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venerdì, 30 maggio 2008


L'UOMO CHE NON SAPEVA COMUNICARE AI BOLOGNESI

Accendo la tivu e guardo il tigitre perchè il tigi di etivu è già iniziato da un pezzo e parla di un cinno che ha comprato della chetamina in Piazza Verdi ed è collassato, però non è morto: efficenza degli ospedali bolognesi!
Appare il sindaco di Bologna, sento cosa dice.
Lo ascolto.
In un servizio di neanche due minuti conto almeno quattro madornali errori di comunicazione e mi chiedo come sia possibile essere così incapaci di piacere ai cittadini che lui dovrebbe rappresentare.
Eppure Cofferati ci riesce.
Oppure lo fa apposta e questa è una sua strategia.
Sinceramente, non ho più voglia di stare a perdere tempo, il bene più prezioso, su sto blog a parlare di quest'uomo, ma dopo aver visto sto servizio, mi trovo costretto a farlo.
Che noia.
Andiam pure.

Primo errore di comunicazione
Cofferati dice che il suo cinno sta bene.
Allora, chi glielo spiega che se un non bolognese dice una frase tipo "il mio cinno sta bene", utilizzando la parola cinno per far vedere che è integrato, ecco, basta solo quello a stare sui coglioni. I bolognesi sono fatti così, guai a chi si appropria del loro sleng. Un sindaco straniero dovrebbe conoscere questo aspetto leghista della città.

Secondo errore di comunicazione
Cofferati dice che il suo cinno gli spezza la schiena e che la famiglia continuerà a vivere a Genova
Allora, chi ha cinni piccoli sa che fisicamente sono molto impegnativi, ma se Cofferati lavora a Bologna tutta la settimana e nei uichend va va a Genova, che fatica vuoi che sia un cinno per due giorni?
Come minimo uno lo manda a cagare, soprattutto alle 19.30, orario feriale del tigitre.
E poi perchè la famiglia del sindaco di Bologna vive a Genova?
Forse perchè Bologna gli fa schifo.

Terzo errore di comunicazione
Cofferati dice che si ricandiderà sindaco di Bologna
Ma come? Perchè? Si chiederà il bolognese che è da quasi cinque anni che parla male del sindaco forestiero e vuole liberarsene, ma non sa con chi sostituirlo. Ennesimo messaggio della serie proprio non ci riesco ad ascoltarmi. Ennesimo messaggio della serie negazione della realtà. Ennesimo mesaggio della serie tanto siete dei pecoroni e se mi candido mi votate giustificandovi che votate il meno peggio.

Quarto errore di comunicazione
Cofferati dice che però parteciperà alle primarie
Messaggio che sottolinea quanto detto al punto tre (tanto siete dei pecoroni e se mi candido mi votate), ma anche un gesto di bullismo all'interno del partito della modestia democratica: se non mi candido io sindaco, chi si candida? Caronna? De Maria? Ma per piacere!

E dopo un servizio del genere, le quotazioni di Beppe Maniglia sindaco di Bologna 2009 si impennano.
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giovedì, 29 maggio 2008


LO SPETTRO DI DAVIDE PIAZZI

In questo periodo di solite cose bolognesi non degne di essere trattate, giunge i redasione la meil di Davide Piazzi che, nonostante mi solleciti a cercare qualcosa su di lui, mi limito a cercare una foto e a pubblicare la sua imeil. Altro non so.

Salve,
mi chiamo Davide Piazzi e sono di Budrio.
Mi sono piacevolmente imbattuto nel vostro Blog, e poiché ho pubblicato un libro giallo ambientato proprio nella nostra amata/odiata città, mi chiedevo se poteva interessarvi parlarne.
Il libro è già stato presentato in diverse librerie.
Digitando il mio nome e cognome siu google potrete trovare alcune recenzioni o intervesti, oltre ad altri racconti da me pubblicati.
Un saluto.

Davide Piazzi
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mercoledì, 28 maggio 2008


L'AMICO MARCO
E LA MODESTIA ARABOLOGNESE

Ognuno di noi ha un amico che fa cose leggermente incredibili, gesta da raccontare poi in conversazioni noiose alla macchinetta del caffè di plastica solo per stupire. Il collaboratore zuccapelata come amico ha marco, che a me a pelle sta un pò sulle balle, però la sua storia di modestia und disservizi non è male.

Il mio amico Marco che fa il giornalista serio e bravo per un giornale importante deve andarsene in Libia. Allora passa dalla questura di Bologna per farsi fare il visto, ché per andare in Libia ci vuole il visto, si sa. Arriva, parla, fa la richiesta, paga quel che c'è da pagare. Però alla fine esce senza il visto, o meglio con un timbro incompleto. Mancano il suo nome e cognome, roba da niente. Perché capita che in Libia parlino l'arabo, 'st'infedeli, e in questura, nella questura della dotta, multiculturale, accogliente Bologna, non c'è un funzionario in grado di scrivere un nome e un cognome in arabo. Non un funzionario. E allora gli fanno, al mio amico Marco giornalista professionista da una carrettata d'anni: va, trova qualcuno che sappia l'arabo e fattelo scrivere tu. Allora a lui viene in mente che in quella tal cooperativa c'è un operaio egiziano, che lui forse il nome suo potrà scriverlo sul passaporto. Ci vuol fiducia, questa è la vera integrazione tra culture. Ché il suo amico egiziano potrebbe scrivergli qualsiasi cosa, sul passaporto. Che so: Federico Galassi Scurzone o magari Federico Mello Frocio, che so. Una grande città, dove l'integrazione culturale è roba di tutti giorni, mica teoria. Ecco cos'è Bologna.

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martedì, 27 maggio 2008

SANDEI MODEST SANDEI

Una grave pecca di questo blog è che non si parla di sport, lo so.
Purtroppo in questo blog ci si perde in troppi intellettualismi, ci sono io che proprio non me ne frega niente di sport, c'è gente tipo Mello, il professor Ponyluna, il cioècioè Ostelinus, la dieffe Aeiouy, quel gastronauta di Piluto. Rimangono Zefram e Danildc che di sport si interessano più degli altri, ma preferiscono non parlarne in questa sede.
Per fortuna che abbiamo dei lettori modesti, che di modestia 5+2 se ne intendono alla grande e che nei due giorni di libertà settimanale che hanno da gestire sono in grado di trascorrere uichend modesti e sportivi con la M e la S maiuscola e possono farci reportagggg fantastici tipo quello che leggerete.
Grazie! Uaip ior tirs euei.

