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giovedì, 30 novembre 2006


LA CIAINATAUN BOLOGNESE
中華人民共和國


La Cina è vicina? No, la Cina è in Cina, il teletrasporto non lo hanno ancora inventato e per raggiungerla ci vogliono amcora alcune ore di viaggio. La Cina più vicina che conosce il bolognese è quella che si snoda dalle pati di Via Ferrarese nel quartiere Bolognina, luogo dove i cinesi vivono e non muoiono mai o almeno così pensano i soliti modesti che ogni tanto si pongono questo quesito. "Ah no io al cinese non ci vado più", "Adoro il cinese", "Odio i cinesi", "La ina è un'opportunità", "I cinesi ci rubano il lavoro"... queste ed altre frasi modeste siamo costretti a sentire ogni giorno ed è per questo che ho deciso di pubblicare il post della nostra lettrice Sabyna che di modestia se ne intende un casino.

Premessa: perché snobbi i magazzini cinesi di Via Ferrarese e ti sputtani inutilmente una barca di soldi in “firme”, che poi il più delle volte è la stessa roba che ti vendono, cambia solo l’etichetta?
Ci sarebbe da discutere sul fatto che faccia bene o meno all’”azienda Italia” il fatto che noi si compri dai cinesi snobbando il Made in Italy, ma dal momento che la “generazione milleeuro” abbonda, i precari abbondano, gli inquilini e mutui quarantennali pure….. e l’Euro, la Finanziaria, Padoa-Schioppa…. previsione di un prossimo futuro di pezze al culo ecc.. ecc…
Sabato mattina, in compagnia di un’amica, sono andata a fare sciopping nella Chinatown bolognese. Siamo delle affezionate ormai, sul serio. Diciamo che “a noi le firme non interessano”, interesserebbe il Made in Italy, anche non firmato, ma se compriamo il Made in Italy coi prezzi che si vedono in giro …… poi l’affitto chi lo paga? Ma poi chissenefrega? Le maglie dei nostri magazzini cinesi sono molto belle e ben fatte.
Via Ferrarese ha un bel pò di ristoranti, negozi e magazzini cinesi. Quelli di abbigliamento sono un misto di importatori (dalla Cina), ingrosso e vendita al dettaglio. Ce l’hanno proprio scritto in vetrina, accanto alle scritte in cinese. Non abbiamo ancora capito che cosa siano esattamente: cioè se io cerco di andare al Centergross, dai cosiddetti “grossisti”, a meno che non abbia delle “bazze”, col cavolo che entro ! Qui invece vendono a tutti, con prezzi diversi a seconda di chi compra; diciamo che sono un fritto misto, per stare in tema.
La zona è effettivamente “da soffritto”, perché appena parcheggi in uno dei vicoletti laterali e scendi dalla macchina, un odore di aglio pestato e bruciacchiato t’invade. Wow! Mano male che l’aglio a me piace, ma questo è troppo. Proseguiamo. Passiamo davanti ad un Internet Point con scritte esclusivamente in cinese sulla vetrina e foto di ragazze cinesi. Dentro ci sono dei cinni scurzoni cinesi, incollati al monitor. Mi fermo ed osservo per un minuto: nessuno di loro chiacchiera, ognuno per sé, un monitor per tutti. Ho come un senso di vuoto, di angoscia. Sono così anche i nostri, di cinnazzi? Tutto il mondo è paese. Non lo so, forse sì. Ma qui non mi sembra di essere a Bologna, mi sembra di essere all’estero.
Finalmente siamo al primo magazzino, a 100 netri dalle Officine Minganti, in via Ferrarese. Non mi ricordo mai come si chiama, ma ha un’insegna bianca che recita “Import-export” tra scritte cinesi. Il posto è molto grande e pieno di scatoloni impilati e di maglioni in mostra su vecchi busti di manichini. Mette un po’ di tristezza è vero, ma le maglie sono belle ed è pulito. Oltre alle maglie c’è l’immancabile reparto jeans, giubbotti, calzini, foulard, intimo e ciaffi vari un po’ kitch. Ma a noi zdàure interessano le maglie. Adesso ne porto una, pagata quindici euro, di taglio moderno (non da zia, perché ci sono anche quelle, a parte),e composta di 50% lana, 30% mohair e 20% acrilico. Ne ho viste molte in molte vetrine di negozi, quasi identiche (o identiche?) e magari a 50/60 euro. Ci scommetto che è la stessa roba.
Il magazzino è gestito da quella che pare essere un’intera famiglia, con bambini piccoli che giocano dietro al bancone, delle ragazzine che ti seguono per vedere se hai bisogno ma anche per evitare che tu smanazzi e svuoti gli scatoloni per cercare colori e taglie. Ogni modello di maglia è appoggiato sopra ad uno scatolone che ne contiene altre in altri colori e taglie. Ho notato che a loro non piace che infili le mani negli scatoloni per rovistare: non è come al mercato e in effetti perde un po’ di fascino (sigh!). Ma i cinesi non te lo dicono che non hanno piacere, né appendono un cartello con scritto “vietato aprire gli scatoloni, rivolgersi al personale”. Però si capisce, quando ti beccano a rovistare ti si avvicinano timidamente e ti chiedono quale colore ti serve e quale taglia. A volte non dicono nulla ma ti guardano allarmati. E tu capisci.
A me sti cinesi mettono soggezione. Giuro. Non conversano con i clienti, parlano solo se interrogati e sorridono pochissimo. Brrrr ! Però le maglie sono belle, di lana e costano poco, quindi chissenefrega!
Attenzione: il prezzo va a sentimento di chi in quel momento te lo vende. I prezzi non sono esposti e se vuoi saperli devi chiedere a chi ti segue e ti controlla (Brrrr…). “Quanto costa questo? Quanto costa quest’altro?” La maglia che porto costava 18 euro per la ragazzina, ma quella che sembrava la sua mamma alla cassa me l’ha venduta a 15.
Chiaro che se tu vai e compri 10 pezzi di un modello, il prezzo unitario è più basso di quello che pago io acquistandone uno.
Peccato che di clienti io ne veda pochi, a parte qualche giovine (fuorisede?), qualche negoziante, gruppetti di amiche come noi….. e allora mi domando: la zente ziga ma poi di soldi ne ha, oppure…… la zente ha delle fisime e si vergogna ad andare a comprare ai magazzini cinesi?
O ancora: i bolognesi non sanno dell’esistenza dei magazzini cinesi con le belle maglie di lana e mohair a 15 euro ?
E ancora: i bolognesi si svenano pur di comprare il Made in Italy (magari fatto in Italia dai cinesi), convinti che così facendo salveranno l”Azienda Italia”.
E concludo con la stessa domanda con la quale ho aperto il post: ma i bolognesi, godono nell’indossare capi firmati pagati un leasing e spesso fatti produrre in Cina a costi bassissimi?
Valà che la maggior parte dei bolognesi sono dei piagnoni, e di pilla ne hanno da buttare

Sabyna
postato da: maso_ alle ore 10:46 | Permalink | commenti (80)
categoria:maso
mercoledì, 29 novembre 2006


TUR DE BULOGN
(un redattore a caccia di ciclabili)


Questa mattina (giovedì) alle ore 8.40 il redattore Max Bartender respirerà a pieni polmoni lo smog cittadino percorrendo le strade di Bulogn alla ricerca di nuove piste ciclabili nell'inedito ruolo di inviato precario di angoloB.
La mia missione: pedalare, osservare, prendere nota e raccontare nei pochi minuti della diretta la mia esperienza di CicloCon.
Stey Tiund

* Ho inserito la registrazione radiofonica, Clicca qui >>>
postato da: MaxBartender alle ore 17:44 | Permalink | commenti (6)
categoria:max bartender
mercoledì, 29 novembre 2006


IL NUOVO STADIO DI BOLOGNA

Il calcio, croce e delizia della nostra città. Chi mi conosce sa che non ne so mezza del Bologna futbol clebb e dello stadio Dall'Ara, allora visto che non mi piace parlare di cose che non so, passo la palla al nostro esperto in materia Zefram Cocren ed al suo impeccabile stile.

Leggo con interesse,ma anche con grande sconcerto che i Proprietari del Bologna calcio (Bandiera,Menarini e Cazzola) avrebbero l’intenzione di costruire un nuovo stadio gioiello ..

Quello che mi sconcerta non è tanto l’intenzione,ma il luogo prescelto ..Medicina,anzi un luogo tra Medicina e Budrio collegato secondo le indiscrezioni della stampa ben collegato dalla Trasversale di Pianura e dalla Ferrovia(la famosissima linea Bologna-Portomaggiore,con allo studio un piccolo passante ferroviario che fermi proprio davanti allo stadio i Tifosi) .

Insieme allo stadio dovrebbero sorgere altre attività(suggerisco un mega campo da Boccie dove gli umarells locali possano giocare interminabili partite) ,ma la domanda che uno ha nel cuore e nella mente ..si realizzerà il sogno della canzone di Dino Sarti Bologna Campione e di andare allo stadio sanza bovver e magner? Che scopo ha la costruzione di questo stadio?far grande il Bologna o ridurre come al solito solo i costi per poi dire ..ci dispiace ci siamo sbagliati volevamo ridurre i costi ,ma ci siamo accorti che la gente non viene e quindi ridimensionamo il tutto?

