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mercoledì, 31 ottobre 2007
DSCN4058
IL TRASLOCO COME ALLEGORIA DELLA VITA

Piove. In questo scenario apocalittico mi accingo a passare questa ultima mia notte nel ghetto ebraico. Mi sento strana, né troppo triste né entusiasta. Mi sento media ma questa mediocrità sembra il preludio al mio crollo emotivo.
Andarsene da questa casa è un lutto. Lasciare i muri che mi hanno prima incuriosita poi tenuta per dodici anni, non è facile per chi come me è della Vergine e tende a fare di ogni cosa qualcosa meritevole di essere pensata anche nel sonno. Ed è difficile andarsene dal posto che ho sempre voluto fin dalla mia Primavera da matricola, affascinata da questa minuscola parte del cuore di Bologna. E ci si è messa anche la storia a rendere indimenticabile un luogo, come se i cazzi miei non fossero già stati abbastanza invasivi.
Ma adesso che me ne vado penso che questi muri mi hanno imprigionato, mi hanno tarpato le ali, perché attaccarsi a qualcosa, in modo morboso, non è mai salutare.
Ora che è il momento del distacco mi sento meglio. Ho salutato i miei fantasmi, quelli che abitano qua dentro. Loro c’hanno provato a tenermi legata a loro ma io da domani scivolo via verso una nuova strada, verso nuove facce e soprattutto là sarò sola, non come qui dentro che i fantasmi stanno seduti sul divano.
Ho passato giornate a valutare cose da buttare e cose da tenere. Sarebbe peccato mortale portare nella casa nuova le zavorre del passato. Ed è un utile esercizio passare in rassegna ciò che ti circonda, da applicare nel quotidiano, perché in ogni circostanza bisogna capire cosa tenere e cosa è superfluo perché non è in grado di apportare alcunché alla tua vita, se non nell’appesantirla ulteriormente.
E in questa rassegna compaiono tutte le manie, il non buttare via i nastrini dei pacchi, le etichette, i biglietti del cinema, il pupetto del sordomuto, i cartoncini delle calze, gli elefantini degli africani, i gadgets del Futurshow.
E i giornali, montagne di giornali insalubri dominano la scena casalinga pronti ad essere differenziati dopo esser stati selezionati, una quantità che sola potrebbe servire agli artigiani di Viareggio per il prossimo Carnevale. E scorri le pagine, e vedi le facce di gente che è tornata nel dimenticatoio e anche quei giorni sfogliati adesso possono essere archiviati. Inutile tentativo di tener sotto controllo la vita, vana speranza di fermare il tempo, accatastando giornali davanti agli occhi.
Dalle macerie, ogni tanto tiro su pacchettini di candeline spente, i miei 24 anni, i 25, i 28 e così via. Ho messo tutta questa cera cinese insieme, pronta ad andare verso il Pratello ma mi son detta che gli anni erano passati e che era stupido caricarsi di anni consumati ora che ho anni nuovi di zecca di fronte.
Lascio questa casa e rifletto delle potenzialità che essa mi ha offerto nel corso di un decennio ma che io non ho colto. Forse è come quando si decide di lasciare una persona o quando muore e si soffre, mentre si fanno i bilanci finali. Una casa in cui volevo fare un mucchio di peccati mi ha visto anno dopo anno inzitellirmi fino a cronicizzare le mie insicurezze emotive. Ora vado a fare l’ultimo bagno in una vasca che si sarebbe ben prestata alle tenerezze ma che lascio inviolata al bamboccione che verrà.
Ne sono certa. Lo sfratto sarà la cosa migliore che mi è capitata negli ultimi anni.
postato da: aaeeiioouuyy alle ore 09:58 | Permalink | commenti (32)
categoria:aeiouy
martedì, 30 ottobre 2007
 
 BAMBOCCIONI BOLOGNESI
VS
BAMBOCCIONI FUORISEDE


Credo che questo blog sia frequentato principalemte da persone non giovani dove per non giovani intendo zente dai trentanni in su. La Redasione ne è una dimostrazione: il più giovane è Mello che ha 30 anni. Ho detto tutto. Difficile dare un messaggio fresco, molto più semplice vampirizzarlo da altri blog bolognesi di veri zovani ander trenta che nei loro blog parlano poco di tutte le tristi menate che ci facciamo noi qui. Per dare un'idea più gggiovane del linguaggio e delle tematiche, ho copiato e incollato un bel post bamboccionesco da  http://giovanicarine.splinder.com, una sorta di http://aeiouycosumesocieta.splinder.com, ma molto meno babbionesco e più carico di speranza per un nulla migliore. Le sbarbe di giovanicarineedisoccupate ci parlano del fantastico mondo fuorisede trendi del quale noi non sappiamo ormai più nulla e la parola più nuova che riusciamo a dire è pankabbestia. Interessante l'antagonismo ed il disprezzo ai tek delle loro parole nei confronti di questa deprecata categoria assai eterogenea: i fuorisede. Ma perchè tutta questa acredine in puro bolognan bamboz stail (eppure le giovanicarineedisoccupate sono loro stesse fuorisede)? Forse perchè il bamboccione fuorisede vive in uno stato di perenne vacanza da solo in una città diversa dalla sua ed il bamboccione bolognese vive (e vivrà ancora a lungo) con mamma e papà a Bologna.
E' un ipotesi.
Interessanti gli alti contenuti consumistici del post.
Sarà contento Dragonbol, un pò meno il nonno di Mello.

ll fuorisede a Bologna spende uno sproposito per un buco di stanza.
Fa la spesa al discount, compra birra Hollandia dal pakistano, ma non disprezza nemmeno la Morena.
La mamma gli riempie il freezer di cibo una volta al mese, quando questo finisce salta i pasti, se per caso va a cena fuori all'Osteria dell'Orsa si mette in tasca le bustine di maionese da portarsi a casa.
Per arredare le pareti della sua stanza stacca manifesti o ruba cartelli stradali. Immancabile in casa del fuorisede è il carrello della spesa fregato al Pam, e il lampeggiante dei lavori in corso.
La bicicletta la compra a dieci euro in via Zamboni (ai miei tempi erano diecimilalire ma sai, l'inflazione).
I vestiti li compra alla montagnola. Però ha le Converse, quelle sono nuove.
Il fuorisede esce tutte le sere a parte il lunedì. Il martedì c'è l'happy all'Empire, il mercoledì all'Irish, e poi tutti al Cassero, il giovedì c'è il Millennium ma solo per le matricole (se ci vai che sei al quarto anno ti deprimi e ti senti vecchio), il venerdì e sabato Estragon o Covo, ma solo dopo il concerto perchè è gratis. Domenica va a vedere la partita in un pub.
In estate basta comprare la birra dal pakistano e berla in piazza Santo Stefano, anche se lo sceriffo non vuole.
Lo sceriffo non ha capito che per eliminare il degrado a Bologna basterebbe chiudere l'università. A quel punto Bologna diventerebbe il paradiso di umarells che tutti sognano. (tutti chi??)
Il fuorisede risparmia su tutto.
Tranne che sull'ipod. Il fuorisede si nutre di bacche, ma nella taschina del suo eskimo sgualcito comprato usato alla montagnola, avrà sempre un ipod di ultima generazione.
E avrà anche un ibook.
O un powerbook.
Un computer, meglio se portatile, meglio se Apple.
Ma c'è una cosa che non mi torna.
Perchè per le vie del centro, in ogni angolo buio, si annidano fuorisede solitari col loro portatilino sulle ginocchia? Che ca**o fanno??
Via Zamboni ne è piena, davanti all'Empire ce ne sono almeno quattro alla volta, in punti diversi.
L'unica spiegazione che mi viene in mente è che succhino la wireless di qualcuno.
Magari dell'università (anche perchè lì case private non ce ne sono).
Però è strano, ormai le connessioni costano talmente poco.
Possibile?
Un giorno da ubriaca ne fermerò uno e gli chiederò che cacchio fa. E soprattutto gli chiederò perchè nessuno glie l'ha ancora rubato quel portatilino che estrae in vicolini bui.
Nel frattempo attendo risposte e suggerimenti, perchè non ci dormo la notte!
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (77)
categoria:maso
lunedì, 29 ottobre 2007

VICOLO BOLOGNETTI
INTERVISTA SCIOCKK E FUTURO INCERTO
(Esattamente)

Per mesi è girata la modestissima mozzarella di bufala che dietro la " Madonna piange sperma"  (Vicolo Bolognetti), di cui tutti i giornali hanno già parlato, ci fossero dietro 4 studentelli in cerca di visibilità, quelli della balotta di Carni Scelte.
Errato!
Il nostro nuovo collaboratore e regista Walter Ciusa ha scoperto che non è affatto così.
Guardate il video e scoprirete tutta la verità, nient'altro che la verità, soltanto la verità.
Ma non finisce qui.
L'altro colaboratore Hawanagazzz mi telefona e mi dice: "Masso, ti ho inviato una mail sul Bolognetti, leggila"
"Che due maroni" penso.
Autluk Express.
Invia e Ricevi.
Posta in Arrivo.
Eccolo... Hawanagazzz.
Oggetto: Difendete Vicolo Bolognetti.
Ancora?
Bastaaaa?
Ma difendere da cosa?
Leggo:

Ar sottoscritto ME...essendo che è 'no sfigato come 'n sacco de ggente... je tocca de chiede AIIUTO, in difesa de 'n posto de lavoro suo (vale addì, quello de DIGGEI, a Vicolo BBBolognetti) nonchè der diritto VOSTRO a farve 'na birra dopo l'una ( ora legale...).
QUESTO DAR MOMENTO CHE: 'N tale FORZAITTAGLIANO (Lorenzo Tomassini, n.d,r.), forte delle argomentazioni de 'no sparuto gruppo de residenti, (i quali affermano che er loro stato psicofisico è stato ACUSTICAMENTE DEGRADATO da non meglio identificati GGIOVANI.. dediti a inusuali pratiche di molestie acustiche continuate nella pubblica via....) CHIEDE che quest'artranno, er vicolo debba da chiude ALL'UNA, con bona pace dei residenti (e cattivo scassamento di cazzo da parte dei sedicenti ggiovani molestatori...).
QUINDI CHE
ME
Chiede a chiunque destinatario de 'sta mail: de intervenì LUNEDI' 29, alle più o meno alle 19 nella sala interna del sopramenzionato Vicolo, dove che sarebbe installato un Buffet aperitivizzante GRATISS, er tutto allo scopo de presenzià, alle 19,30, all'incontro der tale de FORZA ITTAGLIA, cor consiglio de quartiere... allo scopo de discute de 'sta sedicente ipotesi...
ER SUCCO E', che se 'sta robba passa... VOI (cari utenti poco consumatori BBBOLOGNESI) l’estate prosima pè farve 'na bira all' 1.05 de notte, sarete costretti ad annà ai GGIARDINI MARGHERITA (dove che rischia che 'n sacco de ggente farà dei commenti sulle vostre scarpe..).
OPPURE CHE, dotati de opportuna bbicicletta antismogh, potrete sempre annarve affà‘na bella pedalata fuori porta, in posti ‘n sacco fighi come il FRESH, CA’ DE MANDORLI, PARCO CAVAIONI... (colla benedizione dell’animaccia de li porpacci vostri...)

