Nel variegato scenario di attrazioni destinate ai più piccoli si può dire a pieno titolo che abbiano destato curiosità e attenzione le opere fotografiche e scultoree presenti presso lo spazio del progetto Veni Vidi Feci, fortemente voluto e allestito grazie al supporto di un'instancabile Simona Pinelli (ubiqua ed efficace).
Dopo la visita ad altri stand, il sindaco Sergio Cofferati ha offerto la sua incoraggiante e divertita approvazione ai paladini di "strade pulite" e lo show ha avuto inizio.
Sotto l'occhio vigile di Massimiliano Vincenzi (fotografo neorealista), Davide Pavlidis (pittore prestato alla scultura per l'occasione) e Danilo Masotti (esperto di comunicazione multimediale) si sono avvicendate davanti allo spazio espositivo le più disparate tipologie di persone sia per età che per pensiero e ideologia ma si è evinto che la reazione accomunava e livellava tutti quanti. In che senso?
Beh, per quanto riguarda i bambini, vinta la prima repulsione per il soggetto rappresentato, questi reagivano divertiti alle immagini e volevano togliersi lo sfizio di toccare le sculture sapendo di non correre rischi mentre nel frattempo veniva loro spiegato con parole semplici lo scopo della mostra.
Gli adulti, incuriositi per la maggior parte ma spesso anche indignati, richiedevano ed abbisognavano stranamente di delucidazioni nonostante il tema fosse ovvio e già abbondantemente discusso.
Certo, l'ironia e l'intento sono parsi chiari a diverse persone ma ha stupito non poco il fatto che i più (ricredutisi dopo i ragguagli) pensassero che in quell'area tre pazzi declamassero l'elogio alle deiezioni.
La frase ricorrente era: "Ma cosa ci stanno a dire queste "cose" con la giornata dedicata ai bambini?" Ebbene, la risposta ovvia e lapidaria era un'altra domanda: "Volete consegnare ai vostri figli una città più pulita nella quale crescere?"
Il progetto di riqualificazione di Bologna deve e può partire dal basso, dai marciapiedi per esempio, dallo spazio fisico nel quale la comunità si muove e agisce.
Spesso chi transitava in loco tenendo un cane al guinzaglio sentiva il bisogno di giustificarsi dicendo che lui era uno dei pochi che raccoglieva i bisogni dell'amico a quattro zampe e tutti "quei pochi" parevano passare stranamente proprio da lì.
Si è voluto credere fosse vero e magari, chissà, il senso di disagio che certamente è nato in chi non agisce come civilmente si dovrebbe, può rappresentare un piccolo passo contro questa forma di malcostume.
Le immagini della giornata Fotogalleria

*Occhi in basso: tipica postura del bolognese medio quando cammina sotto i portici. Forma mentis non dovuta ad una deformazione del rachide cervicale ma al tentativo di schivare le cacche. A forza di tenere gli occhi bassi anche i pensieri seguono la stessa strada, invece Bologna ha bisogno di gente che guarda in alto. Serve gente che ha voglia di sognare. (m.v.)










