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martedì, 27 febbraio 2007
JohnsHopkinsTHE JOHNS HOPKINS UNIVERSITY

L’oggetto di questo post non ha una particolare attinenza culinaria, tranne il buffet finale, ma vale la pena spenderci due righe.
Giovedì scorso sono stato invitato all’inaugurazione della nuova sede della Johns Hopkins University (mi raccomando far sentire bene la “esse” alla fine di Johns e non John come molti erroneamente pronunciano) e mi sono sciroppato due ore di interventi, in piedi perchè sono arrivato tardi ed il mio posto se l’è beccato la Deserti.
Tante le autorità presenti tra cui l’Eminenza Reverendissima Mons. Cafarra, alcuni imprenditori tra i quali Maccaferri (Gaetano) e Romano “Furio” Volta, più vari esponenti degli enti locali e della regione ed infine le banche sponsor.
Filo conduttore della serata il discorso tenuto dal direttore della JHU Mr. Keller, nessuna attinenza con l’Uri piegatore di cucchiai con la mente, che è sfociato nel conferimento della medaglia presidenziale a Luca-Luca Cordero di Montezemolo.
Giusto per dare un’idea dei relatori: Ottimi Del Bono per la regione (accidenti che della regione, provincia e comune se ne fosse presentato almeno uno dei vari Errani, Draghetti e Cofferati come peraltro preannunciato dall’invito) e Luca-Luca che nondimeno l’oratore lo sa fare di mestiere (non venitemi a raccontare che di mestiere fa il presidente contemporaneamente per la Fiera Bologna, Ferrari, Fiat e Confindustria perchè non ci credo). Pessimo, ma veramente pessimo l'inviato del gaetanone contumace, Mr. Guglielmi. Non so se dovuto all’età avanzata o a qualche disagio momentaneo non si è capito una fava di ciò che pronunciava e quel poco che si carpiva non aveva filo logico, ma tanto l'audience era perlopiù composta da stranieri. Alla fine quindi applausi anche per lui.
Ritornando a Luca-Luca i messaggi recepiti sono stati i seguenti: rimboccarsi le maniche, concorrenza, credere nei sogni e comprare tutti la nuova Bravo.
Finita la tortura siamo stati tutti intruppati su verso la terrazza che gode di una vista molto bella sulla Bologna universitaria, dove ci attendeva un lauto buffet offerto dalla spettrale pasticceria Laganà, quella del panettone salato tanto per intenderci.
Mentre ero intento ad ingurgitare più stuzzichini possibile ci riconosciamo con Del Bono e cominciamo a fare una lunga chiacchierata sulla finanza locale (purtroppo rinunciando a terminare un panettoncino salato al quale stavo lavorando con dovizia dal mio arrivo al buffet). Congedatosi e cominciando a fare effetto le calorie ingurgitate, mi sono accorto di quanti ragazzi stranieri gremivano la sala e mi sono tornate alla memoria le serate passate, solo qualche anno prima, con le stesse balotte introdotto da uno dei miei più cari amici che dopo la prima laurea decise di iscriversi alla JHU studiando un anno a Bologna ed un altro, come previsto dal regolamento, in exchange a Washington D.C.
La JHU rappresenta un’ottima opportunità di specializzazione in lingua inglese sia per gli stranieri, ma soprattutto per noi italiani, o meglio bolognesi, tanto attaccati al nido parentale fino a tarda età. Effettivamente fa pensare che un’università simile non sia stata fondata a Roma o Milano sedi delle più celeberrime Luiss e Bocconi. Ma forse a quei tempi quella bolognese era ancora considerata un'università valida e non solo la più antica e blasonata.
postato da: Piluto alle ore 20:53 | Permalink | commenti (39)
categoria:piluto
martedì, 27 febbraio 2007


LA METROPOLITANA DI BOLOGNA
(Bo-TELLA)

I bolognesi più giovani vogliono la metropolitana, è una fissa che a arriva dal cinema di un certo livello e non bisogna sottovalutarla.
Gli umarells non ne vogliono mezza della metropolitana, per loro la biziclatta può bastare, poi c'è l'autobus con il suo groviglio di corpi, i suoi disagi, il suo cattivo odore e la preziosa opportunità di trovare da dire tutti i giorni in qualsiasi momento.
I zovani bolognesi viaggiano, fanno l'inter reil in ziro per l'Europa o vanno smeplicemente a Milano (più raramente a Roma) e quando tornano dicono "Sarebbe bello che una città così importante come Bologna avesse la metropolitana".
E così si immaginano di andare a San Lazzaro in metro o ancor meglio a Sasso Marconi, a Funo di Argelato, a San Giorgio di Piano, sognano una Bologna del  futuro in cui possano andare a lavorare nella zona industriale di Zola Predosa in metropolitana.
In giro si sentono discorsi tipo "Sai che figata sarebbe poter andare a Riale in metro?"
Ah questi zovani perennemente inascoltati dalle feroci gerontocrazie, ma qualcosa sotto ai portici si sta muovendo ed ecco che navigando on lain scopro il discusso sito IL METRO CHE VORREI, associazione di futuristi che ha un sogno ed ai quali l'ingegner Ignacio Botella tende una mano.
Botella... bel cognome, suona bene.
Botella.
Ma chi si cela dietro Ignacio Botella?
Quanto sarà alto Ignacio Botella?
Perchè Ignacio Botella è interessato alla metro di Bologna?
Troppe domande mi annebbiano la mente, ma una si fa largo con prepotenza e sovrasta le altre: chi cazzo è Ignacio Botella?
Calma.
Mi documento e scopro che Botella è il legale rapprentante di Ferrovial società spagnola che si dice pronta a realizzare il metrò.
Cavolo!
Questi fanno sul serio?
Chissà, intanto sul sito il IL METRO CHE VORREI si pavoneggiano mostrando la lettera del sor Ignacio e nella mia mente riecheggia la voce con accento ferrarese della metropolitana di Barcellona che dice: "Procima estacion... Diagunal".
Maial!
Vedremo la metro?
C'è bisogno della metro?
Siete mai stati alla Metro?
postato da: maso_ alle ore 12:04 | Permalink | commenti (70)
categoria:maso
martedì, 27 febbraio 2007


12 PUNTI

Ieri, grazie alla conferenza stampa di SCHERZI CINESI ed al lancio di L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO, lo spettro della bolognesità si pavoneggia e pubblica la prima vignetta di una lunga serie che Davide Celli ci fornirà con cadenza random (che vuol dire casuale).
postato da: maso_ alle ore 11:23 | Permalink | commenti (7)
categoria:maso, scherzi cinesi
lunedì, 26 febbraio 2007


L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO

Stamattina conferenza stampa di "Scherzi Cinesi" off lain.
Oggi pomerggio presentazione di "L'Italia spiegata a mio nonno" on lain.
http://www.italiaspiegataamiononno.com
Cos'è?
E' il libro di Mello.
E dove lo posso comprare?
Non si compra, è on lain ed è scaricabile.
Già vedo i plumoni leccarsi i baffi, quindi vi dico, scaricatelo, usate la stampante dell'ufficio e stampatelo, poi a casa ve lo leggete con calma.
Merita.
Poco più di 50 pagine estremamente piacevoli scritte con passione dal redattore Mello despereit trentennn in cerca di risposte alla domanda: quale futuro per le nuove generazioni?
Per rispondersi Mello entra nella macchina del tempo e fa un viaggio nel passato, ma non è che vada poi tanto in là, gli basta fare una gitarella fuori porta di soli 10 anni e scoprire cosa accadeva nell'italietta del 1997.
Pazzesco!
Mello con leggerezza ci regala una fotografia di quegli anni ed aiutandosi con grafici, statistiche, percentuali, stralci di modesti articoli di giornali dell'epoca e tanto materiale raccattato qua e là nella biblioteca della Sala Borsa ricorda a suo nonno (e anchea noi) come eravamo e cosa scopre? Scopre che eravamo messi come adesso, scopre che anche 10 anni fa c'erano sempre i liders Prodi e Berlusconi che si sfidavano e progettavano con modestia il futuro delle nuove generazioni e Mello  ci rimane malissimo.
Tante domande obnubliano la mente del despereit trentennn e di fronte a nuove consapevolezze Mello prova ad essere costruttivo ed apre gli occhi su scomode verità già note a chi segue UMARELLS UOTCHING: le giovani generazioni sono comodamente in balia delle vecchie generazioni che li tengono nella bambagia, vecchie generazioni che hanno sempre qualche soldo da parte, vecchie generazioni che aiutano a comprare la casa, vecchie generazioni che quando tirano le quoia con la q lasciano in eredità denaro e/o immobili, vecchie generazioni che educano i nipotini mentre entrambi i genitori vanno a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni, vecchie generazioni che alla fine mantengono sia i nipotini sia i genitori che vanno a lavorare… Insomma, il PIL non cresce (o fa finta di crescere), crescono le aspettative di vita per gli umarells e il conto lo pagano i comodi despereit trentenn.
Ops... so che non avete voglia di pensare a queste cose che è lunedì, ma intanto daunlodate il pidieffe di Mello con tanto di prefazioni d'elitt (Enrico Brizzi, Generazione 1000 euro), navigate nel suo nuovo libroblog http://www.italiaspiegataamiononno.com e mentre vi accapigliate su quale anziano preferite avere al governo, almeno fatevi un idea su dove stiamo andando se non si cambia qualcosa.
Attenti gerontocrati, Mello vi ha sgamati ;-)

postato da: maso_ alle ore 14:17 | Permalink | commenti (27)
categoria:maso
domenica, 25 febbraio 2007


