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lunedì, 31 ottobre 2005



Nella foto: Altero in via Indipendenza



ALTERO, PIZZA SOPRAFFINA

Volevo scrivere un post sul Coffy e i centri sociali, ma devo dire di non aver ancora capito bene, quindi mi astengo. Propongo invece una recensione (adesso ricominciamo anche con quelle) perché l'inverno arriva e non ci vogliamo trovare scoperti.

Tra i grandi locali bolognesi spicca per qualità, simpatia e perseveranza la mitica pizzeria Altero, vera e propria colonna della bolognesità. Prima che pizzaltaglio, krokmessiè, kebab, falafel e altre diavolerie forestiere invadessero la zona universitaria, Altero si stagliava solitario, dal 1957, su via Indipendenza e via Ugo Bassi, in due punti strategici del pomeriggio bolognese. Un tempo la gamma delle pizze era assai più ristretta rispetto all’oggi, e la margherita singola piegata su se stessa – con la sua pasta alta e soffice, la mozzarella che si raccoglieva sul fondo del cartoccio (e che andava poi finita a mano), il pomodoro saporito, il magico origano – era un vero e proprio miraggio per noi barcaiuoli che al sabato pomeriggio prendevamo l’autobus per andare in centro.

Altero, tra l’altro, è uno dei pochi posti in centro a servire ancora oggi la spuma al bicchiere (cedro e chinotto). Una differenza fondamentale tra i due Alteri è che in via Ugo Bassi sono sempre polleggiatissimi, mentre in via Indipendenza sono skizzati. Il primo è anche frequentato da una fauna più interessante, etologicamente parlando, del secondo. Per me poi, Altero è fondamentale, perché è il primo locale in assoluto di cui io abbia ricordo. Avrò avuto sei anni, non di più, e mio papà mi portò all’Altero in via Indipendenza a mangiare una pizza, dicendomi: «Questa pizza è buona, ma il locale è malfamato». Io mi sentii molto eroico, e il giorno dopo scrissi in un tema, ero in prima elementare: «Ieri sera ho mangiato la pizza malfamata». Altero ha filiali in viale Ceccarini, Riccione (aperto tutto l’anno), a Piacenza e addirittura su Internet!
postato da: PonyLuna alle ore 14:18 | Permalink | commenti (78)
categoria:pony luna
venerdì, 28 ottobre 2005

Le foto del candidato con un volto

IL CANDIDATO CON UN VOLTO

Prima uscita ufficiale ieri sera per il candidato sindaco della lista civica dello Spettro.
Ottima la scelta della "lochescion" - un pabbb in via del Pratello, per un battesimo in mezzo ai problemi della città - anche se questo ha provocato qualche malumore tra i colonnelli del partito che avrebbero preferito il circolo della caccia.

Accoglienza un po' freddina della ggente del Pratello non abituata a candidati con un volto.
Zefram si trova subito di fronte alla prima spinosa questione - un venditore di rose - e la supera brillantemente dicendo:
"Vattene terrorista, io compro solo dalla vecchina con i fiori.

Dopo qualche birra e una manciata di salatini la tensione si scioglie e il candidato comincia a parlare con i ggiovani del suo programma; i suoi colonnelli seguono interessatissimi e il pubblico scatta foto ricordo.
Il top della serata quando Zefram ha illustrato alla rock-star Bon Jovi il discusso progetto di togliere dalle strade le prostitute mettendole agratis nelle case comunali a patto che facciano da nave scuola a tutti gli adolescenti petroniani!

Attendiamo con trepidazione la prossima uscita pubblica del candidato Zefram.

Tutte le foto di Zefram ed i colonnelli Jago e Pony
postato da: Chavi alle ore 11:45 | Permalink | commenti (31)
categoria:max bartender
giovedì, 27 ottobre 2005

L'ARCHIVISTA

Alcuni giorni fa, cofferatianamente, ho preso alcune decisioni importanti che condivido al 100% ed ho segato un pò di rami secchi della Redasione. Meritocrazia. Sembrano passati tre anni, invece era solo lo scorso uichend. Poi è arrivata la grigia settimana con il suo carico di modestia e di lavori da consegnare inderogabilmente entro stasera, ce la farò? Ma chi se ne frega direte voi. Avete ragione. Veniamo al dunque. Questa mattina giunge in Redasione un discusso essemmesse di Ora di Icio con un discusso scuuup. Ci sentiamo immediatamente al telefono e ne parliamo, poi a questa tarda ora, ora in cui gli umarells cenano, ecco arrivare un articolo intriso di meritocrazia fino all'inverosimile, una nius che personalmente mi riempie il cuore di gioia, ciò che attendevo da anni si è avverato. Chi la dura la vince! Modesti di tutta Bologna, crepate di invidia e leggete qui:

Studenti in piazza, legnate, Cofferrati, Rumeni, FilettiSirio: bazzeccole! eventi irrilevanti, privi di qualsiasi significato a fronte della notizia che vi do in anteprima. Andiamo con ordine: stamattina, facevo la solita noiosa ed estenuante fila nelle cancellerie del tribunale, stavo chiaccherando con un collega quando, così senza preavviso, gira l'angolo con dei fascicoli in mano ........Angelo Rizzi!!!!!. Sul momento ho pensato: cazzo.....la colazione mi è rimasta sullo stomaco, la noia, lo stress ed eccoti una bella allucinazione. Invece era reale! Un altro collega che aveva notato la mia espressione interdetta, gli occhi sgranati e l'aria di quello che vede la madonna, si è messo a ridere e mi ha ragguagliato. Angelo Rizzi è il nuovo addetto all'archivio del Tribunale civile, ossia all'ufficio dove si deve andare per ritirare i fascicoli di cause concluse o ad ordinare copie di sentenze, ordinanze o verbasli di causa di vecchi processi. Pare tra l'altro che l'ufficio abbia migliorato alla grande in termini di efficenza ed il buon Rizzi sia di una gentilezza tale da addolcire anche l'avvocato più sclerato. I grigi uffici del tribunale, puzzolenti delle ascelle degli avvocati, dell'alito pestilenziale degli impiegati e dei capelli unti dei magistrati hanno assunto un aspetto più lieve, quasi bucolico. Da domani andare all'archivio a ritirare i fascicoli non sarà più una rottura di maroni, ma una piacevole ricreazione. Se verrà un amico da fuori Bologna, so già dove portarlo, prima ancora che a vedere le due torri e san petronio. Spero che non sia un incarico a termine o, se lo è, che venga riconfermato.altrimenti organizzerò una manifestazione nazionale sotto al Ministero della Giustizia gridando lo slogan "Castelli maiale per te finisce male se non confermi Rizzi in tribunale". Il sogno utopico sarebbe Rizzi dirigente di cancelleria, altro che utopie del ' 68 e anni a seguire e la finanziaria deve prevedere una voce di spesa per lo stipendio di Rizzi, altro che bonus per le famiglie e finanziamenti alle scuole private.

Ora di Icio

postato da: maso_ alle ore 18:50 | Permalink | commenti (20)
categoria:maso
giovedì, 27 ottobre 2005

Sirio

Nella foto: il nostro amico Sirio
va in pensione quando serve


COM'E' MISERA LA VITA NEGLI ABUSI DI POTERE

Come tutti sappiamo, in questi giorni il nostro amato sindaco Sergio Gaetano Cofferati è salito alla ribalta delle cronache nazionali per la sua risoluta azione a favore della legalità - mandare le ruspe contro i rumeni, punire i lavavetri, picchiare gli studenti. Nel sondaggio della repubblica.it l'86% si è detto d'accordo con il sindaco. Prodi, Casini, gli umarells dei centri anziani si sono detti d'accordo con il sindaco. Tutti concordano: la legalità è un valore della sinistra, perché le leggi proteggono i più deboli. Senza se e senza ma.

Stamattina però ho letto questa notizia: dal 5 novembre Sirio spento il sabato e per lo shopping di Natale (leggete QUI). A quanto ne so io, Sirio è un sistema di telecontrollo degli accessi al centro storico, usato per far rispettare il divieto di entrata nella ZTL, zona a traffico limitato. E', in altre parole, un mezzo per combattere l'illegalità.

