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mercoledì, 30 aprile 2008

INVESTIRE IN BOLOGNESITA'

Palesamente inspirati ed espirati dal broker  Roberto "Grisham" Paccosi in Parpadelli, la Redasione ha deciso di investire un modesto stipendio medio di un modesto impiegato medio lettore dello spettro della bolognesità e non in azioni rigorosamente bolognesi (unico criterio).
Totale dell'investimento: 1169,44 euro + 17,7 euro di commissioni.
Le azioni sono state acquistate lunedì mattina selezionate tra i templi della modestia bolognese quotata in borsa, quelle aziende rinomate ambitissime presso le quali una volta ottenuto il contratto a tempo indeterminato ci si può sedere ed essere pagati per leggere e commentare questo ed altri blog in attesa della pensione e della realizzazione dei sogni.
Ogni mese vi faremo sapere come procede l'investimento nella modestia bolognese.
Buona festa della schiavitù a tutti ;-)

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martedì, 29 aprile 2008
ANCORA VICOLO BOLOGNETTI

Ridendo pochissimo e scherzando ancor meno, aprile e la sua modestia piovosa è quasi terminato e il futuro dei prossimi mesi di tanti bolognesi è ormai segnato: festeggiamento della festa della nostra schiavitù con tanto di ponte, code per andare al mare nei uichend, rassegne estive e attesa spasmodica delle uniche settimane di libertà (organizzata pure quella) che ci sono concesse.
Come ogni anno, nonostante le finte polemiche dell'anno scorso, il ghetto di Vicolo Bolognetti aprirà e grazie alle solite modeste provocazioni i modesti abboccheranno di nuovo e si riporterà in scena il nulla.
Questo vuole la tradizione del loop bolognese e non si può mica remare contro, pena l'esclusione da modeste forme di socializzazione.
Ieri apro una meil con mittente IU TIUB che mi dice bolognetti2008 wants to share a video with you.
Il dovereoso clic di destro + elimina  che segue a meil del genere stavolta non ha luogo e uoccio il video dove Riccardo Paccosi (art director di Bolognetti 2008) e Alessia Siligardi (miss Bolognetti 2007) promuovono la solita rassegna estiva con un discutibile video del discusso regista bolognese borderlain orientid  Walter Ciusa.
Guardatelo, amatetelo, detestatelo, dite quello che vi pare, commentate, tanto di quello che dite non gliene frega niente a nessuno visto che questo è un ghetto blog letto ogni giorno da poca gente, ma apprezzate che l'organizzazione del solito Vicolo Bolognetti si sia ingegnata ad utilizzare il ueb 2.0. per promuovere la solita rassegna estiva proprio come da ormai 4 anni fa lo spettro per promuovere le discusse iniziative dei suoi redattori/collaboratori.
Oddio, cosa sono ste novità?
Abbiamo paura!
No, no tranquilli, sarà tutto esattamente uguale come gli altri anni, state tranquilli.
L'unica "novità" è questo genere di promozione locostdueppuntozzero e lo spettro ci tiene a segnalare le bolognesate che gravitano nel ghetto di internet.
postato da: maso_ alle ore 09:00 | Permalink | commenti (39)
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lunedì, 28 aprile 2008

UN REDATTORE A ROMA
ZERO REDATTORI A GERUSALEMME

Per chi ancora non lo sapesse, il redattore Mello è andato a lavorare a Roma ladrona.
Contratto rigorosamente precario (come dice lui) fino a giugno, poi torna qui, quindi rimettete i fazzoletti in tasca e smettete di piangere che tanto lo rivedrete sfrecciare con il suo scuter fino al Bar Maurizio e a prendere la pizza da Totò.
Visto che Mello lo seguo su Tuitter dove dice quello che gli va di dire, per avere info più personali comunico con lui attraverso gli essemmesse e ieri me ne ha scritto uno in cui diceva così: "Lavoro molto bello e stimolante. Roma un pò un delirio sto un pò accampato. Cmq ho installato skype in ufficio. Bologna?".
Bologna?
Ovvero, cosa succede a Bologna?
Fate finta di inviare un essemmesse a Mello e rispondetegli, così se in una delle pause lavorative ci legge avrà più dicutibili punti di vista sulla città, altrimenti per ora ha solo il mio.

