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giovedì, 29 settembre 2005

IL NUOVO LIBRO DELLA VSB

Vi ricordate della Vera Scrittrice Bolognese? No, perchè qui a furia di parlare di Grisham, pensando che il turismo bolognese subisca un'impennata incredibile grazie a The Broker perchè si parla di Bologna, è stata l'ennesima manifestazione irrazionale dello spettro della bolognesità, la malattia mentale tanto cara a noi bolognesi che ci fa sentire al centro ov ze iunivers. Cagate! Il discusso libro non susciterà nessuna reazione di massa, state tranquilli, come del resto non le susciterà L'Anarchiste che almeno ha il buon gusto di parlare anche lui di Bologna senza bisogno di tanti clamori, ma di sicuro incrementerà un certo genere di turismo. Negli ultimi mesi il blog ha preso una piega molto letteraria, ma di fronte al nuovo libro di Francesca Mazzucato, non possiamo certo far finta di niente. Che dire se non leggetelo. Il libro è intriso di una certa Bologna, e anche di molto dolore. Francesca is bec... la Francesca Backwoman, la Francesca di dietro.

postato da: maso_ alle ore 11:33 | Permalink | commenti (52)
categoria:maso
mercoledì, 28 settembre 2005

BOLOGNA LA GRASSA

Bologna la grassa ed il suo becero stile alimentare hanno invaso le televisioni locali. Via le belle donne, lardo ai giovani, XXXL ruls, mangiamo, ingrassiamo sino all'inverosimile, tanto i vestiti li troviamo da Franco Sport. Il testimonial Stefano ci dimostra che grasso è bello, altrochè disfunzioni ghiandolari, tutte cazzate, qui ci si siede ad una tavola e ci si strafoga fino all'inverosimile, magari con una bella camicia meid in ciaina griffata da macchiare di ragù.
Bologna non è più quella di una volta?
Ti stressi perchè abiti a San Giovanni in Persiceto e per arrivare in centro ci metti più di un'ora?
L'ufficio ti sta sempre più stretto?
La tangenziale è sempre intasata?
Ma cosa te ne frega?
Goditi la vita, indossa una tuta e quando torni a casa apri il frigorifero pieno di budini acquistati all'Ipercoop e strafogati davanti alla tivu mentre guardi é-tg (o se ti senti più colto il telegiornale regionale di Rai 3) in attesa di fare una gran taffiata primo, secondo, terzo, dolce, frutta, caffe, ammazzacaffè... e buonanotte sul divano, poi così, tutti i giorni fino a che non diventerai il recordmen del colesterolo ed imprecherai sul fatto che "i medici sono degli stronzi".
Dai, puoi farcela, il mondo è tuo, scurzoni ruls!

postato da: maso_ alle ore 13:13 | Permalink | commenti (60)
categoria:maso
mercoledì, 28 settembre 2005

Il cinno scurzone contro la Hitlerjugend

Nella foto: suggestivi suggerimenti degli spettristi per ulteriore restyling

BOLOGNA RULES IN THE WORLD


Un post stupido e corto per dirvi che il bambino sulle nuove confezioni del Kinder è bolognese, si chiama Matteo e ha 11 anni. Poiché la notizia della settimana continua a essere nascosta da tutti (l'invasione di topi di piazza dei Martiri di sabato) e quella che volevo fosse la notizia della settimana si è risolta bene – il contratto della redasione di Iperbole (che per chi non lo sapesse è una specie di brutta copia dello Spettro) –, mi limito a segnalarvi l'avvicendamento Kinder. Altro che Grisham, altro che Scorsese, altro che tsunami.

http://www.bambinokinder.splinder.com

postato da: PonyLuna alle ore 09:04 | Permalink | commenti (75)
categoria:pony luna
martedì, 27 settembre 2005

Stanze prestigiose, per il Broker solo il meglio
Nella foto: La stanza di Lazzeri all’albergo Campeol (TV)

ZE BIGNHAM
CAPITOLO SESTO

Dove finalmente si mangia come Dio comanda

Luigi è un tipetto furbo, gran prufesionésta dei servizi segreti. Sembra sdozzo ma ne sa a tronchi. Porta Lazzeri al modesto albergo CAMPEOL, gli dà un po’ di vestiti, scarpe e mutande ma lo lascia senza soldi. Decidono di andare a mangiare al fighettissimo bar BELTRAME, e Backman taffia e beve l’impossibile. Luigi prima gli ingiunge di non bere il cappuccio dopo le 10:30, poi lo porta da Ermanno (23 anni), lo studente che deve insegnargli l’italiano. Carino e coccoloso, Ermanno, abita in una classica casa da studente (ma da solo… qui gatta ci cova), arrossisce facilmente e nei momenti meno indicati. Comunque fa studiare a Lazzeri l’italiano con le cassette, un capitolo al giorno.

Frase da pronunciare in compagnia di fuorisede doc: «L’apparenza è molto importante per gli italiani, specialmente per noi settentrionali» (pag. 63).

Il menù del primo pasto italiano di Lazzeri: faraona con polenta, panzerotti di funghi al burro, conchiglie con cavolfiori, spiedino di carne mista alla griglia, focaccia con olio caldo a parte, vino della casa.

postato da: PonyLuna alle ore 23:37 | Permalink | commenti (37)
categoria:pony luna
martedì, 27 settembre 2005

APE GNAM


SABATO il sottoscritto LUOMODIDIETRO (già consacrato principe della BAZZA) si é (ovviamente) imbazzato ed introdotto, perfettamente integrato e mimmetizzato tra la fauna locale (camicia monotinta con pelo tracimante sul colletto, giacchetta e pantaloni stirati con la piega), in uno degli ultimi ritrovati dell'intrattenimento di tendenza, a cura di una premiata ditta Bolognese specializzata nello shakeraggio di dj tendenziosi, jazzisti nostrani riciclati con giradischi a carico, e barmans compiacenti nello stirarti un capisctihazzolatoamericanista a 8 euro.....
PARLIAMO di un NUOVO evento EXTRAMONDANO, l'APERITIVO alla GAM, con la Galleria d'Arte Moderna di Bologna (GAM, che visto l'occasionale riconversione culturale-papponesca, qua ribattezzo GNAM) chiava... ehm.....chiamata a fare da sfondo (con biglietto d'ingresso a 15 EURI, solo se sei in lista, oppure t'attacchi, perché la cultura non é mica per tutti...) a un ritrovo di fichetti e fichette ultraschiccch.
APERITIVO il cui piatto forte é costituito dalla CONTAMINAZIONE CULTURALE, (e il contorno da modelle prezzolate addobbate come lampadari, ed intrattenitori estratti dal vitale HUMUS MUSICALE a base di COMPOST FELSINEO FERMENTATO, che ogni tanto emerge sottoforma di SCOREGGIA UNZicheggiante da qualche tombino DEZANZATIGRIZZATO della zona fiera... ).

IL TUTTO complice il new entri direttore della GAM tale GIOVANE GIANFRANCO MARANIELLO che il giorno del suo insediamento, il 1° Aprile (e poi si dice che certe cose non capitano mai per caso... ) ridendo ha (ha) giustamente dichiarato :

"Non mi interessa organizzare mostre (ok, c'eravamo arrivati), non è mia intenzione portare la GENTE a ogni COSTO alla Gam" (infatti, anche perché col biglietto a 15 euro non é che la GENTE venga proprio volentieri, visto il COSTO.....).
"Nel senso che io sono qui per lavorare alla valorizzazione dell'Istituto.......... (in effetti, fai 500 persone a 15 euri... é un bella botta di valore....).
Il problema non è fare le mie mostre (s'é capito...) ma creare un centro di produzione, fare della Gam un laboratorio e un'occasione culturale".

OK. É sdoganato più o meno dai primi '90 che i Diggei rappresentano "cultura", e, INCREDIBILE A DIRSI, l'innovativo format impiegato per fare della GNAM un'"occasione culturale", pare essere né più, né meno lo stesso che, da dieci anni e passa, é stato collaudato EX-NOVO (e praticato...) a BO in un posto che si chiama LINK (vale a dire, orchestrina finto jazz-nuloung, DJs UNZI e new latinn, drinks a gogo).
FORMAT che viene al momento attuale riproposto in versione depunkabbestizzata da appositi selezionatori introduttori all'ingresso.

