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martedì, 30 settembre 2008

BLOGGER BOLOGNESI


Se andate sul discusso motore di ricerca che si chiama Gugol e digitate parole tipo:

blog bologna
blog bolognesi
blog bolognese
....


Insomma se cercate roba che abbia a che fare con i blog di Bologna è inevitabile raggiungere lo spettro della bolognesità, blog visitatissimo e finalmente meno commentato di prima.
Molti commenti = dispersione.
Molti commenti = non li legge nessuno.
Molti commenti
Questo un vero blogger lo sa.
Ecco, cerchiamo blogger bolognesi.
Al primo posto c'è un articolo della Stefani che elenca chi sono i bloggers più pesi della città e troviamo questi:
  • Atipica precaria: un ottimo “sfogatoio” per un'atipica precaria bolognese, che “co.co.produce” i suoi post in cui racconta i suoi pellegrinaggi da un colloquio all’altro. Il blog non esiste più.
  • Panzallaria: usa il suo blog per raccontare la vita da mamma della piccola Frollina, tra pappe e dentini che spuntano; come lei, tante altre mamme navigano in rete per scambiarsi consigli: proprio Panzallaria ha "fondato" un gruppo di discussione con altri genitori, chiamato pappanannacacca.
  • MezzoJameson: un tipo che accoglie i suoi aficionados con il Saluto del barista: «Mettiti comodo, prendi da bere, assaggia i post appena spillati e se ne hai voglia (ma solo se ne hai voglia) lascia un brindisi assieme agli altri clienti».
  • Newburnt: un blogger che circa una volta alla settimana “posta” un capitolo del suo primo racconto, intitolato "In riva al fiume (farfalle)" della raccolta "L'utopia delle Nuvole"...
  • Domani si studia: un gruppo di studenti fuorisede, che convivono nello stesso appartamento, che dalle loro pagine virtuali lanciano addirittura sondaggi che hanno come tema “qual è la cosa che più ti dà fastidio in casa in questo periodo”: tra le possibili risposte, Antonio tiene le padelle private e Davide non porta le sue amiche a casa. A sondaggio chiuso, con scrutinio rigorosamente segreto, possiamo determinare la vittoria di Mario, che in effetti ha da poco abbandonato la casa, non a causa della nomination, ma perché si è laureato.
Lo so, qualcuno è già lì che sentenzia "che modestia", ma attenzione... nella lista dei bloggers più letti della città la Stefani dà molto spazio a un personaggio lanciato da queste pagine: il controllore Kingfreak, (quello del fantastico blog No Ticket on ze bas).
Di Kingfreak, assiduo frequentatore dello spettro sappiamo molte cose, ma alla Stefani ha rilascaito una dichiarazione esclusiva: I controllori dell’Atc sono troppo “rigidi”. Lo ammetto, non ho mai fatto un biglietto dell'autobus in città, non ne ho mai avuto bisogno e ho sempre girato gratis, quindi posso ammettere di essere pienamente a conoscenza della difficoltà di reperire un biglietto, di domenica quando i negozi sono chiusi!
Un grande, mi ricorda molto i drughi di Arancia Meccanica che nella seconda parte del film fanno i poliziotti.
Grande escluso dalla lista dei bloggers della città: zefram.
Forse.
postato da: maso_ alle ore 10:16 | Permalink | commenti (45)
categoria:maso
lunedì, 29 settembre 2008

A BOLOGNA C'E' CHI SOFFRE

Per le scale un umarell che abita nel mio condominio mi ha detto che il Bologna ha perso e sua moglie era dispiaciuta più di lui.
Gli dico che mi dispiace.
Ci salutiamo, loro non sanno che non ho idea di con chi abbia giocato il Bologna.
Chiudo la porta, mi tolgo il giubbotto e mentre lo attacco a una gruccia mi rendo conto che non provo alcun dolore per ciò che è accaduto alla squadra della mia città.
Perchè sono così sbagliato?
La tristezza domenicale invade la modestissima Casa Cotti che pullula di individui che soffrono e parlano sempre delle stesse cose da anni, proprio come facciamo qui in questo blog.
Ecco, forse la fede nel Bologna sta tutta in questo, nel parlare sempre delle stesse cose e solo stasera l'ho capito.
Era ora.
Suona il telefono.
E' mia madre e mi dice "Hai sentito che il Bologna ha perso anche oggi"?
Le ho risposto si, ma non ho provato dolore.
Forza Bologna.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (22)
categoria:maso
giovedì, 25 settembre 2008


URBAN NAITMER


Il collaboratore mazzetta va in giro per Bologna alle tre piemme e il giorno dopo invia a spettrodibologna(@)email.it questo post:

Fri o'cloc in ze afternun
La scienza dice che nell'abitacolo dell'auto chiuso si accumulano i veleni del traffico, quindi chiudersi dentro è un pacco.
In ogni caso a me piace andare con i finestrini aperti per quanto possibile e ieri c'era il sole.
Imbocco viale Pietramellara verso la stazione e lo trovo murato su due file, ma quando arrivo sul rettilineo mi si spalanca materna la corsia di destra con una sola macchina appena sotto al semaforo.
Mi infilo leggero e mentre arrivo sotto il semaforo noto una zdaura in attesa sulla strada, appoggiata a una macchina parcheggiata, un metro avanti dove mi devo fermare ad aspettare il semaforo.
Un pustàz e anche pericoloso, vuoi vedere che busoneggia?
L'intappo è terrificante: Vestito unico biancoblu da settantenne, golfino blu sopra e sotto calzettoni corti grigi, ciabatte da doccia blu.
Il montante mi risparmia la faccia, ma siamo sul genere “Meglio la morte”, in una delle sue espressioni più pure.
Mentre non so perché mi viene in mente la Carfagna e penso alle possibili inferenze della prostituta da pensione con le ordinanze sull'abbigliamento indecente e l'adescamento, veloce la pulzella si affaccia all'apertura e mi fa : “seeeenti, torni qui alle seiiii?" In una frazione di secondo ho modo di apprezzare il capello rosso spaccato in mezzo dalla ricrescita e l'età effettivamente da settantenne.
Verde.
Alzo in saluto il braccio ad angolo e sorrido mentre i piedini mi tolgono dalla situazione.
Dura tutto meno di un attimo.
Mi allontano, che me la rido pensandone mille.
Carfagnate, ma anche che esistono ancora e che probabilmente esisteranno sempre, anche le prostitute anziane.
Ai tempi dei buson tour adolescenziali ne ricordo alcune, per anni c'è n'è stata una, sempre più vecchia, a metà di via dei Mille, arredo urbano.
Poi altre cazzate in ordine sparso.
Comunque non capisco chi possa pensare di multare zdaure del genere, ci deve essere un limite all'inutile crudeltà.

mazzetta
postato da: maso_ alle ore 16:34 | Permalink | commenti (74)
categoria:maso
giovedì, 25 settembre 2008

