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mercoledì, 11 marzo 2009


11 MARZO 2009

Chiude Nannucci.
Chiudono l'accesso ad internet coi fairuols aziendali.
Chiudono gli uffici, sbattono la gente a casa e l'enterteinment per impiegati viene meno.
I bolognesi continuano a lamentarsi e a rifugiarsi nel passato, tutti parlano, nessuno ascolta.... c'è troppo rumore e la cassazione decide che per i blog non vale la libertà di stampa.
E' evidente che ci meritiamo tutto.
Inutile continuare, meglio sparire senza troppi clamori.
Dopo più di quattro anni di attività on lain fornendo un prezioso servizio di libera informazione alla città, chiudo pure io.
Grazie a tutti per avermi seguito in questa fantastica avventura.
Addio spettro della bolognesità.

Danilo "Maso" Masotti
quello degli UMARELLS, quello dei NEW HYRONJA, quello di...
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postato da: maso_ alle ore 10:25 | Permalink | commenti (265)
categoria:maso
martedì, 10 marzo 2009


IL MUSEO DEL GIOCO AUTOMATICO BOLOGNESE


Dopo anni che questo blog parla del prodigioso Federico Croci aka Pinbol Uizard e dei suoi flipper sund videogiochi, finalmente qualcosa si muove e qualcuno delle alte sfere si acorge dell'enorme potenziale di quest'uomo e del suo patrimonio umanitario.
Quindi cosa è successo?
Scopriamolo leggendo questa imeil inviata alla cittadinanzia dal grande Croci.
Si mi, fil mi, rid mi...

Salve a tutti!

Giusto una breve nota per farvi sapere che lunedi' 16 marzo, intorno alle 9:45-10 di mattina, in Sala Bianca (in cima allo scalone) di Palazzo d'Accursio (Piazza Maggiore 6, Bologna), c'e' un imperdibile evento che vede protagonista la pluripremiata Associazione Tilt!, rappresentata per l'occasione dal Presidente Federico Croci, coadiuvato dal Responsabile contro il divario digitale Max Negro e dal Direttore della sezione videogiochi Marco Vernillo.

Cosa succede? Fondamentalmente, i nostri eroi illustreranno alla Commissione Cultura del Comune di Bologna il progetto per un Museo del Gioco Automatico, cioe' flipper, jukeboxes e videogames ad oltranza.
La cosa durera' una mezz'ora, con discussione del progetto, domande e risposte, proiezione di immagini e video vari.

E' possibile per il pubblico prendere parte alla riunione, presentandosi sul posto (credo ci sia da firmare un foglio) all'orario indicato, dichiarando il motivo per cui ci si trova li' (ovvero, "il progetto presentato dall'Associazione Tilt! per un Museo del Gioco Automatico"). Ci hanno anzi spiegato che, se c'e' pubblico, e' buon segno, denota interesse per il tale progetto da parte della cittadinanza, quindi se vorrete intervenire potrete dire anche voi di aver contribuito alla giusta causa :-)

Insomma, lunedi' 16 mattina, se non avete nulla da fare, se tanto siete in cassa integrazione, se amate tanto i piccioni, se vi svegliate presto e non capite perche', se uscendo tardi avete paura siano finite le copie gratuite de "Il Bologna" al bar, se avete sempre desiderato far colazione di lunedi' alla Linea, allora...
venite a tifare per noi! :-)
--
Federico Croci
www.tilt.it
postato da: maso_ alle ore 08:54 | Permalink | commenti (12)
categoria:maso
domenica, 08 marzo 2009

