Nell'estate del 2005 mi sono fatto un trip nei paesi baltici (con "coda" a Praga) ed ho potuto apprezzare le soluzioni vecchie ma d'avanguardia (essendo il presente stretto nella situazione economica che conosciamo) implementate nei mezzi pubblici (autobus e tram) che paiono scatolette di latta eppure sono tanto funzionali.
Ho pertanto confrontato il servizio post-comunista con quello luccicante dell'azienda dei trasporti pubblici della nostra ridente città :
la mitica ATC.
1) Se giri a Bologna in un quartiere che non conosci (non è necessario essere forestieri) devi per forza chiedere agli umarèlls - che se non sei vestito come un giovane umarèll ti guardano male e ti rispondono con un grugnito e nulla più - oppure all'autista che di norma non dovrebbe rivolgere la parola ai passeggeri (una volta c'era scritto in tutti gli autobus).
Se quella precisa giornata gli gira male, state pur certi che risponderà "è vietato parlare al conducente", ma se l'utente bisognoso è una ventenne con minigonna ... sarà estremamente prodigo di consigli ! Io non sono femmina-ventenne-minigonnata e allora mi sento discriminato : non è giusto.
Belle fighe, bufali e umarèlls hanno tutti gli stessi diritti !
E nella patria dell'uguaglianza totalitaria - l'indimenticata U.R.S.S. - risolsero brillantemente il problema con un nastro gracchiante che è azionato manualmente dal conducente stesso : è commovente 'sta roba retrofuturistica - credetemi - ed ogni "prima volta" che prendo il 10 a Vilnius mi si bagnano gli occhi per
l'emozione "retrò".
Nella ex-ricca Bulàgna sono rari gli autobus provvisti di segnalazione vocale - mi prometto di eseguire una statistica per questo blog - mentre pochi altri danno il nome della prossima fermata sul paio di monitor a 15", ma l'indicazione spesso è sbagliata !
E' più renumerativo per l'amministrazione - ma esponenzialmente dispendioso per gli utenti - montare le "stazioni" informative della Monrif bypassando le reali esigenze dell'utenza : nessuno o quasi le guarda e ho visto solo utenti in climax concentràti sui costosi schermini.
E pensate che l'assessore alla Comunicazione Giuseppe Paruolo le vorrebbe montare
in ogni androne di condominio ... per la gioia di ubriachi e fattoni (a dire il vero ogni tanto ricado nella prima casistica).
2) Le macchinette che fanno i biglietti, altro punto dolente.
Non è raro ascoltare i moccoli dei passeggeri che - inserita la monetina - se la vedono tornare indietro perchè la cassa della macchinetta è piena (e la manutenzione costa).
Non solo : su molti mezzi alcuni "simpaticoni" hanno segato con un cutter il "fermo" di plastica che stoppa la monetina di ritorno, che inevitabilmente schizza per terra e magari il mezzo è pieno di passeggeri !
AH ... quando c'era Stalin ...
Gli autisti sono solerti nel girare il cartello verde-rosso di fianco all'ingresso sul lato che avvisa dell'interruzione di servizio (è vero) ma non mi basta e le multe elevate successivamente sono impugnabili al t.a.r. (già successo).
Se sali senza biglietto sull'autobus nei paesi baltici, te lo fa l'autista (genialata) !
Questa ulteriore mansione potrà anche dare l'impressione di un rallentamento ... ma a che serve partire "a razzo" dalla fermata, se cinquanta metri più avanti c'è il traffico imbottigliato ?
Lavorare con lentezza farebbe bene alla salute di tutti.
3) Il top : le macchine obliteratrici.
Le nostre sono iper-tecnologiche, costose nell'hardware e bisognose di costante manutenzione : un "braccio operativo" del "Grande Fratello" bolognese che stampa una quantità d'informazioni e forse memorizza anche il nostro stato d'umore, chissà ...
Sull'altra sponda del vecchio continente c'è tutta la capacità di chi è abituato a risolvere i problemi con buone intenzioni ma pochi baiocchi : un piccolo box di metallo ch'è un pezzo unico (nella foto centrale scattata a Vilnius, la gentile assistente Laura dà una dimostrazione dell'uso corretto) da cui sporge una linguetta a molla per punzonare con uno schema di fori diverso su ogni mezzo (simile al "codice Morse") per il mono-uso del biglietto : a destra nella foto l'analogo estone, a Tallinn gli autobus sono pure dotati dell'arcaico ma furbo meccanismo.
Come verificare l'onestà degli utenti ? Beh, allo stesso modo che a Bulàgna : con i controlli "in borghese" ... a che servono i biglietti iper-tecnologici se poi i controllori sono pochi e s'incontrano di rado ?
Chi scrive prende l'autobus tutti i giorni ed è un mancato testimone oculare dei controlli Atc.
Nello scopo, i due tipi di biglietti s'equivalgono ma i costi per la nostra obliterazione sono un multiplo esponenziale dei loro.
4) AH ... le unghie delle ragazze baltiche, allungate e smaltate con arte : veri e propri capolavori grafici, una moda diffusa soprattutto in Estonia.
Care italiane, datevi una mossa : sono un'ottima distrazione ... altrochè gli schermi informativi !
5) E infine mi chiedo perchè là come da noi, il make-up dei torpedoni non venga affidato alla creatività dei graffitari.
Poi gli umarèlls si lamentano (giustamente) perchè gli spruzzano i muri della casa ... ma se dessimo ai writers l'opportunità di sfogarsi "legalmente" ?
Avremmo come "prodotto di ritorno" una città più bella e colorata.
Queste sono alcune note prese dal taccuino di viaggio e integrate con riflessioni posteriori.
Parafrasando lo slogan molto "anni '80" stampato sulla maglietta di un'italo-amerikana in calore di cui ero un fan ma non posso scriverne qui lo pseudonimo -
potrei macchiarmi del reato di blasfemìa e causare l'immediata chiusura dello Spettro - concludo con :
BALTICS DO IT BETTER !
Bufalo
6) I commenti dei lettori m'hanno ricordato un altro "meccanismo umano" mancante nel servizio della nostra città. Quando viene effettuata una variazione di percorso improvvisa o già programmata, gli autisti mica si smaronano di girarsi verso i passeggeri e dire ad alta voce il percorso alternativo, c'hanno tutti l'abbassamento di voce !
Una volta gliel'ho fatto presente e sapete cosa m'ha risposto il bravo dipendente pubblico ?
"Gliel'ho già detto".
Ho chiamato lo 051/290290 e ho fatto presente all'operatrice il disservizio : dopo avermi ricordato che gli utenti talvolta rompono le scatole - 10 con lode alla cortesia, non c'è male - ha recitato la "formula magica" dei dipendenti del pubblico impiego, ovvero "non devono, perchè non è nel loro mansionario".
No ? Invece l'utente ha il diritto d'essere informato sui percorsi alternativi, perchè la tabella oraria esposta alle fermate costituisce un "contratto" tra i clienti e la società fornitrice del servizio : sia che le variazioni fossero programmate con anticipo (non è un obbligo leggere i giornali, e i biglietti volanti allacciati alle fermate ci sono e non ci sono perchè qualche idiota li strappa) che - a maggiore ragione - in caso d'improvviso cambiamento di strada (per un incidente, un'allagamento, una manifestazione spontanea, etc.).
Basterebbe che all'ultima fermata regolare l'autista s'alzasse in piedi, richiamasse ad alta voce l'attenzione dei passeggeri e declamasse il percorso cancellato (solo le strade principali, ovviamente) poi quello sostitutivo : è forse chiedere troppo ?