E che fine farà il nostro stadio Dall’Ara? Si farà al suo posto un mega villaggio per umarells rimbecilliti oppure un mega parcheggio,dove il vero umarell bolognese potrà deliziosamente lasciare parcheggiata quasi a gratis la sua Prinzsimca ?E poi quante partite saranno rinviate in questo nuovo stadietto a causa d’invasioni di anguille ferraresi o di ravennati ubriachi? E la nebbia è stata messa in conto?

Al 2009 l’ardua sentenza..


postato da: maso_ alle ore 10:03 | Permalink | commenti (45)
categoria:zefram
martedì, 28 novembre 2006


AILENDERS BOLOGNESI
(vita, morte e miracoli della cittadinanza)

Il malore di Berlusconi ha parlato chiaro: a quell'età non bisogna fare sforzi e smetterla di fare quelle cazzate che non si ha più l'età. Lo sanno bene gli umarells e le zdaure bolognesi che secondo i dati elaborati dal sofisticatissimo ufficio statistico del comune, sappiamo che la vita media è di 78,7 anni per gli uomini e di 83,5 anni per le donne. Parità? No grazie. Un dato che si colloca al di sopra la media nazionale. Notizia positiva? Dipende da che età abbiamo noi in questo momento, i bolognesi sono diventati piu' longevi quindi è inutile che stiamo tutti a fare i calcolini per andare in pensione a 60 anni (chi ci mantiene per altri 23,5 o 18,7 anni?). Non si può più, gheim over, o meglio si può, ma si va in pensione a gratis o se va bene con 100 euro al mese e si continua a lavorare finchè morte non ci separi. La vita media nella nostra città in 25 anni si e' alzata di 6,8 anni per i maschi e di 5,7 anni per le femmine. Altra notizia sconvolgente è che tra il 1971 e il 2005 i residenti con piu' di 64 anni sono aumentati di oltre il 50% e mentre la classe d'eta' tra i 65 e i 79 anni sembra aver esaurito la sua crescita, continuano ad aumentare gli anziani con 80 anni e piu'. Nonostante il boom di umarells, l'andamento dei decessi, che per lo piu' riguarda questa fascia di popolazione, nel lungo periodo appare in prodigioso calo. Ma come campano questi anziani e soprattutto come camperanno se i giovani non versano uno straccio di contributo e se lo versano è sicuramente insufficente per mantenerli tutti quanti? Un bel casino e come al solito Bologna si dimostra troppo avanti. Per fortunatamente gli umarells quando erano più giovani si sono trovati in una specie di paese dei balocchi dove  sacrificandosi (chi più e chi meno o per niente) hanno guadagnato comunque un fracco di soldi e soprattutto una pensione che (forse) non gli toglierà mai nessuno. Secondo le statistiche, i maggiori "guadagni" nella durata media della vita dei bolognesi sono stati raggiunti per i maschi nel periodo compreso tra il 1994 ed il 2002, per le femmine invece negli anni Ottanta. Una bella fortuna per gli inascoltati giovani precari che almeno possono almeno contare su nonni e genitori, mica possono lavorare per costruire qualcosa, infatti gli umarells ormai sono diventati l'unico ammortizzatore sociale sostenibile di questa città (e anche della nazione, ma qui si parla di Bologna). La domanda che sorge spontanea è: e dopo? Boh... e chi lo sa, se i politici non hanno idea di come sia strutturato il mondo del lavoro nel 2006, figuriamoci se sanno cosa succede dopo. Ma veniamo all'argomento trapasso. Ma come muiono gli umarells a Bologna? Beh, le principali cause di morte sono le malattie cardiovascolari e i tumori. Le donne (per adesso) vivono di più perchè bevono, fumano meno e sono meno esposte a rischi connessi a determinate attività lavorative. L'infartino ad una certa età è sempre in agguato, mentre i tumori mietono vittime nelle nelle eta' centrali della vita. I giovani invece muoiono facendo incidenti stradali. Zis is Bologna.
postato da: maso_ alle ore 12:19 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
martedì, 28 novembre 2006


PISTE DISABILI?
(La verità sulle piste ciclabili a Bologna)


Tanti anni fa gli amministratori locali decisero che era giunto il momento di accontentare il popolo della bicicletta (fino a quel momento invidioso dei cugini modenesi, ferraresi e parmensi) e regalarono ai "baikers" bolognesi e fuorisede un ricco sentiero di piste ciclabili che si dice (ma nessuno lo sa per certo) misuri 80 km.
Esistono? Sono funzionali o tracciate tanto per dire che ci sono? E' vero che alcune finiscono contro un muro?
Per rispondere a queste domande, domenica ci siamo ritrovati in p.zza Verdi e da lì siamo partiti per indagare armati di mappe, cartine e tomtom.
Dopo 100 metri ci saremmo persi se non fosse intervenuto Cesare, il lettore spettrale non commentante che ne sa un tòt di piste ciclabili.
E' stato lui a guidarci e ora che anche noi ne sappiamo un tòt, la cittadinanza deve sapere!
L'antica Bologna era solcata, come ora del resto, dalla via Emilia lungo la direttrice Est-Ovest e anche la più sborona delle piste ciclabili realizzate segue questo percorso: da San Lazzaro a Casalecchio di Reno, anzi da Cà de Mandorli a palazzo de Rossi, è possibile pedalare quasi ininterrottamente su una corsia riservata, ma solo i ciclisti più scafati sanno orientarsi in questo intricato dedalo.
Può capitare infatti che mentre pedali, all'improvviso, la segnaletica sparisca lasciandoti in panne e desideroso di intuire la logica di chi ha piantato i cartelli; è in quei momenti che rimpiangi la segnaletica biancorossa usata dal C.a.i .
Da segnalare anche la scarsa manutenzione: l'ultima "tinteggiatura" non è recentissima, la segnaletica orizzontale in molti punti non è più visibile e non è il massimo quando si arriva a un incrocio.
Che dire poi delle macchine che parcheggiano dove capita invadendo le corsie? Ma non sono gli unici ostacoli, bisogna anche prestare attenzione a cani che vagano senza museruola e guinzaglio, carrozzine Potëmkin, buche che sembrano crateri, pedoni che procedono a zig-zag (per evitare deiezioni canine), cassonetti del rusco che sbucano dal nulla e auto che escono dai passi carrabili senza guardare.
Ventisette km percorsi: è stata dura ma siamo tornati sani e salvi seguendo Cesare.
Grazie a Sai Baba per averlo materializzato e messo sul nostro cammino, senza di lui non ce l'avremmo mai fatta.

La Fotogalleria di Max | Fotogalleria di Cesare

C'era pure Alessandroid con una mountain bike da downhill
Un sito per nerd della bici: Monte Sole bike group
Comune di Bologna: piste ciclabili
Un fotoblogger bolognese biker
Fatina Tedesca Gira in bici
postato da: MaxBartender alle ore 00:59 | Permalink | commenti (13)
categoria:max bartender
lunedì, 27 novembre 2006


INCROCI MISTERIOSI

Procius è un lettore silente che vuole dire la sua, ascoltiamolo!

Ciao Maso, anch'io è parecchio che ti seguo sullo Spettro e volevo renderti partecipe, sempre che tu non ne sia già al corrente, di quello che è accaduto all'incrocio tra via Rizzoli, U.Bassi, Indipendenza, bloccato per circa 15' . Questo quello che siamo riusciti a cogliere io e la Stefy dalle Ns. finestre su via Rizzoli: un gruppo di circa 20-25 ragazzi con a capo un giovinotto con tanto di bandiera della pace, "armati" di biciclette, hanno occupato l'incrocio bloccando interamente la circolazione. Considera che fino a 1/2 ora prima era in svolgimento la manifestazione per la Giornata contro le violenze alle donne, e che tutta la zona era presidiata da vigili e forze dell'ordine, ma alle 18,35 tutto era finito ed anche le forze dell'ordine si erano "dileguate"; Detto questo per tutto il blocco non si è visto un vigile, una pattuglia, una gazzella, un carro attrezzi con vigile al seguito come era successo per il caso del Prof Bonaga... la prima volante, è arrivata quando il gruppo era già al centro di Piazza Maggiore a festeggiare la scorribanda riuscita. Non ti dico la colonna di autobus per tutta via U.Bassi, Indipendenza, Rizzoli, con gente che inveiva contro i manifestanti che, devo testimoniare, hanno manifestato con campanelli, fischietti e schiamazzi, ma sempre civilmente......se bloccare il traffico ed il pubblico servizio si può considerare civile!
Ti allego alcune istantanee per conoscenza.
Procius
postato da: maso_ alle ore 11:06 | Permalink | commenti (47)
categoria:maso
lunedì, 27 novembre 2006
scippi

BULLISMO A BOLOGNA


Metti un pomeriggio che Mello e il suo amico Gale non hanno nulla da fare.
Metti che dopo aver letto il Carlino (nonostante l'intervista di maso) sono sconvolti dall'emergenza bullismo in corso in tutta la penisola (notizie di scuole date alle fiamme, professori torturati, svenimenti durante le assemblee di istituto).
Metti che si trovano per caso con altri balordi e, armati di macchina fotografica, decidono di documentare i gravi atti di bullismo in corso nella nostra città.

