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mercoledì, 31 gennaio 2007


IL MESTIERE DEL FUTURO

Con l’uscita del Corriere Bologna, in città si parla solo di giornali.
C’è chi dice "meglio il Carlino", chi "meglio Repubblica", chi "meglio l’Unità". Di sicuro, però, la grande bazza di leggere il giornale gratis per giorni e giorni, procurerà simpatie al “Corriere di Bologna”. Inoltre, diciamoci la verità, ce n’era proprio bisogno! Vive la liberte di stampa, dunque, e viva la concorrenza.

In questo panorama, allora, qualche ingenuo potrebbe pensare che il vero mestiere del futuro, a Bologna, sia quello del giornalista. Vivere a contatto tra fatti e protagonisti, essere sempre là sul pezzo, pavoneggiarsi in giro con cappellini, penne, matite, gadget vari. Tutto ciò, con le sue 9 testate, sembra che Bologna riservi ai giovani precari e disoccupati fuorisede presenti ancora in massa in città. In realtà, però, non tutto è così roseo. Sotto la patina della carta stampata, si rileva un duro presente anche per ogni aspirante cronista. Tanto per dirne una, basta pensare che il nuovo free press di Bologna, di proprietà dell’imprenditore sardo amico del cuore di Diliberto Nichi Grauso, gestito da una classe dirigente varia che viene però in blocco dall’Unità, paga un’intervista da prima pagina quanto un turno di tre ore a consegnare pizze col motorino.
Meglio le pizze dei corsivi allora?
E no, perché se non sappiamo ancora cosa faremo nella vita, se vogliamo assicurarci di scegliere una strada professionale che ci garantisca la pagnotta per i prossimi anni, a Bologna c’è un altro lavoro che combina come pochi stipendio certo e alta reputazione sociale. È il mestiere dei mestieri, quello vero dell’Italietta: “Il Vigile Urbano”!

I vantaggi di far parte del corpo di Polizia Municipale Felsineo sono tanti:

  • Si gode del prestigio assicurato dall’appartenenza ai corpi speciali del sindaco di Cremona a Bologna.
  • Si riceve in dotazione una serie di gadget che fa impallidire quelli del Corriere: divisa originale estate/inverno, cappellino con visiera, paletta, spilletta originale del corpo, catenina salva-mazzo-di-chiavi, pistola, fondina, camicia, cravatta o foulard, occhiali di ordinanza e rombanti Ducati Monster.
  • Si ha potere di vita o di morte (commerciale) su qualsiasi locale sparso per la città.
  • Si hanno sindacati incazzatissimi che difendono con i denti orari di lavoro, turni, ferie, salari e aumenti di stipendio.
  • E’ possibile pavoneggiarsi in Via del Pratello in squadre di almeno cinque per vola.
  • Si possono insultare impunemente e punire duramente professori universitari e vippame vario.
  • Si acquisisce col tempo una capacità sovrannaturale di individuare al buio, e in condizioni atmosferiche avverse, contenitori di plastica contenenti qualsiasi sorta di liquido.
  • Infine, ci si fa una cultura accademica su dehors e arredi urbani (competenze queste che garantiscono anche un posto da dirigenti strapagati in centri di progettazione IKEA).

Se questi vantaggi vi sembran pochi, pensate infine alla considerazione sociale che godono tali solerti lavoratori pubblici. Bologna ormai ruota intorno alla sua polizia municipale. Non mi stupirei se presto, l’appartenenza al corpo, garantirà l’autorevolezza necessaria per aspirare alla carica di assessore, di presidente Hera, di giudice di pace o di rettore dell’Università.

Io quindi vi ho detto quanto penso.
Non perdete il vostro tempo in studio e formazione inutile.
A Bologna è il vigile urbano il mestiere del futuro.
Non mi dite poi che non vi avevo avvertito.

postato da: mello alle ore 11:20 | Permalink | commenti (61)
categoria:mello
mercoledì, 31 gennaio 2007

AUTOVELOX IN BO

Ieri ero in tangenziale, direzione sud (da San Lazzaro verso Casalecchio). Dovevo uscire a Corticella e poco prima dell'uscita 5 ho notato uno strano gabbiotto blu con la scritta Polizia Stradale.
All'inizio pensavo fosse una latrina tipo quelle dei cantonieri, ma poi ho pensato che se gli scappa, è difficile che un poliziotto si fermi a farla per la strada. Se ne va al bar così si beve pure un caffè.
Che sia un autovelox? Federico me l'ha confermato poco dopo

From: "Federico Croci"
To: "Max Bartender" Date: Tue, 30 Jan 2007 21:45:05 +0100
Subject: Autovelox in tangenziale - la leggenda!
Dopo anni di leggende e spam, finalmente oggi ho visto il primo autovelox fisso della storia sulla tangenziale di Bologna!
Era in allestimento sulla corsia sud, ovviamente sulla destra, poco prima dell'uscita 5. E' di quel tipo che sembrano finti, ovvero simili a casette per appassionati di ornitologia - scatole in legno blu e bianche, piene di finestrelle, con la scritta 'Polizia Stradale' e il cartello sul tetto (che qui ancora mancava).
Non ci vedo mai cavi o altro, e sono trasportabili, si vede che funzionano a batterie. Ci ciappinavano oggi nel primo pomeriggio, andare a stasera avranno sicuramente finito...
postato da: MaxBartender alle ore 10:53 | Permalink | commenti (27)
categoria:max bartender
martedì, 30 gennaio 2007


Nella foto: Strada Maggiore

POETI A BOLOGNA
Perle nascoste ai più...

Non ne so molto di poesia, e tanto meno di poesia sotto le Due Torri. Ma volevo comunque far finta di sollevare un po’ il livello umarellesco dello Spettro con una badilata di cultura, come si diceva una volta da queste parti. Vi ricordate, eh, che Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli hanno insegnato all’Alma Mater, e che il Carducci, poeta pomposo e insopportabile, diceva: “Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna”. Mica cazzi. Comunque sia, non ne so mezza, teoricamente, e mi fido delle emozioni.

Tra tutti i poeti possibili ne ho scelti tre: il gigantesco Giovanni Perich, l’imbazzatissimo Gregorio Scalise e il mitico Isacco Turina. Di Scalise non so molto, se non che è il più famoso e dei DS. Perich era un prof. del Righi, un uomo davvero incredibile che trovate spesso al Roxy Bar, come le star. Isacco Turina è il più giovane e anche il più assurdo dei poeti (immigrati) a Bologna. Vince premi, quindi sarà bravo.

Vi riporto di seguito alcune loro poesie a tema Bologna – tanto non fate attenzione a nient’altro… Regalo un abbonamento al Corriere dei tortellini a chi fa la migliore esegesi. Ho evitato quell Dell'Omo là che mi sembra osceno...


GIOVANNI PERICH
Da “Poesie dalla pensione”

Questa nuova stagione (che "si apre"?)
forse più desolata ma tranquilla,
e mi fa gioco, adesso,
l’idea della città randagia, piatta
fra le nebbiole dei mattini…

Trasloco 1958

La mia rivoluzione
copernicana: aprì le cateratte
all’età delle angosce inesprimibili
e senza chiara origine. Ma c’erano,
nel nuovo bagno, le
buchette per il sapone. Così
non mi parve di perderla, perdendola,
la vecchia casa di via Saragozza.


ISACCO TURINA
Strada Maggiore

Dove ti fai cercare, è la tua voce
che trovo, raggrumata nel telefono.
Un anello di carta tra i rifiuti
porta un cenno comunque di promessa.
Ridiscendo alle cose della strada,
vado alla legna fradicia del giorno
di dicembre. Le bocche dei barboni
sono aperte, da labbri sanguinanti
escono litanie quando si accende
la lotta dei soprabiti
davanti alle vetrine: larghi pettini
di rame al centro delle trecce, macchie
di nudità, polsi lontani, odori
che dà il cuoio scaldato dalle lampade.
Portici silenziosi dove scorrono
i volti come pagine d'erbario,
e la colla che regge i manifesti
leggermente ha ondulato le parole.
Come scorza di platano è Bologna
nella breve fumata del mattino.