Segue comunicato ufficiale che troverete ovunque on lain, a me piace più la versione di Hawanagazzz..
Bolognetti, la sag(r)a continua.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (31)
categoria:maso
sabato, 27 ottobre 2007


ANCHE A BOLOGNA SI GUADAGNA POCO?

Oh lettore dello spettro che stai qui a leggere ogni giorno , ti lamenti sempre e millanti di lavorare un casino... ma alla fine, quanto guadagni in un anno?
Da 0 a 5.000 euro netti
Da 5.001 a 10.000 euro netti
da 10.001 a 12.500 euro netti
da 12.501 a 15.000 euro netti
da 15.001 a 17.500 euro netti
da 17.501 a 20.000 euro netti
da 20.001 a 22.500 euro netti
da 22.501 a 25.000 euro netti
da 25.001 a 30.000 euro netti
oltre 30.000 euro netti
  
pollcode.com free polls
"Se sei in bolletta ammazzati" grida il vate Zekkini alle platee bolognesi di snob annoiati che applaudono per i inerzia e i meno abbienti si indispettiscono.
Bologna, grande è la confusione sopra e sotto il cielo, il cielo è sopra e sotto... cisipuòsoloperdere!!!.
In questa città chi è ricco si atteggia a poveretto e chi è un poveretto fa lo sborone e ostenta ricchezza.
Modestia bipartisan.
Risultato: non si capisce nulla e ci si continua a rapportare nella finzione più totale.
Per fortuna che l'altro giorno il governatore Dragonbol ha detto che guadagnamo poco rispetto agli altri paese europei avanzati ed ha spiegato quello che spiega Mello nel suo libro,  solo che il governatore è più sintetico e lo ha spiegato in un discorso pomeridiano davanti ad una platea di gerontozanari esprimendo pochi chiari concetti pozzati.

Problemi:
- Stagnazione dei salari (dice che la media è di 16.000 euro netti l'anno)
- Frustrazione dei giovani (cos'è un salario? nomaiohostudiato! mi aspettavo di più)
- Crescita delle disparità (esisteva la parità?)
- All'estero si guadagna di più (dipende poi da dove)


Soluzioni:
- Trasformare la flessibilità in creatività
- Trasformare l'incertezza in imprenditorialità
- Andare in pensione più tardi

Bene!
Bravo!
Bis!
Tris di minestre!
Poi ha chiuso tutto con un discorso demenziale dove dice che «Bisogna stimolare i consumi per aiutare e aumentare la produzione».
Semplificando: se la gente non compra più niente, crolla tutto.
Una frase modesta, una frase folle, una frase demenziale che ci spiega che noi non produciamo più per consumare, ma consumiamo per produrre, una frase in antitesi con quello che diceva Adam Smith che qui copioincollo per fare un pò lo sborone che fa le citazioni : «Il consumo è fine e scopo di ogni produzione e l'interesse del produttore dovrebbe essere considerato solo nella misura in cui esso può essere necessario a promuovere l'interesse del consumatore».
Nè Dragonbol e forse neppure Mello ci hanno suggerito una exit srategy sostenibile che ci spieghi un pò meglio come salvarci, tipo che ne sò... tornare a fare un pò di più come facevamo prima, riportare l'uomo al centro di se stesso e relegare l'economia e la scienza tecnologicamente applicata al ruolo marginale che hanno sempre avuto.
E il nonno di Mello che non lavora e consuma pochissimo da tempo, finalmente comincia a capire qualcosa di più e ci regala un flebile applauso.
postato da: maso_ alle ore 16:23 | Permalink | commenti (22)
categoria:maso
venerdì, 26 ottobre 2007


QUI BOLOGNA LIBERA

Lo spettro come sempre all'avanguardia con la qultura digitale segnala modesti siti che abbiano a che fare con la nostra città che tanto amiamo, Bologna.
Stavolta vi vogliamo parlare del neonato gruppo Qui Bologna Libera che si ispira alla vita e alle opere di Piero Ricca che, per chi non lo sapesse, è quello che è diventato famoso per aver dato del buffone a Silvio Berlusconi.
Ma cosa fanno sti tizi?
Fanno robe così: se un politico o un altro personaggio importante appare in pubblico, loro si presentano all'appello "armati" di telecamera per cercare di porgli domande su vicende concrete. Quando, troppo spesso, il politico si rifiuta di rispondere o scappa, ne approfittano comunque per informare la gente presente con volantini e megafono.
Guardate un pò di VIDEO MOLESTI per capire meglio cosa fanno.
Insomma, gente così... che fa ste robe qui.
Possono piacere o non piacere, ma fanno qualcosa, informano e si divertono pure.
Come prima iniziativa il gruppo bolognese aderirà al "Mondadori Day" promosso dallo stesso Ricca, per proseguire in futuro con iniziative indipendenti, quindi il 27 Ottobre davanti alle librerie Mondadori di tutta Italia gruppi di persone si riuniranno per informare con volantini, striscioni e megafoni che il principale gruppo editoriale italiano è passato a Berlusconi grazie a una sentenza comprata da Previti.
Nei volantini sarà riportata la sentenza definitiva della cassazione, pertanto non contestabile.
Per darvi un'idea della gravità della situazione, sappiate che grazie a questa mossa il nostro redattore Federico Mello è stato ufficialmente acquistato da Silvio Berlusconi e di conseguenza, anche una parte dello spettro della bolognesità si può dire che ora sia controllata da Berlusconi.
Ci meritiamo tutto.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (9)
categoria:maso
giovedì, 25 ottobre 2007


MATTONI SOLITARI BOLOGNESI

Siccome ho tra le mani la rivista di Belpietro, scopro un altro articolo ad alto contenuto di bolognesità, trattasi di articolo dove si parla di dove vogliono casa i singols d'Italia e fanno confronti tra le varie città e non poteva mancare Bologna.
Incuriosito scopro che a Bologna vige il culto del cortile dove riporre la bicicletta "Nessuno comprenderebbe una casa in cui non sia previsto lo spazio per le due ruote. Il cortiletto d'atmosfera è forse più ambito della terrazza". Nell'articolo si analizza che tra i singols va molto la zona del Mercato delle Erbe dove le signore delle bancarelle ti adottano quasi ed il padrone del bar si ricorda che vuoi il caffè macchiato. Si parla di singols che vogliono un ambiente familiare e si vocifera che l'altro polo single è il quartiere Santa Viola dove c'è un Esselunga in mattoncini che fa tanto Glasgow. Seguono esperienze di altre città che a noi qui non interessano, ma sempre sul genere.
Spengo la luce e penso: ma che cosa ho letto?
A parte che la maggior parte dei singol bolognesi che mi vengono in mente sono dei bamboz che vivono con mamma e papà e quasi nessuno è vincente come quelli descritti su Belmagazine..
Quelli che vivono da soli sono tendenzialmente devastati dalla vita, con un auto di ultima quando ce l'hanno, quasi tutti con uno scuter, quasi nessuno con la bici e vivono in tutte le zone della città, pochi in centro.
Potenziali ed avanguardistici nuovi poveri mi parlano con angoscia di mutuo trentennale, dicono che non possono più permettersi di uscire a bere una birra, poi ci sono quelli che sono subentrati da poco alla nonna cadavere, altri possiedono una casa di proprietà sopra l'appartamento dei genitori, altri stanno chiusi in casa con gatti e/o cani seduti davanti al compiuter fino alle 3 di notte, altri stanno chiusi in casa a farsi le canne davanti alla tivu o in alternativa a tirare di coca al venerdì sera insieme agli amici davanti ad una pleistescion sempre apgreidata.
Insomma, tutto un altro scenario.
Sarà che frequento altre zone.
Sarà che frequento altra zente.
Sarà che la categoria "i singols" non è poi mica così facilmente catalogabile.
Sarà che questo post (insieme ai commenti che seguiranno) completerà l'articolo di Belmagazine.
Almeno per una volta qualcuno è riuscito a scrivere un articolo nazionale su Bologna senza necessariamente parlare di  Cofferati e del degrado e non è mica poco di questi tempi monotematici.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (102)
categoria:maso
mercoledì, 24 ottobre 2007

