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mercoledì, 31 maggio 2006



QUANDO BOLOGNA ERA INNOVESCION

Le leggende a riguardo si sprecano. Io non c’ero.

Comunque tutto cominciò il 9 gennaio 1995. Nel pomeriggio dicono.
Nacque Iperbole, la prima rete civica telematica italiana, la seconda in Europa dopo Amsterdam.

Successe che Internet era agli albori (Repubblica.it sarebbe arrivata solo nel 1997), una roba per smanettoni (come Maso).

Successe che ad Amsterdam aveva preso da poco il via il progetto “Città Digitale”: un gruppo di informatici, finanziati dal Comune, aveva creato la prima rete civica telematica europea. In pratica  si dava ai cittadini (gli Amsterdamiani?) la possibilità di accedere a Chat, Forum, ai gruppi di discussione online ed anche ad Internet. Lo scopo era quello di costruire una comunità civica virtuale per informarsi e riflettere sulla città, sull’amministrazione, per partecipare (una sorta di spettro dell’Amsterdamietà ante litteram).

Successe che a Bologna c’era uno che era assessore all’innovazione, tale Stefano Bonaga. Il prof Bonaga (probabilmente ben ispirato dalle forme della Parietti allora di lui compagna) si chiese: cosa succede se mettiamo insieme la rete civica telematica tipo Amsterdam con l’efficienza amministrativa tutta emiliana tipo Bologna? La risposta fu semplice (ma innovativa davvero): Iperbole!

Il 9 gennaio del 1995  il Comune iniziò a distribuire connessioni ad Iperbole. Veniva dato uno username, una password e un indirizzo email. Si poteva navigare gratuitamente ed avere il proprio indirizzo (anche se Iperbole il primo anno non permetteva l'accesso a Internet ma solo la possibilità di comunicare con altri utenti e di accedere alle info del comune). Fu lanciato anche il sito web, la cui home page di allora è disponibile qui.

I cittadini scoprirono la novità con calma: nel gennaio ‘95 solo 172 bolognesi divennero membri di Iperbole. Un paio d’anni dopo però, erano già diventati diecimila.

A differenza di Amsterdam, Iperbole era un servizio tutto del comune. Ciò ne riduceva il lato comunicativo e di “community”, ma faceva anche del comune “il garante civico dei nuovi diritti emergenti nell’era del digitale”.

Io non c’ero, comunque.
Voi vi ricordate di quei tempi? Ma soprattutto, vi ricordate dei tempi in cui il comune proponeva qualcosa di innovativo (anche se all’inizio per solo 172 persone e magari tutte giovani)? 

*ps: forse prima o poi seguirà post Iperbole n.2 con la fine della storia, le statistiche e il futuro di Iperbole*

postato da: mello alle ore 01:16 | Permalink | commenti (78)
categoria:mello
domenica, 28 maggio 2006
146_4646
POSTI CHE NON CI SONO PIU’
 
Ci sono posti che in certi periodi della vita frequenti tantissimo, vuoi perché sono il luogo in cui la tua balotta si assembra o perché ti sta simpatico il tizio dietro al bancone o più banalmente perché sono proprio sotto casa.
Poi ad un tratto basta, semplicemente smetti di andarci.
Passano gli anni e per caso ti ci ritrovi davanti, scoprendo di non essere più di fronte al locale come te lo ricordavi, ma di fronte a qualcosa che sembra uscito dallo spazio siderale.
E’ quello che mi è successo l’altra sera con un mio compare. Eravamo in via Andrea Costa, era già passata l’ora di cena e mi fa: “Senti Piluto, visto che siamo in zona che ne dici di andare a farci due spaghi in quel covo di fortitudini che è la Locanda del Cristo?”, ed io: “Perché no?”. E così giunti davanti all’esercizio che fu ci siamo ritrovati, un po’ sbalorditi, a cercare di decifrare un insegna che tra gli ideogrammi recava la scritta “Ristorante Cinese Fortuna”.
I locali, nel tempo, non cambiano solo perché muta l’insegna o l’attività. Cambiano anche se c’è un avvicendamento nella gestione. Fulgido esempio ne è la Frasca, di cui ho già avuto modo di parlare a sufficienza in un precedente post. La quale, dopo l’eiezione di Lele da dietro il bancone alla volta di Formentera, è stata gestita con lo stesso nome da altri personaggi con altri (leggi: scarsi) successi.
Poco più in la della Frasca all’inizio di via Sant’Isaia c’era quel baretto per alcolizzati conosciuto come Da Frank. Frank nella nostra semplicità di fanciulli rappresentava il bere nella forma da adulto, anche un po’ pappone, perché ti faceva ubriacare a suon di cocktail mostruosi, colorati e fiammeggianti tra cui mi ricordo i primi chupiti da me bevuti, e poi regolarmente ri-emessi nei vicoletti attigui. Frank ora si è spostato in via Mazzini dopo il ponte della ferrovia riaprendo come Voglia Matta Drink.
C’era poi un posto su per i colli che, sia per la vicinanza che lo rendeva agilmente raggiungibile in vespa da San Mamolo o da Siepelunga, sia per il rapporto qualità-prezzo, era meta consueta per le cene in balotta. Mi ricordo anche che negli ultimi tempi c’erano due umarell che di ugola e di chitarra si guadagnavano la cena. Li vedevo sbafare assieme alle mogli prima che arrivassero i clienti, suonando poi ai tavoli tipo trattoria trasteverina. Bene, anzi male. Anni fa ci sono passato davanti in bicicletta trovando, invece del vecchio casolare, un cumulo di macerie ed un cartello che indicava che sarebbero presto sorte delle villette. Il ristorante era La Felina, i cui gestori dopo aver venduto, hanno provato a riproporlo a Vado o Badolo, non ricordo, con gli stessi fasti della Frasca di cui sopra. A testimonianza e perenne ricordo per le generazioni future, rimane il cartello segnaletico mai eliminato, che si erge come un’onoranza funebre all’angolo di via Siepelunga.
Sempre in zona Siepelunga esisteva un baretto (qua i facinorosi di classe si astengano dal continuare a leggere) chiamato Frappi, gestito da Gigi e da sua moglie Meri, che era uso accogliere i rampolli (e non) bolognesi durante i loro pre e soprattutto post serata. Tali avventori di elevato lignaggio gradivano soprattutto la consuetudine che aveva Gigi nel chiamarli tutti per cognome mentre con fare da uno-che-ne-sa-a-pacchi li allungava un PM (toast prosciutto e mozzarella). Qualche tempo fa però, a seguito di problemi familiari, Gigi ha venduto ed è subentrato un nuovo gestore, antipaticissimo come persona, ma che sul bancone offre una quantità decisamente signorile di antipastini con cui ci si può ingozzare sorseggiando amabilmente un rosso delle Cavedagne di Terrecalanco di Riola.
Calma non ho finito, ne ho un altro, forse il più complesso per sforzo mentale nel ricostruire l’annosa vicenda. Qualcuno di voi ha mai sentito parlare negli anni ‘80 di Ermanno in via S. Stefano dove adesso c’è l’osteria Da Giampi e Ciccio? Bene quel locale era famoso perché teneva aperto il ristorante finanche le cinque di mattina. Poi chiuse. Gli subentrò un ex-Righi di nome Colliva che mi raccontò che in cucina aveva trovato non so quante trappole per burdigoni (il che non vuol necessariamente dire che ci fossero anche loro). Vabbè, non ha importanza, quello che volevo chiedere agli spettristi è questo: qualcuno di voi mi sa confermare se Ermanno sia poi diventato il cuoco dell’osteria Il Cannone in via Andrea Costa, gestita da un certo Mazza, e che la sorella (o l’ex moglie) gestisca adesso Il Postiglione in zona Piazza Minghetti?
Chi sa parli, o taccia per sempre.
postato da: Piluto alle ore 21:27 | Permalink | commenti (121)
categoria:piluto
sabato, 27 maggio 2006


