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lunedì, 30 giugno 2008

FARE LA SPESA A GRATIS
A BOLOGNA

Se entro sera non mi arriva quel bonifico sarò uno dei tanti bolognesi che a giugno non è arrivato a fine mese.
Eppure sono vivo.
In questo scenario dove anche solo la sopravvivenza aumenta di prezzo, per chi non ci sta più dentro segnalo la bazza dei cassonetti di Via Ruggero Ruggeri. Se vi capita di passare da quelle parti tra le 19 e le 20, potreste trovarvi di fronte alla gente che fa la fila per raccattare gli alimenti che vengono cacciati nei cassonetti del vicino supermercato.
Sicuramente in città ci siano anche altri esercizi che partecipano all'iniziativa FARE LA SPESA GRATIS A BOLOGNA, per adesso conosco solo questo luogo.
Per i più benestanti che vogliono risparmiare, c'è l'iniziativa di Una "borsa della spesa" a prezzi scontati, però lì si paga.
E domani sarà il primo luglio.
Come passa il tempo.
Eppure sono vivo.


Ma ci arrivi sempre alla quarta settimana?
Si
No
  
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postato da: maso_ alle ore 10:46 | Permalink | commenti (76)
categoria:maso
venerdì, 27 giugno 2008
 

FRATE METALLO A BOLOGNA
 

In pieno periodo etrenta dove i  modesti non posono certo dire "a Bologna non c'è niente da fare", segnalo il gods of metal al parco nord in una delle vie più brutte di Bologna, via stalingrado.
Programma dell'etrento:
 
27 Giugno 2008: Iron Maiden, Avenged Sevenfold, Rose Tattoo ed Apocalyptica
28 Giugno 2008: Slayer, Meshuggah, Testament, At the Gates, Carcass
29 Giugno 2008: Judas Priest, Yngwie Malmsteen, Morbid Angel, Enslaved, Obituary
 
"Ma chi se ne frega di sta musica da protoumarells" diranno i puristi dello spettro bianco vestiti.
Concerto pesissimo invece.
Concerto di importanza internazionale, altro che le solite provincialate,  ma sopratutto, concerto che verrà aperto niente popò di meno che da padre Cesare Bonizzi, in arte Frate Metallo.
Sto qua non è il solito borderlain vestito da frate, sto qua è un vero frate cappuccino che tanti anni fa andò al forum di Assago a vedere i Metallica ed è rimasto folgorato, una seconda vocazione che è sfociata nell'incisione di ben 16 cd di Evi Metal.
Le sue canzoni pesissime parlano di famiglia, donna, sesso, Dio, droga... Frate Metallo ha capito che dietro la scorza abatantuonesca dei metallari batte un qore di pulcino gavettonato, l'evi metal è amore, il gesto delle corna è un simbolo d'amore che significa AI LOV IU.
Frate Metallo utilizza la musica metallara per diffondere i temi della chiesa in chiave laica e lo fa in qualità di persona e non di predicatore.
Frate Metallo sostiene che la musica metal sia agli antipodi rispetto al satanismo vistoc he tra centinaia di gruppi, esisteranno al massimo due o tre band che si ispirano al demonio, proprio come il degrado a Bologna che è agli antipodi con i pankabbestia o i tupaz che dir si voglia.
Settimana ricca di eventi, etrenti, ma se non vi interessa Frate Metallo e i suoi ruggiti, potete sempre ripiegare su Frate Coda sull'A14, Frate Passerella, Frate Scandella, Frate Parco o Frate Ghei.
Fate voi.
E non dite che a Bologna non c'è mai niente da fare.
Buon uichend.
postato da: maso_ alle ore 08:00 | Permalink | commenti (72)
categoria:maso
giovedì, 26 giugno 2008

NON DI SOLO GHEI PRAID VIVE LA DONNA

Periodo bolognese ricco di eventi questo, praticamente un etrenta.
Ne sa qualcosa la collaboratrize daniLdc che ci delizia con questo prezioso scritto:

Sabato prossimo dovrei dividermi in quattro o cinque me stessa differenti: una che resta a casa a cucinare per fidanzato, mamma, papà, suocera e nipoti, una che presenzia alla premiazione di un concorso letterario, una che va a Marina di Ravenna, un'altra che segue la parata del Gay Pride. Come se ciò non bastasse, ieri mattina, mentre facevo colazione e dibattevo con la lattaia proprio di questo dono dell'ubiquità che non riesco mai ad ottenere anche pregando, scoprivo un'altra interessante iniziativa.

Mi diceva, la lattaia, c'è una sfilata di moda a Villa Serena e bisognerebbe farci un salto perché hai voglia a dire che i giovani d'oggi non si inventano mai niente, hai voglia a dire che stanno tutto il giorno sdraiati in piazza Verdi a farsi le sigarette di droga e invece nella pigra e oziosa Bologna del week end, diceva, e non è mica vero che si fanno sempre le stesse cose, c'è anche chi sfida il sabato del Ghei Praid e s'inventa una cosa diversa e poi questi qui si son sbattuti alla grande e si sono auto-prodotti, auto-pagati e mica come là a Milano che la moda la mangiano spalmata sul pane, qui da noi è difficile smuovere l’attenzione su certi argomenti.

A parte che, ho pensato, la mia lattaia è una donna trendy sotto al grembiule e non l’avrei mai sospettato, una volta arrivata in ufficio ho googlato e ho trovato: "Show room: il new look di Christian Dior". Si tratta dell’ottava edizione di una sfilata con annessa installazione permanente realizzata con i medesimi capi, riprodotti in scala, che indosseranno le modelle (bla bla bla omissis)… Dopo un'accurata ricerca sul periodo in questione, il lavoro che gli allievi andranno a presentare racchiude un percorso su ciò che concerne il significato di progettazione e realizzazione di un abito, tenendo conto delle difficoltà che la realizzazione può comportare in base al tessuto scelto, al colore, il tutto simulando le varie tappe che un vero designer affronta in un'azienda o in un ufficio stile. Il tutto si svolgerà nella cornice di Villa Serena, sabato 28 giugno a partire dalle 21,30.

A questo punto a Marina non riesco ad andare, idem al concorso letterario, che tanto cosa vuoi che mi premino, il ghei praid posso seguirlo al pomeriggio… non mi resta che lasciare i fornelli al mio fidanzato, che tanto è molto più bravo di me, infilare una scarpetta tacco 12 e lasciarmi trasportare dal rutilante mondo della moda!

