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lunedì, 31 ottobre 2005



Nella foto: Altero in via Indipendenza



ALTERO, PIZZA SOPRAFFINA

Volevo scrivere un post sul Coffy e i centri sociali, ma devo dire di non aver ancora capito bene, quindi mi astengo. Propongo invece una recensione (adesso ricominciamo anche con quelle) perché l'inverno arriva e non ci vogliamo trovare scoperti.

Tra i grandi locali bolognesi spicca per qualità, simpatia e perseveranza la mitica pizzeria Altero, vera e propria colonna della bolognesità. Prima che pizzaltaglio, krokmessiè, kebab, falafel e altre diavolerie forestiere invadessero la zona universitaria, Altero si stagliava solitario, dal 1957, su via Indipendenza e via Ugo Bassi, in due punti strategici del pomeriggio bolognese. Un tempo la gamma delle pizze era assai più ristretta rispetto all’oggi, e la margherita singola piegata su se stessa – con la sua pasta alta e soffice, la mozzarella che si raccoglieva sul fondo del cartoccio (e che andava poi finita a mano), il pomodoro saporito, il magico origano – era un vero e proprio miraggio per noi barcaiuoli che al sabato pomeriggio prendevamo l’autobus per andare in centro.

Altero, tra l’altro, è uno dei pochi posti in centro a servire ancora oggi la spuma al bicchiere (cedro e chinotto). Una differenza fondamentale tra i due Alteri è che in via Ugo Bassi sono sempre polleggiatissimi, mentre in via Indipendenza sono skizzati. Il primo è anche frequentato da una fauna più interessante, etologicamente parlando, del secondo. Per me poi, Altero è fondamentale, perché è il primo locale in assoluto di cui io abbia ricordo. Avrò avuto sei anni, non di più, e mio papà mi portò all’Altero in via Indipendenza a mangiare una pizza, dicendomi: «Questa pizza è buona, ma il locale è malfamato». Io mi sentii molto eroico, e il giorno dopo scrissi in un tema, ero in prima elementare: «Ieri sera ho mangiato la pizza malfamata». Altero ha filiali in viale Ceccarini, Riccione (aperto tutto l’anno), a Piacenza e addirittura su Internet!
postato da: PonyLuna alle ore 14:18 | Permalink | commenti (78)
categoria:pony luna
venerdì, 28 ottobre 2005

Le foto del candidato con un volto

IL CANDIDATO CON UN VOLTO

Prima uscita ufficiale ieri sera per il candidato sindaco della lista civica dello Spettro.
Ottima la scelta della "lochescion" - un pabbb in via del Pratello, per un battesimo in mezzo ai problemi della città - anche se questo ha provocato qualche malumore tra i colonnelli del partito che avrebbero preferito il circolo della caccia.

Accoglienza un po' freddina della ggente del Pratello non abituata a candidati con un volto.
Zefram si trova subito di fronte alla prima spinosa questione - un venditore di rose - e la supera brillantemente dicendo:
"Vattene terrorista, io compro solo dalla vecchina con i fiori.

Dopo qualche birra e una manciata di salatini la tensione si scioglie e il candidato comincia a parlare con i ggiovani del suo programma; i suoi colonnelli seguono interessatissimi e il pubblico scatta foto ricordo.
Il top della serata quando Zefram ha illustrato alla rock-star Bon Jovi il discusso progetto di togliere dalle strade le prostitute mettendole agratis nelle case comunali a patto che facciano da nave scuola a tutti gli adolescenti petroniani!

Attendiamo con trepidazione la prossima uscita pubblica del candidato Zefram.

Tutte le foto di Zefram ed i colonnelli Jago e Pony
postato da: Chavi alle ore 11:45 | Permalink | commenti (31)
categoria:max bartender
giovedì, 27 ottobre 2005

L'ARCHIVISTA

Alcuni giorni fa, cofferatianamente, ho preso alcune decisioni importanti che condivido al 100% ed ho segato un pò di rami secchi della Redasione. Meritocrazia. Sembrano passati tre anni, invece era solo lo scorso uichend. Poi è arrivata la grigia settimana con il suo carico di modestia e di lavori da consegnare inderogabilmente entro stasera, ce la farò? Ma chi se ne frega direte voi. Avete ragione. Veniamo al dunque. Questa mattina giunge in Redasione un discusso essemmesse di Ora di Icio con un discusso scuuup. Ci sentiamo immediatamente al telefono e ne parliamo, poi a questa tarda ora, ora in cui gli umarells cenano, ecco arrivare un articolo intriso di meritocrazia fino all'inverosimile, una nius che personalmente mi riempie il cuore di gioia, ciò che attendevo da anni si è avverato. Chi la dura la vince! Modesti di tutta Bologna, crepate di invidia e leggete qui:

Studenti in piazza, legnate, Cofferrati, Rumeni, FilettiSirio: bazzeccole! eventi irrilevanti, privi di qualsiasi significato a fronte della notizia che vi do in anteprima. Andiamo con ordine: stamattina, facevo la solita noiosa ed estenuante fila nelle cancellerie del tribunale, stavo chiaccherando con un collega quando, così senza preavviso, gira l'angolo con dei fascicoli in mano ........Angelo Rizzi!!!!!. Sul momento ho pensato: cazzo.....la colazione mi è rimasta sullo stomaco, la noia, lo stress ed eccoti una bella allucinazione. Invece era reale! Un altro collega che aveva notato la mia espressione interdetta, gli occhi sgranati e l'aria di quello che vede la madonna, si è messo a ridere e mi ha ragguagliato. Angelo Rizzi è il nuovo addetto all'archivio del Tribunale civile, ossia all'ufficio dove si deve andare per ritirare i fascicoli di cause concluse o ad ordinare copie di sentenze, ordinanze o verbasli di causa di vecchi processi. Pare tra l'altro che l'ufficio abbia migliorato alla grande in termini di efficenza ed il buon Rizzi sia di una gentilezza tale da addolcire anche l'avvocato più sclerato. I grigi uffici del tribunale, puzzolenti delle ascelle degli avvocati, dell'alito pestilenziale degli impiegati e dei capelli unti dei magistrati hanno assunto un aspetto più lieve, quasi bucolico. Da domani andare all'archivio a ritirare i fascicoli non sarà più una rottura di maroni, ma una piacevole ricreazione. Se verrà un amico da fuori Bologna, so già dove portarlo, prima ancora che a vedere le due torri e san petronio. Spero che non sia un incarico a termine o, se lo è, che venga riconfermato.altrimenti organizzerò una manifestazione nazionale sotto al Ministero della Giustizia gridando lo slogan "Castelli maiale per te finisce male se non confermi Rizzi in tribunale". Il sogno utopico sarebbe Rizzi dirigente di cancelleria, altro che utopie del ' 68 e anni a seguire e la finanziaria deve prevedere una voce di spesa per lo stipendio di Rizzi, altro che bonus per le famiglie e finanziamenti alle scuole private.

Ora di Icio

postato da: maso_ alle ore 18:50 | Permalink | commenti (20)
categoria:maso
giovedì, 27 ottobre 2005

Sirio

Nella foto: il nostro amico Sirio
va in pensione quando serve


COM'E' MISERA LA VITA NEGLI ABUSI DI POTERE

Come tutti sappiamo, in questi giorni il nostro amato sindaco Sergio Gaetano Cofferati è salito alla ribalta delle cronache nazionali per la sua risoluta azione a favore della legalità - mandare le ruspe contro i rumeni, punire i lavavetri, picchiare gli studenti. Nel sondaggio della repubblica.it l'86% si è detto d'accordo con il sindaco. Prodi, Casini, gli umarells dei centri anziani si sono detti d'accordo con il sindaco. Tutti concordano: la legalità è un valore della sinistra, perché le leggi proteggono i più deboli. Senza se e senza ma.

Stamattina però ho letto questa notizia: dal 5 novembre Sirio spento il sabato e per lo shopping di Natale (leggete QUI). A quanto ne so io, Sirio è un sistema di telecontrollo degli accessi al centro storico, usato per far rispettare il divieto di entrata nella ZTL, zona a traffico limitato. E', in altre parole, un mezzo per combattere l'illegalità.

Ma allora devo essere IO che non capisco. Cercate di spiegarmi. Se spengo Sirio è come se dicessi ai cittadini motorizzati: "Entrate pure (illegalmente) in centro, tanto nessuno vi fa la multa". Quindi spegnendo Sirio io fomento l'illegalità. O no? O mi si verrà a raccontare che spegnendo Sirio "i più deboli" sono più tutelati? Sì, sì, i più deboli, quelli col Cayenne e la Mercedes, che vanno a fare shopping di sabato. O forse i più deboli sono i commercianti dell'Ascom, che infatti si sono detti molto soddisfatti del provvedimento. O forse tutti e due.

