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venerdì, 27 febbraio 2009


ADDIO NANNUCCI

Tutti a comprare lettori emmepitre, tutti a scaricare da emiul, tuttia ascoltare la musica su last effem e tutti a stupirsi che Nannucci chiude.
Dopo Minnella, stavolta toca a Nannucci domani al Disco D'Oro?
Che serva da insegnamento a tutti quelli che credono che sia possibile fermare il tempo.
Ci mancherà.
Addio dallo spettro e da Zefram che ha scritto sto pezzo da gerontozanaro anche su feisbuk:

In una città dove due candidati Sindaci si incontrano in un mercatino rionale oggi aprendo il quotidiano locale leggo la ferale notizia della chiusura del mitico negozio Nannucci , dove potevi trovare dalle hit settimanali ,alle musiche di paesi lontani...e naturalmente c'è sempre piu' silenzio nella città addormentata..ma cacchio Bologna quanto hai sonno ancora?
 Non ti rendi conto che pezzo per pezzo ti stano smontando tutta?
La tua anima popolare, provinciale, umarellistica e Borghese dov'è finita?
 Non ti buoi abbandonare per sempre nelle mani di Morfeo, sveglia e reagisci(pacificamente) al tuo essere molle e privo di spina dorsale ...Dove sei finita notte Bolognese, dove sei finita anima godereccia?
 Sei invecchiata anche tu anima Godereccia?
Mi sa di si, purtroppo...Ma non sei un ferro vecchio da buttare , sei nobile anima di una città che non si rassegna alla decadenza....sei nobile anima di una città che hai visto passare tanti..studenti ,artisti, bohemien e biassanot , ambasciatori e villani..Ora cosa sei un'anima pallida che vuole rimanere nascosta ?
 Non mi rassegno a vederti cosi, chiusa in casa a raccontare di vecchie storie di personaggi che alle sette del amttina in un'osteria del centro facevano ancora casino ....Io ti voglio casinista, non rampante come uno yuppie qualsiasi, ti voglio allegra e pimpante come solo una vecchia signora sa essere

Bologna ti Amo - Zefram
postato da: maso_ alle ore 08:34 | Permalink | commenti (60)
categoria:zefram
giovedì, 26 febbraio 2009


UN BOLOGNESE IN IRAN


Il bolognese non ci pensa proprio a lasciare Bologna, si lamenta, minaccia di andarsene, poi è sempre qui a dire che la città non è più quella di una volta e ultimamente sta estendendo le sue lamentele all'Italia, un pò come Masini all'ultimo Festival di San Remo.
Risultato: tutto uguale a prima.

Intermezzo: L'aiatollah comeni per molti è santità, abbocchi sempre all'amooooo! Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso

Poi ci sono quelli come un mio amico che ho ritrovato al Bar Masotti su feisbuk che mi parla di bisness, di pilla, di esportazioni della democrazia e dei nostri stili di vita in paesi come il prossimo che verrà bombardato senza se e senza ma da Obama, l'Iran.
Risultato: adesso sto bolognese è là a fare del bisness.

Carissimo,
giusto per darti un attimo un idea di dove sono e come sto posso dirti che sono in una fabbrica in mezzo al niente recintata col filo spinato e distante svariate decine di chilometri dal più vicino posto abitato (la provincia comunque è Qazvin).
Ovviamente dormo in fabbrica in una guesthouse costruita dalla ceramica e distante circa un chilometro e mezzo dal capannone principale, distanza da percorrersi ovviamente A PIEDI oppure per i più fortunati con una scassatissima bicicletta.
Vento ottimo e abbondante, occasionali piogge, temperatura mattutina sottozero.
Arrivati al capannone devo ancora percorrere più di un chilometro DENTRO prima di arrivare alle macchine che sto mettendo in funzione.
Per mangiare a mezzogiorno ovviamente strada inversa e ritorno dopo mangiato.
Ritiro immediato del passaporto appena arrivato, necessario timbro liberatorio del cliente per il ritorno in patria (c'è gente qua da 3 anni).
Per porter andare al villaggio più vicino è ovviamente necessario il permesso del cliente, da richiedersi almeno con un giorno di anticipo.
Internet va come un tamtam africano stanco.
Ah beh chiaramente essendo in un paese spiccatamente musulmano ti scordi alcool e prodotti derivati dal maiale.
Il lavoro va ancora peggio dello stile di vita mondano che si conduce qui.

Ora ti devo lasciare, qua ci sono +2,5 ore di fuso orario rispetto all'Italia e domattina devo svegliarmi presto.
Saluti Iraniani
postato da: maso_ alle ore 08:53 | Permalink | commenti (45)
categoria:maso
mercoledì, 25 febbraio 2009


DELBONO VS UMARELLS

Il candidato sindaco di Bologna del Partito Democratico Flavio Delbono affronta sprezzante del pericolo le telefonate senza filtro degli umarells e delle zdaure bolognesi e di altri infiltrati alla diretta "ueb" del Carlino.
Ringrazio il videomeiker maurizio martelli per aver montato questo video gioiello.
postato da: maso_ alle ore 09:04 | Permalink | commenti (23)
categoria:maso
martedì, 24 febbraio 2009


GUAZZA 3.0.


