Nella foto: la sala Zero100
MA CAFFY LO SA?
Decadenza dei costumi o lungimiranza educativa?
Noi nati negli anni Settanta ce li ricordiamo soprattutto nel video di
Sex Over the Phone: il barbuto, il cowboy, l'indiano, l'idraulico, il poliziotto. Mitici, vero, i Village People... A quei tempi ero un ragazzo che giocava a ramino e fischiava alle donne, credulone e romantico, e ancora la cultura gay in Italia era qualcosa di poco chiaro. Insomma, nessuno sapeva cosa fosse il Rocky Horror Picture Show, Grillini aveva ancora i calzoni corti e al massimo a Bologna vedevi
Jumpy Velena, che però era ancora saldamente etero.
Un salto di molti anni, e questa città, nel bene e nel male, diventa la capitale gay italiana. Noi diventiamo grandi e cominciamo a frequentare il
Cassero, conosciamo qualche gay uomo e addirittura qualche lesbica. Poi al sabato pomeriggio andiamo al Living e balliamo scatenati la mitica
YMCA, sempre dei Village People, insieme a sciampiste, fuorisede e meccanici dei motorini. Non siamo i migliori amici di Michel Martone ma ci divertiamo un tot.
Un altro salto di molti anni. Ormai il Living non esiste più, e abbiamo almeno un figlio da portare alle feste dei compagni di scuola la domenica pomeriggio. Alla
sala Zero100 c'è la festa della dolcissima Arianna, così io e l'agente K portiamo Babu dai suoi amichetti. La sala Zero100 è gestita dall'
AGIO, l'Associazione Giovani per l'Oratorio, vicina a Gazzaloca e alla Curia (come dice il nome stesso) e impegnata da anni nella gestione della Montagnola e di altre iniziative di animazione, educazione e formazione.
Avete già capito dove sto andando a parare: tra un
Ciapa la galeina e una canzone dello Zecchino d'oro,
i coraggiosi animatori dell'oratorio, in un gesto di ribellione contro l'omofobia della Curia bolognese (vi ricordate di mons. Vecchi e della sua giustificazione delle botte a un ragazzo omosessuale?),
hanno fatto ballare i nostri bambini al ritmo della mitica YMCA dei Village People. Voglio dire a quei ragazzi: bravi, è con i piccoli di gesti radicali come questi che si cambia la coscienza della gente. E' con i gesti come questi che si fa la storia. A pensarci bene, tra i vari personaggi (il motociclista, il muratore, il poliziotto, l'indiano, il cowboy) mancava proprio
il prete (battuta scontata, mi sa che stavolta la Mondadori non mi telefona).