Qual'è il prodotto allora di tante fortuite coincidenze?
Un video.
Efferato.
Da vedere clikkando sull'immagine qua sopra.
postato da: mello alle ore 00:24 | Permalink | commenti (12)
categoria:mello
domenica, 26 novembre 2006
Footing in Central Park
ITINERARI BOLOGNESI PER GIOVANI CORRIDORI
 
Piluto all’età di circa 20 anni ha cominciato a correre e da allora non ha più smesso.
Mmmh, no. Mi sembra di averla già sentita questa frase, forse in un film, meglio cambiare.
A Piluto piace correre. Nulla lo rende più felice che indossare la sua tutina nera aderente e di mettersi a correre. Gli permette di pensare e di rilassarsi. In quell’oretta Piluto scappa dai suoi problemi quotidiani. E non lo fa solo a Bologna, ma anche quando va al mare o in montagna, sotto la pioggia o sotto il sole agostano. Piluto è sovente dire che gli piace sfidare gli elementi.
Lo fa anche quando va in altre città, anche estere, perché secondo lui è il modo migliore per compenetrarsi con lo spirito del luogo. Parigi, Anversa, Blanmont, New York, Ft. Lauderdale, San Diego, Edimburgo, sono alcune delle città dove Piluto ha indossato la sua tutina e si è messo a correre. Ovviamente Piluto corre e si allena a Bologna ed ecco alcuni dei suoi percorsi preferiti:
Certosa – Parco Talon: Partendo da un qualsiasi parcheggio vicino allo stadio si può prendere la pista ciclabile che costeggia l’anti-stadio e dirigersi verso Casalecchio seguendo il canale. Una volta superate le chiuse si attraversa la strada e si entra a Parco Talon. Da lì si può decidere, a seconda dallo stato delle proprie articolazioni, se continuare sulla strada asfaltata o sul terreno (in questo caso attraverserete la più grande riserva bolognese di orti coltivati da umarell). Arrivare in cima a Parco Talon e tornare indietro è circa un’oretta di corsa.
Eremo di Ronzano – Gaibola: Il preferito da Piluto. Lasciando la macchina nel parcheggio dell’Eremo (di domenica è meglio di no perché c’è la funzione) ci si può dirigere verso l’altra chiesa di San Michele di Gaibola e da lì continuare per via dei Colli. All’agriturismo si può voltare a sinistra per una viuzza stretta e poco battuta che, se percorsa per interezza, porta alla vecchia Felina. Se poi si ha ancora del cuore si può continuare per via delle Lastre, passando dal parcheggio sopraelevato da imbosco, chiudendo l’anello e tornando su via dei Colli che ci riporterà poi all’Eremo. Valido perché poco frequentato. Ci ho incontrato un paio di volte Poggipollini corridore con il quale ci siamo scambiati saluti molto maschi tipo: “Bella Fede!”, “Grande!”.
Parco dei Cedri – Croara: In genere il giro meno bello. Vado lì quando i miei ormai rari compagni di corsa mi obbligano. Lasciando la macchina a San Lazzaro si possono fare un paio di giri del parco per poi dirigersi, attraversando anche lì una distesa di orti umarellici, verso la salita della Croara che tira un bel po’, dove però c’è sempre poca gente. L’altro giorno ero presso un’azienda del gruppo GD e la direttrice finanziaria mi fa: “Senta dott. Piluto posso farle una domanda? Era lei domenica scorsa vestito tutto di nero che correva al Parco dei Cedri?”. Inconvenienti del mestiere.
Villa Spada – Ravone: Da Villa Spada si va verso l’ex Euforia e poi si tira dritto. Dopo un po’ diventa tutta campagna e non sembra neanche di essere a Bologna. Tanto più che ad un certo punto non capisci se sei su proprietà privata o no. Ed all’accenno del primo latrare di cani giri i tacchi sperando di portare sani e salvi a casa i garetti.
Casa – Giardini Margherita: Il giro della pigrizia. Se ho poco tempo esco di casa, nel quadrilatero mazziniano, e salendo su per il Tanari volto a destra in via Santa Barbara e mi dirigo verso i Giardini Margherita dove si incontra varia umanità intenta a dondolare marmocchi, giocare a hockey su rotelle, pascolare cani, e tutto ciò che si fa ai giardini. Nel tragitto mi è capitato di incontrare il Brizzi che so essere domiciliato presso una macelleria del luogo.
San Luca: Quando abitavo dalle parti di via Bellinzona ed ero veramente infuocato mi cronometravo dal primo gradino del portico di San Luca fino alla Croce che c’è al termine dell’ultima rampa di scale prima del santuario. Dopo aver percorso i micidiali portici di via Saragozza dove c’è una concentrazione di smog pari a quella di Città del Messico, attaccavo la scalinata dal bar Billi specialista del Pan Spzìal. E via a superare pellegrini e deviare qualche deiezione canina. Ma se il primo tratto è liscio, superate le Orfanelle comincia la goduria di una serie infinita di rampe di scale ripidissime. Se state cercando il record fatele a due a due, sennò salitele in sequenza tipo step. La Croce, se non è troppo tardi ed il cancello è chiuso, vi accoglierà stremati e lì fermerete il cronometro sperando in qualche secondo guadagnato. In discesa, inutile dirlo, tutti i santi aiutano.
postato da: Piluto alle ore 12:01 | Permalink | commenti (15)
categoria:piluto
domenica, 26 novembre 2006


GOOGLE, IL GESTORE, I BULLI...


Dopo la demenziale iscrizione al registro dgli indagati dei due legali rappresentanti di Gugol Italia, Maso, conttattato dall'agente segreto Patrick Colgan, rilascia una discussa intervista al Carlino Nazionale. "L'unica starda è appellasi alla coscienza degli utenti" titola pagina 7. "E' una fortuna che abbiano messo questi video on lain, i bulli ci sono sempre stati e così è stato possibile punirli". Questi ed altri discutibili punti di vista bolognesi per le masse solo ed esclusivamente sul Resto del Carlino cartaceo di oggi. Stei stiund. Spettro rulz.
postato da: maso_ alle ore 10:58 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 25 novembre 2006


LO SPETTRO PIACE ANCHE AI GIOVANI

Tra i 30 e i 40 anni... questa è l'età del pubblico dei lettori che leggono lo spettro. E i giovani? Eccoli!

Ciao Maso,
sono Ivana. Da tempo leggo lo Spettro, l'ho conosciuto all'inizio dell'estate, trovando un link nel blog della Community di Libero, e ultimamente passo qualche notte insonne da disoccupata a leggermi gli arretrati...
Ti scrivo solo ora poichè mi sono sentita "chiamata in causa" nel post del 18/05/05  in cui si parla di sbarbi...Ora, non so se rientro ancora come target della categoria, ho 24 anni ma mi sento più vicina a "voi" che al popolo della braga a vita bassa, griffato, cellularizzato dalla culla, i bella vecchiooo... Ma alla fine sono solo punti di vista, sfumature spesso inutili. Ognuno ha la sua vita e la generazione o l'età incidono relativamente sulle esperienze che ci si ritrova a vivere e tutto ciò che ti fa crescere più o meno in fretta. Ma non divago...
Non ho mai lasciato un segno per ora nel blog, nessun commento ma leggo spesso e talvolta d'accordo e altre meno sui contenuti, posso dire che riesci (riuscite) a dare un immagine, un riflesso più che reale della città e di coloro che la vivono o la subiscono. In modo quasi mai scontato, affrontando a largo cerchio tutto ciò che riguarda la città da argomenti frivoli a quelli più "impegnati" ma sempre con un buono strato di ironia, a volte di sarcasmo, che rende tutto più leggero facendo sì di non cadere nell'errore di prendersi troppo sul serio, per questo mi diverti e per questo...Grazie.
Mi piace molto quello che leggo, per una volta riesco a trovare Bologna come la vedono i miei occhi e gli occhi di tutti quelli che ci sono nati e vissuti...Il lurido, l'umarells che rovistano nel rusco, la mia via del Pratello, l'osteria dello Scorpione, la triste vicenda del Salvemini (io avevo circa 7 anni), gli autobus, gli estenuanti luoghi comuni, la vecchina con i fiori...Etc etc...
Si, non rimarrò più in silenzio, finalmente ho aperto anche io un accaunt (!) splinder nominato DallaCenere.

Buona giornata, Ivana.
postato da: maso_ alle ore 15:52 | Permalink | commenti (19)
categoria:maso
venerdì, 24 novembre 2006


PARTE DA BOLOGNA IL "PARTITO NUOVI VILLAGGI"


Che due maroni il programma di metà mandato della giunta Cofferati.
Che noia la finanziaria, la fiducia al senato.
Che stanchezza questi partitini che nascono, crescono, ci provano, non ce la fanno, poi forse sì, poi forse no, poi ricattano, poi minacciano, poi abbaiano alla luna.
Che tristezza se neanche il “Partito dei Pensionati” con il suo fichissimo logo e con il suo ineffabile leader Fatuzzo riesce ad eleggere qualcuno in Parlamento. 