E brava daniLdc (e anche la lattaia).
Per quanto mi riguarda, io vorrei essere la moda.

postato da: maso_ alle ore 12:10 | Permalink | commenti (17)
categoria:danildc
mercoledì, 25 giugno 2008

TOLK SCIO DI RESISTENZA

Tanti anni fa Maurizio Costanzo propose al paese scarpa la formula del tolk sciò e adesso è tutto un tolk sciò e tutti parlano, parlano, parlano e qualcuno sta ad ascoltare.
Erano tempi in cui la bolognesità era rappresentata dai miei amichetti che facevano i film con Pupi Avati e andavno lì a Roma a portare loro stessi, poi c'è stato il periodo della Mazzucato che era già una blogger quando non esistevano ancora i blog.
Altri tolk sciò di rilievo, Ring su E TV condotto da un certo Gurioli che mi ha tanto ispirato per la creazione di questo blog.
Adesso il nulla, a meno che uno non si accontenti a guardare Spada che parla sempre di politica bolognese o di degrado, in alternativa un programma con gente sul divano trasmessa da Rete 8 intorno alle 20.30.
Non si fugge dal tolk sciò e nella mia gara di resistenza stasera alle 20.30 sono stato invitato da Riccardo Paccosi a partecipare a un tolk sciò niente popò di meno che a Vicolo Bolognetti.
Argomento della serata: quello di cui poi alla fine parlava Piero Angela, ma forse no, ma anche si.

TALK SHOW - Bologna e il conflitto generazionale: i giovani contro gli umarells.
Ore 20.30 Vicolo Bolognetti - Vicolo Bolognetti 2 - Bologna
Tra gli ospiti: Danilo Masotti (spettrodellabolognesita), Gianluca Borghi (PD), Daniele Carella (PdL), Carmelo Adagio (Presidente Q.re S. Vitale). Conduce Roberto Botti (Il Resto del Casino). Il talk-show andrà in onda in onda su Rete 8 venerdì 27 alle ore 20,00 e sabato 28 alle ore 8,30..

E' evidente che a Bologna non ci son più i tolk sciò di una volta.

postato da: maso_ alle ore 11:10 | Permalink | commenti (44)
categoria:
martedì, 24 giugno 2008

 

MASSIMO CALORE

Ieri tanti discorsi belli tondi e ragionevoli di produttività 20% altre ore impegnate ma non lavorate 80%, poi mi sono trovato chiuso in casa concludendo fallimentarmente la giornata con un 40% produttive 60% no (se voglio mentire a me stesso come preferiscono fare i più inverto le proporzioni e magari le gonfio).
Ma perchè?
Colpa dello spettro della Brunettità?
Forse, ma è che faceva un gran caldo e allora sono stato chiuso in casa con il climatizzatore appena accennato e mi sono portato avanti, capita pure  a me.
"Soccia che caldo" è la frase spettrale che sentirete per strada inq uesti giorni unitamente a "Bologna è la città più calda d'Italia... ma non è tanto il caldo, è l'umidità" .
Fino a pochi giorni fa ci si era lamentati che pioveva e faceva freddo, adesso si ritorna a lamentarsi perchè fa caldo e il luup bolognese può continuare il suo corso.
Ma perchè ci si lamenta del caldo?
Chi si lamenta del caldo?
Da un recente studio spettrale emerge che chi si lamenta di più sono gli apparteneti alla bebi lusers generescion (quelli nati tra il 1968 e la fine degli anni 70) e il motivo per il quale si lamentano è principalmente uno solo: la mattina devono andare a lavorare.
La sera prima fuori, la notte accaldati, la sveglia la mattina tutturuturututtu ed il pensiero "Nooo".
Colazione, poi si esce, però fa un pò fresco e si è contenti, poi ci si rinchiude in un ufficio con l'aria climatizzata e il solito collega che ha freddo, quella che gli dà fastidio e quello che non se ne accorge neanche perchè sta navigando sullo spettro.
I più modesti dicono "In estate sto bene in ufficio perchè c'è l'aria condizionata", poi li vedi lì con dei desktop che hano come sfondo spiagge e altri scenari esotici.
No, ma in estate si sta bene in ufficio.
Estate a lavorare, mi passa davanti agli occhi una carrellata dei vari caldi patiti in questi ultimi 20 anni e mi torna in mente la fine degli anni 80 dove ci si raffreddava in 5 con un ventilatore girevole, poi mi vine in mente il caldazzo nel capannone di Villanova, la mokettt e io sguattero che riempivo d'acqua un pinguino sia a san lazzaro che in via san felice.
Poi la svolta, l'aria condizionata e quelli che la volevano spesa, quelli che la volevano accesa che poi adesso che ci penso non era poi sto gran caldo.
La svolta nel 1997, poi il caldo del forno a legna di Robbè pesissimo e le consegne delle pizze in auto con il finestrino giù senza aria condizionata.
Di nuovo climatizzatori e negli uffici più modesti di nuovo il pinguino con un nuovo desaign, ma la solita pozzanghera d'acqua sul pavimento vicino ai cavi elettrici alla faccia della 626 che tanto entusiasma i modesti.
L'apoteosi nel 2003 recluso a casa dei miei con una pala che roteava 24 ore su 24 e l'aggravante di un piede ingessato lavorando con un portatile appoggiato sui maroni.
Forse è proprio dal 2003 che il caldo non è più il caldo di una volta, ma una volta i bebi lusers mica si svegliavano per andare a lavorare, quindi il caldo er apiù sopportabile, come lo è più sopportabile per gli umarells che se ne stanno in casa (diverso discorso per quelli che vanno in bicicletta alle 14.30).
Per fortuna arriva la sera.
Ieri, passeggino alla mano, simao usciti a passeggiare per le banliè del quartiere San Donato.
Umarells e zdaure boccheggianti sulle terrazze.
Vicino alla sala prove di Steno incontro Mimì e Vittoria, non ci si vedeva da tempo.
Chiacchiere, chiacchiere e mia figlia si addormenta sotto al frastuono di aerei che decollano.
Una zdaura sciabattante con un cane dalla lingua d'acqua mi parla del caldo e mi dice che però venerdì verrà a piovere e questa visione di futurop  la fa stare meglio.
La tivu trasmette uno speciale di Quark dove si parla dell'incremento esponenziale degli umarells (tanti, uno per ogni lavoratore nel 2010) al grido di ma chi li paga?
E mentre si alza un pò di vento,  i bebi lusers vanno a letto che la mattina dopo devono andare a lavorare.
Soccia che caldo... però coraggio, forse venerdì sera viene brutto.

