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sabato, 29 settembre 2007

MODESTA INTERVISTA
SPIEGATA ALLO SPETTRO

Martedì 25 settembre 2007, con un'ora di ritardo, Spettro Television ha trasmesso in diretta da Modo Infoshop l'intervista di Danilo "Maso" Masotti a Federico Mello sul libro L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO.
Una mezz'ora di domande e risposte esaustive.
Un esperimento web 2.0 riuscitissimo.
La prima intervista ufficiale.
Se avete altre domande da fare a Mello, fatele qui.
postato da: maso_ alle ore 10:25 | Permalink | commenti (27)
categoria:maso
venerdì, 28 settembre 2007


NOZZE D'ORO A BOLOGNA

La nostra collaboratrice Billo è stata testimone di un evento di altissimo livello: la celebrazione delle nozze d'oro a Palazzo d'Accursio fitiuring Sergio Cofferati.
Persone unite in matrimonio da più di 50 anni, capite?
"Tutta colpa di Cofferati!"

Piazza maggiore, 26 settembre, ore 10 e 15.
Una strana processione di umarells e zdaure superbamente in tiro entra dal portone di Palazzo d'Accursio.
Gli umarells ingiacchettati, le zdaure con le caviare fresche di parrucchiere e la spilla sul decolltè.
Tutti rigorosamente over 60.
Un cartello scritto in caratteri piuttosto grandi indica che in cappella farnese, al secondo piano, verranno celebrate le coppie con più di 50 anni di matrimonio sulla gobba.
Tra di loro i miei parents, i miei genitori.
Hanno chiamato tutti: figli, generi, nipoti e fidanzate dei nipoti per l'occasione e, soprattutto la parent zdaura non vede l'ora di incontrare niente popo' di meno che il sindaco in persona.
Quando il giorno esatto dell'anniversario il suddetto sindaco in altre faccende affacendato, per la verità, non si era neanche fatto vivo, la zdaura ci era rimasta proprio male e inveiva contro l'amministrazione locale secondo i consueti dettami del Carlino.
Poi, qualche giorno dopo, mentre festeggiavano l'anniversario alla pensione la bella vita di rimini, la lettera di convocazione è arrivata, abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo.
E così il momento è arrivato.
Tirati fuori gli abiti della festa ("non l'abbiamo più messo dal battesimo di r." il nipote più piccolo, n.d'a.), ci siamo aggregati alla processione verso la piazza.
I consorti sono saliti subito a vedere dove sarebbe avvenuto l'evento, massacrando i maroni ad un'addetta del comune per far trovare alla figlia gravida (io) un comodo posto a sedere, tanto che l'addetta mi fa trovare fin sulla porta la sedia, piazzandomela direttamente sotto il culo, dicendo che la mamma si era tanto raccomandata (ma con lo sguardo mi augurava emorroidi pese da qui all'eternità).
Intanto le attempate coppie si sistemavano ai posti assegnati.
Le zdaure tutte sorridenti.
Gli umarells compiti e rigidi e un po' emozionati.
Il sindaco fa un banale discorsetto, sulla longevità delle coppie qui riunite, sulla miseria del suo omaggio (una pergamena vergata dalla sua di lui firma e una spilletta rappresentante il comune, la pergamena requisita subito dalla zdaura per essere portata al corniciaio, la spilla piazzata a tradimento sulla giacca dell'umarell), discorsetto comunque capace di toccare l'animo della figlia gravida, e pullulante di ormoni com'è bastava molto meno.
Poi la spicher cicciona ma tutta in tiro comincia a chiamare in rigoroso ordine alfabetico le coppie.
Subito dopo avviene la consegna da parte del coffee dei doni, la stretta di mano, e la foto di rito ("che poi vi verrà spedita direttamente a casa", qualcos'altro da attendere con trepidazione).
Per un momento gli umarells mettono da parte tutti i commenti nefasti fatti sulla giunta e sul coffee che nei crocchi tipici di Piazza Maggiore si sono sprecati fino a mezz'ora prima
Le zdaure si dimenticano del fatto che lui, proprio lui, ha mollato la moglie di mezza età subito dopo la campagna elettorale per ingravidare una di almeno 20 anni più giovane e chiosano con "comunque l'è propri un bel omen".
Finito l'appello si sfolla e si torna ai propri impegni.
Gli umarells si fanno un attimo belli con i colleghi lasciati sul crescentone, che notano subito l'inconsueta eleganza, poi corrono a cambiarsi e vanno a comprare i primi pandori in offerta al discaunt.
le Zdaure vanno a fare la spesa col vestito della festa per raccontare da dove vengono e poi vanno a cucinare per i nipoti.
Le figlie gravide (io) fanno decantare gli ormoni e pensano che con i rispettivi coinquilini 50 anni o più insieme forse non li dureranno, se non altro per ovvi motivi anagrafici.
postato da: maso_ alle ore 12:38 | Permalink | commenti (18)
categoria:maso
giovedì, 27 settembre 2007


SARANNO FAMOSI?

"Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l'amore otto ore al giorno... sarebbe una vera tortura... e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l'amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana... certo c'ho il mitra alla nuca... lo faccio, perché faccio il discorso: "Meglio leccare il pavimento o morire?"
"Meglio leccare il pavimento" ma quello che è orrendo in questa cultura è che "leccare il pavimento" è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?
Tutto ciò è "oggettivamente" mostruoso.
Silvano Agosti - LETTERE DALLA KIRGHISIA

Lo spettro, essendo enterteinment per impiegati, affronta spesso le modeste tematiche del mondo del lavoro a Bologna e dintorni, croce per i più, delizia per i meno.
Si parla di precari, di dipendenti a tempo indeterminato, di poveretti con la partita iva, di cocoprofagi, di frilens, di gente che quando parla dell'aziendina dice Noi, di commessi, commesse, bottegai, taxisti, guidatori di autobus, bancari, di campioni regionali di campo minato.
I lavoratori insomma.
Tutti lì ad arabattarsi per arrivare a fine mese, comprarsi da mangiare, lo schermo al plasma, l'abbonamento a scai, il mobile ikea, pagare un mutuo e la benzina in attesa del uichend, del ponte e delle ferie... viviamo così e ce la tiriamo.
Purtroppo ogni tanto capita che qualche dipendente esageri con la sicurezza, si affida alla tetta del datore di lavoro mamma, fa visionari progetti quarantennali e poi ci rimane male quando lo sbattono a casa.
"Ma come? Io ciò il contratto a tempo indetemrinato e ho diritto a vivere così fino a che non vado in pensione che dopo finalmente non faccio un caxxxx?"
E' evidente la contraddizione di fondo di queste persone ed è giustificata la rabbia quando vengono sbattuti a casa illusi da parole tipo indeterminato, garantito, diritti, per sempre.
La vita è precaria, un giorno ci sei, il giorno dopo non ci sei più, inutile fare sti progetti quarantennali di stasi sacrificale in attesa di "godersi" altri 30 anni di stasi pensionistica (non quello di Garlasco, sia chiaro).
Più che inutile, pericolosissimo affidarsi e ancor più pericoloso adagiarsi.
Insomma, sulla base di tutto ciò scopro che la notizia bolognese più interessante è che anche a Bologna capita che i dipendenti a tempo indeterminato perdano il posto di lavoro; stavolta pare che tocchi alla balotta della Gesticoop, sessanta lavoratori che si occupvano di carico scarico merci all'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna.
Gheim over.
Fine.
Incazzatura e iniziative.
Poi fine si fa per dire, perchè comunque hanno almeno il cuscino della mobilità (80% ultimo stipendio) che significa pilla senza lavorare per un annetto, il sogno di tanti giovani, una tragedia per i sessanta lavoratori che nei prossimi giorni minacciano lo sciopero della fame.
E pochi ne parlano.
E pochi leggono questo articolo.
A Bologna succede anche questo.
Come andrà a finire?
Lo spettro osserva pasteggiando a crekers.
postato da: maso_ alle ore 11:01 | Permalink | commenti (70)
categoria:maso
mercoledì, 26 settembre 2007


JACK FRUSCIANTE E' USCITO DALLO SPETTRO

Un giorno incontro Diego degli Splatterpink che mi fa "Oh, ma lo conosci quello là che ha scritto JonFrusciante è uscito dal gruppo?"
"No, perchè"
"E' un tipo che ha scritto un libro dove parla di noi, dei New Hyronja... ci cita un pò tutti quanti, si chiama Enrico Brizzi"
"Mai cagato"
Alcuni giorni dopo, ravanando tra gli scaffali del solito Feltrinelli, vedo sto libro con sta paperina tipo Pea Brain, lo sfoglio e trovo alcune righe incriminate "Avevano parlato di ragazze insignificanti che andavano dietro a questo e quello e poi se la tiravano, se la tiravano, se la tiravano, e avevano ascoltato il demotape dei New Hyronja con Claudio Severi".
Lo compro.
Lo leggo.
Mi piace.
Molto spettrale.
Poi fu un successo planetario.
Poi conobbi Brizzi.
Poi son successe un casino di cose e insieme a Brizzi e Cavedoni abbiamo inventato LO SPETTRO DELLA BOLOGNESITA', poi l'ho trasformato in un blog, poi Brizzi scriveva nel blog, poi è uscito dal gruppo.
L'altro giorno ci incontriamo nel suo studio e mi fa: "Guarda che imeil che mi è arrivata... l'ho anche pubblicata sul mio blog"

Da: xxx@webmail.it
A: redazione(@)enricobrizzi.it

Sono la mamma di un ragazzo di 16 anni.
Abbiamo acquistato il libro (se così si può chiamare) "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" su richiesta della scuola cha mio figlio frequenta.
Poiché mio figlio é dislessico lo aiuto spesso nella lettura dei testi.
Vi voglio manifestare il mio "disgusto" e la mia disapprovazione per testi di questo tipo. Farò anche la segnalazione alla scuola che l'ha consigliato. Vorrei suggerire all'autore di vergognarsi di tutte le "cazzate" (per usare la sua terminoglogia) che ha scritto.
SI VERGOGNI E' UNA LETTURA CHE FA LETTERALMENTE SCHIFO. VERGOGNA!

Fantastico!
La vita a Bologna è dura un pò per tutti.
postato da: maso_ alle ore 17:12 | Permalink | commenti (76)
categoria:maso
martedì, 25 settembre 2007

FARE SHOPPING A BOLOGNA
ED ESSERE TRATTATI MALE

Passi il caro euro, ma andare a fare acquisti ed essere trattati male dai bottegai bolognese proprio no.
E ppure è il nuovo trend della nostra città.
Ci stiamo sbagliando ragassi... diceva Luca Carboni che parlava con gli occhi lucidi delle commese dei negozi del zentro rioariò, ma Bologna non è più la Bologna di una volta.
E' un dato di fatto.
No che non sono le fate.
E chi le ha mai incontrate?
Rioariò?
Che fare allora?
La nostra collaboratrice Danildc, con il suo xavutfèr ci racconta esperienze vissute sulla propria pelle e invita i lettori dello spettro a fare altrettanto.