Ma noi annoiati dalla solita politica, noi che non ne possiamo più dell’asfissia istituzionale con cui ci soffocano i soliti partiti, aspettando la discesa in campo di Zefram possiamo intanto iniziare a sperare. Una novità vera si profila all’orizzonte. Una ventata d’aria fresca sta per scuotere la politica italiana.
Una forza politica nuova, moderna, che guarda al futuro, sta per salvare il beffardo e tetro destino di noi nuove generazioni.

A Bologna è stato recentemente fondato un partito tutto nuovo. Un partito nazionale però. Il bolognese Giovanni Sassoli de Bianchi, con un costosissimo annuncio a tutta pagina sul Corriere della Sera, ha lanciato pochi giorni fa il “Partito Nuovi Villaggi”.

 Il suo programma non è del tutto chiaro. Ma è molto ottimista. E quando c’è la volontà, si sa, tutto è possibile.
Così descrive Sassoli de Bianchi il programma del “Partito Nuovi Villaggi”:

“I nuovi villaggi sono dei nuovi habitat costruiti dallo stato su porzioni disabitate del proprio territorio. […]
I nuovi villaggi avranno uno speciale regolamento basato su rassicuranti principi altruistici chiaramente enunciati e saranno esonerati da tutte le disposizioni di legge vigenti. […]  

E poi il capolavoro.

“Nei Nuovi Villaggi sarà garantito a tutti il lavoro, nessuna tassa verrà imposta e saranno forniti gratuitamente: casa, cibo, istruzione e le migliori cure mediche. Non è un’utopia perché i Nuovi Villaggi saranno delle entità estremamente produttive”.

(tutto il suo pragmatico manifesto lo trovate qua). 

Ma chi è l’uomo che ha concepito cotanti pensieri? Chi è il Campanella del millennio appena iniziato, il guru di chi è annoiato dalla politica professionale?

Sul ueb, Google, ancora parco di informazioni, ci spiega che il nostro eroe una volta è arrivato terzo ad un torneo organizzato dal “Golf Club Bologna”. Su Google nient’altro.
In un’intervista a Repubblica, però, Sassoli chiarisce alcune cose. Per ora gli iscritti al partito sono 15 (se avessi la bella idea di dare la mia adesione diventerei seduto stante il 6-7% del partito).
Lui è l’erede della famiglia Buton S.P.A., quella della Vecchia Romagna e ora lavora “in un’altra società che si occupa di alcolici al livello internazionale”. Non si sa se svolge le mansioni di assaggiatore.

Infine, il movimento di Sassoli, sembra faccia gola a molti. Pare che, appena pubblicato l’annuncio, la ministra Bindi abbia chiamato il nostro eroe. E non (come potrebbe pensare qualcuno in malafede) per spiegargli, da ex ministro della salute, come evitare un TSO. Ma perché sembra che la cosa le interessi. E vuole saperne di più. Forse Rosy ne scriverà sul suo fichissimo blog. E non ce ne sarà più per nessuno. Con Rosy e Sassoli de Bianchi fino alla vittoria.

Alla fine di tutto, c’è davvero da ringraziare Bologna.
Quando meno te l’aspetti, riesce ancora a regalarti un’emozione.
 

 

postato da: mello alle ore 10:54 | Permalink | commenti (45)
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giovedì, 23 novembre 2006

pope
Nella foto: pope ucraini e pulismano bolognese


LA CHIESA GRECO-CATTOLICA DELL'UCRAINA
Comunità etnico-religiose sottotraccia a Bologna

Domenica a ora di pranzo, in pausa-Zecchino, io e l'agente K vagavamo alla non facile ricerca di un ristorante. All'angolo tra piazza del Nettuno, via Rizzoli e via Dipendenze ci siamo imbattuti in un serissimo corteo religioso, completo di bandiere, icone, popi, preti e compagnia molto cantante.

Erano ucraini, e si stavano dirigendo verso la cattedrale. Quasi tutte donne, con i vestiti della festa e bulbi poponati, se ne andavano ispirate a incontrare il mitico Caffy. Dopo, infatti, abbiamo scoperto che non erano ortodossi, come sembrava, ma greco-cattolici di nazionalità ucraina, che compivano un pellegrinaggio di ringraziamento all'immagine della Madonna della tenerezza. Noi ce ne siamo andati mentre il Caffy, dopo aver ringraziato, ricordava il sangue dei martiri ucraini. Pare che dopo ci sia stata anche una Liturgia presieduta dal vescovo ausiliare di Leopoli degli Ucraini. Sticazzi!

L'atmosfera era magica ed era molto bello stare a sentire queste signore - sicuramente impiegate come ausili per umarells - cantare con il cuore in mano e le lacrime agli occhi in una lingua a me del tutto sconosciuta. Chissà quante sono le comunità etniche e religiose che stanno a Bologna e che noi non vediamo mai. Parliamo sempre degli stessi, e sempre per le stesse ragioni. Ma chissà quanta gente c'è, che fa cose strane. Tipo feste srilankesi o tornei di carte pakistani.

Sono sicuro che ci sarebbero un casino di cose da imparare dai greco-cattolici dell'Ucraina, e un sacco di buone cose da mangiare.
postato da: PonyLuna alle ore 15:55 | Permalink | commenti (19)
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giovedì, 23 novembre 2006


UN TRANQUILLO VENERDI
DI CONCORRENZA LEALE

Lo spettro pullula di fotografi, fotografi di cacche, fotografi di umarells, ma sti fotografi alla fine si, okei, fan delle belle foto, ma c'è qualcuno che li fa esporre? Si.
postato da: maso_ alle ore 11:14 | Permalink | commenti (17)
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giovedì, 23 novembre 2006


IL RITORNO DI FORMAT LAIV
(Cà de Mandorli però...)

A vole la gente mi chiede "E Cavedoni? Che fine ha fatto?". Io rispondo che non lo so, poi loro pensano che abbiamo litigato per quella cagatona della bloggerfest e allora si cambia discorso continuando a parlare del degrado bolognese, argomento che va per la maggiore, argomento che ha sostituito "il tempo" nelle nostre conversazioni. Alaura, la mia strada e quella di Cavedoni si sono divise, bona, non facciamo progetti insieme, ci sentiamo al celluloid e ognuno gioca con i suoi giochi. Nemici? Amici? No, individui, cazzutissimi individui, io molto on lain, lui molto off lain intento ad organizzare a Cà de Mandorli sontuosi  buffet alla milanese ed una insolita rassegna intitolata PLAYLIST d’ARTIST, intervista radiofonica condotta in pubblico per Radio Città Fujiko. E il brutto (o il bello) è che lo farà ogni Venerdì e ogni Sabato tra le 21.30 e le 23.30. Ospiti i soliti noti: si va da Freak Antoni fondatore del “rock demenziale” a Guido Elmi e Maurizio Solieri, rispettivamente produttore e chitarrista di Vasco Rossi, da Bob Messini, maschera sorridente del Trio Reno, a Luciano Manzalini anima surreale dei Gemelli Ruggeri, da Dandy Bestia chitarrista degli Skiantos all’irresistibile proposta comica dei sempre più affermati e televisivi Corrado Nuzzo e Maria De Biase, Bruno Nataloni, Marco Dondarini. A completare l’offerta proprio sotto Natale, l’intervento imprevedibile ma certamente dissacrante del fondatore del movimento Post-Contemporaneo, Valerio Zekkini.
PLAYLIST d’ARTIST esordisce Venerdì 24 novembre dalle ore 21.30 con Bob Messini.
Sabato 25 novembre si presenta ai microfoni Bruno Nataloni.
Se poi vi piace sta roba qui, la rassegna prosegue così:

Ven 1 dic. / Freak Antoni e Ale Mostacci
Sab 2 dic. / Nuzzo - Di Biase
Ven 8 dic. / Dandy Bestia
Sab 9 dic. / Maurizio Solieri
Ven 15 dic. / Guido Elmi
Sab 16 dic. / Luciano Manzalini
Ven 22 dic. / Valerio Zekkini
Sab 23 dic. / Marco Dondarini
postato da: maso_ alle ore 10:29 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 22 novembre 2006


