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giovedì, 30 marzo 2006


TUTTI A PIEDI AL DISCO D'ORO

Bologna, venerdì 7 aprile alle ore 19, presso gli storici locali del Disco d'Oro* di via Galliera 23, presentazione di uno dei lavori più insoliti e interessanti dell’anno:

NESSUNO LO SAPRA' - READING PER VOCE E ROCK 'N' ROLL BAND
, un disco firmato in società dallo scrittore Enrico Brizzi e la band Frida X.

Brizzi e Frida X presenteranno un breve showcase in versione semiacustica, cui seguirà un dj set a cura di Enzo Polaroid e brindisi a raffica per augurare una buona strada a questo imprevisto cd.

Basato su undici momenti-clou del romanzo NESSUNO LO SAPRA' - VIAGGIO A PIEDI DALL'ARGENTARIO AL CONERO (Mondadori 2005), il disco nasce dall’esperienza di uno spettacolo dal vivo replicato oltre venticinque volte nel corso degli ultimi mesi fra feste campestri, festival letterari e teatri di provincia dall’impeccabile acustica.
Nel corso dello show, i testi recitati da Brizzi (la storia di un viaggio a piedi da costa a costa realmente compiuto dall’autore insieme al fratello e alcuni amici) si fanno strofe di altrettante canzoni capaci di attingere alle radici del rock più autentico, interpretate con grande energia e attenzione per le armonie vocali dalle tre voci di Frida X (fra i riferimenti più citati, XTC e Beach Boys).

NESSUNO LO SAPRA' - READING PER VOCE E ROCK 'N' ROLL BAND è solo il primo di tre frutti di una collaborazione fra l’autore bolognese e alcune fra le realtà più interessanti della musica indipendente.
A fine aprile infatti uscirà (sempre per Black Candy / Audioglobe) l’album d’esordio di Frida X IL MONDO È LUCIDO, cui Brizzi ha collaborato con sei testi e una partecipazione speciale, mentre a maggio sarà la volta di un esclusivo vinile azzurro formato dieci pollici che vedrà all’opera su un lato Enrico Brizzi e Frida X con il singolo DA MARE A MARE e sull’altro sempre Brizzi insieme al SANTO NIENTE, il gruppo di Umberto Palazzo, che già curò la colonna sonora del film Jack Frusciante è uscito dal gruppo.

Da giugno, inoltre, sarà disponibile nelle librerie la versione tascabile del romanzo (collana Piccola Biblioteca Oscar Mondadori).

postato da: maso_ alle ore 18:45 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
giovedì, 30 marzo 2006

LA DISCUSSA
POLTRONA MÅSÖ - € 39,95

Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo e oggi l'ho imparato su questo blog grazie alla segnalazione di danildc:
Struttura: Acciaio, Rivestimento poliestere a polvere, pigmentato
Sedile e schienale: Plastica propilenica, Plastica etilenica
Larghezza: 78 cm
Profondità: 80 cm
Altezza: 67 cm
Larghezza sedile: 52 cm
Profondità sedile: 47 cm
Altezza sedile: 18 cm
Che dire? A parte i colori, ne sono onorato. Grazie IKEA.
postato da: maso_ alle ore 15:00 | Permalink | commenti (38)
categoria:maso
giovedì, 30 marzo 2006


MULTINAZIONALI BOLOGNESI

Prima che prendesse piede la rovinosa cultura della rendita immobiliare, alcuni bolognesi si tirarono su le maniche (o giù le braghe) e dettero vita a botteghe che, più e chi meno, sono diventate dei simboli cittadini e perchè no, delle piccole multinazionali petroniane con una o addirittura due sedi, piccoli monopoli da marchi riconoscibili tipo:

vuoi una pizzetta bolognese: vai da Altero
vuoi un aperitivo bolognese: vai a Rosa Rose
vuoi una patente bolognese: vai da Bassini
vuoi noleggiare una videocassetta bolognese: vai al Nano e la Mela
vuoi un vestito da gerontozanaro: vai da Zanolini
vuoi un risarcimento danni bolognese: vai da Tossani
vuoi far la spesa alla bolognese: vai alla Coop
vuoi far pulire l'ufficio alla bolognese: vai alla Manutencoop
vuoi vestirti chesual: vai da Tempest Store
vuoi vestirti sportivo: vai da Fini Sport

[aggiungete voi]


L'economia Glocale nasce qui e resiste ai repentini cambiamenti che il 2006 impone a tutti senza se e senza ma. Un'economia chiusa tra le mura cittadine, ma con enormi potenzialità esportabili anche in altre città. Sarà vero? Se nessuno ci prova, non lo sapremo mai. Da quel che mi risulta, Altero ha osato aprire una sede a Riccione, ma gli altri hanno preferito non espandersi più di quel tanto, arricchendosi, accontentandosi. Ma il 2006 è arrivato e mò son cavoli amari. Inquietanti domande aobnubliano la mente di chi non ha niente di emglio a cui pensare. Chi resisterà? Ma resisterà? Chi sarà il Polegato bolognese? Ma soprattutto... può esistere un
Polegato bolognese? Non credo.
postato da: maso_ alle ore 11:07 | Permalink | commenti (117)
categoria:maso
mercoledì, 29 marzo 2006


UN ROMANO A BOLOGNA

Il collaboratore spettrale Marc Romagna intervista davanti ad una birra media da 5 euro un suo amico "romano doc" che abita a Bologna da tre anni. L'amico ormai si è fatto un'idea abbastanza chiara sulla città e sulle donne di Bologna, sentiamo cosa dice:

Come te la passi a Bologna?
"Bene sì. Mi piace, ancora non mi annoia. Mi sono abituato ai suoi ritmi."

Roma metropoli, Bologna "borgo". Ma, dimensioni a parte, che differenze noti tra le due città?
"Diciamo che a Roma c'è più spontaneità. La differenza che sento molto però è il clima. A Roma è fantastico."

E il tempo libero?
"Nella capitale c'è più movimento. Stanno aprendo un sacco di locali. Qui mi sembrano sempre quelli, gli cambiano solo il nome. Roma è più spagnola, la notte inizia tardi. L'estate romana poi è un'altra cosa."

In che senso?
"E' veramente un casino! A Bologna d'estate c'è un'atmosfera più abbacchiata, genere: "mi tocca stare in città ma vorrei essere al mare!". Qui poi manca un'altra cosa."

Cioè?
"Le "feste sòla" all'aperto. A Roma ogni tanto salta fuori che ci sarà una festa in un posto nuovo. Questi raccolgono le prevendite si fanno anticipare i soldi e tutto, ti danno il biglietto stampato, ci sta scritto il posto e l'ora. Poi il giorno della festa in centinaia vanno lì e non c'è niente. Fregature!"

Il magico mondo del lavoro?
"Quello di Bologna lo conosco poco, io mi sono trasferito nel 2002 e avevo già il posto che mi aspettava. A Roma il lavoro va perché quasi tutti hanno almeno un cugino di secondo grado che può darti una soffiata una mano. Poi con Veltroni a me sembra che qualcosa stia cambiando. Mi pare che molti giovani ci stanno provando gusto, a buttarsi al massimo in qualche idea a inventarsi qualcosa."
 
Le fanciulle bolognesi e le romane. Che mi dici?
"Eh, a Bologna si vedono ragazze da tutta l'Italia. Si vede molto questa cosa che è una città universitaria. Le bolognesi le distinguo subito dalle fuorisede."