La cosa che mi fa più passar la voglia di comprare è, oltre ai prezzi, l’indisponenza o scarsa collaborazione e partecipazione del personale che trovo dentro un’attività commerciale. Personale che, teoricamente, dovrebbe ritenersi soddisfatto solo una volta compiuta la missione di vendermi qualcosa, non dico saltellarmi intorno come una ninfa, infarloccandomi con mille cometistabene, cometismagrisce, che tanto non ci crederei. Ma neanche deprimermi e/o farmi arrabbiare e/o remarmi contro. Sante le parole di colui che ha detto quando si lavora con il pubblico si tocca con mano la modestia più becera.
Parliamo dei negozi di Bologna e di alcuni dei loro simpaticissimi addetti alle vendite, personaggi dagli sfaccettati caratteri e dagli umori più o meno sempre tendenti al parzialmente nuvoloso con possibilità di peggioramento. Siccome sono acquirente bolognese da sempre e pertanto posso permettermi di dirlo® ho stilato una personale lista che contiene alcuni spunti ed esperienze personali.

La titolare e la commessa in via ....
È vero che vendono oggetti che costano quanto un rene, ma è altrettanto vero che sono e restano un negozio di borse e accessori: per accedere al loro dorato mondo devi farti dare il tiro alla porta. Pessimo esordio, ho pensato, la prima volta che sono entrata per chiedere un particolare portafogli di Hello Kitty. La commessa cino-bolognese mi ha guardato dall’alto del suo albapariettiano sgabello e, smaronatissima, senza neanche fare il gesto di aprire un cassetto, mi ha detto non ce l’ho, ciao. Sconfortata sono uscita con la promessa di non metterci mai più piede dentro, buon proposito che si è vanificato dopo pochi mesi in quanto mi sono ritrovata alla ricerca di qualcos’altro di introvabile, probabilmente sempre di Hello Kitty (ora non ricordo): osservando la situazione dall’esterno ho notato solo la titolare e, pensando che in fondo alla ragazzina poco fregava di vendere, ho malamente supposto che la proprietaria avesse invece obiettivi di business differenti. Mi sono virtualmente turata il naso, ho suonato, mi è stato aperto il caveau ma ho ricevuto il medesimo trattamento: occhiata di sufficienza, tono smaronato, non ce l’ho ciao. In quel negozio, a farci caso, non c’è mai una gran fila.

Quello delle scarpe in Piazzola, 1.
Il titolare o commesso o socio che sia, non ne ho idea, è fatto così: occhialini, capelli grigi un po’ a baschetto, un insieme un po’ spaurito. Anch’esso dotato di sgabello/trespolo, squadra le persone già da quando si avvicinano al banchetto, che le prime volte non ci facevo caso e domandavo il mio solito ce l’ha il quaranta? Ma all’ennesimo infastidito nooooooooo (come dire ma ti pare che io abbia un numero così grande? Vai via te e i tuoi piedacci orrendi!) mi sono rotta i maroni e vado da quello di fianco che non solo le ha più belle ma ha anche il Pagobancomat. Questo esemplare è noto anche come “lo sgodevole”.

Quello delle scarpe in Piazzola, 2.
Il banchetto è quasi di fronte all’altro. È un umarell con un furgoncino microscopico, pochissimi modelli, ancora meno numeri ma con dei fantasiosissimi cartelli (bè, dopotutto di umarell trattasi). Lui non mette i prezzi o quantomeno li mette raramente. Più che altro segnala le sue specifiche richieste alla clientela, tipo provare costa 1€ oppure se avete del tempo da perdere non fatelo qui, e cose così. Roba che una è veramente invogliata all’acquisto, proprio non vede l’ora di dare dei soldi a questo ironico ambulante.

(Tutte e tre) le commesse del negozio di scarpe in via ....
L’atteggiamento è simile a quello dello sgodevole: naso arricciato e sguardo ostile come a dire cosa vuoi qui da noi, come osi anche solo pensare di infilare i tuoi cotechini nei nostri morbidissimi e confortevoli prodotti? Entro durante i saldi e non hanno il mio numero, entro a metà stagione e non hanno il mio numero, entro all’inizio della stagione quando ancora stanno disponendo le scatole sugli scaffali e non hanno il mio numero oppure ce l’hanno ma questo è un modello che calza poco. Te non ti preoccupare e tiramelo giù, ho risposto una volta a una delle tre. L’ho provato, effettivamente calzava poco, ma volevo essere io a decretarlo dopo la prova e non lei a prescindere. Io, quelli che non ti fanno provare la loro merce perché ti han già etichettato che tanto ti starà male, sul serio, gliela comprerei solo per fargli dispetto. Ma non ho così tanti soldi e quindi subisco (quasi sempre) in silenzio.

La venditrice di intimo e calzetti al centro commerciale ....
Negozio che ha già chiuso, mi domando come mai: forse perché, per quanto mi riguarda almeno, non c’è stata una volta che sono entrata che non fosse al cellulare a parlar di fatti suoi mentre si occupava delle mie richieste?

Il maitre del ristorante in via ....
Hai prenotato? Sì. Però sappi che c’è comunque da aspettare.
Hai prenotato? No. (braccia allargate) Ahhhh… io non so proprio come fare con questi…
Non c’è mica nessun problema: esco e vado alla pizzeria di fianco.

Seguono a ruota libera, non verificati personalmente ma suggeriti da amici e parenti: la cassiera del negozio di dischi in via ..., i giornalai del centro commerciale a ..., il cassiere della ex ..., i camerieri di una rinomata pizzeria a San Lazzaro.

Popolo dello spettro, segnalate anche voi i bottegai che vi han fatto del male, ma mi raccomando niente nomi, cognomi e indirizzi... sappiamo che avete sofferto, parliamone. Questo post è terapeutico. Attendiamo trepidanti il vostro auting (o comin aut).
Danildc
postato da: maso_ alle ore 21:44 | Permalink | commenti (110)
categoria:maso
lunedì, 24 settembre 2007


L'AGENZIA MATRIMONIALE SPIEGATA DA ZEFRAM

L'agenzia matrimoniale mi è sempre sembrata una cosa da sfigati, come del resto tante altre, ma quando si hanno 18 anni certi "servizi" sembrano peggio di quello che possono essere realmente.
Una sera passeggiando per Via Rizzoli la nostra attenzione ipertrofica da diciottenni fu attratta da una buchetta della posta rosso fuoco stracolma di lettere.
Mano inserita appena nella voragine PER TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI, mano inserita appena nella voragine PER LA CITTA' e apriamo una delle 500 buste tutte uguali.
Scopriamo che il mittente distratto era una nota agenzia matrimoniale che invitava singols (una volta era sinonimo di sfigato, ora non so...) ad un parti presso il Jolly Hotel, proprio lì dalla stazione, poi non so neanche se si chiamava così, ma fa lo stesso.
"Dai ci andiamo?" propongo io.
"Si" rispondono gli altri presenti annoiati e divertiti come solo i diciottenni sanno essere.
"Quand'è?"
"Sabato prossimo"
"Ok"

Ci accaparrammo alcune buste, togliendo così preziose opportunità ad alcuni singols che mai hanno saputo di quel parti e la settimana dopo andammo alla festa ben pettinati, ben vestiti, profumatini come non mai.
"Benvenuti!" disse una megera incartapecorita dell'organizzazione che ci salutò calorosamente.
Si capiva che non ci conosceva, ma simulò bene.
Del resto, cosa ci facevano dei ragazzi di diciott'anni a una festa del genere?
Non aveva senso.
Però avevamo l'invito e nessuno poteva dire nulla.
Per l'occasione uno di noi si era pure fatto crescere un paio di poco credibili baffi alla sadamussein.
Mangiammo come dei porci tartine, pizzette, krafenini ed involtini.
Bevemmo come solo dei diciottenni ubriachi sanno bere e presto caddero i freni inibitori con le singols che passava il convento, perlopiù zdaure, vedove, donne con stampelle e qualche straniera che non spiccicava una parola di italiano.
La domanda più sensata ce la fece una vecchia che pasteggiava a krafen seduta su un divano a fiori: "Ma cosa ci fate qui voi che siete così giovani?".
"Mah... signora. Le ragazze della nostra età sono così poco serie, così prive di valori e soprattutto per nulla sensibili. Noi cerchiamo donne mature, persone motivate con le quali intraprendere insieme un radioso percorso per i sentieri della vita".
Ci ascoltavano, non si capiva se ci compativano o se credevano alle nostre belle parole, ma mangiavano molto.
Ricordo però che il fotografo uffciale dell'evento capì che a quella festa eravamo degli infiltrati e non centravamo niente, ma nessuno di noi crollò di fronte alle sue domande insinuanti tipo "Ma da quanto tempo siete soci dell'agenzia matrimoniale xxxx?".
Ostentando sicurezza e fiera appartenenza al clebbbb, davamo risposte precise e ricche di dettagli, ma non eravamo credibili.
Del resto avevamo diciott'anni e chi è che è credibile a 18 anni?
Di quella giornata conservo ancora da qualche parte (a casa dei miei?) una foto che ci vede ritratti insieme a una marea di gente di quaranta e passa anni che brindano alzando i calici, foto che ricorda vagamente l'ultimo fotogramma di Sciaining.

Bei tempi (ma anche adesso non è per niente male) e mentre rimembro queste gesta della gioventù non spiegata a mio nonno, ecco arrivare un interessantissimo post del redattore Zefram che dall'alto della sua esperienza ci mette in guardia dalle agenzie matrimoniali del 2007.

L'altro giorno stavo chattando con un amico e questi mi ha dato un link di una nota agenzia matrimoniale bolognese ,dove c'erano annunci all'apparenza gratuiti..Ce n'erano tantissimi ,divisi per età,con una particolare attenzione per i mestieri praticati... Come ben sapete il vostro capitano sta cercando moglie e allora incuriosito dal profilo di una tipa ,all'apparenza molto dolce invia la sua risposta ...
Ieri sera dopo una giornata di attesa ero dal Maury ,ricevo una telefonata da un numero a me sconosciuto ..naturalmente era l'agenzia ..La tipa ,che si è definita consulente incomincia con una frase tipica da venditore" Ma che bella voce squillante,dopo una giornata di lavoro,che bella voceee!" e poi continua a farmi il terzo grado ,chiedendomi(sic) il mestiere ,l'età e amenità varie ...Poi mi chiede se volevo fissare un appuntamento ..io rispondo subdorando qualcosa " Ma è a pagamento?" lei risponde " Il colloquio no,ma se vuoi essere inserito Si!" Io le dico che se è cosi non mi interessa,mi butta giu' la cornetta senza salutarmi (bisic) ..
Il mio commento finale è che è inutile sperare che la gente ci caschi...