LA MODESTIA DEI BOTTEGAI
ED IL TABU' DEL CIBO

Ore 14.00, Bologna e piove.
Centro, passeggio, digerisco un modesto pranzo, piove e guardo le vetrine.
"Bello questo", provo ad entrare nel negozio ma è chiuso, sono le 14.00, siamo a Bologna, il negozio non è mica una multinazionale, è un piccolo negozietto in pieno centro e presumo che il proprietario viva di questo.
Ma dico allora, "cazzo chiudi alle due del pomeriggio?".
Il centro pullula di modesti impiegatucci che attendono di rientrare e soprattutto di uscire presto dai modestissimi uffici che ogni giorno, in cambio di 1200 euro al mese gli rubano il tempo.
Li vedi?
Sarebbero tutti dei potenziali clienti e tu invece cosa fai?
Chiudi.
Perchè alle due devi andare a mangiare.
Allora non ti servono i soldi?
Allora quel negozio è una copertura?
Allora quel negozio ce l'hai per far passare il tempo?
Allora non hai proprio voglia di fare niente?
E c'era bisogno di aprire un negozio se non avevi voglia di fare niente?
Guardo il cartellino che hai messo sulla vetrina.
Accetti carte di credito, bancomat, buoni miralanza, ma alle due devi andare a casa a mangiare, ma come sei messo? Non puoi andarci più tardi? Non lo capsci che a quell'ora potresti guadagnare un fracco di soldi, mangiare alle tre del pomeriggio e pensare un pò a te stesso fino alle cinque, cinque e mezzo?
E invece no.
Orario di lavoro: dalle 9.30 alle 13.00.
Dalle 15.30 alle 19.30.
Ma chi vuoi che venga alle dieci di mattina a comprare le tue cagate?
Un modesto che lavora alle roveri e vuole comprare da te, cosa fa?
Aspetta il sabato?
Prende un giorno di ferie?
No, ma ti capisco.
Quando è l'una e mezzo non capisci più nente, i succhi gastrici da cinno scurzone che eri e che sei ancora ti salgono al cervello, non capisci più niente e una vocina che parte dallo stomaco ti grida che devi assolutamente andare a mangiare i tortelloni dalla mamma e magari lamentarti che gli affari non vanno, che è tutta colpa di Sirio, di Rita o di Zefram.
No, non è colpa loro, sei tu che no hai voglia di fare un cazzo, sei tu che per un insano senso di colpa alle 9.30 devi andare a tirare su la serranda e chiudere alle 13.00 che non è venuto nessuno, anzi magari è venuto qualcuno che ha la pausa pranzo dalle 12.30 alle 13.30 e tu eri un pò seccato che fino alle 12.58 non avevi fatto niente (chissà perchè)... e lo hai pure trattato male.
Stesso discorso alla sera.
Dopo che uno è stato tutto il giorno in ufficio a leggere dei blog, quando esce vuole solo andarsene a casa e non ne ha voglia emzza di arrivare trafelato davanti alla tua vetrina per comprare la tua bella merce.
Modesto bottegaio, alla mattina dormi che è meglio, apri alle 11, 11.30, anche a mezzogiorno,  stai aperto fino alle 15, poi vai dalla mamma a mangiare le tagliatelle, cazzeggia fino alle cinque di sera e chiudi alle otto e se c'è della gente anche alle nove, nove e mezzo.
La prossima volta che ti sento che ti lamenti non ti ascolterò.
Sappilo!
postato da: maso_ alle ore 15:42 | Permalink | commenti (58)
categoria:maso
mercoledì, 22 novembre 2006


BET & RIDE

E' risaputo che la vita tecnologica sta all'uomo (e alle uome) come la bilancia sta a Zefram Cocrèn, sono legati a doppio filo; un rimedio ci sarebbe: meno auto, più moto!
Magari uno capisce male e risponde: "Ma sa dìt? Fuori c'è un gran zagno non c'ho mica più la buccia di un tempo, anche col parabro mi si ghiaccia la bega".
Poi ormai anche lo scùter non è più sta gran bazza: pedonalizzazione del centro storico, divieto di circolazione agli euro-0,1,2,1000, ecc..., vandalismi se lo lasci fuori di notte e così via.
Non rimane che arrendersi all'autobus, ma chi ha la fortuna come me di dover prendere il 19 in compagnia degli zingari di villa Salus cambia rapidamente idea.
Ci sarebbe la bicicletta ma si corre sempre il rischio che ti giri un attimo e ne trovi due; la soluzione potrebbe essere ricorrere ad un sano bullismo e sequestrare la biga a una matricola che tanto l'ha presa in piazza Verdi, ma l'avevo già proposto e le pratichine degli studi legali mi dissero che non è legale.
E allora che si fa?
Se oggi alle 14 non siete a far finta di lavorare, potete andare in piazza Puntoni per la sesta edizione dell'asta di biciclette bazza; gli organizzatori hanno coniato il motto "per lo stesso prezzo, meglio usata che rubata!" e in effetti è vero: visto che te la ruberanno appena ti giri, tanto vale spendere poco!
L'asta sarà patrocinata dal comico fuorisede Giovanni Cacioppo che con la faccia che si ritrova, di bici rubate se ne deve intendere parecchio.
Regola numero uno: non esistono regole ma se volete portarvi a casa qualcosa gli organizzatori consigliano di presentarvi vestiti in modo eccentrico e muniti di cartelli ironici.
L’asta di bici sarà anche una “prova tecnica di pedonalizzazione”, in quanto per un giorno Piazza Puntoni e via Zamboni nel tratto da Piazza Verdi verso la porta saranno completamente chiuse al traffico e restituite ai pedoni e ciclisti.

Il sito di Giovanni Cacioppo
Le foto di Stefi
Il reportage dalla piazza
postato da: MaxBartender alle ore 07:15 | Permalink | commenti (28)
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mercoledì, 22 novembre 2006
squadra_francigena
I CAVALIERI CHE FECERO L'IMPRESA

Nel 990 d.C. un tal Sigerico, nominato Arcivescovo di Canterbury, fece una lunga passeggiata, da Canterbury a Roma per ricevere direttamente dalle mani di Papa Giovanni VI l’abito che l’avrebbe fatto monaco.
Il pellegrino ha annotato sul proprio diario la strada da lui percorsa per arrivare dalla gelida Albione nella Terra dei Papi. La lunga sequenza di città e di stati che ha percorso il prelato durante l’interrail senza treno formano quella che è nota, ancora oggi, come Via Francigena.
Nella tarda Primavera di quest’anno, un giovane scrittore bolognese ha seguito le indicazioni descritte nel Diario di Sigerico compiendo un’eccezionale avventura per i giorni nostri.
Enrico Brizzi, colui che diede vita allo Spettro della Bolognesità insieme a Maso nel lontanissimo 2004, è il felsineo scrittore neopellegrino che ha camminato tutti quei chilometri con zaino in spalla e la compagnia di qualche fidato amico.
La cronaca e le immagini di questo viaggio si possono trovare nel sito dedicato e, ancora per pochi giorni, nella home page dell’Espresso.
La scelta di Brizzi&Friends non è così obsoleta come può sembrare. Il turismo lento, questa la definizione della nuova tendenza di viaggiare immersi nella natura, consente al viandante di riappropriarsi di se stesso e di portare un po’ del degrado cittadino nei boschi, facendo la pipì sugli alberi invece che nei portoni.
Molte sono le modalità del viaggiare lenti. Si può scegliere, infatti, di andare a piedi, si può montare la sella di una bicicletta, si può camminare scalzi e addirittura nudi.
Una meta molto battuta dai Forrest Gump locali è la Via degli Dei, un antico percorso romano che parte direttamente da Piazza Maggiore per arrivare fino a fino Piazza della Signoria a Firenze, passando attraverso l’Appennino Bolognese.
Per quanto mi riguarda, credo che mai affronterò un viaggio di questo tipo.
Impensabile fare tutti quei chilometri senza neanche una vetrina.


postato da: aaeeiioouuyy alle ore 00:44 | Permalink | commenti (60)
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martedì, 21 novembre 2006



IL PASTONE E LA GARROTA*
Spettro sempre più all over the world

Vincitore del titolo di rubrica più incomprensibile (e impronunciabile) del mondo, il redattore PonyLuna debutta oggi a RadioCittàFujiko con una minuscola rubrica opinionistica. Sarà più simile alla cartolina di Andrea Barbato o all'amaca di Michele Serra? Sarà, più probabilmente, simile allo Spettro, pervasa dalla stessa modestissima modestia.

Dal martedì al venerdì, all'interno di Talk Radio (h 19-20), ascoltate Il pastone e la garrota. State attenti, che dura solo un minuto. Stei stiund.

* Una maglietta dello Spettro per chi indovina la canzone della sigla.
postato da: PonyLuna alle ore 18:27 | Permalink | commenti (29)
categoria:pony luna
martedì, 21 novembre 2006


IL RITORNO DI FORMAT LAIV
(Cà de Mandorli però...)

