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venerdì, 29 febbraio 2008
Làs ban stèr
AVOID


Piluto in un trapassato remoto frequentava molti più posti e genti molto diverse di ogni colore yeah di quanto lo faccia adesso che c'ha la diligenza del buon padre di famiglia.
Ora gli capitano occasioni spot frutto di attente pianificazioni con nonni e baby sitter, ed in base alla legge dei piccoli numeri può capitare che quell'unica sera che esce si prenda una bella tranvata.
Il titolo del post quindi non ha niente a che vedere con forme dialettali bolognesi tipo avoid vadder o s'avoid c'al degga, ma più semplicemente dall'inglese: TO AVOID = EVITARE.
Usando un po' di nomi di fantasia non molto lontani dalla realtà ecco il resoconto.
Mi chiama il mio amico/compagno di merende Martino e mi dice che sabato sera vorrebbe organizzare una cena tripla coppia alla Taverna di Roberto in via San Vitale.
Pilutessa interpellata decidiamo di si. E' da un tot di tempo che non usciamo con Martino ed i Casali.
Il posto prescelto lo conoscevo quando si chiamava Taverna del Ghiotto. Carino ed accogliente, era gestito da una coppia che proponeva piatti casalinghi e nella sala grande c'era un camino sempre acceso.
Reset.
Ora il locale è diventato l'anello di congiunzione nelle transumanze dagli aperitivi Nu Lounge-Linde le Palais-Cafè de Paris alle discoteche Matis-Ruvido-Kasamatta.
Perciò fatti accomodare all'entrata ci è stato offerto (per modo di dire come si vedrà alla fine) champagne. Nel frattempo ho cominciato a mettere a fuoco avventori a me non nuovi, anzi i soliti che ho sempre visto orbitare attorno ai suddetti locali.
Arriva Ric, 9.2 munito, e mi fa: "Bella Gallo!"
"Ciao Ric cosa ci fai qua?"
"Vecchio sei pazzo?!?! Non sei mai venuto a tafiare qua? Posto validissimo!"
Bon, ci preparano il tavolo. Per far fronte all'enorme affluenza hanno allestito anche la taverna e ci stipano in un tavolo. L'arredamento è piuttosto barocco, non brutto, ma con candele, bottiglie e oggetti vari che riempono i muri ed i pochi appoggi. Anche sotto c'è un camino, ma come quello sopra è spento.
Fanno tenerezza i pochi tavoli occupati da coppie. Se la scelta era quella di godersi una cenetta intima tete à tete, ora si legge nei loro volti l'errore madornale.
Dopo un'interminabile attesa arriva il cameriere che ci porta un cestino di pane abbrustolito che viene divorato all'istante.
Arriva il momento di ordinare. Guardo con sospetto le proposte dei piatti del giorno: stinco e aragosta.
Dato che sono un gastronauta, ma loro non lo sanno, decido di ordinare entrambi per valutarli attentamente: paccheri all'aragosta ed a seguire stinco di maiale con verdure.
La faccio breve: i paccheri erano cotti bene ma l'aragosta doveva essere stata riutilizzata più volte in altri sughi (magari anche ciucciata più volte) e quindi il sugo era molto diluito. Lo stinco doveva essere di un maialino allevato in una pianura del Darfur. Ovvio che i fiumi di vino hanno aiutato a deglutire il cibo, ma devo dire che il tutto dava l'idea di molto fumo... come quello dell'ultimo cestino di pane, non solo abbrustolito ma decisamente carbonizzato, giunto sul tavolo (divorato comunque).
Congedandoci ahimè per primi, io e la Pilutessa siamo risaliti verso la cassa e lì ho scoperto alcune cose: nella cucina (un metro quadro a ridosso della saletta dove ci hanno offerto l'aperitivo) si dannavano due pesonaggi che immaginai fossero i cuochi e che operavano in mezzo ad una confusione terribile. Oltretutto nella medesima saletta da aperitivo era consentito fumare, tanto che l'odore di fumo invadeva fastidiosamente anche il locale cucine.
Mentre chiedevamo la nostra porzione di conto ho notato il Foffo e il Dodo con sboldre al seguito in attesa di un tavolo all'alba delle 11e30. Mentre li salutavo non feci fatica ad immaginarli dopo cena dirigersi verso qualche tavolino prenotato in discoteca pronti a fare le 5 di mattina completamente breschi. Beata gioventù... tenendo conto che uno ha 41 anni e l'altro 39.
Mi girai facendo caso allo scontrino che il gestore mi stava allungando e lessi la batosta: 50€.
A testa.
Reagendo da gran signore mi feci tirare il salasso senza fare una piega (ovviamente dopo aver fatto un'attenta scansione delle consumazioni addebitate).
Ma Piluto non dimentica ed anzi uscendo premeditava già di vergare questo post a traccia indelebile per gli ignari lettori.
Ai commentatori dunque l'ardua sentenza.
postato da: Piluto alle ore 00:01 | Permalink | commenti (79)
categoria:piluto
giovedì, 28 febbraio 2008

UN REDATTORE DELLO SPETTRO A SANREMO

La settimana scorsa sento Mello al cellulare, io sono a casa, lui sta tornando dalla palestra e mi parla che sta lavorando in una sorta di colsenter (tutto si rivelerà una menzogna).
Domenica, messaggi misteriosi di mare, sole, cappotti non cappotti.
Lo seguo su tuitter.
Nei giorni a seguire racconta che sta tenendo misteriose lezioni in un liceo di Maglie e pubblica una foto con gli studenti (foto che in un secondo tempo si rivelerà un abile fotomontaggio).
Si, perchè la realtà non è quella che appare.
Lunedì sera, come ogni anno, in controtendenza nazionale guardo il Festival di San Remo, manifestazione canora commentata con maestria dalla redattrice Aeiouy sul proprio blog sia in differita, sia in diretta su tuitter.
Verso le 21.30, una scomoda verità.
Sul palco del teatro Ariston arrivano 3 tizi pugliesi.
"Hei, ma quello lo riconosco... "
Giro di telefonata con la Redasione.
"Ma come? Non ti ha detto niente a te? Neppure a me ha detto nulla"
Provo a chiamare Mello, ma il telefono è staccato.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (67)
categoria:maso
mercoledì, 27 febbraio 2008


UN BOLOGNESE IN CINA
(modesta ciat intervista
a un corpo in fuga)


Quando è inverno, o semplicemente quando il tempo fa più schifo del solito, alla faccia di tutto quello che scrivo sullo spettro, sono più propenso ad incrementare la mia mole di lavoro e a volte capita che faccio la cazzata di prenderne troppo.
Siccome non ho voglia di lavorare nei uichend per pochi euro in più che non cambieranno certo la mia modesta vita, contatto il mio amichetto frilens come me che mi dà una mano, così lavoriamo tutti e due senza intaccare la qualità della nostra vita e siamo contenti tutti.
Siam mica dei cinesi.
L'altro giorno avevo bisogno di lui, lo chiamo al cellulare e mi risponde una segreteria in cinese.
Cos'è?
Pochi secondi dopo un essemmesse: "Oh, sono in Cina... ci becchiamo dopo su Scaip".
Ze pauer ov ze net.

Eccolo su scaip.
Mi racconta che starà in Cina 6 mesi e lavorerà lì che sul fronte uebb sono indietro di 15 anni,.
Ne approfitto per intervistarlo.
Come si trova un bolognese a Bologna?
Scopriamolo insieme.

