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domenica, 31 dicembre 2006


ABBIAMO PAZIENTATO 365 GIORNI
CI ASPETTAVAMO DI PIU'?

Lontano 600 e passa chilometri da Bologna mi disintossico dal blog e dalla bolognesità. Mi fa bene. Sono malato, cosa ci posso fare? L'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io non mi sto preparando... è questa la consuetudine e allora scrivo un post così, un post inutile dove non starò certo a rindondarvi le palle con pillole di modestia, abbiamo davanti tutto il 2007 no? Un post per dire che è finito un anno di grasso spettrale che cola. Fine. Bona lè. Gheim over. Non c'è spazio per noiosi bilancini autocelebrativi, non c'è spazio per i lattosi "se avessi fatto così", non c'è spazio per rimorsi e/o rimpianti e neppure per buoni proponimenti un tanto al chilo. E' andata così e chissà come andrà. Godiamoci la serata, qualsiasi essa sia. Come ogni anno (come ogni giorno) gran maggnata alla faccia di quella parte di mondo che non mangia, i soliti botti e domani il solito tigi con la solita modestissima conta dei feriti... buon anno Bologna!


Per gli amanti di discorsi belli tondi e ragionevoli e per gli aficionados della partita doppia esistenziale, passo la parola al grande Zefram Cocren

miei cari lettori,
è stato un anno durissimo per me dal punto di vista emotivo ho avuto parecchi lutti pero' è stato anche un anno interessante,ho conosciuto parecchia gente simpatica e ho scoperto di avere una grande passione..l'arte ...

Vorrei scrivere qualcosa di positivo verso le persone che mi hanno accompagnato lungo questo cammino di 365 giorni ...
ad ognuno di loro(sono amici blogger, amici di strada e di sodalizi simpatici) dedico un pensiero(non giudicateli come pensieri di un bambino delle elementeri,ma nella loro semplicità complessità sono cose che sento nell'animo)a tutti loro..

Walter the Ciusa Boy ... Sposa La Claudina ,anche se non è piu' la ragazza spontanea di una volta ,forse anche io e te dvremmo diventare come lei
L'Aiuola ..Domenica sera ti ascoltavo con l'animo di un discepolo,altro che zefram Sindaco ,sei tu nella tua complessità di conflitti irrisolti la candidata ideale dello spettro per diventare Sindaco,lo dico perchè sei brillante,spiritosa,ironica ,quella sera di febbraio al Dody's pub mi eri sconosciuta ,oggi mi sento felice di averti conosciuto..
Il Maso a volte mi chiedo se ci sei fai o ci sei, probabilmente non ho ancora capito ,dati i nostri precedenti all'asilo, di che pasta sei fatto ,ma credo che il tutto sia condito da una incredibile voglia di vivere .
Max Bartender nonostante la nostra comune appartenenza politica all'inizio mi stavi un po sulle balle ,poi dopo episodi strani,un po farseschi ho cominciato ad apprezzare( e molto) il tuo essere fuori dalle righe,fatto in silenzio di parole dette e urlato sul tuo Blog
Pony Luna e Ivanauskas Germaniskus vi metto insieme perchè siete per me il gatto e la volpe,il vino e l'uva..il vostro fare stralunato ,a volte sembra che delle cose non ve ne freghi nulla ,ma poi la realtà è un'altra siete due personaggi complementari ..Il Pony è il gatto, IVanauskas la Volpe....
Lasima e l'amico Marmus ...debbo dirvi una cosa ,all'inizio pensavo che non saresti durati molto..poi ho avuto l'estremo piacere che siete durati ..e durate (ho voglia di diventare zio) sima dov'è finito l'ingegnere tuo padre che doveva scrivermi un pezzo sul traffico di Bologna?
Piluto...non ti conosco a fondo..ma per me sei un milord di antico stampo nobiliare ..vai ragazzo
Mello..ehi generazione Blog ,una cosa ci accomuna e questo provoca una specie di conflitto( simpatico per carità) la ricerca dell'anima gemella,ma tu parti in vantaggio ..tu non hai paura delle donne ..io si ...
L'ho gia scritto..sei per me l'ideale compagno di Viaggio,perchè avremmo gli stessi ritmi,la stessa voglia di magnare bene...
al Pav... sei sempre il nr 1 degli artisti bolognesi ..e in bocca al lupo per tutti i tuoi sogni artistici
Un saluto speciale per i Bloggers sparsi per il neoetere masmediateico del web a Pinball "biliardino" Wiizard ..sei un grande...a danildc la bionda piu' svampita che io conosca , a Calzaider augurandoci un 2007.2008 col Bologna in serie A e in generale un augurio ai nemici ,quelli che ogni volta entrano nel mio blog e spaccano le balle..entrate anche le critiche piu' feroci servono ...

Abbiamo pazientato 365 giorni, ora basta, auguri!!!
postato da: maso_ alle ore 17:57 | Permalink | commenti (5)
categoria:maso, zefram
giovedì, 21 dicembre 2006


MODESTISSIMI AUGURI A TUTTI

Come ogni anno arriva Natale, poi Capodanno, poi la Befana e con precisione nipponica, nella mia buchetta trovo sempre un modestissimo biglietto di Davide Pavlidis che mi fa gli auguri. Che bello! Bene, quest'anno ho deciso di condividerlo insieme a tutti voi! Un biglietto, si. Un modestissimo biglietto acquistato in una modestisisma cartoleria, un modestissimo biglietto per ringraziarVi tutti, un modestissimo biglietto di modestissimi auguri a voi che ci leggete, a voi che commentate e a voi che postate. Ci vediamo staltranno . Ciao!
postato da: maso_ alle ore 14:28 | Permalink | commenti (35)
categoria:maso
giovedì, 21 dicembre 2006
cannone e garofano

E’ Natale, fate l’amore, non la guerra

E’ Natale e, si sa, siamo tutti più buoni.
Ma non basta allungare 10 centesimi al venditore spaccamaroni di calzetti e fazzoletti per lavarsi la nostra sporca coscienza immersa nella società dei consumi.
Non basta fare un bel regalo a quell’amico che non puoi vedere neanche in cartolina per sentirti più buono.
Non basta donare 50 centesimi a Telethon al momento che fai il biglietto del treno per provare l’ebbrezza di fare del bene.
Bisogna guardare più in là del nostro limitato orticello.
Bisogna mirare alla PACE DEL MONDO.
Per raggiungere lo scopo, ci vengono in soccorso due squilibrati americani, tali Donna Sheehan e Paul Reffer, (lei tra l’altro c’ha 76 primavere), che propongono questa idea geniale, il Synchronized Global Orgasm.
Domani, 22 Dicembre 2006, c’è tempo tutta la giornata, tutti devono procurarsi un orgasmo perché tutta l’energia positiva che scaturirà dal dolce su e giù, ottenuto da soli o male accompagnati, sarà in grado, nientepopodimenochè di salvare il pianeta.
I due magnanimi pacifisti, nel loro sito, lanciano anche un allegro GlobalOrgasmParticipationContest, ovvero una gara per vedere quale città nel mondo ha il maggior numero di visitatori al GlobaO website.
Possiamo esimerci dal partecipare ad entrambe le iniziative?
Per questa, basta un click, per l’altra, in alcuni casi, pure.
Unica raccomandazione: nel momento dell’estasi suprema dell’amore bisogna pensare ad una colomba, ad una bandiera della pace o ad un garofano rosso infilato in un cannone.
Dopo 2000 Bologna Capitale della Cultura, lo Spettro lancia 2006 Capitale della Pugnetta.