I MANIFESTI DI TIZIANO MOTTI

Esco.
Le vie di Bologna sono piene di manifesti con la foto di Tiziano Motti.
I manifesti dicono "Vota Tiziano Motti per l'Europa"
Ma chi è Tiziano Motti?
Cosa vuol dire votarlo per l'Europa.
E' tutto il giorno che me lo chiedo.
Bella domenica pomeriggio bucolica.
Ritorno verso casa.
Tiziano Motti anche sui viali.
Ma chi è?
Per fortuna che c'è la rete, vado su gugol e cerco Tiziano Motti.
Trovo il sito: http://www.tizianomotti.com
Trovo un blog: http://www.tizianomotti.com
Trovo video: http://www.youtube.com/watch?v=2h42pHWE7FE&feature=related
Aiuto, non staranno mica entrando in politica i vecchi vestiti da giovani preconizzati e auspicati da Mello in L'ITALIA SPIEGATA A MIO NONNO?
E mentre vi scrivo questo un certo Andrea De Maria mi chiede l'amicizia du feisbuk e io la accetto.
Qualcosa sta cambiando..
postato da: maso_ alle ore 21:12 | Permalink | commenti (11)
categoria:maso
venerdì, 06 marzo 2009


FILIPPO SCOZZARI

"Caro spettr. Danilotti,
Odio le pippe. Perciò, ti dichiaro di pacca che inseguendoti in rete, ho riscontrato in te un quid tra il monello, il casinaro creativo e lo scocomerato terminale che mi spinge a chiamarti fratello.
Farsi dar retta, senza rinunciare alle proprie menate, ed anzi "imporle" senza tanto gridare, a
Bulagna è sempre stato difficilissimo, ed io lo so BENE, per cui ancora cumplimànt, sul serio. Ce ne fossero."

Soccia che complimenti, grazie.
Chi mi scrive è il grande Filippo Scozzari autore di fumetti, illustratore e scrittore italiano.
Chi non sa chi sia vada a leggere su Uikipedia.
Chi non vuole sapere chi sia, legga l'altra imeil che ha mandato in redasione.

Spettrabile Spettro,
recentemente mi hanno parlato molto bene di te, e t'ho immediatamente cavalcato, divertendomi. Ma alla fine, con un socc mel di vivo disappunto, ho notato che Me non ci sono. E' zertamente colpa mia, ma che lo Spettro non sia invasato ANCHE da uno più bolognese della Garisenda, secondo me l'è trop.
Chiedo dunque di essere linkato (http://manualedellartebimba.blogspot.com/), in maniera che si sia reciprocamente informati sulle rispettive monellerie.
Tanto per dirne una, il 6 marzo 2009, alla Libreria Irnerio, in via Irnerio, presenterò "XXXX! racconti Porni", un'antologia di racconti contro la pornografia edita dalla Coniglio Editore.
Se c'è una cosa che mi fa andare in bestia, quando si osa affrontare l'argomento GNOCCA, questa è l'idiozia da caserma con la quale di solito il tema viene trattato. Idiozia, banalità, imbecillaggine sfrenata, insomma hai capito.
Questa mia civica indignazione, arf arf, una diecina d'anni fa produsse una quarantina di racconti, che andarono a ruba con la Castelvecchi Editore, e che ora rivedono finalmente la luce.
Che cosa c'entra tutto ciò con te, Spettro?
Oltre al fatto che sono un indigeno meritevole, all'interno del libro, gardenia all'occhiello con la quale mi permetto di romperti le scatole, si trova un racconto, "L'Odore delle Operaie", ambientato nelle fabbriche che circondano o circondavano Bulagna: Minganti, Ceccoli, Menarini... Ma nellibro di sentori bolognesi ce ne sono un po' dappertutto .
Ma ora basta con la promòscion: non penso che tu sia una sorta di Costanzo Show, e certo non voglio essere scambiato per uno dei suoi ospiti.
Fatti un viaggio nel mio blog, caro Spettro, così avrai più chiaro chi e cosa sono.
Cheddici, si può fare?
Filippo Scòzzari

Si, si può fare.
postato da: maso_ alle ore 00:01 | Permalink | commenti (20)
categoria:maso
mercoledì, 04 marzo 2009


UMARELLS FIUTURSCIO'