GREGORIO SCALISE
Kafka a Bologna

Abbiamo camminato per tutta la città
per sapere dove risiede l'inganno:
la stagione si apre con una polemica
contro gli stoici e il giorno è contro
quegli argomenti: il nome che durava
sino al confine con la pioggia
esprime con grandezza di stile
una vicenda conosciuta da tutti.
Di tutte le soluzioni vi sono scarse
tracce, la parte superiore dell'esistenza
non ci appartiene: l'albatros
senza nuvole è una macchina con semplici regole, gioca con l'upupa
a inceppare il passato.
Ho visto inverni precedenti
sfuggire a questo scopo:
salivano lungo solitudini involontarie
tracciando linee sopra coni d'erba.
Non si puo recepire altro di nuovo:
il suo alter ego in questa proiezione
trasforma il bosco in una zona culturale:
fra i gesti della notte
un esercizio di virtu è narrabile
con medie parole: vengono le rondini
a visitare il corpo di Kafka.
Non aveva mai pensato che la storia
potesse essere diversa.
Per un sistema di errori
i destinatari riassumono questa macchina
nel linguaggio di una fabbrica:
gli oggetti futuristi si devono
adulare o spegnere.
Assorti in una credenza popolare
alcuni scienziati raffigurano la società
con i fili della memoria:
cercano di tenerla assieme
ma la sua vocazione è disgregarsi.
Fissa il suo gioca con astuzia
mentre un filo di luce cade sulle foglie.
Offre motivo di ripensamento
un programma con giornate di negligenza:
la folla lucente ha un piede
nell'ombra, quelli che parlano di lei
diventano raffiche di un'epoca:
la pretesa degli sradicati
sfocia nel mito e un doppio filare
fa dondolare le sedie nel tinello.
Il chierico cammina fra dialettica
e struttura: scuote i rami al tramonto,
non sa che il nulla è un sillogismo:
e una coppia insidiosa
conduce una idea centrale ad un carro barocco:
a causa della sua solitudine
vive solo due volte.
La lontananza nasconde quei moventi,
i difetti agiscono nell'aria,
aveva concepito un disegno importante
ne ha visto svanire le intenzioni.
postato da: PonyLuna alle ore 11:18 | Permalink | commenti (61)
categoria:pony luna
martedì, 30 gennaio 2007


UMARELLS TARGHET

Dopo aver tappezzato la città di Bologna con pubblicità denigratorie demodè (il tortellino, il mattarello... ), il tanto atteso Corriere di Bologna oggi esce in pompa magna e scopre le sue carte: vogliamo essere il giornale degli umarells. Ormai non ci sono più dubbi.
30 gennaio 2007, questa data verrà ricordata come il giorno in cui è uscito un nuovo giornale giovane-repellente su Bologna con tanto di gagget a balus umarell oriented:
- 1 capellino
- 1 matita
- 1 biro
- 1 portachiavi
- 1 bloc-notes
Il tutto all’interno di una fescion-sportina!
Questa è la novità!
Ringrazio Stefi per la foto... ora parlate voi.
postato da: maso_ alle ore 10:53 | Permalink | commenti (108)
categoria:maso
lunedì, 29 gennaio 2007


IL CODICE RAFFENBERGER


La prima volta che ho visto questa scritta è stato in via Riva Reno a Bologna. Poi, come un virus, si è propagata su tutti i muri felsinei.
L'ultimo avvistamento sabato in via del Pratello.
Quale il recondito arcano che si cela dietro questa scritta?
Chi sa parli!

Foto di KappaZeta
postato da: MaxBartender alle ore 12:45 | Permalink | commenti (32)
categoria:max bartender
domenica, 28 gennaio 2007


MORIRE A BOLOGNA RISPARMIANDO

Una volta sono morto, anzi adesso che ci penso bene sono morto più volte , ma poi mi sono ripreso ed ho continuato a fare le mie cose.
Purtroppo (e ve lo dico per esperienza) quando si crepa non te lo viene mai a dire nessuno, ma se uno è previdente come solo i bolognesi che controllano tutto sanno essere, in questa città è addirittura possibile più o meno controllare la propria morte e viene data la possibilità di pagarsi i funerali in anticipo, una bazza insomma.
Ma perchè? Si chiederà una persona sana di mente.
Perchè in Via del Pratell0 23 c'è un ufficio con file interminabli di umarells e zdaure dove è possibile iscriversi all'associazione UMANITARIA, pagare una quota annuale di soli 27 euro ed attendere il trapasso bazzoso. L'associazione ha come scopo principale quello di provvedere alle onoranze funebri dei Soci defunti, dando loro un particolare servizio gratuito denominato SERVIZIO SOCIALE.
Tale SERVIZIO SOCIALE consiste in:
a) una cassa di larice di ottima fattura, a forma di cofano, con tutti gli accessori
b) il carro funebre per il trasporto
c) il disbrigo di tutte le pratiche ordinarie relative al decesso

Tutte le spese che non rientrano nel SERVIZIO SOCIALE, quali spese per diritti sanitari,tasse comunali, ecc., nonché le spese per richieste supplementari fatte direttamente all'Impresa convenzionata, sono a carico dei Familiari.
Come previsto dallo STATUTO SOCIALE, in caso di decesso il Socio ha diritto al SERVIZIO SOCIALE soltanto dopo trascorsi sei mesi dall'iscrizione.
Col pagamento della quota Sociale annuale, ciascun Socio acquisisce il diritto a ricevere il Notiziario semestrale, L'UMANITARIA NOTIZIE che viene inviato, in abbonamento postale nei mesi di Marzo ed Ottobre.
Il Notiziario di Ottobre contiene anche il bollettino di conto corrente postale, col nominativo prestampato, per provvedere al versamento della quota per l'anno successivo.
Tale versamento deve essere effettuato entro il 31 Gennaio di ciascun anno (mancano solo 3 giorni!!!).
Diventando socio avrai raggiunto il modo più vantaggioso e sereno per effettuare l'ultimo viaggio.
Buona domencia a tutti ;-)
postato da: maso_ alle ore 00:36 | Permalink | commenti (32)
categoria:maso
venerdì, 26 gennaio 2007


COSA SUCCEDE IN CITTA'
(Modeste segnalazioni di modestia)

Egregio direttore ed egregia redazione, sono un abituale lettore dello Spettro, scrivo per segnalarvi  l'avvistamento di un nuovo cartellone pubblicitario del Carlino, raffigurante una scena quanto mai interessante e modesta (come dite voi) : e cioe' tre umarells in piedi sul crescentone, uno dei quali e' intento a leggere una copia di quel variopinto quotidiano (la prima pagina del quale contiene  naturalmente una notizia riguardante la finanziaria di Prodi con annesso faccione-fotomontaggio del pres.del cons.) discutendo animatamente con gli altri due amici.
Gia' che sono in argomento, segnalo anche (ma probabilmente lo avete gia' astutamente osservato voi) che dopo la chiusura dei negozi della Sala Borsa gli umarells usano riunirsi in piedi in mezzo alla "piazza coperta", anziche' in Piazza Maggiore.
Dulcis in fundo, siccome sono un fuorisede, vi informo che il 95% circa dei miei simili e' fermamente convinto che la piadina sia la maggiore specialita' tipica di Bologna.
Questo e' probabilmente dovuto al fatto che essi credono che Bologna si trovi in Romagna.
Fate  qualcosa, se potete, per fermare questo scempio!
Saluti e complimenti davvero per il blog,

Francesco Scudellari
postato da: maso_ alle ore 12:54 | Permalink | commenti (44)
categoria:maso
giovedì, 25 gennaio 2007

FRANKENSTEIN SENIOR
(Spettro Film Festival 2007)