CERCASI CAPANNO

Possibile che si debba sempre parlare di Cofferati?
Si.
Anche per parlare della collezione di flipper di Federico Croci, nostro collaboratore spettrale, i giornalisti del Bologna uscito oggi scomodano al sendeg con un titolo così: HO MANDATO IN TILT IL SINDACO E CERCO CASA PER I MIEI FLIPPER.
Va bè, a parte sta modestata, parliamo di sto Croci che unendo nostalgia e cultura si eleva dalla modestia dominante e ahimè, come tante persone, per campare non fa certo l'esperto di flipper ed è costretto a fare altro e grazie a quest'altro si paga la propria passione che noi dello spettro speriamo sfoci in qualcosa di pesissimo alla faccia di tutti.
Federico tra flipper e juke box funzionanti ha 340 badanagli e non sa dove metterli, quindi lui e la sua associazione no profit TILT cercano un capannone dove metterli.
Se vivessimo in una ciità/nazione che valorizza i talenti e le passioni dei propri cittadini, a Croci farebbero aprire un museo dei flipper da un giorno all'altro, pioverebbero sponsor, arriverebbero tivu da tutto il mondo e Croci camperebbe di tutto ciò ed organizzerebbe mostre itineranti oll over ze uorld.
Purtroppo viviamo qui, più sei un ignorante e meno passioni e interessi hai, meglio è per te e più modestissime opportunità di successo hai.
Se hai qualche flebile interesse, è facile che questo diventi un modesto inconcludente hobby dopolavoristico, se per sfiga hai una passione vera, il sogno e la possibilità che questa si trasformi addirittura nella tua professione primaria il più delle volte è irrealizzabile.
Sono i casi in cui molti gliela danno su (la vita comoda alla fine piace a tutti), altri ci provano e ci riescono a metà, uno su mille ce la fa e spesso si scopre che non ha neanche la passione.
Poi c'è chi degenera nell'atocommiserazione, chi nell'invidia, chi nel non mi capiscono, chi nel mondo brutto brutto brutto, senza invece riflettere sulla semplice, banale, mediocre realità bolognese/italica: "Se vuoi fare qualcosa che ti piace, sono tutti affaracci tuoi! Cosa credi di fare? Dove credi diandare? Lavora, sopporta, obbedisci! Trovati un lavoro modesto che è meglio va... "
Noi dello spettro non ci arrendiamo e tifiamo per Federico affinchè salti fuori sto capannone, poi chissà...
In bocca al uolf.
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martedì, 23 ottobre 2007


BELPIETRO INTERVISTA BELSERGIO

Cosa centra Belpietro con Bologna.
Centra, centra... arivo, arivo.
E poi lo spettro voleva un pò parlare di editoria e modestate varie, quindi iniziamo con questo post, con Belpietro che è diventato direttore di Panorama e per fare subito lo sborone cosa fa? Intervista Cofferati, il sindaco di Bologna.
Vittima della solita modestata che vede Bologna come il laboratorio della politica, il bel Pietro capisce che quello che sta accadendo a Bologna con il sindaco Cofferati è esattamente quello che accadrà in Italia se dovesse vincere il PD di Veltroni, ovvero:

fase 1)
Alè oh oh... evviva Veltroni, yuhu!!!!!!!!!!! Campioni del mondo! Campioni del mondo!!!!!! Popopopopopopo
fase 2)
La mia vita è ancora uguale a prima, Veltroni non sta facendo nulla!
fase 3)
Ma cosa sta facendo Veltroni?
fase 4)
Sono insoddisfatto di Veltroni
fase 5)
No, Veltroni non può fare così! Questi sono metodi della destra! La mia vita è ancora miserrima, Col-pa-di-Ve-e-ltro-ni

Noi che siamo bolognesi e sappiamo già come vanno ste cose, ma gli altri no, Belpietro compreso, quindi ecco snocciolare un'intervista modesta e provocatoria al povero Sergio Cofferati che sicuramente non ne può più.
Belpietro incalza con gli sgomberi sul lungoreno, Belsergio dice che se non sgomberava crepavano tutti.
Belpietro parla di sinistra contro per necessità, Belsergio parla di sinistra contro per moda.
Belpietro chiede se si ricandiderà, Belsergio dice che scioglierà la riserva e le trecce ai cavalli nel 2009.
Belpietro fa modeste domande sul futuro, Belsergio gli dice che vorrebbe fare il sovrintendente di teatro.
Belpietro incalza sulla moschea, Belsergio dice che si è fermato perchè vuole discutere con i cittadini la destinazione, un altro posto nello stesso qualtiere e che la moschea si farà.
Belpietro chiede se è cattolico, Belsergio dice no.
Belpietro chiede se farà battezzare il figlio, Belsergio dice si perchè la mamma ci tiene.
E poi il domandone finale: quanto pensa di resistere?
Cofferati non lo dice, ma intende affermare che se non ci sono più le condizioni è pronto anche a dimettersi da sindaco.
E se questo dovesse succedere, cosa faranno i bolognesi?
Forti di un elettorato al 45% composto da over 50, andranno a votare in massa il nuovo sindaco scelto dal partito e

fase 1)
Alè oh oh... evviva ***, yuhu!!!!!!!!!!! Campioni del mondo! Campioni del mondo!!!!!! Popopopopopopo
fase 2)
La mia vita è ancora uguale a prima, *** non sta facendo nulla!
fase 3)
Ma cosa sta facendo ***?
fase 4)
Sono insoddisfatto di ***
fase 5)
No, *** non può fare così! Questi sono metodi della destra! La mia vita è ancora miserrima, Col-pa-di-***
fase 6)
Era meglio quando c'era Cofferati.

Ci meritiamo tutto.
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lunedì, 22 ottobre 2007


21 GRADI

La settimana scorsa a Bologna i modesti che a luglio si lamentavano che faceva caldo hanno cominciato a lamentarsi che è venuto freddo.
"Hai acceso il riscaldamento?"
"No"
"Ma come? Genitore degenere! Hai anche una bambina piccola"
"Si farà gli anticorpi... cmq non è ancora freddissimo"
"No, no è freddo io ho acceso i termosifoni a manetta"
Passano i giorni.
La temperatura inizia veramente ad abbassarsi, sia fuori che in casa.
A questo punto accendo pure io il termo autonomo e regolo i pomellini del modestissimo termostato in modo da avere 21 gradi per tutto il giorno, il che significa che il termo si accende solo un paio di volte al giorno, pompa un pò fino ad arrivare a ventiduegradi e stiamo tutti caldi (bimba compresa).
A casa dai miei che invece hanno il termosifone centralizzato è già un caldo bestia, alcuni termo devono essere tenuti spenti altrimenti il clima si tropicalizza e i coccodrilli cominciano a sudare.
Ogni anno la stessa scena.
Ogni anno i metereologi dicono la loro stronzatina e quest'anno è la volta di "Ci attende un novembre pazzerello", gli stessi metereologi che ci hanno detto che l'estate scorsa sarebbe stata tra le più torride dei secoli dei secoli amen.
E' evidente che ci meritiamo tutto, anche il freddo.
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domenica, 21 ottobre 2007
Coltelli
LO SPETTRO DELLA CALABRESITA'


Rieccomi... emergere da un gorgo di latti scaldati e di pannolini riempiti di sostanze immonde.
Rieccomi... e dato che oramai la meravigliosa paternità mi consente di godere sempre più raramente del privilegio di poter testare nuovi ristoranti, le mie recensioni, che ho sempre cercato di sfornare fresche di conto, sono diventate più rarefatte.
Ora per uscire di casa ci vogliono delle occasioni e come si sa l'occasione fa l'uomo ladro, per cui l'altra sera approfittando del ritrovo dei reduci del concerto dei Police ad Amsterdam (12 braghe), mi sono recato presso una mia vecchia conoscenza, il ristorante Da Biagio in via dei Coltelli.
In tale via, dove peraltro abitò in gioventù mio babbo, oltre ai Coltelli si trovano un altro paio di ristoranti non pervenuti, più il bar anarchico-insurrezionalista-chiuso-per-terrorismo Miki Max all'angolo con via Orfeo (qua metto una faccina così ;-) sennò mi viene recapitata una bomba a casa).
L’osteria dei Coltelli era uno dei locali ricorrenti quando da giovane maraglio, in sella alla mia 50Special nera dipinta a bomboletta, cercavo un posto dove chiudere la serata.
Ma non è più la stessa gestione. Da circa 5 anni ha cambiato proprietà ed è stato rilevato dal papà di un mio amico, una delle braghe presenti, che una volta andato in pensione ha deciso di gestirlo assieme a suo fratello, un ex bancario, e di rilanciarlo sotto l'insegna Osteria dei Coltelli da Biagio. In cucina lo chef è l’altro figlio (fratello della braga che invece di mestiere fa l’avvocato) che smanetta ai fornelli garantendo la familiarità della gestione.
I tre, di origine calabrese, propongono cucina di casa loro ma non solo.
Normalmente lo spettro della calabresità affiora negli antipasti. L'altra sera infatti ho mangiato delle salsiccine piccanti + soppressata + capicollo niente male, lasciando spazio ad altre influenze regionali nei primi e nei secondi.
Per esempio, come primo ho taffiato un bis composto da risotto nero ai porcini e tagliolini anch’essi ai porcini, per poi passare ad un secondo rappresentato da porceddu alla sarda (maialino da latte tagliato in due per il lungo e cotto per un bel po' al forno) e patate al forno. Devo dire che la carne del porceddu (anche quella che mi capita di mangiare in Sardegna) vuoi per la consistenza, vuoi per l’odore un po’ forte, vuoi per la faccina del maialino che ti guarda mesto mentre lo mangi, non è che mi faccia impazzire, ma notando gli ossari rimasti nei piatti ho capito che è stato apprezzato.
Per finire popone come se piovesse e liquore alla liquirizia (autoctona calabrese).
Ah, il tutto innaffiato da un generoso Nero di Troia (!!!), ma almeno qua nessun può venirmi a dire che palle con i Morellini o i Neri d’Avola qualsivoglia, che ci ha fatto barcollare fino all’uscita.
Voci di corridoio mi dicono che non si paghi il coperto, ma se tiri il chiodo il fratello avvocato ti fa causa.

Un grazie a Zefram senza di cui questo post avrebbe tardato ulteriormente a venire alla luce.
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sabato, 20 ottobre 2007


BLOG: NON CI AVRETE MAI (COME VOLETE VOI)

Un blog.

