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sabato, 31 marzo 2007


UMARELLS E CACCHE DI CANE
(Bologna spiegata alla nazione)

Domani mattina, 1 aprile 2007 sulla celebre Radio 24 (la frequenza ve la cercate voi... è celebre) intorno alle 11 c'è Max Bartender che parla di deiezioni canine e intorno alle 12 c'è Maso che parla di umarells. Buon ascolto.
postato da: maso_ alle ore 15:58 | Permalink | commenti (8)
categoria:maso
venerdì, 30 marzo 2007


UNO STRACCIO DI LAICITÀ

La galassia che ruota intorno allo Spettro è l'emblema della eterogeneità. Ci sono redattori sposati in chiesa, altri sposati in comune che poi han cambiato idea, ci sono quelli che fanno figli in nero perchè c'è la bazza e altri che faranno presto un pacs come Max e Zefram. Insomma ognuno è libero di farsi i ca##i suoi.
Ma come si fa ad andare d'accordo in mezzo a questo bailamme? Basta rendersi conto che la confusione é oggettivamente l'anticamera di nuovo ordine precario che sostituisce in parte o in toto le certezze precedenti.
Siamo abituati a guardare sempre indietro e a ripetere che si stava meglio quando si stava peggio. Ma chi l'ha detto? E se anche fosse vero, quello che conta è adesso. Forse è anche colpa di 'sti dicorsi nostalgici proiettati al passato che adesso non si sta così bene. Cosa vuol dire stare bene in Italia nel 2007?

Dai microfoni di Controradio e Città del Capo-Radio Metropolitana è nata l'idea di mettere in circolo e indossare dei piccoli “straccetti” rosa porpora: alle nostre borse, alle auto, agli scooter, alle finestre, uno straccetto per dichiarare pubblicamente la nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana.
Siamo tutti divorziati (e aspettiamo la comunione), siamo tutti conviventi, siamo tutti gay, siamo tutti credenti e tutti laici. Ma vogliamo che lo stato sia laico. Contro lo scontro di civiltà. Contro la campagna vaticana martellante, pesante e volgare, giorno dopo giorno che iddio mette in terra. A questa volontà scientifica di provocazione, laici e credenti (uniti nella lotta) rispondono in maniera pacifica, brillante, simpatica, e non violenta.

Da oggi nella sede di Città del Capo (sabato fino alle 13, lunedì dalle 8 in avanti) e in quella del Cassero si possono ritirare degli straccetti rosa. Ovviamente, chiunque ne sentisse bisogno, può costruirselo da sé.
postato da: MaxBartender alle ore 18:56 | Permalink | commenti (22)
categoria:max bartender
venerdì, 30 marzo 2007


500 e passa PERSONE FILM FESTIVAL


Una delle cose più belle che si fanno a bo (dopo NETMAGE) è il 50 ore film festival.
Lo fa il Link grazie al paziente e competente lavoro di Alessandra D'Amico.
Praticamente ci si iscrive.
Il venerdì sera ti danno un genere (quest'anno i generi erano: HORROR; THRILLER; COMMEDIA; DRAMMATICO; NOIR; WESTERN METROPOLITANO; GANGSTER; SPLATTER; EROTICO; COMICO; FANTASCIENZA; CATASTROFICO; ARTI MARZIALI; SUPER EROI; MUSICAL).
Ti danno due oggetti che devi mettere nel film
(quest'anno dei guantoni da pugile e un cavalletto da pittore).
Ti danno una frase che qualcuno ad un certo punto devi dire (quest'anno la frase era "Al tre saltiamo").
E poi tu hai 50 ore per fare un corto
(tra un minuto e max 5).
Devi fare tutto tu e tutto originale.
Dalla musica, ai dialoghi, alla sceneggiatura.
Poi si fa una serata dove viene nominato un corto vincitore (stasera alle 21 al link). Che vince attrezzature per realizzare un altro corto.

Che se uno poi la sente così questa cosa potrebbe pensare, ah ok, carino. Forse ci vado. Forse no.
Ma rimango di stoccafisso se penso che quest'anno, al 50 ore, hanno partecipato quasi cento troup.
Dico cento. Che vorrà dire almeno sei, settecento persone.
Dico settecento persone che sono una ricchezza di cervelli, di risorse, di competenze, che forse molte città europee pagherebbero oro per avere.
Dico città europea perchè Bologna sta in Europa, ma non so quanto consideri una risorsa questa massa filmante in giro sotto i portici.
___________
ps: sul mio blog trovate uno dei video non selezionati piuttosto particolare anzichenò.
postato da: mello alle ore 15:14 | Permalink | commenti (11)
categoria:mello
venerdì, 30 marzo 2007


MEDIATEKA vs PROFUMI E BALOCCHI

E mentre Bologna si gloabalizza, un paese (che poi non è un paese ma una protuberanza di Bologna che ci tiene a non chiamarsi Bologna) aka San Lazzaro di Savena domani pomeriggio alle 15.30 inaugura una mediateca avec les controcojons.
Libri, audiovisivi, corsi, eventi culturali, conferenze, Informagiovani e chi più ne ha più ne metta!
E chi non ne ha, non metta niente.
Le lobbis del'ignoranza tremano.
Umberto Tozzi freme davanti al tuo seno.
postato da: maso_ alle ore 11:32 | Permalink | commenti (16)
categoria:maso
venerdì, 30 marzo 2007


BIUTI SCIOP vs BUK SCIOP

Bologna e piove e a percorrere il ciottolato porfidato di Via Santo Stefano con il cavallo meccanico bisogna stare molto in orecchia. Pausa bagnata al semaforo pedonale di Piazza Cavurrr e via, poi, all'improvviso una sorpresa.
Avete pesente quel negozio di libri che si trovava di fronte a Zanarini?
Non c'è più.
Ora in Via Farini c'è SEPHORA, un biuti sciop per la bella gente profumata.
Come a Carnaby Street.
Come alla Fifth Avenue.
Come alla Rue du Commerce.
Come ovunque...
postato da: maso_ alle ore 10:10 | Permalink | commenti (45)
categoria:maso
giovedì, 29 marzo 2007


TRA PARPADELLI E IL SUONO

Visto che su Bologna non c'è niente da dire in più di quello che abbiamo già detto da 2 anni a questa parte, diamo spazio ad altri eventi culturali che hanno come protagonisti il nostro redattore Piluto e il nostro storico collaboratore Hawanagazzz.
Partiamo da quest'ultimo:

Ciao Masso, senti, vedi se puoi informare la GGente, che il sottoscritto sarà ospite (domani venerdì e venerdì (pure) prossimo), in orario forse poco Impiegatizio (H.14) a una trasmissione di Radio Città Fuggico in quanto esperto di storia del SUONO reggistrato.
Nello specifico domani parlo del suono valvolare ( e der mixer der papa...).
PS: Magari sottolinea che l'ULTIMO ESEMPLARE AR MONNO de MIXER DER PAPA sta qua a BBBologna...

E ora parliamo di Piluto  alla tele ospite di Capitali Coraggiosi:
L'altro giorno mi chiama un mio amico che fa il giovane industriale e mi fa: "Senti Piluto su OdeonTV c'è bisogno di uno che parli di internazionalizzazione nelle imprese emiliano/romagnole, sai quella roba di parlare inglese al telefono e della concorrenza cinese che poi chiudi? Cosa dici se lascio il tuo numero alla conduttrice del programma?”.
"Niente in contrario" rispondo "Ma di quale programma si tratta?"
"Ma come??? Non guardi mai Capitali Coraggiosi su Telesanterno?"
"No" faccio io.
Così Piluto (grande estimatore di Maciste Parpadelli) nelle veci di esperto di internazionalizzazione, venerdì scorso ha preso la macchina ed è andato a Ferrara a registrare Capitali Coraggiosi condotto dalla procace ed abbronzatissima Elisa Stefanati. E' stata dura, la concorrenza era agguerrita. Di fianco a me sedeva persino Corrado Guzzanti che imitava il gestore di un fondo che investe in aziende che vogliono aprirsi all'estero. Forse non la sua migliore imitazione, però ha fatto molto ridere.
In onda questo giovedì alle 22e30 ed in replica domenica su telestense non so a che ora.