Ciao Maso!
Mia sorella abita a Mantova e ieri festeggiava il compleanno della figlia più grande, quindi, da bravi zii, siamo stati invitati per mangiare un pezzo di torta con sopra le Uincs, e ascoltare uno squadrone di mamme che parlava di malattie infantili, mense dell’asilo inadeguate, e bullismo in età prescolare, insomma i soliti discorsi delle mamme ai quali i babbi prestano un 10% di attenzione, mentre vorrebbero essere o sul divano di casa a vedere il Gran Premio, o su una branda nel loro giardino di 10 metri quadri a riposare dopo aver sgurato la griglia del barbechiù.
Dopo l’invito, però, i neuroni sono entrati in funzione, ed è partita l’equazione: 25/5 a Mantova = Mantova-Bologna. In due minuti la decisione è stata presa: andiamo allo stadio.
Incarichiamo Laranza di comprarci i biglietti alla prevendita: iniziamo subito male perché le chiedono un documento mio e di mia moglie, “ma va bene anche una fotocopia”.
Attentiamo alla nostra praivasi e le mandiamo un fax con i nostri dati sensibili, e vai coi biglietti.
Giubilo: saremo due dei settemila bolognesi allo stadio mantovano!
Partiamo alle 11 per essere a pranzo dalla sorella, e la Brennero è un tripudio di auto color grigio metallizzato o grigio scuro targate BO, con sciarpe al vento fuori dal finestrino.
Arriviamo al casello, e troviamo il primo posto di blocco, che ci manda prima a fare un giro turistico di Mantova per arrivare a casa da Laranza.
Arriviamo, mangiamo, il tempo di vedere Massa che sguscia davanti a tutti e io, mia moglie, mio fratello e suo figlio andiamo allo stadio. Il caldo è afoso, seguiamo la strada indicata dalla perfida sorella e ci troviamo in mezzo agli ultras mantovani. Non avendo segni distintivi, passiamo inosservati, facciamo un giro dell’isolato e ci troviamo nella zona dei bolognesi.
Passiamo attraverso i tornelli, lo stadio è praticamente pieno.
Ci facciamo spazio fra scarpe Prada e Bicchembergher, pantaloni Gecherson, maglie Napapiri e arriviamo verso la “no man’s land” del cordone di stiuards che separa i distinti mantovani dai distinti bolognesi, e troviamo da sederci.
A 10 metri da noi ci sono i tifosi mantovani, umarells di varie età. Noi siamo in mezzo ad una variopinta umanità bolognese, a cui è difficile trovare qualcosa indosso che non sia firmato: anche allo stadio, bisogna mantenere un certo stile, eh! E lo stile inizia subito: un compito signore sui 45 con fredperri con colletto rialzato e occhiali Armani inizia ad inveire contro le sconosciute madri degli sconosciuti umarells mantovani, i quali rispondono citando le sorelle e tutto l’albero geneaologico; il clima si scalda, e iniziano insulti pesanti a gente mai vista, e che mai si rivedrà nella propria vita “Coniglio, vieni qui se hai coraggio” “Ringrazia che ci sono gli stiuards”; un altro a torso nudo si mette in piedi, un bolognese gli dice “Siediti” e quello “Non mi rompere il caxxo” e rivolge le sue attenzioni verso i mantovani.
Mio nipote intanto memorizza le perle di mentalità della gente che abbiamo attorno. La partita conta poco fino al 63esimo quando Fava segna e tutti ci si sente fratelli sotto il vessillo rossoblù, senza far mancare la propria razione agli umarells mantovani. La partita volge sul finire, e i caramba in assetto G8 prendono il posto degli stiuards; elmetto, scudo, manganello, pizzetto d’ordinanza e il “machimmel’hafattofà” scritto sui volti, oltre alla nostra compassione per i 50 gradi che devono avere dentro alle armature. Triplice fischio finale, Bologna vince, Bologna sogna.
Una tizia sui tacchi si scaviglia scendendo dai gradoni, usciamo con la Andrea Costa esultante “Bologna siamo noi” quanto mai vero.
E domenica, ultimo atto della bolognesità in casa con il Pisa. E da oggi, inizia la caccia al biglietto. La modestia non ammette mezze misure: si ama o si odia. E come diceva Barile, “Il Bologna è una fede!” Anche la modestia.

cirenaicadoc


postato da: maso_ alle ore 10:00 | Permalink | commenti (64)
categoria:maso
lunedì, 26 maggio 2008


DI NOTTI BIANCHE, ELEZIONI DI MISS
ED ALTRE SCIOCCHEZZE.


- Stasera ci sarà la Notte Bianca a Corticella, ci andiamo?
- Sei pazza? Da San Lazzaro fino a laggiù? con la benzina che costa quello che costa e il parcheggio che non si trova e gli autobus che finiscono servizio all'una di notte?
- ...E allora andiamo a fare sciopping?
- Come no... ti accompagno da Yoox.
Dopo l'ipotetico (nonché simulato) dialogo tra Lui & Lei mi sveglio tutto sudato pensando al brutto sogno appena fatto: L'ultima volta che ho fatto una Notte Bianca era a Roma il 28 settembre 2003 e sono ancora un po' schockato.
Nascondo in casa tutto il materiale cartaceo possile ed immaginabile che pubblicizzi o che vagamente ricordi l'evento e imposto dei filtri di navigazione su fairfocs ed esplorer su tutti i siti che hanno avuto o che hanno a che fare con Bologna e mi gusto il modesto palinsesto comodamente sdraiato sul divano.

Poi leggo e mi rendo conto di essermi perso veramente qualcosa. E di colpo la Notte Bianca diventa nel mio immaginario un evento che unisce tutti, da umarell a cinni, fuorisede ed indigeni, controllori e controllati, virtussini e fortitudini, rondìni e girotondini nel sacrosanto comandamento della gnocca. E quasi un po' mi dispiace non aver partecipato alle votazioni di Alyssa, di non aver assistito alle discrete bagarre dietro le quinte, di non aver contribuito all'innalzamento del livello di modestia chiedendomi a sto punto perché è stata scelta lei e non Carolina, Chiara, Gemma, Sagges o Francesca? Sta di fatto che ora per la nostra Alyssa la strada verso Miss Italia è dritta quasi la strada da qui a Salsomaggiore Terme, a cui tutta la redazione dello spettro fa un gran In Bocca a Dalla.

Ma la modestia, lo spettro insegna, è sempre sia dietro che davanti l'angolo. Un vizio da coltivare e da curare giorno per giorno, proprio come un orto sociale. Come un folletto si avvicina all'orecchio della vittima e soggiogandolo con parole affabili e tentatrici lo porta a spingersi sempre oltre i propri modesti limiti... con un votazione on line di Miss BòEmilia, dove in una schiera di immagini che mi evocano paragoni raccapriccianti sono esposti al nostro giudizio i volti più espressivi, simpatici, affascinanti o particolari.
Prima di votare sono andato a spulciare i risultati per farmi un po' condizionare... e ho votato per la più votata. Esattamente come mi sarei espresso a favore di Alyssa, ho dato il mio voto e la mia fiducia a alla più votata (attualmente la quarta foto a partire dall'alto).
Nella speranza di poter salire sul carro dei vincitori e poter dire anche io: valà, io l'avevo detto che vinceva lei!
postato da: ostelinus alle ore 09:43 | Permalink | commenti (29)
categoria:ostelinus
domenica, 25 maggio 2008
E_arrivato_il_circo!


ESSEMMESSE DI BRIZZI E CALZAIDER

Lo spettro in diretto contatto con la missione Roma-Jerusalem e riceve questo essemmesse: "Oggi dalla sommità di una collina abbiamo avvistato per la prima volta lo Ionio! Sempre avanti!"
postato da: maso_ alle ore 14:39 | Permalink | commenti (12)
categoria:maso, enricobrizzi
venerdì, 23 maggio 2008

GRAND HOTEL DOZZA

Io l’istinto materno non ce l'ho. I bambini non mi piacciono molto. Lo so che è un parere poco popolare ma non sono un'ipocrita e lo dichiaro apertamente. Faccio fatica a sopportare perfino mio nipote dopo un po' che ce l'ho a mano. Io, ai bambini, non so cosa dirgli, non ho pazienza, mi mettono ansia, mi irritano. Non c'è mica niente di male nel non sentire (ancora, forse mai) il desiderio di un figlio, è una scelta di vita come stare in città o in campagna, come sposarsi o convivere. Ognuno sceglie quello che pensa sia meglio per sé. E poi, diciamocelo: so che non sarei una buona madre. Sono troppo concentrata su me stessa per anteporre chiunque al mio benessere. E quindi li lascio lì dove sono. E faccio il loro bene.

Stamattina dicevo questo alla lattaia sotto casa mentre, assieme, facevamo colazione e contemporaneamente la quotidiana rassegna stampa, sedute ai lati del bancone. Oggi, nonostante sia l’anniversario di eventi ben più tragici, era inevitabile parlare della Signora Annamaria Franzoni, la nuova inquilina vip della Dozza. Titoloni, paroloni, pronostici su quanti anni, mesi, giorni e ore dovremo tenercela in attesa di indulti, sconti di pena, perizie psichiatriche, fior fior di luminari e criminologi che si scomodano a dar la loro versione.

Bene, anche io e la mia lattaia abbiamo la nostra versione.

