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lunedì, 31 marzo 2008


MODESTI PROGETTI BOLOGNESI
PER IL FUTURO... BOLOGNA SOGNA

Sono in fila ad una baracchina, ma non di cocomeri.
Una scena modesta da primi soli e mal accompagnati, alle mie spalle altri due modesti coetanei bolognesi sognano paradisi futuribili anche per me.

- Come va?
- Bene e te?
- Anche io... e il lavoro?
- Bene e te?
- Anche io... il solito, ma va bene.
- Ma si, anche io. Lavori sempre lì?
- Si e tu?
- Anche io.
- Però adesso non so come va a finire...
- Perchè?
- Il padrone ha già una certa età e non so cosa vuole fare.
- Ma scusa, ma non c'è la figlia?
- Si ma non ne vuole un cazzo. Ha sposato un miliardario e non viene neanche più a lavorare.
- Ah... ma perchè non rilevi tu l'azienda?
- Ci avevo pensato, poi era una bazza perchè l'attività è avviata, ci sono i soliti clienti che ci conosciamo tutti e facciamo balotta. Poi, a a parte qualche giorno il lavoroè poleggiato e non ci si ammazza più di quel tanto. Lo avevo proposto pure a un mio collega di prendere noi delle quote e rilevare tutta la baracca, ma si è messo a ridere.
- Hahaha... Però peccato.
- Eh si, peccato. Magari un giorno. Oh, staremo a vedere.
- Si, si stiamo a vedere poi adesso ci sono le elezioni, dumaron, io non andrei nemmeno a votare...
- Sta buono va... nemmeno io, però come si fa a non andare a votare?
- E' vero, bisogna andare a votare.
- A me è arrivata anche una meil che mi diceva come fare per andare al seggio e poi non votare....
- Si, tutta una storia, è arrivata pure a me. Però che menata, alla fine andrò a votare.
- Anche io, ma lo faccio solo per mia moglie che così a lavorare la tengono.
- Si, infatti
- Buongiorno. Due gelati da 2 euro. Allora, me ne fa uno....
postato da: maso_ alle ore 13:00 | Permalink | commenti (21)
categoria:maso
sabato, 29 marzo 2008


MENEFREGHISMO CARTACEO BOLOGNESE


Ora legale, ora solare, avanzano gi orologi ed ormai è tempo di meritato cocomero.
Sabato pomeriggio in attesa di uscire a prendere un pò di sole lontano da compiuter e lavori deplorevoli, copio e incollo un modestissimo contributo del collaboratore Bufalo in versione darc (che è diverso da nuar).
Argomenti evergrin tornano ad apparire sullo spettro: l'autobus, i fri pres, il degrado cartaceo sull'autobus.
Bufalo, invece di laentarsi come è tipico del bolognese mediodotato,  propone 2 soluzioni.
Va bè, esco.

Una scena già vista decine di volte sull'autobus : un quotidiano cartaceo - di quelli gratuiti, distribuiti fuori dai bar, sotto le pensiline Atc o dai ragazzi agli incroci - sparpagliato sul corridoio (ed anche pericoloso per chi ha difficoltà di movimento).
Calpestato da tutti : alcuni lo fanno con noncuranza mentre altri rivolgono uno sguardo malinconico e passivo (quasi "impotente") a quei fogli sgualciti e ora sporchi che (forse) sono serviti ad informare il temporaneo proprietario e poi sono stati lasciati sbadatamente per terra, anzichè seguirlo nella giornata o finire repentinamente nella campana della raccolta della carta (che sarebbe il migliore luogo finale).
Io non capisco quest'ottica della "distanza" tra noi e quello che ci capita sotto gli occhi tutti i giorni : come se stessimo guardando un dvd da puri spettatori.
La soluzione al problema della partecipazione della meritevole stampa gratuita al cosiddetto "degrado urbano" può essere duplice :

1) "alla Kofferati", ovvero : l'oggetto passivo/attivo del degrado è il quotidiano gratuito ... allora si vieti la distribuzione di tutti i quotidiani gratuiti entro i confini bolognesi ! E guardate che se ne discusse seriamente sulle pagine del "carlone" nostro ...

2) mettendo da parte il nostro menefreghismo, almeno qualche volta al mese : qualche volta, ho raccolto gli "stracci" poco prima di scendere e li ho messi nel cestino dell'immondizia (sappiate che ce ne sono parecchi alle fermate degli autobus) : per questo notevole gesto atletico, v'assicuro che non mi si è slogata la spalla.

