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venerdì, 30 novembre 2007

PLAGIO ANTONACCI

L'altro giorno mi arriva una mail dal mio amico ex fuorisede (ora credo in sede) Umberto Palazzo che mi dice che l'ex fuorisede (ora credo in sede) Biagio Antonacci gli ha copiato il video.
Mi manda i link dei video.
Guardo i video.
Beh... un pò si assomigliano.
Direi un bel pò.
Se Umberto fosse un vero modesto tirerebbe su un casino tirando fuori balanzoniane parole modeste tipo: denuncia, querela, copirait, diritti d'autore.
Umberto che è un signore, si limita a mandare una meil che fa così: non che ce ne freghi particolarmente, ma quando qualcuno si espone al ridicolo con tale voluttà è quasi un peccato non accontentarlo (l'uomo si vanta pure di essere l'autore del video.
Lo spettro, che ha molta visibilità, segnala questa modestissima storia di ex fruitori della bolognesità e ne prega massima diffusione, così, che almeno si sappia e poi anche perchè Biagio Antonacci ha fatto soffrire troppo quell'umarell di Gianni Morandi.
L'ho letto su Venity Feir.
Biagio, vargagnet!

* per ottimizzare il confronto, mettere volume a zero e premere plei in entrambi i video. Buona visione.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (32)
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giovedì, 29 novembre 2007


UMARELLS VIP

Gli umarells adorano guardare in posizione eretta interminabili partite a carte, poi quando al tavolo c'è il vip di turno il godimento è amplificato.

foto di danildc
postato da: maso_ alle ore 09:30 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
mercoledì, 28 novembre 2007


68 BOLOGNESE

Com’è noto, nel 1968, oltre a uscire 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrik, c’è stato il famoso sessantotto e sono usciti dagli uteri materni molti figli del baby boom.
Sembrava la rivoluzione. Peace and love, sesso droga e rock and roll, la classe operaia in paradiso.
Come no.
Ormai siamo quasi nel 2008 e di pace ce n’è poca, vengono multati i cioccolatini fallici e i figli degli operai fanno i precari. Ma c’è stato veramente il sessantotto o è un complotto dei sessantenni al potere ?
E noi che nel famoso sessantotto ci siamo nati ? Noi del 1968 siamo troppo forty, e a parte figli di papà tipo Paolo Maldini, o Masotti che ha fatto un libro sui vecchi, che contributo abbiamo dato ?

Sono nato nel 68.
Sono un sessantottino.
Mentre in Via Zamboni studenti fuori sede modesti se le davano di santa ragione credendo di essere dei gran ribelli, io me ne stavo nella culla a fare il bebibumer.
Poi son passati 40 anni, i ribelli funzionali al sistema hanno devastato la nazione, adesso grazie a loro per tirare avanti bisogna lavorare in due e comunque si fa fatica ad arrivare a fine mese, ma in compenso gli ex sessantottini hanno fatto i soldi e si possono permettere di mantenere figli che lavoreranno sempre peggio e dilapideranno i loro patrimoni.
Altro non so.
Del 68 non me ne importa nulla, lo vedo solo come l'inizio dell'americanizzazione della modesta italietta.
68ini=consumtori.
68ine=consumamucche.
Il 68 rimane Renzo Arbore che si pavoneggiava con i primi blugins, i merdoni di Wudstoc con Jimi Hendrix che muore affogato nel suo vomito e gli studenti che si laureano di defolt senza studiare mettendo le basi della attuale classe dirigente.
Tutto qui.
Altro non so e non lo voglio sapere, per fortuna che c'è il nostro collaboratore spettrale Alessandroid che ha creato un blog apposito su questo sterile argomento: 1968-2008: TROPPO FORTY ! QUARANT’ANNI PER NIENTE. IL MONDO VISTO DA CHI HA FATTO IL 68 IN CULLA.
Un blog per riflettere sulla nostra e sulla loro inettitudine.
Un blog sul ci meritiamo tutto.
Un post noioso.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (33)
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martedì, 27 novembre 2007