PAGINE DI CANICOLA

Entro in libreria e chiedo di questo libro.
"Non so se lo abbiamo e..."
Percepisco imbarazzo nella sua voce, nella saletta vicino sento un'altra voce che recita.
"Stiamo leggendo il nazismo spiegato a mia figlia... può passare più tardi?".
Esco.
So che non ripasserò.
E' tardi.
Via Indipendenza
pullula di gente,  il duomo di Bologna è pieno di gente, fuori c'è la pesca, dentro c'è la messa e davanti ai gradini della chiesa gli zingarelli fanno affari d'oro.
Cammino per il mercatino di Via Altabella, uguale, sempre lo stesso, immobile, immutabile e mentre assaggio il salame di cinghiale, due frichettone dall'accento modenese parlano di  prodotti indiani e convincono all'acquisto l'inesperta di turno.
Nannucci ha già tirato giù la seranda.
Accellero il passo.
Fa ancora caldo.
Entro da Feltrinelli che sta chiudendo.
Fa caldissimo.
Chiedo il solito libro e mi dicono che è più avanti.
Vado più avanti ed entro in un forno.
Ovviament il libro non c'è, richiedo e mi dicono più avanti dove più avanti significa ancora più caldo.
Finalmente lo trovo.
Guardo la copertina, mi ricordavo un corvo e invece c'è uno scorpione.
Va bene lo stesso.
E' lui.
Il popolo dei ritardatari si dispone scompostamente in fila alla cassa.
Fa caldo.
Le cassiere parlano tra di loro nervosamente sussurrando parole tipo "Condizionatore rotto", "Lavori di ristrutturazione", "Era ora", "Mi sono accaparrata un ventilatore".
"E' aperta anche questa cassa!!!!" grida una.
Ci spostiamo in massa e muoviamo del caldo.
Dietro di me c'è uno che fa il fico con la ragazza che è con lui e mi alita sul collo citazioni colte.
Subisco.
Poi viene il mio turno.
Voglio uscire.
Tento di pagare.
"Ce l'ha la carta Fidelity?"
"No"
"Carta di credito o Bancomat?"
"Carta"
E mentre striscia la banda magnetica, poco più in là una voce fastidiosa e indispettita si rivolge alla cassiera #3 e le dice: "Insomma...non possiamo venive qui a compvave dei libvi in qveste condizioni. Un caldo così è fastidioso e sopvattutto inaccettabile".
Lo guardo e penso "Ma come si pevmette?".
Tra il nervoso generale esco.
Che schifo  "la gente".
postato da: maso_ alle ore 20:39 | Permalink | commenti (24)
categoria:maso
venerdì, 26 maggio 2006
Storica pagina del Resto del Carlino
QUOTIDIANE LETTURE A  BOLOGNA