postato da: maso_ alle ore 11:10 | Permalink | commenti (32)
categoria:maso
lunedì, 23 giugno 2008

LO SPETTRO DELLA BRUNETTITA'
(post meritocratico)

Renato Brunetta è un umarein con il quale non vorrei mai avere nulla a che fare.
Pil, produzione, incentivazione degli straordinari, correre, scattare, fare, brigare, lavorare di più per consumare di più, mutui, rate... oh frena, ma xa vut?
Dove vuoi andare?
Sta ban tranquell!
Bisogna riconoscere che Brunetta fa benissimo (se ci riesce) a mandare a casa chi non fa un caz tott al dè, probabilmente gli fa un favore e gli toglie pure la responsabilità della scelta, ma fa male a proporre alla gente di lavorare di più che già gli uffici sono pieni di sopravviventi che fanno poco e niente tutto il giorno lì attaccati a un compiuter sia nel pubblico che nel privato e questo blog di enterteinment per impiegati mi pare ne sia una dimostrazione.
"I compiuter dovrebbero servire per fare più velocemente le cose, il resto è vita da inventarsi, altro che stare a presidiare una scrivania per ancora più ore e far finta di lavorare"  et capè Brunetta?
Ma questi sono discorsi sterili, la zente preferisce raccontarsela che sta lavorando un casino, quindi passiamo ai fatti che ci riguardano e in pure stile umarcein Brunetta vediamo dopo quasi quattro anni di spettro della bolognesità l'operato dei membri storici della redasione:

Aeiouy 30 post
La Sima 24 post
Max Bartender 108 post
Max Bartrader 2 post
Mello 38 post
Piluto 25 post
Pony Luna 98 post
Zefram 24 post

nuovi redattori: Danildc 4 post Ostelinus 17 post

Oddio, ma Brunetta ha ragione!
Anche qui c'è un fracco di gente che oltre a non produrre per i fatti loro, non postano neppure.
Eppure i loro blogs siti e strumenti 2.0 sono sempre aggiornatissimi.
C'è qualcosa che non va, Brunetta dimmi tui cosa fare caxxo!
"Fai che scrivano solo sui loro blog e se vogliono che un loro post sia pubblicato sullo Spettro lo mandino a spettrodibologna(@)email.it. Basta redasione! Ora tutti possono partecipare e contribuire a questo blog che svolge un servizio utilissimo per la città. Tanto non cambia nulla. Da oggi solo collaboratori, fanno così anche le aziende pubbliche e private, perchè non lo fai anche tu?"
Okei.
Sia fatta la tua volontà Renato.
Clic.

postato da: maso_ alle ore 11:23 | Permalink | commenti (73)
categoria:maso
domenica, 22 giugno 2008


LONTANO DA BOLOGNA
LONTANO DAL BLOG


Stare lontano da Bologna fa bene.
Stare lontano da internet fa ancora meglio.
Se potete fare entrambe le cose, provateci.
Quando si è lontani da Bologna si ha l'opportunità di non essere più noi stessi, se ne abbiamo voglia possiamo smettere di interpretare i vari personaggi che ci obblighiamo a recitare ogni giorno nel nostro paesone e ci possiamo sentire più liberi.
Se poi non tocchiamo il compiuter è ancora meglio.
Se potete farlo, provateci... poi magari non fa per voi e me lo dite.
Sono momenti in cui si può osservare la nostra modestia bolognese da lontano, chi è intorno a noi non sa chi siamo, cosa facciamo, non gliene frega niente di Cofferati, di Sirio, del Ghei Praid, del degrado e soprattutto non c'è alcun desiderio di raccontarsi.
Pochi discorsi di circostanza basilari con sconosciuti che incrociano il nostro destino, per chi invece vuole approfondire sono disponibili i soliti dialoghi dove ognuno penosamente si presenta identificandosi con la propria professione.
Lontani da Bologna Si osserva la modestia e la fiacca del paese scarpa che non è poi così diversa dalla modestia che riespiriamo per 365 giorni l'anno, una sordida modestia sterile, ben vestita, ben pettinata che produce ma non si riproduce e quando lo fa, lo fa tardi ed è incapace di gestire anche in vacanza piccoli diavoli che con un esubero di natura davanti agli occhi non sono in grado di correre nei prati, ma si rifugiano in un modesto angolo pleistescion.
E si lamentano.
E si sfogano con i camerieri o con la tipa della recepscion esercitando il misero potere del cliente.
Gli stranieri invece sono diversi, sono più giovani, attaccano meno bottone, si fanno i caxxi loro, hanno tutti almeno un paio di cinni e soprattutto non rompono i coglioni, ma non li voglio idealizzre, li osservo e preferisco comunicare con loro attraverso sguardi che dicono più di tante vuote parole, evitando così anche le penose conversazioni in inglese che possono solamente sfociare in modestate tipo "uer ar iu from" (poi uno te lo dice e tu non sai dove si trova la città, lo stesso vale per lui) o ancor peggio "uots ior giob" .
Mi basta essere lontano da Bologna e dai suoi fragili progetti di sempre.
Mi basta staccare la spina e non consultare imeil, blog e tutte ste cazzate che ci riempiono (o vuotano?) la vita.
Mi basta godere del tempo scandito da poche piccole azioni.
Mi bastano quelle.
Poi si ritorna.
Un pò dispiace, ma va bene così.
Le montagne scompaiono, arriva la pianura padana, il caldazzo e le code di modesti che da Modena Sud alle 13.00 ancora si accavallano sull'A14.
In lontananza vedo San Luca che mi dice che la meta è vicina.
Rischio la coda, vado dritto verso l'uscita Casalecchio e prendo la tangenziale dove c'è meno traffico mentre alla mia sinistra è di scena l'inferno dell'immobilismo dei prigionieri dell'A14.
Uscita 8.
Vengo accolto dalle torri di Kenzo Tange e dal poster di Hulk.
Temperatura +32°.
L'estate inizia oggi, benvenuta... e bentornato.

p.s. mi hanno appena invitato a presenziare ad un barbechiu :-(
postato da: maso_ alle ore 09:59 | Permalink | commenti (11)
categoria:maso
giovedì, 19 giugno 2008