Ma facciamo un salto indietro (modalità Lucarelli on). Tre anni. Hai tre anni e sei nel lettone dei tuoi. Stai dormendo. Arriva una e ti sfracassa la testa di mazzate, con un aggeggio da alpinismo o con un sasso o chissà cosa. E quel qualcuno è, molto probabilmente, tua mamma. Quella che ti ha portato nove mesi nel pancione, ti ha nutrito, amato, curato, coccolato, insegnato tutto. La tua mamma, che un bel giorno se ne esce in fantasia. Che poi lei era già un po' disturbata lo si sapeva. Tra l'altro: è una leggenda metropolitana oppure è vero che hanno trovato che nascondeva i piatti sporchi nei cassetti solo per far vedere in apparenza che la casa era perfetta? Comunque, piatti o non piatti, lo capisci se a tua moglie/mamma/figlia/amica sta partendo la brocca. E anche ammesso e non concesso che la brocca le parta... che succeda quel che succeda, lei rimuova e non si renda conto di quello che ha commesso... dopo c'è bisogno di tirar su il teatrino che ha tirato su lei? Ci chiediamo, io e la lattaia: soltanto noi la guardavamo piangere da Costanzo o da Vespa e percepivamo in maniera così forte e diretta che era una scena?

E secondo voi? L’Annamaria ha rimosso oppure è sempre stata cosciente? Siete convinti della sua colpevolezza o la ritenete una vittima della giustizia italiana? Deve restare alla Dozza dove, pare, le vogliano già fare la festa, oppure meglio trasferirla in una situazione più adatta?

postato da: danildc alle ore 11:00 | Permalink | commenti (88)
categoria:danildc
giovedì, 22 maggio 2008

L'IMPRENDITORIA BOLOGNESE AMICHEVOLE
SPIEGATA A CHI CERCA UN BEL LAVORO

A Bologna sono rarissimi i casi di imprenditori tipo Federico Marchetti (clase 1969) che anni fa ha messo su il sito www.yoox.com, una butiqq virtuale di moda e design, un portalozzo con tre milini di visite al mese e un  milione di capi consegnati in tutto il mondo e nel 2009 si quoterà in borsa.
All'imprenditore bolognese poco interessa espandersi, quello che gli importa di più è essere tuo amico e conquistare la tua fiducia.
L'imprenditoria bolognese più facilmente incontrabile è piena di zente cresciuta a tortellini e tortelloni che, con una pacca sulla spalla, ti recluta nelle loro file e amichevolmente ti fanno lavorare utilizzando tutti gli strumenti di temporeggiamento possibile tipo stagggh, cococo, cocopro, prestazione occasionale, partita iva, men in blek.
Nei secoli scorsi chi era ricco non ci pensava proprio di lavorare e si limitava ad amministrare infinite proprietà, poi i tempi son cambiati, a Bologna non ci sono neanche più i ricchi di una volta e adesso chi ha la pilla e non sa come far passare il tempo si improvvisa imprenditore amichevole.
Non avendo bisogno di lavorare, gli imprenditori amichevoli tengono in piedi l'aziendina finchè dura, poi la chiudono, poi ne fanno un'altra di altro genere, poi la chiudono e così via fino a che non trovano il filone che funziona e anche se non appassiona va bene perchè funziona.
Di recente ho avuto a che fare con vari imprenditori amichevoli che gliel'hanno data su col ueb e si son messi a fare del più remunerativo import export con la cina.
Finchè dura faranno, quello, poi faranno altro, altro, altro.
Sono veramente rari i casi di imprenditori amichevoli che credono in quello che fanno e nonostante tutto vanno avanti lo stesso perchè gli piace fare quella cosa nonostante tutto.
Poi ci sono gli imprenditori amichevoli avidi che sono da evitare come la peste e nonostante l'avidità, difficilmente si espandono, ma sono abilissimi a creare situazioni lavorative con 3 collaboratori pressatissimi e stracarichi di lavoro.
Sono riconoscibili da frasi modeste tipo: quest'estate non vado in vacanza, ho lavorato fino alle 10 di sera, lavoro anche il sabato e la domenica, tu si che hai visto un bel mondo, non posso perchè devo lavorare...
Poi ci sono quelli non amichevoli che per farti fare lavori orrendi, poco sedentari, poco creativi, ma meglio pagati, ti assumono, ma quelli non ci interessano.

postato da: maso_ alle ore 10:36 | Permalink | commenti (67)
categoria:maso
mercoledì, 21 maggio 2008

PIOGGIA A BOLOGNA

Quando arriva maggio, i bolognesi non vedono l'ora di trascorrere i fine settimana in coda sull'A14 per andare al mare a rilassarsi, dove rilassarsi fa rima con tintarella, aperitivi, passeggiatina, mangiata di peze e barbechiu.
Poi arrivano periodi come questo che ci sprofondano nella disperazione più totale e ci fanno dimenticare che sia maggio, rovinandoci così periodi belli come potrebbero essere questi.
Va bene che tanto siamo a lavorare tutto il giorno, quindi cosa ce ne frega se fuori piove, tanto siamo dentro, è che però l'uomore ne risente, l'aria diventa elettrica e l'odio vero presente in qualsiasi ufficio si acutizza e il nervosismo aumenta a dismisura.
La pioggia è un vero spettro della bolognesità, vuoi te che quando piove a Bologna è meglio perchè ci sono i portici, ma un tempo così a maggio è troppo anche per Federico Poggipollini che di pioggia se ne intende.
In questi giorni tutti si lamentano di sto tempo, poi appena finirà inizieranno le lamentele per il caldo.
Bologna e loop.
Che fare per uscire da questa empass?
Non ne ho idea, l'unica cosa che posso fare per alleviare queste giornate bagnate è farvi ascoltare un emmepitre dei New Hyronja dal titolo PIOGGIA che quest'estate potrete cantare in spiaggia con gli amici in alternativa alla CANZONE DEL SOLE

La pioggia cade
E quando cade bagna
I bimbi sono tristi
Verde è la campagna

Desideriamo il sole
E l'olio solare

Beati i portoghesi
Che stanno in portogallo
La pioggia li consuma
La pioggia li deteriora
La pioggia cade
E bagna le persone
Che prima erano asciutte
Ora son bagnate

Pipol lav bruklin!

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martedì, 20 maggio 2008
 
BOLOGNA LEGHISTA?

Una nota trasmissione televisiva si è occupata recentemente di immigrazione. Piatto forte della puntata era un reportage di due ottimi giornalisti che erano andati a documentare il boom della Lega nelle regioni rosse e che, dalle parti della Romagna, non avevano trovato altro che un inquietante nulla. Un nulla fatto di strade dove non succedeva niente, da paeselli ricchi e pasciuti ancora vergini in criminalità e disoccupazione. Un nulla, però, fonte di paura per i cittadini residenti. Paura di qualcosa di grande e intangibile.  Paura della globalizzazione, dell’euro, dell’uomo nero. Paure anomale anche, e tutte nuove. La paura di alcuni omosessuali benestanti spaventati dall’immigrazione. La paura dei pescatori di Lampedusa immigrati da anni a Rimini, che un tempo (?) erano marocchini e che ora votano la Lega perché è giusto che  “i piccioli”, i soldi delle tasse, rimangano dove vengono prodotti, e non mandati giù in Sicilia, in Campania, che lì li sperperano. La paura di un lavoratore marocchino, anche, che aveva paura a dire che lavora senza permesso, che ha una casa senza permesso, che esiste senza averne il permesso.

Certo la sinistra, anche in Romagna, è ancora maggioranza. In Emilia, a Bologna, è addirittura maggioranza schiacciante. Ma è così diversa Bologna da questa Romagna?  La Bologna dei Cofferati e dei Guazzaloca. La Bologna dei locali chiusi, delle piazze ordinate, degli studenti tollerati solo se disposti a pagarsi l’affitto, le tasse, i consumi, senza rompere troppo i coglioni. La Bologna del conformismo culturale che ha vinto la battaglia istituzionale contro la Bologna underground, contro quella che era un tempo la capitale creativa d’Italia e che è ormai anonima provincia del Nord sprofondata nella paura del rumore, dei cani, dei giovani, dei capannelli in mezzo alla via, delle moschee. Una Bologna dove il PD non fa nulla per nascondere la sua attrazione fatale verso certi istinti beceri che hanno valore inestimabile in tempi di vuoto siderale di uomini e di idee. Istinti, bisognerebbe capirlo, che poi ci mettono un attimo ad imbizzarrirsi, a premiare i veri esperti del marketing della paura, invece di blandi scopiazzatori ex comunisti, ex cattolici, ex girotondini, ex sindacalisti, ex Cofferati anch’io.
Da Bologna (io) a Bologna (noi) promise un tempo Cofferati. Nessuno allora glielo chiese, eppure era importante. Caro sindaco futuro sceriffo. Noi, chi? Noi leghisti?