VA BENE, non é una novità che a Bologna il comune o le istituzioni o chi per loro, sponsorizzino e pubblicizzino eventi culturali travestiti da stronzate all'interno di luoghi pubblici che quotidianamente fanno sfoggio di finanziamenti pubblici allo scopo di fornire intrattenimento pubblico (per un pubblico selezionato, ad esempio, da un biglietto d'ingresso di 20 euro alle 4 di mattina...)....
MA, pretendere di trasformare in un LABORATORIO CULTURALE, un posto SOLITAMENTE deputato alla divulgazione dell'Arte (con la A maiuscola, si spera, e con la T, che in questo caso, gli entra scomodamente nel culo, dalla parte alta....) a suon di Unz Unz e Caipiroska pare essere QUASI una scelta coraggiosa veramente fuori standard...

OK! Ci sono i V-GEIS dal look underground che cercano di salvare le apparenze visive sciorinando sugli schermi immagini poco riconducibili al contesto (e serve a fare STRANO... cioé scusate, sperimentale...) e mixandole in REAL TIME con le riprese ad occhio di pesce delle scarpe esagonali importate sul luogo dai presenti...

OK! C'é il fotografo che, come in ogni evento SPERIMENTALE DI RICERCA prodotto dalla Costa Crociere, riprende le giovani Cocchi, Titti, Sgnappi e Vaffi guancia a guancia con le celebrità mondane ipermascellate del momento....

MA DICO, almeno ci fosse stato un (UNO, dico UN ) cicerone che ci avesse illustrato adeguatamente il new trend estetico in fatto di nuove tecniche di rasatura della fica lessa...

COMUNQUE ma.... perché proprio alla GAM?? Quando ci sono voluti 10 anni per creare delle infrastrutture apposite, dove poter produrre adeguatamente forme parapubbliche di intrattenimento per fichetti sballati? (Link, Livello...).

PERCHE' 15 euri di ingresso in una DISCO DEL COMUNE???


Gli EX totem di piazza Verdi che si imponevano all'ingresso, sotto le cui scanalature é sfilata la folcloristica e tirata fauna locale, hanno sicuramente rimpianto i bei tempi in cui qualche cane autonomo (di autonomo) veniva a pisciargli il territorio sul fianco....

PER INFO E DELUCIDAZIONI

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=10739
http://www.galleriadartemoderna.bo.it/italiano/pressoffice/comunicatieventi.htm
postato da: luomodidietro alle ore 16:37 | Permalink | commenti (47)
categoria:
lunedì, 26 settembre 2005

Umarell trevigiano
Nella foto: Umarell trevigiano con radicchio regolamentare

ZE BIGNHAM
CAPITOLI QUARTO E QUINTO
Dove scopriamo i crimini del Broker e cominciamo a vagare per l’amata Peninsula


Nota bene: poiché da questa puntata entriamo “nel vivo”, aggiungo una rubrica, intitolata Lo spettro della grishamità. Si tratta degli stereotipi che il valente scrittore usa per descrivere l’Italia. Spero vi siano utili nella vita di tutti i giorni.


Pare così che il Presidente, uscendo, abbia graziato anche tale Duca Mongo, gran puttaniere ed ex-maggior evasore fiscale degli Stati Uniti. In tv il caso della grazia a Backman passa in secondo piano, ma anche no. E poi veniamo a sapere da dove nasce il caso che lo ha portato in galera: ancora nel 1996, smanettando con lo Spettro, tre pachistani di un negozio di frutta e verdura di piazza Aldrovandi hanno craccato un sistema pesissimo di satelliti che permette di vedere Arafat che piscia in giardino (giuro giuro giuro che c’è scritto così, pag. 44). I tre fanno un programmino, lo chiamano JAM e vanno dall’uomodidietro a Washington affinché lui, principe delle bazze, riesca a piazzarlo a qualche governo straniero interessato alla prostata del vecchio leader palestinese. Di più, nin zò. Alla base di Aviano, intanto, Backman subodora (giustamente, dico io), i complotti della CIA e rifiuta cibo, acqua e medicine.

Intanto il clone di Poggipollini (il figlio di Backman, non quello del Presidente), avvocatucolo in una tranquilla cittadina di provincia, aspetta una telefonata. Poiché Backman ha mangiato tutte le patatine del distributore automatico, gli americani decidono di cacciarlo da Aviano. Ecco la sua nuova identità: Marco Lazzeri, nato a Milano ma cresciuto in Canada. Sulla statale Lazzeri (notare il colto riferimento a Lazzaro, nato due volte) rimembra le sue tre mogli, donne decise, per così dire. Prima di arrivare si fermano in un Autogrill, ma poi a Treviso bisticciano e lui va a prendersi un caffè. La strategia è chiara: a qualsiasi domanda in italiano risponde “No!”. Nessuno lo caga tranne Luigi (30 anni).

Frase da pronunciare davanti a spettristi: «Ma che razza di lavori faceva, quella gente, se si permetteva la pausa caffè un’ora prima del pranzo?» (pag. 57).

Lo spettro della grishamità: “la piccola e anonima FIAT”; “piccole auto sfrecciavano”; “moderna stazione di servizio”; “scooter e motorini, guidati da ragazzi spericolati”; “il musicale buongiorno”; “la bella camerierina”.


postato da: PonyLuna alle ore 22:39 | Permalink | commenti (17)
categoria:pony luna
lunedì, 26 settembre 2005

Clicca per altre immagini del maniaco

BOLOGNA TORBIDA: I LUOGHI X GUARDONI

LungoSavena fino a Scascoli poi fermata alla prima spiaggetta disponibile, tipica domenica da bolognese abitante nel quartiere Mazzini (credo che ora si chiami Savena, boh).
Arrivati capisco che qualcosa non va: sull'altra sponda (in tutti i sensi) c'è un uomo nudo come un verme in compagnia di un umarell.
Fattore C. per una volta ingenua dice: "Sarà suo nonno".
Come no, anch'io andavo sempre nudo al fiume con mio nonno; mi sa che abbiamo trovato la nuova "Capocotta".
Disturbati dal nostro arrivo i "piccioncini" si vanno a imboscare lasciando Fattore C. libera di sfoggiare il suo sodissimo topless, mentre in lontananza si sente uno stereo a manetta che distorce musica "dens" russa: è la grigliata delle badanti che abbiamo visto arrivando.

Sdraiarsi al sole sui sassi non è il massimo ma sempre meglio che restare in casa; relax totale, sole tiepido che non brucia - tutto ok tranne.....
Chi è quel borderline che sta seduto da più di un'ora in macchina?
Starà ascoltando le partite?
Il dubbio sorge per il tipico movimento "ritmico": che si stia "sbranando di seghe"?

Guardone o no, bordeline o meno una cosa è certa: il tizio è alquanto cocciuto, non desiste nemmeno quando mi vede con la digitale in mano; anzi scende dalla macchina e si mette tra le frasche per spiare meglio.
Alla fine ci siamo dovuti spostare noi.

Vi è mai capitato di essere "oggetto di studio" per branchi di guardoni?
Quali sono le zone a più alta densità di Bologna?
Raccontateci le vostre losche e/o amene esperienze.

Per altre immagini del borderline clicca qui

postato da: Chavi alle ore 18:01 | Permalink | commenti (65)
categoria:max bartender
domenica, 25 settembre 2005

IL BOLOGNA E' UNA FEDE

Non mi interessa il calcio e non mi è mai interessato, non so perchè, ma anche se tra le mie frequentazioni più intime si respirava l'allegra atmosfera del alè Bologna alè, ho sempre avuto difficoltà a condividere gioie e dolori con estranei esaltati dalle vicende di undici giocatori in campo. Assistere ad episodi dove il cinno scurzone chiedeva "Cosa fa il Bologna?" all'umarell di turno con allegati radiolina, cane e zdaura a braccetto in giro per i Giardini Margherita era un mast dal quale non ci si poteva sottrarre durante le innumerevoli domeniche trascorse a sopravvivere in giro per la città. Capisco la gioia del calciatore che segna, capisco le sue soddisfazioni, capisco le sue delusioni personali, capisco i suoi trionfi, ma il tifoso, quello no... è un mio limite, Paolo Limiti ed il vademecum del tifoso che segue forse mi farà capire cosa mi sono perso...

