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venerdì, 30 giugno 2006

 
IL GIGANTONE DI CASA NOSTRA
Per spezzare questa catena lamentonica che ormai, insieme al caldo, ci stringe in una morsa insopportabile, torno al mio vecchio amore, l’arte di Bologna e, come avrete (spero) intuito dalla foto, ho deciso di raccontare un po’ la vicenda di quell’omarone che da 500 anni punta il dito verso la piazza e che a noi bolognesi è familiare come la specchio del bagno che accoglie tutte la mattine la nostra faccia insonnolita.

Girava voce nelle corti pre-barocche, soprattutto in quella fiorentina, affollate di pittori, musici e uomini d’arte che ci fosse uno scultore che veniva dalla Fiandre pieno di talento, con una capacità espressiva e scenografica impressionante: si chiamava Jean de Boulogne e ai tempi aveva sui 35 anni, più o meno l’età media dei lettori della Spettro, e riusciva a dare dei movimenti tali alle sue statue da farle sembrare vive.
Un fuoriclasse straniero proprio come quelli che il Bologna F.C. compra per dare alla città uno spettacolo bello e coinvolgente e per affermare la “squadra” come una delle più prestigiose del campionato. Ecco, il Bologna c’è riuscito poche volte invece quelli che decisero di assoldarlo ci presero in pieno.
Ordunque, arriva Jean - che in Italia (allora i nomi venivano latinizzati, vedi Cartesio o Copernico) era conosciuto come Giambologna -  e apre il cantiere, nel 1563.
Voi non avete idea cosa vuol dire costruire una fontana: ci vuole l’architetto (che si chiamava Tommaso Laureti) che progetti l’impianto generale della fontana, ci vogliono i fonditori per le statue, e che dire degli idraulici che devono portare le tubature fin là, i muratori, i disegnatori, i marmisti, insomma una formicolare continuo e vociante che alacremente e in poco tempo esegue il capolavoro.
E, finalmente, nel 1566 (anche se alcune fonti danno il 1565) Bologna ebbe il suo simbolo di prestigio, visualizzazione reale della propria importanza, ebbe insomma la sua fontana che tutta Europa ci invidiava tanto da far dire a Giorgio Vasari nelle sue Vite (che, per allora era come andare sulla copertina di Time):

anco Accademico, e molto in grazia de' nostri Principi per le sue virtù, Giovan Bologna da Douay, scultore fiamingo, giovane veramente rarissimo; il quale ha condotto con bellissimi ornamenti di metallo la fonte che nuovamente si è fatta in sulla piazza di San Petronio di Bologna, dinanzi al Palazzo de' Signori, nella quale sono, oltre gl'altri ornamenti, quattro Serene in su' canti, bellissime, con varii putti attorno e maschere bizarre e straordinarie. Ma quello che più importa, ha condotto sopra e nel mezzo di detta fonte un Nettunno di braccia sei, che è un bellissimo getto, e figura studiata e condotta perfettamente.

E, aggiungo io, con importantissimi elementi di novità quali l’altissimo e scenografico basamento quando allora i piedistalli delle statue che ornavano le fontane erano molto bassi e l’estremo dinamismo della figura di Nettuno che sembra sempre nell’atto di girarsi per vedere dove siamo.

Beh, allora, ci si trova al Nettuno, eh?


postato da: lasima alle ore 01:45 | Permalink | commenti (33)
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giovedì, 29 giugno 2006


IT'S ZE SEIM OLD STORY

E' mezzanotte e venti, il treno che mi riporta a Bologna procede lento e arroventato; tutto il calore assorbito durante la giornata viene rilasciato a poco a poco dai sedili mollicci e sbrindellati.
Salgo a Parma, la Freccia del Sud è pieno come una melanzana alla parmigiana, mi accomodo nello stapuntino vicino ai cessi.
Mi fanno compagnia il libro dell'ispettore Sarti e l'album delle figurine di Bologna in regalo col Carlino.
La gente che entra ed esce dal bagno per farsi una paglia mi guarda incuriosita mentre attacco la figu di San Luca o quella del Gigante del Gianbologna, la maggior parte viene storta ma la fotta di finire l'album è tanta, anche perchè non ho di meglio da fare.
La camicia inzuppata si è incollata alla schiena, sogno la doccia gelata che mi farò appena arrivato a casa e intanto mi leggo le didascalie sotto le foto; a pagina 15 l'occhio si ferma su di un titolo tutt'altro che inattuale:

Luglio è cominciato con 36° all'ombra
Ci risiamo. La pausa quasi primaverile dei giorni scorsi è svanita. Il caldo ritorna con raddoppiato vigore: 36.5° all'ombra ha segnato ieri il termometro dell'Osservatorio dell'Università; 35.2° il più ottimistico termometro dell'aeroporto. Siamo ripiombati in piena canicola.
Città tra le più fredde d'inverno, Bologna continua ad essere fra le più calde d'estate: disdegna le vie di mezzo, l'aurea mediocrità non le si confà. E noi boccheggiamo, sotto la sferza del sole che arroventa le strade e i muri delle case, raggiungendoci ovunque, frustrando ogni nostro tentativo di trovare un po' di frescura.