E VIA LAIKA SIA

Trionfo spettrale ieri in consiglio comunale dove si discuteva se intitolare una via (e perchè no, una piazzetta) al cane modesto Laika, primo essere vivente e morente lanciato nello spazio.
Dopo un bellissimo discorso di Davide Celli che ha parlato pure della nostra accesa discussione sullo spettro, i consiglieri comunali si sono dimostrati molto entusiasti di questa iniziativa, tranne il giornalaio Carella che ha detto che si sarebbe astenuto.
Votazioni.
Suspansssss.
Ed è stato quasi un plebiscito.
E gli ascoltatori della diretta di Radio Città Fujiko hanno applaudito.
Ora, bisognerà solo stabilire dove attaccare la targhetta della nuova via e, nel caso di piazzetta, non sarebbe male che qualche artista locale realizzasse un piccolo monumento del cane incastonato nel cesto della lavatrice spaziale.
postato da: maso_ alle ore 09:43 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 26 novembre 2007


GATTABBESTIA BOLOGNESI

Nella modestia dominante di una società giunta al capolinea, è uso e costume dei bolognesi  riempirsi la casa di uno o più gatti per colmare vuoti incolmabili.
Ma perchè?
Cosa li spinge a fare tutto questo?
E poi quali tragedie si consumano con questi felini infelici (ne è un esempio la triste meil di Bjacob e dei suoi gatti castrati di qualche giorno fa)?
E' normale per i bolognesi farsi in quattro per salvare un gatto dalla sedia elettrica in Iran come però è normale fregarsene se vedono un essere umano agonizzante in Via Marconi vicino a Piazza dei Martiri.
Inspiegabile.
Misteri dei bolognesi e del loro qore.
Ma una volta, ancheper quanto riguarda la questione gatti, non era mica così.
Eh no che non era così!
Si stava meglio quando si stava peggio e poi... Bologna non è mica più quella di una volta, anche felinamente parlando.

Uno dei primi fu Ciopper, anzi Ciopper Fragola, grigerrimo gatto di merda tigrato che stava a casa di Roberto che tutte le volte che andavamo su da lui, sto zavaglio ci soffiava e allora Roberto lo prendeva, gli stringeva la testa e con le nocche gli faceva uno sciampo dolorosissimo.
Ciopper Fragola quando ci vedeva scappava, come scappavano tutti i gatti randagi che popolavano le strade afose bolognesi frequentate da noi cinni randagi.
Una volta incontrammo un gatto spelacchiato, lo inseguimmo per i sotterranei e finimmo in un corridoio senza uscita.
Lui stava lì in un angolo e ci soffiava:Fffffffffffffffffff.
Noi lo ricoprimmo di sputi e lo battezzammo Sputi.
Ogni volta che lo incontravamo dicevamo: "C'è Sputi!" e lo inseguivamo per ricoprirlo di saliva.
Ptù!
Bastardo!
Gatto di merda!
Malnatt!
Poi c'erano i gatti di quella vecchia puzzona indigente detta la gattara che fu trovata morta con tutti i gatti che da settimane si nutrivano del cadavere in putrefazione.
Brutte scene.
Nostro malcostume era catturare i gatti randagi più affabili, metterli sotto ad un cartone raccattato dal bidone del rusco e nutrirlo portandogli del latte in un piattino come ad un carcerato.
Fuori dal cartone scrivevamo il nome e decoravamo la scatola con disegni del prigioniero.
Tripi si chiamava uno dei tanti gatti ostaggi catturati verso la fine degli anni 70.
Una volta Susanna ne liberò uno e dal quel giorno la considerammo una stronza.
L'arrivo della bella stagione veniva scandito dai combattimenti di gatti che lottavano tra di loro per farsi una gatta dietro ad un cespuglio, possibilmente una di quelle gatte benestanti che ogni tanto uscivano di casa a mangiare l'erba e tornavano a casa gravide, tipo la gatta di Chiara, sempre incinta, sempre intenta a sfornare gattini che qualcuno si sentiva in dovere di adottare.
"Se non li prendete li dobbiamo portare al gattile" o ancor peggio "Se non li prendete li dobbiamo uccidere!".
Primi ricatti morali in salsa bolognese.
Ma mica tutte erano come la gatta di Chiara, c'erano gatte più povere senza fissa dimora che partorivano per strada e poteva capitare che noi le aiutassimo ad accudire i gattini che morivano matematicamente nel giro di pochi giorni.
Una volta Giancarlo ne stringeva uno tra le braccia, un gattino pezzato con gli occhi caccolosi ancora chiusi e lo alimentava con un contagocce pieno di latte Granarolo.
miao!
miao!
"E' caldo come un frigo" diceva.
"Ma come? Il frigo è freddo" replicavamo.
"No, ma il frigo nella parte di dietro".
Nonostante le cure del sensibile Giancarlo i gatti morivano lo stesso e ai genitori toccava l'ingrato compito di prendere i gattini e cacciarli nel rusco.
Quando non intervenivano i genitori, c'era chi si improvvisava sacerdote e si seppellivano gattini morti nei giardini senza versare lacrime, ma per il solo gusto di giocare al becchino.
La pleistescion non c'era ancora .
Internet neppure.
L'antitetanica si.
I bambini giocavano per strada.
I pankabbestia non esistevano ancora, i gattabbestia si, ma il progresso li ha estinti.
postato da: maso_ alle ore 09:00 | Permalink | commenti (50)
categoria:maso
domenica, 25 novembre 2007