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domenica, 23 settembre 2007


L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO

Appuntamento alle 11.30 da Zanarini.
Si, proprio Zanarini, quello degli zanari, quello dei riccastri spocchiosi della boognabene, quello dei vecchi benestanti annoiati da troppe rendite immobiliari che dicono "zanarini non è più il zanarini di una volta".
Vero.
Come non dargli ragione.
Infatti nel 2007 una domenica mattina (che non vuol dire tutte le domeniche mattine, che fa molto modestia abitudinaria) da Zanarini ci siamo io e Mello.
Il caldo sole di settembre ci bacia le fronti e Mello soffre.
Ma come?
Lu salentu, lu amre, lu sole, lu ventu... rompete tanto i coglioni con sta cazzata, le magliette, la saudade, checlimadimerdaciàbologna e te hai caldo?
Vuoi vedere che non ci sono neanche più i salentini di una volta?
Se Bologna cambia, cambieranno anche i salentini.
In lontananza un gerontozanero mostra il suo gerontoferro a dei gerontosfigati.
Tra una settimana sul Carlino leggeremo di lui e di un platano molto resistente.
Qualche tavolo più in là alcuni bulli gerontozanari griffati anche nel colon ridono, ma per fortuna oltre a loro c'è un fracco di gente "normale" che dopo una settimana inutilmente trascorsa a darsi un tono dietro ad una qualsiasi scrivania, può permettersi un drink da Zanarini.
L'appuntamento è mirato alla consegna di una preziosa copia autografata di L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO* di Federico Mello pubblicato da Mondadori, ennesimo libro meid in spettro della bolognesità enturaggg, ma rivolto alla nazione.
E' bello vedere che il nostro quotidiano sbattimento su questo ed altri blog venga premiato, ed è ancor più bello veder concretizzarsi sulla carta stampata questo progetto del quale Mello me ne parlava con l'entusiasmo di un bambino alla fine dell'anno scorso quando ancora si credeva che ci abbandonasse per andare a lavare dei piatti a Londra.
Giornate spese a chiacchierare, sognare, realizzare template, progettare idee nuove, passeggiare per i Giardini Margherita con le mani dietro la schiena interrogandoci sul futuro di questa modesta nazione  umarells orientid.
"Vedremo mai la pensione?" chiedeva Mello mentre tirava un sasso ad un anatra.
"No, non la vedremo. O meglio, vedremo tutti una pensione minima che non ci permetterà certo di vivere di quella e saremo costretti a lavorare ancora. L'unica pensione che abbiamo è la nostra famiglia, quello che ci lasceranno i nostri cari (sempre ammesso che ci lasceranno qualcosa), il resto son cazzate" dicevo io mentre centravo con un sasso una tartaruga.
"No Maso, sei troppo pessimista".
Di solito ogni dialogo con Mello finiva così, poi Mello con il testino elaborava questa ed altre  chiacchierate fatte sia con me che con altri un pelino più ottimisti, prendeva appunti e gettava le basi per scrivere questo libro che sono sicuro venderà tantissime copie oll over ze staival.
Bravo!
Le carattiristiche del successo ci sono tutte.
Il titolo.
L'argomento modaiuolo.
Le poche pagine.
Il prezzo basso.
13 euro.
Esattamente quello che abbiamo speso da Zanarini per una birra e un caffè estivo.

L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO uscirà nelle librerie martedì 25 settembre 2007.
Nello stesso giorno diretta su SPETTRO TELEVISION e su OTTIMO TV a partire dalle 15.40 con intervista di Danilo "Maso" Masotti a Federico Mello.
Alla sera, a partire dalle ore 19.00 mega aperitivo presso la libreria Modo Infoshop dove l'autore incontrerà le masse per autografi, chiacchiere e bacini a tutti quanti.
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venerdì, 21 settembre 2007

LA DISCUSSA MOSCHEA BOLOGNESE

L'utimo argomento trendi di Bologna riguarda la costruzione della discussa moschea vicino al discusso quartiere pilastro. Sembrava che avessero già finito i lavori e invece, c'è stato uno stop. "Come al solito tutta colpa di Cofferati" dirà il solito modesto sorseggiando un cynar e recitando il mantra liberatorio che fa stare meglio: "Col-pa-di-co-fe-ra-ti-po-po-po-po-po-po-po". Ma si dai, e poi lo sappiamo tutti che Bologna è il laboratorio della politica nazionale e come ci suggerisce Grillo, ci vuole un modo di fare politica nuovo, un linguaggio semplice e comprensibile da tutti. Lo spettro della bolognesità, da sempre una spanna più avanti dei blog dei quotidiani locali, lancia un discusso sondaggio con una domanda semplice semplice senza troppo fronzoli .

Vuoi la Moschea a Bologna?
SI
NO
  
pollcode.com free polls
Invece di star lì ad aspettare che i partiti decidano, si preparano le schede con questo sondaggio fatto ad oca per i cittadini, si prendono quegli enne umarells volontari che si divertono un casino a far gli scrutatori, si va a votare un pò alla cazzo come si fa per le primarie e i cittadini bolognesi nel giro di una settimana hanno deciso.
Così si abbattono i costi della politica.
Così si snelliscono le burocrazie.
Così si creano i laboratori della politica nazionale bolognesi.
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giovedì, 20 settembre 2007


NO MORE COFFY PARTY?

Più di due anni fa ho assistito ad uno spettacolo di Beppe Grillo, ricordo che mi piacque molto e scrissi un post acerbo, poi, per curiosità mi sono iscritto al gruppo Gli amici di Beppe Grillo - Sezione Bologna, così tanto per vedere chi erano e cosa facevano.
Scoprii una comunità on lain attivissima, coinvolgente con le solite modeste dinamiche da comunità on lain (questo blog che state leggendo ne è un esempio), ma con l'ambizione di cambiare le sorti della nazione.
Lodevole, ma appartenere a gruppi e/o balotte anche fintamente coese non è mai stato nel mio DNA.
Poi tutte quelle riunioni!
Aiuto!
Ogni tanto li lurko ancora, ma l'eccesso di piagnisteo partecipativo spesso mi annoia allo stesso modo di un discorso del politico di turno alla télé e così cambio sito/canale.
Purtroppo, anche gli amici di Beppe Grillo bolognesi non hanno saputo resistere e si sono fatti prendere dalla modesta polemica modaiuola sfondaporteaperte contro Cofferati, primo sindaco bolognese raccattainsulti reo di non ascoltare le direttive del partito, reo di fare di testa sua rischiando qualcosina in più di tanti altri... e questo non piace.
I grillini bolognesi dicono che il NO MORE COFFY PARTY? vuole essere un'occasione offerta a tutti i cittadini per esprimere una preferenza sul prossimo candidato a sindaco di Bologna.
il NO MORE COFFY PARTY? NON vuole essere nulla contro la persona di Cofferati come già detto sul palco del V-DAY e come scritto da alcuni giornali, ma vuole essere uno stimolo propositivo del meetup alla gente comune. Non sarà importante che esca un nome dall'urna, non è questo lo spirito, molto importante sarà invece sapere quanti cittadini vorranno esprimere la loro preferenza.
Il tutto per proporre poi un nuovo incontro pubblico organizzativo che dovrà ruotare sui temi proposti dagli stessi cittadini in occasione del party.
Appuntamento sabato 22 settembre 2007 ore 20.30 a Vicolo Bolognetti.
Noi dello spettro avevamo già espresso la nostra preferenza segnalando il cittadino Federico Galassi e l'idea di una lista civica spettrale con bollino grillo non era male, ma purtroppo all'interno della redasione escluso me e pochi altri, tutti possiedono (o hanno posseduto) una tessera di partito, quindi salta tutto e mi dispiace per Zefram e per molti lettori che avrebbero aderito ad un progetto demenziale di così largo respiro.
Lo spettro della bolognesità è e rimane il blog di informazione interattiva più cliccato di Bologna, enterteinment per impiegati e crocevia di borderlain, blog che ogni anno contribuisce attivamente all'abbassamento del PIL al grido di "Cosa me ne frega dell'uranio impoverito! Che si impoverisca anche lui!".
E non è poco!
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mercoledì, 19 settembre 2007

LE PUPE SECCHIONE

Prima si presentano di spalle, tranne una.
Paura eh?
Che modestia.
Poi prendono coraggio e dopo qualche giorno, tutte belle truccatine si presentano alle telecamere lasciandosi alle spalle le spalle.
Sono loro, le secchioncine bolognesi che non accettano di non essere riuscite a passare gli esami di ammissione alla facoltà di medicina con la emme minuscola.
Come tutti i secchioncini spocchiettini non possono accettare di non aver passato la prova e sull'onda emotiva degli esperti di Bari (voce del verbo barare) modestamente denunciano irregolarità e tramite l'avvocato chiedono ai magistrati di verificare «se nell'espletamento della prova siano stati compiuti reati che hanno consentito ad alcuni, in un clima di illeicità ambientale di accedere fraudolentemente al corso di studi a danno di altri».
Si vocifera di umarells che fingevano di sostenere i test e invece erano lì per suggerire, parenti che mimavano l'alfabeto muto per aiutare i familiari, commissari inflessibili con alcuni candidati e indulgenti con altri, matricole che dopo la chiusura dei test hanno avuto un'ora e mezza per correggere le risposte.
Su tutta questa modestia cercheranno di fare luce la magistratura e i RIS di Parma.
Trucchi?
Barbatrucchi?
O semplicemente orgoglio secchione ferito?
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martedì, 18 settembre 2007


I RACCONTI DEL PULMINO

Ormai il luogo più insicuro di Bologna è diventato l'autobus.
Da mesi si sentono racconti terribili.
Una volta ci sono i controllori che prendono i ceffoni, l'altra vota l'autista che mena un passeggero, l'altra volta uno che minaccia l'autista con la siringa, l'altra volta uno che solleva un autobus, un'altra volta uno che fa un fraffito sull'autobus e caso ancor più grave quello del tipo che ha scoreggiato su di un autobus affollatissimo poi è sceso e tutti hanno dato la colpa al solito cinno scurzone con la cartella gialla.
Insomma, l'auobus è un luogo pericolosissimo e solo il nostro redattore Zefram ha ancora il coraggio di prenderlo.
Ecco una sua preziosa testimonianza.

h 18,30 di stasera autobus 13,Via Barberie ,una ragazzetta di 13 anni circa si avvicina ai pochi passeggeri del Bus chiedendo se avevano da cambiarle 5 euri,io li cerco nella tasche(sapevo di averli) mi offro di cambiare,quando arrivano due simpaticissimi controller atc ,la ragazzetta preoccupatissima di prendere una multa si avvicina a loro e sta per cedere ,quando il sottoscritto e una Signora mai vista prima cominciano a bofonchiare qualcosa del tipo" se fosse un extracomunitario la multa non gliela farebbe!" Uno dei due ,il piu' anziano fa .."lei non ha mai visto i miei verbali"(soccia) .
Detto fra di noi,non mi interessano i verbali di nessuno,la frase non mi piace perchè l'ho trovata arrogante e non merita risposta perchè va piuttosto citata la frase dell'altro controllore che alla mia frase "-Ma ha 13 anni" risponde con un qualcosa che dimostra che un giorno sarà il principe degli umarell "A 13 anni io avevo la tessera ATC(dicendolo con orgoglio di appartenenza) e se prendevo una multa erano schiaffoni(puvratt) !" Intanto grazie a cio la ragazzetta aveva fatto il Biglietto e la faccenda si è chiusa con la mia discesa in Piazza malpighi!