Bologna, città dove chiunque millanta di fare qualcosa di cosiddetto artistico (musica, cinema, disegno, pittura, scultura...), l'omologazione bolognese implica questo, l'omologazione trionfa sempre.
L'alternativo bolognese non suona, non dipinge, non scutura, non ha velleità artistiche, fa un lavoro normale ed investe buona parte delle sue energie su quello, non legge nulla, non ama il cinema e se ne frega di tutto ciò che viene spacciato per cultura.
L'alternativo bolognese non si lamenta mai, disprezza la cucina bolognese, non ha tatuaggi, non esce con gli amici al venerdì sera, non va a cena con la propria donna al sabato sera, non segue il calcio, il basket e se proprio si deve interessare di sport si appassiona a sport alternativi (curling, sumo, football australiano...).
L'alternativo bolognese non ama parlare di sè e se ne strafrega se Piccionaia 3D è arrivato secondo al Future Film Festival e gliene fregherà ancora meno del capolavoro FRANKENSTEIN SENIOR, cortometraggio del per nulla alternativo regista bolognese Walter Ciusa osannato dalla critica di tutta Italia, ma snobbato dal modestissimo festival bolognese fuorisede orientid. FRANKENSTEIN SENIOR, cortometraggio interamente girato sui colli bolognesi prima del successo di Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo e prima di 50 special dei Luna Pop. Cortometraggio pasolini horror. Cortometraggio borderlain. Cortometraggio criptico. Cortometraggio ciprìmareschiano edwudiano. 5 minuti e 50 secondi che vi terranno incollati allo schermo, 5 minuti e 50 spettrali, 5 minuti e 50 secondi che lasceranno un segno nelle vostre menti che fino a 5 minuti e 50 fa consideravate alternative. Questo è il primo di una serie di cortometraggi e documentari che pubblicheremo con cadenza casuale sullo spettro della bolognesità, modesto blog bolognese di gente omologata. Se avete anche voi dei cortometraggi da segnalare, caricateli su Iutiubbb, inviateci una meil con l'URL (che è l'inidrizzo uebbb) e ve li recensiremo, l'importante è che siano ambientati a Bologna... inutile dire che con questo post inauguriamo la sezione SPETTRO FILM FESTIVAL 2007.
postato da: maso_ alle ore 11:00 | Permalink | commenti (32)
categoria:maso
mercoledì, 24 gennaio 2007


PICCIONI PREMIATI
(PIZAN PREMIE')

Stramèz 180 cûrt animè in cuncåurs al Fiuciur Film Festival ed Bulåggna, Pizunèra l é arivé secånd... cal dsgraziè dal prémm l é stè fât a Ollì-ùd, con un stracantån ed góbbi...
e mé con la mî plòmma e inción ch'l à dé una man... (n'èglia, na zanpa...) a sån lé atais...
ròba da fères lûser al pail... pardån, äl piómm
Pirån

Una bella notizia no?
Festeggiamo insieme al piccione Pirån e quale modo migliore per festeggiare insieme se non dedicandogli una celebre poesia di Gianni Dall'Omo dal titolo DUE MAMME.

Per portare il cibo ai tuoi piccini
rondine dal pettorale bianco
vai dal nido al cielo
e a bassa ora il tuo volo è stanco
negli occhi tuoi disceso è un velo.

Per portare il pane ai tuoi bambini
tu mamma tendi la mano……
dimmi: più fortunati sono i rondinini?
Vorresti tu spiccare il volo
planare sulla testa della gente
e gridare:
possiamo noi viver di niente?

postato da: maso_ alle ore 15:23 | Permalink | commenti (7)
categoria:maso
mercoledì, 24 gennaio 2007


MI È ARRIVATA QUESTA MAIL

Cari studenti,
in seguito alla sottrazione di più della metà dei tagliandi di autorizzazione per parcheggiare in Piazza Scaravilli e alla poco furba fotocopia degli stessi, il Preside dispone che tali permessi non siano più distribuiti. Vi informo, inoltre, che coloro i quali sono in possesso dei sovracitati tagliandi subiranno la rimozione del mezzo. Purtroppo, come sovente accade, ciò che la Facoltà e il nostro corso avevano con difficoltà ottenuto per agevolarvi risulta inutile e insufficiente per colpa dei soliti "furbetti di quartiere".
Cordiali saluti

Quindi?
postato da: MaxBartender alle ore 10:51 | Permalink | commenti (21)
categoria:max bartender
lunedì, 22 gennaio 2007


PROGETTO SLANG BOLOGNESE

Da un'idea di Danilo "Maso" Masotti parte oggi il PROGETTO SLANG BOLOGNESE, un'idea semplice semplice in collaborazione con Flickr, al progetto possono partecipare tutti, basta avere una macchina fotografica digitale, un computer e un accaunt su Flickr.
A Bologna, parliamo uno sleng tutto nostro, ci sono parole di uso comune che non sono nè italiane nè dialettali, sono parole di slang bolognese, come ad esempio Tiro, Maraglio, Bazza, Tunno, Tronca... (per avere una lista completa cliccare qui).
Il PROGETTO SLANG BOLOGNESE è che una raccolta di materiale fotografico digitale su questo argomento, voi non dovete fare altro che registrarvi a Flickr caricare foto che abbiano come tema parole dello slang bolognese dalla A alla Z ed inviarle al discutibile gruppo.
Tutto qui, ma provo a piegarmi meglio.
  • Andate su http://www.flickr.com/groups/slangbolognese
  • Caricate una foto su questo discutibile gruppo (attualmente è presente solo la foto CASSA)
  • Mettete come titolo della foto applodata la parola di slang bolognese rappresentata  (nel mio caso ho messo la parola CASSA)
  • Mettete una breve descrizione del significato della parola copiandola ed incollandola dal DIZIONARIO DI SLANG BOLOGNESE disponibile sullo spettro (Es: Ubriacatura. Quando uno è ubriaco afferma "sono in cassa" oppure "Ho una gran cassa".Quando si esagera la cassa può essere definita cassa molesta)
  • Aggiungete i tag (le parole chiave) in modo che la Vostra discutibile foto venga trovata.
Il PROGETTO SLANG BOLOGNESE è anche blog e potete inserire commenti alle foto (altrimenti che discutibili foto sarebbero?). Una volta raccolto il materiale, cercherò di organizzere una mostra fotografica selezionando gli scatti migliori.
Clic.
Buon lavoro!
postato da: maso_ alle ore 13:33 | Permalink | commenti (35)
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domenica, 21 gennaio 2007


RADIO FESCION SENZA PUNTEGGIATURA

A San Lazzaro c'è Radio Fashion o Fashion Fm.
A Fashion Fm c'è un digei che si chiama Alex Dandi.
A Fashion Fm c'è un poeta che si chiama Franco Alvisi.
A Fashion Fm c'è un programma che va in onda ogni lunedì dalle 22 alle 24 che si chiama SENZA PUNTEGGIATURA e lo conducono Franco ed Alex.
Lunedì 22 gennaio
dalle 22 alle 24 saranno ospiti della trasmissione Maso, i New Hyronja progetto OLD  e Zefram Cocren.
Direi che non c'è più niente da dire.
postato da: maso_ alle ore 00:04 | Permalink | commenti (20)
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sabato, 20 gennaio 2007


SABATO MATTINA
(
tutturutturututtu
)

E svegliarsi la mattina, tutturutturututtu... aprire il frigo e vedere che manca qualcosa.
No!
Rimorsi, rimpianti!
Ieri pomeriggio invece di perdere tempo potevo fare la spesa che non c 'era nessuno, va bè, è andata così, lo accetto.
Volente, nolente, dolente devo andare alla Coop di Via San Donato che dista poche centinaia di metri da casa mia, quindi ci vado a piedi, tutturutturututtu.
Ore 10.30, le strade pullulano di umarells e zdaure con sporte, sportine e carrelli autarchici, di fronte alla Coop gruppi di lettori scrocchisti imparano dalla bacheca dei giornali appesi che oggi pomeriggio davanti alla casa di Romano Prodi potrebbe esserci del casino e scattano le voglie: "Vado a vedere? Non vado a vedere? Vediamo..."
Entrata.
Una porta scorrevole fa ssssssssssshhhhh.
Entro.
Scenario da videogheim, solo anziani e persone di mezza età con i genitori.
Sabato mattina, tutturutturututtu... siamo in una coop di periferia, mica in un centro commerciale alla moda dove gli umarells sono più rari ed i modesti trascorrono il loro tempo libero.
C'è un casino di gente, noto che a parte qualche addetto al settore pane sono il più giovane e ciò non è bello.
Riempio il modesto cestino rosso di acquisti essenziali e dopo alcune pesate di frutta e verdura mi dirigo verso la fila sovietica degli affettati abilmente gestita dal numerino.
Sono l'89 (A' vecchi), stanno servendo il 71 (L'ommo e merda), attendo.
I cestini della spesa dei presenti sono semivuoti, qui non c'è nessuno con il carrello metallico rotellico, anche perchè quelli con il carrello sono quelli che vengono a fare la spesa con la macchina... ecco, qui con la macchina non ci viene quasi nessuno, qui vengono tutti a piedi e si conoscono tutti.
I commessi e le cassiere sono una sorta di psicoterapeuti che hanno sempre una parola buona per questi pensionati a tempo indeterminato, non so come facciano, forse la Coop organizza corsi di psicologia dell'anziano, forse sono costretti dalla Coop ad essere gentili altrimenti li licenziano senza se e senza ma,  ma c'è da dire che sono bravissimi.
In attesa dell'89 vado al reparto uova dove un umarell autofufficente si pavoneggia con la badante rigorosamente meid in europa dell'est.
Sembrano due fidanzati.
"Prendiamo le uova biologiche o quelle della coop?" chiede lui con sguardo da tempo delle mele.
"Meglio quelle della coop" dice lei che con un gesto deciso va subito verso la confezione con scadenza e mette tutto nel cestino rosso fuoco.
In lontananza riecheggia la tombola degli affettati.
86iiiiiiiiiiiiiii.
87eeeeeeeeee.
88oooooooooo.