Oggi poche parole, ma solo un pò di promozione.
Per prima cosa vi dico che alle 12 di oggi, giovedì 5 marzo 2009, sarò ospite del grande Gabriele Cremonini, uno che ha scritto per il teatro, la tv, la radio, la pubblicità e su quotidiani e periodici e che con Pendragon ha pubblicato il romanzo Sputasangue (premio Rhegium Julii opera prima), CiBò (viaggio in 100 tappe nella gastronomia bolognese) e Bo-stick (100 racconti su Bologna e il suo territorio) e soprattutto Maiali si nasce, salami si diventa (Racconti, divagazioni, aneddoti, proverbi e ricette intorno al "migliore" amico dell'uomo, il più simile a lui, sul quale si è fondato il mito della "grassa" Bologna).
Sarò con lui ai microfoni di 100.2 Radio Futursciò stescion che è sui 100.2 se la ascoltate alla aradio, oppure la potete ascoltare in striming su internet da http://www.futurshowstation.com/.
Altro appuntamento del quale vi dirò in futuro, sono stato chiamato a fare un paio di ospitate dal grande Silvano Silvi, il conduttore di Dolce Amaro, ma IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE.
Stei stiund e speriamo che Galassi riesca a non far chiudere Nannucci.
postato da: maso_ alle ore 15:08 | Permalink | commenti (18)
categoria:maso
mercoledì, 04 marzo 2009


ANSIA DA MENSA

Chi legge lo spettro sa che a me piace lavorare, ma mica sempre,  solo ogni tanto, solo per fare cose che abbiano un senso, il resto è tempo creativo dove per creatività non intendo comporre canzoni, dipingere, scrivere, fare sculture, ma intendo vivere. E' uno degli aspetti della Maso philosophy. Lavorare tante ore non è affatto sinonimo di lavorare, anzi, spesso è solo dispersione di tempo che viene rubato ad altro. Lavorare tante ore tutti i giorni va bene se si guadagna tantissimo (sempre ammesso che questo sia un obiettivo), forse. L'altro giorno tenevo un corso di ueb duepuntozero a dei dirigenti segati da società che producono cose che non servono più e tra di loro mi ha colpito la storia di uno che era direttore di un importante centro commerciale che lavorava tutti i giorni dalle otto di mattina alle nove/dieci di sera, sabato e domenica incluso. Mi ha detto che l'unica soddisfazione che aveva era che quando gli  chiedevano che lavoro facesse, lui rispondeva "Sono il direttore di ... " e tutti dicevano. Merda! Insomma, lui qua dopo sta vita una mattina si è guardato allo specchio e ha detto "ma che caxxo sto facendo? Cosa me ne faccio di tutta sti soldi che non ho neanche il tempo di spenderli? Chi sono? Dove sono? Quando sono assente di me, da dove vengo, dove vado oh", poi è andato a lavorare e ha dato le dimissioni e si è preso un anno,(ma anche due, tre quattro)  sabbatico abbracciando interessanti teorie di laif coccching, molto di moda in sti tempi dove la gente non sa più come gestire la propria vita non lavorativa. E' evidente che ci meritiamo tutto, anche il post di PIluto, mio acerrimo nemico ;-)

