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lunedì, 24 luglio 2006


IL CALDO TRA PASSATO E FUTURO MIGLIORE
SENZA PASSARE PER IL PRESENTE
(in poche parole: Buone Vacanze)

D'estate fa caldo, da sempre.
Poi, ce ne dimentichiamo.
Qualche volta d'estate capita che venga a piovere e lo fa negli unici momenti di vita concessi alle persone, generalmente tra il venerdì e la domenica sera.
Giustizia divina?
Chissà... e i bolognesi accaldati si lamentano.
"Lavoro tutta la settima e venerdì piove", i modesti più spiritosi giocano la carta della "nuovola dell'impiegato", altri inveiscono contro gli dei, i positivisti si consolano con "questa pioggia ha rinfrescato l'aria". I soliti discorsi, le solite chiacchiere, le solite vite trascinate in attesa di un futuro migliore che quando arriva non è mai il futuro migliore e allora si attende un altro futuro migliore para toda la vida, in luuuuppp!
Poche pippe allora!
Quest'anno non piove!
Accettiamolo!
Fa caldo, c'è poco da fare, chi ha la possibilità di fare lo straordiario pagato condizionato dall'aria lo faccia, chi ha la fortuna di non lavorare se la goda invece di cercare lavoro a luglio che poi se va male lo assumono pure e ad agosto deve far finta di lavorare!
Futuro migliore dicevamo, non è questo che qui a Bologna cerchiamo sempre ?
E allora cogliamo il futuro migliore a settembre, anzi, dopo che è finita la festa dell'Unità al Parco Nord, perchè è da lì che inizia il futuro fatto di vero autunno con le solite trascinate lamentele da vero autunno, con la solita modesta attesa del ponte di San Petronio che magari si prende pure il volo Raian Er e si vive qualche giorno di più.
Merda che caldo!
Si, ochei... d'estate ha sempre fatto caldo, non c'è bisogno che i telegiornali ci raccontino che il è un pò vuoto, che bisogna bere tanta acqua, che quelli con le malattie cardiovascolari sono i soggetti più a rischio insieme agli anziani (nessuno dice i vecchi, agli anziani...) e ai bambini lasciati ad asciugare al sole alle 2 del pomeriggio nella piazza del centro commerciale Meridiana.
Fa caldo!
E mò?
Meglio... ci manca solo che faccia freddo, è agosto!
Ci siamo dimenticati che sei mesi fa agosto era il nostro futuro migliore, lo abbiamo aspettato tutto l'inverno (lamentandoci per il freddo), poi è arrivata la primavera (lamentandoci che non c'è più la primavera di una volta), poi è arrivata l'estate, l'agognato futuro migliore è qui e noi cosa facciamo?
Ci lamentiamo che fa caldo.
Aaaaaaaaaaaaagh!
A Bologna siamo fatti così, ci lamentiamo e se non abbiamo la possibilità di farlo troviamo il modo di farlo, tanto il bolognese qualcosa che non va bene lo trova sempre ed è sempre colpa di un generico qualcun altro.
Un bel passatempo... che caldo però!
Ochei, basta!
Con un caldo così non si può stare al compiuterrr a parlare di caldo che poi se ne parliamo ancora mi viene ancora più caldo e poi, quando si comincia a parlare del caldo vuol dire che proprio non c'è più niente da dire, quindi meglio fermarsi qui e darci appuntamento a settembre per raccontarci cosa non è andato bene nelle vacanze.
postato da: maso_ alle ore 11:32 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
venerdì, 21 luglio 2006

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PAB 2000 CRONICOLS

Drin, driiiiiiin (squilla il cellulare). Max bartender si chiede chi può essere che lo chiama mentre sta per infilarsi sotto la doccia!

R. Pronto Macs sono Rino del Pub 2000.
Quand'è che venite a trovarmi?
Io ti aspetto, è da una settimana che dici che vieni....

M. Vengo, vengo. E' che non sono stato molto bene.
Mi ha detto il medico che ho le papille gustative interrotte, poi c'ho il gomito che fa contatto con il piede ....
Insomma, una cosa pesissima!