Non si presenta nessuno, allora mi lancio verso il bancone e con voce trafelata e all'89eeeeeeee dico con voce trafelata: "89... sono io l'89".
"Desideraaaaa?"
"Due etti di prosciutto cotto!"
"Ha delle preferenze?"
"Quello buono..."
frase che non vuole dire assolutamente niente, frase che tutti ti guardano e pensano che tu sia ricchissimo o che ne sai un tot di prosciutto cotto.
La commessa inizia ad affettare e avanti, indietro, avanti, indietro, poi la fatidica domanda "Altro?".
Ecco, io lì non so mai cosa rispondere e di solito dico un pò intimorito "No, no sono a posto così".
90aaaaaaaaaaaaaa.

Mi allontano, guardo l'etichetta: 4 euro e 81 centesimi, 9313,46  lire, deve proprio essere buono sto prosciutto cotto.
Con il mio carico di modestia vado alla cassa e faccio la fila anche lì perdendo altri preziosi minuti di vita, sono tranquillo, non ho fretta, ma gli altri personaggi di questo videogheim si.
Hanno tanta fretta.
Perchè?
Dove devono andare?
Cosa devono fare?
Saranno cazzi loro, però più hanno fretta, più si agitano e con il pagamento in contanti rallentano le file.
"Sono 13, 82 signora"
La vecchia prende il borsellino e conta: "Allora 10, ecco, uno, due, tre..."
Il casino sono i centesimi.
"Faccio bene signora? Mi aiuti ben..."
La psicolocassiera alza il culo dalla sedia e aiuta la zdaura  a contare i centesimi.
Poi tocca a me, l'estraneo.
"Sono 21, 82 euro"
Estraggo dalla fondina una sospettosissima carta plastificata, il mio gesto non è piaciuto, lo so, gli occhi di bragia  sono puntati contro di me "Carta o bancomat?"
"Carta"
Questo è troppo!
La psicolocassiera passa la carta, mi passa la biro con aria di sufficienza, firmo, pago e me ne vado nell'anonimato più totale.
Uscita.
Una porta scorrevole fa ssssssssssshhhhh.
Esco.
Davanti alla bacheca altri indecisi sul da farsi nel nebbioso pomeriggio bolognese, mentre dall'altro lato della strada un buttafuori gestisce il flusso di ingresso all'interno della farmacia dove si può prenotare esami con il CUP.
Omino verde.
Avanti.
Attraverso.
Di nuovo a casa.
Scrivo un post.
Gheim over.
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venerdì, 19 gennaio 2007


E BLOG SIA

Come l'anno scorso, anche quest'anno ci sarà il fanclebb non ufficiale? chiedeva Carletto Mazzone stamattina nei commenti. Maso si è subito affrettato a rispondere con un telegrafico: No, no quest'anno niente fancleb

Non sono per niente d'accordo con questa spocchia. Per me Gabriella è la vera essenza bolognesità.
Si è presentata dicendo: "Che bella casa. Soccia però" Evviva, finalmente un soccia nella televisione generalista e regional-popolare che ci ha cresciuti a forza di "mortacci tua", "minchia" e "maronna mia".
Gabriella è la tabaccaiona di Amarcord, la donna giunonica e sicura, ironica e avvolgente. Un metro e ottantuno per molti chili ben distribuiti. La Marini sommata alla Clerici, accento bolognese e riccioli biondi.
Io mi accontento di una bella scatola di Minerva, vi lascio ai vostri rancorini modesti

http://spettrodellamalavasita.splinder.com/
postato da: MaxBartender alle ore 17:14 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 19 gennaio 2007


LA SCURZON DE BULOGN
(o la scurzon de provans)

Speravo di no e invece si.
Anche quest'anno al Grande Fratello 7 c'è un concorrente bolognese, anzi una concorrente bolognese, anzi una concorrente della provincia di Bologna, anzi una concorrente di Sant'Agata Bolognese (interlend di Bologna).
Al grido di omologazione sono stati selezionati i concorrenti da non tutta Italia.
Abbiamo il bell'anonimo di Roma, la faccia presentabile della Sicilia, la bella e inutile russa stupidottera che però parla in romanaccio, la bella ed inutile spagnola che lavora a Riccione, la guidatrice di autobus napoletana, il pierre milanese che più milanese di così non si può, la tamarrochic toscana amante del lusso, la bella ed inutile trevigiana, il caso umano di Prao, l'ignurantaz di Roma, la bella ed inutile slovena, il bello ed  inutile cosmopolita che parla in romanaccio e vive tra Londra e a Milano, il napoletano ed infine la scurzon de bulogn (che sul sito ufficiale al momento non ha la scheda).
All'interno di una casa più grande del Plenti Market di Via Mengoli angolo Via Venturoli (540 metri quadri... dove c'era Cicognani) vivranno per tre mesi questi discutibili soggetti, il futuro della nazione, il sol dell'avvenire.
Le regioni incriminate hanno dato il loro contributo: bella gente, poca cultura, il meid in italy.
Per fortuna che c'è Gabriella Malavasi di Sant'Agata Bolognese (interlend Bolognese, gran nome da zdaura, stending ovescion) ad esportare un pò di sana bolognesità, Gabriella a differenza degli altri ha una laurea, ha cultura da ostentare, legge, va al cinema, va al museo, canta, conduce un programma alla radio.
E questo fa la differenza, sul serio.
Dopo il poeta, la colta scurzon de bulogn.
Niente paura, nessuno special, nessun blog, solo questa modesta doverosa segnalazione.
Ancora una volta Bologna esporta il suo prodotto tipico: Bologna la grassa, Bologna la dotta.
E intanto Gabriella è gia in nominescion contro il caso umano di Prao amante del Superenalotto.

postato da: maso_ alle ore 11:09 | Permalink | commenti (51)
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venerdì, 19 gennaio 2007
Da Maury4

Bar Maurizio

Via Guerrazzi 22. Angolo Via San Petronio Vecchio. A metà strada tra il Portico dei Servi e Via Santo Stefano all’altezza di quella che era la Pizzeria Piedigrotta, ora Regina Margherita. Lì, tra la Libreria Leonardo, quella che vende i libri d’arte, la libreria di quel signore dalla pancia enorme e la gioielleria di Pelacani Paolo, quella che non si sa mai quando apre.
Lì si trova il Bar Maurizio. Che posto è esattamente, che ci ho visto sempre un sacco di persone? Ma cosa avrà di speciale, quel buco? Che sia un buco, è vero. Che sia speciale, è una questione di punti vista.
Il Bar Maurizio – Jazz Food, questa è la dizione completa, altrimenti l’oste si arrabbia se non lo si cita correttamente, è un crocevia di persone e di idee, di musiche e di storie, di sguardi e di sorrisi.
Da oltre vent’anni (il 4 Gennaio Maurizio ha festeggiato 22 anni di attività) Maurizio raduna attorno a sé una variegata clientela, composta da docenti universitari, pazzi, professionisti, pittori, poeti, studenti, alternativi, attori, pensionati, artisti, registi, nullafacenti, affascinanti signore e chi più ne ha più ne metta. Una sorta di comédie humaine, alla Balzac.
Tra un cappuccino ed un Buonissimo, le specialità della casa, si fanno delle chiacchiere, si commentano i risultati delle partite, si parla di politica, ci si interroga sui massimi sistemi e sulle vicende delle eroine di Sex and the City ma , soprattutto, si sparano delle gran cazzate.
Tutti sanno tutto di tutti, tra chi cerca lavoro, chi cerca casa, chi il fidanzato. L’avventore espone il proprio problema e un coro da tragedia greca dice la propria. Una sorta di bacheca degli annunci, di blog, di piedistallo di Hide Park ma anche un po’ salone della parrucchiera, in cui si è sempre un po’ terrorizzati di uscire, non si sa mai quello che gli altri possono dire.
Lo strano melting pot di individui entra ed esce dal bar, apprezzando la perpetua buona musica di sottofondo, jazz se c’è Maurizio, qualsiasi altro genere se ci sono i suoi fidati dipendenti. Ed in mezzo alla voce di Billy Holiday, alla tromba di Miles Davis o alle note contemporanee di Guglielmo Pagnozzi, Maurizio attende al varco la propria clientela, facendo trovare sul bancone ciò che gli avventori ordineranno di lì a pochi secondi, come se sulla porta fosse applicata una fotocellula che segnala l’arrivo dell’habitué.
Passano le giornate, si alternano le stagioni, trascorrono gli anni e le facce che trovi al Bar Maurizio sono sempre le stesse. Una piccola comunità eterogenea che ha deciso di trovarsi in questo buco di Via Guerrazzi e che sorride di fronte allo smarrimento delle persone che ci si trovano per caso, che magari chiedono “Scusi, sa mica dirmi a che ora apre Pelacani?”.