Certo che quest'anno per i bolognesi sarà difficile scegliere tra i 233 candidati sindaco , ma sono sicuro che alla fine vincerà il peggiore come è sempre stato e la città avrà di che lamentarsi per i prossimi 5 anni.
Tra i 233 torna un volto noto, Giorgio Guazzaloca, un ex sindaco, il primo sindaco smaccatamente dalla parte degli umarells e inaspettatamente la bazza dei centri sociali.
Giorgione torna in canto al grido di "che la modestia sia con voi" e questo ai cittadini piace un casino, soprattutto i martedì del Guazza in Via de Toschi a Bologna ov curs, sede dei guazzaboys dalle 17 alle 19.
Al martedì Guazzaloca riceve il popolo e la gente va lì con dei fogliettini e gli fa delle proposte, quindi, mi sembra inevitabile che uno di questi martedì vada a presentargli qualche progetto per la cittadinanza a nome dello spettro della bolognesità.
Visto che potrei passare di lì anche questa sera, se avete delle proposte concrete, fatemele sapere che gliele esporrò a nome di tutti voi.
Altro che feisbuk*, ci sono i martedì del guazza.


* se non siete ancora diventati miei "amici"su feibbuk, fatelo. Su feisbuk è attivo il Bar Masotti, modestia  in pilole, 100% garantita.
postato da: maso_ alle ore 09:00 | Permalink | commenti (25)
categoria:maso
domenica, 22 febbraio 2009


UN EPISODIO DI INESPERIENZA


Quando si dice essere impreparatissimi su Bologna.
Ore 2.50.
La lochescion è l'edicola di Porta San Vitale.
Una tipa scende dall'auto e va a prendere il giornale, fa per tornare al veicolo e trova un nordafricano che è lì che sciappina dentro all'abitacolo tentando  goffamente di rubare la machina.
Ma come si fa?
Ma hai capito dove ti trovi?
La tipa urla, strattona il modestissimo ladro, ma la scena non passa indisturbata agli occhi di Carella, noto politico locale inspiegabilmente non nella rosa dei 233 candidati sindaci della città.
Carella indossa il costume, quello cn la C sul petto e va ad aiutare la tipa.
Il nordafricano fa un grosso errore e dice "Fatti i cazzi tuoi!".
Carella lo tira fuori dall'abitacolo e rimedia 4 cartoni in faccia, poi con una mossa di judo imparata da cinno, prende il nordafricano per un braccio e con l'altro braccio telefona "Pronto Polizia, sono Carella, venite qui all'edicola! C'è bisogno di voi".
Un passante nord interviene e aiuta Super C.
Per il nordafricano non c'è più niente da fare.
Arriva la Polizia e lo arresta.
Che figura di merda.
Che poca conoscenza della città, quasi peggio di Cofferati.
postato da: maso_ alle ore 12:05 | Permalink | commenti (33)
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giovedì, 19 febbraio 2009


KINGFREAK RIVELATO

Tra i collaboratori di questo blog, come ben sapete, c'è Kingfreak .
Insieme a lui il 10 febbraio ho organizzato NO TICKET ON ZE BAS, una serata dove si sollecitava la cittadinanza a fare il biglietto.
Un messaggio semplice e diretto, un controllore che racconta la sua esperienza, simulazioni con l'attore Bob Messini e tanto altro ancora.
C'era tanta gente, è andata benissimo e sono sicuro che adesso nessuno dei presenti oserà più prendere l'autobus senza fare il biglietto.
L'ATC dovrebbe prendere in considerazione esperimenti come NO TICKET ON ZE BAS per informare i cittadini.
La serata è stata filmata è Kingfreak ha caricato qualcosa sul tubo.
Buona visione.

Guarda NO TICKET ON ZE BAS

p.s. se siete dei fan di Kingfreak, vi segnalo che domani mattina, venerdì 20 febbraio 2009, dalle 10.30 in poi sarà ospite della trasmissione VACA PUTANGA ascoltabile in striming su Punto Radio o direttamente alla Aradio.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (16)
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mercoledì, 18 febbraio 2009


AMBURGHER DAI PAGLIACCI


Condomini, orti, fast food, facebook, notti selvagge, bocce, precariato, pensioni, pub, supermercati, outlet, mercerie, trattorie e autogrill.

Generazioni , abitudini e feticci del contemporaneo a confronto.
Accade a Bologna.
Tassello di questo paese- Italia o ancora isola atipica?
Ci può essere un punto di incontro?
la scrittrice Francesca Mazzucato e l'unico vero sociologo delle mutazioni, Danilo "Maso" Masotti, in un confronto- ring moderato da Marco Nardini

Tutte le generazioni sono invitate.
Giovedì 19 febbraio 2009 ore 18 alla libreria Coop' delle Officine Minganti.
Ingresso gratuito - Prevendite abituali
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 17 febbraio 2009


AMAMI ALFREDO


Non mi piace perdere tempo a seguire i 233 candidati sindaco di Bologna, non credo che ostentare la bolognesità sia poi sta gran bazza, anzi, mi sembra una gran modestata.
Per fortuna ho validi collaboratori che vanno a vedere i gerontospettacoli di sta gente e ci raccontano un pò come vanno le cose, quindi ecco qui fresco di stampa un raconto di Errenovenove che è andato a vedere sto gerontozanaro:


La mossa è quella dei grandi eventi: cappotti di lusso, pellicce, facce giovani di belle ragazze a Palazzo Re Enzo. In sottofondo un luup di musica celestiale si diffonde. Facce note, facce anonime che salutano le facce note, cortesia espressa controvoglia se la tua faccia non è sui giornali o si fa dimenticare. Regalano spillette "vota Alfredo", non la prendo perchè ancora non ho sentito cosa ha da dire Cazzola; semmai dopo.

In attesa che parta la serata, mi ritaglio un angolo fra l'estintore e gli altoparlanti. Imprenditori che parlano di case, di radere al suolo e costruire, della crisi e dei soldi che non ci sono perchè nessuno vuole rischiare. Il logo di Cazzola è molto azzurro.

