Zitelle a Bologna
Una notizia singolare è apparsa sulle pagine del
Corriere di Bologna in questi giorni di sciopero di Repubblica, tra una Quercia a forma di cuore nel quale erano incastonati tutti gli amori in casa DS e le foto delle nostrane
cool hunter. Una proposta parte dalle pagine di questo Carlino un po’ più
glam, che oltre a risolvere l’esistenza di qualche fanciulla, mira a risolvere le sorti del turismo bolognese.
L’illuminante idea è quella di trasformare la cancellata sul fiume Reno di via Oberdan, all’altezza del Regno della Forma, in un felsineo
Ponte Milvio, al qual agganciare un lucchetto per poi gettare la chiave nelle acque sotterranee. Solo che, contrariamente a quanto accade a Roma e in
altri luoghi, per emulazione di
3MSC in cui sono le coppie che sigillano il loro amore imperituro con il lucchetto, qui sono le zitelle che , in alcuni casi probabilmente alla canna del gas, scrivono iniziali e numero di telefono per essere rintracciate. Esprimendo un desiderio con il lancio della chiave tra le pentegane, orde di fanciulle in età da marito spereranno di trovare l’altra metà della mela. Tutte le informazioni per questa pregevole iniziativa turistico-sentimentale è reperibile al sito
www.ilpontedeisingle.altervista.org.
Parallelamente, sempre on line ma senza il supporto della stampa locale, proprio qui in seno allo
Spettro è nato un altro movimento di zitelle, le
Diversamente Frigide, fondato in occasione di accese discussioni su temi di incomunicabilità tra uomini e donne.
Le DF sono decisamente più pragmatiche e mai si sognerebbero di gettare chiavi nel fiume Reno, consapevoli di quanto costano i lucchetti a Bologna.
Il mondo delle zitelle bolognesi è, quindi, spaccato tra sognatrici che lanciano simboliche bottiglie nel mare e giovani donne, piccole e fragili, che lanciano grida di aiuto disperate nell’etere affinché siano comprese nella loro complessità.
Chi vincerà? Chi si accaserà prima? Ai posteri l’ardua sentenza, sperando che si palesino come giovani aitanti prima che sia troppo tardi.