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lunedì, 19 maggio 2008

IL LIBRO DI LERRI

Gianluca Morozzi è uno bravo che scrive dei libri e io che non leggo molto ne ho pure letto uno.
Lerri invece lo conosco da tanto tempo e le nostre strade bolognesi a misura d'uomo si incrociano spesso nei più svariati modi, l'ultimo dei quali è stato che ho scoperto che è il fidanzato di DaniLdc.
I Gheng, ai quali è dedicato il libro scritto da sti due modestissimi fan, li ho incrociati per la prima volta nel 1988 a Monteveglio ad un concerto per il Nicaragua del quale nel mio nh diario scattai l'istantanea di questo modesto ricordo: Sinceramente, a noi del Nicaragua non ce ne fregava un cazzo, ma ci interessava suonare. Dall'alto della nostra inesperienza abbiamo aperto le danze davanti a gruppi del calibro di The Gang, Routine, Templamentis e Paolino Paperino Band. Pubblico in delirio per il chitarrista Claudio Severi e pogate a sproposito sulle note di Ugo Foscolo.  Nel Tragitto Bologna-Monteveglio i fans Paderni, Marmiroli, Belloni e Palmonari fanno un busso in macchina (una Panda 30) procurandosi lesioni gravi e meno gravi. Gran finale dei New Hyronja al Rizzoli, in visita ai fans vittime (fortunatamente ancora vivi) delle stragi della domenica pomeriggio.

Eravamo giovani, i Gheng erano già famosissimi ed erano molto più grandi di noi cinni pseudo alternativi con i doctor martens già schizzati di modestia bolognese.
A 20 anni da quel modesto evento nicaraguo-montevegliese, esce questo tomo di 176 pagine sulla vita, le opere e la pastorizia della bend marchigiana.
A volte ritornano.
Interessante la collaborazione  con l'associazione culturale  Musica e Idee di Ferrara, un libro che è un atto d’amore per tanti anni di canzoni, di impegno, di palchi e di concerti che verrà presentato domani 20 maggio 2008 presso la libreria Feltrinelli International, via Zamboni 7, ore 18. Intervengono (oltre ai modesti autori) gli umarells Oderso Rubini, l'assessore  regionale alla cultura Ronchi e Claudio Lolli.
L'atto d'amore dello spettro nei confronti di Lerri, oltre che pubblicizzargli in pompa magna il suo primo libro, è la 'assunzione di DaniLdc tra le file della redasione.

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sabato, 17 maggio 2008


CONFERATI E LA DITTATURA DEL CONSENSO

Ristorante appena fuori Bologna scelto su internet perchè ha un sito discreto.
Cucina emiliana, solo qualche piatto buonissimo, poche pippe e molto meno unto e dozzinale dei Sandoni che l'ultima volta che ci sono stato ho sudato tagliolini alla cipolla tutta la notte e ho fatto dei sogni che mi sembrava di essermi fatto dell'ellesedi.
Bell'arredamento, ideale per modesti che vogliono fare bella figura.
Arriva la zdaura che ci propone i piatti, all'interno del locale ci siamo solo noi che facciamo colazione con un toast  del resto siamo solo noi eeeeeeeeeeh.
Chitarrone.
Fantastico.
Gran taffiata.
Ottima taffiata, ottimo vino, costo della sciocchezza: 1 ora e mezzo del sudore del mio polso a cranio.
Onesto.
La zdaura mi chiede di tenere in braccio mia figlia, gliela consegno, ma la piccola vede un zavaglio aristofric simile alla macchina del fumo dei Rockets e si mette a piangere.
I bambini anche se sembra che non capiscano ancora nulla, capiscono eccome.
Riprendo la pargola e la zdaura mi dice lacrimante che le sue figlie di 33 e 39 anni convivono ma non si riproducono e lei soffre di questo, poi mi racconta che l'altro giorno è arrivato il Guazza e la sua nipote si è dimenticata lì un cappellino e lei non sa come fare per restituirglielo.
"Ah, Guazzaoca quando stava male veniva sempre qui a mangiare e adesso viene spesso"
Ascolto interessato la zdaura che incalza "Guardi a me non me ne frega proprio niente di politica, però qua è venuto tempo fa Conferati e ha detto che non voleva nessuno che entrasse nel locale e lì a sedere c'erano tre della scorta che stavano lì e han mangiato un casino. Ma scorta di cosa? Cosa vuole che gli succeda a Conferati? Sono poi soldi che paghiamo noi. A me quello lì non piace propio".
Faccio di si con la testa e mentre esco per far piacere alla zdaura le dico che il Guazza si riproporrà come sindaco.
Silenzio.
A momenti si mette a piangere.
Esco.
Vado a vedere i cavalli e finisco di digerire.
Che taffiata.
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venerdì, 16 maggio 2008

I GIARDINI DI PIAZZA XX SETTEMBRE
(e quell'uomo gridava gelati)

Chi l'ha detto che a Bologna non c'è del verde?
Pecoraro Scanio?
E che caxxo di cognome è Pecoraro Scanio.
Ieri pomeriggio, verso le 18 sono stato a fare una ronda da solo ai giardini di piazza XX settembre, quelli di fronte alla stazione dei treni, quelli di fronte alla stazione delle corriere, quelli dove c'è un parcheggio a pagamento.
Ad un certo punto arrivano dei tronisti credo del Marocco con gli occhiali a goccia che si danno delle pacche sulle spalle e ridono dopo che uno ha detto una battuta del tipo "Actrrrrhhh Agcchhhh".
Paese che vai, umorismo che trovi.
Vicino a un albero piantato su un  prato secco, alcuni tossici vestiti come i tossici che vedevo quando ero sbarbo, con piumino, naik e cappellino da umarell stanno in un angolo e confabulano a bassa voce nasale.
Nessuno di oro ride.
A Bologna non si ride più.
Una donna in ciabatte coordina gente ben vestita appena uscita dall'ufficio per fare sciopping e li porta in un angolo.
Più in là un ragazzo vestito di marrone grida "Stronzaaaaaaa" e lei gli risponde "Stronzoooooo".
Gli impiegati fingono un sorriso, poi acquistano quello che dovevano acquistare.
Immancabile arriva il tossico con la bici, quello che pedala e gli scappa il piede dal pedale e sta per cadere, ma poi mette giù tutta la gamba e non cade mai.
Frena davanti a me.
Mi guarda e mi dice "Scusaaa".
Non sa che sto facendo una ronda da solo, fa un giro in tondolo torna da me e mi fa "Vuoi questa bici?"
"No".
"Perchè?"
mi chiede stupito.
"Non sono capace di andarci"
Mi guarda, scossa la testa e se ne va compatendomi.
Pochi metri più in là, la solita pedalata a vuoto, il solito piede che cade sull'asfalto, il solito rumore.
Mi allontano, rompo un vetro di una macchina parcheggiata come ho visto fare in grand teft auto 23, rubo un autoradio del 1997 e torno a casa a guardare il telegiornale di etivu.
Fine della ronda da solo.