Poi parte Heroes e scorrono immagini del portico di San Luca, del Bologna, Padre Marella, uno studente non fuorisede, gli autobus rossi dell'Atc e poi lui, Alfredo. E sulle note di Born to Run le immagini di lui che incontra, saluta, stringe mani, parla.
E subito dopo inizia una sfilata di gente "normale" che parla dal vivo.
Inizia Rita, casalinga con molta classe, che parla di degrado, immondizia lasciata fuori dai cassonetti, pitture sui muri. Dopo di lei parlano cardiologi, liberi professionisti, medici, umarell, avvocati, disabili, operai con contratto a tempo indeterminato, tassisti, uno studente poco fuorisede, e Ted Hemmann a nome di tutti gli stranieri. Strano, penso, niente precari, cocopro, studenti, extracomunitari, bottegai pakistani, controllori.. vuoi vedere che loro non votano ?

Parte il discorso di Alfredo. Attacca ricordano Bulgarelli e strappa il primo applauso; poi parla di libertà, legalità, lavoro, lungimiranza, legami fra le persone. Dice che "a noi bolognesi ci piace socializzare" e che "siamo aperti al nuovo". Poi tira due frecciate ai candidati concorrenti, di uno dice "non lo conosco" ma gli sembra "un tipo tristo" e strappa il secondo applauso, poi dell'altro dice che è troppo vecchio ed incassa una ovazione ancora più forte.
Segue l'attacco sugli argomenti caldi: il degrado da combattere, la libera circolazione dell'alcool da reprimere, le strade buie, la sicurezza.. ha promesso la videosorveglianza sull'autobus perchè gli anziani, le donne, i giovani vanno sull'autobus. Penso: e chi non vota, no ? Poi parla di istituire un fondo per le imprese, di aiuti all'imprenditoria, di sviluppo per l'hi tech. Ma anche di avviare i giovani alla scuola tecnica, di formare operai, ingegneri, tecnici; forse qualcuno deve dirgli che per lavorare questi sono andati tutti in Cina.
Attimo clou quando Alfredo tocca il tasto del welfare : i servizi per gli anziani, sì, ma anche avviarli all'uso di internet e delle nuove tencologie - e la sala improvvisamente tace, come congelata. Ho l'impressione che sarà una sfida impegnativa questa, Alfredo.

Poi si scivola nello scontato: si parla di metropolitana, parcheggi, civis, le case per tutti, sirio, la capitale culturale, ecc. e la gente inzia ad andar fuori a fumare. Mi ha colpito sentir parlare di argomenti triti e stranoti soprattutto in ottica di soldi, argomento che ha catturato a lungo l'interesse del pubblico in sala. Sì perchè Alfredo Cazzola è un imprenditore e quello sa fare, trovare dei soldi da investire in qualche attività, e si capisce molto bene. E al pubblico di questa sera interessa sentri parlare, pare, di quelli e di alcune cose di una Bologna di quasi venti anni fa.

Le spille sono ancora lì.

Però ho sentito una parola nuova : trasparenza. Ed anche un rimprovero che suona più o meno così: "se le cose stanno in questo modo, è perchè in qualche maniera le abbiamo volute..". E Alfredo che conclude con un incitamento in lingua autoctona: "a sem di bulgnàis!"

Non tutti allo stesso modo, penso, mentre mi allontano.

Errenovenove
postato da: maso_ alle ore 01:22 | Permalink | commenti (42)
categoria:maso
domenica, 15 febbraio 2009



SKIF GLUBEL


Agosto, i bolognesi che rimangono per consolarsi dicono che sia bellissima in questo periodo perchè non c'è nessuno (che poi, tra le righe, significa che non ci sono gli studenti)..
Succede che una sera arrestano il tunno di turno che spacciava eroina, una droga che gli italianiassumono con cotratto a tempo determinato semplicemente per stare meglio.
Inverno, pioggia, greddo e cielo bianco.
Una cinna di 15 anni esce di casa alle dieci di sera e si trova sotto casa il tunno d'agosto che  invece è appena uscito di galera.
La prende, la porta in un angolo, le tira due cartoni in faccia, si mette un preservativo e la violenta.
Per fortuna che passa di lì un umarell con problemi motori che era sceso giù perchè aveva litigato con la sua zdaura, vede sta scena e ferma gente per intervenire : "non è un mio problema" rispondono.
Allora chiama la polizia e arrivano che beccano il tunno d'agosto che è ancora lì sopra la ragazza e lo arrestano dopo essersi presi anche dei ceffoni.
Terribile.
Orribile.
... ibile.
A Roma sucedono altre storiacce, protagonisti gli stranieri.
E tutti i politici e i cittadini fanno oh.
Retorica a profusione.
Propaganda modesta a 368°.
E dagli allo straniero che c'è la crisi!
Per anni siamo andati in giro a rompere i coglioni negli altri paesi che anche se non arrivavamo noi stavano poi bene (o male)  lo stesso, è inevitabile che adesso arrivi questa ondata di gente (ma anche di brave persone disperate più di noi) e non possiamo farci nulla se non i sostenerei  consumi per tornare a crescere.
E' la globalizzazione anche questa bellezza, ed è anche colpa nostra.
Accettimaolo e incazziamoci pure, ma non con ste scenate dei linciaggi che dopo siamo uguali ai linciati, proviamo a pensare nuovi stili di vita possibili e assumiamoci il rischio d'impresa delle nostre colonizzazioni fatte alla cazzo, iniziamo magari a prenderci la responsabilità verso noi stessi , sulla nostra vita, sulla nostra "felicità" oppure continuiamo a odiare come abbiam fatto fino ad ora, tanto ci pensa Obama a risolvere tutto.
postato da: maso_ alle ore 12:17 | Permalink | commenti (47)
categoria:maso
venerdì, 13 febbraio 2009


LA MAGLIA DEL BOLOGNA SETTE GIORNI SU SETTE

E' morto Bulgarelli, ex calciatore ora umarell del Bologna Fotbal cleb.
Ecco un sentito ricordo della lettrize e collaboratrize Stefi, che lei Bulgarelli l'ha conosciuto.