Cinese :qua tutti i blog son censurati
Maso: fico. come mai sei li? quando torni?
Cinese: non so` la previsione e` di star qua se si riesce a lavorare

segue modesta ciat di lavoro e modesti accordi

Maso:com'è li?
Cinese:pieno di cinesi. azzo sai che il governo cinese ha messo un firewall. un sacco di siti censurati. i blog in primis. e` agghiacciante
Maso:FAN BENE
Cinese:hehe
Maso:ma lo spettro blog lo vedi?
Cinese: nessun blog si vede. sono censurati. credo sia l unico posto al mondo in cui fanno ancora ste stronzate
Maso:pesi
Cinese: qualsiasi blog splinder e` censurato e altra roba
Maso: dimmi altre cinesate
Cinese: fino a poco tempo fa anche wynkipedia o come si scrive. questa e` la + eclatante e che non sapevo. per il resto si sa`, copiano... MALE. fanno le cose a caz. strade nuove che si disfano dopo 2 anni. case di 4-5 anni sembra ne abbiano 20
Maso: sono dei merdoni
Cinese:direi..li mantengono belli ignoranti per tenerli a bada
Maso:te dove alloggi?
Cinese:a casa della mia morosa. da qui continuo a lavorare per i miei clienti bolognesi. senti fai qualche newsletter in + se riesci che qua son tagliato fuori. e` una sega anche collegarsi a server fuori dalla cina. va` molto lento. sti merdoni e il loro fairwall da medioevo. pezze da culo
Maso:com'è la tua giornata tipo cinese?
Cinese:mi alzo molto prima che in italia...solita roba accendo il computer e lavoro , ho roba dall italia ancora..appena ho finito vedo se riesco ad aprire uno studio qua
Maso:figata
Cinese:se ce` una cosa che mi fa` incazzare e` la LENTEZZA DI INTERNET per colpa di sto firewall della minchia. cmq non ce n e` uno che capisca l inglese
Maso:ottimo
Cinese:nessuno ti capisce quando parli. qualcuno c e` ma son rari. poi se ci metti che loro no e` che siano molto svegli...
Maso:altre cose che hai notato?
Cinese:a volte solo per chiedere quanto costa una cosa e`` una tragedia
Maso: ad esempio?
Cinese:a volte capita, non sempre, di chiedere quanto costa una cosa in un negozio e questi non capiscono. a volte ci si arriva dopo un po` e te lo scrivono sulla calcolatrice, altre volte lo capiscono subito...raramente ma e capitato che ti giri e vai perche` gliela dai su. cmq se vieni qua ti faccio assaggiare cose mangiano loro. se ai lo stomaco forte. presente i ristoranti cinesi da noi?
Maso:si
Cinese:ci sono 2-3 piatti che sono veri cinesi nei menu in italia che poi qua son anche + buoni ma alcune cose sono veramente bizzarre. vanno molto le zampe fi gallina che vendono nei supermercati in confezioni sotto vuoti tipo patatine
Maso:costa molto la vita?
Cinese:costa un caz e infondo per ora mi trovo anche bene ma son 20 giorni solo oi vediamo tra 6 mesi poi meglio che stare a bologna fino all oblio
Maso:lavorano molto o è na leggenda metropolitana?
Cinese: da quello che mi han detto e da quel che ho visto lavorano molte ore sopratutto nelle aziende cinesi a non e` che siano un popolo di stakanovisti anzi se possono si imboscano alla grande come noi
Maso:conosciuto italiani?
Cinese:si 1 il tipo che da` lavoro alla mia morosa imprenditour italiano anche simpatico
Maso:la tua ragazza che lavoro fa?
Cinese: laureata in chimica indistriale. fanno gomma loro. controllo prodzione e so` ben io, azzo poi i cinesi guidano come pazzi. ho paura ad attraversare la strada
Maso:dove sei esattamente?
Cinese :dongguan tipo 1 ora da hong kong :a sud qua siamo 3 occidentali io la miamorosa e il titolare dell azienda. raiga ti guardano come un alieno alcuni salutano hello hello. Io sono in crisi di astinenza da ragu`
Maso: quanto costa il ristorante lì?
Cinese:al ristorante con 7 euro mangi in 3 per arti capire
Maso:costo dell'affitto?
Cinese: con 250 euro ti prendi un 100 metri quadri e + anche meno di 250. 200 euro to. le case non credo si possano comprare ci deve essere un vincolo per ancora qualche anno per cui uno straniero non le puo` comprare. così mi pare di aver capito
Maso: stipendi cinesi?
Cinese:un cinese impiegato prende sui 200 euro, alcuni magari anche il doppio, ma quelli che hanno impieghi + importanti. un operaio mi sa` che prende anche meno
Maso: stipendio italiano in cina?
Cinese: la mia morosa prende poco al momento sui 1000 euro + la casa. mi sa` che quelli che lavorano per aziende straniere prendono di + e fan meno ore. li schiavizzati li vedo + per le aziende locali
Maso:quando uscite dove andate?
Cinese:a parte il ristorante da nessuna parte. uscivamo poco anche a bologna poi nel nostro quartiere non e` che ci sia un gran che.ce` una disco ma non ho osdato entrare
Maso: differenze tra bologna e lì dove sei?
Cinese: pub cagate cosi non ci sono qua, forse in altre citta`, ti dico quando ci vado. qua non puoi uscire di casa senza che tutti ti guardino. ogni 5 minuti un mototaxi ti chiede se vuoi un passaggio, per il resto centri commerciali come da noi magari ce` gente povera, ma di sicuro non pukabbestia in giro. in generale e` un posto molto sicuro e + pulito che da noi anche perche` se qua ti beccano con del fumo ce` la pena di morte. non per un occidentale cmq. ti devo mandare delle foto.

FINE
Rampini, va ban a cagher ;-)
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (63)
categoria:maso
martedì, 26 febbraio 2008

LA SCELTA DI CARLETTO

Nel post di Andrea Mingardi che si va a pavoneggiare negli USA c'è una foto, in questa foto ci sono Gabriele Ansaloni e Carlo Sagradini, cantante e lider indiscusso dei Gem Boy.
Il geipeg modesto mi fa tornare in mente quello che scrisse Carlo sui New Hyronja dei quali sono il lider indiscusso.

Mi sono imbattuto per la prima volta nei New Hyronja nel 1994 durante la rinomatissima manifestazione canora San Romolo a Castel San Pietro (Bo). A quei tempi i Gem Boy erano solo in 3 e muovevano i loro primi passi, ma io, nonostante non capissi ancora un cazzo di musica live, rimasi subito colpito dall'impatto scenico della loro "Vorrei vivere a Budrio". Alla fine i New Hyronja arrivarono secondi e i Gem Boy terzi. Tanto di cappella! Fu così che capii che qualcosa a noi mancava, mentre attorno a loro aleggiava qualcosa in più, qualcosa di…sacro. Dopo quel magico evento fu un susseguirsi di incontri professionali. Ma mentre i Gem Boy crescevano e mutavano prostituendosi alle cover più idiote e commerciali del momento i New Hyronja rimanevano sempre fedeli a loro stessi e alla loro musica. Confesso che come molti ad un loro primo concerto intero rimasi interdetto di fronte alle loro melodie e alle loro chitarre distorte, ma poi conoscendoli di persona e imparando ad educare l'orecchio al loro saund graffiante e ai loro testi super ermetici ho imparato ad apprezzarli. Ora posso vantarmi anche di averli conosciuti e di far fatto parte, anche se solo per poco, della loro storia. W i New Hyronja: le sacre reliquie del rock made in Bologna.


