
TRE IN UNO
Quando, in epoche remote, mi capitava di portare una ragazza fuori a cena, se per caso era lei a dover decidere, due volte su tre mi chiedeva di essere portata da Silvio. Silvio è un posto che piace alle ragazze. Ok, LaSima, Aeiouy e Liz (le prime che mi sono venute in mente) mi faranno notare tosto che a loro Silvio ha sempre fatto tristezza ma, mettiamola così, quelle con cui mi è capitato di uscire sembrava non desiderassero altro che trovare uno che le portasse da Silvio.
Perché allora Silvio piace tanto alle ragazze?
Perché gli antipasti e soprattutto i dolci vengono generosamente serviti nella loro interezza e lasciati sul tavolo a voluttà del commensale. Praticamente l'apoteosi del quinto vizio capitale che provoca invece una forma di commossa gratitudine tra il sesso femminile.
Di locali così a Bologna ne conosco almeno altri due: l’Osteria Broccaindosso e la Bottega di Franco.
Ma torniamo a Silvio. Dentro c’è Silvio, appunto, che qualcuno mi dice essere il fratello del recentemente scomparso Silverio gestore dell’omonimo ristorante, che ti comincia a riempire il tavolo con ciotole e ciotoline di tomini al pepe, peperonata, mousse di mortadella, patè, fritti etc. etc. Ovviamente al momento di ordinare le pietanze si è già stravolti ed il più delle volte si cerca di tergiversare su una verdurina per riuscire ad arrivare il più presto possibile a darsi il colpo di grazia con i dolci. Personalmente trovo sia i primi che i secondi non di particolare qualità.
Per quanto riguarda i dolci non ci vuole troppa fantasia nel ricordare le seguenti accoppiate: torta al cioccolato (bassa) con ciotola di crema, meringa (alta quanto una scatola di scarpe) con bricco di cioccolato fuso, millefoglie alla crema, crème caramel e la bistrattata crostata che sebbene venga il più delle volte lasciata intonsa in mezzo a quell’orgia calorica, è forse la migliore. Ah dimenticavo, il gelato alla crema.
All’uscita, rintronato dal cibo vieni poi licenziato con un saluto a voce alta dei due camerieri in coro che suona all’incirca come: “Grazzie molte Grazzie!” che non ci sta a dire un bel niente e anzi aumenta l’irritazione di chi si sente già in colpa per il sovraccarico colesterolico.
Stando sempre dalle parti del centro si può riprovare lo stesso format sedendosi all’osteria Broccaidosso. Sicuramente un luogo più studentesco, l’ambiente è più informale con tavoloni e locale semplice, ma la varietà delle portate è assicurata. Tra gli antipasti mi ricordo, rispetto a Silvio, gli affettati con le tigelle e soprattutto la ciotola di pasta e fagioli fredda, traditrice come al solito. Anche lì i dolci vengono lasciati sul tavolo ad libitum ed i prezzi sono modici rispetto a Silvio. Ma devo essere sincero, è da molto che non ci vado. O perlomeno l’ult