L'ENTERTEINMENT PER IMPIEGATI
ORA VIAGGIA SU FEISBUK


Anni fa, non so quanti, qualcuno ha deciso che si deve lavorare otto ore al giorno in cambio di  uno stipendio e nessuno ha avuto niente da dire, anzi, tutti contenti che prima se ne lavorava di più.
Poi, un giorno qualcuno ha inventato i compiuter e questi compiuter sono apparsi negli uffici con lo scopo disnellire e velocizzare il lavoro degli impiegati .
Nonostante questa miglioria, la decisione precedente non è stata messa in discussione da nessuno: bisogna lavorare otto ore.
Quando si ha poco da fare le otto ore sono lunghe, lunghissime, eterne, ne so qualcosa e se penso a quelle otto ore trascorse a fissare un foglio e/o la finestra in attesa di uscire e andare in palestra, non riesco a capacitarmi di come possa essere ancora vivo.
Per dare un pò di sollievo agli impiegati, la maicrosoft installò nei compiuters campo minato e il solitario, però sai che due maroni otto ore di campo minato in ufficio cinque giorni su sette, per tutto l'anno?
La situazione stava diventando insostenibile, ma per fortuna nei pc degli impiegati si materializzò internet e con esso una vera e propria sala giochi apparve sulla loro scrivanie e le otto ore si trasformano in ore di navigazione, ore che passano più velocemente, a volte di più, a volte di meno.
Poi anche la navigazione da otto ore cominciò a stancare e nacquero nuove applicazioni sempre più evolute.
Tra le ultime invenzioni per impiegati che usano il compiuter per lavoro, ma anche per frilens, imprenditori, lavoratori a distanza che devono simulare di lavorare sono stati inventati i social netuorks che hanno come unico scopo quello di  far perdere tempo alla zente e di distoglierla dal fare cose più importanti per loro stesse (lavoro o non lavoro chi se ne frega). I social netuorcs tutti i giorni tengono occupata una marea di gente poco produttiva (mica è tutta colpa loro, sia chiaro...) riempiendogli le giornate e così il tempo passa o lo si fa passare.
Esistono vari social netuorks, ma il più pericoloso in assoluto credo sia Feisbuk dove ci si registra, si scrive il proprio nome, cognome, si mette la propria foto e si cercano gli amici dei quali si ha già traccia e di quelli che non si sa che fine abbiano fatto. Poi si suò ciattare, mettere le foto, i video, creare gruppi, scaricare dei giochini... insomma una cagatona inutile, ma di gran fascino per chi sta davanti al compiuter tutto il giorno raccontandosela che sta lavorando.
Una roba assolutamente inutile, ma come molte cose inutili ha enorme appill sull'esercito dei nullafacenti monitor addictid.
Vittima consapevole di questa pochezza, ieri su Feisbuk  ho scritto una frase discutibile che non è piaciuta affatto al popolo di Feisbuk Maso nota che feisbuk è utilizzato principalmente da impiegati chiusi in ufficio con poco e niente da fare fino alla cinque piemme.
Potete immaginare il putiferio.

Mario Pelacani la mette sul senso di colpa tipico di chi sta su face book: oggi c'ho da fare.
Altra risposta da senso di colpa arriva da Olivia Giorgetti: Che due maroni Maso! Cambia discooooooo! Boooooooona! E dire che io sono a casa in pijama!  e Simona Pinelli incalza: sono d'accordo! io per esempio non sono in uffcio e non sto lavorando.
Poi arriva la Francesca Mazzucato: Maso, è molto vero. Io sono a casa, e ugualmente ho fatto poco da quando ho scoperto FB ma è molto, molto vero. Lo noto. Io vado anche su tributes.com. Il ruolo di questi network, dei meccanismi, di quello che si cerca. Fanno solo perdere tempo? Ci illudiamo che ci offrano qualcosa? E' un modo perchè qualcuno ci dica che esistiamo. Anche.
Poi arriva Barbara Goldoni: oppure dalle casalinghe e mamme recluse in casa con i cinni malati o che dormono....;)
Carlo Pentimalli sentenzia: Confermo. L'aspetto che trovo piu' inquietante è il tempo che le persone passano a cambiare il proprio "stato"
Angela Lama è sincera: Per fortuna che cè feisbuk, altrimenti mi rovinerei gli occhi col Solitario o con Free Cell.
Sentenzia Filiberto Strazzari: In realtà l'intera internet è utilizzata principalmente da impiegati chiusi in ufficio con poco e niente da fare fino alla cinque piemme.
Chiude alle 17.22 il sincero Marco Moretti che dice: Altra possibilità. Impegnati fino alle 17, poi rimangono in ufficio fino alle 20 per fare un figurone con il proprio capo assieme ad altri peones. Il tale lasso di tempo feisbuk impazza ed il pil ne risente. Io faccio parte di questi

Sembra un articolo del quotidiano satirico della città, ma è quello che può succedere su Feisbuk una mattina come tante, di quelle dove si sta davanti a un compiuter a raccontarsela di star lavorando un casino, chi a casa, chi in ufezi, chi sul letto, chi sul treno o in aereoporto.
Mentre vi scrivo questo post Kikko Volpi mi invita a registrarmi al gruppo di autoaiuto: AVEVO UNA VITA, FACEBOOK ME L'HA PORTATA VIA (Gruppo destinato a tutti coloro avevano una vita piu' o meno felice e tranquilla, fino a quando un giorno, un vostro amico vi ha detto:"...ISCRIVITI A FACEBOOK, è carino...."(sto stronzooooooo) Da allora, l'inizio della fine. Vi svegliate e la prima cosa che fate è aprire la home di facebook ed impicciarvi degli affari dei vostri amici....taggate tutto e tutti.... per organizzare una cena tra amici, create un Evento Facebook,con relativi inviti e data di inizio e fine evento...avete riesumato diari delle elementare per ritrovare i cognomi dei vostri compagni di classe.......se vi sentite disperati e dipendenti, come me, dalla DROGA piu' devastante del secondo millennio, beh, iscrivetevi a questo gruppo e...cerchiamo di uscirne insieme.... anche se....SIETE SICURI DI VOLERNE USCIRE?????)
Questo è Feisbuk e ovviamente su Feisbuk c'è tantissima bolognesità, ma di questo ve ne parlerò nei prossimi post segnalandovi robe molto modeste degne di essere menzionate.
Purtroppo, come spesso accade nei vari social netuork c'è chi sull'onda dell'entusiasmo di Feisbuk ha la smania di organizzare eventi  dal titolo altisonante tipo quello di venerdì  sera (al quale sono fiero di non partecipare) PRIMO MEGAPARTY FACEBOOK BOLOGNA ufficiale: Tema della serata: ‘RED CARPET’ FREEDRINK PARTY (c/o CHALET delle ROSE discoclub–Pontecchio Marconi, Bologna) .
Ah, se andate lì chiedete pure di Nino, Albo o Stefy , comunque su Feisbuk trovate tutte le info che vi meritate, sappiate che per entrare si paga.
Mi fermo qui.
Stei stiund.
Evviva  Feisbuk, fido compagno di giornate piene di nulla da riempire.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
mercoledì, 24 settembre 2008