L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO

Stamattina conferenza stampa di "Scherzi Cinesi" off lain.
Oggi pomerggio presentazione di "L'Italia spiegata a mio nonno" on lain.
http://www.italiaspiegataamiononno.com
Cos'è?
E' il libro di Mello.
E dove lo posso comprare?
Non si compra, è on lain ed è scaricabile.
Già vedo i plumoni leccarsi i baffi, quindi vi dico, scaricatelo, usate la stampante dell'ufficio e stampatelo, poi a casa ve lo leggete con calma.
Merita.
Poco più di 50 pagine estremamente piacevoli scritte con passione dal redattore Mello despereit trentennn in cerca di risposte alla domanda: quale futuro per le nuove generazioni?
Per rispondersi Mello entra nella macchina del tempo e fa un viaggio nel passato, ma non è che vada poi tanto in là, gli basta fare una gitarella fuori porta di soli 10 anni e scoprire cosa accadeva nell'italietta del 1997.
Pazzesco!
Mello con leggerezza ci regala una fotografia di quegli anni ed aiutandosi con grafici, statistiche, percentuali, stralci di modesti articoli di giornali dell'epoca e tanto materiale raccattato qua e là nella biblioteca della Sala Borsa ricorda a suo nonno (e anchea noi) come eravamo e cosa scopre? Scopre che eravamo messi come adesso, scopre che anche 10 anni fa c'erano sempre i liders Prodi e Berlusconi che si sfidavano e progettavano con modestia il futuro delle nuove generazioni e Mello  ci rimane malissimo.
Tante domande obnubliano la mente del despereit trentennn e di fronte a nuove consapevolezze Mello prova ad essere costruttivo ed apre gli occhi su scomode verità già note a chi segue UMARELLS UOTCHING: le giovani generazioni sono comodamente in balia delle vecchie generazioni che li tengono nella bambagia, vecchie generazioni che hanno sempre qualche soldo da parte, vecchie generazioni che aiutano a comprare la casa, vecchie generazioni che quando tirano le quoia con la q lasciano in eredità denaro e/o immobili, vecchie generazioni che educano i nipotini mentre entrambi i genitori vanno a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni, vecchie generazioni che alla fine mantengono sia i nipotini sia i genitori che vanno a lavorare… Insomma, il PIL non cresce (o fa finta di crescere), crescono le aspettative di vita per gli umarells e il conto lo pagano i comodi despereit trentenn.
Ops... so che non avete voglia di pensare a queste cose che è lunedì, ma intanto daunlodate il pidieffe di Mello con tanto di prefazioni d'elitt (Enrico Brizzi, Generazione 1000 euro), navigate nel suo nuovo libroblog http://www.italiaspiegataamiononno.com e mentre vi accapigliate su quale anziano preferite avere al governo, almeno fatevi un idea su dove stiamo andando se non si cambia qualcosa.
Attenti gerontocrati, Mello vi ha sgamati ;-)

postato da: maso_ alle ore 13:29 | Permalink | commenti
categoria:maso
domenica, 25 febbraio 2007


DOMANDE IMBARAZZANTI
Il destino del porno a Bologna


Venerdì mattina, 7 e 43. Come (quasi) tutte le mattine faccio colazione al Gran Bar e mi avvio verso la stazione. Il Bologna-Padova attende al varco il mio pendolarismo a intermittenza. Proprio davanti alla stazione mi ferma un modesto sui 55 anni, capello bianco e borsone a tracolla. Accento meridionale.

"Scusa, mi sai dire dov'è un cinema qui vicino?"
"Mah... non so se è aperto, però se vai giù di lì trovi il Capitol, è una multisala"
"Senti... è una cosa un po' delicata... ci sono dei cinema porno qui vicino? Cercavo un cinema porno... sai..."
"Aaaaah... Guarda credo che ce ne sia uno fuori Zanardi e un altro sulla via Emilia, ma sono lontani da qui, devi prendere l'autobus"
"E non c'è nulla vicino vicino?"
"Credo proprio di no... magari prendi un taxi"
"Grazie mille... adesso cerco un cinema"
"Ciao" e me ne vado verso il solito binario 9.

Compro la Repubblica e mi guardo la pagina dei cinema: i cinema porno non ci sono neanche più. Niente di strano, mi dico, con tutte ste casette e dvd. Per non parlare di eMule. Chissà che fine avrà fatto quell'assurdo viaggiatore.
Alle 7 e 43 di venerdì mattina pensavo che il problema dell'Italia fossero le consultazioni di Napolitano, ma evidentemente mi sbagliavo un'altra volta.
postato da: PonyLuna alle ore 10:00 | Permalink | commenti (46)
categoria:pony luna
venerdì, 23 febbraio 2007


SCHERZI CINESI

"Davide Celli ha talento. A volte Davide Celli è irrascibile, gli si drizzano i capelli quando incrocia il consigliere Zecchini d'Aulerio (il suo concorrente animalista di centrodestra), ringhia quando gli si avvicina l'assessore Paruolo e se è in questo stato d'animo rifiuta ogni ragionamento, almeno finchè non gli è passata. Intendiamoci, non è ceeto un gran problema, perchè ognuno di noi ha il suo carattere e semmai personalmente diffido di chi ne ha poco, Però il "Celli Furioso" perde il gusto della battuta, dimentica l'ironia a danno suo e nostro".

Questo è uno stralcio di quelo che dice Cofferati nella postfazione del libro Scherzi Cinesi di Davide Celli (edizioni Pendragon), breve storia a vignette ebaut Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, e del consiglio comunale 2004-2006.
A prima vista può sembrare una gran cagata, invece sfogliando questo libro di 125 pagine è utile per farci tornare alla mente in maniera ironica quello che è successo in questi due anni di Coffereitid. Troveremo in ordine sparso vignette che parlano dei discussi dehors, di sirio, di rita, di monteventi e i cpt, di villa salus, delle merde sotto i portici, del degrado di piazza verdi, dello strit reiv, ... insomma questi ed altri argomenti cari abbondantemente trattati sullo spettro della bolognesità, ma qui vengono trattati ed analizzati  dall'interno del consiglio comunale sotto l'okkio sprezzante di Davidone Celli.
Un libro di retroscena come direbbe Davide "Uait sends", modo di dire coniato da lui per definire un prodotto grezzo & irriverente, ma alla fine se sfogliamo attentamente quest'opera sorrideremo sulla modestia di quello che è avvenuto nella sala dei bottoni in questi due anni.
Irriverente si.
Volgare no.
Il libro, appena finito di stampare, termina con i fatti del dicembre 2006 (fine prima parte dle mandato), ma Davide Celli anticipa sin da ora che non ci sarà uno SCHERZI CINESI 2, le vignette relative alla seconda parte del mandato continueranno sullo spettro.
Va mo là.
Per chi fosse interessato alla conferenza stampa, appuntamento a lunedì 26 febbraio, ore 11, Sala Stampa Luca Savonuzzi, del Comune di Bologna. Saranno presenti l'autore Davide Celli, il direttore editoriale della Pendragon Antonio Bagnoli e Danilo "Maso" Masotti.
postato da: maso_ alle ore 11:26 | Permalink | commenti (35)
categoria:maso
giovedì, 22 febbraio 2007


MODESTI UFFICI BOLOGNESI
(Ze dei after)

Bologna, 9 gradi farenait (o celsius?).
Bologna e non piove (o ha piovuto stanotte?)
Allora, ieri è crollato il governo.
Forse.
Boh.
Va bè... ieri è successa una cosa mentre l'umarell Napolitano se la stava godendo in Piazza Galileo al Cafè Caracol e lo hanno interrottto.
Puvratt.
Alla sua età.
Stamattina, le solite cose.
La dittatura della modestia ci impone di andare a lavorare e di frequentare forzatamente persone che mai e poi mai frequenteremo se ci fosse data una reale possibilità di scegliere.
Quindi, tutti chiusi nei modesti uffici spettrali in attesa dell'ora di uscita.
Le solite cose.
La solita realizzazione professionale per la quale siamo disposti a sacrificare il resto.
C'è qualcosa nell'aria, non so cosa.
E così, nei corridoi incontro l'imbezel che è contento e deride gli elettori di sinistra che se la raccontano.
Alla macchinetta del caffè un giovane cocopro a tempo indeterminato mi fa "Tutta colpa di Rifonda... il governo ne uscirà più forte".
Io lo guardo e gli dico: "Beato te... secondo me la cosa più grave di questa modesta faccenda è che siamo qui in ufficio io e te a parlarne".
"Ti sbagli"
fa lui "Il governo ora è più forte."
E mi fa il pugno chiuso.
Mi allontano sconfitto più dalle frasi di questo giovane baciapile di belle speranze che dal conto presentatomi dal dentista.
Bologna, avere 25 anni nel 2007.
In lontananza l'altro imbezel che ci guarda e canta Popopopopopopo.

