
SU TWITTER L'OMBELICO DELLO SPETTRO
La vita online è dura. Manda un mail, scarica la posta, leggi i blog, scrivi un commento, fai un post, guarda un video, e naviga sul web, e guarda RepubblicaTV, e chatta su Skype, apriti una pagina MySpace, e fai l’account di foto su Flirk, e cerca info su quel forum, e così e via e via potremmo andare avanti all’infinito.
Ma poi, uno che nella vita ha anche altre cose da fare, a un certo punto si ferma e si chiede, a che pro tutto ciò? dimmi, o rete: a che vale al blogger il suo MySpace, questo mio post a voi? Ovvero, cosa ci spinge ad essere così online, ad essere
always connected? (e se state leggendo qua in qualche modo lo siete).
Ebbene, la domanda non è facile, e si presta a varie risposte e approfondimenti; qua però ci concentreremo solo su un aspetto di questo enorme discorso, quell’aspetto del web che gode della peggiore fama:
il parlare online di sé e del proprio ombellico.
Ci sono infatti blog in cui si descrive solo e unicamente la propria giornata, i risultati dello shopping, la gente incontrata, gli amici del liceo e il filmino della cresima. Va detto che in tutto ciò non c’è nulla di male, ma sto discorso della “
grande chiacchierata inutile” fa saltare la mosca al naso a chi poi sulla rete si sbatte, produce contenuti fa informazione e anche opinione.
Ebbene, ora, c’è uno strumento che finalmente sgombra il campo e crea uno spazio online tutto per sè, uno spazio nel quale ognuno è solo con le sue piccole cose di ogni giorno, con la spesa fatta, i mal di testa, i vicini stronzi e le sensazioni della giornata. “
Uno spazio online tutto per sé” che elimina sensi di colpa o pretese di serietà. È
Twitter, una sorta di
micro/grande/fratello dove ci si iscrive in un secondo e poi si hanno a disposizione 160 caratteri in stile SMS per dire a ripetizione cosa si sta facendo durante il giorno, sto calando la pasta, sto uscendo, che brutta giornata, sono innamorato, il tutto rigorosamente in terza persone (
mello ha mangiato pollo con le patate). Naturalmente su Twitter c’è un sacco di gente, e quindi puoi seguire (follow) gli amici e la gente che ti interessa, e c’è della gente che a sua volta può seguire te.
Detta così sembra una cosa insulsa, il
trionfo dell’inutilità. In realtà io, dopo un giorno di utilizzo, lo trovo uno strumento molto carino, che elimina lo stress dell’audience inevitabilmente provocato dai vari blog, myspace, facebook and company. Su Twitter si è come realmente si è,
senza ansie da prestazione, non si parla a un non meglio definito pubblico, ma si scrive per gli amici, o per la gente che reputi interessante, con i quali ti trovi ad avere un’enorme chat non sincrona (scrivi e rispondi quando ne hai voglia e non in contemporanea).
Ieri, su consiglio del comandante
Maso, in molti abbiamo fatto un account su Twitter ed oggi sembra quasi che
lo Spettro intero sia sbarcato sulle nuove frontiere del social network (in realtà puntiamo molto su
Zefram, e siamo sicuri che appena padroneggerà lo strumento, ci regalerà grandi e surreali pagine d’intrattenimento).
Su Twitter ci potete trovare qua:
http://twitter.com/DaniloMasotti
http://twitter.com/fedemello
http://twitter.com/MaxBartrader
http://twitter.com/zefram
http://twitter.com/Aeiouycs
http://twitter.com/DaniLdC
http://twitter.com/calzaider
e potete seguirci (anche se nel caso di
AEIOUY lei vi deve autorizzare) o lasciare nei commenti il vostro account, o segnalarcelo dopo averlo
fatto alvolo in un minuto uno. Volendo potrete anche scrivere che questa a voi sembra
la solita cagata da sfaccendati, ma non potrete in nessun modo negare che il vostro Spettro è sempre
on the edge, a svelarvi le nuove sfavillante novità dei social network e del web 2.0 (anche se in salsa bolognese).