
IL MESTIERE DEL FUTURO
Con l’uscita del Corriere Bologna, in città si parla solo di giornali.
C’è chi dice "meglio il Carlino", chi "meglio Repubblica", chi "meglio l’Unità". Di sicuro, però, la grande bazza di leggere il giornale gratis per giorni e giorni, procurerà simpatie al “Corriere di Bologna”. Inoltre, diciamoci la verità, ce n’era proprio bisogno! Vive la liberte di stampa, dunque, e viva la concorrenza.
In questo panorama, allora, qualche ingenuo potrebbe pensare che il vero mestiere del futuro, a Bologna, sia quello del giornalista. Vivere a contatto tra fatti e protagonisti, essere sempre là sul pezzo, pavoneggiarsi in giro con cappellini, penne, matite, gadget vari. Tutto ciò, con le sue 9 testate, sembra che Bologna riservi ai giovani precari e disoccupati fuorisede presenti ancora in massa in città. In realtà, però, non tutto è così roseo. Sotto la patina della carta stampata, si rileva un duro presente anche per ogni aspirante cronista. Tanto per dirne una, basta pensare che il nuovo free press di Bologna, di proprietà dell’imprenditore sardo amico del cuore di Diliberto Nichi Grauso, gestito da una classe dirigente varia che viene però in blocco dall’Unità, paga un’intervista da prima pagina quanto un turno di tre ore a consegnare pizze col motorino.
Meglio le pizze dei corsivi allora?
E no, perché se non sappiamo ancora cosa faremo nella vita, se vogliamo assicurarci di scegliere una strada professionale che ci garantisca la pagnotta per i prossimi anni, a Bologna c’è un altro lavoro che combina come pochi stipendio certo e alta reputazione sociale. È il mestiere dei mestieri, quello vero dell’Italietta: “Il Vigile Urbano”!
I vantaggi di far parte del corpo di Polizia Municipale Felsineo sono tanti:
- Si gode del prestigio assicurato dall’appartenenza ai corpi speciali del sindaco di Cremona a Bologna.
- Si riceve in dotazione una serie di gadget che fa impallidire quelli del Corriere: divisa originale estate/inverno, cappellino con visiera, paletta, spilletta originale del corpo, catenina salva-mazzo-di-chiavi, pistola, fondina, camicia, cravatta o foulard, occhiali di ordinanza e rombanti Ducati Monster.
- Si ha potere di vita o di morte (commerciale) su qualsiasi locale sparso per la città.
- Si hanno sindacati incazzatissimi che difendono con i denti orari di lavoro, turni, ferie, salari e aumenti di stipendio.
- E’ possibile pavoneggiarsi in Via del Pratello in squadre di almeno cinque per vola.
- Si possono insultare impunemente e punire duramente professori universitari e vippame vario.
- Si acquisisce col tempo una capacità sovrannaturale di individuare al buio, e in condizioni atmosferiche avverse, contenitori di plastica contenenti qualsiasi sorta di liquido.
- Infine, ci si fa una cultura accademica su dehors e arredi urbani (competenze queste che garantiscono anche un posto da dirigenti strapagati in centri di progettazione IKEA).
Se questi vantaggi vi sembran pochi, pensate infine alla considerazione sociale che godono tali solerti lavoratori pubblici. Bologna ormai ruota intorno alla sua polizia municipale. Non mi stupirei se presto, l’appartenenza al corpo, garantirà l’autorevolezza necessaria per aspirare alla carica di assessore, di presidente Hera, di giudice di pace o di rettore dell’Università.
Io quindi vi ho detto quanto penso.
Non perdete il vostro tempo in studio e formazione inutile.
A Bologna è il vigile urbano il mestiere del futuro.
Non mi dite poi che non vi avevo avvertito.





