E nei vostri modesti uffici che succede?
postato da: maso_ alle ore 09:58 | Permalink | commenti (104)
categoria:maso
mercoledì, 21 febbraio 2007


UNA CRISI CHE PARTE DA BOLOGNA
E UMARELLS IPERATTIVI


Questa mattina l'umarell Napolitano era in gita a Bologna insieme ad altri anziani, poi è successo quel che è successo.
Risultato: stasera alle 19.00 l'umarell Prodi incontrerà l'umarell Napolitano a Roma per parlare della crisi di governo.
Il bolognese, che è un tipo stanziale, si chiede: ma non potevano chiacchierare direttamente a Bologna?
Giorgio ha una certa età... stava un pò lì in Piazza Santo Stefano, poi arrivava Romano, lo faceva salire su in Via Gerusalemme, la Flavia preparava un piatto di pasta asciutta o al limite ordinavano una pizza da asporto e parlavano della crisi di governo in salotto. Verso le 21.30, l'umarell Prodi dava il pigiama all'umarell Napolitano, lo faceva accomodare nella stanza degli ospiti e il giono dopo, belli freschi e riposati facevano colazione con caffelatte accompagnato da alcune sfrappole rimaste e finalmente  andavano a prendere il treno per Roma.
Non ci son più gli umarells stanziali di una volta.

foto tecnologica presa da repubblica
postato da: maso_ alle ore 18:28 | Permalink | commenti (30)
categoria:maso
martedì, 20 febbraio 2007


MODIESSTIA PARTY
AL LAND ROVER ARENA
(Che è poi il palazzo)

Ieri sera c'er ail modestia party al palazzo, io volevo andarci, poi mi sono guardato allo specchio e mi son detto: "Ma come son messo?". E così sono stato a casa. E così durante lo zapping modesto delle quattro mura ho visto che su E-TV trasmettevano in diretta quello che stava accadendo al modestia party. A quel punto ho guardato un pò, mi sono sorbito un discorso da umarell d.o.c. dell'emergente Andrea Mingardi, poi ho ascoltato un pò di qua ed un pò di là e alla fine ho cambiato canale perchè mi sono ricordato che la vita è una sola. Insomma, da casa, gran noia ed applausi scroscianti per Cofferati, applausi che mi fanno elaborare una domanda: "Ma perchè a Bologna tutti dicono che ce l'hanno con Cofferati e poi lo applaudono sempre?".  Forse Zefram che era presente in sala lo sa.

Ieri sera al Paladozza (meglio chiamarlo con il suo nome Land Rover Arena) si è svolta la molestata dell’anno..verso il Partito Democratico…L’amico Mello doveva trattare l’aspetto politico della faccenda.Zefram   diciamo si occupa invece dell’aspetto mondano, dell’aspetto di colore e di Costume..
Niente di che sotto al sole della vita Bolognese,solite faccie,soliti volti ,il partito democratico vede i soliti umarells ,le solite zdoure novantennali che ormai sono spettrali nella loro conformità fisica.Da un Rapido sondaggio il vostro modestissimo redattore capisce che lo Spettro è temuto,temutissima..tant’è che una nota e feconda addetta stampa di Sergione nostro ,la quale si avvicina con fare sospetto a Zefram e gli chiede per quale testata giornalistica lavori mentre fotografa il suo datore di lavoro..allla risposta Zeframmiana la nostra frontaliera risponde aggrottando le ciglie e dice “Pauraaaaaaaaaaaa” Zefram è felice di sta cosa ,felicissimo ..Idem per un noto e modestissimo (ma molto amico perché uomo di classe) uno che di macchine se ne intende e gli chiede perché è qua Zefram risponde sono redattore dello spettro…Il noto consigliere comunale risponde con una piccola frase enigmatica “Ahaaaaaa quello che non sta ne di qua ne di la “ ..Ad un certo momento,un minuto prima dell’inizio della manifestazione vengo avvicinato da due azzimatissimi funzionari con un urlo degno di Hulk..”Zeframmmmmmm…ci fai due foto cosi le metti sullo spettro?” Io felice come una pasqua li fotografo nella loro bellezza…
Ma la cosa piu’ trash della serata sono le sedie riservate ai Vips..e li si vede tutta la precarietà del partitone nostro …Mica con nome e cognome,ma con cognome e nome ..una tristezza….
E’ partito l’inno..tutti sull’attenti

Zefram


Ma sentiamo invece Mello cosa dice:

Ieri.
Bologna.
Paladozza.
Piero Fassino presenta la mozione del congresso.
“La nostra forza e le nostre idee per il partito democratico”.
Io ci sono.
Mi sorbisco tutta la sequela di interventi.
All’inizio è una prova di sopravvivenza.
Un amarcord dei tempi andati. Le feste dell’Unità, addirittura, diventano “il mondo che sognavamo realizzato in terra” (andrea mingardi, il presentatore della serata).
Si salutano i compagni, i volontari, i partigiani, le donne, i giovani, il presidente della Repubblica.
Devo dire che sono in dubbio se andare via. È passata più di un ora e non si è detto ancora nulla. Non si capisce perchè mai questi DS, così rivolti al passato, debbano voler fare il partito democratico.
Mi fumo una sigaretta.
Rientro dentro. Per fortuna la musica cambia.
Parla Cofferati. Uno che ci sta punto simpatico. Ma che ieri è stato bravo e ha detto cose giuste.
Dice Cofferati che bisogna avere il coraggio di andare avanti. Che bisogna considerare il governo un obiettivo e non un accidente. Che la sinistra radicale deve fare i conti con questo.
Poi parla Vasco Errani. Anche lui bravo. Parte un po’ in sordina. Leggendo. Ma poi si scalda e, a dire la verità, convince. Dice che la sinistra è un insieme di valori, non un logo, un nome, delle abitudini. Dice che le sfide che ci aspettano impegnano tutti a cambiare, reinventarsi, andare avanti.
Infine è il turno di Fassino. Sembra che abbia una mela in bocca.
In realtà è un ascesso.
Dice che gli duole.
Gli crediamo.
Fassino è un oratore di razza. Ha però il vizio, spesso, di farsi prendere troppo dalle sue parole e, alla lunga, di annoiare. Ieri ha parlato per più di un’ora. Qua voglio essere sincero. Ammetto che mi sono riconosciuto completamente nelle sue parole. Era da molto che non mi succedeva. Ha parlato un po’ del partito e della sua storia, ha risposto alle accuse di Mussi. Ma poi ha detto quanto io penso. Che ci sono momenti della storia in cui un paese deve avere uno scatto di reni. Ha elencato momenti della storia in cui questo è successo. Nell’America post ’29. Nella Germania post-nazismo. Nella Francia post-Algeria. Nella Spagna post-Franco.
Dice che in Italia c’è bisogno di un simile “Balzo in avanti”.
E che serve una forza politica in grado di gestire questo passaggio.
Questo l’obiettivo del PD.
Ha poi dato una sua lettura dell’Italia di oggi. Una lettura coraggiosa. In molto simile a quella che anch’io ho trovato scrivendo “L’Italia spiegata a mio nonno” (che pubblico dopodomani).
Precarietà, gerontocrazia, cooptazione, incapacità di innovare e di analizzare il futuro.
Questo Fassino.
Poi mi sono girato sugli spalti. Il pubblico era almeno per metà di pensionati. Gli under 30, a voler esagerare, erano al massimo un 5%. Un altro 5% gli under quaranta.
Mi sono chiesto, allora, se la forza politica del futuro può essere costruita dai pensionati. Brave persone, per carità, ma che hanno già dato. Che stanno bene. Che urgenze di cambiamento, legittimamente, non ne avvertono.
A questo mia domanda non ho trovato risposta.
Me ne sono andato. In motorino. Un freddo cane.
Me ne sono andato con una speranza nel cuore, una speranza che per vivere deve essere ingenua.
Me ne sono andato con la con convinzione che, alla fine della fiera, la politica ha sempre e cmq un compito arduo.
Trasformare aspirazioni e intuizioni in realtà.
Un compito forse a tratti irrealizzabile.
Sarà per questo che, la politica, mi piace tanto.

