
STORIE DI ORDINARIA
BOLOGNINA
La Redasione è lieta di regalarvi questo racconto scritto dalla nostra fida collaboratrize Liz. Buona Pasqua con la q a tutti.
Dunque. adesso mi sfuggono i particolari, quella che voi conoscete come Liz, conobbe un Tizio il 2 gennaio di qualche anno fa. Lei appena entrata in casa, notò subito che sul letto aveva un libro capovolto per tenere il segno, era arrivato circa a metà, STORIE DI ORDIANARIA FOLLIA, il mio.
Marzo 2006 eccomi preso, copiato e incollato nella prima ecopagina del libro scritto da quel Tizio. Gli serviva il pezzo del macello. Faceva pandant con la storia. Non male direi il ragazzo, non male.
La Liz forse non la pensa uguale, tantè che a un certo punto prende il libro e lo getta per terra, stanca di troppe parole e nessuna vera azione in tutta la giornata ,spegne la luce, si raggomitola e chi s’e’ visto s’e’ visto. Buonanotte.
Tutto tace , il sonno è profondo. E' disarmata ed è proprio lì che posso approfittare e mi insidio.
Mi infilo sotto le coperte scalciando quel suo dannato gatto che mi soffia contro e che prima le dormiva appiccicato addosso. Col pelo di quello io ci farei delle babucce per l’inverno….io, altrochè.
Le sfioro il profilo ingenuo, ma vorrei toccarle le coscie e dirigermi con la mano in altre direzioni….oramai sono maldestro, non sono piu’ abituato, faccio casino e tanto non mi tira piu’. lei si sveglia con la faccia stropicciata e incredula:
‘’Cosa ci fai Buk qui?’’
‘’Come, Liz, cazzo ci faccio? Perchè? Non sarei dovuto venire? Mi copiate e incollate, mi leggi ancora una volta, mi invochi, mi pensi, mi ami, tiri delle ingiurie nel sonno eeeeee…..così sono arrivato. Per venire a Bologna a trovarti dovevo forse andare in Costa Saragozza a raccogliere o a pisciare sopra alle margherite? Dove potrei vedere dei cavalli imbizzarriti che escono dalle stalle e corrono in mezzo alla strada e magari tirano calci alle macchine parcheggiate se non qui in Bolognina? Ti ricordo, bella, che c’hai l’ippodoromo qui dietro. c’hai sto culo qui!!!’’
‘’Cosa me ne frega a me!?! Buk, piuttosto, hai bevuto? Non fare il coglione! di ben che non sai stare lontano dagli ippodromi e essendo a Bologna ti veniva comoda casa mia’’
‘’Mai stato piu’ lucido. ho smesso di bere da un pezzo’’.
‘’Buk, ti ho sempre immaginato tutto scartolato e invece….’’
‘’E invece mi puoi immaginare come ti pare. Alzati che c’è il sole! portami fuori, devo andare all’ippodromo, non ti do fastidio più di tanto, nessuno mi vedra’ esisto solo per te, daaaaarling ‘’. Le strizzo l’occhio. faccio ancora un certo effetto sulle donne.
‘’Devo fare dei giri e poi mi stanno pesantemente sulle palle le scommesse con animali, all’ippodromo non ci metto piede’’. Pero’ poi mi asseconda, si alza, si veste un po’ meglio del solito e mi porta fuori.
‘’Prendimi a braccetto baby’’. Le piaccio, le piaccio!
Direi che siamo nel mezzo del quartiere cinese, un tot di musi gialli che si strafanno di cazzi loro e mai e poi mai si mischierebbero con dei musi bianchi, troppo distanti nel cervello. Almeno per ora.
Nessuno pratica Tai Chi Chuan all’aperto o che faccia Shiatzu, eroboristerie cinesi ne ho viste due, ma nessuna palestra dove entrando ti senti dire da un real Chinaman ‘’ dai la cera, togli la cera ’’ per 65 euro al mese, del Feng Shui manco l’ombra , nessun tempio taoista.
Camminiamo. davanti a noi una coppia di cinesini che si infileranno in chissa’ quale portone a fare chissa’ cosa…. o borse o altri cinesini in serie.
