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giovedì, 12 ottobre 2006

IL REDATTORE MAX BARTENDER IN P.ZZA

Mercoledì ore 19 - mentre la macchina mi porta in piazza VIII Agosto, sintonizzo la radio su Città del Capo.
Non riesco a togliermi dalla testa il commento di Elisina: Penso che mercoledi alle 19 e 30 in piazza ci saranno solo Filetti e i bottegai del quadrilatero; la parola fallimento lampeggia al neon e l'unico a parlarne in modo roboante sarà il Carlino the day after.
E' vero, tutto rema contro l'iniziativa: questa sera gioca l'Italia, stanno arrivando i primi freddi, molti che vorrebbero venire hanno paura di finire strumentalizzati dai partiti; so già come andrà a finire, arriverò in piazza per dire: Mi aspettavo di più!
Intanto la radio continua a diffondere le interviste di Simone ai primi arrivati.

ore 19.30 - finalmente ci sono: Siamo già più di tre persone, Inpusébbil! (MI ASPETTAVO MOLTO DI MENO! )
Zefram mi attende davanti al bar e, appena mi vede, mi trascina in mezzo alla gente, che sta accendendo le fiaccole, per presentarmi tutti i notabili pesissimi che conosce; immensamente interessato lo perdo di vista in meno di due minuti e mi metto ad osservare le facce dei presenti.
Eterogeneità è il primo sostantivo che mi viene da usare: bottegai sì, ma anche giovani, umarells, zdaure, mamme con le carrozzine, pachistani, cingalesi, gente comune, fuorisede e semplici curiosi attirati dalle fiaccole.
Niente mortadella agratis offerta dai bottegai-salumai / nemmeno l'ombra di birra agratis spinata dal partito "Forza Dehor" / nessuna vecchia gloria con parrucchino e dentiera a cantare sul palco / non è ora di scuola e quindi nessuna lezione da saltare o da cui fare fuga / l'ora di cena è ormai arrivata e allora che ci fa qui tutta 'sta gente?
Intanto il corteo si mette in moto, in testa va Filetti con l'Ascom e la parte più "destrorsa" dei partecipanti, a seguire Confesercenti con Sergio Ferrari e l'ala più "progressista" del gruppo; ma è una divisione organizzativa, non vedo nessuna bandiera politica, nessuno slogan, nessun fischietto, il "fiume" defluisce lungo via Indipendenza e quello che più colpisce è il SILENZIO, che non è il mutismo delle teste vuote ma è l'orgoglio di chi marcia (pacificamente) per le proprie idee.
Le facce dei turisti sono attonite, ne sento uno che bisbiglia con la moglie e, indicando le fiaccole, le dice che forse è una celebrazione religiosa.

Quante persone ci saranno? Tante, si fatica a stare in piazza Nettuno (Ferrari poi dirà: Qualcuno domani ci conterà. E non basterà il pallottoliere - vengo a sapere più tardi che sono state stimate circa 5000 persone); l'umarell Spada dal palco si raccomanda di non spingere e invita chi non trova posto a fare il giro dietro il Gigante e mettersi dalla parte di San Petronio.
Filetti, che debutta in una manifestazione di piazza, ("Mi auguro che sia la prima e tale rimanga") ricorda come il sindaco "con idee preconcette, abbia rifiutato il dialogo" sugli orari della notte e sui dehors, "che sono componenti della vita della città". "Bologna non è triste e avvilita. Ma oggi rischia di diventarlo. Noi ci ribelliamo a questo rischio", dice sotto le finestre spente del sindaco, che in uno slogan da campagna elettorale definì Bologna "triste e avvilita".
Siamo tutti bolognesi, sembrano dire Bruno Filetti e Sergio Ferrari, presidenti di Ascom e Confesercenti. Hanno lavorato perché la manifestazione non si riducesse a soli interessi di bottega, a orari e dehors. Solleticano quindi "l’orgoglio e la dignità" dell’intera città, parlano di "ricerca di sintonia" fra residenti e commercianti. Perché "imprenditori e residenti sono tutti cittadini".
"Noi amiamo Bologna", è scritto su uno striscione, ma amare questa città "significa prima di tutto viverla e capirla", afferma Filetti. E scandisce, innescando una scarica di fischi contro Cofferati: "Il sindaco vi ha preso la residenza, la abita, ma non è entrato nella sua anima. Non si è neppure sforzato di farlo".
Cofferati come corpo estraneo alla città, dunque. A una città "con il centro storico più grande d’Europa, in cui ha chiuso tutto". In cui il commercio, dice Ferrari, "che dà lavoro a 70mila persone, sta andando verso un declino irreversibile". Ma senza il commercio, avverte il presidente di Confesercenti, "senza le luci dei negozi, senza l’amicizia dei commercianti per i cittadini, c’è paura, strade buie. Non possiamo vivere in una città di questo tipo".
E "non c’è polizia che possa sostituire la presenza dei negozi, in centro e in periferia".
Negozi come sicurezza, dunque. Ma anche come accoglienza, luoghi di socialità. Filetti cita l’annunciato giro di vite sugli orari di pub e locali serali, le restrizioni sulle concessioni dei dehors, le verande esterne ai locali. "Ma dove potranno incontrarsi i bolognesi, gli studenti, i turisti?", chiede alla piazza. "Chi vivrà i portici e le piazze della città? Qual è la ragione per simili decisioni? Noi non l’abbiamo capita. E, quel che è peggio, i cittadini non l'hanno capita".