Ascoltami giovine perche ho ancora molto da dire.
E' in tempi come questi che ti consiglio di prendere la saggia e matura decisone di frequentare abitualmente la partita.
Fai la tessera, abbonati al Bologna. Ghigna nella musta di chi te lo sconsiglia perchè c'è violenza negli stadi. Mi preoccuperei di più a girare per via Boldrini dopo le 11 di sera o di andare in discoteca e prendere due ceffoni dallo psico di turno solo perchè ti stavi facendo i cazzi tuoi. Privilegia nella scelta in ordine le curve e distinti. Vacci in balotta, segui le direttive della curva, impara cori, sfottò, insulti. Abituati a pensare come loro: tutto ciò che si fa avviene all' unanimità.
Compra sciarpe ed adesivi esclusivamente del gruppo a cui appartieni.
Vomita gli spurghi della settimana, le menate del fighino, le cacate di cazzo dei genitori urlando a squarcia gola il tuo disprezzo nei confronti di avversari, etichettati dalla notte dei tempi come nemici.
Se poi sei in S. Luca abituati ad accogliere fianco a fianco con astio rancoroso juventini, interisti e milanisti provenienti in larga parte dalle romagne o dalle caserme cittadine. Sono infami senza-dio, tifosi snaturati da qualsivoglia origine geo-territoriale.
Sputagli addosso semi d' arachide, lanciagli in testa coriandoli artigianali e se esultano apertamente per eventuali gol guardati attorno: qualcuno sarà sicuramente disposto come te a zittirli istantaneamente.
Quando puoi vai in trasferta. Pulman o treno speciale. Respira a pieni polmoni l' adrenalina nel salire le scalinate della curva ospiti ed essere accolto da un assordante nugolo di fischi ed insulti gratuiti. Sarai orgoglioso di essere bolognese come mai lo sei stato in vita tua. Ti vedrai pericoloso agli occhi del pubblico di casa. Importante, perchè in trasferta si è tutti fondamentali, uniti, contingenti.
Assapora la pioggia battente ed il sol leone. Non mancare mai, estate od inverno. Leggi stadio sabato e lunedi e fai il fantacalcio con gli amici.
E' giunto il tuo momento. Non puoi più nasconderti. Il nemico sa della tua presenza e ha paura. Devi uscire allo scoperto.

Bullet

postato da: maso_ alle ore 19:15 | Permalink | commenti (50)
categoria:maso
venerdì, 23 settembre 2005

C'ENTRO IN BICI

Vi piacerebbe vivere in una città dove andate in un ufficio, gli fornite i vostri dati una volta per tutte e loro vi consegnano una chiavetta numerata che vi permetterà di utilizzare a gratis delle biciclette pubbliche disposte in apposite rastrelliere in ze center ov ze siti tutti i giorni dalle 7 alle 23? Beh, a me piacerebbe, anzi ci vivo in una città così. Ma come, non ditemi che non lo sapevate ancora dell'iniziativa C'entro in Bici?

  • L'ufficio dove poter prendere la chiave gratuita è in Via IV Novembre n°16/a e si chiama punto Atcittà.
  • Le rastrelliere con le bici le trovate qui:
    - Autostazione, P.zza XX Settembre, 10 biciclette
    - Parcheggio Tanari, Via Tanari 17 , 20 biciclette
    - Atcittà, via IVnovembre 16/a 10 biciclette
    - Parcheggio Staveco, V.Le Panzacchi 10, 20 biciclette
  • Info più dettagliate CLICCANDO QUI

A questo punto ci sarà il polemico di turno che dirà "Si però sono poche le bici... ce ne vorrebbero almeno 10000".
Va bè, lasciamo la polemica al polemico di turno e in attesa che si compri una bicicletta in Piazza Verdi e non rompa più i maroni con i suoi diritt, godetevi la mia foto scattata in Piazza dell'Unità durante un mio recente sogno dove la Bolognina veniva rasa al suolo ed al suo posto era stato costruito il mare. Buona pedalata! 

postato da: maso_ alle ore 09:23 | Permalink | commenti (110)
categoria:maso
venerdì, 23 settembre 2005

Un habitué della Linea

Grisham-mania: nei bar del centro scrittori in erba si cimentano in improbabili sequel


ZE BIGNHAM
CAPITOLO TERZO

Dove abbiamo qualche flash di cosa ha fatto il Broker nel passato

Violando un implicito patto tra gentiluomini (t’immagini…), l’amichetto del Presidente uscente, tale Critz (65 anni), spiattella ai giornali la storia della grazia concessa in extremis all’uomodidietro. Mentre scoppia un casino mediatico gigantesco – una roba del tipo "nozze di Fede Poggipollini (37 anni) in esclusiva su Sky" –, seguiamo l’avvocato Carl Pratt (59 anni), ex-socio di Backman (52 anni), rimembrare assorto, con un Bloody Mary in mano, le fasi del processo in cui il Broker si era addossato tutte le colpe ed era stato condannato a vent’anni di carcere. Non si sa perché, ma aveva salvato dalla gaiba tutti i suoi soci, decretando comunque la decadenza e il fallimento dello studio legale. Intanto Backman, che in questo capitolo porta il nome finto di maggiore Herzog – sicuramente un omaggio letterario al grande Saul Bellow (deceduto) –, arriva finalmente in Italia – e più precisamente ad Aviano, dove comunque è in corso una manifestazione del nostro beniamino Luca Casarini (36 anni).

Frase da ricordare nella Giornata della memoria (27 gennaio): «Al termine della lettura Joel Backman se ne era sentite addossare talmente tante da poter essere inserito di diritto nella categoria di Adolf Hitler» (p. 34).

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giovedì, 22 settembre 2005

GOCCE DI PIMPA

Chi credeva che con le gocce di Mario Cucinella si fosse toccato il fondo, si sbagliava. 
Da qualche giorno, senza alcun preavviso, dal nulla è apparsa una mega statua di cinque metri in tungsteno gommoso cartonato della Pimpa, la celebre cagnetta a puà rossi disegnata da Altan. La cittadinanza che polemizza contro le statue di San Petronio, Ugo Bassi e Padre Pio da oggi ha un nuovo nemico: la Pimpa. Con la scusa che la bestia a puà rossi compie 30 anni, all’interno dei Giardini Margherita è stato allestito un teatro tenda, il Circo di Pimpa dove dal 21 al 25 settembre si festeggerà il discusso compleanno dell’animale. Un gioco teatrale dove i protagonisti delle celebri storie si radunano e offrono a Pimpa regali, canzoni, storie e musiche per festeggiare l'avvenimento. Prevendita all'Emporio della Cultura in piazza Maggiore, 1.

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giovedì, 22 settembre 2005


- "L'Esprit Nouveau" alla fiera di Bologna -

BELLA ARCHITETTURA MODERNA
(SCONOSCIUTA?)
A BOLOGNA

Bologna, dal punto di vista architettonico, è tradizionalmente caratterizzata dai tetti di cotto, dai muri rossi e dai portici.
Putroppo quasi tutti gli esempi di architettura moderna abitativa sono orrendi palazzoni in due stili: o parallelepipedi di cemento, oppure palazzi che "fanno il verso" allo stile bolognese tradizionale modernizzandolo (peggio che i parallelepipedi, orrore!).
Ma ho detto quasi...
Forse non tutti sanno che, proprio di fronte all'entrata principale della Fiera di Bologna e del Museo d'Arte Moderna, si può ammirare tra gli alberi uno degli esempi più importanti della architettura moderna: si tratta de "L'Esprit Nouveau", ricostruzione del padiglione omonimo che Le Courbusier realizzò a Parigi nel 1925 in occasione dell'Esposizione delle Arti Decorative nei giardini del Grand Palais.
La riprogettazione bolognese è del 1977 ed è opera degli architetti Josè Oubrerie e Giuliano Gresleri. Fu realizzato appunto nel '77 per ospitare l'edizione del SAIE, dedicato alla Francia.
L'Esprit Nouveau era la rivista fondata nel 1921 da Le Courbusier, Amedèe Ozenfant e Paul Dermèe. Il padiglione è un vero e proprio manifesto dell'architettura moderna e del Funzionalismo, secondo cui le costruzioni dovevano essere realizzate in funzione delle nuove esigenze di vita collettiva ed individuale delle grandi masse di lavoratori: pianta a L, cellula abitativa ripetibile sviluppata su due piani, struttura annessa di forma circolare.
La ricostruzione "L'Esprit Nouveau" della Fiera di Bologna è unica, infatti l'originale del '25, essendo un padiglione fieristico, è andato perduto, quindi l'unica possibilità di ammirarlo (nel mondo!) è proprio qui nella nostra città. Il padiglione oggi ospita la sede del Centro Studi Oikos.
Un piacere per gli occhi.

by INNOVARI IV

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mercoledì, 21 settembre 2005

Kantsham
Nella foto: La comoda cover può essere usata
per camuffare letture sgradite ai fan di Grisham



ZE BIGNHAM
CAPITOLO SECONDO

Dove il Broker esce di gaglioffa con qualche anno di anticipo


Alcuni agenti dell’FBI propongono a Joel Backman (in italiano: luomodidietro), a pane e acqua da sei anni, uno scambio: il Presidente uscente lo grazierà a patto che lui si trasferisca in una località dove nessuno potrà trovarlo. Visti i chiari di luna, Backman accetta e decolla per una destinazione sconosciuta. Non diversamente dal Presidente, il Broker è un uomo un tempo potentissimo ormai caduto in disgrazia: è stato in gaiba per anni, ha perso moglie, soldi e amici, due dei suoi tre figli non lo cagano più e il terzo è molto simile a Fede Poggipollini. Lontano, a Washington, il paralitico della CIA se la ghigna e trama approntando indecorosi complotti.