 
I migliori auguri di Buon Natale per tutti da Aeiouy!
postato da: aaeeiioouuyy alle ore 13:54 | Permalink | commenti (23)
categoria:aeiouy
giovedì, 21 dicembre 2006


BABBO PAURA

Meno quattro al Natale, ma il Bolognese ha paura. Si, il bolognese ha paura, che come dice il performer Zekkini "è la sua miglior amica". Brutta storia. Il bolognese ha paura di tutto, di tutti, del nuovo che avanza, di ciò che non conosce, di ciò che non vuole conoscere... il bolognese diffidente vive perennemente in attesa di qualcuno qualcosa che mai arriverà e se arriverà di sicuro sarà qualcuno qualcosa che non va bene e così, dall'alto della sua preveggenza dirà con vanto: "L'avevo detto io... l'avevo detto!". Bolognese perennemente nella ueiting rum, bolognese che si chiude in casa e se sta al piano terra mette le inferriate perchè il pericolo è sulla strada e bisogna difendersi. Clic Clang Brott, non solo finestre Dozza stail, ma anche porte blindate in titanio a ventotto mandate perchè il bolognese sa che qualche spregevole essere minaccioso lo sta controllando ed è pronto ad entrargli in casa per rubargli quello che tiene nel comò. Non solo piano terra, ma anche primo, secondo e addirittura terzo piano con le sbarre di ferro pagate centinaia di euro per proteggersi dal mondo cattivo che tanta paura fa. Buh! Per fortuna arriva il Natale ed il bolognese timoroso mette un pò di allegria alle proprie finestre meid in geil decorandole con lucine strobo, ma soprattutto attaccando Babbi Natali evocativi del ladro che prima o poi gli entrerà in casa e gli ruberà di tutto di più.  Nel 2006 non bastano più rassicurazioni del tipo "Si perchè i ladri vanno a rubare a chi ha i soldi... i ladri lo sanno", il bolognese diffidente, nella sua logica paranoico ferrea si chiederà "Si, ma come si fanno i ladri a sapere se in una casa c'è qualcosa da rubare ?" . Boh. Appunto, come fanno? Merda che dilemma. Io non lo so come fanno, ma di sicuro ne sa qualcosa la professoressa che l'altro giorno le hanno rubato tutta la collezione di Swaroski e tutto il contenuto della cassaforte visto che nel comodino non c'era niente. Desperescion. Come avranno fatto capire che lì c'era da rubare rimane ancora un mistero irrisolvibile, ma zzzardo una discutibile ipotesi... terzo piano, senza ascensore ed inferriate ovunque.  E' solo un ipotesi... è solo un'ipotesi.
postato da: maso_ alle ore 12:36 | Permalink | commenti (40)
categoria:maso
mercoledì, 20 dicembre 2006


HO FATTO UN SOGNO...

Qualche mese fa mi arriva a casa Taxi draiver e mi fa:
"Hai sentito del Taroz?"
"No"
"Ha scritto un libro"
"Ah... e di che cosa parla?"
"Del Bologna"
"Ah"
"Si intitola HO FATTO UN SOGNO ed è la storia di lui che immagina lo scudetto del Bologna"
"Ah"
"Il libro è sponsorizzato da [segue lunga lista di nomi], Cevenini è infoiatissimo, il Taroz dovrebbe essere ospite di Gianni Morandi. Sai, ha detto che una sera era lì a casa e ha pensato... ho bisogno di soldi, il lavoro non mi basta, scrivo un libro"
E lo ha scritto.
Bèla Taroz, ogni volta che sento il suo nome mi viene in mente quando in gita ad Avignone vede un altare di una chiesa del 12000 a.c. , vicino all'altare c'era un cartello del tipo NE PA' TUSCER e lui cosa fa? Sale sull'altare in piedi, apre le braccia tipo Cristo in croce e mi fa "Maso fammi una foto".
Poi è arrivato il responsabile dell'altare del 12000 a.c e ci ha cacciati.
Bella storia, chissà se sarà così bello anche il libro? Probabile.
Se per Natale non sapete ancora cosa regalare, bè, questa potrebbe essere un'idea, il libro di Marco Tarozzi che sogna lo scudetto del Bologna (che ieri sera contro la Juve, nella cruda realtà del Dall'Ara ha perso 1-0).
postato da: maso_ alle ore 11:33 | Permalink | commenti (51)
categoria:maso
martedì, 19 dicembre 2006


DAVIDE PAVLIDIS
PITTORE BOLOGNESE E GRECO

Bologna, città di modesti dove ognuno millanta di fare qualcosa di "artistico", una città dove tutti fanno di tutto che stringendo stringendo significa che tutti non fanno niente e alla fine vanno tutti a lavorare. Chi meno, chi più. Però fa fico raccontarla e raccontarsela, Bologna è così ed è forse per questo che è la quinta città d'Italia per uelferr & pugnatts. Tutti a suonare, tutti a cantare, tutti a fare i lavori fichi, tipo l'artista ahimè amico di sempre Davide Pavlidis. Il nostro incontro risale a quando ancora infanti cazzeggiavamo nei passeggini, poi passano due anni e ci troviamo che io sfreccio sul triciclo e lui non ci sa neanche andare. Fast foruord, asilo lagher dove c'era pure Zefram Cocren. Tutti i cinni lì a fare merdate con i pennarelli e lui invece no, con le tempere. Tutti i cinni lì con i loro disegnini di merda in due di e invece lui disegnava già in tre di. Tutti i cinni a far le loro merdatine col pongo e invece lui a sboroneggiare col das. Elementari, si disegna, ci si incontra a calcio, la mia classe contro la sua classe, Pavlidis è già obeso e calcia un potentissimo tiro innocuo che io paro senza problemi. Estati eterne trascorse a giocare con dinosauri, poi più avanti con giochi di società. Davide Pavlidis ha una passione, catturare animali, soprattutto i rettili. Le lucertole la sua passione, i gatti randagi l'altra. Allo zoo di Pistoia ruba un rettile di proprietà dello zoo di Pistoia e se lo porta a casa, mentre a Bologna si limita a catturare gatti e ad accarezzare cani mordaci (periodo protopankabbestia). In casa, custodisce gelosamente pappagallini con i quali, insieme al giovane etologo Maso compiono fallimentari esperimenti di intelligenza sugli stupidi animaletti. Medie. Vari episodi di bullismo lo vedono protagonista, ma purtroppo non esistevano ancora i telefonini con la fotocamera. Prime tirelle. La prof di musica gli fa una nota perchè faceva l'asino con un flauto tra le gambe. "No ma sto facendo il cavallo" è la sua inutile difesa. La sua passione per le bestie però lo tradisce. Un giorno appoggiandosi ad un muretto viene sbranato da un cane. Se la cava con alcuni punti di sutura ed ancora oggi conserva gelosamente la cicatrice sul tricipite. Fine delle medie, trionfo dell'Italia ai mondiali, come tutte le sammers Pavlidis e famiglia si recano con la loro Ford famigliare in Grecia. Al ritorno Pavlidis millanta avventure erotiche sugli scogli con improbabili turiste della penisola calcidica (le famose tre dita). Pavlidis si fa ometto, gli crescono i pelini sotto le ascelle, i peli pubici tra le gambine e tra una scena de "Il mio grosso grasso matrimonio greco" e l'altra si iscrive all'Istituto d'Arte dove apprenderà un bel pò d'Arte e successivamente la metterà da parte abbigliandosi tipo Maicolgecson (periodo Triller). Pavlidis da obeso diventa normopeso e grazie a questo normomutamento cresce in lui una nuova passione: le donne. Purtroppo questa passione fa un pò a pugni con l'arte e allora Pavlidis opta per le donne e non produce praticamente nulla di decente (periodo Maicolgecson Casanova). Segue una vacanza a Lido Adriano dove i carabinieri lo fermano in stato di ebbrezza mentre lancia un divano in mezzo alla strada. Tra i fermati riconosciamo le figure di Maso e del Vile, personaggio fondamentale per lo svuluppo di alcuni tratti negativissimi del giovane pittore in erba. Erano gli anni della spensieratezza, poi arrivano i problemi, la patria lo chiama e lui parte per fare il militare (periodo Giacchettinapienadimetallo). Brutta storia. Pavlidis si ammala e torna a casa messo peggio di Celadon (periodo Celadon). Ancora oggi millanta fantomatici risarcimenti da parte dello stato che non arriveranno mai (periodo assistenzialista). Pavlidis sta un anno a letto, poi finalmente esce ed entra in un vortice di passioni che lo ridurranno talmente male costringendolo a trasferirsi in quel di Savigno. Seguono modeste situazioni cicliche, la sua incessante produzione di quadri lo allontana dagli amici, ma non dalle donne  che quotidianamente lo danneggiano, complici i prodigi della telefonia (periodo tariffa vomito). Per tirarlo fuori da questo vortice di sim, Maso gli propone di andare a vivere insieme (periodo pacs), lui accetta e seguirà un anno irripetibile, ma anche improponibile, il duemilaetresh. Insieme aprono un blog che fortunatamente abbandonano dopo troppi mesi. Durante un viaggio a Barcellona, Maso lo ipnotizza e lo costringe a partecipare come spettatore allo spettacolo della Corrida. "Se non vai a vedere la corrida, non capirai mai un cazzo di Picasso..." dice il convincente Maso. E Corrida fu. Barcellona, 80 gradi al sole, l'agonia di toro 50 è ancora stampata nella memoria dei due smolltaun bois, ognuno reagisce come può, Maso si rifugia sull'appennino tosco emiliano non si sa bene a fare cosa, mentre  Pavlidis disegna questo quadro con questa mano con tutto il suo strippo dei reticoli, la poetica dominante delle sue opere. Il talento di Pavlidis lo porta ad esibirsi al Manà dove Maso presentà Max Bartender al non più giovane pittore ellenico (periodo manà). La passione per gli escrementi accomuna i due maghi dell'immagine ed è così che tra un tarzanello d'avola e l'altro, spronati dal solito Maso, decidono di unire le forze e di lavorare insieme al progetto DEIEZIONI CANINE (periodo bolognese). Sarà un successo, un merdosissimo successo (periodo di merda). Nel 2006 è testimone del matrimonio di Maso (periodo uitness) e attualmente sta preparando una mostra pesissima, ma mi fermo qui, non voglio anticiparvi succose sorprese acriliche. Volevo solo scrivere due righe e invece sono andato oltre. Era solo un piccolo post per darvi un'idea sull'artista Davide Pavlidis che da oggi ha un blog anche lui (periodo blog). Carracci tremate! Ptciù!