Come lo spettro, come il Generazioneblog, come quello di Aeiouy, come quello di Ponyluna, come quello di Zefram, , come Umarells, come quello del famigerato Beppe grillo, come quello di Lino Banfi.

Cos’è un blog?
Un blog è un sito, un sito web. È un sito web con alcune caratteristiche peculiari. Ovvero una colonna di articoli disposti a scalare in base alla data di pubblicazione. Un link unico (permalink) per ognuno di questi articoli. Una lista di link ad altri blog (blogroll). La possibilità di commentare i singoli articoli.
Questo è un blog. Uno “formato editoriale online” che poi ognuno riempie con ciò che vuole.

Perché i blog sono una novità?
Da quando esiste un’opinione pubblica, questa si è sempre creata le sue “pubbliche opinioni” in base alle informazioni a disposizione. Nella storia tali informazioni sono state  sempre state scarse, sia per il controllo esercitato dal potere (ancora molto forte in numerosi paese non democratici), sia per i costi che comporta distribuire informazioni su larga scala (stampare e distribuire giornali, creare una radio, fare una TV). Con l’avvento della rete e dei blog, è invece accaduto che le barriere di accesso alla pubblicazione di contenuti è crollato: per aprire un blog (che potenzialmente ha la stessa visibilità di qualsiasi altro sito) non si spende di fatto nulla, e pochissimo costa acquisire la conoscenza necessaria alla gestione di un blog.

Cosa cambia tra un blog e una testata giornalistica?
Un blog produce informazioni. Sia personali, che pubbliche, che d’inchiesta, che d’approfondimento. Il “blogger” però non propone i suoi contenuti come soggetto professionista e professionali dell’informazione. Un blogger, proprio scegliendo di aprire un blog e non una testata giornalistica, si propone invece come produttore “amatoriale” di contenuti – per questo motivo molti giornalisti aprono un blog e non un proprio giornale. Pur essendo un prodotto amatoriale, però, un blog può guadagnarsi sul campo una tale reputazione, da diventare fonte autorevole d’informazione.

Cosa c’entra in tutto ciò un signore coi capelli bianchi che si chiama Ricardo Franco Levi?
Tale signore, nato in Uruguay e braccio sinistro di nonno Romano Prodi, ha ora proposto una legge che equipara un blog ad un altro qualsiasi prodotto editoriale. Ciò comporta delle spese piuttosto ingenti, e l’obbligo di dotarsi di un giornalista professionista che faccia da direttore responsabile del blog.

Quelli che hanno varato la legge, conoscono Internet e i blog?

No, per niente. Quando Romano Prodi si candidò aprì un blog che chiuse dopo due giorni. Massimo D’Alema si è sempre vantato di non saper accendere un computer (vergogna!). Il ministro Fiorori che nel 2007 vuole rivoluzionare la scuola italiana, si è recentemente definito un “Internet Giurassico”. Francesco Rutelli ha dilapidato una fortuna (di soldi pubblici) cercando di aprire un portale che ora chiuderà perchè nessuno lo guarda.

I blog danno fastidio ai politici?
Certamente. La circolazione d’informazioni in rete fa sì che i cittadini siano informati in maniera indipendente sull’operato dei politici. I nostri politici restii ad ogni trasparenza, hanno paura della rete in quanto non la conoscono e non la possono controllare. I soggetti che più popolano la rete sono cittadini spesso giovani e quindi in Italia non risultano detentori di diritti in quanto tutte le rappresentanze  organizzate (sindacati, confidustria, partiti politici) difendono esclusivamente gli interessi delle loro lobby di riferimento.

Cosa succederebbe se passasse la proposta di Legge “Levi”?
Niente più spettro, niente più entartainment per impiegati, niente più i consigli per lo shopping di Zefram, niente più informazioni indipendenti, niente blog, niente commenti, niente Troller, niente feedreader, niente link, niente “io quoto”, niente va a cagare. In compenso, secola seculorum avremmo i bei fondi di Eugenio Scalfari a difesa di Romano Prodi la domenica, quelli della Rossanda sul Manifesto (pietà!), le puntante di Vespa con plastici in studio, avremmo ogni singola informazione sullo stato intestinale del pontefice.

Ma tu che faresti se passasse la legge “Levi”?

Se passasse questa legge medioevale io andrei a decathlon, mi comprerei una canadese, mi trasferirei in piazza colonna sotto palazzo chigi e lì rimarrei fino a quando non decida di raggiungermi il mio amico blogger Maso con sua figlia neonata Sveva, e poi la redazione del blog collettivo “Lo Spettro della bolognesità”, poi quelli che commentano sui nostri blog, e poi tutti coloro che vogliono fare qualcosa per questo paese dove la gerontocrazia imperante, la gerontocrazia impreparata, supponente, ignorante, lobbistica, piccola e gretta che ha già compromesso i nostri anni a venire, non capisca che è del tutto inadeguata a governare un paese civile nel terzo millennio; finchè tale gerontocrazia non capisca che la loro patetica nostalgia per il piccolo mondo antico ormai lontano, nulla vale in confronto al nostro sacrosanto diritto al futuro.
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venerdì, 19 ottobre 2007


LA MAPPA DEGLI UMARELLS

Il mese scorso, ad una conferenza davanti ad un pubblico di 12 persone fui attaccato duramente per aver dato visibilità al discutibile progetto LAVAVIDER e non ci ho dormito la notte.
Oggi, sono di nuovo qui e vi parlerò di un altro discutibilissimo progetto presente on lain.
L'autore è il collaboratore spettrale cirenaicadoc che, visto che in ufficio non ha niente da fare come gran parte dei lettori dello spettro, almeno ha impiegato in maniera costruttiva il suo tempo ed ha realizzato una mappa degli umarells e dei loro luoghi di ritrovo bolognesi.
Il progetto è opensursraffazoneitid, che significa che la mappa è ancora incompleta, ma se volete segnalargli qualcosa da aggiungere, contattatelo a cirenaicadoc@gmail.com e aiutatelo ad iplementare questa smaragliata ad alto contenuto simbolico ed amniotico.
La pratica dell'umarells uotching da me ideata un paio di anni fa, potrà finalmente avvalersi di questo stupefacente progetto.
Sento già le grida di lui là che griderà nei nostri confronti frasi tipo"Razzisti!" .
Sento già la mia voce e quella di tutti i lettori dello spettro che gli grideranno "Modesto!"

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giovedì, 18 ottobre 2007


LA BABBUCCIA SQUIZZATA

I bolognesi adorano discutere o ancor meglio assistere a scene in cui gli altri dicutono. Vuaierismo bolognese. Nel 2007 la fauna degli attori discutibilie e discutanti è molto varia, la lochescion migliore per assistere alle discussioni è sicuramente l'autobus popolato a qualsiasi ora dall'esercito degli sconfitti di questa città. Pochi bolognesi prendono l'autobus, preferiscono ripetere igni giorno in onanistica solitudini gli stessi percorsi con l'auto, ascoltando lo stesso programa radiofonico, percorrendo lo stesso tragitto, imprecando contro lo stesso semaforo, lamentandosi della stessa lamentela, ridendo della stessa battuta. Non sanno cosa si perdono se frequentassero un pò di più l'autobus e ce lo racconta il nostro nuovissimo collaboratore spettrale sca1.

Una giornata universitaria come tante, dove si esce di casa la mattina e ci si sciroppa tre o quattro lezioni da due ore, molto spesso in diverse zone della città, per rientrare poi a pomeriggio inoltrato/sera, senza aver toccato cibo, come se fosse un piccolo pellegrinaggio dei poveri intellettuali viandanti dal cervello cotto.
Questo è il pane di noi zovani studenti lavoratori, anche se saltiamo il pranzo con una certa puntualità e di pane non ne vediamo nemmeno l'ombra.
Il ritorno a casa per molti rappresenta relax e cibo a costi umani, ed in queste condizioni di deprivazione, sarebbe bello e conveniente farlo alla velocità della luce, se solo il mezzo principe dei zovani e meno zovani che pendolano qua e la per la città, l'autobus, a volte non tirasse degli autentici ganci di sinistro.
Infatti, in uno dei vari ritorni, mi si è presentata d'innanzi una scena da spettrodellabolognesità, dove gli elementi ci sono davvero tutti.
In un piccolo microcosmo racchiuso tra le quattro lamiere dell'autobus si riproducono, quasi scientificamente come fosse un piccolo laboratorio mobile, le dinamiche relazionali di tutta la città.
Ci sono i pendolari bolognesi scazzati, ci sono i pendolari non bolognesi scazzati, ci sono i zovani normali con l'aipod e quelli senza, ci sono gli immigrati di diversa fede religiosa, ci sono i cinni scurzoni con la cartella gialla (cit.), ci sono i cinni sboroni con lo zaino Mercedes AMG [di buona famiglia] che bullano i cinni scurzoni con la cartella gialla [di famiglia così così], ci sono i topi d'autobus, ci sono gli irriducibili manomortisti degli anni 70, ci sono i temutissimi controllori e gli autisti che non vedono l'ora di smontare.
Gli ingredienti sono al completo, solamente agitando il contenuto si saprà se si andrà a produrre un cocktail da zanari oppure una bomba di quelle moderne, modello caramelle Mentos con la Coca Cola senza zucchero, [per noi diversamente magri (cit.) dichiarati]. Scartando la prima ipotesi, per amore verso la rivalutazione radicale del neorealismo, nella seconda si apprezza invece una rapida virata verso il basso del nostro indicatore qualitativo, dove per fare scattare la mitica scintilla della celeberrima miccia di questo intruglio micidiale, può bastare anche solo un'inezia. E così è stato.
Da qui al tracollo il passo è breve, forse anche meno.
L'argomento è palesemente pretestuoso. Avete presente che sui mezzi di trasporto pubblico moderni l'ingombro necessario all'azionamento delle porte è definito da una linea gialla sul pavimento dell'autobus stesso ?
L'argomentazione principe vedeva una signora, di evidente fede islamica, accusare l'autista reo di averle urtato la babbuccia con la porta dell'autobus in fase di chiusura, a bordo di una nota linea urbana, durante le ore di punta spesso al limite della capienza. I toni vedono un escalation esponenziale. Le intenzioni più turpi si palesano. Si includono nella scaramuccia i soliti riferimenti verbali, reciproci, alla genealogia familiare dei contendenti in chiave volutamente negativa.
Siamo alle urla. L'autista, visibilmente contrariato, fermava il potente mezzo. A porte chiuse, spegneva anche il motore.
L'affaire si allargava, promuovendo il pubblico degli passeggeri a soggetto attivo all'interno del contenzioso. A questo punto il buonsenso menefreghista del bolognese medio si sentiva definitivamente trainato in causa, ed agiva meschinamente in senso opportunista per salvare se stesso da quella situazione. Dal terzo polo passeggeri si levavano, quindi, tentativi di intercedere tra i due, con argomenti demagogici e a tratti glucidici, per raggiungere un accordo tra le parti e riprendere il percorso.
Dopo qualche minuto di stallo diplomatico, quando le argomentazioni del terzo polo passeggeri iniziavano ad avere toni più decisi, fondamentalmente basate sul numero, si otteneva il grande risultato di zittire ze players e di fare ripartire l'autobus, con buona pace del sottoscritto che non diceva una parola, in quanto proferire parola non è sempre necessario.
Questi sono i classici casi in cui il pubblico si schiera per una delle parti o provvede a definire un terzo soggetto in causa, come ha provveduto puntualmente a fare entrando nel contenzioso con un ruolo pacificatore di facciata con l'unico intento di sbrogliare se stesso, ma dove di fatto nessun soggetto è vedibile sotto una luce che sia riconducibile ad una causa per la quale parteggiare con convinzione di giustizia.
In questo trittico formato dalla signora di evidente fede islamica con la babbuccia sporca, dall'autista offeso e dagli astanti opportunisti, non si salva proprio nessuno. Neppure quello che si crede più furbo degli altri, pensando che poi, alla fine di tutto, si vendicherà della propria frustrazione scrivendone su di un blog.
Urban jungle uber alles.