Questo è tutto dallo spettro... potevamo mica parlare di Romilia.
C'è tempo e chi ha tempo, aspetti tempo che non gli corre dietro nessuno.
postato da: maso_ alle ore 15:29 | Permalink | commenti (9)
categoria:maso
mercoledì, 28 marzo 2007


MODALITA' FASHION

Frequento brutta gente, postacci e quando posso me ne sto in casa, ma molti lettori mi chiedono: "E la bella gente (che non è come te) dove va?".
Allora mi sono docmentato e mi sono venuti in aiuto Bullet e Manna di Modalitàfashion e così vi dò sta dritta qui. L' ingresso e' rigorosamente gratuito...perchè anche alla Bologna bene il gratis piace dimondi.
postato da: maso_ alle ore 18:43 | Permalink | commenti (27)
categoria:maso
mercoledì, 28 marzo 2007

ZERO


Ieri arriva Merini al Civico 32 e mi porta in dono l'ultimo cd dei Dna 2, poi mi guarda con fare sospetto e mi fa: "Oh... ho letto la tua dichiarazione dei redditi"
"Dove?" faccio io, ignaro di tutto ciò.
"Su Repubblica!"
"Grande" faccio io.
"Zero!" dice lui ghignando.
"Come zero?"
"Barbone! Zero!"
"Ma non è vero" dico io ghignando.
"Zero... hahahahahaha... aiutami signore che sono messo male!!!"
La storia finisce lì, poi oggi, incuriosito dalla mia dichiarazione dei redditi non veritiera vado a vedere la praticissima  gogna mediatica bolognese di Repubblica consultabile on lain.
Zero.
Ma come?
Raccatto scartoffie modeste e ricordo bene di aver dichiarato più di zero, allora telefono al mio commercialista che appena gli racocnto sta storia si fa una gran ghignata e mi spiega: "Ma no, tu in quell'anno eri nel regime forfettario e su repubblica pubblicano gli imponibili che si trovano al rigo RN5 o RN6. Tu quell'anno lìsei stato tassato al rigo RE22, quindi negli altri righi non hai importi"
"Ah" dico io.
Poi il commercialista prosegue "No, ma a parte il cattivo gusto di pubblicare gli imponibili... che poi c'è un fracoc di gente che non si sa bene perchè non compare nelle liste... secondo me questa è una mossa per spostare l'attenzione su questo problema (tutti i liberi professionisti evadono) per mascherarne altre. Scrivilo!"
E io l'ho scritto.
Intoxicheitid wih medness, Aim in lov uiz mai sedness!!!
postato da: maso_ alle ore 17:50 | Permalink | commenti (24)
categoria:maso
martedì, 27 marzo 2007


BIONERGETICA BOLOGNESE

Dopo Mello con l'Italia spiegata a mio nonno che viaggia sugli oltre 4.000 daunlodd e in attesa del libro degli UMARELLS edito da Pendragon in uscita a maggio, ecco un nuovo libro spettrale al quale tengo tantissimo: Che cos'è l'analisi bioenergetica, Editore Carocci, autore Alessia Capecchi.
Ma che cos'è l'analisi bionergetica?
Fa bene?
Fa male?
Dipende?
E chi è Alessia Capecchi?
Nessuno della redasione risponderà neppure sotto tortura a queste domande, ma il mistero verrà svelato Venerdì 30 marzo 2007 alle ore 18.30 presso la Libreria TRAME in via Goito, 3\C a Bologna.
Spettrali discipline crescono...

"Oggi sto meglio, potrei star meglio, ma se sto meglio, che sbattimento!"

SOMATIZZAZIONE - New Hyronja
postato da: maso_ alle ore 17:46 | Permalink | commenti (11)
categoria:maso
martedì, 27 marzo 2007


NELLA CITTA' A MISURA D'UOMO
LE VOCI CIRCOLANO DALL'OGGI AL DOMANI
postato da: maso_ alle ore 14:41 | Permalink | commenti (14)
categoria:maso
domenica, 25 marzo 2007


DIARIO DI UN ESATTORE BOLOGNESE

Repubblica
pubblica le dichiarazioni dei redditi dei bolognesi.
Il Resto del Carlino pubblica le dichiarazioni dei redditi dei bolognesi.
Il Corriere di Bologna non lo so.
Lo spettro segnala la discussa iniziativa.
Dopo quasi un mese di gogna mediatica, la popolazione bolognese  si pone una domanda all'unisono: quindi???
Nel sendo di: okei, le categorie messe alla gogna evadono o eludono il fisco... e adesso che lo sappiamo? Cosa facciamo?
Di base non gliene frega niente a nessuno, alcuni si indignano, altri invidano chi evade, la pioggia cade e Bologna aspetta la primavera che non viene.
Quindi?
Quindi niente, succede che nel 1975 assumono il bialetti addicted (quello della foto) all'esattoria della Cassa di Risparmio, la classica bazza modestissima, il posto fisso, la temutissima banca rimembrata con modesto piacere: "Già da allora quando fui assunto mi stimavo di lavorare per una banca così importante e cercavo di portare a conclusione posita il compito assegnatomi."
Stimati, stimati...
Il tempo passa, fioccano le notifiche, ma succedono cose molto strane: "Credevo di essere stato bravo ma il capoufficio mi fece osservare che avevo fatto poco e che dovevo fare molto di più non tenne presente che era la primissima volta del mio nuovo lavoro.Tra i colleghi alcune stranezze le conservo ancora nella mente.Per esempio quella che uno di noi non digeriva se altri compivano notifiche più di lui."
Brutta bestia la modestia quando si trasforma in inutili competizioni che favoriscono inevitabili infarti, ma andiamo avanti e arriviamo al solito mutuo, ma stavolta trattasi di mutuo negato "Nel 1985 il mutuo veniva concesso una sola volta tranne uno dei casi appunto che fosse diventato inadeguato per la modifica del nucleo famigliare.Il locale dove era destinato il secondo figlio era praticamente un piccolo studio non certo paragonabile a una camera singola. Qualcuno aveva deciso che non lo dovevo avere e basta così. Ho fatto venire a ispezionare gli ambienti l'USL eil fatto aveva "impietosito" il mio dirigente dall'interessarsi personalmente.Alla fine sono riuscito ad ottenerlo,solo perchè sapevo di essere nel giusto e ho "battagliato" perchè in quel palazzo rimangiarsi un no! è dura.Avrei avuto a questo punto la banca presente in tutto,non solo dove faceva comodo.Le cose sarebbero andate molto meglio per tutti,oltre che per me ovviamente".
Accidenti! Questa non ci voleva!
Ahi, ahi, ahi..
La modestia esige tranquillità echecavolo!
La dittattura della modestia non prevede che uno possa osare di alzare la cresta: "La sera dopo il normale orario di lavoro,capitava spesso che alcuni esattori fossero ancora nei locali anche perchè alcuni preferivano organizzarsi il lavoro del giorno dopo. Il funzionario non so per quale motivo mi disse qualcosa che mi fece forse irritare.Gli risposi in modo poco garbato (non parli a vanvera ).Dopo poco mi invitò telefonicamente ad andare nel suo ufficio.Questi mi fece osservare che lui era il funzionario e che non mi richiamava tramite Direzione perchè io ero una persona nel complesso educata e rispettosa malgrado il presente episodio."
Insomma qui la storia si complica e come al solito succede che il lavoro cresce, crescono modeste insofferenze, si comincia a dire che si è in troppo pochi, che bisogna assumere nuovo personale... ste robe qui dai. "Alla fine del 1994 ci rendemmo conto che dovevamo informare la Direzione che ci sarebbe voluto un aumento di organico, anche se l'idea non fu completamente condivisa. Gli atti ci venivano consegnati con molto ritardo e scusando la retorica dovevamo sopperire a ogni emergenza,fatta quanche eccezione.Dissi a un funzionario quanto era appena accaduto a Napoli e mi rispose: Bologna non è Napoli. (A quanto pare a Bologna è peggio) perchè a Napoli in due anni hanno risolto il problema e gli esattori sono tornati a fare il loro lavoro, a Firenze l'inchiesta è stata archiviata e la banca ha preso le difese dei propri dipendenti "proprio come da noi!" C'era avvisaglia di qualcosa che stava per succedere. Ma io non potevo capire, anche perchè non trovavo nulla di irregolare,nel mio operato.Seppi poi dopo che qualcuno in veste ufficiale aveva chiesto invano chiarimenti su alcuni atti che sarebbero stati non riscossi quando gli intestatari erano solvibili (vedi atti inizio inchiesta). Dal canto loro, gli incaricati che avrebbero dovuto usare la massima cautela e prendere provvedimenti del caso,hanno mandato questi a pensare al loro lavoro per intenderci. Naturalmente da qui a una denuncia il passo fu breve. Ricordo che il capo ufficio un pomeriggio si avvicinò a un collega bisbigliando che la Magistratura si stava occupando di noi.Allora non riesco ancora a capire perchè questo responsabile avendo avuto il tempo per farlo non ci ha fatto riordinare un pò le cose,visto che dopo pareva avessimo combinato chissà quale guaio!Fin dalla mia assunzione lavoravo così,vale a dire dal 1975."
Merda!
Ed è solo l'inizio della storia di questo bolognese che faceva l'esattore alla Cassa di Risparmio.
Che lavurir!
Se volete sapere come andrà a finire, cliccate su: http://diariodiunesattore.blogspot.com.
Se invece vi siete rotti i coglioni a leggere questo post, vi ricordo che non avete pagato nulla.
Il problema è vostro
postato da: maso_ alle ore 22:14 | Permalink | commenti (28)
categoria:maso
venerdì, 23 marzo 2007