Non mi sono mai piaciuti i Gem Boy,  ma con questo post vorrei farvi sapere che loro hanno capito tutto.
Si perchè in questa città dove tutti fanno i personaggi, tutti suonano e credono di fare chissà che cosa (banalmente suonano, niente di più qualcosa di meno degli Amici della De Filippi), alla fine chi è che campa realmente di musica?
Pochi, pochissimi e criticatissimi.
Per non guardare in faccia la realtà, l'alibi che va per la maggiore è: "No, ma per me la musica è solo un hobby" poi li vedi lì sti artistoidi bolognesi che stanno a rosicare perchè non hanno il successo che si meritano (in realtà hanno quello che si meritano).
Ueik ap artesta!
Se non hai successo è perchè di quello che fai non gliene frega niente a nessuno, sei banalotto, non sei poi così originale e geniale (hai mai consultato l'archivio di maispeis?), ma più che altro non hai i maroni per perseguire l'attività di artesta, musicesta!
Lo sai anche tu che si fa prima a trovare un mestieruccio e nel tempo libero strimpellare con gli amichetti.
"Si però in Italia è difficilissimo vivere di musica, ci sono altre nazioni come...".
Si, si, lo conosciamo questo disco.
Ci sono altre opportunità?
Fai fagotto e segui i tuoi sogni.
Troppo sbattimento, lo so, meglio cullarsi tra le comode braccia della lamentela bolognese.
Molto più difficile fare come Carletto che lavorava di malavoglia alla Seabo*, contratto a tempo indeterminato ed una spropositata passione per la sua musica da scuole medie ad alto impatto modesto.
Un giorno Carlo si svegliò, si guardò allo specchio e guardandosi fisso negli occhi disse "E' questo quello che voglio?"
La risposta la conosceva benissimo.
Salì le scale dell'ufficio personale e disse che si licenziava.
"Ma come? Lasci il certo per l'incerto? Ma dove credi di andare? Te ne pentirai!" lo minacciarono i soliti abitudinari accecati dalla tirannia della modestia.
Sono passati tanti anni da quel giorno e Carlo e i Gem Boy ora suonano costantemente in tutta Italia, sottolineo in tutta Italia perchè se continuavano a suonare qui in città o comuni limitrofi tutte le settimane, la gente non li andava più a vedere e diceva "che palle, ci sono sempre i Gem Boy... i Gem Boy non sono più quelli di una volta"... suonare qui in zona sarebbe stato limitativo, come lo è spesso il cervellino di chi canta, suona e fa le solite seratine nei soliti localini credendo di fare chissà cosa.
"No, ma per me la musica è solo un hobby"... si, si, continua pure a raccontartela artesta bolognese (e non). e continua pure a consolarti criticando Federico Poggipollini perchè poi non è che sia sto gran chitarrista.


*Nel 1999 fece il grande passo della sua vita si licenziò dal suo lavoro sicuro e ben retribuito, per dedicare anima e corpo ai Gem Boy. Pazzia? Forse, ma almeno ora può dire che ci ha provato.

postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (67)
categoria:maso
lunedì, 25 febbraio 2008


RIMOSTOP

Il mese scorso mi hanno rimosso la macchina.
Me lo meritavo, come se lo meritano tutti quelli a cui viene rimossa la macchina.
Interessante sapere che la rimozione è avvenuta all'interno del cortile del mio condominio, crogiuolo di umarells pronti a segnalare al carratrezzi le auto in sosta che non espongono il modesto pass.
Alla fine me la sono cavata con 110 euro invece di 120 perchè la tipa che era alla cassa del rimotore mi conosceva e aveva visto la mia faccia sul Carlino.
Alla modestia non c'è mai limite, se fossi stato un pelino più famoso me la sarei cavata con 70-80 euro, ma va bè, non è di questo che vi voglio parlare oggi, ma dell'iniziativa RIMOSTOP.
Cos'è?
Leggete questo articolo scritto niente popò di meno che dal collaboratore Bufalo sempre a caccia di scup sul territorio.

Stamattina camminavo per piazza Ravegnana quando, dopo un "torbatino" a colazione, notavo l'ennesimo stand aperto sotto le due torri e i "soliti" standisti in cerca di firme, e soprattutto lo strano logo ch'è un incrocio tra il divieto di sosta e il simbolo della pace : Rimostop ... mmmh ... che vorrà dire ? Stop alle tensioni belligeranti nei Balcani ? Stop ai vigili urbani (immagino una fiumana di cittadini in coda a firmare)?
No, altro ancòra.
A Bologna calano le attività produttive (anche se aumentano i blog, ma producono solo ricchezza morale e intellettuale per i lettori, si fa per dire) e allora il Comune sanziona a rotta di collo per ravanare denaro : un "bel" sistema è quello delle rimozioni delle auto "a tradimento", complice una sistemazione insufficiente della segnaletica per numero di cartelli e il tempo lasciato ai cittadini per lo spostamento del mezzo quando la notte vengono lavate le strade.
Ma qui interviene il genio partenopeo, stavolta nei panni di volenterosi ed atypici "collaboratori domestici" pronti ad avvisarti sul cellulare se la tua auto è in pericolo di rimozione e addirittura a spostarla per te, se sei già impantofolato e non c'hai voglia di scendere in strada. Gli operatori sono prenotabili anche quando vai in vacanza e non c'hai il garage o quei due metri d'asfalto nel cortile condominiale.
L'iscrizione è annuale e pari a 35 euro, compresa l'assistenza legale in caso di rimozione forzata (grazie a una convenzione con il Codacons) ... il presidente Domenico (nella foto con il fratello) mi ragguaglia che il sito www.rimostop.it sarà pronto tra poco, perchè l'iniziativa partirà ufficialmente il 10 marzo con tanto di conferenza stampa.
Che dire ?
Da un lato il mio apprezzamento per l'ingegnoso meccanismo posto a difesa dei cittadini aggrediti dalle sanzioni, che produrrà pure - se l'iniziativa avrà successo - qualche posto di lavoro.
Dall'altro, l'amarezza nel constatare che se siamo arrivati a queste nuove forme di "difesa personale" è perchè il monte delle sanzioni viene pianificato in sede di bilancio comunale, ma i soldi così raccolti non vengono poi impiegati in parcheggi pubblici di capienza adeguata alla richiesta dei cittadini.
Qui si preferisce rilasciare licenze edili abitative e commerciali che incasinano ulteriormente il traffico: probabilmente sono più lucrative ...

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venerdì, 22 febbraio 2008


CERCARE L'AMORE
(su Bologna&Bologna)

L’altro giorno ero, come spesso mi capita in queste settimane, su un treno. Mi gustavo dal finestrino le colline di Sasso Marconi, sfogliando della cartaccia cosidetta informativa. Le notizia dei giornali ‘normali’ però non mi stimolavano. Allora ho deciso di dedicarmi a un genere di lettura viscida e gustosa come un McBacon: gli annunci matrimonali sul Bologna&Bologna. Nei miei trascorsi anni di singolness ho sviluppato infatti una passione malata per questo genere di ‘letteratura’. C’è chi legge Stop o Cronaca Vera, io mi sollazzavo con i cuori solitari all’ultimo stadio. In passato ho anche raccolto in un quadernetto gli annunci più interessanti o esilaranti. Non me ne separerei per nulla al mondo (sono fermamente intenzionata a passare gli anni della pensione a scrivere stupidari e questo è per me materiale prezioso), ma ho deciso di condividere con lo Spettro alcune chicche:

La frettolosa: Separata da un mese, cerca compagno per dimenticare.
La frettolosa furibonda: Arrabbiatissima perché tradita, cerco uomo comprensivo che mi consoli subito.
Il caso umano: Uomo non agiato, né facoltoso, né benestante, vedovo solo e 64enne cerca compagna femminile.
La lavoratrice interinale: Aperta ragazza valuta proposta di relazione anche temporanea.
Il patito dell’operetta: 60enne bisognoso di affetto cerca vedova per serate in allegria.
La/o scroccona/e: Ho capito che il matrimonio non fa per me. Quello che voglio è divertirmi con te. Chiamami e invitami a cena (N.d.RN Non specifica di che sesso è)
Mr Refuso e FrasiContorte: 37enne singol cerca donna pari requisiti con tanta volgia di vivere, semplicemente con spirito di adattamento per tutte quelle situazione che la vita ci da.  (Forse questo sarebbe stato l’uomo giusto per me. Avrei dovuto chiamarlo. Chissà perché non l’ho fatto?)

Ultimamente ho trascurato questa mia antica perversione. Anche perché, chi l’avrebbe mai detto, in questa Bologna in continuo cambiamento/peggioramento/ulteriore immodestimento nemmeno gli annunci matrimoniali sono più quelli di una volta. Ormai queste pagine sono monopolio delle agenzie matrimoniali, dove  professioniste senza scrupoli correggono, limano, infiorettano, conformizzano gli annunci, cancellando però anche la spontaneità, lo slancio naïf di chi scrive papale-papale cosa gli piacerebbe, senza imbrodarsi troppo.

Due annunci tipo come si usano oggi (tratti da Bologna&Bologna n°832 del 14 febbraio)

"62 anni, ex procuratore. Sono un uomo distinto e ben educato. Ho dedicato tutta la mia vita al lavoro. Ora è arrivato il momento di trovare una compagna con la quale condividere le cose belle della vita"
(E no vecchiardo! quel momento era 30 anni fa. Ormai sei carne da hamburger, dovevi pensarci prima).