Come districarsi nel fittissimo reticolato politico-calcistico-madonnaro-proibitivistico che ultimamente attanaglia l’opinione pubblica bolognese? Come formarsi una propria opinione? Come capire la Bologna di oggi? Ma attraverso i vari e “sfaccettati” mezzi di informazione felsinei, siocchi (senza “c” si badi bene)! Umarell, lavoradaur, szdaura, mamma, studente insede o fuorisede che sia, il nostro cittadino ha a disposizione, a parte le TV ben 4 giornali: che tutti i giorni ci squadernano la – desolante? – panoramica della nostra città: il Domani e Il Resto del Carlino che sono locali locali e Repubblica e l’Unità che di locale han la cronaca di Bologna. Oltre a “lo Stadio” di cui non parleremo in questa sede.
Eccoli qua
il Domani. Nasce come allegato a “La Stampa” per la cronaca locale. Direttore: Giuliano Musi. Editore: Editoriale Bologna s.r.l, presidente Claudio Mengoli espertissimo del settore cooperative (pezzo grosso Legacoop) membro della Direzione provinciale dei DS.
Capirete da soli la sfumatura politica che caratterizza il giornale.
Grafica abbastanza chiara, i suoi giornalisti (spesso molto giovani, spesso alle prime armi) non hanno il dono della sintesi. Il lettering non affatica la vista. Discreta attenzione anche per la Provincia. Ha l’oroscopo. Tiratura piuttosto bassa perché poco letto. Un mistero (poi mica tanto) come sopravviva
www.ildomanidibologna.it
Il Resto del Carlino. Giornale storico di Bologna, fondato nel lontanissimo 1885. Direttore:Giancarlo Mazzuca. Editore: allora, qui è un casino. il Carlino infatti fa parte del network Quotidiano Nazionale – QN che fa capo alla Poligrafici editoriale s.r.l. di proprietà dei potenti – destrofili – Monti Rieffeser, Il QN fornisce le pagine nazionali – che il Domani non ha - ai locali ma sono assolutamente superflue quanto ad autorevolezza.
E’ da sempre il giornale più letto di Bologna anche se con il tempo, le cessioni e le trasformazioni più che un quotidiano al servizio della città sembra al servizio di tutti gli interessi tranne che della città. Larghissimo spazio alla provincia e allo sport lo salvano e, soprattutto, sei sicuro che, prima o poi, sul Carlino ci finisci anche tu. Ci scrive il nostro amatissimo Cesare Sughi. Ha l’oroscopo.
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net
La Repubblica - Bologna. la pagina locale ha compiuto nel 2005 25 anni. Direttore Nazionale: Ezio Mauro. Caporedattore Bologna: Aldo Balzanelli Editore: Editoriale l’Espresso. Qui devo essere brava a non farmi scappare da tutte le parti la preferenza. Di moderata sinistra, la Repubblica Bologna, per intenderci è il giornale nel quale noi che facciamo comunicazione ed eventi vogliamo sempre finire. Un classico: “eeeh, siamo finiti solo sul Carlino…”; “Repubblica ci ha fatto solo il tamburino, uffa”. Ho già detto tutto. Ci ha i suoi difetti ma è e rimane il migliore
www.bologna.repubblica.it
L’Unità. Qui anche i sassi sanno da che parte siamo. Direttore: Antonio Padellaro. Editore: Nuova Iniziativa Editoriale s.p.a. Troppe cose da dire. Quindi vado di ricordo personale: il mio vicino Cenacchi che, ottusamente fedele al partito, ogni domenica senza tema di errore, mi appendeva l’unità al cancello e a fine mese passava a incassare. Caparbio come il Club degli Editori anche se io dissi no a un certo punto passarono mesi prima che smettesse. 4 paginette stinche per Bologna di cui la metà sono i cinema ma, insomma, valga per tutti e per tutto la fine della famosa barzelletta: “vòlen..vòlen… svulàzen…”
http://www.unita.it

Voi quale leggete abitualmente? Come li trovate? Ma, soprattutto, VOI leggete?

postato da: lasima alle ore 12:26 | Permalink | commenti (64)
categoria:lasima
giovedì, 25 maggio 2006

Nella foto: indicato da una freccia,
uno di quelli che pullulano si imbuca a un matrimonio


QUELLI CHE PULLULANO

Quando andavo all’università – e in realtà anche prima, anche dopo e anche adesso – c’era una tizia, ribattezzata SCHIACCFEIS  (leggasi Schiacchfeis, con la “c” dolce e l’accento sulla “e”) per un’evidente conformazione facciale, che pullulava ovunque. Andavi a lezione? C’era Schiaccfeis Andavi a una festa? C’era Schiaccfeis. Andavi all’aperitivo? C’era Schiaccfeis. Andavi allo stadio? C’era Schiaccfeis. Andavi al pronto soccorso? C’era Schiaccfeis. Ti fermavi al semaforo? Nella macchina vicina c’era Schiaccfeis !!!

Ora, io lo so che “Bologna è un bidet”, come dice un’elegante contessa mantovana di mia conoscenza, ma perdio è possibile che ci siano delle persone che pullulano ovunque e persone che invece non si incontrano mai? So che il tema è futile e verrò subissato di improperi o, forse, silenziato dall’indifferenza, però a me sta cosa fa pensare. Tipo: le mie compagne di liceo non le ho mai incontrate una volta per caso. Quelli che pullulano sono sempre gli stessi e li si vede sempre. Alcuni sono delle macchiette – le due gemelle bionde, l’elegantone, Bacchelli, Perich, quell’altro ben vestito con il bulbo lungo e gli occhiali, etc. –, ma la maggior parte sono dei semplici e dei modesti che però ti ritrovi ovunque vai.

Puoi essere in Capanna o al Livello, ma Schiaccfeis c’è sempre. Assurdo.
postato da: PonyLuna alle ore 08:13 | Permalink | commenti (115)
categoria:pony luna
mercoledì, 24 maggio 2006


DON LUCIO

Settembre. Il terribile professore di informatica Mastrogiacomo ci aveva bocciati in dieci e tutti e dieci avevamo chiesto di cambiare sezione per il solo motivo che ripetere la terza superiore dei programmatori  ed essere di nuovo in balia di quel folle avrebbe significato solo una cosa: non diplomarsi mai. Io poi, lo avevo pure mandato a fanculo durante l'ultimo fallimentare ricevimento dei genitori... insomma, bisognava cambiare sezione, era fondamentale, ma non scontato. Don Lucio, il vicepreside del Tanari convocò alcuni di noi e ci disse "Ragazzi, non è possibile farvi cambiare sezione a tutti, qualcuno deve rimanere". Panico. "No Lucio, non posso rimanere in P1 (la sezione dei programmatori)" disse uno di noi, ma Lucio non gli rispose. Rassegnarsi? Mai. Fu così che propsi a Lucio una sorta di lotteria o forse rulettt russa. "Facciamo che mettiamo dentro al cestino della carta dei bigliettini con i nomi di tutti quelli che hanno fatto domanda al corso per programmatori compresi i nomi di noi bocciati, poi sorteggiamo dieci bigliettini a caso. Quelli che vengono sorteggiati vanno in P1". Silenzio. Lucio sorrise, prese il cestino, noi scrivemmo i bigliettini con tutti i nominativi, poi ci fu il sorteggio e ci andò fatta di culo.  So benissimo che Lucio se l'è ghignata troppo, ma era fatto così. Nel suo ufficio di vicepreside c'era sempre un gran via vai di somari (lusers totali) e di gente con la faccia come il culo (cavalieri della modestia, quelli che vincono sempre), Lucio aveva una buona parola per tutti, ma a volte riusciva ad essere impopolare e quando faceva così ci stava sui coglioni. Ok, lo faceva per il nostro bene, lo so, ma che palle, lo so che provava a farci un pò capire che nella vita non si può fare quel cazzo che ci pare, ma a volte era un pelino scorretto. Don Lucio era il preparatore spirituale del Bologna, non ho mai capito cosa fosse il preparatore spirituale del Bologna, ma la figata era che nel suo ufficio da vicepreside venivano spesso i giocatori del Bologna e noi facevamo amicizia con loro a scapito del rendimento scolastico. Poi c'erano le bazze di Lucio, biglietti per lo stadio, biglietti per il palasport, biglietti  di qualsiasi evento spettrale, ma soprattutto Lucio elargiva una buona parola per tutti i neodiplomati e come per incanto molti finivano a lavorare in banca. Niente di strano,  funzionava così, funziona ancora così e chi ne ha avuto voglia ha fatto pure carriera, altri si sono limitati a tenersi stretto un impiego modesto. Don Lucio era comunque una gran cartola, lo potevi amare, lo potevi odiare, ma non passava certo inosservato. L'ultima volta che l'ho visto è stato l'anno scorso, ero in Via Farini, stavo salendo sul mio scuter e l'ho visto.
"Ciao Lucio"
gli ho detto.
"Ciao Masotti...come stai?".
"Bene e tu?"
"Si tira avanti... ma cosa fai nella vita?"
"Mi  occupo di siti internet...etc. etc.".
"Ti piace?"
"Beh, si.... sempre meglio che fare il ragioniere"
.
Ha riso, poi ci siamo salutati con un arrivederci. Si fa. E' buona educazione.
In scuter pensavo alla domanda "Ti piace?". Si perchè chiedersi se ci piace quello che stiamo facendo è una domanda che spesso non ci poniamo e preferiamo non pensarci. Siamo abituati così. Comodo.
Lunedì ero in treno che stavo tornando da Roma e mi arriva un essemmesse "Sul sito www.donlucio.it stan cercando racconti e aneddoti sulla sua vita per pubblicarci un libro. L'ha detto Eraldo Pecci in tv. Verifica. Buona notte".
Ieri ho verificato, sono andato sul sito ed  ho scoperto che Lucio non c'è più.
Mai e poi mai avrei pensato che il nostro arrivederci sarebbe stato questo.
Arrivederci Lucio, io ti ricordo così.
postato da: maso_ alle ore 14:58 | Permalink | commenti (41)
categoria:maso
martedì, 23 maggio 2006