E come fai?
"Sono pettinate, vestite tutte uguali: si fanno consigliare molto dalle commesse. E le commesse gli appioppano quello che c'è da vendere ogni mese. Le commesse bolognesi sono molto romane! (ride) A Roma invece ci girano molte più straniere, inglesi soprattutto. Pazzerelle. Dopo due Negroni strabuzzano gli occhi: "Ooh, my God!". Poi c'è da dire un'altra cosa..."

Sentiamo...
"Qui a Bologna le fuorisede sì ti guardano, ti occhieggiano. Le oriunde macché. Le romane de Roma invece l'occhiata te la buttano sempre, eccome no! Non fanno mica finta di niente. Anche sul tram ti si incollano addosso. Si strusciano. Poi magari ci vai a parlare, ci provi e ti dicono che Oops! loro stavano solo stuzzicando."

Sono giocherellone.
"E tu devi stare al gioco. Le bolognesi invece molte ci hanno la faccia seria, ingastrita. Provano a fare le milanesi. Magari le incroci e si girano pure dall'altra parte. Poi ci sta che le rivedi una sera e si ricordano di te, vengono a parlarti, pare non aspettavano altro. Oh, mi credi? Nun se capisce un cazzo!"

postato da: maso_ alle ore 10:44 | Permalink | commenti (166)
categoria:maso
martedì, 28 marzo 2006


BOLOGNA E SOLE

In concomitanza con la classica scena in cui il pomeriggio prima si mettono avanti di un'ora tutti gli orologi dei polsi, dei cellulari e della casa , la primavera è sbocciata all'improvviso. Da un giorno all'altro, ancora frastornati dal gett leg,  ci siamo dimenticati del freddo, della neve, della pioggia e del tempo di merda che come sempre ci ha accompagnato per tutto il rutilante inverno bolognese. Le strade del centro pullulano di gente in maniche corte, alcuni osano la braga corta e la canottiera (corta?). Io ho ancora il giubbotto, leggero, ma ho ancora il giubbotto e non ho voglia di toglierlo. Brutta bestia la pigrizia. Mi siedo sulle panchine dal retrogusto escrementale di Piazza san Francesco e mentre i fiorai sbaraccano il loro inutile mercato del martedì, osservo da lontano gli accaldati/le accaldate di tutte le età che passeggiano felici e penso: ma quest'estate, che cazzo faranno questi?
postato da: maso_ alle ore 15:29 | Permalink | commenti (74)
categoria:maso
lunedì, 27 marzo 2006



FORMAT CAVE

Che fine ha fatto Cavedoni?
Chi?
....Stefano "sbarbo" Cavedoni, detto anche Cave, è ideatore insieme a "Maso" de Lo Spettro della Bolognesità, nonchè uno dei membri fondatori dello storico gruppo rock/demenziale SKIANTOS e ultimamente di Fomat Live...

Giunge voce che Format Live abbia riscosso molti consensi; tranquilli, se l'avete perso verrà trasmesso in replica su Rete 7.
Sono felice che quello sbarbo di Cave abbia finalmente trovato la sua strada, se lo merita, anche se dispiace non averlo più tra i redattori dello Spettro; i suoi post erano poesia pura ed è un peccato che non ne rimanga più traccia.
Che fine avranno fatto? Il solito Maso in preda alla follia censoria? Probabile....

Tutto per colpa di quella maledettissima Bloggerfest, la prima festa campestre per bloggers; un'idea originalissima che prevedeva gare di "ruba mouse", "tiro alla fune wireless", "lancio del CD-ROM" e la prestigiosa corsa "100 metri piani con monitor". PESISSIMO!

Ovviamente il tutto nacque sotto l'imprimatur di Maso, che seguiva a distanza dalla masseria di Maciste Parpadelli in quel di Trepuzzi.
Repubblica, il Domani e il Carlino - tutti parlarono dell' evento; il 90% dei blog italiani venne coinvolto e invitato alla festa campestre e infatti si presentarono ben 3 persone; IMPUSEBBEL!!!
Questo scatenò una lotta fratricida all'interno della redazione a cui seguì il taglio dei rami secchi.

Era ottobre, l'autunno era alle porte, eppure sembrano passati tre anni...

PS: quante persone saranno andate a vedere Format Live?
Speriamo più di tre...

 

postato da: Chavi alle ore 21:23 | Permalink | commenti (88)
categoria:max bartender
domenica, 26 marzo 2006

145_4573

 

TRE IN UNO

 

Quando, in epoche remote, mi capitava di portare una ragazza fuori a cena, se per caso era lei a dover decidere, due volte su tre mi chiedeva di essere portata da Silvio. Silvio è un posto che piace alle ragazze. Ok, LaSima, Aeiouy e Liz (le prime che mi sono venute in mente) mi faranno notare tosto che a loro Silvio ha sempre fatto tristezza ma, mettiamola così, quelle con cui mi è capitato di uscire sembrava non desiderassero altro che trovare uno che le portasse da Silvio.

Perché allora Silvio piace tanto alle ragazze?

Perché gli antipasti e soprattutto i dolci vengono generosamente serviti nella loro interezza e lasciati sul tavolo a voluttà del commensale. Praticamente l'apoteosi del quinto vizio capitale che provoca invece una forma di commossa gratitudine tra il sesso femminile.

Di locali così a Bologna ne conosco almeno altri due: l’Osteria Broccaindosso e la Bottega di Franco.

Ma torniamo a Silvio. Dentro c’è Silvio, appunto, che qualcuno mi dice essere il fratello del recentemente scomparso Silverio gestore dell’omonimo ristorante, che ti comincia a riempire il tavolo con ciotole e ciotoline di tomini al pepe, peperonata, mousse di mortadella, patè, fritti etc. etc. Ovviamente al momento di ordinare le pietanze si è già stravolti ed il più delle volte si cerca di tergiversare su una verdurina per riuscire ad arrivare il più presto possibile a darsi il colpo di grazia con i dolci. Personalmente trovo sia i primi che i secondi non di particolare qualità.

Per quanto riguarda i dolci non ci vuole troppa fantasia nel ricordare le seguenti accoppiate: torta al cioccolato (bassa) con ciotola di crema, meringa (alta quanto una scatola di scarpe) con bricco di cioccolato fuso, millefoglie alla crema, crème caramel e la bistrattata crostata che sebbene venga il più delle volte lasciata intonsa in mezzo a quell’orgia calorica, è forse la migliore. Ah dimenticavo, il gelato alla crema.

All’uscita, rintronato dal cibo vieni poi licenziato con un saluto a voce alta dei due camerieri in coro che suona all’incirca come: “Grazzie molte Grazzie!” che non ci sta a dire un bel niente e anzi aumenta l’irritazione di chi si sente già in colpa per il sovraccarico colesterolico.

Stando sempre dalle parti del centro si può riprovare lo stesso format sedendosi all’osteria Broccaidosso. Sicuramente un luogo più studentesco, l’ambiente è più informale con tavoloni e locale semplice, ma la varietà delle portate è assicurata. Tra gli antipasti mi ricordo, rispetto a Silvio, gli affettati con le tigelle e soprattutto la ciotola di pasta e fagioli fredda, traditrice come al solito. Anche lì i dolci vengono lasciati sul tavolo ad libitum ed i prezzi sono modici rispetto a Silvio. Ma devo essere sincero, è da molto che non ci vado. O perlomeno l’ultima volta fui scoraggiato dalla novità dell’introduzione dei due turni. Trovo fastidioso il doversi affrettare nel mangiare per lasciare il tavolo ad una certa ora o, viceversa, sedersi a tavola tardi magari finendo i dolci già iniziati da altri. Ma forse sono io intollerante perché laureato ormai da qualche annetto.