Quando il Bologna, vinse l’ultimo scudetto nel 1964, lui era il capitano.
Lui è Giacomo Bulgarelli storica bandiera della maglia rossoblu, la sua carriera inizia nel ‘59 e finisce nel ’75, sempre con la maglia del Bologna.
Io lo conoscevo, ero alle elementari e lui frequentava Guido, il meccanico di moto guzzi e gilera che stava nel pratello di fronte al bar dei miei genitori ed io ero sempre in bottega da Guido a curiosare ma soprattutto mi piaceva ascoltare i loro discorsi, ero sempre in mezzo ai piedi e Giacomo mi prendeva in braccio mentre loro parlavano di moto, di donne e naturalmente di calcio, solite cose.
Ricordo che una volta per lui feci un disegno (poveretto non so fare una ”O” col bicchiere) ed ogni volta che tornava da Guido io l’impezzavo con sto disegno: e dove hai messo il disegno, e hai attaccato il disegno, du maron ‘sto disegno.
Poi Guido si trasferì in via Pasubio un’officina seria mica il buco nero nel Pratello e Giacomo chi lo vide più.
(Però chissà se ha conservato il disegno).
Onorevole Giacomino, salute!

nota: Onorevole Giacomino salute, era la frase con la quale veniva presentato alla discesa in campo dei giocatori

Stefi Marabotto
postato da: maso_ alle ore 15:23 | Permalink | commenti (15)
categoria:maso
giovedì, 12 febbraio 2009


LO SGABELLINO IN PIAZZA MAGGIORE
(ho visto cassintegrati felici)

Giovedì pomeriggio, sono le 15, Piazza Maggiore è piena e el pueblo si gode il sole.
Sul crescentone c'è un gruppo di persone in circolo, mi avvicino.
Una signora sale su uno sgabellino e racconta preoccupata che dove lavora lei hanno messo le persone in cassa integrazione costringendole a lavorare dal martedì al giovedì.
Risultato: guadagnano meno e son tutti felicissimi, alcuni hanno chiesto di protrarre questo status fino ad agosto, in attesa che la crisi passi da sola, poi perchè adesso che arriva la bella stagione è un'occasione unica per farsi il uichend lungo e stare al mare.
La signora è sconvolta, si chiede dove stiamo andando e la direzione dell'azienda incriminata è più sconvolta della signora che non si aspettava questo entusiasmo dei dipendenti.
Sullo sgabellino  sale un altro tizio in età lavorativa e dice che siamo come quelli che muoiono in casa da soli con  l'ossido di carbonio, che non se ne accorgono.... una metafora della crisi insomma.
Poi parla un altro e cita l'umarein col megafono che poco più in là parla delle case farmaceutiche, una straniera che dice che adesso per qualche anno è bolognese e i bolognesi sono aperti, poi un altro ancora, tutti coordinati da un tipo finto fulminato che al giovedì e al sabato organizza questi post all'aria aperta contravvenendo pure un ordinanza che vieta di fare ste cose.
Bellissimo.
Meglio di sto blog e di feisbuk, ma se ci pensate è la stesa cosa.
Riomango lì fino alle 15.20, poi arriva un essemesse del collaboratore di turno che mi fa "Per oggi direi che non si fa nulla".
Salta l'impegno delle 16.
Mi allontano.
Salgo sullo scuter e vado a casa felice quasi come un cassintegrato.
postato da: maso_ alle ore 20:27 | Permalink | commenti (16)
categoria:maso
giovedì, 12 febbraio 2009
L'AMMIRAGLIA

L'Ammiraglia di Giancarlo Nanni è ospitata nel prestigioso "Guinness dei Primati" (dal 1987) come il più accessoriato scooter del mondo, e la prestigiosa pubblicazione che viene stampata in oltre 40 Paesi del mondo, gli ha persino dedicato la prima pagina di copertina.
Si tratta di una "lambretta" del 1961 che lo stesso Nanni ha così agghindata e che fin dall'inizio l'ha chiamata "Ammiraglia" sottoponendola a grandi sforzi, peraltro superati benissimo, così come una infinità di raids in Europa, in Africa settentrionale e Asia Minore, raggiungendo per ben tre volte anche le terre polari. E sempre, è opportuno dirlo, in onore di Guglielmo Marconi, il grande scienziato inventore della radio, del quale Giancarlo nanni è sempre stato fervente ammiratore tanto che fin da bambino, anche per la passione che dimostrava per l'elettricità veniva soprannominato "Marconi".
Sono circa 600 gli accessori che Nanni vi ha montato, circa 400 fanali e fanalini, una decina di sirene delle varie polizie europee, una sirena antirenna, vari motivi musicali in abbinamento a campane e campanelli, antenne telescopiche che portano in alto bandierine di tutta Europa, radio, piccolo televisore, mangianastri, impianto di acqua corrente calda, impianto per farsi la doccia, rasoio elettrico, necessaire per fare il caffè e pop corn, piccolo bar alloggiato sotto il sellino, botticella di vino e tanti altri ammennicoli che ormai ne hanno portato il peso a sfiorare i quattro quintali. Un vero mostro meccanico, insomma, con il quale il suo proprietario offre un entusiasmante spettacolo in feste di paese o manifestazioni varie a cui viene molto spesso invitato, senza tener conto che ormai ha partecipato, ovviamente su invito, a molte moltissime trasmissioni televisive sia RAI che Mediaset.
Tutto nacque per scommessa. Giancarlo Nanni aveva avuto dall’Onarmo la promessa che se avesse compiuto, nel 1962, il viaggio Bologna-Ankara-Canazei avrebbe avuto un soggiorno gratuito nella bella località dolomitica. Poteva non farcela? Da quel momento i raids lunghi o di breve durata, si sono ripetuti a raffica suscitando l’entusiasmo della gente dei paesi attraversati, specialmente la notte quando accendeva tutti i 400 fanali di cui è dotata l’Ammiraglia.
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martedì, 10 febbraio 2009