LONGEVITA' E DOPING SENILE

Come ho già fatto notare, la popolazione invecchia, se ci pensate anche noi di trenta e passa anni fagocitati chi più e chi meno nel fantastico mondo del lavoro siamo vecchi. La cosa più grave è che oltre a fare discorsi vecchi (questo blog ne è una dimostrazione), la classe politica che decide le sorti del nostro futuro è veramente vecchia. Un cinquantenne che dirige un'azienda e non sa usare internet è vecchio e non ci può portare da nessuna parte. Un politico dal passato glorioso (o non) che ha uno staff che non gli aggiorna il sito può essere solo fallimentare. Potrei andare avanti per ore con esempi del genere, ma non ne ho voglia. Nonostante la nostra intelligenza, continuiamo a dare la fiducia a sta gente, a delegare il nostro futuro nelle loro mani e poi ci lamentiamo e non proponiamo alternative valide perchè schiacciati dai nostri miseri problemi che si chiamano co.co.co, co.co.pro, precarietà,  sfiucia in un nulla migliore etc. etc. Che fare? Con umarells tento di mettere in guardia tutti noi per mostrare come saremo tra qualche anno, Mello con la sua generazione idrogeno parla su tutti i media di trentenni alle prese con l'assenza di ricambio generazionale, ci si sbatte, l'argomento interessa, ma bisogna fare di più. Cosa? Non chiedete a me risposte inutili, magari venite domani sera mercoledì 24 maggio 2006 al Civico 32 di Via Nazario Sauro n. 24/a dove il il Prof. Claudio Franceschi (Unibo) farà un intervento a partire dal cambiamento in atto, dall'allungamento della vita alle conseguenze molteplici che ciò comporta. Oltre a lui ci sarà pure  Giuliano DaEmpoli, Direttore della rivista Zero (marsilio Editori) che si è occupato di questi temi e che presenterà una rivista dedicata specificatamente a questo tema. Seguirà ovviamente dibattito e noi della Redasione saremo lì in massa perchè è un problema che ci riguarda tutti (argomento molto cool in questo periodo visto che molti si contendono il copirait). Insomma, una serata a base di mutamenti demografici, cambiamenti dello stile di vita, ma soprattutto di ricambio generazionale. Si inizia alle 21.00 precise, è stato organizzato tutto dall'amico Andrea Margelli che almeno ha 30 anni. Mi sembra un buon punto di partenza no?
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lunedì, 22 maggio 2006


CAZZOLA, COFFERATI,  ZEFRAM
E LA MADONNA DI SAN LUCA


Domenica prossima è l'ultima giornata del campionato di serie b e il nostro Bulagna che una volta faceva tremare il mondo (Gino Villani docet) gioca in casa.Fin qui nulla di particolare,ma tra Moggiate, Cazzolate s'inserisce un Sindaco che non è Bolognese,uno strano prelato e la strana atmosfera quasi da precampagna elettorale(votate per Zefram) ....ma la vicenda merita qualche ragionamento...
Il presidente Cazzola ha deciso che per l'ultima partita si entra gratis per avere una specie di tutto esaurito ,ma il fato della storia ci ha messo lo zampino ...infatti c'è uno degli avvenimenti piu' importanti dell'anno a Bologna....il ritorno nella sua sede naturale della Madonna di S.Luca

In una città normale,con un Sindaco normale un po' di kasino l'avrebbe fatta la Curia,infatti Monsignor Vecchi l'uomo per tutte le stagioni si è indignato...ma l'homo cremonenses che governa sta città ci ha messo il suo zampino facendo una sparata su tutti i giornali che mi ha lasciato di stucco ...la partita non si deve giocare la Domenica bensi il Sabato...che strano che penso ...

Strano perchè che gliene frega al Fidel de noi altri ...invece pensandoci la cosa ha una sua logica ...
Eh si perchè questo personaggio è un dirigista da un lato,cioè non deve scappare una foglia dal seminato ,vedi la storia dei dehors(Bolognesi l'avete votato voi vergognatevi) la storia della chiusura dei locali all'una(bolognesi vergognatevi l'avete votato voi) ma dall'altro lato la storia di sta partita non è altro che la continuazione della guerra tra gli impreditori amici di di coffy e Cazzola (forse anche l'uomo dell'autobus Gazzoni) ....la querelle per lo sfruttamento dell'immagine del Bologna continua sotto altre forme ,Coffy non vuole Cazzola ,anche zefram non vuola una cosa ,non vuole piu' Cofferati come Sindaco e si schiera al fianco di Cazzola e lo invita a tenere duro perchè questa città ha bisogno di impreditori veri e non di un sindacalista paracadutato ...
Concludo dicendo ma per caso Cazzola non è che ha in mente di fare come Guazzaloca ?a voi l'ardua sentenza.