Frase da citare in compagnia di professionisti affermati: «E chi mai avrebbe voluto mantenere una corrispondenza con un avvocato al verde e in carcere? Un avvocato ricco, forse» (pag. 26).

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martedì, 20 settembre 2005

CARO SERGIO...

Caro Sergio, giovedì sera verso le ore 22.00 siamo saliti sul palco, troppo presto per iniziare un concerto a Bologna, il tendone Estragon era ancora vuoto, c'eravamo solo noi e i baristi, ma non ci siamo scoraggiati  abbiamo iniziato tiepidamente con Vocali, la gente cominciava ad entrare, sempre di più ed il concerto cresceva di intensità, poi senza che ce ne accorgessimo il locale si è riempito e ce ne siamo andati accompagnati dagli applausi del pubblico divertito. Sono soddisfazioni. Abbiamo proseguito la serata nel becsteig, abbiamo vuotato il frigorifero messo a nostra disposizione e alla fine della serata, nonostante le mie prese di posizione hyronjcontemporanee sulla discussa festa dell'Unità, il buon Lele ci ha dato gli euri che ci spettavano e ci siamo salutati. Caro Sergio, siamo stati bene e vorremo che scene del genere si ripetessero ancora. Sono soddisfazioni.

L'Estragon é ormai vicinissimo alla scadenza del contratto di affitto. L'attuale sede sta per essere fagocitata dall'Unipol e dall'ente Fiera. Dopo 8 anni in via Calzoni e dopo avere cambiato 3 sedi in 14 anni siamo di nuovo daccapo. Con una grande differenza: nel 2005 i prezzi bolognesi del mercato immobiliare, per una attività come la nostra, sono assolutamente insostenibili. Non é proprio praticabile pagare 8-10 mila euro al mese per un capannone dove fare attività prevalentemente a ingresso gratuito. Non possiamo permettercelo. Abbiamo già individuato un edificio che farebbe al caso nostro. Non chiediamo certo alle Istituzioni di pagarci un posto nuovo come hanno fatto "i soliti noti". Non chiediamo regali a nessuno. Ci basta solo un aiuto da parte del Comune per chiudere un contratto d'affitto a una cifra ragionevole e sostenibile. Penseremo noi a ristrutturarlo; penseremo noi a pagare le tasse e le utenze, come abbiamo sempre fatto. Chiediamo solo la possibilità di continuare a fare quello che da più di 10 anni facciamo: divertirci a lavorare, per fare divertire tutte le ragazze e i ragazzi che ogni settimana da quasi 15 anni affollano la "nostra casa". Pensiamo che l'Estragon sia una risorsa importante per l'intera città. Crediamo fermamente che la cultura "alternativa" non passi solo attraverso i centri sociali e l'occupazione. La legalità é un valore al quale non siamo ancora disposti a rinunciare. Non saremo mai un centro sociale, non saremo mai un locale commerciale. Se le istituzioni continueranno ad ascoltare solo le parole di chi URLA, l'Estragon non ha futuro.

Maggiori info su http://www.estragon.it

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martedì, 20 settembre 2005

MIUSICTUGHEZER

Bologna va oltre i pacs, i co.co.ma (contratti di collaborazione matrimoniale) ed i contratti a tempo indeterminato (matrimoni), perchè a Bologna le mamme hanno capito che è meglio convivere in nero e soprattutto fare i figli in nero, senza nessun contratto, così si hanno le bazze, si elude il fisco e si riesce a scavalcare in graduatoria i minacciosi genitori tossicodipendenti extracomunitari exdetenuti disoccupati, gli unici che hanno diritto ad un posto asilo per il pargolo.
A Bologna i cinni si fanno, eccome e sin da piccoli li is caricano di aspettative enormi.
Cosà farà mio figlio da grande? Si chiedono i genitori che non sanno neanche loro cosa fare e sono già grandi.
Come allontanare mio figlio dalla tivu? Come non farlo giocare alla pleistescion? Come non fargli vedere il vrestling?
Sono solo alcuni degli interrogativi che si pongono i  perents alle prese con un cinno desideroso di apprendere samzing di continuo. E allora? Perchè questo post? Perchè tra le varie iniziative bolognesi per i bimbi piccoli, mi sembra degna di nota l'attività di
Music Together un programma di educazione musicale per la prima infanzia diffuso in tutto il mondo, nato come progetto educativo del Center for Music and Young Children® a Princeton, NJ, USA, nel 1987. Una classe di Music Together non è una "lezione di musica". Non è rivolta alla formazione di piccoli concertisti (questo eventualmente avverrà dopo), né è un modello di perfezione musicale. E' invece un modo per FARE musica coi propri figli! Le classi di Music Together sono basate sull'idea che fare musica con i bambini, in famiglia e in una comunità di famiglie….

· arricchisce le vite di bambini ed adulti e…
· favorisce la crescita musicale nel bambino, migliorando le sue capacità musicali e…
· dovrebbe essere divertente!

E' una esperienza rilassata, giocosa, partecipatoria e di esplorazione che nutre la crescita musicale, permette ai bambini di sviluppare la loro intelligenza musicale e pone le fondamenta per i loro futuri progressi in musica.
Visto che tra i lettori dello spettro ci sono persone con dei bimbi, ecco un'iniziativa che potrebbe essere qualcosa di diverso e di piacevole. Provare per credere, io dei cinni non ne ho, ma se ne avessi uno di sicuro lo porterei anche solo per curiosità alle lezioni dimostrative gratis fruibili dagli abitanti di Bologna e provincia dal 16 al 22 settembre. Maggiori info su http://www.musictogether.it/index.html.

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martedì, 20 settembre 2005

BigName
Nella foto: in città vanno a ruba i Bignami di The Broker


ZE BIGNHAM
CAPITOLO PRIMO

Dove si scopre che i Presidenti degli Stati Uniti sono, in genere, dei baggiani


Disclaimer - Ancora una volta all’avanguardia, lo Spettro fornisce un servizio essenziale per la popolazione bolognese: i riassunti dei singoli capitoli del libro The Broker di John Grisham, perla della letteratura mondiale e chiave del successo prossimo venturo della nostra cara città. La redasione, come è ormai suo costume, declina ogni responsabilità circa l’intreccio, i personaggi e le descrizioni. In appendice a ogni riassunto pubblicheremo la frase più significativa del capitolo, che potrete citare con i vostri amici e con gli stranieri che vi chiederanno lumi sulla vostra Bologna.


Nello Studio Ovale della Casa Bianca, uno sfigatissimo Presidente degli Stati Uniti parlotta svogliatamente con un vecchio amico il giorno prima della fine del suo mandato presidenziale. Ha perso elezioni, moglie, soldi. Suo figlio è un clone di Fede Poggipollini. Il Presidente è disperato, soprattutto per il figlio. Arriva uno scaltro paralitico della CIA che gli ingiunge di concedere la grazia a un tale Joel Backman, dal quale, come dire, ci aspettiamo grandi cose. Il Presidente, che sta andando in Alaska a pescare, probabilmente accetta.


Frase da citare in società: «Mani fragili, venose e del colore del latte scremato, come se fossero già morte e attendessero pazientemente la stessa sorte per il resto del corpo» (pag. 13).


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domenica, 18 settembre 2005

AUTUNNO SPETTRALE

Bologna e piove, l'estate è finita, dai... rassegnamoci!
Its oll over.
E adesso?
Dove si va?
Che si fa?
Niente... come ogni anno ci si rassegna e ci si chiude in casa e/o in ufficio a leggere le baggianate dello spettro in attesa di tempi migliori e spero vivamente che ognuno di voi abbia di meglio da fare, ma in mancanza d'altro sappiate che lo spettro sarà sempre on lain e vi elenco alcune nius per la mesta stagione autunnale.
Per prima cosa, a fondo pagina è stato aggiunto un simpatico discleimer che spiega una volta per tutte come funziona il blog e se non lo avete letto, leggetelo ora:

Lo spettro della bolognesità è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.  Il uebbmaster del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il uebbmaster non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi. Lo spettro della bolognesità non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.  La redasione, inoltre, non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Il fatto che Lo spettro della bolognesità fornisca questi collegamenti non implica l'approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità, contenuti e grafica è declinata ogni responsabilità.