PAUSA PRANZO ALLA LINEA

Raramente faccio pausa pranzo fuori casa, ma quando mi capita è un momento molto piacevole perchè condivido il mio tempo con persone alle quali tengo e non vedo da tempo, uno di questi è il mio bassista MIchele il Genio che alterna gli arresti domiciliari a performans in lungo e in largo per l'Italia.
Ieri ci siamo incontrati alla Linea e siccome c'era il sole, ne abbiamo approfittato per mangiare seduti ai tavolini all'aperto circondati da persone che parlavano ad alta voce del caso Eluana.
Mentre mangiavamo ottimi croistoni, siamo stati piacevolmente importunati da:

1 venditore di fazzoletti africano
1 zingara
1 venditore di calze di nazionalità non definita
1 pankabbestia
3 zingare delle quali una ha messo le mani nel piatto di Michele e gli ha mangiato un fungo
1 africano generico
2 zingare che poi erano amiche delle 3 zingare
1 statua, nel senso di uno di quegli artisti distrada che fan la statua

In ogni modo siamo rusciti a parlare di quello che volevamo, abbiamo mangiato bene e abbiamo scambiato paicevoli chiacchiere su regbi, ginocchia anbolizzate, mondiali antirazzisti, feisbuk e situazione metereologica con uno dei 233 candidati sindaco di Bologna: Valerio Monteventi.
Tenetelo d'occhio che è uno peso e sentirete ancora parlare di lui.
Bella Valerio.
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martedì, 10 febbraio 2009


APPUNTAMENTO CON IL CONTROLLORE

L'appuntamento è per martedi 10 Febbraio 2009 alle ore ore 21:00, il luogo è il Civico 32 in Via Nazario Sauro 24/a, sarà una serata tra il ludico e il paranormale sugli aneddoti di chi viene pizzicato a viaggiare senza biglietto sull'autobus.
Presenta  Danilo "Maso" Masotti interviene Kingfreak autore del blog NoTicketOnTheBus.
Sto preparando una scaletta, se avete delle domande da porre al controllore, scrivetele nei commenti e lui vi risponderà dal vivo la prossima settimana.
Se invece avete delle domande da fare a me su feisbuk e sui neo umarells, telefonate mercoledì 4 dalle 10.33 in poi a Punto Radio che sono lì dagli amichetti di Vacaputanga.


Ascoltate RAI radio 2 sabato 7 e domenica 8 febbraio 2009 alle ore 9.30.
In una delle 2 puntate di L'ALTRO LATO condotto da Federico Taddia, si parlerà di questo evento.

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lunedì, 09 febbraio 2009


PERCHE' SANREMO E' ANSELMI

Lo sapevate che il primo Festival di Sanremo l’hanno vinto due bolognesi, e sempre nel 1951 un terzo bolognese è arrivato sul podio come autore, musicista e paroliere della canzone terza classificata? È di Bologna, anzi di Sant’Agata Bolognese la Nilla Pizzi, nata Adionilla Negrini: è di Bologna ma vive a Milano Gian Carlo Testoni, nipote di Alfredo Testoni, il commediografo cui sono dedicati una strada del centro storico, il teatro alla Bolognina e una scuola media (oggi Testoni-Fioravanti). Testoni scrive versi di canzoni a tempo perso, con la precisione di un’enigmista, in realtà fa il critico musicale ‘serio’ e la sua passione è il jazz, ma dopo il successo di Grazie dei fiori diverrà uno dei più costanti parolieri leggeri dell’Italia degli anni cinquanta. Il terzo personaggio della galleria è Walter Colì, uno dei primi a scrivere sia musica che versi delle canzoni.

Nel 1951 è tra i premiati con Serenata a nessuno, ma la sua canzone più nota è L’ombra, del 1955, un vero e proprio blues (il primo, nella storia del Festival) dal sapore Chandleriano, dedicato alla pensosa solitudine di una passeggiatrice. «Faccio tutto in casa, come le tagliatelle» dice di sé, rimarcando la sua bolognesità. L’altro bolognese che vince è Giorgio Consolini, primo premio nel 1954 con Tutte le mamme e vittoria nel concorso Liberi autori nel 1957 (una specie di nuove proposte, ma per autori, non per cantanti) con Ondamarina, insieme a Claudio Villa. Negli anni Sessanta i bolognesi contano meno: quando debutta al Festival vive a Bologna Milva, ma è di Goro, e va a vivere subito a Torino con il marito. La Zanicchi e la Berti son reggiane, la Caselli di Modena, Eugenia Foligatti, seconda nel ’63, è di Massa Lombarda, ma a Bologna niente.

Ci sono Gianni Morandi da Monghidoro, che al Festival ci arriverà solo nel 1972 quando sono finiti i primissimi canditi, e il Lucio Dalla che a Sanremo va come outsider nel 1966 e nel 1967. Ci va anche nel 1971 e nel 1972, con una canzone che si chiama Piazza Grande, che in realtà è a Modena e da allora a chi non è capitato di incontrare uno che si è perduto e ti chiede dov’è Piazza Grande e tu dici «A Modena». C’è un tal Mario Guarnera dal quartiere San Donato che debutta a Settevoci (l’X Factor del 1966/67) con il nome di Papete, ma deve lasciare il nome d’arte perché la Vanoni non ne vuole sapere di essere abbinata a un cantante «dal nome così stupido». Nel 1978 una delle cinque giurie è a Bologna allo Sporting Club. Per riportare la statuina a Bologna bisogna aspettare Gianni Morandi, Dodi Battaglia dei Pooh e Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar, che vince nel 2002. Lei in realtà è cresciuta a Vignola, ma adesso abita a Bologna e saranno due anni che le hanno rubato le gomme alla Barca.