QUATTRO CHIACCHIERE DA BAR
IN COMPAGNIA DI UN BEBIBUMER

Siamo nel 2008, i collaboratori spettrali  Walter Ciusa e Bufalo impezzano Franco Grillini  e lo intervistano su questioni di attualità di nicchia facendo largo uso di parole umarelliche tipo democrazia cristiana, partito socialista, pci, laicità dello stato e tante altre, discorsi tra quarantenni e bebi bumers non sportivi ascoltabili in qualsiasi bar della città con frizzantino in attachment.
Mentre per la strada si consumano parole vinteig, discutibili quotidiani on lain stilano la classifica dei dieci articoli più letti dalla gente in ufficio in queste prime tre settimane di settembre:

1 Alitalia, ritirata l'offerta Cai Berlusconi: «È un dramma»
2 «C'è da difendere un cliente particolare» Chiara, il più giovane legale del premier
3 Da Brescia a Reggio Calabria Così la Gelmini diventò avvocato
4 Ritrovata a Kos bimba che somiglia a Denise: ha 8 anni e parla italiano
5 È morto Pasquale, la guardia di Forum
6 Sesso con 5 ragazzini stranieri Denunciata educatrice di Bassano
7 Veltroni, una casa a Manhattan per la figlia Martina con i diritti del libro
8 La capigliatura del premier
9 Bologna, ragazzo morto in gioco erotico Fermato l'amico, si incontrarono in chat
10 La Parietti si spoglia per Vanity Fair E lancia un appello a Berlusconi


E' evidente che ci meritiamo tutto, anche Grillini candidato sindaco.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
martedì, 23 settembre 2008


PIZ SCIOPS OV BOLOGNA


Quest'estate, prima di fuggire da Bologna per un mese abbondante di ozio costruttivo lontano da ste macchine infernali succhiatempo chiamate compiuters, avevo bisogno di pratici abiti modesti, ma non ne avevo voglia mezza di spendere troppi soldi.
Abiti da battaglia, abiti da barbechiu, abiti da spiaggia, abiti da branda, abiti gilett, usa we getta nel  bidè,  in poche parole zavagli, robazza, paccottaglia meid in paesi del caxxx con sfruttamento di minori col benestare delle democrazie occidentali.
Sono momenti importanti nella vita di un bolognese, ma cosa offre la città?
Quali sono i pizz sciops ("piz" s.m. bolognese che significa peggio, peggiore da cui il detto "piz che piz") per questo genere di evenienza?
Alla fine non ci ho pensato tanto e sono andato da Decathlon (ve ne vengono in mente altri?), cattedrale dei futuri infartuati, tempio della modestia lò profail per gli sportivi del uichend post divano nella desolata Via Tito Carnacini vicino al Pilastro.
Fuori: tende da campeggio, baracche di legno, tavoli da ping pong.... dio che modestia!
Dentro: bocchettoni d'aria gelata, cinni scurzoni che corrono, obesi col borsello che fanno la fila alla casa sgranocchiando barrette energetiche, una canoa, mauintein baiks, siclett a basso costo che verranno acquistate e mai usate vicino a zavagli di gomma per fare gli addominali e finalmente i vestiti che cercavo.
Difficile scegliere, dominanza di verde, marrone e nocciola smorza entusiasmo, ma alla fine scelgo ed esco soddisfatto del mio guardaroba estivo improvvisato che mi fa tanto somigliare a uno di quei milanesi che abitano in uno di quei posti allucinanti che finiscono per ATE.
Ecco, stestate sembravo un abitante di CAGATE.
Ora tutto è finito, la stessa insensata scena di acquisti sportivi per l'autunno potrebbe ripetersi, ma Decathlon non mi avrà.
Forse.
postato da: maso_ alle ore 09:54 | Permalink | commenti (45)
categoria:maso
lunedì, 22 settembre 2008


SIAMO DEI TORTELLINI
RICORDIAMOCELO SEMPRE


Quando si conosce un milanese si pensa: cotoletta.
Quando si incontra un pugliese si pensa: orecchietta.
Quando si incontra un napoletano si pensa: pizza con la pummarola n'coppa.
Potrei andare a vanti per ore, ma credo che questi tre esempi bastino per illustrare la modestia popolare  con un fondale oceanico di verità degli stereotipi localculinari del paese scarpa.
Quando vedono un bolognese pensano: tortellino.
Hanno ragione, ne è una dimostrazione la imeil ricevuta dal collaboratore stefano che grazie a questo blog ha avuto la piena consapevolezza di quello che ha visto con i propri occhi in una fredda serata di settembre infrasettimanale.
Zis is Bologna,  viva Bologna!

Mod.mo Maso,
ho riflettuto molto prima di scriverti questa mail. Ma non ho potuto trattenermi: la scena ERA spettrale.
Se potessi scrivere dei tag non saprei come etichettare l'evento.
Cevenini, Vito, Tortellino, Giovanni Rana, Sdàure, Umarell, Cinni Scurzoni, Extracomunitari, Balanzone, Burlesconi, Modestia.

Giovedì 18 Settembre. Festa dell'Unità (?) al Porco Nord.
Un Franceschini qualunque parlava a 4 ex-compagni in un spazio dibattiti vuoto.
Qualche umarell cantava in dialetto a cappella (mai sentiti, i Bruschi o qualcosa di simile) in uno stand vicino.
Un qualcuno indossa una maglietta degli Skiantos, ma forse ha sbagliato serata.
Ma l'attrazione era lì, al 99, la Piazza dell'Ulivo (??).
Motivo di cotanta partecipazione: la terza edizione del Tortellino D'Oro.
Tavoli con farina (fornita dallo sponsor), uova (fornito dallo sponsor).
 I concorrenti si dovevano sfidare a colpi di mattarello (portato da casa, come le pedine professionali da tombola) per creare il tortellino più bello e più buono. Il ripieno portato da casa, poichè ognuno è custode della formula del proprio preparato, come la cocacola.
Cevenini, sempre affabile, con la battuta pronta, era il presentat(t)ore. Il pubblico prima si chiede chi sia, poi qualcuno ricorda il suo nome e si pensa a lui come prossimo sindaco.
Vito è la spalla.
Battute doppiosensistiche su mattarelli grossi e lunghi.
Per la giuria, si materializza Giovanni Rana.
 Standing ovescion, ma una concorrente sdàura accenna una protesta "meglio a mano che con le macchine".
C'è la Spisni, dalla Prova del Cuoco con libro a carico.
Cuochi professionisti.
Sindaco di comunedellhinterland.
Confcommercio fràrìs, come il podestà venuto da lontano per garantire giudizi imparziali.
Concorrenti sdaure.
Un concorrente uomo.
Un'altro.
Una brasiliana, bolognesità in pericolo.
Una cinese, dalla bolognina con mattarello: ormai lo straniero è tra noi.
Una ragazza di 19 anni.
Terza edizione, più partecipanti dell'anno scorso.
Un successo.
Pronti, via.
Un cinno scurzone venuto da qualche posto della bassa si infila un Balanzone nel braccio e decanta una storiella in dialetto sul tortellino. Folate di applausi dal pubblico non pagante.
Vito rilegge la storiella della tipa che fa i tortellini alla festa da 60anni.
Berlusconi è la chiusa chiosa di questa lettura.
Ore tardi.
La giuria va a rilento, il brodo non bolle, la giuria non assaggia.
La modestia da ufficio mi fa pensare che il giorno dopo mi aspettano 8 ore di lavoro.
Decido di tornare a casa, senza sapere la vincitrice/vincitore.
Rido all'idea di pensare che il giorno dopo un qualche controllore suonerà alla presenza di fuorisede che prima o poi multerà. Rido ad un cartello.
Viva Bologna!

