L'UOMO CHE NON SAPEVA COMUNICARE AI BOLOGNESI
Appare il sindaco di Bologna, sento cosa dice.
Lo ascolto.
In un servizio di neanche due minuti conto almeno quattro madornali errori di comunicazione e mi chiedo come sia possibile essere così incapaci di piacere ai cittadini che lui dovrebbe rappresentare.
Eppure Cofferati ci riesce.
Oppure lo fa apposta e questa è una sua strategia.
Sinceramente, non ho più voglia di stare a perdere tempo, il bene più prezioso, su sto blog a parlare di quest'uomo, ma dopo aver visto sto servizio, mi trovo costretto a farlo.
Che noia.
Primo errore di comunicazione
Cofferati dice che il suo cinno sta bene.
Allora, chi glielo spiega che se un non bolognese dice una frase tipo "il mio cinno sta bene", utilizzando la parola cinno per far vedere che è integrato, ecco, basta solo quello a stare sui coglioni. I bolognesi sono fatti così, guai a chi si appropria del loro sleng. Un sindaco straniero dovrebbe conoscere questo aspetto leghista della città.
Secondo errore di comunicazione
Cofferati dice che il suo cinno gli spezza la schiena e che la famiglia continuerà a vivere a Genova
Allora, chi ha cinni piccoli sa che fisicamente sono molto impegnativi, ma se Cofferati lavora a Bologna tutta la settimana e nei uichend va va a Genova, che fatica vuoi che sia un cinno per due giorni?
Come minimo uno lo manda a cagare, soprattutto alle 19.30, orario feriale del tigitre.
E poi perchè la famiglia del sindaco di Bologna vive a Genova?
Forse perchè Bologna gli fa schifo.
Terzo errore di comunicazione
Cofferati dice che si ricandiderà sindaco di Bologna
Ma come? Perchè? Si chiederà il bolognese che è da quasi cinque anni che parla male del sindaco forestiero e vuole liberarsene, ma non sa con chi sostituirlo. Ennesimo messaggio della serie proprio non ci riesco ad ascoltarmi. Ennesimo messaggio della serie negazione della realtà. Ennesimo mesaggio della serie tanto siete dei pecoroni e se mi candido mi votate giustificandovi che votate il meno peggio.
Quarto errore di comunicazione
Cofferati dice che però parteciperà alle primarie
Messaggio che sottolinea quanto detto al punto tre (tanto siete dei pecoroni e se mi candido mi votate), ma anche un gesto di bullismo all'interno del partito della modestia democratica: se non mi candido io sindaco, chi si candida? Caronna? De Maria? Ma per piacere!
E dopo un servizio del genere, le quotazioni di Beppe Maniglia sindaco di Bologna 2009 si impennano.