SABATO CAMP

Che poi gira e rigira la domanda è sempre quella.
A Bologna, là, tra il punkabbestia e l'orto, cosa c'è?

C'è chi fa musica per passione e si sbatte per fare una data appena si presenta l'occasione.
C'è chi va a Roma, così per un week-end, e ci rimane di sasso quando si accorge che nella capitale sostare in mezzo alla pubblica via con in mano un bicchiere contenente liquido non è un reato.
C'è chi bazzica blog, myspace, second life, mailing list, forum (e non si capisce dove comincia "il libero esercizio di comunicazione" e dove finisce "la riserva indiana").
C'è chi organizza iniziative, eventi, mostre del fumetto.
C'è insomma un sacco di gente/cose che provano a testimoniare come ci sia un mondo intero là fuori, tra il punkabbestia e l'orto.

Di tutte questa gente/cose vi segnaliamo un evento che si svolgerà domani a Casalecchio.
Presso la Casa della Conoscenza, per tutta la giornata di sabato (dalle 10 alle 19), si svolgerà una BARCAMP, e più in particolare un "Citizen Camp" su un argomento piuttosto interessante anzichenò: "le nuove tecnologie per promuovere la cultura della cittadinanza - come vengono usate, come potrebbero essere usate".

So che molti si staranno chiedendo "Cosa diavolo è una Bar Camp".
Bhè, è un incontro pubblico della tipologia "open". Praticamente, è una sorta di wiki, o di blog collettivo fatto però in un luogo fisico:

"In un BarCamp tutti i partecipanti sono invitati a portare una presentazione, a partecipare attivamente (senza paura o timori reverenziali!! :-)) alle discussioni o a dare una mano nell'organizzazione o a supporto dell'evento.

Tutte le presentazioni avverranno il giorno del BarCamp.
Al mattino ognuno potrà prendere uno spazio sul muro con il post-it col titolo della presentazione".

A me la cosa sembra ghiotta.
Un'ottima occasione.
Per non vivere da Punkkabbestia.
Nè morire da Umarell.
postato da: mello alle ore 10:44 | Permalink | commenti (41)
categoria:mello
giovedì, 22 marzo 2007


ORGANIZZARSI IL UICHEND A BOLOGNA

5 giorni a lavorare (il tempo prigioniero).
2 giorni a casa (il tempo libero,)
E si va avanti così, con il modestissimo modello 5+2 che tanto piace al regime democratico.
"Abbiamo pazientato 5 giorni... ora basta!"
Al netto delle ferie, rimangono 2 giorni da vivere come ci pare, 2 giorni da organizzare al meglio, 2 giorni agognatissimi.
I bolognesi come si organizzano?
Come impegnano il loro tempo libero?
Come si informano?
Dove decidono di muoversi in massa visto che lo Zanzibar è ancora chiuso?
Ma è vero che in città non c'è niente da fare?
Migliaia di questiti e migliaia di organizzazioni si intrecciano nella città che pulsa di modestia in questo giovedì di traffico intenso nonostante il blocco TOTALE.
Meno uno, contano i carcerati della scrivania.
E domani dove si va, che si fa?
La tradizione bolognese del venerdì vuole chei i maschi escano con i mashi e le femmine con le femmine.
E' il venerdì, la serata libera, a differenza delle altre serate che sono prigioniere.
Mah (qor contento non ha).
Il 2007 impone programmazione e gli ansiolitici vanno a ruba, guai sprecare i 2 giorni di vita che ci rimangono... Io di solito improvviso, poi ogni tanto capitano telefonate tipo quella di Yu Guerra dell'altra sera che semplificano la scelta delle solite cose da fare. Yu vuole un pò di pubblicità sullo spettro... e io gliela faccio volentieri perchè per lui non nutro nessun sentimento di ODIO VERO.
Gli ho già detto che venerdì non garantisco la mia presenza al Circolo della Grada, è il mio tempo libero e non mi impegno... poi magari ci vado.
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mercoledì, 21 marzo 2007


OZZANO UMANUM EST

Qualche settimana fa ho lasciato per qualche ora Bologna e sono andato ad Ozzano Emilia, un viaggio impegnativo per qualsiasi bolognese attaccato alla stanela della propria città.
Per rendere il viaggio più tortuoso ho deciso di percorrere la Via Emilia, c'era il sole, cosa che avviene nella maggioranza delle modestissime canzoni di Concato che adesso gorgheggia lamentoso dei problemi dei lavoratori precari, la moda del momento.
Lungo la via Emilia tante persone, tante auto e una domanda nel qore: "Ma alla guida di quest'auto ci saranno lavoratori precari?"
Il sole mi bacia la fronte e mi accarezza le orecchie, dopo 20 minuti sono a Ozzano Emilia, luogo ambitissimo dai bolognesi che  dicono di essersi stancati della città.
Ozzano, 12.000 abitanti e tanta modestia.
Chiedo un informazione a una zdaura che mi dice "Tè da turner indrì a zenkzaint meter".
Ozzano non ci sono mica tanti fuorisede, mica come a Bologna.
A OOzzano si sta bene , mica come a Bologna.
Ozzano c'è il mercato del martedì, mica come a Bologna.
Ozzano i bottegai intervistati dal Resto del Carlino di non so quando, ad alcune domande di uelness rispondevano così:

<<Nella mia erboristeria la clientela è stabile>>
<<Lunedì è tutto chiuso. I locali aprono quando c'è la Coop>>
<<L'Iper ex Castelli penalizzerà i negozi>>
<<Si resta sul mercato puntando sulla qualità>>
<<In ferramenta non temo la concorrenza degli iper>>
<<La popolazione aumenta e il futuro lascia sperare>>
<<La gente ha meno soldi e ci sono troppe tasse>>
<<Aprendo sempre nuovi iper si metotno in crisi i negozi>>
<<I prezzi sono stabili da anni mentre crescono i costi>>

Deduco che a Ozzano c'è fermento culturale, mica come a Bologna
Raggiungo il negozio a zenkzaint meter vengo servito da commesse dell'est sia in un negozio che nell'altro, alla cassa il titolare della bottega che sfida l'iper controlla gli euro e scoraggia pagamenti con carta di credito.
Bella Ozzano, ma Bologna mi manca già.
Al ritorno una domanda mi allaga il fegato: "Ma a Ozzano si sta meglio che a Bologna?".
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martedì, 20 marzo 2007


