
GIAMPI, CICCIO E I TEMPLARI
Sabato sera, nonni cooptati al servizio della Pilutina, ci siamo recati a mangiare da Giampi e Ciccio in via Santo Stefano, quasi di fronte al negozio di una nota
blogger frequentatrice dello Spettro.
La gestione di Giampi e Ciccio è l'ultima di una serie tra cui ricordo
l'osteria da Ermanno, che rimaneva aperta fino a tardi e dove un buon piatto fumante di penne ai burdigoni non ti veniva mai negato e successivamente
l'osteria degli Angeli (credo si chiamasse così) gestita da un certo Colliva che faceva il Righi.
Poi sono arrivati Giampi e Ciccio che dopo aver messo le trappole anti burdigoni e anti blatte (come le chiamano su a Milano, anche se personalmente preferisco il termine "bestioline bionde") hanno ripulito e rilanciato il locale che anche a mezzogiorno è sempre pieno.
Nel biglietto da visita spicca l'ammerigano a Roma Alberto Sordi intento a magnarsi il piatto di maccheroni. Ma niente cibo capitolino, solo pietanze bolognesi.
A pranzo consiglio di assaggiare il loro
pout-pourri che comprende: quadratini di lasagne, verdure
gratin, friggione e sformatini vari, che ti fa fare le bolle per tutto il resto della giornata.
L'altra sera invece ho preso un tris composto da gramigna fatta a mano con i carciofi (molto valida), tortellini alla panna (validi) e lasagne (passabili) con a seguire verdure gratinate e ripiene. Per finire una ciotola di crema liquida con cioccolata fusa che il giorno dopo mi ha costretto a fare la 10 colli, di corsa però.
I miei compari hanno optato invece per dei medaglioni di filetto (buoni) ed i famigerati straccetti che sconsiglio di principio a qualsiasi essere umano carnivoro.
Per finire caffè e liquore alla liquirizia per un totale di 31 euro a testa, onesta boccia di vino compresa.
Consiglio pertanto una visita tenuto conto che il locale è carino, tutti i piatti sono fatti in casa e che i due gestori, di cui io non distinguo quale sia Giampi e quale Ciccio (l'altra sera c'era quello rasato a zero con la voce roca, gran fortitudino, che gestiva la
Locanda del Cristo in via Andrea Costa) ti intrattengono simpaticamente. Per fare un esempio, sabato sera uno degli argomenti di discussione è stato l'avvistamento, pare, da parte di costui dei Cavalieri di Malta su per S. Luca e di come io, erudito da un mio collega che nel tempo libero fa il cavaliere templare dando la caccia ai pagani (Maso lo conosce), abbia spiegato essere uno dei due ordini cavallereschi ufficialmente riconosciuti dal Vaticano. L'altro è quello dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro.
Insomma, sbadilate di cultura tra una lasagna ed un tortellino.
Occhio a prenotare però perchè il locale è piccolo e Giampi e Ciccio mormorano.