postato da: maso_ alle ore 15:48 | Permalink | commenti (20)
categoria:maso
martedì, 19 dicembre 2006


COFANETTO ZEFRAM

I modesti giornali per vendere di più allegano cidi, divudi, inserti e cianfrusaglie varie. Visto che noi non abbiamo questo obiettivo, vi regaliamo il COFANETTO ZEFRAM contenete le interviste ai redattori dello spettro. Altro regalo cliccando sulla foto del dottor Cocren, oppure ce n'è un altro cliccando qui.


MASO
Zefram è un grande e non lo dico perchè mi sta intervistando, lo dico perchè lo è. Citofonare Galassi per credere.

MAX BARTENDER
Zefram dovrebbe cominciare a credere un po' di più in se stesso e un po' meno alla politica.

MELLO
Zefram unisce  un'intelligenza e un fare da borghese di una volta, da aristocratico quasi, ad un occasionale goffaggine fisica e disattenzione mentale. Gli voglio bene poi. tranne quando siamo insieme in giro e lui ferma le tipe e indicando me e lui chiede: "ma secondo voi siamo belli?". Cosa possono mai rispondere? No!

PONY LUNA
Zefram mi piace da anni, anche se a volte - non sempre, eh, ma a volte - è un po' sopra le righe.

LA SIMA
A volte Zefram è inopportuno come poche persone che ho conosciuto. Dovrebbe fidarsi di più degli altri e volersi un pò più bene, ma mi sta simpatico.

PILUTO
Zefram quando indossa il loden+cappello e stabacca il suo toscano è una grancartola.

AEIOUY
Zefram è una persona che vive la schizofrenia tra ciò che dice e fa e ciò che scrive. Dovrebbe essere un pò di più ciò che scrive.

E voi lettori/commentatori dello spettro, cosa pensate di Zefram?
Se volete farvi intervistare contattatelo e tanti auguri a tutti ;-)
postato da: maso_ alle ore 10:24 | Permalink | commenti (23)
categoria:zefram
lunedì, 18 dicembre 2006


  MODERNI CONTROLLI BOLOGNESI CHESUAL
1931 - 2006

Chi fosse passato ieri pomeriggio dalle parti di Via delle Moline, avrebbe incontrato quei simpaticoni dei New Hyronja progetto OLD on ze rodd eghen a cantare le loro discutibili canzoni. Complice il freddo tiepido, coadiuvati dal futuro sindaco di Bologna Zefram Cocren (che ha tenuto un interessante comizio) e dal simpatico amico di Casablanca, la bend ha riscosso un discreto successo, poi si è dileguata senza lasciare alcuna traccia. L'esibizione per strada è un'esperienza interessante, ma molto più interessante sapere il perchè di questa discutibile performans. Dovete sapere che la sera prima, alcuni controllori di modestia legalizzata sono entrati all'interno del locale denominato Loft ed hanno deciso di chiudere il locale. Motivo?

Chiusura cautelativa della durata di giorni XXXXX da parte del questore di Bologna in base alla legge 100 del 1931. Il controllo ha verificato il mancato possesso di autorizzazione “locale per pubblico spettacolo”.

Claro? Per colpa di una legge del 1931, nel 2006 hanno chiuso il locale. Cosa dice la legge umarell del 1931? Che non si può ballare se non c'è l'autorizzazione. OK, lo sappiamo tutti che i gestori dei localli fanno spesso quello che gli pare tipo cucinare a mezzogiorno anche se non possono, organizzare feste con il digei che mette su gli emmepitre, personale in nero, organizzare concerti senza mettersi in regola con qualche ente pagliaccio... insomma qualcuno potrà anche dire che se lo meritano questi bottegai birrai surgelatai, lascio ad ognuno le sue riflessioni, ma l'applicazione di queste leggi moderne in maniera random è abbastanza deprimente. Mi spiego meglio: o TUTTE le sere mandi il controllino al tipo del Loft (uso lui come esempio) fino a che il tipo del Loft (uso questo locale come esempio) non si mette in regola con le moderne leggi dello stato italiano, oppure lasci l'anarchia dominante con allegate simpatiche dosi di degrado tipo il concerto dei New Hyronja progetto OLD (organizzato dal tipo del Loft che uso lui come esempio). Ma tipo del Loft a parte, in questo periodo di multa taim c'è un'altra notizia che non se l'è filata nessuno: la scorsa settimana al Link c'è stato un bel controllino di polizia, con tanto di digos al seguito e l'altro ieri la decisione di far chiudere per 15 giorni (Buon Natale!) il discusso locale che per chi non lo sapesse è spazio di proprietà del comune, dato in concessione. Che modestia.
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domenica, 17 dicembre 2006
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DARK BOLOGNA, ANCORA DI PIU'


Stamattina Piluto era tutto intento nel suo giro della pigrizia quando, percorrendo via Santa Barbara, scorge una cosa stranissima: una macchina legata ad un palo con una catena.
"E fino a qua nulla di strano", Piluto pensa, "Con il degrado che dilaga a Bologna può essere normale che uno si senta tranquillo mettendo il torciglione alla macchina".
E invece no. Avvicinandosi nota che la macchina è tappezzata di cartelli che riportano affermazioni tanto serie quanto criptiche (clicca la foto).
Cosa è successo???
Ora più che mai, CHI SA PARLI!!!
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domenica, 17 dicembre 2006


PICCOLO, SPAZIO... PUBBLICITA'

Cosa gli regalo a quello? E a questo? Problemi tipici dei consumisti buoni (o che si vogliono sentire tali) che a Natale fanno i regalini anche a chi non se li merita. E dove si va? E che si fa? Centro commerciale? Negozietto sotto casa? Casa sotto al negozietto? Umarell spacciatore di regali raccattati dal cassonetto? Tutto a 1 euro? Tutto a 0,99 cent? Non faccio regali a nessuno che faccio prima? Domande pressanti, poca voglia di autobus, poca voglia di scuter, poca voglia di freddo che poi non è così freddo, ma è pur sempre dicembre. Centro off limit, l'ipotesi di prendere l'autobus non sfiora la corteccia cerebrale del bolognese normodotato che si fa abbindolare dalla pubblicità neanche tanto ingannevole di un bottegaio bolognese posizionato tatticamente in una delle vie più brutte del centro di Bologna: IL MEGLIO AL MEGLIO DA NOI E' SCONTATO! SU MOLTI ARTICOLI 15% DI SCONTO ALLA CASSA. TUTTI I SABATI SITIO SPENTO. VIENI IN AUTO!! Alert! Messaggio subliminale attivato! Il bolognese si mette il wulrigggg, scende le scale di casa, apre la portiera e va in centro. In auto. Glielohaconsigliatoilgiornale!
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sabato, 16 dicembre 2006