R. Ascolta ma è vero che Maso è un ex-sessuale dichiarato?

M. Sì è vero, ma non ti preoccupare non è contagioso.

pab 2000: il sito | pab 2000: il blog | Mappa per il pab

Lo spettro della bolognesità è un blog in costante divenire.
Oggi fa caldo, gli impiegati tra poco andranno in ferie e le visite cominciano a calare; noi ci rinfreschiamo presentandovi un nuovo redattore: Rino del pab 2000
Chi è Rino?
Cosa fa Rino?
Quanto è alto Rino?
E' vero che Rino è un campione di minimoto?
Sì e la parcheggia sul bancone per paura che gliela rubino
Ve ne avevo già parlato ma voi non siete stati attenti; se ne riparlerà nelle pab 2000 Cronicols pubblicate sullo Spettro una volta a settimana (forse).
Per ora accontentativi di sapere che il pab 2000 diventa il locale ufficiale dello Spettro con iniziative sborone a cadenza casuale. Oggi vi ho regalato la prima pab 2000 cronicols

W Rino, W il pab 2000

postato da: Chavi alle ore 13:01 | Permalink | commenti (26)
categoria:max bartender
giovedì, 20 luglio 2006

gallipoli

Quando dici la vita…

L’anno scorso, in agosto, ero in giro per Lecce e vedo “quello là dello spettro della bolognesità”. Poi lo rivedo a Gallipoli e ci facciamo una foto insieme. Lui ci fa un post che campeggia tutto agosto nell’home page dello spettro.

Così parla di me:

“In queste mie tre settimane on ze roddd ad esempio, mi è capitato di incontrare l'individuo ritratto nella foto per ben due volte in due differenti località (Lecce e Gallipoli). Per chi non lo conoscesse, questo era il boiz che durante il nostro incontro sulla Bolognesità alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, era intervenuto parlando degli studenti fuorisede che venivano a Bologna e andavano a suonare da Guccini.”

Ora “quello là dello spettro” è un mio caro amico e scrivo anch’io su queste pagine.

Quando dici la vita…

Quando vidi “quello là dello spettro” in giro per il Salento provai un senso di rivalsa. Dopo tanti anni in cui ero stato additato come fuorisede a Bologna, finalmente trovavo uno dei maggiori rappresentanti felsinei in Salento. Ed era lui il fuorisede. Era in realtà uno dei tantissimi che si dilettano in estate in un

 

TOUR SALENTINO PER FUORISEDE (BOLOGNESI)

Prima di tutto bisogna dire che ogni Bolognese è stato in Salento. Ontranto, Leuca, Porto Cesario, l’entroterra del Capo sono le mete più ambite per gli over trenta. I più giovani e fricchettoni invece non possono proprio mancare al frikkettonissimo campeggio “Malepezza” di Torre dell’Orso (e relative dance hall punk-reggae sulla spiaggia) per poi, finita la pilla, dedicarsi al campeggio selvaggio presso i laghi Alimini.

Il bolognese in tour salentino ritorna bambino. È eccitato dal “caffè in ghiaccio”, dal mare naturalmente, dalle friselle e dai pasticciotti (dolci locali). Il bolognese in Salento si stupisce di tutto, del paesaggio, dei paesini, della gente a volte fiera a volte educata. Ciò che però fa andare davvero fuori dai coppi il bolognese in Salento sono le sagre e la pizzica.

La sagra dell’anguria, la sagra “te lu purpu” (del polipo), la sagra della “cozzeddha pizzicata” (lumaca piccante), la sagra “te lu mieru” (del vino), quella “della marangiana” (melanzana), della “muddhica” (non ho mai capito cosa sia) sono per il bolognese eventi intensi, che difficilmente dimenticherà quando, tornato a Bologna, saprà snocciolare a memoria almeno venti nomi di paesini del Salento.

La pizzica poi. Io ormai la odio, se la sento scappo. I bolognesi, invece, le donne soprattutto, guardano anche per dieci di ore di fila i tamburellisti suonare quelle solite quattro canzoni. Li guardano come potrebbero fare con i “Buena Vista” di Compai Segundo. Molti si cimentano anche con il ballo uomo-donna magari con donzelle locali o col ballo uomo-uomo detto anche “danza delle spade”. Alcuni fanno anche corsi appositi in inverno per far bella figura nelle sagre salentine.