Simone detto "stefano"
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venerdì, 19 settembre 2008


SECOND PARMA

A Bologna se dicono che fanno il CIVIS non va bene che fanno il CIVIS.
A Bologna se dicono che il CIVIS non lo fanno più, non va bene che il CIVIS non lo fanno più.
In poche parole, a Bologna non va bene niente, tutti stanno a sindacare ed è meglio stare fermi e non fare niente che così non si sbaglia.
Il CIVIS era un esempio, potevo dire qualsiasi altra cosa.
Ma è così dappertutto o è solo qui?
No, perchè mi è arrivata una meil di una certa KeyraDesigner Beaumont che lavora con il resto dello staff di Monslab al progetto di Second Parma, la città di Parma su Second Life, inaugurata giovedi scorso durante il festival generazioni creative.
Second Parma (SLURL: http://slurl.com/secondlife/Monslab/121/154/26/) è la città di Parma su Second Life. Risiede sulla Monslab Island, ed è organizzata in diversi luoghi di interesse tra cui i Portici del Grano, che ricordano l'omonimo palazzo municipale della città emiliana, e il Garden, spazio per feste composto da giardino e bar-discoteca. Il progetto Second Parma è patrocinato dal Comune di Parma, e ambisce a promuovere Parma nel mondo e fornire un nuovo spazio di interazione sociale. Il primo evento di Second Parma sarà una mostra dedicata al Correggio, pittore del XV secolo, in programma per l'inizio di Ottobre: un'appendice virtuale alla mostra che si terrà in contemporanea nel mondo reale.
Maggiori informazioni sul blog ufficiale di Second Parma: http://secondlife.comune.parma.it
Domanda: come mai non esiste Second Bologna?
Risposta: non vi basta il più modesto spettro della bolognesità?
Dai... vorrà dire che una sera di inverno che nessuno ha voglia di uscire, ci troviamo tutti e andiamo a fare un giro a Second Parma, chiacchieriamo un pò e a una certa ora spegnamo il pici e ci imbustiamo sotto le coperte.
Buonanotte.
Clic.
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giovedì, 18 settembre 2008


KINGFRIC E LE MOSCHE DA BLOOMAP

Il bello di questo blog è che è frequentato da persone che durante la loro giornata lavorativa di nove ore stanno al compiuter, navigano, ciattano, vanno sui blog, postano, commentano, aggiornano stronzate su feisbuk, tuittano e alle cinque o alle sei piemme escono e in questo modo si guadagnano da vivere.
Funziona così, il collaboratore cirenaicadoc dice che si tratta di una forma di controllo sociale, così la gente è costretta a stare lì e non va in giro a rubare o a far danni in giro, poi, una volta usciti dagli uffici, stanchi di tutto sto nulla, vanno nei negozi e acquistano qualcosa per dare un senso a questo sistema che loro stessi alimentano e non riescono ad immaginare qualcosa di diverso.
Non a caso,  qualche illuminato ha pensato di far uscire la zente dal carcere e di farla stare a casa con un braccialetto elettronico, così, a non fare niente proprio per equipararli a molti impiegati che leggono questo blog.
Esiste invece chi si mette un vestitino di ordinanza che lo fa sentire importante e tronfio di appartenenza a un'entità superiore, sale sugli autobus alla ricerca di gente senza biglietto per multarli e così si guadagna da vivere.
La cosa più curiosa di queste persone ad elevato tasso di bassa produttività è che nel tempo libero si sbattono un casino per organizzare altre cose di gran lunga più appassionanti del lavoro che svolgono, attività spesso neppure monetizzate e questo è un vero peccato, perchè tra questi individui si nascondono talenti inespressi.
Ne è un esempio la collaboratrize danildc che da gennaio fa parte di un gruppo di lavoro che, in collaborazione con la Regione ha creato il primo progetto di social network per creativi dell'Emilia Romagna, che si chiama BlooMap.
Ma cos'è 'sto BlooMap? (copiata e incollata spudoratamente dal sito) BlooMap è un esperimento finalizzato alla nascita di un social network. Un social network costruito dal basso e legato al territorio regionale dell'Emilia-Romagna. Un social network rivolto, innanzitutto, a chi svolge o sta tentando di svolgere mestieri legati alla creatività: musicisti, dj, grafici ed ingegneri web, teatranti, tecnici dello spettacolo, videomaker, consulenti, pubblicitari, artigiani, organizzatori di eventi, blogger, scrittori, artisti visivi, operatori del multimediale, ecc... Inoltre, BlooMap vuole rivolgersi a progetti collettivi e a strutture organizzate: associazioni culturali, imprese, gruppi informali, collettivi, locali da ballo, circoli, centri sociali, cinema, teatri, gallerie d'arte, spazi estivi, ecc...
In poche parole: perché perdersi per il vasto mondo di MySpace quando si possono creare opportunità reali tramite una rete simile, ma a livello locale?
Insomma un progetto così, tanto per non guardare al di là di Bologna, come se non bastasse questo blog.
Se a qualcuno è venuta la curiosità di vedere la faccia che hanno gli organizzatori di BlooMap, gli appuntamenti per incontrarli sono: giovedì 18 e venerdì 19 alla FestaUnità di Bologna di fianco al Pala Cuore (dalle 21.30 in poi), oppure giovedì 2 ottobre si terrà il primo BlooMap Party al quadriportico di Vicolo Bolognetti (sempre dalle 21.30 in poi) al quale non parteciperò.
Se invece siete più interessati alla creatività di controllori degli autobus, impiegati statali e postali sia a contratto a tempo determinato che a contratto a tempo indeterminato, non vi resta che fare, o ancor meglio farvi prestare, la tessera estragon e andare venerdi 19 alla festa dell'unità a vedere le mosche da bar, il nuovo gruppo dove suona il discusso collaboratore kingfreak insieme ai miei amici di una certa età con il chiodo.
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martedì, 16 settembre 2008

IL FANTASTICO MONDO DI PONYLUNA
"CARAMBA CHE SORPRESA"


Lo spettro apre una nuova sezione molto modesta dal titolo IL FANTASTICO MONDO DI PONYLUNA, uno spazio gestito dal professor Ponyluna che scende dalla cattedra e si sporca le mani andando a toccare con mano la dura realità bolognese.  Un nuovo avvincente rialiti sciò, ma senza telecamere accese. In questo primo post, il prof ci parlerà dei carabinieri che ha incontrato alla festa dello zecchino d'oro.