Chiaro? E poi a breve partirà la rubrica BOLOGNA E BLOG... con le recensioni dei blog bolognesi, ci sarà l'innesto di una redattrise ed infine, la rubrica più attesa, una sorta di bignami del discusso libro di John Grisham - The broker. Mi fermo qui... stei tiund!!!

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venerdì, 16 settembre 2005


IL COFFI STA SFIDANDO
(INUTILMENTE?)
L'IMPERO DEL CALCIO?

31 Agosto - dichiarazione di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna:
«La Lega Calcio, da sola, non pensi di cambiare la società e le abitudini sociali, perché questo non è giusto»

10 Settembre - Roberto Roggi, sindaco di Piacenza:
«In questo Paese comanda il calcio, si ritiene legittimo scavalcare gli interessi delle città»

10 Settembre - striscione esposto allo stadio "Dall'Ara" dai tifosi del Bologna:
«Articolo 1: l'Italia e' una repubblica fondata sui diritti tv»

12 Settembre - dichiarazione di Adriano Galliani, presidente della Lega Calcio:
«Con i sindaci non c'è più dialogo e non capisco perché chi vuole giocare alle 16 è arrogante e giocare alle 19 invece è umile»

12 Settembre - dichiarazione di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna:
«Galliani non si illuda che la vicenda sia chiusa e soprattutto non illuda i presidenti delle squadre di calcio»

12 Settembre - dichiarazione di Adriano Galliani, presidente della Lega Calcio:
«E' impensabile che siano i sindaci a stabilire in Italia quando si deve giocare a calcio»

Alla fine, i sindaci di Cesena, Bergamo, Modena, Vicenza, Bologna, Cremona, Catania, Piacenza e Brescia, capitanati dal Coffi (dall'alto della sua esperienza di sindacalista), devono comunque piegare la testa (per ora) e mettere gli impianti a disposizione di società e tifosi... pensandoci bene il duello elettorale Berlusconi/Prodi, per il "controllo del paese" appare quantomai inutile e marginale, così come la cotrapposizione politica al di fuori degli stadi.
Che allora governi il paese la Lega Calcio, che è più autorevole su ogni materia, ed inoltre ha un consenso trasversale nella nazione!
Le elezioni democratiche sono oramai inutili, lo testimoniano anche i diffusi disordini stradali avvenuti in molte città, in seguito alle vicende legate al calcio. Il paese evidentemente si ribella e si mette per strada solo se viene toccato l'intoccabile calcio.
A gli Italiani interessa solo il calcio.

by INNOVARI IV
(show must go on)

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venerdì, 16 settembre 2005

disegno elia
Nella foto: un disegno di Elia


FESTELIA
Sabato 17 settembre,dalle 18 al Sesto Senso


Ho conosciuto Elia qualche anno fa, e anche se non posso dire che fosse proprio un “mio amico”, l’ho sempre adorato. Io e la laSima avevamo appena messo su casa, facendoci un culo che la metà bastava, e stavamo comprando dei mobili, un po’ qui un po’ là. La Bene, amica storica, ci presentò Elia, che ci fece con le sue manine sante un tavolino assurdo, con una lampada gialla incorporata e due piccole fiale di vetro in cui mettere delle rose, direttamente infilate nel tavolino dico. Uno degli oggetti più belli che posseggo/possediamo. Andammo a prenderlo nella cantina-atelier in Strada Maggiore, proprio davanti alla Facoltà di Scienze Politiche dove ancora lavoravo. Non sto a raccontarvi altri aneddoti, non ne ho molta voglia. L’ultima volta che ho incontrato Elia stavo andando con l’agente K al concerto di Cristina Donà, e gli ho detto che se voleva poteva trasferire i suoi quadri e la sua roba nel mio garage, perché lo avevano sfrattato dall’atelier. Grazie, grazie, allora ci sentiamo per telefono, mi ha detto.


Poi invece è cascato dalla finestra, nella notte tra l’8 e il 9 d’agosto, e quando l’ho rivisto era troppo tardi per traslocare. Sabato 17 (domani), dalle 18 in poi, al Sesto Senso di via Giuseppe Petroni c’è una festa per ricordarlo
– se volete saperne di più leggete il comunicato stampa che trovate qui sotto.
Noi ci andiamo.


Il Circolo Arci Sesto Senso ha riaperto senza Elia, e la sua mancanza si è immediatamente fatta sentire. Lui era quello che rimetteva a nuovo il circolo durante l'estate, stuccava i muri, dava la cartavetrata alle sedie e le ridipingeva a suo gradimento, ogni anno insomma dava un nuovo lustro al vecchio circolo. Poi faceva il DJ, le trasmissioni in radio, aiutava i curatori ad installare le mostre, ne curava qualcuna pure lui e soprattutto parlava con gli artisti, dava loro consigli, soprattutto pratici, com'era lui. Un uomo molto pratico, ma con la testa tra le nuvole, ed un talento pittorico molto particolare. Ma non diciamo questo perché siamo i suoi amici del circolo. Lo dicevano Graziano Pompili, ex-docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, Stefano Pasquini, artista curatore e art-editor di riviste d'arte internazionali, Stefano Questioli, curatore fino a ieri della programmazione artistica del circolo, Marco Mango, direttore della galleria 42Contemporaneo di Modena, Silvia Evangelisti, direttrice di Arte Fiera Bologna e giornalista, e sicuramente tanti altri. Tutti quelli che pur sapendo che Elia non era rappresentato da nessuna galleria commerciale, hanno comprato un suo lavoro, o lo hanno aiutato, per amore verso di lui o verso la sua pittura.

La ricerca pittorica di Elia avanzava lenta, tenace, dolorosamente legata alla tradizione dei maestri che non lo avrebbero mai abbandonato (Man Ray, Rauschenberg, Beuys, Schifano, Basquiat) arrivando a punte di lirismo trasversale, fin troppo innovativo per la provincialità italiana. Dovrà prima passare di moda a Chelsea per poi arrivare qui perché sia capito e pienamente apprezzato. Ma la cricca dell'arte ufficiale non accetterà mai uno come Elia, perché Elia simboleggia una cultura parallela, solare e sfacciata, che se ne frega perfino del termine underground, perché è così fuori dagli schemi che non può accettare nessun tipo di etichettatura, così culturalmente avanzata che non può perdere tempo nei giochi di potere, qualunque essi siano.

La programmazione artistica riaprirà il 22 Settembre, e prima di questa data abbiamo voluto fare in modo che chi voglia venire a ricordare Elia al circolo lo possa fare liberamente. E faremo questo esponendo una manciata di suoi quadri nello spazio espositivo, suonando la sua musica e proiettando alcuni video che lo raccontano come uomo e come artista.
Ma il metodo che Elia avrebbe preferito per essere ricordato è certamente una festa. La FestElia è sabato 17 Settembre al Circolo Sesto Senso dalle 18 in poi.

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mercoledì, 14 settembre 2005

LE BOLOGNESI CHE CONTANO

Navigando tra le pagine delle statistiche del blog, mi diverto tantissimo a vedere da dove provengono le visite, con quali parole chiave siamo stati cercati e trovati... come al solito non sono mancate le sorprese. Non so come e inaspettatamente, saltando di palo in frasca tra un link e l'altro mi sono trovato dentro ad un fantastico portale che si chiama Bolognaviva, un vero e proprio concorrente dello spettro per quel che riguarda tutto ciò che si intende per bolognesità. Navigando tra le numerose pagine di questo graziosissimo sito, finalmente ho trovato qualcuno in grado di dirmi chi sono le DONNE BOLOGNESI DEL 2005 CHE CONTANO. Fantastico! Non mi aspettavo di più e voi.

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mercoledì, 14 settembre 2005

MODESTIA ITTICA

L' impiegato Goblin, al rientro dalle ferie, decide che forse non è più il caso (chissà...), causa acciacchi vari, di praticare sport violenti o borazzi, e quindi, dopo 15 anni di inattività decide di (ri) darsi alla più tranquilla e umarellica pesca sportiva.
Primo passo (ri)fare la mitica Licenza di Pesca, perchè Goblin è un fautore della legalità e delle regole e gli piace vivere tranquillo. Di buon mattino si reca in comune e dopo un po, poco, di fila chiede all'impiegata zdaura cosa deve fare per fare la licenza.

- Due foto
- Pagare un bollettino di 22 euro e qualcosa
- T
ornare lì con 31 euro e qualcosa per le marche da bollo.
- Tutto qua.