Quelli come me invece, sono ormai apolidi. Fuorisede a Bologna e Milanesi (sopra Firenze sono tutti milanesi) a Lecce. Quando ci chiedono “ma tu sei di Lecce? Ma di Lecce-lecce? ”facciamo sì con la testa. Non c’è ancora nessuno in Salento, però, che chieda ai bolognesi se sìano di “Bologna, ma Bologna-Bologna?”. Così come non c’è nessuno, per quanto ne sappia, che abbia organizzato dei corsi invernali di liscio per far bella figura ad agosto sulla Riviera Romagnola.
postato da: mello alle ore 09:45 | Permalink | commenti (103)
categoria:mello
mercoledì, 19 luglio 2006


I CINNI SCURZONI

Più volte in questo blog abbiamo parlato di cinni scurzoni e più volte non siamo stati capiti a causa del nostro meta linguaggio bolognese poco fruibile a chi non ci segue assiduamente. Bene, in questa giornata di metà luglio dove molti impiegati sono già al mare per poi tornare ad agosto a raccontarcela di macomesistabeneabolognaadagosto, noi vi spieghiamo una volta per tutte chi sono i cosidetti cinni scurzoni e per fare questo ci faccimao aiutare dal nostro consulente legale di fiducia l'Ora di Icio, unico lminare vivente specializzato in cinni scurzoni

  • Essere cinno scurzone non è uno stile di vita in sè, o una moda giovanile o un nuovo aggregato in cui i giovani si identificano ( punks, skinheads, ravers ecc.) ma uno status legato all'aspetto fisico, aspetto non sempre scelto.
  • Il cinno scurzone è sovrappeso, molto sovrappeso, ai limiti dell'obesità, da qui si deduce che il cinno scurzone è in crescita numerica, figlio del benessere e degli ogm, non immagino un cinno scurzone nell'immediato dopoguerra o un cinno scurzone nella fascia subsahariana.
  • Il cinno scurzone ha la faccia tonda e i capelli a spazzola, preferibilmente biondi.
  • Il cinno scurzone a gli occhiali con la montatura grossa e scura di forma quadrata o leggermente tondeggiante, porta i pantaloncini corti in modo che le gambe strabordino.
  • Il cinno scurzone non è sveglissimo e spesso è preso in giro dai compagni di scuola, fondamentalmente è buono.
  • L'aspetto è quello di uno che molla delle grosse scurze, anche a causa dell'alimentazione ricca di dolciumi, merendine e hamburgers, da cui appunto cinno scurzone.
  • Infine il cinno scurzone da grande lavora nel terziario, ma senza incarichi di prestigio.

Spero di essere stato esauriente, disponibile comunque per approfondimenti e/o chiarimenti - Ora di Icio

 
postato da: maso_ alle ore 10:42 | Permalink | commenti (105)
categoria:maso
martedì, 18 luglio 2006


I SENSIBILI, GLI INSENSIBILI
E LE DROGATE

In questa città (come in altre), molti giovani hanno la possibilità di non lavorare. I più coerenti, quelli con una maggior percezione del proprio , non lavorano proprio e se ne stanno a casa, ancor meglio se non insieme ai genitori, i più sensibili invece vengono colpevolizzati da genitori insensibili e addirittura costretti a trovarsi un lavoro. Di fronte a pressioni così contraddittorie i sensibili di turno sperimentano professioni più o meno subalterne, ma dopo una settimana, giustamente si stancano e mandano a cagare il datore di lavoro di turno fornendo il buon esempio all'esercito dei modesti che rimarranno a subire di tutto. Individui sensibili che verranno ricordati come eroi, ma gli eroi muoiono sempre, così si consolerà lo sconfitto di turno più sensibile. E se lo scriverà nello scrinseiver. Questo manipolo di eroi sensibili tornerà a casa, crederà di averla fatta franca ciampi, ma ormai i genitori insensibili hanno deciso che devono andare a lavorare e guadagnare un casino di soldi. Terribile. E il bello è che ci riescono. Come? Di solito gli insensibili bolognesi scelgono la strada più semplice e indirizzano il figlio/la figlia ad una delle tre professioni clù che questa città (e forse altre) offrono:

- taxista
- edicolante
- tabaccaio


Sono professioni semplici semplici, comprabili, lavori in proprio con rischio di impresa irrisorio e tanti soldi con sbattimento irrisori per gli insensibili, ma non per i sensibili che senza volerlo si trovano proiettati nel fantastico mondo del lavoro senza desiderare di avere un lavoro. Terribile. Ogni vittima ha il suo carnefice, l'eterna lotta tra sensibili ed insensibili. Nel giro di pochi giorni, i sensibili si trovano immersi in situazioni non volute senza via di fuga, mentre gli insensibili possono finalmente raccontare agli amici che il figlio/la figlia è andata a lavorare ed ha aperto un'attività in proprio. Ogni sensibile si troverà ad affrontare inaspettati nemici non voluti da abbattere quotidianamente, nel giro di poche settimane i primi problemi di salute psicosomatici si impossesseranno di lui, molti di loro moriranno a 55/60 anni indossando una  felpa della naik mentre fanno futing ai giardini margherita. Altro che eroi. Il taxista si troverà a combattere contro gli extracomunitari, l'edicolante combatterà contro i collezionisti di inserti, ma i nemici più terribili li dovranno combattere  i tabaccai e sapete di che cosa sto parlando, nonfate finta din saperlo. Sto parlando delle  vecchie che giocano al lotto. Sono tantissime, molte più degli umarells, sempre sole, arriviste incarognite, adoratrici del risparmio autogestito sotto al materasso eminflex, donne desiderose di vincere milioni di euro dei quali non saprebbero cosa farsene... ma cosa importa? L'impotante è giocare. Queste zdaure le puoi trovare a qualsiasi ora, in qualsiasi tabaccheria con un foglietto in mano che ordinano al tabaccaio sensibile di giocare 5 numeri sulla ruota di Firenze. I soliti numeri, gli stessi da quarant'anni, senza mai aver vinto nulla... ma loro se ne fregano, insistono e fanno pressioni al Governo perchè si giochi tutti i giorni. Drogate! Ecco cosa sono queste zdaure spesso responsabili della morte dei propri mariti a soli 85 anni e ancor più responsabili delle malattie nervose dei sensibili tabaccai. Terribili. Da qualche giorno l'esercito delle vedove (e non) si accalca nelle tabaccherie a chiedere delucidazioni sul Lotto istantaneo pubblicizzato dl testimonial Lello Arena, l'unico testimonial in grado di non spiegare chiaramente di che cosa si tratta, ma per questo ci sono i tabaccai sensibili e le zdaure (insensibili) lo sanno benissimo. Ragazzi, siamo di fronte ad una vera e propria emergenza. Si parla tanto di caro euro, soldi che non ci sono più e queste idrovore giocano al lotto con i soldi della pensione o ancor peggio, con i soldi guadagnati dalla vendita di una melanzana eternit  coltivata da un umarell nel proprio orto favelas davanti al Virgolone. Fermiamole prima che sia troppo tardi!
postato da: maso_ alle ore 11:20 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
martedì, 18 luglio 2006


IL CREMONESE NON GIOCANTE

In questo post si parla di un immaginario sindaco eletto in un'umida città dell'emilia-romagna dove fa freddo in inverno e d'estate si soffoca, premessa inutile visto che una cosa del genere nemmeno un matto....

Gaetano fin da bambino impara cosa significa non essere amati, infatti, all'ombra del Torrazzo, è lui il cinno scurzone che tutti lasciano in disparte;  se si decide di giocare a calcio lui, bene che gli vada, porta il pallone e rimane tutto il tempo a guardare la partita dalla panchina.
Purtroppo crescendo le cose non migliorano, tutti capiscono che la captatio benevolentiae non è nelle sue corde e per trarlo d'impaccio lo paracadutano in una città sicura della Rossemilia dove si spera possa fare pochi danni; appena arrivato vuole far capire a tutti che l'aria è cambiata - spalleggiato dal motto "Da Bologna (io) a Bologna (noi)" decide di vestire i panni del difensore dei deboli contro i poteri forti della città: i lavavetri pachistani......