"Sergio Cofferati"
e "menefreghìsum", le due parole-chiave di questi tristi anni bolognesi ...

postato da: maso_ alle ore 14:22 | Permalink | commenti (55)
categoria:bufalo, maso
venerdì, 28 marzo 2008
Carmine BolognaBOLOGNA L'OSCURA

Oggi pomeriggio alle 18.30, alla Libreria Coop Minganti di Bologna, avrò il piacere di chiacchierare con Carmine Caputo del suo ultimo libro Bologna l’oscura, edito da Nonsoloparole Edizioni. I brani del libro saranno letti ad alta voce da Debora Pometti con l'accompagnamento musicale di Romano Romani.
Sì, è vero, è il solito markettone del Venerdì, in più presentato da me ma dopo il markettone al cocomeraro non penso che ci sia nulla da ridire su quella ad un giovane autore che neanche ha dovuto pagare per pubblicare i suoi libri.
Mi preme, tuttavia, segnalare questo libro sullo Spettro perché questi racconti sono intrisi di Bolognesità, di quel cibo di cui tutti noi volentieri ci pasciamo cinque giorni impiegatizi su sette che ne ha fatti il Signore.
Bologna l’oscura raccoglie cinque racconti di felsinea vita quotidiana, con una sfumatura a volte nuar, come piace spesso fare a chi scrive sotto le Due Torri. L’oscurità cui allude Carmine nei suoi racconti, tuttavia, non rimanda a sordide atmosfere da provincia protagonista di fatti di nera ma a tutto ciò che è nascosto agli occhi dei più. Questi racconti accendono i riflettori sulle esistenze anonime di personaggi ordinari, straordinari per un giorno a Bologna, che si muovono in una città sconosciuta all’occhio frettoloso della vita di tutti i giorni. Carmine insinua timidamente nelle sue pagine aneddoti storici ed artistici della città, proponendo dei minuscoli intervalli tra una vicenda e l’altra.
Leggendo questo libro ho notato un certo sguardo fuorisede (lo pagherà Carmine il biglietto dell’autobus?) alla Bologna raccontata. È la prospettiva di chi si è innamorato della città in cui ha scelto di vivere, che vede sopperire di fronte alla metastasi dei mali moderni: guide assassine di Suv nei centri storici, proliferare indiscriminato di centri commerciali, donne rompicoglioni, catapecchie d’oro per studenti e tutto ciò che gli spettrali lettori conoscono perfettamente.
Il libro costa 12 euro e vi puo’ accompagnare piacevolmente in un viaggio in treno di un paio d’ore.

E visto che sono in vena di markette, vi segnalo Consensuality Party, l’evento di stasera organizzato dalle ragazze del Sexyshock al Locomotiv, dalle 22.30 in poi.

postato da: aaeeiioouuyy alle ore 08:48 | Permalink | commenti (34)
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giovedì, 27 marzo 2008

COCUMBRA GENERESCION

Un figlio d'arte, obnubliato da radiofonici discorsi belli tondi e ragionevoli, si sdraia su un prato coperto dal  segnale uai fai, accende il suo eee pc e mi scrive una mail intrisa di bolognesità spettrale 100% e di  buona volontà. Finalmente un vero giovane bolognese. Benvenuto.

Ciao Maso ti ho ascoltato l'altra mattina a Punto Radio da Bob e la trasmissione mi è molto piaciuta.
Mi chiamo Diego ho 22 anni ed essendo anke io un Bolognese Doc, e vivendo la citta da sempre, (penso di aver conosciuto non so quante migliaia di persone) in quanto ho la fortuna di di essere il figlio del titolare dell'Agnese delle cocomere e ormai conosco le abitudini bolognesi delle persone.
I bolognesi oramai sono in via di estinzione e bisognerebbe tutelarli.
Mi piacerebbe collaborare con voi gratuitamente sul vostro sito internet.
Vi lascio il nostro sito internet www.agnesedellecocomere.it dove ci sono foto e tanto altro, il nostro myspace  www.myspace.com/agnesedellecocomere dove all'interno troverai anke il mio personale.

postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (313)
categoria:maso
mercoledì, 26 marzo 2008