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lunedì, 17 settembre 2007


T-DAY

Domenica mattina, passeggiata per le vie del centro.
Mi colpiscono i volti tesi, nervosi, incazzati dei passanti benestanti di facciata.
Donne incartapecorite ingioiellate con facce tipo stomangiandodellamerda guardano bramose vetrine griffate e sembrano infelici.
Nel 2007 si è finalmente riusciti nell'impresa di far star male anche chi sta bene grazie al motto "Non è bene accontentarsi di ciò che si ha" e visto che ciò che non si ha non ha alcun limite, un giorno arriva un senso di frustrazione e di scacco esistenziale che prende alla gola il modesto di turno, momento che per i ricchi viene probabilmente prima che ad altri. "Se ho già (apparentemente) tutto e se l'imperativo è che non devo accontentarmi, che devo fare?".
E tutti lì a cercare un senso nelle proprie modeste azioni.
Significato che il più delle volte ci sfugge o addirittura non c'è proprio, ma noi, calcolatori robocop (o roboconad) esigiamo il senso delle cose, l'ultilità e se non le troviamo soffriamo come pitbull abbandonati in Via Acri dal pankabbestia di turno.
Ma si può vivere così?
No, non si può ed è per questo che dopo i successi dell'U-Day e del V-Day, il 30 settembre 2007 in piazza Maggiore arriverà il T-Day.
Il video promozionale parla chiaro: ci sono giorno in cui il desiderio di fare una cazzata non ha freni! La dovevo fare, la volevo, ne avevo bisogno! Anch'io volevo il mio Tetramino!
Popolo dello spettro, finalmente una manifestazione liberatoria senza alcun senso in Piazza Maggiore che (forse) non farà incazzare nessuno.
Una manifestazione completamente inutile.
Una manifestazione che ci ricorda che prendersi troppo sul serio fa male
Un' occasione per conoscere nuove persone e divertirsi, una giornata contro lo stress e all' insegna del relax.
A sto punto uno si chiederà: "Ma cos'è sto tetramino?"
Andate a vedere il sito e lo saprete: http://tday.ptumpa.com
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domenica, 16 settembre 2007

BOLOGNA E IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA

La nostra non è più una città sicura o forse non lo è mai stata e non ce ne rendevamo conto.
In questo sciokkante cortometraggio di Mauro "Squiz" Daviddi (personaggio con il quale sto collaborando, ma per ora non vi dico niente... stei stiund) ci viene mostrata con crudezza una problematica bolognese altamente sottovalutata: il ciappinismo estremo.

Se hai amici, parenti, conoscenti che sciappinano pericolosamente, digli di smettere.  Il ciappinismo uccide! *

*Campagna pubblcitaria spettrale per una Bologna più sicura.
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giovedì, 13 settembre 2007


ENAZER DESPEREIT ANDER 35

Al parco Lunetta Gamberini ci sono dei graffiti che fanno schifo ovunque, ma non è di questo che vogliamo parlare, troppo facile, sfonderei delle porte aperte e non ho voglia di fare del populismo.
All'ingresso dal parcheggio Lercaro, la mia attenzione da umarells uotcher è invece caduta su questo accorato appello: CERCO MOGLIE: Trentenne bolognese laureato e con un lavoro stabile, determinato, sensibile,  sportivo, semplice, cattolico, con tanti interessi  (cinema, teatro, arte, musica, lettura, viaggi,), non fumatore, longilineo, cerca una ragazza con pari requisiti che voglia intraprendere una relazione importante!
Segue modesta foto di Totò cerco moglie nerdissima.
Alora, che gli ander 35 siano messi male lo abbiamo capito tutti, ma fino a questo punto non credevo.
Mi piacerebbe di più credere allo scherzo, come quella volta quando non esisteva ancora internet facemmo una burla al nostro amico Miro tappezzando le cabine telefoniche della città con bigliettini GIOVANE RAGAZZO, BELLA PRESENZA CERCA AMICI PER ESPERIENZE PARTICOLARI.
Fu un successone. Hot Lain tutto il giorno e tutta la notte. 72 ore di fuego sulla linea fissa del povero Miro e i cellulari non esistevano ancora, quindi disagio totale... e genitori increduli.
Avevamo 18 anni.
Ci si divertiva così.
E con sto manifestino come la mettiamo?
Ennesimo scherzo o ritorno al valore del matrimonio (che in teoria anche quello è un contratto a tempo indeterminato tanto agognato dagli ander 35)?
Ho provato a chiamarlo.
Mi ha risposto.
Poi è caduta la linea.
Poi c'era la segreteria telefonica.
Poi l'ho richiamato.
Con voce gentile mi ha detto che aveva la batteria scarica.
Poi è ricaduta la linea...
Mi è sembrato sincero
[to be continued]
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mercoledì, 12 settembre 2007

GOMITO A GOMITO COL DISAGIO

Ieri il post sul progetto lavavider che ha fatto storcere il naso a molti e ad altri no.
Oggi post su di una persona che ogni giorno si trova gomito a gomito col disagio: Massimiliano Salvatori.
Chi è?
E' uno che nel luglio 2006 ha creato il blog http://www.viadelporto.splinder.com, il blog delle persone senza dimora di Bologna.
Sarebbe stato banale fare il blog o la mappatura di quelli con la dimora che si lamentano perchè pagano troppo di utuo e di affitto, modesti! Ecco Massimo ha fatto il blog dei senza dimora bolognesi, persone come noi con due braccine, due gambine e una testina che si trovano in un vero disagio.
Questo blog rappresenta uno spazio di comunicazione nella rete in cui quotidianamente persone di strada raccontano se stesse, esprimendo un punto di vista diverso sul mondo.
Altro che chiacchiere da bar (o da spettro)!
Massimo è uno che si sbatte, è uno che fa un lavoro duro, sporco, ma sicuramente più ricco di soddisfazione di tanti altri e qualche mese fa mi fa: "Oh... te che hai ideato sti blog visitatissimi, vieni ad un incontro che faremo alla festa dell'Unità?"
E io gli ho detto "Oh, va bene".
Poi il tempo è passato, io mi ero già scordato della promessa, ma l'altro giorno squilla la meil e Massimo mi dice che giovedì 13 settembre 2007 alle ore 21 presso la Festa nazionale dell'Unità di Bologna, nello spazio spettacoli dell' Esaforum (stand 43) si terrà l'incontro "Nuovi mondi, vecchi problemi: opportunità e utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet da parte di adulti in stato di disagio sociale" .
E io cosa faccio?
Rimembrandomi come CocRobin della promessa fatta a Massimo, andrò da lui per scambiare opinioni e punti di vista nel mondo reale... per una sera basta post, per una sera basta commenti!
Balotta della serata:

Stefano Bruccoleri
Senza dimora tecnologico di successo, autore del blog Alkoliker

Francesco Maria Gallo
Mass mediologo, esperto di comunicazione e autore del blog FM Gallo Blog

Danilo (Maso) Masotti
Blogger ideatore di Spettro della bolognesità e Umarells (dal quale è sato tratto l'omonimo libro)

Concetta Paduanello
Psicologa e coordinatrice del Centro diurno di via del Porto

Mauro Sarti

Giornalista, docente di Comunicazione giornalistica (Università di Bologna).

Leonardo Tancredi
direttore responsabile del giornale di strada Piazza Grande

Simona Vinci
scrittrice

Massimiliano Salvatori
moderatore di Asfalto e della serata.

Gli interventi degli ospiti saranno scanditi da letture di testi tratti da Asfalto, interpretati dall'attore e regista Massimo Macchiavelli.
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martedì, 11 settembre 2007


PROGETTO LAVAVIDER

Tutte le volte che sento la parola lavavetri, mi viene in mente quella mattina di agosto con temperatura 50 gradi farenait o celsius che non so mai quali sono, insomma 50 gradi di quelli nostri e un gran caldo.
La lochescion è un semaforo di Secondigliano.
In totale controtendenza con l'ambiente che mi circonda, mi fermo ad un semaforo della tipologia incrocio non pericoloso.
In lontananza, trasformandosi a breve in vicinanza, si materializza un tossicodipendente campano, sporco quasi quanto me ed eccessivamente sudato che mi fa "Tieni il vetro spuorc".
Siccome non sono a Bologna, dove posso fare lo sborone e dire no, alzare la voce, incazzarmi, accellerare, fare il bilancino avanti e indietro, scendere dall'auto e pestare a sangue il lavavetri... beh, non conoscendo bene il territorio, non dico nulla e subisco la lavata di vetro.
Verde.
Cazzo!
Il lavavetri mi ha rigato il vetro e vuole pure essere pagato.
Paghiamo... non si sa come sono le usanze qui.
Dal borsellino falcone, tiro fuori 5 lire, si proprio quella monetina di latta che vi ricordate tutti e la dò al sicuramente oggi defunto lavavetri.
Lui la prende, ringrazia e quando si accorge che gli ho dato 5 lire, comincia a dare calci sule ruote posteriori della mia Punto Vulgaris lercia in fuga.
"Vaffanculo!" (dei)
"Vaffanculo, stronzo!" sento che mi dice e mentre lo osservo dallo specchietto retrovisore e penso: "Vetro rigato a parte, questa sarà comunque sempre una bella storia da raccontare".
E vedi che alla fine ve l'ho raccontatata.
Ah... lavavetri, lavavetri.
A Bologna non ci son più i simpatici lavavetri di una volta, un pò come non ci sono più i venditori ambulanti di una volta che chiamavamo simpaticamente Vucumprà.
Che simpatici i Vucumprà.
Poverini i Vucumprà.
Compriamo qualcosa dai Vucumprà, tipo un braccialettino portafortuna dagli sgargianti cromatismi.
Poi, sono passati degli anni e abbiamo cominciato a  non sopportare più i Vucumprà, infatti adesso non li chiamiamo più cosi, ma più semplicemente i Negri o gli Extracomunitari (nel senso negativo del termine però).
I tempi cambiano!
Che brutta cosa il razzismo che alberga in ogni bolognese.
Brutta cosa il desiderio impellentedi arrestare i lavavetri che operano in città.
Dopo il caso del sindaco di Firenze, mi sono chiesto: ma a Bologna ci sono ancora i lavavetri?
La stessa cosa se l'è chiesta la collaboratrize Leni che sulla scia del successo di Umarells Uotching, ha creato un progetto analogo dal titolo LAVAVIDER e grazie ai prodigiosi ed economici strumenti del ueb 2.0, Leni sta tentando di tracciare la mappatura dei lavavetri bolognesi.
All'interno del sito partecipativo (ognuno può inviare e/o mappare le foto dei lavavider bolognesi) troverete  le foto di tutti i simpatici lavavetri ancora operativi negli incroci della nostra città.
Quindi, a Bologna i lavavetri ci sono ancora.
Ora lo so.
Ora lo sappiamo.
Ennesima azione ueb contro il solito umarell con la barba che una volta (era il mese di ottobre del 2005) sboroneggiando disse "Si tratta di persone che agiscono senza nessuna autorizzazione dato che non sono previste in nessun ordinamento attività di questa natura e credo sia giusto rafforzare i controlli affinché non ce ne siano in futuro".
Comodo"manuale di sopravvivenza" per il modesto automobilista bolognese che potrà scegliere un percorso alternativo per evitare i lavavider, ammesso che sia possibile...