Lei, magrina e minuta , vestita alla vostra moda, e lui una brutta copia di Bruce Lee ma, colpo di scena, lei si scosta giu’ dal marciapiede e con molta naturalezza si soffia il naso con le mani, lui invece ne approfitta del momento e GRRRRRRRR scaraccia per terra. Un lumino gigante, poi si baciano sulla bocca.
Rido nel vedere la Liz che contrae i muscoli facciali , aggrotta le ciglia e internamente le si contorcono le budella.
Diverse culture. diversi modi di soffiarsi il naso. Il bacio pero’ e’ uguale.
‘’Qui c’erano: un negozio di dischi, di strumenti musicali, il negozio di frutta e verdura di mio padre, la lattaia, il mobiliere e ora negozi cinesi. Cosi’ e’.’’
Micro giardini in fiore, profumi di spezie , involini primavera e soffritto mattutino che si mescolano formando un odore strano. nell’aria i mondi si incontrano e si strusciano. Solo nell’aria avviene la perfetta fusione di mondi. Solo l’aria accetta tutto. E' nell’ etere che avvengono gli incastri piu’ perfetti. nell’etere tutto e’ possibile.
E' strano questo quartiere, ci manca solo una macelleria con appesi al gancio cani e gatti squartati, menu afrodisiaci a doc, draghi rossi che sfilano durante il capodanno cinese oppure grandi baobab e leonesse che corrono dietro a zebre e qualche elefante che tiene rasato i giardini pubblici, rinoceronti che corrono dietro al 25 , coccodrilli che escono dalle fogne o uomini che compiono riti voodoo collettivi. Infatti, giri un’ angolo e ti trovi magicamente in Africa. Africa e Cina pero’ non sembrano andare molto d’accordo, ognuno piscia e delimita il suo territorio.
Territorio Africano. Davanti a un baraccio di ultima (che senza l’aiuto di Maometto, Allah o lo Sciamano del villaggio, avrebbe gia’ chiuso da un pezzo), due ubriachi quanto basta si spintonano, la polizia passa e non ci fa piu’ nemmeno caso. I toni diventano accesi, arrivano alle mani, diversi modi di puntualizzare:
Uno minaccia l’altro sventolando una bottiglia vuota di birra davanti alla grugna. gli altri intorno stanno a guardare imperturbabili. la Liz mi fa cenno di attraversare la strada e mi dice ‘’fatti i fatti tuoi, le regole qui sono sempre state un po’ diverse’’. Non ha ben campanato che non ci posso fare un cazzo che non volevo e comunque non sarei potuto intervenire.
Nelle vie meno battute, casette fighette ristrutturate con tanto di giardinetti ben curati e Mercedes parcheggiate. PILLA dite voi? Poi subito dopo seguono palazzi popolari dove nel cortile condominiale, cinnazzi pieni di gel gesticolano con ragazzine dalle tette grosse, sfoggiano tutta la loro livrea giovanile.
Ci si potrebbe fare un documentario sulle tecniche di riproduzione umana, si danno talmente da fare nella speranza di ‘’infilarlo’’ poi in serata, che ne varrebbe la pena. Nessuna impennata però, nemmeno con i motorini.
Ad un incrocio, per racimolare due soldi, un tipo approfitta del semaforo rosso, si mette a fare il giocoliere con birilli bianchi mentre Prince, il giovane extra, insiste per lavarti il vetro. qualcuno irritato tira delle bestemmie. per alcuni rimangono solo tempi duri e Loro di bestemmie ne hanno tirate una sequela prima di recarsi li’.
Piazza dell’Unità…. un bambino sta a cavallo del suo triciclo elettrico e va a sbattere contro il bordo di un’ aiuola cade e si fa male. sembra un mongolo. Su quel bordo ora insulso, quando era piccola, la Liz ci vedeva dei punk che sedevano tutti in fila come galletti . Ora le bellissime e coloratissime creste si saranno afflosciate chi per un motivo chi per un altro e se c’erano ancora i punk il cinno forse non avrebbe sbattuto, anzi, per paura, sarebbero passati dall’altro lato della strada il cinno avrebbe preteso il gelato, il padre glielo avrebbe comprato, si sarebbe inzozzato la maglietta e la mammina l’avrebbe lavata col dixan.fine.