TRA IL PANKABBESTIA E L'ORTO

Da una recente indagine Ansia, pare che i più di 800 utenti che ogni giorno leggono e /o commentano LO SPETTRO DELLA BOOGNESITA' siano belle personcine M ed F, con un titolo di studio superiore (addirittura laureati), più o meno occupati in servizi socialmente inutili ed un'età compresa tra 25 e 45 anni.
In poche parole possiamo dire che la parte "sconfitta" della città sia molto interessata ai nostri post ed è per questo che martedì 27 marzo 2007 alle ore 21.00 al CIVICO 32 in via Nazario Sauro 24/b a Bologna, c/o il caffè Cortile avrà luogo l'incontro:

TRA IL PANKABBESTIA E L'ORTO
"Passato, presente e futuro(?) delle nuove generazioni in età lavorativa"
Conduce Danilo "Maso" Masotti
intervengono:
Federico Mello, blogger e autore de "L'Italia Spiegata a mio nonno"
Matteo Bortolini, sociologo dell'Università di Padova e opnionista di RadioCittàFujiko

In attesa dell'uscita del libro sugli UMARELLS ecco il primo di una serie di eventi spettrali rigorosamente off lain e rigorosamente gratuiti.
Non vi anticipiamo nulla, vi chiediamo solo di intervenire numerosi e siccome stiamo preparando al meglio la puntata, se avete suggerimenti e argomenti che volete approfondire insieme a noi, non esitate a segnalarli alla nostra attenzione.
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lunedì, 19 marzo 2007
Biagi

Cinque anni

Una sera di Marzo di cinque anni fa, smettevo di studiare verso le sei e mezza del pomeriggio. Avevo chiuso il libro di letteratura italiana archiviando per qualche tempo il Verismo di Verga. Mastro-Don Gesualdo seppellito con la sua roba mi aveva rattristato ma ero contenta di essermi lasciata alle spalle una bella fetta del programma di Italiano 2.
Bella serata, clima piacevole, un po’ caldo, aria da terremoto. Decido di farmi una passeggiata solitaria, prima di andare a casa. Piazza Santo Stefano, via Clavature, Piazza Maggiore e un po’ di cazzi miei su cui riflettere. Mi siedo sui gradini di Piazza Maggiore, all’epoca ancora si poteva. Respiro quell’aria piacevole e penso a Verga.
Siccome a quel tempo mi svegliavo alle 5 di mattina per lavoro, alle sette e mezza circa cominciavo a sentire un certo appetito. Mi alzo, mi incammino imboccando via Oberdan. Sapevo che il mio frigo era vuoto, come al solito. A quel tempo non ero circondata da Plenty Market. Decido di mangiarmi un triangolo di pasta sfoglia, specialità albanese, in un posto in via Oberdan. Me lo aveva consigliato un mio collega quella stessa mattina. Mangio quei due triangoli di sfoglia camminando verso casa, piazza San Martino, passo davanti la Pizzeria Nicola’s, al Golem giro a sinistra e mi infilo nel Ghetto Ebraico, attraverso quel buco della Piazza.
Mancavano pochi minuti alle 8, c’era ancora tempo per Un posto al Sole.
Rallento il passo. C’erano sempre dei tossici i quella via, tutto il giorno, a tutte le ore ed io non mi sentivo molto sicura. Lo scalino del mio palazzo era molto comodo e, per questo, molto frequentato. I miei vicini di casa riuscivano a scavalcare la loro debolezza e i loro aghi con disinvoltura. Io non mi sentivo così invulnerabile e aspettavo sempre qualcuno a qualche metro di distanza per essere scortata. A volte aspettavo anche dei quarti d’ora, dietro qualche colonna, con il telefono in mano per chiamare Polizia o Carabinieri, perché il problema di sicurezza mi sembrava evidente. “Il buco non è reato”, mi risposero una volta ma non mi rassegnavo e continuavo a comporre quei numeri 2, 3 anche 4 volte al giorno e così le mie coinquiline ed altri vicini.
Quella sera oltre che calda sembrava immobile. Alle 8 meno qualche minuto non c’era un’anima viva in quella minuscola via del Centro di cui pochissimi conoscevano l’esistenza.
Nessuno.
Entro in casa. Mi faccio una tristissima macedonia con banane e kiwi, niente fragole, aspettando Un posto al Sole. Telefono ad una mia collega che abitava al piano di sopra. Due chiacchiere, si parla male dei nostri colleghi, si commentano i fatti di ordinaria tossicodipendenza della via. I suoi figli, piccoli ai quei tempi, di notte sognavano di essere inseguiti da drogati con delle siringhe, teneri incubi di bambini metropolitani.
La chiacchiera si interrompe. Il marito della mia vicina, amica e collega, era rientrato dopo pochi minuti, nonostante fosse appena uscito. “Hanno sparato ad uno di sotto” disse. Allora io passai dalla cornetta al citofono per una telecronaca dell’accaduto. Uscendo informai le mie coinquiline che fumavano in cortile. “Ecco per cos’era l’ambulanza”.
Andiamo in strada e vedemmo questo signore per terra, con un cappotto grigio. I miei vicini stavano rientrando dopo la loro lunga giornata di lavoro e non si curavano dell’accaduto. Dicevano che lo sapevano che prima o poi un fatto del genere sarebbe accaduto, sarà stato un regolamento di conti tra spacciatori. “Da qua pare abbia un’aria distinta, un signore con i capelli grigi, con il cappotto grigio e una borsa, non sembra un balordo” ma questi rientravano, legittimamente nelle loro case a godersi un po’ di tivvù.
E intanto il mio Posto al Sole se ne andava e la mia curiosità mi avrebbe fatto perdere anche Incantesimo. Ma la cronaca irrompeva nelle nostre vite studentesche, mi sarei rifatta la settimana successiva. Eravamo curiose di sapere che cavolo fosse successo, nessuno ci diceva niente, un poliziotto ci disse solo che era una “cosa grossa che neanche ci immaginavamo. Noi pensavamo ad un delitto passionale, qualche marito geloso aveva scoperto il tradimento della moglie con questo signore grigio che abitava nella nostra via.
Quel signore non doveva stare troppo bene perché l’ambulanza non si muoveva ed era rimasta, spenta e silenziosa, in mezzo alla strada.
Intorno a noi visi tesi, si cominciava a capire che non era un regolamento di conti o un delitto per amore. Scissa tra la curiosità di seguire l’evento e Incantesimo, faccio la spola tra la strada e la tivvù. Verso le dieci passano dei titoli in sovrimpressione dicendo che quell’uomo con il cappotto grigio era stato ammazzato dalle Brigate Rosse.
Le Brigate Rosse in Via Valdonica, una via di dieci metri nel cuore di Bologna.
Ora i nostri occhi erano diversi fuori in strada sotto il portico, la gente intorno a noi si affanna a capire, a domandare, a interrogare. Chi è arrivato prima Carabinieri o Polizia? Conoscevate quest’uomo? Avete notato niente di strano? Qualcuno ha fumato in cortile, di chi sono queste cicche di sigarette?
Il circo mediatico era cominciato e sarebbe stato così ancora per qualche giorno. Il giornalista che aveva dato il lancio della notizia saltava felice, l’altro giornalista che avrebbe potuto darlo era in vacanza, perdendo così lo scoop della vita.
I miei vicini capiscono finalmente che il signore per terra non era né un drogato né uno spacciatore. Alcuni si cambiano più volte d’abito per non sfigurare davanti alle telecamere. La mia coinquilina non voleva che le telecamere la riprendessero mentre fumava, la madre non doveva sapere.
E poi i politici che arrivavano alla spicciolata e che rilasciavano fondamentali dichiarazioni in quella via stretta. Il loro ego enorme in una via stretta stretta.
Da quel giorno Via Valdonica non fu più la stessa. Pulita, controllata, ammirata, bonificata, visitata. Mai più un tossico sull’accogliente gradino.
Gente che scopriva il Ghetto Ebraico per venire a curiosare. Mi stupisco che nessun camioncino che vendeva panini con la porchetta fosse approdato in quella che ora è Piazzetta Marco Biagi.
Ora questo signore è tirato per la giacchetta da destra e sinistra, da Modena e Bologna, dal Comune e la Provincia, dall’Università e dal Carlino. Tutti ne erano amici, tutti lo stimavano, un genio del giuslavorismo nazionale.
Questo signore per me è, invece, un marito, un padre, uno studioso, un individuo, un vicino di casa, ammazzato una splendida sera di Marzo di cinque anni fa, in una minuscola porzione di città ora di tutti, non solo più mia.
Stamattina, uscendo di casa, becco una sdaura e un umarell, silenziosi, in preghiera, nel punto in cui morì Marco Biagi. Lui si è messo il cappelli sul petto, con la testa china, ha reso omaggio all'uomo.
Mi sembra la migliore iniziativa di commemorazione della giornata, il silenzio.
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venerdì, 16 marzo 2007