Ma allora devo essere IO che non capisco. Cercate di spiegarmi. Se spengo Sirio è come se dicessi ai cittadini motorizzati: "Entrate pure (illegalmente) in centro, tanto nessuno vi fa la multa". Quindi spegnendo Sirio io fomento l'illegalità. O no? O mi si verrà a raccontare che spegnendo Sirio "i più deboli" sono più tutelati? Sì, sì, i più deboli, quelli col Cayenne e la Mercedes, che vanno a fare shopping di sabato. O forse i più deboli sono i commercianti dell'Ascom, che infatti si sono detti molto soddisfatti del provvedimento. O forse tutti e due.

PS: non mi si dica che sotto Natale - come spiega l'articolo del Carlino - il divieto è sospeso e quindi non è più illegale entrare in centro. Questo è vero, ma il sabato verrà semplicemente spento Sirio, quindi l'obiezione non vale. Tutto si basa su un orrendo qui pro quo: finalmente il sindaco governa Bologna. No. Il sindaco sta attuando perfettamente il metodo Berlusconi: sta facendo delle azioni dimostrative, che hanno un gran impatto mediatico ma che non risolvono nessun problema. Intanto però fanno abboccare tutti gli allocchi criptoleghisti che vivono in questa città davvero sfiorita. Meditate, gente, meditate.

Aggiunta: poiché abbiamo parlato di Bruno Filetti, geniale ma poco noto (al grande pubblico) presidente OGM dell'Ascom bolognese, mettiamo a disposizione dei nostri lettori due preziosi link: il primo raccoglie gli illuminati interventi del presidente Filetti sulle questioni del traffico, di Sirio e del degrado (QUI), il secondo illustra un fantasmagorico progetto che potremmo intitolare Anche tu bottegaio come me, ma a spese del Comune di Porretta, "governato" dal sindaco umarell Sergio Sabatini (QUI). Attendiamo con ansia l'estensione del progetto a Bologna, in modo da poter aprire uno Spettro Store in cui vendere la nostra modestia, diventare ricchi e non essere più invidiosi di quelli col Cayenne.

postato da: PonyLuna alle ore 09:24 | Permalink | commenti (175)
categoria:pony luna
mercoledì, 26 ottobre 2005

LA CITTA' DEGLI STIVALI

Lasciamo i modesti alla loro modestia, lasciamoli per un pò nel loro brodo e nelle loro preoccupazioni sul sindaco e sul futuro di questa città intollerante che mal sopporta i cambiamenti. Ma di cosa parlare allora? Della misteriosa scritta sul muro di Pianoro che si rifà al film l'Odio? Naaa... è un periodo che non ho molto da dire, ma per fortuna mi viene in aiuto il preziosissimo collaboratore Marc Romagna con un discusso post che tanto piacerà ai liceali dello spettro.

Sì, anche a Bologna d'inverno fa freddo. Lo sentono soprattutto le ragazze e si vestono a strati. Le ragazze sono freddolose. Poi hanno sempre mani e piedi gelati, anche d'estate. Torna l'autunnoinverno, nella solita Bologna. Torna la condensa come fumo di sigaretta. I finestrini chiusi. La tazza calda, i giubbotti infiammabili, la fila per chi è in lista ma non c'ha la bazza. Blokbaster che stasera stiamo a casa. E tornano gli stivali. Io mi sa che lo preferisco, l'inverno. Ziiiip: abbassi la cerniera si apre lo stivale. Il collant ne esce un po' sudato, la coscia si libera fragrante calda, fumante, dopo tutta la notte a ballare. Un piede su, l'altro giù unz unz unz. Un piede giù l'altro su, guardate: come quel movimento antico di gambe lisce tornite che pestavano l'uva. Ziiip: apri lo stivale. Collant Filip Matignon velano le cosce più profumose capricciose, delle pratichine avviate, con gambe che cercan di sedersi sulle gambe dell'avvochè. Oppure Pompea, Calzedonia, Sisì. Slogghi più da liceale. O il collant in offerta, della Conad, da fuorisede di Bitonto, acqua, birra e sapone liquido. O il gambaletto. Dimesso, farlotto. Ma che bella polpa che c'è sotto, spesso. O le calze parigine, che già non vanno più: ci vogliono torniture perfette. Sì grazie, ma che centra con Bologna? Lo stivale lo mettono anche a Roma, a Catania. C'è dagli anni Settanta: una grande trovata. Ma p er me è questa qui la vera città dello stivale, la città stivalata. TuTùmp.tùmp.tùmp. L'unica dove le ragazze, quando tornano la notte, le senti risuonare sotto al portico, col tacco, lo stivale. TuTùmp.tùmp. Come puledre lipizzesi. Fai attenzione al tempo che battono: puoi capire se sono appagate, se all'aperitivo è andata bene che "loro lì" le hanno guardate. Se hanno paura e rientrano veloci. Se sono irritate o solo scorate. Se sono in ritardo. Se l'hanno fatto. Allora può essere un TuTùmp molto sicuro. Se proprio ora hanno voglia di farlo: si apre il portone... "Follov mi!". Tùmp.

postato da: maso_ alle ore 12:14 | Permalink | commenti (55)
categoria:maso
martedì, 25 ottobre 2005


- alcune legnate in Piazza Maggiore, dalla foto si evince che erano in pochi -

BOLOGNA E NOCI
(POCHE)

Sarà l'autunno, ma le noci, seppur scarse, cadono anche in Piazza Maggiore.
Gli studenti di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza che si menano con la polizia in Piazza.
Quasi come una volta... qualche centinaio di studenti e una ventina di poliziotti, altre dimensioni, solo modestia.
Uno studente si sente male (noci?) e prontamente viene portato via in ambulanza.
Le noci le pigliano veramente solo alcuni consiglieri rifondaroli che volevano calmare i giovani e si erano messi in mezzo; ma da chi le hanno prese poi?
Il tutto per parlare con Sergio Cofferati, il sindaco, il nemico... oramai uguale (si dice) a Letizia Moratti...
Risultato politico?
Cofferati li riceve tutti nel cortile del Comune (ma non erano centinaia?), strette di mano tra il sindaco e i portavoce degli studenti, e poi si va a casa.
Tutti a casa che è tardi, tranne i sette che hanno preso delle noci, tra cui il rifondarolo Tiziano Loreti segretario della federazione bolognese, che appunto si era messo in mezzo. Quelli vanno al Rizzoli.
Monteventi, vecchio esperto in legnate (dare/prendere) schiva le noci, nonostante si fosse messo in mezzo, e non si fa niente.
L'occhio mi cala a mezz'asta.
Il semisorriso sul volto è un poco bavoso.
Mi viene da dormire.

INNOVARI IV

ADDENDUM OT:
Volevo cancellare il post, che non è gradito a nessuno dei redattori, ma visto che ci sono già 19 commenti non mi pare giusto.
Parlare di questi modesti tafferugli in maniera modesta sullo Spettro mi pareva un argomento e un modo assolutamente da Spettro, ma evidentemente non è (più?) così. In risposta al post ho ricevuto commenti ed email da alcuni redattori  fortemente offesive. Pazienza... :)
Lascio ovviamente la decisione della eventuale cancellazione al gestore dello Spettro della Bolognesità, il buon Maso.
Effettivamente (ancora una volta) non ho rispettato le regole interne del "posting" e me ne scuso con tutti per l'ultima volta.
Vi lascio a proseguire questa interessante esperienza (lo è veramente), che mi ha arricchito in tutti i sensi (non c'è ironia), ma che ha fatto il suo tempo per me, ed io ho fatto il mio tempo per voi e per lo Spettro stesso.
Vi saluto tutti, redattori e lettori, e vi mando un bacio veramente sereno,

Luca Oleastri/INNOVARI Retrofuturo/INNOVARI IV :)

postato da: innovari alle ore 04:00 | Permalink | commenti (151)
categoria:
lunedì, 24 ottobre 2005

JUSTERINI CHI?
radici felsinee nel mondo dello Scotch Whisky

Leggere le etichette delle bottiglie dietro il bancone di un bar è come scorrere l'elenco telefonico; è mai esistito un Jack Daniels, un Johnnie Walker o un Jim Beam?
Chi erano il signor Menabrea e il signor Nastro Azzurro?
Tutti cominciarono da uno spaccio di vino, una piccola distilleria o una birreria; esattamente come il signor Justerini che commerciava vini assieme allo zio in via Petroni a Bologna (dove fino a poco fa c'era Tomassone).