PS: non mi si dica che sotto Natale - come spiega l'articolo del Carlino - il divieto è sospeso e quindi non è più illegale entrare in centro. Questo è vero, ma il sabato verrà semplicemente spento Sirio, quindi l'obiezione non vale. Tutto si basa su un orrendo qui pro quo: finalmente il sindaco governa Bologna. No. Il sindaco sta attuando perfettamente il metodo Berlusconi: sta facendo delle azioni dimostrative, che hanno un gran impatto mediatico ma che non risolvono nessun problema. Intanto però fanno abboccare tutti gli allocchi criptoleghisti che vivono in questa città davvero sfiorita. Meditate, gente, meditate.

Aggiunta: poiché abbiamo parlato di Bruno Filetti, geniale ma poco noto (al grande pubblico) presidente OGM dell'Ascom bolognese, mettiamo a disposizione dei nostri lettori due preziosi link: il primo raccoglie gli illuminati interventi del presidente Filetti sulle questioni del traffico, di Sirio e del degrado (QUI), il secondo illustra un fantasmagorico progetto che potremmo intitolare Anche tu bottegaio come me, ma a spese del Comune di Porretta, "governato" dal sindaco umarell Sergio Sabatini (QUI). Attendiamo con ansia l'estensione del progetto a Bologna, in modo da poter aprire uno Spettro Store in cui vendere la nostra modestia, diventare ricchi e non essere più invidiosi di quelli col Cayenne.

postato da: PonyLuna alle ore 09:24 | Permalink | commenti (175)
categoria:pony luna
mercoledì, 26 ottobre 2005

LA CITTA' DEGLI STIVALI

Lasciamo i modesti alla loro modestia, lasciamoli per un pò nel loro brodo e nelle loro preoccupazioni sul sindaco e sul futuro di questa città intollerante che mal sopporta i cambiamenti. Ma di cosa parlare allora? Della misteriosa scritta sul muro di Pianoro che si rifà al film l'Odio? Naaa... è un periodo che non ho molto da dire, ma per fortuna mi viene in aiuto il preziosissimo collaboratore Marc Romagna con un discusso post che tanto piacerà ai liceali dello spettro.

Sì, anche a Bologna d'inverno fa freddo. Lo sentono soprattutto le ragazze e si vestono a strati. Le ragazze sono freddolose. Poi hanno sempre mani e piedi gelati, anche d'estate. Torna l'autunnoinverno, nella solita Bologna. Torna la condensa come fumo di sigaretta. I finestrini chiusi. La tazza calda, i giubbotti infiammabili, la fila per chi è in lista ma non c'ha la bazza. Blokbaster che stasera stiamo a casa. E tornano gli stivali. Io mi sa che lo preferisco, l'inverno. Ziiiip: abbassi la cerniera si apre lo stivale. Il collant ne esce un po' sudato, la coscia si libera fragrante calda, fumante, dopo tutta la notte a ballare. Un piede su, l'altro giù unz unz unz. Un piede giù l'altro su, guardate: come quel movimento antico di gambe lisce tornite che pestavano l'uva. Ziiip: apri lo stivale. Collant Filip Matignon velano le cosce più profumose capricciose, delle pratichine avviate, con gambe che cercan di sedersi sulle gambe dell'avvochè. Oppure Pompea, Calzedonia, Sisì. Slogghi più da liceale. O il collant in offerta, della Conad, da fuorisede di Bitonto, acqua, birra e sapone liquido. O il gambaletto. Dimesso, farlotto. Ma che bella polpa che c'è sotto, spesso. O le calze parigine, che già non vanno più: ci vogliono torniture perfette. Sì grazie, ma che centra con Bologna? Lo stivale lo mettono anche a Roma, a Catania. C'è dagli anni Settanta: una grande trovata. Ma p er me è questa qui la vera città dello stivale, la città stivalata. TuTùmp.tùmp.tùmp. L'unica dove le ragazze, quando tornano la notte, le senti risuonare sotto al portico, col tacco, lo stivale. TuTùmp.tùmp. Come puledre lipizzesi. Fai attenzione al tempo che battono: puoi capire se sono appagate, se all'aperitivo è andata bene che "loro lì" le hanno guardate. Se hanno paura e rientrano veloci. Se sono irritate o solo scorate. Se sono in ritardo. Se l'hanno fatto. Allora può essere un TuTùmp molto sicuro. Se proprio ora hanno voglia di farlo: si apre il portone... "Follov mi!". Tùmp.

postato da: maso_ alle ore 12:14 | Permalink | commenti (55)
categoria:maso
martedì, 25 ottobre 2005


- alcune legnate in Piazza Maggiore, dalla foto si evince che erano in pochi -

BOLOGNA E NOCI
(POCHE)

