(Visibilità Nazionale)
Concordiamo sul fatto che Bologna è in un loop, si parla sempre ciclicamente delle stesse cose, basta aprire un quotidiano bolognese qualsiasi e si parla solo di umarells, vecchi, punkabbestia, fuorisede, ditte che chiudono, precari, scioperi, reiv, degrado, Cofferati qui, Cofferati lì...
Leggendo i Vs. commenti si evince che il bolognese gode a vedere la sua città raccontata; Dalla, Coliandro (e giovedì Cucuzza) ne sono la dimostrazione, poi di solito segue un dibattito che di solito inizia cosi: "Che schifo questo, che banalità quello, che modestata quell'altro"
Quando a parlare di Bologna sono i network nazionali, il bolognese, in preda all'orgasmo mediatico, perde la ratio e dimentica che settimana scorsa l'ex cinno scurzone Spada aveva fatto uno special a Dedalus (su rete 7, cagato da pochissima gente) con gli stessi attori e le stesse lochescion ripresi nella trasmissione del neo fidanzato di Nancy Dell'Olio, Michele Cucuzza.
Soccia hanno parlato di Bologna anche da Cucuzza!
* Il degrado visto da Cucuzza:
La Vita in Diretta - video YouTube 1

La Vita in Diretta - video YouTube 2

* Il degrado visto da Indymedia:
Per una buona fetta di Bolognesi gli studenti universitari sono bravi solo quando arricchiscono i proprietari con i loro affitti in nero, con canoni carissimi, sopra la media nazionale. Anziché favorire un processo di integrazione studente-cittadino di Bologna, si è andati volutamente in tutt’altra direzione.
La zona universitaria sembra essere divenuta una zona “rossa”, piena di telecamere inutili, utilizzate non per reprime reati come lo spaccio, ma per reprimere i compagni che praticano il volantinaggio, l’attacchinaggio, per combattere chi vuole fare arrivare alla massa la vera voce , la vera informazione, la controinformazione, si vuole reprimere chi non soggiace alle logiche sporche perverse della burocrazia politica, verso la quale si sono piegate da tempo tutte le associazioni universitarie di Bologna. Il movimento costitutivo per il partito comunista dei lavoratori si schiera con chi non accetta compromessi, con chi non si reca dal sindaco sceriffo di Bologna, ringraziandolo anche, per concertare le situazioni che perseverano nella zona universitaria. Quale concertazione? Con chi?
Con chi ha disposto le forze dell’ordine davanti all’entrata del Comune elargendo manganellate a chi voleva pacificamente dimostrare il proprio dissenso sulla non politica Bolognese, nel luogo ove dovrebbe essere rappresentata la “cosa pubblica”? E’ una vergogna!!!
I problemi che vivono gli studenti sono vari, affitti in nero, caro vita, diritto allo studio non garantito specialmente per chi è studente lavoratore a causa del sistema dei crediti che caratterizza il sistema di gestione delle borse di studio dell’Arstud, trasporti carissimi, repressione e militarizzazione dei luoghi di ritrovo degli studenti.
Bologna è sempre stata una città importante per l’affermazione delle politiche sociali, ma da qualche anno ha fatto bruscamente retromarcia, a ciò ha contribuito anche, per quel che riguarda lo stato di coscienza sociale degli studenti universitari, la riforma del 3+2 che ha fatto in modo, a causa dei ritmi di studio che impone, di frenare e limitare il tempo extra studio degli studenti, l’attività sociale degli stessi, perché se non si rispettano detti ritmi si è automaticamente tagliati fuori dal mondo del lavoro precario. L’ università di Bologna, non ha perso tempo ad attuare tale disastrosa riforma.
Occorre continuare a lottare, a resistere, attuare pratiche di autoriduzione dell’affitto, della mensa, dei trasporti, collettivizzare le lotte, sostenere quei collettivi, gruppi, che non soggiacciono alle logiche sporche del potere burocrate di questa società. Le parole d’ordine non possono che essere le seguenti : lottiamo per una università pubblica, accessibile a tutti e per tutti, per un diritto allo studio effettivo vero, per un non sfruttamento dello studente, per l’affermazione della libertà di espressione, contro ogni degrado sociale, contro la militarizzazione degli spazi frequentati dagli studenti, per l’apertura serale dell’università, per il trasporto gratuito per le fasce deboli, contro gli affitti in nero, contro la precarietà della ricerca e dei ricercatori, per una politica concreta, effettiva ed efficace contro il degrado della zona universitaria.
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