L'elettorato di questa fantomatica città di umarells è in tripudio, il popolo degli orti non riesce a capacitarsi di tale manna piovuta dall'oltrepo lombardo ma lui vuole strafare: nessuno deve fare casino dopo le nove di sera perchè la gente va a letto presto che il giorno dopo deve andare a lavorare.
Ti piace la trasgressione e ti vorresti fare una piccantissima pizza d'asporto alle nove e mezza?
Non puoi, non è legale - sei un teppista!

Come in tutte le favole entra in gioco il malvagio, in questo caso sotto le spoglie di un crudele ministro, tanto tirchio che anni prima quando ordinava le pizze non lasciava mai la mancia (chiedete lumi a Maso).
Dopo aver litigato tutto il giorno per non lasciare nemmeno a quei cattivoni dei taxisti la mancia, realizza che la crescita del P.i.l passa anche attraverso la liberalizzazione dei commerci notturni e quindi decide che: "I fornai potranno vendere pane e pizza anche durante la notte e i clienti potranno consumare direttamente nel loro negozio, cose ora non permesse".

Nessuno vide più Tano, ma si vocifera che nelle notti di luna piena si senta ancora una voce che grida:
Piove farina (della pizza), governo ladro!
postato da: Chavi alle ore 00:50 | Permalink | commenti (47)
categoria:max bartender
lunedì, 17 luglio 2006


ANGELO' - UN LAVORATORE ATIPICO

L'ambizione del bolognese sano da sempre è stata quella di non fare un cazzo se non godersela, ma se uno è costretto a lavorare per vivere ecco qui un prezioso decalogo del teik it isi:

1) Non c’è modo di realizzarsi in questo tipo di struttura lavorativa
2) E’ impossibile cambiare il sistema
3) Quello che si fa non ha in verità una grande rilevanza
4) Accettare nuove responsabilità significa solo complicarsi la vita
5) Le posizioni piu basse della gerarchia lavorativa consentono una maggiore libertà di vita
6) Non vanno avanti i piu meritevoli ma i piu segnalati ed apparentati
7) Lo stipendio a fine mese è l’unica cosa che effettivamente conta
8) Punta a collocarti al posto giusto, poi si possono tirare i remi in barca
9) Gli unici che lavorano sodo sono quelli con il contratto a termine
10) Convinciti che l’organizzazione aziendale che scandisce i tuoi comportamenti lavorativi è imperfetta e non puo durare in eterno

Ora i modesti diranno: "E chi deve lavorare per vivere e non ha alternative come fa?"
Basta fare come Angelo'

Angelò è un personaggio noto a Piazza Grande e a Bologna in generale. Lo chiamano anche il Freak. Perché? Se lo vedete capirete. E non basterebbe forse un libro per raccontare il personaggio Angelò, la sua faccia, le sue lunghe ossa, i suoi capelli, i suoi vestiti e soprattutto la sua parlata: una lingua che mescola italiano, francese e napoletano. Una volta mi ha raccontato un pezzo della sua storia: che parte da Napoli e continua qui a Bologna, ma passando per la Francia, Parigi, dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Di modi di guadagnare qualche soldo Angelo ne conosce molti: in collegio ha imparato molti tipi di artigianato; ha fatto mille lavori: manovale, agricoltore, muratore e anche becchino. È alto e magro Angelo, ma ha ancora una gran forza fisica che gli deriva, dice, da quei lavori. E’ stato un diffusore storico di Piazza Grande, nonché vero e proprio  “uomo immagine” dell’Associazione; è un esperto di borse lavoro e pensioni d’invalidità, ma anche di dormitori, centri diurni, pulizie. Inoltre riesce a farsi dare un lavoretto a serata in tante manifestazioni estive della città… perché dà una mano a sistemare i tavoli sì, ma soprattutto perché, come si dice a Bologna, ha anche una gran “cartola”.