"35enne bella presenza alta 165, mora con capelli lunghi... blablabla... Single perché non riesco ad innamorarmi. Amo la natura, magiare in trattoria, le cose vere e semplici, ma anche le serate eleganti e chic. Non ho bisogno di un uomo a tutti i costi. Sono single perché esigente."
(Questa ha lo stesso spin doctor di Veltroni: Andare in trattoria ma anche al ristorante fico, ti cerco ma anche no. Voglio innamorarmi ma mi sa che neanche te vali lo sforzo....)

Gli annunci di ieri dicevano: “Io sono così, non giovanissimo, non bellissima, cerco qualcuno un po’ come me, che possibilmente non mi faccia troppo male”.
Gli annunci di oggi dicono: “Sono una meravigliosa creatura che per eccesso di realizzazione professionale o dell’altrui disattenzione non ha ancora trovato qualcuno che sappia apprezzare a pieno le sue qualità. Sbrigati a farlo, sono un treno che non ripassa”.
Lascio a voi valutare il grado di bolognesità dei suddetti annunci.
Io però dall’altro della mia esperienza ho fatto un’analisi comparata degli aggettivi più utilizzati negli annunci matrimoniali e ne ho tratto una piccola conclusione socio-psicologica.
Ieri come oggi, la maggior parte degli uomini cerca una donna  “gentile e solare”, la maggior parte delle donne cerca un uomo “sincero e affidabile”. Non sarà che siamo un paese di grigie immusonite e di irrecuperabili cialtroni? ì
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giovedì, 21 febbraio 2008

DOMENICA

La vita bolognacentrica del modesto bolognese si svolge in perfetti cicli di 5 giorni dove nella sua modesta lochescion può vantare un collegamento ad internet che è come una finestra sul mondo. E poi chissà perché in chesh sul brauser ci sono sempre e solo gli stessi 4 o 5 siti internèt: c'è ibbei, c'è iperbole, c'è la gazzetta, c'è iùtiùb, c'è il corriere, c'è la repubblica. e addirittura qualche audace intellettuale, tipo zefram, ha uno sciort cat allo spettro direttamente sul desc top, dove può ad intervalli regolari di 20 secondi premere il tasto f5 per controllare se ci sono nuovi commenti e se è possibile dira la sua sull'argomento del giorno.
Il ciclo del modesto bolognese, detto volgarmente ciclo lavorativo si conclude il venerdì alle 18 circa, guardacaso proprio nel momento in cui lo spettro chiude le tende per quello che il resto del mondo chiama uì chend.
Nessuno si allarmi, dura solo 2 giorni, e poi si può tornare al ciclo bolognacentrico di cui sopra.
Ma come trascorre la giornata di domenica un modesto bolognese che non ha un apposito spazio per lamentarsi del blocco del traffico, della vita buttata per 10 ore al giorno in un luogo inconsistente come l'ufficio, dei fuori sede sui bus e di Beppe Maniglia sindaco? Come vive il modesto bolognese senza essere attaccati al retribuito tasto f5 della tastiera? Cosa fa?

Ho provato a mettemi nei suoi panni, e, complice una piacevole giornata di sole, mi sono messo in macchina con la mia bella e sono andato per la prima volta in vita mia, e dopo 3 anni quasi che sto qui, a Rimini. A fare il turista. Essì, perché scommetto che qualsiasi modesto bolognese conosce Rimini come le strade del centro di Bologna, e avrebbe mille bazze da tirar fuori, su dove mangiare, dove andare a prendere un ape, dove parcheggiare la macchina etc.
Io no, quindi faccio il turista con tanto di guida del Touring club, perché a noi turisti piace anche conoscere un po' il posto in cui stiamo andando, dal punto di vista culturale, si intende.
E così è accaduto che ci siamo mangiati una buona piadina e un buon cassone e poi subito dopo ci siamo fatti una bella passeggiata sulla spiaggia dallo stabilimento numero 5 al numero 60, respirando un po' di sano (?!?) iodio, e spesso mi chiedevo se ero ancora a Rimini, oppure se ero già arrivato nelle Marche. la spiaggia era piena di gente che raccoglieva le vongole, che portava a spasso il cane, che giocava a racchettoni o che si baciava sotto i benevoli raggi freddi solari.
Ho visto il famosissimo Grand Hotel, un edificio bruttissimo in confronto ai "moderni" hotel lì intorno, infatti mi ha fatto abbastanza cagare. Per dirla tutta mi ha colpito di più il bagno pubblico travestito da macchina fotografica proprio di fronte. Poi ci siamo fidati dell'esperienza della nostra guida e abbiamo visitato la chiesa di San Giuliano, abbiamo attraversato il ponte di Tiberio, passeggiato per il Corso ed entrati nel Museo della Città (ma solo perché di domenica l'ingresso è gratuito) e abbiamo anche usufruito dei bagni (che erano puliti). Abbiamo visitato la Domus Romana dai bei mosaici in Piazza Ferrari, e passando per piazza Cavour siamo entrati dentro il castello Sismondo dove c'è una bellissima mostra su Federico Fellini (e su chi sennò) e i suoi sogni (anche questa di domenica è a gratis). Poi la stanchezza si è fatta sentire, siamo risaliti in macchina e siamo tornati a casa in autostrada senza l'infernale coda estiva di tutti quei furboni che vanno a Rimini al mare, che poi, diciamolo, il mare di Rimini fa proprio schifo, nessun paragone con quello abruzzese o quello pugliese (per citare solo quello relativo all'Adriatico).
La prossima volta, magari quando sarà un po' più caldo, facciamo un giro all'Italia in miniatura, no? Massì dai!

Una piacevole giornata, una modestata che meritava, merita e meriterà di essere fatta, e ogni tanto mi trovavo a pensare, dentro di me, in maniera molto sommessa la frase fatidica "Porca Pupazza, dopo domani è martedì" per evitare di prendermela sempre con il garfield-iano, nonché spettrale lunedì.
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mercoledì, 20 febbraio 2008


  
U.S.A. E BOLOGNESITA'  BLUS

In questo blog parliamo spesso di bolognesità, ma chi sono i maggiori rappresentanti della bolognesità?
Un nome per tutti: Andrea Mingardi (quello di Porta San Donato)
Poi ne faremo altri.
Quando ero giovane avevo amici esaltatissimi con la cassetta del famoso concerto di Andrea Mingardi che cantava Ma xa vut dalla vetta, Sfighè e Aiò vest un marzian.
Tutto il giorno ad ascoltarla.
Ridevano.
Si, effettivamente faceva ridere, ma rimaneva un prodotto modesto destinato ad uso e consumo degli abitanti della città a misura d'uomo.
Interessante invece come Andrea Mingardi con ste modestate local evitasse di andare a lavorare.
Poi le comparsate a San Remo, le presentazioni di eventi modesti locali e il concertone merigano dopo che era stato eletto Cofferati.
Sembrava di essere in America, però un America più a misura d'uomo.
Mingardi lo conosciamo così, ma Mingardi è molto di più e ci stupisce.
Mingardi dipinge, è anche bravo, ma il suo amore per il blus (tumore che contagia anche il reggiano Zucchero) ha sempre un posto di rilievo nel suo percorso artistico e scopro che  il Chinese Theatre di  Hollywood farà da cornice alla performance internazionale live di Andrea Mingardi.
Il balusmen è stato invitato a presenziare agli Italian Academy Awards Nominees, durante la settimana che conduce alla Notte degli Oscar, per ricevere un prestigioso riconoscimento alla carriera.
Avrete mai detto?
Per l'occasione la notte del 22 febbraio Mingardi proporrà dal vivo una suite di successi tratta dal suo ultimo album  'Andrea Mingardi canta Ray Charles - Tribute To The Genius Live'.
Alla serata, ideata e condotta da Pascal Vicedomini, parteciperanno John Malkovic, Matthew Modine, Hillary Swank, Jamie Foxx, Forest Whitaker e molte altre, oltre a tutte le nomination italiane candidate all'Oscar.
Però!
Credevamo fosse modestia invece era un caless.
Bella Mingardi... peccato che i bolognesi pensino sempre a te sempre come quello di Sfighè e gli italiani  "Andrea chi?".
In ogni modo, brev!
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martedì, 19 febbraio 2008

UNA GIAPPONESE A BOLOGNA*

Ho conosciuto Keiko Ichiguchi, anzi non l'ho conosciuta, l'ho solo incrociata durante la presentazione di Umarells alla libreria Pendragon.
Nella resa generale arriva uno con una giapponese che mi fa: "Le fai una dedica?"
"Certo, come si chiama?"