Leggo due volte la data: 2 Luglio 1952!
Le cose non sono cambiate molto negli ultimi sessant'anni a Bologna.
Intanto i freni cominciano a fischiare, San Luca mi dà il benvenuto; un umarell arriva con la sua valigia ed è già pronto a scendere cinque minuti prima di entrare in stazione.
Mi guarda e leggo nei suoi occhi lo stesso imbarazzo che si prova in ascensore; butta lì una frase a caso:
Che caldo stasera, sembra di stare in Africa - sto scoppiando!
Lo guardo sorridente e gli rispondo rilassato:
Sessant'anni fa era peggio.....
Scendo e mi incammino lentamente per il binario 6, non fa poi così caldo come dicono...
postato da: Chavi alle ore 03:18 | Permalink | commenti (59)
categoria:max bartender
mercoledì, 28 giugno 2006
canabis protectio

TOUR BOLOGNESE PER FUORISEDE

Il fuorisede spesso non ha le idee chiare sulla città. Qualcosa la sente in giro, qualcosa la vede facendo i tipici giri da fuorisede, qualcosa la sapeva già prima di venire a Bologna.

Capita sempre, però, che il fuorisede debba ospitare qualcuno che giunge a Bologna dalle sue terre natie. Ed è inevitabile che appena l’ospite giunge a Bologna - si tratti di un parente o di un amico, di qualcuno che deve iscriversi all’Università o qualcuno che cerca lavoro-  scatta inevitabilmente il “Tour bolognese per fuorisede”.

Bisogna dire che in anni ed anni di esperienza ho imparato che il suddetto tour vive di un fecondo equilibrio. Deve esserci una miscela ben dosata tra la voglia del fuorisede ospite di vedere ciò che ha sentito in giro su Bologna, e la tipica esigenza del fuorisede domiciliato in città che pur smaronato deve però far capire “che bella città è questa dove mi sono sistemato”. Direi che un tour ben riuscito possa essere il seguente.

Con un bella camminata in centro si riescono a vedere un bel po’ attrazioni locali. Si comincia naturalmente dalle due Torri per poi arrivare a Piazza Maggiore che, va ribadito all’ospite, “Non è quella della canzone di Lucio Dalla”. Si passa poi al sagrato delle caduti per la liberazione, per poi subito distrarsi con un breve giro all’interno della Sala Borsa. Usciti di nuovo in Piazza Nettuno con un sacchetto contenente dei libri improponibili, non si può non far notare il curioso scherzo ottico che sottolinea tutta la virilità della statua del dio dei mari.

A questo punto, se proprio bisogna perdere del tempo, ci si può anche dilungarsi a scambiarsi insulti ai due lati opposti del portico centrale sotto palazzo Re Enzo. Per far colpo sul nostro ospite, poi, bisogna far vedere le volte del portico all’inizio di via Indipendenza, proprio davanti al nuovissimo negozio di telefonini. Là si trova un omaggio al pane, al vino ed alla canapa. Visto che “Canabis Protectio” colpisce molto, se gli ospiti sono amici alternativi bisogna far notare che nel medioevo, a Bologna, fumavano tutti come turchi. Se gli ospiti invece sono parenti si può illustrare spiegare l’importanza della coltivazione di canapa per l’economia locale nei secoli passati.

Rimane giusto lo spazio per una puntatina alla finestrella di via Piella che fa sempre il suo effetto.

Qua sembrerebbe tutto finito ma, come detto, anche l’ospite ha le sue esigenze. Ecco allora che si è costretti a condurre tutta la comitiva al Roxi Bar, quello di Vasco Rossi. I fanatici del pallone, invece, vogliono sapere dov’è il Dallara. A pochi interessa il Paladozza.

Moltissimi, soprattutto tra quelli che conoscono Bologna dalle canzoni di Guccini, vogliono andare all’osteria da Vito e in via Paolo Fabbri 43. I più politici si incaponiscono: vogliono andare alla Bolognina. Vagli tu a spiegare che alla Bolognina non c’è una mazza da vedere: quelli ci vogliono andare lo stesso!

Ecco a questo punto il tour dovrebbe essere finito. È il momento di accompagnare la comitiva a casa-in stazione-in albergo. Poi è possibile premiarsi con mortadella e stracchino all’Osteria del Sole. Da veri bolognesi.

