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giovedì, 30 marzo 2006


TUTTI A PIEDI AL DISCO D'ORO

Bologna, venerdì 7 aprile alle ore 19, presso gli storici locali del Disco d'Oro* di via Galliera 23, presentazione di uno dei lavori più insoliti e interessanti dell’anno:

NESSUNO LO SAPRA' - READING PER VOCE E ROCK 'N' ROLL BAND
, un disco firmato in società dallo scrittore Enrico Brizzi e la band Frida X.

Brizzi e Frida X presenteranno un breve showcase in versione semiacustica, cui seguirà un dj set a cura di Enzo Polaroid e brindisi a raffica per augurare una buona strada a questo imprevisto cd.

Basato su undici momenti-clou del romanzo NESSUNO LO SAPRA' - VIAGGIO A PIEDI DALL'ARGENTARIO AL CONERO (Mondadori 2005), il disco nasce dall’esperienza di uno spettacolo dal vivo replicato oltre venticinque volte nel corso degli ultimi mesi fra feste campestri, festival letterari e teatri di provincia dall’impeccabile acustica.
Nel corso dello show, i testi recitati da Brizzi (la storia di un viaggio a piedi da costa a costa realmente compiuto dall’autore insieme al fratello e alcuni amici) si fanno strofe di altrettante canzoni capaci di attingere alle radici del rock più autentico, interpretate con grande energia e attenzione per le armonie vocali dalle tre voci di Frida X (fra i riferimenti più citati, XTC e Beach Boys).

NESSUNO LO SAPRA' - READING PER VOCE E ROCK 'N' ROLL BAND è solo il primo di tre frutti di una collaborazione fra l’autore bolognese e alcune fra le realtà più interessanti della musica indipendente.
A fine aprile infatti uscirà (sempre per Black Candy / Audioglobe) l’album d’esordio di Frida X IL MONDO È LUCIDO, cui Brizzi ha collaborato con sei testi e una partecipazione speciale, mentre a maggio sarà la volta di un esclusivo vinile azzurro formato dieci pollici che vedrà all’opera su un lato Enrico Brizzi e Frida X con il singolo DA MARE A MARE e sull’altro sempre Brizzi insieme al SANTO NIENTE, il gruppo di Umberto Palazzo, che già curò la colonna sonora del film Jack Frusciante è uscito dal gruppo.

Da giugno, inoltre, sarà disponibile nelle librerie la versione tascabile del romanzo (collana Piccola Biblioteca Oscar Mondadori).

postato da: maso_ alle ore 18:45 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
giovedì, 30 marzo 2006

LA DISCUSSA
POLTRONA MÅSÖ - € 39,95

Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo e oggi l'ho imparato su questo blog grazie alla segnalazione di danildc:
Struttura: Acciaio, Rivestimento poliestere a polvere, pigmentato
Sedile e schienale: Plastica propilenica, Plastica etilenica
Larghezza: 78 cm
Profondità: 80 cm
Altezza: 67 cm
Larghezza sedile: 52 cm
Profondità sedile: 47 cm
Altezza sedile: 18 cm
Che dire? A parte i colori, ne sono onorato. Grazie IKEA.
postato da: maso_ alle ore 15:00 | Permalink | commenti (38)
categoria:maso
giovedì, 30 marzo 2006


MULTINAZIONALI BOLOGNESI

Prima che prendesse piede la rovinosa cultura della rendita immobiliare, alcuni bolognesi si tirarono su le maniche (o giù le braghe) e dettero vita a botteghe che, più e chi meno, sono diventate dei simboli cittadini e perchè no, delle piccole multinazionali petroniane con una o addirittura due sedi, piccoli monopoli da marchi riconoscibili tipo:

vuoi una pizzetta bolognese: vai da Altero
vuoi un aperitivo bolognese: vai a Rosa Rose
vuoi una patente bolognese: vai da Bassini
vuoi noleggiare una videocassetta bolognese: vai al Nano e la Mela
vuoi un vestito da gerontozanaro: vai da Zanolini
vuoi un risarcimento danni bolognese: vai da Tossani
vuoi far la spesa alla bolognese: vai alla Coop
vuoi far pulire l'ufficio alla bolognese: vai alla Manutencoop
vuoi vestirti chesual: vai da Tempest Store
vuoi vestirti sportivo: vai da Fini Sport

[aggiungete voi]


L'economia Glocale nasce qui e resiste ai repentini cambiamenti che il 2006 impone a tutti senza se e senza ma. Un'economia chiusa tra le mura cittadine, ma con enormi potenzialità esportabili anche in altre città. Sarà vero? Se nessuno ci prova, non lo sapremo mai. Da quel che mi risulta, Altero ha osato aprire una sede a Riccione, ma gli altri hanno preferito non espandersi più di quel tanto, arricchendosi, accontentandosi. Ma il 2006 è arrivato e mò son cavoli amari. Inquietanti domande aobnubliano la mente di chi non ha niente di emglio a cui pensare. Chi resisterà? Ma resisterà? Chi sarà il Polegato bolognese? Ma soprattutto... può esistere un
Polegato bolognese? Non credo.
postato da: maso_ alle ore 11:07 | Permalink | commenti (117)
categoria:maso
mercoledì, 29 marzo 2006


UN ROMANO A BOLOGNA

Il collaboratore spettrale Marc Romagna intervista davanti ad una birra media da 5 euro un suo amico "romano doc" che abita a Bologna da tre anni. L'amico ormai si è fatto un'idea abbastanza chiara sulla città e sulle donne di Bologna, sentiamo cosa dice:

Come te la passi a Bologna?
"Bene sì. Mi piace, ancora non mi annoia. Mi sono abituato ai suoi ritmi."