postato da: maso_ alle ore 11:18 | Permalink | commenti (47)
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venerdì, 25 aprile 2008
I CAVALIERI CHE RIFARANNO L'IMPRESA

Eccoli qua i valorosi pellegrini in partenza con i loro zainetti da 35 litri alla volta di Gerusalemme. Il progetto Roma – Jerusalem 2008 è il proseguimento del progetto Francigena XXI, che ha portato Enrico Brizzi, antico fondatore insieme a Maso de Lo Spettro della Bolognesità, da Canterbury a Roma in compagnia di alcuni amici, sulla strada percorsa dagli antichi pellegrini, come si disse già a suo tempo.
Brizzi non è nuovo a queste imprese perché già dal 2004 cammina in lungo in largo in Italia e in Europa, come testimoniano i suoi romanzi, Nessuno lo saprà e Il pellegrino dalle braccia di inchiostro, frutto di queste avventure. Marcello Fini, il nostro Calzaider, ha all’attivo anni di scoutismo ed un tratto della precedente spedizione. Il terzo pellegrino, Valerio Gnesini, sarà il fotografo dell’avventura, già rodato dalla passeggiata da Canterbury a Roma del 2006.
L'altro ieri sono andata alla stazione a salutarli alla partenza. Ho chiesto loro chi glielo fa fare. La risposta è stata alquanto evasiva. Fuga dalla realtà? Spirito d’avventura? Masochismo pedestre? Il desiderio di un contatto panico con la Natura?
Invece di intervistare i due eroi in partenza per Roma ho pensato bene di far loro una video-intervista per gli amici dello Spettro. Solo che i mezzi erano scarsi, una macchina fotografica, e la mia capacità di montare il video erano nulle ma a me questo ieri non è venuto in mente. L'audio fa ancora più schifo. Spero possiate leggere le labiali dei due pellegrini e cogliere lo stesso l'esprit del loro viaggio.
I Nostri, pur compiendo un’avventura dal sapore antico, sono dotati di modernissime strumentazioni che consentiranno loro di tenerci aggiornati degli sviluppi di questa passeggiatina fino a Gerusalemme.
Per chi volesse saperne di più, di seguito i link del progetto:
Sito internet
www.francigena21.com
Blog:
www.romajerusalem.splinder.com
Twitter
twitter.com//francigena21
Flickr:
www.flickr.com/photos/francigena21
Grazie all'assistenza di psmobile, news appariranno anche sul portale:
www.girami.it
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giovedì, 24 aprile 2008

I GUERRIERI DELLA NOTTE BOLOGNESE

Umarells... giochiamo a fare la guerra?
Umarells... giochiamo a  fare la guerra?
Umarells... giochiamo a  fare la guerraaaa?
Umarells... giochiamo a  fare la guerraaaaaaaa?
Umarells... adsso vi rompiamo il cranio!

Così direbbe oggi il maraglio del film I GUERRIERI DELLA NOTTE se venisse stasera a Bologna nel quartiere Borgo Panigale. Prima che avvengano modeste scene del genere, il quotidiano fripres Sity spiega un pò come stanno le cose e la redasione ringrazia la collaboratrize stefi per la preziosa segnalazione.

postato da: maso_ alle ore 11:55 | Permalink | commenti (28)
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mercoledì, 23 aprile 2008

SII ASTUTO COME UN CERVO

Da questo blog bolognese è stato osservato quello che era sotto gli occhi di tutti e gli è stato dato un nome: umarells.
Poi è nato un blog.
Poi dal blog un anno fa è nato il libro e la casa editrice Pendragon lo ha pubblicato e distribuito.
Poi il libro è andato molto bene ed è entrato nella top faiv di Pendragon dietro a vips quali Vasco Rossi e Mango.
Poi l'argomento continua ad appassionare, me lo dimostrano le meil che mi arrivano ogni giorno, oppure episodi tipo ieri mattina che sono stato nella sala posa del D.A.M.S. a girare alcune scene per un documentario sugli umarells che regalerà ad alcune studentesse un 30 e lode.
Visto che non ci si riproduce più o ci si riproduce (eroicamente?) in età avantaza, è evidente che l'argomento umarells continuerà a tirare ancora per molto tempo ed è per questo che il collaboratore mazzetta, grande osservatore di umarell, ha scritto questo post ad alto contenuto di ciappinismo.