*ringrazio lo sconosciuto videomeiker fefe88gc per il video

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giovedì, 15 maggio 2008



PROGETTO PARTECIPATIVO SPETTRALE
IMPROPRIAMENTE DENOMINATO "TONDOLO"

I progetti impropriamente detti partecipativi, sulla carta sono molto belli, in pratica non sono proprio così partecipativi.
Vi spiego un tanto alla tonnellata come funzionano.
Esempio: progetto dell'asilo.
Di solito arriva il fenomeno che dice si fa così, così e così.
Zitti, lavorate e fatelo.
Il progetto partecipativo invece è molto più paraculo.
Arriva il fenomeno fintamente ridimensionato che dice: il progetto è così, così e così, ma vediamoci, incontriamoci, facciamo una riunione insieme agli attori del progetto (in questo caso i cinni dell'asilo) e ditemi cosa vorreste aggiungere o togliere per migliorare il progetto.
Riunione con buffetttt finale fondamentale per lasciare un bel ricordo e discussione del progetto ol tughezer.
I cinni fanno le loro proposte, arriva uno che dice: io voglio una statua dell Uinx, io voglio una Pimpa di 14 metri, io voglio le pareti colorate di viola, io voglio dei gatti dappertutto, io voglio una scatola di LEGO.
Nel vero progetto partecipativo, si raccolgono tutte le idee migliori, si votano e alla fine i cinni si troveranno all'interno dell'asilo una Pimpa di 14 metri non prevista nel progetto iniziale più altre idee fantastiche approvate con entusiasmo durante il buffett, il frutto della partecipazione.
In teoria funziona così.
In pratica ci si riempie la bocca con la parola partecipazione e chi ha fatto il progetto fa come gli pare a lui.
Fine.
Adesso che avete capito un tanto alla tonnellata cos'è la partcipazione, partecipiamo al progetto di pedonalizzazione della città di Bologna impropriamente detto TONDOLO.

Obiettivo: pedonalizzazione totale dell'area denominata tondolo.
L'idea di base, che approfondiremo con i vostri contributi, è che nell'area TONDOLO entrano solo i pedoni e le biziclatte. Basta. Solo loro.
La difficoltà maggiore sarà ovviamente convincere alcune delle lobbis che di defò si opporranno al rivoluzionario progetto TONDOLO, ovvero: bottegai, autobussieri, tassisti, scuteristi.
Per i culi pesi, all'interno dell'area TONDOLO  ci saranno dei taxi biziclatta che li trasporteranno.
Potenziamento delle rastrelliere delle biziclatte ATC.
Oltre ai taxi biziclatta si potrebbero realizzare dei zavagli elettrici per il trasporto di poche persone.
Tutto qui, ora tocca a voi aggiungere le idee per la realizzazione partecipativa del progetto TONDOLO, ma siate ben consci che in questa città avremo vita dura con progetti del genere perchè la parola pedonalizzazione del centro è un tabù, terzo solo a morte e pubblicazione dei redditi 2005 su internet.
Buon lavoro.

Sei favorevole alla pedonalizzazione pressochè totale* del centro storico di Bologna
Si
No
Non so
  
pollcode.com free polls
* per pedonalizzazione pressochè totale si intende: no autobus, no taxi, no uan... solo pedoni e biziclatte
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mercoledì, 14 maggio 2008

GLI AUTOBUS DI ROBERTO AMORI
(E NON SOLO)

In questo blog si è parlato spesso di passioni e abbiamo scoperto che la maggior parte dei lettori dello spettro ne coltiva di modeste e banali tipo suonare, scrivere, leggere e ascoltare la musica etc.
Le solite cose.
Le solite passioni.
Per fortuna che non siamo tutti uguali, altrimenti sai che noia e per fortuna che c'è ancora chi si distingue dalla piattezza della massa, è il caso di Roberto Amori, grande appassionato di autobus che grazie al ueb 2.0. armato di videocamera digitale filma gli autobus e carica i propri corti su Iutiub.
Roberto Amori si spinge anche oltre le porte della città e va ad immortalare anche gli autobus di Modena, la metro di Torino, prende la suburbana, va a Vignola, filma la monorotaia di Mirabilandia, i Tram di Strasburgo, gli scambi di Monaco e tanto tanto altro.
Roberto Amori filma e diffonde in anteprima mondiale le prime immagini rubate del Civis e ci fa battere il cuore.
Tu tum.
Tutta la sua filmografia è disponibile su Iutiub a http://www.youtube.com/user/robertoamori.
Grazie Roberto Amori, da oggi guarderemo gli autobus con un occhio diverso.

Autobus, Autobus, Ai uont tu raid mai autobus! - I Quin

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martedì, 13 maggio 2008


PUNTO RADIO

Visto che devo tornare a Punto Radio per la promozione estiva di Umarells ricca di succose novità, prima di telefonare a Bob Messini riesumo la seconda parte della ricerca del desaparesibo Diego delle Cocomere sullle radio bolognesi.