Piluto è l’arcinemico dei seguaci della Maso philosophy.
Piluto lavora tanto perché pensa che solo lavorando un uomo si realizzi e ogni tanto si chiede: “ Ma un uomo senza lavoro che uomo sarebbe?”. Molto spesso però dopo questa domanda a Piluto viene una gran fame e corre ad aprire il frigo per vedere cosa può addentare per sedare la sua brama di conoscenza.
Uno dei primi lavori di Piluto consisteva nel verificare i bilanci delle società. Faceva il revisore dei conti presso una delle - che fa molto figo dirlo - big six dell’audit, ora ridotte a quattro per effetto di fusioni e frodi. Un lavoro che per alcuni rappresenta ancora adesso il massimo dell’ambizione, soprattutto qua a Bologna. Per altri invece, tra cui il sottoscritto, un ottimo trampolino di lancio verso altri e meglio pagati impieghi.
Era un gran sbattimento. Non meno di 10 ore di lavoro al giorno, molto spesso con sabato annesso e non sempre retribuito. Se avevi finito quello che avevi da fare, ma i tuoi capi erano ancora lì, dovevi inventarti qualsiasi altra cosa, anche fare delle fotocopie. Ma questa era la gavetta, dicevano. Il più delle volte in aziende fuori Bologna così che all’ora di tornare a casa ti aspettava ancora tutto il viaggio di ritorno.
In questa sorta di regime militare il momento di svago era rappresentato dalla pausa pranzo.
Alcune volte si andava a mangiare nel ristorante o nel bar più vicino all’azienda ed eri rimborsato a piè di lista. Altre volte capitava invece che l’azienda mettesse a disposizione dei poveri revisori la propria mensa aziendale, facendo così risparmiare un sacco di quattrini alla società di revisione.
Sebbene le mense che ho frequentato evocassero in me pensieri perlopiù legati al servizio militare, mi sono rimasti alcuni piacevoli ricordi. Anche perché per noi spinacce di assistenti di primo pelo era il momento per sparare cazzate e famigliarizzare. E fra tutte le sfighe che si può dire della revisione, il cameratismo e la solidarietà che si creava tra i ragazzi era un aspetto molto positivo che mi ha permesso di conoscere degli ottimi amici che frequento ancora adesso.
Ma per chi non ha mai avuto modo di mettere piede in una mensa aziendale, ecco cosa offre il panorama legato alle famose PMI bolognesi.
Mi ricordo la mensa di una nota azienda vicino all’aeroporto produttrice di lettori di codici a barre. Durante la mattina girava una specie di menù multiple choice in cui scegliere le pietanze. Primi, secondi, contorni, dolce e frutta. Una volta accomodati a tavola le nostre selezioni ci venivano servite dentro delle confezioni roventi di alluminio tipo take-away cinese. Il sottoscritto, molto goloso, inseriva normalmente un’ordine in più indicando una persona inesistente a cui affibbiavo i piatti più repellenti del giorno, robe improbabili tipo piatti per vegetariani o roba pesissima come formaggio fuso o polenta con sughi strani, solo per poter vedere che faccia avevano e ogni tanto, solo ogni tanto, anche assaggiarli.
La cosa più fantozziana di quella mensa, che per un periodo fu allestita dentro ad una specie di container prefabbricato, era che anche la proprietà mangiava insieme ai cari sottoposti, sebbene in un proprio acquario separato.
Altra mensa da far perdere la serenità era quella di una nota azienda nei dintorni di Bazzano che produce alcune parti per i caterpillar. Vassoietto sempre inspiegabilmente bagnato e tovaglietta d’ordinanza che trasportavi al tavolo con la bottiglia d’acqua sempre in equilibrio precario. Che poi però dovevi bere tutta per poterla mettere distesa sul vassoio altrimenti non entrava nell’alloggiamento dell’imponente carrello portavassoi. Lì potevi scegliere la tua pietanza tra i vasconi che la cuoca di turno scoperchiava descrivendoti tutta fiera il contenuto. Mi ricordo che mangiavi con un curioso odore di sfrido di ferro che ti riempiva le narici.
Lo stesso odore provato nella mensa di una società meccanica in zona fiera che ha il nome di una squadra di calcio e gestita da una delle famiglie più note di Bologna. Anche tale mensa era adiacente all’area di assemblaggio che ti sembrava di mangiare seduto al fine linea di un macchinario stando attento a separare i bulloni dalle foglie di insalata.
In un’altra azienda verso Castenaso che commercializza profumi venivamo invece convogliati verso non una mensa qualunque, ma alla Mensa. Direttamente nel sancta sanctorum delle mense, la sede della CAMST.
Ma il massimo dell’ardimento architettonico nella struttura di una mensa aziendale lo osservai presso un’azienda sulla A14 che si occupa di cantieristica e macchine per palificazione. L’architettura di tale mensa ricordava il Matrimandir http://www.auroville.org/thecity/matrimandir/mm_main.htm de noantri e all'inteno di essa, l’impiegato e l’operaio che vi mangiavano, potevano al contempo assorbire i raggi cosmici catturati da tale cupola che infondevano loro forza e resistenza per quadrare i bilanci o manovrare il carroponte.
Per ultimo vorrei ricordare la mensa del Centergross. Riguardo al cibo ed al locale c’è sicuramente di meglio ma essa può vantare un pregio non marginale… è murata di gnocca. Commesse o aspiranti tali, stagiste, stiliste, segretarie, modelle. Italiane, Moldave, Ukraine, Nord Europee. Insomma un bel crogiuolo di razze e competenze che, credetemi, aiuta a mandar giù anche la bistecca più trista o la pasta più scotta.