Spesso a Bologna ce la tiriamo, millantando un senso pratico che invece sfugge ai più. Due episodi osservati negli ultimi giorni mi confortano in questo senso; probabilmente quindi la mistica del ciappinista, dell'umarell mani-di-fata che ripara qualsiasi cosa a occhi chiusi, si nutre non di sovrumane capacità, ma dello stupore di un branco di poco capaci quando c'è da fare invece di parlare.

Domenica mattina, ore 11, un palazzo come tanti.
Mentre osservavo gonfio di orgoglio umarellico lo sbocciare della prima rosa sul mio micro-balcone, sono stato distratto dal movimento di due persone indaffarate su un lastrico solare (aka tetto calpestabile) che domino dall'alto di otto piani vertiginosi. Un perfetto umarell e la sua zdaura erano intenti nel cercare di estrarre da un vaso quel che restava di una pianta ormai ripudiata. Con precisione i due avevano predisposto un telo per raccogliere la terra uscita dal vaso, ma il piano è stato mandato a monte dalla resistenza del vegetale.
Tira e ritira la pianta non usciva, nemmeno dopo che i due hanno provato a scavarla con due coltellacci da cucina. Non è servito nemmeno cercare di tagliare con un seghetto le radici che si dipartivano dal tronco; evidentemente la terra era troppo dura. Dopo molti sforzi e molto tempo vedo finalmente giungere l'umarell con un secchio, a quel punto l'operazione era destinata al successo. Invece no, nel secchio c'era pochissima acqua, troppo poca. Capisco così che l'idea era quella di liberare un po' di tronco dalla terra per ricominciare con il seghetto sulle radici, sconsolante. Probabilmente i due temevano di sporcare la superficie tirata a lucido producendo fanghiglia.
Comè finita si può capire dalla foto: 1-0 per la pianta con i due che contemplano la sconfitta in perfetta posa umarellica.


Lunedì sera, ore 21, varco di Sirio in via San Felice.
Camminando verso il centro vengo attratto da una BMW serie 1 parcheggiata sopra la banchina per i passeggeri ATC posta poco prima della telecamera. Penso ad un pOrcheggio di necessità, ma più avanti a vista ci sono posti liberi. Proseguendo vedo scendere dall'auto un tipo che apre il cofano e ci appende un giornale che scende sulla targa. Comincio a capire.
In quel mentre arriva un autobus e l'autista si aggiunge ad un passante rimproverando il tipo. Tipo (bolognesissimo) che farfuglia qualcosa e, stizzito, toglie il giornale, sale in macchina e parte a palla; discesa violenta dal gradino e accelerata a sparire in fondo alla via.
Ne discende che il tipo fosse preoccupato di prendere la multa dalla telecamera, ma anche che se avesse letto il cartello avrebbe saputo che già da un'ora l'accesso al centro era permesso. Ne discende anche che il rispetto delle regole non sia il suo forte, ma nemmeno sul versante pratico si è rivelato una volpe: il foglio di giornale non avrebbe mai potuto rimanere steso a coprire la targa una volta che la macchina si fosse messa in movimento.
Sono piccoli episodi, ma dimostrano una discreta difficoltà nel venire a capo di problemi elementari da parte di giovani e meno giovani, incrinando la leggenda di una città versata nel fare piuttosto che nel parlare, che sopravvive nonostante la mole incredibile di fuffa che ogni giorno Bologna consegna ai posteri

mazzetta

postato da: maso_ alle ore 12:22 | Permalink | commenti (33)
categoria:maso
martedì, 22 aprile 2008