Non le sapevate eh tutte queste cose?
Neppure io, no va bè, la storia delle gomme di Silvia Mezzanotte la sapevo... comunque ste storie fantastiche di bolognesità mix Festival di Sanremo che ormai è alle doors me le ha dette un grande uomo che vive e alleva vegetali qui a Bologna, Eddy Anselmi che in sti giorni pubblicizza il suo Almanacco illustrato della canzone italiana.
Se non lo conoscete potete diventare suoi amici su feisbuk, ma se non ne volete mezza di feisbuk, allora leggete qui cosa fa e che cosa sta proponendo al popolo proprio in questi giorni.
Ecco quello che mi scrive di suo pugno.
Ahi!
Bella Eddy.

Poi ci sono io, che sulla via di Sanremo resto folgorato nel marzo ’77. Già, io nel marzo 1977 avevo poco più di 7 anni, facevo la II elementare e sabato 5 marzo, una settimana prima della chiusura di Radio Alice, mi imbatto per caso nel Festival di Sanremo, una delle prime volte che mi facevano stare alzato di sera. Formula semplice, la prima volta a colori, e per un colpo di fortuna, ci si era rotto il Tv in bianco e nero proprio pochi mesi prima, alla vigilia della cerimonia inaugurali delle Olimpiadi di Montreal. Avevamo una Tv a colori, senza telecomando (per dire, quella dei nonni che la presero nell’estate 1978 ce l’aveva) e per la prima volta anche Sanremo era a colori. Io rimasi folgorato. La formula era facile: dodici canzoni in un tabellone a eliminazione diretta. Quarti, semifinali e finalissima a tre. Divertentissimo. Da allora, non mi sono più perso un Festival, sempre alla ricerca dell’adrenalina del momento dell’annuncio dei risultati. La settimana dopo, quella dei fatti del ’77, in copertina su TV Sorrisi e Canzoni c’è Mino Reitano che si sposa e all’interno ci sono i risultati di Sanremo.

Poi, sarà stato il 1990, comincio anche a guardare ai vecchi Festival, che raccontano anni e stagioni precedenti a quelle che ho vissuto direttamente, scoprendo che sul passato ti raccontano molto di più le canzoncine passate di moda che non i grandi classici. Mi accorgo che Pupo e Drupi raccontano molto più gli anni settanta di quanto facciano De Gregori e Guccini. Un giorno d’estate del 1995 mi trovo una sera, a casa mia, con pochi amici e un giradischi. A me mi aveva smollato la morosa, e si faceva vedere al Free-gò con un altro zuvnòt, al mio amico Massimilano pure. Cominciamo a fare commenti sulle fanciulle di ieri e di oggi facendo sentire i dischi: dalla scusa dei blue jeans che fanno male per poi finire sempre a far l’amore di Pupo a Non ho l’età della Cinquetti, ma anche Gianfrano Manfredi, Ricky Gianco, la Piccola Orchestra Avion Travel e Julio Iglesias. Dopo un’oretta uno dei presenti, Fabrizio Valentino che adesso ha il negozio di Fabrica in Strada Maggiore, ci dice: «ma queste cose, invece di dirle a noi, perché non venite a dirle a Radio Città 103?». Detto fatto. Al Bano e Romina a Radio Città 103 era senza dubbio una scelta coraggiosa, ma il direttore Alfredo Pasquali ci disse di sì, e nel 1995 nacque Fuori Target, rotocalco di musica leggera e di costume, che nel 2001 venne trasmesso a reti unificate insieme a Radio Fujiko, la prima trasmissione in comune di due emittenti che ora si sono fuse.

Nello stesso 1995 veniva fuori Internet, e noi Bolognesi grazie a Stefano Bonaga e a Iperbole ce ne accorgemmo quel poco prima degli altri. Non è che fondai Google, ma imparai a ciappinare, e se da un lato mi trovavo un lavoro vero e finivo di studiare, dall’altro, nel 1998 mi inventai Festivaldisanremo.com - Il sito indipendente sul Festivaldisanremo. Da lì, ogni anno, ho seguito il Festival attraverso il sito. E come me, i miei colleghi della Panini. Nel 2005 l’idea era di cambiare lavoro. Nel corso di un viaggio in treno buttai lì l’idea dell’Almanacco illustrato della canzone italiana a un amico e collega della divisione Publishing. Ho detto la sparo grossa, e a lui è piaciuta. Poi è piaciuta anche ai capi, e la cosa è diventata vera.

A me, di questi tempi, mi trovate probabilmente all’Osteria del Sole o all’Alto Tasso. Quando conosco qualcuno di nuovo io tenderei a essere abbastanza riservato, poi salta fuori qualcuno che mi chiede «chi è arrivato ottavo al Festival nel 1984» e io dico «Drupi, con Regalami un Sorriso» ed è vero, e allora mi chiedono se sono autistico. No, sono tassonomico, rispondo io. È che le informazioni di Sanremo non si cancellano dall’Hard Disk. Fosse stata così la procedura civile sarei diventato un principe del foro. Invece mi è toccato fare l’almanacco del Festival di Sanremo perchè mi ricordo cosa cantava Bertin Osborne nel 1983.
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venerdì, 06 febbraio 2009


ANCHE I BANCARI MANGIANO


A grande richiesta, un post da taffio del grande Piluto.
A vaga a magner di là in cucina che mi è venuta fame.