Roma metropoli, Bologna "borgo". Ma, dimensioni a parte, che differenze noti tra le due città?
"Diciamo che a Roma c'è più spontaneità. La differenza che sento molto però è il clima. A Roma è fantastico."

E il tempo libero?
"Nella capitale c'è più movimento. Stanno aprendo un sacco di locali. Qui mi sembrano sempre quelli, gli cambiano solo il nome. Roma è più spagnola, la notte inizia tardi. L'estate romana poi è un'altra cosa."

In che senso?
"E' veramente un casino! A Bologna d'estate c'è un'atmosfera più abbacchiata, genere: "mi tocca stare in città ma vorrei essere al mare!". Qui poi manca un'altra cosa."

Cioè?
"Le "feste sòla" all'aperto. A Roma ogni tanto salta fuori che ci sarà una festa in un posto nuovo. Questi raccolgono le prevendite si fanno anticipare i soldi e tutto, ti danno il biglietto stampato, ci sta scritto il posto e l'ora. Poi il giorno della festa in centinaia vanno lì e non c'è niente. Fregature!"

Il magico mondo del lavoro?
"Quello di Bologna lo conosco poco, io mi sono trasferito nel 2002 e avevo già il posto che mi aspettava. A Roma il lavoro va perché quasi tutti hanno almeno un cugino di secondo grado che può darti una soffiata una mano. Poi con Veltroni a me sembra che qualcosa stia cambiando. Mi pare che molti giovani ci stanno provando gusto, a buttarsi al massimo in qualche idea a inventarsi qualcosa."
 
Le fanciulle bolognesi e le romane. Che mi dici?
"Eh, a Bologna si vedono ragazze da tutta l'Italia. Si vede molto questa cosa che è una città universitaria. Le bolognesi le distinguo subito dalle fuorisede."

E come fai?
"Sono pettinate, vestite tutte uguali: si fanno consigliare molto dalle commesse. E le commesse gli appioppano quello che c'è da vendere ogni mese. Le commesse bolognesi sono molto romane! (ride) A Roma invece ci girano molte più straniere, inglesi soprattutto. Pazzerelle. Dopo due Negroni strabuzzano gli occhi: "Ooh, my God!". Poi c'è da dire un'altra cosa..."

Sentiamo...
"Qui a Bologna le fuorisede sì ti guardano, ti occhieggiano. Le oriunde macché. Le romane de Roma invece l'occhiata te la buttano sempre, eccome no! Non fanno mica finta di niente. Anche sul tram ti si incollano addosso. Si strusciano. Poi magari ci vai a parlare, ci provi e ti dicono che Oops! loro stavano solo stuzzicando."

Sono giocherellone.
"E tu devi stare al gioco. Le bolognesi invece molte ci hanno la faccia seria, ingastrita. Provano a fare le milanesi. Magari le incroci e si girano pure dall'altra parte. Poi ci sta che le rivedi una sera e si ricordano di te, vengono a parlarti, pare non aspettavano altro. Oh, mi credi? Nun se capisce un cazzo!"

postato da: maso_ alle ore 10:44 | Permalink | commenti (166)
categoria:maso
martedì, 28 marzo 2006


BOLOGNA E SOLE

In concomitanza con la classica scena in cui il pomeriggio prima si mettono avanti di un'ora tutti gli orologi dei polsi, dei cellulari e della casa , la primavera è sbocciata all'improvviso. Da un giorno all'altro, ancora frastornati dal gett leg,  ci siamo dimenticati del freddo, della neve, della pioggia e del tempo di merda che come sempre ci ha accompagnato per tutto il rutilante inverno bolognese. Le strade del centro pullulano di gente in maniche corte, alcuni osano la braga corta e la canottiera (corta?). Io ho ancora il giubbotto, leggero, ma ho ancora il giubbotto e non ho voglia di toglierlo. Brutta bestia la pigrizia. Mi siedo sulle panchine dal retrogusto escrementale di Piazza san Francesco e mentre i fiorai sbaraccano il loro inutile mercato del martedì, osservo da lontano gli accaldati/le accaldate di tutte le età che passeggiano felici e penso: ma quest'estate, che cazzo faranno questi?
postato da: maso_ alle ore 15:29 | Permalink | commenti (74)
categoria:maso
lunedì, 27 marzo 2006



FORMAT CAVE

Che fine ha fatto Cavedoni?
Chi?
....Stefano "sbarbo" Cavedoni, detto anche Cave, è ideatore insieme a "Maso" de Lo Spettro della Bolognesità, nonchè uno dei membri fondatori dello storico gruppo rock/demenziale SKIANTOS e ultimamente di Fomat Live...