Se non siete soddisfatti del dibattito tra Alemanno e La Russa sui  giovani di Salò e le leggi razziali, se non vi bastano le impronte ai  bimbi rom o l'italiano di colore (negro, sì, ci sono anche italiani  negri) sprangato a Milano per un pacchetto di biscotti, vi racconto  cos'è il fascismo, quello quotidiano, quello di tutti i giorni.
Bologna, sabato 13 settembre 2008, festa della Città dello Zecchino  sotto i portici di via Guerrazzi e della chiesa dei Servi. Nonostante  il tempo uggioso, frotte di famigliole con centinaia di cinni vagano  felici tra laboratori, visite guidate e mercatini.
Maurizio dell'omonimo bar mi dice per l'ennesima volta che mi sto imbusonendo, ma chi se ne frega.
Babu in gran spolvero.
Sotto al quadriportico dei Servi c'è il mitico Toni Cucaro, il grandissimo maestro di musica che fa suonare i Led Zeppelin ai cinni di 6 anni, con i gruppi del Music Studio.
A un certo punto suona un gruppo di adolescenti che suonano classici del rock, bravissimi (vedi qui la loro versione di Bella Ciao vs. Toxicity) e c'è un tizio un po' storto che in piedi, fermo, ascolta.
Non fa niente.
E' fermo, immobile.
Non ha una bottiglia in mano, non ha uno spinello, non ha una sigaretta.
E' fermo, che ascolta.
Ma non è un paparino di famiglia, con la camicina da 100 euro.
Arrivano due carabinieri di 1,90, lo prendono, lo identificano e gli fanno capire che non è il posto per lui.
Se ne va verso la zona universitaria.
E' il posto per lui, il degrado programmato.
Piazza Verdi sì, rock 'n roll per famigliole, no.
Mi alzo, vado dai due carabinieri e gli chiedo cosa aveva fatto quel tizio.
Mi dicono che devo farmi i fatti miei.
Che loro identificano chi gli pare.
Che non mi vengono a chiedere cosa faccio sul mio lavoro e che quindi non devo chiedere cosa fanno loro.
Gli dico che dovrebbero fare un corso di comunicazione e gli chiedo ancora perché lo hanno identificato.
Mi dicono, sempre più spazientiti, che non gli hanno detto di andarsene, che non l'hanno obbligato.
Li guardo.
Due caramba di 1 e 90, con la divisa.
Enormi.
Cattivi (sì, cattivi)
Rido.
Gli dico, non facciamo finta di non capire, siamo tutti adulti.
Me ne vado.
Questo è il fascismo, il nostro fascismo quotidiano,
Fini, Alemanno e La Russa, al confronto, sono dilettanti allo sbaraglio.
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martedì, 16 settembre 2008


CARLO CAPPONI

Ore nove piemme, un essemesse spettrale turba la mia quiete domestica - La bandiera dell'unibo sventola sull'Isola dei Famosi.
La mia risposta è - Ovvero?
Segue essemesse - Un borderlain dipendente unibo (credo un custode) partecipa all'isola.
Vado di là.
Guardo.
Dopo Franco Alvisi, ecco un degno rappresentante della nostra città.

55enne.
Singol.
Aspetto giovanile.
Dipendente pubblico.
Laureato (ma di quelli che si laureano mentre lavorano).
Borderlain.

Vai Carlo, la città è con te e si sente rappresentata.
Per un pò di settimane, ogni lunedì sera Bologna sarà  Carlo Capponi.
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lunedì, 15 settembre 2008


A BOLOGNA SI STA ANCORA BENE


A Bologna si sta bene.
Bologna d'inverno è la città più fredda d'Italia.
Bologna d'estate è la città più calda d'Italia.
Il problema non è tanto il caldo o il freddo, ma l'umidità.
A Bologna c'è chi va in giro con un Rolex Daytona e glielo rubano in Via Toscana con due cazzotti in faccia.
A Bologna un abitante su 3 è un umarell (o una zdaura) assunto con contratto a tempo indeterminato dall'INPS.
A Bologna 0,5 abitanti su 3 sono dei cinni (alcuni scurzoni), vanno a sqola, all'università.
A Bologna un abitante su 3 non lavora perchè non ne ha bisogno o affitta case agli studenti.
A Bologna 0,2 abitanti su 3 vanno a lavorare perchè a casa non sa cosa fare.
A Bologna 0,3 abitanti su 3 vanno a lavorare perchè ne hanno bisogno.
Da queste statistiche stilate sui residenti si capisce benissimo che Bologna si sta bene e come in tutte le città benestanti la gente si suicida o tenta il suicidio.
Bologna infatti è tra le prime quattro città italiane con il maggior numero di suicidi.
A Bologna, come segno evodente di benessere occidentale, su 100mila abitanti si verificano in media 8,7 suicidi (più del doppio di Roma e MIlano, città dove si sta bene ma non quanto a Bologna).
Auting: anche io ho passato un bel periodo in cui mi sarei suicidato, erano i primi anni novanta, ma per fortuna mia e vostra non l'ho fatto.
Eppure avevo un lavoro a tempo indeterminato ben retribuito dove non avevo quasi nulla da fare fino a sera e se volevo potevo anche fare gli straordinari, viaggiavo molto, avevo la fidanzata, tanti amici, cantavo, facevo i uichendini al mare, prendevo le ferie quando c'erano i ponti e tante altre belle cose che ci fanno stare bene in questa città.
Cos'altro mi mancava? Un mutuo trentennale per l'acquisoto di una casa, magari a Fossatone.
Ecco quello non l'avevo però stavo male, malissimo.
Pensieri di farla finita tott al dè, ma poi ha prevalso il "ma chi me lo fa fare", vista la modestia del gesto e il dispiacere che avrei provocato a chi mi stava intorno.
Furono anni di merda, ma poi per fortuna è finito tutto e adesso posso scriverlo su questo blog ad alto tasso di benessere bolognese.
Cosa è cambiato da quegli anni?
Tutto, ma non il benessere ancora tangibile di questa città dark,  altro che "la crisi".
Avete mai sentito parlare di elevato numero di suicidi in Africa tra le popolazioni che muoiono di fame?
Date retta a me che a Bologna si sta bene, poi adesso che è arrivato un pò di fresco si sta ancora meglio.