PICCIONAIA 3D

Scagli la prima pietra contro l'ampli di Beppe Maniglia chi non ha una foto di quando era piccolo in compagnia dei piccioni in Piazza Maggiore. In quegli anni (non c'è una data precisa) era uso e costume vestire bene i bambini, portarli in piazza, comprre i brustulli, appoggiarli sulle mani dell'infante e attendere che i piccioni lo sommergessero. Clic. Scatta la foto. Uè. Scatta il pianto del cinno immerdato dai piccioni, ma vent'anni dopo, sai che soddisfazione quella foto retrò dove era stato immortalato il primo incontro tra l'anfan e le picion? Questo era il rapporto genitori figgli piccioni che si respirava tanti anni fa, poi i figli crescono, le mamme si agitano e dicono "mica dar da mangiare ai piccioni che cianno le malattie". Confusione. Si perchè ai cinni se gli dai messaggi contraddittori non capiscono. "Ma come, prima mi fai venire i piccioni addosso e adesso mi dici che cianno le malattie". Bip. Bip. Confiusion. Poi si cresce e i piccioni non li si nota più. "Una volta qui era tutta campagna" piace dire al bolognese, ma anche "Una volta qui era pieno di piccioni". Ma ci sono ancora i piccioni? Certo che ci sono, siamo noi che non li osserviamo più, ma loro osservano noi e di questo se n'è accorto Claudio Mazzanti di Loop che ha ideato il progetto Piccionaia (Pizunèra) ed ha realizzato di 2 documentari all'interno del DVD, mentre Patrizio Ansaloni è il realizzatore nonchè Art Director del primo maestoso cartone animato 3d in dialetto bolognese. Ma cos'è sta roba? Copio e incollo la presentazione tratta dal sito ufficiale di Pizunèra: "Il cartone animato si propone come un’operazione di valorizzazione moderna di una tradizione linguistica e culturale come quella dialettale. Alla sua realizzazione hanno collaborato i più importanti studiosi e cultori del dialetto bolognese. Il testo, in gran parte in dialetto bolognese, tiene conto della più genuina parlata petroniana, utilizzando espressioni e modi di dire tradizionali. Il rigore linguistico rispettoso della tradizione si sposa con la creazione di una storia attuale e divertente, con protagonisti un piccione di piazza che parla solo bolognese e una gazza venditrice insistente e maldestra. Il cartone è stato interamente realizzato in 3d, dalla creazione dei personaggi fino agli ambienti che riproducono le caratteristiche tipiche di Bologna (tetti, portici, Piazza Maggiore)". Figata. Tecnologia e puro spettro della bolognesità (piccioni, piazza, dialetto...) si uniscono creando un grande prodotto glocal in compagnia di Piran  e di Lucio. Fondamantale l'apporto dei redattori del sito Bulgnais.com... mica brustulli. Per chi fosse interessato a vedere la prima mondiale dell'opera, appuntamento giovedì 21 Dicembre al Cinema Teatro Antoniano in Via Guinizelli n. 3 - Bologna dalle ore 20.30 - ingresso libero. Per chi invece non fosse interessato alla tecnologia, i piccioni li può trovare sempre lì, in piazza insieme agli umarells, penultimo baluardo della bolognesità. Osservateli.
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venerdì, 15 dicembre 2006


UNA MO(A)NATA DI PRESEPIO

La sindrome da operetta ha colpito ancora. Questa mattina a molti sarà rimasta la briosc sul gozzo davanti all'allarmante notizia apparsa sui quotidiani: "La presenza della figurina di Moana Pozzi nel presepe del Comune potrebbe compromettere la visita del Monsignor Caffarra"
Ieri nel tardo pomeriggo la Curia ha infatti annunciato che: "O la statuina di Moana viene tolta o l’arcivescovo non andrà in Comune".
Il Carlino ha soffiato sul fuoco, pubblicando l'immancabile sondaggio
Come in tutte le pantomime che si rispettino si sono formati all'istante i due schieramenti.
Da una parte i poco ironici "tradizionalisti" accomunati dal motto: "Basta, è uno scandalo. Irride le nostre tradizioni"
Dall'altra le poco ironiche istituzioni, nascoste dietro il laconico no comment di Sergio Gaetano.
L'unico che ci ride di brutto in tutto questo è lo scultore Wolfango Peretti Poggi. Con delle statuine oggettivamente brutte è riuscito a far parlare di sè.
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giovedì, 14 dicembre 2006


ANTONIO SANSONETTI
(Becsteigg di un'intervista)

Fermo al semaforo, guardo verso l'edicola e leggo le nius del giorno: un pensionato che scivola in via petroni perchè il bottegaio ha lavato per terra, il novembre nero degli stupri bolognesi e poco altro. Verde. Riparto. Bologna, dicembre 2006, non c'è molto da dire fare in questo periodo. Le solite cose. Le solite cene con i "colleghi" per scambiarsi saluti e baci, le bancarelle pakistane di santa lucia, i regali "da spendere poco", oddio cosa faccio a capodanno, la settimana di chiusura dell'azienda, il cliente che ha l'urgenza il 30 dicembre per un lavoro importantissimo... è di scena la modestia, alcuni a pensare che il 2006 è stato un gran anno, altri che dicono che il 2006 è stato un anno da dimenticare, i buoni proponimenti per il 2007, l'oroscopo di Astra. Dicembre è sempre così, avrei potuto scrivere le solite cose dell'anno scorso, ma per fortuna mi viene in aiuto Antonio Sansonetti. "Chi è?" chiederà l'ansioso di turno. Boh. Mi ha telefonato e mi ha detto: "Ti voglio intervistare". "Va bene" dico io, poi ci incontriamo dove si incontrano gli sconosciuti per la prima volta: davanti a Feltrinelli. Parcheggio il motorino, Sansonetti non l'ho mai visto, ma capisco che è quello lì, con quella faccia lì. Andiamo a consumare improponibili tramezzini in un bar del centro, poi lui inizia a farmi tante domande senza prendere nemmeno un appunto. Mi piace Sansonetti , mi piacciono quelli che non prendono appunti. Parliamo di me, di lui, di tutto, di niente, della città che va, che non va, che potrebbe andare, che dove va????? Saluti sotto le due torri poi lui mi fa "Dobbiamo rivederci". "Ok" dico io, poi ci rivedremo qualche settimana dopo prima di una mia discutibile performans al Macondo. Tra un incontro e l'altro Sansonetti mi tempesta di meil con domande alle quali rispondo in maniera dozzinale ed altre in maniera quinquennale. Al Macondo è di scena la tecnologia, Sansonetti arriva con un registratore, preme plei+rec e mi fa domande alle quali rispondo volentieri. Clic. Finita la cassetta. Sansonetti si sorbisce il laiv, anzi il dibattito del dopo laiv e nelle settimane successive mi innonda la casella postale di imeil sudate. Altre domande. Altre risposte. Poi oggi mi telefona e mi fa: "siamo on lain". Bella Sansonetti !

