati, con la fila fuori, milioni di fuorisede e bolognesi per una volta uniti nel nome della pluma. Accolti da una cassiera tipo bar Sport e da un maestro di cerimonie con l'occhiale sul naso, si entrava in sala cercando un posto nella bolgia umana e guardando un film che sarebbe stato interrotto da almeno tre intervalli: perché gli umarells i soldi li facevano col bar!!!

A metà di una scena fondamentale – che so, di West Side Story o del Padrino – la pellicola si bloccava di colpo, le luci si accendevano e dal fondo la voce stentorea cominciava a scandire: "Sono arrivate le pizze calde, le pizzette e le bibite, i pop e le pizze, la coca. Affrettatevi, la pizza è ancora calda". Anche il bar aveva prezzi popolari, era un po' come il bidello del liceo con i panini durante la ricreazione. Ressa indecorosa e dopo venti minuti abbondanti il film riprendeva.
Una meraviglia, l'atmosfera era magica.


Poi, una sera, sotto il peso della folla pronta a farsi punzonare la preziosa tessera, il pavimento della hall crollò clamorosamente, senza gravi incidenti, mi sembra. Da lì in poi non fu mai più la stessa cosa, e  l'Apollo si avviò inesorabilmente verso la fine. Mmmh, mi rendo conto che suona come un elogio della modestia (come direbbe xXx), ma visti i tempi...
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lunedì, 04 luglio 2005

COTECHINO D'ORO?
MI ASPETTAVO DI PIÙ

Villa Angeletti - Cotechino d'oro - IX edizione

Lunga coda di macchine all'entrata, cammino lungo il viale di accesso e pesto una merda; la serata comincia malissimo, che sia stramaledetto il dio dei pankabbestia.
Arrivo sotto il palco e tutto è bello splendente, colorato, luccicante e molto gaio - le coriste, i musici, molti "performer"; tutti orchestati da lui - l'ex icona del pank bolognese - Giampaolo Helena Velena Giorgetti.
Lo aiuta a presentare la valletta Angela Baraldi, con la personalità di uno spaventa-passeri - l'unica cosa intelligente che sa urlare è "rock'n'roll".
Mi guardo un po' di gente catapultata sul palco e penso che l'unica cosa pank della serata è il libero accesso al palcoscenico, tutti possono cantare.
Giampaolo invoca la pace tra le due anime del mondo gaio, quella frocia e un'altra che non ricordo, poi in vena di proclami spara la più grossa bestialità della serata; ricordando gli anni caldi del '77, urla:
"Adesso come allora, Kossiga boia; mi raccomando scrivetelo con la K"
Quanto sei rimasto pidocchiosamente aristo-frik, l'ex pank dei quartieri bene, quello che ogni mese prendeva l'aereo per andare a Londra a comprare i vestiti; il vero "dendy" della scena pank bolognese.
Tornando al Barnum, la media degli artisti è veramente modesta, l'unico che merita qualcosa - il vincitore morale della serata - è il cugino di Renato Rascel, meglio conosciuto come DiGej Hawanagazz.
La sua colpa?
Essere etero e quindi minoranza della serata.
Hawanna non prendertela, per avere qualche scians avresti dovuto sculettare di più; comunque invito tutti a daunlodare il video della tua performans, per vedere il torto che ti hanno fatto.
Dispiace che la tesi che viene fuori a fine serata è che "tutto è arte quando è fatto da ghei".

Questa le domande che vi pongo:
È sufficente essere ghei per essere artisti?
Non credete che il mondo ghei - esaurita la spinta propulsiva per uscire dalle tenebre - si stia "imborghesendo"?
Uno (una?) come Giampaolo Velena Giorgietti è rappresentativo della scena ghei-lesbo-trans o è solo una delle tante anime?
Il cotechino d'oro dopo 9 edizioni è ormai alla frutta?

Aiutatemi a capire, perchè io sono molto deluso....