Last but not least la Bottega di Franco. Il locale è un rustico poco fuori il centro, arredato in maniera calda e retrò con l’illuminazione garantita da qualche lampadario a goccia e tante candele accese su vecchi letti di cera accumulati negli anni. Nel salone principale c’è un camino sempre acceso, da evitare con attenzione la sventura di trovarsi a porgergli la schiena, e addirittura una saletta privata al piano superiore con tavolo da due e caminetto per, inutile dirlo, mielose cenette.

Tornando al cibo, gli antipasti vengono serviti a “nastro” ma, se alcuni vengono lasciati sul tavolo a discrezione dei commensali (mousse di mortadella, insalata con uovo e melograno, cous cous con prezzemolo e uvetta, polenta taragna con gorgonzola), altri vengono serviti dai camerieri. La ricercatezza secondo me è superiore agli altri due locali, così come i primi ed i secondi (non di tradizione bolognese però). Anche i dolci vengono serviti dai camerieri, ma alla fine è meglio così evitando lo “strafoghìo” a cui un goloso come me è sovente vittima. Su tutti consiglio la crème brulè, la mousse ed il salamino di cioccolato. Franco è cordiale, un po’ più atipico invece il cameriere pizzomunito che ogni tanto ti apostrofa con un NO secco alle varie richieste di acqua o pane. Particolare del locale, un lunedì al mese organizzano la cena con delitto. Giorgio Comaschi nei panni del detective ed un manipolo di altri attori inscenano un delitto con successiva investigazione, mentre i commensali, attorno ad un unico tavolone, cenano tentando di risolvere il giallo. Tempo addietro partecipai divertendomi. Ora se non sbaglio la rappresentazione è cambiata e dovrebbe essere: “Il mostro della palude”. 

postato da: Piluto alle ore 20:07 | Permalink | commenti (182)
categoria:piluto
sabato, 25 marzo 2006


OREA MALIA'

Uichend di tiepido sole, ancora provato dalla dignitosa performans al Macondo di ieri sera, mi sveglio e dopo aver fatto colazione, leggo la posta elettronica:

"Ciao Ragazzi... , ciao Maso "Pier Vittorio Tondelli,Francesca Alinovi, Andrea Pazienza, Piero Manai, i Duran Duran iRigheira ma anche Boy George" escono dagli specchi  del mio salone Bolognese ridono sghignazzano si burlano di me', di me' che sono stato inserito nel vostro sito.......anche io RIDO, e' ovvio avrei dovuto essere inserito sia fra quelli che stanno bene ma anche fra quelli che stanno male" - Marco Orea Malià

Ze pauer ov ze ueb. Ze pauer ov ze spettro che in passato si è permesso di sentenziare chi sta bene e chi sta male a Bologna. Io sto bene. Io sto male. Io non so dove stare. Ebbene si, sono un cliente di Orea Malià. Da anni. Nel suo salone mi rilasso e ci vado rigorosamente nei meno modesti giorni infrasettimanali. Adesso che ci penso sarà una ventina d'anni che frequento questo luogo storico della Bologna che fu.

1985, l'iniziazione.
Quando avevo più capelli andavo a tagliarmi i capelli dal barbiere Gianni di Via Massarenti, uno sciatore del lunedì, un umarells eircat  desainer. Ricordo che l'umarell
Gianni non mi dava retta, nel senso che io volevo rasarmi a zero i lati e lasciare dei ciuffi porcospiniani nella parte alta del cranio, ma lui si opponeva. Fu così che mi rivolsi al temutissimo Orea Malià che con la macchinetta ci sapeva fare. Fu un'ottima scelta.

2006, squadra che vince non si cambia.
Nonostante i meno capelli, ci vado ancora e me li faccio tagliare da Pino che non si ricorda mai il mio nome, ma fa lo stesso. Per la cronaca... ci sono andato giovedì pomeriggio ;-)
postato da: maso_ alle ore 13:21 | Permalink | commenti (34)
categoria:maso
venerdì, 24 marzo 2006

LA GRANDE NOVITA' BOLOGNESE

Bologna, 2006, c'è qualcosa nell'aria, qualcosa sta cambiando, se ne stanno accorgendo tutti. In questi ultimi anni, mi è capitato spesso di percorrere la modestissima Via della Liberazione e di fermarmi al semaforo all'incrocio con Via Ferrarese perennemente rosso. In attesa del verde, con morbosa attenzione umarellistica guardavo il cantiere alla mia destra e mi chiedevo "Ma che cazzo stanno facendo?". L'altra sera, al ristorante africano, la risposta. Ieri, nella buchetta della posta la conferma, un volantino che mi illustrava tutto ciò che non sapevo. Ora lo so. La grande novità bolognese del 2006 si materializzerà davanti ai nostri occhi il 26 marzo. Qual'è la novità? Apre una nuova coop. E mica solo coop. Palestra, piscina, centro benessere, 7 ristoranti, bar, banca, lavasecco, agenzia viaggi, tacchi e chiavi, edicola, parrucchiere, nursery... un centro commerciale di nuova concezione dove la persona al centro dell'interesse. Tutto questo a due passi dal Centro Storico. Ma è fantastico! Apritevi al futuro con un nuovo modo di intendere lo shopping in una struttura che unisce l'INNOVAZIONE con il RICHIAMO AL PASSATO. A questo punto qualcuno si sarà già indignato e mi dirà: ma che stupidaggini stai dicendo? Innovazione? Richiamo al passato? Massadittt? E io risponderò: non è farina del mio sacco, l'ho copiato dal sito http://www.officineminganti.it. C'era una volta un'officina metalmeccanica, poi come capita sempre a chi non sta al passo con i tempi, ha chiuso. Domenica apre una nuova officina che guarda al futuro, l'attacco alla Ciaina Taun di Via Ferrarese è stato sferrato. Io mi sto preparando, è questa la novità.

postato da: maso_ alle ore 09:54 | Permalink | commenti (80)
categoria:maso
martedì, 21 marzo 2006


POST MODESTISSIMO

Da quanto tempo non si parla di politica in questo blog? Da troppo tempo. Dopo poi la zente si lamenta che non può più fare i soliti discorsi di destra, sinistra, fascisti, comunisti etc. etc.. Ok, largo all'avanguardia... eccovi una piacevole e banalissima provocazione che parla della nostra città, di un discutibile comizio che sarà off lain sabato pomeriggio in ze senter ov ze siti, di un sindaco modesto he nega una modestissima autorizzazione a modestissimi nostalgici di epoche che mai hanno vissuto. Questo post è per i modesti che si lamentano che da un pò di tempo in questo blog si parla solo di cazzate. Ok. Ecco il post che tutti attendevate. Il post che potrete commentare come vi pare. Il post serio che volevate. Il post dove potrete discutere mettendo a confronto le Vostre verità assolute. Il post manifesto dell'incomunicabilità. Largo all'avanguardia...
 
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martedì, 21 marzo 2006



LA CASA DELLA PENNA

Che regalo fare per un compleanno?
Un libro è un classico, ma se la persona è speciale e avete affidato i vostri risparmi a qualcuno che ne sa un tòt magari potete spendere anche qualcosa in più.
Decido per una di quelle stilografiche Omas maraglissime e vado alla Casa della Penna in via Santo Stefano 19/g.