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giovedì, 14 dicembre 2006


PARCHEGGIARE A BOLOGNA

Il Quartiere San Vitale promuove una campagna di comunicazione per invitare i cittadini a fotografare una specifica situazione di parcheggio disordinato delle biciclette in una strada o in una piazza della città, e ad inviarla al Quartiere, indicando le proprie generalità e specificando il luogo ritrattato nella foto.
Il Quartiere procederà a un sopralluogo insieme agli uffici tecnici del Comune e nel caso individuare e concordare nelle vicinanze un luogo idoneo all'installazione di una rastrelliera.
La segnalazione può essere effettuata attraverso mezzi diversi: via e-mail: QuartiereSanVitale@comune.bologna.it, per posta ordinaria: Quartiere San Vitale - Commissione Mobilità, vicolo Bolognetti, 2 40125 Bologna o consegnando a mano all'URP/Sportello del cittadino del Quartiere, vicolo Bolognetti, 2.
foto inviata da James
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mercoledì, 13 dicembre 2006


NIU GHITAR IRO BOLOGNESE
(DUE)

Tic tic tic tic...
"Ciao Fede sono Maso"
"Ciaoooo"

[seguono convenevoli e discorsi che non vi possono interessare]

"Ma cos'è sta storia del testimonial di Guitar Hero 2?"
"E tu che ne sai?"
"Io sono avanti... lo sai"
"Merda!"
"Dai dimmi qualcosa di più"
"E' un videogioco dove tu ciai in mano una chitarra che è na specie di riproduzione della SG..."
"Una riproduzione della..."
"Una riproduzione della SG della Ghibson, la diavoletto... e praticamente tu devi imparare a rifare dei grandi classici del roccc... oh, c'è tutto, Nirvana, Elis in Cieins, Gans end Rosis. Insomma fai le cover, ti alleni e poi su sta chitarra c'è na cordina sola dove però tu puoi fare sia in battere che in levare"
"Figata! Mi piace... quindi se uno imbraccia sta chitarrina impara a suonare..."
"Beh... ci sono dei pezzi che sono difficili anche per me"
"Ma come funziona sta promozione?"
"Funziona che adesso sarò in giro a fare degli sciò cheis per l'Italia a presentare il videogioco e anche i pezzi del mio disco nuovo"
"Sta storia di Federico Poggipollini testimonial di Guitar Hero 2 mi piace molto, io non ne so mezza del mondo dei videogiochi, am questo mi sembra proprio bello"
"Si, si... vero. Mi hanno detto che il testimonial ufficiale del videogioco è Deiv Navarro"
"Quello dei Geins Addicscion"
"Si, proprio lui... questa cosa del videogioco è ottima, sai anche tu quanto è difficile promuoversi in maniera indipendente"
"Lo so, ma ho visto che ti muovi bene... tipo la tua pagina su maispeis, dai hai fatto bene a farla"
"No, ma quello non sono io"
"Come non sei tu?"
"No... è uno che ha fatto la pagina su maispeis"
"Beh va bè dai... è tutta promozione anche quella"
"Vero... dai grande Maso, quand'è che suoni che vengo a vederti"
"Suono stasera allo Shannon Pub di Castelnuovo di Sotto (RE)"
"Ah no... dicevo a Bologna"
"Domenica"
"Ok...dai ci vediamo, intanto scrivo sto pezzo sul blog, ovvimanete scrivo quello che si può scrivere."
"Perfetto"
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mercoledì, 13 dicembre 2006
Necrologio uscito sul Carlino Bologna di ieri, pubblicato dall'associazione amici del Cile

UN DISCUSSO NECROLOGIO

La lettura dei necrologi è un mast per tutti umarells bolognesi ed il Resto del Carlino il 12 dicembre 2006 ne ha pubblicato uno discutibilissimo firmato "Gli amici del Cile".
Lo conoscevate il defunto?
Boh... io ne avevo sentito parlare.
Ma soprattutto, c'è qualcuno che è un amico degli amici del Cile?
postato da: MaxBartender alle ore 01:32 | Permalink | commenti (60)
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martedì, 12 dicembre 2006


SCRITTE SUI MURI

Scagli la prima pietra contro Zefram chi non ha mai scritto nulla sui muri o su qualsiasi superfice lisssia. Chi non ha mai scritto ISLAM PUNK sui muri? Chi non è mai andato a notte fonda insieme ad un amico innamorato sotto la casa di una tipa dimenticabile a scrivere con la bomboletta ERIKA TI AMO? Chi non ha mai inciso iniziali con la chiave su portoni, banchi, cornici e solai? Chi non ha mai scritto parole deplorevoli sotto la casa di qualche prof? Insomma chi? Chi? Chiiiiii? Osservate, guardatevi attorno, i muri di Bologna sono pieni di scritte ed i vraiter danno libero sfogo alle loro masturbazioni mentali. Ad esempio, oggi stavo passeggiando per via Riva Reno e la mia attenzione è stata catturata da una scritta: CATALIZZA IL RAFFEMBERGER. Non so cosa voglia dire, ma la trovo geniale. No?
postato da: maso_ alle ore 15:34 | Permalink | commenti (33)
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martedì, 12 dicembre 2006


DAL BLOG ALL’IMPATTO CON LA (DURA) REALTA

Datemi un umarells e vi solleverò il mondo.
Gli umarells ci girano intorno numerosi e indefessi, ciappinano, scrutano, si abbandonano su gelide panchine per raccontare la Bologna di una volta.
Gli umarells ci ossessionano, non c’è che dire.
Ma ci ossessionano perché sono uno strumento perfetto (una leva) per comprendere molta della realtà che ci circonda.

L’umarells guarda molto al passato e poco al futuro.
L’umarells non ha una buona opinione dei più giovani. Per lui sono tutti bulli, mammoni, drogati. Sono sbandati che niente hanno che fare con quei tipi tosti che prima cacciarono l’invasore tedesco, poi fecero il boom economico, poi protestarono per avere uno statuto dei lavoratori, poi si diedero a tempo pieno a rimpiangere i bei tempi andati della resistenza, del boom economico, dello statuto dei lavoratori.
L’umarells ha paura della tecnologia. Non si fida di quelle diaboliche cianfrusaglie con le quali nipoti amatissimi – ma considerati cretini – perdono i loro giorni invece di imparare a memoria le strade di Bologna, costruirsi in garage una piccola officina, imparare la vita orecchiando le chicchere sul crescentone.

Insomma, l’umarell rappresenta appieno il sentire comune dell’italietta. Il pensiero anni ’50-’60 con topolino e lambrette a sfrecciare in bianco e nero sulle nuovissime autostrade italiane,  determina più di chiunque altro le scelte italiche (e bolognesi) in tema di politica e di costume, di cultura e di ammortizzatori sociali, di giornali e programmi TV.

In questo sconsolato panorama, c’è anche chi prova a dire anche qualcos’altro.
Non avendo uno spazio che sia uno, non avendo legittimità ad esprimere opinioni se non raccontare a lucignolo l’ultima pazza serata in discoteca, alcune persone stanno provando a ridare dignità alle nuove generazioni utilizzando l’unico spazio pubblico non ancora colonizzato dall’imperativo umarellico: i BLOG.

Sono persone e realtà distanti e differenti, ma che su alcuni temi trovano una comunanza di vedute e provano ad organizzarsi. Sono il blogger e giornalista Mario Adinolfi, sono i ragazzi di Generazione 1000euro, è anche Maso con il blog sugli umarells, io nel mio piccolo con il mio blog, noi tutti che in questi mesi abbiamo provato con alcune iniziative a dire la nostra su questa questione. 

Ebbene, per parlare di questo e di altro, oggi pomeriggio, ci sarà un incontro a Bologna.
Si tratta di:

LA RETE DELLE IDEE AI TEMPI DI INTERNET: DAL BLOG ALL’IMPATTO CON LA (DURA) REALTA’”

e ne parleranno alle 17:00 presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione - via Azzo
Gardino 23,

Il Professor Roberto Grandi
Luca Bolognini, imprenditore, esperto di e-communication.
Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, autori di "Generazione Mille Euro", ed. Rizzoli.
Mario Adinolfi, giornalista e blogger.

Io, statevi certi, ci andrò.
E voi?

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lunedì, 11 dicembre 2006


ROMANO PRODI AL MOTOR SCIO'
(breve post modestissimo per non dimenticare...)