Dice il motto: tira più un pelo di "faiga" che un carro di buoi e Justerini non volle smentire la saggezza popolare.
Si innamorò di una cantante d'opera e quando lei partì in "turnè" a Londra smontò baracca e burattini e la seguì portandosi dietro le ricette dei molti "liquorini" creati dallo zio.
Siamo nella prima metà del XVIII secolo e la situazione che si lascia alle spalle è questa: le cronache narrano che all'epoca a Bologna vi fossero 55 parrocchie, novemila tra monasteri, palazzi e case, 72 mila abitanti e 12 mila porci...
Esatto: 1 porco ogni 6 abitanti!

A Londra continua a commerciare vini; il business prospera e il whisky viene aggiunto ai prodotti distribuiti.
Fino ad allora il whisky faticava a "insidiare" il primato del gin - il distillato nazionale inglese; Justerini ebbe l'intuizione di assemblare diversi tipi di whisky scozzesi di malto, da cui nacque il whisky blended.

Nel 1760 Justerini decide che ha già fatto abbastanza baiocchi e ritorna all'ombra delle Due Torri ma fa in tempo a ricevere dal re Giorgio III il primo degli otto sigilli Reali attribuiti al J&B.
Quando nel 1831 Alfred Brooks rilevò la compagnia, aggiunse il suo cognome a quello di Justerini e l'acronimo J&B divenne il sinonimo di whisky blended nel mondo.

Post dedicato a tutti quelli che credono che Bologna sia solo Montenegro, bevetevi un Whisky&Cola alla mia salute.

La parola d'ordine è J&B: c'è più gusto ad essere BOLOGNESI!

Se cerchi la ricetta per un cocktail con whisky la trovi qui >>
postato da: Chavi alle ore 22:15 | Permalink | commenti (17)
categoria:max bartender
lunedì, 24 ottobre 2005

ALEMANNI RULS

Ecco a voi un articolo scritto dal nostro collaboratore Secchio che ci segnala una preziosa iniziativa della nostra città, ovvero: il corso di dialetto bolognese. Una lingua che sta scomparendo, una lingua sempre in voga tra gli umarells  snobbata dagli aristofrik e bannata dagli arricchiti. Secchio, bolognese doc, ci accompagna nei meandri del Teatro degli Alemanni e ci spiega dettagliatamente una realtà leghésta insaid che forse molti non conoscono. Ma nel 2005 ha ancora senso conoscere il dialetto bolognese o sarebbe forse meglio  iscriversi ad un corso di cinese? Leggete l'articolo di Secchio e fatevi un'idea.

Dopo il successo riscosso dai corsi degli anni precedenti ai quali hanno partecipato centinaia di persone, dal primo dei cinni, all'ultimo degli umarells, sempre al Teatro Alemanni, in via Mazzini, vero tempio del teatro dialettale bolognese, riprende Al Cåurs ed Bulgnais, il corso di dialetto bolognese. Da quest'anno, al solito corso base di primo livello, si affiancherà anche un corso di secondo livello riservato a chi già ha frequentato il primo livello e che di questo sarà la naturale prosecuzione. Al solito, in cattedra ci saranno al Profesåur Roberto Serra (Bertén d Sèra), al Profesåur Invidè Luigi Lepri (Gigén Lîvra), l'amatissimo cantastorie Fausto Carpani (Fàusto Carpàn) e al diretåur didâtic Daniele Vitali (Dagnêl Vitèli).
Quanti lettori e lettrici dello Spettro sanno parlare e leggere e comprendere il dialetto bolognese?
Scommetto davvero pochi, e questo perché oggi nessuno (o pochissimi di noi) ormai sa parlare e, ancor meno, leggere il dialetto bolognese.
E perché ci troviamo in questa situazione?
Forse perché ci vergognamo di parlarlo?
Perché anni fa si diceva che se ti facevi sentire parlare in dialetto facevi la figura del contadino ignorante?
Forse perché il bolognese tipo si vergogna a farsi sentire parlare con la sua S marcata?
E poi magari invece conosciamo tutti i modi di dire (soprattutto quelli scurrili e volgari) romaneschi o napoletani, mentre non sappiamo proprio come mandare qualcuno a cagare in bolognese.
Per cui, Bolognesi, fora i maròn.
Riappropriamoci della nostra lingua.
Perché "la langua an à òs, epur fa rånpr al dòs".

Calzaider
(che in bolognese significa Secchio)

postato da: maso_ alle ore 10:11 | Permalink | commenti (29)
categoria:maso
sabato, 22 ottobre 2005

MERITOCRAZIA SPETTRALE

Alla Perla licenziano, alle officine Sabiem licenziano, alla Ducati licenziano, in qualsiasi posto della vecchia Bologna licenziano, o meglio, licenziano se per caso ti avevano assunto. Meritocrazia... spesso ci si perde in inutili discussioni riempendosi la bocca di questa parola che tanto spaventa i modesti. E poi? E poi non succede mai nulla! Sabato pomeriggio, mi sono svegliato da poco, leggo i commenti ai post precedenti e penso che lo spettro abbia bisogno di novità. Meritocrazia... applichiamola sta benedetta parola e licenziamo chi non è mai stato assunto da nessuno, è facile, lo fanno tutti, perchè non posso farlo pure io? Sarò mica ze last ov ze stronzs? E allora via...zzac, zzzac, seghiamo subito la quaglia, assoldata tra le nostre file poco più di un mese fa (sembrano passati tre anni), ma totalmente inutile. Bel nic neim, la quaglia, fantastico nic neim, niente di più. Adiè. Procediamo... e questo uomodidietro? Che cosa sta apportando? Non posta da mesi, scrive saltuariamente e quando lo fa polemizza sempre, come se non ce ne fossero già abbastanza di persone che fanno casino e si lamentano di tutto, tutti, qualcuno, qualcosa. Via anche lui. Olè. Meno due. Uau, è forse questo il potere del quale parlavano con entusiasmo Zefram Cocren e Ponyluna? Chissà... ma come ho detto prima, c'è bisogno di novità e non si può guardare in faccia nessuno, neutralizziamo il vecchio che avanza da troppo tempo, seghiamo gli umarells! Che si muovano con le loro gambine nel loro discusso blog, che rimangano nel loro orto, non hanno certo bisogno di noi quelli, hanno già chi li ascolta e li asseconda in tutto e per tutto. Addio umarells e addio anche a  Cave, l'ascia della meritocrazia si abbatte anche su di lui che ha postato solo una volta qualcosa di suo che non fosse pubblicità alle sue performans. Niente di personale, solo sana meritocrazia. Per oggi può bastare, c'è bisogno di novità, non accontentiamoci dell'arrivo di Zefram Cocren, urgono nuove voci, nuovi lettori, nuovi collaboratori e perchè no... una redattrice donna.

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giovedì, 20 ottobre 2005
Sgombero


DA BOLOGNA-BOLOGNA A BOLOGNA-TREVISO
(e verso Bologna-Auschwitz, sia ben chiaro)

Prova a pensare di essere una persona (un uomo, una donna, un bambino) che vive in una baracca lungo un fiume di una città straniera perché nessuno ti affitta una casa, e comunque anche se qualcuno te la volesse affittare non potresti permettertela. Prova a pensare di alzarti tutte le mattine alle 5 per andare a fare il muratore senza un contratto, senza una certezza, a farti il culo per tre o quattro euro all’ora in condizioni di lavoro assurde – e se caschi da un ponteggio e muori non gliene frega un cazzo a nessuno, tanto nessuno sa che esisti, non vieni neanche contato nelle statistiche. Prova a pensare di parlare per mesi e mesi con assistenti sociali, politici e operatori per trovare una sistemazione più decente, più degna, con la paura terrificante che ti mandino via, che ti rinchiudano in una prigione, che ti rimandino a… casa? È casa quella che hai lasciato? Non lo sai neanche tu, ma non ci vuoi tornare.

