Nella foto: l'obbroriosa playlist del "nostro" sindaco
COFFY'S LIST
Ovvero: siamo tutti un po' veltroni
Mi ero ripromesso di stare in vacanza fino a settembre, ma quando ho letto la notizia che il nostro beneamato
Sergio "i Gaetano" Cofferati (chi conosce un po' le Dinasty pizzaiole di Bologna capisce cosa voglio dire) si presenterà il primo agosto pv a Villa Ghigi presentando la playlist delle sue dieci canzoni preferite non ci ho visto più. Devo scrivere. E scrivo.
Ora, prima di entrare nella parte seria del post, rileggetevi il post di Maso di ieri. Capite il legame qual è? Le feste dell'Unità non hanno più volontari neanche a pagarli. L'offensiva politica del nostro sindaco si calibra sapientemente sul recupero di Nilla Pizzi e il melodramma a tradimento. Ma andiamo avanti, che Cofferati sia un modesto non è una novità.
Prendiamo il Coffy sul serio, per una volta, e vediamo cosa ci dice la sua playlist.
Anzitutto Springsteen non c'è. Ed è già un'ottima notizia, per il Boss voglio dire. Ma Coffy il Boss non lo mette, sapete perché?
Perché di boss ce n'è già uno, lui. E tanto basta. Ma la lista trasuda di doppi sensi.
Il momento freudiano è proprio
Papaveri e papere. Una canzone della sua infanzia, ci dice la sua compagna. Una canzone del suo quotidiano ci dice il lettino dello zio Sigmund: diventato un papavero, Sergio "i Gaetano" non riesce a reprimere l'osceno – lui stesso, l'alto papavero che voleva la paperina e non ci riesce e che sa che, prima o poi, la falce passerà anche per lui.
Il resto della lista è
opera da quattro soldi, grandi successi da distribuzione in edicola, fin troppo smaccata qui la strizzata d'occhio al blocco sociale umarellesco che lo sostiene. Però però... queste scelte ci dicono anche che il Coffy si vede probabilmente come uno Scarpia, come uno Jago incatenato nel palazzo, circondato dagli orrendi cortigiani (come ha genialmente osservato anche il giornalista di Repubblica). Basterebbe poco per aprire le porte del palazzo, ma il tragico Sergio assomiglia più a
Calibano, il mostro shakespeariano incatenato da se stesso: schiavo e padrone allo stesso tempo (Prospero è Calibano, Calibano è Prospero), padrone e schiavo in un ribaltamento osceno quanto banale del classico ragionamento hegeliano sul riconoscimento - chi può riconoscere Sergio se lo specchio riflette sempre e solo Gaetano?
Finisco subito. Lasciatemi solo osservare un'ultima, ributtante cosetta. L'articolo di Repubblica, senza capirlo, coglie l'aspetto elitario della scelta del sindaco quando dice che la serata sarà alle 19: "Orario non certo da nottambuli, anche perché il ritmo e il genere non piacerebbero ai ragazzi degli happy hour". A parte che di solito l'happy hour è proprio dalle 18 alle 20 (....), ma questa è LA politica del Coffy: fare in modo che nessuno esca più,
né per l'happy né per la sad hour.
Ma la cigliegina, il capolavoro di Sergio "i Gaetano" è l'inserimento della canzone "Mane e Mane" di Enzo Avitabile:
"E' una chicca, un disco che non è in commercio legato a una iniziativa dell´Unicef, spiega Cofferati." Non è una chicca, elitarista dei miei stivali. E' un modo per dirci che tu hai le bazze e noi no, che hai i dischi giusti, quelli che non sono in commercio. Lo facevamo anche noi quando andavamo a Londra a 14 anni. Ma avevamo, appunto, 14 anni
Grazie Coffy, ci elargirai per una sera "Mane e Mane" di Enzo Avitabile. Io purtroppo non ci sarò, ma è come se fossi lì.
PS. Potremmo proprio lanciare sullo Spettro la campagna della SAD HOUR antiCofferati, al Pratello e oltre. Pensiamoci per settembre.
PPS. Non avrei mai detto che sarebbe stato un sindaco così loffio.