E' la scena in cui Romano Prodigy va al MotorShow di Bologna e dei ragazzini brufolosi con lo zaino lo fischiano, lo insultano, lo prendono per il culo. Capita. E lui cosa fa? Si offende. Modestissimo, come è modestissimo offendersi. La cosa più ridicola della fazenda è che i telegiornali utilizzano l'episodio come prima notizia ed ogni politico, a rotazione, ne approfitta per dire la sua. Bastano poche immagini ed il contatto con la realtà da parte di chiunque viene perso del tutto. A rendere più grottesca (modesta?) la situazione ci penseranno al lunedì mattina gli impiegatucci di ritorno dal ponte dell'immacoleitid in modesto assembramento davanti alla macchinetta del caffè. Accadde il 10 dicembre 2006 al Motor Show di Bologna. Ricordimaocelo ogni giorno (il contesto).
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venerdì, 08 dicembre 2006


DANTE A BOLOGNA

Brutta storia ragioneria al Tanari, ancor peggio iscriversi alla sezione programmatori dove la crema della crema degli etudiont veniva selezionata con i test del cane di Pavlov e la modestia veniva forgiata dalle preziose mani dei professori che all'epoca avevano visto un bel mondo. Non so ancora perchè, ma li rispettavamo. Ragioneria, modestissima ragioneria, modestissima scuola dove ti insegnano a fare la partita doppia della tua vita ponendo in dare quello che va bene e in avere quello che va meno bene, poi alla fine si fa i bilancino. Utile. Perdita. A debito. A credito. Per fortuna che c'erano materie come l'italiano che ai modesti ragionierini 2+2=4 faceva cagare, per fortuna che c'era Dante a cazzeggiare in giro per l'inferno con l'amico fancazzista Virgilio ed i dannati fanno ooooooooh. Dante, insieme ad Alessandro Manzoni rappresentavano la globalizzazione della letteratura italiana ed i ragionierini in erba li detestavano. Me li ricordo benissimo. Erano anni in cui ci si cagava addosso con la bomba atomica che poteva scoppiare da un momento all'altro, erano anni in cui le scolaresche bolognesi venivano portate al cinema Rialto a vedere ZE DEI AFTER, così, per far star tutti un pò in orecchia e rigare dritto. Brutto periodo e poi sempre sto cielo bianco, il freddo, le influenzine come quella che ho anche adesso che vi scrivo (polonio 210?). Per sdrammatizzare la modestia atomica che si respirava nell'aere, per lasciare un segno su questa terra prima che scoppiasse la bomba acca scrivevo canzoni altamente influenzate da quello che vedevo (Bologna) e da quello che studiavo (Dante). Nacque così DANTE A BOLOGNA, canzone di merda in endecasillabi sciolti:

Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai in una selva oscura
Che la diretta via aveo smarrita
Invece ero ai Giardini Margherita

La strada impervia era un pò dura
Trovai un negozio di frutta e verdura
E l'ortolano si avvicina a me e mi dice:
"Cosa vuoi... csa vutt da mè?"

Mi son perso...

Quell'uomo mi fece una gran paura
Scappai di corsa verso la pretura
Chiesi la strada a chi passava di lì
Ma c'era un vecchio che faceva la pipì

Ho desiderio di veder Firenze
Ma da là sono stato esiliato
In questo luogo non ho conoscenze
E adesso sono chiuso in un asilo

Mi son perso...


Ironizzare su Dante Alighieri in quegli anni era una valvola di sfogo, si sfondavano porte aperte, spalancate. Al Tanari erano pochissimi i fan di Dante che in compagnia di Renzo, Lucia, Don Abbondio, Don Rodrigo ed il misterioso Innominato erano nella top ten dei personaggi più odiati dai ragionierini adolescenti. Poi il tempo passa, passano 20 anni ed i ragionierini crescono, la modestia si impossessa di loro e cosa fanno? Il 13 dicembre vanno al Palamalaguti  a sentire Roberto Benigni che recita Dante. Ma come? Non vi faceva cagare Dante? Si, okei si cambia, per fortuna si cambia, è vero, ma ricordo ancora le vostre facce ed i vostri conati di vomito quando per un regalatissimo sei meno meno facevate improbabili parafrasi dei canti dell'Inferno (che era il più bello), del Purgatorio (che non vi ricordate niente) e del Paradiso (che non vi ricordate niente, ma potet affermare che non si capisce niente... è difficilisismo). E adesso? Solo perchè Benigni si è imparato a memoria Dante lo andate a vedere? Andate all'Inferno... io ci sono già, noi ci siamo già.
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giovedì, 07 dicembre 2006


LA VIA DEL GIORNO
VOCI DALLA CITTA'


Il Resto del Carlino volentemente o nolentemente è il quotidiano che più rappresenta la nostra città, c'è poco da dire, quindi, partendo da questo dogma vi introduco nel fantastico mondo di LA VIA DEL GIORNO - VOCI DALLA CITTA'. Cos'è? Chiederanno i meno informati dei fatti. E' una rubrica giornaliera del discusso quotidiano nella quale si parla di una via importante di Bologna (Via Santo Stefano, Via Indipendenza, Via Massarenti) interpellando i maggiori esponenti della cittadinanza raggruppati in 3 macrocategorie altamente rappresentative:
  • Bottegai
  • Taxisti
  • Gente che va al bar
Sulla base delle loro opinioni  vengono scandagliati pregi (pochi) e difetti (predominanti) delle vie incriminate e così, chi non ece mai di casa potrà sentirsi dire quello che vuole sentirsi dire (es: in Via del Pratello c'è il degrado, io non riesco a dormire e alla mattina devo andare a lavorare... poi lo trovi al bar, mah). Poco spazio per le sorprese, le solite cose, la lamentela, il rancorino, l'intolleranza, l'odio vero e diradatissime proposte costruttive. Peccato che questa rubrica stia finendo, però è un'ottima occasione per inaugurare  LA VIA DEL GIORNO - VOCI DELLO SPETTRO DELLA BOLOGNESITA'. La rubrica (che poi è questo post) funziona così. Una macrocategoria acritica (l'autore del commento) parlerà di una via meno conosciuta così come gli pare, aldilà del bene e del male. Inizio io.

Via Schiassi.
Via Schiassi è bellissima, sarà per i suoi alberi, sarà perchè ci sono due fermate del 25, sarà perchè nelle vicinanze ci sono tanti piccoli negozi, bar, tabaccherie, ristorantini, gelaterie. Sarà perchè se uno sta male può andare a piedi al Malpighi e farsi ricoverare. Sarà perchè  c'è pure il bancomat. Sarà perchè è mediamente trafficata. Sarà per tutte queste cose, ma a me Via Schiassi piace tanto e con lei tutte le viuzze che si intrecciano con lei... Via Rocchi, Via Azzoguidi, Via Bondi. No, Via Mengoli no, non mi piace... e poi Via Mengoli è già troppo importante per essere menzionata in questa modestissima rubrica.

Ora tocca a voi...
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mercoledì, 06 dicembre 2006


BASTOGNE - ODIO VERO
BOLOGNA CATIVA

Ma è più cativo Brizzi o Yu Guerra? Secondo me Brizzi. No però anche Yu Guerra non scherza. Sarà il cognome. Insomma difficile dire chi sia più cattivo dell'altro, però di sicuro sono cattivi per il solo motivo che lo stesso giorno (8 dicembre 2006) organizzano una cosa e li devo pubblicizzare entrambi. Par condicio amicorum. Uno (Brizzi) presenta la grefic novel del discusso libro Bastogne al Covo, l'altro (Yu) presenta il discusso video (dove ho pure comparsato) del suo discusso singolo alla Grada. E poi c'è ancora chi dice che a Bologna non c'è mai niente da fare.
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martedì, 05 dicembre 2006