BARNING DAUN ZI UMARAUS

Gli umarells amavano trascorrere il loro dilatato tempo libero al centro anziani La Baita di San Lazzaro di Savena (BO), poi una notte, qualche acerrimo nemico degli umarells ha bruciato tutto. Orrore. Terrore. Desolazione, ma gli umarells non si sono persi d'animo e l'opera di ricostruzione è già iniziata. Siamo con loro!

Foto di Iguana / Guerra
http://umarells.splinder.com
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venerdì, 16 marzo 2007

Napolitano a Bologna

Luna nera

Pare che ogni volta che Napolitano mette piede a Bologna, accada qualcosa di nefasto. Un mese fa la crisi di governo, oggi la vita di Mastrogiacomo appesa ad un filo, nonostante gli accorati appelli di Scamarcio.
Stamattina, mentre percorrevo i 5 metri che mi separano dal mio posto di lavoro, ho notato che Via Zamboni aveva un'aria del tutto irreale. Sembrava la Luna della telecronaca di Tito Stagno. Chiedo lumi al Vigile Urbano e mi conferma l'imminente passaggio del Presidente della Repubblica di Vallettopoli, Giorgio Napolitano.
Tiro fuori la macchina fotografica e con un raro colpo di culo, riesco a beccare la Car Force One. Che emozione vedere il crine cotonato della Clio, che è una mia quasi concittadina, e la pelata del Nonnino Comunista.
Che rivincita mi son presa rispetto a quando avevo 5 anni e Pertini venne nella mia ridente cittadina sul Mare Adriatico ed, io, con bandierina tricolore alla mano fatta con cannuccia anch'essa tricolore, non vidi un'emerita cippa di niente.
Va' là che non c'erano travoni per strada stamattina o coppie di dubbia moralità, perchè altrimenti avrei potuto passare alla Corona's il mio scatto veloce e parlare di un Napolitano scambista. Ma se va verso via Michelino...
Attento Giorgio!

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giovedì, 15 marzo 2007


QUEL PLUMONE DI SANSONETTI...

Vi ricordate Antonio Sansonetti?
Ma si dai, quel tipo che mi ha intervistato per la Stefani raccontando in giro che sono diventato un guru del uebb. Beh, quest'uomo grazie alla redasione dello spettro, ma soprattutto ai vostri commenti, ha raccolto una marea di informazioni e ci spiega una volta per tutte come si fa a mangiare fuori con 10 euro.
Bella Sansonetti... copio e incollo da qui il tuo scritto che di sicuro tornerà utile a tutti i plumoni (eccenesono tanti ce ne sono, accinghiateve mie... logo logo rato):

Dieci euro e la sfida di mangiare fuori
Si tratta di una vera prova di sopravvivenza urbana: uscire di casa e cercare di sedersi a tavola con una banconota da dieci in tasca. Senza finire sullo sgabello di un kebabbaro o di una delle proliferanti pizzerie d'asporto. Ma nella città che ha fatto del convivio una bandiera le alternative sono poche. Qualche dritta per la pratica di quello che a Bologna è uno sport estremo: risparmiare.

Con un deca non si può andar via / non ci basta neanche in pizzeria: così cantavano gli 883 quindici anni fa. Ma, anche se il "deca" erano diecimila lire, al tempo dell'euro il ritornello è ancora d'attualità, soprattutto a Bologna. Può capitare di uscire di sera con dieci euro? Altamente probabile, in una città in cui (dati 2004) un terzo dei contribuenti – non tutti necessariamente evasori - dichiara un reddito inferiore ai 12.000 euro annui e quasi la metà si mantiene sotto i 16.000, mentre solo un 16% supera i 31.000. Può capitare quindi in un posto dove un residente su due deve, al netto di tasse e spese fisse, arrangiarsi ogni giorno con un cifra inferiore ai venti euro in tasca. Se poi teniamo conto dei quasi 50.000 fuorisede, una popolazione mista di studenti e precari che vivono con un budget mensile quasi sempre inferiore ai mille euro, possiamo dire che varcare la porta di casa con dieci euro in saccoccia non è una pretesa da taccagni, ma è un fare di necessità virtù.

Diventa impresa impossibile però, se ci si vuole "attovagliare" con quella somma. Nella cerchia delle mura sono solo due gli autentici atolli low cost che abbiamo individuato, in un mare di opzioni dispendiose: La "Perla D'Oriente" –un nome di ristorante cinese che come il cinema Odeon o la pensione Aurora non manca mai- e la "Trattoria di porta San Felice".
La coppia di cinesi che manda avanti la "Perla" si è insediata in vicolo Ranocchi, fra le viuzze del Quadrilatero, nel 1987. Il locale era una pizzeria di cui hanno rifatto completamente gli arredi, creando un'atmosfera di casa (loro). Il fatto di essere uno dei ristoranti cinesi più vecchi e conosciuti in città fa vincere le diffidenze di rito nei riguardi di ingredienti e metodi di preparazione delle portate. Ordinando involtini primavera, spaghetti di soia con carne e pollo alla imperiale, bagnati da birra cinese e un bicchierino di vino di prugne come digestivo, ci si mantiene nei limiti del deca. Il proprietario però non vuole foto o pubblicità, «poi viene tloppa gente e si lavola male. Una volta gamba più bella d'italia, Alba Palieti, veniva spesso con Stefano Bonaga e voleva falmi pubblicità glatis ma io detto no glazie».

La "Trattoria di porta San Felice" è gestita dal 1975 da una famiglia di salernitani. Dai bolognesi è meglio conosciuta con l'affettuoso nomignolo di "Lurido", che, più che imputare al locale un approccio eterodosso rispetto alle vigenti norme d'igiene, ne individua l'atmosfera informale del servizio e della clientela. In ogni città italiana c'è un "lurido", uno "zozzone", un "puorco", e sono sempre posti ad alto tasso di popolarità. Anche al "porta San Felice" è possibile rientrare nei dieci e infilare primo e secondo, dissetarsi con birra o vino e digerire con un amaro – la cui bottiglia viene parcheggiata al tavolo - o un caffè. Si "rientra" anche se si ordina una pizza, magari preceduta dall'antipastone xxl, il piatto "jumbo" della casa, che per una cifra pari a 5,50€ cancellerà la fame dai vostri orizzonti esistenziali.
In comune con la "Perla d'Oriente" quelli della "Trattoria" hanno anche la filosofia. Bisogna rassicurarli del fatto che La Stefani non ha lo stesso impatto mediatico del New York Times: «speriamo che il giornale non sia importante, che non abbiamo tanta voglia di lavorare». Low cost & low profile, direbbe qualche esperto di marketing.
Intendiamoci, con una banconota da dieci si può uscire indenni da altri locali, mettendo però in secondo piano la sazietà, la ricerca di luoghi caratteristici o, extrema ratio, improvvisandosi astemi.