GIOVEDI' L'ULTIMO GIORNO DELLA SETTIMANA

Che poi non è vero: l'ultimo giorno della settimana è venerdì. Altro che guerre religiose!
Ma per me l'ultimo giorno della settimana, questa settimana è oggi: giovedì. Infatti tra poco partirò per il fine settimana, che a sto punto, se la maturità scientifica con 38/60 non è stata del tutto rubata, durerà da domani fino a domenica sera.
Partirò per raggiungere il mare abruzzese, nella speranza di tornare più colorito e più riposato e con non troppi etti in più.
Partirò in treno, perché in macchina non è più conveniente, ma non tanto per i rapinatori a mano armata sotto forma di benzinai, quanto per evitare la maledizione di Rimini-Bologna della domenica sera che non perdona. Eh no che non perdona quella!!!
Partirò lasciandomi alle spalle un fine settimana ottimo che si prospetta ottimo per chi lo trascorrerà qui a Bologna visti i succulenti eventi si preparano all'orizzonte; e poi questo sole che è uscito è ottimo per delle belle passeggiate sui colli, o per una corsa al parco di Casalecchio... ma il mare abruzzese è un'altra cosa.
Partirò uscendo da un ufficio, e tornerò lunedì appoggiando le mie regali terga su una nuova sedia in un nuovo ufficio di fronte ad un nuovo computer e stringerò mani a persone che diventeranno i miei nuovi colleghi.
Partirò, e tornerò. Perché anche questo è importante.
Partirò perché, diciamolo, questa settimana, senza Maso, è stata un po' più noiosa del solito.

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mercoledì, 18 giugno 2008

MATURITA' T'AVESSI PRESO PRIMA

Montale e la Costituzione: il tam tam sui siti studenteschi segnala le prime indiscrezioni sulle tracce per il tema della maturita'. Skuola.net alle 8.35 da' per 'buone' come tracce Montale, la Costituzione, la donna nel '900, il lavoro, la paura dell'altro.

Prendono il via oggi gli esami di maturità. Come non citarli fra gli eventi di inizio estate? Tra l’altro a ‘sto giro sembra che i temi siano particolarmente ispiranti, non come quando è toccato a me, che la cosa più edificante di cui ho potuto parlare è stato il trito e ritrito razzismo.

Correva l’anno 1994 e all’Istituto Manfredi il panico serpeggiava fra i banchi. Personalmente, intimorita dalle previsioni che anche all’epoca davano Dante come certo (e noi, al professionale, Dante non l’avevamo manco mai nominato), mi ero tappezzata dizionario e risvolto dei jeans con bigliettini di cui ancora oggi trovo traccia e che mi ostino a conservare con rimpianto… la mia amica Francesca portava un abito molto largo foderato di post-it, mentre la Simona li custodiva gelosamente nelle paglie e fra i seni. Non mi ricordo cosa uscì ma senz’altro non Dante, comunque io scelsi il tema d’attualità fregandomene altamente.

Essendomi preparata nei più o meno cinque giorni antecedenti l’evento non mi aspettavo granché, ma probabilmente una media del 7 in tutti e cinque gli anni contribuì a regalarmi un grasso 48/60, voto di cui ancora vado fiera, nel nome della minima spesa e della massima resa. In 5^B op. turistici non ci fu un solo 60, mi ricordo infatti il giorno dei tabelloni la secchiona della classe che fuggì in lacrime, mentre noi ci prendevamo a pacche sulle spalle millantando baci accademici e standing ovation della commissione.

E voi? I vostri esami di maturità? Quanto avete preso, come li avete vissuti, dove infilavate i bigliettini?
Si stava meglio quando si stava peggio oppure, alla fin dei conti, tutto è rimasto invariato anche a scuola?

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martedì, 17 giugno 2008

TORMENTONI PER L'ESTATE 2008

Siamo ad un passo dall'inizio ufficiale dell'estate, ma dell'afa che contraddistingue la pianura padana, nonostante timidi tentativi, ancora non se n'è vista l'ombra.
Fatto sta che tutto parla d'estate sotto le due torri e fuori le nostre incubatrici da impiegati 9h 18h 5 / 7. Le vetrine dei negozi mostrano abiti dai colori sgargianti; costumi da bagno e rimedi contro le solite scottature da abbronzatura (naturale o lampadata che sia); le porte rimangono impacchettate come pacchi da regali per il primo acquirente; diminuiscono i dialetti; si accorciano le maniche delle camicie e si sfoggiano ghiandole mammarie (vere o presunte). Per poi arrivare a settembre e ricominciare il giro.
Un estate bolognese 2008 destinata ad essere un successo.
Cosa di nuovo? Cosa di vecchio? Cosa di riproposto? Cosa manca?

- la canzone yèyè di Cremonini e co;
- la canzone yùyù di Carboni e co;
- la canzone yòyò di Bersani e co;
- il BéBo;
- la Festa dell'Unità, o il Democratic Party che dir si voglia;
- l'HappyHour a marina di ravenna
- il Gay Pride e la canzone àyày di Dalla;
- il mare in Piazza Maggiore;
- le ore di fila in autostrada per andare in riviera;
- le lamentele (su tutto e tutti);
- il baracchino di cocomeri dai prezzi esorbitanti;
- i post dello spettro che si fanno sempre più radi e meno interessanti;
- i soliti argomenti ciclici che con incostante frequenza si ripropongono (come la lasagna ad agosto);
- i soliti borderlain

Nel bene e nel male, ci meritiamo tutto questo.
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venerdì, 13 giugno 2008

IL FRUNZ E' MORTO, VIVA IL FRUNZ!

Proprio mentre stavo facendo ginnastica propedeutica, imitando il gesto dello sgraffigno e facendo scroccare le nocche, per allenare le mie sante manine alle partite più o meno infinite che già pregustavo per sabato sera, mi arriva una mail di Pinball Wizard che, mestamente, dice così:

«La situazione è che sono attese altre piogge, temporali, da domani a sabato. Il prato del Frunz si va asciugando, ma ci sono ancora parecchie pozzanghere, e fango - specie al buio, e' abbastanza
improponibile. Altro problema, la temperatura. Se anche non piovesse, la sera c'e' attualmente una temperatura oscillante intorno ai 16 gradi, là n campagna. Ci vuole davvero il maglioncino  :-)
Quindi, abbiamo deciso di annullare il Pinball Frunz previsto per sabato 14 giugno. Purtroppo, non ci è ossibile spostarlo al sabato successivo per impegni del padrone di casa ed altro ancora.
Pazienza. Si era ventilata l'ipotesi di spostare tutto ai primi giorni di settembre; non saprei, manca ancora parecchio tempo, di sicuro si deciderà ventualmente verso fine agosto. Tenete d'occhio la pagina che se ci saranno novità le troverete prontamente descritte lì. La morale e', cercate di partecipare a più Pinball Frunz che potete, potrebbe sempre essere l'ultimo!»