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giovedì, 18 ottobre 2007

MELLO DA BOIA D'UN GAD LERNER!!!

Ennesimo appuntamento nazionale con un redattore dello spettro della bolognesità in televisione.
Dopo la performans da Ilaria d'Amico, Federico Mello mercoledì 17 ottobre alle ore 21.00 su LA7  presenzierà da Boia d'Un Gad Lerner!!!! alla trasmissione L'infedele in difesa dei Bamboz! Grande Mello!
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mercoledì, 17 ottobre 2007

LA PILLA DEI MORTI
(Sia viventi che no)

Modesto ufficio con modesti colleghi uno dei quali è amico della miglior amica di Nicoletta, congiunture modeste che piacciono tanto al bolognese modesto in attesa di timbrare l'uscita e cominciare a vivere.
Modeste storie di lui che ha sessantanni e della segretaria che ne ha meno di trenta.
Modeste storie che capitano, storie di modesta immortalità tra un vecchio (si perchè a sessantanni si è vecchi, inutile mentire a noi stessi) e una finta giovane (si perchè a trentanni non si è giovani, si è adulti).
Modesti intrecci dove c'è lui che ci prova con la segretaria o la segretaria che stuzzica lui, non so come sia stata la dinamica e non mi interessa, so solo che ogni giorno modestate del genere si verificano addirittura negli uffici di una modesta aziendina in zona Roveri.
Qualche dettaglio, qualche pettegolezzo che in pochi minuti si trasformavano in verità acquisite, poi le notizie sui quotidiani ed il modesto vanto di dire "Io lo sapevo già, perchè in ufficio con me c'è l'amico della miglior amica di Nicoletta che me l'aveva detto".
Matrimonio, figlia e il tempo passa veloce fino ad arrivare alla malattia, il solito tumore che insieme all'infarto fa strage di gente di quell'età, situazioni in cui dobbiamo sopportare frasi tipo "Aveva solo 60 anni". Solo? Va bè viviamo in un epoca demenziale e non possiamo permetterci di dirlo.
Almeno Luciano aveva qualche anno di più e aveva fatto una vita esagerata, un raro esempio di vita degna di essere vissuta, ma anche lui aveva peccato di giovanilismo e come qualsiasi modesto abitante di questo pianeta è morto.
Fin qui tutto normale, tutto modestamente normale.
Ora negli uffici e dalle parrucchiere si fanno ancora discorsi modesti sulla pilla del Pavaro e c'è chi getta discredito su Nicoletta.
Brutta cosa l'invidia.
Brutta cosa la pilla degli altri.
Brutta cosa il vorrei ma non posso perchè non voglio.
Nicoletta piange lacrime amare, ma per fortuna a difenderla c'è l'avvocata Anna Maria Bernini, 41 anni portati come li porta la rossa Michela Vittoria Brambilla, uoma moderna, alta, magra, tacchi alti o niente, giacca Chanel su pantaloni sportivi.
Anna Maria e Nicoletta sono amiche, sono state insieme alle Barbados con Big Luciano, è bolognese e può permettersi di dire che la moglie del Pavaro è un'eroina da romanzo romantico dell'800.
Purtroppo non lavoro più con l'amico della miglior amica di Nicoletta e non ho scupp in anteprima, ma seguirò con interesse le gesta della Bernini, personaggio della bolognabene sottovalutato dai maxmediax che nel suo carniere ha sfoderato frasi spettrali del calibro di:
"Le quote rosa sono ghettizzanti"
"Sergio Cofferati dovrebbe ridare fiducia alla città"
"Bologna è una Venezia mancata"
"Ho la passione della bicicletta, come Romano Prodi e come molti bolognesi"

Chi se ne frega del secondo testamento con i beni americani e del maestro che voleva che Nicoletta potesse disporre della casa a Niu Iork... il loro nido d'amore.
Lasciomoli stare e celebriamo invece la comparsa di un brandello di bolognesità in questa vicenda mortifera al grido di Vinceròòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò o ancor meglio al grido di "Ci meritiamo tuttooooooooo" (stavolta cantato come lo avrebbe cantato il Pavaro).
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mercoledì, 17 ottobre 2007


LA NOTTE DEI SENZA DIMORA
dalle ore 20.00 in poi...


Siccome sullo spettro ci si lamenta sempre del caro euro, del prezzo del pane, degli affitti, dei mutui subpraim, dei salari bassi, dei laureati che non trovano lavoro da almeno 15.000 euro al mese e dei bamboz con contratti a tempo indeterminato che vogliono stare a casa con mamma e papà, abbiama iniziato una discussa collaborazione con i ragazzi di ASFALTO, il blog dei senza fissa dimora di Bologna. Siccome al centro diurno di Via del Porto sono avantissimo, un giorno il lider maximo Massi mi ha contattato per carpire informazioni sulle ueb tivi, ci siamo incontrati ed è stata creata Tele Asfalto. Per chi non lo sapesse (io non lo sapevo) il 17 ottobre e la giornata dell'ONU di lotta alla povertà e  Asfaltoha organizzato una diretta ueb televisiva a partire dalle 20.00 di domani sera e invita tutti a partecipare alla prima notte dei senza dimora totalmente dal vivo su Internet. Il gruppo ASFALTO sarà presente al laboratorio di computer del Centro diurno di via del Porto e, per l'occasione, apriranno il loro spazio virtuale a tutti quelli che vorranno partecipare all'evento via web. Ci sarà una chat dove poter comunicare dal vivo e sarà così inaugurata Tele Asfalto: il canale televisivo on-line, dove poter vedere le facce e gli occhi di chi sta da questa parte della strada. Una notte alternativa di solidarietà e conoscenza verso questo mondo. Un incontro che è sì virtuale, ma non per questo finto in diretta anche sullo spettro della bolognesità. Stei stund!
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lunedì, 15 ottobre 2007


PONI IL PENE SUL PANE (pugliese)

Il mio disprezzo per il Salento fu sicuramente fomentato dai Sud Sound System ed in particolar modo da Lu Papa Ricky e dalle sue manie persecutorie.
Intriso di disprezzo, un giorno mi sono guardato allo specchio e ho pensato: "Possibile che nellu salentu siano tutti come i Sud Saund System e Lu Papa Riki?"
No, non può essere così.
Infatti così non era e mi sono ricreduto grazie ad un viaggio di un mese dove ho toccato con mano Puglia, Basilicata, Calabria e Campania.
Regioni diversissime.
Regioni che non sapevo neanche dove fossero nella cartina e mi dovetti ricredere sulla Puglia e su Lu Salentu attentissimo al turismo, pure troppo.
E poi che taffiate!
In particolar modo in un agriturismo dove la signora Wanda ci faceva socializzare per forza (i bolognesi in vacanza se la tirano) con gli altri ospiti e ci faceva mangiare peperoni veri, pomodori veri e altre robe mai mangiate prima sommerse di olio.
Si perchè in Puglia c'è l'ossessione dell'olio.
Alcuni anni fa in un paese deturpato dalla notte della taranta incontrai pure Valerio Monteventi che mi consigliò la visita di un frantoio nelle vicinanze... l'ossessione dell'olio aveva unto anche lui.
Una sera a Lecce incontrai Mello (che alloraconoscevo a malapena) e mi fece capire molte cose di quelle terre ormai tanto apprezzate dai bolognesi quanto Bologna è apprezzata dai pugliesi che la popolano abbondantemente.
Eh si... bologna è piena di pugliesi e un'allegra balotta ha deciso di aprire in Via San Donato un posto che si chiama I SAPORI DELLA TARANTA nel quale mi ero promesso di non mettere piede, poi si sa come vanno a finire ste promesse, la casa, la famiglia, il lavoro e una sera mi telefona mia moglie che mi fa "In casa manca il pane... quando torni prendilo!".
Siccome stavo tornando a casa e siccome mi sono fermato epr rispondere proprio davanti al discusso negozio alimentare, sono sceso dallo scuter e sono andato aprendere il pane lì da loro.
Pane pugliese.
Non so se lo avete presente.
In Puglia è molto buono, poi ha la bazza che dura tanti giorni.
Insomma, prendo sta pagnotta e pago 3 euro e 40.
Merda!
Quasi 7.000 lire!!!
Ho capito che la vita costa, ma....
Ci meritiamo tutto!
"Maledetti pugliesi!" ho pensato.
Il giorno dopo il mio amichetto treider mi dice che ha comprato un ETF che replica l'andamento del prezzo del grano e oggi scopro che il prezzo del pane è aumentato del 7,5% rispetto a settembre 2006 (in accelerazione dal +4,2% di agosto) mentre il prezzo della pasta è cresciuto del 4,5%.
Ma siamo fuori!
Ancora una volta per colpa di alcuni casi isolati di pugliesi che vivono a Bologna stavo per bestemmiare la loro gente, poi mi sono dovuto ricredere.
A Bologna non ci son più nemmeno i pugliesi di una volta.
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domenica, 14 ottobre 2007