Passiamo a trovare la mamma della Liz: è lei ad avere il balcone visibile più fiorito di via Fioravanti. Almeno credo. Adesso i fiori quasi stonano. con un filo di malinconia la Liz mi dice che , prima di tutte ste gru modello base spaziale Nasa, li’ c’erano il Link (?????????) e prima ancora il mercato ortofrutticolo e prima ancora alberi. molti alberi. Mi saltano al naso profumi inebrianti di frutta di stagione e, voci e schiamazzi di gente del sud. adesso la stazione dei treni e la velocità hanno fagocitato tutto, anche il cervello della mamma della Liz. A me non me ne frega un cazzo intendiamoci voglio sempre e solo andare all’ippodromo.
Dio bono , prima pero’ vicino alla chiesa del Sacro Cuore, entra in un negozio africano. Se ne esce tutta felice con una crema per capelli e un paio di pantaloni senegalesi blu con gli elefantini bianchi:
‘’Guarda cosa ho comprato. Carini eh?’’
Mah a me fanno cagare! la negra l’ha presa per il culo bene direi: dal tempo che ci ha messo pensavo uscisse con una cascata di treccine.
Le corse saranno gia’ iniziate ed io inizio a spazientirmi e si dirige dritta in via Arcoveggio. Sala Bingo.
‘’Vai a fare Bingo Liz,? metti una mano qui….’’
‘’Stai mo’ buono Buk, e’ qui l’ippodromo!!!!’’
ALLORA BINGOOOOOO, ECCOMI a CASA. L’IPPODORMO!!!!!!!
Si, sto lì tutto il santo pomeriggio. Che paradiso.
Alla sera a cena rivedo la Liz e le racconto un po’ di cose, lei fa finta di interessarsi ma lo fa solo per cortesia e allora cerco un argomento in comune, ma quale? ah si, il motivo scatenante per cui sono qui:
‘’Liz, ma quel libro, intendo, quello del tuo amico, e’ stato scritto sotto la stessa porzione di cielo che vedi quando ti affacci alla finestra e annusi i fiorellini?
‘’Cosa c’entra Buk il libro con le corse all’ippodromo adesso?’’
‘’Niente, e’ che se eravate sotto la stessa porzione di cielo quando pulivano le stalle, almeno vi accomunava la stessa puzza di merda di cavallo’’
‘’Stessa visione di luna Buk, stesse stelle, stessa puzza di merda, stessa merda. Contento?’’
Silenzio.
Mi siedo sul divano e sorseggio il caffe’ bollente , allungo le gambe e mi stravacco sui cuscini rossi:
‘’Liz, tesorino, per chiudere in bellezza, dove posso trovare delle puttane? ‘’
Lei non fa una piega e mentre lava i piatti senza voltarsi mi dice : ‘’Esci dal cancello e tieni la sinistra, sempre dritto e ti trovi in via Stalingrado, la prima che vedi all’angolo sembra una befana con gli occhiali, pero’ e’ veramente una puttana. le altre sono meglio ma sono per la maggior parte dei busoni’’
‘’Busoni?’’
‘’Si, dei travestiti, degli omosessuali….qui si dice busoni’’
‘’Ah! ok ok, ho capito. Sai oggi ero tentato di comprarti quei bicchieri con le cinesi nude a gambe aperte cosi’ magari al prossimo giro ti potrebbero venire certe idee e io rimarrei qui spapparanzato sul divano’’
‘’Creten!’’ Ride finalmente,mentre io dicevo sul serio.
‘’Sta notte Liz non ritorno. Puo’ essere che non torno più’’’
‘’Ok Buk, ripassa pure quando vuoi’’
Stecche di luce dalla finestra. Skin e Alice raspano nelle coperte e si fanno sentire e’ ora di colazione, non si discute.
’’Skin, Dada,…buongiorno! sta notte, che poi era giorno, ero in giro in Bolognina con quel porcone di Buk’’ ha detto.
Liz, ti diro’, non e’ poi cosi’ male la Bolognina vista con i tuoi occhi, io pero’ salvo sempre e solo l’ippodromo.
Uhà uhà uhà
Spettro di Charles B fituring Liz