Poi, mentre stavo pensando a cosa proporre in alternativa e mentre stavo già scrivendo il post, è arrivata la segnalazione che, sempre il nostro Wiz, è stato vittima di una rapina e pertanto i miei bei propositi di deliziarvi con le considerazioni sul fatto che non c’è più la mezza stagione e sul piove governo ladro, sono andati a farsi friggere.

Il leit motiv di oggi è quindi: Bologna, un tempo, era una cittadina molto più tranquilla.

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giovedì, 12 giugno 2008

E I CICCIONI?

Bologna la grassa.
Du maron!
L'altro giorno leggo un post di Bufalo che si scaglia contro i ciccioni e la balotta di amiciobesi lo attacca.
Bufalo, con la solita non percezione degli altri che lo contraddistingue, attacca o meglio, offende l'esercito degli scurzoni che con modestia risponde alla modesta provocazione e per la prima volta nella vita del suo blog, la zente commenta numerosa.
Contento lui, contenti loro.
Ormai i disturbi alimentari sia in eccesso che in  difetto sono diventati un biznezz per tutti e si creano nuovi mestieri e nuove modeste opportunità per curare questo esercito di benestanti occidentali.
Da che mondo e mondo i ciccioni sono stati dileggiati, dov'è la novità?
Che li dileggiano su internet?
Niente di nuovo sotto il sol scurzone, a parte un adiposo libro bolognese dove l'umarells uoccer Caterina Cavina ci dice che in sole 200 pagine ci racconta che le ciccione lo fanno meglio.

Alice è una ragazza brutta: "ho le spalle larghe e il collo taurino con il grasso arroccato in un bel gibbone". Alta 185 centirnetri e pesante circa 140 chili, vive in un paesino della Bassa emiliana, Guazza del Re. Alice è orrenda fuori, ma pure dentro non rifulge di grande splendore. Nasce, un infausto giorno di Natale, in una famiglia quantomeno scombinata. Il padre Alfio, fugge poco dopo, la madre Attilia è "lexotan dipendente", e la sorella Giorgia, bellissima, è l'immagine vivente di come sarebbe l'esistenza di Alice se il suo corpo fosse "normale". Attorno scorre la vita di un paesino dimenticato in mezzo alle campagne dell'Emilia dove si susseguono assurdi corteggiatori: il dottor Chiatta, perverso dietologo, il Brus, esempio di benefattore, il Vanis, il cugino satiro. Su tutti spicca Spartaco Benelli, pescatore alcolizzato, passaggio generazionale obbligato per tutte le donne di quel piccolo paese. Una storia di crescita, tra le fossi, cavedagne e pesci siluro

Le ciccione lo fanno meglio.
E i cicccioni?

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mercoledì, 11 giugno 2008


LAICO LAZZARO DI SAVENA

Oh... insomma, a me sta cosa di essere etichettato come il fuorisede che viene a Bologna a vivere ma che poi si trova male e che va vivere a San Lazzaro elogiandone le qualità magari sul blog più letto della/sulla città... a  me mica va bene. No vabbè scherzo. Mi va benissimo anzi... mi diverte proprio.

E comunque, a quanto pare, tal distinzione non è proprio tutta farina del mio sacco. Sono stato contagiato da una sorta di isteria collettiva felsinea che si manifesta con timidi tentativi di evadere dalla metropoli bolognese per andarsi a rifugiare fuori porta, molto fuori porta, ma proprio molto fuori... e la signora Bonaga ne sa qualcosa.
E a fronte della prossima invasione bononiense, il comune di San Lazzaro sta prendendo iniziative serie, precise e condivise (?) come il Civis, un piano regolatore ed edilizio abbastanza imponente, e per far fronte alla laicità che da sempre contraddistingue lo Stato Italiano, come valida alternativa al culto vaticano copiosamente diffuso sul territorio locale, sempre il comune ha istituito per il primo anno un corso di preparazione al matrimonio civile.

L'OsteLina e io siamo andati, seriamente interessati a capire come funziona il matrimonio civile perché (forse) sarà l'unica possibilità per dare soddisfazione alle nostre mamme. E nonostante l'orario di inizio del corso ci risulti un po' ostico, ci siamo lo stesso alzati presto per assistere.
Arrivati in Mediateca ci accorgiamo di non essere l'unica coppia accorsa all'evento, in tutto una ventina di mattinieri: affluenza sottolineata come un modesto successo (parole testuali di un assessore presente) rispetto alle adesioni pervenute alla stessa iniziativa nella vicina metropoli (che pare sia stato di solo 15-16 persone).
Il successo di presenze, ovviamente, è stato ottenuto soprattutto grazie al contributo di umarell presenti in sala.

Il corso comincia con poco meno di mezz'ora di ritardo per consentire ai soliti ritardari (che poi non sono arrivati) di prendere posto e nelle 4 ore successive sono stati toccati tutti i punti previsti dal programma con interessanti testimonianze e riferimenti a casi concreti, intervallati da delle ovvietà che in ogni caso è sempre buono ribadire:
Ma è vero che per sposarsi in comune non c'è bisogno dei testimoni? Sì.
E' vero che sposandosi in comune non ci si scambia gli anelli? Sì.
Ma sposandosi in comune è possibile adottare lo stesso un bambino? Sì.
E chiamati ad esprimerci (anonimamente) sulla qualità del corso, l'OsteLina ed io abbiamo ritenuto all'unanimità il corso come interessante e condotto in maniera professionale e competente dalla responsabile dell'ufficio anagrafe di Rimini, dall'assessore e da una moderatrice.

E mentre approfittavo della piacevole mattinata trascorsa girovagando nella struttura della mediateca, un assillante questione mi percuoteva la mente... piacerà ai lettori dello spettro la cravatta che indosserò il giorno del fatidico e laico e civile e ponderato 'Sì'?


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martedì, 10 giugno 2008

INTERVISTA SOCIOLOGICA
IN UN EX LAGER BOLOGNESE

Oggi, martedì 10 giugno 2008, alle ore 19 presso la formidabile cornice umarellica della festa dell'unità delle caserme rosse di via corticella 147, il professor Matteo "Ponyluna" Bortolini intervisterà Danilo "Maso" Masotti davanti ad una folta platea di umarells, curiosi e fan.
Si parlerà di umarells, umarellismo, Bologna, invecchiamento della popolazione anche in età scolare, menti ferme, modestia e del futuro sindaco della città.
Appuntamento imperdibile, soprattutto per chi non ha mai visto e non è mai stato alle caserme rosse che erano un lager.
Ma come?
Non lo sapevate?
Se non lo sapevate leggete l'articolo di Armando Sarti, se sapete tutto invece citofonate Bortolini e ci si vede lì.