THE HUMAN FILM

"Più vero di Truman show, più irriverente di Borat, più veloce di Forrest Gamp, più trasformista di Zelig, più cazzone del grande Lebovsky... "  questo è THE HUMAN FILM, capolavoro del collaboratore spettrale Walter Ciusa che per sei anni (dal 1998 al 2004) ha filmato frammenti della vita di Ted Hemman un americano in Italia dal 1982
Dentro il film ci sono i suoi comportamenti, i suoi gesti, le sue frasi ripetive e ripetute negli anni, ci sono le testimonianze dei testimoni, ci sono gli episodi salienti.
30 lavori fatte negli ultimi 6 anni.
100 notti trascorse negli alberghi sia pagando il conto che no.
2800 canestri realizzati ad un'improbabile maratona baskettara.
15 kg persi in un anno, 25 kg riacquistatii l'anno succssivo.
Queste sono solo alcune cifre di questo capolavoro Made in Bologna costato 280 euro.
Presentato con successo al Biografilm Festival il film ha finalmente un suo sito ufficiale ( http://thehumanfilm.altervista.org ) e SPETTRO TELEVISION sta cercando di acquistare i diritti per mandarlo in onda.
Di particolare menzione le interviste di Ted ai Vips del Festival di Venezia dove l'americano si ferma al bancone del bar dell'Hotel Excelsior e ordina 30 Bellini (totale 750.000 lire). Ma chi pagò il conto? John Malcovitch.
All'interno del film anche un grande Freak Antoni Forrest Gump, ma l'apoteosi si raggiunge quando Ted incontra Franz, un ex parrucchiere che vive nell'abbandono e nella sporcizia. Ted porge ascolto compassionevole alle sofferenze di Franzche poche ore prima si è maciullato il naso contro un predellino di un autobus, e che, in un eccesso narrativo rievoca anche i suoi magnifici anni 80, periodo in cui sniffava cocaina e sparava agli infami.
Ted è consapevole del fatto che quando un indiduo ricerca la sicurezza e l'ordine per poter godere in pace dei propri beni materiali è un individuo che ha perso di vista la ricerca della libertà. Per Ted il presente è l'unica cosa che conta. Ora e adesso. Nell'assenza dei retaggi del passato, delle preoccupazioni e dei pensieri del futuro. Nell'assenza di un qualsivoglia pensiero.
Tra i protagonisti del film segnaliamo Valter Scoccia e Max Magnus Magnani per la colonna sonora.
Onore a Walter Ciusa, sottovalutato* regista bolognese acuto osservatore di persone di un certo livello.

*Sottovalutato un corno, visto che a Venezia è stato mostrato HUMAN FILM con una veloce menzione del suo passaggio al Festival nello spazio Biografilm.
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venerdì, 12 ottobre 2007


UMARELLS A MORDANO

E dov'è Mordano? Mi han detto di uscire dall'autostrada ad Imola, poi girare alla rotonda a destra e poi andare dritto e poi non mi ricordo più. Va bè, comunque stasera 12 ottobre 2007 alle ore 21.00 alla Biblioteca di Mordano (BO) ci sono io che con la mia modesta presentaizoncina in Pauerpoint parlo del libro e del blog UMARELLS a chi ancora non sa di cosa si tratta.
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venerdì, 12 ottobre 2007
velluto5Velvet

Ah, l’Autunno… Cadono le foglie, la città si tinge di tonalità calde, che vanno dal giallo, al verde, al rosso. In questo scenario sottobosco, sfrecciano sui motorini (sulle Vespe sempre meno), cavalcano biciclette e marciano a piedi, eserciti di uomini in giacca di velluto. Che momenti irripetibili sono questi per la donna bolognese, specie de DF. Per noi è un po’ come quando le ragazze cominciano a svestirsi, a scollarsi, a sgambarsi in Primavera e voi uomini non capite più niente.
La giacca di velluto, ma anche di fustagno ma anche di tweed, che sia a coste grandi, piccole, liscia o che so io, ha qualcosa di magico. Sta bene al magro perché gli dà tono, sta bene al robusto perché gli accentua le spalle, sta bene al medio perché gli sta bene. La giacca di velluto è democratica. La giacca di velluto è un’arma da usare con noi donne perché se già la si indossa, si parte con dei punti in più. Le donne non vedono l’ora di accarezzare le coste del velluto, seguendone l’andamento del tessuto o passando la mano in senso contrario, divertendosi a veder cambiare la tonalità del tessuto.
Questi maledetti sanno benissimo che la giacca di velluto fa e allora sguazzano in questo mare di bava femminile e tutti gli uomini, di destra e di sinistra, mastelliani e rutelliani, finiani e berlusconiani, la sfoggiano con disinvoltura. Ovvio che si puo’ dedurre l’appartenenza politica di colui che indossa la giacca dagli accessori correlati, dal nodo della cravatta, dalla sciarpa sì, sciarpa no, dal taglio ma soprattutto dal giornale sotto braccio. A Bologna si puo’ affermare con assoluta certezza che l’accessorio più in voga è il Manifesto, sotto braccio o stropicciato in tasca, per le giacche giovani, mentre per quelle over trenta Repubblica e Corriere della Sera.
Per gli uomini che ancora non hanno capito le potenzialità di questo pezzo di stoffa, consiglierei di procurarsene una al più presto. Tra i miei posti preferiti c’è un famoso negozio per Umarells in via D’Azeglio, davanti al San Luigi, Merli, che vende straordinari completi di velluto e affini a prezzi veramente ridicoli, che potrete, o uomini, sfoggiare per questo Autunno 2007 facendo finta di essere  essere degli Anthony in cerca della vostra Candy Candy.
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giovedì, 11 ottobre 2007


PRIMARIE, UMARELLS e BAMBOZ

A livello nazionale vincerà il giovane 52enne romano Walter Veltroni, a Bologna vincerà il giovanissimo 43enne tedesco Salvatore Caronna.
E se si sa già chi vince, perchè bisogna andare a votare?
Che domande, perchè ci vuole impegno, partecipazione, un euro e voglia di fare la fila.
Ho chiesto ad alcuni bamboz se andranno a votare, la loro risposta è stata:
No
Non ho un euro
Forse
Se vado a votare non voterò Veltroni/Caronna  perchè voglio che la loro candidaura non sia scontata

Ho chiesto  ad alcuni umarells se andranno a votare, la loro risposta è stata:
Si
Voterò quello che mi hanno detto di votare... io non ho speranza, io ho fede.
14 ottobre 2007, moltitudini di umarells gareggeranno per essere i primi della fila e decideranno le sorti del nuovo partito, qualche bamboz voterà, grandi assenti i gggiovani perchè non ci sono più i gggiovani di una volta che si ipegnavano politicamente.
Ma com'erano fatti sti gggiovani di una volta che si sbattevano?
Il primo che mi viene in mente è tale Cecè, uno scurzone comunista delle Aldini che urlava.
Da un lato c'era la dici, dall'altro lato c'era il pici.
Si poi c'erano tanti partitini, ma i modesti di allora stavano o con la dici o con il pici.
Cecè che era a Bologna aveva scelto il pci, poco importava se indossava timberland sfondate o se aveva qualche patachino Ocean Star sulla vespa sfondata.
Lui urlava e parlava di comunismo.
C'era ancora il muro di Berlino, la Guerra Fredda, le scolaresche venivano portate a visionare Ze dei after e si applaudiva Ivan Drago (l'uomo del dialogo).
Dici o picì eravamo tutti degli americanini, comunisti compresi.
Come adesso.
In questa cornice Cecè si impegnava socialmente e dileggiava la nostra balotta pankettina darkettina inconcludente.
Cecè parlava alle masse, urlava e gli piaceva andare allo Stadio. "Forza Bologna! Tu tu tu tum"
Cecè non era mica uno che stava con le mani in mano.
Alle feste dell'Unità c'era Cecè che serviva ai tavoli.
Alle feste dell'Unità c'era Cecè che mangiava.
Alle feste dell'Unità c'era Cecè che urlava... gli umarells di allora applaudivano.
Cecè dicevano che era simpatico.
Nel pieno della salutare autodistruzione del mio corpo diciottenne, Cecè seduto dietro ad un banchetto propose a me e ad alcuni miei amici di donare gli organi all'Aido.
Cecè era lungimirante.
Firmò solo uno che il mese dopo morì.
Cecèglipiacevacomandare.
Cecè parlava alle masse e dileggiava (urlando) i miei discutibili gusti musicali tipo gli U2, ancora troppo strani per lui.
Poi il mondo è cambiato, ci siamo persi di vista e quest'estate l'ho rivisto in Via Nazario Sauro bello contento come sempre.
Addentando una piadina mi sono chiesto "Chissà che cosa fa Cecè?"
Addentando una piadina sfoglio un quotidiano e vedo una foto di Cecè.
Fa il presidente di un consorzio legato in un certo modo ai diesse.
Bella Cecè!
Così si fa!
Sbattersi, sbattersi, sbattersi... altro che i Bamboz (Bamboccioni) di adesso che vogliono tutto e subito senza fare niente.
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mercoledì, 10 ottobre 2007