Zefram
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domenica, 21 maggio 2006


BOLOGNA ACCOGLIE TUTTI


Come quando tu torni a casa. La sera tardi. O la domenica mattina presto con il giornale e le pastarelle. E lei è a letto. Dorme. E tu vai da lei, la guardi per un po’. E apri una finestra. Metti un cd. Fai quel rumore sufficiente a dire che ci sei. Vuoi che si accorga di te. Ma piano piano.

Ecco, con fare simile mi accingo a scrivere il mio primo post sullo “Spettro”.

In “redazione”, piano piano, prendo il posto di colui che finora è stato lo spettrista fuorisede: Don Jago, redattore che non posso che salutare, ricordando i suoi validi contributi (come il mitico post sull’ Hip Hop a Bologna).

Prendo il posto in redazione come ex-leccese, ormai bolognese acquisito. Scrivo col desiderio di raccontare questa città come la vediamo noi che veniamo da fuori. Noi che a Lecce in quarto-quinto superiore le classe si svuotano perché i ragazzi prendono il treno per andare “a Bologna al Motor Sciò”. Noi che poi quando qua ci trasferiamo sembriamo i marziani, e i bolognesi sono entità sconosciute, temute a volte. Noi che poi questa città , se c’abbiamo voglia, prima si avvicina, poi ti accarezza, poi ti accoglie, poi ti senti orgoglioso di essere bolognese.

Noi che poi diventi redattore dello “Spettro della Bolognesità”. Che è come si avessero fatto cittadino onorario. O cavaliere del lavoro.

Poi pensi che però non c’è da stupirsi perché, Bologna è ancora giustamente famosa per la sua accoglienza. O forse no? Forse sono stato fortunato io, in realtà “i bolognesi non sono più quelli di una volta”? Voi che c’eravate che dite?

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venerdì, 19 maggio 2006

clicca qui e vedrai!

LA FALSA DEMOCRAZIA
(ovvero proposta per un uìk end di merda!)

Siate seri, un blog non può parlare solo di "quello" - questo mi rispondono sempre, appena parlo del progetto Deiezioni Canine; poi ieri vengo a sapere che a Milano c'è un candidato sindaco che ne ha fatto uno dei caposaldi della sua campagna elettorale (Zefram prendi nota).
Si chiama Cesare Fracca, uno con un nome così non può non parlare di cacca!
Io non voglio diventare sindaco, vorrei solamente poter camminare sotto i portici senza preoccuparmi di dove metto i piedi. E non mi sembra poco

Ne parlerò domani pomeriggio alle 17 alle Officine Minganti, assieme alla redazione di Angolo B di radio Città del Capo, con l'immane artista Davide Pavlidis e con l'ideatore del blog che state leggendo, cioè Maso - a cui finalmente potrete chiedere quanto è alto.
Grandi soddisfazioni da un'idea di merda che a poco a poco va espandendosi. Come va allargandosi anche il progetto Umarells, visto che Maso lunedì varcherà le porte di Saxa Rubra per parlare dei suoi studi sui ciappinatori per eccellenza.
La Rai che intervista quel cialtrone di Maso, Impussebèl!
Visto che alla gente interessa solo Moggi e la Juve, che volete che sia un po' di merda in più....

Vi aspettiamo compatti domani alle 17

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giovedì, 18 maggio 2006

clicca qui e vedrai!

E SE BOLOGNA....

Se Bologna avesse il mare sarebbe più bella di Barcellona; basterebbe abbattere la Bolognina e farci un lago, ma non sarebbe la stessa cosa.....
Se invece di Cofferati fosse stato eletto Maurizio Cevenini, saremmo tutti più contenti.....
Se Bologna avrà la metro, sarà la prima metro al mondo a girare su gomma, roba da Guinness.....
Se i bolognesi non pensassero solo a incartolarsi per la stagione estiva del Single o per l'aperitivo al Nù Launge, potrebbero tirar fuori le balle e riprendere possesso del centro storico in mano a una manica di Tupazz coi relativi cani.....
Anche Se ci fosse stato più tifo attorno al Bologna lo scorso anno, saremmo retrocessi ugualmente. Era una lotta impari.....
Se a Casoria vogliono fare l'inceneritore, don Cicciullo (che controlla la camorra della monnezza) manda sulla statale tutto il paese che piange e per una settimana ce li godiamo su tutti i tg; è penoso ma alla fine vincono loro (è penoso anche per i paesani che alla fine devono baciare i coglioni a don Cicciullo).....
Se il Bologna avesse il tifo della Fortitudo non sarebbe in B (qualcuno poi mi deve spiegare come mai questa differenza).....

Se un gruppo di persone si mettesse a sedere sulla A1, un altro a prendere il sole sulla A14 e un ultimo bloccasse la A13 allora l'Italia sarebbe tagliata in due, forse Bologna avrebbe un po' più di visibilità nazionale e qualcuno starebbe a sentirci ma non sarebbe più Bologna, forse....
Troppi Se? Sogno troppo? Ditemelo voi.....

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mercoledì, 17 maggio 2006

SPOSARSI A BOLOGNA
DOMANDE MODESTE

Come ben sanno i lettori dello spettro della bolognesità più attenti (e alcuni addirittura presenti), il 24 aprile 2006 mi sono sposato a 600 chilometi da Bologna, mi sono divertito un casino e sono molto felice di questa scelta, anzi siamo molto felici. Prima di questo giorno, le domande che mi facevano erano:

Ma ti sposi in chiesa?
Perchè?
Ma ti sposi in comune?
Ma quanti invitati siete?
Esiste una lista di nozze?
Dove avete fatto la lista di nozze?
Ma perchè vi sposate?
Quanti invitati siete?
Ma perchè non continuate a convivere?
Lei è incinta?
Maso, quanto sei alto?
...