 
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martedì, 20 febbraio 2007


MODEST SATURDEI CAR UOSCING

Sabato italiano, anzi sabato bolognese.
Dopo alcune settimane di assenza entro nella mia Punto vulgaris immatricolata nel 2002 e finita di pagare l'anno scorso dopo inutili modesti sacrifici indotti.
Snif, snif.
Dal tappetino esce un topo, poi una rana, poi un cucciolo di acaro.
Adesso che ci penso, da quando ho acquistato la macchina non l'ho mai lavata (o fatta lavare).
17 febbraio 2007, è giunta l'ora.
Ma dove vado?
Sono le quattro del pomeriggio.
Vado a ravanare nell'ard disk del mio cervello e trovo la cartella AUTOLAVAGGIO.
La apro e dopo pochi minuti mi trovo in via Massarenti insieme al topo, alla rana ed al cucciolo di acaro che mi domandano "Dove ci porti?".
Via Massarenti è una via Bersaniana, se ci si dirige verso la tangenziale, sul lato sinistro è pieno di distributori di benzina, uno attaccato all'altro, luogo ideale per i modesti che preferiscono l'IP all'AGIP o per i patiti del Q8 piuttosto che ERG.
Io non devo fare benzina, il serbatoio è ancora pieno, devo solo compiere un gesto modesto: farmi lavare la macchina.
Il problema non è lavare la macchina all'esterno, per questo c'è la pioggia, la neve, i gavettoni di ferragosto, mio cugino cinno scurzone con la canna di gomma a Casiglion dei Pepoli e sua madre che gli strilla dietro "Chiudi quel rubinetto e vieni qui a mangiare i krafen, scurzan!", il problema è che dentro la macchina fa schifo e neppure una foresta di Arbre Magique potrebbe guarirla.
Passo la tangenziale, il sole illumina l'orribile Via Mattei e finalmente, al semaforo che si incrocia con Via Bassa dei Sassi vedo il aestoso autolavaggio suggeritomi dalla cartella del mio cervello.
Entro.
C'è un casino di gente, attendo e mi sorprendo nel vedere quante persone facciano lavare la macchina al sabato pomeriggio.
Modesti abituè?
Modesti Mardannn come me?
Dalle carrozzerie in visibilio propendo per la prima ipotesi.
Poi arriva uno che mi spruzza un liquido schiumoso, poi arriva un altro con un getto potentisismo d'acqua.
Sssssssssssssh.
Mi fanno scendere e cominciano a pulire l'abitacolo.
Il topo, la rana ed il cucciolo di acaro si dirigono verso il CPT poco lontano, mentre io osservo l'auto che si fa lavare.
Vado a pagare e nel mio bagget mentale immagino un onesto 10 euro.
Mi sbaglio.
La vecchia col piumino mi chiede se ho la tessera e ovviamente, dopo tutto quello che abbiamo scritto sulle tessere, mi viene da ridere.
"No, non ho la tessera... quant'è?".
"14 euro".
"E se faccio la tessera?"
"14 euro"
"Ah"
Pago in silenzio e leggo un discusso cartello che mi spiega che se faccio la tessera, ogni 10 lavaggi ne ho uno a gratis.
Per quanto mi riguarda, non mi conviene.
L'auto esce dal tunnel del divertimento e 4 garzoni della tipologia extracomunitario (o comunitario, che adesso con sta cozzaglia di Europa che si allarga non si capisce più niente... mi sa che erano comunitari) mi aprono la macchina e me la intingono di prodotti chimici benodoranti.
Uau.
Alla loro destra una ciotola MANCIA all'interno della quale dovrebbe finire l'eurino rimasto in tasca dal resto di prima.
Ah... questi geni del marketing!!!
Trenta minuti della mia unica vita li trascorro così.
Gli extranonextra mi salutano e me ne torno a casa a bordo di una vettura irriconoscibile.
Addio AUTOLAVAGGIO, ci si rivede tra 5 anni.
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martedì, 20 febbraio 2007


TAXI

Ennesimo necrologio spettrale, stavolta la segnalazione arriva dal collaboratore Cristiano Merini:

Chi bazzica la zona Pratello – S. Felice l’avrà senz’altro visto al Bar Dè Marchi o al Des Arts, anche perché non passa inosservato, proprio no, vestito stile Keith Richards, anelloni, bracciali, giubbottaccio, l’immancabile cappello da baseball con la scritta taxi calato sul bulbo lungo.
Dava l’idea di un guerriero vikingo, io non lo conoscevo bene, a dire il vero non so neanche come si chiama in realtà, ma ricordo che una volta ci siam messi a parlare del Bologna F.C., chiacchiere da bar, insomma, era un tipo simpatico, Taxi.
Mi han detto che lo chiamavano così perché per anni ha fatto il tassista davvero.
Poi l’altra sera ci troviamo con gli gli amici al bar di Maurizio e comincia a girare stà storia che era morto, lì in quel bar ci sono tanti suoi amici e li ho visti piangere.
Se ne va un altro rockers.
Ciao, Taxi.

C.M
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lunedì, 19 febbraio 2007


L'ASSICURATORE
(Spettro Film Festival 2007)

Bologna, città dove chiunque millanta di fare qualcosa di cosiddetto artistico (musica, cinema, disegno, pittura, scultura...), l'omologazione bolognese implica questo, l'omologazione trionfa sempre. L'alternativo bolognese non suona, non dipinge, non scutura, non ha velleità artistiche, fa un lavoro normale ed investe buona parte delle sue energie su quello, non legge nulla, non ama il cinema e se ne frega di tutto ciò che viene spacciato per cultura. L'alternativo bolognese non si lamenta mai, disprezza la cucina bolognese, non ha tatuaggi, non esce con gli amici al venerdì sera, non va a cena con la propria donna al sabato sera, non segue il calcio, il basket e se proprio si deve interessare di sport si appassiona a sport alternativi (curling, sumo, football australiano...). Sulla base di queste modeste riflessioni è nato LO SPETTRO FILM FESTIVAL 2007.

Terzo appuntamento con lo SPETTRO FILM FESTIVAL 2007, questa volta vi presentiamo una storia claustrofobica decisamente influenzata dal più celebre Bad Boy Bubby dove il nostro protagonista (il Meganoide), in una modesta Bologna precollinare esce di casa come fa tutte le mattine, sempre uguali, sempre le stesse. Con timore scende le scale, quest'uomo ha paura, si guarda intorno e dà il tiro, ma accade quello che non sarebbe mai dovuto accadere: l'incontro con l'assicuratore zelante (Corvinelli) che gli cambierà la vita (forse). Liberamente tratto da una storia vera, questo breve cortometraggio di Walter Ciusa ha vinto numerosi premi della critica tra i quali va menzionato il pieco di legno. Le sculture che si intravedono nella casa del protagonista sono di Gabriele Calzoncelli.

Se avete anche voi dei cortometraggi da segnalare, caricateli su Iutiubbb o su gugol video, inviateci una meil con l'URL (che è l'inidrizzo uebbb) e Maso ve li recensirà, l'importante è che abbiano a che fare con Bologna e la bolognesità.
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lunedì, 19 febbraio 2007


MARC BOLOGNA

Lo spettro della bolognesità è il blog più visitato di Bologna e non è mica un caso.
Un blog che grazie alla sua redasione ultraeterogenea ed ai suoi discutibili punti di vista racconta la città senza per questo replicare quello che scrivono i giornali, un blog che riesce a far dialogare l'annoiata pappa pronta generescion costretta  a lavorare senza senso negli uffici dopo i bagordi dell'università.
Una generazione di sconfitti che adora sentirsi tale e si crogiol nella malinconia.
Una generazione che vuole il contratto a tempo indeterminato e i Dico a tempo determinato.
Una generazione sempre pronta a dare colpe all'esterno senza troppo guardarsi dentro.
Una generazione che dopo un paio d'anni di lavoro non vede l'ora di andare in pensione per poter fare quello che non ha potuto fare quando era giovane.
Una generazione con poca fantasia che si arrabbia perchè non riesce ad emulare le gesta dei genitori.
Una generazione che piange per inerzia Dino Sarti e che anela ad un futuro uguale a quello dei propri genitori, una Bologna che sogna sempre di meno, una Bologna descritta anche dai bolognesi di adozione come ARIDA COME UNA ZOLLA SECCA.
Quale futuro per questi 30-40enni bolognesi sorseggianti aperitivi per sentirsi un pò più vivi?
Quale futuro per questa FOREVER IANG alfavill generescion bolognese ?
In risposta al discusso post della forever iang aeiouy, arriva un discusso post neuronale del prezioso collaboratore Marc Romagna.