Cazzo semplice!
"Ma il bollettino a chi lo intesto..? "
"Mò no, lo trova in posta già precompilato, lei chieda....Buona pesca!"
L'impiegato Goblin si dirige quindi all'ufficio postale....... fila della madonna, ma va bè...avrebbe voluto pagare on lain ma non si può perchè la ricevuta va allegata al documento (zdaura di prima docet).
Dove sono i bollettini precompilati per la licenza di pesca? Domanda, Ma non li abbiamo! Risposta....Non ce li portano più, Bisogna che chieda in Provincia..... Goblin che conosce l'ambiente riesce poi a compilare un bollettino in bianco e a tornare felice dall'impiegata del comune; Gli era aimè stato detto però che unitamente alla licenza, per la pesca in acque montane avrebbe avuto bisogno di un ulteriore tesserino.... Una volta avuta in mano l'agognata Licenza deve procurarsi il misterioso
documento....occhi sbarrati della zdaura e faccia perplessa:
"Mo non lo sò....lè una cosa della Regione(1) che ha delegato la provincia(2) la distribuzione ai Comuni(3)......che credo poi li diano alle associazioni di categoria(4)."
"Crede!?? Come crede? Non può controllare? "

"Mo guardi non so è dal 2002 che noi...cioè quà....vede là, cè quel manifesto coi regolamenti?, legga lì! "
"Grazie buon giorno. "
San Uebb (dopo vari tentativi), fornisce al buon Goblin il telefono del Sevizio Economia Ittica della Regione.
Il fastidioso suono del telefono sveglia un impiegato che gli passa un altro impiegato; come sottofondo almeno ci sono i Daiar Streits.
"Ah....ma per quel tesserino?!.....aspetti che le passo il Dott. Taldeitali, che è il responsabile......." - riparte Saltan of suing.
Al termine del noto brano musicale (che è lunghino...) un solerte funzionario dice a Goblin di non essere il Dott. Taldeitali, ma comunque di chiedere a lui.
"Ah....Guardi scusi sono un semplice Amministrativo.....ma sà, vado a pesce anchio......comunque quei tesserini li può andare a prendere nei comuni montani dove lei va a pescare.....passa prima dal comune e glielo danno, è gratuito......sà, serve per (parte la spiegazione tecnica)."
Goblin fa notare che lui probabilmente andrà a pescare il sabato e domenica.
Il solerte funzionario non capisce e Goblin aggiunge che Sabato e Domenica,
se non lo sapesse, gli impiegati di tutto il mondo non lavorano, in pratica
gli uffici son chiusi.....
"Ahhhh è verò.....bè allora credo, ma non son mica sicuro sà....ma sa che sti tesserini noi li facciamo solo.....è roba della provincia."
Brutti pensieri cominciano ad affacciarsi alla mente di Goblin, i coglioni girano vorticosamente.
"Scusi ma sei io son di Bologna e voglio fare il tesserino qua, è possibile????? "
"Ma....a Bologna non ci son mica le montagne!" (giuro che sta conversazione è vera....).
"No ma vede (calma, calma....) io parto da qui, da casa mia, poi che sò, vado a pescare vicino a Castel D'Aiano.....magari di Domenica.... Eeeeeh......vede mi sa che han tutto delegato alle Associazioni.....la Provincia sà, sarebbe loro competenza.......ma lei capisce. Cerchi comunque ste Associazioni di categoria e chieda pure a loro...... "
"Grazie, molto gentile, Buon Giorno"
Continua.........  ???

Goblin

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martedì, 13 settembre 2005

VIA MARCONI ORE 13:53

Sirio ci osserva e ci osserverà fino alle otto di sera, una radiolina trasmette tengo la camisa nera. Mangiamo due panini dalle rumene, seduti al tavolino si fa fatica a parlare, c'è tanto rumore intorno, troppo rumore e la coppia alla nostra destra non offre un pezzo di cocomera all'ex non drogato che con insistenza ne esige un pezzettino. Ma dov'è finita la solidarietà? "Allora sette per cinque quarantanove... no, sette per cinque trentacinque" dice l'occhialuto borderlain di turno alla fidanzata che non lo sopporta più e con lo sguardo di chi gliel'ha già data su con la vita, lo segue camminando in silenzio senza fiatare e probabilmente senza neppure ascoltarlo, alle loro spalle il negozio cinese Limei fa affari d'oro vendendo cazzate a basso prezzo senza tenere minimamente conto del fatto che tra qualche anno il tempo di percorrenza dellla linea Bologna-Firenze sarà di soli 25 minuti.

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martedì, 13 settembre 2005
Tunnel
Nella foto: si scavano gallerie per l’alta velocità tra Bologna e Firenze.


IL TSUNAMI PROSSIMO VENTURO

tsu-nà-mi = s.m. Dal giapponese 津波 che significa “onda del porto”.

Mentre noi stiamo qui a baloccarci in inutili polemiche o in ancor più inutili autocelebrazioni, sta per abbattersi su Bologna sazia e disperata un tsunami di dimensioni epocali, che sommergerà tutte le nostre abitudini, le nostre convinzioni, e probabilmente spazzerà via anche i nostri affetti, i cani, i gatti e le persone care. Di cosa stai parlando, mi chiederete, increduli e annoiati di fronte allo schermo, con un caffé in mano e un collega che lavora al posto vostro?

Bologna sta, molto semplicemente, per essere sommersa da milioni e milioni di turisti, giapponesi e non, grazie a due terribili macchine da guerra: il libro di Grisham, che darà la meritata visibilità alla città sfiorita, e l’inaugurazione della linea ferroviaria dell’alta velocità tra Bologna e Firenze. Con il nuovo treno ci si metteranno 25 (venticinque) minuti per raggiungere Firenze. Bazza, direte voi. No! No! No! Guardatela dall’altra parte: ci vorranno 25 minuti per raggiungere Bologna.

Cosa vuol dire? Vuol dire che dopo aver letto il libro di Grisham – e aver visto il film con Tom Hanks e Maruska Albertazzi che sicuramente ne trarranno – milioni di turisti prenderanno l’abitudine di recarsi da Firenze a Bologna dalla mattina alla sera. Turismo “mordi e fuggi”, si chiama, il peggiore. Non mi credete? Guardate qui sotto (e più analiticamente qui):
                
Presenze turistiche su base annua                Posti letto
Bologna    1.760.000                                  Bologna    8.400
Firenze    6.060.000                                   Firenze    28.800

Anche dando per scontato che il nostro milione e 700mila sia ricompreso nei 6 milioni di Firenze, se dei 4 milioni e rotti che restano uno su tre decide di fare una puntatina a Bologna siamo già a pecora. Occasione, dite? Tsunami, dico io!! Ecco cosa succederà: orde di turisti sazi e disperati trasformeranno il centro in una succursale della Coroncina, i tortellini al ragù la faranno da padroni, Pupo sarà il nuovo assessore alla cultura, le librerie chiuderanno e la Sala Borsa si trasformerà in un gigantesco videogame. Siete mai stati a Praga o a Venezia, dove madamine settecentesche girano per strada pubblicizzando una pizza a 30 euro e/o invitandovi a un concerto di musica da camera in una chiesa sconsacrata? Avete mai mangiato un panino di plastica a Firenze, pagandolo come un filet mignon? Ecco. Quella è Bologna fra tre anni – con in più la statua di Grisham al posto di quella di Ugo Bassi. Cari i miei modesti, alla Festa dell’unità del 2009 rimpiangeremo la birra e la piadina a 15 euro.

Ma ovviamente c’è un ma. Giacché il nostro beneamato Sergio Gaetano si balocca in modesti accordi firmati sul treno, lo Spettro si sta già attrezzando per sfruttare l’onda lunga del tsunami prossimo venturo. Alcuni esempi davvero geniali:
1. Cave sta organizzando un servizio di pullman da Piazza Maggiore a Ca’ de Mandorli, con visita guidata al cippo che commemora la prima Bloggerfest.
2. Maso sta costruendo un teatro di marionette di cui sarà l’unico burattinaio.
3. Zekkini sta componendo un poema a base di sputi da consegnare ai turisti al loro arrivo alla stazione.
4. Brizzi sta pianificando una camminata di protesta da Bologna a Firenze, con libro e cd.
5. Max sta inventando un cocktail del Broker a base di lambrusco, kalua, salamoia e fettina di zampone.
6. R99 e Farfalla di Peltro vi chiederanno per cortesia di dare una mano.
7. Innovari IV sta preparando il merchandising di tutte queste iniziative.
8. Personalmente, da modesto quale sono, mi trasferirò con Batman (ex-Flash) nelle Romagne.