Tutti i Venerdì e a volte anche il Sabato, al Bar Maurizio c'è musica dal vivo. Stasera alle 19.00 Andrea La Macchia Trio suonerà sul palco che ha ospitato, tra gli altri i New Hyronja e le varie band de La Sima.

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giovedì, 18 gennaio 2007


LA TRAGEDIA DI GIANCARLO

Come promesso, copio e incollo dal BLOG DEL CARLINO un post significativo che parla della inascoltata tragedia del signor Giancarlo, 55 anni di Casalecchio (Interlend bolognese).

Siamo un gruppo di famiglie che abitano a Casalecchio di Reno in via Guinizzelli n.9 e 11. I nostri guai sono iniziati alcuni anni fa con l’inserimento nel parco di Villa dall’Olio, in una zona adiacente alle nostre abitazioni, del Centro Sociale Villa Dall’Olio con annesso campi da bocce e parco pubblico. Siamo tormentati, se non torturati tutti i giorni da un mix di rumori che ci stanno esasperando. Fin dalle prime ore del pomeriggio dobbiamo subire la tortura dei colpi secchi e improvvisi delle bocce e anche gli anziani (chi l’avrebbe mai detto?) in fatto di urla e schiamazzi non sono da meno dei giovani. La parte di parco sottostante le nostre abitazioni, con panchine a non più di 2 metri dalle nostre finestre, è frequentato da numerose persone che urlano, strillano, schiamazzano, gridano fino a tarda ora. NON SE NE PUO’ PIU’.
A cosa sono serviti i tanti sacrifici fatti per avere una casa, un giardino, un ambiente sereno dopo una giornata di lavoro, se poi dobbiamo rinchiuderci in casa con le finestre chiuse e a volte non è neppure sufficiente?

Evitare un altro fatto di cronaca raccapriccinate è ancora possibile!
Siamo ancora in tempo...
postato da: maso_ alle ore 15:22 | Permalink | commenti (39)
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giovedì, 18 gennaio 2007



PLENTIMARKET ATTAK

Il 18 gennaio 2007 rimarrà impresso nella memoria dei bolognesi come il giorno in cui ha aperto il Plenty Market di Via Mengoli angolo via Venturoli.
I meno giovani ricorderanno che in quella lochescion apparentemente poco tattica sorgeva il tempio dell'umarellismo cronico CICOGNANI, luogo di aggregazione modesta e panacea di tutti gli shopping ciappinistici nell'era pre Leroy Merlin (Leroi umarell) o pre Castorama (Castoruma) che dir si voglia.
Da CICOGNANI trovavi tutto, bastava andare in apnea per non respirare l'acre odore di gomma, entrare nel negozio e ciòchevoleviluicelaveva.
"Scusi vorrei una guarnizione del 32 con i forellini piccoli tipo quelli della linea Giunone..."
Bastavano frasi incomprensibili come questa, poi il commesso dall'età indefinita, la commessa dall'età indefinita o il titolare dall'età indefinita ti guardava e ti diceva: "Qui non ce l'ho... un attimo che vado a vedere in magazzino", poi scendeva, tornava su e ce l'aveva.
Incredibile, ma era così.
Ce l'aveva.
Volevi tutto? Bastava andare da CICOGNANI.
E adesso tocca a lui, al tattico Plenty Market che quando in futuro chiuderà i battenti, i cinni di adesso, per descrivere l'angolo tra Via Mengoli e Via Venturoli diranno "Hai presente dove c'era il Plenty Market?", descrizione che noi protoumarells del 2007 ancora legati a "Dove c'era Cicognani" difficilmente accetteremo.
Ma prima di CICONGNANI cosa c'era lì?
Ah no è vero... lì una volta era tutta campagna.
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mercoledì, 17 gennaio 2007


DINDA TANIA

Mentre i bolognesi più modesti si preoccupano dell'addizionale IRPEF e gli ultramodesti credono/sperano che i loro problemi psichici e pratici siano risolti con la cacciata di Cofferati, la cittadinanza si interroga sul mistero di Dinda Tania, personaggio che dalla Moldavia è venuto a turbare i sogni degli abitanti della Cirenaica e dei suoi misteriosi amanti.
Scritte.
Scritte.
Scritte.
Il quartiere ne è pieno e la nostra collaboratrice Danildc ha inviato alla Redasione questa foto ed altre che non pubblicherò e mi dice che se ne possono trovare altre su panchine, dietro alle fermate del 37, addirittura una sul muro del condominio dove vivono i suoi genitori, ma per fortuna un umarell ha provveduto con sollecitudine a cancellare tutto.
Chi è Dinda Tania?
Chi sono i suoi amanti, Massimo e il Pachistano?
La cittadinanza insonne se lo chiede da un pò di tempo.
Lucarelli l'è roba da redder!!!!!!!!!
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martedì, 16 gennaio 2007


UNIRSI FA LA FORZA

"Finora abbiamo cercato, con prudenza, di dare il nostro modesto e disinteressato contributo alla creazione di uno spazio pubblico di confronto sui temi principali che riguardano la vita cittadina. Ora riteniamo che non sia più tempo di tacere o fingere che tutto vada bene."
Ancora lui, il motore della modestia alimenta questo simpatico appello delle associazioni, dei movimenti e dei cittadini attivi della RETE UNIRSI.
Destinatario, il sindaco di Bologna Cofferati che nel 2009 non ci sarà più, ma chi ci sarà si domandano questi lacrimosi coccodrilli futuristi.
Bella domanda, ma devono ancora passare due anni e come ben sappiamo, a Bologna piace molto parlare di futuro e questi di UNIRSI lo sanno e sfondano finestre aperte.
Quelli della RETE  ricordano ancora con terrore la dittatura di Guazzaloca e non si possono certo dimenticare quelle immagini di euforia bulimica in cui Zefram in veste di pallottoliere istrionico diceva "...e Guazzaloca il 45 ed è buono, molto buono, buonissimo!!!", insomma non vogliono più vedere queste scene, ma non vogliono neppure vedere più Cofferati, questi vogliono partecipazione  mica baggianate.
Qualcosa si muove, idee e linguaggi nuovi rianimano la città che grazie a questa nuovissima associazione ritiene indispensabile “unirsi” per contribuire alla nascita di un nuovo paradigma politico in grado di promuovere un modello di società alternativo a quello attuale. "Unirsi" è, quindi, un passaggio fondamentale per contribuire alla nascita di quell'altra Bologna possibile.
Ben detto!
Per dare concretezza alla parola “partecipazione”, quelli di UNIRSI hanno pensato di costituire accativanti gruppi di lavoro, aperti anche al contributo di singole/i cittadine/i. Ciascuno di questi gruppi - coordinati da uno staff, composto dai referenti di ogni gruppo - organizzerà periodicamente degli incontri pubblici, aperti ai cittadini bolognesi, cui verranno invitati anche i rappresentanti delle istituzioni.
I gruppi di lavoro attivati per ora sono:
- MOBILITÀ SOSTENIBILE
- CULTURA E POLITICHE GIOVANILI
- QUARTIERI/MUNICIPI/CITTÀ METROPOLITANA
- SELEZIONE DEI CANDIDATI, PRIMARIE E STRUMENTI PARTECIPATIVI
- BOLOGNA E I SUOI STUDENTI
Dopo anni di noia e di inverni caldi, ecco di nuovo affacciarsi al balcone cuori pulsanti, alternative, entusiasmi e novità. "Unirsi fa la forza", lo dice anche Obiuankenobi. Gli umarells applaudono.
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lunedì, 15 gennaio 2007


