
Girava voce nelle corti pre-barocche, soprattutto in quella fiorentina, affollate di pittori, musici e uomini d’arte che ci fosse uno scultore che veniva dalla Fiandre pieno di talento, con una capacità espressiva e scenografica impressionante: si chiamava Jean de Boulogne e ai tempi aveva sui 35 anni, più o meno l’età media dei lettori della Spettro, e riusciva a dare dei movimenti tali alle sue statue da farle sembrare vive.
Un fuoriclasse straniero proprio come quelli che il Bologna F.C. compra per dare alla città uno spettacolo bello e coinvolgente e per affermare la “squadra” come una delle più prestigiose del campionato. Ecco, il Bologna c’è riuscito poche volte invece quelli che decisero di assoldarlo ci presero in pieno.
Ordunque, arriva Jean - che in Italia (allora i nomi venivano latinizzati, vedi Cartesio o Copernico) era conosciuto come Giambologna - e apre il cantiere, nel 1563.
Voi non avete idea cosa vuol dire costruire una fontana: ci vuole l’architetto (che si chiamava Tommaso Laureti) che progetti l’impianto generale della fontana, ci vogliono i fonditori per le statue, e che dire degli idraulici che devono portare le tubature fin là, i muratori, i disegnatori, i marmisti, insomma una formicolare continuo e vociante che alacremente e in poco tempo esegue il capolavoro.
E, finalmente, nel 1566 (anche se alcune fonti danno il 1565) Bologna ebbe il suo simbolo di prestigio, visualizzazione reale della propria importanza, ebbe insomma la sua fontana che tutta Europa ci invidiava tanto da far dire a Giorgio Vasari nelle sue Vite (che, per allora era come andare sulla copertina di Time):
anco Accademico, e molto in grazia de' nostri Principi per le sue virtù, Giovan Bologna da Douay, scultore fiamingo, giovane veramente rarissimo; il quale ha condotto con bellissimi ornamenti di metallo la fonte che nuovamente si è fatta in sulla piazza di San Petronio di Bologna, dinanzi al Palazzo de' Signori, nella quale sono, oltre gl'altri ornamenti, quattro Serene in su' canti, bellissime, con varii putti attorno e maschere bizarre e straordinarie. Ma quello che più importa, ha condotto sopra e nel mezzo di detta fonte un Nettunno di braccia sei, che è un bellissimo getto, e figura studiata e condotta perfettamente.
E, aggiungo io, con importantissimi elementi di novità quali l’altissimo e scenografico basamento quando allora i piedistalli delle statue che ornavano le fontane erano molto bassi e l’estremo dinamismo della figura di Nettuno che sembra sempre nell’atto di girarsi per vedere dove siamo.
Beh, allora, ci si trova al Nettuno, eh?




