Il negozio è piccolo e una cappa di fumo mi dà il benvenuto; il primo istinto di ex-fumatore rompicoglioni mi suggerisce di andarmene, poi penso che forse è peggio lo smog fuori dal negozio e rimango.
Sul bancone un pacchetto aperto di Camel senza filtro e un posacenere che fuma mozziconi; davanti a me in attesa, ma senza fretta, una coppia che guarda l'esposizione di penne e un vecchio guercio con un toscano spento tra le labbra; ha l'aria di un abituè passato a salutare un amico, non credo sia un cliente.
Dopo 5 minuti buoni esce un vecchio pelato con la ghigna simpatica e la faccia da ex repubblichino; attendo nell'angolo che venga il mio turno ma lui, gentilissimo, mi chiede cosa desidero.
Una Omas 360, dico sicuro della scelta, lui mi guarda fisso negli occhi e mi dice:

E' per lei o un regalo?
......................................
Un uomo o una donna?
......................................
La mano è grande o piccola?
......................................
Che lavoro fa la persona che riceverà la penna?


Salò nota il mio imbarazzo e subito mi spiega che ogni mano vuole la sua penna.
"Scaleresti il K2 con uno zaino da 100kg sulle spalle", mi chiede? Scrivere con una penna troppo grossa o troppo piccola è la stessa cosa.

Da fonti certe so che un tempo il negozio apparteneva a tal Armando Merighi, fabbricante dei pennini "Mercurio", marca bolognese assai nota prima dell'avvento della penna biro e successivamente nonno del redattore PonyLuna; le mie conoscenze finiscono qui.
Certo, i prezzi non sono accessibili a tutti ma la qualità si paga; c'è pure il vantaggio di entrare in un negozio per pochi, dove i modesti non entrano per principio, i modesti sono abituati alla biro con la catenella dell'ufficio postale....
Entrate anche solo per fare due chiacchere; Salò e l'amico guercio saranno contenti di raccontarvi qualche aneddoto su inchiostri e le penne, ne sanno veramente a pacchi.
Ps: conoscete qualche altra info sul negozio e il suo proprietario?

 

postato da: Chavi alle ore 09:27 | Permalink | commenti (54)
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domenica, 19 marzo 2006

L'APPARIZIONE DI FRANCO ALVISI

Sabato impegnativo per i New Hyronja progetto OLD, ben due esibizioni in una sola serata, la prima al Bar Maurizio in Via Guerrazzi e la seconda al Never Comic Pub di Via Saragozza. Siamo in forma beviamo, cantiamo e grazie al prezioso contributo di Zefram Cocren riusciamo a catturare l'attenzione dello snobbissimo pubblico di fancazzisti post laurea del fantastico Bar Maurizio, un pubblico di gente che tendenzialmente se la tira, così... per il gusto di tirarsela. Le teorie sul ragout di Zefram Cocren scaldano la platea, poi lo sciò dei New Hyronja prosegue nel migliiore die modi, ma c'è qualcosa di strano nell'aria. AEIOUY si aggira per la sala, manda sms misteriosi, entra, esce, scompare, riappare. Ma cosa sta succedendo? Dopo quasi due ore di performans il discusso concerto finisce e carichi di luppolo ci dimao appuntamento al Never, ma comincia a circolare una voce: FORSE FRANCO ALVISI SARA' AL NEVER. Penso al solito scherzo, me ne vado, ma mentre parcheggio in Via Frassinago arriva questo discutibile essemmesse: è ufficiale. FRANCO ALVISI al Never. No! Non ci credo! Facciamo il saundcec, pasteggiamo a panini con cotto, maionese, funghi e attendiamo. Dopo mezzora arriva il fratello di FRANCO ed un suo amico, ci presentiamo, parliamo dell'idolo locale ed è come che ci conoscessimo da smepre poi, ad un tratto, si spalanca la porta del Never ed arriva lui, Franco che ci saluta con entusiasmo. Sembrava di essere entrati dentro alla televisione, sembrava un sogno tipo quando ti svegli alla mattina e dici: sai cosa ho sognato? Ho sognato che eravamo al Never poi è arrivato Franco del Grande Fratello. Così è andata. Un sogno. Alla vista di Zefram Cocren, Franco è andato giù di testa, poi ha visto me, mi ha abbracciato e mi ha detto "Grande Masoooo...avanguardista!". Era tutto uno scattare di flash, tutti intorno a Franco per porgli delle domande sulla casa più spiata d'Italia e lui, gentilissimo che rispondeva a tutti. Poi abbiamo iniziato a suonare, il candidato sindaco di Bologna 2009 Zefram Cocren è salito sul palco a parlare di politica e di ragù, poi ha invitato Franco a salire sul palco ed è stata l'apoteosi. Noi abbiamo suonato bene, Franco chiacchierava cordialemnte con tutti e verso mezzanotte e mezza se n'è andato salutando tutti gli spettristi presenti (AEIOUY, Mello, Oradiicio e signora, Pinball Wizard, Arlene, Emiliana, Max Bartender, Pavlidis, Alessandroid e signora, Roberto). E' stato molto bello. Grazie Franco ;-) 

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sabato, 18 marzo 2006

ZEFRAM E IL RAGOUT

Zefram Cocren si siede sul divano, guarda la tivu e....

Allora miei cari lettori spettrali il redattore a voi tanto caro sta guardando la tv e piu' precisamente la prova del cuoco della pettoruta Antonella Clerici.... una delle zdaure redattrici stava illustrando la ricetta del ragout,quando le mie orecchie hanno sentito una cosa che se mia nonna Giovanna la sentisse nella tomba le verrebbe un inkazzo bestiale.."nel ragout alla bolognese ci vuole il latte!" ma che robazza è questa... statemi a sentire,vi do io la ricetta del ragout ..quello vero ,ricetta
ereditata da generazioni (nonna Giovanna ,bisnonna Desdemona) .... allora soffritto con cipolla,sedano e carota....quando è rosolato ben bene aggiungete la carne macinata tre quarti maiale e un quarto di magro(vitello) ....nel frattempo in una tazza grande sciogliete nell'acqua fredda i pelati insieme ad una dose abbondante di conserva in tubetto(da soprattutto sapore) ...quando la carne è ben rosolata e il rosso è ben amalgamato lo aggiungete .. intanto battete sulla battilarda una bella dose di pancetta che aggiungerete a tre quarti della cottura (circa due ore ) ..secondo mio nonna era il tocco che dava al ragout quella sorta di "untarello saporito " ecco questa è la ricetta delle zdaure bulgnais del ragu

zefram cocren

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venerdì, 17 marzo 2006

H&M A BOLOGNA

Si respira aria internazionale oggi a Bologna. Perchè? Ce lo racconta la nostra inviata AEIOUY