BOLOGNA MAGLIA NERA

Mi sveglio, vado a lavorare in scuter oppure sto in casa a lavorare.
Questa è la mia modestissima settimana lavorativa bolognese.
Stamattina, ho letto questo: "Bologna ha la "maglia nera" tra le città del Nord Italia per l´uso dei mezzi pubblici. Nonostante limitazioni al traffico, chiusura del centro storico alle auto, parcheggi a pagamento, multe sempre in agguato, il 95% dei bolognesi continua a preferire l´utilizzo dell´auto per andare al lavoro, e rimane molto scarsa la percentuale di coloro che scelgono l´autobus per spostarsi in città."
Questo è quello che emerge da un discusso studio di non so chi messo in bella mostra nella modesta sezione blog di Repubblica Bologna.
A differenza dello spettro, i commenti presenti nei blog dei quotidiani sono un pò come quelli che si trovano nel blog di Grillo: monologhi senza contraddittorio, parole sorde per orecchie mute.
Lo spettro, che fa informazione dal basso (a volte pure troppo), vuole aprire un dibattito su questo spinoso argomento senza dire la solita modesta soluzione cazzata VOGLIAMO LA METROPOLITANA PER GLI UMARELLS, ma raccontando storie e compilando un discutibile sondaggio molto terra a terra.
Lo spettro inoltre vuole essere propositivo sollecitando i datori di lavoro bolognesi  a lasciare lavorare da casa la propria manovalanza (solo per certi lavori, ovvio).
Nel 2007 è possibile, ad esempio la nota società Dada (che non ha sede a Bologna, ma chi se ne frega...) nel suo staff ha tanti lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato che alla mattina alle 8.30 sono lì davanti al loro compiuterino, comunicano con scaip, fanno la modesta pausa pranzo e lavorano fino alle 17.30 senza sprecare un etto di benzina ed evitando frequentazioni forzate.
Altro che metropolitana.

Suponiamo tu abbia un lavoro. Come vai a lavorare?
A piedi
Uso mezzi pubblici
Uso mezzi propri
Uso Mezzi propri e Mezzi pubblici
  
pollcode.com free polls
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martedì, 09 ottobre 2007


11 OTTOBRE 2007
LA TESI SULLO SPETTRO

L'undici settembre 2001 crollavano le torri gemelle, l'undici ottobre 2007 crolla (simbolicamente) il prestigio dell'Università di Bologna.
In che senso?
Nel senso che lo studente Alessandro Galluzzo discuterà la tesi sullo SPETTRO DELLA BOLOGNESITA' presso il dipartimento di Scienze della Comunicazione in Via Azzogardino 23 (dalle ore 13.30 alle 19, in questo lasso di tempo, intervenite numerosi).
Ma chi è sto Galluzzo?
E che ne so, un giorno i ha chiamato che mi ha detto che aveva parlato con un amico del professor Ponyluna e che voleva fare una tesi su questo blog.
Gli ho detto "Va bene, falla!".
Poi la mattina del 9 luglio ci siamo visti negli aridi giardini di Scandella, mi ha intervistato con un registratore rudimentale, ci siamo fatti un paio di foto insieme, abbimao bevuto dell'acqua, fotografato un umarell e nel mese di agosto ci siamo scritti delle imeil come faceva Ugo Foscolo, però con carta e penna.
Fine.
Qualche giorno fa mi manda una bozza con i punti fondmentali della tesi, poi mi manda un essemmesse dove mi ricorda che l'11 si laurea e il 22, dopo la proclamazione, fa un rinfresco presso il byblos di via marsala (dove mi specifica che urge prenotarsi).
Poi dicono che adesso le lauree hanno meno valore.
Poi dicono che i bamboccioni non trovano da lavorare.
Poi dicono che all'estero certe cose non succedono.
Lasciamo che dicano!!!!
Bravo Alessandro, lo spettro è con te.
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lunedì, 08 ottobre 2007


LA NOTTE BIANCA DI BOLOGNA

Altre città ogni organizzano la notte bianca, Bologna no.
I modesti dicono "Meglio così", altri modesti dicono "Magari la facessero anche a Bologna", ma nessuno ha idea di come dovrebbe essere organizzata un'ipotetica vera notte bianca bolognese.
Per fortuna che c'è il redattore zefram che un'idea ce l'ha.
 
Gia' questa cosa nata a Roma ,sviluppata ovunque,in romagna da ruffiani e beghine quali sono hanno fatto la notte rosa ,manca a questa citta' decadente priva di slancio vitale .Sarebbe un modo di riappropriarsi della città,un modo di far rivivere la città di una volta ,non dico quella dei biassanot chl'e impussebbil ,ma un modo di far rivivere una certa atmosfera godereccia a chi ora lotta e vive per il pane quotidian.Certo andrebbero prese precauzioni del tipo in certi posti a basso costo vietata la vendita di alcolici ,quelli ad alto lo potrebbero tranquillamente fare (tanto non c'è pilla in giro!)..
L'avrei pensata acse'! Piazza S.Francesco,usando i mitici volontari De la Tua Bologna e della festa dell'Unità o come cavolo si chiamerà per una mega cenona bolognese a Base di antipasti misti di salume e crescentine,Tortellini e Lasagne , Bolliti misti e fritto misto alla bolognese come secondo e panone bolognese come dolce ( senza alcool e solo acqua minerale) Piazza Maggiore mega manifestazione canora con tutti i famosi cantanti Bolognesi (Dalla,Carboni,Mingardi,Morandi ecc.ecc) ,Piazza S.Stefano manifestazione di teatro dialettale, Piazza erdi Grande mostra dei maggiori artisti bolognesi di 800 e 900 ..Poi Giardini Margherita grande palio cittadino ,magari suddiviso in quartieri , con una gara chiamata quadrutlon(calcio,basket,pallavolo e corsa) e poi naturalmente musei e teatri aperti fino a tarda notte, alba concentrata in 2 punti ,sul lungoreno e ai Giardini Margherita con sacco a pelo gratuito per tutti gli intorti possibbili(ehhee finirebbe cosi') con qalcuno che predica l'om tantrico...SE fossi sindaco(e ridaie) affiderei la macchina organizzativa alla nostra Sima ..Mi piacerebbe raccogliere firme per sta cosa,e vorrei far diventare sta cosa un must della città ,chi la pensa cosi?

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venerdì, 05 ottobre 2007

I BAMBOCCIONI BOLOGNESI
SPIEGATI A LA7

Ieri mentre tornavo a casa in macchina sulla Bari Napoli ho sentito quell'umarell di Tommaso Padoa Schioppa che proponeva soluzioni per far andare fuori di casa i BAMBOCCIONI.
Ho pensato "Grande! Ha ragione... proprio quello che chiede il libro di Mello. Soluzioni".
Attendo le soluzioni.
Padoa schioppa una cagata senza precedenti: sgravi da 900 euro in tre anni per i bamboccioni che si tolgono dalle palle.
Adesso, non per fare del populismo o ancor peggio dell'antipolitica, ma che cazzata è?
Con 900 euro in tre anni un bamboz si sente incentivato ad uscire di casa?
Dai Padoa, ma xa dit?
900 euro dati così alla cazzo sono solo uno spreco di denaro pubblico!
Te lo dice un ex-bamboz che è uscito di casa definitivamente a 34 anni perchè poteva "permetterselo" (parola grossa... e a voi com'è andata?).
E poi me ne sono andato in che modo?
Ho fatto un paio d'anni la vita da fuori sede a Bologna insieme ad altra gente in una catapecchia ( il maniero ) in zona Corticella.
Eravamo in tre, poi in due, poi in quattro e si divideva l'affitto, ma almeno non si stava in casa ad invecchiare con i genitori che più passa il tempo peggio stiamo noi, peggio stanno pure loro.
Le comodità si pagano e non è solo questione di denaro, ma torniamo alla cacciata dei bamboz e sull'impossibilità di uscire di casa.
A volte su questa "impossibilità" un pò ci applichiamo anche noi e temporeggiamo, ci caghiamo addosso di non avere i soldi, maledetti soldi, modestissimi soldi, ma se abbiamo un lavoro "un pò più fisso degli altri " tante volte è solo un alibi.
Altre volte invece è proprio vero che non guadagnamo un cazzo ed è impossibile uscire di casa.
Lì, c'è poco da fare.
A volte invece arrivano le modeste botte di culo tipo la nonna che muore e lascia in eredità una casa da ristrutturare (a volte non basta neanche questo per andarcene... costa troppo ristrutturare), ma non si può mica vivere in attesa che crepi qualcuno no?
No, perchè mentre aspettiamo il lieto evento, noi muoriamo ogni giorno che passa solo per l'insano desiderio indotto di  diventare proprietari di un appartamento di un caro (si fa per dire) estinto.
La realtà è che molte volte abbiamo paura di vivere, siamo dei morti viventi, siamo bambocci bolognesi e possiamo permetterci di dirlo.
Per fortuna che noi dello Spettro abbiamo all'interno della Redasione il difensore dei Bamboccioni Federico Mello che domani mattina alle ore 8.00 sarà ospite del programma OMNIBUS su LA 7 e gliene dirà quattro.
Guardatelo!
In bocca al lupo Mello, ma attenzione che a quell'ora sull'Omnibus ci sono gli Umarells.
E poi è anche sabato.
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giovedì, 04 ottobre 2007

4 OTTOBRE 2007
ORE 23.20 RAI 2

A quell'ora chi non avrà fatto il ponte penserà all'inutilità del venerdì festaiuolo che gli spetta trascorrere in ufficio da solo o mal accompagnato.
A quell'ora, sarò appena tornato a Melfi (PZ) dopo un viaggettino alla Razzingher strutturato così: Bari, Milano, registrazione, Milano, Bari e di nuovo a Melfi.
E alle 23.20 guarderò come è andata.
Cosa?
Ah, scusate... sarò ospite del programma di Gene Gnocchi - Artù.