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lunedì, 10 settembre 2007


LA SFOGLINA DELLA BARCA
E IL NIPOTE SCURZONE
(Poverino)

Tempo fa Aeiouy mi racconta con vanto che ha fatto il corso da sfoglina.
Brava!
Ieri invece mi arriva un prezioso scritto del collaboratore Innovari che, riagganciandosi al successo del V-Day di Beppe Grillo, ci racconta una storia di modestia che ha come protagonista una sfoglina ed i problemi lavorativi del nipote scurzone che "Poverino, non trova lavoro".
Leggiamo di cosa si tratta. Grazie Inno!

Leggo sul Resto del Carlino di domenica che l'assossore Libero Mancuso, ex giudice, ha lasciato la piazza di Grillo in polemica, con la seguente dichiarazione: "Avverto disagio a partecipare ad una sorta di festival dell'antipolitica dove hanno prevalso insulti a una serie di esponenti pubblici, e dove anche il nome e la memoria del Professor Marco Biagi sono divenuti oggetto di un aggressione di cui la città di Bologna non avvertiva la necessità" Grillo si è dimostrato sbalordito per l'affermazione di Mancuso è ha subito ribattuto "Ma io critico la legge. Non ho mai insultato Biagi e mai lo insulterò". La posizione di Grillo sulla legge Biagi, di cui da Piazza Maggiore ha richiesto a gran voce l'abolizione, la si trova sul suo blog: "La legge Biagi ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato un progetto per poter applicare la legge Biagi e creare nuovi schiavi moderni" Un giudizio estremamente moderato rispetto a quello della sfoglina. Chi è la sfoglina? E' una zdaura bolognese dai capelli azzurri, anziana ma ancora in gamba con la testa, che mi ha affittato il suo microscopico negozio di periferia, dove una volta faceva la pasta fresca. Per la firma del contratto sono andato a casa sua alla Barca, dove la sfoglina (in pensione da tempo) vive con l'anziano marito, il figlio, la moglie del figlio e il nipote. un ventenne grande e grosso con un diploma tecnico delle Aldini. La sfoglina, in vena di chiacchiere, mi ha cominciato a raccontare del nipote: "Poverino non trova lavoro. L'aveva trovato tempo fa a Marzabotto ma gli davano 500 Euro. Andava su e giù, e solo per andare a lavorare con la corriera spendeva più di 100 Euro al mese. Poi gli hanno calato, e gli davano 300 Euro, allora gli ho detto di stare a casa che non gli conveniva più." Ha poi proseguito: "E' tutta colpa di Biagi! Gli stipendi non ci sono più e ai ragazzi giovani danno quattro lire. Hanno fatto bene ad ammazzarlo!" A questo punto ho sgranato gli occhi e ho tentato di spegargli educatamente in ogni modo l'estrema gravità e l'incogruenza della sua affermazione. Lei mi guardava negli occhi, annuiva e poi alla fine mi ha detto: "Si,sì, c'ha ragione lei, ma hanno fatto bene lo stesso ad ammazzarlo! E'solo colpa sua e c'è dell'altra gente che lo dice!" Successivamente ho riflettuto sulle convizioni della sfoglina: se la situazione attuale del mondo del lavoro in Italia è tale che anche l'anziana sfoglina pensionata dei quartieri popolari bolognesi, giustifica ed approva il bieco assassinio di Biagi perpetrato dalle nuove BR, allora vuol dire che la situazione è grave. Gravissima e pericolosa. Lo stato e il capitalismo italiano vogliono mungere la "vacca" del lavoro finchè non ha più latte e muore, senza dare in cambio nessun ammortizzatore sociale, neanche minimo. In tutti gli altri paesi europei chi non lavora ottiene un sussidio di disoccupazione, spesso pari al compenso minimo del nostro diplomato alle Aldini (che è sempre meglio di un calcio in culo). Qui hanno diritto al sussidio solo coloro che sono stati licenziati da un lavoro a tempo indeterminato. La sfoglina, col suo pensiero, ci segnala che la questione del lavoro è veramente grave, e che anche la piccola borgesia è alla frutta. Sarebbe veramente il caso che a partire dall'assessore Mancuso fino in cima alla piramide di chi decide per conto nostro, si fermino a riflettere sul serio su ciò che pensa la zdaura sfoglina e i suoi coetanei umarells che la pensano come lei, prima che sia troppo tardi, prima che nuovi assassini trovino una sponda solida nella popolazione. Prima che qualcuno usi il "mattarello" provocando ancora degli inutili lutti. Il disagio percepito da Mancuso in piazza a Bologna è palpabile e reale.

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domenica, 09 settembre 2007
SPECIALE DISCIPLINATHA

Torna la Spettro TV e in questo uichend di innumerevoli eventi, vi mostriamo un documentario su una indimenticabile bend bolognese.
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domenica, 09 settembre 2007



IDEE SPARSE DA UN POMERIGGIO AL V-DAY


Le file per firmare sono lunghissime. Il banchetto vicino all’ingresso dell’Ebo (le ex gocce), traballa  soffocato da cittadini armati di matita e documento d’identità. Dal banchetto stesso, in tre direzioni si snodano dei serpentoni umani composti da individui civili e pazienti. Forse qualcuno avrà fatto il furbo anche qua saltando la fila, ma anche se fosse così, nessuno se n’è accorto.

Tu sei al Vday, un po’ stranito, un po’ partecipe, un po’ dubbioso. Alla fine anche un po’ contento. Ti aspettavi la gogna pubblica, i cappi esposti penzolanti, le liste di prescrizione per politici condannati e i relativi VAFFANCULO urlati dalla folla col sangue agli occhi. Non c’è niente di tutto ciò. C’è invece una massa di gente che non hai mai visto. Nella tua vita sei stato alle manifestazioni noglobal, e alle marce dei sindacati. Sei stato alle iniziative di partito e alle processioni dei santi patroni. In una piazza così non se mai stato. Non sventola una sola bandiera, , né capellini, né adesivi, né slogan. Qualche striscione surreale è appeso in giro. Un “vaffanculo”. Un “Clementina Forleo siamo tutti con te”. Un “class action ora”. Ma non c’è neanche l’ombra di una rappresentanza organizzata. Ti chiedi chi è questo di fianco a te, e chi è quello davanti. Da dove viene, cosa ci unisce, perché siamo qua insieme? Non lo sai, e manco lui lo sa. Dopo che ci pensi un po’ ti ricordi quando ti capita di avvertire uno straniamento simile. Ti capita spesso. Ogni volta che capiti in un blog che non conosci. E ti trovi a essere parte di una comunità di cui non sai niente. Una comunità che inizi a conoscere pian piano, col passare del tempo, e con la quale potresti anche non trovarti d’accordo in nulla (ma anche no).

La folla che guarda Beppe Grillo è composta. Ti trovi tuo malgrado ad esserne parte, a ridere con tutti per ogni battuta irresistibile ed a applaudire, spesso. Chi sono questi individui qua diventati “il popolo di Grillo?” ti chiedi ancora. Sono davvero “il popolo” di qualcuno? Sono spettatori o aderenti? Non lo sai. Ma forse, ti dici, non è questo il modo giusto per guardare al mare di teste che copre tutta piazza maggiore, e piazza nettuno, e arriva fino a via rizzoli, e poi su verso l’archiginnasio. Non è questo il modo giusto per interrogarsi sulle 300'000 persone che in un solo giorno hanno firmato un’iniziativa di legge popolare nei banchetti autorganizzati di tutta Italia. Ti viene insomma da dirti che in questo caso è inutile la distinzione tra militanti e spettatori, tra curiosi e coinvolti, e che nuovi strumenti servono per guardare la massa nella quale ora ti trovi indistinto. Ti dici allora che se in rete siamo tutti prosumer, produttori e consumatori di contenuti, allora forse in queste “piazze della rete”, siamo tutti un po’ politicizen, cittadini “politici” in quanto dotati di spirito critico e di proprie idee. Cittadini che non ci stanno ad essere magma passivo, ad ingrossare le file del consenso di massa, individui che sanno dove prendere informazioni, come approfondire fatti e decisioni pubbliche, cittadini che proprio per questo a voce alta chiedono conto alla politica delle sue scelte sempre piccole e dallo sguardo corto, policitizen che sberleffano con una risata le contraddizioni di un sistema politico che, nella bocca di Grillo, appare ridicolo all’ennesima potenza. Cittadini che sono, per questo pomeriggio, il “popolo con Grillo”, e non il “popolo di Grillo”.

Ti dici, alla fine, che se Beppe riuscirà a continuare su questo solco, come un enorme Grillo Parlante, coscienza civica – seppur facilona e un po’ populista – di un’Italia allo sbando, non puoi che vederci segnali positivi. Se invece si metterà in testa di fare un movimento, o peggio, un partito, sei sicuro che non potrà che fallire (ma sai che è abbastanza intelligente da non voler usare contenitori vecchi per un bisogno politico nuovissimo).
Alla fine, ammetti, a Grillo va detto anche “grazie!”, grazie perché ha dato voce al popolo della rete, ad un italiano del terzo milennio, sottorappresentato dalla politica ufficiale e piuttosto incazzato per un’Italia che non cambia mai. Un italiano, però, che c’è, e ci vuole essere, e pretende di più.
A Grillo infine, dopo aver detto Grazie, va detto anche “attento!”. Che il difficile, per lui, comincia davvero adesso.
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venerdì, 07 settembre 2007

Nell'immagine: i garantiti a favore del V-Day


VAFFANCULO CONTRO ZECCHINO
(Io scelgo lo Zecchino)

Mentre sto scrivendo, gli iscritti al Vaffanculo Day lanciato dal misuratissimo Beppe Grillo sono già più di 202mila. Una bella cifretta, anche se non capisco cosa significhi essere iscritti: magari puoi mandare a fanculo chi ti pare solo se sei iscritto, o forse ti regalano un gadget tipo una foto di Grillo, o una maglietta di Grillo, o un dito in culo di Grillo. Comunque sia, domani ci sarà, a Bologna, il Vaffanculo Day. Ne hanno già parlato in molti, quindi non mi sto a dilungare. Io, personalmente, odio tutti i populismi, di destra e di sinistra, quindi passerò la giornata alle iniziative dello Zecchino con il mio bellissimo bambino Babu.

Una parola però la vorrei dire, e seria, sulla proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da Grillo e i suoi accoliti – dei quali ricevo spesso spassose notizie. Le stesse cose, magari più approfonditamente, le dirò stasera dopo le 19:30 in diretta sui 103.1 di RadioCittàFujiko, quindi potete sentirle lì. Sono spunti di riflessione che, lo dico subito, non intendono sostenere che Vatuttobenemadamalamarchesa. Anzi. Voglio solo ricordare a chi si esalta nel vaffanculo che quasi sempre i problemi sono più complicati di quello che sembra. E che, come diceva un cantautore, lo slogan è fascista di natura. Oppure, come diceva un altro: siamo tutti conformisti travestiti da ribelli.