MODESTO REDUCISMO BOLOGNESE

Bologna, capitale mondiale della memoria statica.
Ognuno di noi è stato zovane e adesso che non lo è più si rifugia nel passato che gli accarezza il pelo e lo rassicura su futuro brutto e cattivo e lo protegge dal presente che non esiste.
Una volta questo atteggiamento lo avevano solo gli umarells, stavolta intendo nel senso dei vecchi, ma ora il nuovo trend è che passati i 30 anni (e forse pure prima) sei già un nostalgico di quando eri più zovane e sulla modestia del passato si scatenano gare altrettanto modeste.
E così si trascorrono le serate a ricordare, ricordare, ricordare... sempre le stesse cose.
C'è quello che è stato giovane negli anni settanta che dice che erano una figata, a lui si contrappone quello degli anni sessanta che dice che erano meglio gli anni sessanta, contraddetto però da quello che era giovane negli anni ottanta che secondo lui erano  migliori, ricordo che non trova affatto daccordo chi era zovane negli anni novanta.
Andando ancora indietro troveremo persone che diranno che quando loro erano zovani, anche se non c'era nulla, anche se si usciva dalla guerra o c'era la guerra si stava meglio quando si stava peggio.
Grazie a questo modesto schema di rimembar, ognuno si sente un reduce di qualcosa che è andato perduto, il che è tutto vero, ma è sempre la solita modesta storia: da sbarbi è tutto diverso.
Tutto lì.
Nel 2020 ci saranno reduci del mancato concerto dei Tokio Hotel di stasera al Palamalaguti e racconteranno questo episodio annoiando i zovani del 2020 (storie avvincenti tipo "Avevo già comprato i biglietti... poi però me li hanno rimborsati"), un pò come farei io se vi raccontassidi quando sono andato a Rimini per vedere i Gensaddicscion, ma il cantante Perri Farrell stava male e il concerto non c'è stato.
Capita, ma per fortuna che ADESSO c'è la rete e si possono trovare interessanti tracce bolognesi di reducismo, ognuno il suo, tipo Hiko Horror Party Groovers che mi scrive e mi videoracconta i suoi ricordi senza annoiarmi.
Yo.
Il reducismo avvelena anche te e spesso annoia chi non c'era, digli di smettere.
postato da: maso_ alle ore 09:44 | Permalink | commenti (46)
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sabato, 22 marzo 2008

TOKIO HOTEL A BOLOGNA

Il massimo di bolognesità roker da asporto "recente" sono stati i Luna Pop, poi il nulla.
Perchè da questa città che una volta era all'avanguardia non parte più niente di innovativo?
Forse perchè qui abbiamo poco da dire, ma siccome ho fiducia nel futuro mi aspetto tra una decina di anni un enorme fermento di pakibolognesi o di cinobolognesi faranno della musica che spacca il culo all'avanguardia e sarà conosciuta in tutto il mondo.
Sarà il rinascimento musicale bolognese.
Poichè ho anche sfiducia nel futuro, per contro, temo l'effetto revaivol (tra l'altro già in corso) con Noi reduci incartapecoriti dei bei tempi che furono che, a 50 e passa anni, ci ritroveremo su un palco per rivivere i fasti dei primi anni 90 quando eravamo tutti fighi e qualcuno di noi ha avuto pure un discreto successo ora avvolto nel cuki dei ricordi.
A questa fiera degli orrori (sindrome da Uilli Merda) vedrò di non esserci, come non sarò (stavolta purtroppo) al concerto dei Tokio Hotel che il 26 marzo 2008 si esibiranno a Bologna, anzi a Casalecchio di Reno.
Il copione è lo stesso: loro fighi sul palco e ragazzine urlanti sotto.
Inutile negare il successo dei Tokio Hotel, ma la figata è che sono giovanissimi.
Finalmente dei giovani.
Era ora.
Interroghiamoci su questo successo come farebbe Mello: perchè i giovani di Magdeburgo hanno opportunità internazionali che i giovani bolognesi non hanno?
La prima risposta che mi viene in mente è "Che cazzo ne so", la seconda invece è che molto probabilmente la noia di Magdeburgo è molto più sana della sterile noia obesa bolognese terronico nordestonico italiota.
Mi piace che gente nata tra l'87 e l'89 riempia i palchi del consumismo mondiale anche solo per un pò, mi piace che nuove leve teutoniche internazionali che di germanico hanno ben poco si godano il presente e un bel pò di futuro.
Mi dispiace che qui non accada, ma spero che sia solo un momento un pò così... passerà, trallallero trallallà.
postato da: maso_ alle ore 10:48 | Permalink | commenti (115)
categoria:maso
venerdì, 21 marzo 2008