Opening hours: Mon-Sat 10:00-20:00 Sun 12:00-19:30
Bologna - Via Indipendenza 4 -
H&M, multinazionale dell’abbigliamento low cost arriva finalmente a Bologna. L’opening è prevista per le 11.00. Io arrivo con un quarto d’ora di anticipo e riesco a guadagnarmi una posizione privilegiata in attesa del taglio del nastro. Mi guardo intorno e vedo che le mie vicine non hanno più di vent’anni, alcune sono accompagnate dalle madri. Le P.R. di H&M distribuiscono i flyers che permettono di ottenere lo sconto del 20% su una spesa minima di 50 euro. L’orda femminile scalpita, non vede l’ora di entrare e man mano che il tempo passa la fila aumenta e occupa parte di Via Indipendenza, come quando al Baglioni ci furono le Spice Girls. C’è addirittura la Polizia che vigila dall’altra parte della strada. Tutta la giovane e trendy crew di H&M, comincia a guardarci da dentro il negozio. Parte la musica e cominciano a ballare e a caricarsi l’un l’altro, urlando il nome dei manager che li hanno formati nel training prima della opening. Sembra un incrocio tra uno spettacolo di MTV e una Domenica di Amici. La gente continua a fermarsi, compaiono le prime zdaure incuriosite di vedere tanta gioventù. Anche i bodyguard con occhiali da sole neri d’ordinanza, sono fashion. Uno addirittura somiglia a Ben Harper. E mentre quelli dall’altra parte urlano e ballano, inizia il count down. Folla ormai in delirio, i bodyguard si preparano all’assalto. Manca un minuto, parte Hang Up di Madonna, loro da dentro urlano ancora di più. Dieci, nove, otto… BENVENUTI DA H&M!!! La crew crea un varco per farci entrare, come se fosse il Mar Rosso, mentre continuano a gridare. Si rompono le righe e i neoformati commessi si disperdono nei 4 piani di negozio, per controllare che le ragazzine in delirio non siano cleptomani come Wynona Rider. C’è anche una coppietta di anziani, lei con un cappellino e un trolley, che sembravano i coniugi Schumacher di Dirty Dancing. Lei si trascina il trolley per le scale e una commessa le dice che può anche accomodarsi all’ascensore. Finalmente guardo gli abiti che tutte noi indosseremo d’ora in avanti per una sana e consapevole omologazione. I prezzi sono very popular e la merce abbastanza ordinaria e troppo estiva, in un ambiente che sembra la Standa del 2006. Esco dopo 20 minuti a mani vuote. L’omologazione può attendere.

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venerdì, 17 marzo 2006

VITA DA BLOGGER

Verso la fine del 2003 ho deciso di aprire un sito che radunasse i miei articoli apparsi nel tempo sui giornali, così come le recensioni ai miei romanzi. La mia esigenza principale era quella di avere uno spazio da gestire in prima persona, svincolato dalle redazioni dei diversi editori per i quali ho pubblicato.

È stato il mio webmaster il primo a spiegarmi cosa fosse un blog.
«Ti carico lo stesso template del sito su splinder» insisteva con fare sciamanico, «e vedrai che sarà comodissimo, per annunciare le presentazioni o conoscere i tuoi lettori».
Non ero sicuro di voler conoscere i miei lettori. Tutto quel che dovevo dire era già scritto nei libri. Mi imbarazzava, dire altro.
Però, per segnalare le presentazioni poteva essere uno strumento utile. Così ho accettato la proposta del webmaster e sono entrato nel nuovo mondo, irto di nicknames e adesivi antipixel.

All' inizio, è come arrivare a una festa dove non conosci nessuno.
Poi, per fortuna, incontri qualcuno che si mette a fare due chiacchiere.
Si aggiunge un amico di questo qualcuno, una ragazza, altri tipi ancora.
Magari addirittura una biondina adorabile che ti dichiara testuale: «Adoro i tuoi romanzi, mi hanno cambiato la vita». Non fai in tempo a imbarazzarti che arriva un tizio tutto sgangherato e fa: «Sei un maledetto esibizionista, Brizzi».
Proprio come alle feste vere, in un certo senso.

Featuring: quello che ti consiglia i dischi migliori; quello che ti consiglia i dischi ancora migliori; quella rilassata e coltissima; quella che annuncia "io ingoio"; il minimalista (parecchi); il massimalista (ancora di più, almeno seduti in pantofole davanti a splinder); gli appassionati di cartoon; gli sportivi; i drughi; le minorenni; i gigolò; quelli che stanno in un angolo a guardare accigliati gli altri che ballano.
Però fortunatamente, per litigare o guardarsi negli occhi davvero, serve ancora abbandonare il computer e fare ritorno al vecchio mondo non-digitale.
Anche nell' epoca del pixel e dei pin a quattro o cinque cifre... dalla realtà non si fugge!

copiato e incollato da
http://vitadablogger.splinder.com

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mercoledì, 15 marzo 2006

BOLOGNA E CINEMA

Quando a Bologna succede qualcosa, al bolognese piace tantissimo guardare in tivu le sue lochescion preferite. Non importa di cosa si parli, vedere Bologna in tivu piace sempre, ma purtroppo nella nostra città non succede mai niente di eclatante e ci si deve accontentare delle tivu locali e delle modeste notizie di cronaca in Sughi stail. Ma se uno vuole vedere un film ambientato a Bologna che non sia Paris Dabar, Fortezza Bastiani, Paglione, Cavedagne o Acapulco ultima spiaggia a sinistra, cosa deve fare? Beh la scelta non è vastissima, da sempre la città è snobbata dal cinema, ma non disperiamo! Grazie al blog di ANTROPOPHAGUS vengo a conoscenza del discusso film di Domenico Paolella LA POLIZIA E' SCONFITTA, film ambientato a Bologna e acquistabile on lain. Film vecchio, film poliziesco di quasi 30 anni, ma quale piacere vedere una Giulia che sfreccia vicino ai portici di San Luca, due moto che si fiondano giù per le scale della Montagnola... aaah, che bello! Vi siete incuriositi eh? Ok, allora per saperne di più, CLICCATE QUI

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martedì, 14 marzo 2006

60%

Oggi, in totale contraddizione con se stessso, il discusso quotidiano futuribile IL DOMANI mostra in prima pagina una statistica che ci segnala che il 60% dei bolognesi si percepiscono più poveri. Ma va! Il 20% addirittura compra meno cibo, chissà quanto caxxo mangiavano prioma mi chiedo io. Se mi guardo in tasca, mi sento di far parte di quel 60%, se quest'anno continua così guadagnerò la metà dell'anno prima, essere più poveri, guadagnare meno è un modo come un altro per portarsi avanti, finalmente più tempo per noi e meno per il lavoro. Recessione ruls! Accettiamolo, mal comune nessun gaudio e poi la primavera è alle porte (vallo a dire a tutti gli immigrati che stanotte hanno fatto la fila davanti agli indiscussi tempi della modestia: LE POSTE). 60%? Mi aspettavo di più. E voi? Come ve la passate? 

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domenica, 12 marzo 2006


UN BOLOGNESE A ROMA

Alcuni mesi fa il poeta Franco Alvisi entrava nella casa del Grande Fratello, era il primo concorrente bolognese del discusso programma televisivo, in suo onore abbiamo aperto un blog e lo abbiamo sostenuto fino in fondo, poi giovedì lo hanno eliminato e per lui è iniziato il duro confronto con la popolarità e lo sciobisness. Franco parla alle telecamere di Canale 5 come se fosse in Via Riva Reno, si vede benissimo che vuole dimostrare che lui non è come tutti gli altri coglioni che partecipano al Grande Fratello, ma non è così che si fa e c'è tensione nell'etere, il suo intercalare petroniamo fatto di puro sleng bolognese non è per nulla televisivo e viene immediatamente deriso dal grande pubblico. Puvratt. Franco gioca la carta dell'intellettuale, ma il suo fare acculturato si rivela fallimentare e viene snobbato dai cafoni romani che con i culi gonfi riempiono le poltrone dello studio di Buona Domenica; è ormai evidente che il Franco fuori dalla casa non piace. Cazzo! Pure l'opulento signor Platinetti (da sempre fan di Franco) tira il culone indietro e invece di sostenerlo comincia ad apostrofarlo come di solito vengono apostrofati i bolognesi quando si trovano all'estero (cioè fuori da Bologna). "Non sei un poeta, sei una lasagna..." Offese pesissime, inaccettabili. Franco accusa il colpo con nonscialans, ma fa il grave errore di credere di essere nella rassicurante Bologna dove puoi dire quello che ti pare, tanto non vale un caxxo e con il tipico fare razzista che contraddistingue noi bolognesi uber alles, si rivolge al napoletano Pierdefecatio in questo modo "Uè dottò" e facendogli notare una  frase scomoda detta in precedenza "Tu dottò ti sei lamentato che guadagni una miseria... guadagni solo 2500 euro al mese. Ti devi vergongnare". Merda! Franco ha pestato l'ennesima merda! Nella tivu dei deficenti non si possono dire scomode verità. No, Franco no, questa non la dovevi dire! Il popolino romano scoreggiante non te la farà passare questa, l'immenso Platinetti ne approfitta per darti del populista e per te non c'è più niente da fare, la dura legge dello sciobisness nel giro di pochi minuti ti schiaccia la testa e ti costringe a recitare la tua poesia come la si fa recitare ad un qualsiasi cinno scurzone. Ecco. Questo vogliono da te, la poesia.  Vani saranno i tuoi sforzi finalizzati a dimostrare che hai studiato, che c'hai uno straccio di cultura, che vivi a Bologna... non gliene frega un caxxo, quelli vogliono la poesia e basta. Consigli per gli acquisti.
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venerdì, 10 marzo 2006