Per un funzionario di banca come me l'ora di pranzo è molto importante, quasi vitale. Tale momento rappresenta l'opportunità per incontrare persone e mantenere quella rete di contatti tanto utile per il mio lavoro, oltre che per rifocillarmi e finire di leggere i giornali.

Essendo un bancario goloso e senza obblighi di timbrature, mi piace concedermi tutto il tempo che occorre per gustare fino in fondo ogni posto che frequento. Anche da solo, che fa tanto milanese che le altre persone ti guardano come se fossi un reietto senza amici con cui condividere il pranzo.

Purtroppo nei dintorni della mia banca non è che i ristoranti facciano a cazzotti, però ingegnandosi si può trovare il posto giusto a seconda dei desideri.

Desideri che molto spesso si piegano alla dura legge dei ticket restaurant.

Quelli di cui vengo fornito valgono euro 5,20 cadauno. Al leasing sono più fortunati: 5,29 euro.
Il mio pranzo tipico è composto da una pietanza, normalmente insalata + mezza d'acqua + caffè.
Difficilmente si riesce a stare dentro un ticket. Solo al baraccio di fianco all'Antoniano riesci a farcela, ma lì ti scontano la tristezza che ti attanaglia il cuore e non ti molla più per tutta la giornata.

Aggiungendo metà ticket si può pranzare all'Oro Bianco, ex Edelweiss a porta santo Stefano ora di proprietà di Chionna quello dei 9.2. Lì a parte gli insulti di Serena, una delle quattro bariste, c'è una discreta scelta di piatti, ma a meno che non sia bella stagione e ci si possa accomodare nel dehor fuori, sei costretto a mangiare in piedi.

Con due ticket puoi permetterti di andare da Pino in via S. Stefano dove puoi mangiare una delle migliori pizze di Bologna. Qui potete anche gustare il piatto che mi hanno dedicato, cioè petto di pollo con verdure saltate detto il "Piatto del Conte" a causa del simpatico soprannome con cui mi hanno marchiato quei “burloni” dei miei colleghi. Sempre e rigorosamente accompagnato dalla fornarina, che se siete più di tre viene servita di dimensione veramente importanti.

Per riuscire a mangiare sempre al prezzo di due ticket mi devo spingere ai confini dell'impero verso Regina Margherita, dove il solerte gestore mi accoglie con danze locali napoletane, qualche volta vestito in costume tipico e a prescindere che io abbia mangiato o no mi chiede se è andato tutto bene.

Salendo di prezzo e aggiungendo una piccola differenza ai due ticket posso gustare il raffinato macrobiotico del Clorofilla di Strada Maggiore alternando verdure al gomasio, bistecche al seitan o un bel piatto fumante
di tempeh che non ho ancora avuto il coraggio di ordinare. Attenzione però! Il caffè sa di erbe officinali andate a male.

Capita però che verso la fine del mese i ticket siano esauriti, avendone infatti usati due alla volta, e quindi mi diriga verso quei ristoranti che non li accettano.

Sempre nelle vicinanze della banca, in Viale Oriani, si può provare l’osteria dei Cavalieri dove ci sono i veri sboroni che mangiano con il range rover sport bianco buttato sul marciapiedi di fronte, proprio di fianco ad uno degli ultimi vespasiani rimasti.

Spingendosi verso il centro sul lato sinistro di via santo Stefano, poco dopo la libreria per bimbi Lilliput, ci si può imbattere in un impercettibile baretto a forma di stretto budello in cui si può mangiare un menù fisso composto da primo, assaggini e dolce a 7 euro, acqua e caffè compresi. Si tratta dello spaccio della cantina di Bazzano il cui ristorantino fa da catalizzatore per la degustazione e l'acquisto del vino. Inoltrandosi per via S. Stefano e salendo su per via dei Coltelli ci si può fermare da Casa Carati, ma a proprio rischio e pericolo perchè trattasi di trattoria bella e buona dove poi fai fatica ad alzarti dalla sedia, anche se hai mangiato solo un minestrone.

Esiste anche un bar su S. Stefano proprio di fianco alla gelateria angolo via Remorsella. ACHTUNG AVOID! E' gestito da un tipo col basco e occhialini simpatico come la piscia nel letto, che acidamente ti dice che lui i ticket non li prende e ti fa sedere in tavolini grandi come un foglio A4.

Se poi proprio quel giorno non hai un'anima di cliente che ti chiama, e ad oggi non è poi così inconsueto, ci si può allungare fino da Giampi e Ciccio già recensito qui,  dall'Infedele in via Gerusalemme che mangi tranquillo perchè c'è la macchina della polizia che ti protegge o dal super-fighetto-benestante Bricco d'Oro dove ci sono le trendy fighette che mangiano un piatto di riso in bianco e dove ti può capitare di incontrare i
commercialisti con il cappottino scriancato, gli avvocati con il bulbo tinto, i bancari che confabulano sui post-datati ed il proprietario, così incrediblimente identico a quel Furio di Verdoniana memoria, della prossima sede del tribunale che sta per essere ultimata.

A questo punto la camminata di ritorno che mi aspetta non può che favorire la digestione.