FARE FIGLI A BOLOGNA

Ogni tanto lo Spettro è anche veicolo di belle notizie e la redazione tutta si unisce nel fare gli auguri e i complimenti a Mario Pellacani per – aperte virgolette - l'atto di coraggio – chiuse virgolette - estremamente in controtendenza che ha fatto: eggià, perché a quanto pare, fare un figlio, oggi come oggi è più un atto di coraggio che un semplice bisogno di assicurare alla propria stirpe l'eternità almeno per un altra generazione.
L'ulteriore conferma di questa leggenda metropolitana mi è arrivata dopo aver sentito (senza volerlo) un bizzarro dialogo tra due persone, più o meno 35-40enni, che commentando l'esito delle recenti elezioni hanno poi fatto filosofia spicciola sui massimi sistemi della vita.
Entrambi si compiacevano di aver votato la Lega e che questa avesse vinto perché è ora di dire basta a questi immigrati che hanno riempito il centro con i loro chebabb che non se ne può più e fa pure schifo, e poi pure questi cinesi che loro mica ce l'hanno i sindacati là che aprono i negozi e i commercianti storici del centro sono costretti a chiudere perché non ce la fanno con tutta sta concorrenza sleale.
E che poi uno di questi, una volta era andato a prendere la nipote all'uscita di scuola perché la sorella (nonché madre della cinna) non poteva e lui sì, ed era rimasto impressionato dalla grande percentuale di bambini figli di rumeni, cinesi e arabi in quella scuola e che ci manca poco che sono più loro che noi.
Dal dialogo si intuiva (anche perché poi l'han detto) che uno dei due (il probabile 40enne) era sposato mentre l'altro eternamente fidanzato e che non ne voleva mezza di convolare a nozze o di andare a vivere con la fidanzatina e stuzzicava l'amico a fare un figlio pure lui. A questo punto si son messi a cercare un milione di alibi al fatto che non vogliono figli: sai quanto costano i pannolini? Sai quanto costa un nido? E poi io mi voglio divertire ancora, e no no... non fa per me. Io di figli non ne voglio proprio sapere. E poi la mia ragazza ancora non l'hanno assunta. Mia moglie invece sì ma ancora non ne abbiamo voglia.
A quel punto mi sono spostato perché non riuscivo più a reggere tutta sta overdose di modestia.
Ma è così per tutti? Lettori Spettrali, un piccolo invito alle urne per esprimere con modestia una presa di posizione su un tema molto attuale perché fondamentalmente non passa mai di moda.
Per canto mio, se qualcuno se lo chiedesse, non ho figli, ma è uno degli obiettivi che ci siam prefissi prima della fine del 2010.


Ma voi avete figli?
Si
No
E' in arrivo
Non ci penso proprio
  
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postato da: ostelinus alle ore 09:03 | Permalink | commenti (158)
categoria:ostelinus
domenica, 20 aprile 2008


SCIOPERO GENERAZIONALE

Prima dell'uscita del suo nuovo libro e ancor prima di partire da Roma a piedi per poi raggiungere Gerusalemme*, l'amig ed ex redattore Enrico Brizzi (qui ritratto nella foto insieme al collaboratore calzaider che lo seguirà in questo nuovo progetto motorio) qualche settimana fa mi ha telefonato e mi ha pregato di pubblicare questo suo articolo. E io lo pubblico

Bamboccioni di tutta Bologna, unitevi!
Anzi, uniamoci!
Non abbiamo nulla da perdere tranne le nostre catene, scese ormai fino a toccare terra.
Chiunque vinca le elezioni dovrà mettercela tutta: è tempo che un governo della Repubblica prenda atto della vera emergenza dei nostri tempi: la “Questione generazionale”.
Alle attuali condizioni i nati negli anni Settanta non si affrancheranno mai dal precariato, non tanto lavorativo quanto esistenziale: niente certezze, pochi figli, molte ansie e frustrazioni. I nostri padri – quanti hanno fatto, o non fatto il ’68 – sembrano non rendersi conto della condanna che si prepara per l’intera società.
Accumulano contributi per la pensione che noi non avremo, ricordano i bei tempi delle speranze di pace e giustizia, e intanto si blindano sempre più nell’idea che il poco o molto benessere raggiunto va difeso da indefinite forze del caos (Bin Laden, le truffe dei bond argentini, l’abbandono di Galleria Cavour da parte dei negozi storici).
Nelle società sane, il pensiero principale dovrebbe andare al futuro: che senso ha far studiare i propri figli per condannarli a guadagnare mille euro al mese fino a quarant&rsq