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lunedì, 09 giugno 2008

NON E' UN QUARTIERE PER VECCHI

Poi venerdì è uscito l'articolo dove figuravo tra i vip del quartiere san donato, articolo dal quale ne usciva un quadro da guerrieri della notte però di giorno.
Un articolo spettrale, le solite lamentele: i negri, il degrado, il traffico, l'insicurezza, le buche.
Eppure il quartiere è pieno di belle cose, ma gli umarells continuano a rompere i coglioni che il quartiere non è più come il quartiere di una volta, stessa cosa che facciamo noi più zovani che con il nostro nostalgismo diciamo che era meglio prima e che adesso bla bla bla bla bla bla bla
Ci meritiamo tutto, anche il post del collaboratore wagner aka errenovenove.
Saluti da san donato.

San Donato è il Bronx, si sta meglio lì a due passi dove al Pilastro.
Sulla succursale bolognese di un grande quotidiano nazionale si parla di un quartiere incasinato dal traffico, con la Fiera a due passi che porta del gran marasma; manca verde e i servizi sono scadenti, ci vogliono i vigili perchè la sera rischi grosso a uscire di casa e i grandi centri commerciali (la Coop di via Repubblica e quella in san Donnino) hanno tolto ossigeno ad ortolani, macellai e fornai costretti a chiudere per vendere ai pakistani i quali aprono dei negozi di pane, frutta e verdura e macellerie che lavorano un casino e sono aperti fino a tardi.
Il giornale scrive che San Donato è un quartiere senza parchi e giardini dove gli umarells portano i bimbi mentre i genitori sono al lavoro; così si sono inventati un pullmino per andare fino al Pilastro, perchè là i servizi ci sono. Ora che c'è il pullmino gli umarells non vogliono più che si faccia il nuovo parco con l'area pedonalizzata qui a due passi, così è partita la raccolta di firme per protestare.
Poi il giornale scrive che la sera non c'è anima viva ed è pericoloso uscire. Sarà perchè gli umarells alla sera si piazzano davanti alla televisione anzichè andare in giro a controllare che sia tutto a posto, ma io che vado a prendere il bus per andare in centro e far due passi non ho mai rischiato nulla; una volta un umarell mi ha visto dalla finestra e mi ha chiesto dove andavo, perchè erano le dieci e mezza. Gli ho risposto che andavo in centro con il bus, lui non sa che ci sono due linee fino all'una e poi c'è anche il notturno così avrà pensato che a mezzanotte sarò a casa e non mi ha chiesto altro.
Una cosa non ha scritto il giornale: a San Donato c'è la balera, la Sala Sirenella, ci fanno pure il Festival dell'Unità. Strano che nessuno l'abbia nominata al grande quotidiano nazionale; sta a vedere che hanno pensato che non sta bene parlare di queste cose con quelli del giornale, che poi chi legge pensa che in San Donato si passi il tempo a cazzeggiare.
Per il resto, i soliti problemi: marciapiedi senza cacche di cane ma comunque "poco sicuri", mezzi pubblici che ti portano anche fino a Riale dalle sei di mattina fino all'una di notte ma "insufficienti", l'uscita di scuola senza le strisce pedonali che è pericolosa perchè gli umarell ci mettono un casino ad attraversare la strada e rischiano di finire sotto.
Ma io mi trovo benissimo: non devo muovermi per forza con l'auto e quando mi serve la lascio sotto casa senza dover pagare parcheggio, la sera posso uscire senza guardarmi le spalle quando rientro, e poi come ha detto anche Maso, la gente ti saluta sempre e puoi far spesa al mercato.
San Donato non è un quartiere per vecchi. Il grande giornale nazionale ha ragione.

wagner

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domenica, 08 giugno 2008


BONAGA SPOSO

Dal 1997 in poi Bologna ha cominciato a cambiare, ricordo che un anno dopo il fatidico spartiacque del mutamento petroniano incontravo spesso Bonaga alle performans di Valerio Zekkini.
Erano performans spettacolari, a volte il pubblico eravamo solo io, Bonaga e altre cinque persone, ma nonostante fosse già il 1998, si stava ancora bene ed eravamo tutti un pò scpaigliati.
Poi il tempo passa e pian piano tutti mettiamo la testa a posto e ci si sposa tutti (oppure si va a convivere che è poi uguale e fa molto cocopro da ente pubblico), Zekkini compreso, ma Bonaga no e continua imperterrito il suo percorso di teenagerer (termine coniato dal collaboratore Walter Ciusa)
Il teenagering è una pratica sociale di uomini sopra i 35 anni, visibilmente in difficoltà relazionale con le proprie coetanee, che per libera scelta, senza alcuna imposizione, decidono di spostare l'orologio del tempo indietro, spesso molto indietro.
Il teenagering è anche un neologismo, tra due parole: teenager e engineering.
In sostanza è l'arte di ingegnarsi con le teen ager.
Ma qual è lo scopo ?
Ottenere un senso di appagamento spirituale, che ormai la nostra società non è più in grado di darci, per noia, per crollo ideologico, per mancanza di senso. L'uomo di oggi - quello dotato di una sensibilità superiore - necessita quotidianamente di un "defrag spirituale", che lo liberi da tutta una serie di gabbie sociali, che tengono l'enorme quantità di energia psichica intrappolata.
Spiritual guide, nonchè Testimonial di questa pratica sociale è il appunto Stefano Bonaga che è stato uno dei pochissimi a studiare, forse a comprendere 10-15 generazioni di 20 enni e forse è stato uno dei pochi bolognesi ad andare a letto con nonna, mamma, e figlia di una stessa casata, quando tutte e tre erano vicino ai 20 anni.
Ma come si possono creare questi livelli di empatia ?
A volte è necessario rottamare il proprio bagaglio di esperienza in nome di un neo giovanilismo.
A volte è proprio l'esperienza ad essere la carta vincente.
Ognuno rappresenta un caso a sé, sarebbe terribile un mondo in cui esista un protocollo d’azione che sia una condizione sine qua non, per attuare il teen-agering.
"E vola vola vola l'ape Bonaga"
cantava Cristina Endovena, ma poi il tempo passa e il tinegering si fa sentire sul groppone, indi per cui Bonaga decide di fermarsi un pò e a sorpresa si sposa in gran segreto con  Andrea Lehotska, 24enne modella slovacca e studentessa all'università di Bologna
Bravo Bonaga!
Brava Andrea!
Una notizia che ha fatto sobbalzare tutti gli iperattivi tinegerer della città, ma la cosa che ha più sconvolto l'opinione pubica non è tanto il matrimonio tra un sessantaquattrenne e una ventiquattrenne (gli umarells con badante in attachment a Bonaga gli danno dei punti e gliene sottraggono pure dalla patente), ma è questo: il sì è stato pronunciato nelle sale del Comune di San Lazzaro di Savena.
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venerdì, 06 giugno 2008