LA PANTERA

"Un'altra scuola occupata a Bologna. Si tratta del Liceo Sabin. L'iniziativa avviata dagli studenti e' stata comunicata questa mattina alla Questura di Bologna dalla direzione dell'Istituto scolastico".
E' la notizia più interessante del giorno qui nella grigia Bologna, ma è un ottimo spunto per parlare di okkupazioni bolognesi che son sempre belle cose.
Riuaind.
Correva l'anno 1990, io non correvo e mi limitavo a frequentare la palestra.
Nota dolente: lavoravo come modesto impiegato assunto con contratto di formazione lavoro (fortunatamente non trasformato a tempo indeterminato) presso una modestissima società di Castenaso.
Niente università.
Perchè?
Perchè mi aveva fatto talmente cagare ciò che avevo imparato alle superiori che di fare l'università non ci ho proprio pensato.
Peccato?
Si? No? E anche se fosse si, è andata così e non posso farci altro.
Purtroppo la maggior parte dei miei amici faceva l'università, il che significava uscire tutte le sere dalle 10 in poi e rincasare alle quattro, vita da pankabbestia insomma, ma senza cane, le bestie eravamo noi e ci bastavamo.
Dura la vita del modesto lavoratore non studente.
Dura arrivare la mattina in ufficio strafatto come minimo di sonno.
Dura non aver da fare praticamente niente fino alle cinque di sera senza internet.
Anni 90, anni modesti, come modesta fu un'okkupazione chiamata LA PANTERA.
Dal modesto ufficio, durante i miei pseudo arresti domiciliari in quel di Castenaso, ascoltavo Radio Città 103 dove invece si parlava un gran benedi questa cosa vecchia che si proponeva come cosa nuova.
Roar.
8 ore di nulla, palestra, cena preparata da mamma, dormire un pò e fuori a vedere come procedeva questo curioso revaivol del 68 (o del 77) fatto da gente che non poteva accettare di essersi persa il 68 (o il 77) e allora ne improvvisava uno.
Dopo la modestata dei Ragazzi dell'85 ecco arrivare l'ultratecnologica Pantera dove gli studenti comunicavano con il fax, una grande invenzione del secolo scorso amatissima dagli umarells lavoratori di questo nuovo secolo.
Poi, un giorno uno mi telefona in ufficio e mi fa "Cioè hozzentito parlare di voi, cioè che in che ssenzo mi piacerebbe che voi suonaste all'Aula 5 di egonomia e commercio, cioè nonabbiamo zoldi, ma abbiamo un casino di bbirre e se vi fa piacere cioè a noi piacerebbe tantizzimo".
Figata!
I New Hyronja si presentano all'Aula 5 di Economia e Commercio e suonano davanti a più di 500 persone fumanti, special ghest un mio amico autistico di 180 chili che intratteneva la platea indovinando il giorno di nascita dei presenti in questo modo: "Che giorno sei nato?"
"8 novembre 1968"
"Venerdì"

Così, rapidamente, pochi secondi.
Pubblico esaltatissimo, tutti che gridano le loro date, gente che viene gente che va e poi una delle mie solite trovate: il fax umano.
Miro, presenza oscenica dei New Hyronja, viene armato di pennarelli e gira perizomato per l'aula mater con grossi pennarelli in mano e gli studenti scrivono sulla sua pelle parole di rabbia tipo cazzo, culo, merda, kossiga boia.... i  loro fax insomma.
Suoniamo tipo due ore, tutti a letto alle 3 e il giorno dopo a Castenaso stanco e felice.
Qualche giorno dopo la triste notizia: fine dell'okkupazione, fine della Pantera.
Miao.
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domenica, 14 gennaio 2007


IL BLOG DEL CARLINO

Come ben sapete, il blog più rappresentativo della città di Bologna è LO SPETTRO DELLA BOLOGNESITA', ma per tastare maggiormente il polso della cittadinanza vi segnalo un blog che ci darà del filo da torcere: Il blog del resto del carlino [ http://www.blogquotidiani.net/carlinoblog ]
Difficile competere con chi dispone di più mezzi.
Analizziamolo iniseme.
Grafica scarna ed essenziale, panoramica sui tetti di Bologna, un rettangolone con il pulsantone cerca, al centro troviamo i post che vengono aggiornati in maniera random, sulla destra le categorie, l'archivio, le pubblicità... insomma un modestisismo blog della città tanto quanto lo spettro.
Turba la quasi assenza di commenti nonostante che i contenuti trattino al 100% tipiche problematiche bolognesi.  Com'è possibile che ci siano così pochi commenti?
Vediamo alcuni esempi di post:

Più che traffico, paralisi
di Fabrizio Bonetti, 35 anni, Casalecchio
La situazione del traffico a Bologna è in continuo, inesorabile peggioramento, e l’amministrazione comunale non fa nulla. Anzi no, forse qualcosa fa, ma di controproducente. Nuovi lavori stradali, ripavimentazioni (via San Felice e via del Timavo ad esempio), restringimenti di carreggiata (su via Carracci, già compromessa dai lavori dell’alta velocità). Che sono già discutibili, ma perché poi devono essere effettuati a cominciare da metà settembre, quando riaprono le scuole e il traffico si intensifica? Perché devono essere allargati i marciapiedi esistenti fino a farli diventare grandi come piazzette (Vittorio Veneto, angolo via della Crocetta)? La sensazione, per chi come me impiega ogni giorno 1 ora per percorrere 9 km, è che si cerchi di rendere assolutamente invivibile il traffico privato per costringere la gente a prendere l’autobus, che è costantemente in ritardo, chiaramente paralizzato nel traffico delle ore di punta e sempre più caro. Perché non si utilizzano i vigili per sgomberare le corsie preferenziali, multare chi intralcia il traffico, chi occupa incautamenbte gli incroci, chi utilizza lo scooter come una pista, chi si ferma in terza fila?
Egregio assessore Zamboni, la invito una mattina a fare insieme a me il tragitto casa-lavoro in macchina, per dimostrarle la realtà delle cose. Perché mi sembra che i provvedimenti relativi alla circolazione attuati dall’amministrazione comunale siano quantomeno anacronistici.


Ginnastica in tivù
di Jone, 66 anni, Bologna
Si fa tanto parlare sul fatto che la maggioranza della popolazione italiana è in sovrappeso, e in televisione non si fa altro che vedere programmi di cucina. Non sarebbe meglio dare spazio in tv a corsi di ginnastica? Sarebbe perlomeno più salutare, che ne dite?


Chi svuota i cestini dell’immondizia?
di Sergio Lolli, 58 anni, Bologna
Ho mia moglie ricoverata all’ospedale Bellaria dal 7 dicembre ed è tuttora lì e ogni giorno la vado a trovare. Fin dal primo giorno di ricovero ho notato che i cestini dell’immondizia siti nel parcheggio pubblico dell’ospedale Bellaria erano stracolmi con i rifiuti traboccanti e sparsi per terra. Oggi, 21 dicembre, a distanza di 15 giorni non sono ancora stati svuotati e la situazione è ovviamente peggiorata. Chi è il responsabile di ciò?


