
Nella foto: il bar pasticceria san Mamolo
IMMIGRAZIONE E INTEGRAZIONE SOCIALE:
PARLANO LE ELITE
Mentre noi spandiamo la nostra modestia su temi come immigrati, stupri e integrazione, le élite cittadine riflettono. E parlano. Riporto parola per parola, e senza commenti, una conversazione di cui sono appena stato testimone in un bar di porta san Mamolo.
Personaggi, tutti bolognesissimi, in ordine di apparizione:
Il brizzolo: bel signore ricco e fighetto sui 45, probabilmente divorziato.
Barista: mitico barista invincibile e immune a qualsiasi malattia.
Il dottore: così chiamato dal Barista, grasso e senza cravatta.
I figli del brizzolo: maschietto e femminuccia preadolescenti, non aprono bocca.
Il cane del brizzolo: barboncino orrendo che cerca di mangiare i miei stuzzichini.
La bella figa: bionda innaturale con pellicciotto corto e scarpe leopardate, sui 45, rovinatona ma ricca.
Lo sfigato nell’ombra: finto Bergonzoni che sta seduto nell’ombra e commenta con i luoghi comuni più comuni del mondo. Qui è lui lo spettro della bolognesità.
(Scena: SUV con le quattro frecce sul viale. Negroni e stuzzichini sul banco)
Il brizzolo: Il problema è che il ristorante cinese fa schifo…
Barista: Vi porto io dal cinese… vi faccio fare un menù speciale. Astice alla catalana…
Il dottore: Ou, ma io vengo coi miei figli, quelli mangiano due stronzate…
Barista: Sì, sì, a loro diamo gli involtini primavera, son di cartone…
Il brizzolo: Sì, ma occhio eh, che non ci fai spendere!
Barista: Ma dai, fidatevi di me. Prima prendiamo dei spaghetti di soia…
Il brizzolo: Ma fanno schifo!
Barista: No, no, sono buoni, alla piastra, poi prendiamo delle verdure piccanti che te le danno col mescolo sul riso in bianco…
Il dottore: Allora a posto, andiamo martedì, siamo in sei…
Barista: Mio figlio che ha nove anni ne ha mangiati due mescoli… E sua moglie, dottore, non la porta?
Il dottore: Mia moglie? Quella in un ristorante cinese non ci mette neanche piede.
(Il brizzolo si avvicina alla cassa per pagare)
Il dottore (a mezza voce): E anche domani devo andare a Taranto… Sono sempre in Puglia…
Il brizzolo: Bello, no?
Il dottore: Beh…
Barista (rivolto a Il brizzolo): Ou, e poi mangiamo solo pesce, che io il nonno non lo voglio micca mangiare!
Il brizzolo: Il nonno?
Barista: Oi!!! Non lo sapete che i cinesi fan così, quando muore un vecchio riciclano la carta d’identità con un altro cinese, poi il nonno lo tengono in frigo e lo fanno a fette…
Il brizzolo: …al posto del pollo!
Barista: Esatto!
(Ridono molto)
Lo sfigato nell’ombra: A me il pollo cinese piace.
(Escono Il dottore e Il brizzolo con figliame vario. Entra La bella figa)
La bella figa: Io al cinese mangio solo le verdure, son così buone… e poi lo sanno tutti cosa ci mettono nella carne.
Barista: Ah, lo so io, ci metton di tutto.
Lo sfigato nell’ombra: A me piace… Ha una bella consistenza, strana…
La bella figa: Ma che bisogno c’è poi di mangiare il pollo? Al massimo il maiale…
Lo sfigato nell'ombra: Occhio, però, che la carne umana sa di maiale… Per esempio gli arabi dicono sempre che noi europei sappiamo di maiale!
La bella figa: E loro sanno di testa di cazzo, con quello che fanno… Valà valà. Io con l’esperienza di mio padre ho imparato che a mangiar carne viene il cancro.
Barista (che ancora ride per la “battuta” sugli arabi): È vero!
Lo sfigato nell’ombra: No, non è vero. A Baricella per esempio mangiano solo carne e sono tutti centenari.
La bella figa: Una volta! Adesso a Baricella si mangia solo zuppa di cipolle, carissima, 16 euro, costa come i tortellacci al tartufo di Rodrigo!
Lo sfigato nell’ombra: Ma io dicevo nelle case, non nei ristoranti.
La bella figa: Io la carne non la mangio.
Barista: Neanch’io.
Lo sfigato nell'ombra: Tutto quel che si muove si mangia… Quel che non ammazza ingrassa.
La bella figa: No, no, finché c’è un po’ di sporco non mi formalizzo, ma il pollo dei cinesi non lo mangio.
Barista: Brava.
(Sipario. Applausi)







