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venerdì, 12 settembre 2008

LA DURA LEGGE DELLE VERDI NOTE


Non di solo coro dell'Antoniano vive Bologna.
Vi ricordate quando eravate dei cinni passivi che guardavate gli altri cinni in tivu cantare e magari ne conoscevate pure uno e quando andavate al bar dei piccoli ve la tiravate come solo se la sanno tirare i bolognesi quando dicono "io quello lì lo conosco"?
Vi ricordate le testine inclinate da un lato e quelle smorfie di bel canto coordinate dalla bravissima Marieleventre e le interviste del Mago Zurlì Cino Tortorella al quale poi si ispirò Red Ronni?
Ah, che ricordi da umarell.
Evidentemente il tempo è passato, i cinni sono cresciuti e ogni tanto a qualcuno sarà venuto il seguente pensiero: "Ma a parte Cristina d'Avena, che fine hanno fatto tutti gli altri cinni?"
Lo spettro, che certe domande se le pone ha indagato e ha scoperto che nel 1989 è nato il coro de "Le Verdi Note dell'Antoniano", coro che ha dato l'opportunità ai bimbi del Piccolo Coro diventati "troppo grandi" di poter continuare a stare insieme, uniti nella passione del canto e della musica.
Attualmente le "Verdi Note" sono composte da più di 30 ragazzi dai 14 anni in su e si esibiscono in tutta Italia con iniziative spesso finalizzate a beneficenza e solidarietà."
Le "Verdi Note"  hanno un enorme pregio e favoriscono il ricambio generazionale grazie a una regola ferrea senza se e senza ma: chi fa figli deve assolutamente lasciare il coro delle verdi note.
Fantastico.
Solo così le "Verdi Note" potranno essere sempreverdi e alfavillianamente foreveriang (dipende cosa si intende per iang).
Se li volete vedere dal vivo, domani 13 settembre saranno in Piazza Verdi alle ore 18 e parteciperanno alla manifestazione "la Città dello Zecchino" dove c'è anche lo zampino della collaboratrize LaSima.
Finito lo sciò, potete venire alla festa dell'unità in piazza senior a sentire le "Dolenti note grige", ovvero Maso, Ponyluna e un altro luminare che non mi ricordo il nome.
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giovedì, 11 settembre 2008


AGOSTO MOGLIE MIA NON TI CONOSCO


A grande richiesta un post ultraspettrale del nostro gastronauta Piluto da stampare e da riutilizzare la prossima estate quando deciderete di stare ad agosto a Bologna "perchè come si sta bene ad agosto a Bologna ...". Stateci!

Quand'ero piccolo tutti mi scherzavano, non per le dimensioni del mio pene, ma perchè durante le vacanze estive i miei mi portavano al mare solo ed esclusivamente a luglio costringendomi poi alla fine del mese ad una separazione coatta e dolorosissima dagli amichetti del mare ed a rientrare nella calda e desolata Bologna agostana.
Alla fine me ne feci una ragione, ed anzi riuscivo anche a divertirmi condividendo la desolata città con i pochi amici rimasti.
Magari passando i pomeriggi a parco Melloni a dire stronzate bruciando gli accendini Bic per autocombustione, o la sera a girare per il centro senza troppi timori infilandosi in un cinema a vedere qualche b-movie (molto bello lo splatter "Dovevi essere morta" visto con l'immarcescente Mauro Coralli) o andando a mangiare un souvlaki al Diana.
Storie di ordinaria bolognesità.
Poi, iniziata l'università, cominciai a concentrare le vacanze ad agosto fino ai primi di settembre quando ricominciavano gli esami, e piano piano mi cominciai a dimenticare di come fosse bella Bologna d'agosto.
Quest'anno invece da buon padre di famiglia, senza la diligenza, mi sono fatto luglio via con moglie e pilutina e ad agosto gli ho spediti nel soleggiato esilio di Milano Marittima sacrificandomi nella città turrita.
Bellissimo.
A certe ore le strade erano vuote, sembrava quella scena del "Avvocato del diavolo" in cui Keanu Reeves gira in piena ora di punta per una New York deserta. Prendevo la moto e giravo la città. Andavo a prendere un gelato alla baracchina di Oscar in via Laura Bassi e notavo le case lungo la strada che mi sembravano appartenere ad una Bologna ferma agli anni 70. Sempre in moto andavo su per via San Vittore, dove dopo due curve (effettivamente me ne aspettavano altre 31) ti sembra di essere in campagna con i muretti e le recinzioni che finiscono ed attorno hai solo verde fino a che non arrivi al bivio con via della Fratta e, libro sulle strade di Bologna preso con il Carlino alla mano, impari che è da quella strada che deriva il termine infrattarsi.
Poi scendevo a San Mamolo e mi fermavo a prendermi un gelato o una granita al caffè alla baracchina osservando di sghembo le insegne del bar Ciccio.
Oppure se volevo togliermi la voglia della granita andavo dritto da Stefino in via Galliera e mi facevo la doppia mandorla/caffè oppure cioccolato/pistacchio. Meglio di giorno, che alla sera ci sono le persone di colore nella piazzetta retrostante l'Arena del Sole che bevono le birre dei pakistani ed urinano contro le colonne o nelle viuzze che esalano immondi odori di urina.
Ma se volevo rimanere in centro potevo andare a piedi dalla mia sede di lavoro fino alla cremeria in via S.Stefano angolo Remorsella che fa il gelato al caffè bianco secondo una ricetta vecchissima e grazie al caffè fornito apposta da quel baretto stretto-stretto in via Oberdan che mi consigliò quella volta Ponyluna, ma che non ricordo il nome. Oppure salivo per Castiglione e mi fermavo alla, neanche a dirlo, Sorbetteria per mangiarmi un cioccolato che sembrava melasso di barbabietola.
Se poi non avevo voglia di tornare a sedermi davanti al mio desco rattristandomi che le banche non hanno più un soldo, mi allungavo fino alla funivia dove ai piedi del Colle della Guardia di fianco ai "Ragazzi" sta un'altra cremeria molto buona.
Ve mò, volevo parlare di ristoranti e sono finito a parlare di gelati.
Ah, andate a trovare anche Fabio in via Savenella che il gelato lo fa ancora molto buono.

Concludo con una comunicazione di servizio: la "Mestruata" di Pieve del Pino, raccontata qua da Fiandri , ha ahimè chiuso i battenti per sempre. Deve essere morto il padre (quello con il grembiule bianco che giocava costantemente a carte al tavolino con gli amici) e da giugno è appeso un cartello sulla serranda abbassata che recita "Chiuso per malattia". Se si guarda bene dal lato dell'abitazione ci sono un paio di cartelli "Vendesi" senza indicazioni di prezzo. So che sono andati a suonare per sentire quanto vuole. Sembra che sia uscita lei, cattiva come una faina, che ha urlato: "Noi vogliamo 700mila euro, hai capito! 700mila euro!" e poi ha chiuso la porta.
Poesia, pura poesia.
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mercoledì, 10 settembre 2008

PIOGGIA NERA A BOLOGNA

On lain si conosce della gente.
On lain si scopre che a Bologna esistono zovani o presunti tali (29 anni si èa ncora zovani?) che fanno rancora del rock, la musica dei nuovi umarells.
Sconvolgente conoscere il cantante di Blec Rein che usa parole come maestro, che dice di seguire le mie gesta musicali e blogghistiche da tempo, che dice di aver letto e fatto suo il MANUALE DI INSUCCESSO PRATICO PER LA GIOVANE ROC STAR, che dice di lavorare in una delle vie più brutte di Bologna (Via Marconi n.d.r.), di essere un seguace di Maciste Parpadelli, di conoscere la Simulmondo e tante altre robe spettrali.
Maledetto proselitismo.
Guardo su iutiub i video dei Blec Rein e mi spavento.
Esco.
Oggi visiterò la nuova sede del Comune di Bologna in Piazza Liber Paradisus 6 (cosa vuol dire?)  poi mi vedrò con un chitarrista famoso per una canzone sulla pioggia in città.
Pioggia nera.
Bologna e piove.
O ma è settembre e fa troppo caldo, perchè non viene a piovere?
Ora è tutto chiaro.