BOLOGNA E MOTORSHOW 2006
LE SOLITE COSE

Da qualche settimana, in giro per la città vedevo cartelloni raffiguranti la Gioconda spettinata e pensavo "Bela Fotoscioppp", poi una sera, prima di addormentarmi ho pensato "Ma cos'è sta Gioconda spettinata?". La mattina dopo, l'ardua sentenza: è la pubbicità del Motorsciò 2007. Geniale, bellissima, la Gioconda su una spaider spettinata dal vento... e il panorama dietro? Grandioso! Stending ovaie per l'agenzia Armando Testa della quale non voglio sapere nulla. Bravi! E poi il gioco di parole: BELLA SCOPERTA. Sono commosso! Ieri una tipa modesta mi fa "No... inizia il motorsciò... io sono già disperata. Tu ci vai?" "No". Disperata. Parole grosse. Perchè  è disperata? Abita dall'altra parte della città ed è disperata. Mah (cuor contento non ha). Ed io cosa dovrei dire che se apro le finestre so già che sentirò Vrooooooooooooooom dal 7 al 17 dicembre? E la mattina? Tutte le strade intasate, la modestia italica adoratrice dei pistoni pistolati invaderà la città. Finalmente il turismo a Bologna, ecco quello che ci vuole, migliaia di persone in pellegrinaggio da ogni parte d'Italia per vedere/toccare le automobili. MIgliaia di persone che dopo il pellegrinaggio accenderanno uno stop alla Madonna Ciccone e diranno "Gran bazza... grazie agli incentivi sulla rottamazione mi comprerò l'auto nuova e la userò per andare a lavorare tutto l'anno. Sai che figata stare in coda con l'auto nuova fiammante e tutti gli altri che mi guardano invidianti e con la voce di Pippo Franco canteranno ma quanto è fico quello lì... che fico, che fico". L'automobile, passione e crocifissione degli italiani. Fosse per me la venderei la mia Punto Vulgaris che solo per stare ferma in mezzo alla strada mi costa 700 euro all'anno. Modesta Punto Vulgaris, ti ho acquistato nel 2002 approfittando della solita crisi della FIAT dove in cambio di un'auto nuova io donavo la mia auto vecchia e cominciavo a pagare la nuova dopo 6 comodi mesi in comode rate da 250 euri per 3 comodi anni. Care bazze, noi bolognesi vi adoriamo oh bazze... e che fatica sti 3 anni per mantenerti. A cosa mi sei servita? Per lavorare, per andare alla coop e per qualche viaggetto. Ma mi servi? Non mi servi? Cara Punto Vulgaris, ora giaci in mezzo ad una strada e da una settimana sei lì che mi aspetti e mi dici "Quando andiamo a fare un giro? Non è che vai al Motorsciò e mi lasci per un'altra?". Tranquilla punto Vulgaris, dormi sonni tranquilli e alla notte ghiacciati tranquillamente le portiere. Non ti lascerò.
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martedì, 05 dicembre 2006


IL RESTO DEL CORRIERE

Bologna, 2010: cerimonia d'inaugurazione con tutti gli onori per il nuovo stadio del Bologna Calcio che sorge all'interno del parco tematico "Romilia" a Fossatone di Medicina.
Presenti le più alte cariche dello stato con in testa il presidente del consiglio Pier Ferdinando Casini, accompagnato dal vicepresidente Francesco Rutelli e dal ministro dei lavori pubblici Azzurra Caltagirone.
L'addetto stampa rossoblu, Carlo Caliceti, ha rilasciato una dichiarazione al Corriere Bologna e al giornale delle cooperative " il Resto del Carlino", in cui annuncia che presto l'impianto verrà intitolato ad Adriano Mottola, detto Barile.


Torniamo al presente: il panorama editoriale felsineo sembra abbastanza statico, destinato a perpetrarsi in eterno. Sembra, ma non è così perchè nei primi giorni di febbraio le edicole saranno travolte da uno Tsunami.
Esce il nuovo "Corriere di Bologna", un quotidiano di 16 pagine che sarà diffuso in città e provincia insieme al "Corriere della Sera" secondo una formula editoriale già collaudata in Puglia, Campania, Trentino e Triveneto.
A dirigerlo il condirettore del Corriere, Paolo Ermini, che, per formare la squadra che lavorerà nella nuova sede di via Baruzzi (vicino al S.Orsola), ha attinto a piene mani dalle fila del "Resto del Carlino", a cominciare dal capocronicista Armando Nanni, indicato come numero due del nuovo quotidiano.
Finora la nascita del nuovo giornale era stata sempre posticipata perchè Rcs deteneva una quota pari al 10% del gruppo di Andrea e Marisa Monti Riffeser (editori di Carlino, Nazione e Giorno e genitori del più famoso Matte Riffeser digei ) e si volevano evitare conflitti d’interesse ma ora, dopo aver ceduto questa quota, non esistono più ostacoli.

In borsa le azioni del gruppo (Monrif e Poligrafici) hanno guadagnato in poco più di un mese mediamente il 15%
Chi compra questi titoli?
Sul mercato borsistico le voci si rincorrono e si parla dell'interesse della Lega delle Coop e del suo polo bancario-assicurativo, Unipol.
Quindi Unipol, che durante l’estate scorsa aveva partecipato al sogno dei "furbetti del quartierino" (tramite il finanziere Stefano Ricucci) di scalare Rcs (società editrice del Corriere), avrebbe ora nel suo mirino il giornale fondato nel 1885 a Bologna.
Rimane da capire se Rcs stia vendendo sul mercato, ed è lì che mani vicine all’Unipol acquistano, o se il passaggio è diretto. In tal caso la vicenda sarebbe ancora più clamorosa.
Vedremo presto nuovi slogan tipo: Il Carlino sei tu, chi può darti di più?
Grazie alle sinergie cooperative, acquistando il giornale sarà possibile aumentare la raccolta punti socio? Cambierà qualcosa per il lettore medio e tradizionalista bolognese, contrario al cambiamento per natura?
E il distratto impiegato che tra un cappuccio e un crafen sfoglia i necrologi (vero Who's who bolognota) si accorgerà del cambio al vertice?
Voi evoluti lettori on-line come la pensate?

Rumors di borsa tratti da DagoSpia  [Daunloda]
Post della Sima sull'editoria bolognese [Link]
Corriere della Sera. Arriva l'edizione bolognese [Link]
postato da: MaxBartender alle ore 10:55 | Permalink | commenti (19)
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lunedì, 04 dicembre 2006


MAX BARTENDER APPRODA A SAXA RUBRA

E che cosa centra con la bolognesità? Centra eccome... trattasi dell'incursione romana del nostro redattore Max Bartender intervistato da Francesca Alderisi di Rai International (che già aveva intervistato Maso e Mello) sul blog Finanza Inutile, ennesimo spinoff dello spettro ideato da Maso e gestito in cooperativa con Max.
Per chi non lo sapesse, trattasi del primo blog di economia, borsa e risparmio gestito redatto da due investitori totalmente inesperti che vi aiuteranno a fare un pò di chiarezza su questi difficili argomenti, il tutto sotto la supervisione di Maciste Parpadelli.
Godetevi il video, Max è verso la fine, elegantissimo ed impeccabile.

postato da: maso_ alle ore 19:47 | Permalink | commenti (14)
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lunedì, 04 dicembre 2006


la homepage di Iperbole - sito del Comune di Bologna

BOLOGNA E' UNA CYBERSIGNORA

Dovete aiutare vostro figlio a fare la ricerchina sull’Emilia Romagna – tipico “lavoro” delle elementari - completo di fiumi, laghi e zone industriali? Dovete fare una tesina per l’Università su un particolare periodo storico, su un monumento o sugli umarells bolognesi? Volete verificare che ciò che scriviamo non sono solo minchiate? Siete ormai consapevoli che tutto ma proprio tutto viene cercato sul web?
Ecco un prontuario dei principali siti su Bologna, all’interno dei quali poter trovare le chiavi di lettura di quella giungla metropolitana che è la nostra città.
N.B. sono esclusi: i siti degli organi d’informazione che già varai furtivamente a parte in precedente post; i siti che danno solo cenni o dedicano una piccola sezione a Bologna; i siti specifici della varie realtà (es. università, musei, ecc.) che tratteremo più avanti

INFORMATIVI
Bologna Turismo - e' il sito di dello IAT di  Bologna. Scarnissimo ma non si può dire che non sia facile da navigare
Wikipedia - se leggi lo Spettro, o tu che hai fatto la voce su wikipedia, batti un colpo. Ci si legge tutto l’amore per la tua città. Anche se, chi ha voglia, può integrarlo. Mancano delle cose.
Info varie su Bologna - mah, che dire, può essere utile per la ricerchina di cui sopra