"Keiko"
"Okei"
Poi come al solito ho scritto una stronzata, lei l'ha letta, ha riso basmati e mi ha fatto un inchino.
Mesi dopo vado alla Kappa Edizioni e Baricordi mi regala una copia di perchè i giapponesi hanno gli occhi a mandorla di Keiko Ichiguci.
Cazzo!
Keiko Ichiguci, quella della dedica... vedi te la città a misura d'uomo!
Arrivato a casa dopo alcuni giorni mi immergo nella lettura di questo maestoso libercolo, scopro che Keiko vive e lavora a Bologna da un fracco di tempo, è un'idolatrata autrice di manga con i controkimono, ma più che altro il suo libro trasuda di aneddoti spettrali meid in giapan, uno per tutti quello dei cazzi di pecora.
Poi ci sono una serie di riflessioni molto interessanti di come ci vedono i giapponesi a noi bolognesi, tipo Keiko che non capisce perchè le cassiere della coop sono sempre incazzate, tipo la storia che in Giappone non c'è il bidè e allora lei che lo vede per la prima volta pensa che sia un piccolo lavandino per fare il bucato e lo utilizza così, tipo il dilemma dell'etto di prosciutto dove in giapponese hetto vuole dire hmmmmm... insomma un bel libercolo che te lo finisci in poche ore e vai a letto che ne sai di più sui deliri di un popolo.
Si lo so, ma voi volete solo sapere la storia dei cazzi di pecora.
Va bè... è na roba tipo Keiko che racconta agli amici bolognesi che aveva montato la tenda in Irlanda in un prato (par forza) e poi ha dormito lì.
La mattina dopo, al risveglio socprì che  il prato era pieno di cazzi di pecora.
Silenzio.
Imbarazzo.
Ma xa dit Keiko?
No, è che voleva dire cacche di pecora.

*titolo del post ispirato da questa canzone che vi invito a daunlodare da qualche parte

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lunedì, 18 febbraio 2008


TITTO VS TAKPIRINI
(Una città per star male)

Il bello di Bologna è che quando stai male qualcuno dell'ospedale che ti cura lo trovi sempre, complice anche quel fantastico parco giochi chiamato Sant'Orsola Malpighi, una Mirabilandia della malattia che accoglie turisti da tutto il paese scarpa, una affascinate città nella città dove sin da piccolo mi dilettavo a giocare insieme ai miei amichetti gattabbestia.
Come direbbe Ron, Bologna è una città per star male.
In tutte le occasioni in cui sia io che i miei cari sono stati male, ognuno ha potuto accedere a questo videogheim e tornare a casa tendenzialmente soddisfatto elogiando quando possibile le qualità del sistema sanitario locale.
Stesso discorso anche per chi non ce l'ha fatta.
Grandi aficionados dei servizi ospedalieri sono ovviamente gli umarells, ma anche tutto quel sottobosco di ipocondriaci insospettabili che popolano la città per star male, da qui si spiegano le interminabili file che ogni volta che dobbiamo accedere a questi servizi siamo obbligati a sostenere.
E poi quando si fanno le file si socializza e al bolognese piace socializzare.
Di recente sono stato al spdel con moglie e figlia e come ogni volta che mi trovo in queste situazioni, mi sono imbattutto nel personaggio da me più temuto: il/la bolognese modesto/a che durante l'attesa vuole fare balotta e si racconta.
Siccome questi individui sanno che li temo tantissimo, sentono l'odore della mia paura e cominciano a vomitarmi addosso la loro vita, le loro ansie, i loro successi, le loro passioni con o senza immagini.
Sono quelle situazioni in cui non ho via d'uscita e ascoltandoli rafforzo le mie convinzioni sulla modestia.
Venerdì, mi si presenta innanzi un caso psichiatrico interessante, mamma sulla trentina e sull'ottantina con bimba piccola e nonna tuttofare in attachment, imprenditrice nell'azienda del padre al piano di sotto e self meid uoman che con me si vantava di tornare a casa dal lavoro alle nove di sera.
Brava!
Ma ciò che più mi colpiva dei suoi racconti era lo sleng bolognese estremo applicato alla pediatria e mentre lei mi parlava, come un otaku ho preso appunti sul mio cellulare annotando le parole BUMBA, STRIZZO, ANGUSTIA, TITTO, GNOLA, GUBBIO, vicino a me, un pakistano impomatato con un cinno scurzone febbricitante  che mi spiegava la malattia del figlio e ogni due frasi ci metteva dentro la parola TAKPIRINI, TAKPIRINI, più in là un umainfermiere rassicurava "Ascolti me signora, sei i cinni mangiano, non hanno un cazzo"
E io pensavo a questo post.
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domenica, 17 febbraio 2008

 

MI PIACCIONO GLI UMARELLS

Lo spettro della bolognesità è kultura con la kappa e fior fioroni di intellettuali frequentano assiduamente questo blog, quindi ci sentiamo molto in dovere e poco in diritto di pubblicare questa lezione sugli UMARELLS tenuta dal prof. Roberto "Freak" Antoni sabato 15 febbraio 2008 in notevole ritardo.
Video di Danilo "Maso" Masotti enterteinment, foto di Stefano "Van Basten" Rambaldi e succose interviste a Zefram, Federica, Sca1, Van Basten, Matteo e al signor Mazzoni.

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giovedì, 14 febbraio 2008

SAN VALENTINO BOLOGNESE

14 Febbraio.
Come ogni anno arriva San Valentino, consumistica festa modesta per tutte le coppie della città e festa altrettanto modesta per tutti quelli si scagliano con veemenza contro di essa a dimostrazione che, in casi del genere, dalla modestia non si può sfuggire.
Rassegnamoci.
Come festeggeranno i lettori dello spettro questo giorno?
Come non festeggeranno i lettori dello spettro questo giorno?
Come festeggerà Valentino Rossi che invece di pagare 112 milioni di euro al fisco ha patteggiato e ne pagherà 35 per un'evasione fiscale pari a 77 milioni di euro e tutti sono contenti???
E' evidente che ci meritiamo tutto, anche l'ipotetico regalo che riceveremo.

Festeggerai San Valentino?
Si
No
No, sono singol
  
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mercoledì, 13 febbraio 2008


LA SUBURBANA
(ma mica il trenino modesto aka LA VENETA)

Arrivo in un modesto ufficio e vedo un modesto giovane cocopro che sta leggendo un giornalino dagli sgargianti cromatismi carta riciclata 100%.
"Hai visto?" mi fa.
"L'ho preso lì dal piadinaro"
Guardo il cartaceo e mi chiedo "Cos'è?"
Sfoglio l'ennesimo giornalino sulla città dove si dicono le stesse cose su Bologna che da quattro anni diciamo sullo spettro: Luca Carboni, la Bologna nuar, le prostitute del modEST, le contraddizioni del quartiere navile, il car puling, i tunni che spacciano, l'inquinamento acustico degli autobus, la Bologna fluviale che non c'è più, le botteghe dei pakistani, lo sport, i trans, i borderlain, la zanzara tigra, i ghei, cosa c'è da fare la sera.
Unica piacevole novità, i giochi di Wally con il cruciverba, il sudoku, ma soprattutto PEZZI DI POSTI con una foto (da indovinare) della Madonna di San Luca... oddio, ho rivelato la  soluzione del quiz che darà al fortunato vincitore (regolarmente estratto a sorte) la possibilità di scolarsi due consumazioni a gratis al Transilvania.
Va bè, a sto punto approfittatene.
Benvenuta La Suburbana.
Che la modestia bolognese sia sempre con noi e mica solo sul ueb!
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martedì, 12 febbraio 2008