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categoria:pony luna
lunedì, 12 settembre 2005

IN 200.000 PER LIGA,
MA FULVIO NON CI STA

Oggi Fulvio di "Liscio come l'olio" ha detto che non riesce a spiegarsi il motivo per il quale che ci fossero 200.000 persone a vedere il concerto di Luciano Ligabue, poi ha messo in onda il video dei Sex Pistols "God seiv ze quin".
Colgo l'occasione per fare i miei compimenti al noto anchormenn Fulvio, al Liga Nazionale e soprattutto al chitarrista Federico Poggipollini che consapevole del fatto che sia più facile esibirsi davanti a 200.000 persone piuttosto che davanti a 3 persone, ha portato i colori della nostra città sul discusso palco della provincia di Reggio Emilia. Bella Fede!

postato da: maso_ alle ore 14:23 | Permalink | commenti (38)
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venerdì, 09 settembre 2005

JOHN GRISHAM - THE BROKER
(UAI IN BO?)

All'inizio dell'anno avevamo parlato a lungo del discusso libro di Gion Grisciam dal titolo Ze Broker, avevamo indagato sul misterioso signor Patuelli, avevamo cercato di capire dove era stata scattata la fotografia della discussa copertina, poi il nostro fido lettore Piluto ha scoperto tutto, ma non eravamo riusciti a dare una risposta alla domanda più semplice che non ci eravamo posti: "Perchè Jhon Grisham ha ambientato la storia del suo libro a Bologna?".
Oggi pomeriggio, davanti al babbionismo istituzionale di primo livello, lo scrittore ha finalmente risposto a questa domanda:

"Volevo ambientare il mio libro
in una città del nord Italia
poco conosciuta all'estero..."

Una risposta agghiacciante, una vera e propria doccia fredda per tutti i presenti e adesso anche per noi assenti.
Ma come? Ma anni fa non siamo stati la capitale europea della cultura?
E la nostra Università conosciuta in tutto il mondo?
E la nostra cucina?
La nostra storia millenaria?
Vuoi vedere che non ci conosce nessuno... speriamo che grazie all'aiuto di Grisham, qualcuno venga a conoscenza di questa interessante realtà europea es cnon es Bologna.

postato da: maso_ alle ore 20:44 | Permalink | commenti (45)
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venerdì, 09 settembre 2005

UNA GITA FUORI PORTA LAME
DISCOVERING
NAVILE RIVER

Lo sappiamo che quando avete del tempo libero non sapete mai cosa fare, soprattutto se venite sorpresi da improvvise belle giornate. Tranquilli, se non avete fantasia e amate le gite all'aria aperta, ma avete il culo pesante e non volete andare fuori Bologna, qui troverete quello che fa per voi ed è con enorme piacere che pubblichiamo un itinerario  consigliato da MCristiano Merini e sconsigliato dal C.A.I.

Munitevi di vecchio ravaldone, calosce e repellente antizanze e immergetevi nella Bologna nascosta.
Itinerario: dietro il vecchio Living c’è via delle Fonti che puoi tagliare con la biga in spalla giù per una cavedagna.

Poi arrivi al Sostegno Corticella che è bellissimo.
Dovete sapere che una volta lì c’era il porto di Bologna, e lì arrivavano le merci dal mare Adriatico per poi essere trasportate con un biroccio (Ital. “baroccio”) verso il centro.
Solo che i bolognesi a un certo punto si sono resi conto che era meno faticoso trasportare le cose via fiume che a dorso d’asino e allora hanno chiamato tal Jacopo Barozzi detto il Vignola per costruire il canale Navile che è artificiale.
Infatti, se ci fai caso, l’argine è tutto di mattoni rossi bolognesi.
Che fatica!
Ma anche: che soddisfazione!
Adesso (1500-1600) duemila imbarcaderos al dì arrivavano direttamente alla Salara, il porto di Bologna, ora sede dell’arcighei.
Bologna era una succursale della via della seta. Infatti i bolognesi allevano i bachi per fare la seta e infatti una volta la ns. città era piena di gelsi che erano il nutrimento dei favolosi bruki…ma passiamo oltre…
Allora, ecco l’itinerario fantastico: già i nomi predispongono: via del Pelago, via delle Fonti…che storia, eh?

Sostegno Corticella; vai a sinistra; se vai a destra arrivi a Malalbergo, Bentivoglio, Casalborsetti, Po di Ferrara; tu invece vuoi andare in centro; Sostegno Grassi o Ponte della Bionda, recentemente restaurato e assai a la page; segnalo una simpatica associazione in loco di ottuagenari che organizzano feste canore in loco; prosegui sul dorso d’asino del Navile che si dirama in due: da una parte scorre, dall’altra ristagna e fa da livella (ripassatevi Archimede e le sue storie); arrivi al Sostegno Landi che una volta c’era la casa degli S.P.A. Ghetto e ora ci sono dei vecchi con cani & gatti (i cani non mordono, si fanno i cazzi loro); passi sotto l’asse attrezzato che si chiama solo così a Bologna, il sottopasso della tangenziale; arrivi al Sostegnazzo Torreggiani dove puoi mirare le mirabili chiuse, nulla al confronto del successivo: il Sostegno Battiferro, con la mirabile ex Fornace Galotti ora museo regionale di non so che tecnica moderna; se poi vuoi fare lo sborone, attraversi la strada e finisci a Villa Angeletti, sempre col fido Navile alla tua destra, pieghi per via Carracci; e in via Bovi Campeggi ti fai il sostegno “La Bova”, così puoi dire che ne sai davvero a pacchi.

Approfittatene e fate in fretta a fare la gita fuori porta perché dopo il Lungoreno anche il Lungonavile è a rischio sgombro.

Cristiano Merini

postato da: maso_ alle ore 09:12 | Permalink | commenti (43)
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mercoledì, 07 settembre 2005


UNA STORIA BOLOGNESE
AD BIZICLETT E AD LEDAR

Oggi, una ragazza che conosco, mi ha raccontato una storia vera capitata a lei proprio Sabato scorso.
Siccome questa faccenda mi pareva proprio un vero Spettro della Bolognesità, ve la ripropongo così, come me la ricordo:

La settimana scorsa in centro hanno rubato la mia bicicletta rossa, mi sono incazzata moltissimo e poi ne ho comprata un'altra (usata) per 50 euro.
Sabato pomeriggio passavo in via Indipendenza e ho guardato le bici parcheggiate alla stazione della corriere, per vedere se trovavo la mia bicicletta rossa. Non c'era.
Proseguendo su per via Indipendenza, improvvisamente, davanti a un negozio di abbigliamento, la vedo lì, bella bella e solitaria parcheggiata sotto il portico. E' proprio la mia perchè quel cretino del ladro non ha neache tolto l'adesivo che avevo messo.
Attendo mezz'ora per vedere se arriva qualcuno, ma non arriva nessuno. Entro quindi nel negozio e chiedo alle commesse se la bicicletta rossa è di qualcuno.. dicono che non è di nessuno.
A quel punto quasi subito incontro sotto al portico due Carabinieri a piedi, di ronda per Via Indipendenza. Li fermo e spiego che la bicicletta rossa è mia, e mi è stata rubata.
Loro chiamano via radio rinforzi (!) e arrivano altri due Carabinieri a piedi ed anche una Volante. Un totale di sei Carabinieri (!).
Dico loro che ho già chiesto nel negozio, senza risultati positivi, se la bici era di qualcuno, ma loro non rimangono convinti, entrano nel negozio e rifanno la domanda.
Salta fuori che la bici è di una commessa di Como, una "punkabbestia chic" piena di tatuaggi, la quale subito fa la grossa con me, spalleggiata dalle colleghe, e mi chiede come faccio a dire che la bici è mia... ma c'è l'adesivo che lo prova...
A quel punto i Carabinieri chiedono i documenti, e lei si addolcisce parecchio, e confessa immediatamente che l'ha avuta in regalo da un ragazzo del quale non conosce neppure il nome (ovviamente).
Chiedo alle forze dell'ordine cosa dovrei fare: loro mi dicono che se sporgo denuncia li devo seguire per deporre in questura, e che la bicicletta viene sequestrata come "corpo del reato".
Mi immagino poi il bel pomeriggio in questura, e quindi declino l'offerta di sporre denucia.
Inoltre la ragazzetta di Como "punkabbestia chic" mi impietosisce... passerebbe dei guai, ed in fondo non mi va.
I carabinieri vorrebbero sgomberare, vista la scarsità di azione, e uno di loro mi suggerisce addirittura che se non sporgo denuncia, posso anche mettermi d'accordo con la commessa per riavere la bici rossa.
MA IO SONO LI' IN BICICLETTA... che ho appena comprato... come la porto via l'altra bici?
E poi, che me ne faccio?
Decido quindi, a malicuore, di lasciare la bicicletta rossa, con il mio adesivo sopra, alla commessa di Como... vorrei chiedergli 50 Euro (quelli che ho pagato per comprare l'altra bici) ma non me la sento di farlo davanti a tutti i Carabinieri.
Me ne vado dal negozio, dopo aver dichiarato: "di' al tuo amico che è uno stronzo, e di andare a fanculo".
Mi rimetto in strada pedalando verso casa.
Con una bicicletta nuova (usata) e 50 Euro di meno.
Oggi va' così...

by INNOVARI IV

postato da: innovari alle ore 01:28 | Permalink | commenti (95)
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lunedì, 05 settembre 2005

CATT END DILEIT RULS
SUCCEDE...