TURISTICI
Bologna virtuale.- troppo testo ma di info ce ne sono. bella la parte sui personaggi di Bologna
Itinerari Bologna - ha un hompage che non si guarda. se superate il trauma poi di spunti ce ne ha
Alla scoperta di Bologna - pieno di roba ma illegibile, non ha una foto che sia una. Sembra il Ricci - Zucchini
Storia e Turismo a Bologna - da paesionline è la pagina dedicata alla nostra città. nonostante sia un sito commerciale è uno di quello che ho trovato con più notizie

STORICI O DI APPROFONDIMENTO
Bologna Magica - essenziale, è un sito puramente funzionale, ma affronta un punto di vista di Bologna molto interessante
Bologna Storia - è un polpettone pesissimo che ti infarina sulla storia di Bologna a partire dal 1000 a.C.
Bologna nella storia - molto più sintetico, qui addirittura partiamo da 2.000.000 di anni fa

GODERECCI
Bologna Web Night - ha la grafica più brutta del mondo con un orrendo Times e non aggiornatissimo che per un sito di eventi non è bbbbuono
Bologna da vivere - non c'è neanche da commentare. E' come se fosse nostro cugino
2night - è un sito nazionale con una sezione per Bologna, ma della città in sè parla ben poco. Gli eventi segnalati sono tutti quelli fatti dalle "grandi marche"
LaNetro Bologna - non ho ben capito l'origine di questo sito però ha una bella grafica
2torri - anche qui la grafica è sublime nella sua bruttezza; segnala solo eventi temporanei

Quasi tutti i siti su Bologna sono inguardabili, come noterete. Sarà per questo che lo Spettro ha tanto successo?
Se avete altri siti da segnalare, plis usate il comodissimo strumento di comunicazione denominato “commenti”


postato da: lasima alle ore 13:20 | Permalink | commenti (18)
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sabato, 02 dicembre 2006


RIME TEMPESTOSE

Sorseggio una birra media prima di esibirmi al Macondo di Via del Pratello e la mia attenzione viene catturata da un grazioso volumetto appoggiato in bella mostra sul bancone del bar.
Lo sfoglio.
84 pagine di modestia dove gli emergenti Zap&Ida con tipico odio umarellico (che loro chiamano umorismo) offendono (che loro dicono satira ed ironia) il sindaco di Bologna.
Modestissima azione di odio vero (che loro chiamano tiratina di orecchi) nei confronti del signor Sergio Gaetano Cofferati (che loro chiamano personaggio di fama più o meno meritata) dove in tipico stile bolognese si piange (che loro dicono si ride) sul latte versato senza proporre o intravedere spiragli di futuri possibili.
Un vero opuscolo spettrale che nella libreria del feticista bolognese non potrà di certo mancare.
Buona lettura.
postato da: maso_ alle ore 16:00 | Permalink | commenti (22)
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venerdì, 01 dicembre 2006

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Nella foto: alcuni esemplari della mia giungla di scarpette

UOLKING IN MAI SCIUS

In attesa di parlar di braghe, parlo di scarpe, mia croce e delizia, e uso lo Spettro a mio uso e consumo.
Alle scarpe proprio non posso resistere. Ogni maglia, vestito o pantalone, per me merita il giusto paio di calzature abbinato. Gli abbinamenti giusti per me sono un credo. Non riesco a mettere il marrone con il nero, i pantaloni in po’ larghini con le scarpe con il tacco che spunta, non ho più l’età per la minigonna e i tacchi alti e così via.
Tutto questo per dire che la mia ricca giungla di scarpette ha bisogno di continua manutenzione. Si consumano le punte, i tacchi, le nuove, a volte, vanno messe in forma anche perché le mie scarpe a Bologna proprio non durano a causa degli ostacoli che devo superare quotidianamente.
Quando esco di casa, a seconda dell’orario, devo scavalcare o la pipì della sera precedente o il liquido pulente spruzzato dagli operatori Hera, le varie deiezioni canine e l’odioso ciottolato.
Mercoledì ho portato due paia di scarpe dal calzolaio da cui andavo da qualche tempo a questa parte. Mi dice che lui a Dicembre abbandonerà l’attività e subentrerà un altro ragazzo.
Mi è mancata la terra sotto i piedi. Un altro buon calzolaio mi stava abbandonando.
Io con il calzolaio instauro una sorta di transfert amoroso, tipico del rapporto tra psicanalista e paziente e ogni volta che uno chiude bottega o se ne va, vivo la cosa come un vero e proprio abbandono.
Il nome di un buon calzolaio.
Questo chiedo ai lettori dello Spettro, nel caso in cui il sostituto del mio attuale calzolaio non sia all’altezza delle aspettative.
Di seguito l’elenco delle mie frequentazioni degli ultimi anni:
Saturno nella piazzetta di via Clavature: è accaduto che alcune scarpe mi si sono rotte di nuovo dopo il suo intervento. La causa non fu il suo lavoro ma il fatto che all’epoca andava di moda il tacco a spillo, fragile soprattutto se abiti dalle mie parti. Da lì però mi convinsi che portava sfiga alle mie creature. Non ci sono più andata ma lo consiglio. E’ un brav’uomo.
Uno in Via Farini: un ladro maleducato.
Uno in Via Goito: ha chiuso baracca dopo che la figlia si era laureata. Lui a quel punto non aveva più bisogno di lavorare. Il lutto per me più difficile da superare.
Il tizio attuale in Via Rialto: si è detto sopra.
Uno in Via Santa Margherita: apriva la mattina prestissimo e sembrava il pupino del presepio. Mi ispirava fiducia. Purtroppo abita sotto casa di un tizio con cui ho avuto una storia travagliata e di ripassar da quella via proprio non ho voglia.

postato da: aaeeiioouuyy alle ore 14:19 | Permalink | commenti (59)
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venerdì, 01 dicembre 2006


DANTE E I DUE DIALETTI DI BOLOGNA

Ha ancora senso parlare di dialetto a Bologna? Ogni anno si organizzano corsi per mantenerlo vivo ma sembra una pratica artificiosa, visto che in casa nessuno lo parla più.
Eppure c'è stato un tempo in cui "la nostra lingua" nascondeva oscuri arcani.
Ce lo racconta il nuovo collaboratore precario Benna, esperto di misteri.

Sembra che il fuorisede Dante Alighieri abbia soggiornato a Bologna fra l'estate del 1286 e quella del 1287.
E' comunque certo che Dante appartenesse al "dolce stilnovo", un movimento letterario, che in realtà nascondeva una ramificata organizzazione iniziatica imperiale in cui Dante ricopriva il ruolo di un moderno agente segreto.
Dante come James Bond proprio non me lo vedo, mentre vaga per le vie di Bologna e resta affascinato dalle sue innumerevoli torri, tant'è vero che trae spunto proprio dalle due torri, per comporre il suo primo sonetto "No me poriano giamai fare menda" ove il poeta incorre in un deprecabile errore, scambiando la Garisenda (allora alta 13 metri in più) per la Asinelli, a detta sua errore madornale.
In realtà Dante avrebbe alluso ad un dissidio interno al suo movimento in cui si erano create due correnti: una ortodossa, a cui aderiva Dante, capeggiata dall'amico fuorisede Cino da Pistoia e l'altra dissidente guidata da tale Ghirarduccio che guarda caso di cognome faceva proprio Garisendi.
Più tardi tornato a Firenze, oltre a citare la proverbiale avarizia dei bolognesi nell'Inferno XVIII, Dante allude nel "De Vulgari Eloquentia" a due dialetti parlati nella città, uno della zona di Strada Maggiore (zona ricca), l'altro della zona di Via S.Felice (zona povera), nel corso dei secoli innumerevoli studiosi hanno cercato di cogliere queste differenze, ma in realtà non ve ne erano.
Dante, essendo agente segreto, parlava in codice, di conseguenza i due dialetti erano semplicemente due modi di comportarsi nei confronti dell'impero della sua stessa società segreta.
Storie d'altri tempi, storie di fuorisede...
Benna

il Sonetto Link
il De Vulgari Link
postato da: MaxBartender alle ore 07:29 | Permalink | commenti (25)
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