I punti sono tre, a seguire i miei commenti e per ognuna una soluzione alternativa:

1) No ai parlamentari condannati. Questa proposta sembra immediata: sei un criminale, quindi non vai in parlamento. Bisognerebbe capire cosa vuol dire "condannato". Il problema è che questa regola cozza con i più elementari principi di civilità giuridica: se non sei passato a sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza; se sei stato condannato e hai già scontato la pena sei "pulito", quindi eleggibile. L'unica fattispecie per cui mi parrebbe corretta è quella di una persona che mentre è in carcere viene eletta, ma ciò non può essere. Insomma, una cagata pazzesca - a meno che non si vogliano rivedere le basi del nostro ordinamento. Soluzione alternativa: rapidità dei processi e certezza della pena. Così uno paga sicuramente e rapidamente e poi fa quel che vuole.

2) Nessun cittadino può essere eletto in parlamento per più di due volte. Ooooh, questa è la più grande stronzata del secolo, che fa il paio con la cretinata, spesso usata da Grillo, di chiamare i parlamentari "i nostri dipendenti" – tra l'altro: il paradosso è che se i parlamentari sono dipendenti, allora restringere l'eleggibilità a due mandati significa trasformarli in precari, cioè il contrario di quello che Grillo vuole fare con i lavoratori, ma tant'è, il populismo è per sua natura assurdo e illogico. Comunque, questa regola finge che siamo in una polis greca di 5000 abitanti, non in un Paese moderno di 60 milioni di cittadini. Finge che la politica non sia una professione. Finge che non ci sia un know how specifico. Finge che fare il politico sia una scampagnata che chiunque può fare. Finge di non vedere che, alla fine, sarebbero eletti solo: dipendenti e avvocati di aziende, ricchi, star dello spettacolo e dello sport, mafiosi, ragazzini alle prime armi. Uno potrebbe dire: adesso è già così. Ma non è vero, e chi ha fatto un po' di politica lo sa perfettamente. Fare politica è duro e difficile, e bisogna saperlo fare, se no ti mangiano. Chi? Gli interessi, e ce ne sono molti, potenti e cattivi. Soluzione alternativa: maggiore responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori. Ci sono mille modi più o meno intelligenti di farlo, basta studiarli bene.

3) Elezioni con la preferenza diretta. Questo, per esempio, sarebbe un modo per controllare meglio i parlamentari, anche se ex ante e poco ex post. Ma voglio dire, anche questo va fatto bene. Nel vecchio modello Prima repubblica, il sistema delle preferenze serviva a interessi potenti per controllare e contare i voti dei clientes. Sarebbe lo stesso adesso: pensate che in una ipotetica lista del PD a Bologna avrebbe più preferenze Caronna (exDs) o Mello (Ecodem)? Non mi sembra la soluzione auspicata. Dall'altra parte un sistema maggioritario secco ma senza primarie di collegio riproduce in piccolo la scelta degli apparati – per es: nel mio collegio "sicuro" mi paracadutano uno orrendo, tipo Paolo Cento, e io lo devo votare per non votare il Raisi di turno. Soluzione alternativa:  maggioritario a un turno con primarie di collegio obbligatorie o maggioritario francese a due turni. La prima soluzione è un po' più aperta della seconda, ma la differenza non è enorme.

Insomma, mi pare che sta legge di iniziativa popolare sia una grande stronzata. E anche una grande presa per il culo: una volta raccolte le firme, la legge non viene approvata, ma viene calendarizzata. Va in Parlamento e deve essere votata dal Parlamento. E lì, caro Grillo, fa la fine della tua sparata alla assemblea degli azionisti della Telecom: tutti si fanno una risata, i tuoi supporter dicono "le ha cantate chiare" e tutto rimane come prima. Utile Grillo, eh. Ha aderito anche Mahatma Walter, pensa te. Io preferisco lo Zecchino. Ma so già che tutti i modesti andranno al VDay e terranno per me almeno uno dei loro sonori, quanto tristi, vaffanculo.
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giovedì, 06 settembre 2007


COL-PA-DI-COF-FE-RA-TI
(Popopopopopopo)

Bologna non è più la Bologna di una volta.
Ah si stava meglio quando si stava peggio.
A Bologna non ci sono più i biasanot di una volta.
Bologna è morta, i pankabbestia sono vivissimi (forse).
Ma di chi è la colpa di tutto questo degrado?
Perchè sto male?
Perchè non mi caga nessuno nessuna?
Perchè non trovo un lavoro serio dico io?
Di chi è la colpa?
Ma è colpa di Cofferati.
Questa è la pratica risposta che tutti i modesti della città vi forniranno.
Ci sono i modesti che lo hanno votato che però si dissociano e ci sono i modesti normoalternativi che per mancanza di stimoli ce l'hanno con lui per il naturale bisogno di avere un nemico da combattere.
Sè la vì modet.
Stamattina ad esempio non mi partiva il motorino.
Colpa di Cofferati!
Chiaro no... ormai ragioniamo tutti così a Bologna.
I più creativi si organizzano e, come una volta c'era quello che poi lo conosco che faceva la mascherina sui cartelloni di Guazzaloca, adesso c'è quello che con la bomboletta scrive A LETTO DOPO CAROSELLO.
Chi si cela dietro questo imbrattatore più organizzato di altri?
Sicuramante un nongiovane, perchè un vraiter di 13 anni non sa nemmeno cosa sia Carosello.
Insomma, pare che la città abbia un nemico: Cofferati.
Sacche di odio mal direzionato si espandono a macchia di leopardo, il sindaco prende una posizione ferma e dice: avete rotto il caz con gli scarabocchi sui muri, imparate almeno a disegnare... non ci son più i graffitari di una volta!
L'orgoglio di chi non sa disegnare viene toccato nel profondo e gli imbratters si incazzano e cavalcando l'onda del malcontento si organizzano utilizzando la rete e creano un blog con concorso a premi:

Scrivilo a Sergio!
Scrivilo a Sergio! Prima olimpiade di offese e mancanza di rispetto verso gli amministratori tutti di Bologna.
Per partecipare fotografa le tue offese nei confronti di Cofferati & Co. vergate con bomboletta spray, pennello o pennarello sui muri di Bologna e spediscile all'indirizzo mail:
scriviloasergio at autistici punto org
Le foto verranno pubbicate su questo blog e la migliore verrà stampata sulle t-shirt della stagione autunno/inverno[caldo]... http://scriviloasergio.noblogs.org

A Bologna non ci son nemmeno più le proteste di una volta.
postato da: maso_ alle ore 13:09 | Permalink | commenti (30)
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giovedì, 06 settembre 2007


NOBILE DECADUTO BOLOGNESE PENSIERO

Visto che nei primi giorni di settembre a Bologna non c'è quasi mai niente da dire, pubblico un post del redattore Zefram che ci fa viaggiare nel tempo portandoci nella Bologna patinata dei biasanot e rivelandoci una volta per tutte in cosa consiste il nobile decaduto bolognese pensiero.

Il mio maestro Maso mi ha confermato come redattore (Grazie Maso di esistere) dello spettro anche per la futura stagione spettrale e mi ha indicato come(da sue parole) Sarà la voce modesta dei nobili bolognesi decaduti giù per le scale, l'anima pulsante della destra cittadina, il guazzalochiano con la braciola in tasca, il vero bolognese di una volta che porta fuori il cane a pisciare. Aristocratico borderlain d'elitt.
Una bellissima persona.

Beh le parole Bordelain, nobile Bolognese decaduto,il vero Bolognese di una volta che porta fuori il cane a pisciare se a qualcuno potrebbero far storcere il naso,a me ,invece, fanno piacere perchè sinceramente nell'esagerazione da pennivendolo Il maso ha ragione..si sono un nobile,anzi un Borghese decaduto non per colpa sua...
Per chi non lo sapesse il mio trisnonno Cleto,di cui conservo ancora delle foto intorno all'inizio del secolo fece fortuna nel ramo degli alimentari (grande distributore di insaccati) e divenne possidente in una zona ,oggi massimamente urbanizzata ,ma allora le terre dei Galassi coprivano quasi interamente la zona chiamata S.Viola ...poi venne la Guerra e un personaggio incredibile ,purtroppo defunto prematuramente e cioè Mio Padre ,di cui in certi ambienti aristofreak della città si narrano ancor'oggi le epiche gesta ..(l'ultima che ho sentito è veramente spassosa,del tipo Mio padre era invaghitisssimo di una bellezza e allora chiese consiglio ad un personaggio il quale gli disse Beppone prima va da tuo padre in salumeria e prendi un salme e poi vai da Hermes a comprare un foulard...voi vi chiedete se l'ha fatto...cerrto che l'ha fatto ) nel corso della sua breve esistenza ha fatto e disfatto emozioni, capitali paterni e materni(anche mia nonna era discretamente ricca è morta poverissima) ,ha illuminato le serate anni 60 ,70,e 80 della vita notturna bolognese ,ha illuminato i portafogli delle donnine che passavano nelle sue mani ...Per dirla in breve di un enorme podere oggi mi è rimasta la mia piccola casetta ...e per questo sono un nobile decaduto ....sono un aristofreak anarchico e come tutti i nobili decaduti odia lavurer come tutti i cristiani del mondo,ma non odia lavorare perchè lavorare è fatica,ma perchè sa che lavorare e guadagnare è inutile,perchè la ricchezza è come la bellezza di una bella donnna..sfugge con gli anni ed inevitabilmente le seconde generazioni sono bordelain e non saranno mai all'altezza della generazione precedente e saranno come me degli idiotisssimi(come me ) borderlain ,precari a vita e incapaci di vivere una vita normale ...ma detto fra di noi sono anche contento di essere cosi' perchè so di essere diverso dalla massa ,dalle e dai conquistodares che circondano il mondo.Bisogna saper apprezzare ognio singola emozione della vita,bisogna sempre gustarsi quello che si ha,la carriera non serve ad un cazzo perchè se si hanno i soldi,non si ha la serenità per gustarsi le proprie emozioni e le proprie esperienze..io amo le piccole cose e non sopporto le persone che sono convinte di essere i numeri uno...Tutti siamo dei numeri 2,3,ma i numero 1 mai ..Il numero 1 è solo il mondo che ci circonda non noi...