Punto Radio nasce nel 1975 Dieci anni prima di Radio Sfera a Zocca da un'idea del grande Vasco Rossi ma al progetto fece parte anke Gaetano Currieri e Maurizio Solieri
Punto Radio è stata una straordinaria scuola di talenti artistici. Molti dei DJ "per scherzo" di quegli anni sono poi diventati artisti affermati. Vasco Rossi per primo. Ma ai microfoni stava anche un certo Gaetano Curreri (quello degli Stadio, per intenderci). Oppure Maurizio Solieri e Massimo Riva, colonne portanti della Steve Rogers Band, il Gruppo che ha accompagnato Vasco al successo nei primi anni di carriera e che poi ha battuto la via discografica autonoma.
Il punto più alto della "carriera" di punto radio fu tra l'estate 76 e quella 77. Il 19 settembre del 76, infatti, ad Alassio, si tenne la finalissima di un concorso indetto da "Onda tv" in cui il pubblico votava la sua radio preferita. Vinse Punto Radio, davanti alla diretta concorrente BBC, di Bologna, in cui militavano Red Ronnie e Bonvi.
Quella sera avvenne anche il famoso "patacchino" per cui Red per anni l'ha avuta a morte con Vasco. Per chi non ha mai letto dell'episodio, riportato nel libro di Poggini, ecco cosa avvenne: Vasco, attaccò, senza farsi vedere, un adesivo di punto radio sul giubbotto di pelle di Red, e questi, per ore e ore girò con questo adesivo sulle spalle, tra l'ilarità dei componenti della delegazione di Punto Radio presente ad Alassio. In più, oltre alla beffa il danno: Red Ronnie, quando finalmente se ne accorse, tentò di togliere l'adesivo ma finì con il rovinare definitivamente il giubbotto.
Quella vittoria per Vasco e compagni fu un grande motivo di soddisfazione e di orgoglio, il premio al loro impegno.
Da notare che, mentre i giovani del paese e non solo, li acclamavano e li portavano in palmo di mano, i "grandi" tra cui anche i loro genitori, li rimbrottavano e criticavano, dicendo che quello non era un lavoro vero, e che stavano lì a perdere tempo. Insomma, alcune delle frasi che suggerirono il testo di "siamo solo noi" nacquerò già da lì, a sentirsi dire che i giovani "non sanno far niente" e che "sanno solo combinare stupidate..."
Che in effetti soldi ne girassero pochi era anche vero. Riuscivano a mettere da parte qualcosa, ma il più delle volte erano più le spese che le entrate.
Oltre tutto, per diverso tempo, per loro principio rifiutarono di passare messaggi pubblicitari politici, cosa che invece le altre radio facevano ricevendo soldi in cambio, e questo, se da un lato era lodevole, dall'altro lato non li aiutava economicamente. Per mancanza di soldi, non sempre riuscivano a concretizzzare tutte le idee che avevano. Ad esempio, nell'inverno del '76 ricevettero la proposta di aprire una radio "gemella" a Roma. Nacque "Punto Radio Lazio" con sede a Frascati e per un poco andarono avanti a collaborare, lanciando, tra le altre cose, il primo numero di una rivista in cui scrisse un articolo anche Vasco, ma proprio per problemi di soldi, le varie iniziative sfumarono nel nulla. Nacque così l'idea delle "feste di Punto Radio" nelle varie discoteche, allo scopo, oltre che di divertirsi, di raccimolare un po' di soldi con la percentuale sugli incassi.
Punto Radio non fu una radio cosidetta "locale", in quanto la posizione di trasmissione, i 1000 watt di potenza, il ponte ripetitore a Bormio per la copertura anche della Valtellina, unica zona del nord italia non raggiungibile direttamente, una collaborazione con una radio di Roma, in pratica una tale copertura da renderla definibile come, "una delle primissime radio libere nazionali", un ufficio presso la sede per la gestione della pubblicità, uno a Bologna in Piazza Rooswelt, oltre 50 persone fra soci, dipendenti e collaboratori, decine di richieste da parte di radio locali nate come funghi nello spazio di pochissimi anni, di potere effettuare la ripetizione dei nostri segnali nelle zone scoperte, o comunque collaborare, le decine di visite settimanali agli studi, tanto che dopo un po di tempo fu necessario pianificarle in anticipo per evitare assembramenti, la quantità di personaggi vecchi e nuovi che si recavano personalmente presso la sede della radio per promuovere i loro 45 o 33 giri, (nacque in quel periodo un ristorante che lavorava prevalentemente per gli "ospiti di Punto Radio", infatti chiuse i battenti poco dopo il trasferimento della radio a Bologna avvenuta nel 1978).
Passano gli anni, Punto Radio diventa troppo famosa per un semplice gruppo di ragazzi, servono fondi e persone per mantenerla al passo della sua importanza, perciò ci si affida ad un Partito politico che in poco tempo apre una sede a Bologna con 2 studi di trasmissione, 4 studi di registrazione, Redazione con 3 telescriventi collegate con l'ANSA che sfornano notizie senza sosta, il tutto insonorizzato con gommapiuma antirombo e moquette da non lasciare nemmeno un centimetro di cemento scoperto.
Questo cambio di gestione si fa sentire e dopo qualche anno i rapporti cominciano a sgretolarsi, piano piano molti di questi pionieri abbandonano l'avventura prendendo strade diverse, nel frattempo Vasco, assieme a Solieri e Riva, intraprende la carriera di cantante e per forza di cose lascia la sua creatura nelle mani del nuovo gestore.Negli anni 80 Punto radio è la radio delle Coop e alterna musica ad trasmissioni di partito. A metà degli anni 90 Punto radio rivista dal gruppo Ferretti non brilla piu' è sopratutto musica e assume prima il nome Punto radio Anni 60 musica nni 0 e news ogni ora poi Punto radio Hit e news nel 1998. Nel 1999 Il gruppo decide di Affittare le frequenze a Bum Bum Energy. Nel ottobre 2005 le frequenze tornano a Punto Radio e diversi speakers di un'altra radio del Bolognese, (Radio Sfera Regione) ricordiamo: Dario Pattacini, Ivano Betti, Maria Sandra Aicardi ed altri come Bob Messini e Nando Macchiavelli iniziano a trasmettere quotidianamente programmi che presto fidelizzeranno gli ascoltatori. A distanza di poco piu' di 2 anni Punto Radio ha acquisito quasi totalmente i vecchi speaker di Radio Sfera Regione: Dario Pattacini, Anselmo Ruocco, Massimo Maccaferri, Massimiliano Mazzanti,Valerio Pinotti, Filippo Cotti oltre a voci nuove come Luca Bagnoli, Marco Dondarini dalla Tintoria di Rai3, e i Sumeri. Si puo' dire senzz'altro che Punto Radio con la sua copertura e il bacino di utenza è una delle radio piu ascoltate a Bologna e nonsolo (le attuali frequenze fm sono 87.600, 87.700, 87.900 per Bologna, Casalecchio, Imola, Faenza, Ferrara, Modena, parte di Ravenna e 101.400 per Parma) inoltre è possibile ascoltarla via internet dal sito www.puntoradio.tv da tutto il mondo
Da notare come anke molti programmi sono riamsti uguali a quelli di Radio Sfera:Obbiettivo di Massimiliano Mazzanti stesso orario e stessa formula ore 13, Anselmo Ruocco ha cambiato nome Terzo Tempo (era a Ruocco Duro) ma è rimasta uguale la formula; Filo Diretto di Dario Pattacini ha cambiato da pochi mesi il nome ma è rimasto uguale senza pero' la partecipazione di Ivano Betti ed è in diretta anke in tv su Rete8 Vga dal lunedi al giovedi' dalle 9 alle 9.30., Massimo Maccaferri si occupa sempre di basket e musica ma lo fa in solitaria senza il socio Pattacini, e ancora Anteprima Banana Sport sempre con Pattacini e con Franco Conti e Ivano Betti è pressochè uguale sempre al venerdi sera ma dalle 20.15 alle 21 la trasmissione Storica del mattino di Radio Sfera Serraglio Misto,che veniva condotta da Dario Pattacini e Massimo Maccaferri è proseguita su Punto Radio x 2 stagioni con lo stesso Dario e con Bob Messini al posto di Maccaferri (era ancora a Radio Sfera) e quest'anno ha cambiato il nome e parzialmente la formula ora Vaca Putanga (canzone che veniva spesso messa l'anno scorso quando si chiamava ancora Serraglio Misto) ed è stato sostituito Dario Pattacini con Marco Dondarini in coppia Sempre con BobMessini. Come programma di Punta da segnalare anke 7 in Punto di e.Righi in contemporanea in tv su 7 Gold.

diego delle cocomere
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lunedì, 12 maggio 2008


MODESTE STATISTICHE BOLOGNESI
(Cosa facevi nel 1997?)

Cosa c'è di più modesto delle statistiche?
E cosa c'è di più modesto di Astra (magari fossero quelli dell'oroscopo) che conduce per Unimodestia delle statistiche?
Vediamo cosa hanno scoperto di sconvolgente.
Il 47,8% degli intervistati giudica Bologna in netta decadenza.
A Bologna una fetta minoritaria di modesti guarda avanti con speranza e tensione progettuale, gli altri (la maggioranza) guardano indietro con nostalgia e hanno una diffusa percezione di recente decadenza.
Il grande amore per la città si sta riducendo, più della metà degli ntervistati percepisce e lamenta degrado e pensa che nel futuro andrà peggio.
Sono l'83% degli intervistati e dicono che l'inizio di sto schifo è stato nel nel 1997.
Il 9% dice che lo schifo è iniziato da più di 20 anni, il 39% dice che lo schifo c'è da 6-10 anni e dicono che è colpa di Guazzaloca, il 20% dice che lo schifo è da meno di 5 anni e sono quelli che cantano in coro col-pa-di-cof-fe-ra-ti-po-po-po-po-po-po-po.
Pare che i nodi cruciali della città sui quali intervenire siano la sicurezza, la viabilità, i parcheggi e c'è un coro di modesti che vogliono limitazioni più severe al traffico.
Da tutto sto schifo ne escono indenni le imprese che godono di un'ottima immagine e viene (casualmente)  richiesto loro di riprogettare la Bologna del domani e alla politica resta il compito di guidare il cambiamento, ma anche dagli industriali ci si attendono contributi.
Fine del pippone.
Ve li aspettavate dati del genere?
Viene quasi da chiedersi: ma Unimodestia, prima di commissionare sta roba, aveva mai letto lo spettro?
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sabato, 10 maggio 2008

10 MAGGIO 2008
"La notte della passione"
in diretta dalle 22 alle 24
l'ALTANA BOLOGNESE


"A son steda sturnela premma che regeina, Caporiouna dl'inper e imperatriz A cgnoss pulid la putainza dlà bafiouna Ma l'azdaura lan fa brisa saul di fangein né fer vgnir gosst al so' omen Av ved imbarazzè: sagna sbucchè? Ingabieda in tal convant bain srè A pos scorrar ormai cum am pèr"
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venerdì, 09 maggio 2008

Lasciate che i pargoli vengano a me

TANTI AUGURI A TE!