Che offrire pasti a prezzi contenuti sia una strategia che paga dal punto di vista commerciale lo hanno capito i gestori della "Trattoria del Rosso", che ha un menù fisso a dieci euro, insieme ad altri da quindici e da venti. In pochi anni si sono fatti in tre: sono partiti da via Righi, dai locali dell'antico "Caffé del Rosso", poi hanno aperto la "Trattoria del Pesce Rosso" in via Galliera ed infine il "Rosso San Martino" nell'omonima piazza. Anche la Camst, nei suoi ristoranti "Bass'otto" e "Centro", aveva lanciato in autunno la promozione "Magna": un pasto completo a sei euro. Se invece ci si accontenta di un primo abbondante, si può andare alla "Baia dei Pirati" in via Nosadella o dalla catena "Pastarito" in via De' Giudei.
Più di qualcuno fa un blitz serale alla mensa universitaria in via Zamboni, criticatissima dieci anni fa quando alzò il prezzo di un menù completo a tredicimila lire, apprezzata adesso che una cena a 6,70€ - 5,50€ per gli studenti – suona come un affare, anche se la mensa bolognese rimane la più cara fra le sue omologhe italiane.

Altrimenti ci si può sedere in una delle tante pizzerie bolognesi e accontentarsi dell'accoppiata pizza e birra, ma deve essere rigorosamente una margherita, guai a metterci una fetta di prosciutto, si degenera nel lusso, e addio dieci euro. Per il resto non rimane che sostituire la sedia con lo sgabello, e sfamarsi in uno degli innumerevoli kebabbari, che insieme alle pizzerie d'asporto prosperano e si moltiplicano sotto i portici, proponendosi come l'unica via economica alla sazietà.

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giovedì, 15 marzo 2007


BARNING DAUN ZI UMARAUS

Gli umarells amavano trascorrere il loro dilatato tempo libero al centro anziani La Baita di san Lazzaro di Savena (BO), poi una notte, qualche acerrimo nemico degli umarells ha bruciato tutto. Orrore. Terrore. Desolazione, ma gli umarells non si sono persi d'animo e l'opera di ricostruzione è già iniziata. Siamo con loro!

Foto di iguana / guerra
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giovedì, 15 marzo 2007


IL MODESTO
BLOCCO TOTALE DEL TRAFFICO
DEL GIOVEDI'

Quando mi sposto uso lo scuter e a bordo di sto cavallo meccanico eurononsocosa, gli spostamenti sono rapidi... del resto Bologna è una città a misura d'uomo no?
Succede che non piove.
Succede che l'inverno non c'è stato ma prima o poi arriverà, lo auspicano gli umarells.
Succede che ci sono solo le mezze stagioni e non si può più dire che non ci son più le mezze stagioni.
Succede che si usa la macchina per andare a lavorare e poi non la si può usare alla domenica perchè se no si inquina e Al Gor fa i film pesi e l'uomo moderno si spaventa.
Succedono tutte ste cose a Bologna e l'ultima moda anti inquinamento è che al giovedì non si può usare la macchina dalle 8.30 alle 18.30, il cosiddetto blocco totale del traffico.
Pena: foto su l paginone di Repubblica che pubblicherà le facce di tutti quelli che hanno preso la multa.
Brutta storia per quelli che vanno a lavorare.
Brutta storia per chi al giovedì deve per forza prendere la macchina e andare in giro.
E i bolognesi come reagiscono?
Se ne fregano... o forse sono io che non ne so mezza e non mi sono accorto che tutti hanno l'auto nuova euro cinque bis e possono girare lo stesso.
Mah (qor contento non ha).
Stamattina alle dieci ero in ziro con lo scuter in mezzo a un traffico della Gennifer Lopez, un auto dei vigili con a bordo un uomo ed una uoma annoiatissimi percorreva una corsia preferenziale ancor più annoiata e dall'altra parte della strada un ingorgo.
Brutta storia il blocco totale dle giovedì.
Tempi duri per gli automobilisti onesti.
Tempi duri per i pedoni.
Tempi duri per i manoni.
Tempi duri per l'industria dell'auto.
Tempi duri.
Per fortuna che il 24 scatta l'ora legale.
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mercoledì, 14 marzo 2007

Mondo X MONDO X


Dato che qualche post fa si faceva menzione alla probabilità che la prossima settimana torni il freddo, c'è chi dice anche la neve - brrr - che poi la neve sta bene in montagna che in città crea solo dei gran disagi, ecco qua un'immagine di quello che rimaneva dell'ultima nevicata a Bologna.
La villa raffigurata è Villa Due Orologi sede e dimora della comunità di Mondo X.
E come mai Piluto conosce tale comunità? Piluto ha forse un passato da ex-tossico?
No, a Piluto piace correre e mangiare.
Tempo addietro gli capitò che, dirigendosi verso il suo percorso preferito, fosse colpito dai profumi fuoriuscenti dal forno attiguo alla villa e dato che l'istinto primario, la fame, ebbe il soppravento su quello altrettanto primario ma ormai desueto della corsa per la soppravvivenza, si fosse infilato dentro scoprendo una cosa curiosa.
I ragazzi di tale comunità, le mattine di sabato e domenica, si dedicano a sfornare tante buone cosine come pane, crescente e pizza e le vendono al pubblico. In più vendono anche marmellate ed oggetti di artigianato fatti da loro. Lo scorso Natale per esempio mi sono comperato il presepe.
Bene, consiglio vivamente a tutti di farci un salto, presto però onde evitare di arrivare su e di non trovare più nulla. In più, dato che la villa rimane all'altezza della chiesa dell'Osservanza (più precisamente a sinistra lungo via di Gaibola prima di Parco Ghigi) si può approfittare per farsi una bella Via Crucis gluteo-rassodante e poi ingozzarsi di pizza alle cipolle che fa tanto bene.
Altra cosa da tenere presente è che la villa è a disposizione per feste ed eventi. Una nostra amica ci ha organizzato il suo matrimonio.
Ovviamente gli incassi sono devoluti alla comunità stessa che si autofinanzia.
Altro non so. Questo è quanto mi hanno raccontato i ragazzi che di volta in volta ho incontrato visitando la villa. E questo è quanto si trova su internet: L'associazione si occupa di recupero ex tossicodipendenti, attività fondata da Padre Eligio Gelmini O.F.M., per poi allargarsi all'Uomo come tale.
Una bella cosa, no?
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mercoledì, 14 marzo 2007


BOLOGNA CAPITALE DEL FUMETTO

Accendo la radio per sentire che tempo fa e i modesti amichetti di Radio Città del Capo dei quali più volte noi dello spettro siamo stati ispiratori dei contenuti di Angolobì trasmettono una discussa pubblicità dove si autoproclama Bologna capitale del fumetto. E le allodole fanno oh. Bella iniziativa, ennesima occasione per lamentarsi e/o per tirarsela con quelli delle altre città. Ma che storia è? Ce ne parla per quello che ne possa sapere il neo collaboratore Bufalo70 che stamattina alle 5.45 mi ha mandato questa imeil vagamente illustrativa.

Ho trovato al bar il programma della rassegna dedicata al fumetto che si tiene a Bologna dal 14 al 18 marzo, chiamata "BIL BOL BUL" con un infelice acronimo (?) dei tempi che furono.
Cercando nella rete, con questo nome ho trovato la ricetta - la n. 171 - di un dolce campano nel sito di cucina regionale italiana di Alma Centorame, al primo posto nella directory di Google.
Mah.
Gli appuntamenti dedicati ad una disciplina - detta "la nona arte" - che in italietta non è considerata ancòra artistica, sono sempre i benvenuti.
Il tributo principale è finalmente dedicato al nostro concittadino Roberto Raviola detto "Magnus", scomparso nel febbraio del 1996 a soli 56 anni.
Un destino luminoso per la qualità del lavoro ma fosco per l'esistenza interrotta in anticipo, quello dei fumettari bolognesi (penso anche a Bonvi e soprattutto ad Andrea Pazienza).
Qualche lungometraggio al Lumière e incontri con gli autori nei cinque giorni della rassegna, una quindicina di mostre personali fruibili comodamente anche nelle settimane successive, in vari luoghi della città.
L'impressione "a naso" è che ci sia un bel po' di roba "vecchia" e politicizzata, vedrò di persona per avere un'opinione effettiva.
Certo è che non c'è un manga nemmeno a pregare, e questo i sembra controcorrente ed anacronistico delle tendenze del fumetto : anche in italia ci sono buoni autori di "stile manga".
Mah.
Il logo è orrendo : incomprensibile, è un palese plagio dell marchio storico del latte Granarolo reinterpretato con eccesso di inchiostro nero.
Quando troverò una scannerizzata della "g" che beve un bicchiere di latte - quale ex-cinno non le è affezionato ? - la unirò in una immagine-jpeg assieme al "calimero".
Di certo non mi perderò la mostra dedicata a Magnus ed il film sull'opera di Lorenzo Mattotti, sabato alle 18 e 30 (cinema Lumière in via Azzogardino quasi all'angolo con via Lame, incontro con Mattotti dopo la proiezione) dopo la partita di rugby del Sei Nazioni goduta al maxi-schermo dell'Irish Times pub di via Paradiso n. 1.
Il bresciano è uno ch'è sempre stato aldilà degli steccati convenzionali e che seguo fin da "Fuochi", mentre il tratto inconfondibile e l'eclettismo del bolognese - da "Kriminal" a "Le femmine incantate", fino al "texone" - sono già sufficienti per eleggerlo a "maestro" del genere (sarà sempre tra i miei preferiti).