Cara aeiouy,
anche io mi ci sono ritrovato parecchio nel tuo post, e allora così di getto ho voluto risponderti con questo breve post.
È vero, la sensazione che descrivi probabilmente è comune a molti.
Però secondo me è ancora più diffusa in chi, come tu e io, da fuorisede a Bologna ci ha studiato e poi ci è rimasto ancora per anni.
Anche per me sono undici anni, ormai.
Sai cosa c'è anche, secondo me?
C'è che la città beffardamente fa da specchio a ciò che eravamo e non siamo quasi più!
Nonostante (e va bene, porca miseria, va bene!) a quegli anni ci aggrappiamo con commovente calore e un pizzico di nostalgia, camminiamo in mezzo alla città che è la stessa di quei tempi.
È un dramma.
Ricordo che fu un piccolo trauma per me il primo anno da "non più studente".
No, caro Marc, mi dicevo mentre cominciavo le prime otto ore al giorno e ad uscire sempre meno la sera: tu non sei più all'università!
È la stessa città che ci ha visto godere per anni e  che ora, perché siamo soprattutto noi ad essere cambiati, ci sorride meno.
È come quando si guarda al giardino dell'asilo, lo scivolo, la ruota... vorremmo salirci ancora (e ogni tanto ci riesce anche di farlo), ma ormai siamo troppo cresciuti, sopra non ci stiamo più,
pesiamo troppo e l'altalena si spezza.
Me ne accorgo guardando le facce (ancora nel 2007) spensierate dei ventenni e delle ventenni (anche se pure per loro la città è diventata un po' più ostile, ché per noi era molto meno cara) Bologna è fantastica per passarci gli anni più spensierati!
Forse il meglio in Italia (e io la scelsi con questa convinzione, e non me ne pento).
Poi, diventa una città dove sopravvivere negli anni sempre più prosaici, e nemmeno tanto peggiore di altre.
Però concludendo, ti dico: sì, cerchiamo di prolungarla il più possibile, la nostra gioventù.
E godiamoci la vita, che la primavera a Bo è ancora niente male.
Un caro saluto
Marc Romagna
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venerdì, 16 febbraio 2007


L'INCREDIBILE ESISTE
e noi ve lo mostriamo in tutta la sua modestia


Come tutti, anche l'impareggiabile Agente K vagola per internet nelle lunghe e noiose giornate d'ufficio. Diversamente da me, però, nega di navigare a caso. Come avrà fatto, allora, a trovare questa perla internettiana? Io non lo so, e sospendo ogni giudizio. A voi gli adeguati commenti.
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venerdì, 16 febbraio 2007


l'antica TESSERA di Bologna dei musei


IL MUSEO E LA CITTA'

Bologna dei Musei. Era un “marchio” del Comune di Bologna per promuovere i propri spazi espostivi permanenti, dotato di totem per tutta la città, sito dedicato e – udite udite – TESSERA annuale.

Sì perché a Bologna di Musei c’è n’è un bel po’.

Dalla Pinacoteca allo SMA (Sistema Museale d’Ateneo), dal Museo Morandi all’imminente MAMbo (di cui già accennai e che finalmente vedrà la luce il 05/05/2007), fino ai più spregiudicati Museo del Soldatino, dellaTappezzeria e della Storia del Suono.
Per dare una panoramica sull’offerta vi servo un bel link con tutto l’elenco.

Ma, non paghi di cotanta abilità conservativa, eccone un altro in arrivo. O meglio. Più che un museo in sé è un progetto per rendere organica e strutturata la gestione dei Beni Culturali a Bologna. Se ne parla già da un po’ ma pare si stia concretizzando.

E’ il MUSEO DELLA CITTA’

E mammamadonna, e che è? Un poderoso e colossale progetto culturale per cui, praticamente si prendono a mano quasi TUTTI i monumenti di Bologna e si “legano” insieme in un percorso unitario. Per spiegare meglio il concetto, riporto paro paro la mission della società Museo della Città srl (intero capitale di Fondazione Carisbo): la Società ha tra i suoi compiti principali l’allestimento e la gestione di musei e delle attività ad essi connesse, nonché di mostre di carattere storico, artistico e culturale; lo studio l’organizzazione, la realizzazione, la promozione e la gestione di manifestazioni ed eventi nell’ambito dei settori dell’arte e della cultura e di progetti di restauro di beni culturali ed artistici.

E ancora, in perfetto stile marketing operativo aziendale: Non un museo dunque, ma un sistema in perenne divenire, un percorso urbano culturale per luoghi d’eccellenza che, partendo dal nucleo principale di Palazzo Pepoli Vecchio, arrivi a Palazzo Saraceni, attraverso Palazzo Fava, la Chiesa e l’Oratorio di San Colombano, il Centro di San Giorgio in Poggiale , il Baraccano e tanti altri luoghi strategici e opportunamente individuati per meglio raccontare di storia, di arte, di evoluzione urbanistico-architettonica, di cultura; per creare un vero e proprio laboratorio di progettazione per il futuro della città, dove le giovani generazioni possano imparare dal passato per offrire spunti nuovi e significativi per l’avvenire.

Uau.

Il Comune di Bologna delibera, la Fondazione Carisbo (ma veh) finanzia, il Comitato di cittadini (alla faccia dei “cittadini”: Eugenio Riccomini, Vittorio Prodi & co) promuove, la Curia (ehilà) guarda bonaria: non manca niente e nessuno. Ci sono tutti.

Ooops. Niente di nuovo sotto lo scarso Sole di Bologna?


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venerdì, 16 febbraio 2007


SVULAZEN

Bologna la rossa?
Boh!
Tutte le volte che vado fuori da Bologna tutti danno per scontato che io sia di sinistra, categoria ideologica e politica vecchia di almeno due secoli.
"Ah sei di Bologna eh?".
Segue  sguardo della serie hocapitocheseiuncomunesta.
Poi c'è la domanda "E Cofferati?".
Poi c'è la risposta che non li convince.
Poi c'è la domanda "E il sindaco di prima?"
Poi c'è la risposta che non li convince.
Dialoghi modesti alla quale uno spaesatissimo bolognese aut ov his siti deve sottoporsi.
Poi la zente ci rimane male se gli parli non tanto bene di Cofferati, non capiscono, come non capiscono che a Bologna esistono delle balotte ideologighe contrapposte vecchie di almeno due secoli.
Vagando per il uebb non è difficile incontrare modesti blog bolognesi  in totale contromodestotendenza.
E' il caso di SVULAZEN, blog spettrale con tanto di sfoggio di icone di appartenenza alla modestia moderata tipo il Bologna FC, la Fortutudo e la Fortitudo baseball (poi ci sono anche altri loghi discutibili più modestia nescional orientid, ma scopriteli voi).
Quello che più colpisce di questo blog è il linguaggio d'odio utilizzato molto simile a quello del "nemico" che l'autore di SVULAZEN vuole combattere in maniera poco propositiva.
In SVULAZEN si parla di sindaco forestiero che fa molto bolognese comunestaleghesta di cui abbiamo parlato a lungo, poi si parla di giunta cattocomunista, di nobiltà delle pattuglie cittadine... insomma un blog che mostra il volto di una Bologna che tutti i giorni nei modesti uffici tocchiamo con mano, ma che facciamo finta di non vedere.
L'incipit di SVULAZEN è di tipo tradiscional e dice così: Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,ora Ds con il cuore bertinottiano."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".
Insomma, volenti o nolenti, categorie politiche ideologiche vecchie di due secoli o no, SVULAZEN è un discutibile blog bolognese al 100% ed era necessario segnalarlo.
Non di solo spettro vive la bloglognosfera.

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giovedì, 15 febbraio 2007


EVENTI BOLOGNESI
DI UN CERTO LIVELLO

"La nostra forza e le nostre idee PER IL PARTITO DEMOCRATICO". E' questo il titolo della manifestazione pubblica che si terrà a Bologna il 19 febbraio alle 21 con Piero Fassino. Il segretario nazionale dei Ds presenterà la sua mozione congressuale con i segretari dei Ds di Bologna e dell'Emilia-Romagna, Andrea De Maria e Roberto Montanari, la presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini, il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, e il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. Conduce la serata Andrea Mingardi.
Va mo là.... e poi dicono che a Bologna non c'è ami niente da fare! Che linguaggio fresco e sgarzolino, che comunicazione trendy! Basta che poi i soliti noti non si lamentino che i zovani si disinteressano della politica, sentiamo invece cosa dice che Zefram che non è più giovane e che di politica ne sa un tot.

