Mi ricordo di una bellissima gita in ET3 ai tempi della scuola, da Bologna a Firenze passando per il passo della Raticosa e della Futa.
Il giorno prima ero caduto con lo scooter e, per paura che non mi facessero andare, non dissi nulla ai miei.
Chiusi il gomito sbucciato con una fasciatura strettissima, senza nemmeno disinfettare; ancora oggi quando mi guardo allo specchio vedo il cemento tatuato sotto la pelle e ripenso a quel tour tosco-emiliano.
Un giorno incontro Mello che si mette a parlare del suo amico Tony Rucola, un noto blogger leccese, famoso per aver fatto Bologna-Barcellona a bordo del suo 50 Special
E io che credevo di aver fatto un'impresa ad arrivare a Firenze col braccio fasciato....
Da quando è tornato ha scritto molti post all'ombra del Nettuno: ultimamente son sempre più i blog abaut Bologna scritti da fuorisede e non da bolognesi....
Forse i bolognesi sono sazi e disperati e non sanno che giovedì scorso la pantegana bionda Michele Santoro, nella sua trasmissione Anno Zero, ha parlato di Bologna e della precarietà che coinvolge i giovani delle nuove generazioni.
La cosa non è sfuggita a Tony Rucola e visto che non ne ha parlato nessun altro, leggetevi l'ottimo post di Tony che ho copia/incollato per voi:
Sono tutti incazzati per questo ritorno di Santoro in tv. Così come erano incazzati quando dalla tv se n'è dovuto andare. Deve essere uno che ti abitua. Alla presenza come all'assenza. Invece il 12 è andata in onda una puntata di Anno Zero dal titolo "Bologna e la precarietà".
Il tema è centrato, non se ne parla scherzando -e infatti non mi hanno invitato, facendo benissimo- si colgono le varie sfumature del dramma.
Soprattutto, si sceglie di dare un luogo simbolo alla precarietà, e viene scelta Bologna, ancora adesso Mecca dei 18-28. Il servizio viene affidato ad un'equipe di probabili under 30, fra cui spicca il bolognese Luca Rosini.
L'argomento viene vivisezionato per bene. Tante storie: una sarda che ha fatto due mesi in una società che gestisce call-center in tempo per aprirsi un blog e scriveci un libro, una bibliotecaria impiegata a tempo in Sala Borsa con un contratto da addetta alle pulizie, un fuorisede che fa due lavori e si alza ogni mattina alle 5 in attesa del licenziamento, un bolognese che lavora come co.co.co alle poste e ammette: questa è una città escludente, più che esclusiva.
Si passa in piazza verdi, si va in via petroni dove viene inquadrato un punkabbestia famosissimo.
Un po' di dati allora, vengono fuori:
all'Università di Bologna sono iscritti 66.000 studenti provenienti da altre città e di questi almeno 37.000 sono domiciliati a Bologna; questo significa che gli studenti fuorisede sono il 15 per cento della popolazione che risiede a Bologna.
Ogni anno i fuorisede a Bologna portano (e lasciano) 193 milioni di euro.
Gli universitari in tutto sono 72.000 a fronte di una popolazione residente di 370.000 individui.
Santoro si è tagliato i riccioli, la Jebreal inquisisce rabbiosamente Alemanno e Damiano -più il primo che il secondo, a onor del vero-, i due non affermano particolari cazzate, anzi.
Nel frattempo si apre il fronte Milano-Marittima, una finestra sul precariato del mondo della notte, sulla catena di montaggio che c'è dietro il funzionamento di una grossa discoteca come il 'Pineta' e, dall'altra parte, sui figli di papà che ballano bevono si fanno spremere e soavemente se ne fottono. Chiusura un po' old red del servizio, ma ci sta.
Applausi per i Santoro-boys.