Bufalo70
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mercoledì, 14 marzo 2007

DICO FOR UMARELLS
NICO FOR UMARELLS?

Bologna delle 3 T?
No, Bologna delle 3 C: Commercianti, Comunisti e Clero.
Mappa del potere bolognese for dammis.
Ovviamente la questione degli innominabili PACS ha scaldato poco gli aridi qori dei bolognesi trendi da sempre contrari al matrimonio a tempo indeterminato (si spera), ma favorevoli ai  DICO a progetto (si spera che il progetto duri).
A Bologna si spera molto.
Da Bologna sogna a Bologna spera e come diceva Oscar Uaild: "Chi visse sperando morì cagando".
Ovviamente lo spettro prima o poi doveva parlare di questi DICO, ovviamente le 3C dovevano parlare dei DICO e allora ravanando sul uebb ho trovato queste affermazioni di Giovanni Nicolini, parroco bolognese, ex direttore della Caritas diocesana.
Perchè questa scelta?
Perchè Bruno Filetti mi pare non abbia detto niente sull'argomento, perchè i comunestaleghesta hanno detto si perchè i DICO sono un diritto fondamentle e perchè Nicolini fa un interessante discorso dove ci mette una pulce nell'occhio: i dico non sostituiscono il matrimonio e vanno benissimo per gli umarells!
Ecco cosa dice: “E’ gravissimo­ dipingere la tutele dei diritti delle coppie conviventi come una legalizzazione delle coppie di fatto: Mi sembra povertà culturale. Esistono tante forme di convivenza, e per i motivi più diversi. Forme che hanno una loro dignità per poter essere riconosciute. Non vi trovo nulla di scandaloso. Se vogliamo, io convivo con altri cinque uomini, monaci che mi sono fratelli: anche questa è una convivenza. Da anni a Bologna cerco di convincere tanti anziani soli a convivere: significherebbe condividere una badante riducendo i costi, gestire piu facilmente i servizi, ma anche meno malinconia. Insomma non ci sono solo unioni basate su legami affettivi....."

* godetevi il video di Mello dove gli intervistati ci spiegano cos'è una famiglia
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lunedì, 12 marzo 2007


CHIACCHIERE PRIMAVERILI

L'inverno non c'è stato.
La primavera è alle porte.
La prossima settimana torna il freddo.
Sarà vero?
Speriamo di no...

Sono questi gli argomenti che più appassionano i bolognesi come la collaboratrize Stefi che oggi, invece di mangiare il solito tristanzuolo panino seduta alla scrivania mente legge i commenti dello spettro, si è detta: visto che è una bella giornatina a vag a fer un zir in biziclatta!
E così che è andata a vedere quella magnificenza di via che tutti sullo spettro indicano come laviapiùbelladibologna.
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domenica, 11 marzo 2007


LA CASA DEGLI SPETTRI
(Un discusso annuncio immobiliare)

A Bologna il malcostume della rendita immobiliare non produce ricchezza al paese, ma in compesnso arricchisce singolarmente tanti individui che hanno fatto il 68, il 77, il 71, il 15, il 18 ed io ne sono felicemente vittima da anni.
Purtroppo non ho ancora motivazioni sufficenti per andare a vivere a Funo di Argelato o magari più lontano, purtoppo non mi interessa la villetta a schiena con il giardinetto a schiena per fare le grigliate con gli amici sudati, purtroppo meno guido meglio sto, purtroppo in questi paesi a volte non arriva neppure l'adiesselle (scai si però) ed io non potrei lavorare da casa, comunque tutto questo per dire che mi trasferisco.
Rigorosamente quartiere San Donato, ma più vicino al centro.
In questo appartamento (vedi foto scattata pochi minuti fa) è stato scritto il primo post sullo spettro della bolgnesità e da metà aprile inizio maggio sarà libero, quindi quale più ghiotta occasione di questa?
Pensate... andare a vivere nell'appartamento in cui è nato questo blog!
Contratto in regola!
Spese condominiali che superano di poco gli zero euro!
Al piano di sotto, la padrona di casa.
Al piano di sopra, l'anziana madre.
Rimangono 3 appartamenti, 2 bilocali ed un trilocale.
Ecco, io sono il trilocale e fino ad ora ho pagato 713, 3 euro di affitto.
Ed ora la discussa spiegazione della casa che misura 65 metri quadri calpestabili con le pattine + una veranda grande come un balcone grande che fa da ripostiglio per chi la vuole utilizzare alla Ennibol Lecter.
Primo piano senza ascensore, si mette la chiave nella toppa e uau... c'è un corridoio.
Sulla sinistra la veranda,  in fondo, il bagno che è enorme (c'è sia la doccia che la vasca), sulla destra due porte, una va nella camera da letto e l'altra va in cucina ultraabitabile.
Ma entriamo in cucina.
Ecco è qui che c'è la sorpresa, infatti in fondo alla cucina, sulla destra troviamo una porta che conduce nella sala (più di 16 metri quadri) con balconcino che da sulla strada.
Insomma questa è la casa da affittare al più presto astenersi studenti, perditempo puri, ma non lavoratori perditempo, la padrona di casa apprezzerà e siamo contenti tutti.
Se vi interessa vederla contattate pure spettrodibologna(@)email.it.
E' un'operazione di AFFITTO PIUOMENOEQUOESOLIDALE, in questo modo si danneggiano le modeste agenzie immobiliari bolognesi.
Spargete la voce.
Vociate lo spargio.
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venerdì, 09 marzo 2007


77 BOLOGNESE
(Tra Lorusso e Dartagnan)

Anche io ho fatto il settantasette. Nel settantasette avevo nove anni, ascoltavo le radio libere e ogni tanto andavo a scuola, dico ogni tanto perchè tutti i giorni il bidello arrivava in classe e ci diceva: “Hanno telefonato che c’è una bomba!”. E noi “Yahoo.com!”. Poi la maestra ci portava al parco a giocare e noi eravamo felici, sai com’è… eravamo bambini, era primavera, non si studiava. Il top. Credo che la mia cultura si sia formata in quel periodo. Ma il settantasette erano mica solo rose e fiori. Un giorno, non so se l’ho sognato o se l’ho vissuto veramente, mi trovai a correre insieme a mio padre sui vetri rotti delle vetrine distrutte di Via Riva Reno, poi alla sera guardammo in tivu le immagini dei vetri rotti di Via Riva Reno su Rai 1, o Rai 2 (C’erano solo quei canali). Nel settantasette c’era poca scelta, anche a carnevale: i cinni vestiti da zorro, le cinne vestite da principessa. Nel settantasette ci si schierava ed io, vestito da D’artagnan ho dovuto fare i conti con 15 zorri che, puntandomi la spada di plastica alla gola mi chiedevano: “Chi caxxo è d’artagnan?”. Difficile essere diversi nel settantasette.