Oggi è il 31esimo compleanno del più grande poeta degli ultimi 80 anni dopo Montale che potrebbe essere anche il più grande scrittore di questo secolo dopo Joyce, se solo le case editrici pubblicassero i suoi due capolavori. L'ho appena sentito. Spera che il suo agente mieta successi alla Fiera del Libro, cui lui non va, troppo dolore non vedere le sue due opere rilegate e copertinate, in qualche prestigioso stand. Ah, che miopi gi editori moderni!
Mi ha detto che ieri è apparso anche su Anno Zero, che ormai è diventata la succursale del Bar Maurizio. Ha sostenuto, coraggiosamente, la tesi che i giovani che vanno al Grande Fratello hanno voglia di vivere ed è un modo per reagire all'immobilità di questo paese.
Gli ho chiesto qualche impressione sull'ultimo GF. Di Mario non ha nulla di particolare da dire, Alice meritava di vincere perchè gli fa un gran sangue, il Cumenda è  un essere grottesco e Fabio è molto simpatico e umile, dote che Franco massimamente apprezza. Silvia, invece, ha deluso il Poeta perchè non tutte le diversità sono accettate, come lei afferma, passando ormai dall'altra parte della barricata. Il nostro paese ne ha ancora di passi da fare per superare le differenze, come i fatti di Verona tristemente dimostrano.
In tutto questo, Franco si sta dedicando ad un Master di marketing, appare su qualche giornale paparazzato con modelline, fa ospitate varie ed ha avuto qualche avventura eroticamente soddisfacente. Per la cronaca si professa ancora single, quindi fan, fatevi sotto coperte di panna montata per regalargli quelle gioie che l'editoria italiana gli sta improvvidamente negando.

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venerdì, 09 maggio 2008

LA RONDA DELLA MODESTIA

Bologna sempre troppo avanti.
Bologna sempre modesta.
52 modesti con tesserino aenne (ma non esisteva più?) vanno in giro per la strada a fare le ronde e segnalano robe tipo che in via orfeo si beve fuori all'aria aperta in barba all'ordinanza, in Santo Stefano ci sono le prostitute, al PIncio si spaccia, al Barraccano si dorme sotto ai portici e sotto al ponte di Baracca c'è Pierin che fa la cacca.
Cose che sappiamo tutti e, visto che non abitiamo nei centri del degrado, non ci interessano.
I 52 rondiani hanno prodotto un rapporto rap.
La mattina dopo tutti a lavorare e raccontare ai colleghi della serata epica da umarells e di quello che hanno visto.
Ed è subito polemica, polemica rigorosamente politica e nessuno che tira in ballo la modestia.
Cosa non si fa quando non si ha proprio un caxxo da fare, la noia stringe la gola, gli anni si cominciano a sentire sulle gambe e il calcetto del martedì sera con i soliti amici non basta più.

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giovedì, 08 maggio 2008


PERFORMANS DEI

Lo spettro è partecipazione, lo spettro sa che in ognuno di noi alberga un talento anche piccolissimo e lo spettro crede che questo talento vada coltivato e valorizzato.
Sempre.
Anche se la maggior parte delle persone va a lavorare dove del talento gliene può fregare di meno e soprattutto non è richiesto, credo non sia giusto sopire il proprio modestissimo talento quindi colgo l'occasione per invitare tutti i talnetuosi dello spettro al PERFORMANCE DAY venerdì 9 maggio, ore 17 al Container, vicino alla Biblioteca Spina, via Casini 5, San Donato.
Performance Day è una gara di performance a cui il pubblico è invitato a partecipare come spettatore e giurato. Sono accettate performances di qualsiasi tipo, anche solo un gesto, la presentazione di un oggetto o un suono, una sequenza di passi di danza, un esempio di arrampicata libera, parcour, mimo, equilibrismo, giocoleria o qualsiasi altra cosa di vostra invenzione. La gara è aperta a tutti e ogni intervento non potrà superare la durata massima di 1 minuto. La gara verrà fatta in luogo aperto e il pubblico deciderà chi sarà il vincitore per ogni singolo match, fino all’acclamazione finale. La valutazione verrà fatta tenendo conto di diversi parametri: ironia, originalità, acrobazia. I performers si sfideranno uno contro l'altro, a eliminazione, fino a designare i due sfidanti finali.
Anche se non ve la sentite di prendere parte alla gara siete i benvenuti come pubblico
Performans dei è un progetto di Emilio Fantin che non so chi sia, ma fa lo stesso.

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mercoledì, 07 maggio 2008


CHI L'HA VISTO?

Molti si domandano che fine abbia fatto il redattore Federico Mello.
Nessuno lo vede più in giro per le strade di Bologna e mi arrivano gli essemmesse che chiedono di lui e io non dico nulla, sto sul vago, dico che non lo so, ma nessuno sa la verità: lo sto coprendo.
Vi posso solo dire che è a Roma ladrona.
Giorni fa gli mando un essemmesse chiedendogli di intervenire sul modesto dibattito della pubblicazione dei redditi che ha fatto tacere inaspettatamente  gli abiuèèèè più loquaci dello spettro.
Del commento di Mello neanche l'ombra.
Dopo alcune ora la sua risposta: "Maso caro mannaggia non ho un attimo per fiatare".
"Finalmente lavori :-)"
gli rispondo io.
Mi siedo al pici, mi arriva un suo tuit di tuitter "il capo gli fa i complimenti e lui è contento"
Attendo invano una tuittata tipo "lecco una mano al capo e lui mi accarezza la testa", ma non arriva.
Stamattina un tuit rivelatorio.
E' un segnale.
Capisco che è giunto il momento di non coprirlo più, clicco sul sito del nuovo datore di lavoro di Mello e copio incollo la biografia ufficiale  del ragazzo:

Sono nato a Lecce nel 1977.
Dal 1997 in poi ho vissuto a Bologna e, mentre mi laureavo in storia contemporanea (con una tesi sui primi utilizzi di Internet per campagne politiche), ho fatto cose varie e tutte interessanti.
Ho lavorato in radio, intrattenimento e approfondimento. Ho fatto il porta-pizze e lo spolveratore di libri antichi.
Ho scritto per giornali locali e contribuito ad aprire una piccolo libreria.
Nel 2001 sono stato a in Messico a seguire la marcia del subcomandante Marcos, e poi a Genova a dare una mano per l'ufficio stampa.
Dopo la laurea mi sono occupato di comunicazione, ho lavorato all'assessorato cultura della Regione Emilia-Romagna e ho approfondito la mia conoscenza di Internet e della blogsfera.
Nel 2007 ho scritto un "saggio rap", "L'Italia spiegata a mio nonno", un'analisi impietosa sulla situazione delle nuove generazioni italiane, pubblicato da Mondadori nella collana “Strade Blu”.
Adesso continuo a scrivere e, soprattutto, sono qua ad Annozero: una sfida davvero appassionante se penso che da ragazzino tornavo a casa presto per guardare Samarcanda.

Nessuna traccia della fondamentale esperienza di storico contemporaneo body crasher e nessuna traccia dell'ancor più fondamentale esperienza di redattore dello spettro.
Fa lo stesso.
In bocca al lupo Federico.
Auguri da tutta la redasione  e spero anche dai lettori dello spettro.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (97)
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martedì, 06 maggio 2008

NEGOZI DI DISCHI A BOLOGNA

Uno dei miei obbi preferiti, visto che sono uno ggiovane, è ascoltare la musica (oltre lavorare, ovviamente).
Passo ore ed ore con gli auricolari fin dentro la tromba di Eustacchio per meglio captare le gud vaibrescions. sull'autobus, alla coop, davanti al pc... insomma ev'ri uèr.
E uno dei miei tanti obbi è anche quello di andare in giro per gli scaffali in un negozi di dischi, perché mi piace tutta quella plastica con segnali digitali incisi accompagnata da un booklet a volte vuoto a volte zeppo di testi, e nonostante l'esosa richiesta da parte dell'onesto commerciante di cui si dice che non abbia colpa ma che in fondo anche un po' colpa sua lo è, io sono uno di quelli che - ahimé_signora_mia - i dischi li compra ancora originali con una media di circa un paio di cd al mese. Soprattutto amo promuovere e sponsorizzare gruppi e artisti non necessariamente famosi che fanno musica bella a 360° con predilizione per il cantautorato, quella folk (che una volta si chiamava popolare) e per l'elettronica.
Ci sono, ovviamente dei negozi che mi piacciono di più e altri che anche se non mi fanno impazzire ci vado lo stesso, perché hanno generi, produzioni e materiali che non si trovano dapperutto e li ho catalogati con un voto generico che va da uno a cinque dove uno è brutto brutto brutto, e cinque è bello bello bello.
Fondamentalmente i negozi in cui mi si può ammirare girare tra gli scaffali come un autistico, sono:

Ricordi
Media Store in Via Ugo Bassi:
Quando voglio le ultime novità di cantanti/gruppi è il mio punto di riferimento principale: ci metto 5 secondi netti a fare l'acquisto perché trovo tutto a disposizione in breve tempo. Sconsigliatissimo quando cerco cd di etichette minori oppure cd di musica indipendente. Non sanno manco come si scrivono ed praticamente impossibile ordinare qualcosa. Ha un buon reparto DVD ben fornito, ma non proprio conveniente.
Ultimo acquisto: Max Gazzè - Tra l'aratro e la radio.
Voto complessivo: 3 stelle.