Prova a pensare di essere una persona (un uomo, una donna, un bambino) quando all’alba gira una voce: stanno arrivando le ruspe, stanno venendo a cacciarci via! E allora raccogli quello che riesci a portare in mano e scappi, ti nascondi tra i cespugli, cerchi di non far piangere i bambini, e guardi la polizia che arresta chi è rimasto, che ti sfonda la casa, che carica i tuoi pochi vestiti, scarpe, effetti personali, fotografie, libri – le tre cose che hai e che ti fanno sentire te stesso anche in questa merda di baracca sul Lungoreno – su un camion del rusco. Oppure scappi, non vuoi stare lì, e attraversi la tangenziale a piedi per allontanarti il più possibile da quel posto. E non sai dove andare, perché tutti quelli che ti dovevano aiutare sono lì, impotenti, che ti guardano mentre te ne vai, e non possono farci nulla. Qualcuno ti guarda scappare e urlacchia compiaciuto frasi come: guarda come saltano, sembrano dei canguri!

Prova a pensare di essere una persona (un uomo, una donna, un bambino) quando scende la notte, e sei in giro da un giorno sotto l’acqua, ti devi nascondere, e tanto fa se riesci a trovare un ponte sotto al quale dormire. E pensi che non hai neanche più quel paio di scarpe, quelle fotografie, quella sciarpa, quella maglietta, e l’inverno sta arrivando. Prova a pensare che eri venuto a BOLOGNA perché BOLOGNA è famosa per la sua ospitalità, per il suo essere di sinistra, per essere la città che accoglie tutti. Magari proprio stasera BOLOGNA non ti sembra così accogliente, ma poi hai il tuo bimbo, lo stringi al petto e provi a dormire. Domani è un altro giorno.

PS. Di fianco alle baracche dei rumeni distrutte dalle ruspe, ci sono enormi orti abusivi, interi fabbricati di lamiera e cemento con filo spinato, cani da guardia e cancelli. Sapete di chi sono? Dei nostri cari umarells diessini, compagni di sezione che si arrabattano come possono occupando abusivamente il Lungoreno, rivendendo in nero i prodotti degli orti e affittando le baracche agli immigrati. Strano a dirsi, ma tutti questi orti e fabbricati, per quanto abusivi e "pericolosi" come gli altri, NON SONO STATI TOCCATI DALLE RUSPE. Questa è la legalità del nostro sindaco di merda, del partito di merda e di tutti quelli che ancora lo sostengono.

Aggiunta: poiché ci si chiede CHE FARE? vi segnalo che a Ravenna, ridente cittadina a metà strada tra Bologna e la Duna degli Orsi, la ong Alisei sta portando avanti da tempo dei progetti di AUTOCOSTRUZIONE. Cos'è? Individuato e lottizzato un terreno con l'appoggio dell'amministrazione locale, viene formato un gruppo misto italiani-immigrati che viene guidato da Alisei nella costruzione materiale della propria casa. Contestualmente, attraverso l'intermediazione di Alisei si opera in modo da favorire anche facilitazioni rispetto all'accesso al credito. La peculiarità dell'autocostruzione consiste nel fatto che a costruire sono gli stessi futuri proprietari, che si impegnano a prestare la loro opera manuale per un numero prestabilito di ore, fino al completamento del progetto e che sono ovviamente assistiti e diretti da professionisti e da Organismi di consulenza, cui è affidata la soluzione di tutti i problemi legali e burocratici legati alle pratiche edilizie. Negli anni Sessanta questo accadeva già a Bologna: la casa in cui abita la LaSima, alla Barca, è stata costruita così, come racconta il vicino Cenacchi. I costi vengono abbattuti del 70%. Una casa di 90 mq costa 80mila euro. Utopia? Lo fanno a Ravenna, il sindaco di merda può andarci anche in pullman, se vuole.



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mercoledì, 19 ottobre 2005


BEI TEMPI?

La foto risale al 13 Febbraio 2005, il secondo Blogmeeting dello Spettro.
Io (a destra) ero più grasso di 10 Kg, Maso (al centro) era più sorridente, e Cave (a sinistra) era più sereno.
Quel giorno ho conosciuto PonyLuna, Liz, Emiliana, oradicio, ma c'era anche l'avvocato Tortini (scomparsa?) e altre persone che non si sono fatte + vedere.
Si parlò di tanti progetti: del Format Live, che poi ebbe seguito, della Lista Civica dello Spettro, di un libro sullo Spettro e gli Spettristi, e di tante altre belle cose che poi non ebbero seguito.
Mi sembra siano passati tre anni.
Erano bei tempi?

INNOVARI IV

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mercoledì, 19 ottobre 2005

RADICI FELSINEE NEL WHISKEY IRLANDESE

A Biella Oropa trascorre l'estate una irlandese, Annie Jameson, figlia di un distillatore di whiskey, sposata a Bologna; suo figlio, un giovane di 20 anni, non sa cosa fare durante le giornate noiose. Gli capita fra le mani una rivista dove si spiega il lavoro di Hertz sulla propagazione delle onde. Il ragazzo che ha qualche conoscenza di fisica (non ottenne mai il diploma liceale*) si butta a capofitto in quella lettura......
Scriverà poi,"..... tra quei monti d' Oropa mi venne un'idea fantastica, quell'irradiazione poteva essere aumentata, sviluppata e controllata, e mi parve così tanto elementare che non potevo pensare che altri tanto più maturi e dotti di me non l'avessero mai intuita, partorita la stessa mia idea, invece... era proprio così, nessuno ci aveva mai pensato"

Tornato a casa tenta di farsi ricevere da qualcuno al Ministero delle Poste Italiane per esporre un progetto (e ottenere finanziamenti), ma quelli ridono dietro a questo sbarbo, e non va oltre le portinerie.
La madre intuisce che qualcosa di grosso ci deve pur essere, gli prepara le valige, e lo manda in Inghilterra dai suoi parenti, dove il giovanotto con tanto ardire insiste e si fa ricevere nientemeno che dalla Regina Vittoria, che rimane strabiliata da questo tenace giovanotto.
A Londra nel 1895, aiutato dal cugino Henry, brevetta l'invenzione della radio e fonda la Wireless Telegraph and Signal Company .

E ha fama, subito, clamorosa, in tutti i piu' remoti angoli del mondo, quando per la Regina collega il Palazzo al panfilo Reale dove si trova malato il figlio della regina, Edoardo.
Fa poi una grande dimostrazione a Salisbury su una distanza di quattro chilometri e a 25 anni diventa ancora più audace, il 12-12-1901 a Poldhu, fa il grande balzo, collega l'Inghilterra all'America.
Nel 1903 cinquanta piroscafi inglesi istallano a bordo il telegrafo di Marconi, e due anni dopo sempre utilizzando Poldhu, la Marina inglese lo installa sulle sue unità da guerra mantenendosi così in costante contatto con le proprie navi nei vari porti d'Europa.

*Ma come, Guglielmo Marconi, Nobel per la fisica non era laureato?
NO!
Nemmeno andò mai a lezione da Augusto Righi, come in molti continuano erroneamente a dire.
Marconi fu sempre poco interessato al lato teorico delle cose; se avesse seguito le idee dominanti non si sarebbe mai cimentato nell'impresa di tentare la comunicazione transoceanica, ritenuta, prima di lui, impossibile.

È il momento di chiudere questo post altrimenti divento prolisso quindi

Due ultime osservazioni:

1) Se Marconi avesse fatto l'università e seguito le idee dominanti, avrebbe ottenuto gli stessi successi?
2) Bologna e i bolognesi sempre a vantarsi di aver dato i natali a Marconi ma se non ci fossero stati i soldini dei cugini distillatori di whiskey, col piffero che sarebbe riuscito....