Piluto
postato da: maso_ alle ore 10:04 | Permalink | commenti (18)
categoria:piluto
martedì, 03 marzo 2009


LA CORDATA

"Di solito quando fallisce un'azienda, arriva una cordata di imprenditori (spesso gli stessi che hanno fatto fallire l'azienda) e la rileva." - Maciste Parpadelli

"Se oggi "battersi" equivale ad aprire un gruppo su Facebook.. a sem a post!" - Argias Bolenfi

"Nannucci ? Che chiuda pure, abbiamo altri problemi al momento"
- Sca1

Nell'altra stanza la tivu è accesa, così almeno sento il tigitre cosa dicono.
A un certo punto si sente uno che urla la notizia della chiusura di Nannucci e in lontananza sento discorsi belli tondi e ragionevoli sulla gente che non compra più i cidi, poi più nulla, poi una voce.
Ma io questa voce la riconosco.
Vado di là e sulla tivu non al plasma appare Federico Galassi del comitato quelli che non vogliono la chiusura di Nannucci, un gruppo di feisbuk che al momento conta più di 600 iscritti.
Galassi dosa bene le parole, parla di valori, di tradizioni, che un negozio così non può chiudere e che si stanno organizzando.
Titoli di coda del tigitre.
La speranza non muore e sullo spettro non mancano le proposte di Argias Bolenfi per il rilancio di Nannucci:

1) ridurre del 50% lo spazio di vendita e utilizzare lo spazio recuperato per organizzare piccoli concerti, specialmente di gruppi locali
2) spazio ad una libreria musicale di qualità (almeno i libri non si scaricano ancora)
3) gestire attentamente il catalogo concentrandosi sui titoli principali degli artisti principali
 4) privilegiare le edizioni economiche
 5) integrare il reparto dvd con le colonne sonore
6) curare il mercato del vinile nuovo, sia ristampe che novità
7) spazio all'usato di qualità, soprattutto vinile, non deve essere esclusiva di mercatini polverosi o bancarelle, all'estero ci sono da sempre catene di negozi di usato.

postato da: maso_ alle ore 08:56 | Permalink | commenti (57)
categoria:maso
lunedì, 02 marzo 2009
Profilo Facebook di Danilo 'Maso' Masotti

BAR MASOTTI

Da alcuni mesi, in contemporanea con lo spettro della bolognesità è attivo su feisbuk il Bar Masotti, un bar sempre aperto in cui scambiare opinioni da bar comodamente da casa vostra, dal vostro luogo di lavoro o in mobilità col telefonino.
Se per i più svariati motivi non riuscite a consultare feisbuk, provate prima a entrare in uno dei tre siti consigliati dall'amico George Mason che è uno che ha pure fatto un master in criminologia e di  Bologna ne sa un tot..

www.meebo.com
www.ebuddy.com
www.ctunnel.com


E non preoccupatevi, il blog resiste ed è in attesa di un post di Piluto, mica possiam parlare dei 233 candidati sindaco tutti i giorni no?
postato da: maso_ alle ore 10:04 | Permalink | commenti (15)
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