MALEDETTA PRIMAVERA

Eccola qua, come tutti gli anni si presenta puntuale il 21 Marzo la Primavera bolognese, stagione assai pericolosa. Ho scoperto la Primavera da adolescente, quando le giornate si allungavano lentamente e il mare assisteva ai sospiri amorosi. In quel periodo ascoltavo le parole di un vostro concittadino che davano suoni e colori alla stagione, alla faccia di chi a Bologna lo snobbava ascoltando tipo, che ne so, i Ramones.
A causa di questo imprinting musicale, la mia Primavera era bolognese già in periodi non sospetti.
Poi sono approdata qui e la Primavera del 1996 ha segnato la mia rinascita, facendomi iniziare veramente la mia avventura bolognese. Mi aggiravo per la città e pensavo a Luca Carboni che da bambino voleva fare il benzinaio, con la fissa dei motorini truccati e le autoradio, e cercavo l’odore dei tigli.
Ed ecco i primi raggi di sole che si insinuano nelle vie strette del centro storico, rendendo ancora più vivido il colore caldo dei muri. A Bologna il sole è vissuto veramente come una divinità da adorare, mettendosi subito in maniche corte, appollaiandosi in qualche posto luminoso per goderne la luce. Il calore porta al risveglio dei sensi, insieme ai fiori rosa fiori di pesco che pochi di noi hanno il piacere di veder fiorire, e porta all’alleggerimento dell’abito e dell’habitus.
Ed insieme alla luce, eccola qua, la protagonista assoluta della Primavera bolognese: l’ormonella. Questo friccicorio, che si accompagna a tutti gli altri sintomi di stagione che possono essere riassunti in una manciata di parole, ovvero voglia-di-non-fare-un-cazzo-da-mane-a-sera, destabilizza i freddi animi reduci dall’inverno. È come se fossero arrivati in città Eros e Pollon che, come nella sigla, si mettono a tirare le frecce a caso con il loro archetto, facendo diventare gli occhi di tutti a cuoricino.
Così uomini e donne, vecchi e bambini, gente di destra e di sinistra, scapoli e ammogliati, si trovano a far fronte a questo flagello ormonale che porterebbe all’accoppiamento casuale teso all’appagamento, seppur limitato nel tempo, dei brividi e voglie e rumori nella pancia, caratteristici di stagione, un po’ come le fragole.
E anche se dentro di me, in realtà, canto Maledetta Primavera e non le liriche del cantautore felsineo, l’occasione mi è gradita per augurarvi, nell’ordine, buona giornata, buon primo giorno di Primavera, buon week end, buona Pasqua, buona Pasquetta e buon rientro in ufficio!

postato da: aaeeiioouuyy alle ore 09:44 | Permalink | commenti (63)
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mercoledì, 19 marzo 2008


RICETTE PASQUALI OPEN SURS

Si avvicina la Pasqua. E la migliore delle tradizioni cattoliche prevede, proprio nel giorno in cui nostrosignore ha dato la vita per noi, di ringraziarlo a base di pranzi luculliani di infinita durata, tra parenti, umarell e cinni scurzoni attorno ad un tavolo a mangiare leccornie come lo stinco d'aragosta, il tortellino in brodo col lambrusco, pesci triocchiuti di cui si racconteranno i bruciori di stomaco (e di portafogli) per tutto il resto dell'anno.
Che dire... Toccherà anche a me!
Infatti ho già preparato una valigia ben poco virtuale per tornare da mammà, donna nappulitana doc, che mi aspetta a braccia aperte (soprattutto perché avrò un bel pacco di tortellini fatti a mano da una rial zdaura al mio fianco).
Vivendo da solo, ho imparato anche a cucinare per garantirmi una sopravvivenza che non sia solo a base di pasta col tonno (e abbondante spremuta di limone) e bastoncini di pesce. E c'ho preso gusto. Non sono un gran cuoco, ma mi piace piastricciare coi fornelli, e col tempo ho affinato la mano per un paio di ricette che... vabbè... ma che ve lo dico a fare?
Passione, apprezzata tantissimo dalla mia ragazza (ma anche lei nn scherza) e ovviamente, ereditata da mammà, (che come è noto è la migliore cuoca del mondo), sempre curiosa di imparare nuove ricette, di sperimentare gusti nuovi. Ricordo i primi periodi che stavo qui le facevo delle vere e proprie lezioni sulla varietà di salumi che adocchiavo al supermercato (Ma dai? l'uovo sodo nel salame?) in cambio di ricette semplici e veloci per la sopravvivenza di cui sopra...
Infatti stavo pensando di regalarle un buon ricettario con le tipiche ricette bolognesi.
Solo che...
Solo che io dei ricettari non mi fido mica. Mi fido molto di più dell'esperienza delle lettrici dello Spettro... che scommetto che in cucina ne sanno una più del diavolo, iscritte come sono da anni nel club dell' A.A.P.E. (Abitudini Alimentari Pasquali Emiliane)
In particolare, mammà ed io vorremmo le ricette per dolci, perché ai tortellini in brodo e alle tagliatelle al ragù ci sappiamo arrivare da soli.
Ma mica senza nulla in cambio (ma per chi ci avete presi?) e per dimostrare la mitica disponibilità al dialogo e allo scambio piir-tu-piir delle conoscenze iniziamo noi, con ricetta tipica napoletana di un dolce. La pastiera, in versione open surs, che modestia a parte è il mio asso nella manica.

Va detto che Il uèb è pieno di ricette che rivendicano più o meno l'originalità e l'esclusiva di questo dolce, ma pochi ammetteranno, anche sotto tortura, che la ricetta originale, seguendo alla lettera le dosi descritte