Sarà l'autunno, ma le noci, seppur scarse, cadono anche in Piazza Maggiore.
Gli studenti di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza che si menano con la polizia in Piazza.
Quasi come una volta... qualche centinaio di studenti e una ventina di poliziotti, altre dimensioni, solo modestia.
Uno studente si sente male (noci?) e prontamente viene portato via in ambulanza.
Le noci le pigliano veramente solo alcuni consiglieri rifondaroli che volevano calmare i giovani e si erano messi in mezzo; ma da chi le hanno prese poi?
Il tutto per parlare con Sergio Cofferati, il sindaco, il nemico... oramai uguale (si dice) a Letizia Moratti...
Risultato politico?
Cofferati li riceve tutti nel cortile del Comune (ma non erano centinaia?), strette di mano tra il sindaco e i portavoce degli studenti, e poi si va a casa.
Tutti a casa che è tardi, tranne i sette che hanno preso delle noci, tra cui il rifondarolo Tiziano Loreti segretario della federazione bolognese, che appunto si era messo in mezzo. Quelli vanno al Rizzoli.
Monteventi, vecchio esperto in legnate (dare/prendere) schiva le noci, nonostante si fosse messo in mezzo, e non si fa niente.
L'occhio mi cala a mezz'asta.
Il semisorriso sul volto è un poco bavoso.
Mi viene da dormire.

INNOVARI IV

ADDENDUM OT:
Volevo cancellare il post, che non è gradito a nessuno dei redattori, ma visto che ci sono già 19 commenti non mi pare giusto.
Parlare di questi modesti tafferugli in maniera modesta sullo Spettro mi pareva un argomento e un modo assolutamente da Spettro, ma evidentemente non è (più?) così. In risposta al post ho ricevuto commenti ed email da alcuni redattori  fortemente offesive. Pazienza... :)
Lascio ovviamente la decisione della eventuale cancellazione al gestore dello Spettro della Bolognesità, il buon Maso.
Effettivamente (ancora una volta) non ho rispettato le regole interne del "posting" e me ne scuso con tutti per l'ultima volta.
Vi lascio a proseguire questa interessante esperienza (lo è veramente), che mi ha arricchito in tutti i sensi (non c'è ironia), ma che ha fatto il suo tempo per me, ed io ho fatto il mio tempo per voi e per lo Spettro stesso.
Vi saluto tutti, redattori e lettori, e vi mando un bacio veramente sereno,

Luca Oleastri/INNOVARI Retrofuturo/INNOVARI IV :)

postato da: innovari alle ore 04:00 | Permalink | commenti (151)
categoria:
lunedì, 24 ottobre 2005

JUSTERINI CHI?
radici felsinee nel mondo dello Scotch Whisky

Leggere le etichette delle bottiglie dietro il bancone di un bar è come scorrere l'elenco telefonico; è mai esistito un Jack Daniels, un Johnnie Walker o un Jim Beam?
Chi erano il signor Menabrea e il signor Nastro Azzurro?
Tutti cominciarono da uno spaccio di vino, una piccola distilleria o una birreria; esattamente come il signor Justerini che commerciava vini assieme allo zio in via Petroni a Bologna (dove fino a poco fa c'era Tomassone).

Dice il motto: tira più un pelo di "faiga" che un carro di buoi e Justerini non volle smentire la saggezza popolare.
Si innamorò di una cantante d'opera e quando lei partì in "turnè" a Londra smontò baracca e burattini e la seguì portandosi dietro le ricette dei molti "liquorini" creati dallo zio.
Siamo nella prima metà del XVIII secolo e la situazione che si lascia alle spalle è questa: le cronache narrano che all'epoca a Bologna vi fossero 55 parrocchie, novemila tra monasteri, palazzi e case, 72 mila abitanti e 12 mila porci...
Esatto: 1 porco ogni 6 abitanti!

A Londra continua a commerciare vini; il business prospera e il whisky viene aggiunto ai prodotti distribuiti.
Fino ad allora il whisky faticava a "insidiare" il primato del gin - il distillato nazionale inglese; Justerini ebbe l'intuizione di assemblare diversi tipi di whisky scozzesi di malto, da cui nacque il whisky blended.

Nel 1760 Justerini decide che ha già fatto abbastanza baiocchi e ritorna all'ombra delle Due Torri ma fa in tempo a ricevere dal re Giorgio III il primo degli otto sigilli Reali attribuiti al J&B.
Quando nel 1831 Alfred Brooks rilevò la compagnia, aggiunse il suo cognome a quello di Justerini e l'acronimo J&B divenne il sinonimo di whisky blended nel mondo.

Post dedicato a tutti quelli che credono che Bologna sia solo Montenegro