A vole la gente mi chiede "E Cavedoni? Che fine ha fatto?". Io rispondo che non lo so, poi loro pensano che abbiamo litigato per quella cagatona della bloggerfest e allora si cambia discorso continuando a parlare del degrado bolognese, argomento che va per la maggiore, argomento che ha sostituito "il tempo" nelle nostre conversazioni. Alaura, la mia strada e quella di Cavedoni si sono divise, bona, non facciamo progetti insieme, ci sentiamo al celluloid e ognuno gioca con i suoi giochi. Nemici? Amici? No, individui, cazzutissimi individui, io molto on lain, lui molto off lain intento ad organizzare a Cà de Mandorli sontuosi  buffet alla milanese ed una insolita rassegna intitolata PLAYLIST d’ARTIST, intervista radiofonica condotta in pubblico per Radio Città Fujiko. E il brutto (o il bello) è che lo farà ogni Venerdì e ogni Sabato tra le 21.30 e le 23.30. Ospiti i soliti noti: si va da Freak Antoni fondatore del “rock demenziale” a Guido Elmi e Maurizio Solieri, rispettivamente produttore e chitarrista di Vasco Rossi, da Bob Messini, maschera sorridente del Trio Reno, a Luciano Manzalini anima surreale dei Gemelli Ruggeri, da Dandy Bestia chitarrista degli Skiantos all’irresistibile proposta comica dei sempre più affermati e televisivi Corrado Nuzzo e Maria De Biase, Bruno Nataloni, Marco Dondarini. A completare l’offerta proprio sotto Natale, l’intervento imprevedibile ma certamente dissacrante del fondatore del movimento Post-Contemporaneo, Valerio Zekkini.
PLAYLIST d’ARTIST esordisce Venerdì 24 novembre dalle ore 21.30 con Bob Messini.
Sabato 25 novembre si presenta ai microfoni Bruno Nataloni.
Se poi vi piace sta roba qui, la rassegna prosegue così:

Ven 1 dic. / Freak Antoni e Ale Mostacci
Sab 2 dic. / Nuzzo - DeBiase
Ven 8 dic. / Dandy Bestia
Sab 9 dic. / Maurizio Solieri
Ven 15 dic. / Guido Elmi
Sab 16 dic. / LucianoManzalini
Ven 22 dic. / Zekkini
Sab 23 dic. / Marco Dondarini
postato da: maso_ alle ore 16:38 | Permalink | commenti
categoria:maso
martedì, 21 novembre 2006
Nella foto Alex e i drughi picchiano un umarell

MODESTIA MECCANICA

L'ultima moda mediatica italiana è il bullismo. All'improvviso è scoppiata la piaga del bullismo. Così, da un giorno all'altro. Viuleeeeenz! Bulli, pupe e secchioni dappertutto. Noi dello spettro della bolognesità sappiamo benissimo che l'argomento è molto trendi ed in tempi non sospetti avevamo girato un video dove picchiavamo a sangue Zefram ai Giardini Margherita, un'altro dove versavamo dell'olio (pugliese) bollente sulla schiena di Mello, un altro dove la Sima ed Aeiouy venivano frustate da Ponyluna davanti ai suoi studenti, un altro dove Maso e Max se le davano di santa ragione emulando i loro divi Bred Pit ed  Iduard Nortn  nel discusso film Fait Cleb. I video erano già pronti per essere caricati su Iu tiub sotto la voce Video Divertenti, poi abbiamo detto: "Ma no dai, cos'è sta modestia? Dopo tutti dicono che quelli dello spettro cavalcano l'onda del bullismo, vogliono solo fare odiens... andiamo a casa che è meglio". Ma il bullismo continua a tirare. Nelle scuole della città e della provincia gli episodi di bullismo non si contano. Emergenza bullismo dice Spada con gli occhi ancora impataccati di sonno. Ma dai....purtroppo questo genere di episodi sono sempre avvenuti, proviamo a spremere le meningi e ricordiamoci le nostre infanzie e gli episodi di violenza ai quali abbiamo assistito (e nessuno vi dirà "abbiamo partecipato"). Episodi caduti in prescrizione. La violenza purtroppo era (ed è) una costante, soprattutto alle medie, gli episodi di bullismo subiti non si contano. Se internet e Iu tiub ci fossero state dieci quindici venti anni fa, questo MALCOSTUME sarebbe emerso prima. Questa è la novità, fa molto male sentire notizie del genere, come fa molto male sentire che un uomo e una donna di una settantina d'anni alle ore 16, mentre i più giovni lavorano, loro passeggiano lungo il parco del lungoreno (luogo deplorevole) e gurada caso vengono aggrediti da quattro sbarbi (adesso si dice bebi gheng) che li hanno minacciati con una spranga in ferro, costringendoli a consegnare portafogli e borsetta, dove c'erano poche decine di euro. Alla donna è stata anche strappata dal collo una catenina in oro con uno strattone che l'ha fatta cadere a terra. I quattro rapinatori in erba (adesso si dice bebi gheng) sono scappati su due motorini. Per la cronaca, la zdaura ha riportato escoriazioni alle gambe e un livido sul collo, poi l'hanno accompagnata in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore (luogo deplorevole). E il degrado avanza.
postato da: maso_ alle ore 12:00 | Permalink | commenti (53)
categoria:maso
martedì, 21 novembre 2006


GLI OCCHI IN BASSO*

Oltre ventimila persone hanno visitato la città dello Zecchino premiando lo sforzo organizzativo nato a supporto della giornata che ha visto Bologna diventare dominio dei bambini.
Nel variegato scenario di attrazioni destinate ai più piccoli si può dire a pieno titolo che abbiano destato curiosità e attenzione le opere fotografiche e scultoree presenti presso lo spazio del progetto Veni Vidi Feci, fortemente voluto e allestito grazie al supporto di un'instancabile Simona Pinelli (ubiqua ed efficace).
Dopo la visita ad altri stand, il sindaco Sergio Cofferati ha offerto la sua incoraggiante e divertita approvazione ai paladini di "strade pulite" e lo show ha avuto inizio.
Sotto l'occhio vigile di Massimiliano Vincenzi (fotografo neorealista), Davide Pavlidis (pittore prestato alla scultura per l'occasione) e Danilo Masotti (esperto di comunicazione multimediale) si sono avvicendate davanti allo spazio espositivo le più disparate tipologie di persone sia per età che per pensiero e ideologia ma si è evinto che la reazione accomunava e livellava tutti quanti. In che senso?
Beh, per quanto riguarda i bambini, vinta la prima repulsione per il soggetto rappresentato, questi reagivano divertiti alle immagini e volevano togliersi lo sfizio di toccare le sculture sapendo di non correre rischi mentre nel frattempo veniva loro spiegato con parole semplici lo scopo della mostra.
Gli adulti, incuriositi per la maggior parte ma spesso anche indignati, richiedevano ed abbisognavano stranamente di delucidazioni nonostante il tema fosse ovvio e già abbondantemente discusso.
Certo, l'ironia e l'intento sono parsi chiari a diverse persone ma ha stupito non poco il fatto che i più (ricredutisi dopo i ragguagli) pensassero che in quell'area tre pazzi declamassero l'elogio alle deiezioni.
La frase ricorrente era: "Ma cosa ci stanno a dire queste "cose" con la giornata dedicata ai bambini?" Ebbene, la risposta ovvia e lapidaria era un'altra domanda: "Volete consegnare ai vostri figli una città più pulita nella quale crescere?"
Il progetto di riqualificazione di Bologna deve e può partire dal basso, dai marciapiedi per esempio, dallo spazio fisico nel quale la comunità si muove e agisce.
Spesso chi transitava in loco tenendo un cane al guinzaglio sentiva il bisogno di giustificarsi dicendo che lui era uno dei pochi che raccoglieva i bisogni dell'amico a quattro zampe e tutti "quei pochi" parevano passare stranamente proprio da lì.
Si è voluto credere fosse vero e magari, chissà, il senso di disagio che certamente è nato in chi non agisce come civilmente si dovrebbe, può rappresentare un piccolo passo contro questa forma di malcostume.
Davide Pavlidis


Le immagini della giornata Fotogalleria

*Occhi in basso: tipica postura del bolognese medio quando cammina sotto i portici. Forma  mentis non dovuta ad una deformazione del rachide cervicale ma al tentativo di schivare le cacche. A forza di tenere gli occhi bassi anche i pensieri seguono la stessa strada, invece Bologna ha bisogno di gente che guarda in alto. Serve gente che ha voglia di sognare. (m.v.)
postato da: MaxBartender alle ore 07:05 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 20 novembre 2006


NUOVI PRODIGY SPETTRALI

Lo spettro della bolognesità cià il corpo che cambia nella forma e nel colore, è in traformazione. In questi giorni di festa abbiamo lavorato per voi e come potete vedere, il blog ha cambiato un pò la veste grafica. Tre dico, tre colonne al posto di due. Pazzesco. Sulla sinistra trovate tutte le facciotte della REDASIONE ed un nuovo prezioso pulsante: tutti i post di... In questo modo, se vi piacciono i post di Maso piuttosto che quelli di Mello o di Pony o di Max o della Sima, basta cliccare sul discusso pulsante e leggete solo quello che vi piace. Sulla destra invece trovate una lista dozzinale di alcuni dei post più significativi, ma al più presto organizzeremo le categorie nel migliore dei modi possibili. Altra preziosa novità, l'operazione NO MOR ANONIMI ovvero: per commentare sul blog bisogna registrarsi su splinder (operazione facile facile e veloce), ma soprattutto la preziosa collaborazione con il discusso Fid Barner che grazie ad un prodigioso comando vi permetterà di ricevere via meil i nostri discussi post ogni volta che vengono pubblicati. Vi sento già che dite dov'è? Dov'è? E io vi rispondo: E' lì a destra. Enter your email adress e poi cliccate su CLICCA. Facile no? Si dai. Intanto la redasione ringrazia i 100 nuovi visitatori che da qualche settimana si stanno appassionando al blog più visitato della città di Bologna che in questo periodo, oltre alle solite modeste  notizie del degrado ha poco da dire.
postato da: maso_ alle ore 12:48 | Permalink | commenti (36)
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lunedì, 20 novembre 2006

Nella foto: piove dal tetto nel palazzetto Cierrebi. Notare i due arbitri...