Leggo in ogni dove,spettro compreso,di una prossima ventura modestata per umarell ,fuorisede che avverrà lunedì all’exPaladozza ,ora Land Rover Arena ..dove avverrà un remake di tutte le grandi epopee della Politica Bolognese e nazionali…un mega comizio,in stile anni 50 60 dei cosiddetti grandi nazionali e Locali del partitone che fu…La domanda ,che ci viene a Fare l’uomo piu’ magro del mondo,al secolo Piero Fassino in questa fase di governo del paese ,della regione e di Plastico City …Beh forse una lecita risposta bisogna pur porsela..scandagliando nel web e nella sua mente di pazzo una risposta viene subito fuori..IL sondaggio di un ottimo e modesto giornale Scalfariano che ha dato in picchiata l’homus cremonenses (dal 56% di alcuni mesi fa,al 52% a pochi giorni fa) …verrà a dire che siamo i piu’ bravi,i piu’ buoni e che Sergione Nostro puo’ e deve dormire sonni tranquilli perché i nostri eroi sono con lui…
Sergio Gaetano..farà un sorriso e in pratica dichiarerà aperta la lunga marcia che lo deve portare alla rielezione nel 2009,ma sulla sua strada ci sono mille ostacoli,tra cui uno pesissimo e assai arcigno è sicuramente il vostro Modesto Redattore Zefram che annuncia da queste colonne che intende partecipare alla lunga corsa e vestirà per l’occasione i panni del Forrest Gump de nuater e correrà a fianco del Sindaco ,tracciando una linea parallela che non s’incontrerà mai con il personaggio sopraccitato. C’è un terzo personaggio di cui non ho ancora parlato,e la di cui Modestia parla tutta la città ,Il segretario provinciale Andrea De Maria,che è un buon Fangein e che immagino terrà un discorso buonista sull’organizzazione che presiede.. Venite tutti alla Land Rover Arena..non ve ne pentirete..e sarete nominati modesti ad Honorem

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giovedì, 15 febbraio 2007


ZANARDI, QUELLO DI ANDREA PAZIENZA

L'altro giorno mi arriva un essemmesse da Marmus che mi fa "Ieri ho conosciuto ZANARDI quello vero. Non ha mai parlato con Pazienza , che però era colpito dagli aneddoti che i Gaz Nevada raccontavano di lui". "Figata!" gli rispondo io, poi oggi mia rriva una imeil di Marmus che fa così:

Ecco perché la radio, fragilmente, resiste.
Sa attendere discreta in sottofondo fino a lasciarsi scordare, poi d'improvviso entra in ballo quando meno te l’aspetti.
Comunque fan così le cose immortali: probabilmente una questione di stile.
Tipo vai al bar e c’incontri l’Uomo Ragno, od il Mitico Villa: non c’è niente da chiedergli, né da offrirgli un caffè, però fa piacere.
Babu, magari, ed i suoi 4 anni saprebbero esattamente cosa dire, ma è un saper stare al mondo, quello,  che svanisce presto.
Io, ad esempio, non ci ho mai parlato con Andrea Pazienza, però l’ho sfogliato, in alcuni pomeriggi contenti.
Eppòi, una sera tipo ieri, [mentre spieghi al tuo amico d’infanzia con le stampelle che ti ha invitato a cena al sesto piano i motivi per cui qualcuno ha ritenuto di usare una spranga per liberare una ragazza che teme i luoghi chiusi dal suo ascensore] da una dimensione imprecisata, molto vicina allo stereo, dopo aver letto la mia bozza d'un qualcosa, che il mio amico non ritiene prioritario in questo momento [mentre l'ascensorista spiega serio che grazie alla ragazza che teme i luoghi chiusi il trasloco dalla casa al sesto piano il tuo amico con le stampelle dovrà farselo a piedi] si avvicina e mi dice: “mah… io con Pazienza non ci ho mai parlato, credo.
Però, siccome quando stava in via Clavature, nel '77 quegli anni là, frequentavamo i Gaz Nevada e giravo con degli occhiali bianchi, poi una volta che eravamo rimasti chiusi dentro, mi sono arrampicato su una scala... e un amico comune mi ha detto che avrebbe scritto queste cose prendendo un pò da lui e un pò dai racconti che gli facevano di me mah:mi chiamo ZANARDI".
Lo guardo [il naso, quel naso: il SUO naso] e mentre avrei da chiedergli un abisso di cose gli domando solo se può ridarmi il foglietto.
Poipperò, alla fine, nel rincasare presto, gli dico, sincero, che è stato un piacere.
Zanardi,  che non ha mai conosciuto Pazienza, se non di vista magari, e che entrambi non sanno, probabilmente, [una questione di stile, o di timidezza] di essere tanto così fragilmente immortali.

Marmus
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mercoledì, 14 febbraio 2007



IL CINEMA IN INGLESE
Una tradizione assai snobbata


Quando andavo al Righi, la mia prof. di inglese non aveva molta voglia di lavorare. Se riusciva a sostituire un film per una spiegazione era sempre contenta – per es. Romeo e Giulietta di Zeffirelli al posto di leggere Shakespeare, etc. etc. Una cosa che la mia prof. diceva sempre, appunto, era di andare a vedere i film in inglese. Andate a vedere i film in inglese, così fate esercizio.

Seguii il suo consiglio solo una volta e andai al Tiffany di Porta Saragozza a vedere Top Gun. Ovviamente tutti parlavano nei microfoni dei caschi degli aerei e tra un casino e l’altro non capii un tubo. Smisi del tutto di andare al cinema in inglese.

Fino a lunedì. Non è più al Tiffany ma al Nosadella, ma tutto il resto è simile. La maggior parte degli spettatori – quasi tutti direi – sono studenti americani di vari colori. Nel gigantesco atrio del Nosadella con le vecchie poltrone in vendita a 10 euro fai la fila per vederti un bel film in strano idioma, di cui capirai poco o nulla (questo lo scrivo per il volgo, perché io, prof. del Righi a parte, sono praticamente anglofono). Ma è proprio come andare al cinema italiano.

In realtà, il bolognese non si fa abbindolare dalla bazza (costa 5 euro e 50, se ti iscrivi alla mailing list addirittura 3 euro) e preferisce vedersi i film in italiano. Che poi, i film più gettonati, tipo Natale a New York o Olé mica li fanno al cinema in inglese. Al bolognese ste cose straniere non piacciono mica.
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mercoledì, 14 febbraio 2007


FESTIVITA' BOLOGNESI DI FEBBRAIO

Visto che oggi è San Valentino, visto che collaboro con Bologna da Vivere, visto che Bologna da Vivere non lo leggono tutti, copio e incollo mio discutibile scritto sulle festività di febbraio festeggiate dai bolognesi. Ognuno a suo modo.

14 Febbraio
San Valentino, festa degli innamorati o presunti tali, tipica festa consumista in cui le persone sono obbligate dalle istituzioni a dire TI AMO alla loro dolce metà. La tradizione impone di fare un regalo, ma nel 2007 fa molto fico dire “Io San Valentino non lo festeggio”. Poi alla fine lo festeggiano tutti.

15 Febbraio
San Faustino, la festa dei singol livorosi che si proclamano singol per scelta, poi se si va ad approfondire l’argomento si scoprono storie tristissime di amori non corrisposti, mamme invadenti e disturbi mentali più o meno gravi. Si consuma poco, si rosica molto, ma fa fico dire ““Che sfigati quelli che festeggiano San Valentino”. Sono rarissimi i casi di persone che hanno voglia di festeggiare questa mesta ricorrenza pagana.

16 Febbraio
San Treschino, protettore degli alberghi ad ore. Festa poco pubblicizzata, ma molto sentita. Gli insoddisfatti di San Valentino ed i singol per scelta (di solito altrui) si incontrano e si scambiano in ritardo di due giorni l’ennesimo regalo di San Valentino. Si consuma molto.
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mercoledì, 14 febbraio 2007

Varie 058

Bologna e la luce

Domenica sono andata a San Luca a camminare nel tentativo di rassodare i miei chiapponi per l’Estate 2007.
La mia amica ed io siamo partite dal centro, ci siamo incamminate verso via Saragozza e su dal Meloncello verso la sofferenza del gluteo.
Passando sotto il lungo portico, dallo sgradevole puzzo di merda che saliva dal pavimento, mi sono accorta che i cani cagano anche in salita. Tanfo, fatica, sudore freddo nella schiena e atletici umarells che mi umiliavano sorpassandomi.
Sentivo un gran disagio addosso che non derivava solamente da questi fattori, peraltro fastidiosissimi, ma dal fatto che constato che neanche nel mio cammino verso San Luca vedo la Luce.
Vivo a Bologna da 11 anni, la considero ormai la mia seconda città, ma dopo tanti anni comincio a soffrire la mancanza della luce calda e gialla del Sole. Quest’ombra mi soffoca.
E pensare che nel 1997 non mi dispiaceva quel cielo grigio piombo di cui parlava Neffa. Ma forse all’epoca c’era più luce dentro di me, più speranza, più amore, più incoscienza.
Ora quel buio e quel grigio mi danno fastidio, mi rendono irrequieta, mi fanno star male.
Bologna purtroppo è una città dall’impianto medievale, le strade sono strette e la colpa non è di nessuno se il Sole non sfonda tra i vicoli del Centro Storico.
Ma Bologna non è una città claustrofobica solo perché buia.
La sensazione che la città dà a chi non è nato all’ombra delle Due Torri, dopo anni, è quella del sentimento non corrisposto, dell’amato che ti respinge, del marito che ti lascia perché stanco della quotidianità e non vuole più saperne di te e del tuo amore.
Bologna è impermeabile, è stagnante, è scura, è come un lungo tunnel in cui però la luce in fondo non si vede mai. Bologna alla lunga è faticosa, ti priva degli stimoli.
Bologna è di proprietà di pochi che tengono i fili dei burattini. Bologna è la città delle Pimpi, Fufi, Cicci, Totti, Lulli e dei baci di Giuda sulle guance scambiati nei luoghi degli aperitivi finto-milanesi.
A Bologna non si beve, non si fuma, non si parla all’aperto, non si suona all’interno, non si lavora e non si scopa.
Bologna è arida come una zolla di terra secca e Dio solo sa quanto avrebbe bisogno di essere nutrita dall’amore, irrorata dalle idee e baciata dall’alba di un nuovo giorno.
Bologna è ferma ed ha bisogno di un motore. Bologna ha bisogno di un nuovo Sole cui girare intorno.
Bologna ha bisogno della Luce, sperando che questa non sia Godot.