IL GIOVIALE PITTORE DEI RETICOLI

Mentre il Corriere dei piccoli di Bologna mostra in pompa magna la mia cartola, dall'altra parte del ueb  il collaboratore Bufalo è alle prese con dei ciccioni incazzati, ma per fortuna il pacioso redattore Zefram ci invia un suo breve scritto in cui ci segnala un evento modestissimo per il uichend.

Ciao ragazzi,
se sabato non andate in quella tristazza di Marina di Ravenna allo Zanzibar a gonfiarvi alcool sappiate che c'è una validissima alternativa :la mostra del caro amico di questo Blog Davide Pavlidis .é una mostra collettiva con 6 opere del nostro Davide al circolo degli artisti di Corte Isolani .Il vernissage è alle 6 ..Davide è uno di quei pittori che mi piacciono perchè fa della modestia la sua ragione di vita. Non sentirete mai, da lui , come fanno tanti invece che dicono le " Mie opere sono eccezzionali" Questo vale la visita almeno una volta delle sue opere che troverete nel suo blog DavidePavlidis.splinder.com .Lui ama dipingere i reticoli , i reticoli della vita.C'è un'opera significativa secondo me, che sono le fatiche di sisifo , simbolo della fatica umana di vviere.Ma Davide non è un pessimista , è un ottimista, un gioviale della vita e vi saluterà calorosamente se verrete.

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giovedì, 05 giugno 2008

DIMMI IN CHE QUARTIERE VIVI
E TI DIRO' IN CHE QUARTIERE VIVI

Vivo in un quartiere molto bolognese.
Vivo in un quartiere dove la Bologna di una volta (umarells) convive con la Bologna del futuro (stranieri vari) , senza passare dalla Bologna di mezzo (dai trenta in su) che fugge e va a vivere in paesi fantasma dove il metro quadro costa meno.
Qui nel quartiere San Donato i bebi bumers portano a pisciare il cane nelle zolle di terra denominate impropriamente parchi, negozi di frutta e verdura indiana aprono di continuo, al mercato San Donato si rivivono atmosfere di una volta e il salumiere ogni volta che passo di lì mi fa la solita domanda e io gli dò la solita risposta e siamo contenti tutti.
Fuori dal emrcato, cinesi vendono cineserie a basso costo che qualcuno rivenderà su Ibei a più alto costo, poco più in là un esercito di pezzaculati tenta la fortuna alla SNAI ed è tutto incredibilmente a misura d'uomo, tranne gli annunci di tecnocasa che tentano di vendere quintopiano senza ascensore e si incazzano se non apprezzi la bazza.
Qua r di là dai ponti si accede da una parte alla zona universitaria introdotta dai sapori della taranta e da un bar urando, dall'altra parte il ponte di via libia, quello dove per la prima volta vidi il cartello CHI TOCCA I FILI MUORE e mi impressionò tantissimo, poi dimenticai tutto andando giù a giocare a tennis nel campo di asfalto abbattuto e successivamente nella sala prove Cavalazzi (o Cavallazzi).
Andando verso il Pilastro c'è San Donnino, che poi è sempre San Donato, luogo incantevole dove è nata l'idea di UMARELLS.
Ma perchè vi dico tutto questo?
Perchè in questi giorni quelli del Corriere dei piccoli Bologna, in un processo di satirica Carlinizzazione, ogni giorno si posizionano con un camper nei quartieri della città e intervistano le persone chiedendogli com'è il loro quartiere.
Oggi li trovate fino alle sette di sera in Via San Donato, me l'hanno detto ieri al telefono, domani chissà in che quartiere sono, se vi va di dire la vostra cercateli e trovateli, altrimenti parlate qui.
Buon quartiere a tutti.

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mercoledì, 04 giugno 2008

GHEI PRAID E MODESTATE VARIE

Fino a poco tempo fa, dichiararsi ghei era un gesto incredibile, sorprendente, stupefacente, scioccante, anormale.
Ora no.
Quante volte vi sarà capitato sentrirvi dire "Ah, quello lì è un ghei dichiarato" e voi avete risposto smaronati "Ah" e intanto pensavate agli affari vostri.
Nel 2008 nell'annoiata Bologna, pure dichiararsi ghei è diventato assai modesto e non turba affatto il ghei praid attualmente in corso con gran finale il 28 giugno (manifestazione nazionale), roba che una volta avrebbe scandalizzato tutti quanti i benpensanti modestia orientid, invece ora rompe solo i coglioni agli ambulanti cingalesi che cinghialando vogliono fare i loro unti affari in un'irriconoscibile piazzola, ma alla fine si troverà una soluzione bipartisan di giornata fabntastica con carri allegheiorici fuorisede e piazzola modesta.
Tanto i bolognesi a fine giugno vanno al mare o al centro commerciale.
Sarà un successo.
Dispiace ammetterlo, l'era della trasgressione è fiessere ghei è modesto quanto essere etero o magari il gettonatissimo bisex, ma è ancor più modesto ricevere meil di indignati annoiati che si autoproclamano "normali" e che per riempire il loro tempo sprecano energia con un partecipativo NO AL GHEI PRAID aggiungendo spamming alla meil della redasione.