Succede che vado a fare un giro alla Festa dell'Unità dove firmo una petizione contro la pena di morte in Iran, Succede che pubblico un post, succede che il post viene ampiamente condiviso, succede che lo uso come niusletter, succede che lo inoltro a Repubblica, succede che lo pubblicano sul quotidiano di sabato, succede che viene estrapolata una parte di ciò che avevo scritto tagliando frasi di qua e di là, succede che quelli di Amnesty International ci rimangono male... a Bologna oggi succede anche questo. Sorri :-(

La disillusione, quel senso di sconfitta di chi non crede più in certe battaglie che traspare in ogni riga della lettera “Alla Festa dell’Unità” del signor Masotti (La Repubblica, 3 settembre 2005) dispiace molto. Ma quel che più amareggia è l’ignoranza sottesa all’ affermazione: “al banchetto di Amnesty International si firmano nobili ed inutili petizioni contro la pena di morte”.
Forse chi scrive non sa che Amnesty International lotta per la difesa dei diritti umani nel mondo dal 1961, che nel 1977 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace e che possiede uno status consultivo alle Nazioni Unite. Al milione di soci e sostenitori dei 160 paesi del mondo in cui Amnesty è presente commenti del genere appaiono molto semplicistici e riduttivi.
Ma soprattutto si indignano le vittime: i fratelli Sa'ad bin Sa'id Zu'air e Mubarak bin Sa'id
Zu'air, rilasciati dopo tre anni di carcere per aver promosso una campagna per la liberazione del padre, noto riformatore in Arabia Saudita; si indigna Miriam Hagos la funzionaria del governo dell’Eritrea liberata dopo quattro anni di detenzione senza accusa né processo, si indigna Nestor Rodriguez Lobaina, un cubano che è stato oltre cinque anni in prigione per “disordini pubblici”e “danneggiamenti”; si indignano i 404 prigionieri di guerra marocchini del movimento di liberazione del Sahara Occidentale che hanno trascorso in carcere oltre vent’anni, oggi liberi.
Queste sono solo alcune delle storie che fanno parte della lista delle Buone Notizie di Luglio 2005, ma la lista è lunga e quasi ogni mese lo è. Queste persone sono sconosciute, gente comune a cui i sostenitori delle lettere di Amnesty hanno ridato voce, hanno ridato vita…forse chi ha scritto la lettera e coloro che hanno annuito leggendola sarebbero più colpiti se sapessero che anche il celebre scrittore Luis Sepulveda è stato, a suo tempo, il protagonista di uno di questi “inutili appelli”, che per fortuna i meno cinici del signor Masotti, firmarono.
Molti pensano –e qualcuno scrive- che una lettera non serva a nulla. Non è così! La pressione dell’opinione pubblica, che gli appelli di Amnesty International creano, porta alla luce casi di violazione dei diritti umani e ne permette, più spesso di quanto si pensa, una risoluzione positiva.
Chiedere la liberazione di un prigioniero di opinione, sollecitare un processo nei confronti di un torturatore, commutare una condanna a morte, tutto questo significa per Amnesty lottare per la dignità delle persone, rendere la storia più giusta.
I risultati concreti del nostro lavoro di attivisti ci sono eccome, ma come disse l’avvocato fondatore Peter Benenson “questa candela non brucia per noi, ma per tutte quelle persone che non siamo ancora riusciti a salvare dalla prigione, che sono state uccise, torturate, rapite, scomparse. Per loro brucia la candela di Amnesty International”.

Francesca Giulia Rossini
Responsabile del Gruppo di Amnesty International di San Lazzaro di Savena

Scaricate il comodo allegato in formato PDF contenente la versione integrale della mia imeil scritta a Repubblica. In giallo sono evidenziate le parti non pubblicate ed in rosso sono scritte le parole che sono state cambiate.

RISULTATO: Quelli di Amnesty International si sarebbero offesi lo stesso, ma la cosa che più evidente sta nel fatto che è stata neutralizzata l'hyronja di fondo della lettera per dare spazio solamente ad una sterile polemica da umarell scritta a 4 mani da Maso e da uno sconosciuto co.co.pro "assunto" da Repubblica per stare attento a cosa non si deve dire per non offendere la sensibilità dei lettori.

postato da: maso_ alle ore 17:28 | Permalink | commenti (143)
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domenica, 04 settembre 2005

Clicca per guardare!

MULTA TAIM

Appuntamento alle 23 in vicolo Bolognetti per pianificare con il Cave e altre spettrali presenze la discutibilissima Bloggerfest.
Arrivo con largo anticipo alle 23:30 e mi fiondo sull'unico parcheggio libero nel giro di chilometri - chiaramente vedendo la riga gialla, "ma tanto a quest'ora"....e poi nei paraggi c'è una simpatica vecchietta con un vistoso collare ortopedico che controlla la zona.
La riunione è affollatissima e si fatica a trovare una sedia - siamo io, Inno hit, Cave, Farfalla di Peltro ed R99 posse all star (grande assente il supermegabloggerdisinteressato Maso).
I primi 20 minuti sono tremendi: bisogna far capire a Cavedoni cos'è un blog, ma poi il dibattito scorre liscio tra proposte irrealizzabili ed utopiche.
Quando lo Sbarbo propone di affittare il pallone pubblicitario della Good Year per promuovere l'evento capisco che è giunto il momento di andare a controllare la macchina.

Ma chi, ma come, ma che cazzo....la Yaris dov'è?
Mi si avvicina lesta la vecchina col collare e mi dice:
"Li ho chiamati io i vigili, lei non aveva mica il tagliando".
Faccio ricorso al briciolo di umanità che mi rimane in corpo per non girarle la testa come "l'Esorcista" e mi allontano per non cadere in tentazione.
Chiamo i vigili e una simpatica segreteria mi dice i vari codici da digitare per l'informazione desiderata, devo aspettare fino al numero 6 per la rimozione veicoli e sapere che la macchina sta al deposito Tanari.

Grazie a Farfalla ed R99 arrivo nel desolatissimo sito visibilmente alticcio (gin tonic per dimenticare); mi attendono due solerti addetti impegnati a russare sonoramente su di una brandina - è palese che le mille offese dei rimossi non riescono ad intaccare il loro sonno da giusti.
Un cartello mi avvisa che è possibile pagare solo con bancomat o contanti ma niente monetine, peccato....
Digito il pin e tra un attimo la San Paolo preleverà 98.81 € dal mio c/c (maledetta banca sabauda), ma non è finita: bisogna aggiungere i soldi della multa che arriverà a casa e due punti della patente (art.158, comma 2, lett.g)

C'è una morale in tutto questo?
Forse no, comunque posso fregiarmi del titolo di "primo volontario del Cave e altre spettrali presenze la discutibilissima bloggerfest" multato nell'esercizio delle sue funzioni.
W il volontariato e lunga vita alla vecchina che ha chiamato i vigili.

Max Bartender

postato da: Chavi alle ore 20:05 | Permalink | commenti (43)
categoria:max bartender
domenica, 04 settembre 2005

TORTELLINI AL RAGU'

La discutibile riflessione sulla modestia dominante osservabile per le vie, le strade e le piazze della festa dell'Unità non è passata inosservata al quotidiano la Repubblica che ha pubblicato il mio scritto nella sua edizione di sabato. Sulla falsissima riga di quanto già detto in tutte le salse, giunge in redasione l'ennesima discussa lirica del poeta visionario Jhonson Rizzi dal pesante titolo gastronomico: 

Tortellini al ragù
sintesi dell'ignoranza planetaria
sottomette la raffinatezza
di un ripieno
alla volgarità della cipolla
le linee regolari
della nutrizione originale
insozzate da grumi
di un rosso sangue mestruale
unto sedano e carote
pianeta della scimmie
milioni di trogloditi armati di piccone
fa a pezzi una statua di carrara
è la cultura dello smerdo
è un vestito di cavalli
è accozzaglia di colori
per bisogno di strafare

postato da: maso_ alle ore 14:07 | Permalink | commenti (19)
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