In fondo al post trovate i video con gli interventi di Bruno Filetti e Sergio Ferrari



IL REDATTORE ZEFRAM IN P.ZZA

Oggi Zefram è stato con una parte della redazione dello spettro(mello e il max) alla manifestazione organizzata dalle associazioni di categoria contro il degrado ,a favore del commercio ,dei dehors..
Beh sinceramente sono allibito per il successo della manifestazione ,sinceramente chiacchierando con Max ieri avevo preannunciato al Massimo 30 40 persone e invece.
E Invece c'erano tante,ma tante persone,l'una diversa dall'altra,c'erano i Signori incravattati della Bologna Destrorsa e Zanara ,i ragazzetti di via del Pratello ,le signore con la borsa buona di Luis Vuitton ,le ragazzette con le Borse della Piazzola. E la domanda si presenta assai pressante e sinceramente interessante: Cosa ci facevano li,erano li per manifestare solo per fare Kasino,oppure erano li per esprimere un disagio profondo?
I toni dei comizianti hanno fatto il resto . Zefram pensa che questo non sia un inizio di un movimento spontaneo di massa perché gli interessi delle persone presenti sono opposti. Ad esempio uno come Foschini può unire le sue idealità con quelle di Osvaldo?
Non credo proprio..Lo ritengo difficile perché all'uno(Foschini) interessa(spero) creare un'alternativa al potere dei Ds e del comunismo alla Bolognese ,all'altro tornare a lavorare con i suoi locali come un tempo .Alla signora bene a cui zefram ha baciato la mano interessa girare in una bologna pulita,alla ragazzetta venuta del sud presente interessa far casino di notte senza incappare negli strali cofferatiani,certo l'odio verso il cremonese unisce,ma dopo ,ma dopo mi aspetto la reazione del partitone perché tutto cambi perche nulla cambi,si ammettiamolo il Coffy è un usurpatore venuto da lontano per liberare la città dall'odiato macellaio .
C'è da dire un ma e questo ma viene dalla storia dell'uomo.Storicamente molte rivoluzioni sono nate dall'inkazzo dei commercianti verso governanti che affamavano i Popoli ,certo questo è possibile,ma se avvenisse questo a Bologna allora le prospettive per questa città si metterebbero finalmente in movimento dopo 30 anni di stagnazione ,ma la protesta per diventare proposta non ha solo bisogno di Filetti e di Ferrari,ha bisogno del popolo che oggi non c'era e che forse apprezza Cofferati perché Cofferati li fa dormire sonni tranquilli..
Le risposte verranno col tempo,perché non si sa ancora cosa sia questa protesta dei commercianti,se una protesta enpassant o una cosa più profonda,un malessere di questa città ,che è addormentata e come direbbe Lucio Dalla è Dark Bologna.

Bruno Filetti, video 1 >>>
Bruno Filetti, video 2 >>>
Sergio Ferrari, video >>>
Le foto dalla piazza >>>
postato da: MaxBartender alle ore 00:24 | Permalink | commenti (183)
categoria:max bartender, zefram