Giunge voce che Format Live abbia riscosso molti consensi; tranquilli, se l'avete perso verrà trasmesso in replica su Rete 7.
Sono felice che quello sbarbo di Cave abbia finalmente trovato la sua strada, se lo merita, anche se dispiace non averlo più tra i redattori dello Spettro; i suoi post erano poesia pura ed è un peccato che non ne rimanga più traccia.
Che fine avranno fatto? Il solito Maso in preda alla follia censoria? Probabile....

Tutto per colpa di quella maledettissima Bloggerfest, la prima festa campestre per bloggers; un'idea originalissima che prevedeva gare di "ruba mouse", "tiro alla fune wireless", "lancio del CD-ROM" e la prestigiosa corsa "100 metri piani con monitor". PESISSIMO!

Ovviamente il tutto nacque sotto l'imprimatur di Maso, che seguiva a distanza dalla masseria di Maciste Parpadelli in quel di Trepuzzi.
Repubblica, il Domani e il Carlino - tutti parlarono dell' evento; il 90% dei blog italiani venne coinvolto e invitato alla festa campestre e infatti si presentarono ben 3 persone; IMPUSEBBEL!!!
Questo scatenò una lotta fratricida all'interno della redazione a cui seguì il taglio dei rami secchi.

Era ottobre, l'autunno era alle porte, eppure sembrano passati tre anni...

PS: quante persone saranno andate a vedere Format Live?
Speriamo più di tre...

 

postato da: Chavi alle ore 21:23 | Permalink | commenti (88)
categoria:max bartender
domenica, 26 marzo 2006

145_4573

 

TRE IN UNO

 

Quando, in epoche remote, mi capitava di portare una ragazza fuori a cena, se per caso era lei a dover decidere, due volte su tre mi chiedeva di essere portata da Silvio. Silvio è un posto che piace alle ragazze. Ok, LaSima, Aeiouy e Liz (le prime che mi sono venute in mente) mi faranno notare tosto che a loro Silvio ha sempre fatto tristezza ma, mettiamola così, quelle con cui mi è capitato di uscire sembrava non desiderassero altro che trovare uno che le portasse da Silvio.

Perché allora Silvio piace tanto alle ragazze?

Perché gli antipasti e soprattutto i dolci vengono generosamente serviti nella loro interezza e lasciati sul tavolo a voluttà del commensale. Praticamente l'apoteosi del quinto vizio capitale che provoca invece una forma di commossa gratitudine tra il sesso femminile.

Di locali così a Bologna ne conosco almeno altri due: l’Osteria Broccaindosso e la Bottega di Franco.

Ma torniamo a Silvio. Dentro c’è Silvio, appunto, che qualcuno mi dice essere il fratello del recentemente scomparso Silverio gestore dell’omonimo ristorante, che ti comincia a riempire il tavolo con ciotole e ciotoline di tomini al pepe, peperonata, mousse di mortadella, patè, fritti etc. etc. Ovviamente al momento di ordinare le pietanze si è già stravolti ed il più delle volte si cerca di tergiversare su una verdurina per riuscire ad arrivare il più presto possibile a darsi il colpo di grazia con i dolci. Personalmente trovo sia i primi che i secondi non di particolare qualità.

Per quanto riguarda i dolci non ci vuole troppa fantasia nel ricordare le seguenti accoppiate: torta al cioccolato (bassa) con ciotola di crema, meringa (alta quanto una scatola di scarpe) con bricco di cioccolato fuso, millefoglie alla crema, crème caramel e la bistrattata crostata che sebbene venga il più delle volte lasciata intonsa in mezzo a quell’orgia calorica, è forse la migliore. Ah dimenticavo, il gelato alla crema.

All’uscita, rintronato dal cibo vieni poi licenziato con un saluto a voce alta dei due camerieri in coro che suona all’incirca come: “Grazzie molte Grazzie!” che non ci sta a dire un bel niente e anzi aumenta l’irritazione di chi si sente già in colpa per il sovraccarico colesterolico.

Stando sempre dalle parti del centro si può riprovare lo stesso format sedendosi all’osteria Broccaidosso. Sicuramente un luogo più studentesco, l’ambiente è più informale con tavoloni e locale semplice, ma la varietà delle portate è assicurata. Tra gli antipasti mi ricordo, rispetto a Silvio, gli affettati con le tigelle e soprattutto la ciotola di pasta e fagioli fredda, traditrice come al solito. Anche lì i dolci vengono lasciati sul tavolo ad libitum ed i prezzi sono modici rispetto a Silvio. Ma devo essere sincero, è da molto che non ci vado. O perlomeno l’ult