L'UOMO NUAR

Bologna non è più la Bologna di una volta, lo dicono tutti, non si parla d'altro nel mondo.
Nella cornice nuar della Bologna nuar che tanto piace ai giallisti nuar ecco apparire dal nulla un nuovo personaggio spettrale: l'uomo nuar.
Ma chi è?
Cosa fa?
Perchè è così crudele?
Quali traumi lo hanno reso così cativo?
Il primo avvistamento lunedì 4 febbraio in una botteguccia di Via de Musei.
Arriva l'uomo nuar e bramoso di sesso assale la commerciante che lo allontana a calci e pugni.
Pesissimo.
Brutte scene.
Sono cose che fanno male a Bologna e alla sua immagine nel mondo, calci compresi.
Nei giorni successivi l'escalescion di violenza nei confronti delle donne prosegue, la polizia bancomat nel buio.
Bologna non è più la Bologna di una volta, adesso Bologna è nuar.
Mercoledì 6 febbraio in Piazza Maggiore succede il colpo di scena: la negoziante di Via de Musei è lì che prende l'aria sulla faccia e le si avvicina l'uomo nuar che le bisbiglia in un orecchio "Speravi di non vedermi più?".
E scompare nel nuar.
Tutto vero.
Succede solo a Bologna.
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lunedì, 11 febbraio 2008


BOLOGNA E VENTRE


Sarà la misura d'uomo ma Bologna è proprio un paesone.
Alcuni post fa la redatrize Rossa Naturale ci aveva parlato di danza del ventre a Bologna.
Alcuni post fa avevo ricevuto e pubblicato la meil del grande enterteiner Simone Merini.
Con questo post il cerchio si chiude.
Ahi.

Salve da Simone Merini.
Vorrei segnalarVi lo spettacolo di danza del ventre di Jessica,la mia fidanzata,in arte Faridah (bolognesissima) giovedì 14 febbraio dalle 21 alle 23 al RISTORANTE INDIANO "TAJ MAHAL"
www.tajmahal.it
Se volete potete prenotare, non c'è un meun fisso,uno puo' scegliere cio' che vuole.
E' un bellissimo spettacolo di danza del ventre che fa con la sua amica Mariella,danzatrice del ventre.
Qui sotto i siti della mia fidanzata:

www.faridah.eu
www.jessydance.com


Cari saluti.
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domenica, 10 febbraio 2008


LA FESTA DEL 10 FEBBRAIO

Leggendo il blog del bolognesissimo modesto Sandro,  vengo a scoprire di questa ricorrenza che ignoravo. Visto che a Bologna ci ricordiamo sempre di tutto, allora ci meritiamo di ricordare anche questo. Buon 10 febbraio a tutti.

Oggi è il giorno della memoria
oggi ricordiamo che diecimila italiani furono perseguitati, torturati e uccisi
dai partigiani comunisti di tito
tralascerei il vergognoso silenzio che per sessant'anni ha circondato la vicenda
vorrei soltanto ricordare che in questo giorno
noi bolognesi tutti ci dobbiamo vergognare
per ciò che accadde nella stazione di bologna
quando attivisti della cgil e del pci fischiarono ed insultarono
i profughi istriani di passaggio
rei di essere fuggiti dal "paradiso comunista" del maresciallo tito

Bene vorrei che il 10 febbraio oltre essere il giorno della memoria
per bologna fosse il giorno della vergogna
per non essere riusciti per l'ennesima volta
a ragionare con i nostri cervelli
e per l'ennesima volta aver sostituito
la nostra materia grigia
con la tessera di partito
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sabato, 09 febbraio 2008


IL RESTO DELLA MANIGLIA

La video intervista del candidato sindaco di Bologna Beppe Maniglia non è passata inosservata al quotidiano satirico della città.
Stiamo lavorando per voi anche per altre video interviste.
Come vi sembra una buona idea?
Stei stiund!
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venerdì, 08 febbraio 2008
Immagine di Il condominio

IL CONDOMINIO.

Pare, secondo gli esperti, che oggi sia venerdì, giorno dedicato al pianeta Venere, con riferimento alla dea romana dalla bellezza proverbiale, che chissà per quale motivo viene dopo il giovedì, dedicato al pianeta Giove, con riferimento al dio bolognese che protegge il blocco del traffico dalle 8:00 alle 18:30 ma solo se non c'è la partita di basket, sennò è fino alle 17:00.
E anche stamattina possiamo finalmente dire addio ad una settimana passata tra le modeste lamentele sulle auto, sui punkabbestia, sull'ecomobilità e sulle apparizioni spettrali del maso_.
Tutto sommato siamo meglio di "posto letto in ampia doppia affittasi a lavoratore a 350 € tutto compreso, fastweb lavatrice e condominio solo settimana corta"... una specie di condominio.
A proposito di condominio...
Quando sono arrivato qui, mi sono appoggiato per un brevissimo periodo a casa di una mia amica e della sua famiglia che gentilmente mi hanno offerto ospitalità.
Lei abita in Via Varthema, e io dovevo arrivare a Porta San felice: imparo a prendere il 13.
Solitamente ho l'abitudine di leggere sull'autobus, e anche quel primo giorno di lavoro e di 13 ho nella mia borsa un libro a farmi compagnia: "il condominio" di James Graham Ballard.
Quando salgo sul mezzo di trasporto pubblico non ci sono posti a sedere vuoti, ma abituato come sono, sto in piedi attaccato come un rapace alle aste con una mano, mentre con l'altra reggo il libro. Poco dopo essere partito, una signora piccolina e compita, con un filo di rossetto (molto zdaura) mi si avvicina e mi chiede: "scùsa bàn zùvnòt, c'libàr at léz?", ed io: "il condominio di Ballard: è una storia tra il fantascientifico e l'apocalittico dove si racconta di un ipotetico condominio di cento piani e con mille appartamenti che metaforicamente rappresenta una micro-società dove ai piani più bassi vivono i meno abbienti che sono più numerosi, mentre più si va in alto con i piani e più ci vivono persone agiate, o ricche. Poi un giorno salta la corrente elettrica che da seguito ad una serie di eventi a catena e viene descritta una regressione allo stato brado quasi animalesco degli inquilini di questo condominio fino a sfociare in delitti, stupri, violenze, unioni spontanee tra persone appartenente ad un ceto sociale e livello culturale differente...".
Al che lei mi guarda, evidentemente delusa, e mi fa: "ah... a pìnséva c'al parlés ad stòri ad cundumènni... at savès qual c'al zuzéd in t'al mi...", e in breve tutti sull'autobus lanciano battute e si mettono a raccontare di quello che ogni giorno vivono nel loro microcosmo fatto di ascensori, inquilini maleducati, carrelli della spesa nel pianerottolo, cenere di sigarette fumate per le scale, figli di inquilini del 3° piano che ogni sera si portano a casa una donnaccia diversa... A quel punto ho chiuso il libro e mi son messo a sentire.
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giovedì, 07 febbraio 2008


GIOVEDI'

Quando arriva il giovedì, se si possiede un mezzo non nuovissimo o un ciao, a Bologna non si può circolare.
E come faccio per andare a lavorare?
E' un mio diritto!
Il vero modesto, pur di non rinunciare all'automobile ander ze cul fa una levataccia, si sveglia prima in modo da arrivare al lavoro prima ed esce più tardi, quando il blocco del traffico è finito.
Risultato: dalle 18.30 in poi c'è un gran bordello e un gran merdaio (stesso discorso vale fino alle 8.30).
Chi può sfoggia il ferro nuovo e arriva a lavorare come niente fosse.
Chi non può se ne frega e basandosi sul calcolo delle probabilità (sa che difficilmente verrà fermato), rischia i 70 euro di multa che sa di meritarsi.
Quelli che vanno a lavorare per fare amicizie nuove e fare balotta propongono invece la pul car e vanno al lavoro felici felici amici amici baci baci.
I più antipatici se ne fregano perchè lavorano da casa, vanno a lavorare a piedi o in autobus.
Da qualche anno, ogni giovedì le libertà dei bolognesi vengono limitate e consapevoli di meritarsi tutto, per questi giorni di fermo pagano pure l'assicurazione senza lamentarsi.
Buon lavoro.

