
AVOID
Piluto in un trapassato remoto frequentava molti più posti e genti molto diverse di ogni colore yeah di quanto lo faccia adesso che c'ha la diligenza del buon padre di famiglia.
Ora gli capitano occasioni spot frutto di attente pianificazioni con nonni e baby sitter, ed in base alla legge dei piccoli numeri può capitare che quell'unica sera che esce si prenda una bella tranvata.
Il titolo del post quindi non ha niente a che vedere con forme dialettali bolognesi tipo avoid vadder o s'avoid c'al degga, ma più semplicemente dall'inglese: TO AVOID = EVITARE.
Usando un po' di nomi di fantasia non molto lontani dalla realtà ecco il resoconto.
Mi chiama il mio amico/compagno di merende Martino e mi dice che sabato sera vorrebbe organizzare una cena tripla coppia alla Taverna di Roberto in via San Vitale.
Pilutessa interpellata decidiamo di si. E' da un tot di tempo che non usciamo con Martino ed i Casali.
Il posto prescelto lo conoscevo quando si chiamava Taverna del Ghiotto. Carino ed accogliente, era gestito da una coppia che proponeva piatti casalinghi e nella sala grande c'era un camino sempre acceso.
Reset.
Ora il locale è diventato l'anello di congiunzione nelle transumanze dagli aperitivi Nu Lounge-Linde le Palais-Cafè de Paris alle discoteche Matis-Ruvido-Kasamatta.
Perciò fatti accomodare all'entrata ci è stato offerto (per modo di dire come si vedrà alla fine) champagne. Nel frattempo ho cominciato a mettere a fuoco avventori a me non nuovi, anzi i soliti che ho sempre visto orbitare attorno ai suddetti locali.
Arriva Ric, 9.2 munito, e mi fa: "Bella Gallo!"
"Ciao Ric cosa ci fai qua?"
"Vecchio sei pazzo?!?! Non sei mai venuto a tafiare qua? Posto validissimo!"
Bon, ci preparano il tavolo. Per far fronte all'enorme affluenza hanno allestito anche la taverna e ci stipano in un tavolo. L'arredamento è piuttosto barocco, non brutto, ma con candele, bottiglie e oggetti vari che riempono i muri ed i pochi appoggi. Anche sotto c'è un camino, ma come quello sopra è spento.
Fanno tenerezza i pochi tavoli occupati da coppie. Se la scelta era quella di godersi una cenetta intima tete à tete, ora si legge nei loro volti l'errore madornale.
Dopo un'interminabile attesa arriva il cameriere che ci porta un cestino di pane abbrustolito che viene divorato all'istante.
Arriva il momento di ordinare. Guardo con sospetto le proposte dei piatti del giorno: stinco e aragosta.
Dato che sono un gastronauta, ma loro non lo sanno, decido di ordinare entrambi per valutarli attentamente: paccheri all'aragosta ed a seguire stinco di maiale con verdure.
La faccio breve: i paccheri erano cotti bene ma l'aragosta doveva essere stata riutilizzata più volte in altri sughi (magari anche ciucciata più volte) e quindi il sugo era molto diluito. Lo stinco doveva essere di un maialino allevato in una pianura del Darfur. Ovvio che i fiumi di vino hanno aiutato a deglutire il cibo, ma devo dire che il tutto dava l'idea di molto fumo... come quello dell'ultimo cestino di pane, non solo abbrustolito ma decisamente carbonizzato, giunto sul tavolo (divorato comunque).
Congedandoci ahimè per primi, io e la Pilutessa siamo risaliti verso la cassa e lì ho scoperto alcune cose: nella cucina (un metro quadro a ridosso della saletta dove ci hanno offerto l'aperitivo) si dannavano due pesonaggi che immaginai fossero i cuochi e che operavano in mezzo ad una confusione terribile. Oltretutto nella medesima saletta da aperitivo era consentito fumare, tanto che l'odore di fumo invadeva fastidiosamente anche il locale cucine.
Mentre chiedevamo la nostra porzione di conto ho notato il Foffo e il Dodo con sboldre al seguito in attesa di un tavolo all'alba delle 11e30. Mentre li salutavo non feci fatica ad immaginarli dopo cena dirigersi verso qualche tavolino prenotato in discoteca pronti a fare le 5 di mattina completamente breschi. Beata gioventù... tenendo conto che uno ha 41 anni e l'altro 39.
Mi girai facendo caso allo scontrino che il gestore mi stava allungando e lessi la batosta: 50€.
A testa.
Reagendo da gran signore mi feci tirare il salasso senza fare una piega (ovviamente dopo aver fatto un'attenta scansione delle consumazioni addebitate).
Ma Piluto non dimentica ed anzi uscendo premeditava già di vergare questo post a traccia indelebile per gli ignari lettori.
Ai commentatori dunque l'ardua sentenza.


