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mercoledì, 05 settembre 2007


UN'ESTATE FA

Lo Spettro della Bolognesità non ha un redattore che si occupa di sport, calcio in particolare. Con questo post cercherò di rimediare, grazie alle notizie captate ai lidi ferraresi durante l'estate.
In agosto si è parlato di una possibile vendita del Bologna da parte di Cazzola. Tra i papabili alla successione c'era Gianfranco Tomasi, presidente della Spal.
Cosa sarebbe potuto succedere con un comacchiese che costruisce case ai lidi ferraresi come presidente?
Parafrasando Marzullo: A volte i sogni spiegano meglio la realtà della realtà stessa


Accadde tutto durante la torrida estate del 2007. Nelle accoglienti gallerie dei centri commerciali gli anziani, sprovvisti di aria condizionata, ripetevano avviliti i titoli dei quotidiani locali a mo' di mantra : "Il calcio bolognese è in mano ai comacchiesi"!
Dopo l'interminabile battaglia per la creazione di Romilia, il presidente Cazzola, stanco delle mancate risposte della provincia, decise, dopo un blitz notturno, di vendere la proprietà del Bologna Calcio a Gianfranco Tomasi, comacchiese doc e patron di Tomasi Case, ma soprattutto della S.p.a.l.
La prima conferenza stampa del neo presidente fece capire a tutti che Tomasi aveva deciso l'acquisto dopo un approfondito studio della realtà bolognese: "Lascio il calcio ferrarese al suo destino perchè non merita una persona corretta come me. Non era possibile prendere decisioni importanti perchè mancava il dialogo tra la squadra e l'amministrazione cittadina. Il mio braccio destro Daniele Piombi mi ha assicurato che qui sarà tutta un'altra storia perchè il comune di Bologna ha sempre avuto un occhio di riguardo per la propria squadra"

Il salto di categoria dalla C2 alla B non fu però agevole come Tomasi aveva previsto. I primi dubbi vennero durante le prime partite di campionato: "Perchè tutte queste impalcature, si chiedevano gli abbonati, e perchè dividere la curva con tanti recinti?"
A fine Maggio fu tutto chiaro: lo stadio era diventato una gigantesca multiproprietà. Non si era voluto che Cazzola trasferisse lo stadio a Medicina, ma nessuno si oppose al progetto di Tomasi: lo stadio multifunzionale. Campo da calcio la domenica e residence a ore durante la settimana.
Progetto sponsorizzato dall'assessore Mancuso, che pensò di utilizzare i villini per far esercitare il mestiere più antico del mondo alle belle di giorno, visto che la sua proposta di fare i quartieri a luce rossa a rotazione era miseramente fallita.

Lo stadio diventato un bordello, il campionato una farsa, Daniele Piombi che si interessa più alle telepromozioni che alla campagna acquisti, la squadra che è costretta a chiedere il pallone in prestito per disputare gli allenamenti. La città è in rivolta.

Mentre mi trovo sulla poltrona, in attesa che l'anestesia faccia effetto, il dentista tira fuori un foglio e mi dice: "Firma qui, è la petizione per cacciare Tomasi da Bologna, prima che faccia come Frabbretti e ci porti in serie C".
L'anestesia è più pesante dell'ultima volta. La penna mi cade dalla mano.
Mi risveglio e la tv è accesa. Televideo è sulla pagina della serie B: Spezia-Bologna 0-2.
postato da: MaxBartender alle ore 09:07 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 04 settembre 2007


GIUSEPPE

Sgomberare un centro sociale è facilissimo.
Come si fa?
Basta aspettare che tutti gli okkupanti vadano in villeggiatura, si chiamano una ventina di poliziotti modestissimi della tipologia "Come si ta bene a Bologa d'agosto!!!"  e gli si dice di andare a sgomberare il centro sociale dove si sa che non c'è nessuno, poi finito lo sgombero, tutti a mangiare da Vito.
Fine.
Anche quest'anno, in linea con il lupp bolognese, il centro sociale crash è stato sgomberato nel silenzio e nel disinteresse generale.
Poi viene settembre, gli okkupanti tornano abbronzati dalla villeggiatura e non trovano più quello che c'era prima e nel silenzio e nel disinteresse generale.si indignano.
Ieri sera accendo e-tv e guardo e-tg dove c'è un e-servizio su questa storia perchè, a parte l'asfalto di Strada Maggiore, si vede benissimo che c'è poco da dire, lo si capisce dal numero spropositato di giornalisti che si accalcano attorno a Giuseppe nel cortile di Palazzo d'Accursio.
Giuseppe, che un pò come fanno i partiti politici, forse è stato candidato dai vertici del crash alle primarie del crash e forse adesso si ritrova a fare il portavoce del crash, o forse è proprio il capo del crash, il grande burattinaio del crash non lo so... faccio supposizioni e so solo che Giuseppe ne sa un tot e la cosa più strana è che non mi sembra neanche un fuorisede (maledetti pregiudizi).
Giuseppe fissa la telecamera e annuncia un corteo non annunciato segnalando una data che però non è quella data  "Il percorso del corteo del 13 ottobre, che sfilerà per le vie del centro partendo alle 15 da piazza Nettuno, non lo annunciamo, lo decideremo al momento, e non chiederemo nessuna autorizzazione alla Questura. Non sarà una manifestazione pacificata e siamo pronti a rompere i divieti che ci potranno essere posti per conquistare i nostri diritti. La misura è colma e se non ci saranno dati gli spazi che chiediamo, il corteo del 13 ottobre sarà molto conflittuale."
Poi lancia un carico da undici al prc e alla sinistra radicale "Ben vengano le forze politiche in piazza, ma devono farlo senza ambiguità, devono revocare il mandato a Cofferati, perchè non basta non essere in giunta".
Non è che il V-Day è il 13 ottobre?
Bela Giuseppe!
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lunedì, 03 settembre 2007


LO SPETTRO DELLA SVEDESITA'

Durante le vacanze ogni tanto mi collegavo utilizzando la rete FON e mentre mi asciugavo i capelli leggevo le meil che mia rrivavano copiose, una per tutte quella del collaboratore Errenovenove che mi segnalava una geniale trovata dei soliti svedesi. Poi, un pomeriggio, becco on lain la collaboratirce Danildc che mi prla pure lei di questo e mi comincia a parlare pure lei dell'Ikea. Per non iniziare subito con un post tipo "Tutta colpa di Cofferati", capisco l'importanza dell'argomento leggero e Danildc, in attesa di timbrare il cartellino e scire mi scrive sto pezzo qui. Grazie!

Ve ne rendete conto che la Svezia sta per invaderci? E no che non sto vaneggiando perché ho giocato troppo a Risiko durante le ferie, non temete. Semplicemente l’altro giorno ero sotto casa del mio fidanzato e l’ho, come dire realizzato mentre aspettavo che lui caricasse l’ampli in macchina per andare ad esibirisi in quel di Pinarella di Cervia, insomma, mentre mi guardavo intorno e, ignara, pensavo sostanzialmente a me stessa pensante. Ho notato un manifesto formato A4 con l’inconfondibile combinazione gialloblu. Campagna di tesseramento al Parma F.C.? Suvvia non scherziamo. Cosa c’è in provincia di Bologna, per la precisione a Casalecchio di Reno, che fa impazzire le donne tramutandole in ossessivo-compulsive dipendenti dalle polpette di renna? Vi do un altro indizio: sto parlando di un luogo da cui nessun rappresentante del sesso forte sembra sia mai riuscito ad uscire con un sorriso.

Ebbene sì, sotto casa del mio fidanzato, attaccato con lo scoccccc alla buca per la pubblicità spiccava, intrigante e multicolore, un cartello. Non era un avviso o un suggerimento umarellico bensì recitava più o meno così: dal 27 agosto saranno in distribuzione i nuovi cataloghi Ikea (immagine della copertina)… dammi il tiro!

Ora, a me uno che mi dice dammi il tiro non fa un grande effetto visto che per lavoro, a casa, dagli amici, dai miei, insomma un po’ dappertutto mi capita di aver bisogno di dare o di ricevere il tiro. Infatti lì per lì ho solo immagazzinato l’informazione e l’unica sinapsi che mi si è accesa si è limitata ad affermare l’estate sta finendo e un anno se ne va. Ma non è questo il punto. Ho guardato Lerry e gli ho detto – così come se niente fosse – prendine bèn due valà, che non so mica se da me li portano. Ma non è nemmeno questo il punto. Adesso ci arrivo al punto. Io, l’altro giorno, sotto casa del mio fidanzato che mi ascoltava con l’ampli in braccio e contestualmente prendeva nota di una delle mie solite assurde richieste, mentre finivo la frase mi rendevo conto dell’invito appena fattomi: da quando in qua in Svezia si dà il tiro? Oibò, che lo Slang Bolognese abbia finalmente varcato i confini felsinei e sia arrivato fino all’orecchio degli scaltri creativi Ikea? Oppure che, nel cosiddetto globish, abbiano trovato spazio i nostri amati termini di uso comune e mai compresi al di fuori delle mura? Dovrò aspettarmi dunque un catalogo con un BIDONE DEL RUSCO HULINGEN e un PORTA-BURAZZO della serie KROKEN? Questi gli interrogativi che mi sono posta nottetempo, rotolandomi insonne nel mio completo letto BIBBI SNURR. Allora mi sono alzata e camminando senza far rumore sul mio tappeto HELSINGOR sono andata nella mia cucina FAKTUM ma nemmeno una camomilla nella mia mug preferita, quella blu della serie TROFE, ha dato sollievo ai miei dubbi: esportare il bolognese non mi è mai sembrata impresa particolarmente agile, l’unica ragione che può aver dato vita a questo volantino fusion non può che essere una talpa.

Però io, anche se non sembra, sono un San Tommaso. Non sono mica una che si limita ad assorbire passivamente quel che accade nel mondo: io sono una collaboratrice precaria dello Spettro, io sono voluta andare fino in fondo, io ho voluto immergermi nella notizia e difatti l’indomani, giunta in ufficio, ho acceso subito il picì e, comodamente seduta sulla mia ALLAK, ho digitato vuvuvu punto Ikea punto it. Stessa pubblicità, messaggio diverso: dal 27 agosto direttamente a casa tua – prepara la cassetta della posta! Ma, come? E il tiro? E i bidoni del rusco, i burazzi e tutta la paccottiglia annessa? Amici dello Spettro, non assisteremo ad una lenta bolognesissazione dell’Ikea bensì al suo esatto contrario: la Svezia sta per invaderci e, per farlo senza dare nell’occhio, ha cominciato a parlare come noi, ad attaccare cartelli! E per mimetizzarsi ancora meglio, ogni lunedì, ci propone addirittura il suo menu con le LASAGNE! Ma noi li abbiamo scoperti e probabilmente siamo ancora in tempo per passare parola ai nostri concittadini: diffidate di chi vi offre un panino KNACKEBROD FLERKORN e mortadella o insiste per spacciarvi pasta a forma di alce. Denunciatelo alle autorità. Bolognesi, state attenti, che il vostro vicino potrebbe essere uno svedese.