A Bologna quando e' Giovedi' come ti comporti
ho un mezzo che puo' circolare
faccio la pul car con i miei colleghi
lascio il mezzo a casa e prendo il bus
me ne frego e circolo lo stesso
di solito vado a lavorare a piedi/in bici/lavoro a casa
  
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Finisce qui la trilogia dei giorni feriali bolognesi più significativi modestia orientid.
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mercoledì, 06 febbraio 2008


CARO PADRONE (PUNKABBESTIA) TI SCRIVO

Caro padrone,
capirai che non è facile per me scrivere queste righe. Vorrei solo guardarti coi miei occhi grandi, piegare leggermente il capo e latrare un semplice “Bau Bau Arf Arf”, molto più eloquente di tante parole. Ma questa volta non posso, questa volta mi tocca prendere carta e penna per dirti tutte ciò non ho mai avuto il coraggio di dire, mi tocca spiegarti quella che, per il bene di tutti, è la mia decisione definitiva.

Voglio cominciare, padrone caro, con una confessione: io odio il mio nome. Ricordo che quando mi prendesti con te, eri indeciso sul nome da darmi. Keta, Scrocco, Spada, Botta, Coma, Ero, Rutto Sarcoma, Spacco, Rusco, Trauma, Birra: questi i nomi che ti ispiravano di più. A me, invece, padrone caro, sarebbe piaciuto un nome normale, magari un bel “Argo”, dal suono mitologico; o un bel “Pallina”, tanto colorato e giocherellone. Alla fine invece scegliesti di fare una specie di tributo alla colletta, nostro unico mezzo di sostentamento, e così io diventai per tutti “Colla”, un nome che ho sempre vissuto come una tara, un marchio, il segno evidente di un destino già scritto al quale non ci saremmo mai ribellati.

La nostra è stata una vita in simbiosi, nella quale non era contemplata la possibilità di rimanere soli. Abbiamo diviso tutto, il giaciglio sul quale dormire, i divani da scroccare in giro, i furgoni vecchi e puzzolenti nei quali abbiamo attraversato mezza Europa e  perfino, in qualche maniera, le fidanzate. Non so se ci hai mai pensato, padrone, ma quando tu rompevi con qualche tipa, anche a me toccava salutare la sua fedele compagna. Siamo andati avanti così, vivendo alla giornata, per un bel po’, anche se mentre mesi e anni e stagioni passavano, mi accorgevo che la tua molestia, e la tua rabbia, diventavano col tempo anche la mia molestia, la mia rabbia. Ho cominciato così ad inalberarmi sempre più spesso, ad abbaiare a destra e a manca, ha digrignare i denti con un espressione cattiva. Ero d'altronde tuo compagno e difensore contro tutto e contro tutti, e il mio compito era quello di difendere l’angolo di strada che era diventata la nostra casa così come fanno i miei colleghi che da dietro a cancelli blindati ringhiano ad ogni passante.

Probabilmente, se fosse stato per noi, finché le forze non ci avrebbero abbandonato, avremmo sempre trovato un modo per cavarcela. Ora, però, sembra che non sia più possibile continuare come sempre. Dicono che siamo un pericolo per le persone e per gli altri animali, dicono che qualcuno di noi ha aggredito persino una piccola talpa indifesa (se devo dirti la mia io avrei piuttosto sbranato quello se ne andava a passeggio per Bologna con una talpa al guinzaglio). Se la prendono soprattutto con voi. Dicono che nessun cane è violento, dicono che siete voi padroni ad aizzarci contro le persone, ad usarci come arma bianca a scopo di estorsione (“dammi un euro o ti faccio sbranare la talpa”). Dicono che, nella migliore delle ipotesi, ci usate per impietosire e per chiedere l’elemosina, come se la pietà fosse un sentimento di cui vergognarsi, alla stregua di una colpa, o di un reato. Dicono che ci lasceranno vivere insieme solo se voi frequenterete degli appositi corsi che vi conferiranno uno speciale “patentino”, un patentino per “padroni punkabbestia legalmente riconosciuti”.

Io non so se avresti bisogno di un patentino o di un corso, caro padrone, forse sì, forse avresti bisogno di un corso per imparare a vivere come vuoi senza buttare la tua vita nel cesso. Ma non esistono questi corsi, nessuno può rilasciare questo patentini. E poi in realtà, padrone caro, la questione non si pone perché tu, un corso, un qualsiasi corso, come un qualsiasi impegno, un qualsiasi obbligo, non sei più in grado di rispettarlo: non lo fai da troppo tempo, ed ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Ci divideranno allora. Ma non voglio essere fonte di ulteriori problemi per te né voglio prestarmi, davvero, ad essere l’ennesimo capro espiatorio di questa città che ha sempre bisogno di qualche emergenza per tirare avanti. Quindi, caro padrone, visto che un punkabbestia senza cane, fino a prova contraria, non è un punkabbestia, ho capito che la cosa migliore per tutti è che io tolga il disturbo. Ho deciso infatti: prendo il cappello e faccia il fagotto. Quando leggerai questa mia, sarò probabilmente già lontano, in qualche nuovo giaciglio spero non più in città, ma in campagna, accucciato tra la nebbia della Bassa, verso Ferrara. Tu però non preoccuparti per me, sai bene che riuscirò a cavarmela. Cerca piuttosto, padrone caro, di non dimenticarmi. E cerca, nonostante tutto, di starmi bene.
Con amore fedele.
Colla.
(questo mello articolo è stato pubblicato IERI su "Il Domani" di Bologna)
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martedì, 05 febbraio 2008


BOLOGNA ECO-MOBILE

La vera modestia bolognese da anni ha lasciato la città per insediarsi nell'interlend con le motivazioni più disparate, ma la realtà la sappiamo tutti: perchè la casa costa meno.
Ma perchè costa meno?
Perchè la casa nell'interlend, come ci ha spiegato Silvano Agosti, ci permette nel quotidiano di vivere peggio.
Si è vero, se uno ha la casa nell'interlend può fare il barbechiù con gli amici, ma quante volte in un anno lo fa sto barbechiù con gli amici se 5 giorni su 7 è in macchina per andare a lavorare, al sabato mattina va all'ipermercato a far la spesa e la domenica pomeriggio pensa "no, merda domani è lunedì!".
E tutte ste macchine piene di modesti che vanno a  leggere lo spettro in ufficio, ma che merdaio fanno?
Eppure Bologna è stata nominata la città più ecomobile d'Italia.
Evidentemente ci meritiamo tutto, anche il post del collaboratore zuccapelata.

Allora, nella dirimente disputa spettrale che contrappone bolognesi doc, pseudo bolognesi e fuori sede, emerge di tanto in tanto la questione della mobilità urbana, o in certi casi dell’immobilità degli urbani.
C’è chi con due salti se ne va a un tzinemino, magari uno dei pochi rimasti in centro, chi frequenta l’arte contemporanea, chi decide più mestamente di starsene a casa propria (soprattutto perché lavora da casa o non lavora affatto).
Ma tra chi lavora (e tra i modesti lettori dello Spettro mi sa che alla fine siamo la maggioranza) c’è poco da fare: la modesta attività del solito tran(m)-tran(m) la fa da padrona.
E quindi tocca spostarsi, in un modo o nell’altro, almeno cinque giorni su sette.
Chi poi, o perché scarso di pilla o perché voglioso di aria meno schifosa, non si accontenta di una modestia media ma in modestia vuole eccellere trasferendosi nella periferia o addirittura nella prima provincia (dalla collina più fighetta alla bassa più nebbiosa), si trova da un giorno all’altro a fare il pendolare; insomma, a fare il siti-iuser, come dicono i socciologi.
Capita che uno di costoro, cazzeggiando sul ueb, legga una nius su uno studio elaborato da Euromobility e Kyoto Club ("Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città"), laddove si legge: “è il capoluogo emiliano la città più "eco-mobile" d'Italia.
Nella città in cui il trasporto pubblico funziona, si sono avviate importanti innovazioni nella gestione della mobilità, è presente una quota significativa di auto a basso impatto ambientale, il traffico è pianificato e lo smog è tenuto sotto controllo”.
Mica per dire, ma ci prendono per i fondelli, o cosa?
Se dovessi elencare tutte le ragioni per cui questa affermazione mi sembra una presa in giro mi toccherebbe scrivere dieci pagine, e dunque taccio.
Ma un giro a Bologna questi l'hanno mai fatto?
zuccapelata
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lunedì, 04 febbraio 2008