Bassa Risoluzione - 6.5 Mb

Media Risoluzione - 14.6 Mb

Risoluzione medio-alta - 20.7Mb

Alta Risoluzione - 41.1 Mb

Filmato originale - 122 Mb

Max "rul-brecher" Bartender

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venerdì, 01 luglio 2005

GLI SPECIAL SPETTRALI

L'università è una baggianata, oggi?
Ma soprattutto è così famosa, come ci hanno fatto credere, l'università più antica del mondo, Bologna?
Chiamo con Scaip alcuni amici - uno a Miami, uno a PuertoRico, uno a Tblisi e l'ultimo in Nuova Zelanda.
"Conoscete Bologna?", chiedo.
Sì la conoscono, ma solo perchè sanno che ci vivo io.
Quando gli parlo di Alma Mater, mi rispondono che la religione non fa per loro......
Dei pro/contro di avere l'università in città abbiamo già parlato ampiamente in passato, ci terrei solo a ricordare i simpatici epiteti - voi bolognesi siete TUTTI bottegai, usurai, strozzini, ecc... - con cui veniamo apostrofati ogni volta che parliamo con un fuorisede; giusto, ma ci sono anche bolognesi che non hanno case di proprietà e sono costretti a pagare cifre assurde o ad andare in provincia per colpa del caro-affitti (magari fino a Zocca).
Poi studiare a che pro, serve a qualcosa o solamente a perdere tempo in attesa della disoccupazione o del precariato a vita?
Tanto sia che sei bravo o uno svogliato, se il babbo o un suo amico non ti danno una bazza sei solo uno sfigato in cerca di un lavoro.
Gli studenti poi sono bravissimi a darsi delle martellate nei coglioni, infatti invece di studiare ingegneria elettronica preferiscono frequentare sociologia, scienze della comunicazione, il dams o scienze politiche.
Il risultato: che gli italiani hanno le tasche piene di telefonini costruiti da altri, però almeno sono bravissimi a comunicare il loro disagio nell'essere C.D.C - contratto di disoccupazione continuativa ovvero disoccupati a vita.
Però almeno abbiamo categorie di lavoratori che il mondo ci invidia: i professori universitari col vitalizio; una volta che hanno fatto la loro ricerchina se ne stanno lì ad ammuffire e si adagiano come tutti gli statali.
Un consiglio per tutti: non spendete 50 € per un libro inutile, fotocopiatelo e con quei soldi andate a mangiare al Diana.
Non dimentichiamo che l'Italia è il paese che non ha mai dato una cattedra a Montanelli perchè non era un vero storico; peccato che i suoi libri su Roma o sull'Italia dei Comuni abbiano divulgato la Storia molto meglio dei libri di un misero barone incollato alla cattedra.
Ma forse il vero motivo è che non seguiva la corrente di pensiero dominante dell'intellighenzia di allora (e anche di adesso), non era cioè un radical-scic, che sono poi quei cazzoni che hanno aperto le porte degli studi a tutti, col risultato che per molti la scuola è un parcheggio per cazzeggiare.
Hanno introdotto negli ultimi tempi un numero chiuso è vero, ma è la solita farsa; basta fare ricorso al T.a.r. e vieni riammesso d'ufficio.
Quindi l'università come perdita di tempo?
Dipende, ad esempio a Milano c'è chi ha capito che è tutta una baggianata e si è messo a fare una tesina che analizza il maestoso sito di Enrico Brizzi e l'inutile blog di Max Bartender, in relazione al sito madre, che è poi lo Spettro.
Impossibile, direte voi!
Anche io credevo allo scherzo di un sociologo malato, ma poi ieri ho ricevuto questa imeil:
"è andata bene....30 a tutti e 5, anche i proff si sono divertiti!!
puoi pubblicare il nostro lavoro, a noi farebbe molto piacere!!!
simo"
Se un gruppo di studenti milanesi si è accorto dello Spettro della bolognesità e della genialità del suo fondatore, Maso - il vero comunicatore moderno; che cazzo ci stanno a dire l'Alma Mater e Umberto Eco a Bologna?
Pliz, provate a rispondermi voi, perchè io non ci sto capendo un cazzo.

Che aspettate, daunlodate l'inserto per il Vs. fine settimana

Max Bartender 3.1 Build 815

postato da: Chavi alle ore 07:31 | Permalink | commenti (186)
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