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martedì, 09 settembre 2008

MUSICA PER UMARELLS E PER DIEFFE


Per fortuna tra i lettori dello spettro esistono anche persone di un certo livello come Ponyluna e Mazzetta che tutti i sabati non vanno come dei pecoroni a guardare chi ha la testa più grossa al parco nord e a magnare al ristorantino o a sentire il concertino.
E poi non che a Bologna a settembre c'è solo quella terronata della Festa dell'Unità, va bè, un pò è vero, ma la città organizza anche altre robe per le masse, tipo il concerto del solare umarell Morandi e della gnolosa dieffe Fiorella Mannoia a gratis in Piazza Maggiore, la lochescion più ambita.
Se lo sapevo ci andavo anche io, no, non diciamo cazzate, non ci sarei andato.
Morandi si, mi sta simpatico però basta con sti ultrasessantenni bebibumer ancora sul palco con la solita solfa e la metafora dello sperma.
La Mannoia, che dire: mi fa cagare e mi sta anche un pelino sulle balle, anche lei è una  dieffe bebibumer graziata dalla modestia e dall'ostentazione di un esaurimento nervoso neppure tanto credibile.
Grande evento.
Concertone.
Piazza piena come nelle grandi occasioni agratis.
Ma come è stata sta modestata?
Mi hanno detto che tra il pubblico c'era anche Zekkini.
A grande richiesta, ecco la recensione del collaboratore  Mazzetta :

Full immerscion di bolognesità sesuàr..
Concertone MorandiMannoia con cresentone pieno in ogni ordine di posti
Comincia il concerto e il pubblico scavalca le transenne prendendo possesso della scalinata di Sanpetronio
Zdaure e umarells scavalcano e mettono gli scaranini portati da casa di fronte alla chiesa "è come sanguinare davanti a squalo" direbbe Danpiterson, a questo punto mi attivo e vado a slegare le transenne di fronte all'entrata, le uniche non imbullonate a terra
Qui trovo una doppia coppi di umarel-zdaura di quelli duri
Sono appoggiati sulla transenna e nemmeno la poissibilità che i loro omologhi si stianchino un femore scavalcando li scuote: loro sono dalla parte del giusto, se le transenne le hanno messe ci sarà un perchè.
Poi fortunatamente uno degli umarell si suicida tirando una bestemmia dappaura e viene aggredito a tradimento da una zdaura che "le bestemmie davanti alla cisa propri no"
Finisco il lavoro ormai ignorato e un sacco di gente si accomoda nel loggione naturale defluendo dalla breccia
Concerto breve, un po' così, ma il pubblico, in maggioranza umarellico, gradisce parecchio
Fine del concerto e ringraziamenti, Morandi cita solo due tra le autorità e i personaggi cittadini presenti in platea: la zdaura neopresidente d'al Bulagna e "quello che sposa tutti"
Vamolà che qualche altra inquadratura è finita nel bisachino
Lui ovviamente c'era, "quell'altro" ovviamente no
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lunedì, 08 settembre 2008


W LA SQOLA



Si perchè la sqola è importante.
Si perchè è la sqola che forma i giovani, così dopo possono diplomarsi, laurearsi e andare in ufficio a commentare sui blog in attesa dell'ora d'uscita e dello stipendio a fine (o inizio) mese da spendere in aperitivi, auto, moto, vestiti, alimenti e se rimane qualche soldo da parte in mutui trentennali per sostenere i consumi.
La sqola e la riforma della sqola sono importanti, lo dice anche il giornalista Mello che ci sta studiando.
Tra poco per gli studenti bolognesi sarà il grande giorno, i regaz iniziano la sqola, chissà se sono emozionati.
Fleshbec.
La sqola iniziava il primo ottobre, bei tempi.
La sqola finiva presto e il tempo pieno era roba da sfigati.
Grosse emozioni il primo giorno, tutti col grimbalon nero (i maschi) e col grimbel bianco (le femmine).
Poi si apprendeva.
Fine delle grosse emozioni, anni strani, anni belli, poi ci si riemozionava al primo giorno di sqole medie e al primo giorno di sqole superiori mal consigliate da prof, genitori e compagnui di  merende.
Nel mio cammino da étudiant ho incontrato una brava maestra elementare (la Miccoli) che mi ha insegnato i rudimenti di bolognesità grazie allo studio del libro PER LE VIE LE STRADE E LE PAIZZE DI BOLOGNA, e una lucida visione della modestia, gran prof di inglese alle medie (la Manzoni), curioso prof di educazione artistica, (Albanelli) gran umarell ciappinaro marchigiano degno e fiero insegnante di applicazioni tecniche (Domenicucci), superbravuomo mitico emozionante prof di italiano (Cristani) alle superiori e una nazi brava amante della materia più brutta che uno possa insegnare con passione ovvero, ragioneria (la Barbolini).
Poi gliel'ho data su.
Se tornassi a diciannove anni farei l'istituto d'arte e psicologia.
Ritorno al 2008.
Ho quasi quarant'anni e ogni tanto mi capita di frequentare insegnanti di ruolo che quando gli chiedo qualcosa sulla sqola mi parlano solo di graduatorie, punteggi, trasferimento, avvicinamento… degli alunni non mi raccontano mai nulla.
Uai?
Mi piacerebbe saperne qualcosa di più, ma le uniche fonti che trattano l'argomento zovani d'oggi in età scolare sono i giornali, i servizi dell'inviato Giovanni Masotti da Londra o le mamme chiuse negli ufezi a lamentarsi e a criticare l'operato degli insegnanti.
Altro non trovo.
Altro non so e credo non potrò mai sapere.
Buona sqola a tutti.
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venerdì, 05 settembre 2008

W LA FESTA DELL'UNITA'

- Ciao, ce li hai i soldi?
- No.
- Fa lo stesso, me li porti domani.
- No, ma domani non ci sono... vado a un incontro con i giovani del PD
- Ah, esiste ancora il PD?
- Vado a sentire.
- Per me il PD non è mai esistito.
- Io vado a sentire, sai... io ci ho creduto.
- Io no, poi adesso che Mario Adinolfi va a fare il concorrente della Talpa, credo che non esista proprio più.
- Nooooooo? Adinolfi alla talpa?
- Si.
- Ma quanto è egocentrico.
- Uno della stazza di Adinolfi non può che essere esagerato.
- Beh... si