DIZIONARIO BOLOGNESE ITALIANO
ITALIANO BOLOGNESE


L'etar dè, me e al mi amig Daviddi saggna andè alla Pendragon a ciacarer, pò l'è ariveda la Federica e la ma dètt: "Ve mo què!".
Me e Daviddi avain strabuzzè i ucch e avan dett all'unisono
"Soccia!".
La Federica la s'è messa a reddar e l'è steda cuntainta dla nostra reazian.
Ma rezian ed cosa?
Parchè sta reazian?
Parchè me e Daviddi avain vest par premm dzioneri bulgnais italian e italian bulgnais, un bagaj grand e gross cumpagna a un dizioner dla Zanichelli, mea pugnatt!
Propi un bel lavurir.
Bella Pendragon (cl'è pò al mi editaur dal liber sugli Umarells)


Qualche giorno fa io e il mio amico Daviddi siamo andati alla Pendragon per un incontro, poi è arrivata Federica e mi ha detto "Guarda che cosa ho qui!"
Io e Daviddi abbiamo spalancato gli occhi e con enorme stupore abbiamo esclamato all'unisono "Soccia!"
Federica si è messa a ridere e ha gradito molto la nostra reazione spontanea.
Ma reazione di cosa?
Perchè una reazione del genere?
Perchè io e Daviddi abbiamo visto in anteprima il Dizionario Bolognese- Italiano e Italiano-Bolognese, un librone enorme tipo il dizionario Zanichelli, mica pizza e fichi!
Veramente un ottimo lavoro.
Complimenti a Pendragon (che è anche l'editore del mio libro Umarells)
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (23)
categoria:maso
sabato, 24 novembre 2007
MONDINE 2.0

Lo spettro adora segnalare zente di Bologna e provincia che fa un uso massiccio della rete per promuovere le proprie attività e ci tiene a segnalarvi i siti glocali più interessanti.
Su umarells avevo fatto un accenno alle mondine di Bentivoglio, ma oggi voglio segnalarvi il loro sito ufficiale: http://www.vecchioson.net/mondinedibentivoglio.
La rete poi è piena di video delle Mondine che grazie al ueb spopolano nelle tivu on lain e nei video di Iutiub.
Non paghe ti tutto questo bendidio 2.0, non potevano mancare le mondine su Myspace dove c'è l'emmepitre modesto di noi partigiani bolognesi.
So di avervi aperto un nuovo mondo, so che alcune di voi vorrebbero cantare nel coro delle mondine contemporanee.
Tranquile!
Le mondine di Bentivoglio fanno anche i corsi di canto urlato a risposta al Vecchio Son di Bologna.
Ora alcuni vorranno sapere perchè ho fatto questo post e con quante tonnellate di riso sono stato ricompensato, ma purtroppo niente di tutto ciò.
Non conosco le mondine, ma mi hanno detto che sono delle gran gricce.
Ho scritto questo post solo perchè mi è arrivata una meil del giovane umarell Michele.