(ps off topic: per tutti quelli che non hanno niente da fare, segnalo l'apertura del mio neonato blog qua: www.generazioneblog.it)
postato da: mello alle ore 08:42 | Permalink | commenti (94)
categoria:mello
martedì, 27 giugno 2006


BOLOGNA E NAZIONALE

Un lunedì d'estate afosissimo, non c'è voglia di lavorare, la testa è altrove.
Il convento oggi passa un referendum per umarells e la partita della nazionale, ma bisogna aspettare fino alle 17.
La giornata si trascina, molti permessi retribuiti e non vengono firmati, molte assenze tipiche di ogni lunedì dell'anno, molte riunioni posticipate, qualche rassegnato che si fa forza "vedrò il secondo tempo", qualcuno che lavora, chi per scelta (i peggiori), chi per scelta altrui (quelli che lavorano sul serio e tentano di alzare il PIL).
Alle 16.50 esco di casa, l'asfalto è in fiamme, in Via San Donato si guida nervosamente, tutti hanno fretta di arrivare a casa da qualche amico a vedere la partita della nazionale. Sono momenti in cui bisogna star molto attenti, la possibilità di fare incidenti è elevatissima, ma l'attenzione non basta visto che i coglioni sono molti più di due.
I viali sono deturpati dai lavori in corso, cantieri alla luce del sole ovunque, anche in Via Castiglione, la via che dovevo percorrere per raggiungere il Bar Ciccio e poi ho dovuto fare un giro del trentadue per arrivare con 10 minuti di ritardo.
Poco male, a me questa nazionale non emoziona, ma mi piace condividere insieme ad altre persone questi momenti fatti di chiacchiere sottovoce, birra, patatine, "dai... dai...", "nooooooooooo...", "Gooooooooooooool" e poco altro.
La condivisione è merce rara, poco importa quanto ognuno di noi sia coinvolto.
Il bar è pieno, vengono trasmesse immagini azzurre di SKAI su più televisori, uno dei quali all'esterno, mentre un altro televisore è adibito esclusivamente al televideo con i dati del referendum dall'esito scontato in partenza.
L'italia non emoziona ed il bolognese che è abituato a non emozionarsi più si incazza, inveisce contro i miliardari che corrono per il campo da calcio teutonico e urla.
Un umarell appoggiato al tavolo si addormenta e rovescia un bicchiere di liquido giallastro sul tavolo di legno.
Ciccio pulisce.
I più disinteressati giocano la carta dell'ironia facendo battute che non capisco (non seguo il calcio) e all'improvviso il rigore.
Totti.
Lo guardo.
Finalmente una responsabilità.
Finalmente un rigagnolo di vita, un'emozione forte, quella che il bolognese teme.
Tiro.
Goooool.
Spropositato entusiasmo, ma almeno ci rivedremo a casa di qualcuno a seguire le gesta di un manipolo di dipendenti con la divisina azzurra e gioire per le loro vittorie.
1-0.
Hanno vinto!
E allora chi ha il motorino, la bicicletta o chi ha voglia di prendere l'autobus e se ne va a festeggiare in piazza!
Alè... oh oh.
Gli altri si dovranno accontentare di un modestissimo giro per i viali perchè Sirio e Rita non amano chi festeggia.
Hanno vinto.
postato da: maso_ alle ore 10:07 | Permalink | commenti (47)
categoria:maso
lunedì, 26 giugno 2006
 
UN DISCUSSO VIDEO POST
FOR BOLOGNA
Come ben sapete, la maggior parte dei blog sono noiosissimi, ma non quello di Maurizio Dovigi, ucelebre Vlogger italiano. Ma cos'è un Vlogger chiederete voi? Un Vlogger è uguale a un Blogger, con la differenza che il Vlogger invece di scrivere post, si filma con una webcam e pubblica Video post. Tempo fa contattai Maurizio Dovigi chiedendogli un video post su come i milanesi vedono noi bolognesi. Guardate qua e godetevi IL DISCUSSO VIDEO POST.
postato da: maso_ alle ore 15:33 | Permalink | commenti (26)
categoria:maso
domenica, 25 giugno 2006


MORTE A BOLOGNA

Un breve articolo del collaboratore Antropophagus spettatore inconsapevole di un brutto film:

La notte tra sabato e domenica, dopo aver visto questo bellissimo film, io e Max Bartender volevamo proseguire la serata al DECADENCE, evento goth/dark/punk/fetish molto di tendenza tra gli appassionati del genere che si tiene periodicamente a Bologna. Mentre ci avvicinavamo, lungo via Stalingrado c'erano la solita folla in cammino, i soliti travestiti che battono, i soliti piadinabus ... ma poi, una volta svoltato in via Calzoni, varie auto della polizia e ambulanze. Ci avviciniamo e vediamo gli operatori del 118 che eseguono il massaggio cardiaco per tentare di rianimare un giovane accasciato vicino all'ingresso del locale. Purtroppo, nonstante lo sforzo profuso, dopo vari minuti hanno dovuto constatare l'avvenuto decesso.
A questo punto, lenzuolo sulla salma e tutto il pietoso rituale che si svolge in questi casi.
Le circostanze sono ancora da chiarire (mix di alcol e droga si dice... chi sa qualcosa di più commenti).
Speriamo (invano) che questo episodio non serva a dare fiato alle trombe dei contrari alla STREET RAVE PARADE della settimana prossima.