Tante domande, tanti perchè, tante risposte e poi tutto si è svolto nel migliore dei modi come domani si svolgerà nel migiore dei modi il matrimonio di una nostra assidua lettrice: Billo. Si, proprio lei, Billo, quella che tiene il blog dove ci parla del bimbillo (suo figlio) e del Coinquilino (il suo compagno). Billo e il Coinquilino si convoleranno a nozze calienti domani alle ore 11 nella Sala Rossa del Comune di Bologna in Piazza Maggiore. Alcuni curiosi potrebbero domandarsi: Ma come? Ha già un figlio e si sposa? Perchè non convivono e basta? o altre domande del genere alle quali solo lei potrebbe rispondere, ma quello che ci interessa chiedere in questo discutibile post è: ma come sono i matrimoni a Bologna? Ma ci si sposa ancora a Bologna o no?

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martedì, 16 maggio 2006


I FRATELLI D'ITALIA

Incuriosito da un discutibile articolo di Repubblica, ieri sera sono andato al cinema Arlecchino a vedere la prima del film I FRATELLI D'ITALIA di Roberto Quagliano, noto regista e filmeiker bolognese. Non avevo idea di che cosa parlasse il film, ma quando esce qualche prodotto dal nostro amato paese, se posso  (e se un pò mi interessa) vado a vedere di cosa si tratta. Pubblico delle grandi occasioni genere babbioni aristofreak, platea composta da professionisti del nulla, affittuari,  amici del regista, figli degli amici del regista e alcuni degli attori protagonisti. Grazie al filtro che SI PAGAVA UN REGOLARE BIGLIETTO, non si è creata la solita modestissima calca che il gratis impone e con mezz'ora di ritardo ha inizio la proiezione. Applauso inutile di circostanza, si inizia.


"Lardo ai giovani" degli Skiantos è la sigla del film, iniziamo bene. Ottimo. C'è un tipo di Trento dall'accento bolognese somigliate a Mister Incredibol (ex buttafuori) che decide di andare al matrimonio della sorella (che non vede da una decina di anni) in Sicilia a bordo di un camper in compagnia del fratello handicappato. Trattasi di rod muvi. Il viaggio sarà caratterizzato dall'intolleranza e dai preguiudizi di tutte le persone che i due incontreranno. Ovviamente incontreranno un casino di umarells, una zdaura, zingare, extracomunitari (in questo film gli extracomunitari
sono tutti buoni e gentili), bulli romani, tossici di bologna che sono andati a vivere in toscana, il solito tipo che dice lei nonsa chi sono io, poliziotti cattivi, napoli sporca, ma soprattutto tre, dico tre ragazze dell'est che fanno le badanti e grazie alla loro bellezza se ne approfittano dei polli attratti dalle loro forme. Ovviamante ci sono dei fleshbecc del protagonista che da piccolo era un cinno scurzone. Ovviamnete c'è il rapporto con i genitori che non va e non è ami andato ed ovviamente Mister Incredibol cerca di ricostruirlo durante questo viaggio delirante. Ovviamente Mister Incredibol è separato e ha un figlio di sei anni che vive con la madre in un'imprecisata località del sud italia. Ovviamente porta anche lui al matrimonio. Dopo un'ora abbastanza noiosetta allietata da numerosi colpi di scena i due arrivano in Sicilia, un cinno scurzone balcanico con la fisarmonica al quale hanno dato un passaggio ruba il cellulare a Mister Incredibol e quando è il momento di conoscere il futuro marito della sorella succede un casino... e mi fermo qui.


Sigla di chiusura: "Riprendiamoci la Corsica" degli Skiantos. Applauso inutile finale, questione di educazione, si fa, si deve fare. Un film volutamente razzista dove tutti non tollerano qualcuno/qualcosa condito di troppa roba con attori bravi, ma dalla sceneggiatura un pò deboluccia (volutamente?). Una fotografia dell'italietta dove TUTTI i luoghi comuni vengono snocciolati uno per uno. Da quello che ho capito il film replicherà a partire dal 19 maggio al cinema Bellinzona. Se vi capita andate a vederlo perchè è un prodotto meid in BO e anche se i protagonisti attraversano l'italia, non preoccupatevi: lo sleng e pure i pregiudizi sono quasi sempre bolognesi.
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lunedì, 15 maggio 2006


ESISTE UN'
ALTERNATIVA A COFFERATI ?

Sin dal suo insediamento a Palazzo d'Accursio, il discusso sindaco Cofferati in quanto non bolognese non è mai stato ben visto neppure dai suoi modestissimi elettori tra i quali da un pò di tempo fa molto cuuuul dire "A me non piace come si sta comportando Cofferati..." Ok, ma quali sono le alternative? Esistono? Sul forum del quotidiano satirico il Resto del Carlino ci si domanda  quale potrebbe essere il miglior sindaco per Bologna al posto di Cofferati e il redattore Piluto ci segnala il curioso messaggio di un certo Zefram: "Serve un giovane e forse una vera lista civica nomi Federico Galassi oppure Daniele Corticelli ,non è simpatico ma sarebbe un grande sindaco". Sul nome di Corticelli non mi trovo d'accordo, ma su quello di Galassi si.
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domenica, 14 maggio 2006

FORMAT LIVE IN TELEVISIONE

Alcuni di voi saranno capitati da queste parti digitando su gugol parole chiave tipo tortino di porretta, reiv, bazze, mario botta masagno, cos'è una contraddizione performativa, dove abita fede poggipollini, tagliatelle ketamina, agenzia croll fiorani, onomatopea sputo e forse non sanno che questo blog è nato da una mia intuizione digitale quando insieme a Stefano "Sbarbo" Cavedoni ed Enrico Brizzi bazzicavamo dalle parti del Teatro del Navile all'interno un talk show dal titolo Format Live. Era la fine del 2004, mai e poi mai avrei immaginato di essere ancora qui a scrivere le mie baggianate dopo 405.000 visite, eppure lo spettro continua a far parlare di sè, il mondo va avanti, i figli crescono, le mamme imbiancano e i padri aggiustano lo sciacquone. A volte mi capita di incrociare alcuni sconosciuti che mi chiedono: quand'è che c'è format laiv? Lo fanno ancora?
Bene questo post è dedicato a loro, esso contiene la risposta che è si, Format Live Cavedoni lo fa ancora e se ve lo siete perso, ve lo potete vedere in televisione su E-TV (ma anche su Sky e sul Canale 47 del  DIGITALE TERRESTRE) dove hanno già mandato in onda la registrazione di due puntate su quattro e le prossime andranno in onda nei segunti giorni:

puntata 3 -mercoledì 17 maggio alle 23.50
Il mondo dell’informazione e della comunicazione e le sei “T”

puntata 4 - mercoledì 24 maggio alle 23.50
I nuovi mecenati, banche e fondazioni, e le sei “T”

Sono molto curioso di vedere cosa è stato detto/fatto questo inverno alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno , ma sono ancora più curioso di sapere cosa siano le sei T. Voi ne sapete qualcosa? Chi sa parli, chi non sa ipotizzi.