Max Bartender

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lunedì, 17 ottobre 2005

LE PRIMARIE A BOLOGNA

Mentre tutti i giornali riempivano le pagine bianche del lunedì con articoli sportivi e politici, lo spettro, coraggiosamente, pubblicava un discusso articolo di Zefram Cocren inzuppato di disagio sociale, mancanza di lavoro, mancanza di donne, mancanza... Ma la dura legge dell'enterteinment impiegatizio voleva che si parlasse di altro: delle primarie. Okei, allora ne parliamo partendo da alcuni fondamenttali interrogativi tipo:

- le primarie sono state un grande successo?
- le primarie sono un'americanata?
- le primarie sono state una gran cagata?
- okei... e adesso?
- ...


Ancora una volta la nostra città è stata una delle più lige al dovere, gli umarells si sono mobilitati in massa, hanno fatto numero come solo loro e le zdaure sanno fare e nella giornata di ieri hanno deciso le sorti del futuro dell'opposizione, un'opposizione che sarà guidata da un noto fuorisede che abita a Bologna da tanti anni. Gioia e tripudio, allora! Yu uh. Dopo il successo planetario di Grisham, Bologna ruls enazer taim.

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lunedì, 17 ottobre 2005

 

ZEFRAM COCREN

Venerdì pomeriggio ero seduto dalle parti di Palazzo della Mercanzia e sono stato avvicinato da Zefram Cocren, nuovo collaboratore dello spettro della bolognesità. Zefram mi ha pregato di pubblicare la sua discussa lettera di vita vissuta. Un modesto che era insieme a Zefram, deridendolo, gli ha chiesto: "Ti pagano per scrivere?". Che domande. No. Donne e denaro in un'inquietante Bologna accessibile a pochi, ai soliti noti, ecco di cosa ci parla Zefram...  buona lettura.

Mi sono rotto i coglioni, sono disoccupato, laureato, dove mi giro vedo solo idioti che guadagnano 2000-3000 euro al mese. Sono tagliato fuori dalla torta... ho traghettato il veciun nel 1999, questa è la sua riconoscenza? E' grazie allo spettro, la vera radio radicale di Bologna, degli spostati di Bologna, che ho un po' di voce e ho meno peso... Vi ricordate negli anni 90 radio radicale apriva la segreteria telefonica ad ogn forma libera di pensiero e di non pensiero, forza roma, forza lazio, ve rompo el culo, voi siete come loro... E' grazie ai miei sogni notturni che pensando alla vostra lucida e iillucida follia che ho perso 80 kili ,che ho conosciuto i piaceri del sesso per la prima volta nella mia vita...ma questa è un'altra storia...
Bologna,luogo di mediazione politica fra grandi interessi. In questi 6 mesi di disoccupazione ho fatto circa 50 colloqui, ma tutti mi hanno risposto picche Perche' sono un idiota? Non credo, perlomeno se lo sono, lo sono anche altri, col posto fisso... Ho amici a Londra, a Madrid, a Big Apple e tutti trovano lavoro in 3 giorni... Molti parlano, ma quando parlerò io saranno tutti costretti ad andare a pulire i cessi in via del pratelo, perche' napoleon quando parla non ha freni.... Capitolo figa... Era ora nel febbraio di quest'anno ho avuto la mia teologia della liberazione, la teologia del sesso, liberandomi finalmente da ogni antilibertinaggio ipocondriaco ed è stato bello,bellissimo, ma è finita dopo quattro mesi perche' come tutte le donne di questo pianeta è indecisa,assolutamente femminina, e anche, nonostante sia master of the sex piena di quelle vergogne cattoliche tipiche della sua zona... Lancio un appello a chi legge lo spettro, voglio lavoro e figa, figa e lavoro sono simpatico e m'impegno...

Zefram Cocren

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venerdì, 14 ottobre 2005

OPPORTUNITA' PER GIOVANI OCCUPATI

Il tempo passa, i passatempi e si fanno progetti per il futuro, ci si identifica con il proprio lavoro, con la propria azienda e sempre più frequentemente, anche nella rassicurante Bologna succedono episodi spiacevoli, tipo che alla Perla vogliono sbattere a casa tante persone e anche alla Sabiem non se la passano mica tanto bene, come del resto alla Ducati tira ciclicamente un pochino di brutta aria. Oltre allo spettro della bolognesità, si aggira lo spettro della cassa integrazione, una vera e propria manna per I GIOVANI DI BELLE SPERANZE INSODDISFATTI DEL PROPRIO PRESENTE FUTURO PASSATO, ma indubbiamente una sciagura per arrivisti, arrivati, amanti del sacrificio, mutuo/prole dipendenti, indebitati cronici e adoratori di bisogni indotti. Ragazzi occupati senza eccessivo bisogno di lavarorare alle prese con mega aziende in crisi questo post è dedicato solo a voi, state per fare tredici e vi dedichiamo una storia vera piena di speranza per un nulla migliore:

A 25 anni, ai tempi della old economi e del mito del posto fisso ebbi un'enorme gran botta di culo. Lavoravo in una grande azienda dove prostituivo il mio preziosissimo tempo in cambio di un salario. Facevo un inutile lavoro come contabile che avrebbe potuto farlo chiunque, ma purtroppo il privilegio ce l'avevo io e me lo tenevo pure stretto. A causa della mia insana abilità nell'ottimizzare le procedure, il lavoro che i miei colleghi svolgevano in un mese io lo facevo in poche ore con il risultato che ci facevo pure la figura di quello che non combinava un cxxxx. Alle fotocopie ed obsolete macchine da scrivere munite di carta carbone io rispondevo con rudimentali stampanti laser, maicrosof uord e lotus 123, poi l'avvento di exsell ridusse drasticamente il già blando carico di lavoro. Per alcuni non fare nulla ed essere pagati era il massimo della vita, per me invece era solo una perdita di tempo ed un continuo guardare l'orologio in attesa delle 17.30, l'ora della puntualissima timbrata. Non si poteva andare avanti così e così non si andò avanti. Fortunatamente la ditta fallì e siccome era molto grande mi misero in cassa integrazione, anzi chiesi io di essere messo in quella condizione di privilegio. Unmilioneduecentomilalire al mese ed avere tutta la giornata libera da dedicare a me stesso con la possibilità di rifiutare tutti i lavori che mi venivano proposti (la paga sarebbe stata di trecentomilalire in più). La bazza durò tre anni e so che non mi capiterà mai più. Se per caso lavorate in una ditta enorme, tenete duro. prima o poi anche a voi potrebbe capitarvi una bazza simile.

Cristiano Effe di Bologna

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giovedì, 13 ottobre 2005

L'Omarino è fra noi
Nella foto: da questa puntata un nuovo amico, l’OMARINO,
ci accompagnerà nella magica Bologna di John Grisham.



ZE BIGNHAM
CAPITOLO TREDICESIMO

Dove il Broker ha un incontro ravvicinato di terzo tipo con un umarell.

Marco Lazzeri ed Ermanno escono per una nuova lezione itinerante, e il maestro obbliga l’allievo a parlare con un vigile, un barista e uno scortesissimo umarell, che lo tratta a pesci in faccia dimostrando ancora una volta quanto ci sia bisogno di progetti di RINGIOVANIMENTO in questa città. In piazza Verdi c’è una manifestazione politica di no global contro la Banca Mondiale, con un concerto del noto artista politicamente impegnato Guido Foddis. Il Broker inorridisce e pensa ai bei tempi, quando la Banca Mondiale non era che una voce a piè di pagina nel suo registro delle mazzette quotidiane.

Incontrano Luigi e vanno a pranzo al ristorante Testerino (mai sintò), dove Lazzeri impara finalmente la fondamentale distinzione tra tortellini e tortelloni e poi se ne va solo soletto a Giurisprudenza a cercare l’amico Rudolph, al quale lascia un biglietto. Mentre Lazzeri, stanchissimo, si mangia un gelatino con Fede Poggipollini, Luigi incontra un orrendo agente CIA che "nono sorride mai" al quale mostra l’appartamento in cui trasferirà l’uomodidietro, via Fondazza 112. Controllano le microspie e le telecamere, si fanno una bella risata e il capitolo si chiude.

Dev’essere: «La strada era piena di biciclette, il mezzo di locomozione preferito» (p. 126).