Resistenza!
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domenica, 02 settembre 2007


8 SETTEMBRE 2007
GRILLO VS UMARELLS


"La vendetta! La vendetta!" così gridava la moglie di Alberto Sordi nel fantastico terzo episodio "Le vacanze Intelligenti" contenuto nel film "Dove vai in Vacanza".
Per chi non lo avesse visto, è la scena in cui , stanchi della vacanza intelligente organizzatagli dai figli sessantottini, i fruttivendoli Sordi  e la moglie Augusta tirano una gran taffiata al ristorante e poi lei la ricoverano e le fanno una lavanda gastrica.
Però almeno si sono ribellati.
Poi tutto è tornato come prima.
Più o meno sarà questo il significato del V-Day in programma l'8 settembre 2007 nella piazza di Bologna.
In concomitanza con la presentazione di UMARELLS alla Festa Nazionale dell'Unità, crogiuolo di umarells e di zdaure che fanno la bella vita donando le loro ore ed il loro tempo ad una giusta causa retrò, ecco arrivare Beppe Grillo a fare il suo comizio per gli pseudogiovani, per i precari e per i finti antipolitici.
Gli ANTIUMARELLs insomma.
Beppe Grillo me lo ricordo sin da quando ero piccolo, una volta era un comico, un bravo comico, ora è diventato un predicatore, un bravo predicatore.
Beppe Grillo  piace ai modesti e lui lo sa e grazie al suo carisma tenta di plasmare le menti di una massa di persone lamentose che la sera applaudono, poi il giorno dopo tornano a fare tutto come prima vanificando le sagge parole del predicatore genovese (amici di beppegrillo esclusi?).
Ne è già un esempio l'interessantissimo pidieffe SCHIAVI MODERNI, 312 pagine di lamentele di pseudogiovani disillusi (anche se non sta bene dirlo, ma a tentanni non si è più giovani) che dopo che uno le ha lette dice "Beh dai... c'è chi sta peggio di me" e si autoconsola ritirandosi nella modestia del mal comune pippo baudo.
Eppure questi pseudogiovani potrebbero cambiare il corso delle cose, ma non hanno le palle perchè vogliono tutto subito ragionando più o meno così "Ho studiato, mi sono laureato, ho fatto il master e adesso ho il diritto di guadagnare un fracco di soldi subito per potermi permettere tutto quello che si sono costruiti i
miei genitori nel corso di una vita intera".

Di fronte ad un ragionamento così, si è sconfitti in partenza.
Sarebbe forse meglio spiegare agli pseudogiovani che i genitori di ognuno di loro hanno vissuto in un bengodi che non tornerà più, quindi confrontarsi con loro è gettare le fondamenta dell'infelicità su questa vita terrena.
Forse bisogna cambiare registro.
Come?
Rifiutando.
Dicendo "No, non mi interessa lavorare 12 ore e guadagnare 300 euro al mese. Vaffanculo! (dei)"
Si però uno ha bisogno di lavorare, dirà il modesto di turno, ma è anche vero che chi ne ha bisogno realmente va a lavorare sul serio, si sporca le manazze, si fa il culo insieme agli extracomunitari e vedi che almeno 50 eurini al giorno li prende.
Troppo difficile come concetto però, lo pseudogiovane vuole sentirsi autonomo, realizzarsi col lavoro, quindi accetta lavori da 300 euro al mese sperando invano che qualcuno poi un giorno lo assuma a tempo indeterminato e una volta assunto, spera invano di iniziare a lavorare meno perchè più tutelato.
Obiettivo primario: fer un caz e guadagner di gran bajuccc.
Assurdo.
Scusate giovani laureati che avete studiato a bbbologgna ed in tutte le parti di Italia, non è più semplice stare ad oltranza sul groppone dei genitori che vi hanno fatto studiare e che possono mantenervi ancora fino a che non trovate un lavoro serio come volete voi pagato almeno 1000 eurini puliti al mese che vi valorizzi?
Giovani e pseudogiovani fino a 50 anni, se continuate a dire SI a sta gentaglia che vi dà 300 euro al mese, vi svalutate e se ci pensate bene, continuate pure a stare sul groppone dei genitori (però lavorando) che magari sono anche un pò scocciati con voi che non avete ancora trovato un lavoro serio.
E' un percorso fattibile, i genitori devono darvi una mano perchè voi non potete lavorare per 300 euro al mese (avete una laurea cazzo!)... questo si che è un vero PATTO GENERAZIONALE.
Insomma, mentre io sarò alla Festa dell'unità a parlare ad una platea di gente con contratto a tempo indeterminato (leggesi pensione) che sta meglio di Voi, mi piacerebbe che Beppe Grillo vi dicesse un pò di quello che vi ho detto io, mi piacerebbe che vi dicesse che i vostri dipendenti (così li chiama Grillo i politici) si illudono di guidare una macchina che non risponde più a nessun comando (neppure ai loro) e che sono palesemente impotenti.
Purtroppo non lo farà.
E sarà un successo!
La piazza nonostante gli ultimi colpi di coda del uichend a Marina di Ravenna sarà gremita ed in un assolato pomeriggio con tanti begli artisti si raccoglieranno migliaia di firme su argomenti importantissimi, ma il vero significato di tutto questo pubblico festante riflettente sarà questo: "Oh, lo sai che l'8 settembre c'è Beppe Grillo a GRATIS in piazza Maggiore?"
E a Bologna si sa quanto piace il gratis, comunque... piutost che gninta, l'è mej piutost.
Sicuramente una valida alternativa al deambulare per gli stend della solita Festa dell'Unità di settembre.
Bela Grillo!
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sabato, 01 settembre 2007

LA NUOVA STAGIONE
(Aim bec, Ui ar bec)

E' arrivato settembre e tutti i bolognesi sono legittimati a lamentarsi che le ferie sono finite e possono permettersi di dire modeste frasi tipo:  "ah come si stava bene in ferie" o ancor peggio "per fortuna che sono tornato a lavorare".
Settembre andiamo, è tempo di postare, quindi la REDASIONE torna più carica che mai ad intrattenere tutti quelli che dicono di lavorare come muli, poi invece stanno tutto il giorno sullo spettro e alla sera escono, vanno in palestra, vanno a correre, vanno a fare l'aperitivo in attesa del uichend e de ponte del 4 ottobre.
Siamo così, generazione elettronica.
Videogheim!
E si riparte con il blog più amato di Bologna che avrà tantissime novità, una per tutte la SPETTRO TELEVISION sulla quale stiamo organizzando un ghiotto palinsesto e addirittura un palinsettimo.
Poi ci sarà l'uscita del libro di Mello e l'esagerata promozione che gli faremo, come del resto non mancheranno sorprese sul fronte editoriale di  UMARELLS, ma non vi anticipo nulla, altrimenti dopo non abbiamo più niente da dire.
Lo spettro della bolognesità continuerà ad essere una piazza virtuale, enterteinment per impiegati e crocevia di borderlain, tante persone dai gusti similari verranno in contatto e dall'altra parte del monitor organizzeranno le loro seratine affini affini.
Siccome all'interno della REDASIONE è da sempre in atto un processo antidemocratico, alla luce del sole anche noi che non ci sentiamo ze last ov ze stronzs  abbiamo voluto creare anche noi una casta, quindi la REDASIONE è e rimarrà (finchè vivrà il blog) questa: Maso, Max Bartender, Pony Luna, Mello, Piluto, La Sima, Aeiouy, Zefram.
Perchè una REDASIONE così?
Perchè altamente rappresentativa del peggio della modestia bolognese imperante.

Maso
Sarà il modesto portavoce dei modesti di tutte le età che svolgono professioni generalmente inutili negli uffici cittadini o anche a casa propria, maniplatori di quel nulla fatto di carta e bit, l'uomo della strada, il modestissimo qualunquista pronto a criticare qualsiasi cosa senza mai dare il buon esempio.
I modesti post di Maso scateneranno facili applausi dei modesti silenziosi che combattono il sistema dall'interno (ma per quieto vivere preferiscono nuotare nei comodi compartimenti stagni und sicurezze varie) e irriterà quelli che in questo genere di modestia ci crede veramente.
Come ogni anno tenterà di mantenere in piedi sto baraccone.
Una gran brutta persona.

Max Bartender
Sarà la modesta voce del bolognese appartenete alla modesta destra arricchita e facinorosa sempre contro qualsiasi modesta cosa di sinistra gli verrà proposta.
Modesto amante della balotta organizzerà aperitivi, cene, raduni e se gli rompete le balle on lain, non ci penserà due volte a trovare il vostro IP, rintracciarvi e venirvi a menare sotto casa.
Una brutta persona.

Pony Luna
Sarà la voce dei modesti professorini spocchiosi di una certa sinistra elittaria lontani anni luce dalle miserie del popolo bue che disprezzano.
Pony Luna sarà un modesto redattore cattivista sempre in prima linea per detronizzare Cofferati, suo acerrimo nemico sin dal giorno in cui lo ha votato.
A volte scriverà (indignandosi) modesti post poco commentati perchè la gente che non è intelligente come lui (è un dato di fatto) non li capirà.
Una brutta persona.

Mello
Sarà la voce dei fuorisede dai facili entusiasmi che sono venuti qui a Bologna a studiare, poi si sono fermati qui perchè la città offre interessanti sbocchi professionali da 300 euro al mese co.co.pro.
Mello rappresenterà la modaiuola modestia dei 30enni in invidiosa lotta contro la gerontocrazia e combatterà la sua battaglia generazionale fino in fondo non disdegnandosi di difendere gli extracomunitari ( in regola con il permesso di soggiorno, ma nache no)  affichè continuino a venire qui in Italia  a fare lavori di merda al posto dei "giovani" precari che si sono laureati qui.
Una brutta persona.

Piluto
Sarà la modesta voce della Bologna bene di centro modestia, la Bologna che conta, la bella gente.
Lanciafiamme in mano direzionato a tutto ciò che è degrado e pankabbestia, ci delizierà con modeste schede dei locali più  in, dei ristoranti più scich, delle seratine più alla moda al grido di "Ma tu hai fatto il Righi, il Galvani o il Piero?".
Una brutta persona.

La Sima
Sarà la modesta voce delle donne imprenditrici bolognesi, quelle brambille che adorano il lavoro, una modesta self meid uoman grande conoscitrice  dell'arte mai messa da parte e su questo blog propinata. La modesta voce di tutte le donne che possono dire "Io ce l'ho fatta, voi no!".
Una brutta persona.

Aeiouy
Sarà la modesta voce antipolitica del gossip e delle serate trendi della bologna normoalternativa, baluardo delle tretenni emancipate alla ricerca di un uomo da sposare (ma va bene anche un dico) che le risolva tutto.
Una brutta persona.

Zefram
Sarà la voce modesta dei nobili bolognesi decaduti giù per le scale, l'anima pulsante della destra cittadina, il guazzalochiano con la braciola in tasca, il vero bolognese di una volta che porta fuori il cane a pisciare. Aristocratico borderlain d'elitt.
Una bellissima persona.

E poi ci saranno i potentissimi UMARELLS che hanno un blog tutto per loro e rappresentano un pò tutti quanti e soprattutto voi collaboratori e voi lettori che fate grande questo blog (se avete qualcosa da dire, deglia rticoli, degli scritti proponibili scriveteci a spettrodibologna(@)email.it che li pubblichiamo).
Più rappresentativi di così!
Gioite, esultate!
Lo spettro dela bolognesità + modestia in attachment è di nuovo con voi (Ah... qualsiasi utilizzo di sto blog come ciatt e qualsiasi OT nei commenti saranno segati).
Stei stiund.
Aim bec.
Ui ar bec.
postato da: maso_ alle ore 16:47 | Permalink | commenti (17)
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