MERDA-SHOW

[Quando? Come?]
La pera è matura e sta per cadere dall'albero, domani pomeriggio, sabato 11 Marzo, alle 18.30 ci sarà il vernissage, seguito da un ricco buffè, che la Bologna che conta ha aspettato per un lungo inverno.

[Dove? Che cosa?]
A Casalecchio di Reno presso il Punto Spazio Espositivo che si trova esattamente qui; potrete finalmente visionare le gigantografie delle terribili deiezioni canine che ammorbano i nostri meravigliosi portici assieme alle sculture del discusso artista Davide Pavlidis.

[Perchè?]
Arrivare a casa e non doversi chiedere se quella cosa marrone sotto le nostre scarpe è fango o cacca!
Andare a correre al parco senza obbligatoriamente fare la corsa a ostacoli!
Camminare sotto i portici, guardando le vetrine, senza pensare a dove mettiamo i piedi!

Un sogno?
No; vi invitiamo quindi a non essere stitici e partecipare numerosi perchè la speranza di una città migliore parte proprio dall'attenzione alle piccole cose.

L'autore (cioè io) presenterà la mostra questa mattina alle 10:45 sulle frequenze di Radio Città del Capo (96.250 e/o 94.7 MhZ), ascoltabile anche via web cliccando qui

postato da: Chavi alle ore 07:50 | Permalink | commenti (42)
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mercoledì, 08 marzo 2006

manifesto 2004 casa delle donne  per non subire violenza

DONNE A BOLOGNA

(PER )TUTTA LA CITTA'

L’8 marzo è la nostra festa, care donne. C’è da festeggiare? O meglio CHE COSA festeggiamo?
Come quota rosa della redazione, ovviamente, due parole sull’8 marzo me tocca scriverle. E per la dannazione divina che purtroppo mi ha colpito un dì che fu, per me ricorrenza = riflessione. Allora scriviamo delle donne a Bologna soprattutto di come stiamo noi donne a Bologna.
Mano alle statistiche vi delucido un po’ sulla situazione. Il 1° marzo, infatti, l’Assessore al Bilancio della nostra città, Paola Bottoni ha presentato uno studio Donne a Bologna - Le statistiche di genere.

Eccoci qua, dunque, tutte curve e numerini. Siamo il 53% della popolazione complessiva di Bologna, ci sposiamo per la prima volta a 32 anni e a 33 partoriamo il primo figlio (‘azzo, io sono arrivata in anticipo di un anno e mezzo circa! Giovanissima!). Una su 5 di noi vive sola.
Le donne diplomate e laureate (mi sa che qui ci rientriamo tutte, tra quelle che leggono il blog) sono più numerose degli uomini - dei laureati, 51 su 100 sono donne, e, nella fascia di età 25-39 anni, la percentuale sale a 56 - anche se tendiamo ancora a scelte di “indirizzi” tradizionalmente 'femminili'; particolare interessante noi donne dell'Emilia Romagna siamo tra le donne che lavorano di più al mondo, sommando il lavoro per il mercato e il lavoro per la famiglia; e ce ne accorgiamo quotidianamente sulla nostra pelle, sui nostri capelli che cadono a ciocche, sulle nostre mestruazioni irregolari, sui rapporti con i nostri uomini spesso conflittuali e difficoltosi. E qui emergono le contraddizioni quali il differenziale salariale tra uomini e donne (stimato dall'Unione Europea del 20%), la femminilizzazione della povertà e la difficoltà di conciliazione tra attività all'esterno e attività all'interno della famiglia, la maggiore precarietà del lavoro femminile rispetto a quello maschile e una nuova ondata (anche questa sperimentata) di lieve discriminazione delle donne in età fertile.
Ora però, uscendo dalla statistiche e andando più in generale, vorrei dirvi che la PRIMA CAUSA DI MORTE della donne italiane tra i 18 e i 45 anni è la VIOLENZA. Che significa sia violenza sessuale, sia fisica (botte, mazzate, pacche per intenderci) sia psicologica (inadeguatezza a tutto: pessime madri mogli amanti amiche sguattere complici lavoratrici casalinghe insomma poco multasching)

E a proposito di violenza, ecco un esempio di “buon modo” per festeggiare la festa della donna.

Nel 1998, uno straordinario gruppo di ragazze denominato Christine de Pizan ebbe una bellissima idea, che io sappia unica in Italia.

Non solo. La sviluppò e la realizzò.

si chiamava (per tutta la città) una mappa per le donne. Era una cartina di Bologna, double-face come i giubbotti; da un parte (mappa giorno) erano segnati - con appostiti simboli diversificati - ambulatori, consultori, centri di accoglienza, associazioni, enti dove poter rivolgersi per qualsiasi tipo di problema e per qualsiasi categoria di donna (giovani, anziane, migranti, trans, prostitute, ecc.); dall’altra (mappa notte) erano segnalati – sempre con appositi simboli  - quartiere per quartiere, vicolo per vicolo, angolo per angolo, tutti i posti dove poter rifugiarsi o dove essere più sicure a Bologna, per evitare di venire violentate e/o molestate: bar, osterie e locali aperti di notte, punti luce, stazioni di polizia, ecc.

Le balde ragazze si smazzarono tutta Bologna in lungo e in largo, da sole, segnandosi ogni singola postazione, di giorno e di notte. Con caparbietà e volontà – aiutate dalla fu Tavola delle donne per non subire violenza - riuscirono a farsi finanziare e pubblicare il lavoro che diventò una bellissima mappa, illustrata da Vittoria Facchini, e corredata da libretto completo di indirizzi e numeri di telefono.

Non sto a dire che l’iniziativa non ebbe seguito:i fondi furono tagliati e di lì a poco anche la Tavola & affini praticamente sparì.

Oh, ovviamente, per carità, si può sempre festeggiare nel solito modo, per la gioia delle tasche e degli occhi dei ristoratori che vedranno stasera stuoli di donne attorno ai tavoli a fare l’ormai celeberrimo brindisi al “ca**o”.

Io da par mio festeggio Benedetta, Cecilia, Rossella e Francesca e il regalo che fecero alla città.

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mercoledì, 08 marzo 2006

ANTONIO AMOROSI

Non ho letto niente, mi sono piaciute solo le prime nove parole, poi mi sono annoiato e ho copiato ed incollato dal blog di Beppe Grillo, il blog italiano più visitato del paese scarpa (umarells è 67°, lo spettro è 131°, zdaura è 279°, il sito inutile è 720°, deiezioni canine 1267°).