Frase da pronunciare in presenza di umarells: «Il vecchio si voltò a guardarlo, senza nemmeno abbozzare il “Buongiorno” di prammatica. E per un attimo Marco temette che stesse per dargli una bastonata in testa» (p. 125).

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mercoledì, 12 ottobre 2005

I DISCUSSI LAVAVETRI

E anche sullo spettro è arrivato il momento di parlare dei discussi lavavetri in questi giorni presi di mira dal signor Gaetano. Mi dispiace, ma sono costretto a farlo. Da mesi giaceva nel mio discusso ard disk questa discussa foto di integrazione totale, una foto scattata di comune accordo con il cordiale lavavetri che si trova tutte le sere a Porta San Donato, l'unico che ha avuto il coraggio di farmi notare che il parabrezza del mio scuuuter faceva schifo e aveva bisogno di una lavata. "Ok, hai ragione... però io ti faccio una foto e la pubblico sullo spettro" gli ho detto... e lui mi ha sorriso, ha accettato ed ha incassato un euro, millenovecentotrentasei virgola ventisette lire. Bei tempi, era il 16 maggio 2005, nessuno si immaginava che questa utilissima professione venisse messa al bando, nessuno si immaginava questo: il sindaco di Bologna ce l'ha con i lavavetri! Pazzesco, diranno i soliti idealisti disillusi e lo dico pure io pazzesco! Da Cofferati mi aspettavo di più, non credevo che si limitasse a dire frasi di facile presa sugli umarells tipo: "Alcuni lavavetri vanno cacciati e multati perchè danno fastidio e sono agggressivi!!!", dal primo cittadino mi aspettavo una proposta concreta in linea con il pensiero lego-comunesta della città, tipo: cacciamo via i lavavetri e assumiamo a tempo indeterminato (non co.co.pro, vere e proprie assunzioni) lavavetri bolognesi da collocare nei principali incroci della città! Niente di tutto ciò e adesso anche per i lavavetri si prospettano tempi duri.

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martedì, 11 ottobre 2005

scoooooooop
Nella foto: Lo SCOOP di Marco (non Lazzeri).
Come potete vedere
, dalla copertina italiana
sono stati sapientemente cancellati
i DISCUSSI CARTELLI STRADALI.
Quale mistero si cela sotto questo orrendo abuso?


ZE BIGNHAM
CAPITOLI UNDICESIMO E DODICESIMO

Dove Critz ci lascia e scopriamo che il Broker è un vicino di Maso

A Langley, Virginia, il capo paralitico della CIA si è scocciato dell’attivismo telefonico di Critz, che sta sempre alla ricerca dell’uomodidietro, e lo fa “neutralizzare” in ventiquattr’ore nonostante sia un cittadino americano. Marco Lazzeri arriva finalmente a Bologna e si sistema in una topaia in via san Donato. Non che Ermanno se la passi meglio, e i primi pasti nella nostra bella città sono da dimenticare – eh già, sono le fiere che hanno rovinato la ristorazione a Bologna.

E qui, Lazzeri si lascia scappare un “preferivo Treviso” assai presago.


Nella sua prima passeggiatina per via Irnerio (l’unica via priva di “marciapiedi secolari”, come invece scrive l’Autore….), il sacrilego Marco si ferma al bar Fontana, prende un caffè con Federico Poggipollini, dà una sniffatina alla "tabacchiera" di Lapo Elkann e conosce Rudolph, un grasso e barbuto giurista comunista emigrato a Bologna venticinque anni prima in seguito a persecuzioni politiche in Texas. Ora, non che Backman sia particolarmente comunista, e lo dice, ma il ciccione è troppo impegnato a mangiare per farsi distrarre dalla politica. Spiega al nostro Broker che Bologna – la culla del comunismo italiano – è detta la dotta, la rossa e la grassa, e che più mangi meglio è. Il perplesso Lazzeri continua i suoi studi di italiano e comincia una lunga tradizione di lezioni itineranti con Ermanno nella parte del Domenico Medori di turno. Ormai ci siamo.

Frase sprezzante da usare per insultare compagni non ancora disillusi (tipo Pablo): «Un eccentrico, un disadattato, un maturo comunista che aveva trovato una vita migliore in un’altra realtà» (p. 121).


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martedì, 11 ottobre 2005

NO AI TUPÀZZ® IN P.ZZA VERDI

La misura è colma?
I primi segnali stanno arrivando, basterà?
Bologna ha paura?
La zona universitaria è davvero così sporca e invivibile?

Ormai le nostre orecchie hanno fatto il callo alla domanda: "fumo ragazzi?", non è piacevole ma come tutti sanno lo Spettro è a favore della liberalizzazione di tutte le sostanze psicotrope - specie quelle pesanti - per velocizzare il processo di selezione naturale, quindi è un sacrificio che accettiamo volentieri.
Ma il degrado non si manifesta solo attraverso i puscier, un'altro è il fenomeno di cui vorrei parlare:
ti serve una bici per muoverti in centro o per fare il giro d'Italia?
Cerca un tupàzz®, gli passi 30€ l'affare è fatto!
Anche questo è degrado e per bloccare questo sporco traffico c'è un solo modo: combatterlo con le stesse armi!
Ecco che fare:

» Recatevi presso una stazione dei Carabinieri o un comando di Polizia e presentate denuncia per il furto di una muntan-baik super ammortizzata di colore grigio* e tenetela sempre nel portafoglio.
» Andate in zona universitaria e studiate tutti quelli che passano su una muntan-baik.
Se siete con amici fermate un tupàzz®, se siete soli meglio una matricola nerd.
La frase magica da urlare è: "dove l'hai presa questa bici?"
Se la risposta è "perchè?" è fatta!
Tirate fuori dal portafoglio la denuncia e senza mai dargliela in mano* (in ogni caso il colore grigio passa inosservato, specie se è riverniciata) dite che la bici è vostra; per rendere la cosa più credibile indicate il primo graffio che vedete sul telaio e dite che l'avete fatto con le chiavi di casa.
A meno che non sia veramente dello studente o del tupàzz® (assai improbabile), vi cuccate una bici agratis con cui fare ottime scampagnate domenicali (presto il Primo blog ciclo-raduno mondiale) e contribuirete a togliere dal mercato merce rubata.

Ormai tutte le pratichine di studi legali avranno già pigiato il pulsante commenti per dirmi che rispondo all'illegalità con un atto altrettanto illegale.......E ALLORA?

Con la liberalizzazione delle droghe pesanti togliamo i tossicodipendenti dalla strada e contemporaneamente aiutiamo le forze dell'ordine sequestrando biciclette che contribuirebbero ad ingrassare le tasche della microcriminalità.
E VI PARE POCO?

Questa è la mia opinione e io la condivido
postato da: Chavi alle ore 12:47 | Permalink | commenti (118)
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domenica, 09 ottobre 2005

 

BOLOGNA E I GHEI

Non ne abbiamo mai parlato, ma ogni tanto sullo Spettro fanno ancora capolino i soliti commenti omofobi... com'è possibile? Siuamo nel 2005? Tutto è possibile, tutto è accettabile, modernizziamoci, i media parlano continuamente di omosessualità, i ghei sono accettatissimi dalle masse abuliche, non aver avuto esperienze con persone dello stesso sesso fa sentire un pò in colpa i modesti eterosessuali catodici, ma la strada dell'accettazione totale è ancora lunga e tortuosa. Perchè? Bologna è conosciuta come una città tollerante, gli omosessuali gestiscono una bella fetta di ciò che si fregia dell'ambitissima parola cultura, dispongono di locali del calibro della Salara, pubblicano il patinato giornalino bimestrale CASSERO, hanno un bellissimo sito, le mamme li adorano, ma  cosa c'è che non va? C'è che adesso si vogliono sposare. Mentre gli eterosessuali bolognesi non si sposano più perchè considerato aut, gli omosessuali non si accontentano più della convivenza. Perchè? Mentre gli eterosessuali bolognesi decidono di riprodursi senza necessariamente sposarsi (sapendo che tra l'altro è conveniente avere figli al fuori dal matrimonio così si paga mano l'asilo e soprattutto, il figlio viene accettato dall'asilo affollato), gli omosessuali si vogliono sposare e adottare un bambino (decisione raramente pensata da una coppia di etero). Perchè? C'è molta confusione, interessante, la confusione è il nemico numero uno della modestia e a differenza di quest'ultima, ha il potere di produrre i cambiamenti. Forza ghei, Bologna e le mamme bolognesi sono con voi, nemici numero uno la chiesa e TUTTI gli umarells (nessuna distinzione destra e sinistra, gli umarells totali), sarà dura, ma tra qualche decennio ce la farete alla faccia di Arabia Saudita, Egitto,Libia, Siria e Yemen dove per il vostro "reato" sono previste frustate, lavori forzati e anni di reclusione.