UN PIOVOSO POMERIGGIO DI BASKET (GIOVANILE)

Bologna, si sa, è basket city. Tutti hanno almeno un amico tifosissimo e credo siano davvero pochi quelli che non hanno mai messo piede al Palazzo. Io ho cominciato ad andare a vedere la Virtus a tre anni, e ho continuato almeno fino ai venti, poi mi sono raffreddato. Ci volevano l’agente K e il suo nipotino Francesco, che gioca nelle giovanili di una squadra cesenate, per farmi tornare a vedere una partita.

Sabato pomeriggio, ore 16. La partita è appunto tra le giovanili della Carisp Cesena e le giovanili della Virtus. Parliamo di cinni sui 12-13 anni, ma nella Virtus ci sono degli esseri giganteschi, tipo “Orrore Profondo”, una spanna più alto di me, culone in fuori, occhialazzi, cattivo da matti. Palazzetto del Cierrebi, patron che gironzola sorridente e riverito, fischio d’inizio e si capisce già come va a finire. Insomma, Cesena è venuta qui con l’idea di prendere 60 punti almeno, e anche i virtussini sembrano convinti che il risultato sarà il medesimo.

La sperequazione è, come dire, evidente e non avrebbe bisogno di essere aiutata, ma l’arbitro, un ex-cinno scurzone dalle inconfondibili fattezze, fischia sovente, e indovinate da che parte… Fallo, passi, fallo, doppio, fallo, palla a due. Insomma, sembrava di essere a una partita della Juve quando Moggi era ancora Moggi. Mi avvicino al tifo Virtus, genitori fighettissimi, assorti e molto fieri, e comincio a fare un po’ di polemica, ironica però, a voce molto alta. Mi guardano male, poi uno mi insulta, nervosissimo. Sono allibito, ma dopo i miei commenti l’arbitro comincia a vergognarsi e, all’italiana, fischia tutto alla Virtus e niente a Cesena.

Dopo il riposo, sorpresa. La cialtroneria della superba signora bianconera viene punita da Giove padre degli dèi: piove dentro!!! Come potete vedere dalla foto, per una mezz’oretta buona arbitri, coach e giudici si interrogano sul che fare. Decidono di spostarsi alla palestra degli allenamenti, senza parquet e senza tribune, e la partita ricomincia in minore. La Carisp si batte fieramente, ma non c’è nulla da fare, alla fine il tabellone segna un -18. Romagnoli contentissimi, Virtus nera, genitori bolognesi ammutoliti. Per l'orgoglio bianconero, tra pioggia e scarno risultato, è davvero una batosta. Stasera i cinni a letto senza cena. "Orrore profondo" è capace anche di prendersi due pacche sul culone. Ce ne andiamo, mentre arrivano gli amatori per la partitella del sabato sera.

Photo credits: Arnaldo Mantovani
postato da: PonyLuna alle ore 09:28 | Permalink | commenti (17)
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domenica, 19 novembre 2006



LA DOMENICA (DEL FUORISEDE)

La domenica è uno di quei giorni che vorresti prendere il treno ed andare a mangiare a casa.
Vorresti poter scendere a Reggio Emilia, a Padova, a Cervia.
Un oretta di treno o di macchina con cravatta e pasterelle.
Invece per arrivare nel Sud del Sud, nella penisola della penisola, sono 799 km.
Proprio 799, quasi una beffa, come qualcosa di incompiuto.

Il fuorisede, allora, la domenica si organizza con i suoi simili.
Appuntamento al social barLa Linea”.
I giornali della domenica. Giornali anche improponibili a dire la verità.
Il fondo di Scalfari. Che ti vuole costringere, per 50 righe, a pensare come un umarell.
Poi telefonate. Andiamo da te. Venite da me. Mangiamo fuori.
Una veloce spesa dal pakistano o dal penny market.
O un serie di telefonate a trattorie biologiche tutto esaurito

Poi ci si vede.

Per sentire l’aria di casa, la domenica il fuorisede, fa sue alcune usanze del paese di provenienza.

Prima di tutto il cibo.
La quantità di cibo è sempre sproporzionata.
Con la solita scusa che “magari non basta”, o che “questo non l’ho mai provato”, ci si ammazza di cibo fino allo stordimento, alla perdita dei sensi.
Si boccheggia poi su divani Ikea o su panchine di pietra aspettando che un tuo simile ti allunghi un “amaro del capo”, o “un mirto”.

Poi il verde.
Si cercano luoghi che possano ricordare le vaste pianure del Sud, gli ulivi scossi dal vento.
Si va al parco, o giù verso la bassa ancora a stupirsi della campagna ricca.
O se no al mare, questo mare un po’ industriale al quale non ci si abitua mai.

Poi, la televisione.
La Ventura, le partite. O al massimo qualche DVD.
Se si vuole strafare anche un libro, o un bel giretto per quelle pagine del web che si leggono di rado.

Infine, la sera, un cinemino.
A vedere un film qualsiasi, il primo che capita.
E la domenica, al cinema, bisogna andare rigorosamente a piedi. Non so perché. La fretta c’entra solo in parte. 

Questo il grezzo copione domenicale, sul quale poi, ognuno, gioca come vuole.
Ci si può mettere un concerto o una mostra al museo. Ci si può mettere la visita di amici che non si vedevano da tempo o telefonate lasciate troppo a lungo in sospeso. Puoi metterci sesso ancora più caldo sotto le coperte o il pigiama tutto il giorno a girare per casa. Ci si può mettere il lavoro che devi finire o quello che non hai avuto tempo per iniziare. Si può mettere un post o un commento sullo spettro.
Ma tutto rigorosamente ad un'altra velocità.
Tutto con fare calmo, rallentato.
Questo fare tipico da domenica del fuorisede.
Neanche troppo diversa, poi, da quella del bolognese.
Senza i manicaretti della mamma, però.

postato da: mello alle ore 12:18 | Permalink | commenti (18)
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sabato, 18 novembre 2006


TRIBE, MASO E LA MALINCONIA

Anche se di solito acolto altri generi musicali, a me l'ultimo singolo di Luca Carboni "Malinconia" mi piace. Zarà la zua zemplizità, zaranno le paroline piccoline patarine farfalline, zarà quazi la felizità, ma è una bella canzone che a furia di ascoltarla (complici le radio che la propinano di continuo, quindi, metti una canzone bellina, orecchiabilina, zemplizina zemplizina, la fai ascoltare di continuo, il pubblico dice sempre "Che bello") mi si è appiccicata alle pareti del cervello tra le idee, sulla pelle, nei nervi, nelle vene. E mai niente di più! A furia di dire in giro "Oh... a me malinconia di luca carboni mi piace", la voce è circolata e quelli del mensile Tribe Magazine che mi hanno chiesto di scrivere un aritcolo zemplize zemplize sulle canzoni meid in bo. Ecco un piccolo eztratto:

Per conoscere meglio Bologna non serve comprare una guida turistica, basta inserire nel proprio stereo il cd di un qualsiasi cantautore felsineo e ascoltare attentamente i testi delle canzoni, vere e proprie dichiarazioni d’amore alla città. Chiudete gli occhi! Ascoltate! Vi troverete a camminare tra le strette strade medievali e sarete cullati dolcemente dal suono di musicalissime ezze e da una marea di zeta difettoze che melodicamente fanno la differenza. Le zentite? E quando le parole non baztano, l’artista non ci pensa mica due volte ad infilare nei testi nomi di vie (Via Paolo Fabbri 43 , Via Zamboni 59 ), monumenti (San Luca ), negozi (Altero ) o luoghi generici tipo “i colli ”. Immergetevi nelle sonorità bolognesi e verrete portati per mano a visitare una città che nessuno conoscerà mai fino in fondo (troppi portoni, troppi cassetti ), vi troverete a comprare il giornale alle tre di mattina e il giorno dopo, se il tempo lo vorrà (Bologna e piove ), verrete caricati su una moto “usata ma tenuta bene” poco lontano, fino al mare. Quando la canzone è bolognese si sente, altro che....

postato da: maso_ alle ore 16:46 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 17 novembre 2006


BOLOGNA UNDER 10

Il blogger Tony Rucola posta una interessante riflessione che merita di essere considerata.
Nel secolo scorso (sembra passata una vita ma stiamo parlando solo di 6 anni fa) se uscivi di sera a Bologna con 19.362 lire in bisacca, non dico che eri ricco, ma se entravi in una osteria potevi mangiare e bere a sazietà.
Nel 1999 andai a Malaga dove spendevo 8000 lire per cenare e mi ricordo che pensavo:
"Soccia che bazza qui, costa tutto la metà che a Bologna!"
Poi i governi cambiano, i bimbi crescono e le mamme invecchiano e noi ci siamo trovati l'Euro nel portafoglio.
Sul suo blog Tony Rucola si chiede cosa e soprattutto dove si può mangiare a Bologna con 10€; è ancora possibile?