Allagato da 17 anni
di Franco Citrillo, 52 anni, San Giorgio
Mi chiamo Franco Citrillo, abito in via Santa Maria Induno a San Giorgio di Piano. Da 17 anni ogni volta che piove devo fare i conti con l’acqua che allaga completamente la mia proprietà. Questa brutta faccenda è iniziata quando nell’89, a fianco della mia abitazione, è stato realizzato un deposito dove vengono immagazzinati container di treni. Un’area della società interporto in gestione alle ferrovie Rfi. Da quel momento per la mia famiglia è stato un inferno: lo scolo delle acque di questo impianto non ha mai funzionato e periodicamente l’intera zona diventa un’immensa risaia. Dopo un piccolo risarcimento e la promessa che il problema sarebbe stato risolto, le cose sono addirittura peggiorate, visto che secondo l’Arpa il terreno è inquinato e quindi non coltivabile. Stanco della situazione, sono passato alle vie legali: oltre alla denuncia civile per il risarcimento dei danni, il mio avvocato ne ha presentata una penale alla procura della repubblica. E’ ora che venga individuato il responsabile, sono stanco del continuo rimpallo di responsabilità.


Capite l'enorme potenziale di questo giovane blog nato nell'agosto 2006 ?
Contenuti che LO SPETTRO DELLA BOLOGNESITA' se li sogna, contenuti che quando sarà il caso non esiterò a copiare ed incollere (citandone la fonte), contenuti che meritano spettrali discussioni.
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sabato, 13 gennaio 2007


VE LO DO IO IL DEGRADO

Oggi, Sabato 13 gennaio, dalle ore 18 in poi ci sarà un vernissage per la presentazione della mostra fotografica Deiezioni Canine alla Libreria Trame, con la presenza di Matteo Marchesini che leggerà qualche brano del suo libro Perdersi a Bologna, uscito qualche mese fa per le Edizioni Interculturali. Seguirà un aperitivo.
La mostra proseguirà fino ai primi di febbraio e sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19,30 e il sabato dalle 11 alle 19,30.
Sarà possibile portare a casa una testimonianza del degrado bolognese fotografata dall'autore Max Bartender.

Libreria Trame
via Goito, 3/c
tel. 051/233333
info@libreriatrame.com

PS: sabato Sirio è cieco ma la piazzola si vede benissimo. Non si parcheggia, meglio lo scùter o l'autobus
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venerdì, 12 gennaio 2007


IMMAGINI DI REPERTORIO

Qualche anno fa, prima che tutti si lamentassro del sindaco Cofferati, Bologna è stata "governata" da un certo Guazzaloca e questo lo sappiamo tutti, ma forse non tutti sanno che in quel periodo il redattore Zefram ha avuto un ruolo fondamentale: il pallottoliere istrione.

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venerdì, 12 gennaio 2007


EVENTI SPETTRALI

Ma quand'è che un evento lo si più definire spettrale? Beh in primis quando qualcuno della REDASIONE fa qualcosa (New Hyronja Old, ospitate televisive, mostre, spettacoli, cocranate...), in secundis quando ci va di segnalare qualosa che fanno alcuni nostri amici. Ad esempio perchè promuovere questi 3 discutibili concerti gratuiti al sabato sera a Cà de Mandorli? Che bisogno c'era? Primo perchè sotto c'è il digei Moreno Spirogi, secondo perchè il sito di Cà de Mandorli lo ha fatto il nostro ex redattore Innovari, terzo perchè se non non lo sa nessuno, quarto perchè sono devastato dall'influenza e non ho voglia di scrivere altro che questo modestissimo post.
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giovedì, 11 gennaio 2007


DOV'E' LUI LA'

L'ultima volta che ho incontrato Aldo Vignocchi è stato quasi un anno fa, esattamente il 9 marzo 2006. Quella sera i New Hyronja progetto OLD si esibivano al Bar de Marchi e prima di suonare mi sono intrattenuto a parlare con Aldo e Dandy Bestia. Solite chiacchiere da gioco di ruolo bolognese, poi la sua domanda fantastica buttata lì all'improvviso: "Maso, ma quanto sei alto?". Ieri, dentro a posta in arrivo una imeil:

"Sono cristina vignocchi ho urgenza si avere notizie e incontrare aldo vignocchi, ma pare sia ricercato da tempo, e da parecchi...chiunque  abbia informazioni mi tenga al corrente, se potessi istituirei una taglia...."


Poche parole, una imeil.
Ancora una volta lo spettro in aiuto della cittadinanza.
Chi l'ha visto?
Dov'è lui là?
postato da: maso_ alle ore 10:51 | Permalink | commenti (28)
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giovedì, 11 gennaio 2007


BUONI PROPOSITI

Con l’anno nuovo, immancabilmente, tutti partiamo carichissimi di buoni propositi: diete, sport, riordino della casa, leggere di più, fumare di meno, e via propositando.
Io ho: 1. cominciato la dieta; 2. progettato la riorganizzazione della casa
E a proposito di propositi, anch’io come Maso ho ricevuto una mail la mattina dell’01/01/07: la pubblico così com’è.

Cara LaSima,
stamattina mi sono svegliata – tardissimo – e, approfittando della calma a me non usuale di questa giornata, ti scrivo per chiederti di mettere sullo Spettro – se a qualcuno può interessare – i miei buoni propositi per il 2007:
Pertanto:

- vorrei far costare meno le case. Una media di 3.700 euro al mq e il 99esimo (quartultimo) posto in classifica è troppo
- vorrei avere più spirito di iniziativa (55° posto)
- vorrei avere le idee un po’ più chiare su che lavoro fare (74° posto per cancellazioni alla Camera di Commercio, 1° posto nella ricerca continua di lavoro, 29° posto nella percezione del lavoro come problema ma ai primissimi posti come possibilità di lavoro). Però come fancazzista non sono male: 3° posto per tempo libero, 2° per lettura di libri, 6° per cinema.
- vorrei vivere un po’ meno al di sopra delle mie possibilità (6° posto per i debiti non pagati)
- vorrei un clima migliore (83° posto) ma qui mi sa che dovrei chiedere un po’ in Alto, o a Tempesta degli X Men
- vorrei una giustizia più efficiente (45° posto)
- vorrei meno furti (97° posto)
- vorrei più ordine pubblico (103° su 103 provincie). Cacchio, devo dare ragione agli umarells!
- vorrei che i ragazzini facessero meno caxxate (terzultimi per minori denunciati)
- vorrei più spazio (76° per densità di popolazione)

Morirò a circa 80.80 anni (19° posto)

Come al solito sono velleitaria, forse non farò – anzi non farete – quasi niente di quello che mi prefiggo.
Rimango però sempre grassa, rossa e dotta, e le tre T son sempre lì per prendermi per il culo, non ti preoccupare.
Salutami Maso, Max, Mello, Pony, Aeiouy, Piluto e anche Zefram va là.

FONTE: dossier 2006 sulle città italiane - Sole 24 Ore

postato da: lasima alle ore 09:35 | Permalink | commenti (24)
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mercoledì, 10 gennaio 2007



BOLOGNA E BANCA

Da un pò di tempo mi arrivano meil e missive di qualcuno qualcosa smanioso di prestarmi dei soldi. Brutta storia... quando in giro ci sono così tanti sconoscuti che hanno desideri del genere nei miei confronti c'è poco da stare tranquilli. Soldi, soldi, soldi... sterco del demonio, tarzanelli di Zefram. Sui quotidiani locali guarda caso si parla dell'addizionale IRPEF meid in Bo, ma noi dello spettro siamo superiori e non tratteremo certo queste modestate ed il loro codazzo di polemiche che non aggiungono e tolgono nulla ai nostri modestissimi redditi da lavoro inutile dipendente o coccco che sia. Bologna la dotta, Bologna la pilla, Bologna la pluma e qualcuno che gioisce perchè adesso c'è la bazza le banche prestano i soldi anche ai lavoratori atipici con contratto a progetto? No, dico... ma vi sembra una bella notizia? Le banche, modestissime e cattivissime banche che tanti anni fa grazie ad una bazza (raccomandazione) stavano per catturarmi, poi complice un esame del sangue post embriagata ed un colloquio pessimo andò a finire che non mi han preso. Di sicuro la mia salute ne ha giovato. A parte Piluto, tutti i miei amichetti che sono finiti in banca sono letteralmente rovinati. Perdita precoce di capelli, utilizzo smodato di Viagra sin dall'età di 26 anni, viaggi in giro per i villaggi turistici di tutto il mondo, invecchiamento rapido... brutta storia la Banca, Tiziano Terzani la considera il male, ma i bancari se ne fregano e leggono Tiziano Terzani con entusiasmo. I bancari che conoscono (escluso Piluto) odiano il loro lavoro e adorano il loro tempo libero, fanno il cauntdaun per il uichend, i ponti, le vacanze e si costruiscono pensioni integrative in attesa del giorno della liberazione. Storie! Tante storie si raccontano su questi misteriosi bancari eppure, nonostante tutte queste maldicenze, a Bologna il posto fisso in banca sta vivendo un periodo di revaival incredibile e ne è testimonianza questa missiva del nostro collaboratore a distanza Marc Romagna. Buona lettura!