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venerdì, 07 ottobre 2005

Astolfi e Santonastaso
Nella foto: Carla Astolfi e Pippo Santonastaso, star de Gli Ultimi


IL FILM PIU' SPETTRISTA DEL MONDO
(ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale)

Mentre infuria la battaglia tra Grisham e Galassi per il controllo delle labili menti degli spettristi, e non solo delle loro, mi svacco sul divano e insieme all'agente K mi gusto i 30 minuti del corto di Riccardo Marchesini dal titolo Gli ultimi. Narra, il film, di un pugno di comunisti di oggi eppure di una volta che decidono di organizzare la prima Festa de l'Unità a Vadolo, paesino (immaginario?) della bassa emiliana. Il cast sembra un all star della quintessenza (degli spettri) della bolognesità: la regina del dialetto Carla Astolfi, Vito, Pippo Santonastaso, Eraldo Turra (il gemello Ruggeri grasso, ormai attempatello), e poi Umberto Bortolani, Orsetta Borghero e l'amico Ludovico Bonora. Se volete vedere lo Spettro della bolognesità in actu procuratevi questo ottimo film e godete. E rispondete alla mia domanda, davvero preoccupante:

Com'è possibile che ci siano delle persone che sono al 100% bolognesi e fasciste allo stesso tempo?
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giovedì, 06 ottobre 2005



Nella foto: una suggestiva reinterpretazione
dell'antipasto preferito dal Broker


ZE BIGNHAM
CAPITOLI NONO E DECIMO

Dove finalmente vediamo la fine del tunnel e il casello di Bologna

Durante la seconda lezione di italiano, lo scaltrissimo Lazzeri accusa Ermanno di non essere uno studente. Il furbo italiano gli mostra la sua iscrizione all’Università di… Bologna!!! Attenzione, ci siamo – quasi. Va detto che le accuse di Lazzeri – non vai a lezione, non studi mai – non sono particolarmente discriminanti, trattandosi di studente italiano. Comunque. Luigi manda luomodidietro a mangiare da solo in un posto bazza dove finalmente si deve un po’ sbattere per ordinare da solo il pasto. Niente pane e olio, oggi, ma un modesto panino con prosciutto e formaggio e una Coca-Cola. Lazzeri si gode un po’ la balotta, ma non capisce ancora un accidente di italiano.

Il mitico Critz, per prendersi i soldini promessigli, si mette a far telefonate a destra e a manca, e lo boccheggiano subito. È per questo che a Langley, Virginia, quartier generale della CIA, il paralitico decide di inculare Critz e di far prendere a Lazzeri un bello spaghetto. Immediatamente istruito, Luigi arriva come un ossesso e dice a Lazzeri che se ne devono andare al più presto. Partono nella notte, superano Padova, mangiano una pizza non meglio identificata e vanno a dormire a pochi chilometri da Bologna!

Frase da pronunciare quando si è in vena di cliché: «Cara, vecchia Coca-Cola, che si chiama allo stesso modo in tutte le lingue» (p. 90).

Lo spettro della grishamità: «Mettersi in fila per ordinare non creava problemi, anche se gli italiani sembravano avere qualche difficoltà ad accettare la regola che prevede una persona dietro l’altra. Negli Stati Uniti in una situazione del genere sarebbero volate tra i clienti parole grosse» (p. 91).

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mercoledì, 05 ottobre 2005

PRIMARIE BOLOGNESI
UN DISCUSSO POST POLITICO

Tutti parlano delle primarie, ma ben pochi hanno capito cosa sono le primarie, come si vota alle primarie, quanto costa votare alle primarie, dove si vota alle primarie, cosa servono le primarie e non sarà certo questo blog a cercare di spiegarvelo: andate su Google e fate le vostre ricerche. In bocca al lupo! Alcuni giorni fa, in redasione è arrivata una discussa imeil di uno che qui a Bologna si candida alle primarie e siccome io e lui ci conosciamo dall'asilo, possiamo affermare che quest'uomo ha le bazze e pubblichiamo quello che ci ha scritto. La politica è anche questo, bazze e mass media. Buon appetito e soprattutto, buona ciatt!

Perche’ mi candido.
Mi candido perche’ il centro destra cosi come l’ho vissuto è un insieme di Grandi famiglie e ha perso i contatti con il suo popolo e si è arroccato in piccole lobby senza simpatia e senza umanità…
Il mio obiettivo è quello di dare una nuova dimensione, prima umana e poi organizzativa alla sua forma reale..
Dare vita a nuove dimensioni umane, a forme liberali del convivio umano, con sperimentazione di neo falansteri e di agora di discussione per la partecipazione alla vita partecipativa del mondo reale e dei sogni del 1994…quella rivoluzione liberale, libertaria e liberista che è stata cassata dai burocrati partitocratrici …
La flessibilità deve essere anche una forma umana, no ai pacs perché offensiva, ma piena e accettata pienezza di diritti per coppie di fatto, studenti e lavoratori conviventi, lesbiche, omosessuali di ogni genere …
Questo è liberismo, questo è liberazione totale della società italiana, nuova solidarietà tra individui ed espressione di un nuovo dna societario e di una comunità d’intenti fra individui che si definiscono cogenti e solidali, ma che alla prova dei fatti sono strumenti di quel cattolicissimo strumento che è la normazione di ogni evento umano.. questo è il centro destra attuale, non quello che i sognatori e gli uomini di libertà come me si erano posti nel 94…. la e le liberazioni degli individui dalla schiavitù normative e dalle supermediazioni burocratiche, questa è la tragica realta’ se non la patente a punti, l’alleanza con Putin, insomma il neo mastellismo di ritorno e non una supplisyde economy, che non è come disse Bush senior la “vodoo economy” ma è la liberazione degli individui da schiavitu’ di ogni genere...
Liberiamo gli individui da catene e schiavitù delle leggi fatte da burocrati che si riescono a capire fra di loro e diamo voce alla parte sana della società italiana e massima solidarietà.
Fra individui che lottano per gudagnare, quando va bene, miseri euro 1000 al mese solo perchè ci sono tanti nonnetti nullafacenti che non vogliono pensionarsi e che guadagnando il doppio di loro hanno anche diritto alla pensione, liberiamo le aziende, gli individui e la società da questo fardello e liberiamo i giovani dal vincolo delle corporazioni...
Tutto questo lo dedico al piu’ presidente americano esistito Ronald Reagan che sconfisse l’impero del male, noi dobbiamo sconfiggere l’immobilismo economico e culturale