*Nella foto l'alba di un nuovo giorno sul Mare Adriatico.

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martedì, 13 febbraio 2007


BOLOGNA E TESSERE
(Un viaggio tra obbligo e convenienza)

La tirannia della modestia bolognese ci ha convinto sin da quando eravamo piccoli che dobbiamo tesserarci a qualcuno qualcosa e così  i bolognesi si tesserano, senza se e senza ma.
Perchè?
Perchè conviene.
Convienecosa?
Perchè conviene.
E se non mi voglio tesserare?
Non ti conviene.
Non tesserarsi a Bologna non è mica facile.
Non si sa mai.
Se non ti tesseri vieni invaso dal senso di colpa, vedi che tutti hanno la tessera e allora la fai pure tu, e poi in alcuni casi se non hai la tessera, non ti fanno entrare.
Varie volte sono stato costretto a fare la tessera, non perchè mi convenisse, ma perchè era obbligatorio.
La tessera di costrizione forse più degna di essere menzionata è quella del cinema Lumiere, all'epoca obbligatoria.
O hai la tessera o non entri.
Al Lumiere erano chiari.
Poi la facevi ed appartenevi al club dei modesti maronitici cinefili.
Magari ci andavi solo una volta al Lumiere, però di solito scattava il modesto meccanismo "ho fatto la tessera...devo amortizzare il costo" e così alle tue ansie si aggiungevano le ansie dei protagonisti dei film del LUmiere che di solito non avevano un lieto fine.
Poi c'è la temutissima tessera ARCI, la più insidiosa del creato bolognese.
Qui non si entra senza tessera ARCI e allora c'è sempre l'amico che l'ha fatta che te la presta passandotela dalla finestra del cesso, oppure l'amico malato che non può venire, allora lo vai a trovare e ti fai prestare la tessera ARCI perchè proprio non la vuoi fare.
Quante volte non si è entrati in un locale perchè non si voleva fare la tessera ARCI?
Alla tessera Arci però è praticamente impossibile sottrarsi e così c'è la sera che si calano le braghe e si fa sta cazzo di tessera ARCI, così si può entrare nei locali più fighi di Bologna, anche solo per ammortizzare il costo della tessera.
Insomma la tessera la si fa e poi si deve ammortizzare il costo e visto che a Bologna tutti desiderano tesserarsi perchè conviene, chiunque abbia un'attività di qualsiasi cosa fa? Si fa stampare le tessere perchè sa che il bolognese si tessera perchè conviene.
Ma conviene cosa?
Conviene.
E se non mi voglio tesserare?
Non ti conviene, non si sa mai.
Ma non si sa mai cosa?
Non si sa mai.
La tessera più modesta di tutte rimane quella della coop, che in cambio di qualche premio modesto e/o di qualche sconto modesto grazie alla modestissima raccolta punti ti sussurra conviene! Conviene! Conviene!
Ach... pure io che faccio tanto lo sborone mi sono fatto abbindolare e l'ho fatta, non so quando mi faccio scalare i punti della spea e finisce lì, visto che i premi di solito sono modestisismi, ma almeno non sono diventato socio prestatore coop.
Ehhhh?
In cosa consiste quest'ultima bazza? Significa che dai dei soldi alla coop usando la coop come conto di deposito, il tutto sulla base di niente, tipo stretta di mano, fidandosti... nel senso che non esiste alcun rating su questo prestito.
Si vabè ma la coop non ti può fregare.
Tu ti fidi, dai i tuoi risparmi alla coop e loro ti danno degli interessi modestissimi:

Fino a 2.500 euro
1,50% lordo / 1,31% netto

Tra 2.500,01 e 15.000
1,85% lordo / 1,62% netto

Tra 15.000,01 e 31.150
2,85% lordo / 2,49% netto

A questo punto i bolognesi dovrebbero chiedersi: conviene?
La risposta razionale, ma soprattutto dimostrabile con dati alla mano è: no, non conviene, un normale conto di liquidità (arancio, santander...) offre di meglio.
No, no, il conto coop conviene, gli asini non volano, svulazen!!!
Ma dov'è finita tutta la diffidenza dei bolognesi?
Macchè diffidenza, la tesssera coop conviene.
Ma conviene cosa?
Conviene.
La coop sei tu, chi può darti di più?
Ingdirect?
Meglio non fidarsi... siamo bolognesi.
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lunedì, 12 febbraio 2007


DI ESSE

Dino, tipico nome da umarell bolognese.
Sarti, tipico cognome da umarell bolognese.
Dino+Sarti= Dinosarti, un umarell senza bisogno di presentazioni, il Vasco Rossi degli umarells (mentre Vasco Rossi è l'umarell  che piace ai giovani) indimenticabile il suo inno dedicato al Bologna Futbol Cleb e la sua celebre Spometi.
Ieri è morto, aveva 80 anni.
Come al solito i bolognesi si sono stupiti e si sono incupiti: "Merda! E' morto Dino Sarti".
Siamo al paradosso, muore una persona di 80 anni e ci si stupisce.
Invece di dire "Beato lui che è vissuto fino ad 80 anni" ci si incupisce e ci si stupisce.
Il bolognese è un animale tragico perché solo dopo la morte di un ottantenne si accorge di aver piena coscienza della propria esistenza e della propria morte.
E mentre scrivo questo discutibile coccodrillo, migliaia di umarells, zdaure e ahimè zovani in ottime condizione fisiche si vanno a controllare qualcosa (10 eurini plis) anelando all'eternità.
Addio Dino.
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domenica, 11 febbraio 2007


LA PIAZZOLA
IL MERCATO STORICO DI BOLOGNA

In una delle mie vite precedenti "lavoravo" alla modesissima Confesercenti con mansioni di cinno che tiene dietro la contabilità agli esercenti, ovvero benziani, ambulanti, giornalai, tabaccai... sta gente qui, i bolognesi meneger, quelli col rischio d'impresa.
Primi contatti con la modestia.
Primi contatti con il precariato che all'epoca non si chiamava così ed era l'anomalia.
3 mesi di "lavoro".
1 mese a casa.
TFR che decidevo di versare nelle mie tasche e spendere in viaggi scozzesi ed ozio costruttivo.
Un simpatico luup per avere qualche soldo in tasca dove lo sbattimento maggiore era svegliarsi alle 8 di mattina.
Lavoro a parte, non era poi così male, ma soprattutto si toccava bene il polso della modestia, sia in ufficio che fuori.
All'interno, le tipe se la tiravano perchè tenevano i culoni su comode sedie e giustivicavano la loro esistenza con quelle 7 ore e mezzo ad inserire pochi dati, sempre gli stessi.
All'esterno, gente che aveva 2 fatture di acquisto da 1.000.000 di lire e dichiaravano 7.000.000, erano quelli che vendevano le scarpe bazzose a 5-10 sacchi e su ogni scarpa avevano un ricarico del 2000% leggermente in blec.
Erano gli stessi che nel quadro del 740 dove dichiaravano gli appartamenti di proprietà, non bastava il foglio.
Modestissime storie bolognesi del 1992, storie di 15 anni fa, storie di simpatiche evasioni fiscali bolognesi sottovalutate dalle ragazze col culone al caldo e lo stipendio da un milione e due al mese, il trionfo della modestia e dei furbetti della piazzola.
Futuro, anzi presente.
L'altro giorno la finanza irrompe alla Romeo Benetti in Piazzola, controlla 54 ambulanti e nessuno è in regola.
Chi l'avrebbe mai detto?
Pazzesco!
20 ambulanti fuggono.
Alla fine di questa gheg 15 ambulanti si mettono in regola derisi dagli altri 39.
Bologna - Italia 2007.
E adesso?
Che succederà venerdì?
Non chiuderanno mica la PIazzola?
I bolognesi di 15.000 euro all'anno si interrogano.
Tutta colpa di Cofferati ?
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sabato, 10 febbraio 2007


BOLOGNA

La poesia di Massimiliano Boico appesa dal calzolaio di Mello forse sta appesa lì per dimostrare che Bologna è una città di poeti... una delle Città più sublimi e belle d'Italia.
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venerdì, 09 febbraio 2007


MODESTO SABATO BOLOGNESE LETTERARIO

Sabato 10 febbraio 2007 la Bologna letteraria gonfierà il poderoso petto in una libreria in Via Irnerio ed in un'altra in Via Mascarella, ma di questo ne parleranno i giornali, quindi l'informazione spettrale non sarebbe altro che proporre argomenti rindondanti.
Lo Spettro della Bolognesità, da sempre ci tiene a proporre eventi dei quali nessun giornale ne parlerà, tipo domani pomeriggio, presso la trattoria L'Assassino (Via Vinazzetti angolo via dell'Unione) alle ore 17.00 si terrà la presentazione di LA VOLATA DI BITOSSI, Il primo romanzo (generazionale) di Mirco Zucchelli detto Tonnio's.
Introduzione di Andrea Toschi detto Mega.
Aperitivi e stuzzichini saranno gentilmente offerti da Sergio Zaccone, padrone della trattoria bolognese.
La fonte di questo discutibile evento è questo discutibile sito bolognese impossibile da navigare: http://www.eravamotreamicialpub.it
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venerdì, 09 febbraio 2007


AVERNE DI 15.000 EURO L'ANNO
(Lo spettro di collocamento)

Una discussa lettera di una vera zovane (mica come noi della redasione che facciamo finta di esserlo) con dei problmi zovani senza bazze tipo nonna che crepa e lascia una casa, papà o mamma che ti trovano il lavoro da amici e/o aziende di amici e/o enti dove lavorano amici etc. etc. Una zovane alla ricerca della felicità dove la paola felicità a rima con "voglio lavorà (lavotà?)" . Ascoltiamola!