Piluto
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giovedì, 05 febbraio 2009

3 MERINI IN UN COLPO SOLO


I Merini son dei grandi bolognesi, c'è Francesco che fa il regista e ha girato capolavori quali Pannocchie, Paglione, Cavedagne, poi c'è Cristiano, gran batterista dei DNA2, grande attore, autore di Manuale di insuccesso pratico per la giovane rockstar ora pure batterista delle Mosche da Bar, gruppo in cui milita anche un noto controllore.
Infine c'è il loro cugino Simone, il più famoso di tutti, il namber uan che mi scrive e pubblico sempre volentieri.
Ciao Danilo,ti mando notizie sulla serata che farò sabato 7 febbraio a Bologna.
Sabato 7 febbraio alle ore 21 faro' il mio spettacolo comico di imitazioni di personaggi famosi,durante la serata la bravissima Faridah(la mia fidanzata)farà il suo bellissimo spettacolo di danza del ventre.Inoltre presentero' una simpatica corrida ove chiunque voglia esibirsi in qualcosa potrà farlo,al vincitore verrà offerto un omaggio del locale e io gli regalero' il mio libro di poesie.
Lo spettacolo si svolgerà al Ginga Art Cafè a Bologna in Via Nazario Sauro 10/b.Ingresso libero con consumazione.


Per chi non conosce Simone Merini ecco una breve scheda scritta da lui.

Io sono nato e vivo a Bologna.
Diplomato al liceo classico mi sono poi diplomato come attore all'Accademia dell'Antoniano di Bologna e al Teatro Bibiena del grande attore Giorgio Trestini(a Bologna molto noto per aver la sua commedia storica
"L'amore di gruppo").
Dopo aver partecipato come imitatore a trasmissioni regionali nel 1994 approdo a
"Beato fra le donne" su Raiuno come concorrente-imitatore.
Sempre in quell'anno Pupi Avati mi sceglie per farmi fare lo studente svogliato nel suo film
"Dichiarazioni d'amore".
Dopo quel film mi ha richiamato in altri suoi 7 film,in particolare ne "
La rivincita di Natale" ove interpreto il figlio di Ugo Cavara(Gianni Cavina) nella scena in cui lui torna a casa.
Come attore ho partecipato a che a spots tv nazionali diretto da grandi registi,nel 1996 ero il protagonista dello spot Estathè Ferrero per la regia di Daniele Luchetti e sono stato anche figurante speciale nello spot
"Il corriere dello sport" per la regia di Gabriele Salvatores.
In tv come imitatore ho partecipato alle piu' note trasmissioni Rai e Mediaset,ultima mia partecipazione su tv nazionali risale al 5 febbraio 2008 ove ero barzellettiere a
"La sai l'ultima".
Imito una cinquantina di personaggi famosi nello spettacolo che porto in giro abbinato a Faridah,bravissima danzatrice del ventre.
Presento eventi,spettacoli e spero di lavorare come conduttore in tv e come attore in tv al cinema senza tralasciare le mie imitazioni che sono caricature dei personaggi del nostro tempo.
Il mio sito è http://www.myspace.com/simonemerini
Sono anche presente su Youtube con tutte le mie partecipazioni televisive,cinematografiche e spettacoli dal vivo.

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martedì, 03 febbraio 2009

SINCLER

L'amico Brizzi non sta mai fermo e fa pure l'attore adultolescente in un videoclip, eco la storia così come ce l'ha racontata:

Cӏ un amico lettore che conobbi ragazzino, occhialuto e nerd.
Negli anni non ha cambiato occhiali, ma ha messo su una band di  punk-core melodico.
Si chiamano Sinclear.
Impronunciabile senza sembrare romagnoli di Lugo.
 Invece lui canta in inglese e scandisce benissimo le parole.
Così, quando girano il video, mi dice: «Perché non vieni e ti siedi su un divano a bere mentre guardi la tivù con una ragazza che fa tua moglie?»
Capito niente, ma mi sono precipitato sul set col buon FlavioSpiega,  che mi ha anche prestato la maglietta verde di scena.
È stato divertente, ma come sempre hanno tagliato le scene migliori...

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domenica, 01 febbraio 2009


LARDO AI "GIOVANI"

Facciamo finta che uno a 35 anni sia giovane, sforziamoci, non è difficile.
Tutti i max media ormai parlano della penosa situazione che i "giovani " dovranno affrontare negli anni a venire, ovvero disoccupazione, precariato, flessibilità e aspettative mancate o mancanza di aspettative.
La prima generazione che starà peggio dei propri padri, si dice, generazioni sterili, going da nesusna parte generescion.
Umarells e L'Italia spiegata a mio nonno spiegavano con largo anticipo questa deriva e nessuno li ha presi sul serio, ma adesso che c'è la crisi, che tutti si riempiono la bocca della aprola meritocrazia, anche i partiti politici, notoriamente distanti dal popolo, hanno cominciato a dire lardo ai giovani e ci stanno proponendo i loro giovani, i loro cavalli di razza.... iiih
Uno di questi giovani è Daniele Corticelli, da 10 anni in consiglio comunale, da 16 anni padre di famiglia, amante dell'Africa, lettore dei libri di Uilbur Smit, grande estimatore di Scindlers list (ma coi figli guard ai film epici), attrice preferita Angelina jolì, attore preferito Bred PIt, piatto preferito i tortellini, tifoso del Bologna e della Fortitudo.
"La nostra generazione deve togliersi le pantofole e rimboccarsi le maniche"  è uno dei suoi motti e i giovani fanno oh, "Il progetto del Civis è stato gestito male fin dai tempi di Guazzaloca. E' mancata la condivisione. I cittasini sono stati tagliati fuori e si è andati avanti su una linea ideologica"  e scattano gli applausi di Olindo Govoni, un umarell tagliato fuori che abita in Via Mazzini da 44 anni in fila per sei col resto di due, "Modificare gli orari di Sirio. Entri gratis in centro chi non inquina" è un altro progetto interessante come recuperare la funivia di San Luca e la cittadella dello sport che non so cosa sia.
Se tra qualche mese non sapete chi scegliere tra i 237 candidati sindaci di Bologna e volete un giovane, bè sto Corticelli potrebbe essere un'idea perchè come dice liùui "Cofferati e il Guazza sono il passato e Cazzola... se son rose fioriranno".
Lardo ai giovani.

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categoria:maso