Al rientro in città il popolo della dance festeggia la riapertura del divertimentificio made in Emilia-Romagna: a partire da questo fine settimana le discoteche di Bologna inaugureranno la stagione autunno/inverno 2006-2007, entro ottobre si aggiungeranno anche i locali della riviera.
Il Kinky, il Matis, il Ruvido, il Link, la Salara e la Villa delle rose di Bologna, Le Scimmie di Faenza , il Teatro Verdi di Cesena. A ottobre sarà la volta del Pascia di Riccione (il 7), di Heminguey (il 14) e Bbk a Marina di Ravenna (il 21) e del Pineta di Milano Marittima (il 27).
Il giornale satirico della mia città dedica una pagina intera all'evento, che a livello comunicativo è come dire che le discoteche sono l'unica realtà di svago presente; sembra passato un secolo da quando le mamme rock tuonavano contro le sale da ballo, luogo di spaccio di sociopatia, alcol e droga, un ottimo cocktail per schiantarsi in strada qualche ora dopo, eppure son passsati solo dieci anni.
Non ho nulla contro le discoteche, anzi penso che andarci ogni tanto sia anche divertente, uno spasso: i buttafuori sembrano comparse uscite dai film di Vandamme, i dj sembrano tutto tranne quelli che mettono su i dischi, i cubisti e le cubiste sono comici involontari del muto e il vocalist è un talento da cabaret. Si può saltare e sudare (fa bene alla linea). Consiglio come abbigliamento la tuta da ginnastica in acetato, fa rap ed è comoda per l'attività fisica. Provare a parlare con una qualche ragazza tra la vamp e la finta vip è la gloria del ridicolo inconsapevole. Il resto della fauna lì presente ti colpisce per la normalità, a volte la disponibilità e la simpatia. Sono gruppi di ragazzi che non sanno dove andare e lì si ritrovano a giocare al gioco antico dell'abbordo, che si sa fallimentare in partenza (però nei film va sempre bene), o gruppi di amiche che giocano al rito antico della finta seduzione, per sentirsi desiderate, per sentirsi donne e non più bambine. Ma la vera tristezza è accorgersi che per qualcuno (non tutti) la discoteca è l'unica realtà; da lì nasce la vera angoscia
Dicevo che una volta ogni tanto può essere anche divertente, ma tutti i sabato sera, come una volta per i nostri nonni tutte le domeniche la messa alla mattina, a me pare una condanna.
Ovviamente questo è quello che penso io e lo condivido.