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giovedì, 11 maggio 2006


RITORNO ALLA BOLOGNESITA'

Dopo un lungo silenzio eccomi di nuovo qui con le ditine pronte a digitare pensieri, parole opere ed omissioni intrise di quella bolognesità che mi è venuta a mancare per tre settimane.
Un ritorno graduale fatto di piccole cose in giro per le strade del mio amato paese, così diverso sia da Londra che da New York, ultime mete honeimuniane che mi hanno fatto riflettere (senza esagerare, non preoccupatevi).
Spesso in questo blog ci siamo lamentati con l'esosa ATC che ci fa pagare l'autobus un euro, ma chissà cosa dicono i nostri colleghi dello spettro della londonesità costretti a pagare il biglietto della metropolitana 4,5 euro. Eppure non dicono niente.
E cosa dovrebbero dire i niuiorchesi obesi costretti su delle macchine elettriche perchè non riescono più a camminare? Niente.
Insomma, in questi luoghi rigogliosi ho notato che la zente si lamenta molto meno che a Bologna, forse hanno poco tempo, forse hanno altri pensieri, forse non hanno problemi così gravi come lo street rave parade o il degrado di Piazza Verdi...  ma a parte questi inutili discorsi fatti tanto per scrivere un post, in giro per le strade di queste città ho notato una cosa che loro non hanno e noi bolognesi si: le ragazze/donne in giro a fare sciopping con la mamma amica. Noi si che siamo avanti ;-)
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mercoledì, 10 maggio 2006


Nella foto: due dementi a quattro ruote

LA RAVE PARADE DEI RICCHI
Un po' di odio di classe non fa male a nessuno

Visto che con il golf vi ho portato in clima di lotta di classe e che, come sempre succede, durerà poco, colgo l'occasione per annunciarvi che il 13 maggio Bologna sarà per l'ennesima volta devastata dal Rave dei ricchi, la Mille Miglia.

Per me la Mille Miglie è l'epifania della modestia: detesto le automobili e detesto i fighetti. Non comprendo perché la città debba bloccarsi per il passaggio di 'ste macchinette inquinanti e non capisco cosa ce ne venga in tasca. Ma soprattutto non capisco le masse adoranti che aspettano col cuore in mano il passaggio delle scoreggianti vetture d'epoca: modesti (in tutti i sensi) pronti, come nel libro Cuore, ad adorare il passaggio dei ricchi impegnati nella rappresentazione della loro (dei ricchi) ricchezza, diversità e superiorità.

E poi ci scandalizziamo per il golf. Ma fatemi il piacere.

 
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martedì, 09 maggio 2006


Nella foto: Monte Donato prossimo venturo


DA BOLOGNA (GOLF) A BOLOGNA (INGOLF)
Una modesta proposta bolognese

Non sono un grande esperto di golf, ma pare così che a Bologna ci siano già ben due green, uno fuori Zola Predosa, l'altro chissà dove. In Emilia-Romagna comunque ce ne sono parecchi. Ora l'inneffabile Coffy vuole dare il via a un terzo golf – una scuola di golf, in effetti, con ristorante e club house appena sopra via Siepelunga.

Rifondazione, Verdi e Forza Italia, per ragioni diverse, si oppongono (leggete qui). L'assessore Virginio Merola (che non è Valerio Merola, ma poco ci manca) dice invece che il nuovo golf servirà a "Vivere i colli".

Credo che la redazione dello Spettro della Bolognesità non abbia le idee chiare. Fosse per me non lo farei, ma è un parere personale – aborro sia il cemento che i fighetti. Forse era più carino un minigolf di adriatica memoria ai Giardini Margherita, ma poi i Cayenne dove li parcheggiavano?

Vorrei però essere costruttivo e lanciare una iniziativa, come si diceva una volta. Nel caso il golf passasse, facciamolo pure costruire e poi ISCRIVIAMOCI IN MASSA ALLA SCUOLA DI GOLF – non solo gli spettristi ma tutti: verdi, rifondaroli, punkabbestia con i cani, umarells in pensione, masotti in vacanza. Magari pagando a rate e solo la prima rata. Poi ci presentiamo tutti insieme – che so, mille persone – tre volte a settimana a vivere i colli (e poi mandiamo Cofferati a cagare, che ha bell'e che rotto i coglioni).


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lunedì, 08 maggio 2006

WANNA SANTA SUBITO

In questi giorni la NOTIZIA è che finalmente Wanna Marchi è tornata fra noi.
Una bolognese messa alla gogna da Striscia la Notizia e condannata dal tribunale di Milano; Wanna ha reagito nel modo migliore: facendosi un blog
Sicuramente starete pensando: "Max è pazzo, protegge una che ha truffato delle povere vecchiette".
Può essere, ma quanti scandali ben peggiori abbiamo avuto in Italia "non notati" dai magistrati?
Vi ricordo che l'Italia è il paese dove c'è voluto un comico per dire che "forse" i conti Parmalat non erano poi così in ordine; Moggi da 20 anni si fa gli affaracci suoi e tutti rimanevano genuflessi ai suoi piedi.
Wanna era peggiore?
Io non credo.
Leggete le sue parole e poi fatemi sapere se ho torto.

PS: se diamo una possibilità a Lapo Elkann
, forse possiamo darla anche a Wanna Marchi....