[ clicca qui e guarda come è andata ]
Grazie al nuovo collaboratore spettrale Mauro "Squiz" Daviddi per i video
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mercoledì, 03 ottobre 2007
sanpeNella foto: la statua di san Petronio in clima festaiuolo


IL PONTE DEL SANTO PATRONO
Genitori di tutto il mondo, unitevi!


Come tutti gli anni, domani è il 4 ottobre, san Francesco. A Bologna, chissà perché, è san Petronio. Dopo gli eccessi degli anni di Guazzaloca, con statue in mezzo alla strada e feste faraoniche, siamo tornati alla normalità della festa del santo patrono, qualche fuoco d’artificio in piazza, qualche prete in giro, il CSI che fa la festa dello sport e basta.

Molti modesti sono felici perché il 4 ottobre non si va a lavorare, e quest’anno è anche giovedì, e i padroni più generosi hanno addirittura concesso il ponte. Come diceva il grande umorista Umberto Domina, il primo comandamento degli italiani è "Ricordati di pontificare le feste", quindi saranno tutti molto contenti e appagati. Ovviamente il Comune di Bologna è un padrone generoso, e anche le scuole faranno il ponte. Insomma, i bambini staranno a casa non solo giovedì ma anche venerdì.

Babu ha ormai cinque anni e mezzo e va alla scuola materna pubblica, quindi starà a casa anche lui. Io mi chiedo sinceramente se chi fa i calendari scolastici si ricorda, almeno vagamente, che i genitori lavorano. Io, per esempio, lavoro a Padova, dove san Petronio non sanno neanche chi è. La Sima, che è la mamma di Babu, ha una società sua, quindi ogni giorno di lavoro perso è fatturato che cala. E allora? Dove lo metto Babu? Dove lo smollo tutto giovedì e tutto venerdì? Lascialo ai nonni mi direte. Soluzione semplice e indolore, all'italiana, anche se chiedi oggi, chiedi domani, un po' (un po' molto, vi assicuro) ti scoccia pure appoggiarti sempre ai nonni.

Ma comunque: e chi i nonni non ce li ha? Come affronta un ponte ai primi di ottobre chi non ha una moglie o un marito casalingo, chi non ha qualche nonno disponibile, chi non può pagare una babysitter per dieci ore al giorno per due giorni? Questi genitori sfortunati ma del tutto normali devono prendersi un giorno di ferie, se lavorano a Bologna, due se lavorano non a Padova ma anche solo a Casalecchio, a san Lazzaro o a Castenaso. Se sono lavoratori autonomi devono chiudere il negozio o la ditta, oppure tenersi il cinno nel retrobottega o in ufficio. Vi sembra giusto? Vi sembra una cosa razionale? Ve li ricordate i manifesti con scritto da Bologna auto a Bologna bambini? Fate voi.
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martedì, 02 ottobre 2007


ATTACCO INFORMATICO CLONANTE AI DS BOLOGNA

Non mi sono mai fidato dei prevedibili ribelli, modestissimi, quelli sempre lì in prima linea a contestare il governo/l'opposizione di turno (tipologia a) o ad autodistruggersi (tipologia b).
I ribelli a) che incontro ed ho incontrato spesso sono figli di papà) che in futuro saranno i nuovi nemici da abbattere, la futura classe dirigente garante della costituzione o gli stronzetti raccoma)ndati che appena) hanno un pò di misero modesto potere diventano ancor più stronzi di quelli che contesta)no.
Raramente muoiono giova)ni (entrerebbero nel mito), ogni tanto capita che qualcun venga arrestato, allora il papà si incazza), gli trova un lavoro, finisce la ribellione, inizia l'omologazione della quale poi inconsapevolmente facevano già parte quando erano giovani scontatissimi "ribelli".
Tra i ribelli di tipologia b) troviamo spesso giovani omologati drogati che se hanno i culo parato, male che vada vanno da Muccioli, poi il papà gli trova un lavoro serio e alla fine tutta sta gran ribellione finisce con l'andare a lavorare in banca o ancor peggio a "fare impresa".
I ribelli di tipologia b) che muoiono giovani entrano nella leggenda, ma di solito sono dei poveracci che ci ricordano che "non siamo tutti così fortunati".
Bologna
è una città che si presta molto alla ribellione, ma non possiamo rimanere sempre ancorati alla seconda guerra mondiale coi partigiani, utimo periodo di reali lotte che i bolognesi più anziani ricordano. 2007.
Il modo cambia, cambiano le battaglie, cambiano i terreni di scontro, cambiano i ribelli che staccandosi dalle tipologie a) e b) creano una nuova tipologia c): i ribelli informatici.
No, niente hacker, qui siamo ad un altro livello, forse 57.
I ribelli c) pur avendo molte caratterisiche a) e b) attaccano il "potere" su fronti che il "potere" (o quello che si crede che sia il "potere") non sa nemmeno cosa siano, tipo i siti internet.
Come al solito Bologna si trova all'avanguardia su queste forme di lotta e i ribelli di tipo c) studiano un'interessante e modestissimo attacco ai loro nemici: i diesse (ribattezzati diesseesse).
L'attacco funziona così:

a) registrazione del dominio http://www.dssbologna.it
b) intestazione del dominio ad un individuo inesistente tipo PIZIO DANIELE (Il nuovo Luther Blisset?)
c) realizzazione di un sito fotocopia
d) indicizzazione nei motori di ricerca
e) fine

"E allora?" chiderà il modesto di turno.
E allora se uno adesso fa una ricerca su Gugol sui DS di Bologna potrà imbattersi in questo sito screditante dall'ironia fuorisede orientid dei link misteriosi.
Ad esempio, cliccando su SEGRETERIA vedremo una foto di Pinochet, su TERRITORIO si va ad una foto della Bomba atomica, su CONTATTI si arriva a Gianni Consorte, su PARLAMENTARI si vedranno dei pagiacci della tipologia Blue Meanis, AREE TEMATICHE una scena di Donnie Darko, su COORDINAMENTO DONNE una scena di Magdalene e tanti tanti altri link a sorpresa al Collettivo Crash e al video di Tony di Grigio Bomba o non Bomba.
Chi si cela dietro questo attacco mirato ai Diesse?
Chi si cela dietro le mentite spoglie di PIZIO DANIELE ?
Ribelli a) b) o c) ?
Ma i diesse lo sanno?
Queste ed altre domande pazzesche obnubliano la mente dei bolognesi informati informatici, ma si sa già come andrà a finire e qualcuno ancora una volta dirà "Se siamo arrivati a questo, è tutta colpa di Cofferati".
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lunedì, 01 ottobre 2007
Nella foto: gran balotta ai raduni Motowash


MA SONO IO, O IL MONDO E' ANDATO COMPLETAMENTE A CULO?
Modestissimo post sugli artigiani bolognesi


Sabato mattina, gran sole. Dopo una settimana di influenza, mi decido a mettere fuori il naso di casa. Non sto molto bene, ma la giornata è bella, e l'agente K vorrebbe lavare la macchina.
O meglio: l'agente K vorrebbe FAR lavare la macchina, perché qui, di umarell, ce n'è pochi.
Pare che mio padre (grado di umarellismo = 0, non sa neanche cambiare una lampadina) le abbia consigliato un posto alla Croce di Casalecchio, poco distante da casa nostra. Un po' spaventati da questo lungo viaggio e dalla necessità di sconfinare fuori città ci avviamo verso la Croce, e dopo un paio di tentativi a vuoto arriviamo a Motowash.
Il proprietario – che scopro poi chiamarsi Giovanni – ci accoglie affabile. Gli chiediamo se ci lava la macchina, e lui risponde:

"Certo, ma solo l'interno. Io sono specializzato in interni. Prendete appuntamento, me la lasciate qua dalle 9 alle 16 e ve la pulisco tutta (solo dentro, eh), ve la lavo, ve la bonifico, tutto in un giorno... (guarda sull'agenda)... il primo posto che ho è martedì, o anche mercoledì"

Caspita. Interessante l'omino che ti pulisce la macchina e ci mette un giorno intero. Per fortuna c'è l'agente K, che è dotata di grande buonsenso (femminile? Chissà). E fa la domanda che tutti aspettavamo: "Ma quanto costa?". E Giovanni:

"85 euro (lo so, non ci credete, ho scritto ottantacinque, settanta più quindici, sessanta più venticinque, insomma 85 euro)... guarda che non faccio mica come il benzinaio, te la pulisco bene, io"

Un po' imbarazzati, rinculiamo, chiediamo un biglietto da visita e promettiamo telefonate nelle prossime ore. Allibiti dal prezzo girovaghiamo fino allo Stadio, dove c'è un signore che con 6 dipendenti ti lava la macchina fuori e dentro per 16 (sedici) euro in venti minuti. Mi fermo a parlare con lui, il titolare. Gli faccio: "Ma sa che siamo appena stati in un posto dove ci han chiesto 85 euro solo per l'interno?". E il titolare: "L'é impusébbil!!! Son trent'anni che lavo delle macchine e non ho mai sentito una roba simile... (ci pensa un attimo e aggiunge).... 85 euro, son 160mila lire per lavare una macchina. I'en màt".

E' quello che dico anch'io. Non aggiungo altro, immagino che nei commenti mille persone mi daranno del modesto e mi diranno che si sono serviti dei servigi di Giovanni  spesso e bene. E poi, cosa sarà la bonifica? Sono io che son fuori o è il mondo che è andato?


 
postato da: PonyLuna alle ore 11:50 | Permalink | commenti (53)
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