- Appello di Rucola ai lettori

Posti sotto le Due Torri dove poter entrare - e poi poter uscire - con solo 10 euro in meno nel portafoglio.
Intendo locali dove si mangia e si beve ed eventualmente si rimangia e si ribeve.
Conoscete delle bazze?
Commentate, gente, commentate senza paura.

postato da: MaxBartender alle ore 01:10 | Permalink | commenti (69)
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giovedì, 16 novembre 2006

LE SOLITE COSE
Cat(erpillar) Bologna

Sgombero alle prime ore del mattino in via Gobetti, area della periferia di Bologna gia' nei mesi scorsi liberata dalle baracche dei nomadi. Da una prima ricostruzione, uomini e mezzi di polizia e vigili urbani sono intervenuti questa mattina attorno alle cinque.
I nomadi trovati sul posto e portati in Questura per l'identificazione sarebbero attorno al centinaio. "Stiamo verificando se il tutto e' stato fatto senza i servizi sociali. Se e' cosi' sarebbe una cosa abbastanza seria", spiega Tiziano Loreti, segretario provinciale di Rifondazione comunista, che questa mattina si e' recato subito sul posto e ha seguito in parte l'intervento.
Il Prc teme che una buona parte del centinaio di persone portate in Questura (tra loro anche donne e bambini, riferisce il segretario) possa subire arresti ed espulsioni. Il partito terra' in giornata una conferenza stampa sul blitz delle forze dell'ordine, ma fin da ora " mi sento di chiedere la convocazione del tavolo interistituzionale sull'immigrazione. Ci sono 50milioni di euro in Finanziaria e fondi per la solidarieta' sociale e dell'Unione europea che possono essere utili".
Nei mesi scorsi erano stati proprio gli interventi di sgombero decisi dalla giunta Cofferati a portare al culmine le tensioni politiche con i bertinottiani.
Le forze dell'ordine stanno inoltre provvedendo alla demolizione delle baracche abusive e alla rimozione delle roulottes disseminate per via Gobetti.

Articolo completo su Carlino Bologna
postato da: MaxBartender alle ore 12:43 | Permalink | commenti (70)
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giovedì, 16 novembre 2006


LA BAZZA DEI CINNI DUCATI
(E NON)

La posta della redasione è piena di vostre imeil che ci dicono:

Ho un cinno, non ho un lavoro, non lo vogliono all'asilo, cosa faccio?
Ho un cinno, mio marito è sempre fuori per lavoro e io a casa mi rompo le balle, odio l'asilo cosa faccio?
Ho un cocopro, un cinno piccolo, un marito idiota e una suocera ubriaca, cosa faccio?
Ho la partita iva, un cinno piccolo che so che da grande non vuole studiare, cosa faccio?
Ho un cinno piccolo, un lavoro dipendente, mio marito si droga e mi vogliono licenziare cosa faccio?
Ho un cinno piccolo, tutti i nonni sono morti, mio marito è morto, io a lavorare mi porto dietro il cinno ma non riesco a concentrarmi cosa faccio?
Ho un cinno piccolo non autosufficente, io voglio fare carriera, come faccio?
Ho un cinno piccolo e un suv però quando lo porto all'asilo lui non vuole salire perchè ha paura come faccio?
Mio figlio di due anni non vuole fare l'università e vuole rimanere all'asilo fino a 18 anni, cosa faccio?
Ho un cinno che va all'asilo e per pagarglielo ho fatto un altro mutuo, cosa faccio?
Io e il mio compagno abbiamo iniziato a drogarci pesantemente, lui è disoccupato e io mi sono lienziata dal lavoro, in questo modo nostro figlio lo hanno aaccettato all'asilo, abbiamo fatto bene?

Insomma, centinaia di imeil di despereit uomen che non sanno come conciliare maternità e prole.
Ci chiedono una soluzione e noi non possiamo fare altro che dire: mandate il vostro curriculum alla Ducati!
Ma cosa vuol dire?
Perchè?
Ma ragazze, non sapete che a breve la Ducati avrà un asilo per i suoi dipendenti? Grazie ad una bazza tra il Comune e l'azienda, dal 2009 davanti alla motorbaik ferm sorgerà IL CUCCIOLONE, ovvero un asilo aziendale per i cinni. 60 posti dei quali 20 saranno riservati ai figli dei dipendenti fino a tre anni, mentre gli altri 40 sono posti  per gli altri cinni. La Ducati ci metterà 600mila euro, il Comune acquisterà il terreno, costruirà l'asilo, fornirà gli arredi e reperirà gli educatori. La Ducati si impegna (per i figli dei dipendenti) a corrispondere una retta di 5.500 euro per 11 mesi all'anno.
Mica male no?
Genitori! Capito? Inviate i vostri curriculum alla Ducati!!!
Siete ancora in tempo, se tutto va bene, la bazza parte dal 2009, quindi fate i vostri calcolini come solo i bolognesi sanno fare. Sarà un successo!
postato da: maso_ alle ore 10:36 | Permalink | commenti (25)
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mercoledì, 15 novembre 2006


AIUTACI SIGNORE!!!

Il caro euro, come ben sppiamo, ha impoverito tutti. Da Bologna la grassa a Bologna la povera insomma, migliaia di cittadini indebitati che non sanno più come tirare avanti, non bastano più le rendite da immobile sulle spalle degli studenti, non bastano più i mestierucci, non basta più la centomila della nonna e c'è addirittura chi non si riece più a comprare i vestiti. Aiutiamoli.

Ciao Maso,
dopo aver visto che lo Spettro fa ritrovare amici dimenticati e procura interviste a chi fino a poco prima era ingiustamente ignorato ho deciso di chiedere anche io il tuo aiuto.
Magari lo Spettro può risolvere il mio problema.
Io canto in un coro giovanile, un coro che fa musica sia in televisione che in giro per l'italia. Vogliamo rinnovare l'abbigliamento perché ormai andiamo in giro con le pezze e non è mai bello.
Mi stavo chiedendo se qualche lettore dello spettro ha un negozio (bolognese) o lavora in un spaccio (bolognese) o in un'azienda (bolognese) interessata a "vestirci" a prezzi di favore in cambio di un po' di pubblicità da parte nostra. Siamo 30, dai 18 ai 30 anni, donne e uomini.
Chissà magari dopo ripetuti giri a vuoto lo spettro può davvero risolvere anche questo caso...
Maso aiutami!
Valentina

Fid ze corus!!!! Let zem nò it's cristmas taim!
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martedì, 14 novembre 2006
smogillegalPIU' INQUINAMENTO E MENO LIBERTA'
OVVERO INUTILI E DEMAGOGICI PROVVEDIMENTI

Smog alle stelle, con superamenti a raffica dei limiti di legge negli ultimi giorni, l'ultimo ieri (104 microgrammi a San Felice). E il tutto nonostante i divieti alla circolazione. Colpa dell'alta pressione e del tempo, spiegano gli esperti: fatto sta che a Bologna e provincia le polveri sottili hanno fatto schizzare i valori delle Pm10 oltre i 50 microgrammi per metro cubo consentiti, portando il capoluogo oltre l'ottantesimo sforamento annuale.
Valori che rendono molto probabile a fine anno il superamento della soglia di 100 sforamenti registrati durante il 2005.
Una sfilza di dati che preoccupa il presidente della commissione Infrastrutture Paolo Natali (Dl). "La criticita' di questa situazione suggerisce, per l'accordo regionale della prossima stagione, di anticipare fin da ottobre le misure di blocco selettivo della circolazione - propone Natali - e di tenere conto, nella implementazione delle misure, delle condizioni meteoclimatiche previste".
Un provvedimento immediato, però, per arginare l'emergenza è stato già preso: questo Natale non sarà replicato lo spegnimento di 'Sirio', il vigile elettronico che controlla gli accessi al centro storico della città. Ad annunciarlo sono stati, alla fine della seduta di giunta a Palazzo D'Accursio, gli assessori alla Mobilità Maurizio Zamboni, alla Sanità Giuseppe Paruolo e all'Ambiente Anna Patullo.
In compenso, il Comune conta di spendere dai 45 ai 50 mila euro per potenziare il trasporto pubblico locale, dal 10 al 24 dicembre prossimi. In particolare ci saranno 15 corse in più (con frequenze dagli 8 ai 10 minuti) delle navette che attraversano in centro storico. Non solo. Nello stesso periodo, sui mezzi pubblici sarà possibile viaggiare per l'intera giornata con un solo biglietto dell'autobus.
"Quest'anno ci saranno quindi strumenti che lo scorso anno non c'erano, tra cui anche il ticket per entrare in centro con la propria auto", spiega Paruolo che sottolinea come il Comune abbia deciso di mettere in campo "un investimento significativo evitando che siano i cittadini a pagare in salute".

Articolo completo su Carlino Bologna

postato da: Piluto alle ore 22:22 | Permalink | commenti (88)
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