Per anni ho sognato una televisione libera, vera ed autentica come me.
Però c'è un però ... ... ... ...quanto renderebbe la verità e quante sarebbero le persone disposte a dirla?
Non me ne frega più niente, io sono come sono stata per tanti anni IO!!!!!!!!! Vanna Marchi autrice di me stessa con un'unica ambizione nella vita essere autenticamente vera.
Io sono d.o.c e tale rimarrò, non parlerò forse mai più in televisione ma entrerò ugualmente in casa vostra, sono troppe le cose che dovete sapere e se non sarò io a raccontarvele integre e senza tagli chi altri lo farebbe?
Quanti rischierebbero la propria libertà per rimanere se stessi?
Credete che non avrei potuto anch'io legarmi politicamente a qualcuno?
Certo che sì, ma mi sarei venduta ed io pur grande venditrice non venderei mai i miei sogni i miei credo i miei ideali e ciò che è certo non svenderei i segreti che custodisco da anni legati a terze persone.
Sono nata venditrice e questo sicuramente è un merito che nemmeno il dibattimento mi ha tolto, nessuno e sottolineo nessuno ha cercato di sminuire il mio personaggio; tutti o quasi hanno voluto farmi tacere.
Oggi parlo e lo farò alla mia maniera fino alla fine dei miei giorni.

Sapete qual è l'assurdità di tutto questo? Io non sono in grado nemmeno di accendere un computer ma ciò che so fare molto bene è parlare e nel mio blog lo faccio senza tagli senza cancellare e rifare, ciò che sbaglio è parte di me ed è quello che vedete. Detesto tutto ciò che è volutamente falso ed ogni giorno in quei 3 minuti di video che mi appartengono non avendo niente da vendervi voglio regalarvi le mie emozioni, il disgusto che provo seguendo l'informazione costruita al fine di accrescere i dati auditel.
In un paese dove perfino un funerale viene annoverato tra i programmi più seguiti, mi rende felice il fatto di non essere più in televisione.
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giovedì, 04 maggio 2006

SEI VESPASIANI IN CROCE

Come gli ultimi soldati giapponesi sulle isolette del Pacifico, i sei vespasiani superstiti a Bologna (v.le Oriani, via Curiel, Porta Saragozza, via Ferrarese, Meloncello, via Bovi Campeggi) rimangono a compiere il loro dovere in attesa di un destino ormai segnato.
L'ultimo a cadere è stato quello in p.zza dei Tribunali, ha ceduto sotto il peso della neve e non è stato riparato; ha seguito il destino di quelli a porta S.Vitale, al mercato orofrutticolo e in via Massarenti vicino al S.Orsola.
Lo Spettro ne parlò un anno fa ma nulla è cambiato; rimaniamo in attesa del prossimo crollo, la prossima volta che ci entrate cercate di essere MOLTO veloci.
Entrare in un vespasiano è come essere nascosto in un bunker: vedi e non sei visto; invece ora sei costretto a entrare in un bar di corsa, ordinare un caffè e, mentre lo preparano, correre in bagno.
Se sei fortunato non è rotto ma è sicuramente occupato, quindi quando torni ti bevi il caffè freddo - che può anche tornare utile visto che ci avviciniamo all'estate.
Vi lascio ricordando un celebre pezzo dei New Hyronja "stavo camminando per il viale e sentii il bisogno di orinare ebbi una gran gioia dentro al cuore c'era un vespasiano in fondo al viale"

PS: segnalo due contributi molto importanti per il dibattito Questo post avrà un seguito, domattina dalle 9 in poi sarò tra gli ospiti della trasmissione Angolo B sulle frequenze di radio citta del Capo
Potrete seguire la diretta anche in strimin' cliccando qui sotto



Prenotate i vostri commenti allo 051.6428081
oppure a questa mail
angolob@radiocittadelcapo.it


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mercoledì, 03 maggio 2006


Nella foto: straniero impegnato nella ridipintura di casa


STRANIERI A BOLOGNA

Visto che oggi è il 31esimo compleanno del mio vecchio compagno di casa, David (AUGURI!!!), colgo l’occasione per farvi notare che sullo Spettro non abbiamo mai, e dico mai, parlato di stranieri a Bologna.

Io di stranieri non ne conosco molti, ma mi sembra che valga per loro più o meno quello che vale per i fuorisede: se sono un po’ strani, se mangiano robe strane, se verniciano la casa in mutande (per dire, eh) tutto viene attribuito al loro “carattere nazionale”, come se non fossero individui e non avessero personalità... Sai, è norvegese, oppure: Sai, è francese. E via di questo passo. Io per un po’ sono stato straniero, quando abitavo a Boston, ma il periodo era breve e non saprei… Senza dubbio però venivo indicato come l’italiano spaghetti-pizza-mandolino e frequentavo altri italiani, francesi, iraniani (ragazze bellissime) e pochissimi americani. Tott al mònd l’è una famàja.

David è svedese, sta a Bologna da ormai dieci o undici anni e ha due bambini bellissimi che, con mia grande fatica, cerco di bolognesizzare (aiutando l'agente K, che ha avuto l'idea, a insegnare loro parole come “burdigone”, per esempio). E comunque va negli stessi locali, vede gli stessi film e fa più o meno le stesse cose che faccio io. Mette troppo peperoncino nella pasta, ma questo mi pare un particolare trascurabile ;-)

Ma com’è essere stranieri a Bologna? Come si vive, come ci si sente? Ci sono stranieri tra i lettori dello Spettro?

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mercoledì, 03 maggio 2006

Il Poeta e la Bambina 

Travolta dagli eventi della vita, è un po' che manco all'appello di post storico-bolognesi. Tornerò presto, spero, dopo che avrò finito di avviare sta cavolo di società che mi butta nella centrifuga del mondo dell'imprenditoria. Non so nè se nè come me la caverò, ma ci si prova.
Intanto, come molti di voi avranno visto nel blog gemello spettrodellalvisita.splinder.com,

domani, giovedì 4 Maggio 2006, ore 18.30, alle ex Officine Minganti, via della Liberazione (è una traversa di Via Stalingrado) la nostra esperta di mondanità Aeiouy intervista Franco Alvisi.
Franco aprirà un ciclo di eventi dal titolo
"Le Arti salutano l'apertura delle ex Officine Minganti" dialogando di poesia con la nostra redattrice alvisesca. Gli eventi dureranno per tutto il mese di maggio con altre sorprese per gli spettristi.

La proogrammazione è organizzata da ME (come dice Hawanna) per TE.
Oh, sentite mo': se da un parte faccio fatica a star on line nello Spettro, dall'altra me lo porto off line. Il risultato lo garantisco lo stesso.
STEI TIUND, ce ne sarà per tutti!!!!

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