Va bè questo è stato il mio settantasette, il mitico settantasette bolognese, ma non può certo finire qui. La discussa posta elettronica della redasione pulsa e aprendo la discussa cartella Posta in arrivo pubblico immediatamente un post del prezioso collaboratore Ora di Icio, esperto vivente del settantasette.

Chi non ha mai sentito parlare del ’77 bolognese, conosciuto anche come fatti di marzo?
Detti anche i casini del ’77?
Chi tra i miei coetanei già in età da girare da soli per la città ma ancora sottoposti ad una certa sorveglianza dei genitori non ricorda il divieto assoluto, in quel periodo di andare in piazza’?
(termine con cui a Bologna si intende andare in centro).
Quello che è successo è noto: venerdì 11 marzo 1977, alcuni studenti di Lotta continua vengono scaraventati fuori da un’assemblea di Comunione e Liberazione, arrivano i loro compagni a dare manforte, ma arriva anche la celere che , quel giorno lì ha i maroni girati e fa una carica pesa giù per via irnerio, l’inevitabile reazione degli studenti, lancio di sassi, lacrimogeni poi all’incrocio tra via Irnerio e via mascarella un carabbiniere ausiliario spara e colpisce Lo Russo che muore poco dopo.
La manifestazione che segue è enorme ed incazzata:viene assaltata la sede della D.C., vengono spaccate le vetrine di mezza T.
Fino a domenica la zona universitaria è inaccessibile poi arrivano le autoblinda di C(K)ossiga e viene “liberata” la zona.
Questo racconto è riduttivissimo e non è in grado di far comprendere cosa sia veramente successo in quei giorni: c’è chi come il PCI parlava di sommossa organizzata dalla CIA per distruggere il mito di Bologna città modello, c’è chi come il Movimento parlava di violenta repressione per stroncare le nuove istanze di cui esso era portatore c’erano umarells e zdaure che parlavano di capelloni e drogati Io non so chi avesse ragione, però so due cose: la prima che è morto uno che a me sembrava grande, ma aveva 22 anni quindi era un cinnazzo, poi che il movimento del ’77(che era un fenomeno presente in tutta Italia) è ricordato solo per gli scontri e i casini, invece era anche una fucina di idee nuove, che potevano anche non essere condivise, ma alcune, è innegabile, erano suggestive soprattutto per chi aveva vent’anni.
Dopo sono arrivate due cose: la lotta armata e l’eroina poi son finite anche quelle ed eccoci qua con la cocaina, furbetti del quartierino, vallettopoli, veronica lario incazzata perchè berlusconi non la tromba più ecc. ecc.
Se però vi capita di passare in via Mascarella guardate la lapide che in un certo senso ricorda una rivolta che ha messo in discussione l’umarellismo di Bologna.
L'Ora di Icio
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venerdì, 09 marzo 2007


NEVER AND NEVER

Avete mai sentito i New Hyronja progetto OLD?
Siete mai stati al Never?
Se avete risposto NO ad entrambe le domande, stasera 9 marzo 2007 potrebbe essere l'occasione buona per vedere dal vivo questi quattro qua e soprattutto potrebbe essere l'occasione per scoprire un glorioso pabbb in Via Saragozza 67/B.
Si inizia alle 22... Trebbo permettendo.
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giovedì, 08 marzo 2007


8 MARZO

Giovedì bolognese dal cielo bianco demolisci entusiasmi.
Oggi blocco totale del traffico dale 8.30 alle non so.
Ore 9.23, via Massarenti... c'è un gran traffico.
Lo scuter1 dell'umarell insaid va veloce, la vecchia è in mezzo alla strada e l'umarell insaid scatta verso di lei e la infama.
La vecchia non capisce.
O capisce benissimo.
Sapete come fanno le vecchie quando attraversano la strada, ti fanno la finta e tu devi capire dove stanno cercando di andare.
Difficilissimo.
E l'umarell insaid si è arrabbiato per questo.
Tipico incazzo da società del benessere, ci siamo abituati.
Per fortuna non è successo niente, ma quello che più mi ha colpito è stato un particolare della vecchia: in mano teneva una mimosa giallo canarino.
8 marzo!
Hei, oggi è la festa della donna!
Al semaforo penso che sia necessario scrivere un post modesto su questa festa di emancipazione grazie alla quale le donne (e gli uomini) dopo tante battaglie hanno ottenuto che per andare avanti ci vogliono due stipendi, mentre prima ne bastava solo uno.
La cosiddetta realizzazione professionale.
Figata!
Ma siccome siamo sullo spettro della bolognesità, vogliamo parlare o no di donne bolognesi altamente rappresentative?
Dai, sforziamo le meningi... chi è la prima donna bolognese che vi viene in mente?
Io le ho spremute e a me è venuta in mente Beatrice Draghetti.
Sinceramente non ho cpaito chei sia e cosa faccia, ma è la prima donna bolognese che mi è venuta in mente.
Sarà perchè tutti sono esaltatissimi, Draghetti di qua, Draghetti di là... e poi la Draghetti la vedo dappertutto, non ai livelli di Filetti, ma la Draghetti c'è sempre.
Inaugurazione della biblioteca del Partigiano calvo, presenzierà Beatrice Draghetti.
Festa del pandoro a forma di kebab, inaugurerà Beatrice Draghetti.
Corsa coi sacchi scapoli contro favorevoli ai DICO, interverrà Beatrice Draghetti.
Mostra della raviola tricolore, seguirà discorso di Beatrice Draghetti.
Insomma, mi sa proprio che la Draghetti sia la donna bolognese del momento e poi ha pure un sito: http://www.beatricedraghetti.it .
Troppo avanti no?

New Hyronja - Liquida.mp3
[ canzone dell'8 marzo 2007 ]
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mercoledì, 07 marzo 2007


NUN FATE L'ONDA!
(Come viene percepita Bologna 2007)

Il fido collaboratore Hawanagazzz ieri mi chiama e mi passa un discusso link sonoro: fantastico.
Un link di Bologna capitale europea del retrofuturo, una fotografia spietata della nostra città proprio come la potremo scattare noi bolognesi, solo che non la fa un bolognese. Va bè, ho già detto troppo, basta. Leggetevi l'articolo di Hawanagazzz e poi parlate voi.


SECONDO CHE, l’insana filosofia der sottoscrittto, QUANDO CHE ‘na situazione deggenera (va in merda... n.d.r.) l’umanità, inesplicabilmente si separa immediatamente in due (2) categorie....
QUELLA CHE (dice...) “NUN FATE L’ONDA!”
QUELLA CHE (dice) FA IL WINDSURF... (e chissenefotte delle onde)
ORA, a BBBologna la situazione è ‘n po’ che è deggenerata, lo dice questo, lo dice quell’artro, lo dice Benni ( e j’o scriveno pure sur giornale...) lo dice il punkabbestia che frequenta uno dei bar più tassati de BBBologna, e lo diceo (pure da 'n pezzo...) questo qua (ME - desimo).
E TUTTI QUESTI QUA ( e pure io) sò infatti quelli che dicheno NUN FATE l’ONDA!!! (tant’è che, Stefano Benni BBBolognese per antonoMASO, se n’è pure annato a Genova pè paura de beccassse ‘sto Tsunami...).
INVECE CHE POI, ce stanno quelli che, abbituati deppiù degli artri alla galleggiabbilità, se ne riescheno a fotte così BBENE de 'sta situazione deggenerata ( mare de mmerda... n.d.r.) e de tutte 'ste potenziali onde, che INFINE, riescheno pure a cavarcalle (col windsurf...).
CHE PPOI, questa alla fine mica è 'na situazione tanto nova... infatti che, già a quarcheduno de 82 anni fa j'era capitata più o meno la stessa cosa... ( ma che ppoi tanto CHI S'E RICORDA... che pè 'sta ggenerazione senza la memoria storica de GOOGLE, 'na cosa come 10 anni fa ormai è quasi medioevo...).


FATEVE ‘STO LINK... pè senti la robba ggiovane [ clicca qui ]
E fateve quest’artro... pè sentì la robbba meno ggiovane... [ clicca qui ]
postato da: maso_ alle ore 10:30 | Permalink | commenti (64)
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