Parlare di destra e sinistra non ha più senso, bisogna parlare di persone oneste o disoneste.
Antonio Amorosi, ex assessore della Giunta di Bologna appartiene al piccolo gruppo di quelle oneste.

"Caro Beppe,

a Bologna per anni una commissione di politici, consiglieri comunali e assessori, da destra a sinistra, bipartisan, assegnava le case ai cittadini scavalcando le graduatorie (4-5000 famiglie) "per motivi eccezionali".
La stragrande maggioranza di chi fa domanda di alloggi popolari ha gravi difficoltà economiche e sociali: portatori di handicap, malati di ogni tipo, anziani invalidi al 100%, persone poverissime, donne sole con bambini piccoli, famiglie numerose senza redditi sufficienti e con anziani a carico; troviamo cioè una umanità disastrata o in difficoltà che vive in condizioni pessime.

Mentre questi comuni mortali facevano domanda al Comune di Bologna e in pratica, diventavano un numero in lista d'attesa per anni (un'attesa di 4-5 anni), dall'altra parte, i politici, con il meccanismo "dell'emergenza eccezionale", assegnavano alloggi ad altri, non necessariamente nella condizione di emergenza ed eccezionalità, scavalcando di fatto, migliaia di famiglie in difficoltà così discriminate che 19 di questi sono pure deceduti aspettando la casa.

Mentre persone anziane e sole morivano , altri con redditi sostenuti avevano un alloggio in poco tempo solo perché i imbattevano o cercavano il contatto con il politico.
I politici istruivano le pratiche delle singole famiglie, raccoglievano le pratiche di singoli casi, decidevano a chi assegnare alloggi, firmavano decreti di assegnazione e contattavano direttamente le famiglie interessate.
Molti di loro lo facevano abitualmente, come ci hanno lasciato memoria negli atti.

Ho sostituito la Commissione di politici con una di tecnici, come da norma di legge, anche in seguito al parere dell'ufficio legale del Comune ma passando attraverso dure polemiche.
Come amministratore e come cittadino, mi é sembrato poi poco etico e alquanto dubbio che nelle case popolari di Bologna vivessero anche consiglieri comunali componenti della commissione che dava in assegnazione le case del Comune o come il caso di un ex consigliere comunale che aveva fatto parte della commissione, proprietario di un alloggio venduto dopo averne ottenuto un' altro d'emergenza o di altri che hanno redditi troppo alti per vivere nelle case del Comune. E la lista è varia.

Ma oltre qualche articolo sulla stampa e polemiche feroci, a Bologna non si può fare emergere questa situazione, né si può dire la verità su centinaia di alloggi assegnati con questi metodi per diversi anni. Utilizzare altri strumenti per correggere e riparare l'imparzialità e l'ingiustizia con cui sono stati trattati i cittadini, vorrebbe dire ammetterne l'esistenza.

E "il Consiglio Comunale che è sovrano" ( parole del Sindaco ) ci ha messo una bella pietra sopra con la solenne sentenza del 6 febbraio scorso: una commissione, infatti, di politici, istituita al fine di giudicare l'operato dei politici che assegnavano le case, è poi pervenuta alla conclusione che tutto era in regola ma che comunque, io assessore, ho fatto bene a sostituire, i politici , con dei tecnici del Comune all'inizio del mandato amministrativo.

Beh! Ma se non è successo niente e tutto è in regola perché allora sono stati tutti d'accordo a non lasciare più lì la vecchia commissione di politici che dava le case con firma di proprio pugno? ..ma non erano così bravi? Non era tutto a norma??!!
Per questo ho presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica e l'8 febbraio scorso mi sono dimesso da Assessore alla Casa della Giunta Cofferati perché nessuno ha voluto fare chiarezza su tutta la serie infinita di gravi irregolarità che emergono dagli atti delle assegnazioni di molti anni degli alloggi popolari nel Comune di Bologna.
La casa è un bene primario che può decidere della vita delle persone, visti i costi e la precarietà in cui versano tantissime famiglie.
La legge italiana stabilisce che politici, assessori, consiglieri comunali o simili non possono assegnare case. E il giudizio della Pubblica Amministrazione deve essere imparziale, trasparente e verificabile.
Per me la legalità è una pratica che serve ad evitare ingiustizie sociali e come Assessore l'ho messa in pratica ma se elimini i problemi, poi, che lavoro fanno i politici che se ne occupano?
Sarà per questo che in Italia ci sono tanti problemi irrisolti e tanti inciuci che risolvono?"
Antonio Amorosi ex assessore della Giunta di Bologna

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lunedì, 06 marzo 2006


MERIDIANA

Esistono luoghi a pochi passi dalla città che i bolognesi manco si immaginano, luoghi non luoghi nati dal nulla che avanza, snobbati dai più, amatissimi dai di più. Ce ne sono tanti, basta osare un giro diverso da quelli che si fanno di solito per trovarsi all'improvviso all'interno di ambientazioni che mai e poi mai avremo pensato potessero esistere. Uno per tutti: il Centro Commerciale Meridiana. L'ho scoperto per caso a dicembre inoltrato e nel bene e nel male mi ha turbato. Frotte di giovanissimi bolognesi vestiti alla moda passeggiavano per le vie illuminate, facevano le vasche come le facevano quelli della mia generescion in Via Indipendenza e gli umarells come per incanto si erano estinti, non c'erano più, o meglio, erano in minoranza. Negozi aperti fino a tarda sera, insegne luminose, ristoranti, bar, cinema... mi sembrava di essere in un'altra città non identificata e invece ero dalle parti di Casalecchio di Reno avvolto dalla massa, circondato da quelli che contano, i modesti, l'elittt. Poi, sconfitto, me ne sono tornato a casa.
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giovedì, 02 marzo 2006

Sotto i portici di via Fondazza
Nella foto: suggestiva immagine dei portici di via Fondazza

SILVIO SAVIO E
L'INNO DELLA BOLOGNESITA'


Sarà stato una decina d’anni fa. Andiamo una sera in un megacircolo Arci a san Lazzaro a vedere una gara di gruppi alla quale partecipava l’amica Barbara (non ci metterei la mano sul fuoco, ma poteva addirittura chiamarsi “festival di san Romolo”). A un certo punto, sul palco sale un tipetto magro con gli occhiali, Silvio Savio, che canta una canzone scritta da lui. La performance non è, come dire, particolarmente esaltante e Silvio se ne va nell’indifferenza generale.

Al momento della premiazione, il presentatore dice “E il vincitore è…” e fa una lunga pausa. E io, dal fondo, faccio la gag e urlo con tutta la voce che avevo in corpo: “Silvio Savioooooo”. Imbarazzo del pubblico e del Panariello ed nuéter, che in effetti premia l’amica Barbara nel gelo della sala stipatissima e rumoreggiante.

Ecco però che la folla si apre come il mar Rosso e appare Silvio Savio. Leo Fansworth mi dà di gomito e mi dice: “Finalmente stavolta vedo qualcuno che ti dà un cartone”. Silvio mi si avvicina: “Sei stato tu a gridare il mio nome?”. E io, dando fondo alla mia modestia: “Certo, tu sei bravissimo, è un’ingiustizia che abbiano fatto vincere degli altri, TU meritavi di vincere!”. Silvio mi guarda, sorride e mi fa: “Ti ringrazio tanto, sei proprio carino, ti voglio regalare il mio cd”. E mi dà un cd autoprodotto dal titolo L’amore manca. Io mi sento una merda e tutto, più o meno, finisce lì.