Perchè dire NO al Gay Pride di Bologna? Per molte ragioni, vediamole insieme e poi voi, cari lettori, deciderete se appoggiare o meno la nostra DIFESA DELLA NORMALITA'.
Normalità, dicevo. Sì, oggi sembra proprio che si cerchi in ogni modo di esaltare, di propagandare e pubblicizzare tutto ciò che è trasgressione, anti-morale, anti-tradizione, anti-natura. Si lascia invece in disparte tutto ciò che è conforme agli insegnamenti della Nostra Tradizione e della Natura.
In questo senso, la famiglia tradizionale (padre, madre, figlio/figli) è del tutto penalizzata. Si cerca di dipingerla come una cosa di stampo giurassico, ormai vecchia e inadeguata alla vita moderna.
MA OGGI SERVONO CERTEZZE E VALORI. E quando parlo di Valori mi riferisco a Tradizione, disciplina sociale, identitarietà, morale, etica. Tutte cose che si sta cercando di far passare in secondo piano, ANZI DI CANCELLARLE!
Per questo noi diciamo che è necessario un recupero di identità familiare.
BASTA CON L'ESALTAZIONE DELL'ANORMALITA', DELLA DEPRAVAZIONE E DELL'ANTI-NATURA. Puntiamo a un ritorno alla centralità della famiglia, quella vera, senza che un Gay Pride insulso e offensivo nei confronti del nostro senso dell'etica e della morale possa essere per noi motivo di disonore e vergogna.
DAI LA TUA ADESIONE FIRMANDO QUESTA PETIZIONE:
http://firmiamo.it/nogaypridebologna 
E SE VUOI IMPEGNARTI IN PRIMA PERSONA, CONTATTAMI A QUESTO INDIRIZZO PER ORGANIZZARE UN CONTRO-PRESIDIO. SE SIAMO IN MOLTI SI PUO' FARE!
mailto:nogaypride@libero.it 

E' evidente che ci meritiamo tutto,

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martedì, 03 giugno 2008

BOLOGNESI DELLA DOMENICA

Brutta storia internet.
Gran perdita di tempo internet.
Capita che il 2 giugno non si lavori e capita di collegarsi un attimo, accendere la lucina di scaip e trovare un cyberamico privo di fantasia tanto per ammazzare il tempo.

[15.46.54] 
cyberamico:sarà aperta l'ichea ?
maso:mmmmmmmmm, secondo me no...ma chissà
c:credo pure io. vediamo il sito
m:kissà
c: IKEA è chiusa i giorni: 25 e 26/12/2007, 01/01, 23 e 24/03, 25/04, 01/05 e 15/08/2008. Orari speciali: 24 e 31/12/2007 il negozio è aperto dalle 10 alle 18. cmq se è aperto c'è il mondo

Spengo.
Esco.
Faccio un giro in centro, un centro storico senza bolognesi, un centro con tante facce provenienti da uno dei paesi ciabattoni più violenti del mondo: l'india.
Bolognesi e studenti fuorisede pressochè assenti.
Bottegai bolognesi chiusi, tanto non hanno bisogno di lavorare.
Bottegai global (Yamamay, Geox, Zara...) tutti aperti, perchè loro hanno bisogno di lavorare.
Beppe Maniglia mette via le sue cianfrusaglie sonore, in Via Marconi incontro Zefram e Ted Hemman, più in là masse di disperati bevono alcolici sulle panchine prima che venga buio.
Bologna nel uichend è questo.
I bolognesi hanno quello che si meritano.
E poi viene la sera.
Si riaccende la lucina di scaip.

[21.42.42]
cyberamico: sono stato all'ichea, c'era il mondo, idee zero, la rappresentanza di Bologna nella sua incarnazione più reale. micrometropoli, tanti negri , tanti illeciti, tanti dell'est, tanti illeciti, comportamenti di merda, ma va bene così.


Colpa di Cofferati o anche nostra?
Meglio non farsi certe domande, meglio continuare a lamentarsi e andare al mare nei uichend insieme ai rumeni che hanno già capito come funziona ;-)

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lunedì, 02 giugno 2008

O E' BOLOGNA TUTTI I GIORNI O NON E' BOLOGNA MAI

Dopo tre anni di sofferenze una grande del calcio italiano rivede la luce: il Bologna è di nuovo in A. Ai rossoblù è bastato vincere 1-0 sul Pisa con un rigore di Marazzina al 9’ per conquistare la promozione diretta, evitando i play off.

C’era proprio tutto quel che è tipico del modesto festeggiamento bolognese, oggi pomeriggio in piazza. C’erano le zdaure, seccate per la confusione, coi cagnini in braccio che guaivano per il rumore assordante, c’erano gli umarells contemplativi e quelli attivi e decorati che giravano a piedi fraternizzando con gli altri tifosi o su fantasiosi mezzi di propria progettazione. C’erano i cinni scurzoni, appesi fuori dalle macchine, infagottati in gigantesche magliette rossoblu di genitori e fratelli maggiori che gridavano Forza Bologna! C’erano i fighetti che per una domenica hanno rinunciato alla transumanza verso i lidi ravennati (c’è sempre oggi per rimediare). C’erano i nostalgici con la maglia di Andersson. C’erano uomini in moto, a torso nudo, con bandiere come mantelli e c’erano coppie dove lei per una volta tanto non si lamentava per la passione sportiva di lui. C’erano marpioni che con la scusa della promozione in serie A abbracciavano sconosciute, c’erano i turisti che non capivano, i giapponesi che nel dubbio fotografavano, le badanti dell’est che nel dubbio brindavano. C’erano i ragazzi che facevano i cori alè-Bologna-alè e chi-non-salta-juventino-è. C’erano i fuorisede che sventolavano stendardi a caso fuori dalle terrazze dei loro appartamenti da fuorisede, un po’ per solidarietà e un po’ perché l’importante è stare allegri. C’erano i fotografi del Carlino e i self-meid-reporter coi telefonini che facevano i filmini. C’erano soprattutto tanti clacson e tanta ubriachezza.

C’erano quelli che tutto l’anno hanno fatto finta di niente e si sono blandamente informati del risultato del sabato, che sono saliti sul carro dei vincitori e in mezzo a tutto questo c'ero anche io, che pensavo che non è giusto, che bisognerebbe fare un test alla fine del campionato, per capire chi veramente ha sofferto partita dopo partita e chi invece ha comprato il biglietto di oggi solo perché c’era nell’aria odore di promozione. Ai primi avrei concesso la possibilità di festeggiare liberamente, tutti gli altri invece a casa, a seguire la diretta su E’Tv.

Mi spiace chiudere con amarezza, ma probabilmente c’era bisogno del ritorno in serie A per rivedere i bolognesi in piazza la domenica pomeriggio. Dimenticavo l’ultima nota tipicamente bolognese: Sirio era sospeso per l’occasione, ma il divieto di transito nella zona Ugo Bassi-Indipendenza-Rizzoli era invece confermato. Da domani tutti in coda a pagare la multa, più o meno salata a seconda dei giri di carosello.

Forza Bologna!

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