
Nel 990 d.C. un tal Sigerico, nominato Arcivescovo di Canterbury, fece una lunga passeggiata, da Canterbury a Roma per ricevere direttamente dalle mani di Papa Giovanni VI l’abito che l’avrebbe fatto monaco.
Il pellegrino ha annotato sul proprio diario la strada da lui percorsa per arrivare dalla gelida Albione nella Terra dei Papi. La lunga sequenza di città e di stati che ha percorso il prelato durante l’interrail senza treno formano quella che è nota, ancora oggi, come Via Francigena.
Nella tarda Primavera di quest’anno, un giovane scrittore bolognese ha seguito le indicazioni descritte nel Diario di Sigerico compiendo un’eccezionale avventura per i giorni nostri.
Enrico Brizzi, colui che diede vita allo Spettro della Bolognesità insieme a Maso nel lontanissimo 2004, è il felsineo scrittore neopellegrino che ha camminato tutti quei chilometri con zaino in spalla e la compagnia di qualche fidato amico.
La cronaca e le immagini di questo viaggio si possono trovare nel sito dedicato e, ancora per pochi giorni, nella home page dell’Espresso.
La scelta di Brizzi&Friends non è così obsoleta come può sembrare. Il turismo lento, questa la definizione della nuova tendenza di viaggiare immersi nella natura, consente al viandante di riappropriarsi di se stesso e di portare un po’ del degrado cittadino nei boschi, facendo la pipì sugli alberi invece che nei portoni.
Molte sono le modalità del viaggiare lenti. Si può scegliere, infatti, di andare a piedi, si può montare la sella di una bicicletta, si può camminare scalzi e addirittura nudi.
Una meta molto battuta dai Forrest Gump locali è la Via degli Dei, un antico percorso romano che parte direttamente da Piazza Maggiore per arrivare fino a fino Piazza della Signoria a Firenze, passando attraverso l’Appennino Bolognese.
Per quanto mi riguarda, credo che mai affronterò un viaggio di questo tipo.
Impensabile fare tutti quei chilometri senza neanche una vetrina.


