LUNEDI'

Il vero modesto inizia a soffrire la domenica pomeriggio e pensa "No, merda domani è lunedì e devo tornare a lavorare", rovinandosi così anche il giorno precedente.
Poi arriva il lunedì e quello ancor più modesto timbra e dice "Per fortuna che è lunedì, non ne potevo più di sto uichend... piove, governo tecnico ladro!".
E si ricomincia, in attesa del venerdì, così fino a non si sa quando.
E' evidente che ci meritiamo tutto.
Non so se lo sapete, ma a Bologna e provincia ci sono una marea di ex sessantottini (sia attivi che passivi) che per festeggiare il quarantennale della modestia andranno in pensione finanziati da Mello e da tutti i suoi coetanei.
Una nuova generazione di umarells, molto diversa dalla precedente, sta per accedere all'assegnino garantito ol laif long ed è a loro che è rivolta la conferenza di stasera dal titolo:

LE SCOPERTE DELL'ETÀ DI MEZZO

ovvero
il PIL non cresce, ma crescono le aspettative di vita... organizziamoci!
Lunedì 4 febbraio 2008 – ore 21.00
Borgo dei Servizi (Biblioteca Comunale)
via San Donato n. 74 – Granarolo dell'Emilia

IDEE PER UNA ETÀ DI MEZZO ATTIVA E PIENA DI SENSO
Incontro di riflessione su progetti di vita per valorizzare e sviluppare le competenze e le capacità delle persone nell’età di mezzo e oltre.
Introduce:
Loretta Lambertini, Sindaco del Comune di Granarolo dell'Emilia
Intervengono:
Lauretta Grandi, Sportello Genesi nuove imprese Camera di Commercio Bologna
Agostino Benassi, Segretario provinciale Confartigianato Bologna
Giorgio Castaldini, Tavolo del Volontariato Sociale – Comune di Granarolo
Patrizia Stefani, Carmine Marmo, Associazione ELP
Danilo Masotti, blogger e autore di Umarells, ed. Pendragon
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venerdì, 01 febbraio 2008

VENERDI'

Come è stato spiegato più volte, lo spettro della bolognesità svolge una fondamentale funzione di enterteinment per impiegati ed è molto sensibile a tutto ciò che ruota attorno al concetto di modestia petroniana.
In questa piazza virtuale ogni giorno ognuno recita il suo personaggio e gli viene data la possibilità di sfogarsi su discutibili argomenti bolognocentrici  scelti con dovizia dai membri di una redasione abbastanza eterogenea.
Siamo alla fine della settimana, tutti aspettano questo momento, soprattutto il venerdì sera, fugace momento di libertà, primavera dell'anima di chi continua a raccontarsela che viviamo nella migliore città del mondo.
Sarà vero?
Non sarà vero?
Dopo 4 anni di spettro abbiamo scoperto che è relativo e poichè il uichend è alle porte, per farvi sfogare già da ora tutte le tossine e i raffreddorini della settimana appena trascorsa abbiamo già fatto sfogare 4 esperti di tempo libero e di tempo prigioniero che ci raccontano scenari ad alto contenuto di criticità.
A questo punto, sfogatevi anche voi e buon uichend.

Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta...
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: "Pensa questi ****** che mi stanno rubando l'unica vita che ho, perché non ne avrò un'altra, ho solo questa... e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno...per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!"
Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana... certo c'ho mica il mitra alla nuca... lo faccio, perché faccio il discorso: "Meglio leccare il pavimento o morire?"
"Meglio leccare il pavimento" ma quello che è orrendo in questa cultura è che "leccare il pavimento" è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?

ore 7 - risveglio/colazione/cacca
ore 8 - tragitto casa-lavoro
ore 9 - svogliatamente inizia il mestieruccio
ore 10.30 - coffi brek a parlare di niente con persone che frequentiamo forzatamente di malavoglia
ore 13 - ci si nutre male
ore 14 - svogliatamente si riprende il mestieruccio
ore 18 - si esce puntuali, inizia la vita
ore 18.01 - tragitto lavoro - casa (i più fortunati casa-palestra, alcuni addirittura il calcetto)
ore 19-20 - ritorno a casa
dalle 20.30 in poi ci si svaga alla grande con la tivu, magari con la solita variante "cinemadimercoledìperchècostameno" (il cinema, che passione!!!) e così 5 giorni su 7 in attesa del uichend, in attesa delle vacanze tenendo sempre d'occhio il calendario per programmare i ponti dei mesi che verrano e che ci sembrano ancora lontani, magari incazzandoci se un giorno festivo cade di sabato o di domenica.
In questo fainal caundaun i trentenni sognano ad occhi aperti immaginandosi un radioso futuro quando tra 30 anni saranno in pensione e se la potranno spassare potendo realizzare finalmente quello che non hanno fatto da giovani.
Coraggio ragazzi, mancano solo 10950 giorni da vivere così!
Beeeee... beeee..... beeee
Mi affaccio alla finestra e vedo un gregge che avanza guidato da pastori che non sanno neanche di essere al mondo, tutte le pecore sono bianche tranne una che è nera (la mia preferita), ma purtroppo anche lei segue le altre e come al solito mi delude.
[ Danilo "Maso" Masotti ]

In tutte le società sviluppate i disoccupati possono vivere, sia pur modestamente, avendo di che cibarsi di che vestirsi e di che abitare. La loro frustrazione è dovuta al fatto che non possono attingere ai beni della società opulenta. Ma se invece di nuotare contro la corrente la seguissero, se cioè invertissero psicologicamente il loro rapporto con ciò che li circonda, si accorgerebbero che hanno in gran quantità proprio quel bene prezioso del tempo che manca a tutti coloro che sono coinvolti nei ritmi frenetici del lavoro. Poter vivere senza lavorare – che, per restare all’esempio fatto, è la condizione dei disoccupati delle nostre società - è stata sempre un’aspirazione dell’uomo. Finchè ha avuto una testa per pensare. Siccome la globalizzazione porterà ad un indebolimento economico di buona parte della popolazione, mettersi in questa predisposizione d’animo è, in un certo senso, un “portarsi avanti”, cioè un’assumere come scelta quella che altrimenti sarebbe sentita come una dura e insopportabile necessità.

Nel mio tentativo di intrupparmi in qualcosa che piaccia alla collettività, mi sto appassionando ai Venerdi sera degli inutili Lavoratori Bolognesi..
Sembra che il Venerdi sera sia una religione per frotte di persone, di amiche, di amici , donne, uomini.Sembra quasi un addio alle armi e l'inizio del giorno post Hiroshima ...Perchè pur essendo le stesse facce quelle che si vedono durante la settimana, il popolo dimentica e diventa come una sorta di metemmpsicosi una sorta di rifugio adolescienziale...Al vostro capitano debbo dire la verità il Venerdi sera non piace proprio...perchè a me piace uscire durante la settimana, l'uscita di questo giorno la trovo noiosa e obbligatoria, ma esco lo stesso, magari mi dico...qua si cucca ...puntualmente questo non accade....
Mi piacerebbe fare una cartina del venerdi sera Bolognese, i posti frequentati dagli umarell come me, dalla zdoure e soprattutto da quelli che vedono il venerdi come una liberazione...
Forse io vedo questo come un'usurpazione (il venerdi) degli spazi(grandi) di cui ho bisogno , ma Bologna merita in tutti i suoi aspetti di essere approfondita...
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