Antropophagus

1, 2, 5, 10, 20 ,60 ,100 spinte
Il paramedico con la braghe arancioni e la faccia da bravo ragazzo pompa sul tuo torace come se stesse facendo delle flessioni ma tu non ne vuoi mezza di aprire gli occhi.
A poco a poco le spinte per rianimarti perdono intensità e subentra la sensazione che tu hai altri progetti per la testa, un'altra meta.
Quando si ferma il cuore, dopo quanto tempo ci sono danni celebrali permamenti?
Ti fai queste domande quando vedi qualcuno steso sull'asfalto.
Poi comincia il triste rituale, la cerimonia laica: si staccano i cavi e i cerotti dal tuo corpo, si tolgono i guanti e la flebo e si butta tutto in un sacco bianco.
"Produci - consuma - crepa" fino all'ultimo istante di vita.
Un cane ti viene vicino e lo sbirro panzone si incazza come se a te potesse fregare qualcosa.
Ciao, che tu possa riposare in pace
Max Bartender
postato da: maso_ alle ore 23:25 | Permalink | commenti (28)
categoria:maso, max bartender
sabato, 24 giugno 2006

DOVE numero 634 uscito ieri - clicca per ingrandire

LA CONQUISTA DEI MEDIA

Lo Spettro della Bolognesità ha sempre organizzato feste e blog raduni in luoghi ameni, lontani anni luce da fintomondanità e aperitivi surrogati ma senza incorrere nell'opposto estremo; nei locali da noi selezionati abbiamo garantito a tutti di pisciare in bagno, senza bisogno di annaffiare il muro del vicino.
Certo ad alcuni ha fatto un certo effetto non festeggiare in via del Pratello senza echi di umarells che ad ogni rumorino gridavano:
Basta! Domattina devo andare a lavorare!!!
Basta! Voglio dormire!!!!
Basta o adesso chiamo i vigili
Nessuno li ha chiamati, anche se per tutta la serata siamo stati fuori dal pub (il dehor l'ha fatto cavare Cofferati da poco)
COME MAI?
Perchè non pisciamo sui muri?
postato da: Chavi alle ore 17:28 | Permalink | commenti (37)
categoria:max bartender
venerdì, 23 giugno 2006


DISCESA IN CAMPO

Tornato a casa dalla crociera vedo e noto che il malcontento verso il coffy aumenta sempre di piu' ......

Ma ragazzi vi rendete conto chi è l'alternativa .....il guazza....?beh se è lui credo proprio che andro' al mare....e poi decidero' all'ultimo centesimo di secondo se votarlo o meno...a meno che l'alternativa non sia spettrale , basta con l'autoreferenzialità e cpominciamo a discutere seriamente ,non sono il candidato di nessuno,sono solo una persona a disposizione di qualcuno che ama bologna e la bolognesità ...

Raduniamoci intorno ad un tavolo e discutiamo,che ogni secondo che passa diventa tardi ,ivo dove sei?Pony cacchio fai? Sima a rapporto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!ragazzi io ho entusiasmo,avolte avro' sbagliato atteggiamento,saro' stato come dice una mia amica egocentrato ,ma ora è giunto il momento topico per tutti noi ,mettiamo un cantiere in azione,facciamo un manifesto per Bologna ,destra o sinistra non ci deve essere,ci deve essere solamente Bologna ...e la Bolognesità,vera,acquisita o presunta .....

Mettiamo da parte rancori ideologie,solo un sano e animato confronto ci puo' far portare in alto ....io voglio sognare per vincere ,la follia innazittutto ,solo quella permette a quelli che sono nessuno sogni in grande e azioni importanti,il volo verso qualcosa di piccolo,grande,per il futuro permette agli uomini di vincere...

Questo è un appello ai forti e liberi ,un appello verso gente tosta determinata ,che non dice basta ,ma dice solo vado avanti ,che non si ferma davanti a nulla,neanche davanti alla melma ,alla merda,si ferma solo per vincere ,dopo la vittoria,per alzare il calice e per dire io ci sono.......

Vorrei solo sapere chi c'è con me?
postato da: maso_ alle ore 10:54 | Permalink | commenti (68)
categoria:zefram
giovedì, 22 giugno 2006


DIZIONARIO DEI SINONI