ANONIMA COMMESSA BOLOGNESE
Come non dargli torto?
Visti gli ultimi interventi spettrali su questo blog, la cosa è evidente.
Poi quando si comincia a dare la colpa a Cofferati di tutti i propri fallimenti personal è l'inizio della fine, un pò come quando si faceva la stessa cosa con Berlusconi.
Ok è colpa di Cofferati e io che faccio per stare meglio?
Ce lo chiediamo?
No, troppo complicato come ragionamento.
Per fortuna che c'è chi tenta di ribellarsi alla frustrazione del quotidiano e dalla propria sofferenza causata "diciamo dal lavoro" (il namber tiù dei capri espiatori dei malesseri bolognesi dopo Cofferati) e si apre un blog dove vomitare tutta la cacca respirata durante le 6 ore.
Ed è un successo!
Trattasi delle modestissime giornate di una commessa di un supermercato non si sa bene quale che ci racconta che cosa pensa quando un cliente le chiede con la faccia incazzata "Mi dà un etto di crudo?".
Quando si lavora con il pubblico, ahimè si tocca con mano la modestia più becera e la commessa frustrata lo sa bene e nel suo quotidiano combatte contro le persone che vivono male e se la prendono con lei inutilmente.
Percorso solito: blog e dal blog al libro.
Ed è un successo!
Unica pecca: la commessa pare che voglia mantenere l'anonimato perchè se no ha paura che la licenzino.
Interessante.
Forse è questa l'origine del disagio che muove il nostro vivere contemporaneo: il mio lavoro mi fa schifo, ma voglio che questo schifo mi sia garantito a tempo indeterminato. E' un mio diritto.
Tentare di cambiare lavoro e provare (nei limiti del possibile) a stare meglio no?
No, ma sei fuori!!!!
E dopo di cosa mi lamento?
Di Cofferati?
"Perchè la verità è che la gente sta male" cantavano gli Afterhours.
Lettura consigliata per l'estate in tandem con UMARELLS.
E poi li caricate su Anobi.