Disco D'Oro in Via Galliera:
E' un bel negozio, di quelli con l'atmosfera come piace a me, ed è l'unico che ho visto che vende cd usati, ed io impazzisco per i cd usati perché spesso capita di trovarci veramente delle belle stampe a prezzi bassi. Me l'han consigliato come negozio storico di Bologna, che negli anni 70 importava vinili da tutto il mondo di musica Punk, Psichedelica etc.. Ci vado in pausa pranzo, a volte, visto che è attaccato a dove lavoro. Non ci ho mai comprato nulla perché, anche se è un bel negozio, il tipo che è dietro il bancone non mi caga mai quando gli chiedo delle informazioni, e tra l'altro non ha prezzi chissà quanto convenienti rispetto ad altri negozi. Peccato, sarei stato un cliente molto fedele.
Ultimo acquisto: Non pervenuto.
Voto complessivo: 2 stelle.

Nannucci in Via Oberdan:
Da Nannucci trovo sempre quello che cerco. Se Nannucci non ha un disco che cerco, glielo posso ordinare, e se quando gliel'ho ordinato non riesce a trovarmelo vuol dire semplicemente che quel cd non esiste. Ci spendo veramente un sacco di soldi lì dentro, e prima di entrare do sempre un'occhiata alla vetrina che ha sempre dei bellissimi dischi (storici e non) a prezzi veramente irrisori. E se poi ci si aggiunge che essendo un membro del CMAM ho diritto ad un 10% di sconto sull'acquisto... Il top del top.
Ultimo acquisto: Offlaga Disco Pax - Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione).
Voto complessivo: 5 stelle.

Poi, se proprio non riesco a trovare il disco che mi interessa in uno di questi negozi citati, mi affido al sempiterno internèt che accetta la mia carta prepagata per il 99% degli acquisti, senza muovermi da casa e senza rompere le scatole a commessi con domande assillanti e a tratti imbarazzanti... ma questa è un'altra storia.
postato da: ostelinus alle ore 09:14 | Permalink | commenti (83)
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domenica, 04 maggio 2008

LA BOLOGNA RIVELATA

"Non credete alla televisione, Non credete ai giornali, Non credete alla radio, Non credete ai mass media, Ne al vostro compagno di banco, Ne al vostro collega d’ufficio, Ne a vostro padre, Ne a vostra madre, Fidatevi di noi, Fidatevi di lui, Fidatevi di noi quando vi diciamo che, PACCIANI È UN BRAV’UOMO"

New Hyronja - Pacciani era un brav'uomo (Pavonificio Sangirardi 1998)

Qualche giorno fa l'agenzia delle entrate, come regalo per la festa della schiavitù del primo maggio  ha pubblicato su internet il non pubblicabile, chi era al compiuter in quel momento è andato a leggere, poi è intervenuto il garante della praivasi che ha detto che non stava bene e allora, come vuole la dittatura della modestia hanno tolto tutto.
Peccato.
Ma perchè?
Le motivazioni di tale cancellazione si nascondono dietro la modestata della violazione della praivasi, ma in realtà la praivasi centra ben poco, hanno tolto i dati solo perchè consultare redditi on lain scatenerebbe nel breve periodo problemi di ordine pubblico visto che la verità, come dice Caterina Caselli fa male.
Finchè sono stati pubblicati sui quotidiani e pure on lain i redditi dei cosiddetti liberi professionisti non è successo nulla di eclatante, qualche modesta polemica, qualche distinguo, qualche "vi querelo", ma alla fine i dati sono rimasti lì dove erano a futura memoria e se il popolo delle partite iva dichiarava poco il modesto di turno diceva evadono il fisco, se dichiaravano molto il modesto di turno diceva evadono il fisco e alla fine  il modesto più acuto sentenziava "ci vogliono più controlli" e tutto finiva lì come vuole l'italica tradizione.
Non stiamo a parlare delle imprese e lasciamo la parola al modesto: "Evadono il fisco! Ci vogliono più controlli".
Vero!
Cosa ben diversa è invece pubblicare i redditi di tutti quanti, soprattutto di quelli che hanno solo la busta paga, soggetti che all'improvviso sarebbero esposti al controllo e alle invidie di quelle modeste presenze imposte che sono i colleghi, ma anche degli amici.
Capite benissimo che la pubblicazione di dati del genere non permetterebbe più a questa gente di lamentarsi o di sparare cazzate di ostentata miseria.
Questo si che è enterteinment per impiegati, altro che lo spettro.
Facendo uno scrining bolognese impiegatizio si scoprirebbero finalmente scomode modeste verità, verrebbero a galla redditi notevoli percepiti da bamboccioni che continuano a vivere con mamma e papà lamentandosi che la vita costa troppo, gente che ti ha raccontato che avere un figlio costa troppo e non se la sentono di averne uno, impiegati pubblici invidiatissimi che però alla fine guadagnano veramente poco, gente che fa la cresta sul caffè che mentendo dice che non arriva alla quarta settimana, gente che credevi guadagnassero un casino e prendono meno di te, aristofric che lavorano in ufficio per obbi, gente che racconta di finti sacrifici incredibili perchè ha un mutuo da pagare, gente inetta ma opportunamente opportunista strapagata, gente che se la tira e guadagna la metà di te, vicini di scrivania che dormono nei cessi al pomeriggio pagata il doppio di te, gente che si stupisce che non gli hanno preso il cinno al nido, gente che fa continuamente discorsi di miseria e mette da parte l'impossibile e tanto, tanto, tanto altro.
La pubblicazione di questi dati fungerebbe così da modestometro, da pseudo macchina della verità, un modestissimo dato in più, un bumerang per le aziende, una prova del nove dove poter controllare in qualsiasi momento se la persona con la quale hai parlato poco fa lamentandosi di continuo dei soldi è stata sincera o no sul proprio pezzaculismo ostentato.
Sarebbe fantastico, non ci si fiderebbe mai più di nessuno, ma almeno lo si farebbe con cognizione di causa e maggiore consapevolezza.
Ci si impietosirebbe di meno.
Ci si farebbe raccontare meno cazzate.
Si perderebbe meno tempo ad ascoltare le solite lamentele di finti nuovi poveri.
Si guarderebbe meno alle tasche dei Vip e più alle tasche dei Nip ingannatori.
Ora lo so che stai entrando nel sito dell'agenzia delle entrate perchè ti sei incuriosito a leggere questo post modestissimo, ma purtroppo hanno tolto tutto.
Hanno detto che è meglio non far sapere queste cose.
Hanno preferito che si continui a fingere.
Hanno preferito che si continui a raccontarci vicendevolmente delle cazzate.
Hanno decretato che la modestia, per trionfare ha bisogno di essere alimentata dalla menzogna.
Ci meritiamo tutto.

Volete di nuovo on lain i redditi di tutti i bolognesi?
Si
No
  
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postato da: maso_ alle ore 11:54 | Permalink | commenti (84)
categoria:maso
giovedì, 01 maggio 2008
MESSAGGIO PER I CRITICHINI DELLO SPETTRO

In un video che molto ricorda quello ben più celebre di Bin Laden e i suoi amici che vanno a funghi , Enrico Brizzi risponde ai modesti lettori dello spettro che in precedenza avevano criticato la sfacchinata Roma Gerusalemme e lo fa nel giorno in cui gran parte dei bolognesi festeggiano allegramente la loro schiavitù.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (28)
categoria:maso, enricobrizzi