L’altro giorno, dopo anni e anni, mi sono ricordato di Silvio Savio e ho recuperato il suo cd con sei canzoni. Le ho riascoltate e… miracolo! La canzone Cuori appannati (sotto i portici) è il vero inno della bolognesità, compendio e sintesi di tutto quello che andiamo scrivendo da un anno a questa parte. Ve la trascrivo, così potete pensarci su anche voi.
A proposito: qualcuno sa che fine ha fatto, Silvio Savio?


Sotto i portici, al riparo dal sole
Siamo sempre presenti con i nostri rancori, ragionevoli dubbi
e le solite domande esistenziali

Sotto i portici, quando c’è il temporale
Ci sentiamo protetti da chissà quale male, dentro goffi cappotti
con i soliti discorsi sempre uguali

Senza poi renderci conto che la guerra non è qui
Dio è nascosto in un tramonto e tu dietro a corrergli
Specchio specchio del reame, dimmi chi è più vecchio ormai
Che se ci si può salvare, tra un minuto torno a vivere
Come non ho fatto mai

Cuore appannato ed un soffio di fiato
Senti le cose che fai
Perché ti uniformi alla gente se quello che dici è quello che vuoi?
Cambia colore al tuo sogno migliore ma non perderlo di vista mai
Mettici tutto te stesso, la rabbia che hai addosso, il coraggio e lo sguardo deciso che hai

Sotto i portici - come immobili
Sotto i portici - siamo fragili
In qualunque stagione
Ci troviamo la sera senza alcuna ragione e tiriamo a far tardi
Con le facce già ubriache da bastardi

Senza poi pensare a niente che non sia legato a qui,
Quello che dice la gente non potrà corrompermi
Specchio o vetro, fa lo stesso, dimmi chi è più falso ormai
Che se sono ancora in tempo ora ricomincio a vivere
Come non ho fatto mai

postato da: PonyLuna alle ore 22:22 | Permalink | commenti (53)
categoria:pony luna
giovedì, 02 marzo 2006

FIGARI DI BOLOGNA

Beh se qualcuno parla di Cesare Ragazzi il vostro modestissimo cronista Zefram Cocren vi parla di chi capelli ne ha e deve uno fra i tanti figari......
Ci sono figari di tutti i generi ,dall'intrallazzone (  ora credo usciere in una banca ed ex barbiere del distretto militare) che stava tra la barca e santa viola e dove puntualmente ,tutte le mattine,qualche ex del bulagna del tempo che il mondo tremar fa,anzi faceva,si recavano a compiere l'atto di radersi la peluria facciale (tanto per loro era a gratis e c'erano umarells d'eccezione ,tra cui mio nonno che andavano in pellegrinaggio a vedere quei sant'uomini) ...lo vedevi giro con qualche santone della grande mamma dc ,tra le altre cose...
Ci sono barbieri per modesti,di cui io ricordo i due del pratello,due esserini magri ..di cui ricordo qualche anno fa il riscaldamento con una bella stufa anni 20 ,ma poi hanno chiuso entrambi da poco...
Ma il vippismo bolognese ,da quando sono nato ha due luoghi veramente d'elezione ...Gino in P.zza S.Stefano e il mitico Sultano ,che è uno chaffeur con tutte le comodità del caso ,sauna,idromassaggio,centro di Bellezza ,luogo di grandi incontri ...

Gino è ,noblesse d'oblige,uno dei miei due o tre barbieri( a Zefram piace girare e dipende dalla pilla che ha in tasca) preferiti...ora il vecchio Gino è in pensione da qualche anno e la bottega è gestito da un modesto,ma efficiente calabro saudita..puoi vederci il leader della coalizione dell'italia che verrà Romanus "il maratoneta" Prodi ,un ex sindaco,avvocati vari ,impreditori ,è un luogo che sa d'antico,con ricette di shampoo che sanno dell'altro millennio ,ma tutto sommato è un luogo molto piacevole...ci sono riviste per ingannare il tempo con qualche bella donnina
 
Ma Zefram va anche dietro il mercato delle erbe,a curare i suoi ex interessi politici da widmer e gabriele..widmer è un abitante di via spadini,grande barbiere ,con una cosa di classe dentro la sua bottega ,la filodiffusione...ci ho visto qualche bel personaggino anche li  ...
Ma c'è un posto dove sei hai voglia di vedere le donne piu' belle di Bologna ....ed è in D'azeglio ..
andateci rimarree stupiti...
postato da: maso_ alle ore 09:37 | Permalink | commenti (69)
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mercoledì, 01 marzo 2006

La Santa nera

Lo Spettro della bolognesità in carne ed ossa

Dire che uno Spettro è in carne ed ossa non ha senso. E invece no. Ve mo’ lì. Noi lo spettro a Bologna ce l’abbiamo veramente. E ha anche un sesso. Ed è in carne ed ossa.E’ uno spettro femmina vestita da suora, tutta nera nera che sembra affumicata, seduta sul suo trono da secoli, nella sua stanzina spoglia e ordinata; e non si schioda da lì, anzi, la si può visitare con deferenza per ricordarci la “grandezza” della Chiesa e dei suoi fenomeni da baracc…ooops scusate … dei suoi miracoli.

Si chiama Santa Caterina de’ Vigri

Molti di noi bolognesi l’hanno vista: infatti, per uno strano gusto del macabro (sadismo? frustrazione?) imperante tra le insegnanti negli anni ’70 la si andava a visitare alle elementari; in fila per due, coi nostri grembiulini, felici per la giornata diversa dalle altre che ci aspettava. Faceva impressione; oh, in fondo si tratta di una mummia.     

Ma chi era Santa Caterina? Santa Caterina nasce l'8 settembre 1413 a Bologna dal giurista ferrrarese Giovanni De' Vigri, e da una bolognese. Caterina cresce a Ferrara alla Corte Estense, una corte straordinaria dove la bimba impara tantissimo e, a causa - a dir la verità - di delle gran sfighe, trova la vocazione a Cristo a 14 come terziaria francescana per poi entrare nel Monastero di Clarisse a Ferrara: lì rimane fino al 1456, quando viene chiamata a Bologna a fondare il Monastero – e a gestirlo come badessa - del Corpus Domini, esistente tutt’ora e dove, appunto, lo spettro continua a imperversarE

Caterina era coltissima: musicista, scrittrice, poetessa, pittrice, miniaturista con un temperamento vivace, artistico, portato al canto e alla danza; doveva anche essere una donna estremamente carismatica e, pur veicolando spesso il proprio lavoro all’immagine o alla parola di Dio, scarsamente portata alla preghiera fine a se stessa, visti gli interessi più disparati: compose un poema sulla Passione di ben 5.000 versi!!!! Era spesso preda di visioni e apparizioni.

Il 9 marzo 1463 muore. Vabbè fin qui tutto bene, è morta, è normale, come tutti. Ma……..strani fenomeni cominciano a manifestarsi dopo la sua sepoltura, miracoli, illuminazioni, conversioni. Una venerazione sempre crescente si sviluppa attorno alla figura di questa donna che, per i bolognesi è semplicemente “La Santa”. Il suo corpo, dissepolto dopo diciotto giorni per i prodigi che si stavano verificando, fu trovato intatto, flessibile, profumato, bianco e rosso come un bambino. Pian piano divenne nera ma, il suo corpo incorrotto, dopo oltre 5 secoli si conserva ancora oggi ed è in venerazione nel Santuario del Corpus Domini in Bologna in Via Tagliapietre.

Papa Clemente XI la proclamò Santa il 22 maggio 1712. la sua festa è il 9 di marzo, il giorno della sua morte.

postato da: lasima alle ore 13:10 | Permalink | commenti (74)
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