Poi siamo andati al bancomat e l'amichetto ander 30 ha saldato il conto.
Adesso gli devo dei soldi io che non avevo il resto da dargli.
Sono curioso.
Chissà cosa gli diranno a sta riunione.
Spero solo una cosa: che il PD continui ad organizzare la festa dell'Unità al Parco Nord, la festa più terrona organizzata dagli autoctoni di sinistra che quando vanno al sud arricciano il naso, se la tirano che sono di Bologna e poi qui in loco organizzano sta roba ultra popolare riccorepellente che spero non sparisca mai.
Spero anche che a sta riunione qualcuno abbia da dire qualcosa sul caro euro che ha colpito anche la festa del popolo.
Due esempi:
Biglietto del tappo (poi non lo so se la piantina si vince sempre) - 1 euro e 30
Parcheggio - 5 euro
Però l'acqua del rubinetto servita dai dipendenti Hera volontari è agratis.
La festa dell'Unità al Parco Nord è un mast della bolognesità pop e del fuorisedismo senza meta, refugium pecatorum di chi non sa dove sbattere la testa nel uichend, monopolio dell'enterteinment di base,  luogo di dibattiti televisivi dal vivo, una protesi dell'estate che non muore, un angolo di paradiso modesto, un purgatorio autunnale, un limbo e anche un pò un mambo.
Ma vi immaginate un settembre bolognese senza la Festa dell'Unità al Parco Nord?
No, no, no.... sarebbe inaccettabile.
W la festa dell'Unità
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giovedì, 04 settembre 2008


CEVELINI


Gli eli mi piacciono, ma basta, che se ne vadano in pensione pure loro e scompaiano lasciando un bellissimo ricordo delle loro gesta ai trenta-quarantenni nostalgici.
Ma si sa, sparire è un pò morire, quindi i geniali Eli li incroceremo sempre sul ns. cammino di amanti della musica ben suonata e ostentata.
La città è tappezzata di sti cartelli.
Elio?
Dove?
Ah, al parco nord.
No perchè avevo letto CPT, mi immaginavo un fighissimo concerto al CPT, un concerto diverso come quello che fecero tanto tempo fa al Livello 57 che c'era poca gente.
No, invece è una roba di beneficenza CPL Laif che fa/va sempre bene, ma la cosa più interessante è il presentatore dell'evento: Maurizio Cevenini.
Da quando son tornato aBologna, le poche volte che accendo le tivu locali vedo sempre lui.
Apro i giornali c'è lui.
Vado alla festa dell'Unità e lo incrocio.
Cevenini evriuer e nei bar gli umarells non parlano d'altro: "Beppe Maniglia a parte, Vedrei bene Cevenini come sindaco di Bologna".
Un certo Marco Tarozzi lo ha pure preconizzato nel libro Ho fatto un sogno.
Chissà.
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mercoledì, 03 settembre 2008


E' MORTO BIAGI

I giornali la prendono larga: si è spento, è scomparso, ci ha lasciato...
Lo spettro non fa tutti sti giri di parole e titola: è morto Biagi, 83 anni.
Biagi era un umarell che da sessant'anni aveva un ristorante famosissimo per i suoi tortelli e per la sua modestia nel vero senso del termine.
Non sono mai andato a mangiare al ristornate Biagi posto nel bel mezzo di una rotonda forse ispirato da Ernesto Calindri, però andavo lì a mangiare il gelato.
Buonissimo.
Me lo fece scoprire una certa Gaetana, mia collega di enciclopedie, mia mentore sui segreti del porta a porta sbattuta in faccia, neppure abile fanfarona.
Tre gusti aveva Biagi: panna, crema e cioccolata.
Solo?
Solo.
"Cos'è tutta sta rindondanza?" - Si sarà chiesto Biagi.
Poche pugnette.
Tre gusti, però indimenticabili.
Delle sere, prendevo la Panda e facevo scoprire questo luogo ai miei amichetti dell'epoca e tutti rimanevano estasiati da quella crema che si sentiva il sapore dell'uovo.
Poi non ci sono andato più.
Non so da quando, dieci anni?
Ma che importa, non ci sono andato più.
Mentre scrivo sto post, mi è venuta l'acquolina in bocca.
Mi sa che tra un pò vado in cucina e mi mangio un gelato della coop che ho in frigo da una settimana.
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martedì, 02 settembre 2008


IMEGIN UN CESTONE


Lontani da Bologna, una cosa ci è mancata: il cestone.
Il cestone è una sorta di altalena che si trova nel parco vicino a casa mia frequentato principalmente da indiani, pakistani, umarells, zdaure, cd rom e bambini iunaitid colors ov san donato.
Ma come funziona il cestone?
Funziona che uno arriva lì al parco con il suo cinno, si avvicina al cestone e mette il cinno nel cestone dove ci sono già altri due cinni piccoli e li si dondola piano, intanto si parla di argomenti tipo quanti mesi ha,? quanti denti ha?, dorme?, mangia?, caga?, ha avuto la sesta malattia?.
Questo quando ci sono i cinni piccoli, se ci sono i cinni più grandi dentro al cestone c'è un gran bordello e si aspetta il proprio turno, oppure si va a giocare con l'altalena, la pedana mobile, il tubo, la ragnatela di cavi e i pokemon a dondolo.
Vita da parco urbano, vita da Parco John Lennon, proprio davanti al palazzo a strissie di Via Vezza.
Ritorno in città.
Ritorno al parco.
Di nuovo il cestone, mia figlia non vede l'ora, ma la attende una brutta sorpresa: il cestone non c'è più.
Transennato.
Ricoperto di strissie bianche rosse.
Ma cosa è successo?
Si avvicina la zingara e ci racconta di un incidente ad un bambino.
Boh.
Altro giorno, altro parco, si perchè il parco Gion Lennon, cestone a parte, non è poi bellissimo, infatti migriamo spesso presso altri parchi più fighetti tipo i Giardini Margherita.
Allunaggio ai Gardens.
Prati pieni di filippini che giocano a carte, ma giochi transennati anche lì e le mamme ingioiellate raccontano di un incidente a un bambino.
Anche qui?
Spettrale.
Altro giorno, altro gioro: Parco Lunetta Gamberini.
Niente da fare, transenne, poi incontro Billo e il Coinquilino che parlano della tragedia estiva al parco Gion Lennon (che fino a quel momento io non sapevo che fosse il parco del cestone), dicono che stestate non si è parlato d'altro.
Ma cosa è successo?
Se la montagna non va a maometto, maometto si collega ad internet e trovo una marea di informazioni sull'accaduto: «Attenzione la passerella è rotta, è già stata fatta segnalazione con richiesta di riparazione al servizio di manutenzione del Comune». Questa scritta campeggia su gran parte dei parchi giochi della città a quasi un mese dall´incidente di Karim. Il bambino tunisino di 7 anni ancora in coma dopo che l´altalena su cui giocava al parco John Lennon si è spezzata. Ieri il piccolo ha reagito per la prima volta alle sollecitazioni sul piano motorio dei medici del Bellaria.
Storia bruttissima, ma perchè  è successo questo?
Ma perchè è successo?
Pare che la cooperativa addetta alla manutenzione non abbia manutenuto bene il parco Gion Lennon.
Brutta storia.
Al momento non si vedono segni di manutenzione, i giochi sono recintati.
Da ieri il telo bianco e rosso è stato aggirato in fretta e al posto dei bambini che si dimenano fra scivoli e scale di corda ci sono ragazzi che fumano eroina. *
Bentornato a Bologna.

* queste 2 righe le ho copiate non sono farina del mio sacco, ma le ho incollate da repubblica che in puro bologna stail ci tiene a turbare l'immaginario collettivo di umarells e modesti vari.
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