Se hai il wine bar, certo.
Se hai la boutique o la tabaccheria o l’edicola in posizione strategica.
Lo studio legale avviato. Se hai la rendita da mattone.
Se sei ingegnere elettronico.
O ricercatore
(forse)
I soliti spettri che sappiamo.
Altrimenti, per chi firma con mano fiduciosa il suo ennesimo contratto a progetto di sei mesi (oppure si conta nelle tasche quanto gli rimane da una partita Iva strangolata e aperta controvoglia su richiesta del titolare) l’economia in città vien fatta girare ancora a velocità troppo scorbutiche e prudenti.
Troppo prudenti.
Il lavoro “dipendente”: ormai siamo nel 2007, ma è ancora sclerotizzato, ancora troppo tenuto a galla
(o opportunamente sommerso) da promesse e “poi vediamo”.
E tanti a dire in giro che non si sta male,  per poi contarsi da soli e in apnea le settimane che mancano
al rinnovo del contrattino.
Ma attenzione, pare che stia emergendo una novità in città.
Il ritorno di qualche ambitissimo "posto fisso" da agguantare al volo.
All’inizio me ne avevano accennato amici “ben informati”.
Poi mi è capitato anche di conoscerne, un paio di questi nuovi assunti/e.
Provate a indovinare: quel posto che una volta era la massima ambizione per ragionieri o neolaureati e che poi con i servizi online e le ristrutturazioni massicce era diventato un’utopia, un sogno d’altri tempi.
E allora la nuova frase fatta di dire che mai e poi mai l’avremmo accettato un posto così, alienante più della catena di montaggio.
Tanto anche lì le bazze erano finite.
Ma ora chi è che dà i calci in culo all’economia, facendola girare a suon di insonnia da prestazione?
Indovinato: sta tornando il posto fisso in banca!
Guardate un po’ in giro: c’è già gente di ventisette, ventotto anni, gente fresca di laurea che ne sta approfittando.
E voi, cosa aspettate?

Marc Romagna
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martedì, 09 gennaio 2007


BOLOGNA E CORSI

L'approccio al mondo dei blog può sembrare facilissimo. In fondo che ci vuole? Ti iscrivi ad una piattaforma gratuita tipo Splinder, scegli un template più o meno sfizioso, lo modifichi se ne sai di html e poi è fatta: puoi cominciare a Comunicare col mondo.
Ma la sindrome da pagina bianca, dopo l'iniziale entusiasmo, può colpire presto. Esauriti i primi post in cui ti presenti ed elenchi tutte le cose che avevi in mente da tanto, come si continua?
Gli approcci sono molteplici. I più gettonati sono i blog delle anime in pena: gente scaricata dopo dieci anni di fidanzamento che riempie i monitor con la loro grama vita sentimentale. Poi ci sono i siti delle Despereit Zertis, le trentenni in sverzura, che si lamentano dei loro coetanei, poco interessati alla carnazza.
Vanno molto anche i blog erotici, in cui anonime fanciulle scrivono delle loro avventure su e giù per la via Emilia. Molte volte però, dietro l'anonimato e nick di fantasia tipo Lola, si nasconde un rude omaccione di nome Ugo.
Un'altra categoria modesta è quella dei siti contro. Attualità, politica, gossip, ogni argomento è buono per sfogare invidia e rancorini nei confronti del mondo intero. Hanno il "vantaggio" di generare un alto numero di commenti e attirare, come api col miele, un esercito di troll e faik.

Riuaind - settembre 2004: dopo una lunga agonia di cui mi assumo tutte le responsabilità mi ritrovo singol. Passato l'attimo di smarrimento e la fase del Merda e adesso?, intraprendo, come tutti gli sconfitti, la strada dei corsi serali: salsa e merenda, spagnolo, scrittura creativa, degustazione vini, tango. Come tutte le cose iniziate senza un perchè, passato l'iniziale entusiasmo, gliela do su nel giro di qualche lezione.
In un raro attimo di lucidità mi fermo a fare un rapido bilancio: Di dieci cose fatte, te n'è riuscita mezza e dove c'è uno strappo non metti mai una pezza. Forse il problema non sono gli altri, ma la mia incapacità di relazionarmi con gli altri.
Mi ritrovo con un corso di inglese appena iniziato (e che presto finirò per poca convinzione) e una tessera arci appena rinnovata. Leggo che dopo pochi giorni inizia un corso di Comunicazione al circolo la Fattoria .
A che mi serve un corso di Comunicazione? Io comunico benissimo, sono gli altri che non mi capiscono!
Il dubbio che non sia sempre vero si insinua. Faccio il cambio e inizio a frequentare i corsi di Enea Pizzonia, un formAttore nato col teatro dialettale, che col tempo ha scoperto il gusto di esplorare il mondo delle Emozioni e delle Relazioni Interpersonali.

FastForuard - gennaio 2007: dopo tre anni il mio percorso "comunicativo" continua, si è formato un gruppo molto affiatato e c'è pure scappato il matrimonio tra Laura e Paolo, una amore nato tra i banchi del corso.
Dovevo solamente trovare qualcuno che mi indicasse la strada, per poi lasciarmi camminare con le mie gambe.
E poi dicono che a Bologna non c'è mai niente da fare.....
postato da: MaxBartender alle ore 00:34 | Permalink | commenti (39)
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lunedì, 08 gennaio 2007


AI RIMEMBER
I SOTTERRANEI

Qualche giorno fa on lain c'era un interessante reportagggg sul degrado all'interno del Policlinico Umberto I di Roma e mentre Livia Turco si scandalizzava con modestia, le immagini mi riportavano indietro di tanti anni nel periodo in cui io e i miei amichetti trascorrevamo la nostra infanzia all'interno dei sotterranei dle Sant'Orsola.
"I sotterrani del Sant'Orsola sembrano tirati fuori dalle quinte del set di un film catastrofico postmoderno: un labirinto di cunicoli dal soffitto bassissimo, attraversati da tubi di ogni genere e tipo, caldissimi, con un tasso di ossigeno molto inferiore a quello permesso anche dalla piu’ tollerante delle norme, un’odore di uno smog che toglie il fiato e un traffico impressionante di bici, trattorini e carrelli che alcuni semafori cercano, inutilmente, di rallentare". [fonte bolsi.org]
Spettrali!
Altro che le vie d'acqua!
Da piccoli, quando era inverno giocavamo lì dentro, ogni tanto incontravamo qualche umarell col camice che giustamente ci diceva "Oh cinno, an l'è brisa un sit da zugher què dainter", ma noi non lo ascoltavamo, anzi quel richiamo suonava alle nostre orecchie come un incentivo per continuare a giocare in quei luoghi tenebrosi.
Noi nei sotterranei.
I nostri genitori a casa o al lavoro.
Altri tempi.
"Oh... ho trovato un nuovo sotterraneo" diceva qualcuno e allora tutti a vedere com'era, dove conduceva e che stupore dopo ore di camminata uscire e vedere la luce in fondo al tunnel.
Alcuni cinni ne approfittavano per racontare balle colossali tipo "Oh, ho fatto un sotterraneo e sono sbucato all'interno della camera mortuaria e un morto mi ha toccato", ma nessuno ci ha mai creduto.
L'Ospedale Malpighi, l'Ospedale Sant'Orsola questo era il nostro pleigraund dove organizzavamo pure visite guidate a costo zero.
Una volta avevamo pure trovato delle cavie, qualcuno voleva liberarle, poi lo abbiamo fatto ragionare e timorosi di essere morsicati alla fine le abbiamo lasciate lì (Beata pavidità infantile!).
Fu così che preferimmo introdurre una bicicletta all'interno del Malpighi, salire al 5° piano solo per il gusto di essere cazziati e poi via verso nuove avventure scorazzando con le baisicols o con gli skeitbords nei sotterranei del Sant'Orsola.
Questo succedeva sotto a Bologna tipo venticinque anni fa.
Altri tempi.
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