Federico Galassi

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mercoledì, 05 ottobre 2005

UNHIP RECORDS

Capita spesso, complice il clima uggioso, di cadere nell’equivoco e pensare: "Ho finito la droga. Con i pusher di strada non voglio averci a che fare. Non resta che attendere il ritorno di Magnificentio da Milano". Quando il panorama mentale è questo, è probabile che vi sveglierete dal torpore mattutino con una inconsolabile erezione e pesanti pregiudizi sulla Vita.
Ad esempio la vostra, sensescion fin troppo consueta, vi appare una statica e olente merda. Oppure un groviglio di insoddisfazioni. Ma poi il cellulare squilla, e la voce torrida di buoni propositi di Magnificentio vi raggiunge come una salvezza insperata. C’è da correre a casa sua, sì, e prima fare un bancomat, ma cosa volete che sia, di fronte al Paradiso Quotidiano? Adesso state bene. Siete a posto, carichissimi e grati a Magnificentio che ha accettato ancora una volta il vostro denaro schifo, nipote del denaro che vostra nonna succhia ai fuorisede teramani annidati nei suoi quattro appartamenti in via Marsala. Così riconciliati con il mondo, potete accendere il computer e attendere l’accordo d’organo che segnala lo scaricamento avvenuto della posta. In giornate del genere è bello ricevere notizie dagli amici, e quando l’amico è Jovanni Gandolphi, diventa difficile tenere a bada la gioia. Settimanalmente, Jovanni bombarda le caselle bolognesi con le ultimissime notizie dalla sua fucina Unhip records, che nonostante il logo in stile idiotista e nessuna attenzione all’immagine sembra andare incontro a magnifiche e progressive fortune. Così sei lieto di tuffarti per l’ennesima volta fra le righe di Jovanni, un uomo per cui l’inessenziale non costituisce una minaccia, né il pericolo un freno: con l’abituale tono confidenziale da bancone, vi racconterà che i Disco Drive sono in città in compagnia d’un porcellino di terracotta per un Self-benefit dopo un grave furto subito. Oppure che Mike Patton è nel suo catalogo con un oggettino imperdibile. O che i Settlefish sono proprio quello di cui la musica mondiale aveva bisogno in questo momento. Mica cazzi. Ti fa sentire a casa, Jovanni, perché è l’uomo che saresti voluto diventare: un industriale discografico da cameretta, un maledetto esterofilo e un discreto faro per la cultura alernativa del Terzo Millennio. Adesso che anche Rumore (tramite l’amico Arturo) parla di lui, fingere di conoscerlo è un imperativo morale.
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Per maggiori info sugli strampalati progetti post-rock di Jovanni, il catalogo Unhip e le serate alcoliche ove regna in qualità di amabile giocoliere dei dischi, http://www.unhiprecords.com

postato da: il_cinno_dei_brustulli alle ore 11:50 | Permalink | commenti (20)
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martedì, 04 ottobre 2005

SAN PETRONIO

Piove, ma chi se ne frega, perchè per la maggior parte dei lavoratori incuranti del PIL che non si rizza, l'importante è starsene a casa un giorno in più e perchè no... fare il ponte. Totale quattro giorni. Ma quale ponte? Si, il ponte del 4 ottobre, perchè oggi, mentre l'Italia che lavora guarda il calendario e legge che il santo del giorno è San Francesco, a Bologna si festeggia San Petronio. Alzi la mano chi, senza andare a gurdare su Guggolll, sa qualcosa di San Petronio. Di lui so che era un Papa, che la sua statua è stata messa sotto le due torri qualche anno fa dalla giunta precedente e questa installazione, unita al semaforo pedonale che dal Roxy Bar come le star conduce a Feltrinelli, ha suscitato polemiche a raffica. Per chi non lo sapesse, oggi a Bologna è un giorno festivo e se vi capita di andare in centro, per tutto il giorno si festeggerà con mongolfiere, concerti, spettacoli (c' anche il discusso Romano Danielli che interpreta Balanzone) ed alla fine della fiera: spettacolo pirotecnico. Auguri a tutti allora e se in vita vostra avete mai conosciuto qualcuno che si chiama Petronio, fatecelo sapere.

postato da: maso_ alle ore 10:28 | Permalink | commenti (41)
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lunedì, 03 ottobre 2005

Canali trevigiani
Nella foto: una suggestiva immagine di Treviso
(abbiate pazienza, ormai ci siamo)



ZE BIGNHAM
CAPITOLI SETTIMO E OTTAVO

Dove abbiamo l’occasione di ripassare un po’ di lessico italiano

Allora, ricapitoliamo per chi non è stato attento. Tale Backman, detto anche luomodidietro, era in galera da sei anni per aver cercato di vendere ai sauditi JAM, un software craccato che permette di controllare un sistema satellitare segreto di proprietà dei cinesi. Il capo paralitico della CIA convince il Presidente uscente a dargli la grazia, di modo che quando qualche spia cattiva cercherà poi di ammazzarlo la CIA potrà raccogliere qualche informazione. Backman viene ribattezzato Lazzeri (alzati e cammina) e viene portato a spasso per l’Italia – in realtà non si muove da Treviso. Intanto a Washington…

L’avvocato Pratt incontra il giornalista Sandberg (46 anni) e, tra una vodka e una slumata al culo di un fighino biondo (19 anni), discutono del destino de luomodidietro, anche se con poca convinzione, epperò ci permettono di fare un po’ il punto nell’intricata (?) vicenda. Sandberg preferisce la birra e le more, a quanto capisco. Preferenza condivisa dal buon Critz (ricordate chi è?), che in un pubbettino di Londra viene avvicinato da un marinaio coi DENTI MARCI, il quale gli propone molti soldi in cambio di informazioni su Backman. Tremebondo, Critz accetta, credo.

In prigione Lazzeri dormiva un casino, ma a Treviso ci sono troppe cose da fare, quindi si sveglia presto e comincia a studiare l’italiano. Impara un tot di parole utilissime, tipo nonno, quadro, sofà, orologio, soffitto, carta igienica, pòggi e pòllini. Va a cena con Luigi alla Trattoria del Monte, ma il suo amichetto non gli dice chi è. In compenso gli spiega che al ristorante dopo gli antipasti si mangia il primo, e poi il secondo con il contorno, ma i dolci no perché sono confezionati. Choc di Lazzeri, che non sa più a che santo votarsi. Luomodidietro ordina un caffé notturno e si presenta alla lezione di italiano che ne sa a pacchi. Ha imparato anche trapunta, radio e pavimento.

Interrogativi epocali: «Come si fa a sopravvivere senza caffé forte?» (p. 79).

Menù del secondo pasto (in ordine di apparizione): fiasco di rosso, pane tocciato nell’olio (!), antipasto all’italiana, risotto ai funghi e fiorentina (infatti il cuoco è di Siena).


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domenica, 02 ottobre 2005

NUTIZIERI BULGNEIS

Ogni città ha le televisioni locali che si merita. Inizia qui il nostro viaggio televisivo che con cadenza random, parlerà di cosa ci propone il discusso tubo catodico bolognese. Scagli il primo giarone chi non ha mai visto Al nutizièri bulgnèis. Scagli il secondo giarone chi non ha mai pensato che tristazza! Nella scarna scenografia da tigi, Romano Danielli ed Ettore Pancaldi conducono senza entusiasmo una trasmissione mortifera di matrice leghista in dialetto bolognese, targhettizzata ad un pubblico di zdaure. Esilaranti battute che andavano per la maggiore nei primi anni del dopoguerra vengono snocciolate senza particolare convinzione e l'apice della modestia ce lo regala il burattino Sandrone (animato e doppiato dallo stesso Danielli) che con i suoi interventi riesce nella difficile impresa di divertire meno delle gheg di Luca Laurenti sulle reti Mediaset. Una Bologna che non esiste più da almeno quaranta anni viene proposta ad una elittt di telespettatori datati, uno dei pochi format televisivi in cui è evidente che i conduttori non si divertono neppure loro, una mezz'ora lunghissima ed un tirare avanti fino al momento della promozione del palinsesto del teatro dialettale, unico nobile scopo del programma, di sicuro molto più divertente e culturale di questa rappresentazione della vecchiaia in televisione, come se non bastasse l'Isola dei Famosi.

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domenica, 02 ottobre 2005

LA COPERTINA DEL LIBRO DI GRISHAM

In attesa di nuovi entusasmanti capitoli del Bignham, pubblichiamo volentieri lo scuuup del fido collaboratore Piluto che nel lontano Febbraio 2005 scoprì il luogo in cui è stata scattata la discussa foto della copertina del discusso libro che dovrebbe far decollare una volta per tutte il turismo bolognese. La foto ritrae l'incrocio tra Via Marsala e Via Zamboni ripresa da quest'ultima, l'unica cosa che non quadra è il cartello di senso unico che appare nella copertina del libro.

Via Marsala è mai stata percorribile in quel senso?
E' forse questo l'inquietante mistero su cui si basa il thriller?

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