Caro Spettro,
scrivo per segnalarti un'iniziativa che si terrà in territorio casalecchiese la sera del 24 novembre.
Si tratta di un concerto organizzato dall'Anpi della zona dove si esibiranno le zdaure del coro delle mondine di Bentivoglio e i regaz del gruppo folk dei Drunk Butchers.
Come vedi si tratta di artisti di ottimo livello.
E' da tempo che qui a Casalàcc si tenta di unire gli umarells partigiani con i bamboz locali su un un terreno che li può accumunare: quello dei valori della Resistenza.
Grazie per l'attenzione
ora e sempre zùven !!!
michele

Tutto qui.
W le mondine 2.0 grandi esperte di comunicazione!
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (19)
categoria:maso
venerdì, 23 novembre 2007

DSCN4115

AEIOUY COSTUME E SOCIETA'

Ieri la prode Danildc mi manda una mail procurandomi il nome della società di comunicazione che curava l'evento della Diesel all'ex Gam. La nostra mi suggerisce di dire che sono una giornalista. E dove scriverei? E lei mi dice "Sullo Spettro della Bolognesità". Io che di faccia come il culo non ho neanche un po', me ne procuro la giusta dose per telefonare e chiedere un accredito stampa. Speigo all'agenzia che scrivo per lo Spettro, un blog molto conosciuto in città. Loro mi dicono che devo telefonare all'addetta stampa che avrebbe vagliato la mia presenza. L'addetta stampa mi dà l'ok, anche se ammetto candidamente che volevo andare alla festa, ma l'ho convinta probabilmente quando le ho detto "Sa, scrivo per lo Spettro della Bolognesità e nella fattispecie mi occupo di Costume e Società". Mi tremava la voce perchè mi sembrava di rubare ma cribbio! Mica ho detto una bugia, mi son detta. Scrivo mail a pincopalla che mi rispone e mi dice di andare a prendere biglietto.
Durante il pomeriggio coordino il recupero dei biglietti per non far scontento nessuno e e ci prepariamo per la sera. Chiamiamo il taxi, una Multipla che contenesse 4 donne e 1 uomo. Il taxista fa un po' il simpaticone con l'unico uomo, dicendo che lui ancora, a più di 50 anni, mordeva ancora, e si comincia a parlare di tango argentino, di come lui andasse a balare da zovane e ci sembrava di parlare con Gigi e Andrea contenuti in un corpo solo. Quand'ecco la domanda "Chi è che mette ordine in questo mondo?" e lì si continua un po' in gag e lui comincia con una filippica su Dio, su noi che siamo sue creature, che l'uomo Dio lo fa libero, Stalin e Hitler hanno commesso loro uno sbaglio, in un tentativo, che mai sarebbe andato a buon fine, di evangelizzarci, propio la sera che andavamo da Boy George. Intanto mi prende un'ansia pazzesca che frequentare i viados di via Stalingrado sarebbe stato più vicino alle mie corde. Gli raccontiamo che eravamo una giornalsita, una dj di musica tango ed un regista che giravamo le feste perchè noi presenziamo e basta, noi non baliamo. Sgomito la Smellissa, sussurrando "La prossima volta racconta che sono una scrittrice, per favore". Prendiam su la Danildc. Il taxista le chiede "Chi è che mette ordine in questo mondo?" e lei, prontamente risponde "O mia madre o la donna delle pulizie". Finalmente il taxi approda alla festa fluo. La door selection non è stata così fiscale e quindi siamo entrati in 5 con due biglietti. Andiamo al piano superiore, una bolgia infernale. Gente di tutti i tipi. Noi 4 donne facciamo un giro e vediamo un cartello INGRESSO VIP e subito scatta la cuiriosità e un pensiero comune ci balena DOBBIAMO ENTRARE. La Danildc va lì e dice che vorremmo entrare, noi dietro come le 3 Grazie attendiamo l'esito della questua. Lei va lì con la solita parola d'ordine "Siamo dello Spettro della Bolognesità". Il povero bodyguard tenta di drle che non ne valeva la pena, che era un recinto, che la musica era la stessa e la pista pure. E noi, malfidate abbiamo pensato che non ci volessero. Giriamo l'angolo e capiamo che la pista era unica e che veramente la zona vip era un recinto