Chi scrive è una giovane ventiquattrenne bolognese che da sei mesi vive ogni giorno un’avventura simile ad un gioco, che chiamerò per comodità “Trova anche tu un lavoro Normale”.
La suddetta giovane è un operatrice dei servizi sociali. In soldoni un’educatrice per asilo nido e animatrice per varie ed eventuali strutture sociali.
Ancor più in parole povere, il mio curriculum vitae vanta esperienze da cassiera, commessa, segretaria e quant’altro.
Da giugno mi ritrovo senza un lavoro e con la padrona di casa, classica lentissima zdaura bolognese sull’ottantina abbondante, solerte nel suonare il campanello ogni primo del mese!
Ho affrontato una miriade di colloqui in questi mesi, call-center, segretariato, impieghi vari, esercizi pubblici…Ma nulla! Ho troppa esperienza, poca esperienza, pochi anni, troppi anni (?!), non hai l’auto.

  • Mi è capitato di trovarmi a prendere nota dei deliranti e affascinanti pensieri di un conte centenario, fino a quando non ha tirato le cuoia.
  • Ho fatto la segretaria in un luogo ove lo scopo reale era quello di farmi fare l’imbonitrice di cellulari.
  • Ho accettato un lavoro per un telefono erotico (perché no?) per poi scoprire che alle spalle si celava il classico maniaco in chiave moderna.
  • Ho accettato lavori di un giorno solo per conto di agenzie di lavoro a tempo determinato.
  • Avrei anche valutato di vendere il mio sangue se arrivassi a pesare 50 chili (no, dai… qui esagero. Forse)
  • Ho valutato lavori che mi avrebbero fruttato ben 500 euro al mese… (ma se l’affitto è di 450 €?)
  • Ho messo annunci sul e, l’ultimo colloquio per il quale sono stata chiamata, è durato 30 secondi, nei quali mi è stato detto che avevano appena trovato un’altra persona. Come se il telefono non esistesse.

Allora, io non sono una persona mostruosa, in nessun senso.
Anzi mi reputo una ragazza socievole, educata (non è cosa da poco…), con diverse esperienze lavorative alle spalle, sveglia, rapida nell’apprendimento di nuove mansione, uso del pc, basi di inglese, francese e spagnolo, non ho famiglia della quale occuparmi e non prevedo di averla a breve, essendo tranquillamente single, vivo da sola e sono autonoma sia materialmente che psicologicamente (economicamente non so ancora per quanto), ho passione per la scrittura, mi ritengo matura e intelligente, talvolta ironica, ma soprattutto… CON TANTA VOGLIA DI LAVORARE!
Insomma, non mi sembro proprio una persona da buttare.
Ho sempre umilmente valutato ogni tipo di offerta e di contratto, anche quelle ai limiti della dignità del lavoratore.
Il mio curriculum ha giornalmente una tiratura maggiore rispetto a quella del Resto del Carlino. (Ultimamente non è questa grande impresa.)
Il passaparola e la visibilità del blog dello Spettro della Bolognesità riuscirà ad aiutare questa brava fanciulla nell’intento di trovare un lavoro?
Rimango in ascolto, permettendomi anche di sperare.

Ivana
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venerdì, 09 febbraio 2007


BEPPE MANIGLIA & FRIENDS
IN DIRETTA SU WWW.TELEKINGFREAK.COM

E' da tanto che non si parla di degrado, ma dov'è finito il degrado a Bologna? C'è ancora? Tranquilli, c'è ancora ed i New Hyronja progetto OLD in collaborazione con il discusso locale Estragon contribuiranno a fomentarlo organizzando una serata indimenticabile: BEPPE MANIGLIA & FRIENDS. Quando? Venerdì 9 febbraio 2007. Appuntamento dalle dieci in poi all'Estragon, una serie di "artisti" incredibili, il trionfo del petronian borderlain rigorosamente a GRATIS. Ci si vede lì, oltre a Beppe Maniglia ed al sassofonista coi cani Spongano (dei quali non è garantita la presenza) ci sarà Magic Voice che Michele il Genio andrà a prendere in stazione (uno dei luoghi più pericolosi di Bologna) e tanti, tanti altri..
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giovedì, 08 febbraio 2007


BOLOGNA PAGA 15.000
(I ricchi pagano 70.000)


Mia madre è fiorentina, ma vive a Lecce da 40 anni.
Spesso riesce a capire quella strana città barocca incastonata nella penisola della penisola, più di tanti leccesi veraci.

Destino simile non è capitato a me invece che sono Bolognese di Puglia.
Bologna non la capisco, non sempre.
Spesso per schiarirmi le idee, devo fare ricorso ai miei contatti più insigni.
Stamattina era una di quelle volte in cui avevo bisogno di schiarirmi le idee. Allora, dopo aver letto i giornali, ho scartabellato la mia agendina e ho telefonato a Maciste Parpadelli. Lui, economista di fama, vive in un rustico ristrutturato del Salento. Ma con occhio finanziario tutto sa e tutto scruta.
Al telefono con Maciste, mentre lui sgranocchia una frisella, ci scambiano un po’ di idee e valutazioni.
Alla fine concordiamo su tutto.
L’argomento è “i bolognesi sono poveri o evasori?”.

Il dato è quello dei redditi individuali.
A Bologna, città ricca, ma ricca davvero, ricca tanto da essere in Italia subito dopo Milano, oggi si scoprono i dati sulle dichiarazione dei redditi.
Si scopre che un cittadino bolognese su due (tra quelli che percepiscono un reddito) dichiara meno di 15'000 euro l’anno. Quasi uno su 3, il 30%, addirittura, dichiara meno di 7'700 euro all’anno.
Cifre da fame. Bologna come Vibo Valentia?

I due giornaloni locali (che sia benedetta la concorrenza!) spiegano la questione da due punti opposti.
Il “Corriere di Bologna”, forse un po’ troppo benevolo, legge tutto in chiave di povertà. Anche Bologna è povera, scrive. Ci sono sempre più pensionati con la minima, studenti, famiglie coi figli, ecc. che non arrivano alla fine del mese.
“Repubblica” invece, che con un nuovo concorrente tanto autorevole si dimena per dimostrare di non essere seduta sui ritardi della città, parla invece di evasione. La città è ricca. Se i redditi sono così bassi è colpa di chi evade. Per dire ciò, l’edizione locale di “Repubblica” scomoda addirittura uno dei fondatori del giornale romano. Giuseppe Turani spiega come ai suoi amici bolognesi nessuno vuole fare una fattura.

Dove sta la verità?
Di qua?
Di là?
In mezzo?
Dico il Mello pensiero corroborato dal rigore intellettuale di Parpadelli.
Bologna è ricca, non ce la menate. Ci sono, è vero, della sacche di povertà. Ma i soldi ci sono e sono tanti. Ci sarà anche della maledetta evasione. Ma questi dati vanno letti da un’altra angolatura.
Infatti queste dichiarazioni sono solo di redditi individuali: mancano le rendite finanziarie!
Mancano insomma incassi per affitti, bot, cct, azioni, proprietà.
E hai detto niente!
Nella nostra città umarellica, sono questi gli incassi che la fanno da padrone.
Conosco almeno una decina di signorone che non fanno niente dalla mattina alla sera. Ma che se le chiamate in qualsiasi ora del giorno e della notte avranno almeno dieci appartamenti da affittarvi. Povere queste signorone? Non lo so! Evadono? Di certo non tutte!
Il discorso allora che è che Bologna, diciamolo, è ricca. Ma è anche ferma. Per stare bene e fare bene conta “quello che si ha”, infinitamente di più “di quello che si fa e che si sa fare”.
Una città che vive di rendite.
Che c’è di strano?
Ah, bhè, nulla!
Tutto perfettamente in linea con l’Italietta immobile.

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